Il Viaggio di quinta a Barcellona

Finalmente, la mia classe giunta al 5° ed ultimo anno di quest’estenuante liceo scientifico, riceve il discorso sul fadidico viaggio di 5°, la destinazione è Barcellona, subito c’è molta agitazione in classe, tutti molto contenti, come al solito mi guardo in giro, e noto la tristezza sul volto di Titty seduta infondo nell’angolino all’ultimo banco, e ciò un pò mi inquieta, Titty è una ragazza straordinaria, ha un fisico veramente invidiabile, le compagne pagherebbero milioni per essere come lei, ma lei è così di natura, alta 170, capelli biondi, affascinanti occhi verdi, labbra carnose, quarta di reggiseno, magra, gambe fantastiche, e sedere particolarmente alto e sodo, tant’è che quando è interrogata alla lavagna, i miei occhi più che sui numeri che scrive, cadon un pò più in basso, specialmente il Giovedì quando abbiamo Educazione Fisica e indossa una tuta blu aderente che è come se non la avesse addosso, il nostro rapporto è piuttosto buono, siamo amici dalla prima elementare, e devo dire delle amiche che conosco da così tanto tempo lei è veramente speciale, ci confidiamo spesso, anche se io a lei non ho molto da dire, mentre lei mi riempie la testa ogni volta che tutti i ragazzi che ha e di quanto la hanno fatta soffrire, io non capisco veramente come si possa fare questo, secondo me un altra ragazza della stessa età, non rifatta ovviamente, non può essere così perfetta, l’Hobby di Titty maggiore è la danza, e io non mi son perso nemmeno un saggio dalla prima elementare, una nuvola anche nella danza, anche se la maestra pensa che se avesse un pò di seno in meno renderebbe molto meglio, commento inutile e stupido a mio avviso, io e lei non ci siam mai fidanzati, perchè siamo amici, e lei me lo disse in prima media che per evitare qualche spiacevole inconveniente (casomai una nostra eventuale storia andasse male) compromettesse la nostra profonda amicizia preferisce non intraprendere storie con me, in effetti ci rimasi un pò male, perchè in effetti già a quei tempi era già molto ben formata, però dal primo liceo in poi ho messo un pò l’anima in pace, la nostra amicizia si è dilungata anche sui genitori, infatti spesso andiamo in vacanza insieme, la migliore è stata l’anno scorso in montagna siam stati un mese in cortina in una casa eravamo entrambe le famiglie sotto un unico tetto, io e lei dormivamo nella stessa stanza, con letti ahimè separati, e spesso la vedevo in reggiseno e slip (ma più spesso erano perizomi) e lei non si vergognava, io invece si visto che svariate volte mi provocava un eccitamento, e quando potevo nascondevo il tutto, lei penso non si sia mai accorta di questo, anche perchè me l’avrebbe detto, mi distoglie dai pensieri il suono finale della campanella, e tutti si avvicinano per festeggiare, io non ne ho alcuna voglia, quell’ingrata di Stella (compagna di banco di Titty) non le avrà rivolto nemmeno una parola, e subito lascia il posto per andare in bagno, siccome abbiamo un’ora di spacco mi dirigo all’ultimo banco e mi seggo accanto a lei, lei appena mi vede mi abbraccia e comincia a piangere ininterrottamente, e cominciando ad allarmarmi, le chiedo che cosa succede, e lei singhiozzando risponde che suo padre ha perso tutto lo stipendio al casinò, e che non hanno i soldi per pagarle il viaggio, visto che fortunatamente almeno la mamma lavora e ce la faranno appena a sfamarsi per tutto il mese, subito sbianco in volto, so cosa significa perdere al casinò, visto che a me piace molto giocare a qualcunque cosa, da quando ho 18 anni mi reco spesso lì, ma con cognizione e coerenza, so che è un brutto vizio perciò gioco poco, ma il più delle volte vinco, non è solo la Roulette ma mi piace anche scommettere sulle partite di calcio, corse dei cavalli ecc. e tento di rincuorarla, penso all’aiuto che potrei offrirle che a mio avviso è molto ridotto, visto che nemmeno la mia famiglia è in grandi condizioni economiche, e i risparmi che ho son molto limitati, perciò penso subito a guadagnare i soldi del padre al suo modo inverso, lui li ha persi, se vinco qualche somma importante ce la posso fare a pagare il viaggio a Titty, e siccome proprio ieri avevo studiato le partite di calcio da giocare per Domenica, avevo già in mente una giocata piuttosto difficile, la vincita sarebbe 4.000 € praticamente ne guadagnerei 3500 visto che con 500 pagherei il viaggio alla mia amica, subito illustro il progetto, e lei si rallegra parzialmente in volto e mi domanda:
“E se casomai non dovessi farcela?” Domanda giusta questa… cavolo… non ci avevo proprio pensato… Chi me lo dice che vinco sicuro? Poi mi faccio coraggio e le dico:
“Dai ti faccio vedere che andrà bene sono particolarmente fortunato in questo periodo, e poi sento che è la volta buona”.
“Walter… Sei adorabile :O Ma come potrò ringraziarti in caso riusciresti a vincere?” In Effetti dopo questa domanda il lato perverso della mia mente mi suggerisce di approfittare di lei, ma il lato buono prevale, e dolcemente le dico:
“Titty, non preoccuparti io non voglio nulla in cambio…”
“Ok… speriamo bene domenica” Mi dà un bacino sulla guancia e si alza per uscire… Mi sento soddisfatto le ho tirato su parecchio il morale ma ora Domenica c’è una sola cosa da fare vincere!

Venne domenica la mia giocata non era impossibile, ma c’era una sconfitta della Juventus che giocava contro la Lazio che era piuttosto dura ed era la partita che mi ha fatto alzare la vincita, guarda caso proprio all’ultimo minuto la Lazio segna la partita finisce 1-0, la Juve perde e io vinco incredibilmente i 4000 € l’arbitro non fa in tempo a dare il terzo fischio finale del match che subito mi squilla il telefono, entusiasto lo vado a prendere e risponde un urlante voce di Titty che è stracontenta e che dice di amarmi, ovviamente è tutta causa dell’eccitazione che ha per il viaggio lo capisco e quindi non mi allarmo per nulla.

