Festa di compleanno

Vittoria aveva saputo che da lì a poco avrei fatto il compleanno e si mise in testa di organizzarmi una festa. Sono sempre stato contrario alle feste di compleanno perché le trovo squallide,ma a lei non potevo dire di no e così accettai rassegnato non sapendo quello che in realtà aveva in testa.
Alle 8 fatti trovare a casa pronto che passo a prenderti – fu il messaggio che mi mandò e io da bravo scolaretto mi preparai in orario.

Puntuale come una banca alle 8 suona il campanello di casa e Vittoria fa il suo ingresso in casa, vestita in maniera molto formale cosa che mi sembrò abbastanza strana. Indossava un tailleur blu con camicetta bianca,calze scure e mocassini neri.
“Fra poco arriva la sorpresa intanto prendi questa.” – mi dice dandomi una pastiglia.
“Ma è Viagra! Lo sai che non ne uso e non penso di averne bisogno.”
“Questa sera ti conviene prenderlo” – mi risponde con fare garbato – “sennò poi mi tocca chiamare il 118 e la cosa non mi attira per niente.”
Vado sconsolato in cucina a prendere un po’ d’acqua per far scendere la pillola e torno da lei.
“Allora che si fa di bello ?” – sono curioso all’inverosimile e non riesco a nasconderlo.
“Stai tranquillo tra poco dovrebbe arrivare il mio regalo.”
Iniziamo a parlare del più e del meno finché non suona di nuovo il campanello.
Vittoria mi dice di andare in bagno e di non uscire se non quando me l’avesse detto lei e io ovviamente eseguo il ordine.
Dal bagno non si sente nulla e neanche dalla toppa della serratura è possibile capire che cosa sta accadendo. Poi finalmente la porta si apre e Vittoria mi mette una benda sugli occhi e mi porta in camera da letto. Qui mi fa sedere su una sedia presa dalla cucina e mi ammanetta dietro allo schienale.
Alla fine toglie la benda e finalmente vedo la sorpresa.
Oltre a lei ci sono due bellissime donne una mulatta e l’altra bianca come il latte di altezza superiore alla sua,che pure bassa non è. Sono entrambe vestite in maniera molto succinta con miniabiti scuri,ma quello che più risalta è che hanno entrambe delle tette gigantesche da quarta sicura se non da quinta.
Vittoria sta nel mezzo e con voce sensuale mi chiede se mi piaceva il suo regalo.
“Certo che sì cosa posso chiedere di più dalla vita”
“Sono contenta loro sono le mie due amiche Lara e Patty e adesso faremo qualcosina fra di noi tanto per farti eccitare di più.”
Come se ce ne fosse stato bisogno !
Comunque iniziano a baciarsi sulla bocca slinguandosi a vicenda e cominciando a spogliarsi.
Ben presto rimasero col solo intimo,Vittoria ne indossa uno di pizzo rosso mentre le altre due lo hanno in tessuto colorato.
Lara che è la mulatta,sfila gli slip a Vittoria e la fa sedere sul bordo del letto inginocchiandosi davanti e comincia a leccarle la fica mostrandomi il suo culo,coperto solo da un microscopico perizoma in tutto il suo splendore.
Patty le passa dietro e dopo averle tolto il reggiseno prende a palparle le tette e a baciarla sia in bocca che sul collo.
Vittoria si lascia andare a quelle lingue esperte cominciando a godere mentre Patty mi lanciava occhiate sempre più languide. Quando Lara giudica bella fradicia la fica della mia amica inizia a penetrarla prima con una poi con due e infine con tre dita facendola arrivare presto all’orgasmo.
“Ti è piaciuto lo spettacolino ?” – mi chiede Vittoria appena si è ripresa
“Si molto” – rispondo – “solo che vorrei partecipare anch’io se non vi dispiace.” – aggiungo con tono ironico
“Aspetta c’è un’altra sorpresa e vediamo se questa volta rimani di stucco.”
Rimanendo seduta si mette in mezzo alle due donne che ora sono in piedi con i soli perizomi.
Vittoria prende quei due indumenti con le dita iniziando a giocare coi bordi superiori,poi all’improvviso li abbassa insieme ed escono fuori due bei cazzi ancora flosci ma che promettono di diventare belli grossi non appena stimolati.
“Minchia ma sono due trans !” – esclamo stupito.
“Perché ti dispiace ?” – mi chiede Lara,che non aveva ancora aperto bocca,come se sia dispiaciuta dal fatto.
“No siete bellissime” – inizio a balbettare come ogni volta che non so cosa dire -”solo che non sono mai stato con una trans e trovarsene due all’improvviso è certo una bella botta.”
In realtà nei miei desideri c’è sempre stata la voglia di provare quel tipo d’esperienza,quel mix tra sessi non definiti ha un notevole fascino,solo che non ho mai avuto l’occasione giusta,scartando a priori quelle che battono.
A questo punto Vittoria si alza e venne dietro di me dicendomi di stare tranquillo e che non mi avrebbe costretto a fare qualcosa a cui non avessi consentito,ma so già che sarebbe successo di tutto.
Mi tolgono le manette e mi spogliano in un attimo facendomi stendere al centro del letto.
Lara e Patty si mettono di fianco e cominciano a slinguarmi il cazzo già duro da tempo mentre Vittoria si è messo in basso per potersi occupare dei miei coglioni. Con tre lingue sui miei genitali godo come un pazzo,fino a che non vengo con grandi schizzi di sperma che si dividono avidamente.
Visto che il cazzo mi è rimasto in tiro Vittoria mi chiese quale delle sue amiche voglio scoparmi per prima e visto che non so scegliere Lara si mette a carponi dicendomi di cominciare con lei.
Inizio a baciarle il buchetto per bagnarlo un po’,ma lei mi invita a non perdere tempo in preliminari e di incularla subito. Come introduco la cappella gonfia Lara inizia a gemere,aumentando il volume ogni volta che faccio entrare di più il mio cazzo. Contrariamente a quanto mi aspetto non ha il buco sfondato e penetrarla del tutto è cosa lunga e denso di piacere. Alla fine sento le nostre palle sbattere le une contro le altre e inizio a pompare lentamente in quell’ano ormai aperto.
Patty si mette allora al suo fianco,nella stessa posizione,e Vittoria comincia a leccarle l’apertura posteriore poi me lo tira fuori e lo mette in bocca,per bagnarlo ancora di più e per sentire il gusto del culo di Lara.
“Ora sfonda quest’altro culo” – mi chiede Patty – “anch’io ho voglia di godere del tuo uccello.”
“Certamente ora ti servo subito.”
Patty l’ha più aperto e le entro completamente più in fretta ,poi la prendo per i fianchi e inizio a muoverla avanti e indietro sempre più rapidamente.
“Si lo sento tutto è bello grosso come piace a me.”
“Hai il culo rotto,ma lo sai usare splendidamente.”
“Dai spingi più forte sto arrivando.”
Vittoria,che non sa stare ferma mette due dita nel culo di Lara e inizia a masturbarla ferocemente.
“Questa te la tengo calda io tanto Patty sta per venire.”
Infatti Patty raggiunse l’orgasmo sborrando copiosamente sulle lenzuola e attaccandosi alle mie chiappe per sentirlo tutto dentro.
“Dai Patty non essere egoista,anche Lara ha voglia del mio cazzo.” – Ho ancora voglia di scopare anche se capisco che le piace sentirlo dentro.
“Hai ragione” – mi risponde – “solo che fra noi non finisce certo qui.”
Più che una promessa sembra una minaccia,ma prendere la sua mazza non mi fa paura,anzi mi eccita ancora di più.
Mi rimetto dietro a Lara e la sodomizzo di nuovo solo che questa volta è tutto più facile e veloce.
Prendo a cavalcarla sempre più velocemente,siamo tutti e due vicini all’orgasmo anche se vogliamo ritardarlo il più possibile. Alla fine mi stacco da quel paradiso e come ne sono fuori Patty prende a sbocchinarmi mentre Vittoria riservava lo stesso trattamento a Lara.
Vengo nella bocca di quella bellissima trans che non aspetta altro che bere da sola il mio sperma.
Mentre le venivo in bocca lei non smette di far scorrere la lingua sul mio cazzo come se quello che ho provato prima non fosse bastato a farmi godere.
Vittoria fa lo stesso con Lara che,come al solito,continua a far scorrere le sue labbra sul membro anche dopo che questo l’ha riempita di liquido.
Se io e le due trans siamo abbastanza appagati lo stesso non si può dire della mia amica che finora è rimasta all’asciutto in fatto di cazzi.
Non appena ci rende idonei per un nuovo rapporto ci fa mettere in circolo all’impedi e si accuccia fra di noi.
“Vediamo quanto tempo ci mettete a farvelo diventare duro.” – è la sua sfida.
Mentre lei lavora di mani e di bocca,io,Patty e Lara incominciamo a darci baci appassionati che fanno crescere in me la voglia di farmi possedere da loro due,ma Vittoria ha più fame di cazzo di me.
Non appena i tre taralli si alzano dalla loro posizione di riposo Vittoria mi fa sdraiare sul letto e mi salta letteralmente addosso facendo scivolare il mio cazzo nella sua fica fradicia di voglie.
Lara e Patty rimasero spiazzate ma immediatamente sono state invitate dalla ninfomane che mi sta sopra a salire sul letto per permettergli di continuare coi suoi pompini.
Allora le due si mettono davanti alla sua bocca e lei continua il suo lavoro di labbra e mani ora sull’una ora sull’altra.
Io da sotto sono estasiato da quella visione di quegli splendidi genitali.
Tutte e due hanno magnifici cazzi di almeno venti centimetri se non di più e ormai penso solo a quelli.
“Lara ora mettimelo nel culo voglio sentirmi troia fino in fondo.” – Vittoria vuole godere più che può e con quell’abbondanza di mazze non gli sarà difficile.
“Ti accontento subito amica mia preparati a sentirti sfondare il culo.” – Lara ridacchia ma anche lei ha voglia di usare il pennello.
Vittoria si ferma sopra di me col cazzo ben dentro mentre Lara gli si posiziona dietro, poi la penetra con tre colpi secchi e decisi facendola urlare di piacere.
“Tieni troia è questo quello che vuoi avere i due buchi pieni insieme.” – gli ghigna Lara.
“Aspetta ne ha ancora uno aperto.” – gli fa eco Patty spingendole il suo cazzo in bocca.
Vittoria è in estasi,non può gridare il suo piacere perché ha un cazzone in bocca che non glielo permetteva,ma non poteva chiedere di più.
Andiamo avanti per un po’ finché le due non si danno il cambio continuando quello sta prima faceva l’altra.
Il tempo a me sembra non finire mai,poi Vittoria stremata per la cavalcata raggiunge l’ennesimo orgasmo e si accascia su di me.
A noi tre non sembra il caso di continuare con quell’andazzo anche perché ormai lei è arrivata al capolinea col piacere,continuare vuol dire solo usarla per il nostro godimento senza la sua partecipazione emotiva,il problema è che abbiamo i membri ancora in tiro e vogliamo anche noi il nostro orgasmo.
Come al solito è Vittoria a prendere l’iniziativa.
“Vieni Marco facciamo un sessantanove con te sopra.”
So dove vuole arrivare,ma lo desidero anch’io e non ho un attimo d’esitazione.
Mi metto sopra di lei cominciando a leccarle la fica piena di umori,ma anche surriscaldata dalla lunga penetrazione.
Ad un certo punto Lara mi prende per i capelli portandomi la faccia davanti al suo cazzo ancora duro.
“E a me non la vuoi dare una leccatina ?”
Non è una richiesta alla quale si può dire di no.
“Certo Lara” – le rispondo compiacente e inizio a leccare quel cazzo tanto sospirato.
“Come lecchi bene si vede che non è la tua prima esperienza con una mazza in bocca.”
“Vi ho portato qui per questo” – interviene l’unica donna senza nulla sotto di sporgente – “questo maialino gode in tutte le maniere,e succhia meglio di una puttana di professione.”
Le metto le mani suoi fianchi per poter fare meglio presa e inizio a prenderlo in bocca,prima la cappella poi tutto il bastone che mi arrivava fino in gola. Sono tanto eccitato che non mi accorgo quasi che Vittoria ha smesso di prendermelo in bocca per dedicarsi a quello di Patty che è dietro di me.
“Bagnalo bene Vittoria che ora voglio saggiare il culetto di questa puttanella.”
Al solo sentire quelle parole mi arrapo ancora di più facendo scorrere più che posso le labbra sul cazzo che avevo in bocca.
“Patty scopatelo se non me lo stacca questo è infoiato più di Vittoria.”
Patty allora si abbassa sputandomi sull’ano poi senza nessun riguardo mi infila mezzo cazzo dentro.
“No così mi sfondi.” – il mio è un urlo di vero dolore,mi sento aperto in due senza pietà.
“Taci che tra poco ti piacerà.”
“Ti prego è troppo grosso mi fai male.”
Patty lo tira fuori,sente male anche lei,allora lo fa bagnare ancora un po’ da Vittoria e lo rimette dentro come ha fatto prima.
“Ora è bello lubrificato godi e non fare storie.”
“Si Patty però fai piano.”
“Eccotene un altro pezzo” – mi dice dandomi un altro colpo dentro che me lo fa entrare quasi tutto – “Stai godendo vero porcello ?”
“Mm è fantastico lo sento dentro fino all’intestino.”
“E allora prendilo tutto.”
Mi da l’ultimo colpo quello che lo fa entrare tutto poi prende a stantuffarmi mentre Vittoria riprende il suo bocchino.
Sono in mezzo a due trans con un cazzo in bocca e l’altro nel culo col mio fra due labbra esperte.
Comincio a godere come non mai da passivo mentre le due continuano ad insultarmi.
Sono totalmente nelle loro mani,mi usano come un pupazzo senza scrupoli della mia mascolinità,ma dandomi anche tantissimo piacere.
Poi come hanno fatto prima con Vittoria scambiano le posizioni.
Prendo in bocca il cazzo di Patty che sa anche del mio culo mentre Lara fa scivolare il suo nel mio sfintere ormai aperto.
Patty mi tiene la testa con le mani per scoparmi meglio in bocca ripetendomi che sono una gran troia peggio di quella che mi sta sotto.
Alla fine senza alcun preavviso Patty mi sborra in bocca riempendomela di sperma.
Cerco di berlo tutto,ma è troppo e qualche goccia cadde sulla fica di Vittoria che ha preso a masturbarsi.
Patty allora si mette a ridere poi si abbassa a raccogliere quelle gocce con la lingua per poterle portare sulla mia. Prendiamo a baciarci in maniera forsennata mentre anch’io sto raggiungendo l’orgasmo.
“Vengooo” – urlo mentre riempivo Vittoria col mio sperma.
“Anch’io” – mi viene dietro Lara che mi riempe col suo.
Lara e Vittoria mi mettono di fianco per permettere alla prima di pulirmi il cazzo e alla seconda il culo.
Poi sfiniti ci lasciamo cadere tutti sul letto.
Dopo qualche sigaretta e altrettante risate Lara e Patty dicono che si era fatto tardi per loro,si rivestirono in fretta e dopo alcuni baci se ne vano.
Anche la mia amica sta raccogliendo le sue cose quando la prendo un braccio.
“Vittoria mi sa che l’effetto della pillola non è ancora finito.” – cerco di essere serio,ma mi è difficile.
“Come sarebbe a dire brutto maiale ?” – lei ride guardandomi il pene ancora in erezione.
“Che ho ancora voglia di te e che questa volta sei solo mia.”
La spingo dolcemente sul letto dove cade a cosce aperte.
Davanti a quello spettacolo non posso che inginocchiarmi e cominciare a leccare quella fica senza peli che sapeva di sperma e di cazzi.
Ma che soprattutto sapeva di donna.
“Si leccamela ora sei tutto mio e non ti lascerò in fretta.”
“Voglio farti impazzire di piacere fino a che non invocherai il mio cazzo.”
Continuavo a passare la lingua ovunque potesse entrare poi le misi in dito dentro poi un altro masturbandola sempre di più.
“Non resisto più scopami.”
“Vuoi il mio cazzo ?”
“Si dammelo,lo voglio sentire dentro.”
“E allora bacialo lo devi desiderare come se fosse l’unico al mondo.”
Glielo porto davanti alla faccia continuando il lavoro con le dita.
Lei inizia a leccarlo partendo dai coglioni fino alla cappella per poi portarselo in bocca e iniziare a bagnarlo con la saliva.
“Succhia mangiacazzi che non sei altro.”
“Marco non voglio le tue dita voglio il bastone.”
“E allora eccoti accontentata.”
Le salgo sopra facendolo entrare con un solo colpo tanto è bagnata lei quanto il mio uccello.
Continuiamo a scopare ora velocemente,ora piano molto a lungo..
Benché non ci conosciamo da tanto tempo abbiamo capito come far godere al massimo l’un l’altro e cambiamo posizione quasi sapessimo cosa voleva l’altro.
Finiamo alla fine con lei sotto e io sopra quando arrivai all’ultimo agoniato orgasmo.
Questa volta le vengo dentro senza che lei ha niente da ridire.
Ci puliamo con dei fazzolettini di carta che stanno sul comodino.
“Caspita Marco è l’una passata !”
“Vuol dire che sono più di quattro ore che facciamo l’amore ?”
Abbiamo perso il senso del tempo,tanto è stato forte il trasporto di quella serata così magica.
“Vuol dire che la prossima volta di Viagra te ne do la metà.”
Scoppiamo a ridere senza più riuscire a smettere.
Poi anche lei si riveste e dandomi un bacio si prepara ad uscire di casa.
“Mi sono dimenticata una cosa” – mi parla con tono serioso – “allora ti è piaciuto il mio regalo ?”
“Cazzo non vedo l’ora che arrivi l’anno prossimo.”
E così ridendo sull’ultima battuta della serata se ne va promettendomi di farsi viva quanto prima.

A presto una nuova storia
“La direttrice”

Chiunque voglia contattarmi per qualsiasi motivo è libero di farlo.
Il mio indirizzo è
blacklussury@gmail.com

Il mio primo incontro con Vittoria

Mi chiamo Marco,oggi ho 27 anni e sono siciliano trapiantato da poco a Roma per lavoro.
Quando subito dopo la laurea e abilitazione due anni fa mio zio mi propose di andare a fare l’insegnante in una scuola privata romana accettai con entusiasmo,finalmente via di casa con la possibilità d’essere totalmente indipendente. Lo zio fece in modo di trovarmi anche un piccolo monolocale in affitto già arredato e il mio trasloco fu rapido e indolore,ormai mi ero stancato di vivere dove le persone guardano solo all’apparenza e dove dovevo nascondere le mie tendenze bisex.
Solo che dopo qualche mese l’euforia era passata,mi trovavo in una città dove non conoscevo nessuno se non i miei colleghi che sembravano avere tutti la puzza sotto il naso tutti tranne Giorgio che se pur impiegato in una vita privata a dir poco complicata cercava di starmi vicino quando lo sconforto era insopportabile.

