L’estate era ormai iniziata. Agosto, trentacinque gradi, afa e calore. Invece di essere al mare ero in città, a giocare un torneo serale di calcio a sette. Quando me lo avevano proposto avevo accettato subito, solo dopo mi ero reso conto del periodo assurdo in cui si svolgeva.
Ci eravamo iscritti in una decina e l’idea era stata di un mio amico di vecchia data, che aveva chiamato me e alcuni dei miei compagni di squadra con i quali avevo disputato l’ultimo campionato.
In definitiva, avevamo accettato questa sfacchinata estiva io, Guido, Francesco, Leonardo e Daniele. Gli altri erano nostri vecchi compagni di squadra o conoscenti: avevamo con noi un portiere molto bravo, un paio di difensori arcigni e altri due ragazzi abbastanza capaci.
Mi conoscete già, mi chiamo Edoardo, tutti mi chiamano Eda, ho 20 anni, sono moro, alto 1.80, occhi castani, corporatura snella ma robusta in spalle e braccia, non mi depilo anche perché non ho molto pelo se non sul pube, sul torace e sulle gambe. Non sono gay, ho avuto tantissime ragazze e proprio in questo periodo sto per mettermi con una, ma mi piace divertirmi e spesso sono attratto anche dai corpi maschili… che a loro volta sono attratti dai miei 17 invitanti centimetri di pene.
Conoscete anche Guido, Francesco e Leonardo, perché con tutti e tre ho avuto rapporti sessuali dei quali vi ho già scritto. Guido è quello con cui mi sono “divertito” di più. L’ho conosciuto la prima volta sotto la doccia degli spogliatoi, ma la nostra relazione è andata avanti per un bel po’… e occasionalmente, quando avevamo problemi con le ragazze, ci consolavamo a nostro modo. È un donnaiolo con inclinazioni omosessuali evidenti almeno sotto le coperte e nell’intimità; è biondo, ha gli occhi azzurri, un volto piacevole da guardare e baciare, non è troppo alto, intorno al metro e settanta, ma ha un fisico da calendario: pettorali belli gonfi, addominali che sembrano disegnati, un culetto sodo e rotondo che fa venir voglia di morderlo oltre che di… beh è chiaro… delle gambe sempre depilate alla perfezione con i muscoli ben segnati e una mazza tra le gambe da superdotato che, in erezione, raggiunge tranquillamente i 20 centimetri.
Anche di Francesco ho già parlato. È stata la mia prima esperienza gay e occasionalmente, quando mi salta addosso in calore, abbiamo avuto altri rapporti sessuali molto approfonditi… Lui è castano chiaro, ha gli occhi verdi, due gambe da favola, il culetto più bello della compagnia e un cazzo bello grosso (non come quello di Guido ma quasi…).
Poi c’è Leo: gran figo. Occhi verdi anche lui, castano scuro, carnagione scura, un torace da manifesto Dolce & Gabbana, gran belle gambe lunghe e muscolose, culo atletico e bello tondo, un cazzo (almeno il suo… eh eh…) nella media.
Non conoscete Daniele, però. Con lui non ho mai avuto rapporti che andassero oltre una buona amicizia e il giocare insieme in squadra. Lui è biondo, ha gli occhi blu profondi, la pelle chiara e una muscolatura notevole, specialmente nelle gambe e negli addominali, coperta da un buoon pelo dorato soprattutto sulle gambe. Voce profonda e perennemente pronto a scopare ogni essere vivente di sesso femminile (almeno così credevo…) disponibile. Il suo pene è lungo circa come il mio e quello di Leo…
Ammetto di aver scelto di fare quel torneo anche per la compagnia. Nessuno di loro sapeva che ero stato con gli altri… eppure tutti avevano goduto con me, erano stati scopati da me, uno dopo l’altro.
