Come sono diventato un cornuto

Mi chiamo Giovanni ho 38 anni e sono sposato da 10 anni con Assunta bella donna di 36 anni.

Non siamo quello che si può dire una bella coppia e questo, è ovviamente dovuto a cause imputabili solo a me.

Io sono piuttosto grassottello e pure basso (1.60 cm x 80 kg), aggiungiamo che sono pure calvo ed il quadro deprimente della mia descrizione fisica è completo.Sono ricco di famiglia e vivo comodamente di rendita.

Mia moglie insegna lettere in un liceo scientifico, è invece , una bella donna alta e con tutte le curve al posto giusto (1.75cm x 60 kg).Ha dei lunghi capelli neri che porta raccolti in uno chignon, un viso veramente sensuale con due grandi occhi e labbra carnose che ispirano osceni pensieri. Inoltre il seno è molto prosperoso ma sodo (4^ misura), ma la cosa più spettacolare è il suo splendido culo, che mette sempre in risalto con delle gonne molto attillate e appena sotto il ginocchio.Naturalmente anche le sue lunghe e belle gambe non lasciano gli uomini indifferenti.

Non abbiamo figli e viviamo tranquillamente la nostra vita di coppia.

La mia signora ,quando ci siamo sposati, era vergine , infatti aveva ricevuto un’educazione molto rigida e severa, che ne aveva fatto una donna molto austera e morigerata.

Questo, credo che abbia aiutato a mantenere unita la nostra coppia, infatti lei, probabilmente per ingenuità, non si era mai resa conto del mio problema o per meglio dire dei miei problemi.

In pratica non si era mai lamentata delle dimensioni del mio cazzo(non oltre i 6 cm) e della durata dei mie amplessi (non ho mai superato i 2 minuti per una scopata).

Inoltre non ho mai brillato per fantasia , non sono mai andato oltre la classica posizione alla missionaria, e abbiamo sempre fatto sesso in luoghi canonici (nostra camera da letto) e nei giorni prestabiliti(2 sabati al mese).

Insomma abbiamo sempre svolto una vita molto tranquilla ed anche i nostri caratteri si sono integrati perfettamente.E’ la mia signora a comandare in casa ed io, che ho un carattere molto remissivo, accetto tranquillamente la sua autorità.

Il mio stato di soggezione nei suoi confronti è accentuato anche dalla prestanza fisica , lei infatti è già 15 cm più alta di me , poi con i tacchi che ha l’abitudine di indossare (10-13 cm) la differenza di statura viene ulteriormente ingigantita, creando ad esempio, una certa ilarità nelle persone che ci incrociano per strada, in pratica non le arrivo oltre la spalla.

Questa situazione e lo stato generale delle cose sembrano divertire molto la mia signora, anche se lei apparentemente non ha fatto mai nulla per ostentare tutto ciò, anche se credo sia molto compiaciuta dall’ammirazione che hanno verso di lei gli uomini, pure quando questa è manifestata in maniera molto volgare, come ci capita a volte durante le nostre passeggiate :

- mi fai tirare il cazzo con quella faccia da troia –

- le tue labbra mi ispirano solo la voglia di fartelo succhiare –

- ma che belle tettone , ho voglia di mungerti –

- molla quell’ometto e vieni con noi che abbiamo dei bei cazzoni, da darti –

- come sculetti bene bella troiona –

Questi sono solo alcuni dei commenti che sovente la mia signora ispira durante le nostre passeggiate.

Questi commenti non hanno mai fatto arrabbiare la mia signora che li ha sempre sopportati dimostrando molta indifferenza.Però qualche volta a casa,mi ha fatto notare , sempre con molto garbo, che non avevo preso le sue difese e che in fondo il mio comportamento non si potesse definire proprio, da vero uomo, cosa quest’ultima ,che lei avrebbe molto gradito.

Sono convinto che, se non fosse stato per la sua severa educazione, la mia signora a quest’ora mi avrebbe riempito di corna. E proprio quest’idea delle corna che, da un po’ di tempo, sta diventando una mia nuova ossessione. Infatti, la notte mi capita sovente ,di sognare mia moglie alle prese con più uomini e mentre questi la oltraggiano , con sua piena soddisfazione,mentre io mi masturbo in disparte.

Sono giunto a masturbarmi facendo queste fantasie anche ad occhi aperti, trovando più soddisfazione in queste seghe solitarie che nell’accoppiarmi con mia moglie.

Negli ultimi tempi anche il comportamento di mia moglie è un pochino cambiato, e diventata più spigliata , più civetta, insomma ha perso quella patina di seriosità che la offuscava e tutto questo la ha resa ancora più bella e sensuale.

Inoltre le sue allusioni alla mia scarsa virilità sono sempre meno velate e più palesi.

Una volta , tornati da una nostra passeggiata ha commentato :

- insomma Giovanni mi insultano in tutte le maniere e tu non reagisci per nulla , non fai nulla per difendermi da quegli insulti – e aggiunse

- non fai nulla per difendere la tua signora , quella che poteva essere la madre dei tuoi figli,solo se eri abbastanza uomo da ingravidarmi –

- sono sicura che se qualcuno mi mettesse le mani addosso anche in questo caso tu non faresti nulla, anche se un uomo venisse qui in casa a violentarmi tu non faresti nulla per difendermi, ma te staresti buono buono in disparte , vero ?
Non gli risposi nulla, ma nel mio intimo ero rimasto molto turbato ed eccitato dalle sue parole, tanto da dovermi chiudere in bagno per farmi una sega.

In seguito ha iniziato a commentare anche le dimensioni del mio cazzetto, infatti mentre leggeva una rivista femminile ha iniziato a farmi partecipe di quanto stava leggendo :

- Senti Giovanni cosa dice questa statistica : la lunghezza media dell’organo maschile è di 18 cm, le misure più piccole sono intorno ai 12 cm mentre gli organi più lunghi possono arrivare fino a 27-28 cm – e poi ridendo aggiunse

- E il tuo quanto è lungo ?

- Non lo so – risposi io con un filo di voce , ma lei incalzò e andò a prendere un righello

- Vieni qui che te lo misuro , dai calati i pantaloni

Calatomi i calzoni mi prese il cazzetto in mano e fece la prima misura

- quattro cm hai un cazzetto di quattro cm , da moscio – e proseguì

- adesso te lo faccio tirare e vediamo quanto misura “al massimo della sua potenza”- tutto con un tono sprezzante e di derisione che mai avevo udito uscire dalla sua bocca.

Ottenuta l’erezione proseguì nella misurazione :

- 6 cm hai un pisellino di 6 cm quando è in tiro –

- insomma anche da questo punto vista sei un minidotato, sei solo un tappetto panzone e minidotato, questo è l’ometto che ho sposato.

- Inoltre quando scopi duri al massimo 2 minuti , mentre le mie colleghe dicono che i loro uomini durano minimo 15 minuti, ma anche 30 o 45 minuti – e concluse

- Come uomo non vali proprio nulla , per quale motivo ti sono stata fedele fino adesso non lo so, ma credo che da ora in avanti ti riempirò di corna –

Mentre diceva queste parole , io eccitatissimo , avevo iniziato a menarmi il pisellino e dopo pochi secondi venni spruzzando 2-3 gocce di sperma per terra.

- ma brutto segaiolo minidotato, io pavento propositi di cornificarti e tu non trovi altro di meglio da fare, che menarti il pisellino –

- bene visto che ti piace ti farò assistere agli incontri con i miei futuri amanti, così potrai continuare a comportarti da quel segaiolo che sei – e aggiunse

- da oggi tu con quel ridicolo cazzetto non scoperai più con me , il massimo che ti concederò e di toccartelo mentre ti spari qualche seghino –

Da allora l’abbigliamento di mia moglie mutò notevolmente, infatti le gonne iniziarono ad essere più corte e aderentissime, inoltre esibiva scollature vertiginose , che mettevano sempre più in risalto il suo splendido seno.

Le calze con giarrettiere o reggicalze , sostituivano i vecchi collant.Il trucco divenne più appariscente e contribuiva ad dare alla mia signora quell’aspetto da troia, che per tanto tempo era rimasto sopito e che ora esplodeva in tutto il suo splendore.

Al cambiamento di look segui anche un cambiamento di atteggiamento e mentalità, non più un’austera signora , ma una bella signora vogliosa di provare tutto le esperienze sessuali che, l’educazione severa prima e il marito pisellino poi , le avevano sempre negato.

Quindi poche mattine fa prima di uscire per andare a scuola mi disse :

- caro non mi aspettare per pranzo , perché sono stata invitata dal preside – e aggiunse

- sai è tanto che mi corteggia e poi è un bell’uomo di 35 anni , alto , muscoloso e si dice che sia anche ben fornito a livello di CAZZO e come tu sai io sono tanto bisognosa di un vero CAZZO –

Pronuncio la parola CAZZO , proprio come una bambina che si voleva far sentire a dire le parolacce e poi continuò :

- credo che oggi gli cederò , gli concederò ogni parte del mio corpo desideri. Poi quando tornerò a casa, ti racconterò tutto e mentre ti racconterò come mi sono fatta scopare, tu ti menerai il cazzettino piccino fino a godere-

- sei contento pisellino di diventare , come meriti, un gran cornuto ?

- si amore , sono contento sia delle corna che del fatto che finalmente, tu possa essere soddisfatta da un vero uomo-

- ciao pisellino, ci vediamo stasera – disse lei uscendo di casa tutta sculettante.

Quella mattina indossava un miniabito blu aderentissimo con una scollatura vertiginosa che mostrava generosamente le sue splendide e grosse tette. Inoltre essendo il miniabito particolarmente corto anche le cosce erano generosamente esposte, coperte da calze nere con la riga sorrette da 2 giarrettiere anch’esse nere, che facevano capolino sotto il vestito quando la mia signora si sedeva.

Le scarpe blu e molto scollate erano dotate di tacchi altissimi, circa 12 cm, e contribuivano a darle un andatura molto ondeggiante.

Il trucco molto vistoso e i gioielli le conferivano ulteriormente quell’aspetto da signora molto troia, che l’avrebbe fatto rizzare ad un novantenne.

Pensai che avrebbe arricchito anche le fantasie erotiche dei suoi alunni quella mattina, oltre che soddisfare il preside, naturalmente.

La sera verso le 6.30 tornai a casa e non trovai mia moglie che fece ritorno a casa solo dopo mezzanotte.

Infatti senti il rumore di una macchina e la vidi scendere : era completamente nuda, indossava solo calze e scarpe oltre che a i gioielli e pure il trucco era integro.Evidentemente prima di tornare si era accuratamente lavata e truccata ma aveva evitato di vestirsi.

Appena entro mi disse che i vestiti erano nel portabagagli e di andare a prenderli ,poi aggiunse, che era stato il preside a volere che lei guidasse la macchina in quelle condizioni e che aveva avuto in quella giornata un’esperienza veramente unica.

- sai oggi ho perso veramente la verginità ,oggi quell’uomo mi ha fatto scoprire che razza di femmina sono, sono stata la sua troia.

- Inizia a menarti il pisellino che ti racconto come ti ho reso cornuto , come sono diventata la sua troia, tu pisellino non dormirai più nel letto con me, anche quando lui non sarà qui con me, è meglio che ti metti una brandina nella camera da letto.Adesso comunque ascolta :

- Oggi appena sono arrivata a scuola tutti i maschi che mi incrociavano più che guardarmi mi radiografavano, appena arrivata in classe i ragazzi non mi hanno tolto gli occhi di dosso , facendo pesanti apprezzamenti su di me .

- Hai visto che figa la prof. , guarda che aspetto da troione che ha , sarebbe la delizia di qualsiasi maschio, beato chi se la fotte -

- Finite le ore di lezione sono andata nell’ufficio del preside, che appena mi ha visto ha detto :

- Assunta oggi, lei è più figa che mai , andiamo a casa mia che le farò conoscere le più alte vette del piacere, però mi deve promettere di ubbidirmi a qualunque richiesta le farò –

- Certo signor preside – risposi io

- Così tutta eccitata mi recai alla macchina del preside ed insieme raggiungemmo casa sua. Appena giunti nel suo appartamento mi ha ordinato di spogliarmi degli abiti , cosa che feci immediatamente, rimanendo con solo le calze e le scarpe.

- Bene troiona ora che sei nuda inginocchiati ai miei piedi e prendi il mio cazzo in bocca –

- Aveva un cazzo veramente enorme, altro che il tuo, era almeno 25 cm di lunghezza.Ho iniziato a leccarglielo tutto dalle palle alla cappella , poi lui mi ha impugnato la testa per le orecchie e dopo avermi infilato il cazzo in bocca ha iniziato scoparmi in gola e ha finito scaricandomi in gola un interminabile fiotto di sborra, che naturalmente, ho dovuto inghiottire.E’ stata veramente una sensazione bellissima sentire il sapore del suo cazzo prima e della sua sborra poi.Lui è stato veramente molto deciso ed autoritario, durante il pompino ha continuato ad insultarmi continuamente :

- sei una troia succhiacazzi, una bocchinara nata, una grandissima troia , un puttanone e una scrofa impestata, e da quando sei venuta ad insegnare nella mia scuola che desideravo farti questo servizio , lo hai stampato in faccia che sei un troione -

- dopo aver placato i suoi primi istinti mi ha detto che sono una ottima bocchinara e che con il tempo e sotto la sua guida sarei sicuramente migliorata ulteriormente –

- Dopo ha voluto fottermi in culo e mentre mi inculava si è accorto che per me era la prima e ha iniziato a dire che, tu eri proprio un coglione oltre che cornuto, a non aver approfittato in tutti questi anni del mio splendido culo.Dopo il culo è stata la volta della fica e qui c’è stata la vera sorpresa, infatti mi sverginata, si proprio così: mi ha sverginata.Tu con il tuo pisellino così corto , durante le nostre scopate non sei riuscito a raggiungere l’imene, lasciandolo intatto per il mio amante –

- Ha continuato a scoparmi ed incularmi per tutto il pomeriggio e la sera procurandomi numerosi orgasmi e poi ha voluto che tornassi a casa nuda come mi hai visto –

- Comunque non ho intenzione adesso di raccontarti i particolari di queste scopate,avrai fra non molto, la possibilità di vederle direttamente con tuoi occhi. Infatti, domenica verrà qui a casa nostra, così potrai assistere in diretta ai nostri amplessi e potrai vedere come mi fa godere, come sono diventata la sua troia –

Durante tutto il racconto fatto da mia moglie io non ho mai smesso di menarmi l’uccelletto , arrivando per ben due volte all’orgasmo , sotto lo sguardo beffardo della mia signora.

Arrivò quindi la domenica mattina. La mia signora addobbata come l’altra giorno ed io indossando una calzamaglia aderente, che non faceva altro che accentuare la mia pinguedine, attendevamo il nostro ospite.

Questi non ci fece aspettare molto e giunse verso le nove , non da solo.Infatti con lui c’era anche il professore di matematica, amico intimo del preside, e suo coetaneo (intorno ai 35 anni).

Tutti e due erano uomini molto alti(circa 1.85 cm), inoltre erano dotati di un fisico veramente notevole, larghe spalle pettorali ed addominali tanto perfetti da sembrare scolpiti.

Insomma quanto di meglio una donna potesse desiderare , se poi aggiungiamo che anche l’attributo era da primato, infatti entrambi potevano vantare cazzi da 25 cm, dei veri nodosi bastoni.

- Ciao Assunta , ho portato pure Riccardo , sai da quando gli ho raccontato della nostra avventura dell’altro giorno , ha tanto insistito per godere anche lui delle tue grazie – disse il signor preside

- Hai fatto bene Giuseppe, anche io sono stata sempre attratta anche da lui oltre che da te, vi ho sempre desiderati entrambi e adesso sono felice di potermi concedere a voi – e aggiunse

- Vi presento mio marito Giovanni , vedete che razza di nanetto pancione che è , per non parlare del cazzettino che si ritrova , roba da non crederci –

- Effettivamente è proprio un omettino insignificante, come hai fatto a sposarlo Assunta, questo non riesco a capirlo- disse il preside che continuò

- Sai Riccardo questo ometto ce la così piccolo che dopo 10 anni di matrimonio non è riuscito sverginare sua moglie , la fica ad Assunta glielo rotta io , durante il nostro ultimo incontro –poi il signor Riccardo rivolgendosi a me:

- Dai pisellino levati quella ridicola calzamaglia e mostraci i tuoi attributi , che voglio vedere se Giuseppe esagera o dice la verità –

Così eseguii l’ordine del signor Riccardo e rimasi nudo con il mio patetico cazzetto esposto allo sguardo di derisione della mia signora e dei suoi amanti.

- ma è veramente un formato mignon , roba da non crederci, quanto sarà lungo quel cazzetto – disse Riccardo

- 6 cm , glielo misurato – rispose mia moglie e scoppio a ridere insieme ai due maschioni –poi rivolgendosi a me

- Su caro, fai la brava servetta e portaci qualcosa da bere –

Io con voce strozzata dall’emozione presi le ordinazioni e tra lo scherno dei presenti mi recai in cucina a preparare le bevande ordinatemi da mia moglie e da i suoi amanti.

Tornai nel salone con i bicchieri sopra un vassoio e vidi che mia moglie si esibiva con uno spogliarello mozzafiato mentre i uomini commentavano pesantemente:

- Riccardo ti garantisco che Assunta è una vera troia, ci ha fatto sbavare per quasi un decennio, ma stai sicuro, che ci rifaremo e con gli interessi –

- Guarda che poppe , non sono uno spettacolo? E il culo un vero paradiso -

- Inoltre la bella professoressa Assunta è molto abile a fare certi lavoretti ,è veramente una troia in calore, ha talmente una fame arretrata , che ormai il cazzo per lei è come una droga, è proprio, come una tossica in astinenza: disposta a tutto.Vero puttanona ? –

- Si Giuseppe da quando ho provato il tuo cazzo , non ne posso più fare a meno , sono disposta a tutto basta che mi scopate.Quel pisellino segaiolo di mio marito mi ha fatto mancare tanto di quel cazzo che ormai sono una ninfomane – e prosegui rivolgendosi a me:

- Guardati che schifezza d’uomo che sei, quelle gambette secche , quella pancia flaccida e quel ridicolo ed insignificante pisellino che ti ritrovi in mezzo alle gambe, sei proprio una merdaccia, d’ora in poi solo seghe potrai farti , guardandomi scopare con gli altri. -

- Guarda cornuto come dei veri uomini si divertono con tua moglie –

A questo punto anche i due maschioni si erano denudati mettendo in mostra tutti i muscoli possenti di cui erano dotati, compresi i due enormi bastoni che avevano in mezzo alle gambe e il signor Riccardo disse a mia moglie :

- troia mettiti alla pecorina , che telo sbatto in culo , sono anni che sono ossessionato dal tuo culo, sono anni che ti osservo sculettare per la scuola e sono anni che sogno questo momento-

- si troia adesso te lo sbatto di botto tutto in culo –

- toh –toh-toh prendilo in culo vacca, adesso ti faccio un clistere con la mia sborra, te lo sfondo completamente il tuo buco di culo, ti cancello quell’aria da nobildonna che hai stampata sulla faccia-

- e tu cornutone guarda come mi inchiappetto quella scrofa della tua signora e guarda pure come questa baldracca apprezza il trattamento –

La inculo per più di mezz’ora , con violenti colpi di cazzo.La afferrava per le chiappe infilandosela letteralmente sul cazzo o la colpiva violentemente con degli schiaffoni sul culo , fino a colorarle le natiche bianche di un rosso molto acceso.Quindi concluse la cavalcata scaricandole una potente sborrata nell’intestino.

Poi fu il turno del signor preside che si fece succhiare il cazzo da mia moglie riempiendola di oscenità di ogni genere:

- dai troia vieni qui a prendere il cazzo in bocca, apri quelle belle labbra da succhiacazzi e prendi la cappella in bocca, poi piano piano affonda la cappella nella tua gola, fino a posare quelle labbra da pompinara sui peli del cazzo –

- si troia lo senti il cazzo in gola, rimani così, ferma puttanaccia –

E con la mano le teneva bloccata la nuca in quella posizione, Assunta aveva le narici dilatate per incamerare più aria possibile, perché l’enorme cazzo ficcato in gola, le impediva di respirare con la bocca, poi l’uomo che l’afferrava per lo chignon tirò indietro la testa di mia moglie , facendo comparire nuovamente , come per incanto , la grossa mazza.Per poi , questa volta spingendo la nuca verso di se,far sparire la nuovamente la nerchia nella gola della mia signora , continuando per un bel po’ con questo osceno su e giù.Durante questo trattamento la mia signora strabuzzava gli occhi fino quasi a lacrimare, emetteva strani rantoli , dilatava le narici ma partecipava in maniera entusiasta all’osceno teatrino.Il preside naturalmente, durante continuò ad insultare la mia signora per tutta la durata del bocchino.

- brava troia bocchinara , solo tu riesci ad ingoiarti completamente sta mazza , ci sei proprio portata ,puttane professioniste non riescono ad ingoiarsi cazzi come il mio –

- che ti dicevo Riccardo eh, Assunta è proprio una grandissima troia , guarda che lavoretto mi sta facendo –

- si sborro, troia ti riempio la bocca di sperma, bevila tutta puttanona schifosa –

- Hai ragione Giuseppe sotto quell’aria da santarellina si nasconde la regina delle troie – ed aggiunse parlando a me

- E tu diventerai il re dei cornuti , con la zoccola che ti ritrovi come moglie –

Dopo che il preside ebbe scaricato tutto il suo liquido seminale nella gola delle mia signora facemmo qualche minuto di pausa e ne approfittai per porgere le bevande che avevo sul vassoio ai 3 amanti che adesso erano comodamente seduti sul divano e discutevano amabilmente :

- allora maschioni sono stata brava – disse mia moglie

- certo Assunta sei veramente bravissima credo che quest’oggi ci divertiremo ancora parecchio- risposero in coro i due uomini

- e tu cornutone ti stai divertendo – mi chiese la mia signora e senza aspettare risposta

- stai attento a non smanettarti troppo il pisellino prima che ti senti male ,che con quel fisico da mollaccione che ti ritrovi , c’è il rischio che ti venga anche un infarto – ed aggiunse

- preferisco essere la tua moglie troia che ti riempie di corna , piuttosto che la tua vedova –poi intervenne uno dei maschi dicendo :

- dai basta chiacchierare troia vieni qui che ti infiliamo allo spiedo –

e così chi prima l’aveva inculata ora la scopava in figa, mentre l’altro ,le ficcava il cazzone nel buco del culo. L’avevano sollevata e la limavano contemporaneamente in tutti e due i buchi.

Cambiavano repentinamente posizione manovrandola come una bambola gonfiabile la usavano come la più laida delle troie.

- li senti i cazzoni che ti riempiono fica e culo , grandissima troia –

- si riempitemi tutta ,spaccatemi fatemi male , per troppo tempo ho preso in fica un cazzettino insignificante –

Si scambiarono più volte la posizione fino riempirle tutti e due i buchi , anche più di una volta , di sborra

- dai troia sborro , ti riempio , ti ingravido , ti faccio crescere il pancione –

- puttana ti colmo di sperma l’intestino -

poi esausti caddero a terra, mentre anche io menandomi il pisellino, raggiungevo l’ennesimo orgasmo , emettendo solo una goccia di sborra. Naturalmente ciò provocò le battute di scherno della mia signora e dei maschioni, che notando la scarsa emissione di sperma ,sentenziarono ironicamente , che la produzione di liquido seminale era proporzionale alle dimensioni del mio cazzetto.

- piccolo pisellino neanche una sborrata decente sei in grado di fare – disse mia moglie ridendo

Dopo tutti e tre si recarono nella camera da letto. A me, mia moglie ordinò di sistemare e di raccogliere soprattutto i vestiti dei tre amanti , che erano sparsi sul pavimento, e solo poi mi era consentito di recarmi, anche io in camera da letto per continuare ad assistere alle loro performance.

Quando dieci minuti dopo giunsi in camera da letto i tre amanti erano già avvinghiati in un osceno abbraccio e la mia signora subiva l’ennesima doppia penetrazione.

Io assistevo impotente alle loro scopate ed inoltre a richiesta gli servivo da bere o da mangiare.

Rimasero a dormire nel lettone con mia moglie mentre io mi sistemai in una brandina ai piedi del letto.

Ogni tanto durante la notte venivo svegliato e venivo costretto a brandire uno dei due cazzoni per infilarlo io stesso nella figa di mia moglie mentre lei mi fissava negli occhi e mi diceva irridendomi:

- pisellino così anche saprai cosa si prova ad impugnare un bel cazzone di questa stazza , e guarda che come mi dilata la fica e come mi fa godere –

La mattina seguente gli portai il caffè a letto ed assistetti all’ennesima orgia tra i tre amanti , poi si andarono a fare la doccia e qui fui costretto insaponare con le mie mani le potenti mazze degli amanti di mia moglie, mentre venivo continuamente schernito da mia moglie .

- su segaiolo lava questi bei cazzoni che tanto mi hanno fatto godere e ringrazia i signori che hanno fatto quello che tu non sei mai stato in grado di fare –

Dopo si rivestirono ed insieme si recarono a scuola salutandomi e dandomi appuntamento per nuove avventure .

- ciao cornutone noi quella troia di tua moglie te la scopiamo anche tutti i giorni – mi dissero i due uomini mentre mi salutavano

- tesoro adesso che rimani solo a casa non ti ammazzare di seghe , pensando a quanto hai visto in questi giorni,risparmiati per altre occasioni , che ti garantisco non ti mancheranno.

Così rimasi solo in casa a meditare sulla mia nuova condizione di cornuto felice.

Gabriella una grandissima Troia – capitolo 2

Salve sono sempre Gabriella e seguito a raccontarvi gli accadimenti di quando ormai cinquantenne e vedova iniziai a divenire la grandissima troia che sono ora .
Come dicevo nel racconto precedente la telefonata del bastardo che mi invitava ad un altro
incontro aveva nuovamente acceso i miei sensi
Ero combattuta tra la paura di subire nuovi oltraggi e il desiderio della stessa cosa.
Passai i giorni che mancavano all’appuntamento a masturbarmi freneticamente pensando alle porcate fatte la settimana prima e a quelle che avrei fatto il lunedì seguente.
Il lunedì mattina mi alzai di buon ora e mi preparai accuratamente andai pure dal parrucchiere, era incredibile mi facevo bella per quattro ragazzacci che avevano la stessa età di mia figlia.
Alle due del pomeriggio, puntualissima, arrivai al sexy shop suonai il campanello ed dopo che mi fu aperto entrai.
Li trovai, tutti e quattro seduti sul divano nel salottino all’entrata del negozio , ad attendermi con un sorriso a trentadue denti stampato in viso.

- visto che è venuta – disse il commesso ai suoi amici appena feci la comparsa nel locale
- già la signora ha paura che la sputtaniamo tra i suoi compaesani – aggiunse uno dei ragazzi
- sarà , ma mi sa che è qui anche perché le piace fare la troia – precisò un altro dei ragazzi
- ragazzi per carità , sono venuta per scongiurarvi di lasciarmi in pace , dopotutto l’altra volta lo
sfizio ve lo siete tolti e poi potrei essere vostra madre – dissi con l’intenzione di impietosirli

In realtà sapevo che così li avrei solo provocati maggiormente e forse inconsciamente proprio per questo motivo che avevo parlato in quella maniera.
E come volevasi dimostrare i quattro mascalzoni reagirono in malo modo :

- come ti permetti troia le nostre madri sono delle signore per bene non dei puttanoni come te-
- vacca che non sei altro tu ormai sei solo un sollazzo per cazzi –
- già troia ti conviene rassegnarti e non rompere i coglioni e adesso basta con le chiacchiere
levati quel cazzo di vestito e facci vedere il culo –
- vi prego ragazzi – tentai nuovamente ….
- non devi pregare puttana , ti devi spogliare – mi rispose severamente uno dei ragazzi

Così rassegnata iniziai a sbottonarmi il vestito.
Sotto,visto che era ancora estate , indossavo solo un ridottissimo tanga e la cosa aizzò i giovanotti

- visto la puttana , prima ci prega di lasciarla in pace e guardate come si è presentata –
- neanche fosse un viados –
- dai puttanona levati anche quello straccetto e facci vedere la fica –

Mi tolsi,come diceva il ragazzo, lo straccetto e rimasi completamente nuda in piedi in mezzo alla stanza.
Per meglio dire qualcosa ancora la indossavo , che non copriva molto, ma mi rendeva ancora più indecente ed era costituito dalle scarpe , con tacco da 10 centimetri , da uno splendido girocollo di perle orecchini e borsetta

- bene puttanona ora che sei addobbata come si conviene ad una zoccola come te possiamo pure uscire –
- ma siete pazzi è pieno giorno – protestai terrorizzata dall’idea di dover uscire in mezzo alla strada completamente nuda
- non ti preoccupare troia la macchina ha i vetri scuri ed è posteggiata sul retro e poi ti ho già detto che non devi rompere i coglioni – disse seccamente il commesso

Così rassegnata e completamente nuda mi apprestai ad uscire con i 4 farabutti che nel sospingermi fuori si dilettavano a palparmi tutta .
Salimmo in macchina , io dietro in mezzo a due e gli altri davanti, nel tentativo di nascondere il mio viso indossai un paio di occhiali da sole con delle lenti molto grandi.
Erano le 14.30 e Milano era alquanto trafficata e la macchina procedeva abbastanza lentamente in mezzo al traffico.

- dove stiamo andando- chiesi io preoccupata dopo mezzora di marcia
- in un bel posticino , dove ci sono tante vacche come te –

Ormai eravamo usciti dalla città e ci stavamo dirigendo in aperta campagna , i ragazzi oltre qualche palpatina di tanto in tanto non vollero approfittare del mio corpo .
Ad un certo punto la macchina rallentò e svoltò in una stradina di campagna e prosegui per quasi un chilometro lungo questo sentiero fino a raggiungere una radura tra un boschetto e un campo di mais, dove l’automobile arrestò il suo corso.

- bene la signora è arrivata – sentenzio il guidatore dell’automobile
- allora troia sei arrivata ,devi scendere – mi ribadì il ragazzo

aprirono le portiere e mi tirarono fuori dall’auto

- adesso ti lasciamo qui e andiamo a fare un giro –
- quando torniamo dovrai aver raccolto almeno 300 euro , nel caso contrario ti lasciamo qui fino a che non avrai raggiunto l’obbiettivo –
- ma come li trovo tutti quei soldi ? – chiesi io preoccupata
- con il mestiere più antico del mondo – mi rispose sghignazzando uno dei ragazzi
- ti consigliamo di chiedere 50 euro per ogni scopata , questa è la cifra che vali , troia – mi disse il capo banda mentre facevano inversione con l’automobile

Così mi lasciarono lì nuda e se ne andarono da dove eravamo venuti.
Ero completamente nuda ad eccezione delle scarpe del girocollo di perle ,orecchini , borsetta e occhiali da sole .
Aprii la borsetta nella speranza di trovarvi del denaro ma oltre ai documenti non vi era un becco di un quattrino.
Evidentemente i bastardi per non semplificarmi la vita mi avevano sequestrato il denaro.
Ormai rassegnata tentai di nascondermi nel boschetto nella speranza che i ragazzi, paghi dello scherzo, si sarebbero decisi a venire a recuperarmi.
Dopo oltre un’ora sentii una macchina avvicinarsi, nella certezza che fossero i ragazzi uscii dal boschetto e mi accorsi che non si trattava dei ragazzi , ma troppo tardi ormai mi avevano già visto.
Era un furgoncino e alla guida c’era un uomo di circa trenta anni , non era italiano dall’accento sembrava un rumeno.
Sul furgone con lui c’erano altri cinque, tutti suoi connazionali

- vieni qui troia italiana – disse l’uomo rivolgendosi a me

Poi fermo il l’autoveicolo e insieme ai suoi amici scese e mi venne incontro.

- ci hanno detto quattro ragazzi che per 300 euro ci fai sborrare a tutti per tre volte –

io non ebbi il coraggio di confermare ma non feci nulla per smentire l’affermazione del rumeno

- dai bella troiona andiamo nel boschetto – disse sempre lui

così mi prese sottobraccio e mi portò nel boschetto .
I suoi compari nel frattempo avevano preso una coperta e l’avevano stesa per terra

- visto che bella signora ci scopiamo –
- si avevo proprio voglia di fottermi una bella signora italiana -
- già gli facciamo la festa completa a questa puttana –

poi si levarono i calzoni rimanendo nudi dalla cintola in giù ed esibendo cazzi di notevoli dimensioni

- su bella succhiacazzi italiana vieni a prenderci il cazzo in bocca –
- dai puttana vieni a guadagnarteli i trecento euro –

Io come un automa mi inginocchiai ed presi il primo cazzo in bocca mentre la mia fica iniziava a colare copiosamente.

- si puttana sucami la minchia –
- guarda la signora come lo suca bene il cazzo –
- si adesso la facciamo ingozzare col la sborra a questa troia –

Poi uno degli uomini iniziò ad armeggiare dietro di me e puntato il cazzo contro il mio buco del culo iniziò a spingere.

- si scrofa italiana adesso ti spacco il culo con il mio cazzone rumeno –

così in un attimo mi trovai un cazzo infilato su per il culo ed uno che mi scopava in gola

- oh come è gustosa questa puttana –
- si adesso ti sborro in faccia lurida troia italiana –
- si anche io ti sborro in faccia – disse colui che mi stava inculando sfilandosi dal mio buco del culo e venendosi a segare sul mio viso

tutti e due mi sborrarono in faccia riempiendo il mio viso e gli occhiali di caldo sperma.
Senza darmi tregua altri due presero il loro posto e mi riservarono lo stesso trattamento finendo anche loro a segarsi davanti al mio viso, sporcandolo nuovamente con le loro copiose sborrate, imitati poi dagli ultimi due rimasti.
Proprio quando questi ultimi ebbero fatto anch’essi il loro porco comodo sentimmo arrivare dalla stradina una macchina.
Purtroppo era una macchina della polizia , i sei extracomunitari si catapultarono immediatamente sul furgoncino e fuggirono lasciandomi sola in balia degli agenti, non prima di avermi infilato su per il culo una banconota da 200 euro arrotolata

- favorisca i documenti – mi disse in tono severo un agente

io ero imbarazzatissima , mi trovavo in luogo aperto con solo un paio di occhiali da sole a coprirmi il volto, completamente nuda e con lo sperma che mi colava dal viso e mi inzaccherava sia le lenti che la montatura degli occhiali.
Imbarazzata come non mai presi la borsetta ed estrassi la carta d’identità e la consegnai all’agente

- Gabriella …… , di anni 51 ,vedova, professione impiegata – l’agente dettava al suo collega i miei dati anagrafici
- Allora signora cosa fa in queste condizioni così indecenti –
mi hanno violentata -tentai di giustificarmi io
- in che modo signora ? mi chiede sorridendo sarcasticamente un agente e senza attendere risposta
- non mi sembra di vedere segni di violenza sul suo corpo signora Gabriella -
- anzi ci è sembrato che si intrattenesse con piacere con quei delinquenti -
- mi sa che dobbiamo portarla i caserma per la schedatura – aggiunse seraficamente
- come schedatura – tentati di obbiettare io
- dobbiamo schedarla come prostituta signora – e mentre diceva ciò mi sfilava dal buco del culo la banconota da duecento euro che uno dei rumeni mi aveva infilato prima di fuggire
- non vorrà dirmi che abitualmente va in giro con i soldi infilati su per il culo , signora Gabriella- disse l’agente mentre sorrideva divertito
- vi prego non mi rovinate – li pregai io
- signora lei prima fa la puttana in un boschetto, poi ha paura di rovinarsi la reputazione – disse
uno degli agenti
- vi prego sono una signora per bene , sono disposta a tutto purché non mi portiate in caserma – dissi io ormai senza vergogna
- che fa signora tenta di corromperci – disse con tono di finto rimprovero il solito agente
- Comunque se la signora è disposta a collaborare possiamo chiudere un occhio sull’accaduto- disse il comandante della pattuglia mentre si sbottonava la patta dei calzoni

Naturalmente anche gli altri agenti presero ad imitare il loro capo ed estrassero le loro grosse minchie

- visto che già si è fatta farcire di sborra da quei bastardi noi ci limiteremo a sborrarle in faccia la nostra sbroda –
- si puttanazza ci fai cosi schifo che non ti vogliamo toccare neanche con i nostri cazzi –

Così senza toccarmi presero a menarsi il cazzo davanti alla mia faccia

- spalanca la bocca troia , che fra poco arriva il succo di cazzo –
- guardate come se sta a bocca aperta ad aspettare la sborra –
- questa deve essere proprio una grandissima troia –

e mentre esternavano questi osceni commenti iniziarono quasi all’unisono a sborrare , indirizzando i copiosi getti sul mio viso.
Quando tutti e quattro ebbero finito di sborrare avevo la faccia ricoperta da una maschera di sperma .

- guardate come l’abbiamo ridotta la vecchia baldracca – disse sghignazzando uno degli agenti
- già dobbiamo fare qualcosa per renderla più presentabile – disse un altro agente
- che ne dite di farle una doccia con il nostro piscio ? –
- ottima idea –
E senza perdere tempo uno degli agenti inizio a pisciare indirizzando il getto sul mio volto

- troia apri la bocca che ci voglio pisciare dentro – fu ilo suo commento

Naturalmente anche gli altri imitarono immediatamente il loro collega iniziando anch’essi a scaricare la loro vescica sulla mia faccia.

- si inzuppiamole anche i capelli di piscio , così questa latrina di donna sarà riconoscibile dall’odore ance a chilometri di distanza –

Io mentre venivo oltraggiata in tale maniera iniziai pure ad eccitarmi e non solo , infatti mi infilai una mano tra le cosce e presi a masturbarmi .

- guardate la troia si sta sditalinando è proprio una cessa -
- hai capito puttanazza che sei solo una cessa , una latrina -

Più mi insultavano e più mi eccitavo e dopo pochi secondi ,mentre i quattro mi stavano ancora colpendo con i loro getti di urina , ebbi un vistosissimo e dirompente orgasmo.

- si godo ,si pisciatemi addosso , sono la vostra latrina , la vostra cessa –
- troia puttana scrofa che non sei altro –
- fai ribrezzo sei una puttana per animali –

Io mi accasciai al suolo mentre i poliziotti finito di pisciare rinfoderarono i loro arnesi nei calzoni e se ne andarono lasciandomi li nuda e inzuppata del loro piscio.
Naturalmente si tennero anche la banconota dai duecento euro che i rumeni mi avevano infilato su per il culo prima di fuggire.