Venne il giorno della partenza, eravamo tutti molto contenti specialmente Titty, stranamente non avevamo ancora deciso come appaiarci nelle camere visto che eravamo 14 di noi e c’erano disponibili 7 camere due ragazzi in ogni una, ai professori non importava come ci appaiavamo,
perciò alcune coppie si misero insieme, io pensai vabbè alla fine vediamo, non ci tengo molto… Arrivati lì dopo un entusiasmante esperienza in aereo, arriviamo all’hotel e tutti corrono a prendere la stanza, siccome è piuttosto tardi corrono velocemente nelle stanze a dormire sfiniti dal viaggio, persino quegli scellerati dei professori che non si preoccupano che la spartizione avvenga in perfetto ordine, io e Titty che ci eravamo fermati fuori a parlare visto che lei aveva voglia di fumare, entriamo per ultimi, e vediamo un’unica chiave appesa alle spalle dell’uomo della reception, ci guardiamo e con un gesto di complicità mi fà capire tutto, io mostro i nostri biglietti all’uomo, che dice che c’è stato un ernome contrattempo è non è disponibile una doppia, ma c’è una sola singola, all’ultimo piano, non che ci capiamo molto visto che parliamo inglese, comunque gli faccio capire che per stanotte ci arrangeremo così… L’idea in effetti a me non dispiace, è la prima volta che dormo a stretto contatto con Titty e son ansioso di sapere le conseguenze, Titty però non ha ben capito quello che ci siamo detti io e l’uomo perciò vuole sapere, e le dico che dormiremo in un unico letto singolo visto che c’è stato un contrattempo e lei:
“Fantastico!” E osservandola mi accorgo di come è vestita: Ha un jeans aderentissimo, e un toppino scollato che rigonfia la sua quarta, probabilmente non indossa il reggiseno, ma preferisco non allungarmi a guardarla visto che avrò occasione di farlo stanotte, camminiamo per il corridoio mentre sono le 22:45, e il rumore dei suoi tacchi mi rimbomba nella testa, arriviamo davanti alla porta, della nostra stanza che è la 69, che casualità, apro la porta ed entriamo, posiamo i bagagli a terra e osserviamo la testa, da gran critico che sono noto subito un letto con doghe in legno, veramente inusuale per un Hotel, la camera è strettina, il bagno è attaccato, e la doccia non ha una tenda ma una plastica trasparente… mmh… lei dice che le piace dormire abbracciata con qualcuno, specialmente se sono io…. Rincuorante…, lei và fuori al balcone e fuma, io ne approfitto per farmi una doccia, e mi metto in maglietta intima e boxer, visto il gran caldo provocato dal condizionatore che non intendo abbassare, lei si fà una doccia, e si cambia stesso in bagno, Titty ha un’altra passione, la lingerie, nel suo guardaroba ha migliaia di biancheria intima, forse più quella che vestiti normali, e appena apre la porta la vedo con un completo di bikini rosso, sensualissimo, lei ballando mi dice: “Come mi sta?” la mia risposta dovrebbe essere: “Come vuoi che ti stia bella”… Invece le dico: “Wow, ti sta una favola Titty”… Lei si lamenta ancora del caldo e fortunatamente non sa che il condizionatore si può modificare a seconda delle proprie esigenze, poi si accomoda sul letto, e poi si stende, lo spazio è piuttosto ridotto, i nostri corpi sono praticamente attaccati, per la prima volta sono a contatto con le sue liscissime gambe, e il suo roseo corpo, mi mette una mano come per abbracciarmi e inetabilmente il seno sfrega contro il mio petto, non so resistere a questa scena e trovo immediatamente l’erezione, lei se ne accorge ovviamente visto che la protuberanza che spunta dal boxer e ben visibile e la tocca, cerco di protrarmi indietro per non fare brutta figura, ma lei sorride, e dice:
“Ebbravo Walter, però mi fa piacere significa che ti piaccio molto…” le rispondo subito imbarazzato:
“Beh a chi non piaci… Sei Fantastica” lei è lusingata a queste parole, e per stuzzicarmi, da brava provocatrice che è con la scusa del caldo esclama:
“Scusa Walter ma io non ce la faccio con questo caldo, ti dispiace se mi metto più “libera”?” non mi dà nemmeno il tempo di parlare che con le mani da dietro si sfilza il reggiseno, e il suo sodo seno per la prima volta è visibile completamente, grossissimo, altissimo ma soprattutto naturale, incredibile, ovviamente raggiungo il culmine dell’eccitazione, Titty se ne accorge ancora e dice:
“Walter… Penso che hai qualche problemino, tra un pò si rompe sto boxer!” E Scoppia a ridere, era uno di quei boxer un pò attillati perciò spostava un pò l’etichetta e si intravedevano i miei peli, lei mi mette una mano sul volto e mi sussurra:
“Walter, lo so che tu mi hai sempre desiderata, e che quando andavamo insieme in vacanza a mare non venivi a fare il bagno perchè la mia visione in bikini ti eccita talmente che non puoi manco alzarti, lo so che mi spiavi, dalla porta del bagno quando eravamo in montagna mentre mi cambiavo e ti sei sempre voltato per nascondermi l’erezione, bene, è venuto il momento di dare un pò di sfogo ai tuoi ormoni, su dai, fammi vedere un pò che sai fare… Prendilo come un regalo… Ah dimenticavo… Vietato rifiutare” Praticamente si sta per realizzare il sogno della mia adolescenza, andare a letto con Titty, se andrà bene mi osannerà ancora di più, se non riuscirò nell’impresa pazienza, non ho nulla da perdere, ma lei subito comincia a dettare il gioco:
“Però in effetti si sta un pò stretti qui, che ne pensi se vengo su di te?” Le faccio un segno acconsentendo, e il seno è praticamente adagiato sul mio petto, visto che ho tolto la maglietta, solo che lei è un pò scomoda visto che è proprio sulla rigonfiatura, ma la cosa la eccita, e si vede dalla faccia, comincia a baciarmi, prima d’ora c’eravamo dati solo qualche bacetto così sulle labbra ma niente di che, ma questo invece era un bancio profondo, lungo, intenso, le nostre lingue si intrecciarono, e ogni tanto le sue carnose labbra erano stupende, poi decisi che dovevo prendere iniziativa, e gli misi le mani sul sedere, solo ora mi accorsi che aveva il perizoma, visto che non si era voltata prima, e accarezzavo un candido culetto, sodo, perfetto, che mi eccitava ancora di più, pian piano le mie mani scivolano sotto al perizoma e iniziavo a toccargliela, era grande e molto attraente poi lei mi sussura:
“Ti piace?” E un pò sfrontato le dico: “Per il momento…” poi le mie palpate si intensificano, e cerco di prendere io in mano le danze, perciò la sollevo un pò e le faccio segno che non ce la faccio più a tenere quel maledetto boxer, e lei mi dice che non devo preoccuparmi e man mano me lo sfila, subito si mette a toccarmelo agitando la mano su e giù, non si diverte molto con le mani, infatti subito lo scappella e lavora con la bocca, una vera esperta, bravissima con la lingua, penso che sia la migliore al mondo, mi sta portando in paradiso, subito ansimo, e faccio dei profondi respiri sto fottutamente godendo, dopo un pò, detto io le danze e la faccio stendere, mi siedo sulla sua pancia così da mettergli il pene tra i due seni e cominciando a farmelo segare, una spagnola unica, lei geme incredibilmente e proprio grazie a questo un voluminoso zampillo di sperma ricopre il suo volto e lei assapora i miei schizzi, poi però vuole ritornare giù, e allora le dico di aspettare, le sfilo il perizoma e osservo la sua figa come immaginavo prima mentre la toccavo era completamente depilata proprio come piace a me, allora mi giro e cominciamo un sessantanove indimenticabile, prima con due dita apro per bene la sua vagina poi comincio a slinguazzare il suo clitoride, e poi la lingua la agito dentro la sua caldissima e bagnatissima fighetta, mentre lei dall’altra parte mi rifà una pompa vigorosamente e continua ad ingoiare, poi mi rialzo, metto il preservativo che avevo nello zaino (ne porto sempre uno per precauzione), e inizio a penetrarla davanti, lei si mette sotto e io sopra per i primi 10 minuti mi muovo molto velocemente penetrandola, poi un pò mi stanco io, un pò lei si è fatta diversamente male la velocità e l’intensità delle mie botte calano, lei è esausta, anche perchè non ha più voce da quanto ha urlato, ma io non ho finito, infatti la faccio mettere a pecorina, e perforo anche quel suo ano, già dopo una ventina di colpi lei veramente non ce la fa più, io capisco che ho avuto anche troppo forse, e perciò mi calmo, a turno ci andiamo a pulire e crolliamo sul letto, dormendo abbracciati, lei non ha avuto nemmeno la forza di commentare.

In mattino dopo a colazione quasi mi sgrida:
“Cavolo Walter tu sai fare questo poco (espressione meridionale che vuole intendere: “Sei così bravo”) e non me l’hai mai detto? Ma poi anche a livello di durata, di energia ma non me l’aspettavo proprio, tu ieri mi hai veramente fatto godere come mai in passato, non ti stancare molto in gita oggi…” Il suo discorso lasciato a metà mi fa capire quanto non sappia stare senza il mio amichetto quaggiù, poi le sorrido e le stringo la mano, e lascio immaginare a voi come è proseguita la visita a Barcellona…

Per commenti o accorgimenti:
Jeggy82@yahoo.it

Il Video

Triste mattinata d’inverno, tempo nuvoloso, mio morale basso, e lo sguardo che si perde tra i banchi della classe, son appena scoccati i 10 minuti di intervallo, ma dalla monotonia del momento, son ugualmente giù di morale, uno sguardo nel vuoto a chi entra ed esce dalla classe per recarsi in bagno, all’improvviso odo un: “Walter?” E’ una voce rosea, squillante e soave, mi giro con aria di sufficienza e mi ritrovo davanti Titty e Raffaella, due ragazze diciannovenni molto bone, con molta femminilità, alte non troppo, con un visino dolce e un corpo perfetto, eravamo abbastanza amici, beh, sicuramente vorrà che l’aiuto al compito di algebra dell’ora ventura, oppure qualche problema con il PC, o con il Messenger, però perchè portarsi Raffaella, sarà qualcosa di “collettivo” penso, e gli dico dolcemente: “Dimmi Titty…” e lei: “Walter senti ho saputo che i tuoi genitori saranno fuori oggi e domani… – Comincio a vagabondar nei miei dubbi e penso ma com’avrà fatto a saperlo? Più di tanto non m’interessa, voglio sentira cosa vuole – perciò ti volevo chiedere se io e Raffy saremo potute venire oggi a casa tua……………”
Io subito d’impatto: “Per far cosa?!?!”, lei risponde con aria misteriosa: “Allora per oggi alle 4 ti va bene?” E io: “S-s-si ma…” M’interruppe Raffaella: “Ok allora a oggi Walter!” . Non ebbi la forza di pronunciare nemmeno una “a” ma cosa potevano mai volere da me, e cosa c’entrano i miei genitori? Tutte le mie domande vengono interrotte dal campanello che indica la fine dell’intervallo, la Prof.ssa Miconi entra velocemente con dei fogli in mano, li distribuisce velocemente e dice: “Prima cominciate prima finite”, leggo sul foglio:
“34x + 20e – 2a / 7 ecc. ecc. ” Non ci capisco nulla, fino a ieri, le equazioni frazionarie le risolvevo in 4 minuti, ma quei numeri ora e quelle lettere non mi dicevano niente, ero troppo su di pensieri per poter sviluppare quel compito, e stando tutta l’ora a osservare Titty e Raffaella che bisbigliando tra loro ogni tanto emanavan un ghigno, consegno il compito in bianco, suona la campanella, quella liberatoria, delle 13, tutti possiamo tornare a casa, il giorno dopo non si tornerà dato che c’è uno Sciopero Generale, e tutta la giornata è dunque libera, per le scale Raffaella mi fà un segno con la mano come per dire “Ci vediamo dopo” e ancora mi stupisco, torno a casa con passo frettoloso, mangio qualcosina e mi butto sul letto inconsciente mi addormento…