Andavamo a giocare con la macchina di Guido in un campo abbastanza lontano dalla città. Ogni viaggio mi mettevo sul sedile posteriore e stavo tra Leo e Francesco, con quest’ultimo impegnato perennemente a provarci con me, toccandomi il pacco “accidentalmente” e facendomi occhiolini e gesti vari. Io invece ero attratto da chi mi stava dall’altra parte. Lo guardavo negli occhi e lui mi ricambiava per un po’ per poi distogliere lo sguardo. Comunque per diverse volte non successe nulla. Ma continuavamo a vincere… volevamo tutti andare al mare e invece avevamo sto cazzo di impegno con sto torneo…
Una sera, dopo l’ennesima partita vinta, uscimmo ed entrammo negli spogliatoi. Stravolti e stanchi per la fatica della corsa e per il caldo, ci sedemmo sulle panche e riprendemmo fiato. Gli altri avevano fretta perché dovevano correre a casa. Noi no.
Quando i nostri compagni uscirono noi cinque eravamo ancora seduti in divisa sulle panchine.
-Non ne posso più di ste partite…- disse Guido col suo vocione profondo rompendo il silenzio.
Annuimmo tutti guardandolo. Mi alzai e mi tolsi la maglietta. Poi andai verso le docce per bagnarmi la testa.
Aprii l’acqua fredda e misi la nuca sotto la pioggia leggera e rinfrescante piegandomi in avanti. Sentii una mano palparmi il culo e mi alzai di scatto. Era Francesco. Mi prese per i pantaloncini e mi sbattè al muro stampandomi un bacio sulla bocca e infilandomi una mano nelle mutande. –Sei impazzito!- gli dissi divincolandomi –ci sono gli altri di là!-
Lui alzò le spalle. –Me ne frego… io ti voglio… è da sere intere che non aspetto altro che il tuo cazzo… dai… ci chiudiamo in bagno…- continuava baciandomi il collo, ansimando e portando le mie mani sotto pantaloncini e mutande sul suo sedere sudato. L’eccitazione dentro di me crebbe ma riuscii a resistergli e lo dissuasi dalle sue intenzioni. Deluso mi baciò ancora e tornò di là.
Lo seguii poco dopo e vidi Guido a torso nudo, con solo i pantaloncini, Leo con solo la maglietta e in mutande con le cosce in bella vista, Daniele a petto nudo che si stava togliendo anche i pantaloncini scoprendo degli slip bianchi che gli segnavano bene il pacco.
La mia eccitazione crebbe a livelli impensati. Dovevo a fatica coprirmi i pantaloncini con l’asciugamano per non far vedere a tutti il ringonfiamento del cavallo.
Leo si sfilò la maglietta lentamente svelando il suo corpo sudato e i suoi muscoli scolpiti. I boxer neri segnavano le forme del suo culo da sballo. Se li tolse e rimase nudo. Prese il bagnoschiuma e andò verso le docce. Mi sedetti trattenendomi dal corrergli dietro e infilargli due dita nell’ano.
Francesco era anche lui nudo. Andò nella doccia di fianco a quella di Leo e iniziarono a parlare della partita. Sembrava aver raffreddato i suoi bollenti spiriti. Io no.
Anche Daniele era nudo. Mi passò davanti con la sua andatura sicura. A differenza degli altri aveva un atteggiamento più maschile che mai. Spalle larghe e fianchi stretti, sedere non rotondo ma tutto muscoli, sempre a toccarsi i coglioni e sistemarsi il ciondolo. Si infilò anche lui sotto la doccia.
Guido era ancora al mio punto, in pantaloncini e stava seduto sulla panca contro la parete che separava la zona docce da quella spogliatoio ed era quindi in posizione nascosta rispetto agli altri. Mi fece cenno di avvicinarmi a lui. Mi sedetti al suo fianco e inalai il suo odore, il suo sudore. Lui mi sorrise e mi appoggiò la testa sul petto. Lo strinsi a me toccandolo sul petto e sulla schiena.
Tirò fuori la lingua e la avvicinò alle mie labbra. Io la leccai con la mia e poi ci baciammo profondamente. Si sedette sulle mie ginocchia girato verso di me, continuando a baciarmi il collo, i pettorali i capezzoli… lo interruppi e feci altrettanto, passando le mani avanti e indietro sulle sue cosce tese. Per poi fermarmi sui glutei…
Deglutì e mi guardò negli occhi mentre lo palpavo. -Facciamolo…- mi disse sottovoce.