- questa ce la teniamo noi – dissero allontanandosi e riferendosi alla suddetta banconota

Ero stata oltraggiata da cinque rumeni e da quattro poliziotti ma non avevo tirato su il becco di un quattrino e fra poco i ragazzi sarebbero passati a prendermi.
Infatti pochi minuti dopo arrivarono i ragazzi

- guardate la troia come è ridotta – disse uno dei ragazzi vedendomi in quello stato
- allora quanto ai tirato su puttana –
- niente , sono arrivati dei poliziotti e mi hanno derubata – dissi io tentando di giustificarmi
- vecchia troia ti avevamo dato un incarico – mi rimproverò uno dei ragazzi
- dovevi battere fino a che non tiravi su trecento euro –
- e come ti avevamo promesso non ti porteremo a casa fino a che non avrai raccolto questa benedetta somma –
- su ragazzi portiamola alla cascina , conciata com’è solo là la potremo fare prostituire –

Ormai rassegnata stavo per salire in macchina ma fui fermata da uno dei ragazzi

- dove pensi di salire, non vedi che puzzi come un cesso della stazione –
- tu adesso ti accomodi qui – mi disse il ragazzo aprendo il baule dell’automobile

Cosi rassegnata obbedii e mi accovacciai nel portabagagli e pochi secondi dopo partimmo in direzione di questa fantomatica cascina.
Io chiusa nel baule non vedevo la strada e ne potevo sentire i discorsi dei ragazzi e durante tutto il tragitto feci mille pensieri su quello che sarebbe accaduto da li a poco.
Dopo circa 10 minuti di strada arrivammo a destinazione la macchina si fermo e mi vennero ad aprirmi lo sportello per farmi scendere.

- esci troia – mi esortò uno dei ragazzi
- mettiti a quattro zampe cagna – aggiunse appena fui fuori dall’auto

e senza perder tempo prese un collare per cani con guinzaglio e me lo mise al collo.

- adesso fai la brava cagnetta così ti guadagni i trecento euro -

Cosi mi spiegarono che quello era un bordello molto speciale dove dei facoltosi padroni e padrone di cani portavano i loro animali ad accoppiarsi con della cagne umane .

- ma siete impazziti – tentai di protestare io
- zitta troia – disse uno dei ragazzi dandomi un calcio nel culo

Così fui trascinata in un capannone al cui interno cerano una serie di box tipo quelli per le vacche solo che erano un po’ più piccoli .
All’interno di ogni box vi era una donna , o per meglio dire una cagna umana , alla pecorina .
Il pavimento del capannone era sterrato ricoperto di paglia e vi era un grosso via vai di signori e signore con i loro cani.
Mentre entravamo ci venne incontro un signore di mezza età , il proprietario della cascina .

- salve ragazzi – disse con cordialità l’uomo che poi proseguì
- e questa la vecchia troia di cui mi avete parlato –
- si è lei , come ti dicevo non ha esperienza ma è una grandissima troia , le si può fare di tutto senza problemi –
- ho un giusto un signore che ha una richiesta molto particolare – fece una pausa e poi seguitò ad illustrare la “particolare richiesta “
- questo signore vuole far montare una cagna umana dal suo pastore tedesco , ma prima la vuole marchiare a fuoco sul culo, con le sue iniziali –
- Per questo offre 4000 euro oltre ai 1000 per la monta con il cane –
- Non male no?Sono 2500 euro per me e 2500 euro per voi –
- Certo è una bella somma – acconsenti uno dei ragazzi

Quindi accordatosi senza prendersi la cura di avere il mio assenso i bastardi mi tradussero verso una gogna al centro del capannone e mi fissarono collo e polsi nelle feritoie.

- si è meglio bloccarla per bene la troia – commento il padrone della cascina
- vado a chiamare il signore di cui vi dicevo prima – e si allontano

Appena allontanato tentai di protestare con i ragazzi

- ragazzi non voglio essere marchiata come una vacca , ho paura –
- senti puttana tu non sei in grado di scegliere a noi sta bene che vieni marchiata a fuoco e poi montata dal cane e quindi è inutile che protesti –
- comunque se vuoi tornare a casa sei libera d’andartene quando vuoi –
- naturalmente nuda come sei e a piedi – disse facendosi una risata uno dei bastardi

purtroppo convenni che mi avevano in pugno e rassegnata attesi che si compisse il mio destino.
Dopo pochi minuti sentii arrivare il padrone della cascina con il signore che avrebbe pagato la mia prestazione.

- ecco signor commendatore questa è la cagna –
- ha è proprio una vecchia cagna – disse l’uomo che poi proseguì
- per il marchio sul culo avrei cambiato idea – io sentendo queste parole tirai un sospiro di sollievo , ma purtroppo mi sbagliavo ,infatti l’uomo aggiunse
- si non voglio marchiarla con le mie iniziali ma con la scritta troia , a fuoco sul culo –
- non c’è nessun problema – rispose il padrone di quello speciale bordello

Portarono un braciere dove ardevano dei carboni mi fecero vedere l’attrezzo con cui mi avrebbero marchiata e lo posero sul braciere per arroventarlo.

- guarda puttana per tutta la vita avrai la scritta troia marchiata sul culo –
- già chissà come lo spiegherà al suo medico quando la visiterà –

Dopo pochi minuti l’attrezzo era completamente arroventato e il padrone del bordello lo prese in mano aspettando l’ordine del signore che aveva comprato la mia prestazione

- si marchia questa troia falla urlare – disse l’uomo mentre aveva estratto il cazzo dai calzoni ed aveva preso a menarselo
- si che la marchio la vacca – e con fare sadico mi appoggio l’attrezzo arroventato sulla chiappa destra facendomi urlare dal dolore

Intorno a me si era creato un nutrito gruppo di persone che erano venuti a godersi la scena della marcatura.
Il clima era veramente surreale non potevo credere a quello che mi stava accadendo mi sembrava di vivere un incubo

- guarda come si legge bene la scritta – disse uno dei ragazzi
- già servirà a ricordarle per tutta la vita che razza di puttana è diventata – gli fece eco uno dei suoi compari

Io rimasi quasi priva di sensi poi a poco a poco mi ripresi e la cosa che dava maggiore fastidio non era il dolore fisico ma l’umiliazione di essere stata marchiata come un vacca e per giunta davanti ad un pubblico divertito.

- hai visto a quella signora cosa gli hanno fatto -
- bisogna esser proprio delle grandi puttane per accettare di farsi fare una cosa simile – dissero due signore mentre commentavano l’accaduto

Comunque il mio supplizio non era ancora terminato , infatti dopo poco tempo arrivò tenuto al guinzaglio il pastore tedesco che mi avrebbe dovuto montare .

- ti presento il tuo nuovo amante – disse il padrone del bordello portando il cane alla mia vista
- io signor commendatore dice che un amante instancabile , vedrai che ti piacerà, vecchia troia –
Così portato il cane alle mie spalle lo slegarono dal guinzaglio e lasciarono libero.
Il cane senza perdere tempo si catapultò su di me e mi infilò alla pecorina.
Era evidente che non era la prima volta che montava una donna infatti mi infilò al primo colpo e prese a penetrarmi con maestria.
Il suo cazzo era dentro di me e mi pistonava vigorosamente , lo sentivo crescere sempre di più ed improvvisamente sentii salire in me l’eccitazione.
Si vi sembrerà incredibile ma la bestia che mi montava mi fece dimenticare del dolore procuratomi dalla marchiatura ed iniziai a gemere di piacere

- guardate la troia ci sta prendendo gusto –
- ma questa puttana è proprio senza limiti , che razza di schifosa bestia è questa donna –
- si sono una cagna , godo ad essere la cagna di questo animale –
- sono la più laida delle donne –

Il cane mi monto per una ventina di minuti riempiendomi con il suo caldo sperma.
Finita la monta il cane mi si staccò di dosso e fui liberata dalla gogna che mi teneva bloccata.
I ragazzi mi riattaccarono il guinzaglio e facendomi camminare sempre a quattro zampe mi condussero fuori dal capannone verso la macchina.

- avete visto ragazzi che la puttana ha tirato su 2500 euro –
- già ed ha pure goduto , peccato che per qualche giorno farà fatica a sedersi – commentò un altro facendosi una risata

In macchina fui medicata con una pomata e partimmo alla volta del sexy shop.
Arrivati parcheggiammo sul retro del negozio, io ero ancora nuda, e approfittando dell’oscurità entrammo.

- bene troia lercia come sei ci fai così schifo che non ti scoperemo -
- adesso però ti rimetti a quattro zampe e ci vieni sucare le minchie –
- e dopo che ci avrai fatto sborrare a tutti e quattro potrai andartene –
- naturalmente i vestiti li metterai in borsa e nuda come la troia che sei andrai verso la tua macchina –

Io ormai rassegnata obbedii ed inginocchio ai loro piedi presi a sbocchinarlo devotamente , in fondo mi piaceva essere umiliata dai quei ragazzi che avevano l’età di mia figlia.

- come suca bene sta puttanona –
- si troia bevi la nostra sborra , facci godere –

Insomma tra scurrili esortazioni ed indicibili insulti li feci sborrare a tutti e quattro.

- bene troia ora puoi andare –
- per il prossimo appuntamento ci facciamo sentire noi –
- ma per la prossima volta credo che non ci basterai più solo tu –
- credo che vorremmo goderci anche quella puttanella di tua figlia –
- ma voi siete pazzi – risposi furiosa io
- non dire stronzate vacca , sarà meglio che tu esegua i nostri ordini –
- sai oggi pomeriggio abbiamo girato un bel filmino e non credo che tu voglia che venga distribuito nel tuo ridente paesino e adesso vai che come ti ho già detto ci faremo vivi noi –

Preoccupata per questo nuovo sviluppo uscii dal negozio e nuda come mi trovavo raggiunsi la macchina e tornai a casa.
Ormai ero completamente in loro balia e chissà che altro ancora avrei dovuto sopportare.

Gabriella una grandissima Troia – capitolo 1

Salve il mio nome è Gabriella, vivo in una città del nord d’Italia che, per ragioni di privacy preferisco non menzionare , e nonostante abbia ormai compiuto i 60 anni , posso ancora considerarmi una bella donna.
Questo non lo dico io, ma lo deduco dal successo che ancora ho tra gli uomini , soprattutto tra quelli più giovani e dai fischi d’ammirazione e non solo quelli … che mi raggiungono per strada.
Da qualche mese sono pure in pensione da un lavoro che ho svolto più per diletto che per necessità.
Sono alta 1.71 mora occhi neri e capelli ramati mossi e ciliegina sulla tortaiseno quarta misura , sono sempre molto elegante ,ben vestita e curata nei particolari.
Sono fissata sulle scarpe , infatti ne ho una collezione ricchissima e numerosissima costituita da un centinaio di paia che in comune hanno il fatto di avere un tacco non inferiore ai 10 cm .
Si, adoro sculettare per vie delle città sui miei altissimi tacchi.
Inoltre amo indossare biancheria intima pregiata e molto sexy , aborro i collant ed indosso solo calze sorrette da giarrettiere o reggicalze.
Sono come avrete già capito una signora borghese benestante , da quasi 10 anni sono vedova di un marito che aveva 30 anni più di me.
Sessualmente, non abbiamo mai fatto faville,anche perché quando mi sono sposata io avevo 24 anni e lui 54 e visto che allora il VIAGRA non esisteva ancora , le prestazioni del mio consorte erano piuttosto deficitarie.
Sverginarmi gli costò parecchia fatica e non ci riuscì al primo tentativo e neppure al secondo, comunque nonostante la scarsa vigoria nel primo anno di matrimonio è anche riuscito a mettermi in cinta e nove mesi dopo ho dato alla luce mia figlia Claudia.
Dopo la nascita della bambina i nostri già rari rapporti sessuali si sono diradati ulteriormente , dopo una decina, ormai sessantaquattrenne, è diventato completamente impotente e da allora non mia ha più scopata . Nonostante questo gli sono rimasta praticamente fedele fino alla sua morte.
Dico praticamente perché ho avuto una particolare relazione con il notaio a cui ho fatto da segretaria, mi spiego meglio : io ed il notaio , mio coetaneo,non siamo mai andati ha letto insieme, non mi ha mai scopata ne analmente ne in maniera tradizionale ma mi sono limitata ,per tutti e 35 che ho lavorato da lui, a praticargli inginocchiata ai sui piedi sotto la scrivania dei deliziosi e devoti bocchini.
Non lo facevo per piacere ma perché ritenevo quasi un mio obbligo di segretaria sbocchinare il proprio capo.
Tutto avveniva in maniera molto discreta e il signor notaio non mi ha mai chiesto di più , anzi nonostante questa particolare intimità ci siamo sempre dati del lei , io lo chiamavo signor notaio e anche lui si riferiva a me dandomi della signora (ho iniziato a lavorare da lui dopo il matrimonio).
L’unica eccezione, da parte sua, avveniva durante il bocchino dove mi apostrofava con i peggiori epiteti.
La cosa avveniva più o meno in questa maniera :

Il notaio dal suo ufficio con l’interfono mi chiedeva di raggiungerlo

- Signora Gabriella per cortesia chiuda a chiave l’ingresso e mi raggiunga immediatamente – era il segnale

Io eseguivo quanto ordinatomi e lo raggiungevo in ufficio

- eccomi Signor Notaio cosa posso fare per lei – dicevo io in maniera molto compita
- lo sai che sei solo una grandissima e stupidissima troia? – diceva lui trasformandosi dal tranquillo dottor Jakil in mister Hide –
- e qual è il compito delle troione come te , che non hanno neanche un briciolo di cervello ? – e senza aspettare risposta
- di sucarmi devotamente il cazzo- e aggiungeva
- sei una ochetta giuliva con un cervello da gallina e esisti su questa terra solo per succhiare il cazzo agli uomini –
- non trovi che questa sia la tua funzione sociale, troia ? –
- certo Signor Notaio – rispondevo io remissiva e con un filo di voce
- bene visto che sei d’accordo accucciati sotto la scrivania e succhiami la verga , dai vacca vieni a guadagnarti lo stipendio –

A questo punto mi inginocchiavo sotto la scrivania gli sbottonavo la patta e dopo avergli estratto il membro dai pantaloni iniziavo a praticargli un gustosissimo pompino.
Lui per tutta la durata della fellatio seguitava ad insultarmi e a ricordarmi quanto fossi stupida e come fossi solo una puttana succhiacazzi.
Questi pompini si protraevano per oltre una mezzora e sfociavano in una copiosa sborrata all’interno della mia bocca.
Quando aveva finito di eiaculare , provvedevo a nettargli il cazzo con la lingua da ogni residuo di sborra e lo riponevo all’interno dei pantaloni.
Mi alzavo ed in piedi accanto all’uomo attendevo sue disposizioni :

- ottimo Signora Gabriella , ne avevo proprio bisogno , può tornare al suo lavoro – diceva lui senza degnarmi di uno sguardo
- grazie Signor Notaio , disponga di me come meglio crede- e mene tornavo tranquillamente nel mio ufficio e sia io che lui ci comportavamo come non fosse successo nulla

Questa scenetta accadeva una o due volte massimo alla settimana e come ho detto non è sfociata in niente di più ma mi ha consentito , grazie ad un esercizio costante ed ultra trentennale esperienza , di divenire una grandissima bocchinara.
In tanti anni non ho mai avuto il desiderio di farmi possedere, anche nonostante l’assenza di rapporti tra me e mio marito, in pratica fino a 50 anni sono stata frigida.
Dopo la morte di mio marito c’è stata la metamorfosi infatti a 50 anni suonati e raggiunta la menopausa sono stata colta da una incredibile frenesia erotica.
Purtroppo il notaio non volle arricchire il nostro rapporto ed io dovetti accontentarmi di succhiargli il cazzo quando gradiva, quindi fui costretta ad arrangiarmi da sola.
Cosa che feci egregiamente con frutta e ortaggi , infatti mi masturbavo continuamente con l’ausilio di banane, carote e zucchine mano amano sempre più grosse .
Mi masturbavo in continuazione anche in ufficio , a volte andavo a far la spesa con qualche ortaggio infilato in fica o su per il culo.
Poi un giorno mi decisi ad andare in un sexy shop per comprare qualche attrezzo più come dire … professionale , così presi la macchina e mi recai a Milano, dove trovai vicino la stazione un sexy shop e vi entrai.
Qui fui colpita dall’enorme quantità di oggetti di ogni genere a da tutte quelle videocassette dei generi più depravati. Girai nel negozio per più di mezzora senza decidermi ad acquistare nulla a questo punto mi venne vicino il commesso , un ragazzo moro di circa 25 anni di media statura piuttosto brutto e con un’aria da teppista

- desidera signora –
- ma stavo guardando in giro , non saprei precisamente – risposi io imbarazzata
- di qua ci sono i cazzi , di tutte le dimensioni – mi disse sorridendo beffardamente
- qui invece può trovare abbigliamento da troia , vede se mette questo credo le farebbe risaltare le grosse tettone –
- se vuole lo può provare – disse mentre me lo porgeva
- vada li dietro c’è il camerino – insisté l’uomo

Io ero completamente frastornata ed anche eccitata e come un automa presi l’abito ed entrai in camerino.
L’abito era veramente indecente , era nero aderentissimo e non era più lungo di una camicia , inoltre mi lasciava completamente scoperte le spalle ed del seno copriva appena i capezzoli .
Siccome era estate io non portavo reggiseno , visto che nonostante la quarta misura sta su anche da solo , quindi oltre a quel succinto vestitino solo le mutandine, tra l’altro anche loro non molto castigate, mi separavano dalla nudità.

- allora signora lo ha indossato – mi disse il commesso stando oltre la porta
- si ma non c’è uno specchio qui dentro – gli feci notare io
- venga fuori che lo specchio e qui – mi rispose lui

Io completamente inebetita uscii dal camerino e camminando sui miei altissimi tacchi , indossavo un paio di sandaletti molto scollati , con un tacco di almeno 10 cm , raggiunsi il commesso mostrandomi in tutto il mi splendore

- le sta proprio bene signora – disse il commesso vedendomi
- sembra proprio una battona così vestita – aggiunse pensando forse di farmi un complimento e poi aggiunse
- lo sa che ha proprio un bel paio di tette , proprio belle sode –

Nel frattempo senti la porta del locale aprirsi e in un attimo, senza riuscire ad allontanarmi, vidi comparire altri tre ragazzi , potevano avere circa la stessa del commesso ed erano bassi e tarchiati comunque piuttosto massicci.

- ciao ragazzi – disse allegramente il commesso accogliendo i tre, che evidentemente dovevano essere suoi amici
- guardate che bella manza stagionata – disse uno dei tre quando mi vide
- chi è quella vecchia troia che ti sta triturando i coglioni affinché la faccia partecipare ad un film porno –chiese al commesso un altro dei tre figuri
- no la signora è una cliente – rispose il commesso che poi aggiunse
- anche se penso che non sfigurerebbe a girare un bel pornazzo, la faccia da troia nel le manca-

Io fino ad allora ero rimasta zitta ed inebetita mi trovavo praticamente nuda o per meglio dire ero forse più indecente che se fossi stata nuda , davanti a quattro ragazzi molto volgari e maleducati e che avevano la metà dei miei anni

- allora le piace il vestito ? –
- adesso se vuole può scegliere qualcuno di questi bei cazzi – mi disse indicandomi una mensola piena di cazzi posticci di ogni dimensione
- se vuole glieli faccio provare anche questi – e si mise sghignazzare insieme ai suoi amici
- La signora è in calore è si è comprata il vestitino da troia nella speranza di ringalluzzire il marito – disse uno dei tre nuovi entrati
- Sono vedova – precisai io
- Eh allora è in cerca di cazzi la signora – concluse lui facendosi un’altra risata
- Su signora provi queste mutandine – esclamò il commesso porgendomi uno straccetto quasi inesistente nero
- Ma cosa dice – protestai io
- Faccia come le dico , vedrà come le risalta il culo con queste

Io presi le mutandine e mi girai per andare nel camerino

- non c’è bisogno che vai nel camerino , cambiale qui davanti a noi le mutandine – mi disse il commesso iniziando a darmi del tu

Così esortata dal ragazzo mi calai le mie mutandine e mi infilai il ridottissimo tanga

- che bel culo ha la signora – disse il commesso dandomi una sonora pacca sul culo
- e mi sa che ha pure voglia di cazzo la troia , ma di carne –
- vero troia che vuoi un cazzo di carne ? – e così dicendo mi mise una mano tra le cosce
- minchia come è bagnata la vecchia bagascia – esortando anche agli altri a toccare con mano

che non se lo fecero dire due volte e constatarono.

- puttana la miseria sta troia si sta bagnando a farsi vedere nuda –
- hai proprio fame di cazzi tu eh ???
- oggi è il tuo giorno fortunato hai vinto quattro bei cazzoni –

Ed in un attimo estrassero dai calzoni le loro superbe mazze,erano veramente ben dotati non erano meno di 23-24 cm ma la cosa più impressionante era il diametro almeno 6 cm .

- vado a chiudere la porta prima che entra qualcuno – disse il commesso
- dai troia levati il vestito adesso , se no si sciupa – commentò uno dei ragazzi tra le risate generali
- si ma prima di darti i nostri bei cazzoni te li devi meritare –
- dai troia facci un bello spettacolino , dai fai la gallinella accovacciati e fai coccodè –

io ero titubante ed ormai solo con un ridottissimo tanga per coprirmi invece, i ragazzi erano molto decisi

- dai vecchia bagascia ti ho detto di accovacciarti e di fare coccodè – e così dicendo appoggiò le sue mani sulle mie spalle e mi fece accosciare a terra
- dai fai la gallinella –

A questo punto esortata dai 4 maschioni iniziai a razzolare come una gallina

- coccodè , coccodè ,coccodè – ripetevo mentre con le mani appoggiate alle tette agitavo i gomiti a mo di alette
- guarda come le cola la fica a questa puttana –
- cazzo mi stai conciando il pavimento con la sbroda che ti cola dalla fica –
- coccodè , coccodè ,coccodè – continuavo a ripetere io eccitata dalle molestie dei quattro bastardi
- ficchiamole questo in fica – disse uno dei ragazzi brandendo un grosso cazzo di plastica

e fattami mettere alla pecorina mi puntò il cazzo posticcio in fica ed in solo colpo lo fece sparire all’interno del mio utero.

- minchia è entrato in colpo solo –
- la fica di questa puttana si è letteralmente divorata 25 cm di cazzo -
- già la troia oltre ad essere allagata è pure sfondata , deve essere abituata a prendere grossi calibri –

se avessero saputo che erano 20 anni che non scopavo ed era solo da qualche mese che avevo iniziato a penetrarmi con ortaggi vari.
A questo punto presero dei frustini, nel luogo non mancavano simili utensili, ed iniziarono a colpirmi sul culo esortandomi a zampettare per il locale come una cagna.

- dai troia muoviti stack –stack –stack –
- ti vogliamo sentire guaire come una cagna –

Si divertirono a torturarmi in quella maniera per oltre 20 minuti e solo dopo avermi fatto il culo a strisce a furia di nerbate si calmarono e si accomodarono sul divanetto che c’era all’entrata.
Si erano sfilati i pantaloni e nudi dalla cintola in giù esibivano le loro maestose erezioni .

- dai puttana adesso ci suchi per bene le minchie, ci fai un bel lavoretto di bocca-
- hai due labbra che sembrano fatte apposta per attaccarsi al cazzo -
- si prima ti fai una bella scorpacciata di sborra calda , poi ti mettiamo allo spiedo –
- già noi ci ,mettiamo gli spiedi e tu fai la maiala e poi ti cuciniamo per bene –

Io dall’alto della mia ultratrentennale esperienza di bocchinara abboccai agli splendidi bastoni esibendomi nel più laido dei pompini , li leccai li succhiai uno ad uno e tutti e quattro nel giro di pochi minuti mi riempirono la bocca con calda e copiosa sborra .
Non ne persi neanche una goccia , la trangugiai con voracità e smisi di leccare le fantastiche mazze solo dopo aver asportato ogni residuo di succo di cazzo da quei fantastici piselloni.
Dopo aver finito di pulirli per bene li fissai negli occhi mentre mi passavo la lingua tra i denti con fare lascivo come per nettare anche quelli da eventuali residui di sperma.
Naturalmente il gesto non lasciò indifferenti i ragazzi che rincararono la dose degli insulti :

- che succhiacazzi , che puttanone scafato –
- guarda la zoccola se l’è bevuta la nostra sborra –
- troia guarda che abbiamo appena iniziato , quando uscirai di qui camminerai storta per un mese –
- si vacca che non sei altro , tutti quelli che ti vedranno camminare , capiranno che hai fatto indigestione di cazzi –
- dai vieni sopra di me è infilati il cazzo nella fica , troia – mi disse il commesso

Io non me lo feci ripetere due , erano 20 anni che un cazzo non entrava nella mia fica e soprattutto uno così grosso e duro non l’avevo mai preso .
Così mi precipitati sul ragazzo e mi infilai a smorzacandela sul suo cazzo , che sensazione paradisiaca un cazzo che mi riempiva la fica fino in fondo eccitata come ero , venni all’istante.

- minchia non ha fatto in tempo a infilarselo che gia gode sta troia –
- già deve essere proprio in calore sta vecchia vacca –
- adesso io glielo ficco in culo – disse un altro dei ragazzi

Così mentre ero accasciata sul commesso e con il suo cazzo ben piantato nella fica sentii una cappella forzarmi il buco del culo e farsi strada nel mio retto.

- minchia come è stretta in culo sta troia – commentò il ragazzo mentre sbuffando introduceva il suo dardo infuocato nel mio culo .

Fantastico ero piena , avevo due cazzi dentro di me li sentivo scorrere l’uno sull’altro separati dal lembo di carne che separa il mio buco del culo dalla mia fica.
I ragazzi si muovevano con buon ritmo ed erano molto affiatati tra di loro, si vede che dovevano essere abituati a scoparsi le femmine in coppia.
Io ero al settimo cielo godevo a ripetizione , godevo tutti quegli orgasmi che non avevo avuto in tanti anni , ero troia , mi sentivo troia , mi facevo trombare contemporaneamente da due ragazzi che avevano l’età di mia figlia, mentre altri due aspettavano il loro turno ed ero felice.

- dai puttana muovi il culo , impalati da sola su sti bei cazzoni –
- dai zoccolona facci godere pure a noi –

Mi scoparono a lungo e con veemenza poi, prossimi all’orgasmo, i ragazzi si alzarono e mi sfilarono dai loro cazzi, mi fecero inginocchiare ai loro piedi ed iniziarono a segarsi gli splendidi bastoni davanti alla mia faccia

- sta ferma così troia che ti sborriamo su quella espressione da troia estasiata –
- si puttana ti facciamo una cura di bellezza con la sborra –

Così mi riempirono il viso di sborra e mi costrinsero a spalmarmela tutta , cosa che feci senza obbiettare anzi felice di obbedirgli facendo una cosa così schifosa.
A questo punto anche gli altri due mi fecero lo stesso trattamento con la variante che invece di riempirmi la faccia di sperma mi sborrrarono tra i capelli .
A questo punto i maschioni avevano in serbo per me ancora qualche giochino

- visto che la troia è così disponibile conviene approfittarne –
- che ne dite se questo bel culone e se lo usassimo come punta spilli ? –
- dai bagascia a quattro zampe ,come si conviene ad una cagna della tua risma – mi ordinò il commesso , che sembrava essere il leader del gruppo

Io completamente soggiogata ubbidii senza fiatare

- guardate che belle chiappone che ha sta troia e che belle tette , non mi stanno in mano da quanto sono grosse – diceva il commesso mentre con tutte le due le mani mi accarezzava e palpava lascivamente

decantava i mie pregi come fossi stata una vacca o una cavalla ad una fiere di animali ed io così mi sentivo.
Addirittura la situazione mi piaceva talmente che incominciai nuovamente a bagnarmi tra le cosce , se mi avesse visto mia figlia li a quattro zampe che mi lasciavo degradare come una bestia da quattro ragazzi volgari e forse pure delinquenti.
Poi li sentii armeggiare dietro di me con qualcosa che non riuscii a vedere ma che poco dopo avrei decisamente sentito.
Infatti mi senti trafiggere sulle chiappe , tentai di scansarmi ma i ragazzi mi bloccarono nella mia posizione e seguitarono a torturami: mi stavano conficcando sul culo delle puntine da disegno.
Riempirono le mie chiappe con una miriade di queste puntine continuando a ridere e a sghignazzare durante tutta l’operazione.

- che vacca docile , si può farle di tutto –
- vero troia che possiamo farti quello che vogliamo? – e per rafforzare la domanda mi diede una pacca sul culo provocandomi una fitta di dolore e conficcandomi ulteriormente le puntine nelle mie bianche chiappone.
- pietà ragazzi , sarò una brava puttana per voi , ma per carità non fatemi così male –
- tranquilla troia adesso ti diamo lo zuccherino , visto che sei stata così docile ed ubbidiente adesso ti fottiamo un’altra volta – e dopo una breve pausa
- ma senza toglierti le puntine dal culo – e così dicendo si fece una bella risata seguito in coro dai suoi degni compari

Così mi rivoltarono e mi fecero sdraiare sul pavimento , provocandomi un’altra fitta di dolore. Infatti le puntine schiacciate dal mio peso stesso si conficcarono ulteriormente nelle mie carni.
I bastardi si divertivano a torturami e deridevano le mie smorfie di dolore

- guarda che faccia che fa la vecchia –
- eh puttana ti è piaciuto il cazzo ed adesso ti puniamo come si conviene ad una vecchia zoccola come te –

Poi come promesso , visto che gli uccelli erano nuovamente in tiro , tornarono a scoparmi questa volta alla missionaria.
Così che oltre al mio peso si aggiunse anche il loro con la aggravante delle spinte che menavano i maschioni nel fottermi.
Era veramente un supplizio ad ogni spinta mi sentivo pungere da mille spilli le chiappe ed i ragazzi non si impietosivano , anzi si eccitavano ulteriormente davanti alle manifestazioni della mia sofferenza , dimostrando così di essere dei veri e propri sadici , mio Dio in che mani ero capitata chissà cosa mi avrebbero fatto ancora .

- a che bello fotterti troia –
- ti fa male , io non sento niente anzi mi piace – mi canzonava il bastardo mentre mi chiavava

Proprio mentre ero in preda alla disperazione più nera sentii salire uno strano calore , la mia fica incredibilmente aveva ripreso a bagnarsi , stavo di nuovo provando piacere .
Anche il bruciore alle chiappe si era trasformato in sensazione piacevole ed i miei singhiozzi di dolore si stavano trasformando in sospiri di godimento.

- minchia sta bagasciona gode di nuovo –
- il cazzo le cura tutti i mali a sta puttana –
- non c’è niente da cui non può essere consolata una buona limata , vero troia ? –
- vero che il cazzo è la tua malattia –
- si ragazzi fatemi quello che volete ma scopatevi , ho troppo bisogno di cazzo , farò tutto quello che vorrete ma saziatemi di cazzo – ripetevo io completamente in preda all’esaltazione
- ti prendiamo in parola TROIA – disse il ragazzo che mi stava chiavando

Uno dopo l’altro mi scoparono tutti e quattro anzi l’ultimo mi inculò ma senza cambiare posizione .
Dato che erano alla terza sborrata durarono a lungo ed io ebbi orgasmi uno dietro l’altro e godetti fino a perdere i sensi.
Mi ripresi che ero riversa sul pavimento mentre i quattro ragazzi si erano già rivestiti e mi osservavano divertiti

- ti sei destata finalmente puttanona –
- dai alzati che devo chiudere il negozio troia, sono le nove passate –

mi alzai e per prima cosa tentai di sfilarmi le puntine che avevo conficcato sulle chiappe

- ferma troia , quelle te le regaliamo come ricordo e te le porti a casa così : ben piantate sulle chiappone –
- ti regalo anche il vestito che hai provato ed un paio di calze nuove , visto che quelle che indossi sono malridotte –

Così mi infilai le calze nuove (nere e con la riga) calzai nuovamente le scarpe ed indossai il vestito

- queste ce le teniamo noi per ricordo – disse il commesso riferendosi alle mutande che avevo indosso quando ero entrata nel negozio e che lui adesso stringeva in mano
- tu indossa queste – e mi lanciò il tanga che avevo provato all’inizio
- ma sono troppo indecente , non posso tornare a casa così conciata – tentai di protestare io
- senti troia ci hai rotto i coglioni , ora tu ti levi da qui e te ne vai a casa vestita da quella puttana che sei – rispose uno dei ragazzi perentoriamente ponendo fine alla discussione

Così misi in un sacchetto i miei vestiti originali e vestita come una battona da marciapiede, con la sborra rappresa sulla faccia e tra i capelli e con la aggiunta di un centinaio di puntine conficcate sulle chiappe , uscii dal sexy shop per raggiungere la mia macchina.
Salita in macchina con grande difficoltà , passata l’eccitazione le puntine facevano solo male, mi diressi verso l’autostrada per raggiungere la mia città.
Fortunatamente avevo fatto il pieno di benzina all’andata e non mi sarei dovuta fermare per rifornirmi , il problema maggiore era quindi rappresentato dal casellante all’uscita dell’autostrada che avrebbe potuta vedere in quelle condizioni , ma di certo non potevo rischiare di fermarmi a cambiarmi d’abito in qualche piazzola in fondo, di avventure, quella giornata me ne aveva già regalate parecchie.
Così tra mille difficoltà e nella speranza di non avere guasti , ve lo immaginate se avessi dovuto chiamare il carro attrezzi , inorridisco solo a pensarci.
Tra l’altro nella città dove vivo sono considerata una signora molto per bene ed ad esclusione del notaio, dove all’epoca dei fatti ancora lavoravo , tutti pensano che sia una donna molto tranquilla che vive castamente la sua vedovanza.
Comunque come dicevo, terrorizzata dalla paura di essere vista in quello stato arrivai a casa dove finalmente mi levai le puntine e mi medicai il sedere , che dato il trattamento era veramente mal ridotto ed andai a dormire
Il giorno seguente, adducendo a problemi inerenti alla recente morte di mio marito, chiesi quindici giorni di ferie al mio datore di lavoro, d’altronde facevo fatica anche a sedermi .
Il notaio non fece difficoltà a concedermi il permesso , anche perché i lavoravo solo mezza giornata e lui aveva anche un’altra collaboratrice in ufficio ed anche lei tra le sue funzioni svolgeva quella di succhiargli il cazzo.
Vissi in piena tranquillità i giorni seguenti , le ferite , che erano meno gravi di quello che mi sembrarono a prima vista , si stavano rapidamente rimarginando ed io vivevo serenamente i postumi dell’orgia.
Anche il mio stato di eccitazione sembrava darmi tregua , tanto che i sensi di colpa per le turpitudini che avevo commesso quel benedetto pomeriggio iniziavano a farsi strada nella mia mente.
Mi chiedevo come una signora borghese e seria come , che stava pure per diventare nonna possa essersi lasciata andare in quella maniera e per giunta con quattro teppisti da strapazzo.
Si potrebbe obbiettare che il bocchino settimanale che elargisco al notaio potrebbe essere considerato anche quello un atto indegno per una signora per bene, ma vi ripeto che quello l’ho sempre fatto senza partecipazione e l’ho sempre considerato come un atto di lavoro dovuto più che voluto.
Comunque tornando alla nostra storia mentre vivevo tranquillamente la mia convalescenza , la mia serenità fu interrotta da una telefonata
- pronto troiona come va , ti ricordi di me – era il commesso del sexy shop che dall’altro capo del telefono irrompeva nuovamente nella mia vita
- cosa vuole ancora da me – tentai di rispondergli con decisione
- divertirmi come la settimana scorsa – rispose placidamente lui
- come si permette , guardi che potrei pure denunciarvi per quello che mi avete costretto a fare , lei e suoi degni compari –
- denunciaci pure troia – rispose con sicurezza il ragazzo
- ma sappi che noi abbiamo girato un bel filmatino l’altro pomeriggio – e dopo una breve pausa proseguì
- sai nel filmino si vede una puttana matura che si fa fottere con gusto da quattro ragazzi dell’età di sua figlia –
- come fai a sapere che ho una figlia – chiesi preoccupata io
- mentre eri tutta presa a prendere cazzi l’altro giorno , abbiamo rovistato nella tua borsa e abbiamo dato un’occhiata ai tuoi documenti e alla tua agendina –
- sai c’era anche una foto di una bella ragazza in abito da sposa , è proprio una gran figa tua figlia e ti somiglia –
- con quelle tette e quella scollatura il prete al matrimonio avrà detto messa con il cazzo in tiro – disse riferendosi sempre alla foto in abito da sposa di mia figlia , che tengo sempre nella borsetta
- allora ci vuoi sempre denunciare – aggiunse dopo essersi fatto una risata
- no , non vi voglio denunciare – risposi io rassegnata
- bene allora da buona amica , che ne dici di venire qui a trovarci –
- o preferisci che veniamo noi – aggiunse con cattiveria
- Per carità vengo io da voi – mi affrettai a replicare
- Bene ci vediamo lunedì prossimo nel pomeriggio –
- Cosi visto che il sexy shop è chiuso potremo divertirci con calma –

Senza attendere risposta riattaccò lasciandomi li come un ebete .
Improvvisamente mi accorsi non senza raccapriccio che mi stavo eccitando nuovamente , stavo andando in calore come un animale, orami il mio destino di troia era segnato .
Era finita la mia tranquillità adesso sentivo ancora il bisogno di masturbarmi , cosa che feci immediatamente con l’aiuto di una zucchina.
Mentre mi masturbavo con l’ausilio dell’ortaggio pensavo con libidine a quanto i quattro teppisti mi avevano costretta a subire.
Poco dopo l’inizio di questi miei maneggi arrivai all’orgasmo , ormai ero impaziente non vedevo l’ora che arrivasse lunedì per subire ancora gli oltraggi e le umiliazioni che i quattro bastardi mi avrebbero inflitto.

Il Cornuto di Debora

Questa storia non ha me come protagonista ma Vladimiro (nome inventato) e sua moglie Debora (nome reale).
Ho ricevuto questa confidenza direttamente da Vladimiro che mi ha chiesto di farne un racconto .
Vladimiro e Debora sono una coppia trentacinquenne lei e trentottenne lui sposati da 10 anni e senza figli .
La causa della mancanza di prole era stata individuata in Vladimiro che dopo accurate analisi era risultato essere sterile.
Vivono agiatamente in una cittadina della provincia di Milano, lui è dirigente in una fabbrica chimica sita sempre nella provincia di Milano mentre lei è impiegata in un azienda di trasporti ubicata sempre nella cittadina dove vivono.
Oltre al loro lavoro i coniugi Becco, nome di fantasia ma mai tanto appropriato, come vedremo poi, possono contare su una cospicua rendita lasciata a tutti e due dai genitori di Vladimiro.
Insomma i due sono una tranquilla coppia borghese del nord Italia , una tra e come tante.
Fisicamente lei è una bella donna mora (anche se i capelli sono di colore più chiaro probabilmente tinti) molto prosperosa oserei dire un po’ abbondante , alta 172 cm per 65 kg di peso e tette e culo notevoli e proporzionati alla statura della donna, in definitiva potrebbe essere catalogata come una bellezza giunonica .
Lui invece è piccolino 160 cm “d’altezza” ma oltre gli 80 kg di peso e col passare dell’età sta avanzando anche una vistosissima calvizie che anche costose cure non sono riuscite ad arrestare.
La loro comune e sottolineo comune vita sessuale era praticamente inesistente o per meglio dire è molto ma molto particolare.
Lui ormai non tentava neanche di accoppiarsi con sua moglie si limitava a spiarla mentre si spogliava e a masturbarsi.
Lei si era qualche volta accorta dei maneggi del marito e lo aveva pesantemente redarguito :

- piccolo segaiolo impotente ecco perché non riesci a mettermi in cinta –
- non fai che menarti quel tuo ridicolo cazzettino –

Questi rimbrotti non avevano scoraggiato Vladimiro anzi pare avessero scavato dal suo profondo, un’indole molto sottomessa.
Quindi aveva intensificato questa attività da segaiolo istigando la moglie a umiliarlo verbalmente , infatti non si limitava più a masturbarsi di nascosto mentre la spiava ma lo faceva apertamente davanti alla moglie.
Era capitato infatti che lui mentre era seduto sul divano si fosse calato i pantaloni ed avesse preso a menarsi il pisellino osservando la moglie camminare per casa.
La moglie aveva preso quindi ad incoraggiare i maneggi del marito vestendosi sempre più in maniera sexy , ma continuando a insultarlo pesantemente quando questi iniziava a masturbarsi.