E’ stato lui a dirmi che se volevo passare una serata diversa sapeva dove mandarmi,un locale un po’ equivoco dopo si possono conoscere le persone giuste per trascorrere una serata fuori dalle righe.
E’ giovedì e non sapendo che fare mi decido ad andare a vedere che aria tira in quel locale,mi faccio doccia e barba a regola d’arte con prodotti di marca tanto per non fare la figura dello sfigato di turno e mi metto una bella maglietta nera aderentissima e un jeans vissuto e finalmente vado in quel locale pieno di speranza.
Appena entrato sono vado a sedermi al bar dove ci sono tanti sgabelli vuoti. Dopo un po’ mi accorgo di una donna che mi fissa dal suo tavolo. E’ sulla trentina mora di altezza media e con un vestito di raso nero con gli spacchi ai punti giusti che lascia capire com’è sotto,calze nere e scarpe in tinta lucide col tacco di ferro che solo a vederla era tutto un programma. Sta con un uomo sui 40 vestito in maniera impeccabile col suo completo estivo giacca e cravatta che la fissa parlandole a basa voce.
E’ molto attraente o forse sono io che non avendo rapporti da mesi la vedo come una dea.
Lei ormai sta di traverso per potermi fissare meglio e anch’io mi giro un pochino per essere in linea col suo sguardo
Dopo qualche minuto di sguardi la donna si avvicina a me per chiedermi se voglio sedermi con lei e il suo uomo e ovviamente accetto con entusiasmo. Una volta al tavolo mi spiegano che si chiamano Vittoria e Franco e che sono una coppia molto aperta e che cercano un uomo che faccia del sesso con loro,disponibile a tutto anche ad essere passivo.
Il solo fatto di fare del sesso dopo mesi d’astinenza fa crollare ogni mia riserva,avrei accettato di tutto pur di fare sesso con quella donna anche di andare prima con Platinette.
Solo che prima di andare a casa loro “voleva controllare la merce”.
- Vieni con me – dice Vittoria – ci mettiamo un’attimo
Andiamo verso il bancone,lei dice qualcosa al barista con fare confidenziale,evidentemente sono persone note,il quale le allunga una chiave. Ci dirigiamo verso una porta anonima,lei entra e mi tira dentro. Siamo nel magazzino del locale,un locale pieno di casse e illuminato scarsamente da una lampadina di poca potenza.
Lei senza dire nulla si abbassa davanti a me e mi tira giù pantaloni e mutande.
“Ma che gran bel pezzo di cazzo,con questo stasera ci divertiamo un mondo.”
Inizia a baciarlo come se non ne vedesse da tempo senza lasciare un pezzo anche piccolo di pelle su cui non ha appoggiato le labbra. Quando arrivo al massimo dell’estensione inizia a metterselo in bocca allungando sempre di più la corsa delle sue labbra mentre la lingua corre su tutta l’asta. Io le metto le mai tra i capelli non per dettargli il ritmo,non ne ha bisogno,ma solo per sentire un contatto con quella dea.
Dopo mesi di seghe un rapporto orale mi sembrava già il massimo e poi lei ci sa fare sul serio.
Come le dico che sto per venire lei mi afferra le natiche per fare ancora più presa e aspetta il mio gettito di sperma. Lo beve tutto senza lasciarne cadere una goccia da esperta pompinara poi con quella bocca piena del mio seme mi bacia in bocca frugando ovunque con la sua lingua. Alla fine mi dice di rivestirmi che si va da loro per finire la serata.
Inutile dire che abbiamo finito velocemente i nostri drink e ci rechiamo alle macchine.
Appena fuori lei ha detto che era meglio se saliva con me così non c’era pericolo che mi perdessi.
Io le apro la portiera della mia utilitaria di terza mano e quando apro il mio sportello scopro che la sua gonna è salita fino a scoprire le gambe fino al bordo delle calze.
“Sono eccitata come una cagna vuoi sentire come sono bagnate le mie mutandine ?”
Ho messo una mano fra le sue gambe partendo dalle quelle cosce ancora imprigionate dalle calze. Poi salendo lentamente ho sentito il bordo in pizzo e il laccio del reggicalze e infine la carne nuda.
A quel punto Vittoria era già andata di testa mi prese la mano e me la portò sulla passera ormai fradicia dicendomi che voleva un orgasmo prima di arrivare a casa. Io inizio a masturbarla sempre più velocemente,ormai le avevo messo dentro due dita che entravano e uscivano in continuazione, la sento venire poco prima di arrivare,inarcando la schiena la massimo e tirando un lungo gemito di piacere.
Lei prende le mie dita fradice dei suoi umori e inizia e leccarle poi si risistema visto che siamo quasi arrivati a casa loro.
“Se queste sono le premesse cosa mi aspetta a casa tua.” – le chiedo con tono ironico
“Non ti preoccupare ora ti divertirai molto di più è una promessa.”
Siamo saliti velocemente al piano,entrati in casa siamo andati dritti in camera da letto,lei si è tolta il vestito sfoggiando una lingerie nera di prima classe. Quella stessa lingerie che io prima avevo potuto toccare e che ora splendeva in tutta la sua bellezza. Il tutto era di pizzo e raso col reggiseno a balconcino e lo slip sgambatissimo che le slanciavano ancora di più le lunghe gambe.
“Togliti i pantaloni e siediti sul letto.”
Mi sono spogliato e messo sul bordo del letto col mio cazzo duro per tutta l’eccitazione accumulata,lei si è inchinata davanti e ha cominciato prima a baciarlo poi a leccarlo e infine a prenderlo tutto in bocca. Era un deja-vu di quello successo nel magazzino solo che ora eravamo su un letto davanti al suo uomo.
Il fatto che ci fosse anche il suo uomo non mi creava nessun imbarazzo,avevo già partecipato a rapporti a tre,anzi mi eccitava ancora di più.
Franco era in un angolo a guardare e a toccarsi poi si è spogliato anche lui e dopo essersi messo vicino a me mi ha detto se volevo spompinarlo. Io ho cominciato a prenderglielo in mano e a leccargli le palle per farlo arrapare ancora di più poi ho iniziato a farlo scivolare in bocca finché non l’ho sentito tutto il suo cazzo non tanto grosso e curiosamente fatto a forma di cono.
Vittoria ha la testa fra le mie mani mentre la mia è tra quelle di Franco.
Inutile dire che infoiati come siamo non c’abbiamo messo molto a venire io in bocca di Vittoria e Franco nella mia. Poi io e lei iniziammo a baciarci scambiandoci i liquidi di bocca facendo a gara a chi non ne lasciava niente nelle labbra dell’altro.
Dopo esserci ripresi Vittoria che finora è rimasta a bocca asciutta ci ha ordinato di leccarle la fica.
L’abbiamo messa al centro del letto e mentre Franco le leccava la passera io mi dedicavo al suo buchetto penetrandolo con la lingua. Era una gara a farla godere di più io sentivo i suoi umori che colavano dalla fica arrivare al buchetto poi iniziammo tutti e due a masturbarla lui con due dita io con una .
Con tre dita in mezzo alle gambe Vittoria giunge presto al culmine del piacere.
“Ora scopami voglio sentirti dentro tanto lo so che ce l’hai già duro.”
Io non me lo sono fatto ripetere due volte aprendole le gambe al massimo e penetrandola con un colpo solo. Lei ha sommerso il mio cazzo con i suoi umori attaccandosi alla schiena e incitandomi a dare di più. Era sesso selvaggio allo stato puro più io la sbattevo più lei lo voleva.
Se non fossi venuto già due volte sarei durato ben poco con quel ritmo ma nonostante sentissi la pelle cominciare a bruciare continuai a scoparla senza ritegno.
“Prendila da dietro” – mi ha detto Franco come se fosse un’ordine – “vedrai come gode di più.”
Io mi sono tolto da sopra e lei si è subito messa alla pecorina aprendosela ancora di più con le mani.
“Fottimi voglio sentire sbattere le tue palle sul mio pelo.”
L’ho penetrata di nuovo facendo uscire ogni volta il cazzo dalla fica,poi ho cominciato a spingere più che potevo. Lei si teneva alla spalliera del letto per poter spingere anche lei con più forza,io la tenevo per i fianchi per non correre il rischio che il mio cazzo uscisse fuori.
A quel punto ho sentito Franco che mi massaggia il buchetto fissando quell’orifizio come se della sua donna non gliene potesse importare di meno.
Poi ha preso una ditata di vasellina dal comodino e me l’ha appoggiata sull’ano. Inizia a farla scivolare sempre più dentro fino a che il suo dito non è tutto dentro di me e non era un dito piccolo.
“Ora vediamo quanto sei porco.”
Si è piazzato dietro e con pochi colpi ha fatto entrare tutto il suo cazzo nel mio culo. Con la vasellina il suo cazzo scivola senza problemi e io sento una fitta di piacere partire dal culo per arrivare dritta al cervello.
Non sono gay anche se mi è capitato più volte di andare a letto con degli uomini,solo provo piacere sia essendo attivo che passivo e in quella situazione ero tutte le due cose assieme.
Io mi sono fermato di scopare Vittoria per gustarmi ancora di più quella penetrazione così dolce e violenta nello stesso tempo. Solo che la maiala di stare ferma non ne aveva proprio intenzione.
“Franco fai muovere solo lui così godiamo tutti.” – gli ha detto e ho cominciato ad entrare in Vittoria per poi farmi inculare dal suo uomo.
E’ una situazione perfetta una gran fica sotto e un gran cazzo dietro. Il mio era tanto gonfio per il piacere che mi sembrava dovesse esplodere e lei non può che apprezzare questa nuova situazione.
Siamo andati avanti così per un pezzo finché io non sono venuto sul culo di Vittoria e poco dopo Franco sul mio.
Ci siamo allora accesi una sigaretta per riprendere fiato già sapendo che non era certo finita li.
Vittoria infatti dopo aver spento la cicca è scesa nel basso del letto e ha cominciato a leccare i nostri cazzi. Il suo modo di fare è eccezionale,parte da sotto le palle per salire lentamente fino alla cappella,farci un giro intorno e tornare giù. Mentre sottoponeva uno a questo trattamento masturba lentamente l’altro giusto per non farglielo ammosciare se già una simile visione non fosse arrapante. Sembra insaziabile tanta è la sua voglia di sesso mentre noi due abbiamo bisogno di un minimo di tregua tra un rapporto e l’altro lei è più veloce a recuperare le forze e non vuole rimanere in attesa con le mani in mano.
Poi sale su Franco facendo scomparire il suo pene dentro la fica e inizia a scoparsi il suo uomo chiedendomi di portagli il mio alla bocca per continuare il pompino. Quando sente che è bello duro e lubrificato mi ordina di incularla come prima Franco aveva fatto con me.
Io ho capito che le piace essere presa di forza e cerco di fare il tutto al meglio. Mi porto dietro di lei penetrandole prima il culo con un dito,poi con due,mentre lei continua a salire e scendere sul cazzo di Franco finché non le allargo il buco con i pollici e la inculo con due soli colpi secchi e violenti.
Vittoria si inarca con un gemito,io la prendo per le spalle e inizio a darci come un pazzo quasi volessi rompere del tutto quel suo buco. Ma lei non si lamenta,anzi m’incitava a incularla più forte vendicandomi su di lei per quello che mi aveva fatto prima Franco. Ormai sono uscito di testa,l’afferro per tutto quello che riusco a prendere con le mani ora i capelli,ora le spalle ora i fianchi. Lei geme sempre più forte mentre anche Franco ha ripreso a scoparle la fica.
Inutile dire che a quel ritmo non ci volle molto per farmi venire,solo che questa volta voglio sborrarle in bocca per farla sentire ancora più troia.
Dopo è il turno di Franco che continuò a incularsi Vittoria col mio stesso ritmo fino a sbarrargli anche lui in bocca.
Dopo un orgasmo del genere abbiamo tutti bisogno di riprendere fiato anche se sappiamo che non ci saremmo fermati certo li.
Riprendiamo a fumare nel silenzio più assoluto finché Franco non fa una battuta stupida sui miei capelli che nonostante tutto quel movimento sono ancora perfettamente al loro posto. C’è una risata generale che contribuisce a rilassarci ancora di più.
Iniziamo a parlare del più e del meno come tre vecchi amici che si ritrovano al bar,ma in realtà intuivo che lei non è ancora sazia.
Infatti è di nuovo Vittoria a riprendere le danze.
Da un cassetto tira fuori una mutanda aperta dietro con fallo incorporato..
Mi invita ad alzarmi per piazzarsi dietro di me facendomi sentire quel pezzo di gomma sotto le mie palle,poi prende a massaggiarmi il petto con le mani e a baciarmi sul collo dandomi dei piccoli morsi sui lobi delle orecchie che mi fanno impazzire. Lentamente porta le sue mani fino al mio cazzo di nuovo in erezione e prende a masturbarmi con incredibile lentezza mentre le sue labbra scivolavano sulla mia schiena fino a raggiungere le natiche.
“Allargati il culo che te lo voglio leccare per bene.” – mi ordina.
Io ubbidisco immediatamente già pregustando la sua lingua che fruga dentro il mio buchetto ormai aperto da Franco. Lei comincia a leccarmi l’ano e a penetrarmi con la lingua in maniera dolcissima mentre la sua mano si fa sempre più stretta intorno al mio cazzo. Quando si alza non ci fu bisogno di nessuna parola,io mi metto a carponi pronto per un nuovo rapporto anale il quale non si fece attendere troppo. Vittoria mi prende con calma facendomi sentire ogni centimetro del suo fallo che entrava in me fino a che questo non scompare dentro di me. Poi riprende a masturbarmi questa volta con violenza come se la sua dolcezza fosse riservata solo al mio culo nel quale ormai il cazzo finto non fa che entrare e uscire.
E’ un rapporto lungo,ormai l’uccello mi brucia per i troppi orgasmi e non riusco a venire con grande gioia di tutte e due fino a quando,all’improvviso,non sento che le sto venendo sulle mani.
Lei prima mi bacia lungamente sulla bocca poi porta la sua mano col mio seme in modo che tutte e due potessimo leccarla.
Franco nel frattempo si è seduto su una poltrona e si sta masturbando guardandosi il nostro rapporto.
“Brutto maiale”- esclama Vittoria – “ti stai divertendo da solo come se non sapessi che anche tu vuoi lo stesso trattamento,vieni qui e mettiti alla pecorina che ora tocca a te.”
Franco non esita neanche un momento,prende la vasellina e cominciò a ungere il cazzo di gomma mentre continua a masturbarsi.
“Ora basta giocare con l’uccello” – gli ordina Vittoria – “metti le mani in avanti,voglio che tu goda solo col culo.”
Lui non aspetta neanche un momento mettendosi carponi e tenendo le mani sulla sponda del letto come gli era stato ordinato.
Vittoria si unge un dito e lo penetra con quello poi ne aggiunse un altro facendolo gemere per il dolore.
“Questo è ancora niente ora ti cavalcherò come una troia.”
Vittoria a questo punto torna al comò dove tiene i suoi giocattoli e prende un piccolo vibratore,apre un fianco del suo strapon e fa scivolare quel piccolo siluro dentro la sua fica che a quel punto è un lago. Poi gli si piazza dietro penetrandolo completamente con pochi colpi ben assestati facendolo gemere di nuovo,ma questa volta più forte. Ormai è partita completamente continuando a insultare Franco e chiavandolo senza pietà. Io mi avvicino al comò e vedo un piccolo cuneo anale in vetro e come lo prendo in mano Vittoria mi invita subito ad usarlo su di lei. Allora mi inginocchiai dietro e inizio a palparle tutto il corpo con una mano mentre con l’altra le sfioro il buchetto col cuneo.
Gliene faccio entrare un piccolo pezzo per poi farlo girare intorno al buco posteriore fino a che non mi dice di metterglielo tutto dentro.
Io ormai non l’ascolto più e continuo a palparle un seno e a giocare col suo didietro. Dopo la penetro fino a far scomparire quel strano fallo di vetro per poi farlo uscire lentamente quel tanto che bastava per vedere fuori la parte più grande che faccio rientrare subito dopo.
Vittoria ha un orgasmo mentre ancora si inculava il suo uomo,una volta ripresa si smette di scoparlo e lo fa venire con un pompino.
Siamo tutti e tre esausti dalla maratona,io decido che era ora di tornarmene a casa e comincio a rivestirmi. Una volta finito Vittoria mi da un bacio e mi dice in un orecchio di guardare nella tasca dei pantaloni una volta uscito di casa.
Una volta fuori metto le mani in tasca e trovai un biglietto da visita col suo nome e il suo numero di cellulare. Dietro c’è scritto “Mandami un messaggio così saprò il tuo numero per chiamarti quando voglio”.
Il giorno dopo mando il messaggio sapendo che presto il cellulare sarebbe suonato ma questa è un’altra storia.

A presto una nuova storia
“La sorpresa”

Chiunque voglia mandarmi commenti o critiche è ben accetto.
Il mio indirizzo è
blacklussury@gmail.com

L’addio di Paula – La follia dell’ultima notte insieme

Abbiamo passato tutto il venerdì e il sabato barricati in quel residence a fare l’amore e parlare dei suoi progetti. Sono uscito solo per comprare qualcosa da mangiare in una rosticceria vicina e delle bottiglie di spumante in un supermarket. Ogni tanto ne stappiamo una per festeggiare le cose più assurde,ma senza mai ubriacarci.
Il sabato decidiamo di uscire,solo che io mi devo ritrasformare in Deborah. E’ una volontà di Paula alla quale,come al solito,non so dire di no.
Ormai non ho problemi a farmi truccare e indossare abiti femminili,inoltre so che nessuno mi potrebbe mai riconoscere.
Passiamo tutto il giorno a girare senza meta,l’unica sosta è in un centro commerciale dove compriamo due completi d’intimo rossi uguali,sono di pizzo e raso come piacciano a tutte e due,con reggiseno a balconcino e perizoma con fascia alta. Ce li mettiamo nei bagni del centro,non sapendo resistere al tenerli nel sacchetto,quindi ceniamo in una pizzeria e torniamo alla macchina.
“Senti Deborah,non è che conosci qualche localino un po’ hot,dove possiamo divertirci ?”
La richiesta mi pare strana,è l’ultima sera insieme e volevo passarla sola con lei,ma in fin dei conti un antipasto non ci starebbe male.
“Certo,conosco il posto giusto,sali che andiamo,non ci vuole molto.”
In realtà conosco solo il locale dove mi ha indirizzata l’anno scorso Giorgio e dove ho conosciuta Vittoria,ma in fin dei conti è il locale giusto per soddisfare i suoi desideri.
In macchina non facciamo altro che toccarci a vicenda col risultato di arrivare belle cariche.
Prima di entrare notiamo un ragazzo che pare non sappia cosa fare,dev’essere indeciso se varcare la soglia o andarsene. Paula mi prende per mano e gli si avvicina,poi con tono sensuale al massimo gli chiede:
“Allora bel ragazzo,entri o ci lasci sole ?”
Il tipo inizia a balbettare frasi sconnesse,l’unica cosa che capisco è che si chiama Matteo e che non sa cosa fare,vorrebbe entrare,ma ha paura non so di cosa.
“Senti entriamo insieme,ci sediamo ad un tavolo e ci spighi bene quello che vuoi,io e la mia amica non ti possiamo mica mangiare,non trovi ?”
“Ma siete due donne vere ?” – riesce a dire tutto d’un fiato.
“Perché se non lo fossimo avresti dei problemi ?” – è sempre Paula a parlare mentre ridacchio da solo.
“No anzi,forse è quello che cerco.”
Entriamo e ci sediamo in un tavolo appartato,ordiniamo tre margherita tanto per alzare il tono della serata e ci mettiamo ad ascoltare quel ragazzo.
Matteo ha diciannove anni,e non ha mai avuto una relazione stabile con una ragazza. Per lui la colpa è che nonostante sia un bel ragazzo con un fisico atletico,sotto è ai minimi termini. Non ha però mai avuto coraggio di andare con un uomo e pensa che una trans sia la soluzione dei suoi problemi.
“Scusa perché lo credi ?” – per la prima volta apro bocca e cerco d’avere una voce femminile con discreto risultato.
“Non lo so di preciso,ma è come se lo sentissi dentro.”
Abbiamo ormai finito i cocktails e vorrei ordinare un altro giro quando Paula fa la sua proposta.
“Senti Matteo,perché non usciamo e andiamo da me a vedere se hai ragione ?”
Lui è chiaramente spiazzato,non se l’aspettava o forse voleva bere ancora per acquistare quell’incoscienza che da l’alcool,ma alla fine accetta.
Appena fuori gli chiedo come è arrivato li.
“Con la metro,ho la macchina dal meccanico.”
“Non c’è problema sali con noi,solo che ti metti dietro e stai buono,promesso ?”
Annuisce e saliamo in macchina. A quest’ora il traffico è minimo e in mezz’ora siamo al residence.
Appena entrati ci togliano le giacche,dentro fa piuttosto caldo,e beviamo qualcosa di fresco.
Matteo è imbarazzato,non sa cosa fare fino a quando Paula non gli toglie il bicchiere di mano e si appoggia al suo fianco.
“Allora sei sempre sicuro di quello che vuoi ?” – lo dice in maniera talmente erotica che si eccito anch’io.
“Si certo.” – è la sua risposta.
Paula prende la sua testa e l’abbassa verso la sua,poi lo bacia a lungo finché non sono io a cercare la sua bocca. Lo bacio piano,con calma poggiando la mano sul suo petto,ora è in mezzo a noi due e con le mani cerca i nostri corpi. Iniziamo a spogliarlo senza fargli prendere mai fiato,ha sempre una bocca contro la sua fino a lasciarlo coi soli boxer.
Tutte e due gli mettiamo una mano dietro per palpargli il sedere e l’altra davanti sul pacco. Solo che questo sembra essere realmente poca cosa perché,nonostante sia eccitatissimo,è di dimensioni ridotte.
Quando tiriamo giù i boxer quello che si presenta è quasi patetico.
Il pene è lungo meno di una decina di centimetri con la circonferenza di un pollice ed i testicoli sono anche loro molto piccoli,come due amarene.
Non ci mettiamo a ridere per non umiliarlo,anzi continuiamo a masturbarlo e a toccarlo dietro finché non viene quasi subito.
Paula si porta alla bocca le poche gocce di sperma che Matteo ha tirato fuori,poi sensuale sussurra al suo orecchio.
“Ora farai godere noi.”
Lui annuisce,ma non sa che fare e rimane immobile.
“Spogliaci,ma fallo lentamente.” – è l’ordine di Paula.
Matteo comincia a toglierle l’abito facendo scorrere in basso la zip posteriore rimanendo colpito dalla sua bellezza. Quando tocca a me si inceppa la chiusura,allora mi giro per facilitargli l’operazione,ma è troppo nervoso per riuscirci. Tocca a Paula togliermi il vestito e lasciarmi con l’intimo che è uguale al suo.
“Allora siamo di tuo gradimento ?” – gli chiedo provocatoriamente.
“Si siete bellissime,fatemi tutto quello che volete,basta che non mi facciate male.”
“Stai tranquillo,vogliamo solo godere insieme a te.” – lo tranquillizza Paula.
Lui inizia a baciare entrambe sul collo,è inesperto,ma volenteroso e Paula si toglie il reggiseno per portare la sua testa tra le sue tette.
Io mi sdraio e mi godo lo spettacolo,sono eccitata,ma non ho fretta.
Matteo porta poi una mano sul sesso di Paula che ha un fremito di piacere.
“Per quello è meglio che ci sdraiamo tutti non trovi ?” – gli indico invitandolo a me.
Lui si inginocchia al mio fianco e comincia a baciarmi gli slip arrapandomi sempre di più.
Sento la sua mano scivolare dentro quel triangolo di seta e sfiorarmi il cazzo duro che inevitabilmente esce fuori. Non dice niente,prende a baciarlo con dolcezza togliendomi quell’indumento ormai inutile.
Paula si spoglia anche lei restando con le sole calze e si siede vicino a me.
“E a questo due baci non li vogliamo dare ?”
Matteo si gira e comincia a leccarle l’asta in tutta la sua lunghezza mentre Paula sospira piano.
Mi alzo per curarmi di quel bel culetto vergine,gli faccio sentire la mia lunga lungo il solco delle chiappe molte volte,prima di fermarmi all’orifizio.
Lo lecco avidamente,mentre il suo piccolo cazzo torna in erezione,ma non è lui quello che m’interessa.
Cerco di far entrare un dito,ma è troppo stretto,prendo allora il barattolo di vasellina e inizio a ungerlo senza risparmio alcuno. Ora il dito scivola dentro senza problemi e dopo il primo anche il secondo. Mi preparo a sverginarlo quando alza la testa e si rivolge a Paula.
“Ti prego,prima tu,il tuo è più piccolo.”
“Va bene” – gli risponde Paula – “però ora rilassati,sennò sentirai più male.”
Lascio con dispiacere il posto,Paula mi bacia come per consolarmi e si unge la cappella.
Lo penetra con una calma incredibile,facendo entrare poco alla volta la sua mazza e fermandosi spesso per fare in modo che lui si abitui a quella nuova presenza.
Matteo non ha un gemito di dolore,ma solo di piacere e raggiunge un primo orgasmo quando sente i testicoli di Paula sbattere sui suoi.
Io sono al fianco di Paula e comincio a baciarla e a palparle il culo.
Ho il dito ancora unto e lo faccio entrare nel suo buchetto per eccitarla il più possibile.
Mentre lei comincia a spingere,lui gode senza alcuna inibizione,ora ha scoperto la sua vera natura e non vuole perdersi neanche un momento di quel rapporto apparentemente perverso.
Anche Paula gode e geme sempre più forte fino a quando raggiunge un improvviso orgasmo liberatore sborrandogli sulla schiena.
Penso che Matteo voglia riprendersi un attimo e invece mi dice subito.
“Ora tu Deborah,scopami anche tu.”
Cerco di fare piano anch’io,ma il mio cazzo è nettamente più lungo e grosso e gli scappano alcuni lamenti di dolore,ma presto è di nuovo sulla via del piacere.
Paula mi tratta come ho fatto prima io con lei,tanti baci e un bel dito dietro che non può che darmi ancora più voglia di scopare quel ragazzo.
Alla fine vengo anch’io solo che è Paula a raccogliere con la bocca il mio sperma per portarlo alle labbra di Matteo. Io gli pulisco la schiena e mi metto a baciarlo anch’io in un continuo scambio di lingue.
Alla fine non resisto alla curiosità.
“Allora Matteo ti è piaciuto ?”
“Si,certo,non credevo di poter godere così,quando possiamo rivederci.”
Gli spieghiamo che siamo di passaggio e che dovrà cercarsi qualche altra trans.
Lui è dispiaciuto,ma alla fine gli chiamiamo un taxi e se ne va.
Quando se ne va ci mettiamo a parlare di quella nuova esperienza a tre,prima di tornare a fare l’amore tutta la notte.