“DRIIIIIIIIIIIN DRIIIIIIIIIIIIIN” è questo lo strido rumore che mi sveglia, il rumore del campanello della porta, vedo sull’orologio l’orario: “16:02″ “OMMIODDIO!” esclamo, mi precipito dal letto, mi sciacquo un pò la faccia, mi sistemo e corro ad aprire, apro la porta e… i miei occhi vedono qualcosa di incredibile, alla vista di Raffaella e Titty vestite in un certo modo deglutisco, le osservo con calma, Raffaella porta una camicetta bianca scollata, e una gonna rosa corta, un tacco a spillo e una calza a rete, poi scruto Titty che ha un toppino scollato, e un short di Jeans molto molto Short, tacco a spillo e calza dorata per Titty, vedendomi un pò perso, Raffy se la ride e esclama “Walter!” Raffy si avvicina a me e mi dà due baci sulla guancia, Titty fa lo stesso… In tanto tempo che ci conoscevamo non era mai accaduto, ci salutavamo sempre con un dolce ciao, ma niente di più, timidamene le faccio accomodare, non hanno nulla con loro, se non quelle poche vesta che ricoprono il loro corpo… vanno loro avanti e si dirigono in cameretta, non è la prima volta che vengono, sono venute altre volte ma mai da sole e mai in queste vesta, mentre camminiamo sento il rumore dei tacchi che collide con il pavimento e lo sguardo mi cade proprio sul loro sodo sedere, che grazie a quella gonna e a quello short è quasi ben visibile, dopodichè, loro si accomodano sul divano, e mi metto all’inpiedi, appoggiato sulla scrivania, con un pò di coraggio sussurro: “Beh?” Titty cominciò: “Allora, può sembrarti strano del perchè di questa visita, in effetti ti abbiamo visto un pò sbandante dal momento dell’annuncio fino a ora… Ho preferito dirlo a te perchè sei quello che più ci sà fare con i computer… – La mia perversa mente si svuota di tutte le possibili cose che avrei pensato di fare questo pomeriggio – Le dico:
“Che problema hai?”
“Nessun problema – disse – è solo che io e raffaella, ecco… si… insomma… volevamo postare un pò di nostri video su Youtube…
“Ah i video del vostro saggio di danza?” Domando sicuro….
Ma Titty: “No Walter, in realtà questi video dobbiamo ancora farli…”
E rispondo: “Ah, allora c’è bisogno che li facciate prima e poi provvediamo a caricarli sul sito” Dico loro sorridendo e sempre più sicuro di me…
Raffaella comincia a parlar: “Si ma… abbiamo bisogno del tuo aiuto…”
“Ah devo riprendere?” Esclamo ancor più sicuro…
“No” disse Raffaella…
“E cosa dovrei fare?” Dico loro senza idee….
“Beh partecipare…” Esclama Raffy….
“Ah, ma che tipo di video?”
“Vabbè Walter insomma, intendiamoci, video amatoriali insomma capito no?”
“Amatoriali di cosa?” Domando mentre la mia perversa mente comincia a vagare.
“Niente di che, prendi la telecamera, cominciamo subito…” disse Raffaella, incredulo mi alzo e prendo la telecamera, la appoggio su uno scaffale in modo da dare una bella inquadratura angolata e chiedo loro se era messa bene, e loro mi dicono comincia pure a registrare, assolutamente ignaro di cosa stesse per accadere schiacco il tasto REC, e le due giovani ragazze conquistano l’obiettivo della telecamera posizionandosi al centro dell’inquadratura, e iniziano a muovere il bacino schiena a schiena, a vedere due cotante bellezze mi si sbarrarono gli occhi, poi all’improvviso Titty mi prende per la mano e mi fa sedere sul divano, mi siedo e loro si mettono difronte a me, e cominciano a togliersi gli stivali, io capisco una mezza cosa, e non mi sembra di essere proprio pronto a un eventuale rapporto… In ogni caso loro continuano lo streaptease e quando le vedo in reggiseno e perizoma mi scappa un erezione improvvisa che non posso controllare, ho una tuta sotto perciò il rigonfiamento è evidente, loro capiscono tutto e sfregano i loro dolci corpi contro il mio, comincio a sentire il loro profumo, mi accarezzano con quelle candide mani, e il mio aggeggio non resiste più in quello stretto rifugio, poi iniziano a baciarmi sul collo, e mi parte un brivido per la schiena, sono completamente eccitato, loro lo sanno, e l’idea di essere ripreso, data la mia indole esibizionista non mi vergogna affatto, cominciano col calare la zip del mio maglione e accarezzano il mio dorso, quelle mani così vellutate e soffici mi danno una sensazione paradisiaca, poi non paghe di ciò a turno cominciano anche a baciarmi con le loro carnose labbra, piene zeppe di rossetto, poi mi danno le spalle e sfilano da dietro il reggiseno, pian piano si girano verso di me e vedo due bellezze della natura, due seni sodissimi, perfetti, entrambe le ragazze avranno una quarta, per mandarmi ancora più in crisi si accarezzano i loro turgidi capezzoli, poi si avvicinano e Titty mette la mano sul mio pacco completamente indurito e con il fallo avvinghiato nell’ormai strettisima tana del boxer, così Raffaele con una repentina mossa mi sfila in un sol colpo sia il pantalone che i boxer, dando al mio fallo la tant’agognata libertà, loro cominciano ad accarezzarlo, io stendo sul divano ormai al settimo cielo dalla goduria, dopodichè Titty decisa mi comincia una sega, e Raffaella mi bacia appoggiando i suoi enormi e straordinari seni sul mio corpo, ormai non sto più nella pelle, poi all’improvviso mentre Raffaella continua a baciarmi sento una lingua che accarezza la mia cappella, e capisco che Titty è pronta a farmi un dolce pompino, che è veramente straordinario, una sensazione unica, nel frattempo Raffaella si alza e mi mostra il suo culo, sodissimo, come lo immaginavo, bello alto, e lo accarezzo vigorosamente, Titty completata l’opra si sfila il perizoma e si siede sulle mie ginocchia, praticamente il mio enorme e eccitato uccello sfiora la sua dolce figa, e lei dice: “Sei pronto?” non mi lascia rispondere che se lo autoinfila dentro e comincia a fare un movimento giù e sù autopenetrandosi, la sua vagina non è molto piccola nè molto grande, perciò provo quell’immensa goduria senz’alcun tipo di dolore, lei comincia a provare un orgasmo, e a poco a poco comincia a venire, provocando la fuoriuscita dei suoi umori, poi, cambia posizione dandomi spalle e mi rivolge il suo sedere, ancora più bello di quello che immaginavo, penetro anche questo senza problemi e lei gode incessantemente, Raffaella mi chiede nel frattempo se posso masturbarla e lo faccio con molto piacere, infilo due dita nella sua bagnatissima figa e giochiccio con il clitoride, dentro è calda ed accogliente, e inizio facendo entrare e uscire vigorosamente man mano più dita, e Raffy geme sempre più per poi trovare l’orgasmo, poi Titty un pò stanca, e dolorante si siede e Raffaella si inginocchia davanti al mio membro lo stringe tra le mani se lo infila tra i due sodi seni e anch’ella parte in un movimento su e giù, una spagnola veramente eccitante, le dico che sto per venire, ma non vuole ascoltarlo, all’improvviso, vengo proprio sulle sua labbra, e lei lentamente ingoia, Titty che si è ripresa, rialza Raffaella e le dà un intenso bacio con la lingua per assaporare anche lei il mio caldo seme, poi non sazia si offre di ripulirmi, visto che avremmo finito, quindi ci rivestiamo, le due mi salutano con un lungo bacio e se ne vanno… Che pomeriggio… Prendo la macchina digitale e mi riguardo il tutto sul DVD, una prestazione veramente maiuscola e indimenticabile, penso proprio che sia un pò troppo per Youtube…

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Jeggy82@yahoo.it

La villetta di Claudia – Sul lettino

La sera Francesca, non dormì proprio benissimo, aveva questo pensiero per la mente, cioè se era giusto quello che aveva fatto, per fortuna penso’ lei, dormiamo in due camere separate…

Francesca non poteva sopportare l’idea di essere “diversa” percio’ aveva paura di continuare questa vacanza, ma nel suo profondo sapeva che invece doveva farlo per scoprire la sua vera natura.