-Ci sono gli altri…- gli dissi massaggiandogli il petto.
-Qui non ci vedono – mi ripose quasi gemendo… -dai… solo un po’…- e detto così si coricò sulla panca e si tolse i pantaloncini restando con i boxer blu gonfi in maniera spaventosa sul davanti.
Feci lo stesso e mi coricai su di lui, che mi abbracciò e mi strinse a sé con le gambe.
-Vuoi che ti faccio una pompa o che ti scopo?- gli chiesi all’orecchio toccandogli le mutande e palpando il biscione che teneva tra le gambe.
Ci pensò un attimo lasciandosi scappare qualche gemito ogni volta che gli mordicchiavo i capezzoli. –Fammi un pompino come sai fare tu… se vuoi… se no scopami pure… basta che mi fai venire…- disse chiudendo gli occhi e portando la mia testa tra i suoi pettorali. Mi piaceva davvero tanto… lo volevo tutto per me.
Scivolai più in basso e gli tolsi i boxer liberando l’asta da 20 cm il cui glande mi stava a malapena in bocca. Lo segai un po’ con due mani e poi lo presi tra le labbra e con la lingua lo accolsi. Dovevo sbrigarmi perché tra poco sarebbero usciti gli altri. E non dovevo sporcare… avrei dovuto bere tutto. “Poco male…” pensai iniziando ad assaporare le prime gocce della sborra di Guido.
Andavo veloce come un treno e lui doveva mordersi la lingua per non urlare dal piacere. Ma non veniva. “Cazzo… non ci riesco…” pensai menandolo sempre più forte e leccandolo sempre di più. Ci voleva una soluzione… pensai di prenderlo tutto di colpo, di farlo entrare nella mia bocca fin dove riuscivo… rischiavo di soffocare ma sicuramente veniva… lo feci… afferrai i suoi testicoli enormi e spinsi la testa in avanti facendomi scopare dal suo cazzone. Non se lo aspettava e appena arrivò a metà dell’asta esplose in un’eruzione di sperma calda che mi scivolò direttamente in gola. Man mano che veniva il suo pene diminuiva di durezza e diametro e io potevo prenderne sempre di più, leccandolo e avvolgendolo sempre di più. Ingoiai tutto da brava troia, lo pulii passando la lingua sul suo pisello un paio di volte e poi lo baciai. Lui mi ringraziò e disse di aver goduto così tanto che mi avrebbe dato il culo a pecorina. Era da chissà quanto che volevo scoparmelo a pecorina, cazzo!
Stavo per accettare quando dalla doccia arrivarono dei rumori. Pensai che i tre stavano uscendo e gli dissi di no, per adesso… mi alzai, tolsi le mutande, mi scappellai davanti a lui e misi l’asciugamano per coprire il membro in erezione. Si alzò anche lui con il cazzone moscio per la fatica e la goduta e la faccia imperlata di sudore e di godimento. Si mise l’accappatoio e entrammo insieme nella doccia.
Lo shampoo mi cadde di mano.
Non ci potevo credere.
Anche Guido rimase di sasso.
C’era Francesco in ginocchio davanti a Daniele intento a succhiargli l’uccello con voracità, segandolo e prendendolo tutto in gola. Sopra Francesco, in piedi con le gambe divaricate, Leo lo baciava con passione mai vista, scambiandosi quantità enormi di saliva sotto i nostri occhi increduli. Ci notarono ma continuarono le loro occupazioni…
Ci guardammo negli occhi e alzammo le spalle sorridendo. Ci mettemmo sotto la doccia e ci lavammo facendo finta di niente. La cosa però continuava. E io ero immensamente geloso di Daniele e di quello che stava facendo con Leo… per non parlare poi del “mio” Francesco… che stava succhiando il cazzo di un altro. Anzi, se lo stava mangiando… divorando…
Guardai al mio fianco Guido, con gli occhi chiusi sotto il getto della doccia, goduto e soddisfatto del fantastico pompino che gli avevo fatto. Decisi che allora tanto valeva continuare cos’avevamo iniziato. Guido era il più bello di tutti… e voleva me.