Lunedì mattina è un dramma.
Sono di nuovo in me,Marco,e so che fra qualche ora resterò solo senza il mio amore.
Sono tanto a pezzi che non riesco neanche ad aiutarla a chiudere le valige.
Alla fine è lei che in anticipo su quanto preventivato il giorno prima mi dice di andare.
Carico tutto in macchina e partiamo per l’aeroporto.
Durante il tragitto non vola neanche una mosca,l’aria è così spessa che la si potrebbe tagliare con un coltello.
Arrivati al check-in non riesco a bloccarmi.
“Paula non è giusto che parti,pensa a me,a noi due.”
“Sto pensando a noi,credimi,dammi il tempo di sistemarmi e vieni in California.”
Cerca di sorridermi senza riuscirci,so che in fondo ha ragione ad andarsene,ma egoisticamente la vorrei tenere a me.
Quando arriva il momento di lasciarci,la stringo forte in un abbraccio,lei piange e ora sono io che cerco di consolarla.
“Amore vai,chiamami sempre quando vuoi e rincomincia da capo,fallo per tutti e due.”
Si avvia al controllo passaporti girandosi solo per un attimo.
Sulle labbra le leggo un “Marco ti ricorderò per sempre” prima di sparire dalla vista.
Mi siedo in un posto isolato e comincio a piangere,non so per quanto tempo,ma non riesco a fare altro.
La prima persona alla quale avevo aperto il cuore,mi ha appena lasciato e non riesco a reagire.
Ad un certo punto è un inserviente che mi mette una mano sulla spalla e mi chiede se va tutto bene.
“Si è tutto a posto,ora vado via.”
Guido fino a casa come un automa,una volta arrivato prendo la scatola che è nel bagagliaio e salgo nel mio appartamento.
Mi spoglio di giacca e soprabito e mi sdraio sul letto con la scatola senza avere il coraggio di toccarla.
Alla fine l’apro.
Dentro ci sono il vestito e i completi d’intimo che mi ha regalato Paula.
Li stringo e riprendo a piangere,questa volta nessuno verrà a disturbare il mio dolore.

A presto una nuova storia
“Eva – prima parte”

Chiunque voglia contattarmi per curiosità critiche o commenti è libero di farlo.
Il mio indirizzo è
blacklussury@gmail.com

L’addio di Paula – La trasformazione

Arriviamo in poco tempo al centro estetico,Paula non ha detto una parola su quello che ha in mente ed io muoio di curiosità. Parcheggiamo in una zona riservata ai clienti ed entriamo mano nella mano. E’ un grosso centro e ci accoglie una graziosa ragazza con un bel sorriso.
“Buongiorno,la signora desidera ?”
“Buongiorno,ho prenotato un trattamento a nome Lorenzini,è per il mio amore.” – anche Paula sorride,mentre io sembro uno scemo.
“Un attimo che controllo,ecco trovato,Lorenzini,prego si accomodi,l’aspettano al salottino numero sei,è la terza porta a destra.”
Entriamo in una stanza molto calda dove c’è una minuta ragazza in camice verde.
“Buongiorno signora,sono Loredana,vuole che suo marito aspetti fuori,gli posso trovare qualcosa da leggere.”
Paula ora ride,e di gusto,essere scambiati per marito e moglie la deve divertire parecchio.
“Veramente è per lui ed io vorrei assistere,sempre che sia possibile.”
L’inserviente sembra sorpresa,ma con fare professionale dice che lei può restare e le avvicina una poltroncina.
“Allora signore se vuole cominciare a spogliarsi,resti pure con gli slip,a quella zona penseremo alla fine.”
“Scusi,ma cosa mi vuole fare ?”- non ho ancora capito nulla e mi sento un imbecille.
“Depilazione integrale,perché non lo sapeva ?”
“No.” – interviene Paula – “E’ una sorpresa che gli sto facendo.”
“Se è per quello non ci sarei mai arrivato,comunque siamo in ballo e balliamo.”
Mi vado a spogliare dietro un paravento e torno con indosso solo gli slip.
“Si sdrai pure a pancia all’aria che cominciamo.”
In realtà ho un po’ di paura,ma cerco di camuffarla,inizia a farmi la ceretta sul petto e non è una cosa gradevole. Per le parti sensibili,come sotto le ascelle,usa delle strisce diverse,meno dolorose,ma non ho il coraggio di chiederle perché non usi solo quelle.
Quando finisce una zona mi spalma una lozione lenitiva che rinfresca e anche molto.
In poco tempo non ho più un pelo,se non sotto gli slip,ma anche quelli sono destinati a sparire.
Sono a pancia sotto quando mi dice che devo toglierli.
Paula allora si alza e,dopo uno sguardo complice con la ragazza mi afferra il sedere.
“Questi li tolgo io.”
Quindi li afferra per i lati e me li sfila delicatamente,ma soprattutto in maniera lenta e sensuale.
Io sono già in imbarazzo ed il suo comportamento non fa che aumentarlo.
Loredana ridacchia mentre mi depila il culo,devo dire che non è doloroso,anzi piacevole.
“Qui abbiamo finito,ora può girarsi.”
E’ sempre seria quando parla,ma io inizio a sentire che mi sto eccitando e tardo a muovermi.
“Su non faccia storie,è normale che un uomo si ecciti,ma stia tranquillo,non ci faccio caso,solo non si faccia cattivi pensieri.” – finisce sorridendo quasi a stemperare il clima che si è creato.
Alla fine mi giro,vergognandomi come un cane,ma lei è già pronta con un taglia-capelli in mano.
“Prima diamo una sfoltita,da come si presenta lei non si è mai depilato.”
Annuisco mentre sento il ronzio del suo strumento.
Finisce l’opera con le solite strisce,mi spalma la solita crema,che raffreddando la pelle,fa calare anche l’eccitazione del mio pene.
“Ho finito,se vuole darsi una specchiata prima di rivestirsi.”
Mi guardo e mi sembro strano. Non che sia mai stato particolarmente peloso,ma di essere stato così non ho proprio memoria. Mentre mi rivesto ho delle sensazioni strane,sento maggiormente i tessuti sulla pelle,ma soprattutto non capisco il perché di quella depilazione.
Quando esco dopo aver salutato Loredana,vedo che Paula è al bancone e sta pagando con la carta di credito. Non riesco a dire nulla che ha già finito e prendendomi sottobraccio,mi porta fuori.
“Ora possiamo tornare al residence,così capirai cosa ti ho preparato.”
“Spero solo sia meno doloroso.” – le rispondo con un mezzo sorriso.
“Certo sarà molto più piacevole,stai tranquillo.”
Per tornare ci mettiamo un po’ di più che all’andata,inizia il traffico del pomeriggio che mi rallenta mentre io vorrei volare per sapere cosa mi aspetta. Durante il tragitto non riesco a toglierle la mano dalle cosce,ma lei fa in modo che non salga più del bordo delle calze,facendo salire in me la voglia di ricominciare a fare l’amore.
Finalmente arriviamo e ci precipitiamo subito dentro la camera.
“Fammi vedere bene il lavoro che ti ha fatto.” – me lo chiede curiosa,ma è quasi un ordine.
“Cioè mi devo spogliare ?”
“Certo come faccio sennò stupidino.”
Mi spoglio nudo mentre lei si toglie solo cappotto e giacca,non fa freddo,ma certo qualcosa addosso non guasterebbe. Prende a girarmi intorno,ispezionandomi con calma e controllando con le dita nei punti dove ha dei dubbi se siano rimasti dei peli.
“Bene sei perfetto,ora possiamo cominciare la trasformazione.”
“Trasformarmi in che cosa ?” – sarò anche tonto,ma non ho ancora capito dove voglia arrivare.
“In donna,ti trasformerò in una superba femmina,degna di starmi di fianco.”
Ora io ho avuto qualche esperienza gay,ma nulla di eclatante,certo con le trans non ho problemi e lei ne è una conferma anche se non è mai stata attiva,ma soprattutto non ho mai sentito l’esigenza di travestirmi.
“Scusa Paula,ma perché.”
“Voglio che tu provi per qualche tempo quello che provo io in queste condizioni.” – è seria come quando mi ha detto della sua prossima partenza – “e poi ti voglio e non ci riuscirei mai vedendoti uomo. Ovviamente se non vuoi non se ne fa niente,ma tu lo vuoi,vero ?”
Non è una domanda,perché sa già la risposta,eppoi quando mi parla così non so dirgli di no.
“Va bene cosa devo fare.”
“Siediti e rilassati cominciamo col trucco.”
Ci sediamo uno di fronte all’altro e lei prende a truccarmi il volto.
Non posso vedere quello che fa perché lo specchio è alle mie spalle e non mi posso muovere,però ci mette del tempo cambiando spesso attrezzo,anche se veramente ci capisco poco di quello che sta facendo.
Alla fine mi tira su i capelli e li ferma con delle forcine,poi tira fuori una parrucca nera a caschetto e me la fissa in testa.
Quindi passa alle mani,mi aggiusta le unghie prima di applicare quelle finte già smaltate,non sono molto lunghe,ma mi danno subito un po’ di fastidio.
“Prometti di non guardarti allo specchio,voglio che lo faccia solo quando avrò finito.”
“Va bene,non mi giro,ma cos’altro hai in testa ?”
Paula non mi risponde,è tutta presa dal trasformarmi nella sua bambola.
Da un borsa tira fuori un sacchetto che ne contiene uno più piccolo e una scatola molto elegante.
Dalla busta piccola escono due protesi di silicone che mi attacca con dell’adesivo,mentre dalla scatola tira fuori un completo di raso bluette,con reggiseno a balconcino e un perizoma a fascia alta.
Indosso il reggiseno che lei mi aggiusta dietro,poi metto il sotto ed è una sensazione nuova.
Sento il raso che copre il pene mentre una sottile strisciolina mi entra nel solco delle chiappe.
Solo stando fermo così mi eccito,quella stoffa ha la capacità di far crescere il desiderio col solo contatto.
Alla fine mi fa indossare un vestito blu a tubino,le calze autoreggenti nere e degli stivaletti col tacco neri. Sono soprattutto le calze ad aumentare l’eccitazione che ormai è quasi incontenibile,vedere,ma anche sentire,le mie gambe fasciate dal nylon stuzzica ogni mia fantasia.
“Ora puoi girarti.”
Lo faccio e mi guardo allo specchio.
Non riesco a riconoscermi,quell’immagine è di una donna,anzi di una gran bella donna.
“Ti piaci ?” – mi sussurra all’orecchio.
“Si tantissimo.” – sono meravigliato e in estasi per quel risultato – “Sono veramente bella.”
“Brava,parla al femminile ora sei una donna,ti manca solo un nome,decidi tu.”
Non me ne viene nessuno che sia adatto,poi mi viene in mente un vecchio film.
“Va bene Deborah,con l’acca.” – le chiedo ridacchiando.
“Se a te piace ora sei Deborah.”
“Certo non sarà originale,ma sento che mi si addice.”
Non so spiegarlo,ma mi sento donna come se fosse bastato un po’ di trucco e un vestito per farmi cambiare sesso. Ma per prima cosa voglio essere la sua donna e so che non dovrò aspettare.
“Ora se vuoi,passiamo all’ultima parte.” – è tornata sensuale,sa che con quel tono non posso resistergli,e che presto sarò sua.
So quello che intende e non ho la minima esitazione ad affrontare quel passo.
Mi giro e la bacio con tutta la passione che provo,non è uno di quelli con le lingue che si intrecciano,ma è un bacio d’amore vero.
Paula lo ricambia con lo stesso ardore,non vuole affrettare i tempi,ma gustarsi passo per passo quel rapporto.
Sento la sua mano aprire la zip e le sue unghie che mi strisciano la schiena.
Il vestito cade da solo,quasi sapesse che ora è solo d’impiccio.
Ci stacchiamo giusto il tempo di riprendere fiato,lei si sfila la gonna e si mette dietro di me.
Cerco di portare le mani sul pacco,ma mi ferma con le sue.
“A lui pensiamo dopo,ora rilassati e basta.”
Porto le mani sui fianchi obbedendogli,si stringe a me e sento il suo pene ancora fasciato dagli slip nell’incavo del mio sedere.
Paula prende a strusciarlo,per farmelo sentire meglio fino a quando non mi giro.
“Lasciati spogliare,ti voglio.” – è una preghiera,non una richiesta.
“Fai pure,ma piano voglio gustare le tue labbra,Deborah.”
Le apro la camicetta che faccio cadere a terra,inizio a baciarla sul collo per scendere dopo alle spalle.
Le tolgo il reggiseno per baciarla anche li,ma ho troppa voglia di scendere e non mi dilungo.
Mi inginocchio e arrivo dove voglio,le lecco gli slip dove sono rigonfiati,vedo quella sagoma e l’appoggio ad una guancia accarezzandola col viso.
Alla fine tolgo quell’ultimo indumento e posso baciarle il pene.
Lo prendo tra le labbra,è duro e sento le sue vene pulsare ad ogni toccata di lingua.
Paula è sull’orlo dell’orgasmo,sarà perché desiderava tanto quel momento che non riesce a tenersi e poco dopo che l’ho preso in bocca mi viene dentro la gola,regalandomi il suo piacere.
Non me l’aspettavo così precoce,ma non mollo la presa e mando giù tutto per non sputarlo.
Lei è quasi dispiaciuta per tutto ciò,ma le sorrido per farle capire che non è importante.
“Sei stata brava e ora meriti il gran finale.” – sorride anche lei e ciò mi fa piacere – “Ora sdraiati e rilassati,non ti potrei mai fare male.”
Mi tolgo gli stivaletti e mi metto a pancia sotto al centro del letto,dopo lei si inginocchia sopra le mie cosce e inizia a massaggiarmi le spalle.
Arrivo presto ad una sensazione di benessere totale,mentre le sue mani sapienti toccano la mia schiena. Adesso si allunga per aumentare la corsa delle mani e sento il suo uccello che aumenta di dimensione mentre scorre tra il mio culo. Quando arriva a palparlo istintivamente m’irrigidisco,allora lei mi da uno schiaffetto su una chiappa e torno a rilassarmi.
“Ti piace ?”
“Si,fammi quello che vuoi.”
“Allora cambiamo strumento.”
Si toglie da sopra e si mette dietro dopo avermi fatto mettere carponi.
Ora è la sua lingua a frugare dentro di me,la sento prima sul bordo del buchetto,poi dentro ed è meraviglioso. Mi slingua a lungo,bagnandomi bene l’ano e facendo crescere l’eccitazione ad entrambi.
“Sei quasi pronta,ora basta un po’ di vasellina.”
“No Paula,non la prendere,fammi sentire tua subito” – giro la testa per guardarla negli occhi mentre le parlo.
“Ma così sentirai più male!” – è stupita per la mia richiesta.
“Non importa voglio sentire la tua carne contro la mia,senza niente in mezzo,ti prego accontentami.”
Mi sorride di nuovo.
“Va bene,se vuoi così così sarà.”
Si abbassa per lasciare ancora un po’ di saliva sull’orifizio e ne mette dell’altra sulla sua cappella.
Poi la poggia sulla mia apertura posteriore e finalmente la fa entrare.
Come lo sento lancio un gemito di piacere misto a dolore e lei si ferma.
“Continua,non ti fermare.” – la supplico senza darle la possibilità di controbattere.
Inizia a farlo entrare sempre di più,lo sento che mi entra lento per adattare lo sfintere alla sua presenza. Quando è entrato tutto lancio un urlo di piacere.
“Si,è fantastico,sono tua,prendimi.”
“Finalmente sei mia,solo mia.”
Lo tira fuori lasciando dentro solo la cappella per poi rituffarsi in me.
Ogni colpo è seguito da sospiri e gemiti di godimento di entrambi.
Avendo avuto da poco un orgasmo ora resiste molto di più e quindi il rapporto sarà lungo come vogliamo tutti e due.
Oramai lo sento scorrere senza dolore,non è grandissimo e questo è forse un bene,e la incito a scoparmi senza ritegno.
Quando mi giro per guardarla è in preda al godimento che le da l’incularmi. Mi tiene per i fianchi per poter spingere meglio e io l’aiuto col bacino.
Alla fine arriva di nuovo,riempendomi le viscere col suo sperma caldo.
Non riesce a parlare tanto è sconvolta,ma che importa,sono stata sua per la prima volta e non sarà neanche l’ultima.
Quando si riprende le torna la lussuria negli occhi.
“Quello che è piaciuto a me,piacerà anche a te.”
Mi fa girare e prende possesso della mazza,gonfia all’inverosimile,con le labbra e del buchetto con un dito. Questo entra senza alcuna fatica scivolando tra quello che mi ha lasciato.
La bocca va subito ad alta velocità,quasi lo volesse staccare,il piacere che provo è violento e non mi da modo d’esprimerlo tanto sento mancare il fiato.
L’unica cosa che riesco a dire e un lungo vengo prima di scaricarle a mia volta lo sperma in bocca.
Paula lo tiene dentro e va ad unirlo con quello che cola dal mio culo per potarlo alle mie labbra che lo succhiano avidamente.
Ci dobbiamo riprendere tutti e due,siamo sfiniti,ma anche vogliosi di ricominciare non si sa con quali ruoli.
Ad un certo punto Paula si siede sul letto e mi chiede se domani dovrei andare a lavorare.
“Se è per quello anche sabato mattina.”
“E non puoi proprio evitarlo ?” – quando fa quello sguardo da gatta morta chi non dovrebbe perlomeno provare a farla felice ?
Prendo il cellulare e faccio il numero di Alina.
“Chi chiami ?”
“La direttrice,è l’unica che può aiutarmi,però non farti sentire.”
Annuisce fingendosi dispiaciuta il che la rende ancora più sexy.
“Pronto Alina,sono Marco,ti disturbo dovrei chiederti un grande favore.”
Sa che sono io perché ha il numero in memoria,ed infatti la sua voce non è quella fredda che usa a scuola,ma quella cordiale che usa con pochi.
“Dimmi Marco cosa ti serve ?”
“Due giorni di permesso.” – la butto subito secca,tanto non saprei come girarci intorno.
“E perché ?” – so che è curiosa e lo sento dal suo tono.
“Vedi,allora,c’è una persona a cui tengo che parte lunedì,e che non rivedrò per molto tempo,quindo voglio,cioè vorrei passare questi pochi con lei,non so se mi capisci.”
“Allora,scommetto che si tratta di una bella donna e che ora è vicino a te,magari mezza nuda.”
“Beh,si è più o meno così.”
“Allora passamela.”
“Come scusa,penso di non aver capito.”
“Hai capito benissimo,non fare il tonto,passamela che ci voglio parlare.”
Passo il cellulare a Paula spiegandole che vuole parlare con lei.
“Buongiorno signora sono Paula,mi voleva dire qualcosa.”
La vedo alzarsi e chiudersi in bagno,mi accendo una sigaretta che brucio dal nervosismo finché lei non esce.
“Allora che vi siete dette ?”
“Che hai due giorni liberi,ti devi presentare martedì visto che lunedì non lavori.”
“Fantastico,ma cosa ti ha chiesto.”
“Queste sono cose da donna e non ti riguardano.”
“Come non sono più la tua Deborah ?” – le chiedo atteggiandomi a vamp.
Mi tira un cuscino per poi baciarmi.
Riprendiamo a fare l’amore fino a notte,siamo tanto presi dalla passione che ci dimentichiamo anche di mangiare,come se non ci fossero altri tre giorni tutti per noi.