- si sei solo un piccolo ometto ciccione –
- si fatti una sega perché con l’uccellino che ti trovi tra le gambe non sei in grado di soddisfare una donna –

Naturalmente questo suo abbigliamento più spregiudicato non era rimasto limitato solo alle mura domestiche ma si era spinto ben al di fuori per la gioia sei suoi datori di lavoro e dei suoi colleghi e di tutti gli uomini in genere.
Ed anche sulla questione del “pisellino” Debora aveva ragione , il marito era dotato di un organo che in erezione non superava gli otto centimetri e di diametro non raggiungeva i 2 cm .
Comunque a Vladimiro questo loro rapporto andava bene così e pensava che la moglie fosse altrettanto soddisfatta e che gli dicesse quelle cose solo per gratificarlo nel momento del piacere.
Insomma in definitiva pensava che il comportamento di Debora fosse ispirato solo da un alto senso del dovere della donna , che personalmente non fosse assolutamente interessata al sesso e che assecondasse le sue piccole perversioni per adempiere ai propri doveri coniugali.
Poi Valdimiro scopri che le cose non stavano proprio in quella maniera.
Infatti un giorno casualmente, accedendo alla posta elettronica del computer di casa , cosa che solitamente non faceva spesso venne a conoscenza di un carteggio(elettronico) tra lei ed un altro uomo , un certo Giuseppe.

Lunedì 1 dicembre 2003 ore 23

Scrivo a riguardo di quel cornutazzo di mio marito , sono cinque anni che lo cornifico con chiunque e sospetto che sappia qualcosa ma non ne sono certa, vorrei vivere le mie storie sotto i suoi occhi ma non so come dirglielo .

Cerco consigli ed aiuti

PS sono trentacinquenne mora , 4 misura di reggiseno e sono molto troia

Ciao Debora

Questo messaggio era indirizzato ad un forum di sito specializzato in cuckold e bull in pratica cornuti e tori.

Mercoledì 3 dicembre 2003 ore 20

Ciao Debora , quel cornutone di tuo marito no sa la fortuna che ha e secondo me lo sa che ti fai sbattere da tutti e si spompa di seghe immaginandoti con tanti cazzi dentro.
Da come ti descrivi vorrei contribuire anche io a fargli crescere le corna , magari lo contatto io e vedo se la cosa gli sorride e se gradirebbe assistere.
Dimmi di dove sei e se hai qualche foto mi farebbe piacere.

A presto
Giuseppe
Mercoledì 3 dicembre 2003 ore 21

Mi farebbe molto piacere se lo contatti
Ti invio una mia foto e dimmi cosa ne pensi.

Ciao Debora la troiona
Giovedì 4 dicembre 2004 ore 21

Debora ho gustato la tua foto e devo dire che sei proprio un bel troione.Mi piacciono le vaccone come te e fai bene a fare cornuto tuo marito.Con una figa come la tua ci vogliono cazzi a profusione.
La prima idea è di togliere quel cazzo di gomma (nella foto mandata la donna aveva un fallo di plastica infilato nella fica n.d.r.) e fari una bella leccata con succhiata del clito. Poi, se permetti, ci infilo il mio bel cazzone (26 cm) e ti sbatto fino a riempirti di sborra calda.
Guarda che con una vacca come te io non lo tiro fuori e nemmeno metto il condom , ti riempio di sborra fino alle orecchie e spero che quel cornutone di tuo marito se la venga a succhiare tutta.
Dimmi di dove sei e come contattare il tuo consorte.Te lo porto come spettatore della più bella trombata della tua vita.

Ciao Giuseppe
Alla lettura di queste comunicazioni Vladimiro rimase in un primo momento sconcertato ed offeso dalle affermazioni della moglie e del suo non ancora amante ma poi una strana eccitazione prese il sopravvento e con questo stato d’animo prosegui nella lettura.
Venerdì 5 dicembre 2003 ore 19.00

Ti sto scrivendo dal suo indirizzo di posta elettronica , il cornutone non sa che lo conosco, quindi è a questo indirizzo che lo potrai contattare, non prima di martedì 9 dicembre , in quanto il cornutazzo è fuori per lavoro.
Comunque ti voglio ragguagliare ancora un po’ su di lui :
Il poverino ha un cazzettino che non supera gli otto cm e fisicamente è un tappettino 160 cm x 80 kg di peso.
Oltre che a cornificarlo mi piacerebbe mortificarlo ed umiliarlo per sue scarse capacità amatorie , gli si rizza raramente e quando va in tiro dopo pochi secondi se ne viene con un paio di gocce di sborra.
Mi piacerebbe che per approcciarlo tu gli raccontassi quanto sono troia e quanto è impotente è lui.
Minaccialo di divulgare a tutti i suoi conoscenti delle sue corna e o costringilo ad invitarti a casa nostra a scoparmi ed usarmi come meglio credi mentre lui il cornuto ci farà da cameriere e da bidè, si perché con la lingua pulirà la mia lingua e la mia fica dopo che avremo scopato.
Spero di diventare presto la tua troia e ti allego altre due mie foto

Ciao Debora la troiona.

Venerdì 5 dicembre 2003 ore 19.05

Scusa ma nell’invio precedente ho sbagliato qualcosa , ad allegarti le foto ci riprovo adesso.
D’altronde sono più brava a succhiare il cazzo che ad usare il computer e questo lo sa bene anche il mio datore di lavoro.
Ne approfitto per dirti che ho trentacinque anni mentre il cornutone ne ha trentotto.

Risaluti Debora la troiona.

Venerdì 5 dicembre 2003 ore 22.00

Ok Debora, sei davvero un bel troione e le foto lo dimostrano……..
Del computer non me ne frega un cazzo neppure a me , meglio la tua bocca da pompinara , il tuo culo e la tua fica da puttana ! Il tuo datore di lavoro se ne intende.
Confermami che il cornuto si chiama Vladimiro e gli scrivo subito.Vuoi una copia o lo leggi direttamente nella sua casella?
Io sono un gigante nel cazzo , ti piace bello grosso? E poi sborra come una fontana , preparati ad essere allagata ed il cornutone si toglierà la sete !!!!!!
Mi eccitano molto le donne ben tornite come te.
Ordinerò al quel cornuto impotente di invitarmi a casa vostra, lui preparerà la cenetta che ci servirà a letto e se sarà bravo potrà farci un bidè …. Altrimenti lo sputtano con tutti.
Dimmi che gente frequenta , se degli amici ai quali tiene così lo terrorizzo con lo sputtanamento.
Io sto a Brescia , quando il cazzettino moscio mi inviterà , arriverò in un attimo.
Aspettami a cosce aperte perché ti monto prima di darti la mano ok ?

Giuseppe
Sabato 6 dicembre 2003 ore 10.30

Si il cornutone si chiama Vladimiro e come ti ho già detto è basso e cicciotello.
Caratterialmente è piuttosto mite , ad esempio una volta eravamo al mare e stavamo passeggiando per strada mentre un giovane uomo ha iniziato ad apostrofarmi pesantemente dandomi contemporaneamente una manata sul culo , il cornutone non solo no ha reagito a quest’azione ma è rimasto ancora inerte quando il ragazzo ,rivolgendosi a lui, gli ha chiesto se avesse qualcosa da ridire.
Da questo puoi capire che razza di ometto è mio marito.
Per non parlare di come si beve le cazzate sui miei orari di lavoro , infatti come ti ho già raccontato ho una relazione con il mio datore di lavoro ed il suo socio.
Mi chiedevi degli ambienti dove più avrebbe paura ad essere sputtanato :

1) bar …….. di fronte alla chiesa
2) i suoi noiosi amici (Antonio- Giuseppe ed Osvaldo)
3) La ditta dove è dirigente P…..e SPA

Penso che questi riferimenti siano sufficienti a fargli capire che sai chi è e quindi a farlo spaventare per l’eventuale sputtanamento.
Non è necessario che mi mandi una copia di quello che scriverai a mio marito la leggero come ho letto i tuoi scritti precedenti , questa che stiamo usando è la casella di posta del cornutone.
Ora dimmi qualcosa di te oltre alla bella misura del tuo cazzo , quanto sei alto ,quanto pesi che tipo sei e se ti è possibile manda una fotografia.
Ti prego solo di scrivere prima che io parta infatti io lunedì accompagno il mio datore di lavoro ed il suo socio in un viaggio d’affari che durerà tutta la settimana.
Le mie mansioni come potrai ben immaginare saranno quelle di svuotacoglioni

Saluti Debora la troiona

PS Ti allego un’altra foto.
Sabato 6 dicembre 2003 ore 18.00

Ho preparato la lettera per il cornuto di tuo marito che ti mando come allegato per conoscenza.
Sei un troione di prima classe e davvero invidio i tuoi datori di lavoro che si caveranno tutte le voglie settimana prossima .tienili sempre con i coglioni ben strizzati e fatti inondare di sborra.
Io sono alto 185 cm e peso 77 kg , il cazzo l’ hai visto, resta duro per ore e le prime due sborrate le faccio senza estrarlo …. Provare per credere!!!!!!
Ti allego una foto intera , il righello che vedi dimostra che non bleffo, 26 cm di cazzo grosso e nodoso che ti soddisferanno la bocca la figa ed anche il culo ….. per la gioia di quel cornutone di tuo marito.Guarda che se prova a succhiarmi il cazzo gli faccio un occhio nero , va bene una leccata, ma il mio bastone è solo per donne , troie e vacche come te.
A presto e buon divertimento
Giuseppe

Domenica 7 dicembre 2003 ore 10

Ho visto la tua foto sei veramente stupendo non vedo l’ora di essere la tua troia.
Da uno come te mi faccio fare veramente di tutto incondizionatamente.
Non ti preoccupare per la ciucciata di cazzo, il cornutone non è frocio sono io (che sono tanto troia) che sarei tanto eccitata nel vederlo leccare la sborra di un vero uomo direttamente dalla mia fica dal mio culo e dalla mia faccia ed anche dal suo cazzo (quello del vero uomo).
Da quando ho visto la tua foto non ho saputo resistere e ho fatto spostare di un giorno il viaggio di affari al mio datore di lavoro, ti prego vieni oggi stesso a trovarmi ,passeremo la domenica e lunedì a scopare selvaggiamente.
Vedrai non ti negherò nulla farò tutto quello che vorrai sarò la tua troia come mai nessuna è stata per te.
Così poi scriveremo insieme la lettera a mio marito , dove oltre a minacciarlo di sputtanarlo, gli racconterai come lo hai fatto cornuto a casa sua nel suo letto di come quella troia di sua moglie finalmente ha provato un cazzo di un vero uomo e di come lo ha confrontato con il suo pisellino moscio.
Si gli racconterai tutti i particolari e lo costringerai a cedere alle nostre voglie .
Avrai poi tutta la settimana per trasformarlo nel nostro zerbino nel nostro servo costretto ad assistere allo spettacolo della propria moglie che si fa fottere da un gran maschio come te.
Ti allego il mio indirizzo e numero telefonico così mi contatti immediatamente

PS Ti allego un’ultima fotografia

Ciao Debora la troiona
Domenica 7 dicembre 2003 ore 10.30

Sono già in viaggio come ti ho già anticipato per telefono sto arrivando il mio cazzone è già in tiro e duro come l’acciaio pronto a trapanarti tutta .
Tu sei proprio il genere di vacca che mi piace montare bella morbida e troia .Non vedo l’ora di allagarti la figa ed il culo , in futuro il cornuto avrà tanto da leccare.
Vai tranquilla da martedì in avanti mi lavorerò tanto il cornuto che sarà un tappetino terrorizzato che mi implorerà di chiavare sua moglie purché non lo sputtani con tutti.
Che ne dici mentre ci guarda gli permettiamo di segarsi e gli leghiamo le mani per farlo soffrire di più?
Lo farò diventare obbediente e sottomesso gli faremo indossare un grembiulino da cameriera e ci servirà come un domestico mentre tu mi ciuccerai il cazzo o mentre ti sfonderò la fica.
Finalmente nel tuo lettone ci entrerà un vero uomo e ci lascerà il suo odore …. e il cornuto dovrà sentirlo continuamente e mai dimenticare di essere una mezza sega con un cazzettino che non vale niente.

Troia aspettami a gambe aperte sto arrivando

Giuseppe

A questo punto il carteggio viene sospeso per due giorni in cui i due amanti hanno il loro torbido incontro per poi riprendere con una lettera indirizzata a Vladimiro, lo stesso giorno che sua moglie Debora era partita per lavoro con i titolari della ditta dove era impiegata.
Martedì 9 dicembre ore 20 lettera a Vladimiro Becco (il cornutone)

Caro Vladimiro, ma lo sai di essere proprio un bel CORNUTONE ??????
Ieri e l’altro ieri mentre tu eri in viaggio di lavoro mi sono sbattuto quel bel troione della tua mogliettina Laura e devo dire che succhia il cazzo come una professionista e lo prende in tutti i buchi con un gusto che nemmeno ti immagini……….
Certo che Debora ha ragione ….. con il cazzettino che ti ritrovi e che poi non funziona nemmeno…….ha proprio ragione a farsi sbattere da un chiavatore come me…….. lo sai che ho ragione vero???
Adesso mi è venuta voglia di chiavarla di chiavarla davanti a te a casa tua nel tuo letto.
Voglio che mi inviti …. Mi prepari una cenetta e me la servi mentre io sarò nel tuo letto insieme a quella troia di tua moglie.
Ti posso concedere di farci un bidè con la lingua tra una sborrata e l’altra , pare che la cosa ecciti enormemente quel puttanone della tua signora (è stata lei a suggerirmela).
Se ti rifiuti ti sputtano con i tuoi amici nel baretto che frequenti , quello di fonte alla chiesa, oppure presso la ditta dove lavori (xxxxxx SPA) .
Quindi vedi di fare lo stronzo che ho voglia di sbattermi quella troia di tua moglie Laura nel tuo lettone mentre ci servi e ci coccoli.
Comprati un grembiulino da cameriera e pure delle scarpe da donna con il tacco perché è cosi che mi dovrai ricevere a casa tua.
Guarda che non scherzo, ho delle foto che ritraggono quel puttanone di tua moglie in pose inequivocabili e se non mi rispondi o se non accetti le condizioni che ti ho imposto , ne faccio manifesti e nottetempo ci tappezzo i muri della tua cittadina.
Per dimostrarti che non scherzo ti allego alcune foto della troia.
Vediamo di concludere prima che la tua signora torni dal viaggio di lavoro e per tua conoscenza ti dico, che la sua funzione in questo viaggio è quella di svuotare i coglioni del principale e del suo socio
Se non ti è chiaro il concetto te lo ribadisco : in questa settimana la tua signora fa da troia al suo principale ed al suo socio.

Un saluto dal chiavatore di tua moglie

Giuseppe

PS Ho un cazzone di 26 cm , se non ci credi chiedi conferma al quel puttanone che hai sposato.

Quando ebbe finito di leggere Vladimiro era completamente basito , esterrefatto il mondo sembrava crollargli addosso.
La sua signora lo aveva cornificato e non con una sola persona , inoltre adesso insieme ad un suo amante lo voleva sottomettere per farlo assistere ai loro torbidi amplessi e gli rinfacciava pure le ridotte dimensioni del suo cazzetto.
Si sentiva si perso ma strane sensazioni si stavano impossessando di lui ed infatti non riuscì a resistere ad aprire uno dei file immagine ritraenti sua moglie , uno di quei file che Giuseppe aveva allegato alla lettera indirizzata a lui.
Ed una volta aperto l’aveva vista nuda , provocante ed oscena e non aveva saputo resistere e aveva preso a menarsi l’uccelletto davanti all’immagine che immortalava la troia mentre spompinava un cazzo enorme.
Passo l’intera giornata pensando a questa situazione che gli si era posta davanti , da una parte sentiva la gelosia che lo rodeva nell’animo , ma nello stesso tempo desiderava accondiscendere ai desideri della moglie e del suo amante.
Tentò pure di immaginarsi chi fosse il ganzo della sua signora , ma non gli venne in mente nessuno in particolare.
A toglierlo dalle ambasce ci pensò una telefonata che ricevette verso sera.

- pronto casa Becco – era uno molto preciso il nostro Vladimiro
- hai letto la posta elettronica? Cornuto! – disse una voce all’altro capo del filo

Era la voce di un uomo e a Vladimiro pareva pure familiare , ma non riuscì a collegare quella voce a nessun uomo di sua conoscenza

- con chi parlo – chiese Vladimiro
- Sono uno che si scopa quella troia di tua moglie Debora – e poi aggiunse con tono autoritario
- Ti ripeto , hai letto la posta elettronica ?
- Si – rispose laconicamente Vladimiro
- E cosa hai da dirmi in proposito? – lo incalzò l’amante di sua moglie
- Non avrai mica intenzione di metterci il bastone tra le ruote ? vero che farai il bravo cornuto e ci servirai da bravo pisellino impotente ? disse sempre l’uomo all’altro capo del filo che poi proseguì
- Guardo lo so che ti fai le seghe guardando tua moglie e che non che non la scopi perché non ti si rizza neppure- solo a questo punto l’uomo lasciò rispondere Vladimiro

Che sentendosi praticamente in trappola tentò di far credere che cedeva al ricatto per evitare uno scandalo, in fondo lui e la sua signora in paese erano piuttosto conosciuti, ma non riuscì a convincere di questo il maschione

- non dire cazzate lo so che non vedi l’ora di menarti il cazzettino mentre ti scopo quella troia di tua moglie-

Finito questo genere di convenevoli l’uomo, che non aveva detto ancora il suo nome e che come vedremo in seguito , Giuseppe, il nome utilizzato nel carteggio si rivelerà un nome fittizio, pensò di fissare una data per un incontro.

- Ne approfitto per dirti che dopodomani , quella puttana di tua moglie, rientra a casa ed il giorno dopo verrò a trovarvi –
- Sappi che vengo a fottermi quella grandissima zoccola della tua signora e tu dovrai assistere alle nostre scopate, devi vedere come gode la troia sotto i mie colpi di cazzo- poi senza permettere a Vladimiro di replicare neanche una parola il maschione prosegue nella sua esposizione
- Sappi che sono una persona che conosci benissimo e Giuseppe non è il mio vero nome-
- Mi dica chi è – gli chiese a questo punto Vladimiro usando un tono molto concitato quasi isterico
- Fra tre giorni ti sarà svelato il mistero, per adesso vedi di non rompere i coglioni a tua moglie , lo sai che ti posso sputtanare come voglio ??? – gli rispose l’uomo in tutta calma e

senza attendere risposta riagganciò il telefono lasciando Vladimiro a tormentarsi tra mille dubbi.
Il poverino non sapeva veramente che pesci pigliare , ad una parte era molto eccitato dalla situazione , l’idea di potersi masturbare guardando sua moglie fare sesso con un altro uomo lo eccitava molto, ma il fatto l’amante della sua signora lo preoccupava fosse una persona di sua conoscenza lo preoccupava un po’.
Infatti avrebbe di gran lunga preferito che quest’uomo fosse un perfetto sconosciuto.
La notte non riuscì a prender sono si giro e rigirò nel letto pensando chi potesse essere l’uomo che gli scopava la moglie.
Finalmente arrivo il giorno del rientro della sua signora e lui si reco a prenderla all’aeroporto.
Infatti lei , la sera prima , gli aveva telefonato dicendogli di farsi trovare all’aeroporto di Linate per le 15 del pomeriggio ed aveva aggiunto di venire con la macchina grande perché con lei c’erano il suo principale ed il suo socio.
Vladimiro naturalmente non protestò, ma gli venne in mente quanto gli aveva scritto “l’uomo misterioso” (la sua funzione in questo viaggio è quella di svuotare i coglioni del principale e del suo socio, vd. lettera del 09 dicembre) e l’idea di fare da autista alla sua signora e a quelli che se l’erano scopata per tutta la settimana lo infastidivano un po’.
Anche perché i principali della sua signora non gli erano mai stati simpatici , lo trattavano con superbia o con toni di scherno, chissà quante risate alle sue spalle si erano fatti i due? Forse erano loro i mittenti di quelle e-mail ? anche se la voce che gli aveva parlato al telefono non gli sembrava appartenesse a nessuno dei due .
E arrovellandosi in questi pensieri che il nostro protagonista si reca all’aeroporto a prendere la sua signora.
Li vide in lontananza la sua signora in mezzo e i due uomini ai fianchi, camminavano decisi trascinando uno di quei carrelli per trasportare i bagagli.
Loro erano due uomini molto alti (oltre 185 cm) e di bell’aspetto e la sua signora in mezzo a loro faceva la sua bella figura.
Indossava un paio di scarpe con un tacco di circa 13 cm che aggiunti ai suoi 172 cm di altezza la mettevano allo stesso livello dei due uomini , inoltre indossava una splendida pelliccia di visone che Vladimiro vedeva in quel momento per la prima volta.
Quando gli arrivò in vicinanza agitò le mani in alto per farsi notare ed i tre gli si avvicinarono.
Effettivamente dal basso della sua statura lui invece al cospetto dei due uomini ,sfigurava e…. non poco.

- ciao caro- gli disse la moglie chinandosi per dargli un bacio sulla guancia , uno di quei baci che si danno senza appoggiare le labbra solo accostando le guance , come se volesse non rovinare l’effetto del rossetto sulle sue splendide labbra
- ciao Debora , come è andato il viaggio – rispose lui

Fecero tutti i convenevoli anche se, i due uomini lo salutarono sdegnosamente con la loro solita aria di superiorità.
A rendere la cosa ancora più imbarazzante ci pensò la sua signora che glie fece rifilare da uno dei due uomini il carrello con i bagagli , così il nostro eroe fu costretto a fare da facchino per la sua signora e per i due suoi probabili amanti.
Infatti la presero confidenzialmente sotto braccio e si incamminarono verso l’uscita e Vladimiro dietro loro trascinando il carrello con i bagagli.
Quando furono fuori gli chiesero dove fosse parcheggiata la macchina e ottenuta l’informazione lo procedettero per quella meta.
Ad un tratto Vladimiro vide che le mani dei due uomini ,che stavano ai lati della moglie , iniziarono a scendere fino ad arrivare a toccare da sotto la pelliccia le splendide chiappe della signora, che sotto la pelliccia, era nuda ad esclusione delle calze.
Rimase completamente esterrefatto , non sapeva come reagire rimanendo quasi imbambolato davanti alla visione dei due farabutti che palpavano il culo alla sua signora mentre lei li lasciava fare.
Ed in quel preciso istante uno dei due uomini voltando la testa in dietro ed esibendo un sorriso a trentadue denti gli rivolse la parola

- Su Vladimiro con quei bagagli , vorremmo darle una mano ma come può vedere siamo già po’ impegnati – e giù una risata
- Vladi vedi , Giancarlo e Roberto mi hanno regalato questa pelliccia a patto che la indossi , per tutto il viaggio sopra il mio corpo nudo- cinguetto la moglie di Vladimiro al marito
- E noi per un regalo così costoso ci siamo presi qualche libertà – e giù un’altra risata

Vladimiro non proferì parola e arrivato alla macchina inizio a caricare i bagagli nel baule mentre i due maschioni si facevano sempre più audaci con la sua signora.

- Vladi noi ci mettiamo tutti e tre sul sedile posteriore , fai un giro lungo prima di andare a casa – gli disse la moglie molto dolcemente

Vladimiro obbediente alla richiesta della moglie si mise alla guida della macchina mentre i tre dietro iniziarono a darsi da fare

- dai troia fai vedere a quell’ometto di tuo marito come ti sei guadagnata questa pelliccia , dai tirami fuori il cazzo dai pantaloni –

Così Debora ligia alla richiesta del suo principale gli apri la patta dei pantaloni e ne fece uscire la portentosa verga.
Era un cazzo veramente eccezionale lungo e nodoso come un bastone stagionato, nel frattempo anche l’altro uomo aveva estratto dai calzoni la sua altrettanto nodosa verga.
La signora si calò a capofitto sui due cazzoni e iniziò a leccarli alternativamente , eseguiva la bipompa con vera perizia , era proprio una virtuosa del bocchino.

- si troia così sucaci le minchie –
- e tu cornutone guarda questa troia della tua signora come si gusta i nostri cazzoni –
- dai cornutone guarda pure , lo sappiamo che ti fai le seghe guardando le cosce a tua moglie , adesso se vuoi ti puoi segare mentre fa i gargarismi con la nostra sborra –

I due maschioni dopo una ventina di minuti culminarono la loro performance riempiendo di sborra la bocca di Debora .

- tieni troia beviti sta borrata –
- guarda cornuto come beve la mia sborra questa puttana di tua moglie –

Dopo che Debora ebbe finito di pulire il cazzi dei due signori, naturalmente con lingua, i tre si ricomposero ed iniziarono alternativamente a rivolgersi a Vladimiro

- prima di passare da casa tua accompagnaci in ditta – disse Roberto con tono sprezzante
- Vladi hai visto che bei cazzoni hanno Roberto e Giancarlo , altro che il tuo cazzettino , su adesso fai presto presto ad arrivare, così appena arriviamo a casa mi faccio vedere tutta nuda e tu ti seghi il cazzettino –gli disse la moglie con un sorrisetto sulle labbra
- Tappetto, ciccione , pisellino , cornuto e pure segaiolo non ti fai mancare niente eh Vladimiro – concluse Giancarlo facendosi una risata
Così come da programma scaricarono i due uomini in azienda e Vladimiro e la sua signora si diressero verso casa.
A questo punto Vladimiro tentò di chiedere spiegazioni a sua moglie ma questa prima che lui facesse una domanda inizio a parlare al marito.

- Vedi caro Vladi il tuo cazzettino non mi è mai bastato ed io sono anni che ti tradisco , Roberto e Giancarlo sono solo due dei miei amanti e ti garantisco che ne ho parecchi altri –
- Ho sempre fatto le cose in gran segreto fino a che non ho conosciuto lui e….. piano piano non mi ha convinta ha coinvolgerti –
- Ha detto che sei un segaiolo impotente che gode a farsi cornificare lui è quello del carteggio che hai letto sul computer , lo hai pure sentito per telefono vero???- e senza aspettare risposta
- Quindi ora sei al corrente di tutto

Veramente Vladimiro sapeva quasi tutto ma non tutto , infatti gli mancava il particolare più importante, chi era questo signor Lui ? E per questo chiese chiarimenti alla moglie

- Si lo sentito per telefono mi ha detto che mi conosce e che io conosco lui , ma non sono riuscito a capire chi è –

A questo punto la sua signora si mette a ridere sonoramente e quindi esclama:

- ma Vladi ma allora sei proprio un minidotato e non solo di cazzo , possibile che non hai capito chi è quest’uomo –
- allora ti do un indizio , è un bell’uomo sui 35 anni , ti dice niente questo??? –
- no , continuo a non capire – rispose Vladimiro
- allora ti do un altro indizio , abita molto vicino a noi e avete pure litigato per una questione di condominio – e poi molto perfidamente concluse
- e ti ha fatto fare pure una figura di merda davanti a parecchi condomini , adesso ci sei arrivato ?? Caro il mio cornutone

Al nostro Vladimiro mancò letteralmente la terra da sotto i piedi ormai aveva capito chi fosse il ganzo della sua signora era quel prepotente di Eros XXXX il suo vicino di casa.
Era veramente un bell’uomo alto palestrato sempre alla moda , ricco e naturalmente aveva un gran successo con le donne.
Con lui anni prima aveva avuto un alterco per una ragione molto particolare.
Con la bella stagione il signor Eros ha l’abitudine di prendere il sole nudo sul terrazzo sul retro della sua villetta a schiera confinante con quella di Vladimiro e Debora.
Per questa ragione Vladimiro l’aveva redarguito durante un’assemblea condominiale ma il giovane uomo non si era lasciato per nulla intimidire e glie aveva risposto

- di che cosa hai paura ? che tua moglie faccia confronti tra il mio bastone ed il tuo stuzzicadenti – provocando l’ilarità di tutta l’assemblea

Vladimiro colpito nel suo punto debole non ci vide più e nonostante la differenza di mole , si avvento addosso ad Eros.
Questi però con facilità irrisoria lo sollevò per il colletto (da dietro) lasciandogli ridicolmente penzolare le gambette e rendendolo inoffensivo.
Da allora eros non perdeva occasione per ridicolizzare Vladimiro , ormai si rivolgeva a lui chiamandolo pisellino , cazzettino uccelletto ….
Spesso quando lo incrociava anche davanti a Debora , lo apostrofava con quei nomignoli e a volte gli batteva con le mani sulla pelata , provocando le ire di Vladimiro che però non osava reagire.
Quindi adesso il nostro Vladimiro si trova nella situazione di doversi sottomettere alla persona che più odiava doveva sottostare alle voglie di quest’individuo e sua moglie .
La moglie vedendolo così silenzioso gli chiese:

- allora ti è piaciuta la sorpresa , pensa ha un cazzo veramente grosso è più grosso di quei due che mi sono sbocchinata prima in macchina – e poi sadicamente aggiunse
- 26 cm 26 cm di cazzo , altro che il tuo pisellino -
- le sai le disposizioni di Eros ? di come devi accoglierci e servirci –
- in valigia c’è un completino da camerierina con tanto di grembiulino e crestina più un paio di scarpe con tacchetto da 5 cm che ti ho comprato durante questo viaggio , domani lo indosserai per l’arrivo di Eros a casa nostra – e poi aggiunse
- anzi adesso appena arriviamo a casa li provi subito –

Arrivati a casa parcheggiarono la macchina e si diressero verso la loro abitazione , Debora ancheggiava volutamente e di tanto in tanto apriva la pelliccia per un attimo mettendo in mostra il suo splendido corpo , mentre il povero Vladimiro la fiancheggiava portando i bagagli .
Lui ingobbito dallo sforzo sembrava ancora più piccolo di quanto già non fosse mentre lei bellissima ed altera sui suoi altissimi tacchi lo sopravanzava di circa 25 centimetri.
Arrivati nell’abitazione Debora aprì subito una delle valigie e porse a Vladimiro l’abito da cameriera.

- dai bello spogliati nudo e metti questo – disse Debora porgendogli il necessario

Così l’uomo si spoglio sotto lo sguardo sprezzante e divertito della sua signora.
L’abito era privo della gonna , gli copriva solo il busto lasciandogli il culo ed il piccolo attributo ben in vista , quindi concluse la sua vestizione indossando calze e relativo reggicalze le scarpine con piccolo tacchetto da 5 cm e ciliegina sulla torta una bella crestina bianca sulla testa quasi pelata.
L’uomo cosi abbigliato era veramente ridicolo oltre che indecente ed inoltre erano in bella vista il culo ciccione ed il piccolo cazzettino.
Inoltre essendo il particolare abito di una taglia più piccola del necessario, gli aderiva completamente al busto mettendo in risalto la sua prominente pancia che mal si abbinava alla secchezza delle gambe e delle braccia.
La moglie fece un passo indietro come per vederlo meglio nel suo insieme e poi scoppiò a ridere

- certo che un gran fisico non l’ hai mai avuto ma così combinato fai proprio pena – esclamo la moglie ridendo

Poi si fece più seria e disse al marito di telefonare ad Eros :

- presentati per il cornutone che sei , digli che sono tornata e che tu ti sei adornato come una camerierina per servirci docilmente , come lui ti ha ordinato –

Così obbedendo a sua moglie Vladimiro andò sulla rubrica e cercò il numero di Eros e trovò il numero del suo cellulare

- pronto Signor Eros – disse Vladimiro
- si sono io , chi parla – rispose una voce di uomo
- Sono Vladimiro e la telefono per dirle che la mia signora è tornata a casa , inoltre io sono vestito da camerierina , come lei mi ha ordinato –
- Ma bravo cornutone ora hai scoperto chi sono ? Molto bene – e poi aggiunse
- Adesso sono in macchina e fra un paio d’ore sono a casa , di a quella puttana di tua moglie di farsi bella che me la voglio fottere e se tu fai il bravo cornutone ti permetterò di menarti il pisellino mentre ci vedi scopare –
- Adesso passami quella zoccola di tua moglie –

Così Vladimiro passato il telefono alla sua signora rimane in disparte mentre i due amanti prendono gli ultimi accordi per il loro ormai prossimo incontro.
Senti la moglie ridere mentre ascoltava il suo ganzo al telefono , probabilmente rideva ad una battuta che l’uomo aveva fatto sul marito, poi ridiede il telefono al marito

- tieni c’è Eros che ti vuole ancora dire qualcosa –
- Senti cornutone io e tua moglie vogliamo fare una cenetta romantica a lume di candela , io adesso passo in rosticceria a comprare qualcosa tu invece farai da candelabro –
- Come ? chiese Vladimiro che non afferrava bene il concetto espresso dall’amante di sua moglie
- Caro cornutone intendo dire che tu starai a culo in aria e con una candela infilata nel culo , naturalmente accesa – e poi aggiunse
- Bada bene che se non ti trovo così mi incazzo , tutto chiaro pisellino?? –
- Si signor Eros – rispose in tono dimesso il povero Vladimiro

Vladimiro, con molto imbarazzo, spiegò alla moglie quello che gli aveva ordinato Eros , provocando una sonora risata alla sua consorte che così commentò:

- mi sembra giusto visto che stasera dovrai reggere il moccolo , lo reggerai con il culo, come si addice ad uno smidollato come te – e giù un’altra risata .

Gli eventi stavano evidentemente precipitando , l’incontro che doveva avvenire il giorno dopo era stato anticipato per quella sera . Quindi prima gli fece apparecchiare la tavola nel salotto di casa, una tavola rettangolare molto lunga.
Poi lo fece mettere al centro di questa tavola appoggiato sulla schiena e con le gambe allargate e rivolte verso l’alto e ripiegate , trattenute in quella posizione dalle mani che facevano presa dietro le ginocchia ed erano legate tra di loro da particolari manette , insomma era in posizione ginecologica solo che al posto delle staffe c’erano le sue mani.

- sei proprio un bel candelabro – esclamo la moglie mentre rimirava il marito in quella oscena e goffa posizione
- adesso , per completare l’opera , bisogna infilare una candela nel culo – aggiunse mentre sorrideva sadicamente

Così tirò fuori da un cassetto una candela di buone dimensioni e senza troppi convenevoli la infilò nel culo del marito , che caccio un urletto al momento della penetrazione ma lasciò agire la moglie senza alcuna protesta.

- ora accendiamo la candela – disse la moglie mentre con un fiammifero dava fuoco allo stoppino.

Quindi rimase ad osservare e poi pose un piattino in corrispondenza delle gocce di cera che colavano sul tavolo.

- bene Vladi rimani così , ora vado a preparami anche io –

Così Debora si andò a fare una doccia e si vestì molto elegantemente per attendere l’arrivo dell’amante.
L’operazione durò oltre un ora e durante tutto il tempo il cornutone era rimasto in quella ridicola e vergognosa posizione in cui lo aveva lasciato la sua signora.
La candela si stava consumando e di conseguenza si allungava la fiamma il cui calore stava iniziando infastidire il povero Vladimiro.
La moglie quando entrò nel salone lo trovò che agitava le chiappe nel tentativo di spegnere la candela , in quanto le mani erano legate tra di loro da una specie di manette che impedivano al malcapitato di estrarsi la candela dal culo.

- oh Vladi fra un po’ ti vanno arrosto le pallette – disse la donna osservando le goffe manovre del marito ed abbozzando un sorriso

Quindi risolutamente estrasse quello che rimaneva della candela dal culo del marito , e la sostituì con una nuova candela che questa volta non accese.

- l’accenderò quando arriverà Eros , tu comunque rimani in posizione – disse e concluse dandogli una sonora pacca sul culo

Lei era vestita con un abito lungo nero che le lasciava scoperte le spalle e permetteva una ottima vista su suo decolté , inoltre il vestito era provvisto di uno spacco vertiginoso che metteva in vista oltre alla calza velata nera anche l’aggancio del reggicalze, naturalmente calzava un paio di scarpe dello stesso colore del vestito e con un tacco di 13 cm.
Un paio di orecchini e una collana di perle a girocollo ne completavano la splendida mise.
Pochi minuti dopo Eros suonò il campanello e Debora accese la candela e andò alla porta per ricevere l’ospite.

- ciao amore – cinguetto la donna quando vide sull’uscio della porta la sagoma del suo amante
- ciao bella , il cornuto ha obbedito ai mie ordini ? chiese immediatamente Eros
- vieni e guarda tu stesso – disse la donna prendendo l’uomo per mano e conducendolo nel salone

La scena che si presentò davanti ad Eros era veramente singolare , Vladimiro con calze da donna reggicalze crestina da cameriera rovesciato di schiena su un tavolo con il culo bel in vista , le mani bloccate e una candela accesa conficcata nel culo.
I due amanti alla vista del cornuto così combinato iniziarono a ridere e a deriderlo:

- hai visto come è obbediente quel cornutone di mio marito, pensa che stamattina sono stata palpata e ho sbocchinato due uomini davanti ai suoi occhi , senza che accennasse alla ben che minima protesta-
- te l’avevo detto che un ometto senza le palle – e poi rivolgendosi direttamente a Vladimiro
- allora dillo a tua moglie che non hai i coglioni , che sei solo un pisellino e che sei felice di essere il suo cornuto , solo un omuncolo come te si fa trattare in questa maniera da sua moglie e dai suoi amanti –

Poi come se niente fosse iniziarono a parlare tra di loro , infatti Eros disse che era necessario slegare Vladimiro perché potesse andare giù in macchina a prendere i cibi che aveva comprato in gastronomia.
Così il povero cornuto fu liberato da quella indecente posizione per scendere ,vestito come si trovava, nel garage di Eros e prendere quello che il ganzo di sua moglie aveva comprato.
Risolta questa incombenza senza che , fortunatamente , nessuno lo vedesse in quelle patetiche condizioni, il cornutone servì i due amanti a tavola.
Naturalmente dopo tornò riprendere la sua postura da candelabro con la candela accesa nel culo, così i due i due piccioncini potettero consumare la loro cenetta a lume di candela.
Naturalmente i due fecero come se lui fosse veramente un oggetto dell’arredamento , salvo di tanto in tanto punzecchiarlo, parlando di lui ma in terza persona, quasi come se non li potesse sentire.

- hai visto Debora come regge bene il moccolo quel frocetto di tuo marito-
- si è proprio bravo , se continua a così ben comportarsi, per premio gli permetteremo di menarsi il pisellino –

Poi l’atmosfera si riscaldo e i sue amanti iniziarono a scambiarsi languide carezze mentre il cornutone iniziava ad avere i soliti problemi dovuti all’accorciamento della candela.
Lei si era inginocchiata davanti all’uomo e dopo avergli estratto il cazzo dai pantaloni iniziò a praticargli uno splendido bocchino.
Il cazzo di eros era veramente stupendo per dimensioni e consistenza e la donna lo leccava con gusto e perizia facendo gemere l’uomo dal piacere.