Andai sotto la sua doccia e lo baciai. Prima con dolcezza poi con sempre maggiore passione, premendolo contro le piastrelle del muro, schiacciando il mio cazzo in tiro contro il suo ventre piatto e dorato. Quando ci notarono, si fermarono.
Francesco era allibito con gli occhi spalancati. Leo anche… solo Daniele rimase impassibile e sorrise vedendoci, richiamando poi i suoi due compagni di sesso ai loro doveri.
Continuammo così qualche minuto, poi Daniele venne nella bocca di Francesco che ingoiò quanto più potè del suo liquido bianco. Allora Daniele smise di baciare Leo e si toccò il cazzo, massaggiandosi le palle e scappellandosi un po’. Francesco si prese in mano l’uccello e iniziò a masturbarsi, mentre Leo gli leccava i pettorali e i capezzoli. Io e Guido, abbracciati, li guardavamo curiosi. All’improvviso il pene di Daniele tornò duro. Il mio compagno si stupì e rimase colpito da quella rapidità… e anch’io…
Ci avvicinammo e decidemmo di unire i nostri rapporti.
Io andai da Leo e iniziai a toccargli il culo mettendogli prima un dito, poi due nell’ano, mentre lui continuava a baciare Daniele dandomi le spalle. Francesco si mise a pecorina davanti a Guido chiedendo di essere penetrato. Quest’ultimo non se lo fece ripetere e senza tanti preliminari gli mise la sua mazza da guerra nell’ano. Francesco urlò dal dolore mentre l’altro iniziava a muoversi dentro di lui avanti e indietro. L’uomo a pecorina riuscì a infilarsi sotto le gambe mie e di Leo e a prendere in bocca il cazzo di Daniele, ricominciando a spomparlo.
Io sostituii le dita con la cappella e Leo aprì le gambe piegandosi un pochino in avanti. Entrai tra le sue natiche e nel suo retto con facilità, dimenandomi subito il più veloce possibile per avere e dare il massimo piacere. Guido era in estasi e si mise addirittura due dita nel culo per stimolarsi ancora di più: lo sentivo godere dietro di me mentre scopava il culo di Francesco, che aveva iniziato anche lui a godere di quella spettacolare verga bionda che aveva nell’ano.
Leo godeva e si dimenava, cercando con le mani all’indietro i miei fianchi, invitandomi ad entrare di più.. sempre di più…
Raggiunto l’orgasmo dall’ano, per primo venne Francesco e il suo sperma finì con lo schizzare anche sui miei piedi. Poi Daniele sparò la sua sborra dentro la bocca. Così potè dedicarsi interamente a continuare a prendere il cazzo di Guido fin quanto poteva.
Leo venne per il piacere un paio di volte, prima che io riversassi il mio carico di spermatozoi dentro il suo corpicino in estasi.
Solo Guido resisteva e come un toro montava il povero Francesco. Io mi misi dietro Guido e iniziai a leccargli l’ano mentre ancora scopava. Venne di prepotenza senza risparmiare nulla al malcapitato che venne a sua volta e si coricò sul pavimeno pieno di sperma con il culo aperto e sfondato. Guido mi sorrise e io lo baciai. Poi si inginocchiò a pecorina e mi propose il suo culo perfetto. Lo scopai davvero bene, facendolo godere, senza fargli male, e godendo a mia volta.
Intanto Guido trovò il tempo di prendere in bocca il cazzo di Leo, che gli venne in faccia, e di Daniele che finì di eiaculare nel culo aperto di Francesco.
Quando anch’io venni nel culo di Guido, tutti eravamo troppo stravolti per continuare.
A poco a poco ci alzammo sporchi di sperma e di sudore. Ci lavammo gli uni con gli altri e ci rivestimmo. Ci eravamo ripresi e prima di uscire dallo spogliatoio della nostra orgia, ci baciammo tutti e cinque leccandoci le lingue reciprocamente e mettendoci reciprocamente la mano sul culo.