A presto la terza e conclusiva parte

Chiunque voglia contattarmi per curiosità critiche o commenti è libero di farlo.
Il mio indirizzo è
blacklussury@gmail.com

L’addio di Paula – La rivelazione

Sta arrivando la primavera anche se il tempo dice il contrario.
Paula arriva oggi pomeriggio e già sto sognando.
Sarà la decima volta che viene a Roma,ma che soprattutto viene da me.
In ufficio dice che va da una sua amica e loro non fanno storie,anzi sono contenti di risparmiare sull’alloggio.
Faccio le mie ore a scuola,ma non posso non pensarla e arrivato mezzogiorno saluto tutti di fretta e corro a casa. Mangio un panino e sono già sotto la doccia,questa è l’occasione giusta per provare quel nuovo doccia-schiuma che ha un profumo meraviglioso,peccato che costi un leasing.
Non so perché ma mi metto elegante,o forse non voglio sfigurare di fianco a lei.
Arrivo all’aeroporto con largo anticipo,non riesco proprio a stare a casa senza far niente aspettando che si faccia più tardi.
Finalmente la vedo è bellissima come sempre.
Indossa un completo chiaro giacca e pantalone che fa da contrasto al cappotto scuro,il trucco è leggero ma esalta le forme del suo viso. E quelle scarpe nere col giusto tacco slanciano maggiormente le gambe lunghe e snelle.
Non posso che immaginare cosa porti sotto,ma di certo,è all’altezza del resto,pizzi e raso in armonia fra loro.
Ora che si avvicina vedo che non porta le solite valigette,ma due grossi trolley colorati.
Come arriviamo a contatto la bacio sulle guance. Vorrei farlo sulla bocca,sentire il gusto delle labbra e quella lingua che gioca con la mia,ma non oso,so che si vergognerebbe e non voglio che ciò accada.
“Ciao Paula,che ci fai con quei bauli ?” – sono troppo curioso e lo sa.
“Ciao Marco,poi ti spiego,ora andiamo ho prenotato in un motel qui vicino.”
Mi sorride come solo lei sa fare,inebetendomi ogni volta.
“Come non andiamo da me ?”
“Non adesso,poi ti spiego,dovrebbe essere qui vicino,l’ho trovato su internet,ma calcolare le distanze non è mai facile.”
Mi da il biglietto con l’indirizzo,sono pochi kilometri da qui,quindi prendo le valige e le porto fino alla macchina. Caricarle non è facile,ho un’utilitaria,comoda da parcheggiare,ma con un vano di carico inesistente. Lei ride guardando i miei sforzi da impedito,ma alla fine riesco a farle entrare e ci dirigiamo al motel.
Durante il viaggio parliamo del più e del meno,arriviamo in poco tempo e lei va a sbrigare le solite burocrazie. Più che altro è un residence,all’apparenza dev’essere un posto pulito e tranquillo,l’ideale per farsi gli affari propri senza avere troppi disturbi.
Quando torna ha una chiave in mano,dev’essere quella dell’appartamento,sale e mi dice di andare avanti fino a trovare il numero cinque. Saranno cento metri,ma meglio farli in macchina che a piedi con i due valigioni.
Come arriviamo lei si fionda dentro,mentre io scarico i mostri e li porto dentro.
“Allora ti piace ? Mi sembra tutto a posto.”
Chiudo la porta e mi avvicino a lei,la bacio con tutta la passione che ho dentro.
“Marco ti devo parlare.”
“Dopo.”
Non so cosa mi voglia dire e non m’importa,ora la voglio,la desidero troppo.
Le sfilo il cappotto e le apro la giacca e riprendo a baciarla.
Ora lei risponde alla mia richiesta e mi stringe a se.
Nonostante siamo uno contro l’altra,riusciamo a spogliarci a vicenda.
Le tolgo la giacca e la camicetta bianca e vedo finalmente il suo seno racchiuso da preziosi pizzi verdini. La bacio sul collo mentre lei litiga coi bottoni della mia camicia finché non ha la meglio.
Sento le sue mani sulla schiena nuda che disegnano cerchi e strisce.
Slaccio il reggiseno e senza toglierlo mi avvento con la bocca sui capezzoli piccoli e duri.
Li bacio,li lecco,li stringo piano coi denti,so che le piace e anch’io non posso farne a meno.
Mi prende la testa e la porta all’altezza della sua,ci baciamo di nuovo a lungo mentre le lingue si intrecciano una nell’altra.
Con le mani cerco la zip dei pantaloni,finalmente la trovo e l’abbasso. Porto le mani su quel culo assolutamente perfetto e lo stringo. E’ morbido quando lo accarezzo,per diventare un marmo quando si eccita perché le passo un dito in mezzo al solco.
La faccio sedere sul letto per toglierle le scarpe e far cadere a terra i pantaloni lasciandola solo col perizoma di raso e le autoreggenti.
Come ho finito lei si gira a pancia sotto,non posso averla come una donna vera anche se per me lo è,e mi offre quelle due cupole di carne.
Mi denudo in fretta per sdraiarmi sopra di lei,Paula gira la testa per cercare la mia bocca e io gliela offro volentieri.
“Prendimi.” – lo dice con un filo di voce quasi fosse una preghiera.
“Non ancora.”
Porto la bocca sulla sua schiena e inizio e leccarla scivolando verso il basso,ogni tanto mi fermo e risalgo un po’ per allungare l’arrivo al suo sedere.
Però non resisto molto al desiderio di arrivare a quel buchetto che mi aspetta.
La mia lingua ora è in mezzo al fondoschiena,ma quando mi avvicino al centro del suo piacere mi allargo girandoci intorno,sfiorando i suoi genitali. Faccio cerchi sempre più stretti fino ad arrivare a quel bocciolo. Ha uno strano sapore,gradevole certo,ma non è il suo naturale.
“Paula,hai il culo che sa di miele !” – le chiedo incuriosito.
“Sull’aereo non ho resistito.” – mi risponde strizzandomi l’occhio – “Così ho provveduto a lubrificarlo da sola con un olio al miele,ti piace ?”
“Di te mi piace tutto quello che fai.”
Riprendo a leccarlo mentre lei lo alza per facilitarmi l’operazione.
Le chiedo di tenerlo aperto con le sue mani,in modo da avere maggior libertà d’azione,e lei esegue.
Faccio entrare tutta la lingua in quel buchetto spalancato e la sento ansimare per il piacere.
Godimento che aumenta quando prendo a palparle piano i testicoli duri e gonfi.
Paula geme sempre più forte fino a che alcune gocce cadono sulla coperta.
Le sposto le mani per lasciare posto alle mie mentre mi avvicino col pene per penetrarla.
Lei le sposta in avanti per masturbarsi,le piace farlo e di solito non dico niente.
Questa volta però è diverso,voglio fare cose nuove.
“Lascia stare le mani.” – le sussurro all’orecchio – “a quello penseremo dopo,fidati.”
Allora afferra la spalliera e piena di voglia mi dice di prenderla.
Punto la cappella allo sfintere e la faccio entrare lentamente fermandomi quando la vedo dentro.
Non è un’operazione facile perché è gonfia come una prugna,ma l’olio fa il suo dovere e Paula non sente troppo dolore. Quando sento che i muscoli che lo stringono incominciano a cedere prendo a far entrare il resto,sempre con molta calma,così come piace a tutti e due.
Dal nostro primo rapporto al villaggio abbiamo avuto modo di conoscerci sempre di più.
Lei ha paura del dolore o meglio della violenza. Ho imparato a trattarla coi guanti,così ho conquistato la sua fiducia e ogni volta sto ben attento a non farle male.
Ci metto tutto il tempo che ci vuole,tirando fuori quello che è entrato quando sento che soffre troppo,ma alla fine sento i testicoli contro i suoi.
Paula alza le spalle al massimo in segno di piacere,stringendo la spalliera di ferro.
“Lo sento tutto,è bellissimo,sei fantastico.”
“Si amore,voglio godere con te.”
L’ho chiamata amore per la prima volta,lei fa finta di nulla o forse è troppo presa dal rapporto.
Comincio a farlo scivolare dentro e fuori senza aumentare troppo il ritmo,sono tanto eccitato che rischio di venirle dentro ogni volta che arrivo in fondo.
Cerco di pensare ad altro per prolungare il nostro piacere,ma ogni volta che abbasso lo sguardo e la vedo,l’orgasmo si avvicina sempre di più fino ad arrivare.
Sento lo sperma entrarle dentro,mi fermo un attimo per riprendere possesso del mio fisico,poi riprendo a spingere sempre più piano fino allo stremo.
Adesso mi fermo più a lungo senza che dica niente,sa che dopo la pulirò per bene e aspetta senza fretta.
Quando mi sento di nuovo in grado di fare qualcosa scivolo all’indietro e mi rituffo con la bocca in quel pozzo pieno di sapori. Sa di miele e del mo seme ed è dolcissimo.
Finisco e si mette di lato aspettando la mia bocca,che non tarda a portare sulla sua quanto raccolto.
Quel cocktail pieno di sapori passa da una lingua all’altra,fino a quando non finisce,ma noi continuiamo a baciarci come due liceali.
Mi rendo conto che non è ancora venuta totalmente e allungo la mano sul suo pene in piena erezione.
Normalmente la faccio venire con la mano e come la sente arrivare apre istintivamente le gambe.
Solo che oggi non mi voglio fermare a quel punto,mi abbasso per baciarlo mentre la mano scivola più in basso. Come lo porto alla bocca ne sento il sapore,c’è ancora qualche goccia di prima e la porto via con la lingua prima di farla scendere per tutta l’asta.
Lei è sorpresa,non se lo aspettava,ma adesso riprende a gemere forte.
Dopo averlo leccato tutto per bene,prendo in bocca la cappella e ci giro in torno con la lingua.
Un dito scivola appena dentro il suo buco posteriore e quello che succhio cresce fra le mie labbra.
Lo prendo in bocca per tutta la sua lunghezza e metto tutto il dito dentro con un movimento secco e deciso,se prima sono stato lento e delicato,ora vado di fretta quasi con rabbia.
Paula ora geme in preda al piacere più assoluto,lo fa a voce alta non badando a eventuali vicini che potrebbero sentirci.
Più aumento il ritmo con la bocca,più veloce vado col dito non vedendo l’ora che raggiunga l’orgasmo.
Lo fa con un urlo liberatore riempendomi la gola di sperma caldo.
Quando sento che il suo respiro si regolarizza porto quello che mi ha donato alla sua bocca per gustarlo insieme. Mi sdraio sopra di lei e riprendiamo a slinguarci teneramente.
Abbiamo appena finito e lei mi spinge in alto con le spalle e seria mi dice:
“Ora parliamo.”
le do un cenno affermativo con la testa e mi metto di fianco pronto a sentire quello che mi vuole dire.
“Allora Marco per prima cosa non mi interrompere,quello che devo dirti non è facile per me e se mi fermo poi diventa tutto più difficile. Mi hai chiamato amore ed è la prima volta che mi succede,ma questo non può cambiare le decisioni che ho preso,solo spero di non farti troppo male. Ho deciso di andare a vivere in California,mi hanno fatto una proposta che solo una pazza non accetterebbe,prima però mi farò operare per coronare il mio sogno di essere donna a tutti gli effetti e di esserlo per tutti,me per prima .”
Prende fiato,ne ha bisogno,mentre io inizio a piangere senza riuscire a nasconderlo.
“Marco non fare così mi fai sentire in colpa.” – cerca di consolarmi,ma è un’impresa impossibile – “Vedrai che quando mi sarò sistemata potrai venire a trovarmi,e se vuoi,ti aiuterò a trovare un lavoro. Uno con la tua testa non può insegnare tutta la vita,non saresti felice,e in America chi ha le tue capacità non rimane a spasso,lo sai anche tu.”
Sono distrutto,pensavo di aver trovato l’amore con la A maiuscola e invece lei mi lascia.
Rimaniamo a lungo in silenzio,poi Paula mi accarezza il viso e dolcemente mi chiede se la odio.
“Non potrei mai farlo,se è la tua scelta a me va bene,non posso non volere la tua felicità.”
Mi fa male dirlo,ma in fondo è la verità,come posso pretendere che viva di sotterfugi quando può fare quello che più desidera.
Mi sorride e mi da un casto bacio sulla fronte.
Senti io parto lunedì mattina,abbiamo quattro giorni solo per noi,non vedo perché buttarli via.”
“Hai ragione e penso tu abbia in mente qualcosa,non è vero ?”
“Si,ma è una sorpresa,ora rivestiamoci perché fra un po’ abbiamo un appuntamento.”
“Dove ?”
Lei mi strizza l’occhio.
“E se te lo dica che sorpresa è ? Dai rivestiti che facciamo tardi.”
Ci rimettiamo i nostri abiti e usciamo dalla stanza.
Una volta arrivati alla macchina le chiedo dove vuole andare.
Dalla borsa tira fuori un biglietto da visita,non è lontano,ma vedo che è un centro estetico.
“Non vorrai perdere delle ore a farti bella ?” – le dico scherzando.
“Non è per me stupidino,ora vai.”
Metto la prima e parto,il custode ci lascia con un sorriso dove cela male un po’ d’invidia verso di me.

A presto la seconda parte

Chiunque voglia contattarmi per curiosità critiche o commenti è libero di farlo.
Il mio indirizzo è
blacklussury@gmail.com

La direttrice

Quando all’inizio della scuola ho chiesto a Giorgio come funzionava l’istituto dove insegnavamo la sua risposta fu semplice e concreta.
“Il preside non conta nulla,c’è solo per rappresentanza,chi comanda è la sua vice quella che chiamiamo la direttrice”
“Ah e che tipo è ?” – la cosa mi intriga.
”Una vera stronza esibizionista. Si diverte a far arrapare tutti per poi lasciarli con la bocca asciutta. L’unico che ha allungato una mano è stato licenziato il giorno dopo.”
”Ma perlomeno è bella ?” – gli ho domandato sempre più curioso
“Certo ha 40anni ma se li porta benissimo solo che è più facile arrivare ad una topmodel che a lei.”

A novembre ebbi un piccolo infortunio a scuola,in realtà dovuto al fatto che stavo fissando dall’alto due splendide tette,solo che non feci richiesta d’infortunio,ma mi presi solo qualche giorno di mutua giusto per far sgonfiare la caviglia.
Al mio rientro mi chiama la direttrice che mi ringrazia per aver evitato di mettermi sotto infortunio,che era sempre una scocciatura per la scuola,e che è molto soddisfatta del mio lavoro fino a quel punto. All’improvviso mi chiede con tono formale.
“Cosa fa domani sera ?”
“Nulla in particolare ho l’agenda vuota” – in realtà non ho proprio un’agenda.
“Allora la invito a cena mi passi a prendere alle otto,si faccia dare l’indirizzo dalla mia segretaria.”
Io rimango spiazzato,accetto balbettando un grazie che sembrava uscito da un film di Fantozzi e comincio a pensare che cosa vuole realmente da me. Non avevo il coraggio di chiedere consiglio a Giorgio che era il mio unico amico nel corpo docenti e così rimango un po’ in angoscia fino all’indomani sera.
Puntualissimo le suono al campanello.
-”Buonasera sono..”
“Lo so chi è salga pure terzo piano interno 7.”
Ma come non dovevamo andare fuori ?
Che caspita di uscita era.
Comunque salgo e le porgo un mazzo di fiori comprato sotto casa.
”Molto gentile da parte sua non doveva,ho pensato che era meglio farsi portare qualcosa in casa che uscire visto che promette pioggia” – è come al solito fredda come un iceberg.
“Ha fatto bene.” –le rispondo anche se mi chiedo dove vedeva le nuvole quella sera visto che c’è un bellissimo cielo stellato.
“Allora prima alcuni punti da chiarire,qui non siamo a scuola si ci dà del tu e si usano i nomi,il mio come saprai è Alina. Inoltre è vietato parlare di studenti,insegnanti e programmi.”
Bene già pensavo all’incubo di una serata troppo formale parlando dei problemi del latino o della matematica.
Sorridendo mi accompagna alla tavola dove iniziamo a mangiare delle cose per me di gusto nuovo,ma piacevole. Solo che in quella casa fa caldo,molto caldo,quasi innaturale e con la mia giacca da mezza stagione mi sembra stare in un bagno turco col loden.
A fine cena mi fa accomodare in salotto per il caffè.
Ormai non posso più nascondere il fatto che stavo quasi sudando.
“Non trovi che faccia caldo in questa casa” – le chiedo il più gentilmente possibile.
“Hai ragione ma il tecnico che deve aggiustare l’impianto non viene mai,comunque se hai caldo togliti la giacca,anzi sai che ti dico che sento caldo anch’io e vado a mettermi qualcosa di più leggero.”
Lei usce dalla stanza mentre mi tolgo la giacca con grande sollievo e inizio a girare per la sala in attesa che torni.
Quando ritorna il suo ingresso con la nuova mise resto di stucco.
Si è messa una guipere con slip di pizzo e calze con la riga con sopra una vestaglietta trasparente il tutto nero. Aveva ragione Giorgio quando diceva che i suoi anni se li porta benissimo,è più arrapante di una mia allieva in minigonna.
Da imbranato o da estasiato non so neppure io,casco sulla poltrona non sapendo che fare.
Lei si avvicina a me portandosi a pochi centimetri e mi dice sarcastica:
“Vedi una bella donna e ti siedi,non è che sei gay ?”
Allungo la testa verso i suoi slip e comincio a baciarli,leccarli,toccarli.
Poi mi alzo e le passo una mano dietro la testa per spingere la sua bocca contro la mia.
E’ un bacio lungo e sensuale mentre con l’altra mano le accarezzo la schiena.
“Andiamo in camera da letto saremo più comodi.”
La seguo senza staccare un attimo gli occhi dal suo posteriore,così sodo e messo in risalto da quegli slip sgambati.
Arrivati in camera comincio a slacciarle il bustino e a sganciarle le calze,poi la sdraio dolcemente sul letto.
Ha due tette bellissime che non dicano altro che prendimi in bocca.
Mi metto al suo fianco e riprendo a baciarla sulle labbra,poi inizio lentamente a scendere sul collo e sulle spalle. Quando arrivo ai suoi seni prendo a leccarle i capezzoli con la punta della lingua mentre le mani le accarezzano le mammelle.
Lei gode e geme,si vede che è tanto tempo che non si fa una bella scopata ed io sono intenzionato a saldare gli arretrati.
Continuo a far scendere la lingua fino all’ombelico,che si prende anche lui la sua parte di baci e leccate per poi arrivare agli slip,che le sfilo tirandoli per la bocca.
Ora è li con solo le calze e le gambe semichiuse,non parla,non ce n’è neanche bisogno.
Le apro le cosce e inizia a baciarle la fica ormai bagnata,le lecco l’interno delle cosce e le grandi labbra,gioco con la lingua col suo clitoride duro che sembra un piccolo pene in erezione.
Lei mi mette le mani tra i capelli,quasi volesse sentire ancora di più il mio corpo continuando a mugolare a bassa voce,quasi si vergogni di godere.
Prendo allora un dito e lo faccio scivolare piani piano in quella fessura,ormai allagata dai suoi umori e dalla mia saliva. Alina inarca la schiena presa dall’orgasmo e si piega ancora di più quando al primo dito si unisce un secondo.
Ormai ha un orgasmo dopo l’altro e qualunque cosa faccia non può che aumentare il suo godimento.
“Ora spogliati non resisto più ai tuoi giochetti.” – è tornata autoritaria,ma non mi dispiace per niente.
“Con vero piacere.” – sorrido con tutti i denti mentre la guardo vogliosa.
Mi spoglio il più rapidamente possibile rimanendo solo coi boxer.
“Questi però li togli tu.”
Lei si avvicina con uno strano fare,come se non abbia capito,e appena mi liberò il pene che era già in erezione esclama:
“Ma ce l’hai grande !”
Io ci rimango male per lei,era mai possibile che a 40anni non avesse mai visto un uccello di più di 20centimetri ?
Dopo un attimo d’imbarazzo lo prende con una mano e comincia ad accarezzarlo,ma senza passione come se mi erano dovute due coccole,poi si risdraia sul letto e mi dice:
“Mettimelo dentro,ma fai piano ti prego e non venirmi dentro”
Sembra che abbia organizzato tutto nei minimi particolari,quasi fosse un copione già vissuto.
A questo punto l’assecondo mi sdraio sopra di lei e comincio a penetrarla lentamente,anche se lei non fa alcun rumore particolare,ma sembra che subisse quella scopata.
Quella è forse una delle peggiori chiavate della mia vita,mi sembra quasi di essere con una puttana che apre le cosce a pagamento e non vede l’ora che finisci per liberarsi di te.
Nonostante la sua non partecipazione alla fine arrivo all’orgasmo venendole sulla pancia.
Appena ripresi prende due salviette e me ne dà una per pulirmi mentre usa l’altra su se stessa.
“Bene abbiamo finito” – parla come se si fosse concluso un consigli d’istituto – “ora puoi anche andartene”
“Come tutto qui ?” – le rispondo sorpreso.
“Non vorrai mica continuare con quel coso grossa mi hai infiammata tutta e poi cosa vorresti ancora fare ?”
“Ma tu fai sempre così ?”
“Si perché che c’è di male” – non le avessi chiesto chissà che cosa.
“E provi piacere ?” – ormai la incalzo voglio scoprire il perché di quel modo di fare.
“Più che altro mi tolgo la voglia”
“E di fare del sano sesso non hai pensato ?”
“Io non faccio cose da prostituta come rapporti orali o ancora peggio anali,sono pur sempre una signora di una certa classe,già stasera sono uscita un po’ fuori dai canoni con la lingerie,ma non chiedermi di più.” – lo dice come se stesse recitando una parte,ma non mi sembra del tutto convinta.
“E non vuoi proprio provare ? “– le chiedo riavvicinandomi a lei e baciandola dolcemente.
“Vuoi che faccia un’eccezione per te ?” – si sta togliendo la maschera della signora per bene.
“Basta che questa volta ti lasci andare o perlomeno provaci.”
Ora siamo uno di fronte all’altro,io metto il mio pene in mezzo alle sue cosce per fargli sentire come cresce man mano che mi eccito e mentre continuo a baciarla le accarezzo la schiena fino al culo. Visto che lei rimane passiva la faccio scivolare sulla pancia e comincio a leccarle la schiena scendendo lentamente fino ad arrivare al suo sedere.
“Cosa vuoi fare ti ho detto che non mi piacciono quelle cose.” – lo dice,ma non mi convince
“Non penserai che farsi baciare il culo sia da puttana ?”
“No però…”
“E allora rilassati.”
Prendo a baciarle le natiche per poi passare al loro interno e fermarmi al suo buchetto vergine.
Inizio a baciarlo,leccarlo,farci entrare la mia lingua e finalmente Alina ha un fremito vero.
Le metto due cuscini sotto la pancia per stare più comodo e riprendo il mio lavoro.
I suoi gemiti ora salgono di volume e intensità fino ad esplodere quando le metto dentro una piccola parte del mio dito.
“Non farlo ti prego non voglio.” – è l’ultima frase di circostanza,ma ormai ha mollato.
“Ma stai godendo,hai la fica fradicia.”
“Non voglio…..ah siii.”
Non me ne frega di quello che dice,la sento godere e non avrai certo smesso a quel punto.
Continuo a farle scivolare il dito dentro il culo e con l’altra mano le accarezzo la fica mai così bagnata. Alla fine il dito entra del tutto.
“Vedi che ti piace.”
“Si è bellissimo.”
“E deve ancora venire il meglio,stai tranquilla e lasciami fare.”
Mi alzo sulle ginocchia e la chiavo in quella vagina ormai lubrificata. Il cazzo scivola senza problemi fino in fondo con pochi colpi. Alina ora gode facendomi sentire tutto il suo piacere.
Quando ha il suo primo orgasmo tiro fuori il cazzo e le sputo sul buco del culo poi punto la cappella verso quello che ormai era l’oggetto del mio desiderio.
“No lì no mi farà solo male.”
“All’inizio ti brucerà,ma poi godrai come non mai.”
La cappella entra senza problemi bagnata com’era ma far entrare il resto è una cosa lunga anche se piacevole. Ogni volta che spingo entro lei mi prega di smettere anche se non si sposta di un millimetro da quella posizione,io continuo a insalivare sia il buco che il cazzo e alla fine la sodomizzo con tutta la verga.
“Sento il fuoco dentro.”
“Ma ti piace confessalo.” – la sento godere e voglio che lo dica.
“Si mi piace,ma fai piano brucia troppo.”
Ormai il piacere ha vinto sul dolore,ma soprattutto sui pregiudizi da benpensante.
Prendo a stantuffarla piano,anche se ogni volta che entro dentro lei geme sempre più forte.
Non è un rapporto lungo,ma intenso. Il fatto che era stretto in quella maniera accelera il mio orgasmo e non riesco a trattenermi dallo sborrarle nel culo.
“Prendilo tutto cara direttrice.”
“Si continua sto arrivando.”
“Anch’io ora ti riempio di sborra.”
“Siiii.”
“Godooo.”
Mi accascio su di lei esausto per quel rapporto poi visto che le peso scivolo al suo fianco.
“Sei un maiale,mi hai sfondato il culo.” – fa la parte dell’ex verginella,ma non gli si addice più.
“Si ma tu hai goduto forse per la prima volta.”
“E’ vero mi è piaciuto,ma non mi sento una puttana per questo.”
“Quello che hai fatto non è da troia è normale per una donna. Sei tu che sei piena di preconcetti stupidi e non ti lasci andare a quella che è la tua vera natura.”
-E adesso che cosa vuoi fare ?” – non è una domanda,ma un invito ad andare avanti.
-Continuare è ovvio.”
Torno sul suo culo e raccolgo con la lingua quel misto di sperma e umori che si è formato per portaglielo alla bocca. Lei apre le labbra e lo gusta appieno ormai libera da falsi pudori.
Continuo con quel lavoro finché non ha l’ano asciutto poi le porgo il cazzo per farglielo pulire.
“Tira fuori la lingua e leccalo.”
“Ma io non l’ho mai fatto.”
“C’è sempre una prima volta.”
Timidamente tira fuori la lingua e comincia a leccarmi l’asta ripulendola di ogni traccia. Poi presa dalla foga prende in bocca la cappella e inizia il suo primo pompino. Anche se è inesperta si dà da fare,non lo prende tutto in bocca ma riesce a sopperire con le mani e in breve tempo il cazzo torna in piena erezione.
“Ora mia cara mettiti sopra e scopati un po’ da sola.”
“Vuoi davvero che lo faccia ?”
“Certo non hai voglia di condurre tu il gioco ?”
Goffamente mi sale sopra,si punta il cazzo sotto la fica e comincia a farselo entrare dentro.
Solo che dove avere la passera in fiamme,perché lo fa molto lentamente nonostante il mio bastone sia discretamente bagnato. Comunque alla fine riesce ad entrare tutto e comincia a cavalcarmi con fare sempre più audace.
“Si mi piace,mi brucia,ma mi piace.” – ha ricominciato a sentire il piacere e parla tra un sospiro e l’altro.
“Vedi che sei capace a fare qualsiasi cosa.”
“Non avevo mai incontrato uno come te che mi facesse sentire donna.”
“Ora girati voglio vederti il culo.” – le ordini per vedere se è completamente padrona di se.
Senza dire nulla si gira su se stessa dandomi le spalle e continua a chiavarmi.
Mi bagno un dito e glielo metto dentro il culo ormai aperto.
“Sei porco,vuoi anche questo ?”
“Certo,tanto ti piace,ormai non lo puoi negare.”
“Allora sfondami tutta,fammi sentire troia fino in fondo.”
La alzai tanto da farlo uscire fuori e lo punto sull’ano.
Lei capisce quello che voglio e senza fiatare comincia a prenderlo dietro.
Lubrificato com’è non ci mette molto a farlo sparire dentro le sue belle chiappe,una volta preso tutto comincia a masturbarsi e a fottersi il culo.
“Sei diventata proprio una porca,fai tutto da sola.”
“Godo come non mai,non venire ti prego,fammelo sentire tutto.”
“Scopati allora e fammi godere.”
Andiamo avanti per un bel pezzo poi le vengo di nuovo dentro.
Lei allora mi mette il culo in faccia e comincia a leccarmi il cazzo sporco di sperma.
Quando finiamo di pulirci a vicenda si alza,è stravolta ma felice.
“Ora però basta sul serio” – è seria,ma soprattutto sfinita – “ non ce la faccio più,sono tutta un bruciore.”
“Certo per stasera basta sono stanco anch’io” – le rispondo mentendo spudoratamente.
Torniamo in salotto per bere qualcosa poi mi rivesto pronto per andarmene.
“Non è che domani ti vanti con tutta la scuola ?” – mi chiede preoccupata,ora si rende conto che potrei sputtanarla.
“Stai tranquilla stasera abbiamo solo cenato e parlato di scuola.” – le rispondo con il classico sorriso da bravo ragazzo.
Mi da un lungo bacio e me ne esco felice,sapendo che certamente ci sarebbero stati altri inviti a cena in quella casa.