- si troia lecca sto bel cazzone, ti piace eh ?? altro che quello stuzzicadenti di tuo marito –
- si è splendido , è bellissimo – disse la donna mugolando tra una leccata e l’altra.

Ormai il vestito era finito per terra e la donna era praticamente nuda ed anche il suo amante era nudo dalla cintola in giu.
Improvvisamente l’uomo tolse letteralmente di bocca il cazzone alla femmina che rimase molto delusa .

- ferma troia , che maniere sono queste , non conosci la buona educazione ??- disse Eros alla dona con tono di finto rimprovero mentre questa lo guardava stupita
- Non ti sembra che ora di presentare al quel cornuto di tuo marito il cazzo che da oltre due anni gli fotte la moglie ??

La donna abbozzò nuovamente un sorriso sul viso prima imbronciato e condusse il suo amante tenendolo per il cazzo verso il marito che si trovava ancora in quella oscena posizione e con ormai un mozzicone di candela sempre accesa nel culo.
Lo liberò dalla candela e dalle manette e si inginocchiarono insieme davanti all’enorme cazzo di Eros e con voce quasi da bambina iniziò a parlare al marito.

- Vladi questo è il cazzone di Eros , visto come è bello è lungo 26 cm e guarda come è grosso , la prima volta che me la messo nel culo mi ha fatto urlare dal dolore , ma poi mi ha fatto tanto godere-
- Lo sai che è questo cazzone che mi ha fatto diventare la troia che sono , sai ero abituato al tuo pisellino ridicolo , quando ho visto questa bestia non ho capito più niente–

Poi di tanto in tanto dava qualche colpo di lingua sulla splendida mazza e poi riprendeva a parlare con il marito

- adesso io ti ho presentato il cazzone di Eros adesso tu da bravo ometto educato presentati come si deve a questa bel bastone-

La scena era veramente irreale il cornuto vestito da donna ed inginocchio davanti al cazzo dell’amante di sua moglie che parlava al cazzo in erezione di lui, mentre la moglie con punta della lingua gli vellicava il filetto e la cappella.

- Salve signor cazzone io sono Eros il cornuto di Debora e volevo ringraziarla per quanto fa godere la mia signora inculandola e scopandola, sa io con il mio pisellino non sono mai stato in grado di soddisfarla -

Eros eccitato dal precedente bocchino e dalla strana ed eccitante situazione sotto i colpi di lingua, da puttana consumata, di Debora , non resistette ed iniziò ad eruttare fiumi sborra dal suo attrezzo, che colpirono Debora di striscio per andare ad impastarsi tutti sul viso del cornuto, che alla fine aveva il viso impiastrato da una maschera di calda sborra.

- Si cornutone senti la sborra di un vero uomo , altro quelle due o tre goccette che fai , vedi come è calda e densa – gli disse la moglie mentre dava le ultime leccate all’asta dell’amante.

Poi la donna si alzò e preso per mano il suo amante si recò verso la camera da letto dando le ultime raccomandazioni al cornuto.

- non lavarti la faccia , voglio che la sborra ti si secchi sul viso , poi sparecchia la tavola lava i piatti e raccogli i vestiti e solo dopo potrai venire in camera da letto a vedere come un vero uomo ti scopa la moglie – e poi aggiunse
- e se lo vorrai potrai anche menarti l’ucceletto, in piedi in un angolino-

E così ridendo i due amanti se ne andarono in camera , mentre il nostro Vladimiro solertemente sparecchiava la tavola e finiva tutte le incombenze che glia aveva lasciato quella troia della moglie.
Appena finito si recò anche lui in camera da letto dove i due amanti erano già intenti in un torbido amplesso.
Infatti lei era pecorina, mentre il suo amante tenendola per i capelli come se fossero delle briglie se la inculava con poderosi colpi di cazzo , che facevano ululare la puttana come un a lupa.
Vladimiro a questo punto iniziò a menarsi l’insignificante cazzetto è arrapato dalla torbida scena di sua moglie che si prendeva in culo 26 cm di cazzo , godette nella sua mano emettendo le solite 2-3 gocce di sborra.
I due amanti scoparono per tutta notte non degnandolo neanche di uno sguardo o di una parola , mentre il cornutone li osservò per tutta la notte ammazzandosi letteralmente di seghe.
Per lui era definitivamente iniziata una definitiva vita di cornutone e di guardone .
PS : dedicato a Debora ed ad Andrea (il vero nome del cornutone)

Posta elettronica : adolfozenetti@virgilio.it

Il cornuto e la sua signora – capitolo 4

Salve sono ancora Adolfo il segaiolo minidotato e continuo a raccontarvi degli eventi accaduti nel lontano 1983 , e riguardanti me (allora diciottenne) e la mia dolce mammina (allora trentaseienne).
Questa volta tralascio le descrizioni fisiche e per queste vi rimando ai racconti precedenti.
Dopo aver pulito il viso di mia madre dalla sborra dell’ingegnere, mia madre mi comunicò che la situazione che gli aveva imposto il responsabile di produzione andava un pochino modificata e che l’indomani mattina glielo avrebbe spiegato.
Quindi la mattina, convocò l’ingegnere a rapporto e lo ricevette in casa nel solito salone.
Per l’occasione si era vestita in maniera molto sexy : aveva indossato un paio di calze blu con la riga sostenute da 2 giarrettiere anch’esse dello stesso colore, un paio di ciabattine blu e bianche con tacco a spillo lungo 12 cm , un reggiseno a balconcino blu , che gli lasciava gran parte del seno scoperto, un paio di mutandine, molto sgambate e del medesimo colore del reggiseno.Sopra tutto questo una vestaglietta trasparente di color celeste.
Alle sette e trenta del mattino bussa alla porta di casa l’ingegnere e va ad aprire la signora Lucia :

- Buongiorno ingegnere , la prego entri pure la signora la sta aspettando di la -
- Cosa vuole la troia ? – rispose lui molto autoritariamente

Nel frattempo era giunto alla porta del salone ed entrò, appena vide la mamma ripeté la domanda fatta alla cameriera stavolta rivolgendosi direttamente a lei :

- cosa vuoi troia ?
- volevo appunto parlarle di quanto accaduto ieri ingegnere e più precisamente volevo modificare leggermente il nostro accordo in questa maniera : rimane la clausola che il mio corpo e le mie prestazioni siano concesse come premio ai dipendenti più meritevoli secondo il suo insindacabile giudizio ingegnere,però modificheremo la frequenza di questa gara , essa non sarà settimanale ma quindicinale.Inoltre varrà la regola che quando al collo indosserò il nastrino, sarò disponibile ai palpeggiamenti e agli insulti da parte degli operai e sarò oggetto sessuale a sua completa disposizione, ma rispetto a prima sarò io che deciderò quando indossare il nastrino e non lei. I mi impegno a garantirle, che indosserò questo simbolo di sottomissione almeno una volta alla settimana.Lei invece mi deve garantire il più completo rispetto da parte sua e dei suoi sottoposti , quando non indosserò questo simbolo di sottomissione, anche se girassi per la fabbrica nuda e su quest’ultimo punto non sono disposta a tollerare nulla.
- Spero che le sia tutto chiaro, ingegnere.
- Certo signora e lo spiegherò subito anche agli operai.

Chiarita la questione la mamma congedò l’ingegnere mi disse di scendere a fare colazione e di recarmi a scuola.Questa ultima notizia (andare a scuola) non mi entusiasmava molto.Non tanto per la scuola ma per i tre miei compagni di classe, che il sabato precedente, si erano scopati e molto di più la mamma (vedi racconto 1).Infatti temevo che questi ragazzi ,che già mi infastidivano parecchio, adesso che si erano fatti la mamma , avrebbero rincarato la dose.
La mamma sentite le mie rimostranze , mi disse che anche questo faceva parte al mio addestramento di segaiolo-cornuto.Poi aggiunse che quella di sabato non era stata la prima volta che si era intrattenuta con i miei compagni di classe.

- inoltre caro figliolo devi imparare ad essere felice quando gli uomini fanno apprezzamenti pesanti su di me , così ti sarai pronto quando questo accadrà con tua moglie in futuro.

Ed aggiunse :

- Sai ,forse ti ho trovato la fidanzata , è la figlia di Lucia (la cameriera), e va allo stesso liceo dove vai tu. E’ una bellissima ragazza alta e con un bel corpo e ha tre anni meno di te.
Lei e la madre sono disponibili al fidanzamento , naturalmente tu la dovrai rispettare mentre lei sarà libera di fare le sue esperienze sessuali con chi gli pare.

- sei contento ?
- si mamma sono contento e mi sono pure eccitato.
- Allora per premio ti permetto di masturbarti qui davanti a me e Lucia .

Quindi chiamò la cameriera

- Venga signora Lucia che le faccio vedere mio figlio che razza pisellino-segaiolo che è

La signora Lucia quando mi vide con i calzoni alle caviglie con il cazzettino in mano si mise a ridere ed esclamò :

- Signora Concetta suo figlio ha proprio un cazzettino piccolo-piccolo, penso che sarà proprio un bravo cornuto per mia figlia Lauretta , che nonostante la giovane età è gia una discreta troietta.Sono certa che già non è più vergine, credo che l’abbia sverginata uno di quei tre ragazzotti che sabato le hanno fatto la festa.
- Hai sentito , segaiolo , la tua fidanzata ha già provato il cazzo di un tuo compagno di classe,
se non addirittura di tutti tre, adesso si che sei un vero cornuto – ribatté mia madre.

A sentire queste parole e mentre guardavo le cosce di mia madre e della signora Lucia che per favorirmi la sega si era sollevata la gonna , sborrai tutto il mio sperma nella mia mano.
Poi mi madre mi disse che appunto nel pomeriggio, sarebbe venuta a casa Lauretta per fare la mia conoscenza.Dopo tutte queste notizie uscii di casa e mi recai a scuola.
Qui trovai i tre ragazzotti che discutevano animatamente tra di loro e facendo finta di niente mi misi ad ascoltarli di nascosto :

- ti dico che è vero, è proprio una puttanella io e Mario ce la siamo già fatta, si chiama Lauretta , dice che vuole provare a succhiare tre cazzi contemporaneamente e che se oggi ci facciamo trovare in palestra durante l’intervallo ci fa un pompino a testa.
- Tra l’altro è pure una bella figa e devi vedere che labbra sembrano quelle della madre di quel barilotto di Adolfo.

Suonò la campanella ed entrammo in classe.
Io ero rimasto folgorato, avrei visto la mia fidanzata per la prima volta e l’avrei vista mentre spompinava quei tre.Cinque minuti prima che suonasse l’intervallo chiesi di uscire e ottenuto il permesso , mi recai di corsa in palestra. Appena giunto trovai un buon nascondiglio e aspettai.
Dopo cinque minuti arrivò lei , era bellissima . Alta, quasi quanto mia madre (1.73 cm), capelli lunghi e neri raccolti in una coda di cavallo, due belle tette almeno una terza e con un culo da favola ( assomigliava un casino a mia madre). Indossava un miniabito bianco molto aderente e calzava un paio di sandaletti molto scollati e con dei tacchi di almeno 10 cm , senza calze.
Aveva dei grandi occhi neri e delle labbra carnose che erano un reclame del pompino.
Dimostrava molto di più dei suoi 15 anni.
Appena arrivata si sfilò il vestito rimanendo nuda solo con le scarpe (non indossava biancheria intima).Poco dopo arrivarono i tre ragazzi che appena la videro nuda la salutarono così :

- ciao troietta ti sei già spogliata non vedevi l’ora eh ?
- no è che non vorrei sporcarmi il vestito – rispose lei
- ma che brava donnina di casa – incalzò uno dei ragazzotti
- comunque siamo qui per un altro motivo , che discutere di abiti e di economia domestica,siamo qui per farti succhiare i nostri bei cazzoni –

E detto questo estrassero le loro tre minchie di oltre 25 cm , la ragazza si inginocchio ai loro piedi e afferrò 2 cazzi con le mani e uno lo mise in bocca quindi inizio a segare e spompinare contemporaneamente. I ragazzi prima la lasciarono fare per un po’ ,poi le afferrarono la testa ed iniziarono a scoparla in gola .Gli ficcavano, alternandosi, cazzi in bocca con cattiveria e la insultavano pesantemente :

- grandissima troia sucaminchia volevi tre cazzi insieme –
- bene ora che ce li hai ,suca , che ti riempiamo di sborra -
- dai succhiacazzi adesso ti faccio bere lo sciroppo di cazzo –

Dopo un po’ di questa musica i tre ragazzotti uno dopo l’altro iniziarono a sborrare , il primo gli riempì la bocca di sborra mentre gli altri due finirono segandosi sulla sua faccia e ricoprendogliela completamente di sborra.Si fecero nettare per bene i cazzi con la lingua si ricomposero e se ne andarono senza dire una parola.
Lei rimase sdraiata sui materassi , si passava le dita sulla faccia per raccogliere lo sperma e portarselo alla bocca.Io nel frattempo nel mio cantuccio continuavo a segarmi il cazzettino quando nella foga dell’ennesimo orgasmo scivolai facendo un gran casino.Lei si alzo di scatto e venne verso di me. Mi trovò per terra e col cazzettino in mano e mi disse :

- brutto segaiolo ti piace fare il guardone
- ma che pisellino sembra quello di un neonato, non ti vergogni ?
- scusa Lauretta – blaterai io
- come cazzo sai il mio nome brutto segaiolo ciccione ?

Gli spiegai chi ero e che ci saremmo dovuti conoscere nel pomeriggio a casa mia per poi fidanzarci ufficialmente.Lei a questo punto mi fece alzare e mi venne accanto.Ero molto ridicolo , gli arrivavo a stento alla spalla e avevo un cazzettino mignon, mi guardò e disse:

- tirati giù i pantaloni alle caviglie

esegui immediatamente l’ordine e lei scoppiò a ridere e mi rivolse la parola :

- anche come ometto fai schifo, sei uno schifoso tappetto adiposo con pisellino mignon
- comunque piacere di conoscerti , spero che ti piaccia essere cornuto, perché io ti riempirò di corna e se farai il bravo ti permetterò di farti tante seghe guardandomi, questo però solo quando avrò compiuto 18 anni.Quindi adesso non mi devi spiare più quando faccio porcate con qualche maschione. Ti è tutto chiaro pisellino ?
- Si Lauretta, mi è tutto chiaro tesoro , posso chiamarti tesoro?
- Si basta che non lo fai in pubblico

Ci rivestimmo e tornammo nelle nostre rispettive classi, nel salutarmi mi diede un bacetto sulla fronte mentre mi diceva che ero un pisellino segaiolo.
Arrivato in classe non riuscii a seguire nessuna delle lezioni perché non facevo che pensare a quanto successo in palestra.
Finalmente suonò la campanella dell’ultima ora ed io potetti andare a casa.
Arrivato in casa andai a cercare la mamma e vidi che era nel capannone era nel capannone era nuda ad eccezione delle calze e delle ciabattine che indossava stamattina per ricevere l’ingegnere. Pero a differenza di quanto accaduto nella mattinata , non indossava mutandine,reggiseno e neanche la vestaglietta trasparente.
Vidi , comunque che non aveva al collo il nastrino indicante la sottomissione, infatti gli operai pur guardandola con cupidigia , non osavano insolentirla.
Quando si accorse della mia presenza affretto il passo e tutta sculettante mi raggiunge a casa.
Prima di uscire dal capannone salutò tre operai li vicini e questi le risposero con un educatissimo buongiorno signora.(evidentemente quello che aveva detto all’ingegnere la mattina era stato recepito).
Appena la vidi iniziai a raccontargli con molto entusiasmo quanto successo a scuola la mattina.

- bene sono felice che ti piaccia la tua fidanzata , ma ricordati che devi imparare ancora molto per diventare un bravo segaiolo-cornuto –
- perché ,vedi Adolfo, lei adesso gode solo dei cazzoni dei suoi amanti , quando sarai completamente addestrato lei godrà anche dell’idea di cornificarti e quindi, anche tu sarai parte integrante del suo piacere.Tu dovrai imparare a godere soffrendo per i suoi tradimenti.
Solo così con il pisellino ed il fisico che ti ritrovi la potrai fare felice.

L’effetto di questo discorso e il suo abbigliamento fu un nuovo stato di eccitazione che mamma notò subito.

- ti sei di nuovo eccitato eh ? togliti il pantalone , ma non toccarti il pisellino , riceverai così la tua fidanzata – e dopo una breve pausa aggiunse .
- La signora Lucia diventerà tua suocera , quindi ho deciso di promuoverla, per cui da cameriera passerà a governante e avrà sotto il suo controllo 2 camerieri uomini uno bianco ed uno nero.Questi signori saranno scelti anche in base alle loro caratteristiche fisiche e alle loro capacità sessuali , in modo che possano soddisfare me e la signora Lucia.
- Inoltre tu dovrai rispettare la signora Lucia come rispetti me , quindi le dovrai obbedire in qualunque occasione.

Mentre mamma mi catechizzava a riguardo della mia nuova condizione suonò il campanello :

- è mia figlia Lauretta – disse la signora Lucia
- è già pronto Adolfo ? Concetta posso farla salire ?
- Certo Lucia falla salire pure -

Mia madre e la signora Lucia erano ormai passate a darsi del tu.
Entrarono tutte e 3 nel salone e la mamma mi disse di raggiungerle che era arrivata la mia fidanzata.
Io entrai nel salone con i calzoni alle caviglie ed il cazzettino in tiro (6 cm ,un dito mignolo) e le vidi al centro del locale in piedi e bellissime.
Anche la signora Lucia era abbigliata come mamma (solo scarpe e calze) mentre Lauretta aveva il medesimo miniabito bianco di stamattina.Erano bellissime alte quanto mia madre e grazie ai notevoli tacchi le loro figure erano ancora più slanciate,io confronto a loro sembravo un nanetto ciccione, appena mi videro cominciarono a ridere poi mia madre, fece le presentazioni:

- questa è la tua fidanzata Lauretta , visto che bella ragazza che è ? Vedi di comportarti come si deve con lei – e poi rivolgendosi ad essa
- Questo è il tuo fidanzato Adolfo, come vedi è un tappetto, grasso, minidotato e segaiolo però è umile e servizievole tu sarai libera di cornificarlo liberamente e lui sarà contento.
- Certo signora questo l’ ho constatato con i miei occhi questa mattina , suo figlio sta venendo su un bravo cornuto segaiolo e io sarò contenta di sposarlo in futuro ed riempirlo di corna naturalmente-
Quindi brindammo per festeggiare l’evento poi Lauretta disse che doveva andare perché aveva un appuntamento con un suo amante salutò sua e mia madre e poi avvicinandosi a me , mi prese la testa tra le mani , si chinò in avanti e mi baciò sulla fronte , come una mamma con il suo bambino e ad alta voce mi disse :

- vado a farti le prime corna da quando siamo fidanzati, unisco l’utile al dilettevole, mi diverto con un bel maschione e miglioro la mia situazione scolastica , si perché lui , è un mio professore – quindi aggiunse,
- se vuoi, potrei andare a letto anche con qualche tuo professore , in modo da migliorare anche la tua situazione scolastica , pensaci e ciao-

Dopo che se fu andata ,mamma mi disse, in tono sarcastico, che probabilmente sarei diventato il primo alunno della scuola .Questo perché già lei andava a letto con i miei professori ed il preside se ci sarebbe andata pure la mia fidanzata , io avrei avuto solo 10 in pagella e proseguì

- Anzi giovedì sera verranno a cena qui il professore di matematica , quello di filosofia ed il
preside.Dopo cena farai finta di andare su a dormire e dalla solita finestrella mi vedrai
all’opera.Fino ad allora ti proibisco di toccarti , che tutte queste seghe rischiano di farti
male-

Tentai di protestare facendogli vedere il pisellino in erezione , mi guardo con aria severa mi girò le spalle e tutta sculettante usci dalla mia vista.
I due giorni seguenti furono per me un vero tormento , sia mia madre che la signora Lucia mi scorazzavano davanti praticamente nude, i capi che indossavano le rendevano più conturbanti e sconce, che se fossero state completamente nude.Le telefonate di Lauretta dove mi narrava qualche sua avventura o mi descriveva qualche suo amante che aggiunti alla proibizione, che mi aveva imposto la mamma,di non tirarmi le mie amatissime seghine, mi stava facendo letteralmente impazzire.
Finalmente arrivo il fatidico giovedì sera.
Mamma si era vestita o per meglio dire era svestita , in maniera molto succinta.
Indossava un paio di calze nere con la riga, sorrette da due giarrettiere nere con una bordatura rossa,
un paio di scarpe nere con un tacco a spillo di 12 cm e un grembiulino che le copriva appena il pelo pubico, la cui pettorina lasciava debordare le sue generose tette .Dietro era allacciato con un bel fiocco, che incorniciava il suo bel culo facendolo apparire come un grosso pacco regalo.
Inoltre era stata dal parrucchiere e aveva raccolto i suoi splendidi capelli neri in uno chignon, un leggero trucco le incorniciava i neri occhioni e un sensualissimo rossetto di colore rosso sangue le adornava le splendide labbra.
Alle otto in punto i tre signori arrivarono insieme a casa nostra.
La mamma fece andare me a riceverli alla porta.Ci andai con uno stato d’animo contrastante, infatti da una parte ero eccitato e teso come una corda di violino dall’altra ero preoccupato per come la mamma era “vestita “ per ricevere i signori professori.

- ciao Adolfo , ci fai entrare ?
- dov’è la mamma ?
- è di la in cucina , mi ha detto di farvi accomodare nel salone che poi ci raggiunge pure lei –

Anche loro avevano un’aria abbastanza eccitata ,chi sa , forse già sapevano del dopocena che li attendeva, quello che sicuramente non si aspettavano, era il particolare abbigliamento che mamma aveva scelto per la prima parte della serata. Infatti dopo che li feci accomodare sul divano del salone
Fece ingresso nel salone sculettando peggio di una troia da strada , la mamma, lasciando lor signori letteralmente basiti.
Arrivata al centro del locale fece un paio di giri su se stessa, per meglio farsi ammirare e cinguettò :

- buonasera signori , spero che il mio abbigliamento non vi metta in imbarazzo -
- ho pensato che tra amici non ci sarebbero stati problemi –
- ma certo signora Concetta , si lasci pure ammirare – rispose il preside
- lei è un’opera d’arte e come tale va ammirata -

Tutta la cena si svolse in questo clima surreale dove la mamma civettava come una puttanella in calore, non perdendo occasione di esporre il proprio corpo, ai lubrici sguardi dei tre signori.
I quali invece, se non fossero stati traditi dagli occhi , che erano veramente spiritati e guardavano la mamma con una cupidigia degna di un maniaco sessuale, sarebbero potuti sembrare , per le poetiche esternazioni che facevano, dei nobili signori quasi indifferenti ai piaceri della carne.
In realtà si vedeva chiaramente la loro insofferenza , tanto che mentre sorseggiavano il caffè, iniziarono a fare strani discorsi sulla necessità per gli adolescenti di andare a letto presto la sera e sostenendo senza mezzi termini dei numerosissimi vantaggi di questa disciplina.
La mamma si divertiva a torturarli, mentre gli serviva le portate , ponendogli una tetta in faccia o mettendo ben in vista le sue splendide chiappe o addirittura facendo far capolino da sotto il grembiulino, il pelo o lo spacco della fica stessa.
Quando ritenne di essersi divertita abbastanza si rivolse a me e disse :

- basta Adolfo, adesso è ora di andare a dormire , dai la buonanotte ai tuoi professori e al signor preside e vai a nanna da bravo figliolo –

Diedi al buonanotte e salii sopra, dove mi appostai dietro la mia finestrella pronto a non perdermi una virgola di quanto sarebbe accaduto da li a poco e con il cazzetto turgido in mano.
Infatti appena rimasti soli con mamma i tre uomini cambiarono completamente tono :

- lurida troia ti sei divertita tutta sera a provocarci e adesso vedi che bella festa abbiamo in serbo per te –
- per prima mettiti a quattro zampe sul pavimento poi inizia scodinzolare come un cagna, come ti abbiamo insegnato a fare.

La mamma sembrava che seguisse un copione , infatti i suoi movimenti era proprio quelli di una cagnetta che giocava con i propri padroni: trotterellava allegramente sulle zampette, ad un loro cenno si alzava sulle ginocchia (le zampette posteriori) e sollevando le mani proprio come una cagnetta quando si tira su due zampe tirando fuori la lingua e con il respiro affannoso tipico dei cani quando puntano.Rimaneva li immobile in quella posizione, finché uno dei tre uomini non gli lanciava un oggetto da riportare, a questo punto con uno scatto sgambettava verso l’oggetto e lo prendeva in bocca e con la bocca lo riportava nelle mani dei suoi padroni.
Questi quindi le carezzava la testa o gli dava una pacca sul culo come premio per il lavoro.
Fecero questo giochino tre o quattro volte e i commenti si sprecavano :

- ma che brava cagna è la “signora Concetta “-
- hai ragione dovremmo usarla a scopi didattici nei laboratorio di scienze –
- fa la parte della cagna ma sembra sempre una troia ah ,ah,ah,ah –
-
Poi iniziarono un nuovo giochino un poco più cruento infatti comparvero in mano ai tre aguzzini ,quasi come per incanto,tre frustini da fantino ed iniziarono a colpirla vigorosamente sulle chiappe .
Il culo della mamma venne solcato da innumerevoli striature rosse , poi la fecero alzare in piedi e con il busto chinato in avanti, in modo da avere il culone esposto in fuori . Quindi ripresero
a colpire e sempre sulle chiappe. Dopo si fermarono e mentre tutti e tre le giravano intorno il signor preside gli mise la mano nella figa :
- cazzo è bagnata , noi la torturiamo e questa gode – disse
- una troia come questa non l’avevo mai vista –

Gli insulti continuavano a abbattersi sulla mamma mentre i tre uomini che si erano nel frattempo spogliati e la invitarono a succhiargli i loro cazzi.
Erano dotati di tre cazzi di buone dimensioni ma non eccezionali (18-20 cm)
Loro stavano comodamente seduti sul divano e la mamma in ginocchio ai loro piedi passava da un cazzo a l’altro.Se la contendevano afferrandola per lo chignon ed infilandogli violentemente i cazzi in gola.Lei si affannava per riuscire a soddisfare tutti e tre i maschioni mentre loro si dilettavano a coprirla di insulti :

- dai datti da fare troiona schifosa vedi di farmi sborrare -
- zoccola di ti sei divertita ad attizzarmi per tutta la serata , adesso ho i coglioni cosi pieni di sborra che quando te la sparo tutta in gola ti faccio affogare-
- si leccami pure i coglioni e il buco del culo lurida vacca

Due finirono segandosi nella sua bocca aperta , lei sdraiata in terra e loro intorno con i cazzi i mano che gli dirigevano i getti di sborra diritti in bocca. Riuscì a fatica ad ingoiarla tutta dopo qualche colpo di tosse.Il terzo invece gli fece serrare la bocca con le labbra in fuori , come quando si da un bacio con lo schiocco, poi sempre segandosi diresse gli schizzi di sborra sulle labbra protese , lordandole tutte di sborra e poi usando il cazzo come un cucchiaio raccolse lo sperma e glielo fece cadere nella bocca ora aperta.
Naturalmente lo chignon era completamente disfatto , quindi si fecero ripulire i cazzi con la lingua e poi dissero che ora potevano continuare a giocare , prima di iniziare a scoparla.
Le chiese se poteva andarsi riassettare e ottenuto il loro assenso andò in bagno dove rimise in sesto lo chignon e rinfrescò il trucco.
Quando rientrò era più bella che mai . E sculettandogli in contro arrivo dinnanzi a loro , qui iniziò a girare su se stessa come per farsi ammirare, fermandosi con il culo proteso verso di loro e con una vocina molto civettuola quasi in falsetto gli disse :

- l’agnellina è pronta per essere sbranata da voi lupi cattivi –

La fecero accovacciare a terra come se dovesse pisciare , gli dissero di impugnare le caviglie con le mani e con del nastro adesivo saldarono questa impugnatura intimandole poi , di camminare .
Sembrava uno strano animale era veramente molto goffa nel suo incedere , gli uomini la incitavano con insulti vari e ridevano veramente divertiti. Quando uno di loro tirò fuori due aggeggi : un vibratore di plastica rossa, lungo 22 cm e con 3 cm di diametro e un radiocomando. Ovviamente quest’ultimo azionava il vibratore.

- vieni qui troia – disse il preside

la mamma camminando in quella goffa maniera (sembrava l’incedere di un ragno gigante), raggiunse il preside, che con aria molto divertita, gli infilò quasi per intero il vibratore in figa .

- e adesso spostati verso il centro della sala troia –

Lei si mise in moto come le era stato ordinato ed il preside aziono il radio comando.
Vista la posizione a gambe larghe della mamma cioè con la figa aperta, lo stato di lubrificazione della fica stessa e aggiuntesi poi le vibrazioni del cazzo artificiale , il vibratore schizzo fuori dalla fica di mamma.

- cazzo bisogna bloccarlo dentro , questa troia è troppo bagnata –
- ho un’idea ,prendi ancora il nastro adesivo –

La fecero ritornare sui suoi passi , le ficcarono nuovamente il vibratore in fica , poi con del nastro adesivo le chiusero la fica in modo da evitare la fuoriuscita del vibratore quindi azionarono il vibratore per una trentina di secondi poi lo spensero e poi lo riaccesero di nuovo alternando continuamente le fasi vibrate con quelle non vibrate.
La mamma nel frattempo doveva continuare a camminare.Era in una situazione molto particolare era, oscena,eccitante e ridicola al tempo stesso e credo che anche lei si sentisse eccitata, provocante e umiliata nel medesimo momento.
Uno degli aguzzini ancora non soddisfatto andò in cucina e ve ne tornò con una carota, che ficco nel buco del culo di mamma.
Dopo qualche minuto la mamma inizio a godere, cadde su un fianco e inizio proprio ad ululare, mentre i suoi amanti , avevano messo il radiocomando sulla posizione di acceso definitivamente.
Ebbe un orgasmo lunghissimo e spettacolare che diverti moltissimo i suoi torturatori.

- ma guarda come gode la troia – dissero i tre tra una risata e l’altra

In effetti mamma era presa da strane convulsioni per non parlare delle strane espressioni del suo viso ed erano proprio queste, a divertire maggiormente i tre signori.
La mamma rimase li spossata in terra ,con le mani legate alle caviglie ed i buchi pieni.
I tre ormai estremamente eccitati , le strapparono il nastro adesivo liberandole sia le mani che i buchi ed iniziarono a scoparla ed incularla contemporaneamente , stavolta con i loro cazzi.
La mamma stravolta dall’orgasmo appena avuto reagiva appena, quindi loro utilizzandola come una bambola gonfiabile , eccitati com’erano , le scaricarono nel giro di pochi minuti la loro sborra in corpo.
Finito di godere i tre signori si rivestirono fecero alzare la mamma e le ordinarono di andarsi a dare un’altra volta una rinfrescata .
Tornata fresca come una rosa chiese cosa volessero ancora.

- andiamo a fare un giro troia –
- visto che sei una cagna come tale ti trattiamo –
- infatti ti portiamo cosi svestita a un paio di chilometri da qui e come una cagna ti abbandoniamo , saranno poi cazzi tuoi riuscire a tornare a casa –

Si fecero qualche risata e la strattonarono fuori.
Io a questo punto corsi in garage presi il motorino e a fari spenti, per non essere visto, li segui.
A circa 5 chilometri da casa , non un paio come avevano detto, la lasciarono in mezzo alla strada e se ne andarono, salutandola con un ciao troiona , tanto qualcuno che ti riporta a casa lo trovi.
La lasciarono in una strada buia alle 2 di notte , a piedi, praticamente nuda (aveva solo le scarpe e le calze ) e a 5 chilometri da casa.
Quando fui certo che se ne fossero andati, mi avvicinai a mamma e visto che al buio non mi aveva riconosciuto, tentò di nascondersi nei campi ai bordi della strada.

- mamma vieni fuori sono io Adolfo –
- sei tu figliolo grazie al cielo –

Così la caricai sulla moto e nella notte tornammo a casa.
Quando giungemmo in garage , lei scese dalla moto e notammo sulla sella una chiazza mista di sperma e umori vaginali .
Lei mi sorrise e disse :

- Adolfo caro, adesso da bravo segaiolo, con la lingua pulisci quella macchia –

Pulii con molta solerzia e con la lingua naturalmente la macchia e stanchi ma felici ce ne andammo a dormire.

Il cornuto e la sua signora – capitolo 3

Salve sono sempre Adolfo in cornutone minidotato e seguito a scrivere delle avventure mie e di quella grandissima ed adorabile troia di mia moglie Lauretta.

La storia precedente si era conclusa mentre avevamo ordinato 2 pizze per la cena.

Naturalmente quando il fattorino ci consegnò le pizze, a riceverlo ci andò la mia signora (ovviamente era completamente nuda).Il fattorino alla vista della mia signora a momenti svenne.

Come mancia,la mia signora, gli regalò un gustosissimo pompino.

La pratica fu espletata da mia moglie in un paio di minuti perché , il ragazzo le godette in bocca in pochissimo tempo.

Con ancora tracce di sperma sulle labbra la mia signora arrivò al tavolo della sala riunioni recando con se le due pizze.

Posò le pizze sul tavolo e disse:

- vieni qui cornutone –

si chinò (è alta 10 cm più di me e poi bisogna aggiungere i 13 cm di tacchi) e presami la testa tra le mani , mi bacio amorevolmente sulla bocca, passandomi lo sperma che aveva ancora tutto in bocca .

- ti è piaciuto l’aperitivo tesorino ? – mi chiese, con tono di scherno, dopo avermi baciato

- si amore l’ ho gradito veramente molto – gli risposi

- sei proprio un frocetto – aggiunse lei.

Quindi ci mettemmo a mangiare le pizze.

Sulla mia pizza il pizzaiolo aveva scritto con la mozzarella cornuto mentre su quella di mia moglie c’era scritto troia.Naturalmente ci conosceva e aveva avuto il piacere di godere delle prestazioni di mia moglie.

Dopo mangiato rimanemmo una mezz’oretta a discutere tra di noi e poi decidemmo di andare perché l’indomani avremmo avuto un’altra faticosa e favolosa giornata.

Dormimmo profondamente e ci svegliammo la mattina dopo verso le 7.30.Dopo il caffè, facemmo una bella doccia e tutti i lavaggi del caso poi la mia signora si truccò il viso, si profumò accuratamente e si ritoccò anche lo smalto sulle unghie.

Era veramente bellissima le scarpe con quei tacchi vertiginosi la slanciavano ulteriormente.Come vi ho già detto la mia signora è proprio una bella donna.

I suoi seni,terza misura, sono molto tonici stanno tranquillamente su anche senza reggiseno.

Le sue gambe,molto lunghe ed il suo culo, sono un vero spettacolo a cui si aggiunge l’abbronzatura integrale che la rendono veramente un gran bel pezzo di figa .Io la adoro e sono felicissimo di essere il suo cornuto.

Mentre la contemplavo estasiato e con il cazzetto in erezione (6 cm) lei se ne accorse e mi disse:

- frocetto ti piaccio proprio eh ? peccato che questo corpo è per tutti , ma non per te –

- si amore – risposi io

- bene, fatti pure una sega, mentre mi ammiri –

e mentre mi menavo il cazzettino, lei si avvicinò e toccandomi con due dita, il piccolo sacchetto dei coglioni, iniziò ad incitarmi.

- bravo frocetto menati il cazzetto –

- guardami tutta, pensa a quando gli altri mi oltraggiano , mi toccano e riempiono di cazzi o a quando vedevi la tua mamma in mezzo a più maschioni mentre la trombavano in ogni maniera –

a queste parole non resistetti e iniziai a godere li in piedi, davanti a mia moglie che mi fissava negli occhi con uno sguardo tra il disprezzo,la compassione e la derisione e mi invitava a sborrare.

- dai frocetto sborra, si così bravo spruzza tutto il tuo semino con il tuo pistolino –

Mentre mi diceva tutto questo rideva e naturalmente mi insultava , facendo così aumentare il mio godimento. Quando vide che dal mio pisellino uscirono addirittura 5 goccettine di sperma in tono canzonatorio iniziò a complimentarsi con me.

- ma che bravo il mio ometto , addirittura cinque gocce di sperma ha prodotto con il suo ridicolo pisellino –

e aggiunse :

- dai andiamo, che adesso ho voglia di cazzi veri –

Erano ormai le 9 e quindi ci recammo, con il nostro solito abbigliamento, in magazzino dove ci aspettavano il signor Carmelo e il signor Giuseppe.

Giunti al loro cospetto iniziarono con i saluti

- ciao Carmelo, ciao Giuseppe –

disse mia moglie mentre gli buttava le braccia al collo e li baciava.

- Ciao Lauretta , che figona che sei stamattina –

Risposero loro mentre la palpeggiavano tutta.

Poi la fecero girare e notarono la scritta tatuata sulle chiappe (sono una troia) e commentarono che mai cosa era stata tanto corrispondente a verità e gli diedero un sonoro sculaccione.

Il signor Carmelo ed il signor Giuseppe, come ho già detto nel mio primo racconto,erano due veri maschioni, alti più di 1.85 cm , molto muscolosi e soprattutto erano dotati di due cazzoni veramente enormi più di 25 cm grossi e nodosi.

Io al loro cospetto ero una proprio un nanetto grassoccio e questo mi poneva molto in soggezione .

Infatti mi notarono mentre me ne stavo in un angolo, a capo chino e con il cazzettino in mano.

Appena accortisi di me mi rivolsero la parola in tono canzonatorio :

- ma bravo frocetto , stai lì in un angolo a goderti lo spettacolo dei nostri palpeggiamenti a quella grandissima troia di tua moglie e non ti degni neppure di salutare –

- scusate ma non volevo disturbarvi, comunque buon giorno signor Carmelo e buongiorno anche a lei signor Giuseppe – risposi tenendo gli occhi bassi

A questo punto mi fecero avvicinare e dissero di girarmi.

Appena videro tatuata sulle mie chiappe la scritta cornutone,si misero a ridere e dissero alla mia signora che mi aveva sottomesso proprio bene, visto quello che mi ero lasciato fare.

Aggiunsero che mancava ancora qualcosa ed estrassero da un cassetto una candela ,lunga almeno 50 cm e con un diametro di almeno 3 cm.Mi fecero chinare e mela infilarono per buoni 10 cm in culo dicendo :

- così potremo dire che regge il moccolo, sto cornutone –

Poi ci comunicarono che stavano per arrivare due amici loro, due camionisti.

Ci spiegarono che erano i due trasportatori abituali di cui ci servivamo per le consegne.

E tu troia non ti preoccupare che anche loro hanno dei cazzoni da spaccarti tutta.

Detto questo si spogliarono completamente esibendo il loro muscoli e soprattutto i loro cazzoni da paura.