Aprimmo la porta e andammo alla macchina.
Guido si mise al volante, Daniele si sedette al suo fianco sul sedile davanti e dietro mi misi io al centro e ai miei lati Leo e Francesco. Ormai non c’era più ipocrisia. Tutti avevamo scopato insieme, in un modo o in un altro. Sorrisi a Leo e lo baciai mentre Guido metteva la retro e usciva dal parcheggio. Gli misi una mano sotto la maglietta attillata e passai i polpastrelli sugli addominali duri e morbidi allo stesso tempo. Francesco invece mi infilò una mano nelle bermuda e poi nelle mutande prendendo in mano il mio cazzo e massaggiandolo un po’. La mia lingua si incrociava con quella di Leo e ci scambiavamo fiumi di saliva, toccandoci con frenesia. Quegli occhi verdi erano così belli, la sua bocca carnosa invitava a essere baciata, a essere penetrata, a essere morsa.
Sentii nei suoi jeans crescere il cazzo fino all’erezione.
-Vedete di non sporcarmi la macchina là dietro…- disse Guido impegnato nella guida verso casa.
-Ci proverò…- gli risposi quasi ansimando mentre mi toglievo la maglia ancora una volta e la toglievo a Leo. Capezzoli duri e bicipiti tesi mi stringeva al petto mentre lavoravo di lingua e con le mani gli sbottonavo i pantaloni. –Guido… sei geloso se il tuo amico mi scopa?- chiese Leo con voce languida.
Guido guardò nello specchietto con gli occhi azzurri. –No, anzi… più esperienza fa, più fa godere me…- disse toccandosi anche lui il pacco che stava ridiventando duro.
-Non distrarti e guida … se vuoi ti faccio una sega così rimani concentrato.- gli disse Daniele al suo fianco appoggiandogli una mano sulla coscia. Guido acconsentì, aprì la zip e abbassò le mutande facendo uscire la proboscide dai pantaloni. Daniele sorrise e lo prese in mano iniziando ad andare su e giù. Francesco mi toccava il sedere mentre io ero impegnato dall’altra parte con Leo. Mi toccava e si segava.
Finalmente riuscii ad abbassare i pantaloni di Leo che rimase in mutande sul sedile. Gli abbassai anche i boxer e lo presi sulle ginocchia. Abbassai un pochino le bermuda e le mutande per far uscire il cazzo e lui si sedette sopra facendoselo entrare tutto fino alla base.
Iniziò a saltellare sempre più veloce sul mio cazzo. Com’era bravo… le mie mani lavoravano sul suo pene, toccandolo e segandolo, e sulle sue gambe, palpandole e accarezzandole continuamente.
Francesco intanto venne e il suo schizzo di sperma andò contro il retro del sedile di Daniele.
Leo si abbandonò e appoggiò la schiena al mio petto e la testa sulla mia spalla godendo sempre di più. –Ah… sì… più duro… di più… ah!… sei un mago… ah!… sì, sì… sì….- a ogni urletto gli usciva un po’ di sborra dal glande. –Ah… cazzo… quanto godo… ah.. ah.. ah.. ah.. ah.. AH!!! SI!!!!- urlò esplodendo di sperma sul retro del sedile di Guido e riempiendomi le mani.
Io però ne avevo ancora, un orgasmo gliel’avevo dato… ma non finiva così. Ormai era un peso morto e dovevo alzarlo io e scoparlo io senza che lui saltellasse sulla mia asta. Il suo cazzo era molle ma continuava a emettere sperma caldo… con gli occhi spiritati dal piacere enorme, accolse nell’ano la mia esplosione di sperma. Poi si staccò, si girò e mi diede un bacio di ringraziamento. Alzò mutande e pantaloni e si risedette al suo posto mentre mi ricomponevo a mio volta.
Nel silenzio sentii la voce di Guido esultare di piacere e uno schizzo bianco colpire il cruscotto della macchina. Era venuto anche lui con la sua sega.
La macchina aveva continuato a correre lungo la strada. Eravamo quasi arrivati.
CONTINUA…
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