A presto una nuova storia
“La professoressa Santarelli”

Chiunque voglia inviarmi commenti o critiche è ben accetto.
Il mio indirizzo è
blacklussury@gmail.com

Il mio blog (ancora in avvio)
http://blackluxury.blogspot.com/

La professoressa Santarelli

Patrizia Santarelli è la classica professoressa d’italiano che tutti avremmo voluto avere.
Trentasei anni portati alla grande,sposata senza figli,sempre elegante senza mai esagerare.
Una di quelle insegnanti che si guadagna il rispetto senza bisogno di minacce o altro.
Ha iniziato ha insegnare nell’istituto insieme a me con la differenza che lei ha ben più esperienza del sottoscritto. Inutile dire che ha ricevuto le avance di tutto il corpo insegnanti di sesso maschile me e stranamente Giorgio esclusi,dando due di picche come se piovesse.
Quello che non sopporto,e non solo io,è che in ogni momento libero non fa altro che parlare del suo splendido marito e di come siano una coppia perfetta.
Si è arrivati a quel periodo che precede gli scrutini,quando la scuola è ormai chiusa e si dovrebbe cercare di tirare le conclusioni su un anno d’insegnamento. Mi sono recato all’istituto più per farmi vedere che per altro,ormai avevo già preparato da tempo le valutazioni sui miei alunni,ma avendo il contratto in scadenza ci tenevo a fare il bravo insegnante anche se la direttrice mi ha già confidato che oltre alla conferma mi avrebbe fatto quello a tempo indeterminato per farmi stare più tranquillo.
Me ne stavo in sala insegnanti a rileggermi i miei fogli quando arriva la Santarelli con un sorriso formato tessera.
“Ciao Marco cosa fai qui ?”
“Do l’ultima occhiata alle valutazioni,dopodomani iniziano gli scrutini e non voglio fare la figura del debuttante allo sbaraglio.”
“Ma che bravo,però un caffè al bar lo accetti.”
“Certamente ormai questi fogli li so a memoria.”
In realtà quell’invito non lo capisco,non c’è mai stata tanta confidenza fra noi due,ma ormai odio la sala professori e qualunque via di fuga è da prendere al volo.
“Allora Marco quanti insufficienti hai in quarta A ?” – Mi chiede con tono cordiale.
“Sei irrecuperabili anche con tutta la buona volontà.”
“Fra questi c’è Torrisi ?”
“Lui ha collezionato una serie di cinque da record non gli posso dare la sufficienza neanche volendo.”
“Vedi io ti vorrei parlare proprio di lui,se per esempio tu lo portassi al sei,sarebbe più facile che venga promosso.”
”Posso chiederti come mai questo interesse ?” – Ora sono proprio curioso e non lo nascondo.
“ E’ un bravo ragazzo e non merita a mio avviso d’essere bocciato.”
“ Dai cerca d’essere più originale in tribunale con un’arringa del genere lo condannano a vent’anni.”
“ No guarda che è vero ha anche avuto dei problemi in famiglia.” – quello che dice non sta in piedi,e poi non è proprio convincente.
“ Patrizia non insegno da una vita,ma non me la racconti giusta dimmi la verità e poi ne parliamo.”
“ Non è facile da dire sono cose un po’ private.” – Mi risponde cominciando ad arrossire.
“ Dai Patrizia tutto quello che mi dirai resterà fra di noi fai finta che sono un prete e ti stai confessando.”
“Va bene te lo dico.”
“Cosa ? “
“Me lo scopo.” – lo sussurra appena come se avesse paura che qualche altra persona la possa sentire.
“Come,cosa hai detto,non penso d’aver capito.” – sono tanto stupito che non riesco a parlare in maniera logica.
“Vedi un giorno sono andata a trovarlo per vedere come mai non riuscisse ad essere costante negli studi,ho avuto un momento di debolezza e siamo finiti a letto. Per me è stata un’esperienza unica,mio marito è stato il primo e fino ad allora unico uomo,e così abbiamo continuato a vederci ogni tanto e a fare sesso.” – parla senza alcun tono di voce particolare,come quando si ci confessa al prete e si aspetta l’assoluzione.
Mentre parla gesticola nervosamente col cucchiaino del caffè,è in imbarazzo e non riesce totalmente a nasconderlo,ma ormai si è scoperta e voglio approfittare dell’occasione.
“Ora capisco tutto questo tuo interessamento.” – e penso all’anima della santarellina.
“Allora gli darai la sufficienza ?” – più che una domanda è una preghiera
“Patrizia a questo mondo nessuno fa niente per niente.” – Ormai ho riacquistato la padronanza della parola dopo la botta iniziale e cerco d’avere un topo freddo e distaccato.
“Cosa vuoi dimmi,non mi chiedere grosse cifre di denaro perché non le ho,ma vedrò di fare il possibile.”
“I soldi non mi interessano,voglio qualcos’altro.”
“E cioè ?”
“Te. – Le dico nella maniera più semplice che esista. “
“Ma sei matto ? Questo è un ricatto in piena regola per,chi mi hai presa. – Mi ribatte sdegnata,dev’essere incazzata nera per la mia proposta e cerca di prendere tempo,ma non glielo concedo e controbatto subito.
“Dai adesso non fare la santarella non te lo puoi permettere,a questo punto non dovrebbe costarti molto mettere un altro corno a tuo marito e poi potrebbe anche piacerti.”
“Sei proprio il maiale che pensavo,già uno che è amico di quel Giorgio.”
“Patrizia non puoi permetterti di farmi la morale quindi cambia disco,sì o no.”
“Va bene non ho alternativa.” – Ha ceduto come credevo e mi sento il padrone del mondo,presto mi porterò a letto quella che è stata soprannominata “la Monaca” e già mi pregusto il tutto.
“Una cosa sia ben chiara,se hai intenzione di fare la statua di marmo non ti alzare neanche da quella sedia,o fai le cose per bene o non se ne fa niente.” – voglio essere sicuro di farmi una bella scopata e non d’avere un rapporto come quelli con le puttane di strada.
“D’accordo andiamo,però a casa tua,se non sbaglio non abiti lontano.”
Pago i caffè e ci avviamo verso casa mia. Durante il tragitto lei non dice una parola,cammina col capo chino,ma non m’importa ho altri pensieri per la testa e sono tutti sconci.

Arrivati a casa lei inizia a guardarsi intorno come una persona che guarda l’appartamento che deve acquistare.
Io la lascio fare poi visto che continua a stare zitta le prendo la testa tra le mani e la bacio.
Lei è colta alla sprovvista,non si aspetta che voglia subito passare al sodo,ma rimane fredda come un’equazione matematica.
Ho quasi voglia di buttarla fuori di casa,ma non demordo deve pur avere qualche punto debole.
Quando arrivo alle sue piccole orecchie sento un fremito,comincio allora a mettermi in bocca i lobi e a succhiarli,vuoi vedere che ho trovato il suo punto debole.
Più agisco sulle orecchie più si scioglie come neve al sole,ora sento le sue mani che passano sulla mia schiena e alla fine ci baciamo questa volta sul serio.
Le lingue si intrecciano in giochi senza fine,adesso e calda e sensuale come una vera amante.
Iniziamo a spogliarci a vicenda fino a che tutti i nostri abiti sono sparsi sul pavimento.
Ci sdraiamo sul tappeto e mi metto al suo fianco. Riprendo a baciarla mentre la mano corre su su un seno. I capezzoli sono già duri e li stringo piano con l’indice e il pollice. Poi mi ricordo del suo punto erogeno e con la bocca torno al suo orecchio leccandolo e baciandolo a lungo.
Patrizia non fa nulla se non accarezzarmi la schiena con la mano libera,vuole godersi i preliminari e la cosa non mi dispiace.
Sarà il caldo o qualcos’altro,ma cominciamo a sudare e la sua pelle assume un gusto diverso ancora più eccitante e desiderabile.
La mia mano scivola verso il basso fino ad arrivare al suo sesso. Lei apre le cosce per permettermi di agire al meglio e ora ho tutta la sua fica nella mia mano. Non è depilata,ma calda e bagnata e come il dito le passa in mezzo le labbra si aprono come un fiore.
Le prendo il clitoride fra le dita,è grosso come non ne avevo mai visti in tutta la vita e non resisto a guardarlo da vicino. Mi accuccio sotto di lei e la lecco avidamente,cominciando dalle grandi labbra che sono anche loro di dimensioni notevoli. Quando le metto due dita dentro la sento venire,ma continuo fino a quando non apre finalmente bocca per parlarmi.
“Scopami Marco,non resisto più.” – E’ caldissima,parla come se fosse l’incarnazione del sesso,ma non ho fretta,voglio godermela per bene,
“Non ci penso proprio devi supplicare il mio cazzo.”
“Ti supplico,mettimelo dentro,lo voglio.”
“Più l’aspetti più godrai.”
Riprendo il mio lavoro di lingua e dita ormai è un lago e fatico a prendermi tutti i suoi umori.
Fatico a tenerle le gambe aperte fra i suoi gemiti di piacere che hanno raggiunto picchi altissimi.
Vorrei continuare all’infinito a leccarle la passera,ma sotto sto esplodendo tanta è la voglia di farla completamente mia.
Poi non resisto più e scivolandole sopra le entro dentro.
“Si dammelo tutto.” – mi chiede con voce da vera troia in calore.
“Eccotelo.”
“Scopami come vuoi,ma non mi venire dentro.”
Le prendo la testa fra le mani e comincio a baciarla anche perché fa un casino incredibile e non voglio farmi sentire da tutti i vicini. Le sue mani sono adesso sul mio fondoschiena e lo stringono ritmicamente andando dietro alla mazza che ha dentro.
E’ una cavalcata selvaggia,è tanto bagnata che tarda a venire,ma ad un orgasmo ne segue presto un altro e io cerco di trattenere il mio al massimo delle forze.
Non ho mai visto una donna godere tanto soprattutto di quell’età,ma Patrizia è scatenata sotto di me,mi stringe il culo o mi graffia la schiena,ma non è mai totalmente passiva.
Alla fine sento che sto per venire e tiro fuori il cazzo e dopo due colpi di mano le vengo sulle tette e scivolo all’indietro.
L’ex monaca tarda a riprendersi,è stravolta,ma quando lo fa prende il mio seme dalle tette e se lo porta alla bocca.
“Ha un buon sapore,chissà com’è alla fonte ?” – Mi piace sempre di più,è provocatoria quel giusto per eccitarmi all’infinito.
Finito di pulirsi il seno si mette fra le gambe con la testa e prende a leccarmi il pene,poi lo prende in mano e con la lingua scende sui testicoli.
In poco tempo il cazzo torna in erezione e non tarda a prenderlo in bocca.
2Ora ti farò godere io,è una promessa.” – Mi dice con uno sguardo che sprigiona erotismo.
“Sono sicuro che saprai mantenerla.”
Il mio bastone è ora pieno di saliva,vorrei che si impalasse da sola ma non le dico niente sono curioso di vedere cos’ha in mente.
Finalmente si muove dal basso e si siede sulle mie cosce tenendo il cazzo in mano.
“Vuoi che ti monti giovane maiale ?”
Non è una vera domanda è più una sfida personale,vuole dimostrarmi che non è una sprovveduta,anche se non la capisco.
“Non aspetto altro.” – Ho voglia e lei lo vede benissimo.
“Ti accontento subito.”
Comincia a sfregarsi il cazzo sulla fica bagnandolo ancora di più,poi all’improvviso lo punta sul buco del culo e inizia a farlo entrare solo che a metà si ferma.
“Ce l’hai troppo grosso,mi brucia.” – Mi dice con una smorfia di dolore vero.
“Se lo vuoi devi soffrire,ma poi vedrai come godi.”
“Non ci riesco,mi fa male.”
Allora la prendo per i fianchi e comincio a spingere dal basso,le scivolano alcune lacrime fino a quando non è tutto dentro. Il suo buco è stretto e questo mi fa godere ancora di più anche se adesso è ferma sopra di me.
Poi prende a muoversi molto lentamente,ma ormai non piange più e i gemiti di dolore si trasformano in quelli di piacere.
Le allungo una mano sulla fica per eccitarla ancora di più,non che sia semplice,ma m’impegno perché non voglio fare quello che ci mette solo il palo.
Patrizia comincia ad aumentare il ritmo,ormai il buchetto ha ceduto e il cazzo scivola dentro e fuori più facilmente. La sento godere con tutti i muscoli,la faccia ha assunto un’espressione d’estasi mentre mi fa sentire tutto il suo piacere.
Vorrei baciarla,dirle grazie non so per cosa,ma rimango fermo,sotto di lei fino a quando non arriva l’apice. Senza dirle nulla o darle qualche preavviso le vengo dentro,lei rallenta e lo sperma scorre sul pene bagnandola ancora di più.
Patrizia continua a montarmi nonostante sia venuto,lo fa piano come per non far finire mai quel momento magico,poi si ferma anche lei,sfinita,ma felice.
Con gli occhi che le brillano di gioia mi chiede se mi è piaciuto,ovviamente rispondo di si e ci mancherebbe. Si alza e si gira mettendomi il culo in faccia.
Prendiamo a pulirci a vicenda con la lingua poi va a prendere due sigarette e dopo averle accese me ne porge una sdraiandosi al mio fianco.
“Vedi Marco non vorrei che ti facessi qualche idea sbagliata sul mio conto.” – Inizia con una voce che esprime preoccupazione,ma conoscendo il nostro ambiente di lavoro,pieno di finti moralisti,la capisco.
“Patrizia sono l’ultima persona al mondo che si può permettere di dare dei giudizi.”
“Però vorrei raccontarti qualcosa di me,mi prometti di non interrompermi ?”
“Certo sono tutto orecchi,però mettiamoci sul divano o mi si spezza la schiena.” – Mentre lo dico faccio una smorfia di finto dolore,lei ride di gusto,poi l’aiuto ad alzarsi.
Ci accomodiamo sul divano,che rispetto al tappeto mi sembra la cosa più comoda del mondo.
“Allora devi sapere che mio marito è stato anche il mio primo uomo,non che sia arrivata vergine al matrimonio,ma non ho mai avuto un termine di paragone. Sapevo che non era molto dotato,più che altro sentendo i commenti di qualche collega un po’ porcella,ma non m’importava molto,lo amo ancora tantissimo,solo mi sentivo sempre più incuriosita dagli altri.”
“La curiosità è una brutta bestia.” – Detto da me è più che sicuro.
“Fammi continuare,ti prego. Poi arrivò Torrisi e nonostante quel suo atteggiamento da bullo di periferia,o forse proprio per questo,mi sono subito sentita attratta da lui e alla fine o ceduto alle mie voglie ho fatto l’amore con lui. Solo che è ancora ragazzino quindi inesperto,ha si una mazza discreta,ma consuma un sacco di preservativi.”- E ci mettiamo a ridere. – “Alla fine sei arrivato tu,quando mi hai fatto la proposta di venire a letto per salvare il mio giovane amante ti avrei ucciso solo che ci tengo troppo a lui e ho ceduto. All’inizio non riuscivo a sbloccarmi poi mi hai toccato le orecchie e quando qualcuno lo fa non resisto un attimo mi eccito troppo e mi sono lasciata andare.”
“Scusa se te lo dico ma dopo mi è sembrato che volevi dimostrare qualcosa più a te stessa che a me” – Le chiedo il più gentilmente possibile,non voglio offenderla e certo di essere più che cauto.
“Vedi in sala professori quando ci sono un paio di colleghe che non ti nomino è solo un parlare di cazzi,fiche e culi. Io ho avuti rapporti anali solo con mio marito,ma lui quando lo mette li viene subito ed ero curiosa di sentirne uno grosso dentro come nei loro racconti. E se non era per te ero ancora li in cima a cercare di farlo entrare.”
Ora rido solo io,ma la risata si sa è contagiosa e anche lei ci scherza sopra.
Nel frattempo le sigarette si sono finite mentre io continuo a guardarla negli occhi.
“Patrizia hai ancora un po’ di tempo” – Le chiedo a bruciapelo.
“Si perché ?”
“Perché ora andiamo in camera da letto e ricominciamo.”
La prendo in braccio fingendo che non riesca a sollevarla e andiamo in camera a fare l’amore fino a tardo pomeriggio,poi se ne deve andare.
Prima di uscire di casa mi da un bacio sulla guancia e mi sussurra.
“Penso che ti verrò a chiedere altri favori.”
E sorridendo torna a casa sua

A presto un nuovo racconto
“Villaggio turistico 1 – Paula”

Chiunque voglia mandare commenti o critiche è ben accetto.
Il mio indirizzo è
blacklussury@gmail.com