- Dai troiona vieni qui che giochiamo alla maialina messa allo spiedo –

- Tu fai la maialina e noi gli spiedi –

Così uno le infilò il cazzone nel culo e l’altro le infilo la nerchia in bocca, mentre lei stava accovacciata alla pecorina e tutti e due stantuffavano vigorosamente –

- guarda che maiala è tua moglie, non c’è proprio niente che questa troia non si faccia fare, caro il mio cornutone –

- dai menati il cazzettino e guarda come la facciamo godere la maialona –

Mentre tutto questo stava accadendo sentimmo suonare il campanello .

- devono essere i nostri amici –

disse il Signor Carmelo, mentre continuava ad inculare la mia signora e aggiunse :

- pisellino vai tu a riceverli che noi siamo impegnati-

Così nudo con i pantaloni alle caviglie il cazzettino in mano e una candela nel culo mi recai ad accogliere i due camionisti.

- buon giorno signori , vi prego di seguirmi –

appena mi girai i due maschioni videro il tatuaggio e la candela che avevo infilato nel culo –

- ma guarda sto frocione se le fatto scrivere sul culo che è un cornutone –

poi mi chiesero

- cosa rappresenta quella candela che ti sei ficcato nel culo-

- il signor Giuseppe ed il signor Carmelo hanno voluto che mi infilassi questa candela nel culo perché io possa reggere il moccolo mentre loro e voi vi divertite con la mia adorata signora-

sentite queste parole i due si misero a ridere e ad insultarmi :

- brutto pervertito , grasso maiale pederasta per reggere il moccolo manca ancora una cosa : è necessario che la candela sia accesa –

e tirato fuori un accendino, mi fecero fermare posizionandomi con il culo in fuori ed accesero la candela .

- adesso va bene –

Così li precedetti con la candela accesa ficcata nel culo verso l’ufficio dei magazzinieri.

Entrammo nell’ufficio e ci trovammo davanti la scena in cui la mia signora prendeva il cazzo del signor Carmelo in culo e in figa quello del signor Giuseppe.

- Siamo arrivati – disse uno dei due

Proprio in quel momento il signor Carmelo e il signor Giuseppe fecero il pieno di sborra alla mia signora.

- ti riempiamo di sborra troiona –

- si bei cazzoni fatemi affogare con la sborra , mettetemi in cinta ,riempitemi tutta-
Ripresesi dall’orgasmo, mia moglie e suoi due amanti si accorsero della nostra presenza nel locale.

I due magazzinieri accortisi che la candela era stata accesa mi ordinarono di fargli accendere le sigarette.

Loro erano comodamente seduti su delle poltroncine io dovetti sdraiarmi sulla schiena e sollevare gambe e culo verso l’alto, in modo che l’estremità accesa della candela , arrivasse vicino ai loro viso e quindi gli consentisse di accendere le sigarette.

Mentre loro fumavano gli altri due, che nel frattempo si erano già spogliati, si avventarono sulla mia signora e gli ficcarono insieme tutti e due i cazzi in bocca-

- dai troiona è da tanto tempo che volevamo farti questo servizietto, sei meno altezzosa adesso che tutta nuda ed in ginocchio a ciucciarci i cazzoni –

- ti piacciono le nostre minchie eh? –

- si che mi piacciono e vedrete come sono brava a prendere le vostre belle minchie in tutti i buchi –

Anche questi due , che naturalmente erano forniti di enormi cazzi, presero a pistonarla in entrambi i buchi e dopo neanche 15 minuti, pure loro la riempirono quasi all’unisono, di sborra.

Io dovevo tenere il culo sempre all’infuori, altrimenti sentivo la fiamma che mi scaldava il culo.

Dopo essersi riposati un poco i quattro maschioni, mentre io reggevo il moccolo con lo sfintere,loro iniziarono a scopare inculare e ficcare cazzi in bocca alla mia signora, senza soluzione di quantità.

Le sborrarono dovunque e più volte, mentre la coprivano da ogni genere di insulti, questo trattamento portò la mia amata signora ad avere numerosi orgasmi.

Durante tale orgia furono fatte numerose fotografie sia alla mia signora, mentre veniva sbattuta in ogni modo o da sola mentre si esibiva in audaci pose, sia al sottoscritto facendo particolare attenzione a riprendere la candela accesa ficcata nel mio culo.

Dopo innumerevoli sborrate i maschioni sentendosi appagati decisero , anche loro di pisciarci in bocca.

Vollero farci bere tutto il loro piscio e l’ultima parte delle loro pisciate la riversano in un bicchiere .

Con il contenuto di questo bicchiere fummo costretti a fare dei gargarismi, passando il liquido più volte dalla bocca al bicchiere, per permettere all’altro di fare nuovamente le proprie abluzioni.

Alla fine bevemmo anche quest’ultimo bicchiere.

Completamente soddisfatti i quattro maschioni ci salutarono ,naturalmente per mezzo dei soliti insulti, e se ne andarono.

Erano ormai l’una del pomeriggio e alla mia signora venne in mente che aveva appuntamento nella trattoria di fronte all’azienda con la signora Rosanna (vedi racconto precedente).

Così in fretta e furia ci facemmo la doccia , la mia signora si rifece il trucco e immediatamente ci recammo presso la trattoria.

Arrivammo alla trattoria nel nostro solito abbigliamento che erano le 2 passate.

Appena entrammo fummo aggrediti dalla signora Rosanna :

- lurida baldracca lo sapevi che avevi dei clienti che ti aspettavano , ti sembra questa l’ora di presentarti – disse la signora Rosanna.

- Si scusami ma solo ora sono riuscita a liberarmi, farò qualunque cosa per farmi perdonare – rispose mia moglie.

- Lo credo bene lurida zoccolona, adesso inizia a sculettare per il locale –

E mentre la mia amata sculettava per il locale la signora Rosanna si rivolse così ai signori presenti :

- Questa zoccolona è la signora LAURETTA Z. AMMINISTRATRICE DELEGATA DELLA DITTA….sita qui di fronte , la signora è disponibile per succhiarvi il cazzo e ingoiare la vostra sborra, prestazione che già mi avete pagato.

Essendo però anche arrivata in ritardo la signora dovrà essere punita e lo spettacolo della punizione è completamente gratuito. E servirà a titolo di indennizzo per il tempo che vi ha fatto perdere.

Il signore che l’accompagna, quel pisellino con i calzoni calati alle caviglie, altri non è che il suo legittimo cornuto,come si può constatare osservando quanto scritto sulle sue chiappe-

Invitò il marito a prendere la scopa con manico particolare che mi avevano introdotto nel culo 2 giorni prima (vedi racconto precedente) e me la introdussero nuovamente e la signora Rosanna ricominciò a parlare o per meglio dire ricominciò a canzonarmi :

- bravo pisellino adesso cammina per il locale e intrattieni gli ospiti mentre prepariamo la punizione per quella vacca di tua moglie-

- e tu grande vacca guarda cosa c’è in serbo per te –

e gli fece vedere il bottiglione con i rubinetti e le cannule che avevano usato il giorno prima in azienda per farci i clisteri.Poi continuò:

- lo hai visto troia ? Lo riconosci? Bene, l’altro giorno vi siete divisi 6 litri in due persone oggi farò una dose ridotta di solo 4 litri ma solo per te – ed aggiunse

- vedi cara la mia troiona rispetto a quanto successo ieri, ho pensato anche di modificare la miscela di quanto ti infileremo nell’intestino, non sarà tutta spumante ma ½ spumante e ½ vodka, sei contenta? –

A sentire queste parole mia moglie iniziò a protestare e tentò pure di scappare, ma fu subito ripresa dal marito della signora Rosanna, il signor Antonio.

Fu riportata al centro del locale in prossimità del bottiglione la misero a quattro zampe e poi le incatenarono polsi e caviglie a 4 anelli, immobilizzandola.

- bene cara la mia troia purtroppo ti sei comportata male nei miei confronti e ora sono costretta a punirti, capisci che se per te è un gioco venire a succhiare i cazzi nel mio locale, per me invece rappresenta un buon affare e quindi devo essere certa della tua affidabilità –

E mentre diceva questo il marito aveva versato 2 litri di spumante e 2 litri di vodka nel bottiglione .

Gli infilò la cannula ben profondamente nel culo e si fermò.In questo preciso istante la signora Rosanna riprese la parola:

- allora troiona sei pronta ?

- No ti prego ,farò quello che vuoi ma non farmi questo – e disse ciò con le lacrime agli occhi

- Basta con questa lagna troiona , apri il rubinetto Antonio.

Il signor Antonio aprì il rubinetto e la miscela iniziò a fluire nel culo della mia signora.Dopo pochi secondi mia moglie inizio ad urlare , siccome le sue urla erano veramente troppo fastidiose chiusero momentaneamente il rubinetto e gli misero in bocca uno di quei particolari bavagli, composti da una palla di gomma (la parte che andava in bocca)e da due lacci legati alla nuca (come una maschera), poi riaprirono il rubinetto e i suoi urli ora erano più discreti. Poi la signora riprese a parlare :

- visto troia cosa succede ad arrivare in ritardo sul posto di lavoro ? Si perché fare bocchini nel mio locale è il tuo lavoro non un divertimento per signore annoiate e questo voglio che ti sia ben chiaro e per questo ti punisco.

- Brucia eh ? vorresti un asta di ghiaccio nel culo al posto di quella cannula. Su resisti

Manca solo l’ultimo quarto e poi il bottiglione è vuoto.

Nel mentre a mia moglie si contorceva nel tentativo di sopportare sial il bruciore che il senso di riempimento, strabuzzava gli occhi e emetteva grida che venivano soffocate dal particolare bavaglio.

Finito il liquido le estrassero la cannula dal culo e al suo posto misero un tappo di gomma.

Le slegarono polsi e le caviglie, le tolsero il bavaglio e la fecero alzare in piedi. Aveva la pancia gonfia, sembrava in cinta, ed una espressione sofferente.

- Allora Troiona non fare tante smorfie e cammina verso quei signori , è a loro che devi chiedere scusa per il tuo ritardo – disse la signora

Mia moglie iniziò lentamente ad avvicinarsi agli uomini seduti in fondo al locale, camminava molto lentamente sopra i suoi altissimi tacchi, aveva la pancia in fuori mentre il busto era arretrato rispetto al culo.Avanzava camminando a gambe larghe , con un andatura che la facevano assomigliare ad una papera.

I signori in fondo al locale guardavano quasi senza parole la scena che si svolgeva davanti ai loro occhi erano letteralmente attoniti ed ammutoliti da quanto stava accadendo.

Quando arrivò in fondo al locale iniziò a scusarsi con i presenti.

- Signori scusatemi se vi ho fatto perdere tempo ma sono trattenuta in azienda da impegni improvvisi e improrogabili –

- Impegni ? vorrai dire cazzi gran puttanone che non sei altro – intervenne il signor Antonio.

- Si erano cazzi, ma per carità fate terminare questo supplizio, non resisto proprio più –

- Per carità, per pietà , vi prego bastaaa-

Il suo viso era segnato dal dolore si trascinava a fatica e gli uomini iniziarono anche a percuoterla con dei frustini da fantino sul culo.

STACK una nerbata STACK un’altra e poi ancora STACK STACK STACK altre e altre ancora il suo bellissimo culo veniva segnato da decine di striature rosse.

A questo punto la signora Rosanna gli disse di tornare verso il bancone e mentre raggiungeva la sua meta veniva accompagnata da una serie irripetibile di insulti, da parte degli uomini.

Giunta al bancone fu fatta accovacciare su un catino, le fecero togliere il tappo dal culo e sotto lo sguardo depravato di tutti , poté finalmente liberare l’intestino.

Quando ebbe finito di svuotarsi le fecero un altro clistere sempre di 4 litri, ma questa volta d’acqua molto fresca, quasi gelata.

Questo sia, per lenirle il bruciore e sia per torturarla ancora un po’ .

Infatti anche in questo caso, finito il clistere, le fu messo il tappo al culo ed ancora fu fatta camminare fino in fondo al locale , dove venne presa un’altra volta a nerbate.

Poi tornata al bancone le fu permesso finalmente di scaricarsi nuovamente, dopo esseri tolta il tappo dal culo, nel solito catino.

Bene, disse la signora Rosanna , – ora che la troia è stata punita può iniziare a succhiare il cazzo ai signori-

Poi rivolgendosi a me – tu avvicinati a quella puttana di tua moglie e baciala in bocca alla fine di ogni pompino e non ti toccare il pisellino, che non voglio che mi sporchi il pavimento con le tue goccettine di sborra-

La mia signora eseguì con maestria dieci i pompini e alla fine di ognuno mi baciava amorevolmente sulla bocca, dividendo con me il frutto delle sue leccate.

Finito anche l’ultimo pompino, era ormai sera, mi tolsi la scopa dal culo e insieme alla mia amata signora tornammo in azienda, io sgambettando goffamente e lei, sculettando maestosamente.

Qui la mia adorata signora si accorse che avevo il pisellino in erezione, tutte quelle scene nella trattoria mi avevano enormemente eccitato.Si inginocchiò e mi prese il cazzettino in bocca, bastarono poche sapienti leccate, che le venni in bocca (che gioia, che libidine).

Alzò lo sguardo e fissandomi negli occhi disse – non ti ci abituare frocetto – si alzò e mi baciò sulla bocca .Stavolta il sapore non era molto intenso come quando dividevamo le sborrate di uomini veri comunque, io ero felice lo stesso.

Così dopo esserci rivestiti , finalmente tornammo a casa.

Dove ci aspettavano altre sorprese ma questa, è un’altra storia.

Fine

Il cornuto e la sua signora – capitolo 2

Salve sono sempre Adolfo il cornutone minidotato(PISELLINO).

Per chi non avesse letto il primo racconto: io sono un trentanovenne panzone alto 1.63 cm per 75 kg di peso calvo e con un pisellino di 6 cm quando e’ duro(raramente) e 4 cm quando e’ moscio(quasi sempre).

Mia moglie, trentaseienne, e’ una bella donna mora, alta 1.73 cm per 59 kg di peso terza misura di seno , un culo da favola e una faccia da grandissima troia.

Vi scrivo per raccontarvi un’altra storia a riguardo di me e di quella troia della mia signora.

L’avventura riguarda le scorse vacanze .

Per questa occasione la mia amata signora(Lauretta) ,propose a tutti i dipendenti di passare tre giorni di queste vacanze con noi, presso la nostra azienda .

In questi tre giorni avrebbero potuto usufruire dei nostri servigi a loro piacimento .

Infatti noi saremmo stati disposti a presentarci in azienda abbigliati come da loro stabilito ed ad esaudire ogni loro desiderio , anche il più perverso.

Essi aderirono tutti a patto che per il prossimo fine anno, la mia signora si fosse prestata a posare per un calendario in cui doveva comparire nuda e a volto scoperto.

Calendario finanziato dall’azienda e che loro sarebbero stati liberi di distribuire a loro piacimento.

Naturalmente la mia signora accettò e prima del periodo di ferie sopradescritto si presto a posare per le foto che avrebbero dato origine al calendario.

E’ inutile dire, che il calendario era poco artistico ma molto pornografico.

Infatti le foto ritraevano mia moglie con i buchi ben in vista, le foto più soft, o mentre si introduceva vari oggetti sia nella figa che nel culo,le foto più hard.

Esaudito questo loro desiderio accettarono la nostra proposta e ci imposero le loro condizioni :

 

1) quella troia della tua signora deve essere completamente nuda ad eccezione delle scarpe.

2) le scarpe devono avere tacchi non inferiori ai 13 cm meglio se 15 cm

3) tu frocetto dovrai indossare solo dei pantaloni, però calati alle caviglie in modo da avere un passo molto buffo (tipo pinguino).

4) tu pisellino ti devi far tatuare sulle chiappe la scritta “cornutone”

5) quella grandissima bocchinara della tua signora deve farsi tatuare sulle chiappe la scritta “sono una troia”

6) dovete obbedire ad ogni nostro ordine per tutti i 3 giorni non

rifiutando nulla di quanto imposto.

 

Accettammo le condizioni sopraelencate ed al primo lunedì d’agosto ci presentammo in azienda.

Appena arrivati ci fecero parcheggiare la macchina a circa 500 m dall’entrata dell’azienda e da qui nudi (mia moglie solo con delle scarpe nere con tacco da 13 cm ed io con i pantaloni alle caviglie)fummo costretti raggiungere il cancello a piedi. Lungo la strada fummo insultati da un camionista di passaggio e quindi allungammo il passo (per quanto possibile) in modo da sottrarci il più presto possibile da questa imbarazzante situazione e mentre ci avvicinavamo al cancello mia moglie inizio ad insultarmi :

- vedi frocetto cosa sono costretta a fare per farmi chiavare da dei veri maschioni, visto che tu sei solo un frocetto con un pisellino insignificante , che non e’ in grado di farmi godere –

Arrivati al cancello citofonammo e ci presentammo :

- sono pisellino,frocetto e cornutone ,insieme a me c’e’ quella grandissima zoccola di mia moglie –

- siamo qui per soddisfare ogni vostro desiderio.

Ci accolse il signor Direttore, che per prima cosa controllò i tatuaggi e quindi ci fece entrare mettendo così iniziò al mio calvario.

Per cominciare , il signor direttore , mi rimproverò immediatamente dicendomi che non mi potevo permettere di dare certi epiteti alla mia signora (citofonando mi ero riferito a mia moglie dandole della grandissima zoccola) perché questo era un loro diritto , in quanto veri uomini, mentre io ero solo un pisellino frocetto e dovevo avere un comportamento rispettoso ed ossequioso con tutti compreso quella scrofa della mia signora.

Aggiunse poi che per questo mio sbaglio dovevo essere punito e ci invitò a raggiungere la sala riunioni , dove avremmo ritrovato tutti gli altri dipendenti dell’azienda (20 compreso il direttore).

Giunti in sala riunioni salutammo ad uno ad uno i nostri dipendenti mostrando il culo e quindi i tatuaggi .

Mia moglie si rivolgeva ai nostri dipendenti modo cameratesco mentre io dovevo rivolgermi a loro in maniera molto ossequiosa, dando a tutti del signore.

In compenso tutti e due venivamo insultati in maniera molto volgare, lei veniva definita sempre con epiteti tipo : troia,grandissima troia.,zoccolona,scrofa,bagascia impestata,puttanone ecc.

A me invece mi apostrofavano con “complimenti” del tipo : cornutone,pisellino,frocetto,ricchione ecc.

Dopo la presentazione prese la parola il signor Direttore il quale spiegò a tutti i presenti che era necessario punirmi e aggiunse che aveva già in mente che punizione infliggermi ed inizio ad illustrarla:

- Il cornutone deve recarsi nelle condizioni in cui si trova ora al bar sull’altro lato strada dove,dopo essersi mostrato sia davanti(il ridicolo pisellino) che di dietro (le chiappe con tatuato cornutone) deve rivolgersi ai due gestori(marito e moglie) dicendo di essere un frocetto pisellino e cornutone e se per favore potevano introdurgli nel buco del culo qualunque cosa a loro piacimento e con questo oggetto nel culo il cornutone ritornerà in azienda.

Dopo tale spiegazione il direttore chiese a tutti i presenti se trovavano la punizione sufficiente e ad un loro segno di assenso si rivolse a me dicendomi – vai ed esegui frocetto –

A questo punto è necessario spiegare la nostra azienda è ubicata lungo una strada provinciale e che il bar/trattoria dove mi dovevo recare era frequentato prevalentemente da camionisti e dai nostri dipendenti e dalla mia signora come mensa(io rimango a mangiare in azienda)

Quindi uscii come ordinatomi dal signor Direttore e mi recai al alla bar/trattoria di fronte.

Per fortuna cerano solo i due gestori che appena mi videro iniziarono a sghignazzare e prendermi in giro.La signora Rosanna inizio a prendersi gioco di me facendo comiche osservazioni sulle dimensioni del mio pisellino e sul fatto che oltre ad essere piccolissimo era anche moscio nonostante me lo stessi menando.

Quando mi voltai e mostrai il culo e soprattutto il tatuaggio posto sulla chiappa la signora inizio a ridere rumorosamente e rivolgendosi al marito gli fece notare che non solo ero un cornutone ma che me lo ero fatto pure tatuare. Aggiunse che era giusto visto quanto troia fosse mia moglie e mi disse una cosa di cui non ero al corrente. Mi fece vedere che nel menù aveva aggiunto una voce in fondo : POMPINO DELLA SIGNORA LAURETTA Z…… AMMINISTRATRICE DELEGATA DELLA DITTA ……… – 20 EURO normale 30 EURO con l’ingoio, disponibile solo il mercoledì ed il venerdì. A fianco c’era la foto del viso della mia signora con una chiazza di sborra che le colava dal naso alle labbra.

Allora che ne pensi gran cornuto mi chiese la signora Rosanna, io risposi che non ne sapevo niente ma che non potevo oppormi a quello che faceva la mia signora perché non ero altro che un pisellino frocetto e di conseguenza cornuto, la signora si fece un’altra risata e poi mi chiese che cosa ero venuto a fare e in quelle condizioni nel suo locale. Le spiegai che per punizione dovevo farmi infilare nel culo un oggetto a loro piacere e con questo conficcato nel culo dovevo tornare in azienda .

Rise nuovamente e rivolgendosi al marito disse – cosa possiamo infilare nel culo di questo schifoso pederasta?- Il marito rimase un attimo a pensare poi si recò nel retro e tornò con una scopa .

L’estremità del manico di questa scopa era veramente particolare . Era di diametro maggiore rispetto al resto del manico circa 4 cm ed una lunghezza di 25 cm inoltre la superficie era zigrinata e intorno a 22 cm c’era un restringimento di 1 cm per una lunghezza di un cm .Questo restringimento

aveva lo scopo, una volta ficcato nel culo, di far serrare per bene il buco del culo attorno al manico della scopa , in modo da poter trascinare a volontà la scopa una volta ficcato il manico nel culo.

 
A questo punto mi fecero girare e chinare un poco e con una certa irruenza mi ficcarono detto manico nel culo.

Quindi mi ingiunsero di camminare per il locale come se lo stessi scopando ed io obbedii immediatamente.

La signora Rosanna rideva divertita e mi scherniva dicendomi che ero proprio una brava camerierina ,quando poi vide che mi tirava pure il pisellino, si fece un’altra risata constatando che nonostante l’erezione era rimasto proprio piccolo 6 cm (meno di un dito mignolo).Nel mentre nel locale entrarono nel locale 2 energumeni, erano alti più di 1.80 m ed erano anche molto corpulenti intorno ai 100 kg ,questi appena mi videro chiesero chi ero.La signora Rosanna rispose che ero il marito cornuto di quella bocchinara della signora LAURETTA Z…, e mi fece girare con le chiappe verso di loro in modo che potessero leggere il tatuaggio.

Uno dei due si rivolse a me dicendomi che mia moglie era proprio una grandissima zoccola e che proprio settimana scorsa aveva usufruito dei servigi di quella troia della mia signora ed insieme al suo amico la avevano quasi affogata sborrandole in bocca, ma lei da consumata succhiacazzi era riuscita a bere tutto senza perderne neanche una goccia.Poi mi chiese cosa ci facevo li così conciato con quel manico di scopa nel culo e con il mio cazzettino ridicolo in mano , gli spiegai che me lo avevano ordinato i dipendenti della mia azienda e che stavano aspettando che tornassi così conciato in fabbrica e aggiunsi che mia moglie era insieme a loro completamente nuda e che probabilmente se la stavano anche scopando.In quel momento giunto al culmine dell’eccitazione godetti emettendo 2-3 gocce di sborra che andarono a finire per terra.

Ciò fece incazzare il marito della signora Rosanna il signor Antonio, che mi fa inginocchiare a terra (non senza difficoltà ,visto la scopa nel culo)e mi intima di pulire con la lingua il pavimento.

Eseguito l’ordine rimango in ginocchio con la scopa nel culo e con il cazzettino moscio in mano.Quando improvvisamente fa la sua comparsa nel locale la mia signora. E’ completamente nuda e cammina sopra un paio di tacchi altissimi che la fanno sculettare in maniera molto arrapante.Mi guarda in maniera molto sprezzante e mi dice – che cazzo ci fai li inginocchio e con la scopa nel culo frocetto? – gli rispondo che stavo pulendo il pavimento da 2 gocce di sborra che erano cadute dal mio pisellino perché mi avevano fatto eccitare i 2 signori li presenti che mi avevano raccontato di come avevano usufruito dei suoi servigi la settimana precedente e aggiunsi che io ero d’accordo ad essere il suo cornuto, pero secondo me aveva esagerato a far stampare sul menu il suo nome e cognome (da sposata) accanto alle prestazione che elargiva e il tutto corredato pure da una foto molto eloquente perché così rischiava di sputtanarci dappertutto.

Lei mi rispose che non dovevo preoccuparmi, perché ormai in azienda avevano deciso che lei si sarebbe comportata da troia con tutti, clienti compresi e che d’altronde se io sul culo avevo tatuato cornutone e lei sono una troia, un motivo doveva pur esserci.

A questo punto i due energumeni la salutarono dandole una pacca sul culo e chiesero alla signora Rosanna se quella troia della mia signora li poteva spompinare anche se non era in calendario(infatti era lunedì).La signora Rosanna rispose che non c’era problema , si fece dare i soldi e disse a mia moglie : dai troia visto che sei qui e per giunta nuda peggio di una puttana succhia il cazzo ai signori e mi raccomando con l’ingoio visto che hanno pagato la tariffa completa (30 EURO).

Così assistetti alla mia signora che spompinava i due omoni , i quali le infilavano gli enormi cazzi(22-23 cm) fino in gola,facendole strabuzzare gli occhi la insultavano pesantemente dandole della troia, vaccone,puttanone bevisborra,bocchinara poi si rivolgevano a me e mi raccontavano che delizia fosse scopare in bocca quella troia di mia moglie e che stavolta la avrebbero veramente affogata con la sborra e nel giro di venti minuti le scaricarono in gola 2 sborrate veramente copiose.

Poi gli pulimmo insieme i cazzi a colpi di lingua e i due omoni uscirono dandole una pacca sul culo e salutandoci con un ciao troia ci vediamo mercoledì , ciao cornutone non godere troppo con quel manico nel culo.

Quindi ci apprestammo anche noi ad uscire: io sempre con i pantaloni alle caviglie la scopa nel culo e menandomi il cazzettino e la mia signora completamente nuda sculettando sugli alti tacchi sotto lo sguardo irridente della signora Rosanna che disse a mia moglie : ricordati puttanone che ti aspetto mercoledì e tu frocetto se vuoi venire o goderti lo spettacolo di quella vacca di tua moglie sei il benvenuto,quindi uscimmo.

Attraversammo la strada e suonammo al citofono della nostra azienda , stavolta parlo mia moglie che disse: sono io con quel cornutone di mio marito che ha una scopa piantata nel culo.

Salii le scale con molte difficoltà visto che la scopa sbatteva in terra e mi dava dei bei contraccolpi nel culo e i pantaloni alle caviglie mi impicciavano i piedi, fortunatamente erano solo 6 gradini,

quindi raggiungemmo nuovamente la sala riunioni dove tutti ci aspettavano con ansia e quando mi videro con quella coda particolare scoppiarono in una fragorosa risata ed iniziarono a coprirmi di insulti.

Riprese a parlare il signor direttore e rivolgendosi a me disse:

- Vedi caro il mio cornutazzo prima in trattoria avrai iniziato a scoprire la nuova linea programmatica dell’azienda, infatti a differenza di quanto accadeva prima, abbiamo deciso che quella troia di tua moglie non dovrà esibirsi nella sua troiaggine solo con in un ristretto numero di persone, come è stato fino ad ora, cioè i dipendenti e solo qualche cliente, ma dovrà professare la sua arte di puttanona alla luce del giorno con chiunque l’azienda desideri farglielo fare e soprattutto nell’interesse dell’azienda stessa.

- Faremo della tua signora un’icona della TROIA MANAGER DI SUCCESSO. Faremo un forte lancio pubblicitario in cui magnificheremo le sue arti di grande scrofa e questo avverrà per mezzo dei depliant dei prodotti aziendali ,dove verranno aggiunte lubriche foto ritraenti la zoccolona nelle pose più oscene,per mezzo di CD ROM e CASSETTE ,dove la troiona farà la presentazioni dei prodotti vestita come adesso la vedi o con l’aggiunta di oggettini come calze molto troiesche,reggicalze,giarrettiere e mentre eseguirà particolari performance.

In questi filmati faremo vedere come la tua signora sarà offerta agli operai che producono con buoni standard qualitativi e quantitativi; ad esempio un pompino per uno standard più che sufficiente, una chiavata per un risultato buono, il culo per un ottimo risultato e per risultati più che eccezionali gli si potranno pretendere le cose più schifose.

Queste cose come già sai, caro il mio cornutone , le facciamo da anni l’unica differenza e che saremo meno riservati o per meglio dire non lo saremo per nulla.manderemo delle foto che ritraggono la troia anche a tutti i condomini del vostro palazzo.

- La offriremo ad ogni cliente .quando lo riterremo utile o anche solo dilettevole ,lo stesso varrà per i fornitori sia di servizi che di merci, tutte le volte che sarà utile e non all’azienda e lo stesso varrà anche per il tuo stato di pisellino,cornutone e frocetto.

Infine aggiunse che adesso che mi era stato chiarito tutto, di esprimere il mio pensiero.

 

Allora io dissi che inizialmente ero rimasto molto scioccato, ma ora ero felice di esprime al mondo liberamente il mio stato essere così schifoso e riprovevole e pronto a subire ogni sorta di umiliazione davanti a chiunque mi fosse richiesto.

Quindi arrivati a questo punto, continuò il direttore, tu e la troia dovete ora andare dalla squadra composta dai quattro operai senegalesi, che il mese scorso hanno ottenuto dei risultati valutati come eccezionali e soddisfarli in ogni loro richiesta sarete alla loro mercé per le prossime 4 ore.

Arrivammo dalla squadra mentre questa si apprestava a mangiare, appena giunti , io sempre con i calzoni alle caviglie e il manico di scopa nel culo , e la mia signora nuda e sempre più sculettante su i suoi altissimi tacchi.

Ci invitarono a mangiare con loro e me riservarono un piatto molto speciale era una pastina in brodo molto particolare.

Infatti la pastina era stata cotta, il tutto davanti ai miei occhi,invece che nell’acqua nel loro piscio e mi spiegarono visto che ero un cesso d’uomo, questo sarebbe stato il mio degno pasto.La mia signora si congratulò con loro per la splendida idea , che lei condivideva,e mi invitò a mangiare assaporandola e gustandola come una prelibatezza che un essere cosi pisellino e frocetto doveva sentirsi molto onorato di assaporare le deiezioni organiche di uomini così belli e potenti.

Chiesi se potevo estrarre dal mio culo il manico di scopa, in modo da potermi sedere per mangiare,

ma non mi fu permesso, anzi aggiunsero , che dovevo stare in piedi davanti piatto e con una mano brandire il cucchiaio e con l’altra menarmi il pisellino e anche che avrebbero gradito vedermi godere nel piatto.

Per aiutarmi in questa operazione iniziarono a stantuffarmi nel culo il manico di scopa.

La mia dolce metà , che ben mi conosce, cominciò ad insultarmi pesantemente : – pensa a che razza di pisellino segaiolo che sei , pensa a quando eri poco più che un bambino (13 anni) e ai scoperto quella troia di tua madre a farsi limare fica e culo contemporaneamente da due operai della ditta di quel cornuto di tuo padre e tu invece di intervenire per farli smettere ti sei nascosto, per menarti il tuo patetico pisellino ed ai iniziato ad appostarti per spiarla in tutte le porcate che ha fatto quella grandissima troia di tua madre ed è lì che diventasti il cornuto pipparolo che sei.

Queste parole mi portarono alla mente tutti gli appostamenti che facevo a mia madre quando papà andava via per lavoro e mamma credendo che io fossi fuori si spogliava nuda e iniziava a passeggiare sculettando su scarpe con tacchi a spillo per tutto lo stabilimento facendosi insultare dagli operai, o quando andava cosi “vestita” a ricevere i camionisti e questi se la trombavano li davanti a tutti.Al pensiero di queste seghe meravigliose ebbi un orgasmo che pero produsse solo un piccola goccia di sborra che non raggiunse nemmeno il piatto.

Ciò provocò l’ilarità della mia consorte e dei quattro negroni,che iniziarono a darmi del frocio cornuto segaiolo e figlio di puttana e impotente.

Comunque come ordinatomi mangiai tutta la “pastina” facendo felici i quattro negroni e la mia adorata signora, che mi osservavano con quello sguardo misto di scherno e di disprezzo, che tanto mi eccitava.

Finito di mangiare i 4 maschioni si spogliarono completamente e dissero a mia moglie, per cominciare, inizia a ciucciarci i cazzoni e tu frocetto, quando quella zoccolona di tua moglie ci avrà fatto godere in quella cloaca di bocca che si ritrova , ci pulirai con la lingua le verghe, in modo da farcele indurire nuovamente .Così potremo iniziare a incularcela e a chiavarcela a ripetizione fino a rompere a quella grandissima troia sia il culo che la fica.

Mentre si succedevano i cazzi dalla sua bocca alla mia . poi al suo culo e alla sua fica , i 4 maschioni si divertivano a schiaffeggiare le chiappe della mia signora o anche a dargli sonori ceffoni sia sul buco del culo che sulla fica , il tutto condito con variegate serie di insulti irripetibili.

Ogni tanto sospendevano le inculate e le scopate per farci camminare a quattro zampe. Io sempre con la manico di scopa infilato nel culo, e la mia signora sculettante come una gattina in calore e tutti e due percossi mediante frustini da cavallo o robuste cinghie.

Alla mia signora gli facevano prendere le pose più oscene tipo : sdraiata sulla schiena con le gambe sollevate e larghe (tipo una rana ,ma appoggiata sulla schiena), a la posa di cagnolina sollevata su due zampette (in realtà le ginocchia) o sempre sulla schiena con il buco del culo esposto( a volte anche penetrato con strani oggetti) tutto mentre la percuotevano sulle chiappe o con le mani o mediante attrezzi vari.La costringevano non più a gridare bensì a guaire , proprio come una cagnetta,e proprio come ad una cagnetta gli lanciavano oggetti che lei sculettando a quattro zampe doveva andare a recuperare con la bocca .

Per finire mi tolsero dal culo il manico di scopa e due maschioni iniziarono a stantuffarmi uno in culo e l’altro in bocca , ero come un porcellino sullo spiedo.Altrettanto fecero gli altri due con la mia signora e vennero quasi tutti e quattro simultaneamente riempiendoci intestino e gola con caldi fiotti di sborra.

E spossati ma soddisfatti ci mandarono verso gli uffici e naturalmente a me fu reinserito il manico di scopa nel culo.Durante queste esibizioni fummo fotografati e ripresi dalle telecamere , le prime fotografie furono spedite ai condomini del palazzo dove abitavamo io e la mia signora.

 

CONTINUA…….

Il cornuto e la sua signora – capitolo 1

salve , mi chiamo adolfo ho 39 anni sono alto 1.63 cm peso 75 kg e sono un grandissimo cornuto.

mia moglie lauretta e’ una bella figa di 36 anni alta 1.73 cm pesa 59 kg e’ mora e porta una terza di reggiseno , ha un gran bel culo oltre che una gran faccia da troia.

siamo sposati da undici anni e senza figli.

oltre ad essere cornuto sono anche un segaiolo minidotato(6 cm in erezione 4 cm da moscio) e per questi motivi la mia dolce meta’ mi cornifica praticamente da quando siamo sposati.

infatti lei non perde occasione per farsi scopare e ormai non fa niente per nascoderlo, infatti e’ giunta a portarsi gli amanti a casa( anche piu’ di uno alla volta).

inoltre, mi deride davanti a loro , costringendomi a calarmi i pantaloni per far vedere il mio ridicolo pisellino mendre brandisce le enormi mazze dei suoi amanti.

a volte mi costringe a lubrificare i loro cazzoni con la mia lingua mentre mi apostrofa dicendomi che sono solo un frocetto cornuto che devo sentirmi onorato di leccare simili uccelli e di essere il loro cornutone.

anche i suoi amanti si divertono a deridermi mentre fanno sesso con mia moglie , infatti mi dicono “guarda cornutone quella troia di tua moglie come si gode i nostri cazzoni “ – “le stiamo allargando tutti i buchi che con il tuo pisellino avevi lasciato molto stretti”.

lei infatti, da loro si fa fare di tutto, la chiavano, la inculano, anche contemporaneamente, si fanno succhiare il cazzo e le sborrano in bocca facendole bere tutto il loro succo.

i piu’ autoritari usano la sua bocca come un cesso riempedola di piscio che lei beve avidamente.

come da i suoi amanti si fa fare di tutto a me non permette di farle niente, ormai sono ridotto a farmi solo delle interminabili seghe quando la mia signora mi da il permesso, spesso mentre lei si da fare con i suoi occosionali amanti, mi concede di menarmi il pisellino mentre la guardo e mentre me lo meno, devo esclamare “sono un pisellino cornuto e segaiolo “ per tutta la durata della sega fino a quando vengo nella mia mano , mano che poi mi devo leccare .

a volte mi costringe a leccarle la fica ed il culo quando sono pieni della sborra dei suoi amanti, altre volte fa godere i suoi amanti direttamente nella mia bocca in modo, dice lei “ cosi impari a riconoscere i miei amanti dal sapore della loro sborra” cosa che ormai ho imparato a riconoscere molto bene.

noi lavoriamo nella stessa ditta di cui siamo i titolari e dove lei e’ l’unica donna. naturalmente tutti i dipendenti(20) e anche molti clienti si sollazzano con la mia signora apertamente anche davanti a me.

sulla porta del mio ufficio non c’e’ il mio nome, ma la scritta pisellino cornuto e frocetto che oramai e’ il nome con cui sono chiamato e sbeffeggiato da tutti in azienda.

lei gira in azienda spesso nuda solo con scarpe con tacchi altissimi lasaciandosi palpare da chiunque lo desideri.

naturalemte questo abbigliamento e’ d’obbligo quando distribuisce le paghe ed in tale occasione talvolta la devo seguire con i pantaloni

abbassati alle caviglie e con il mio cazzettino in mano mentre chiede a tutti se vogliono sollazzarsi con lei perche ha un marito panzone e con un pisellino ridicolo come quello di un bambino e che non e’ in grado di soddisfarla, naturalmente durante questi giri vengo deriso ed umiliato da tutti.

in azienda tutti si rivolgono a me con l’epiteto sopra descritto (pisellino cornuto e frocetto) e dandomi del tu, mentre io devo dare del lei e del signore a tutti.

adesso passo a racontarvi cosa e’ successo durante l’ultima distribuzione di buste paga il mese scorso.

ero nel mio ufficio intento a svolgere le mie mansioni, quando e’ squillato il telefono , era il direttore “ pronto” –pisellino cornuto vieni nel mio ufficio, mettiti a dorso nudo e con i pantaloni calati alle caviglie, che devi accompagnare quella zoccola di tua moglie a consegnare le buste paga ai dipendenti, farai la solita parte da frocetto cornuto e da calamaio,vieni immediatamente – e riattacca senza aspettare risposta.

fare da calamaio significa che devo fare da “ portapenna” ossia devo portare la biro che servira’ a mia moglie per far firmare i dipendenti

la ricevuta dello stipendio.

la particolarita’ e che la biro ed il foglio da far firmare sono contenuti in un tubetto di 20 cm di lunhezza e 3 cm di diametro con tappo all’estremita’, che mi sara’ infilato nel buco del culo.

insomma io dovro’ fare il giro dell’azienda con il tubetto sopra descritto infilato nel culo a dorso nudo ;con la pancia in evidenza e con i pantaloni calati alle caviglie menandomi il pesellino ridicolo e moscio e seguendo mia moglie completamente nuda ad eccezione di un paio di scarpe con un tacco da 13 cm.

per mantenere il mio cazzettino moscio mi obbligano tutte le mattine a farmi una sega fino a godere in modo (visto la mia scarsa potenza) che non mi si rizzera piu’ per tutta la giornata.

la situazione si presenta molto imbarazzante infatti io faccio una figura molto ridicola, sono gia 10 cm piu’ basso di mia moglie e il tutto e’ ancora piu evidenziato dai tacchi che mia moglie indossa. inoltre la mia signora e’ una bella donna mora e abbronzata , mentre io sono un tappetto cicciottello con delle gambe e delle braccia molto secche che risaltano per contrasto con una evidentissima pancia aggiungiamo che sono anche calvo ed il quadro e’ completo.

quindi cosi conciato esco dal mio ufficio e vado nell’ufficio del direttore. mentre attraverso il corridoio vengo insultato dai presenti: chi mi dice cornuto, chi frocetto, chi pisellino ecc.

busso alla porta dicendo la frase di rito “sono pisellino cornuto e frocetto posso entrare “

- entra pure ricchione – mi dice il direttore.