Dopo la vasca le due non accennarono minimamente all’accaduto, e dopo cena, andarono a letto stanche sia per il viaggio che per l’incontro ravvicinato.

La mattina Francesca si alzo’ ancora un po’ scossa, prima di Claudia, e fece colazione, passandro per la cucina vide la porta socchiusa della stanza di Claudia e non seppe resistervi: l’aprì.

Trovo’ stesa Claudia nuda a letto, che dormiva profondamente, Francesca rimase a guardarla, con la bocca aperta e si meraviglio’ quando sbavo’ cosicchè chiuse la porta e torno’ in cucina.

Non voleva proprio crederci che “non era come le altre”, eppure se era attratta da Claudia era così c’era poco da farci, del resto Claudia è tentatrice, sicuramente sarebbe tornata all’attacco.

Così dicendo ando’ in piscina dopo aver indossato un due pezzi verde e si stese a pancia in giù, su un lettino a bordo piscina.

Dopo poco tempo arrivo’ Claudia che senza nemmeno salutarla si sede sul lettino di Francesca, le accarezzo’ un po’ i capelli, e le slaccio’ subito il top, massaggiandole il morbido sedere, Francesca guardava impassibile, dopodichè Claudia che era in topless si sedette sulle gambe di Francesca e le massaggiava il sedere, e tolse completamente il top, comincio’ anche a succhiare la carne di Francesca, salendo sempre più su, anche la schiena la trovava eccitante.

Mettere le mani sotto, sul seno di Francesca le piaceva, la leccava tutta, e Francesca godeva, il contatto del piercing dei capezzoli la eccitava tantissimo.

Claudia torno’ a succhiare un po’ il culetto di Francesca, che poi si giro’ pancia in su, allora Claudia si stese proprio sopra di lei, e le due si baciavano, e Claudia le toccava il seno, anche il contatto delle gambe le faceva piacere, torno’ poi a baciare i capezzoli di Francesca che si inturgidirono, ormai le due erano troppo prese, e Francesca cominciava a gemere, e il succhio di Claudia era un crescendo…

Claudia sfilo’ lo slip di Francesca, per potergli massaggiare la figa, ma lo fece con la lingua, che prima sfregava contro il clitoride, poi la introdusse nelle grandi labbra, e Francesca gemeva e gemeva, e Claudia leccava sempre con più insistenza, e Francesca gemeva e rideva anche, era un piacere immenso.

“Ti piace?”

Disse Claudia?

“Da Morire”

Disse Francesca.

Claudia rimase più sotto e continuo’ a massaggiarle i seni, poi entrambe si alzarono e si baciarono sempre con i seni a contatto, spiccavano ovviamente quelli di Francesca, e infine si baciarono come sapevano, veloce, violentemente.

E decisero di correre in camera da letto.

Francesca stava, sotto, e Claudia con un vibratore comincio’ a entrarle nel sedere e successivamente nella vagina, Francesca grondo’ ancora…

Ormai non c’era più niente da capire…

La sua natura era quella.

jeggy82@yahoo.it

La villetta di Claudia – La vasca

Claudia e Francesca sono due amiche per le pelle, si conoscono da tantissimi anni, e quest’estate hanno deciso di andare in vacanza insieme, destinazione Riccione, dove Claudia ha una sua villetta personale data la sua agiata situazione economica.

Claudia è una ragazza che dà l’idea di essere un po’ quella di facili costumi, abbastanza alta capelli neri, una seconda non troppo soda di seno, ma delle belle gambe.

Francesca invece ha una bella quarta, capelli neri, viso molto dolce, la classica ragazza desiderio di tutti.

Sentimentalmente le due non avevano avuto molte storie, o comunque erano finite molto male.

Le due arrivarono a Riccione e Francesca rimase meravigliata dalla lussuosità della villa, e subito ando’ a disfare le valigie e a mettersi in bikini per prendere un po’ di sole, e fece così anche Claudia.

Le due una volta stese sui loro comodi lettini, decisero poi di rimanere in topless, vista la loro confidenza, in modo da poter prendere un abbronzatura più completa.

Claudia non solo ammirava il seno di Francesca, ma lo desiderava anche, in quegli istanti Claudia tentennava molto, si sentiva confusa ma non capiva, poteva mai essere attratta da una donna? Che tra l’altro è sicura che sia etero?

Claudia aveva sempre avuto dubbi sulla sua sessualità, ma non aveva mai neanche dato un bacio ad una ragazza, percio’ non sapeva il da farsi, ma desiderava Francesca in una maniera inaudita, e penso’ che magari dopo avrebbe fatto il primo passo.

Qualcosa pero’ accadde di strano e Francesca lo noto’ subito, i capezzoli di Claudia si inturgidirono, e Francesca in buona fede disse:

“A che pensi sporcacciona?”

Claudia colta di sorpresa disse:

“Ehm… No Niente… è che mi sento molto in libertà a stare così e il mio corpo reagisce”

Le due sorrisero, una volta che il sole comincio’ a salutar quel giorno rientrarono in casa e Francesca si volle fare un bel bagno, com’era abitudine tra le due non chiuse la porta.

Entro nel bagno, non mise del sapone ma dei fiori profumati, e comincio’ ad immergersi, era molto rilassante, dopodichè entro Claudia che la vide, e non seppe resistere, si sedette sul bordo della vasca.

“Non posso stare sola nemmeno qui?”

Disse Francesca scherzosamente…

“Ho pensato di farti compagnia…”

Disse Claudia con molta malizia che fu subito Notata da Francesca che ribattè:

“Claudia… Ma dai siamo etero o no?”

Claudia rimase un po’ scossa perchè la risposta non era totalmente negativa, anzi offriva parecchi spiragli, e Claudia decise dunque di azzardare.

“Andiamo…”

Disse Claudia, e così dicendo si slaccio’ il top che aveva messo e rimase nuda, entrando così in acqua, e comincio’ con una spugna a lavare la schiena di Francesca accarezzandola, quest’ultima mostrava preoccupazione e si copriva un po’ il seno.

Claudia comincio’ a massaggiare con le mani la schiena di Francesca, dopodichè si immerse nell’acqua, Francesca stava cominciando a scoprire i saffici piaceri.

Le due si stesero nella vasca, con una piccola risata e Francesca si mise sotto, Claudia le palpava il sedere e le baciava i seni, quanto erano sodi… Non li avrebbe mai immaginati così, poi gli mise una mano tra le gambe e comincio’ a tastare.

Le due si davano morbidi baci, e a intermittenza Claudia baciava dolcemente il capezzolo di Francesca, accarezzandolo con la lingua, sfiorava le grazie dell’amica con una maestria pazzesca, poi fece accomodarla sul bordo della vasca, sempre con dei baci sensuali.

Con il dito sfioro’ le carnose labbra di Francesca, le riaccarezzo’ i seni e scese giù a leccargli un po’ il clitoride, e sempre a intermittenza i seni, e questo per un bel po’ di tempo finchè Francescà non venne poi le due si alzarono, si baciarono, stavolta più ardentemente, ormai Francesca aveva perso ogni pudore, e anzi la cosa le piaceva.

Tant’è che detto’ pure il gioco, fece mettere Claudia faccia al muro, e quest’ultima era molto eccitata dato che il suo seno premeva contro il gelido muro, Francesca dunque, striscio’ con la bocca e con il seno dietro la schiena di Claudia fino ad arrivare al sedere, e a baciare anch’ella un po’ di passera dell’amica, poi sempre da dietro le affero’ il seno, e Claudia allora si volto’.

Ora erano una difronte all’altra attaccate con i seni anche attaccati, e Francesca provare enorme piacere dal piercing ai capezzoli di Claudia ch’eran anch’essi gelidi, si baciarono e toccarono intensamente, poi Claudia torno’ a baciare i seni di Francesca, e con un morso sulle labbra si congedarono.