La sorpresa

E’ il classico venerdì sera in cui uno è troppo stanco per uscire anche se ha voglia di evadere dopo una settimana di lavoro. Quindi ho deciso a starmene a casa bravo bravo e tenermi le energie per sabato e domenica. Mi sono comprato una cena cinese che stavo finendo quando suona il cellulare.
“Ciao sono Vittoria hai qualcosa da fare questa sera o sei tutto libero per me ?”
Sapevo che mi avrebbe chiamato prima o poi anche se non pensavo così presto.
“Ciao Vittoria,no guada non avevo nessuna idea,tu che cosa hai da proporre.” – gli rispondo preso di sorpresa.
“Se mi dai il tuo indirizzo,vengo a trovarti e vediamo di divertirci un po’ ti va ?”
La sua non è una proposta normale,come del resto non è del tutto normale lei,quindi gli diedi il mio indirizzo e mi metto ad aspettarla impaziente come un ragazzino al suo primo appuntamento.
Dopo una mezzora suona al campanello e vado ad aprire col cuore in gola.
Nonostante fosse abbastanza caldo si presenta con un lungo spolverino nero aperto solo sul collo e dal quale spuntano le gambe fasciate da calze a rete bianche e le scarpe di pelle lucida nere. Completava l’abbigliamento una grossa borsa di pelle,anche questa nera che sembra piena tanto era gonfia.
“Questa sera quello stronzo di Franco è andato a giocare a poker dagli amici,come se non sapessi che poi vanno a troie” – è la prima cosa che dice – “e allora ho deciso che anche io mi voglio divertire un po’.”
“Quindi sei sola tutta per me ?” – in realtà è evidente solo che voglio essere sicuro.
“Certo ora però fammi entrare o vuoi fare sesso sulla porta di casa” – replica con tono ironico.
Mi scuso per non averla ancora fatta entrare,ma la sua visione e soprattutto l’idea di una serata più che piccante mi ha bloccato il cervello.
Una volta in salotto posa la borsa lasciandola cadere su una sedia si siede su una poltrona accavallando le gambe e mi chiede se sono pronto per la prima sorpresa.
“Certo dimmi cosa devo fare”
“Siediti e non fare nulla finché non te lo dico”
Sprofondo nella poltrona ansioso di sapere quello che ha in mente.
Vittoria si alza e inizia a muoversi in maniera sensuale,quasi volesse fare uno strip anche se non c’è la musica. Poi si gira e comincia ad aprire lo spolverino. Quando torna a guardarmi lo tiene chiuso con le mani visto che ormai tutti i bottoni erano slacciati.
“Sei pronto ?”
“Si”
Allora lo fa scivolare per terra lo spolverino mostrandosi totalmente nuda.
Io inutile dirlo rimango di sasso. Porta solo un reggicalze di pizzo bianco per tenere le calze.
Abbronzata com’è quel bianco risalta ancora di più rendendola,se possibile,ancora più eccitante.
Non ho tempo di riprendermi che lei prende a toccarsi le tette palpandosele vigorosamente,per poi far scendere le mani sempre più in basso fino ad arrivare all’incavo delle gambe.
Ormai sono inebetito. Vittoria non solo è una gran bella donna,ma anche estremamente sexy e adesso si trova davanti a me solo per me ad eccitarmi come non mai.
Poi si va a sedere sul divano,mostrandomi in tutto il suo splendore il suo culo perfetto nelle forme e nelle dimensioni.
“Ora vieni qui ed inizia a baciarmi i piedi.”
La sua non è una richiesta è un’ordine che eseguo con piacere.
Io mi inginocchio davanti a lei,le tolgo le scarpe e inizio a baciarle i piedi prima uno e poi l’altro,baciandoli e leccandoli salendo sempre più su.
“Si bravo così ora leccamela tutta voglio sentire la tua lingua dentro.”
Non me lo faccio ripetere e allargandole leggermente le gambe inizio a leccale quel fiore completamente depilato. Lei mi prende la testa con le mani per schiacciarla ancora di più sul suo sesso ormai bagnato,gemendo ad ogni passata della lingua sul clitoride. Ho preso il tempo giusto per farla godere,alternando leccate per tutte le labbra ormai completamente aperte e penetrazioni con la lingua.
“Ora leccami il culo” – mi ordina
Si alza dandomi le spalle e inizio a leccarle le chiappe sode,per poi passare al loro interno salendo e scendendo con lentezza. Mi sto eccitando sempre di più nel sentirla godere e alla fine passo al suo buchino,allargandolo con le mani per infilarci meglio la lingua. Lei con una mano si regge al tavolo e con l’altra si masturba,incitandomi a farle provare sempre più piacere. I suoi umori colano attraverso le cosce e io li lecco avidamente senza essere mai sazio di quel sapore.
Vittoria sospira sempre di più fino ad arrivare all’orgasmo con un urlo liberatore.
“Sei stato bravo con la lingua ora meriti un premio comincia ad alzarti.”
Io mi sollevo davanti a lei mostrando il pacco gonfio per l’eccitazione,lei allora senza dire nulla mi tira giù pantaloni e boxer e appoggiando le mani sulle mie natiche inizia a giocare con la lingua sulla mia cappella. Sapendo per esperienza della sua arte nel pompino non faccio nulla se non lasciarmi andare,presto i colpi di lingua divenirono baci sempre più appassionati per poi far sparire tutto il mio cazzo nella sua bocca. Ora le poggio le mani sulla testa più per rimanere in piedi che per scoparla in bocca,le sue mani si erano impadronite del solco del mio culo stringendolo ritmicamente. Poi una mano scivola davanti iniziando a palmarmi i coglioni gonfi,per andare dopo a solleticarmi il buco del culo,ma senza entrarci.
Da grande maestra fa in modo di prolungare al massimo il mio piacere,rallentando ogni volta che sto per venire per poi riprendere a leccarmelo e a spompinarmi senza pietà.
Le vengo in bocca sapendo che le piace,non le cade neanche una goccia di sperma,continuando anzi a far roteare la lingua sulla cappella e finendo il servizietto con due baci sui testicoli.
A questo punto indietreggio fino a cadere nella poltrona poco distante soprattutto per riprendere un po’ di fiato ma Vittoria non è della stessa idea.
Lei è capace di performance straordinarie,di avere un rapporto dopo l’altro come se nulla fosse e quando iniziava non vuole saperne di finirne,se non quando lei è stanca e per questo non basta certo un solo rapporto.
Si alza per andare ad aprire il borsone,sculettandomi davanti come per prendermi in giro,e tira fuori un vibratore dorato.
“Vediamo quanto tempo ci metto per fartelo tornare duro.” – mi dice ridacchiando.
Torna sul divano e dopo averlo acceso comincia a passarsi il vibratore sulla passera ancora bagnata.
Comincia a farsene entrare un pochino per poi ripassarselo sulle grandi labbra gemendo piano,come se ora avesse paura di farsi sentire.
E’ una visione celestiale lei che mi masturba con quel piccolo vibratore,fissandomi con uno sguardo da porca insaziabile.
Dopo poco tempo il mio cazzo torna in erezione ma voglio che sia lei a chiederlo e restai seduto finché non apre bocca..
“Dai scopami ora voglio il giocattolo di carne.”
Non me lo faccio ripetere due volte,mi alzo,le apro le cosce al massimo e la penetro tutta con pochi colpi tanto è bagnata.
“Si scopami tutta voglio sentirti tutto dentro.” – mi dice tra una rantolio e l’altro mentre le sue unghie si fanno sentire sulla mia schiena.
Io continuo a sbattermela anche perché bagnata com’è,il mio cazzo non ha nessuna resistenza nello scivolarle dentro.
“Ora girati voglio fartelo sentire tutto palle comprese.”
Le si gira mostrandomi il culo in tutto il suo splendore,per poi poggiare un dito sul suo buchetto.
“Al culo pensiamo dopo ora voglio che tu continui a farmelo sentire dentro la fica.”
Dopo la prima esperienza con lei ho capito che il linguaggio forte la eccita ancora di più.
Non insisto tanto a quel buco ci sarei arrivato lo stesso,e prendo a far entrare piano piano il mio cazzo dentro la sua passera bagnata per poi farlo uscire velocemente.
Ogni volta che entro dentro Vittoria inarca le spalle e mi chiede di continuare a scoparla,ma ora sono io a dettare le condizioni e proseguo avanti per un pezzo con quel gioco. Lei allora prende a massaggiarsi la fica per godere ancora di più. Sento la punta delle sue dita sfiorarmi il cazzo fino a quando non le fa scivolare sulle mie palle,massaggiandole con dolcezza. Quando sento che stavo arrivando la prendo ben salda per i fianchi e comincio a spingere forte poi la giro per sborrarle di nuovo in bocca. Come sento il cazzo dentro le sue labbra le vengo dentro riempendole la gola col mio sperma.
Dopo due orgasmi del genere ci fermiamo per fumarci una sigaretta,ma le bruciamo in fretta tanta è la voglia di ricominciare.
“Fatti guardare il culo” – le dico – “non vorrei che questa sera la passasse liscia.”
Lei va a prendere la borsa che mise vicino a me.
“Guarda se c’è qualche giocattolo che ti piace.”
Io inizio a guardare dentro la borsa dove c’è un piccolo sexy shop. La mia attenzione cade su un paio di manette e su alcuni giochi anali.
“Vieni andiamo sul letto” – ora sono io ad avere un tono autoritario,le parti si stanno invertendo e non dispiace a nessuno – “ho in mente qualcosa che sicuramente ti piacerà.”
Arrivati in camera da letto l’ammenetto alla sponda col culo per aria,le metto alcuni cuscini sotto la pancia per poter godere meglio di quello spettacolo. Vittoria ha un culo perfetto che le dà e sa dare godimenti unici. Comincio a leccarle di nuovo col calma il solco delle chiappe sode arrivando fino alla fica,per poi risalire velocemente. Dopo un po’ di quell’andazzo mi dedico al buchino leccandolo intorno e internamente per lubrificarlo al meglio. Poi dalla borsa prendo delle palline, le bagno per bene e comincio a farle entrare e uscire facendo piano soprattutto quando escono. Vittoria si sta eccitando parecchio e non dice nulla se non alcuni rantolii di piacere sapendo che il bello prima o poi sarebbe arrivato.
Ormai le palline non bastano più per farla godere seriamente e prendo un vibratore anale,di quelli fatti ad anelli grosso più o meno come il mio cazzo che sta crescendo anche lui per l’eccitazione.
Il vibratore scivola dentro senza fatica solo che adesso i gemiti di Vittoria sono maggiori proporzionati a ciò che la sta sodomizzando. Io riprendo a leccarle il contorno del buchetto ormai aperto,facendo scivolare un po’ di saliva per mantenere il tutto bagnato.
“Dai mettimelo dentro non resisto più voglio sentire il tuo cazzo dentro.”
“Non ancora devi prima supplicarmi di incularti come la troia che sei.”
Vittoria prende allora ad insultarmi per farmi perdere la pazienza e dargli il piacere che voleva,ma i per risposta comincio a sculacciarla non in maniera violenta,ma in modo che senta la chiappe bruciare un po’. Quando le passo la mano sulla fica questa è fracida di umori.
“Allora ti piace se ti bruciano le chiappe ?”
“Si continua così non ho mai provato un piacere simile.”
Dal tono della sua voce,che trasuda piacere,capisco che il trattamento le piace.
Continuo a sodomizzarla col vibratore mentre con l’altra mano la sculaccio sempre più forte,le sue chiappe abbronzate non diventano neanche un po’ rosse,solo si scaldano sempre di più.
Io non ho mai avuto tendenze sadiche,ma non so più controllarmi,quella donna mi ha stregato e ora è lì legata pronta a ricevere qualsiasi cosa,e se vuole che continuo a batterle il culo io sono ben contento di farlo.
Alla fine non resisto più e le sfondo il culo con pochi e violenti colpi.
“Tieni porca è questo quello che vuoi.”
“Si sfondami lo voglio tutto dentro.”
La prendo per i capelli con una mano mentre l’altra riprendo a colpirle le natiche ormai rossastre.
“Sapevo che eri una maiala ma non pensavo ti potesi spingere a tanto” – dico ormai in preda al piacere più estremo – “quando uscirai di qui dovrà bruciarti ancora il culo tanto da non poterti sedere.”
“Ti prego liberami le mani voglio godere anche con la fica.”
Io non l’ascolto per niente però vado a prendere un altro vibratore dalla borsa e glielo faccio scivolare acceso nella passera. Con i due buchi pieni Vittoria gode come non mai mentre continuo a colpirle le natiche ora con meno forza..
“Lo volevi dentro e ora godi” – le urlo – “eccotelo tutto.”
“Siiiii mi sta bruciando come non mai,ma è bellissimo.”
Oramai la sto inculando con fare selvaggio,il suo culo è dilatato all’inverosimile e bagnato come una fontana. Il cazzo scorre senza alcun impedimento e quel rapporto è il più lungo della serata.
“Sii vengo.” – è il mio ultimo grido
“Anch’io anch’io”
Le inondo il culo di sperma poi le porto il cazzo all’altezza della bocca perché lo ripulisca del tutto.
“Sei uno sporca maiale,ma certamente sai far godere una donna.”
“E tu sei una ninfomane insaziabile.”
Poi da un’occhiata all’orologio e vede che si sta facendo tardi,inoltre non vuole che Franco la trovasse sveglia perché per quella sera era sazia di sesso.
“Mi farò sentire quando posso” – mi dice sulla porta di casa – “la prossima volta ti porto un’altra sorpresa.”
“Non aspetto altro” – le rispondo baciandola dolcemente.
Tornato in sala mi accorgo che il cellulare è quasi scarico e corro a ricaricarlo.
Non vorrei mai che chiamasse domani e non riesca a trovarmi.

A presto una nuova storia
“Festa di compleanno”

Chiunque voglia mandarmi critiche o commenti è ben accetto.
Il mio indirizzo è
blacklussury@gmail.com

Eva – capitolo 3

Questa è una storia di Eva che posto per amicizia.
Chiunque la voglia contattare è libero di farlo anche solo per insultarla.
eva1980.e@libero.it

Ciao sono Eva .
Stasera ho voglia di fare la zoccola ,mi sento irrequieta e smaniosa di cazzo come spesso mi succede. Allora ho decido di andare nella villa dove un mio ex mi aveva fatto prostituire ad un gruppo di uomini senza scrupoli. Mi metto un vestito nero,molto aderente senza niente sotto,voglio che tutti sentissero l’odore della mia fica in calore. Lascio i capelli sciolti,indosso degli stivaletti bianchi e esco.
Sono arrivata intorno a mezzanotte,ovviamente quelle come me non pagano e mi sono diretta subito al bancone del bar per bere qualcosa e farmi vedere ben disponibile.
Il barista mi ha riconosciuta e con un ghigno mi da il bentornata.
Gli rispondo con un mezzo sorriso mentre due tipi si mettono ai miei lati e ordinano due Jack.
Sembro proprio una puttana in cerca del rimorchio e non faccio niente per smentirlo.
I due si mettono a parlarmi,le solite cose “tutta sola”,”si perché”,”dai vieni e sederti con noi”.
Andiamo verso un divanetto libero e mentre lo cerchiamo uno mi mette un braccio intorno alla vita e l’altro su una natica alzandomi un po’ il vestito.
Inutile dire che si accorge subito che non ho gli slip e mi porta la mano sulla fica fradicia dalla voglia. Nonostante sia una porca arrossisco mentre due dita mi entrano dentro.
Una volta seduti mi sono lasciata andare,l’altro mi ha abbassato le bretelline del vestito fino a scoprirmi il seno che a preso a palparmi mentre l’altro mi apriva le cosce.
Ad un tratto ho sentito la sua bocca sul sesso,ha iniziato a leccarmi e io ansimavo come una cagnetta.
Il primo mi ha portato il cazzo alle labbra come a chiedere strada,allora gli ho parto la bocca e ho preso a leccarlo.
Il secondo mi ha succhiato di colpo il clito facendomi urlare di piacere benché avessi la bocca piena,mettendomi anche due dita dentro facendomi godere tantissimo.
Hanno finito di spogliarmi e con le gambe molli per l’orgasmo mi hanno portato in una sala privata dove li attendeva altri tre uomini.
Mi hanno fatto inginocchiare sul letto e subito uno mi ha messo il cazzo in bocca mentre dietro ridevano di gusto.
All’improvviso uno si è messo dietro di me e mi ha dato una manata sulla fica.
Avrei voluto urlare,ma il cazzo che ho in bocca me lo impedisce.
Quello dietro mi tira per i capelli e me lo mette dentro senza riguardo.
E’ un cazzo enorme e mi sfonda tutta.
Più mi lamento,più lui mi fotte mentre gli altri mi girano intorno con gli sguardi carichi di lussuria.
Per questa sera hanno trovato la puttana che li soddisferà tutti quanti e non vedono l’ora che sia il loro turno.
Mi insultano dandomi della troia,che mi allagheranno col loro sperma e che uscirò di li rotta in tutti i sensi.
Iniziano a darsi il cambio,c’è chi mi batte sulle chiappe,chi mi tira i capelli,finché l’ultimo non mi ha sborrato in faccia o sulla schiena.
I rivoli di sperma ormai mi colano nel culo fino alla fica che ormai puzza come un letamaio.
Tre porci se ne vanno,ma ne entrano altrettanti.
Il primo senza bagnarmi mi incula facendomi lanciare un urlo di dolore.
“Taci troia” – mi urla dietro – “Volevi il cazzo e ora ti lamenti,sei ancora bagnata sotto.”
Mi fotte senza curarsi minimamente di me fino a riempirmi lo sfintere sborrandoci dentro.
“Ora è bella lubrificata” – dice quello che prende il suo posto e che continua a sbattermelo nel culo.
Mi riempono le cosce di lividi pizzicandomi e battendomi,sono le cinque e ci sono ancora sei uomini che vogliono fottermi.
Per fare prima mi mettono di lato e cominciano a scoparmi a due alla volta,ormai non ho più voce per emettere qualsiasi suono,subisco e basta,ma mi piace e vorrei non finisse mai.
Mi brucia il culo e mi brucia la fica,puzzo come un cesso e sono aperta in tutti e due i canali.
Ma sto godendo,sono una puttana piena di sborra calda,la sento su tutto il corpo dai capelli ai piedi.
Alla fine mi hanno scopato in quindici o giù di li coprendomi col loro piacere.
Prima di andarsene vedo un flash di un cellulare.
Hanno immortalato la serata.
Vado a riprendermi i vestiti,all’uscita un tipo mi da dei soldi che metto in borsa senza contarli.
Non m’importa del denaro,quello che voglio è sentirmi usata dagli uomini per il loro piacere e devono prendermi con forza sennò non godo.
Sono le sei del mattino quando m’incammino verso la macchina.
Sento il liquame che mi scorre sulle cosce e mi eccito di nuovo.
Una volta che mi sono chiusa nella mia piccola utilitaria inizio a prendere quei liquidi con le mani e a portarli alla bocca.
Allargo le gambe per pulirmi per bene,poi inizio a masturbarmi dolcemente fino ad arrivare all’ultimo orgasmo.

Eva – capitolo 2

La mattina dopo mi reco da Giorgio che trovo appena alzato.
“Ciao,Eva dorme ancora ?”
“Si,meglio così,voglio farti vedere una cosa.”
Accendo il pc e mi metto di fianco.
“Ieri ho deciso di fare un simpatico scherzo a quella troia.” – inizia a parlare eccitato come un bambino in un negozio di giocattoli – “Devi sapere che ho messo qualche videocamera nascosta per la stanza e questo è il risultato,dimmi se non è fantastico.”
Vedo quattro caselle che trasmettono l’orgia del giorno prima da diverse posizioni.
Giorgio fa avanzare velocemente per fare prima ,prima di mettere in modalità normale quando Patty le mette dentro il braccio.
“Se è vero che ha paura di sputtanarsi al paese cosa dici farà per questi video ?”
“Che cosa ti passa per la mente,so che hai già pensato a qualcosa vero Giorgio ?”
“Penso che ne potremmo fare la nostra puttana privata,in fondo prendere cazzi non le dispiace,se poi ci esce qualche soldo,a men on fa proprio schifo.”
“Bisogna però prima metterla alla prova in maniera seria.”
“Certo cosa ne dici di farle un bel esame di maturità ?”
Ci mettiamo a ridere,ma non penso che sia la soluzione adatta.
“Senti Giorgio,conosco una donna che potrebbe aiutarci.”
“Come una donna,qui ci vuole qualcuno con una mazza da record.”
“Stammi a sentire,la tipa è una gran mangiacazzi,me la sono già scopata e ti posso garantire che fa resuscitare i morti. Solo che con le donne le piace il possesso totale ed ha una mazza di gomma da quaranta centimetri che non vede l’ora di usare su una troia come Eva,ti intriga l’idea ?”
“Non è niente male eppoi magari ce la scopiamo pure.”
“Solo che questa volta niente riprese,sennò mi ammazza e non scherzo.”
“Tranquillo,a proposito si è alzata la principessa del pisello.”
Eva si presenta indossando una maglietta di Giorgio che le sta grande,ma riesce a coprire il perizoma.
“Buongiorno ragazzi,chi è che mi accompagna alla stazione,così torno a casa.”
“Penso che per tornare c’è tempo,intanto dai un’occhiata qui.”
Lei si mette a vedere i video a scoppia presto a piangere.
“Cosa avete fatto,siete due porci.”
“Senti chi parla,la troiaggine personificata.”
“Basta non voglio più vedere,voglio andarmene.”
“Allora non hai capito un cazzo. Se vuoi puoi uscire quando vuoi,solo che domani i tuoi vedranno quanto è scrofa la loro figlioletta,ora se proprio lo desideri rivestiti e vattene.”
“No vi prego,farò qualunque cosa. Volete scoparmi ? Fatelo !” – e si toglie la maglietta – “Chiamate chi volete,ma non mandate quelle cose a casa mia.”
Allora mi alzo e la prendo per i capelli con forza.
“Stai tranquilla che ti scoperemo finché ne avremo voglia,ma non basta. Tu diventerai la nostra puttana privata,verrai qui ogni volta che ti chiameremo e farai tutto quello che ti ordineremo di fare,fosse anche leccare il cazzo ad un cavallo. Sono stato chiaro ?”
“Si,però solo una cosa,niente fruste o cose del genere.”
“Questo lo possiamo accettare,ora però inginocchiati e fammi un pompino,voglio cominciare bene la giornata.”
Eva si accuccia e mi slaccia i pantaloni,poi abbassa i boxer e comincia a metterselo in bocca.
“Che cazzo fai puttana,ti sembra il modo d’iniziare ?”
“Ma mi hai detto di farti una pompa.”
“Si ma con classe,prima mi lecchi bene le palle succhiandole con calma,poi passi la tua fottuta lingua su tutta l’asta e solo alla fine lo metti in bocca,chiaro o devo farti un disegnino ?”
Lei annuisce e si mette a leccarmi i coglioni mettendoseli in bocca,certo impara in fretta la troia,basta insegnarle per bene il lavoro.
Quando lo prende fra le labbra le afferro la testa e lo spingo forte dentro,all’inizio sembra soffocare,ma dopo prende il ritmo e la scopo in bocca con violenza.
Giorgio nel frattempo si è spogliato e reclama anche lui un po’ di piacere.
“Ma se succhia il tuo,io che faccio ?”
“Non lo so.” – mi risponde – “Sfondale il culo,finché sente qualcosa.”
“Hai proprio ragione.”
Mentre inizia il pompino a Giorgio mi metto dietro di lei,le sputo un paio di volte sul buco e glielo infilo con pochi colpi ben dati.
“Ahi così mi sfondi.”
“Taci cagna,questo è solo l’inizio.”
“Mi fai male maiale.”
“Giorgio chiudigli quella fogna di bocca,non voglio sentire un lamento.”
Lui prende a scoparla in bocca mentre io la inculo a più non posso.
Ad ogni penetrazione sobbalza,ma ha la bocca piena e non può dire nulla,è una bambola nelle nostre mani.
Quando sento che sto per arrivare la giro verso di me.
“Bevi puttana e non farne cadere neanche una goccia o ti ficco una bottiglia dentro.”
Eva comincia a spompinarmi mentre Giorgio continua a sfondarle il culo senza pietà.
Alla fine la riempio di sborra e poco dopo anche Giorgio le lava la faccia con lo sperma.
“Vatti a lavare che fai più schifo di quello che sembri e torna solo quando ti chiamiamo.”
Lei si chiude nel bagno e io prendo il cellulare.
“Pronto Teresa sono Marco,ti disturbo ?”
“No figurati sto oziando non sapendo che fare.”
“Senti,una volta mi hai detto che hai un gigantesco cazzo di gomma e che vorresti incularti una donna,sei poi riuscita a trovarla ?”
“No come lo vedono scappano tutte,perché hai qualcosa da propormi,vuoi vedere che questa giornata non è inutile.”
“Io e un mio amico abbiamo una puttana privata,una troia che si fa fare di tutto,ieri ne a preso due alla volta,ma nello stesso buco,ora saremmo curiosi di vederla con te,ovviamente il tutto è offerto dalla ditta.”
“L’ho sempre saputo che sei un maiale,dammi l’indirizzo che arrivo.”
Le do l’indirizzo,non è lontano da casa sua e ci sarà poco da aspettare e richiamo Eva.
“Allora sentimi bene,ora arriva una mia amica,tu farai tutto quello che vuole,sennò sai quello che succede,sono stato chiaro.”
“Si ma io con una donna non l’ho mai fatto.”
“Primo non ci credo,sei troppo troia per non aver lesbicato,secondo non me ne frega niente,tu farai quello che ti dice e basta,solo ci vorrebbe qualcosa di adeguato,tu non hai niente in casa ?”
Giorgio dopo un po’ tira fuori un miniabito elasticizzato e un perizoma nero,solo che sono di qualche taglia più piccola rendendola ancora più provocante.