- buongiorno signor direttore – rispondo.

qui trovo gia mia moglie nuda come sopra descritto e inginocchiata davanti al direttore che e’ seduto su una poltrona.

la mia signora sta succhiando con maestria il cazzo del direttore, una verga da 23 cm e di buon diametro,veramente notevole soprattutto se paragonata al mio pisellino….

a questo punto il direttore mi dice: aspetta un attimo che riempo di sborra la bocca di quella gran succhiacazzi della tua signora e poi

andrete a consegnare gli stipendi. mentre osservo con invidia(per il direttore) mia moglie succhiare il gran cazzo del direttore ,questi mi descrive minuziosamente le gradevoli sensazioni che la bagascia gli procura, dicendomi inoltre che sono solo un gran cornuto smidollato e senza palle , mentre dice cio’ inizia a gemere ed ad insultare la mia signora con i peggiori epiteti: troiona,puttanone svuota coglioni zoccola ecc . fino godere ,riempendole bocca con una copiosa sborrata.

a questo punto mi fa avvicinare alla mia consorte, mi dice di aprire la bocca e la mia dolce meta’ mi versa in bocca tutta la copiosa sborrata.

– assaggia la sborra di un vero uomo altro che quelle due o tre goccette che escono dal tuo pisellino,dice lei .

a questo punto puliamo insieme con la lingua il cazzo del direttore e solo dopo averlo nettato perfettamente ci alziamo.

poi il direttore mi ordina di chinarmi e la mia mogliettina mi infila quasi interamente in culo il bussolotto (contenente penna e foglio) mentre mi da una pacca sulle chiappe grassocce.

cosi, seguendo mia moglie con il tubetto nel culo e passettini da pinguino (ho i pantaloni calati alle caviglie che mi fanno camminare a passettini ) e menandomi il pisellino moscio, ci avviamo verso il magazzino dall’altra parte dell’azienda dove ci attendono il signor carmelo ed il signor giuseppe, i due magazzinieri.

mentre attraversiamo l’azienda la mia altera consorte mi copre di insulti mi dice che sono uno schifo d’uomo che dovrei vergognarmi a seguirla in quelle condizioni menandomi quel moscio cazzettino , gli insulti di mia moglie aggiunti alla ridicola situazione mi provocano una grande eccitazione che mi portano all’orgasmo pur rimanendo con il cazzettino moscio. la manifestazione dell’orgasmo 1-2 gocce provoca l’ilarita’ della mia signora: sei un verme, uno smidollato, adesso vedrai due veri uomini,.alti, muscolosi e con due cazzoni molte volte piu’ grossi del tuo pisellino da frocetto.

entriamo nell’ufficio del magazzino dove ci accolgono i due signori.

il signor carmelo e’ alto circa 1.85 cm scuro di capelli , muscoloso con due spalle da palestrato ed un eta di 35 anni.

il signor giuseppe anche lui molto alto 1.88 cm castano con due baffoni molto virili ed anch’egli con un fisico da palestrato leggermente piu giovane del suo collega 32 anni.

salutano molto giovialmente la mia signora baciandola e palpeggiandola tutta in maniera molto audace e le dicono – ti sei portato dietro il cornutone – si risponde lei, mi fa da calamaio- e nel mentre mi fa voltare e chinare leggermente in avanti in modo che possano vedere il cilindretto che ho nel culo. alla vista dell’oggetto

che spunta dal mio sedere ridono insieme a mia moglie.

-inoltre, continua la mia signora, gli ho promesso che gli faro vedere che bei cazzoni avete e come sapete usarli bene ,come mi chiaverete ed inculerete senza pieta’ soddisfandomi per quella gran vacca che sono.

a questo punto il signor carmelo mi rivolge la parola dicendomi – non si saluta pisellino ? – scusi signor carmelo buongiorno , buongiorno anche a lei signor giuseppe rispondo ossequioso e con una vocina tremula da frocetto emozionato e proseguo – sono qui per imparare come due veri uomini soddisfano una donna, anche se so che con il pisellino e col fisico da pinguino che mi ritrovo non potro’ mai soddisfare la mia signora e potro solo vedere come gli altri fanno questo al posto mio in fondo non sono altro che un frocetto segaiolo

-bravo risponde il signor giuseppe, vedo che sai stare al tuo posto, stai li a vedere come ti trombiamo la mogliettina mentre ti meni il pisellino –

a questo punto si levano i pantaloni esibendo due verghe veramente enormi superiori ai 25cm alla cui vista la mia dolce meta’ si inginocchia e inizia a sbocchinare abilmente mentre i due turpi individui la insultano in maniera molto volgare dandogli della puttana schifosa , scrofa in calore ,cagna zozza-le fanno leccare le verghe toste per poi infilargliele fino in gola facendole strabuzzare gli occhi, per poi farsi ancora leccare, alternado le fasi di leccata e quelle in cui le ingozzano i cazzi fino in gola. dopo dieci minuti di questo trattamento con continui insulti alla mia signora e a me personalmente, sollevano mia moglie e la pongono in mezzo loro infilandogli simultaneamente uno il cazzo nella figa e l’altro il cazzo nel culo, penetrandola di botto.

- guarda frocetto come sfondiamo questa zoccolona , questa troia bagascia questa puttana impestata , guarda cornutaccio –

- si maritino ricchione guarda come mi limano la figa ed il culo

come mi fanno godere , guarda come due veri uomini trattano una femmina, come tu pisellino, non saprai mai fare, godo.godo godo godoooo , oh come mi fanno godere questi due maschioni.

quindi i due omoni ,dopo venti minuti di questa ginnastica, le riempono il culo e la figa di una quantita industriale di sborra procurandole una serie di orgasmi.

a questo punto i tre amanti placati i bollenti spiriti mi rivolgono la parola.

inizia la mia signora – vediamo se il frocetto ha studiato,vediamo se in grado di riconoscervi dal sapore della vostra sborra-

cosi vengo bendato e uno alla volta lecco i cazzi dei due maschioni e dopo averli puliti per bene vengo interrogato

- il primo cazzo che ho leccato mi sembra quello del signor carmelo mentre il secondo e quello del signor giuseppe rispondo -

bravo pisellino esclama mia moglie, per premio ti permettero di farmi un bide con la tua lingua e di pulirmi dalla sborra sia la fica che il culo.

cosa che faccio immediatamente e molto diligintemnete .

finita l’operazione di pulizia mia moglie consegna le buste paga ai due energumeni e poi estrae dal mio culo il bussolotto tra l’larita dei presenti e commentando che non sapeva se ero piu cornuto? o piu frocio?

- una cosa e’ certa, disse il signor giuseppe a mia moglie , tuo marito e’ sicuramente un pisellino ridicolo –

a questa battuta risero sguaiatamente tutti e tre mentre la mia signora mi riintroduceva il bussolotto nel mio culo ed io con non avevo smesso di menarmi l’uccelletto godetti nuovamente emettendo una piccola goccia di liquido seminale . il tutto avvenne sotto gli occhi divertiti e beffardi di mia moglie e dei due maschioni e cosi, mentre la mia signora mi diceva di ringraziare i suoi amanti che tanto la avevano fatta godere, cosa che feci senza farmelo ripetere :

– grazie signor giuseppe , grazie signor carmelo di aver fatto godere la mia signora – non c’e’ di che pisellino, quella troia della tua signora te la trombiamo anche tutti i giorni – mi misi in cammino dietro mia moglie nella ridicola postura che ben sapete.

ci rechiamo quindi, verso la produzione, dove lavorano 8 operai extracomunitari 4 arabi e 4 senegalesi , tutti molto ben messi fisicamente e sotto i trenta anni.

giunti al cospetto di questi signori, mia moglie si lascia palpeggiare da tutti salutandoli molto calorosamente e estraendo dai rispettivi pantaloni il cazzo ad ognuno ed iniziando cosi un fontastico pluri pompino. nel frattempo i signori si erano portati verso il divano dello spogliatoio , dove si sedettero.

quindi lo spettacolo era il seguente : i quattro senegalesi ed i quattro arabi comodamente seduti su un divano con le mazze svettanti ,tutte oltre i 25 cm, dei veri superdotati , mia moglie in ginocchio tutta presa a sbocchinare abilmente i fortunati signori ed io di fronte in piedi con calzoni calati alle caviglie, il tubetto nel culo e il cazzetto in mano. cazzetto che visto le precedenti godute e’ ridotto proprio ai minimi termini: meno di tre cm.

gli energumeni la prendevono violentemente per i capelli e se la passavano da un cazzo all’altro, spingendogli le cappelle fino in gola o facendole leccare con rapidi colpi di lingua sia l’ asta che le palle.

durante tali operazioni, ricoprono di insulti la mia dolce meta ,sciorinando un repertorio di improperi sia in italiano, che nelle loro lingue madri.

il cui significato non dava adito a dubbio alcuno.

risulta anche molto evidente ai miei occhi lo sguardo di disprezzo che questi uomini hanno nei miei confronti e nei confronti della mia signora.

nel volgere di trenta minuti lauretta fa sborrare tutti i maschioni nella sua bocca e alla fine di ogni pompino divide con me la sborra del maschione di turno.

poi consegna le buste paghe e facendomi chinare estrae dal mio culo il bussolotto , tra l’ilarita’ sua e dei presenti,e fa firmare il foglio che ripone con la penna nel bussolotto e quest’ultimo nuovamente nel mio culo.

durante tale operazione naturalmente la mia signora tende a rimarcare con i maschioni il mio stato di frocetto pisellino e cornutone e cosi’ ci apprestiamo a toranare verso gli uffici non prima di aver ringraziato ciascuno dei signori per la sborra che hanno regalato alla mia amata signora.
poi gli operai, ci accompagnano fino all’entrata degli uffici, con sonore sculacciate sulle nostre chiappe e continuando ricoprirci di insulti , questa volta solo in italiano , in modo da essere certi del nostro comprendimento.

arrivato agli uffici troviamo tutti ad aspettarci in sala riunioni , mia moglie consegna le buste paga,naturalmente le pacche sul culo le palpate alle tette ed alla fica sono la cosa piu’ normale, il tutto accompagnato da una fioritura molto variegata di insulti .

a questo punto io mi reco davanti ad ognuno di loro e con voce in falsetto esclamo – prenda il tubetto signore e dopoaver firmato il foglio lo riponga nuovamente nel mio culo signore –

questi svolgono l’operazione con studiata indifferenza e conversando con mia moglie le dicono che merda di ometto sono e che solo merde d’uomo come me possono sottoporsi a simili trattamenti .

inoltre le ribadiscono che e’ stata una fortuna per una gran troia come lei trovare un omuncolo cosi minidotato , segaiolo e frocio.

a queste parole dal mio cazzetino moscio e che non ho mai smesso di menare , esce una piccolissima goccia di sborra provocata dall’ennesimo orgasmo, cio provoca le risate di scherno di tutti i presenti che prendono ad insultarmi e frocetto segaiolo e’ l’epiteto meno volgare che mi viene rivolto.

la mia signora mi promette che prima o poi mi fara’ inculare da qualche maschione e mi chiede se sono d’accordo . io le rispondo che faro’ tutto quello che il mio amore mi chiede di fare .

a queste parole il direttore rivolgendosi a me dice : – grasso frocetto pisellino vatti a sedere infondo alla sala menati il cazzettino e mentri te lo meni ripeti “sono un pisellino frocetto e cornutone” poi guarda come facciamo godere quella grandissima bagascia di tua moglie.

mentre mi appresto a fare questo, loro iniziano a spogliarsi esibendo dei cazzi da paura nessuno e’ inferiore ai 23 cm . si buttano su mia moglie iniziando a scoparla,incularla e ficcargli i cazzi in bocca.

sono tutti (8 ) tra i trenta e i trentacinque anni, sono alti , palestrati

e molto virili,infatti il personale viene assunto direttamente da mia moglie.

la mia signora mi rivolge la parola chidendomi che me ne pare ed io rispondo con la cantilena che mi era stata imposta dal signor direttore e cioe’ “ sono un pisellino frocetto e cornutone”- “ sono un pisellino frocetto e cornutone”- “ sono un pisellino frocetto e cornutone ”.

questa risposta provoca la derisione e lo scherno di tutti gli astanti

che riprendono ad insultarmi pesantemente dicendomi che una una merdaccia e che mi avrebbero sputtanato con tutti i clienti , mostrando a tutti che razza di smidollato ero io e che razza di troiona e vacca era la mia signora.

mentre l’orgia impazza il signor direttore invita tutti i presenti a fare la prima sborrata dentro un piccolo contenitore colorato , in modo da poter organizzare poi una particolare degustazione in favore del pisellino frocetto…..

l’orgia prosegui per due ore e tutti sborrarono altre volte chi in figa chi in culo e chi bocca alla mia signora, che si comporto come la piu’ consumata e laida delle troie.

finita l’orgia si passa la degustazione . essa consiste nel dover bere ,

il contenuto dei vasetti colorati precedentementi riempiti di sborra dai maschioni partecipanti all’orgia e poi nell’assegnare a ciascun liquido seminale l’autore della sborrata.

do dimostrazione di grandi capacita’ e indovino tutte le accoppiate sborra / sborratore e cio’ provoca una ovazione fatta di insulti e epiteti irripetibili.

come “premio” vengo obbligato a scendere in produzione a procurami il cacciavite con il manico grosso 25 cm di lunghezza e 5 cm di diametro.

naturalmente in produzione ci devo andare addobbato come al solito, cioe’ pantaloni alle caviglie e passo da pinguino lardoso.

giunto in produzione mi rivolgo a un operaio arabo e gli chiedo: signor mustafa puo’ gentilmente porgere a questo pisellino frocetto e cornutone il cacciavite con il manico grosso?

mentre dico cio’, mi giro e mi chino leggermente in avanti ed il signor mustafa me lo infila con decisione nel culo e aggiunge – fatto adesso,frocetto, puoi andare a farti ammirare da quella scrofa di tua moglie –

cosi ritorno in ufficio con il palo nel culo e smanettandomi il moscio pisellino.

arrivato in ufficio mi dirigo in sala riunioni e li giunto mi giro, mi chino leggermente e sculettando e menandomi l’uccellino esclamo ,con una voce strozzata dall’emozione e per questo sempre piu stridula quasi in falsetto :

- il pisellino frocetto e cornutone vi ha portato il cacciavite con il manico grosso ed e’ a vostra disposizione –

tutti i presenti sghignazzano divertiti , la mia signora si avvicina afferra il cacciavite e gli imprime un movimento a stantuffo nel mio buco del culo che unito alla sega che mi stavo facendo mi provoca l’ennesimo orgasmo, ormai completamente a secco.

accortasi dell’accaduto la mia signora mi apostrofa dicendomi che sono un frocio depravato e mi invita a rivestirmi che dobbiamo tornare a casa.

questa e’ una mia giornata tipo dove vengo umiliato deriso da mia moglie e dai suoi molti e dotatissimi amanti.

comunque io sono felicissimo di essere il suo pisellino,frocetto e cornutone .

Il matrimonio con lauretta – capitolo 2

E’ dunque arrivato il grande giorno, oggi sarò il legittimo cornuto di Lauretta e come ho già detto nel precedente racconto il mio vestito da cerimonia comprenderà solo gilè e cravatta con chiappe e pisellino in vista.Inoltre dovrò tenere introdotto nell’ano , per tutta la durata della cerimonia , un cazzo di plastica.
Io avrò in dotazione anche un copricapo , costituito da un enorme paio di corna, utili a ricordarmi il mio futuro stato di grandissimo cornuto.
La mamma e Lauretta invece indosseranno solo delle calze sostenute da giarrettiere , bianche per Lauretta , nere per mamma e naturalmente ai loro piedi delle scarpe con tacco di 12 cm.
Siamo tutti e tre : io mamma e la mia futura sposa già quasi agghindati come sopra indicato , infatti manca solo un particolare , io non ho ancora introdotto nel culo il cazzone di plastica. Mamma e Lauretta hanno pensato che è meglio praticarmi prima un clistere preventivo .

- si hai ragione ragazza mia bisogna prima pulirgli l’intestino a questa checca di mio figlio – disse mamma rivolgendosi a Lauretta ed aggiunse, parlando a me questa volta
- dai frocetto mettiti a quattro zampe in mezzo al salone -

E presto fatto mi trovo alla pecorina con una cannula infilata nel culo in attesa di farmi riempire l’intestino da un liquido di cui non mi è dato sapere e mentre gli invitati alla spicciolata fanno il loro ingresso in casa trovandomi in questa umiliante postura.

- ciao belle troie – dice un invitato mentre palpa il culo sia a mamma che alla mia futura sposa e poi aggiunge
- state preparando quel gran cornuto dello sposo ? –
- si gli stiamo dando una sciacquata all’intestino per preparalo all’introduzione di questo – dice Lauretta mentre mostra l’enorme cazzone che dovrò poi tenere nel culo per tutta la cerimonia
- ma allora lo sposino non è più vergine ah ah ah – aggiunge ridendo , un altro degli invitati provocando l’ilarità di tutti i presenti

E tra le risate generali mamma apre la valvolina del clistere ed inizia ad irrigarmi l’intestino.
Fortunatamente il liquido che mi fluisce nel culo e solo acqua tiepida e nel giro di 5 minuti mi riempie la pancia (4 litri) .

- dai cornutaccio vai al cesso a svuotarti – dice in tono autoritario la mia amata fidanzata

Naturalmente non me lo faccio ripetere due volte e velocemente raggiungo il bagno e mi scarico.
Tornato nel salone la mia sposa mi invita a mettermi nuovamente alla pecorina , mi punta il cazzone posticcio al buco del culo e con il fare di un rappresentante di commercio che loda il bene che sta per vendere, da una spinta decisa e me lo infila per tre quarti, nell’intestino retto.

- guardate signori come il frocione che sto per sposare si prende questo bel suppostone –

Tutti gli invitati naturalmente partecipano con gioia a all’evento e fanno partire un fragoroso applauso quando la mia dolce fidanzata ha terminato l’introduzione del cazzone nel mio culo sfondato.

- bravo amore con questo cazzone nel culo e queste corna in testa sei proprio il mio marito ideale –
- ringrazio quella troia di tua madre per averti educato ad essere quel gran cornuto che sei oggi – e quindi conclude dandomi un bacetto sulla fronte e abbracciando mamma, che oltre a rispondere all’abbraccio la bacia sulle labbra prima quasi castamente poi cacciandogli tutta la lingua in bocca

Insomma le due troie si mettono a limonare in mezzo a tutti gli invitati.
Poi si staccano a vanno a salutare uno ad uno tutti i presenti, naturalmente il saluto consiste nel farsi palpeggiare abbondantemente da ogni invitato.
Anche a me viene riservata qualche attenzione particolare , infatti attraversando il corridoio con il cazzone piantato nel culo vengo colpito da ogni invitato con una pacca sul culo.

- Bravo cornutone vedrai che te la scoperemo per bene quella troia della tua futura mogliettina –
- Provvederemo noi a soddisfare la zoccola , come abbiamo soddisfatto quella puttana di tua madre –

Lo stesso trattamento viene riservato a mia madre a cui io do la mano come se fossi io la sposa che viene portata all’altare.
Infatti in fondo al corridoio c’è ad attendermi Lauretta insieme all’assessore che ci sposerà . L’assessore è completamente vestito , come tutti gli ospiti, ma ha il cazzo fuori dalla patta dei pantaloni e la mia dolce fidanzatina è inginocchiata ai suoi piedi e gli sta sucando la minchia, mentre lui fissandomi negli occhi inizia a rivolgersi a me :

- guarda cornutone come mi suca il cazzo questa bocchinara della tua fidanzata –
- come me lo suca proprio bene sta troiona , sta zoccola –
- e chi è quella puttana che sta al tuo fianco, cornutone ?
- è mia madre – rispondo io con un filo di voce
- si, quella zoccola è tua madre ? Sai quante volte io ed i miei amici ce la siamo scopata ed inculata coma la peggio delle troie ? – e senza attendere risposte prosegue
- E anche mio figlio ed i suoi amici se la sono spassata con quella rottainculo di tua madre , vero Giovanni – aggiunge rivolgendosi ad un giovane uomo
- Si la signora è il nostro spasso preferito è suca la minchia come una vera puttana – rispose il ragazzo al padre che immediatamente gli risponde
- E allora mettici il cazzo in bocca alla troia e fagli vedere a quel cornuto del figlio che troia succhiacazzi è sua madre –

E senza farselo ripetere due volte il ragazzo prende mamma per le orecchie e dopo averla fatta inginocchiare le ficca il suo grosso randello in bocca

- guarda cornuto io mi faccio sucare la minchia da tua madre e mio padre si fa lucidare il cazzo da quella puttana della tua fidanzata , ti piace lo spettacolo ? ti piace cornutone ?

Io mi trovo ad essere estremamente eccitato ed ilo mio pisellino si erge nello splendore dei suoi 6 centimetri , provocando l’ilarità dei due maschioni

- guarda papà al cornuto è andato in tiro la minchiettina –
- noi ci facciamo succhiare il cazzo dalla madre a dalla futura moglie e lui sto cornutazzo si eccita è proprio un uomo di merda –
- allora cornutone ti piace vedere la tua fidanzata che mi suca il cazzo e tua madre che suca la minchia a mio figlio ?
- si signore sono molto turbato –
- hai sentito troia il tuo fidanzato si turba a vederti fare la bocchinara –
- dai troia suca che ti riempio la bocca di sborra , vengono troia vengoo –
- anch’io puttana ti sborro in gola , dai troia bevi , puttana godooo –

E quasi contemporaneamente i due maschi sborrano in gola a mamma e a Lauretta.
Finito di godere i due uomini si ricompongono rimettendo l’uccello nei pantaloni , anche Lauretta e mamma si alzano e con la sborra che gli cola dalle labbra prendono posizione una al mio fianco e l’altra dietro di me e così inizia la cerimonia.
L’assessore inizia prima ad elencare i doveri coniugali del marito cornuto :

1) deve sempre obbedire alla moglie
2) deve assecondarne la troiaggine
3) deve esaudire ogni desiderio degli amanti della moglie
4) deve manifestare pubblicamente e con orgoglio il suo stato di cornuto
5) deve riconoscere gli eventuali figli anche se ,come sarà probabile, non sono suoi
6) Inoltre se la moglie ne fa richiesta deve accettare di essere castrato

Poi elenca i diritti della moglie troia

1) lei comanda sul marito
2) Può liberamente manifestare tutta la sua troiaggine senza riserva alcuna
3) Può utilizzare il marito come trastullo per i suoi amanti
4) Può manifestare pubblicamente il suo stato di troia in calore
5) Può farsi ingravidare da qualunque maschio lei ritenga opportuno
6) Può far castrare il suo cornutissimo consorte

Quindi detti i principi su cui sarà basato il matrimonio si parte con la formula che ufficializzerà l’unione tra me e la mia signora:
- tu cornutazzo vuoi prendere in moglie la troiazza qui presente Lauretta -
- si lo voglio -
- e tu troiazza vuoi prendere come marito cornuto il qui presente cornutazzo Adolfo Zenetti
- si lo voglio –
- con il potere conferitomi dal mio stato di assessore vi dichiaro cornuto e moglie –
- adesso il cornutone può leccare dalla faccia di sua moglie la sborra che le imbratta il viso –

Così abbraccio mia moglie e con la lingua la pulisco dalla sborra che l’assessore gli aveva lasciato in faccia.
Dopo bacio anche la mamma e pulisco pure il suo viso dalla sborra del figlio dell’assessore.
Dopo la cerimonia inizia la festa che mamma e la mia sposa avevano organizzato.
Infatti mamma prese subito la parola :

- ora gentili signori siete invitati a togliervi i pantaloni e le mutande – e a questo punto interviene la mia cara mogliettina
- io e mia suocera passeremo presso ognuno di voi e gli misureremo il cazzo , dopo averlo portato all’erezione naturalmente- e continua
- mentre faremo quest’operazione il mio maritino annoterà le vostre misure su un registro –
- così capirà ancora di più che razza di pisellino è – aggiunge la mamma

Quindi tutti gli uomini si denudano dal cavallo in giù e le due donne con fare molto professionale iniziano l’osceno censimento

- si troie misuratemi il cazzo – disse uno degli invitati visibilmente eccitato
- Signor Antonio 24 cm , scrivi frocetto – dice Lauretta rivolgendosi a me
- Signor Giuseppe 26 cm , Signor Calogero 25cm , Signor Giovanni 25 cm -
- Visto Ernestino come sono cazzuti i nostri amici , capisci perché io non mi sono fatta mai scopare da te ? e quindi prosegue nell’oscena misurazione

Quindi dopo aver misurato uno ad uno tutti i cazzi presenti la mamma mi fa una domanda :

- pisellino dicci quanto misura il cazzo più corto –

io consulto rapidamente il registro e rispondo

- 24 cm mamma –
- e quello più lungo?

Qui senza più consultare il registro :

- 28 cm mamma , il signor Rosario c’è l’ ha 28 centimetri –
- e il tuo pisellino quanto misura ,caro maritino ? mi chiede la mia signora
- non lo so tesoro – rispondo io
- bene provvediamo a subito a misurare – disse immediatamente mamma accostandomi il righello al pisellino
- 6 centimetri , il pisellino dello sposo è lungo 6 cm in erezione –
- cara Lauretta hai sposato proprio un uomo con il cazzettino mignon – dice mamma facendosi una risata e poi aggiunge
- ho l’impressione che dovrai riempirlo di corna e giù un’altra risata

Dopo la mamma mi invita a ringraziare gli invitati :

- vedi caro figliolo come puoi vedere da quanto hai scritto sul tuo registro i signori qui presenti sono tutti dei veri superdotati e tu devi ringraziarli perché loro adesso suppliranno alla tua inadeguatezza di uomo –
- loro con i loro cazzoni soddisferanno me e la tua mammina – interviene Lauretta che poi prosegue
- e per questo motivo tu ora dovrai ringraziarli uno ad uno , infatti ti inginocchierai e prenderai in mano il loro cazzo lo scappellerai e dopo aver dato una leccata e 3 baci sulla punta della cappella li ringrazierai così: GRAZIE SIGNORE PER AVERE UN COSI GROSSO CAZZO , GRAZIE PER IL PIACERE CHE DARETE A MIA MADRE E ALLA MIA SPOSA CHE POVERINE HANNO PER FIGLIO E PER MARITO UN PISELLINO COME ME E SOPRATTUTTO GRAZIE L’ONORE CHE MI DARETE PERMETTENDOMI DI ESSERE IL VOSTRO CORNUTO UMILE E RASSEGNATO

Io per quanto remissivo ed abituato ad essere umiliato ho fatto fatica ad eseguire quest’ordine della mia signora , ma se pur con qualche riluttanza ho eseguito il degradante rito , iniziando a capire che mia moglie Lauretta , sarebbe stata molto più severa di quanto non fosse già stata mamma, che aveva iniziato ad addestrami ad essere un bravo cornuto.
Così esegui l’umiliante teatrino tra gli scherni ed i lazzi dei presenti:

- ma quanto è bravo sto cornutone –
- certo quelle puttanacce di tua moglie e di tua madre te le soddisfiamo ogni volta che ce lo chiedono –
- si cornuto figlio di puttana bagnami la cappella che poi ce la infilo in culo a quella bagascia di tua moglie -

Finito il mio teatrino la festa si trasforma presto in un’orgia dove mamma e la mia mogliettina vengono scopate inculate e chiavate in bocca senza soluzione di continuità ed io in piedi e con il cazzone nel culo le osservo troieggiare smanettandomi l’uccelletto , mentre tutti mi danno del cornutazzo.
Verso sera io e mia moglie lasciamo mamma in balia degli invitati e partiamo per il nostro viaggio di nozze.
Ad attenderci fuori di casa alla guida di una macchina c’è Abdul un dipendente senegalese della nostra azienda.
Io penso che Abdul sia li per accompagnarci all’aeroporto , invece le intenzione della mia signora sono altre.
Infatti dice a me di mettermi alla guida mentre lei ed Abdul salgono sul sedile posteriore della macchina.

- Cornutone vai all’aeroporto – mi ordina la mia mogliettina e poi aggiunge
- Abdul verrà con noi , io andrò a letto con lui e con i suoi amici ,mentre tu ti smanetterai il pisellino guardandoci –
- Ti piace come programma cornutazzo – dice mia moglie sogghignando , mentre inizia da amoreggiare sul sedile posteriore con il cazzutissimo negro

Infatti gli ha gia estratto dalla patta dei calzoni l’enorme bastone d’ebano e con perizia gli sta elargendo un gran bocchino.

- guarda cornutazzo bianco come quella troia di tua moglie mi lecca il cazzone nero –
- vedrai che dopo le riempio la pancia con la mia lunga lancia nera le do tanta di quella sborra da rischiare di metterla in cinta anche se la puttanazza prende la pillola -

La prima sborrata invece la fa nella bocca della mia cara mogliettina che diligentemente accoglie in bocca il seme del gigante d’ebano.

- dai troia bevi la mia sborra , ti godo in bocca troia –
Finito di pulirgli il cazzo a colpi di lingua il mio tesoro mi dice di accostare un attimo.
Naturalmente obbedisco prontamente ed una volta accostato , la mia signora mi prende la testa tra le mani e mi baciandomi amorevolmente sulle labbra, mi passa lo sperma del maschione africano, che ha ancora in bocca.

- dai frocetto senti il sapore di questo gran maschio che ti sta facendo cornuto –
- lo sai che stasera sei il suo cornuto ? –
- si amore lo so , io sarò sempre il cornuto di chi vorrai tu –
- bravo maritino mio il nostro matrimonio non poteva cominciare meglio –

Dopo il bacetto di mia moglie riprendo a guidare e mi dirigo verso l’aeroporto.
Arrivati parcheggio la macchina e vengo incaricato del trasporto dei bagagli .

- dai cornutone porta tu i bagagli e seguici – dice mia moglie con severità

io non senza difficoltà carico i bagagli su uno di quei carrelli che si vedono negli aeroporti e trainandolo come un somaro, anche se sarebbe più corretto dire come un bue , seguo la mia signora ed il suo amante che mi precedono abbracciati e baciandosi teneramente sulle labbra di tanto in tanto.
A vederli sono proprio una bella coppia lui alto,circa 190 cm , muscoloso e nero come il carbone , lei sinuosa e provocante avvolta in un abitino che la fascia come una seconda pelle e slanciatissima su i suoi vertiginosi tacchi , almeno 12 cm, che aggiunti alla già sua notevole statura 175 cm non la fanno passare inosservata, naturalmente i lunghi capelli neri ,i grandi occhi pure neri e le grandi labbra rosse carnose , le grandi tette e lo splendido culo , fanno la loro parte.
E non passano inosservati , infatti lo sguardo di tutti è calamitato su questi 2 splendidi esemplari di maschio nero e di donna bianca , mentre 2 metri più dietro io nello “splendore” dei miei 160 cm di altezza e di 85 kg di peso , trascino a fatica il carrello dei bagagli tentando di non perdere il passo di mia moglie e del suo ganzo.

- dai pancione sbrigati che perdiamo l’aereo – mi apostrofa la mia signora
- non ce la fai , ti sei ammazzato di seghe oggi pomeriggio – commenta beffardamente Abdul

Fortunatamente arriviamo all’imbarco dei bagagli , funzione che devo espletare io da solo mentre i due amanti proseguono ad amoreggiare come due fidanzatini.
La mia signora interviene solo per indicare alla hostess la nostra sistemazione sull’aeromobile

- io e lui in due posti vicini – disse indicando Abdul e continuò
- mentre quel ciccione di mio marito lo può mettere nella fila dietro di noi – e non ancora paga aggiunse
- così potrà guardarci amoreggiare senza farsi venire il torcicollo –

Le frasi di mia moglie crearono meraviglia e ilarità sia nella hostess a cui erano rivolte e sia a passeggeri che li vicino le avevano potuto udire .
La hostess comunque molto professionalmente , ma con un leggero sorriso sulle labbra le rispose

- certo come vuole lei signora , se il maritino è d’accordo per noi non c’è alcun problema –

e così dicendo ci consegnò le carte per l’imbarco e mezz’ora dopo siamo sull’aereo in partenza per Dakar . Io dietro e mia moglie e il suo amante nella fila davanti, il posto accanto al mio è libero.
Anche i posti al di la del corridoio sono vuoti quindi Lauretta ed Abdul possono tranquillamente amoreggiare.
Infatti si baciano molto teneramente sulla bocca si fanno audaci carezze si sussurrano dolci frasi ed ogni tanto ridono di me.
Nel frattempo arriva una hostess con una bottiglia di champagne e chiede a mia moglie se erano loro la coppia in viaggio di nozze e naturalmente la mia signora risponde :

- no signorina questo bel fusto nero è il mio amante mentre quel pancione nel sedile dietro è il mio maritino , è lui che ho sposato oggi pomeriggio –

l’ hostess rimane dapprima un po’ sbigottita ma poi prontamente inizia stare al gioco di mia moglie

- come mai signora inizia già a riempire di corna la testa pelata del suo maritino ? –
- e signorina vede questo nanetto ciccione e pelato oltre ad essere così bruttino e repellente ha pure un cazzettino piccino come quello di un neonato – e poi seguitando a parlare con la hostess
- inoltre il suo cazzettino è quasi sempre moscio e non riesce durare più di 1 minuto senza godere , con solo due goccettine di sperma –
- no non è possibile che suo marito abbia un pisellino così insignificante , se non lo vedo non ci credo – esclama tutta sorridente l’ hostess
- hai sentito cornuto fai vedere il tuo pisellino alla signorina – risponde immediatamente mia moglie
- ma Lauretta mi vergogno , ti prego – dico io mortificandomi ulteriormente per la piega che stava prendendo la situazione

Infatti ero abituato ad essere umiliato dagli uomini ed ad esclusione di mia madre e di mia moglie le donne erano state sempre tenute fuori dalla mia sottomissione e per questo mi sentivo molto più in imbarazzo in quel momento che durante tutta la festa nuziale , dove ero pure stato offeso ed umiliato all’estremo ma solo da uomini e dalle mie signore.

- su non si vergogni mi faccia vedere se ha la virilità di un neonato o se è sua moglie che esagera – dice l’ hostess per esortarmi a calare i pantaloni

Così dopo un altro ordine perentorio della mia signora obbediente se pur con riluttanza eseguo e mi calo i pantaloni mettendo in mostra la mia ridicola virilità .
L’ hostess appena vede il cazzettino inizia a ridere smodatamente e solo dopo un po’ riesce a ricomporsi e rivolgendosi a mia moglie esclama :

- ma suo marito ha proprio un cazzettino ci credo in viaggio di nozze si deve portare dietro lo
stallone nero
- da non crederci se non lo vedevo con i miei occhi non ci credevo , va bene avere un pisello piccolo , ma a tutto c’è un limite – e giù un’altra risata
- posso farlo vedere alle mie colleghe signora? –
- certo signorina faccia venire pure le sue colleghe che razza di pisellino è mio marito

E presto detto e arriva con altre due sue colleghe e tra una risata e l’altra mi mostra esibendomi come un buffo scherzo della natura

- guardate che razza di pisellino ha questo ometto – dice la signorina facendomi uscire dalle poltrone ed esibendomi alla vista delle altre due hostess , che come lei appena mi vedono la mia “virilità” iniziarono a ridere e a deridermi
- come è piccolo , ma signora scusi la curiosità ma è mai riuscita a farsi scopare da quel cornuto di suo marito ? dice una delle hostess
- veramente non ci ho ancora provato , ho promesso al cornutone che il giorno del suo compleanno lo farò provare a scoparmi , solo quel giorno le saprò rispondere .

Io intanto sono imbarazzassimo e nello stesso tempo l’umiliazione mi sta facendo salire uno stato di eccitazione veramente notevole , tanto che il mio cazzetto si erige nello splendore di tutti i suoi 6 cm e non contento senza che neanche che lo sfiori se ne viene da solo emettendo 2 miserevoli gocce di sperma, facendomi sprofondare in una profonda vergogna.
Ero li a braghe calate mentre mia moglie amoreggia con il suo ganzo di colore e mi deride davanti a tre giovani donne che ridono veramente divertite dal mio stato di cornuto minidotato.

- ma guarda l’ometto si eccita a farsi vedere il cazzettino –
- ma guarda si è sborrato a dosso il cornutone –

Poi una delle tre fa una proposta a mia moglie :
- signora se si vuole appartare con il suo amante possiamo farla accomodare in una delle nostre cabine ed il bambino glielo curiamo noi – dice una delle hostess riferendosi maliziosamente a me con la parola bambino-
- mi sembra una buona idea rispose mia moglie – che poi aggiunse
- di solito quando lo rendo cornuto lo faccio stare con qualcosa ficcato nel culo mente il mio amante mi scopa –
- grazie per il suggerimento rispose l’ hostess

Così mi ritrovo fuori da una cabina dove mia moglie ed il suo amante negro stanno scopando ed io con i calzoni alle caviglie spio il loro accoppiamento mentre 3 giovani donne mi sbeffeggiano.

- pisellino non ci ancora detto il tuo nome , non ci dici come ti chiami –
- Adolfo – rispondo io con il tono di un bambino vergognoso
- Ma cosa fa la tua signora con il negro nella stanzetta qui accanto ?
- È vero che si prende tutto il suo cazzone anche nel culo ?
- Si e questo succede perché non sono in grado di soddisfarla con il mio cazzetto –
- Oh poverino – disse una delle donne in tono di finta comprensione
- E tu cosa fai quando la tua sposa tu fa cornuto ?
- Mi meno il pisellino facendomi un seghino – rispondo io ed inizio a menarmi il cazzetto davanti alle tre giovani donne
- Perché non gli ficchiamo qualcosa in culo a questo cornuto impotente
- Che ne dici frocetto – mi chiede una delle tre donne
- Devo chiederlo alla mia signora – risposi io

Questa mia risposta le diverte particolarmente e mi invitano ad entrare nella cabina dove la mia sposa ed il suo amante si stanno accoppiando.