To be Continued…

Jeggy82@yahoo.it

L’unico posto al cinema

Burrascosa sera, son steso sul letto con l’ipod nelle orecchie, e sbircio due sitini sul Web dal mio portatile, e d’un tratto mi lampeggia MSN, è Ashley, mia cugina, lei vive da sola, in Sicilia, vicino Palermo, mi esorta a rispondere al cellulare, visto che squillava ma l’alta musica Dance che ascoltavo non mi permetteva di ascoltare lo squillo del Telefono, così rispondo e sento la sua voce, che mi saluta affettuosamente:
“Ma Ciaooo Walter! Cosa fai quest’Estate? Io come al solito resterò sola…”
“Ancora devo organizzarmi Ashley, non saprei proprio…”
“Wow, perchè non vieni da me? Qui ci divertiremo un mondo!”
“MMh buona idea, ma son ospite gradito a casa tua?”
“Vuoi Scherzare Wal? Dai Tanto siamo già a Luglio vieni appena sei comodo…”
“Ok, allora domani prendo il primo treno e sono da te”
“Wow benissimo, allora a domani Walter, ti aspetterò alla stazione alle 18″
“Ciao Ashley!”
Subito contento dell’idea vado a prepare le valigie, e attacco la Radio, che mi tira un pò su, metto dentro di tutto, anche qualche costume ovviamente, e i soliti abiti…
Il giorno dopo il treno arriva puntuale a Palermo, e vedo subito lei che mi aspetta alla stazione, capelli mossi neri, fisico molto buono, seno abbondante, gambe bellissime, è stata sempre una bella ragazza, e in passato ci ammiravamo a vicenda, lei ha 25 anni e vive da sola, i suoi genitori son deceduti 5 anni fa, subito ci abbracciamo, e ci dirigiamo a casa sua, mi faccio una doccia, e mi metto comodo con maglietta e pantaloncini, lei anche sale in camera mia e ci mettiamo un pò a girovagare per il Net, mentre parliamo del più e del meno, tra i suoi preferiti scorgo strani siti, come Youporn o altro, ma faccio finta di nulla, lei è un pò strana, poi la corrente salta e il PC si spegne, perciò ci sediamo sul divano, lei accavalla le gambe, e la sua mini mi offre tutto lo spettacolo della sua coscia, che mi soffermo a guardare disinvoltamente, lei se ne accorge e mi dice:
“Belle eh?” Accarezzandosole, e io dico:
“Eh son molto belle!”… Lei dice di andare in bagno e nel frattempo mi invita a preparare qualcosa da mangiare, e mette musica ad alto volume io scendo e preparo, poi dopo 10 minuti sento la sua voce, ma non capisco cosa dice, perciò non me ne curo continuo a preparare e dopo che ho finito, due semplici panini con la nutella riscaldati, salgo in camera sua, la porta è semiaperta, e la vedo che senza veli balla davanti allo specchio, riesco solo a vedere il suo soffice e alto sedere, che è veramente una bella visione, poi però subito smette si mette l’accappatoio e allora io entro, e ci sediamo sul letto, gli porgo il panino:
“Ah i panini con la nutella i miei preferiti”, dice, ed afferrandone uno, l’accappatoio lascia vedere un pò della grossa tetta, ma io distolgo lo sguardo, e lei comincia a pensare cosa potremmo fare questa sera, io le propongo di andare al cinema dove danno un bel film, e così facciamo, ci rechiamo al cinema, ma nella sala c’è un solo posto disponibile, lei innocentemente dice:
“Vabbè Wal, mi siedo sulle tue ginocchia!”, così prendiamo l’unico posto rimasto e andiamo a sederci, lei si accomoda su di me, ha una minigonna senza calze, con un tacco a spillo, e un top scollatissimo, le luci subito si spengono, e lei si adagia su di me, ormai già il film non mi interessa più, mi accorgo che non ha il reggiseno, e dal top le sue grandi tette si scorgono in maniera inconfondibile, lei è seduta proprio lissù, e un mix di queste sensazioni, mi porta all’erezione, cerco con la mano di spostare l’aggeggio dall’altra parte, lei capisce che c’è qualcosa che non va, e dice di non preoccuparmi che si sarebbe aggiustata, si alza e si risiede prendendo proprio posto sull’ormai lungo e durissimo membro, non so se fa finta di non sentirlo perchè è impossibile, però fà qualcosa che subito mi fa pensare, cioè si scopre la minigonna da dietro, e il mio pene racchiuso nel Jeans entra a contatto con il suo sodo culo, lei comincia a strusciarsi su di me, e capisco le sue intenzioni, allora metto una mano lì sotto e comincio a massaggiare il suo sedere, e mi accorgo che ha un perizoma, lei nel frattempo, si gira con il volto e mi lecca il labbro, mi eccito e comincio a mettere le mani sotto il perizoma scorgendo la sua figa, comincio a massaggiarla, giochiccio con il clitoride, e poi comincio a penetrarla con le dita, e lei comincia ad ansimare, e io con la lingua le lecco il collo, per poi scendere sulle braccia, e sui seni, lei sta per esplodere, lo capisco, perciò ci fermiamo ed andiamo nel bagno del Cinema, in quello degli uomini, ci chiudiamo, e fortunatamente sono quelli chiusi, non comunicanti, perciò lei si libera subito dei vestiti, e io comincio a leccarla tutta, poi lei, mi abbassa la zip del jeans, e fa fuoriuscire il mio grosso pene, e comincia a masturbarlo con un movimento della mano giù e su, poi si accascia e comincia a succhiarlo, la mia cappella ingrossata esce ed entra dalla sua candida boccuccia, che è molto grande con due carnosissime labbra, adatte proprio a questo tipo di lavoro, poi la faccio girare e comincio a penetrarla da dietro, il suo ano è piuttosto grande, ma il mio aggeggio ancor di più, perciò lei prova diverso dolore, ma più goduria, e comincia a urlare, poi si siede sul gabinetto, e io la prendo in braccio e comincio a penetrarla davanti, è una posizione faticosa, ma il muro un pò mi aiuta, lei comincia a rilasciare una quantità enorme di umori, io ricordo del problema che potrebbe sorgere e dico:
“Fammi uscire prima che combiniamo un casino”, lei ansimante:
“No, continua ho preso la pillola”… E allora continuo e dopo un pò come previsto la inondo del mio seme, dopo un pò smettiamo perchè vuole assaggiarlo, e mi pulisce per bene, cosicchè io possa metterlo a riposo, lei si pulisce ci rivestiamo e usciamo dal cinema… E lei dice:
“Bello eh il cinema?”
E io:
“Eh si… Dovremmo rivenirci più spesso…!”
“Ma c’è bisogno del cinema secondo te?”