Dopo una mezzoretta arriva Teresa in uno dei suoi impeccabili tailleur.
Nonostante sia più vicina ai cinquanta che ai quaranta è sempre una gran bella donna,frutto anche della chirurgia estetica.
Porta con se una grossa borsa e mi saluta baciandomi sulle guance.
“Allora Marco,te la stai spassando alla grande.”
“Non mi lamento,lui è Giorgio un mio amico nonché padrone di casa.”
I due si salutano,ma subito viene al sodo.
“Allora questa puttanella dov’è non sarà una racchia spero.”
“Stai tranquilla è di la ora la vedi.”
La portiamo in sala dove Eva è seduta in silenzio.
“Alzati e gira su te stessa,voglio vederti bene.” – le ordina subito.
Eva obbedisce,il vestito non riesce a coprirle tutte le chiappe e davanti si vede il triangolo del perizoma.
“Bella manza,non c’è che dire,ora stabiliamo le regole,va bene ?”
“Certo dicci pure.”
“Allora io mi occuperò di questa porcellina,voi potrete guardare,ma non toccare a meno che non sia io a chiederlo. Lei mi obbedirà senza fiatare,in caso contrario verrà punita a mio piacimento,tutto chiaro ?”
“Per me puoi pure iniziare.”
“Dimmi solo dove mi posso cambiare.”
Giorgio l’accompagna in camera da letto da dove esce poco dopo in una versione strepitosa.
E’ completamente in nero,con bustino e perizoma in pelle,scarpe alte col tacco d’acciaio e un grosso astuccio in mano.
Si va a sedere al centro del divano con le gambe accavallate mostrando ancora meglio le gambe fasciate dagli autoreggenti.
“Dimmi puttana come ti chiami.”
“Eva.”
“Allora Eva comincia a leccarmi i tacchi e fammi vedere bene la lingua.”
Eva si inginocchia ai suoi piedi e comincia a leccarle quegli spilli d’acciaio.
“Brava ora toglimi le scarpe e continua sui piedi.”
Eva ubbidisce,non può fare altrimenti,mentre in noi maschietti sale l’eccitazione.
La tratta come una schiava indicandole di volta in volta dove passare la lingua.
“Brava la mia puttana ora leccami il culo devo arraparmi bene prima di farti il servizio”
Eva sposta il perizoma quel tanto che basta per poterle leccare il buchetto,mentre Teresa comincia a gemere di piacere.
“Si puttana fammi sentire la lingua dentro,non sei male come leccaculo continua così.”
Teresa ora ha cominciato a masturbarsi mentre Eva lecca senza prendere fiato.
Alla fine la padrona arriva all’orgasmo e le fa leccare tutti i suoi umori.
“Ora che mi sono sbollita passiamo a te,metti la pancia sul divano e apri al massimo le cosce.”
La troia esegue mentre Teresa estrae dall’astuccio il cazzo di gomma.
E’ un strap-on gigantesco,sono veramente quaranta centimetri di lattice nero e il diametro è in proporzione alla lunghezza.
Come lo vede Eva impallidisce e comincia a piagnucolare.
“Senti puttana,più fai casino più ti farò male,quindi decidi tu cosa vuoi fare,ora Marco aiutami a indossarlo.”
Corro da lei e mentre tiene tra le mani la mazza le stringo le cinture per fissarlo.
“Bene ora aprile il culo al massimo che la ungo un pochino. Giorgio se ti vuoi avvicinare non c’è problema.”
Giorgio porta una sedia vicino al divano,mentre Teresa tira fuori dall’astuccio un tubetto di vasellina.
Ne mette due ditate abbondati sull’orifizio e fa entrare subito due dita.
“Ma questo buco è stato sfondato da poco,potevate anche dirmelo.”
“Beh in effetti ne abbiamo approfittato appena svegli,comunque non c’è problema spero.”
“No anzi entrerà prima.”
Ora lubrifica il cazzo di gomma per tutta la sua lunghezza. Ci mette del tempo sia perché non è certo piccolo sia perché si diverte a farlo piano,facendo crescere la tensione in Eva che ormai trema come una foglia.
“Adesso è pronto,vediamo quanto ne tiene la puttana.”
Io da una parte e Giorgio dall’altra teniamo spalancato il buco della zozza quando Teresa fa entrare la cappella.
“Ahi,non potete farlo,è troppo grosso.”
“Zitta puttana questo è solo l’inizio,ora viene il bello.”
Come comincia a spingere Eva si mette a piangere,quella mazza la sta aprendo in due,ma non si muove,né accenna a protestare.
Quando ne entrato più o meno meta Teresa si ferma,ne estrae un pochino per poi spingere con forza.
“Ahi mi spacchi,fai piano,ti prego.”
“Taci cagna,meglio due colpi secchi che una lunga agonia.”
E va avanti così tirandone fuori un dito e mettendone dentro tre fino a farlo scomparire del tutto.
“Vedi puttana che l’hai preso tutto,scommetto che ti piace anche vero troia ?”
Eva non riesce quasi a parlare,emette solo dei mugoli che non si capisce bene se sono di dolore o di piacere.
“Dai ragazzi ora spostate in avanti il divano che comincio a sbattermi questa battona.”
Il divano finisce un metro avanti e Teresa inizia a muovere Eva avanti e indietro su quel cazzone.
“Vedo che ti piace sgualdrina,fai tanto le storie e poi godi.”
“Sii i,riempimi sono la tua schiava puttana.”
“Certo che ti scopo,ti rompo il culo finché voglio.”
Continua a incularla fino a sfinirla e anche oltre.
Eva è una maschera di dolore e piacere,col culo completamente sfondato e si masturba furiosamente.
“Guardate sta puttana non le basta il cazzo nel culo,pure con quello schifo di fica vuole godere.”
Teresa aumenta il ritmo,che ora diventa insostenibile anche per una troia come Eva.
“Basta ti prego,non ce la faccio più,sono rotta.”
Teresa continua sfondarla senza riguardo poi all’improvviso si blocca.
“Ora voglio godere io”
Si slaccia lo strap-on che lascia in quel culo sfondato e ci guarda come se fosse la lussuria in persona sdraiandosi sul divano.
“Marco scopami,non resisto più.”
Non me lo faccio ripetere e le salto addosso. Il cazzo entra in quel lago che è la sua fica mentre Giorgio le porta il cazzo alla bocca. Prendo a scoparla come un ossesso,poi mi faccio dare il cambio e glielo porta alle labbra. Continuiamo così a lungo,Teresa è brava a bloccarci l’orgasmo stringendo la base del cazzo,ma alla fine le eruttiamo insieme in bocca.
Siamo tutti un po’ stravolti,soprattutto Eva che è ancora sdraiata per terra col culo in fiamme.
Solo che a vederci scopare si è eccitata e si sta masturbando furiosamente.
“Ma allora sei proprio una troia,vediamo se riesco a farti smettere.” le ghigna Teresa.
Le sfila il fallo dal culo e le ordina di girarsi.
“Ragazzi tenetele ben aperte le cosce che ora la mando in paradiso.”
Le alziamo le cosce aprendole al massimo,mentre Teresa le massaggia la fica.
“E’ tutta bagnata,ci vorrà un attimo a sfondarla.”
Prende il cazzo di gomma e lo ficca a gran colpi dentro la passera di Eva che non ha un gemito di dolore.
“Si sfondami,sono la tua puttana,sfonda la tua puttana.”
“Tieni troia,ce l’hai tutto dentro e ne vuoi ancora,vediamo quanto resisti.”
Inizia a chiavarla con forza,Eva geme sempre più forte e Teresa segue i suoi sospiri dandoci sempre più violentemente.
Ormai è una gara,da una parte una prende quaranta centimetri di cazzo e dall’altra lo da.
Alla fine Eva lancia un urlo disumano come l’orgasmo che ha raggiunto,ma non è che l’altra sia fresca come una rosa.
Dopo qualche minuto Teresa chiede dov’è il bagno.
“E’ la seconda porta a destra.” – le risponde Giorgio.
“Bene tu puttana vieni con me che non ho ancora finito,voi due ovviamente potete guardare.”
Eva si alza,ma fatica a camminare tanta è rotta dietro.
Una volta in bagno Teresa la fa sdraiare e le mette la fica in faccia.
“Ora ti tolgo la sete puttana che non sei altro,apri la bocca che arriva il miele:”
Comincia a pisciarle in bocca riempendole presto la faccia di urina.
“Bevi puttana bevi,che quello che finisce per terra poi lo lecchi.”
Eva ha una maschera di piscio in faccio e crede che sia finita,solo che anch’io ho la vescica piena e la uso nella stessa maniera.
La metto in ginocchio e le porto il cazzo a due dita dalla bocca,poi inizio a pisciare manco fossi un torrente. Il piscio inizia a scorrere su tutto il corpo mentre le tengo aperta la bocca con una mano.
Alla fine anche Giorgio decide di svuotarsi e le piscia in bocca anche lui.
Quando finiamo e completamente ricoperta di urina.
“Ora sei veramente una puttana coi fiocchi.”
E tutti e tre le battiamo le mani.

Da quel giorno Eva viene a Roma tutti i fine settimana a fare la puttana.
Non accetta singoli,ma solo gruppi.
Ovviamente noi non paghiamo,ma prendiamo la percentuale.
E prima o poi tornerò a parlare della mia puttana privata.

Chiunque voglia contattarmi per curiosità critiche o commenti è libero di farlo.
Il mio indirizzo è
blacklussury@gmail.com

Chi invece vuole insultare Eva per quanto è troia
eva1980.e@libero.it

Eva – capitolo 1

Questa è una storia di fantasia ed è la prima che scrivo su richiesta.

Una sera,di quelle classiche in cui non hai voglia di fare niente,mi imbatto,gironzolando su internet,in un sito di storie e racconti altamente erotici.
Il sito si chiama “i Racconti di Eva” e dopo averne letti una decina mi devo sparare una sega tanta è l’eccitazione.
Quelli che mi colpiscono di più sono di una giovane porcella,tale eva1980,per la quale non prendere una riga di cazzi non è fare del sesso.
Visto che l’anonimato è garantito,decido di inviarle un’e-mail per sapere se è veramente una porca o se sono solo delle fantasie,e se in questo caso avrebbe voglia di metterle in pratica. Non che ci conti in una sua risposta,ma tentar non nuoce.
Il giorno dopo accendo il pc e vedo che ho posta,è lei.
Mi scrive che si sente maiala dentro,ma che ha paura di mettere in pratica i suoi desideri,che essendo una bella ragazza chi va con lei la tratta coi guanti,mentre vorrebbe essere sbattuta senza pietà.
Le rispondo che io saprei accontentarla,a me piacciono le donne che si fanno scopare senza riguardo,che lo prendono nel culo senza tante manfrine e che posso organizzargli una calda accoglienza con qualche amico. In più aggiungo una mia foto per farle capire che non sono un vecchio che vuole ingannarla.
Mi risponde scrive che se voglio alle undici di sera possiamo messaggiare per vedere se realmente si può fare qualcosa.
Quando mi collego vedo nella web una ragazza non eccessivamente bella,ma con una faccia da gran maiala.
“Ciao sono Eva,tu sei blacklussury ?”
“Si ma chiamami Marco,sei carina lo sai ?”
“Anche tu non sei niente male,la foto che mi hai mandato non mente.”
Parliamo del più e del meno,scopro con gioia che abita vicino Roma,poi alla fine decido di arrivare al dunque.
“Quindi ti piacerebbe partecipare a un’orgia ?”
“Si ma ho paura di finire in cattive mani.”
“Se ti fidi di me si può fare senza rischi.”
“E cosa avresti in mente ?”
“Farti prendere una razione di cazzo che ti basti per un pezzo.”
“E dimmi chi porteresti,nel senso di quanti sareste ?”
“Dammi il tempo d’organizzarmi,comunque abbastanza per non deluderti.”
“Mi stai convincendo,solo che io riesco a liberarmi solo per sabato.”
“Tanto meglio,così possiamo tutti far tardi senza problemi.”
“Va bene,non vedo l’ora.”
“Solo che adesso vorrei vedere qualcosa,tanto per farmi meglio un’idea.”
“E cosa vuoi vedere maiale che non sei altro ?”
“Inizia a farmi vedere le tette,non dovresti essere messa male.”
Eva ci pensa un po’,poi si sfila la maglia e si toglie il reggiseno.
Cazzo ha due tette da urlo,una terza piena coi capezzoli già belli duri,si vede che la porca si sta già eccitando.
“Dai ora fammi vedere il resto,e non fare storie.”
Con un gesto unico si toglie gonna e slip mostrando un ciuffo di peli biondi sopra una passera ben depilata.
“Dai toccati che mi voglio eccitare.”
Lei si porta una mano al seno e l’altra alla fica e comincia a sditalinarsi,è proprio una puttana che merita solo d’essere chiavata al più presto. Poi si gira mostrandomi il suo culo bello sodo e si mette una candela nella fica ormai bagnata. Mugola di piacere fino a raggiungere l’orgasmo.
“Allora ti è piaciuto lo spettacolino ?”
“Certo penso che ci divertiremmo parecchio sabato sera.”
“Dai però fammi vedere tu cos’hai in mezzo alle gambe.
Mi alzo e tiro fuori il cazzo già bello duro.
“Wauw,che bella bestia.”
“Sognatelo mentre ti sfonda.”
“Ma i tuoi amici sono tutti così ben dotati ?”
“Più o meno si,comunque ti ho già detto che non ti dovrai lamentare per i metri di cazzo che ti sfonderanno.”
Ci lasciamo i numeri di cellulare per poter definire meglio il suo arrivo e ci lasciamo.

Il giorno dopo il primo che coinvolgo è Giorgio,il mio collega,non solo perché è un amico,ma anche perché vive in una villetta da solo,dove nessuno ci potrà disturbare.
“Così vuoi fargli la festa alla maiala.” – mi chiede incuriosito
“Certo è una troia che non desidera altro,se tu sabato non hai degli impegni le togliamo subito lo sfizio.”
“Non c’è problema,chi siamo ?”
“Io ho mente due persone,tu altri due li trovi?”
“Cazzo in sei la mandiamo al pronto soccorso !”
“Beh tu hai una macchina veloce quindi dov’è il problema.”
Ci mettiamo a ridere come pazzi,facendoci guardar male da tutti,ma chi se ne frega.

Il sabato pomeriggio ci ritroviamo da Giorgio,con tutta la squadra.
Lui ha chiamato Aldo e Daniele,due operai che gli hanno aggiustato la casa e che incontra spesso nei club privé.
Io ho portato Patty,la trans della mia festa,e Luca un mio nuovo vicino di casa che tutte le sere ne porta a casa una diversa.
Passiamo un paio d’ore a fantasticare sull’orgia che verrà,poi verso le sei,io e Patty andiamo a prendere Eva alla stazione Termini.
La puttana si presenta con una maglietta corto che a malapena le copre il reggiseno mettendo ancora di più in mostra le tette,e una gonna al ginocchio con spacchi fino all’inguine.
“Ciao Eva,vuoi far capire a tutti che sei una troia ?”
“Ciao Marco,è che mi piace vestirmi così,piuttosto pensavo d’essere l’unica donna della serata.”
Patty le si mette davanti e porta una sua mano sotto la mini che indossa.
Quando Eva sente la mazza arrossisce e le chiede scusa.
“Non c’è problema,non sei la prima che ci casca,comunque ora andiamo o mi scoppia dentro le mutande.”

Per arrivare da Giorgio ci mettiamo un’oretta,parla quasi sempre Eva raccontandoci di come si senta oppressa dai pregiudizi,e di come non riesca ad esprimere la sua sessualità.
Una volta entrati in casa siamo accolti da un applauso,si fanno le dovute presentazioni e si beve qualcosa.
“Allora Eva Marco ci ha detto che ti piace il cazzo e l’essere trattata da cagna.” – le chiede Giorgio.
“Si,è vero,ma dove abito il paese è piccolo e non posso smerdarmi.”
“Stai tranquilla,qui sei fra amici che tutto hanno voglia tranne che di sputtanarti.”
Ma non siamo li certo per fare conversazione.
Io e Giorgio facciamo alzare Eva e la mettiamo fra noi.
Cominciamo a toglierle la maglietta e il reggiseno scoprendole le tette,viste da vicino sembrano ancora più grosse che in web. Poi saltano gonna e perizoma e cominciamo a toccarla ovunque.
Come le porto una mano sulla fica la scopro già umida.
Sta zozza è già bagnata e dobbiamo ancora cominciare.
Giorgio le ficca di forza un dito nel culo e questo lo sente sobbalzando in avanti.
“Per me sei già arrapata quanto basta.” – le dico autoritario – “Ora abbassati e tiraceli fuori.”
Eva ha la faccia da porca al naturale,ma adesso l’accentua ancora di più.
Si inginocchia in mezzo a noi e tira fuori i cazzi già belli duri.
“Wauw,già belli pronti.”
“Apri la bocca e succhia,troia.” – anche Giorgio ha capito quello che bisogna fare e si fa sentire.
Lei prende in mano il mio e lo mena piano,mentre il cazzo di Giorgio sparisce nella bocca.
Deve fare delle pompe da paura perché lui è già andato,allora le ordino di cambiare i cazzi e lei esegue.
Sputa sopra la cappella e ingoia la mazza con disinvoltura,incurante della lunghezza.
Mentre fa dentro e fuori con la bocca,la lingua scorre intorno alla mazza e ciò mi fa godere parecchio,si vede che è una pompinara esperta.
Gli altri intanto si sono spogliati e Aldo è il primo ad avvicinarsi.
Anche lui,come tutti del resto,ha una mazza superiore ai venti centimetri,la più dotata è Patty che sfiora i trenta ed è anche di notevole diametro.
Come vede un nuovo cazzo pronto Eva molla il mio riprendendolo in mano e comincia a sbocchinare quello di Aldo.
“Succhia troia,non c’è bisogno che parli,devi solo succhiare i cazzi che poi per farti urlare ci pensiamo noi.”
Eva gradisce essere trattata per quella puttana che è,e non lesina la sua bocca a nessuno che le porti un cazzo alla bozza.
Alla fine siamo in cerchio intorno a lei che continua a succhiare cazzi e a menare quelli vicini fino a quando non cominciamo a sborrarle in bocca.
Luca è il primo ad afferrarle la testa per scoparla in bocca e riempirla di sborra,poi tocca a Giorgio e via via tutti gli altri.
Patty è l’ultima a venire,allora le prende la bocca e si fa leccare le palle,masturbandosi fino a quando sente che è giunto il momento. Allora glielo infila tutto e le da alcuni colpi che le tolgono il fiato per poi inondarle la gola di sperma.
“Bevi lurida bagascia,non voglio vedere neanche una goccia cadere o ti sfondo il culo con tutto il braccio.”
Eva beve tutto,mandandolo giù a singhiozzi,poi una volta finito si sfila il cazzo dalla bocca per prendere fiato.
Ma il suo riposo dura ben poco,ho il cazzo di nuovo duro e non voglio dare tregua a questa maiala.
“Ora sdraiati.” – le ordino – “Non vorrai che la tua fica rimanga all’asciutto,vero puttana.”
Lei ubbidisce,in fondo non vede l’ora d’essere riempita da sei cazzi.
Le apro le cosce al massimo e la penetro con violenza,ma è tanto bagnata che entra dentro senza resistenza. Anzi si porta una mano alla fica e prende a toccarsi.
“Brutta troia se tanto bagnata che un cazzo non basta.”
“Si scopami,sbattimelo dentro,voglio che mi scopiate tutti.”
Daniele allora se si inginocchia vicino alla testa.
“Invece di parlare leccami le palle,che dopo te le faccio entrare dentro dietro al cazzo.”
Vedo la sua lingua arrivare ai testicoli di Daniele e leccarli con avidità,mentre il suo cazzo si indurisce e cresce di misura.
“Daniele,ora che ce l’hai duro scopati un po’ la maiala,magari il tuo lo sente di più.”
Lui prende il mio posto e comincia a scoparla senza riguardo mentre Luca glielo mette in bocca.
Prendiamo a scoparla tutti a giro,ma Eva sembra quasi non sentire i cazzi che le aprono la fica tanto è arrapata.
Giorgio decide che bisogna cambiare metodo,per farla arrivare a dire basta.
“Marco sdraiati tu che a questa battona un solo cazzo non basta.”
Io mi sdraio e Eva mi viene subito sopra facendo scivolare la mazza dentro la voragine allagata.
Luca allora le sputa un paio di volte sul buco del culo,prima di incularla in maniera brutale.
“Vediamo se questo ti piace troia,eccotelo tutto dentro.”
Sento i suoi coglioni toccare i miei,mentre la faccia di Eva si contrae per il dolore.
“Cazzo,così mi sfondi,fai piano porco maiale.”
“Ma tu vuoi essere sfondata,brutta troia,non ti lamentare e muovi questo culo del cazzo.”
Ora la sta sfondando a velocità sostenuta e anche io ho ripreso a muovermi dentro di lei.
Luca sta per venire e lascia il posto a Giorgio che riprende a incularla senza tregua.
Se la inculano tutti,riempendola di insulti e cappellate e sborrandole di nuovo in bocca.
Patty è come al solito l’ultima,ma avendo il cazzo più grande è quella che la fa più urlare di quel misto di dolore e piacere che a lei piace tanto.
Quando sta per venire la alza e le fa mettere il mio cazzo nel culo a candela.
Poi si mette in piedi e la scopa in bocca più violentemente di prima attappandole il naso per impedirle di respirare.
Eva ora sbava con quella mazza in bocca respira ben poco e deve aspettare che Patty le sborri in bocca e di aver ingoiato tutto per prendere fiato.
“Ora alzati di li e pompalo fino a farmi godere.” – le dico nell’unico linguaggio che conosce,cioè l’ordine.
Lei si alza e si rimette a pecora abbassando la testa per farmi il pompino.
Luca le riempe i buchi con due dita e prende a masturbarla.
“Così non ti si raffreddano,puttana di periferia.”
Le vengo in bocca tenendole la testa schiacciata contro di me fino a quando non lo sento asciutto.