- dai cornuto entra e chiedi a quella troia di tua moglie se ti puoi far ficcare in culo questa candela –

Così con la candela in mano entro nella cabina dove mia moglie alla pecorina riceve il cazzone nero di Abdul diritto nel culo e gli chiedo :

- amore posso farmi ficcare questa candela nel culo da quelle tre signorine delle hostess
- brutto frocio pervertito, minidotato ed impotente fatti ficcare in culo quello che ti pare ma vai fuori dai coglioni –

E così ottenuto il consenso della mia sposa esco e dico alle tre donne che sono autorizzato a farmi mettere nel culo la candela .
Cosa le tre perverse donne non tardano a fare , così mi trovo come sopra descritto ed anche con una candela su per il culo.

- cornuto , cosa stava facendo Abdul a tua moglie – mi chiede una delle hostess
- glielo stava ficcando in culo , se la scopava in culo –rispondo io molto agitato
- e tu cosa provi quando quella puttana di tua moglie si fa inculare da un cazzone nero –
- o signorina io mi emoziono e mi eccito – e mentre dico questo riprendo a menarmi il cazzetto davanti alle tre donne che dalla derisione passano direttamente agli insulti
- ti piace fari le seghe pensando a cosa sta facendo quella troia di tua moglie ?
- si mi ha insegnato la mamma a menarmi il cazzetto mentre lei soddisfava i suoi amanti e adesso continuo a fare la stessa con la mia signora –
- ma bravo , ti hanno addestrato fin da piccolo a fare il cornuto –

mentre si svolge questo dialogo surreale tra me e le hostess mia moglie riceve in culo il nero bastone di Abdul e non fa nulla per celare il suo piacere

- si amore sfondami il culo , con quel bel cazzone , o come mi fai godere –
- si troia te sfondo questo culo di vacca ma poi te lo sbatto in fica così la sborra te mando tutta nell’utero –
- Io e i miei amici durante questa vacanza ti spruzzeremo tanta di quella sborra in fica che tornerai a casa gravida , nonostante la pillola che prendi–
- Si maschione mio voglio rimanere in cinta durante questo viaggio di notte , tanto ormai sono una donna sposata –

Naturalmente sia io che le hostess sentiamo perfettamente tutto quello che si dicono i due amanti

- hai sentito cornutone , te la metteranno pure in cinta quella puttana di tua moglie –
- oh si ho sentito , speriamo che la pillola riesca a fare il suo effetto anche sulla sborra degli africani –
- e se non funziona ? – mi incalza una delle hostess
- dovrò comunque riconoscere il figlio è una delle clausole del mio matrimonio –

A questo punto estraggo dalla portafoglio le clausole del matrimonio che l’assessore ci aveva elencato prima di sposarci e porgo il foglio alle tre donne che prima lo leggono incuriosite poi lo commentano :

- hai visto cosa c’è scritto su questo foglio , la troia può farsi fottere ed anche ingravidare da chiunque e il cornutone deve stare zitto –
- si ma questo è il meno guarda cosa c’è scritto alla fine la troia lo può pure farlo castrare se ne ha desiderio –
- e tu cornutone cosa ne pensi ? mi chiedono tutte e tre in coro
- io sono felice di obbedire alla mia signora , io posso solo sperare che , se mi comporto da bravo cornuto la mia signora, non mi faccia castrare. Se invece questo sarà il suo desiderio io ubbidirò rassegnato al mio destino.

E mentre dicevo questo menandomi il cazzettino sono venuto per l’ennesima volta , questa volta senza emettere neanche una goccia di sperma.
Mentre me ne venivo a secco, dalla cabina guardandomi con disprezzo, escono mia moglie ed il suo ganzo.

- Guarda come si diverte questo pervertito ad esibirsi davanti a tre donne –poi rivolgendosi alle tre
- Ha fatto il bravo cornuto ? –
- Meglio di così il cornuto non poteva farlo – le rispose una delle tre che poi aggiunse
- Ci ha fatto pure leggere il contratto e mentre parlavamo della castrazione a cui potrebbe essere sottoposto ha pure goduto , più cornuto di così ? –
- Bene frocetto adesso leccami la fica così senti il sapore della sborra di un vero uomo –
- Si amore –rispondo io

Quindi obbediente come un cagnolino, inizio a leccare la fica di mia moglie naturalmente, piena di sborra.

- l’ ha proprio addestrato bene signora ? – dice una delle hostess
- devo dire che in questo mi ha molto aiutato mia suocera –risponde mia moglie –

dopo aver pulito devotamente la fica della mia signora , ci ricomponiamo e torniamo ai nostri posti ormai stiamo per arrivare a Dakar e qui, come già mi ha anticipato la mia signora . mi aspetteranno nuove avventure e nuove umiliazioni .
Ecco come sono diventato il cornuto della mia signora .

 

Posta elettronica : adolfozenetti@virgilio.it

PS SCRIVETEMI SONO GRADITI COMMENTI

SALUTI IL CORNUTONE adolfo

Il matrimonio con lauretta – capitolo 1

I fatti che vado a narrare, si svolsero quattro anni dopo quanto avvenuto nei racconti mia madre Concetta 1-2-3-4 ed hanno come protagonisti : me , Adolfo il pisellino segaiolo e aspirante cornuto, mia madre Concetta e la mia fidanzata Lauretta.
Mamma è diventata una splendida quarantenne e Lauretta è una fantastica giovane donna di circa vent’anni mentre io ,ventiduenne ,continuo ad essere il solito ciccione , tappetto e minidotato. A queste mie caratteristiche già ampiamente descritte nei precedenti racconti, si è aggiunta una precoce calvizie comparsa sulla mia testa.
Mamma e Lauretta sono quindi due splendide femmine , alte ,more e con un seno da quarta misura(a Lauretta in questi tre anni si sono sviluppate ulteriormente le tette) lunghe gambe e chiappe favolose.
Con la mia fidanzata non ho ancora avuto rapporti completi , ma già da qualche hanno ho avuto l’opportunità, di poterla ammirare mentre si fa scopare da qualcun altro.Durante questi incontri a volte mi permette di menarmi il pisellino.

- Adolfino quando saremo sposati ti potrai sempre segare il cazzettino quando mi vedrai con un altro uomo , ma adesso che siamo fidanzati di devi accontentare di farlo solo qualche volta, – mi diceva amorevolmente la mia fidanzata e aggiungeva
- Questo sarà il tuo modo di rispettarmi , perché dagli altri uomini mi farò trattare da troia ma tu dovrai considerarmi sempre la tua signora –

Anche la mamma ribadiva che io dovevo comportarmi da bravo cornuto

- Vedi,frocetto di mamma tua, ti ho educato ad essere un bravo guardone e segaiolo per abituarti ad essere considerato un pisellino segaiolo e soprattutto ti ho insegnato ad essere contento di questo stato delle cose –

La mamma dirigeva ancora la nostra azienda , nella quale ero stato assunto anche io , dopo la licenza liceale e tre anni dopo , anche lei dopo aver conseguito la licenza liceale, era stata assunta anche Lauretta.
Naturalmente anche lei come mia madre ha iniziato a farsi scopare dai nostri dipendenti ( premio di produzione vd. racconti precedenti).
Differentemente da quanto succedeva quattro anni fa , a desso non ero più costretto spiare di nascosto i dipendenti che scopavano mamma o la mia fidanzata, ma potevo farlo liberamente alla luce del sole, anche se sarebbe più corretto dire che le due troie e i maschioni di turno non si curavano di accoppiarsi anche in mia presenza , anzi spesso si divertivano a deridermi.

- guarda come mi faccio succhiare il cazzo da quella troia di Lauretta – mi diceva Antonio uno dei dipendenti della ditta ,mentre quella bocchinara della mia fidanzata inginocchiata ai suoi piedi gli succhiava il cazzo, e aggiungeva
- poi me la scopo sia in fica che in culo – poi rivolgendosi a lei
- è vero che da lui non ti sei fatta mai scopare ? –
- Ma hai mai visto che razza di pisellino che si ritrova il mio fidanzato ? –ribatteva Lauretta
- Su Adolfino fai vedere ad Antonio il tuo pisellino – mi diceva Lauretta con voce melliflua

Ed io obbediente mi calavo le braghe e facevo vedere il mio pisellino all’amante della mia fidanzata

- sapevo che ce l’aveva piccolo ma non immaginavo così – poi rivolgendosi ancora a Lauretta

- perché una bella troia come te vuole sposare un tappetto minidotato e panzone come Adolfo ?
- dove lo trovo un altro bravo cornuto come lui – rispondeva Lauretta al suo amante occasionale e aggiungeva
- se vuoi dopo che mi avrai riempito il culo di sborra il cornuto ti può ripulire il cazzone con la lingua , si io che sua madre lo stiamo addestrando anche ad essere un bravo frocetto –
- Su Adolfino amore fai vedere ad Antonio come ti ficchi il manico di quel cacciavite nel culo

Ed io camminando goffamente con i calzoni calati alle caviglie vado a prendere il cacciavite sul banco di lavoro, mi chino sporgendo il sedere verso i due amanti e con fare deciso mi infilo in un sol colpo il manico del cacciavite nel culo

- visto amore ho fatto come mi hai chiesto , me lo sono fioccato nel culo il cacciavite , adesso posso menarmi il pisellino ,mentre ti guardo scopare con il signor Antonio ? –
- certo frocettino mio visto che fra quindici giorni ci sposeremo ed io diventerò la signora ZENETTI , d’ora in avanti quando mi vedrai scopare con qualche mio amante potrai tranquillamente ammazzarti di seghe – e poi con cattiveria aggiunge
- questo sarà il massimo che ti consentirò di fare , perché la mia fica la potrai provare , con il cazzetto insignificante, solo una volta all’anno il giorno del tuo compleanno- e prosegue
- se non sei d’accordo possiamo rompere il fidanzamento e non sposarci più -
- no amore io sono più che d’accordo sarò sempre felice di essere il tuo cornutissimo maritino

Ormai eravamo prossimi al matrimonio che mia madre e la mia futura moglie stavano organizzando fin nei minimi dettagli..
Il matrimonio sarà officiato in casa , da un assessore comunale amico di mamma, di scopate naturalmente, anche gli invitati sono stati scelti con molta cura tra i più cazzuti amanti di mia madre e della mia fidanzata.
Il mio vestito da cerimonia comprende solo gilè e cravatta con chiappe e pisellino in vista.Inoltre dovrò tenere introdotto nell’ano , per tutta la durata della cerimonia , un cazzo di plastica.
Io avrò in dotazione anche un copricapo , costituito da un enorme paio di corna, utili a ricordarmi il mio futuro stato di grandissimo cornuto.
La mamma e Lauretta invece indosseranno solo delle calze sostenute da giarrettiere , bianche per Lauretta , nere per mamma e naturalmente ai loro piedi delle scarpe con tacco di 12 cm.
Così immaginando la festa nuziale ,tra una sega e l’altra , consumate spiando mamma e Lauretta durante le loro numerose scopate, arrivammo alla sera precedente il matrimonio, la serata che normalmente si dedica all’addio al celibato ed al nubilato.
Mamma e Lauretta decisero di festeggiare insieme l’addio al nubilato della mia futura moglie.
Infatti organizzarono una festa dove loro erano le uniche due donne e gli operai nordafricani della nostra ditta erano gli altri invitati (otto maschioni ).
Fecero coincidere questa festa con il premio produzione , ossia loro due sarebbero state in balia dei maschioni per tutta la serata e la notte.
Mi fu concesso di starmene in disparte a spiare e a menarmi il cazzettino ,inoltre mi procurarono un transessuale che mi avrebbe inculato mentre assistevo alle performance delle due troione.
Il primo ad arrivare a casa nostra fu proprio il transessuale , era un brasiliano di colore , molto alto circa 185 cm più i tacchi .
Fisicamente era poco femminile , infatti era muscoloso ed anche piuttosto peloso e quasi senza tette e come avrei visto poi aveva un cazzo veramente grosso, in realtà del transessuale aveva poco , piuttosto sembrava un uomo travestito da donna.

- guarda pisellino è arrivato il tuo amichetto – disse mia madre
- piacere sono Samantha – si presento il brasiliano
- questo è quel cornutone del mio fidanzato – disse Lauretta al transessuale e poi aggiunse
- domani il è il tappetto ci sposeremo e questa sera io e sua madre , riceveremo 8 maschioni nordafricani che ci useranno come troie, lui ci spierà da quella finestrella la menandosi il cazzettino –
a questo punto prese la parola mia madre

- e tu lo dovrai inculare per tutto il tempo , con il tuo splendido cazzone, così mentre gli otto maschioni nordafricani ci faranno la festa , tu farai la festa a lui –
- tutto chiaro Samantha ? –
- certo signora , sarà un vero piacere per me rompere il culo a quel frocetto di suo figlio –poi rivolgendosi a me
- fammi vedere se ce l’ hai tanto piccolo come raccontano la tua fidanzata e tua madre –
- si Adolfino fai vedere a Samantha il tuo pisellino – mi incalzò Lauretta

Seguendo le esortazioni della mia futura moglie mi calai i calzoni e le mutande alle caviglie e misi in mostra il mio pisellino.

- ma è proprio piccino – disse Samantha
- adesso fai vedere tu il tuo cosone – prosegui mia madre
- certo signora adesso le faccio vedere il cazzone che le piace tanto –

Quindi Samantha si tolse il miniabito che la copriva e scostando il perizoma mise in mostra la sua enorme coda.
Era veramente un cazzone superlativo , quasi 30 centimetri di lunghezza ed un diametro di quasi 5 centimetri .

- Guarda pisellino che cazzone ha Samantha , io e tua madre lo abbiamo già provato in tutti i buchi e adesso lo offriamo a te per farti festeggiare il tuo addio al celibato – quindi intervenne ancora mamma
- Su adesso andate su alla finestrella, che fra poco arriveranno i maschioni nordafricani , e da li potrai ammirarci mentre ci useranno come troie , mentre Samantha di farcisce il buco del culo con il suo splendido arnese –

Così iniziai a salire le scale seguito da Samantha che ne approfittava per palparmi il culone grosso.

- Vedrai Lauretta come glielo riduco il culo a questo frocetto del tuo fidanzato –

Arrivati in cima alle scale raggiungemmo la finestrella da dove avremmo potuto osservare non visti , l’orgia tra le due puttane e gli 8 maschioni .
Appena in postazione , Samantha si posizionò dietro di me , sentivo il suo enorme bastone a contatto con la mia schiena.
Lo splendido transessuale inizio a sussurrarmi in un orecchio :

- allora frocetto è vero che ti piace guardare tua madre e la tua fidanzata fare le troie ? – e senza aspettare alcuna risposta , proseguiva
- sei proprio un cornuto contento –
- sei pronto a prendere il bel cazzone ? –
- si ma ti prego di fare piano , altrimenti mi squarti – rispondevo io preoccupato

Nel frattempo le due zoccole si erano spogliate rimanendo nude ad eccezione di calze, giarrettiere e scarpe con tacco altissimo e Samantha continuava ad esprimere i suoi commenti e me li sussurrava sempre in un orecchio

- guarda quelle due troie di tua madre e della tua futura sposa , come aspettano i loro maschioni –
- sono proprio due puttane da quattro soldi , delle zoccole , vacche , scrofe e tu sei il loro cornutaccio –

A questo punto fecero irruzione nel salone gli otto maschioni nordafricani , che erano venuti a ritirare il loro ambito e faticato premio.

- guarda le due troione italiane , sono già spogliate e pronte i nostri cazzoni africani –
- abbiamo dovuto lavorare come somari per vincere questo premio –
- e adesso siamo pronti per ritirarlo –

i maschioni non persero tempo e in un battibaleno si tolsero pantaloni e mutande mostrando alle due troie vogliose i loro nodosi bastoni.
Nel frattempo Samantha aveva iniziato a puntare la sua enorme cappella sulla mia rosellina

- dai da bravo frocetto allarga il buco del culo che te lo riempio con il mio cannone –
nonostante gli sforzi il cazzone di Samantha non riusciva ad entrare nel mio culetto e quindi il transessuale negro pensò di cambiare metodo di approccio

- dai puttanella prendimelo in bocca e passaci su un bel po’ di saliva -

quindi mi inginocchiai ai suoi piedi e iniziai a spompinarlo con grande perizia , il travestito sembrava gradire enormemente il trattamento infatti non si limitò più a lasciarmi leccare il cazzone ma iniziò a stantuffarmi in gola l’enorme randello.

- dai cornutaccio spalanca la tua bocca da troia e lubrificami il bastone che poi te lo pianto in culo –

Ed infatti smise di fottermi in bocca e fattomi mettere nuovamente a 90° gradi , mi puntò nuovamente il cazzone sul buco del culo ed iniziò a spingere.
Questa volata l’enorme cappella si fece strada nel mio culo fino a quando il cazzo non fu tutto dentro . Solo a questo punto Samantha smise di spingere e rimase ferma con il cazzone infilato nel mio culo.
Io avevo tenuto gli occhi chiusi ed il fiato sospeso durante tutta la penetrazione e quando riaprii gli occhi e ripresi a respirare , lo spettacolo che mi ritrovai davanti era veramente molto eccitante.
Infatti nel salone la mia fidanzata e mia madre erano inginocchiate davanti ai maschioni e mentre questi stavano comodamente seduti sul divano con le aste svettanti le due troie si prodigavano a sucare le loro nere minchie

- si puttane borghesi lavateci i cazzi con le vostre lingue –
- sono giorni che non ci laviamo i bastoni per renderveli più saporiti –
- dai puttane datevi da fare con quelle labbra da succhiacazzi , che la prima sborrata ve la facciamo tutta in quelle fogne di bocche che vi ritrovate –
- guarda le signore padrone come ci succhiano bene il cazzo , queste troie –

I maschioni inveivano volgarmente sulle due troie mentre queste si davano da fare sui nodosi bastoni dei nordafricani.Nel frattempo Samantha aveva iniziato a stantuffarmi in culo con il suo grosso pistone

- guarda frocetto come sucano bene i cazzoni quella troie di tua madre e della tua fidanzata –mi sussurrava Samantha in un orecchio mentre lentamente seguitava a pistonarmi in culo
- si lo vedo sono proprio due puttane schifose – rispondevo io

Uno dopo l’altro i maschioni riempirono di sborra le bocche di mamma e di Lauretta :

- si troiona italiana mi svuoto i coglioni nella tua bocca –
- bevi tutto puttana , facci i gargarismi con la mia sborra -
Nella foga dell’orgasmo i maschioni avevano afferrato mamma e Lauretta per le orecchie e strattonandole verso il proprio inguine gli infilavano per intero l’asta fino in gola.

- si troia ti fotto in gola –
- prendilo tutto in bocca puttana –

Le due puttane dovevano faticare non poco per accogliere quelle superbe aste in gola , lo si vedeva da come strabuzzavano gli occhi e da come allargavano le narici per non soffocare .
Fortunatamente per le due zoccole i maschioni , che erano in astinenza da qualche giorno, vennero copiosamente dopo pochi minuti , permettendo finalmente alle due troie di riprendere fiato.
Naturalmente, dopo aver sborrato i maschioni pretesero dalle due succhiacazzi , di farsi pulire per bene con la lingua i cazzi , cosa che le due troie fecero con devota applicazione.

- brave zoccole puliteci i randelli –
- non voglio vedere neanche una traccia di sperma su nessuna delle nostre aste –
- dai puttana direttrice puliscimi la cappella –
- si usa la lingua per pulirmi il cazzo , troia -

Queste erano le ingiuriose frasi con cui gli otto operai nordafricane apostrofavano mia madre e la mia futura sposa.
Anche Samantha non era da meno , infatti continuava a sussurrami nelle orecchie ingiurie rivolte sia a me che alle mie donne.

- guarda come bevono lo sperma le succhiacazzi della tua famiglia –
- vorresti essere li con loro a pulire la sborra da quei cazzoni ? lurido frocetto che non sei altro –
- potrebbero venire tutte e due sui viali insieme a me , chissà quanti soldi riuscirebbero a guadagnare quelle bagasce di tua madre e della tua fidanzata –

Naturalmente mentre mi sussurrava queste sconcezze continuava lentamente ma con vigoria a pistonarmi il buco del culo , con il suo enorme cazzo, naturalmente.
Mi lavorava lentamente , il mio buco del culo ormai era ben allargato e accoglieva l’enorme bastone come il fodero con la spada.
Nel salone nel frattempo le due troie , ancora sulle ginocchia, attendevano gli ordini dei loro aguzzini.

- bene troie ora ci siamo calmati e possiamo divertirci più con calma –
- si zoccolone adesso vi esibirete in uno spettacolino , da vere troione quali siete –
- si fate qualche bel giochetto sado-maso – suggerì uno dei maschioni
- tu Lauretta farai la troia padrona e “ la signora Concetta” interpreterà la parte della troia schiava –

E Lauretta senza perdere neanche un secondo entrò subito nella parte.
Infatti si alzò immediatamente e sculettò verso mamma che era rimasta in ginocchio

- bene adesso vecchia troia ti faccio vedere io chi comanda in questa baracca –
- leccami la suola delle scarpe , troia –

ed alzo il piede per permettere a mamma di compiere l’operazione e quest’ultima anch’essa senza perdere tempo iniziò a leccare la suola della scarpa di Lauretta.

- brava troia vedo che hai capito chi è la padrona d’ora in avanti , vero??? –
la mamma seguito a dare lunghe leccate alla suola della scarpa della mia futura moglie e non rispose, facendo accrescere l’irritazione nella giovane donna.

- Allora puttana vuoi rispondere alla mia domanda – disse perentoriamente la mia fidanzata

E finalmente mamma smise di leccare e rispose alla sua futura nuora

- sei tu la padrona ed io e quel frocetto di mio figlio saremo tuoi umili servitori –
- bene troia vedo che hai capito , ma adesso sculetta verso quel cassetto e prendi il frustino che c’è dentro e portamelo qui –

e mamma sculettando a quattro zampe, da brava cagnetta, prese il frustino se lo mise in bocca e sempre trotterellando a quattro zampe , tornò da Lauretta, per porgerglielo.
Lauretta appena ebbe il frustino in mano iniziò a colpire mamma sul candido culo.

- stack , stack , stack prendi troia. –
- dai muovi il tuo culone bianco , fai vedere ai signori come sculetti bene –

mamma si girò porgendo il culo alla vista dei maschioni, che nel frattempo erano comodamente stravaccati sul divano, e iniziò a dimenarlo come ordinatogli dalla nuora, che continuava a colpirla con il frustino, sulle sue ormai purpuree chiappe.

- bene adesso invertitevi le parti – disse uno dei maschioni rivolgendosi alle due troie
la mamma si alzò immediatamente in piedi e tolse di mano il frustino a Lauretta dicendogli

- bene troia di una nuora adesso ti faccio vedere io chi comanda tra noi due –
- mettiti a quattro zampe come quella cagnetta che sei –
- porgimi il culo puttanella stack , stack , stack adesso te le riscaldo io le chiappe troia che non sei altro –
- basta signora mi perdoni , io ubbidivo solo agli ordini di quei negracci –
- e anche io ubbidisco agli ordini di quei negracci – rispose mamma

Naturalmente questa loro insolenza provocò l’ira dei maschioni che non gradirono gli insulti delle due troie.

- puttane bianche come vi permettete di chiamarci negracci , adesso vi facciamo vedere noi come sappiamo trattare due troie bianche come voi –
- tutte e due a quattro zampe, troie -

Intanto io dietro la finestrella osservavo e continuavo a subire gli assalti di Samantha

- guarda frocetto adesso che li hanno fatti incazzare , vedrai che festa faranno i negroni alle due troie –
- e tu , te lo senti bene il mio cazzone nel culo frocetto ? –
- si ora lo sento proprio bene si ,continua così, a pistonarmi il culo –
- guarda che zoccole tua madre e la tua futura sposa –

I maschioni nel frattempo si erano già tutti ringalluzziti ed esibivano nuovamente delle erezioni da paura.

- dai troione adesso leccatevi la fica a vicenda –
- e non smettete fino a quando non avrete goduto –
- vi vogliamo sentire godere , avete capito puttanacce ?-

Così mamma e Lauretta si esibirono in uno spettacolare sessantanove , mentre i maschioni le insultavano e di tanto in tanto gli elargivano qualche energica nerbata.

- guarda che lesbicone incestuose che sono queste due ,-
- adesso vi riscaldo il culo stack-stack-stack -
- vi piacciono le frustate sulle chiappe troione, vero? –

Mamma e Lauretta subirono senza protestare anzi riuscirono pure a raggiungere un rumoroso orgasmo.

- Guarda queste puttane stanno godendo veramente , dai colpiscile ancora sul culo faglielo diventare rosso come un pomodoro –
- Adesso però cambiamo gioco – disse uno dei maschioni che proseguì
- Che ne dite se gli facciamo salire su per il culo qualcosa che le riscaldi ben bene ?–
- Si bella idea , laviamogli l‘intestino con l’alcool –
- Si , si – risposero tutti in coro

Le due troie invece iniziarono a preoccuparsi per la piega che avevano preso gli eventi, mentre Samantha iniziava a pregustarsi lo spettacolo che stava per seguire , sempre seguitando a incularmi .

- cazzo adesso gli riempiono il culo di alcool alle due bagasce , vedrai come le faranno sculettare a quelle scrofe – disse Samantha rivolgendosi a me
Infatti i maschioni avevano messo mamma e Lauretta a culo all’aria , gambe sollevate e schiena a terra.
Poi allargandogli le chiappe avevano infilato nei rispettivi buchi del culo la cannula di un clistere dopo di che, iniziarono a versare nel serbatoio del clistere dell’alcool etilico.
Ne versarono 2 litri per ciascuna delle due troie che iniziarono a supplicare i maschioni di desistere
dai loro propositi.

- pietà fateci tutto ma questo no –
- faremo le vostre troie per una settimana intera , ma per carità non fateci questo –
- brutte troie avete perso la vostra superbia adesso eh ? –
- ma ormai è troppo tardi , pagherete così tutte le prepotenze nei nostri confronti –

Quindi aprirono i rubinetti e l’alcool defluì dal serbatoio alla cannula fino ai buchi del culo delle due troie , che dopo qualche secondo iniziarono ad urlare per il dolore

- brucia, aiuto , basta , che dolore –
- pietà finitela , il dolore è insopportabile –
- zitte troie tanto non ci impietosite , due litri a testa vi spettano e fino a quando non li avrete tutti nell’intestino , noi non smetteremo –

E così fecero anzi , una volta svuotati i serbatoi estrassero le cannule dal culo delle due puttane e sigillarono il buco del culo con un tappo di gomma.

- bene troie adesso alzatevi e sculettate per la stanza –

L e zoccolone soffrendo atrocemente si alzarono e iniziarono a camminare per il salone.
Mentre camminavano dimenavano inutilmente il sedere per lenire il bruciore al culo , ma questo no le provocava alcun sollievo e l’unico effetto che sortiva era quello di divertire i loro aguzzini.

- guarda come agitano il culo le due troie –
- già sembra proprio che abbiano il fuoco al culo , ah ,ah,ah ah –
- basta per pietà fateci svuotare – supplicavano le due vacche.

I maschioni non si fecero intenerire dalle suppliche delle due donne anzi , rincararono la dose fustigando le due troie sulle belle chiappe .

- prendi troia stack-stack-stack
- una te, stack e una a tua nuora stack una te stack ed un’altra a te stack –

Insomma i maschioni si divertirono ad infierire sulle due zoccole per almeno mezz’ora e solo all’ora gli permisero di svuotare l’intestino dal liquido infuocato.

- su puttane levatevi il tappo dal culo e pisciate fuori l’alcool –

Le puttane non se lo fecero ripetere due volte e svuotarono i loro intestini li, nel salone e davanti agli sguardi dei loro aguzzini..

- guardate ragazzi queste due puttanone pisciano dal buco del culo –
- guarda che puttane schifose , è proprio vero che puttane come le donne Italiane al mondo non ce n’è –

Appena ebbero finito di liberare l’intestino dal liquido infuocato ,le due troie furono invitate a mettersi alla pecorina.Uno dei maschioni intanto era tornato dalla cucina con un recipiente contenente dei cubetti di ghiaccio.

- con questi gli rinfrescheremo il culo – disse il maschione mostrando i cubetti di ghiaccio ai suoi colleghi
- su troie allargate bene le chiappe –

E così come fossero supposte infilo tre cubetti di ghiaccio nel buco del culo delle due puttane

- allora troione va meglio ora ?–
- vi brucia ancora il buco del culo ?

Quindi, i maschioni ordinarono alle due donne di zampettare per la stanza come cagnette mentre, loro le colpivano con un frustino sulle candide chiappe.
Poi stanchi di questo giochino sempre le fecero fermare e tenendole sempre alla pecorina iniziarono ad incularle con i loro possenti bastoni.

- guarda frocetto adesso anche loro hanno un cazzo in culo come te – mi sussurrava in un orecchio Samantha mentre seguitava a inchiappettarmi.
- to,troia prendilo tutto in culo – diceva uno dei nordafricani mentre inculava mia madre
- si adesso gli spaniamo il buco del culo a queste troie -

Insomma nel salone si scatenò una vera e propria orgia e le due zoccole furono inculate e chiavate ,anche contemporaneamente , per oltre due ore.

- vi piacciono i nostri cazzi ,puttane italiane –
- adesso vi riempiamo per bene , zoccole –
- che bello fottersi queste due puttane –

Nel frattempo Samantha seguitava nella sua opera e solo alla fine, quando i maschioni , dopo aver riempito di sborra i buchi delle mie donne , si misero in cerchio intorno alle due puttane ed iniziarono pisciargli in bocca , venne anche lui riempiendo il mio buco del culo di calda sborra.

- Guarda piccolo figlio di troia le stanno facendo una doccia di piscio alle due troie-
- godo frocetto, ti faccio un clistere con la mia sborra –

mentre nel salone

- bevete puttane italiane , bevete il nostro piscio –
- fate proprio schifo troie –

Finito di pisciare gli otto operai nordafricani si rivestirono e uscirono da casa

- vi salutiamo troie –
- e a te puttanella tanti auguri per il tuo matrimonio e salutaci quel cornutone del tuo futuro maritino –

Appena i maschioni se ne furono usciti io e Samantha scendemmo nel salone e raggiungemmo le due zoccole nel salone.

- allora cornutone ti è piaciuto lo spettacolo? – disse Lauretta rivolgendosi a me
- Si gli è piaciuto molto a questo frocetto – rispose Samantha al posto mio e poi aggiunse
- Adesso il tuo fidanzato al il culo bello spanato , domani al matrimonio non farà nessuna fatica a tenere nel culo il cazzone di plastica -
- Su Adolfino adesso vieni a pulirci con la lingua la sborra che quei negracci ci hanno lasciato in corpo –

Così mi precipitai e leccare le fiche e i culi di mamma e di Lauretta fino pulirle completamente da ogni traccia di sborra mentre le due troie sbocchinavano Samantha.

- Si puttane succhiatemi il cazzo che poi vi faccio bere la mia sborra –
- E tu ricchione guarda come mi succhia il cazzo quella troia di tua madre , mentre la tua fidanzata mi lecca le palle –

Alla fine godemmo tutti quanti , Samantha sborrò sulla faccia di mamma e di Lauretta , le due troie godettero grazie alle mie leccate e anche io godetti menandomi il pisellino, ma solo dopo quando anche Samantha era andata via e le due troie mi permisero finalmente di farmi una sega.

- bravo pisellino menati il cazzetto – mi diceva mamma mentre seduta comodamente sul divano insieme alla mia futura moglie mi osservava durante i miei maneggi
- ti è piaciuto vedere mamma e Lauretta prendere quei cazzoni neri ? –
- si godo , che bello godooo , mi sborro nella mano –
- bravo Adolfo adesso però andiamo a dormire che domani sarà una giornata molto faticosa –disse Lauretta che aggiunse
- Domani diventerò la tua signora e tu diventerai il mio cornuto –

E su queste parole ce ne andammo tutti e tre a dormire per riposarci e preparaci al grande giorno.

 
Continua………

 

Posta elettronica : adolfozenetti@virgilio.it

Io mia madre e mia sorella, che troie

Salve sono un ragazzo di 18 anni, mi chiamo Enrico e vivo con mia madre Donatella e mia sorella Patrizia.

Mia madre è una bella quarantenne mora : alta 1.74 m e ben in carne ma non grassa (60 kg) e con due tette sode e prosperose (quarta misura), gambe lunghe ed un culo notevole.Anche mia sorella corrisponde alle caratteristica sopraindicate , salvo per l’età , ha 24 anni e per l’altezza , infatti è 2 cm più alta di mamma 1.76 cm.

Io invece sono un tappetto esile e magrolino1.60 cm x 55 kg e sono pure molto complessato dalle dimensioni ridicole del mio pisellino : non più di 6 centimetri, sono privo completamente di peli (ad esclusione dei capelli), infatti sia gambe che petto sono completamente privi di peli ed anche in faccia non vi è nessun segno di barba e come mia sorella e mia madre sono dotato proprio di un bel culo che suscita spesso i commenti dei miei compagni di classe, anche i lineamenti del viso sono molto femminili dove spiccano due labbra carnose, anche questa caratteristica sembra anch’essa mutuata da mia madre e mia sorella.

Tre giorni fa sono venuti a casa mia tre miei compagni di classe , Salvatore, Roberto e Maurizio.

Questi ragazzi sono ripetenti, infatti hanno più di venti anni e a differenza di me hanno un aspetto molto virile barbe folte, petti villosi ciò gli fa dimostrare qualche anno in più di quelli che hanno realtà.

Tornando ai fatti suonarono alla porta , in casa ero da solo ed indossando solo un paio di pantaloncini aderenti andai ad aprire la porta, ero solo in casa sia mia madre che mia sorella erano all’estero per lavoro :

 

- Buongiorno Enrichetta – dissero i ragazzi in tono canzonatorio

- Cosa volete ? – risposi io molto preoccupato

- Dai facci entrare che ti dobbiamo parlare –

 

Li feci entrare e poi accomodare nel soggiorno e mentre li precedevo iniziarono a fare commenti sul mio culetto :

 

- guardare ragazzi che belle chiappe che ha Enrichetta , non glieli dareste volentieri due colpi –disse Roberto

- anche più di due – risposero in coro gli altri due mentre con le mani mi allungavano qualche manata sulle chiappe

 

Si accomodarono sul divano e con quei sorrisi strafottenti stampati sul volto mi fissavano le gambe.

 

- Allora cosa dovete dirmi – dissi io

 

A questo punto Maurizio estrasse 6 fotografie che ritraevano mia madre mentre praticava un bocchino ad un uomo di colore e le sbatte sul tavolino dinnanzi al divano , poi anche Salvatore estrasse altre fotografie e queste ritraevano mia sorella mentre veniva inculata sempre dallo stesso negrone.E’ evidente che davanti a queste foto io rimasi completamente basito.

 

 

- Allora Enrichetta hai visto che razza di troie sono tua madre e tua sorella? –

- Adesso per cominciare inizi a farci divertire tu, poi quando quelle due troie torneranno ci sollazzeremo anche con loro –

- Ma sono fuori per lavoro e non torneranno che dopodomani – risposi io

- Bene vuol dire che ci divertiremo con te con tutta calma – risposero loro

 

Estrassero da una borsa delle calze nere con la riga un reggicalze e delle scarpe con un tacco di 13 cm ed un paio di mutandine microscopiche mi fecero prima spogliare e poi indossare i sopraindicati capi. Mi costrinsero a dipingermi con dello smalto rosso sia le unghie dei piedi che quelle delle mani, mi misi un rossetto di color rosso fuoco e mi truccai pure gli occhi.

Così agghindata mi guardai allo specchio sembravo veramente una femmina, unico neo la mancanza di tette.

Le scarpe n°37 mi calzavano perfettamente quindi così agghindato sculettai davanti ai ragazzi fino a quando mi richiamarono all’ordine e mi fecero inginocchiare ai loro piedi :

 

- bene troietta adesso tiraci fuori i cazzoni ed inizia a succhiarceli che per prima cosa ti facciamo conoscere il sapore della sborra poi in un secondo tempo ti spaccheremo il culo – dissero i tre maschioni

Così emozionatissimo ed eccitato al tempo stesso estrassi i tre stupendi cazzoni dai loro pantaloni ed iniziai a leccarli voracemente.

 

- brava troietta succhiaci il cazzo , leccali con cura , ingoiali che poi ti affoghiamo con la sborra –

 

Io mi sforzavo per ingoiarli quasi per intero, loro mi prendevano per le orecchie e mi ficcavano i loro cazzoni in gola , mi alternai tra un cazzo e l’altro per oltre mezz’ora , fino a che i tre maschioni conclusero in contemporanea , segandosi i loro nodosi bastoni fino a coprire di sborra la mia faccia.

 

- si troietta godo bevi la mia sborra-

- pigliati sta sborrata figlio di una gran puttana –

- sei meglio di quelle troie di tua madre e di tua sorella -

 

io ricevetti passivamente la sborra in faccia ed in bocca e poi con la lingua gli nettai i superbi cazzoni.

I tre maschioni dopo aver placato la loro libidine iniziarono a progettare qualche altro giochino per umiliarmi maggiormente.

Mi fecero dapprima raccogliere la sborra dalla mia faccia per poi farmela bere , poi mi fecero lavare e mi costrinsero a truccarmi nuovamente.

Quindi messomi a quattro zampe mi ficcarono un cetriolone nel culo e con questo ficcato nel culo mi fecero zampettare per casa.

Mentre procedevo a quattro zampe come una cagnetta i tre maschi si divertivano a darmi delle sonore pacche sul culo o in alternativa a colpirmi sempre le chiappe con delle cinghiate.

Continuarono a divertirsi in tal maniera fino a che non furono rinvigoriti , a questo punto mi fecero accomodare alla pecorina sul divano e mi ficcarono un cazzo in culo , i tre maschioni si alternavano nel mio buco del culo per non più di tre minuti a testa. In questa maniera la loro resistenza veniva moltiplicata a dismisura, infatti mi pistonarono l’ano per 2 ore intere e conclusero infine segandosi sulla mia faccia e coprendola nuovamente di sborra.

Quindi terminarono la visita sciacquandomi il viso con il loro piscio e andandosene dissero :

 

- questo è solo l’inizio cara Enrichetta, di a quelle grandissime troie di tua sorella e di tua madre che dopodomani torniamo a farvi visita e per l’occasione vi vogliamo trovare agghindate come si conviene a delle grandissime zoccole quali voi siete –

- ha capito puttanella ? –

- ho capito ragazzi – risposi io mentre mi menavo il pisellino .

 

Infatti, io non avevo ancora goduto ed ero a quel punto estremamente eccitato e solo davanti alle foto che ritraevano mia sorella e mia madre godetti nella mia mano.

Riamasi in casa indossando gli abiti femminili che i ragazzi mi avevano portato e attesi la telefonata di mia madre per aggiornarla dei nuovi accadimenti.