Per commenti, miglioramenti o sensazioni:
Jeggy82@yahoo.it

Lucia e Rodrigo

Lucia aveva quel suo libro di geografia in mano, ed era ligia al suo dovere, leggeva quei capitoli con interesse come nessun’altra studente faceva, a Monza del resto le ragazzine erano tutte troppo spigliate e vivaci per dedicarsi allo studio, suo fratello Rodrigo, la ammirava, per lui lo studio era importante, anche s’egli stesso non avea potuto intraprendere la carriera di studente per la scarsa opportunità economica di una famiglia di bassa-borghiesia.
Erano ormai passate due ore, e Rodrigo azzardò:
“Dai Lucì, chiudi un pò quel libro son tre ore che ci stai su, vai a farti un giro per la città!”
La Ragazza arrossì, ma questa era un’azione a lei molto comune, aveva un legame molto distanziato col fratello ma lo voleva bene, era il rispetto che manteneva le distanze, era molto insicura tant’è che a volte gli parlava col voi, a volte gli dava del tu.
E quella rispose:
“Va bene, hai ragione vado a fare due passi.>
I due scesero le scale che portavano in soggiorno, e Carlo il padre disse loro:
“Io vado fuori per lavoro starò circa una settimana lontano, ve la caverete bene.”
Carlo faceva il consulente finanziario e non ci è ben noto l’affare al quale si sarebbe dovuto dedicare in quella settimana, fatto sta che avrebbe lasciato i figli a casa soli, visto che la madre era defunta qualche anno prima.
Lucia comunque andò a vestirsi per fare due passi, aveva scelto di non chiamare nessuno per accompagnarla, altro tratto che ci sottolinea la sua timidezza.
Ma non è solo da questo che lo si evince, è anche l’abbigliamento che ci conferma che è una ragazza tutt’altro che vivace, aveva una gonna molto retrò che le cadeva sin alle ginocchia e una maglia accollata fin su, Rodrigo spesso la guardava, ed era molto dispiaciuto.
Quel tipo di vestiario era per una ragazza non certo con un tale fisico, Lucia era molto ben formata, un bel visino dolce, una bella quarta alta e soda, e un sederino niente male, questi dati ci sovvengon dalle lunghe osservazioni di Rodrigo alla giovane fanciulla.
Lucia così si mise a camminare per i vicoletti di Monza, a testa bassa neanche a dirlo, e incrocio due bravacci, uomini di malaffare, Renzo e suo cugino Attilio, Lucia si fermò ad un Bar per mangiare qualcosa e i due la seguirono e si sedettero ad un tavolo non molto distante.
“Quella si che è una bella ragazza!” Disse Attilio.
“Se la voglio me la scopo stanotte stesso sai?” Disse con tono sfacciato Renzo il più temerario tra i due.
“Certo, ma non mi far ridere, scommetto 200.000 scudi (unità di moneta, la cifra è incredibile se immaginiamo che Carlo ne guadagnava ora 20.000 al mese, ma quando aveva il povero Rodrigo che manco a scuola poteva andare ne guadagnava appena 5.000) che non ci riesci.”
E fu così che quei due infami misero in gioco la vergine ragazza, ma non finì qui, Renzo, che conosceva limiti decise di triplicare la scommessa:
“200.000? Non ci faccio nemmeno colazione, me ne dai 600.000 e ma la scopo a casa sua!”
“Questa è bella! Cugino ma tu sfidi l’impossibile, significa che comincierò a pensare come spenderli, ovviamente non ci credo se non vedo, quindi se dovessi riuscirci chiamami che arrivo in un batter d’occhio.”
Attilio lasciò solo il cugino, che cominciò a pensare sul da farsi, perciò appena la fanciulla lasciò il tavolino e si avviò verso casa sua la seguì l’afferrò per il braccio con una vemenza tal che la giovane a momenti sveniva dallo spavento:
“Sta calma bambola non ti faccio niente, devi solo venire a letto con me, lo so che hai una voglia di pene incredibile, no no, non voglio sentire niente, facciamo una cosa veloce portami a casa tua!”
E figuriamoci allora! La povera ragazza faceva già fatica a parlare quando era interrogata, figuriamoci quando veniva zittata, neanche a dirlo la giovane fanciulla a momenti non sapeva nemmeno cosa fosse un pene nonostante i suoi diciassett’anni, voleva ribellarsi ma non poteva, non immaginare poi quello che pensava circa la presenza del fratello in casa, del quale era quasi sicura che l’avessa difesa.
Lucia camminava a passo svelto obbligata da Renzo, le vie eran deserte, e Renzo ogni tanto le poggiava la mano sul sedere, provocandole un brivido.
I due arrivarono a casa e Lucia cacciò molto lentamente le chiavi di casa e aprì la porta, il silenzio totale, non c’era nessuno, la povera Lucia voleva morire.
V’era soltanto un biglietto sul davanzale della finestra scritto da Rodrigo che diceva che era sceso con gli amici, Renzo non fece altro quindi che leggere ad alta voce il biglietto e lo stracciò, prese il telefono dal taschino e chiamò il compagno Attilio indicandogli la via alla quale recarsi.
Attilio arrivò subito e gli tremevan le gambe al sol pensiero di vedere i due amoreggiare, ma una volta a vederli così era impossibile, che la scommessa sarebbe andata in favore di Attilio.
Ma nel frattempo Rodrigo era al bar con gli amici e per un futile motivo litigò, tant’è che tutto arrabbiato tornò a casa a passi svelti, e a veder la porta di casa spalancata si insospettì non poco, decise di spiare dalla finestra per vedere cosa succedesse, e solo a vedere Lucia che era avvinghiata a Renzo era su tutte le furie, Renzo era il bravo più temuto della città, e Carlo, il padre, disse proprio questo che Lucia con tutti sarebbe dovuta andare furchè con un bravo in particolare con quell’omaccio di Renzo.
Rodrigo non volle crederci, ma doveva fermare subito quello scempio, ma cosa fare? Fare irruzione in casa non era possibile, figurarsi se quell’infido non aveva con se un coltellaccio o qualc’altr’armaccia, per cui doveva trovare un sotterfugio per far scappare i due.
Si ricordò poi del grand’onore che avevano i bravi, allora decise pazzamente di urlare dalla finestra e all’improvviso: “MORT’AI BRAVI!”
Furbamente si nascose sul retro della casa, mentre que’ du’ bravi lasciarono Lucia sul divano che però era ancora vestita, dato che per sua fortuna non eran riusciti ad andare oltre qualc’intenso bacio e bestemmiando e correndo usciron di corsa con l’intento di rintracciare chi aveva osato commetter un tal crimine, non vedendo poi nessuno si avviarono verso il paese in cerca di notizie dimenticandosi completamente di Lucia.
Entrò di scatto Rodrigo con aria particolarmente adirata e si diresse verso una mortificata Lucia, che era salva per miracolo, ma lo sventurato Rodrigo non sapeva quel ch’era accaduto e così sparò a zero sulla Poveretta:
“Sei il disonore di questa famiglia! Ma come cavolo ti salta in mente di andare con quello lì, lo sai che a Carlo non va bene, e nemmeno a me, siamo gente onesta noi, quegl’individui non li dobbiamo neanc’incrociar per la via… Toh… Guarda questa… E io che la credevo una santarellina…”
Lucia non sapeva proprio che dire, ma aveva notato un certo addolcimento nelle parole del fratello, soprattutto nell’ultima frase, qualcosa era scattato in mente in Rodrigo. Quel vispo ragazzo non credete che non aveva mai osato guardare Lucia con occhi diversi da quelli di fratello, e perciò gli saltò in mente un vile ricatto che forse i bravi non si sognerebber manco.
“Allora sai che ti dico? Che se tuo padre sa una cosa del genere tu sei morta lo sai, si? E allora tuo padre non saprà niente a una condizione… che mi farai da schiava…”
La giovane non sapeva proprio nulla, era in uno stato confusionale che nessun può immaginare, e Rodrigo cominciò a dettarle tutt’i tipi di ordini possibili…
“Eppure siam al Nord Italia, tutto questo caldo non capisco proprio da dove venga… Vado a farmi una doccia, metti in ordine la cucina nel frattempo!” Disse lui con toni minacciosi.
La fanciulla decise di prender anche la scopa per spazzar un pò il pavimento ma vide la porta del fratello aperta, e sentì anche una voce dall’interno:
“Lucia vieni qui dai aiutami…”
Lucia era molto insicura sul da farsi, e ci volle una seconda sollecitazione del fratello per farla entrare, al suo ingresso Rodrigo, spalancò il separè della doccia e si mostrò come “mammà l’aveva fatto”.
Lucia era molto imbarazzata, vide la sagoma del fratello perfetta, era di spalle quindi vedeva solo un sedere molto sodo e un fisico sicuramente ben curato.
“Vieni qui, insaponami un pò la schiena!”
Lucia raccolse la spugna, gli mise del bagnoschiuma su e cominciò energicamente a insaponare il fratello, che nel frattempo chiedeva sempre più velocità.
“Bene ora prendi la pompa dell’acqua e sciacquami…>
E lucia fece anche questo compito… Ma non bastò…
“Bene Adesso riprendi la spugna e visto che ci sei insapona anche davanti…”
Lucia prese la spugna, il fratello si girò e il suo arnese a riposo fu rivolto verso la sorella che inevitabilmente arrossì, non ne aveva mai visto uno, lei cominciò a insaponare, e il pene andò in semierezione, specialmente quando Rodrigo chiese a Lucia di scrollare la schiuma anche un pò con le mani.
Per Lucia era ovviamente l’inferno.
La stessa sera Rodrigo uscì con gli amici e Lucia rimase in camera sua a piangere psicologicamente sconvolta, da questo momento in poi, però, assisteremo a due “Lucie” una che è quella di sempre timida, imbarazzata e docile, e una nuova Lucia che sta nascendo, quella dei desideri sessuali, a Lucia il pene del fratello era piaciuto e come, e lo sapeva che prima o poi il fratello le avesse chiesto qualcosa.
Lucia dopo due, tre ore decise di andare in salone a prendere qualcosa da bere, ma trovò una luce soffusa e la TV accesa, c’era un film porno, e qualcuno lo stava guardando, e anzi, lei sentiva anche gli ansimi del fratello, fece capolino con la testa e lo vide con il pene erettissimo in mano che faceva uno strano movimento su e giù, ignara di cosa stesse facendo il fratello si mise comunque a guardare dall’uscio della porta il Film, e c’era una ragazza che veniva stuprata da 5 ragazzi e c’era chi glielo infilava in bocca chi per’altri buchi poco noti alla nostra Lucia.
“Dai che da lì non vedi bene!” Disse Rodrigo…
“Guarda che non stavo mica vedendo…” Disse con un fil di voce Lucia, ed è la prima volta che quasi la sentiamo parlare col fratello, Lucia quindi si accomodò vicino a un ignudo Rodrigo.
“Guarda qui, è d’acciaio, non l’ho mai avuto così duro…Sarà la tua presenza…”
“Sciocchezze… Ma che dici…”
“Tocca Dai, guarda…”
“Sei pazzo? Siamo fratello e sorella!”
Rodrigo non poteva crederci Lucia non aveva mai contrastato il fratello con questa durezza, Rodrigo fece come un cenno per prendere il cellulare e chiamare il Padre, e Lucia abbassò la testa, fece un sospiro di sollievo e cominciò a toccare il pene del fratello.
Non era mica cosa da niente, Lucia cominciava a sentire dei brividi era una sensazione che le piaceva eccome. Faceva con la manina su e giù proprio com’aveva visto far al fratello poco prima, e man mano aumentò sempre l’energia, Rodrigo era ad un passo dall’eiaculare ma si trattenne sempre forse abusando anche di ritenzione, e finchè ce la faceva buon per lui.
“Dai togliti queste vesta che ti stanno malissimo…”
Lucia non osò farlo, e Rodrigo tolse la maglia alla ragazza, che rimase con il reggiseno e la gonna, Rodrigo a questo punto la svestì completamente, e mise una mano sul sedere dalla giovane che era molto sodo come lui aveva immaginato, e lei si irrigidì, le piaceva essere toccata, poi andò verso la sua bocca per baciarla ma non fu un bacio normale perchè le lingue si avvinghiarono proprio come quelle di due amanti e Lucia all’inizio sembrava un pò inesperta ma Rodrigo fu brava a catechizzarla in pochi istanti. Le accarezzò la testa, la schiena fin giù al sedere nudo, massaggiandolo ancora. Tornò poi su, e massaggiò un suo seno, sfiorò i suoi capezzoli che al suo tocco diventarono sempre più turgidi e vogliosi. Continuando a baciarsi lei prese incredibilmente iniziativa e cominciò a spogliare Rodrigo.
Gli tolse la maglietta, gli tastò ancora il pene duro: furono completamente nudi uno davanti all’altra, la frescura della stanza gli fece da compagna. La fece sedere sul divano, le aprì le gambe e andò a esplorare la passera della sorella che vide già bagnata. Rodrigo sentì il suo odore ed era per lui stupendo, il suo sapore era divino. La guardò in viso mentre la leccava, i loro sguardi si incrociano una, due, mille volte durante quella leccata interminabile durante la quale il suo clitoride fu provato più e più volte, i suoi umori grondarono copiosi per la prima volta e Rodrigo pensò ad asciugarli da se.
Lucia sentì tutt’a un tratto una strana sensazione, che non aveva mai provato così venì lei e lui pure, e i due si eccitarono maledettamente, e Rodrigo ricominciò a massaggiarle i seni.
Dopodichè decise di prendere il suo aggeggio e lo mise tra le gambe della sorella, il pene era decisamente più grande del buco della sorellastra, perciò ci volle un pò prima che Rodrigo potè entrare nella sorella, che ormai era già un lago di piacere; Rodrigo cominciò a battere sempre più forte, finchè deflorò la sorella a terra c’era un mare rosa tra liquido seminale e sangue che usciva da Lucia che più che dolore provava piacere.
Rodrigo per finire volle anche un pompino dalla sorella che inizialmente non sapeva neanche cosa fosse, poi man mano prese anche abilità notevoli con la lingua, entrambi si stremarono veramente, e si stesero sul divano senza neanc’asciugar a terra.
“Posso farti una domanda?” Chies’innocentemente la povera Lucia, umiliata ma allo stesso tempo sazia.
“Sentiamo…> Disse uno stremato Rodrigo.
“Le mie amiche parlano spesso di preservativi… a che servono?”
Rodrigo svenne immediatamente a terra reo del guaio appena commesso.