Daniele intanto si sta fumando una sigaretta e lo seguiamo a ruota.
“Eva stai tranquilla che non finisce qui.” – è la promessa di Aldo.
Patty e Giorgio stanno fumando seduti sulla stessa poltrona e prendono a baciarsi a vicenda.
Giorgio è bisessuale,aperto ad ogni esperienza e la trans lo deve eccitare parecchio.
Ora si stanno slinguando in maniera evidente a tutti fino a che lui non decide che una sola lingua non gli basta.
“Tu troia,striscia fino alle mie sacre palle e leccale.”
Eva a quattro zampe,sculettando per eccitare gli altri,striscia fino a Giorgio e dopo aver sollevato il cazzo con una mano prende a leccare come le è stato ordinato.
“Leccale senza menarmerlo,voglio che torni duro solo sentendo la tua lingua schifosa.”
Poco dopo è Patty a parlare.
“Come lecca la puttana ?”
“Potrebbe fare di meglio,ma non c’è male.”
“Allora vieni qua zoccola e lecca le mie di palle.”
Eva si sposta,sempre sulle ginocchia e prende a leccare le palle di Patty,mentre Giorgio se lo mena con piacere.
“Forse abbiamo sbagliato,due soli cazzi dentro non bastano a sfamare questa troia.”
“Hai ragione Giorgio,ora vediamo come se la cava con due cazzi uniti.”
Spingono via Eva che casca sul culo,poi si sdraiano uno di fronte all’altro,mettendo i cazzi già duri l’uno contro l’altro.
“Vieni qui piccola puttana e prendili in bocca insieme.”
Eva si inginocchia fra di loro e prende a leccarli tenendoli uniti dal basso,mentre noi altri ci avviciniamo per guardare meglio.
“Ti ho detto di metterlo in bocca non di leccare,sei sorda o sei stronza.” – le urla Patty.
Eva comincia a mettersi in bocca le cappelle,ma essendo due grossi cazzi fatica a farli entrare dentro. Allora i due maiali le mettono una mano per uno sopra la testa e cominciano a spingerla verso il basso.
Lei non può dire nulla,è proprio impossibile parlare con la bocca piena,ma si sente che si lamenta.
“Forse la zoccola riesce a fare con la fica quello che non gli viene con la bocca.” – è la proposta di Aldo.
“E’ vero.” – conferma Luca – “dai mettiteli dentro.”
Eva prova a mettersi sopra,ma perde l’equilibrio,allora io e Luca l’afferiamo per le cosce e le facciamo scivolare quella mazza doppia dentro la fica.
“Ahi,è troppo grosso,mi apre.”
“Zitta e spingi,volevi i cazzi e ora gli hai.”
“Non resisto,mi fa male,ah si ,che male.”
“Stai già godendo,lurida,fatteli entrare tutti che ti sfondiamo anche il culo.”
Oramai sono entrati tutti e due e Eva geme come non aveva mai fatto prima.
Però non mi basta,me lo meno giusto per farlo tornare duro e lo punto sul suo ano.
“No in tre no,è troppo.”
“Per una troia come te neanche sei insieme sono abbastanza.”
Lo faccio entrare di forza,ormai è dilatato per le inculate di prima e non oppone troppa resistenza.
“Goditi sti tre cazzi puttana che non sei altro.”
“Si scopatemi,ne voglio ancora,sono la vostra puttana.”
Luca allora le porta in cazzo in bocca e prende a scoparla anche li.
Questa Eva è proprio una cavalla da monta,non riesco a pensare dove farla scopare da un altro cazzo.
Poi Aldo e Daniele ci danno il cambio,non vogliamo venirle subito in bocca e così la scopata collettiva va avanti per un pezzo.
Eva ormai non dice più nulla,non ha la forza di farlo.
Noi invece la insultiamo sempre di più,sia quando la scopiamo che quando prendiamo fiato.
Alla fine ci mettiamo tutti di fronte a lei e le riempiamo la faccia di sperma.
Lei tiene la bocca aperta,ma la maggior parte se lo ritrova sugli occhi e sulle guance.
Patty e Giorgio si sono goduti tutto lo spettacolo e decidono di darle la mazzata finale.
“Dai ragazzi aiutate la troia a sfondarsi il culo da sola.”
Aldo e Luca la prendono per le gambe e portano i due uccelli all’apertura del culo.
“No,non voglio,questo no,è troppo.”
“Stai zitta,prima fai le storie e poi godi come una cagna in calore.”
I due cazzi le entrano nel culo,per sua fortuna lentamente,i ragazzi la muovono su e giù,perché da sola non ci riesce,tenendola per il culo.
Eva è in estasi,sospira e geme col culo aperto in due e dicendo frasi sconce.
Alla fine Patty e Giorgio le inondano il culo si sborra e lei si appoggia a loro piena dei loro cazzi.
Luca deve sfilarla via,prendendola per le braccia,perché non riesce più a muoversi.

Iniziamo ad andare al bagno per rinfrescarci i genitali,Eva va per ultima perché è ancora stravolta da quell’ultimo rapporto multiplo,ma certamente non si può lamentare.
Voleva essere al centro di un’orgia e lo è stata,quello che non sa è che non è ancora finita.
Una volta che è uscita dal bagno decidiamo di scoparla di nuovo due alla volta.
I primi sono Luca e Aldo che la scopano in bocca e nella fica.
Poi andiamo io e Daniele,che decidiamo per culo e fica.
Quando tocca agli ultimi,che ormai sono diventanti intimi,Patty chiede l’aiuto di tutti.
“Cosa vuoi fare ?” – le chiedo incuriosito.
“Questa oramai i cazzi non li sente più,quindi bisogna aumentare le dimensioni.”
“E cioè ?”
“Tenetele aperte le cosce che le faccio un ditalino che non dimenticherà facilmente.”
La blocchiamo in quattro con le gambe ben aperte mentre Patty prende un tubetto di vasellina e comincia a spalmarsela sul braccio.
Le entra entro con due dita che subito diventano tre,poi quattro e alla fine cinque.
Eva ora urla forte,deve avercela a cento gradi da tutto il cazzo che ha preso,ma si vede anche che gode.
Patty continua a far entrare dentro la mano,ora è dentro anche il polso e alla fine c’è mezzo braccio.
Quando sente che non può più andare avanti prende a farlo scorrere dentro e fuori fra i gemiti di piacere di Eva.
“Ve l’avevo detto che i cazzi a questa puttana non bastano mai.”
Eva raggiunge un orgasmo violento come non si era mai visto prima,con mezzo braccio dentro la fica che la stantuffa anche se piano.
Patty le sfila via il braccio e la bacia dolcemente sulla bocca fra gli applausi di tutti.
Si sono fatte le tre e siamo tutti stanchi.
Eva dormirà da Giorgio e domani ci rincontreremo per continuare l’orgia,anche se Patty ha già detto che un po’ di cazzo lo vuole anche lei.
Ma ho in mente nuove cose per la troietta.

A presto la seconda parte

Chiunque voglia contattarmi per curiosità critiche o commenti è libero di farlo.
Il mio indirizzo è
blacklussury@gmail.com

Chi invece vuole insultare Eva per quanto è troia
eva1980.e@libero.it

Stefania

La scuola è appena iniziata a pieno regime,ma rispetto a dodici mesi fa sono messo molto meglio.
Ho conosciuto Vittoria,che non lesina sorprese,la direttrice mi ha già invitato a cena una volta con un esito già scritto,e anche Patrizia ha passato qualche pomeriggio con me.
Per non parlare di Paula,che appena tornato a Roma,è venuta con la scusa del lavoro regalandomi due serate di fuoco.
Me ne stavo tranquillo a guardare una sit-com quando mi squilla il cellulare.
E’ Vittoria.
“Dimmi bellissima,hai qualche programma particolare per la serata ?” – rispondo in modo scherzoso,ma la speranza è quella.
“Togliti di testa il sesso,per una volta,ho bisogno di un piacere.”
“Che cosa posso fare ?”
“Una mia amica ha un problema.”
“Vuoi farmi fare il gigolò ?” – mentre parlo continuo a guardare la tv e non riesco ad essere serio.
“Marco per una volta fai il serio.” – non è ancora arrabbiata,ma poco ci manca, vedo di fare quindi cambio atteggiamento,non vorrei litigare per una cavolata del genere.
“Va bene dimmi pure,vedrò di non fare battute.”
“Allora questa mia amica ha una figlia che a scuola è una capra. Non so neppure perché insista e non gli compri il diploma,tanto oggi pagando si ottiene anche quello. Comunque mi ha chiesto se conosco qualcuno che possa dare delle ripetizioni alla somara in matematica,ed io ho pensato a te,in fondo si tratta di poche ore alla settimana e oltretutto ben pagate. Che ne pensi ?”
“Beh non ho mai dato lezioni private,ma si può fare,piuttosto dovrei incontrare la ragazza e vedere com’è messa,non vorrei fosse un caso disperato.”
“Lo sapevo che avresti accettato,ti do l’indirizzo così vi mettete d’accordo.”
Scrivo il numero,saluto Vittoria e chiamo la sua amica. Si chiama Ermenegilda e già mi vien da ridere,però faccio il numero e spero di risolvere tutto per il meglio.
“Pronto signora sono Marco,l’amico di Vittoria.”
“Salve,so chi è,mi chiami pure Gilda,so che Vittoria si diverte a dare il mio nome al completo per divertirsi alle mia spalle.”
Deve aver capito che non riuscirei mai a chiamarla con quel nome senza ridere.
“Allora Gilda,io avrei bisogno di conoscere sua figlia prima di poterle dire qualcosa,va bene se vengo da voi domani verso le quattro,così ci conosciamo meglio ?”
“Certo le do il mio indirizzo.”
Abitano nel centro di Roma,mi vedo già bestemmiare per il parcheggio,ma segno tutto,saluto e torno a guardare la televisione.

 

Il giorno dopo mi reco da Gilda e figlia,per fare conoscenza.
Abitano ai Parioli,in un mega-appartamento che occupa tutto il piano.
Mi viene ad aprire Gilda,bella donna sui quaranta portati più che bene,con un sorriso falso come Giuda.
“Buongiorno Marco,o devo chiamarla professore ?”
“Buongiorno,Marco va benissimo,e poi è più comodo.”
“prego accomodati ora chiamo Stefania.”
Ho la netta impressione che Vittoria le abbia raccontato qualcosa di piccante,perché mi sta spogliando con gli occhi. Faccio finta di niente mentre chiama a voce altissima la figlia che si presenta nel peggiore dei modi.
Sarebbe anche carina,soprattutto fisicamente,ma cammina come una scimmia con l’I-Pod in mano e gli auricolari nelle orecchie.
Gilda le libera le orecchie,nonostante le sue proteste e mi presenta.
“Questo è Marco,un professore di matematica che cercherà di farti fare qualche passo avanti.”
Mi saluta con uno svogliato ciao e si siede su una poltrona.
Cerco d’essere simpatico,ma la prenderei a schiaffi.
Le faccio qualche domanda su quello che dovrebbe aver studiato l’anno precedente e mi rendo conto che è a zero. Anzi forse sotto,dovrebbe rincominciare dalla prima.
Nonostante tutto Gilda mi prega di darle delle ripetizioni che trovo inutili,alla fine ci mettiamo d’accordo per due ore due volte alla settimana,a casa mia.

 

La prima è un incubo.
Non gliene può fregare di meno di quello che dico,l’unica cosa che riesco ad ottenere è che spenga il cellulare. Ringrazio il cielo che i miei alunni non siano così e vedo come una liberazione la fine delle due ore.
La seconda volta è forse peggio.
Si presenta con un miniabito attillato che le lascia scoperte le gambe.
Il problema è che non fa altro che accavallarle mostrandomi le mutandine bianche.
Ogni volta che parla lo fa in maniera sensuale provocandomi apertamente.
La mia mazza è subito in subbuglio con quello spettacolo e faccio fatica a non saltarle addosso.
Inutile dire che cercare di rimanere concretato è un’impresa,ma riesco a resistere e appena uscita mi sparo una sega per sfogarmi.

 

La terza lezione succede l’inevitabile.
Ha sempre lo stesso abito,solo questa volta ha un trucco più marcato,sembra una battona delle vie consiliari.
Dopo che si è seduta non mette le gambe una sopra l’altra,ma le apre e scopro che non ha niente sotto.
“Marco vuoi continuare con i numeri o preferisci l’anatomia ?”
E’ sferzante,sa che non posso resistere e ne approfitta.
“Dimmi solo perché lo fai ?”
Si alza e mi mette un dito sulle labbra e dondolandosi mi parla con tutta la sensualità di cui è capace.
“So che sei un amico di Vittoria,e quindi devi essere un gran chiavatore per soddisfare quella maiala. Diciamo che mi sono stancata dei ragazzini e voglio provare un uomo vero.”
A questo punto lascio perdere tutti i miei principi,vuole il mio cazzo e l’avrà,solo spero di farla uscire con la fica in fiamme,tanto per darle una lezione.
Mi avvicino e tiro in su l’abito scoprendole le parti intime,lei mi bacia voluttuosamente e dimostra che ci sa fare. Porto una mano sulla sua chiappa e per risposta alza la gamba portandola dietro di me. La mano scivola allora dentro il solco del culo per finire la corsa sul sesso che inizia a bagnarsi.
“Non hai un letto,sai a me piacciono le comodità.”
E’ sempre sfrontata quando parla,vuole eccitarmi il più possibile come se ce ne fosse ancora bisogno.
La prendo per mano e la porto in camera da letto.
Non appena entrati mi spinge sul letto e con un movimento rapido si libera del vestito.
E’ nuda ed è bellissima,ha un corpo perfetto,sodo e giovane,e così truccata dimostra più dei suoi diciott’anni.
Poi si butta sopra di me,mi sfila la polo e prende a baciarmi il petto,a mordermi i capezzoli,a farmi sentire la sua lingua ovunque scendendo quasi scientificamente.
Godo come un pazzo,neanche fosse la prima volta che una donna si prende cura di me in quel modo,solo che questa volta è una ragazzina che però ha poco da invidiare a femmine più mature.
Finisce di spogliarmi dopo che la bocca è arrivata al bordo dei pantaloni,lo fa in fretta,ma dolcemente e finisco nudo in poco tempo.
Non le dico niente,non servirebbe,capisce il mio piacere dal mio respiro e dai gemiti che stento a trattenere.
Mi allarga le gambe e comincia a leccare partendo dall’orifizio posteriore,girandoci intorno con la lingua che sento dentro. Poi tocca ai testicoli,ne prende uno in bocca leccando quello che è dentro a lungo,poi l’altro riceve lo stesso trattamento. Finalmente arriva al cazzo,che è nella sua massima erezione,lo bacia con la bocca chiusa,poi l’apre per prenderlo tutto dentro. Mi fa un pompino che mi svuota,anche perché ogni volta che sto per venire stringe la base con una mano per ritardare il mio orgasmo. Alla fine le erutto in bocca il mio sperma,lei non ne lascia cadere neanche una goccia,mentre continua a pomparmelo senza sosta.
Ho il cazzo che mi brucia e glielo tolgo dalla bocca,voglio scoparla per bene non farmi fare un altro pompino.
Stefania lo capisce e sale su di me mettendomi la fica in faccia.
“Quant’è che non ne vedi una così giovane ?” – è sempre provocatoria e sensuale.
Io non le rispondo,la guardo e basta.
Si è depilata da poco lasciando un triangolo di peli sopra l’inizio delle labbra.
Allungo la testa e prendo a leccarla,è calda e bagnata,e più uso le labbra,più cola d’umori.
Lei con una mano mi stringe a se,con l’altra si tocca il seno,che dal basso sembra ancora più grande.
“Si leccamela bene,tieni alto il tuo nome.” – riesce a dire tra un gemito e un sospiro – “Ha proprio ragione a tenerti stretto quella gran troia della tua amica.”
Continua a leccare mentre con le mani le stringo le chiappe, la ragazza dice cose sconce che non fanno altro che eccitarmi. Vorrei penetrarla subito,ma preferisco che raggiunga prima un orgasmo con quel rapporto orale.
Ad un certo punto non parla più,si irrigidisce mettendo tutte e due le mani sulla mia testa.
“Vengooooo” – sembra che non finisca mai di finire quella parola mentre mi viene in bocca..
Non le do neanche il tempo di riprendersi,ma la tiro giù da me mettendola sdraiata al mio fianco.
Le sono subito sopra e struscio la mazza sulla labbra aperte.
“Mettimelo dentro,scopa la tua giovane puttana”. – ora è pronta,ma voglio che mi preghi di metterlo dentro.
“Cosa sei ripetilo” – sono io che comando e lo deve capire.
“Sono la tua puttana,scopa la tua puttana.”
“Prendilo e godi,fammi vedere quanto sei porca.”
Lo infilo in quel lago,ancora abbastanza stretto,per una buona parte.
Lei si porta una mano al pube per toccarsi e sentire se è entrato tutto.
“Dammelo tutto,lo voglio sentirlo tutto dentro.”
Do un colpo deciso,il cazzo entra fino in fondo mentre sento un lungo gemito.
Stefania ama il linguaggio forte e per tutto il rapporto è un continuo insultarsi a vicenda e darsi della troia.
La cosa non mi dispiace anzi,il parlare rallenta il culmine del piacere.
Oramai la fotto senza sosta,il pene scivola dentro e fuori senza incontrare resistenza,la fica le si è allargata ed è bagnata quanto basta.
Raggiunge l’orgasmo poco prima di me,rallento un po’ giusto per farle prendere fiato,poi lo porto alle sue labbra aperte..
“Succhia troia,fammi godere.”
Le prendo la testa e glielo metto dentro,prendendola a scopare in bocca.
Muovo il suo capo velocemente e con violenza,duro poco è vero,ma fa fatica a tenerlo dentro.
Alla fine le sborro di nuovo in bocca,quando mi sono svuotato lo tiro fuori e le ordino di pulirlo.
“Non crederai che finisca qui.” – le dico serio – “Abbiamo ancora tempo prima che finiscano le due ore di ripetizione.”
“Vuoi continuare a riempire il mio sesso ?”
Mentre lo dice si fa passare un dito fra le labbra,è proprio una gran maiala.
“E chi ti ha detto che mi fermi a quello ?”
Subito non capisce,poi mi spinge da sopra di lei e si mette a carponi,col culo ben in alto.
“Se lo vuoi prima lo devi baciare.”
E’ un invito a nozze.
Metto i pollici vicino al buchetto cercando di allargarlo il più possibile.
Dopo prendo a penetrarlo con la lingua,è ben stretto e non vedo l’ora di romperlo per benino.
Mi ricordo di avere un po’ di vasellina nel comodino e la prendo.
Faccio girare il medio nel vasetto prima di portarlo all’ano dentro il quale scivola comodamente.
Stefania si è portata una mano alla fica e si masturba piano,quando punto il cazzo all’entrata posteriore accelera il movimento delle dita come per scaldarsi ancora di più.
Lo faccio entrare lentamente,voglio che lo senta centimetro dopo centimetro e che lo sfintere si adatti senza problemi a quella nuova presenza.
Lei sembra trattenere il respiro fino a quando sente le mie palle sbatterle contro.
Non le faccio aprire bocca che lo tiro fuori lasciando solo la cappella e lo rituffo dentro questa volta con un colpo secco e deciso.
“Ahi,così mi fai male.”
“Volevi il cazzo e ora ti lamenti ? Ti rompo come voglio,ricordalo.”
Stefania prende a gemere di dolore e nonostante ciò continuo a pompare al massimo.
La sento piangere e cerco d’immaginare le lacrime che sciolgono quel trucco troppo pesante.
Pian piano,per lei,il dolore si trasforma in piacere.
Adesso geme,ma di vero piacere.
“Sfondami stronzo,ora non mi fai più male.”
Ha ripreso il modo di fare da piccola provocatrice e non posso che esserne contento.
“Certo che ti sfondo,puttana rottainculo.”
Andiamo avanti così come prima,fra sospiri,incitazioni,gemiti e insulti.
Quando sento che sto per venire mi alzo sui piedi e la prendo per le spalle.
“Ora ti faccio un bel clistere bello caldo.”
“Si vengo anch’io,godooo.”
La riempio del mio seme,continuando a incularla,ma sempre più piano.
Alla fine mi butto all’indietro per prendere fiato mentre lei si mette di fianco.
Quando riapre bocca non ha più l’arroganza di prima,è quasi dolce nel fare.
“Certo che sei uno stronzo,mi hai fatto piangere.”
“Volevi fare la maialona e non puoi,che ti serva da lezione,io non sono uno dei tuoi compagni sfigati che liquidi con una sega o un pompino.”
“E poi sei stronzo anche per un altro motivo.”
“Quale ?” – ora sono io che non capisco.
“Mia madre ti paga e tu mi scopi come un marchettaro.”
Non finisce di dirlo che scoppia a ridere e io con lei.
Ci diamo una sistemata dopo esserci lavati a vicenda,avrei voglia di scoparla di nuovo,ma si è fatto tardi.
Cerco di darmi un tono serio,prima di aprirle la porta.
“Allora Stefania,bisogna decidere cosa fare in futuro.”
“Semplice il martedì si studia e il giovedì di fa sesso.”
“Ottima soluzione.”
Le do un bacio sulla fronte prima che esca di casa.

 

Dopo un paio di mesi mi chiama la madre e come scopro che è lei mi preoccupo.
“Buonasera Marco,sono Gilda,la madre di Stefania.”
“Buonasera signora,c’è qualche problema con la ragazza ?”
“No anzi,oggi ha portato la prima sufficienza in matematica e volevo ringraziarla,si vede che le sue lezioni le fanno bene,forse sarebbe bene che venga da lei più spesso,non trovi ?”
Sto per scoppiare dal ridere,ma riesco a fatica a trattenermi.
Certo qualcosa con me l’avrà anche imparato,ma è più facile che quel compito l’abbia copiato.
“Signora guardi fra poco è Natele e ci sono le vacanze,anche per me,forse è meglio che ci risentiamo l’anno nuovo,intanto lei l’accenni a Stefania.”
“Certo la sua è una buona idea allora ci risentiamo. Ciao e Grazie di tutto.”
“Buonasera.”
Spengo il portatile e mi stappo una birra.
Per berla ci metterò un’eternità ripensando alle probabili lezioni aggiuntive.
E alle conseguenti scopate.

A presto un nuovo racconto
“L’addio di Paula”

Chiunque voglia contattarmi per curiosità critiche o commenti è libero di farlo.
Il mio indirizzo è
blacklussury@gmail.com

WordPress Themes