Alle nove in punto la mamma chiamò e io l’informai su quanto successo. A sentire queste notizie ,non si scompose minimamente anzi chiese informazioni sulle dimensioni dei cazzoni dei ragazzi e una volta saputolo (oltre 25 cm) commentò:

 

- vedrai “Enrichetta , ci divertiremo parecchio con i tuoi amici ed io e tua sorella ti insegneremo ad essere una brava troietta , proprio come noi – e poi aggiunse

- di hai tuoi amici che portino anche altri maschioni perché solo tre per delle puttane come noi non sono abbastanza –

 

Io rimasi letteralmente stupito dalla reazione di mia madre , infatti la credevo una fredda donna d’affari , invece come stavo e come avrei meglio scoperto più avanti era solo una grandissima troia.

Passai il resto della serata a masturbarmi pensando a quanto mi stava accadendo e a quello che sarebbe successo nei giorni successivi.

Il giorno dopo mia madre e mia sorella rientrarono, arrivarono a casa verso le 2 del pomeriggio.

Erano veramente splendide, fasciate nei in due aderenti miniabiti che le coprivano solo fino a metà coscia e le cui generose scollature mostravano nella loro bellezza le splendide tette.

Naturalmente sculettavano su dei vertiginosissimi tacchi (15 cm) fornendo uno spettacolo veramente stupendo.

Appena entrate in case mi salutarono calorosamente abbracciandomi e baciandomi sulle guance.

 

- Su Enrico mettiti gli abiti che ti hanno regalato i tuoi amici e facci vedere come diventi

Enrichetta – disse mia madre

- Si fratellino fammi vedere che femminuccia sei – aggiunse mia sorella

 

Così obbedendo a mia madre indossai le calze e scarpe e le mutandine che i tre maschioni mi avevano regalato, poi loro mi aiutarono con il trucco e mi raccolsero i capelli, che portavo lunghi, in uno chignon e mi invitarono a sculettare per casa.

 

- ma guarda che bella sorellina che ho – esclamò mia sorella ed aggiunse

- mi sa che è più troia di me –

- più troia di te è difficile , però la faremo diventare una brava troietta – intervenne la mamma

 

Iniziarono a toccarmi il culetto forzandomi l’ano con le dita , mi toccavano il pisellino

 

- guarda come ce l’ ha piccolo mamma –

- lo so è addirittura più piccolo di quello di vostro padre – e proseguì

- Patrizia vai a prendere un righello che glielo misuriamo –

 

Mia sorella ridendo andò a prendere un righello e quando torno mi misurò l’uccelletto che nel frattempo si era irrigidito tutto, ma nonostante l’erezione sempre un cazzettino rimase.

 

- sei centimetri , sei centimetri più che un cazzettino sembra un clitoride –

 

A questo punto mentre Patrizia mi menava l’uccelletto mia madre mi ficcò il dito medio nel culo

ed io non resistetti a questa doppia stimolazione e venni nelle mani di mia sorella tra le risate di scherno delle due troie.

 

- è proprio un bravo frocetto il nostro Enrichetto – disse mia sorella fissandomi negli occhi

- già i suoi amici con i loro cazzoni l’ hanno sverginato per bene – rispose la mamma

- allora ricchioncello li hai avvertiti che è meglio che domani portino qualche altro amico ? –

- si mamma , li ho avvertiti e loro mi hanno risposto che domani verranno loro tre più altri cinque loro amici – e aggiunsi

- hanno detto che il cazzo più piccolo è di 24 cm mentre il più grande è di 30 cm ed è riservato per il tuo buco del culo mamma, anzi mi hanno pregato di dirti, che non devi metterti nessun tipo di crema , perché il negrone con il cazzo da trenta centimetri ti vuole sfondare il culo a secco –

- alla mamma piacciono molto i cazzoni neri , soprattutto se belli grossi – intervenne mia sorella

- già ma mi sa che questo le farà fare proprio una bella indigestione – risposi io

 

La mamma invece a sentire queste notizie si era eccitata ulteriormente, infatti si era ficcata una mano in fica masturbandosi furiosamente.Mia sorella andò in camera e dopo poco istanti tornò con due cazzoni di plastica proprio di trenta centimetri, ne porse uno alla mamma e poi tutte e due all’unisono se li ficcarono in culo in un attimo.

 

- guarda frocetto come ci “spaventano” i cazzi di trenta centimetri – disse quella troia di mia sorella mentre lei e quell’atra troia di mia madre si stantuffavano i cazzoni in culo.

- Si figliolo domani i tuoi amici li spompiamo tutti , quando usciranno di qui non gli tirerà per almeno due giorni – disse mia madre

 

Quindi continuarono a ficcarsi i cazzoni nel culo per una decina di minuti fino ad arrivare insieme all’orgasmo.

Dopo aver goduto le due troie si ricomposero e tornarono ad essere quelle austere donne di sempre.

A me imposero di rimanere vestita da donna sopra i miei altissimi tacchi ,per farmi abituare dissero, mentre si rivolgevano a me al femminile, infatti anche per loro oramai ero diventata Enrichetta.

Si informarono sull’ora che sarebbero arrivati i ragazzi (le nove della mattina seguente), poi come se non fosse accaduto nulla passammo il resto della giornata come una normale famiglia composta da madre e due figlie, io ero definitivamente diventata Enrichetta.

La mattina seguente ci alzammo molto presto (verso le sette) e ci preparammo accuratamente per ricevere i maschioni.

Naturalmente la preparazione consisteva nel truccarci il viso , in quanto la vestizione era proprio minima: scarpe con tacchi vertiginosi (15 cm), calze nere con la riga e giarrettiere e gioielli vari , orecchini ,collane anelli , in modo da ostentare il nostro essere di TROIE BORGHESI.

Alle nove in punto arrivarono i tre maschioni con i loro amici .Questi erano 5 extracomunitari di colore.

Appena entrati mia madre e mia sorella gli sculettarono incontro e subito i maschioni ne approfittarono per palpeggiarle tutte:

 

- ma che belle vaccone, siete meglio che in fotografia – disse uno dei ragazzi mentre toccava il culo a mia madre.

- visto ragazzi vi avevo detto che vi portavo da tre belle troie e sono stato di parola – disse un altro dei ragazzi rivolgendosi agli extracomunitari

- belle fighe si, ma noi ne vedere solo 2 dove essere terza bella figa ? – rispose uno degli extracomunitari

- sta arrivando rispose mia madre – che mi chiamò

- Enrichetta vieni in soggiorno che ci sono dei bei ragazzi che ti vogliono vedere –

 
Io tutta timorosa (ormai sono una femmina) entrai camminando su i miei altissimi tacchi

 

- bella la troietta , ma non avere tette –

- anzi avere pure piccolo pisellino –

- non vi piace? Guardate che ha un culetto molto gustoso e fa dei bocchino da favola –

- provare per credere –

 

Così appena fatto il mio ingresso nel soggiorno anche io fui oggetto come quelle troie di mia sorella e mia madre di manate sul culo e palpate di ogni genere.

 

- che bel culetto che ha la signorina col cazzettino –

- su troietta fatti ammirare –

 

Seguendo queste scurrili esortazioni iniziammo tutte e tre a sculettare tra i maschioni che si dilettavano nel frattempo a darci delle sonore pacche sulle chiappe.

Dopo qualche minuto di questo andazzo gli uomini si spogliarono completamente, esibendo dei cazzoni, già in erezione, da paura : 24 cm il più piccolo e 30 cm il più grande.

Si sedettero sui divani e ci invitarono ad inginocchiarci ai loro piedi :

 

- care troiacce per cominciare ci sucate le minchie, la prima sborrata ve la facciamo bere e poi vi sfondiamo glia altri buchi –

 

Così come tre puttane ubbidienti ci inginocchiammo ai loro piedi ed abboccammo ai loro superbi cazzoni . Io avevo due cazzi da soddisfare , mia sorella e mia madre ne avevamo tre a testa .

Ci avventammo sui cazzi come delle troie assatanate : li leccavamo dalle palle alla cappella , per poi ficcarcelo in bocca fino a raggiungere con la cappella la gola.

Alternavamo dolci leccate a ingoi totali fino a che i maschioni smisero di subire passivamente i nostri assalti e bloccandoci le teste iniziarono a scoparci violentemente in gola.

Continuarono a fotterci in bocca per oltre mezzora alternandosi tra di loro fino a che uno dopo l’altro scaricarono le loro copiose sborrate nelle nostre laide bocche.

Dopo aver sborrato pretesero che gli pulissimo con la lingua i superbi cazzoni, cosa che noi facemmo come delle solerti servette.

 

- brave succhiacazzi adesso che ci siamo sfogati possiamo iniziare a divertirci con tutta calma – disse uno degli aguzzini

- per prima cosa ricomponetevi il viso, poi chinatevi in avanti sporgendo il culo in fuori , che ve lo scaldiamo per bene –

 

Noi come delle ubbidienti puttanelle eseguimmo diligentemente e ci ponemmo come ordinatoci.

Loro a questo punto iniziarono a colpirci le chiappe con dei frustini da cavallo, procurandoci delle fitte dolorose sui nostri fondoschiena.

 

- bene troione, beccatevi queste nerbate , stack stack stack stack …….. –

- piano ci fate male –

- zitte troie voi oggi dovete solo subire , alla prossima lamentela vi raddoppiamo la dose –

 

Ci colpirono con più di una ventina di fendenti a testa poi fatteci mettere a quattro zampe ci obbligarono sculettare per casa come delle cagne , mentre loro ci seguivano e per spronarci, ad aumentare la velocità, ci assestavano qualche altro colpo di frustino , sempre sulle chiappe, naturalmente fummo anche obbligate ad abbaiare.

 

- su cagnette fateci sentire come abbaiate -

e stack stack una nerbata sul culo per sottolineare l’ordine

- bau – bau – bau – rispondevamo noi

- visto che brave cagne , come abbaiano bene –

- adesso le abbiamo riscaldate abbastanza , tocca a te ABDUL –

- si ora mi debbo inculare quella troiona della madre –

- hai sentito troia, ora ABDUL ti sbatte in culo il suo cazzone da 30 cm -

 

Cosi il negrone superdotato si pose dietro la mamma , gli puntò il cazzo sul buco del culo e con un colpo secco introdusse tutta la sua nerchia nel buco del culo della mamma, che lancio un urlo lancinante appena il maschione gli spinse il membro nel culo.

 

- fai piano con quel cazzone – implorava la mamma

- zitta lurida troia bianca ora ABDUL ti sonda per bene il culo –

- si negraccio sfondami il culo , si sono la tua troia bianca , fammi male rompimi tutta –

 

Ora era chiaro che la mamma aveva smesso di soffrire e si stava godendo quell’inculata.

Il negro stantuffò la mamma in culo per quasi mezzora poi esplose in una copiosa sborrata che riempi di sperma il culo della troia.

Quello fu l’inizio dell’orgia infatti anche io e mia sorella fummo “sodomizzate” violentemente da 2 negroni di turno , tutti gli otto maschi si alternarono nei nostri buchi. Io venivo presa contemporaneamente in culo ed in bocca mentre mia sorella e mia madre subivano delle doppie penetrazioni(davanti e dietro).

Arrivammo all’orgasmo varie volte e soprattutto, li facemmo ancora godere almeno quattro volte a testa e nel giro di un paio d’ore gli otto maschioni erano belli spompati (il bocchini iniziale e le quattro sborrate successive) quindi pensarono di divertirsi in maniera differente.

 

- luride troie ci avete rotto il cazzo adesso vi facciamo un bel clisterone così vi puliamo dalla sborra che vi abbiamo iniettato nell’intestino – disse uno dei ragazzi

- si gli facciamo un bel clisterone di alcool puro così le disinfettiamo per bene – risposero gli altri in coro mentre sghignazzavano

- siete pazzi – disse mia madre preoccupata dalla piega che stavano prendendo le cose

- zitta troia cosa dobbiamo fare lo decidiamo noi , voi troione dovete solo obbedire – le risposero i ragazzi

 

Estrassero da dai borsoni l’armamentario per i clisteri ci infilarono le cannule nel culo e dopo aver riempito le bottiglie collegate alle cannule con due litri di alcool etilico, aprirono le valvolina facendo fluire nei nostri intestini il liquido sopramenzionato.

Naturalmente per evitare che in qualche modo sfuggissimo al supplizio venimmo immobilizzate.

Il liquido quindi inizio a penetrare nei nostri culi e nel giro di pochi secondi iniziammo a sentire un forte bruciore.

Mia madre inizio a scongiurare i ragazzi di mettere fine a quel supplizio :

 

- basta vi prego brucia troppo , finitela con questa tortura fateci quello che volete ma non questo , vi scongiuro –

- zitta troia quello che vi faremo lo decidiamo noi , vedi di risparmiare il fiato perché non la smetteremo fino a che non vi avremo riempito il culo con due litri di alcool , quindi stai muta e rassegnata che tanto ad avere il fuoco al culo dovresti essere abituata grandissima vacca che non sei altro –

 

Come promessoci ci iniettarono nell’intestino di litri di alcool puro , terminata l’introduzione del liquido sfilarono le cannule e ci chiusero i buchi del culo con dei tappi di sughero.

A questo punto ci fecero alzare e ci invitarono a camminare con l’infuocato liquido nell’intestino , per spronarci maggiormente ci colpivano le chiappe con i frustini da cavallo in modo da ingigantire il nostro supplizio.

- su luride troie sculettate , fateci vedere come muovete quelle chiappe –

- guarda che scrofe sembrano incinte –

 

Ci fecero sculettare per casa per più di un ora , le sofferenze erano arrivate ad un livello indicibile , ma purtroppo , non erano ancora finite.Infatti ci rifecero mettere nuovamente a quattro zampe e toltoci i tappi ci infilarono nuovamente le cannule in culo e aprirono nuovamente le valvoline.

Questa volta ci fecero fluire nell’intestino dell’acqua fresca, ciò da una parte leniva il bruciore dall’altra aumentava il senso di riempimento, che ci dava l’impressione di esplodere da un momento all’altro.Infatti avevamo un totale di quattro litri di liquidi all’interno dell’intestino , due di alcool e due di acqua.

Ci chiusero nuovamente i buchi del culo con i tappi e ci invitarono nuovamente a sculettare per casa , sempre spronandoci a suon di nerbate sulle chiappe.

Stavolta la deambulazione era ancora più complicata della volta precedente, le pance era molto più accentuate lo stimolo di evacuare , frustrato dal tappo nel culo, era sempre più incessante.

Infine tra insulti e risate i nostri aguzzini ci fecero uscire di casa , nel giardino della nostra villetta, e solo li ci permisero di toglierci i tappi dal culo e di liberarci l’intestino davanti a loro , sempre tra le loro risate ed i loro insulti.

A quel punto ci vennero intorno e dopo averci invitato ad aprire le bocche hanno iniziato a riempircele con il loro piscio, poi come se niente fosse,dopo aver riposto i loro uccelli nei pantaloni se ne sono andati salutandoci.

 

- ciao troie arrivederci alla prossima –

 

lasciandoci li sull’erba nude ed insozzate dalle loro pisciate.

Rientrate in casa mamma e Patrizia erano molto eccitate infatti andarono a prendere alcuni dei loro cazzoni di plastica e iniziarono ad infilarseli in tutti i loro buchi , invitando me a fare altrettanto mentre mi menavo il pisellino, così godemmo per l’ennesima volta in quella giornata .

Dopo ci ricomponemmo e parlammo di quanto ci era successo , loro mi spiegarono che in realtà facevano le troie , si esibivano in spettacoli pornografici in locali molto particolari ed anche facevano film pornografici di ogni genere , Lesbo, gang- bang, pissing ed anche con animali. Poi aggiunsero che ero molto carina e con una appropriata cura ormonale per farmi crescere il seno mi sarei potuta aggiungere a loro per formare proprio un gran bel trio di troie.

Ecco come io grazie a mia mamma e mia sorella sono diventato/a una grandissima puttana.

Mia madre in balia dei miei amici – capitolo 6

Ormai rassegnati al nostro destino ce ne andammo a dormire. La mattina seguente era domenica e come tutte le domeniche ci recammo in chiesa per seguire la messa.
All’uscita dalla messa incontrammo i miei compagni di classe

- buongiorno Signora Patrizia , ciao Ernestino – disse Antonio vedendoci
- buongiorno ragazzi – rispose cortesemente la mamma
- Cogliamo l’occasione per dirle che accettiamo l’invito a pranzo di suo figlio – disse uno dei ragazzi
- Bene allora vi aspetto per le dodici in punto –disse sorridendo la mamma che poi aggiunse
- Spero che gradiate le mie doti culinarie – disse con un certa malizia
- Siamo certi di gradire la sua cucina Signora Patrizia – rispose prontamente Antonio sorridendo

Ci salutarono e andarono per la loro strada,ovviamente non ero stato io ad invitarli e nemmeno la mamma ma si erano auto invitati.
D’altra parte era più di dieci giorni che non importunavano la mamma e credo che ormai sia io che lei ci aspettassimo qualcosa da parte loro.
Salimmo in macchina e ci recammo immediatamente a casa d’altronde erano le 11.30 entro mezzora i sei lestofanti sarebbero arrivati a casa ed il culo e la fica di mamma sarebbero stati messi a dura prova.
Appena a casa mamma si cambiò subito la biancheria intima , infatti sostituì i collant con delle calze, le normali mutandine bianche con un paio di colore nero che le lasciavano completamente scoperto il culo e sul davanti le contenevano a fatica i peli pubici.
Sostituì le canoniche scarpe basse (mocassini) che indossava solitamente in paese con le un paio dotate di un tacco di oltre dodici cm e poi cambiò anche il reggiseno mettendone uno che le lasciava scoperti entrambi i capezzoli .
Coprì tutto con il suo solito vestito (gonna/giacca) da suora laica e dopo essersi leggermente truccata il viso venne in salotto ad attendere con ansia l’arrivo dei felloni.
Era chiaro che ormai se da una parte temeva quello che le avrebbero fatto fare, da un’altra era desiderosa e lusingata di ricevere le attenzioni di sei bei giovanotti che avevano avuto il merito e la colpa di averle fatto scoprire la sua torbida natura.
Con una mezzora di ritardo alle 12.30 arrivarono i ragazzi

- buongiorno Signora Patrizia – dissero entrando
- spero che non le recheremo eccessivo disturbo con questa nostra visita – disse compitamente uno dei ragazzi che poi proseguì
- sa eravamo tutti molto desiderosi di vederla – disse mentre con una mano si accarezzava il pube
- no nessun disturbo ragazzi , sono sempre felice di incontrarvi – rispose educatamente mamma , come se non sapesse lo scopo reale di quella visita o forse proprio perché lo sapeva benissimo
- adesso scusatemi ma devo andare ai fornelli – e sculettando sui suoi tacchi si diresse verso la cucina
- certo , ma prima di cucinare è meglio che si abbigli come si conviene , non vorrà mica macchiarsi il vestito ? – disse Antonio mentre la seguiva in cucina
- Su signora Patrizia si tolga giacca e gonna ed indossi questo grembiulino e poi venga in soggiorno a farsi ammirare –

Mamma obbediente si tolse il vestito ed indossò quanto Antonio le aveva dato e venne in soggiorno a farsi ammirare da tutti i presenti.

- vado bene così ? – chiese cinguettando mamma mentre si mostrava quasi nuda allo sguardo dei ragazzi

Il grembiulino era estremamente ridotto , sul davanti le copriva a mala pena le mutandine mentre le tette erano completamente scoperte e dietro il culo era in bella mostra incorniciato tra il bordo delle calze ed il fiocchetto dell’allacciatura del grembiule stesso.

- certo signora questo abbigliamento si addice ad una brava cuoca come lei – rispose seriosamente uno dei ragazzi
- torno ai fornelli – concluse mamma mentre se ne tornava in cucina

I ragazzi si sedettero compitamente a tavola , che in precedenza era stata apparecchiata e dopo una decina di minuti si presentò mamma con una fumante scodella di spaghetti .

- eccomi ragazzi , scusate se non vi ho preparato niente di speciale ma ho saputo solo dopo la messa dell’invito fattomi da quel asinello di mio figlio –
- non si preoccupi signora ci abbiamo pensato noi a portarle una specialità –

E così dicendo estrasse una bottiglia da 1/3 di litro piena fino all’ orlo di un liquido biancastro

- questo è il sugo per il suo piatto di spaghetti –
- spero sia di suo gradimento signora sono più sborrate del toro della fattoria di mio zio –
- è una merce molto rara e vale tanto oro quanto pesa – aggiunse solennemente uno dei ragazzi

Quindi quando mamma ebbe finito di servire gli spaghetti a tutti i ragazzi si fece il piatto anche per lei solo che, invece di aggiungervi del sugo di pomidori fu costretta a condire i suoi spaghetti con quel immondo liquido seminale.

- su signora amalgami bene la sborra con la pasta e poi una bella forchettata – disse Antonio canzonando mamma
- ma ragazzi perché mi fate fare cose così aberranti – tentò di protestare mamma invano

Infatti i ragazzi furono inflessibili e tra le risate generale mamma dovette mangiare l’orripilante pappone

- le piace il condimento Signora Patrizia ? – le chiese Antonio
- forse è un po’ freddo, sa è stato prelevato due giorni fa dalle palle del toro –
- siete dei despoti – disse mamma mentre deglutiva a fatica quei particolari spaghetti

Comunque alla fine mentre noi mangiavamo i nostri spaghetti al pomodoro mamma finì i suoi alla sborra di toro.

- brava Signora Patrizia , in fondo è stato un buon esercizio per quando dovrà sbocchinare un toro veramente ,” per esigenze cinematografiche” – disse uno dei ragazzi ammiccando
- ma come , come – disse blaterando mamma
- Come sappiamo che si diventata un’attrice pornografica ? – disse Antonio
- Semplice il quel sexy shop ti ci abbiamo mandata noi a comprare il cazzone di plastica ,ricordi???(vedi racconto 2)– disse sempre Antonio
- E prima del tuo arrivo avvisammo il titolare che gli avrebbero fatto visita una signora tanto per bene quanto troia con il suo figlioletto panzone –
- Pensavi che non sapessimo nulla dei tuoi incontri con Nicola ed il suo commesso??? –
- Anche Rodolfo credi che abbia visto la veletta piena di sborra seccata solo per caso ??? –
- A proposito salutacelo quando lo vai a trovare martedì –

Mamma rimase completamente allibita , i bastardi erano stati non solo la causa scatenante ma anche i registi della sua perdizione .

- vede signora Patrizia noi non siamo egoisti avremmo potuto tenerla come nostra troia personale , invece abbiamo voluto far conoscere le sue doti di puttanone borghese anche ad altri uomini – disse uno dei ragazzi interrotto poi da Antonio che prese la parola
- e naturalmente le abbiamo fatto avere incontri non con uomini qualsiasi ma solo con superdotati –
- Non avrà pensato che gli uomini che hanno goduto delle sue grazie avessero un cazzone di quella fatta , solo per caso ?? –
- Comunque adesso è giunto il momento di far divertire pure noi , ci faccia uno spettacolino , vada in cucina a prendere la zucchina più grossa e poi venga qui e se la infili su per il culo –

Mamma diligentemente andò in cucina e presa la zucchina più grossa,30 cm di lunghezza per 8cm di diametro nella parte più larga, tornò in soggiorno e messasi alla pecorina su di una poltrona scosto’quel “filo interdentale” che aveva per mutandine ed iniziò a forzare l’ano per introdursi l’ortaggio nel retto.
I ragazzi tra battute scurrili e risate la incoraggiavano :

- brava signora Patrizia ,insista così e vedrà che riuscirà a farselo entrare tutto nel culo il cetriolone-
- guarda come si impegna la zoccola , è proprio una brava puttana la signora Patrizia –

mamma effettivamente si stava impegnando allo spasimo per introdursi l’oggetto in culo ed i suoi sforzi furono infatti premiati : alla terza spinta introdusse il primo quarto del cetriolo nel suo ano ottenendo un ovazione da tutti i presenti che coprì in parte il suo urlo

- brava adesso la strada è aperta , il più è fatto – disse Antonio mentre gli altri applaudivano sghignazzando compiaciuti della loro troia
- Su adesso si rilassi per qualche secondo e poi seguiti ad introdursi l’oggetto su per il culo , perché lo vogliamo vedere sparire nel suo buco del culo il cetriolone , cara Signora –

Mamma era tutta rossa in viso e respirava affannosamente ma seguitò a fare quanto i ragazzi le avevano ordinato e seguendo il consiglio di Antonio si rilasso per qualche secondo e poi riprese a spingersi l’oggetto su per il culo.
Gridava come fosse una puerpera in travaglio ma non desisteva nel suo intento e così piano piano il cetriolone sparì intermente nel suo buco del culo.
Naturalmente quando l’oggetto fu tutto all’interno dell’intestino retto di mamma i ragazzi esternarono il loro entusiasmo con un lungo applauso

- avete visto che c’è l’ha fatta la puttanona –
- se ci fosse un campionato del mondo delle rotte in culo la signora Patrizia potrebbe aspirare a vincerlo – disse convinto uno dei ragazzi
- si ma adesso dobbiamo stare attenti a non farlo fuoriuscire dal culo della signora , prendete del nastro da pacchi e tappatele il buco del culo – disse Antonio prendendo nuovamente le redini della situazione –

E così i ragazzi una volta nastrato il buco del culo di mamma la invitarono ad alzarsi e a camminare.

- su signora ci faccia una bella sfilata –

Mamma lentamente si mise in piedi e goffamente inizio a camminare impalata com’era a quell’asta vegetale, tra i commenti volgari dei ragazzi.

- dai troia sculetta facci vedere come dimeni il culo –
- pensa se anche questa volta gli si bloccano i muscoli sfinterei e siamo costretti a portarla al prontosoccorso per fargli estrarre l’ortaggio dal culo – disse perfidamente uno dei ragazzi
- già la signora in fondo non è nuova a questa esperienza , vero signora Patrizia ??? –disse Antonio lasciando intendere di essere a conoscenza di quanto accaduto a mamma al sexy shop(vd. Racconto n° 3)
- ma piuttosto vediamo in che stato ha la figa la Signora Patrizia , su venga qui a farsi toccare-
mamma ubbidiente si avvicinò ad Antonio che prontamente gli infilò due dita in fica costatando lo stato di estrema eccitazione di mamma

- minchia sta puttana è completamente fradicia , gli stiamo squartando il culo e questo puttanone non trova niente di meglio da fare che di bagnarsi come una cagna in calore –
- toccatela pure voi , roba da non credere ai propri occhi –
- cazzo hai ragione , mi sa che la clausola di non farla scopare con il toro(vd. Racconto 5) sarebbe meglio toglierla , questa vacca è in grado di soddisfare una mandria di bufali –
- allora Signora Patrizia cosa ha da dire al riguardo ? – le chiese Antonio
- Nulla , non so cosa mi stia succedendo – rispose quasi piangendo mamma
- Adesso basta , ora ti metti in ginocchio ed uno ad uno ci succhi io cazzo , dai troia datti da fare –
I ragazzi si erano seduti uno accanto all’altro, sul divano ed avevano estratto dai pantaloni le loro superbe mazze
Quindi mia madre in ginocchio ai loro piedi abboccò al cazzo del primo dei ragazzi , come al solito inizio titubante ma poco dopo si lasciò andare elargendo ai ragazzi la madre di tutti i pompini.
Mentre i maschioni la apostrofavano pesantemente, iniziò a leccare le superbe aste. Si alternava sui cazzi e passando la lingua su tutta l’asta, dalle palle al filetto per poi prendere la cappella in bocca fino a far affondarla in fondo alla gola, sfiorando i peli pubici con le labbra.

- minchia che gola profonda ha la Signora Patrizia –
- che succhiacazzi , ragazzi questa è la più grande succhiacazzi della storia –
- si è la regina di tutte le bocchinare –
Questi era il tono dei commenti dei ragazzi durante mentre mamma li spompinava.
Poi il maschione di turno ,che fino ad allora era rimasto passivo a “subire” il trattamento , afferrata mamma per le orecchie, iniziava a chiavarla in bocca fino a riempirle la gola con potenti getti di sperma .
Una volta ed uno dopo l’altro ripeterono questo sconcio teatrino riempiendo con potenti getti sborra la bocca di mamma che dal suo canto non solo ricevette in bocca tutte e sei le sborrate ma si curò di berle tutte e sei senza perderne neanche una goccia.

- brava Signora Patrizia ora ci ha fatto proprio un bel pompino – fu il commento di Antonio
- adesso che ci siamo placati possiamo pure rilassarci un po’ –seguitò sempre Antonio
- Ragazzi però io per quattro debbo andare alla vendita di beneficenza dalle suore-
- Sapete non posso mancare sono l’organizzatrice e saranno presenti il sindaco e tutta la giunta comunale –
- Quindi visto che sono già le tre se volete accoppiarvi con me è meglio che vi sbrighiate – concluse mamma con un tono che andava tra il voglioso e il frettoloso

E’ inutile dire che il termine accoppiarvi causò le sguaiate risa dei ragazzi

- senti come parla la Signora, se vogliamo accoppiarci dice lei –
- no Signora noi al limite la scopiamo, la chiaviamo,la fottiamo la inculiamo – precisò Antonio che poi prosegui
- No signora non vogliamo farle perdere la vendita di beneficenza e visto che non abbiamo voglia di fare una sveltina la lasceremo andare alla sua vendita di beneficenza –
- Anzi faremo di più la seguiremo a distanza così quando avrà finito potremo “accoppiarci” con tutta tranquillità –
- Come mi seguirete? – chiese la mamma preoccupata
- Certo cara signora verremo per conto nostro alla vendita di beneficenza al convento delle suore , così faremo contenti anche i nostri genitori che è da più di una settimana che ci triturano le palle con questo evento del cazzo e su quanto sia una pia donna la Signora Patrizia Z. , sapessero quanto è troia – aggiunse ammiccando verso i suoi compari
- Verremo con questi- ed estrasse da una borsa 2 vibratori ed i radiocomandi che li azionavano (vd.racconto 4)

Mamma alla vista di quella attrezzatura sbiancò in viso e tentò pure di protestare

- siete pazzi se pensate che io mi infili quegli attrezzi nelle mie intimità e cosi combinata vada alla vendita di beneficenza –
- nelle sue intimità non lo so ma uno in fica ed uno su per il culo questo è poco ma sicuro – disse sghignazzando Antonio
- oppure preferisce che portiamo alcuni CD e chissà fino a quanto, i cari concittadini, siano disposti a sborsare per alcuni filmatini di nostra conoscenza –
- così si che tirerebbe su un po’ di soldi per i poveri negretti , altro che la vendita di quelle quattro anticaglie che quei taccagnoni dei nostri compaesani hanno messo in offerta –
- Quindi ora mia bella troiona , caca fuori quel cetriolone dal culo e mettiti questi due nelle tue intimità – disse uno dei ragazzi

Mamma messa alle strette non potette esimersi dall’obbedire e si diresse verso il bagno per defecare il cetriolone che le ostruiva l’ano.
Ma i ragazzi erano di altro avviso e portole un catino la invitarono a cacare fuori il cetriolone li in soggiorno davanti a tutti

- dai troia ci hai fatto vedere come te lo sei ficcato dentro adesso facci vedere come lo tiri fuori –

Mamma si accovacciò e dandoci le spalle o il culo se preferite contrasse i muscoli sfinterei e iniziò a far fuoriuscire il cetriolone dal buco del culo.
Il cetriolone uscendo gli allargava a dismisura l’ano e ciò provocava lo scherno dei lestofanti.

- guarda come le si allarga il buco del culo, sembra una gallina che fa l’uovo -
- già hai visto la tua mammina che bella gallinella che è ? – disse Antonio rivolgendosi a me
- dai fai coccodè, mentre fai l’uovo – disse uno dei ragazzi dando un calcetto sul culo di mamma

mamma non se lo fece dire un’altra volta ed iniziò subito ad imitare il verso della gallina , sembrava che ci provasse gusto a farsi umiliare in quella maniera da dei ragazzi poco più grandi di suo figlio

- coccodè – coccodè –coccodè –

ripeté più volte mentre il cetriolo usciva dal suo buco del culo per poi cadere con un tonfo sordo nel catino di plastica.
Il buco del culo era completamente slabbrato era completamente sfondato

- guarda che rotta in culo e la signora Patrizia – commento uno dei ragazzi
-
Fortunatamente questa impressione duro solo pochi secondi , dopo di che il suo buco del culo si contrasse e si chiuse assumendo un aspetto più consono.

- su ragazzi non perdiamo tempo che manca poco alle quattro – ci portò tutti all’ordine Antonio
- ficcategli questi due cazzi nel culo e nella fica alla Signora –
- e poi tappategli i buchi con il solito nastro isolante da pacchi –

I ragazzi rivoltarono mamma sotto sopra ed eseguirono gli ordini del loro capo , poi invitarono mamma a rimettersi il solito abito da “suora laica” scarpe comprese e così agghindata la fecero andare alla vendita di beneficenza.
E’ inutile dire che subito, per provare, azionarono i radiocomandi e misero in moto i vibratori inserito nelle intimità della mamma.
Mia madre non aveva ancora avuto un orgasmo anche se il suo stato di eccitazione era molto alto e l’azione dei due vibratori non faceva che peggiorare la situazione.

- guardate la Signora che faccia fa quando aziono i radio comandi –
- vacci piano ora non è adesso che deve godere , ma nel salone del convento davanti al sindaco la giunta il prete e tutti i paesani importanti –
- vi scongiuro ragazzi non fatemi svergognare pubblicamente –
- non si preoccupi signora se saprà contenere i suoi bollenti spiriti non sarà sputtanata – e mentre disse questo aziono per un paio di secondi i radiocomandi facendo sussultare mia madre tra le risate generali.

Ed in queste condizioni ci recammo al convento delle suore io in macchina con la mamma ed i ragazzi per conto loro.
Arrivati alla nostra meta non vedemmo i ragazzi evidentemente avevano preferito arrivare ben lontani da noi anche per non destare alcun genere di sospetti.
Appena entrati ci venne in contro il solito codazzo di notabili , sindaco in testa .Per oltre mezzora svolgemmo i soliti convenevoli di saluti e ossequi e dei ragazzi nemmeno l’ombra.
Ad un certo punto mamma mi tiro in disparte e mi chiese:

- io non li ho ancora veduti e tu? –
- nemmeno io mamma – risposi
- ma forse hanno deciso di lasciarmi in pace almeno qui – disse piena di speranza la mamma

Ma purtroppo anche questa volta si sbagliò infatti mentre stava ultimando il discorso di benvenuto ai presenti li vidi comparire in fondo alla sala .
Erano li con i loro sorrisi strafottenti pronti ad agire per mettere in difficoltà la mamma .Infatti non gli fecero nemmeno concludere il discorso che azionarono i radiocomando mettendo in moto i vibratori che mia madre aveva in fica ed in culo.
La mamma tentò di dissimulare il più possibile quanto provava ma dovendo pure parlare l’impresa risultò essere fin troppo difficoltosa .
Ad un certo punto era quasi al culmine dell’eccitazione e dopo una rapida successione di accensione e spegnimento dei radiocomandi ebbe un orgasmo li , sul palco, davanti a tutta la città che conta. Non gli resto che fingere un malore e di accasciarsi al suolo nel tentativo di fuorviare tutti quanti da quanto stava realmente accadendo.
Gli si raccolsero tutti in contro anzi qualcuno nella foga con la scusa di farla respirare gli aprì la giacca approfittando dell’occasione per palpargli il seno.

- portiamola all’ospedale – disse qualcuno
- non per carità non c’è ne bisogno – disse mamma riprendendosi e pensando che sarebbe stato abbastanza imbarazzante spiegare la presenza di quegli oggetti nelle sue intimità
- è stato solo un calo di pressione , mi basta andare a casa a riposare – disse mamma
- si ma in questo stato non può guidare – sentenziò qualcuno
- ci pensiamo noi a portare a casa la signora – dissero i ragazzi dal fondo della sala
- siamo compagni di classe di suo figlio , vero Ernestino –

Naturalmente destarono l’approvazione e l’ammirazione di tutti che iniziarono a dire che bravi ragazzi fossero quei sei giovanotti.
Naturalmente tutti nella stessa macchina non ci stavamo e tre vennero con me e mamma e gli altri ci seguirono con la loro macchina.

- brava quella di svenire è stata proprio una bella trovata – disse il ragazzo alla guida
- adesso che arriviamo casa ti diamo tanto di quel cazzo fino a farti fare indigestione –

Cosi arrivammo a casa già in macchina avevano cominciato a spogliarla , tanto che una volta arrivati il vestito le era stato completamente tolto.
Scese dalla macchina che era completamente nuda, gli avevano anche tolto i cazzi posticci che aveva infilato, fortunatamente vivevamo in una villetta abbastanza isolata, e a forza di pacche sul culo la fecero entrare in casa.
Qui i ragazzi si spogliarono completamente nudi esibendo oltre che ai loro splendidi cazzi anche le loro possenti muscolature .

- che ne dici troia , sei bei maschioni tutti per te –
- guarda frocetto come ci fottiamo quella vacca di tua madre –
- dai puttana mettiti a quattro zampe , come si conviene ad una maiala come te –
- com’è stretto il buco del culo , non sembrerebbe che glielo abbiamo sfondato per tutto il pomeriggio con un cetriolone –
-

E qui parti l’orgia per tutta la sera la penetrarono in ogni buco anche contemporaneamente le scaricarono bordate di sperma in ogni buco e soprattutto in faccia ed in bocca.
Infatti mentre la scopavano o la inculavano quando erano prossimi all’orgasmo estraevano il cazzo dal buco che stava fottendo e seguitavano segandosi sulla sua faccia, lordandogli il suo bel viso con arabeschi di sperma che alla fine avevano preso la forma di una maschera di sborra che le copriva la faccia.
La lasciarono esausti e scarichi sfiancata sul pavimento coperta di sborra e come ultimo sfregio prima di andarsene con i piselli ormai mosci , le se misero in cerchio e le pisciarono addosso inzaccherandola tutta con l’immonda brodaglia .
E mentre i bastardi la oltraggiavano dirigendogli i loro getti di piscio soprattutto sul volto ed i capelli o sulla fica , mamma , con nostra grande sorpresa , prese a masturbarsi.
Si masturbava , spalancava la bocca per ricevere meglio le pisciate dei suoi aguzzini ed alla fine seguitando a masturbarsi nella pozzanghera di piscio che si era formata sul tappeto raggiunse il suo ultimo orgasmo mentre i ragazzi le esternavano il loro disprezzo.

- non ho più parole per descrivere quanto sei troia – e gli sputò addosso
- fai proprio ribrezzo per quanto sei laida – disse un altro sputandogli addosso anche lui

Ed uno alla volta i ragazzi la insultarono e le sputarono addosso prima di uscire.
Io ero rimasto tutta la sera a guardarli ed il mio ridicolo pisellino mi premeva da sotto i pantaloni e fattomi coraggio mi calai le braghe e mi segai sulla sua faccia venendo in pochi secondi con le mie consuete tre goccettine di sperma , che si aggiunsero alle altre sul volto della mamma.
Stavolta la mamma non protesto neppure al mio gesto , forse non se ne accorse neppure o fece finta di non accorgersene.
L’aiutai ad alzare e l’accompagnai sotto la doccia dopo pulimmo anche il pavimento e mettemmo a bagno il tappeto , sarebbe stato abbastanza complicato spiegare alla donna delle pulizie la causa di quelle macchie.
Quindi ce ne andammo a dormire due giorni dopo saremmo dovuti partire per Palermo per subire l’ennesimo oltraggio.
Continua …….
adolfozenetti@virgilio.it

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