Titty e Jowy: fratellini perfetti

Titty e Jowy erano fratello e sorella, si erano appena svegliati e si trovavano sul divano del loro appartamento, nel primo giorno di vacanze dalla scuola, i due si sentivano ovviamente sollevati, niente più pensieri, interrogazioni, compiti e altro, Titty aveva finito il quarto anno di liceo, Jowy il terzo, avevano un anno di differenza.

Jowy era un ragazzo di corporatura robusta, molto alto, caratterialmente riservato, poco espansivo col sesso opposto, o quanto meno di quanto si sapeva in famiglia, la sua riservatezza non faceva trasparire nulla, e la sua vita era tutto un mistero, e guai a provare ingerenza nei suoi fatti. I suoi hobby erano principalmente quello di andare a vedere il Milan allo stadio tutte le domeniche.

Titty era diversa, fisicamente bellissima presenza, alta 165, capelli castani, una quarta abbondante di seno, fisico perfetto, gambe delicate e lisce, sedere alto e sodo, insomma la classica ragazza desiderio di tutti, estroversa in famiglia e fuori aveva avuto diverse storie d’amore, quasi sempre andate a finir male, Titty patì le pene dell’inferno in amore, i ragazzi spesso e volentieri la sfruttavano e una volta saziatisi la lasciavano e Titty non riusciva a trovare un ragazzo serio.

“Ragazzi volevo parlarvi” disse il padre.

I ragazzi erano ancora assonnati e a stento annuirono con molta sufficienza.

“Sapete che io e vostra madre tra due giorni festeggeremo i 25 anni di matrimonio, è da tempo che non ci prendiamo dei giorni tutti per noi, spero che non vi dispiaccia ma faremo un piccolo viaggetto, staremo fuori una settimana, ve la caverete bene da soli, visto che Jowy sa cucinare abbastanza bene”.

Titty annuì per lei non c’era problema, aveva un buon legame tutto sommato col fratello.

“Bene, partiremo tra 1 ora io e vostra madre, perciò è bene che cominciate a pensare a preparà qualcosa da mangiare”.

Jowy non fu molto contento della notizia, ma comunque, non poteva opporsi.

“Ah un’altra cosa, Titty, io sarò in contatto telefonico con il signor Bianchi (vicino di casa) per osservare che non facciate festini, o ritrovi tra amici in libertà, e non cercate di corromperlo…”

Jowy rise, sapeva che Titty lo avrebbe fatto, ma soldi non ne aveva per cui scartò l’idea.

Passò l’ora velocemente, e dopo i saluti con i genitori Jowy e Titty si vestirono, e andarono a comprare qualcosa al SuperMarket, tornati a casa Jowy cominciò a cucinare qualcosina…

“Vado a mettermi comoda” disse Titty.

Jowy era già comodo, era in tuta e in maglietta a maniche corte, Titty dopo un pò tornò in cucina, e indossava uno smanicato bianco, e un pantaloncino attillato cortissimo.

Jowy la sorella la conosceva, la osservava spesso, qualche volta nei momenti prima di dormire, in cui aveva particolarmente voglia, una volta accertatosi che la sorella dormiva, si masturbava guardando le curve della sorella, il seno: era quello il desiderio di Jowy, quante volte si masturbava solo all’idea di porre il suo strumento tra quelle dolci colline, ma poi prevaleva il buon senso e capiva che era impossibile.

La osservò con più cura, non aveva certamente il reggiseno, e i capezzoli spingevano forte contro il leggero cotone, Jowy fu però interrotto:

“Stasera perchè non ci facciamo due pizze?” disse Titty.

“Oh, già disprezzi la mia cucina” replicò Jowy.

“Ma che dici, giusto per mangià qualcosa di diverso”.

Jowy diede il consenso, il pranzo fu piuttosto veloce, perchè Titty non poteva perdersi la puntata giornaliera del suo telefilm preferito, Jowy non riusciva a vederlo, troppa roba sdolcinata per lui, Jowy lavava i piatti e la sorella era rapita dalla TV, forse inconsciamente aveva posto la mano tra le gambe, Jowy se n’era accorto, ovviamente non osò dir nulla.

Dopo un pò Jowy dovette andare in bagno, e lasciò la porta aperta come al solito, lui era molto spensierato del resto Titty non era mai entrata quando c’era Jowy, stavolta invece accadde.

Titty entrò per sciaquarsi le mani, forse non si accorse nemmeno della presenza di Jowy ma poi lo vide:

“Oh, scusami non ti avevo visto”

Jowy non le rispose ma fece un cenno come per dire fa nulla continua pure, Titty si calò per prendere il cesto con i panni rivolgendo il sedere verso Jowy che solo a guardarlo si irrigidì, e cerco di mettere le mani davanti per nascondersi, la sorella non se ne accorse e uscì per andar in balcone a posare i panni.

Si erano avvicinate le 19, e Titty decise di andarsi già a cambiare, visto che avevan deciso di andare a mangiarla fuori la pizza, andò a vestirsi, nella loro stanza comune, aveva uno slip, perciò tolse anche quello visto che quando usciva non ne usava.

Preferiva i perizomi che esaltavano il suo di dietro, era completamente nuda, quando si calò per prendere il perizoma dal suo cassetto, Jowy si accosto all’uscio la vide chinata in avanti e stavolta alla visione del sedere della sorella per poco il suo pene non distrusse i pantaloni, corse subito in bagno senza farsi notare, per gettarsi in una sega tremenda.

Dopo un pò uscì e vide la sorella vestita, orecchini a stelle viola, abito scollato altrettanto viola minigonna bianca, tacchi a spillo ancora viola…

“Come sto?”

“Molto bene” disse Jowy molto imbarazzato.

Andarono lontano a mangiare la pizza nessuno li conosceva, pensavano tutti che eran due fidanzati e a Titty questa cosa di essere la “Vip” non gli dispiaceva perciò sussurrò nell’orecchio al fratello:

“Dai facciamo finta che siam fidanzati così li facciamo morire d’invidia a sti ragazzi”

E Titty e Jowy si misero mano nella mano, si sedettero al tavolo e avevano difronte, un tavolo pieno di 14enni, solo maschi, Titty era brava a far ingelosire la gente, all’improvviso uno di loro si avvicinò al tavolo ma Titty per allontanarlo si mise a baciare Jowy, che ricambiò, il ragazzo si allontanò..

Era la prima volta che Jowy assaporasse le carnose labbra di Titty, il bacio era a morsi, ma Jowy aveva anche provato a cacciar fuori la lingua, ma fu fermato da una tacchettata di Titty sotto al tavolo.

Tornarono a casa, era tardi ma volevano restar svegli, Titty propose al fratello:

“Perchè non giochiamo a qualcosa?”

“Ma cosa vuoi fà a quest’ora?” Rispose Jowy che nel frattempo accese il telecomando ed era sintonizzato su un canale libero sul quale c’era la scritta: “STRIP POKER: sta per cominciare”

“Che cos’è lo Strip Poker?” Disse Titty…

“Ehm, è una rivisitazione del Poker, non è a soldi…”

“E cosa si vince…” rispose Titty.

“Ehm… si vince un indumento dell’avversario”

“Ma è fantastico perchè non giochiamo?”

“Ma dai Titty… Siamo fratelli?”

“Che ti frega?”

Jowy turbato ma eccitato andò a prendere il mazzo, e i due si sedettero uno difronte all’altro, prime mani vinte da Bluff di Titty e Jowy rimane in pantaloni e mutande.

“Ora mi rifaccio” Disse Jowy…

Aveva tre assi e due donne: buona mano tutto sommato e azzardò:

“Se perdi ti levi due indumenti…”

Titty accettò, Jowy sapeva che Titty non aveva nulla, infatti calò subito il suo Full a terra, ma Titty si alzò, e calò 4 re, Jowy si mise una mano in testa, e la sorella:

“Beh devi toglierti due indumenti se i miei conti quadrano”…

Jowy sconsolato rimase in mutande, ma Titty voleva giù anche quelle, come da patto.

“Ma dai su non puoi vedermi l’uccello siamo fratello e sorella” provò Jowy..

“Ma non mi interessa” disse Titty…

C’era molta malizia in questa frase, ma Jowy trovò l’escamotage che aveva ancora i calzini, Titty non potè ribattere.

Dopo un pò di mani Titty era rimasta in Maglietta e perizoma, Jowy non aveva nulla, e in palio c’era solo un indumento, Jowy bluffò dicendo che se vinceva voleva che Titty si togliesse due indumenti, ma fu scorretto perchè lui ne aveva uno solo, Titty non sapeva di questo particolare, non accettò e quindi perse la partita e dovette togliersi la maglia.

Titty come una spogliarellista se la tolse, e Jowy osservò il davanzale della sorella visto che non aveva il reggiseno, due seni perfetti, sodissimi e belli gonfi, Jowy si eccitò, e si mise più sotto al tavolo per nascondersi, la sorella continuava a giocare ma perse anche la mano successiva, e dovette privarsi del perizoma.

Jowy osservò quello spettacolo, la figa della sorella era ben curata, Jowy imbarazzato le disse:

“Gioco finito, non hai più vestiti!”

“Dai no continuiamo che la prossima la vinco, arrivati fin qui non è possibile che ti rimango in mutande, devo togliertele giochiamo ancora, se perdo mi tocchi un pò il seno…”

“O-ok…” Disse Jowy ormai nel pieno dell’eccitazione.

Nemmeno a dirlo, la prossima mano fu favorevole a Jowy che vinse con Tris D’assi contro 3 Q Della sorellina, che si sedette sulle gambe del fratello che timidamente cominciò ad accarezzarle il seno.

I movimenti di Jowy erano molto lenti e passionali, la sorella tremeva e ogni tanto gemeva, provava molto piacere, era normale, Jowy si divertiva anche a giocare con i capezzoli ormai divenuti di ferro, ma ormai il gioco se ne era andato…

Jowy aveva capito che questa era un’occasione d’oro per far qualcosa con la sorella, l’asta che aveva tra le gambe a momenti distruggeva il cotone del boxer, Jowy azzardò.

Cominciò ad avvicinarsi con la bocca, a quella di Titty che replicò:

“Ma non è nei piani…”

Jowy non le ascoltò e i due cominciarono a baciarsi, mentre con una mano Jowy continuava a palpare le colline della Sorella.

Titty, prese iniziativa, era entrata nel gioco a questo punto, e tolse con violenza i boxer di Jowy e il lungo pene zampillò per un paio di secondi, la sorella lo guardò ammirandolo…

“Jowy ma io non avrei mai immaginato che tu…”

“Poche chiacchiere” disse Jò volendo passare subito ai fatti, e Titty cominciò a masturbarlo, con movimenti prima lenti poi più veloci, aveva le mani fredde, e Jowy godeva ancora di più, nel frattempo Jò con una mano cominciò anche a palpare il clitoride della sorella, ci giocò per parecchio.

Poi con due dita vi entrò, sentiva che la sorella era bagnata eccome:

“Sei bagnata come una troia sorellina…”

“Colpa tua oh…”

Jowy continuò imperterrito, fin quando, Titty non decise di volerlo leccare, ma siccome il fratello non voleva restare con le mani in mano decise di instaurare un 69, e cominciò a slinguazzare nelle grandi labbra della sorella, che cominciava a provare qualche orgasmo, Jowy ne fu stupito, in effetti era un pò presto.

Dopo un pò Jowy si alzò, si mise la sorella a cavalcioni e cominciò una sega spagnola, la sorella e lui stavano godendo in una maniera incredibile, il sogno di Jowy si era soddisfatto, l’aveva sempre bramato, ma ovviamente non ne aveva mai avuto occasione.

L’asta di Jowy andava energicamente su e giù in mezzo ai due grandi seni, Jowy anche vedendo la sorella ansimare venne, e inondò il viso della fanciulla, e con la lingua cominciò ad assaporarlo…

“Non l’avevo mai fatto… è buono”, Jowy rise e continuò, poi soddisfatto volle penetrare la sorella analmente, perciò la fece stendere sul divano e messosi sopra cominciò a penetrarla con movimenti inizialmente lenti, ma poi si fecero più energici, Jowy godeva non solo per quanto stesse succedendo ma anche dai rumori che poteva udire cioè gli orgasmi violentissimi della sorella e il rumore dello scroto che sbatteva fortemente sul corpo della sorella.

Dopo 20 minuti di su e giù, Titty istigò il fratello a lavorare anche dietro, fu un impresa non facilissima visto che il buco della sorella non era per nullo congruo al diametro del grosso pene di Jowy, che quindi dovette operare con della vaselina, e poi cominciò con la cappella a toccare l’ano della sorella, studiò la situazione e capì come doveva fare.

Si pose al di sotto della sorella, e con le mani le teneva i fianchi…

“Che ne dici sorellina?”

“Fai piano…”

Jowy sapeva che doveva fare, serviva una botta secca, per allargare quel buco, perciò Jowy lasciò la presa delle mani e la sorella scivolò giù e l’asta del fratello la penetrò completamente, e la sorella lanciò un urlo acuto

“Jowy ma sei pazzo? A momenti mi uccidevi”

“Dai che ti è piaciuto”…

“Certo…”

Jowy continuò per un pò a penetrarla da dietro, ma poi dopo un pò come un normale umano si stancò, e i due cessarono di amoreggiar, e si stesero nudi ed esanimi sul lettone matrimoniale, proprio come la mamma e il padre fecero per procrearli…

I ragazzi avevano dimenticato una cosa importante nè Jowy aveva il preservativo nè Titty aveva preso la pillola, perciò il seme di Jowy era già in viaggio verso gli ovuli, pronto a fecondare.

Jowy si svegliò di notte erano le 5, la sorella in tutta la sua nudità, dormiva, le diede un bacino sul seno e andò a sciacquarsi un pò, e pensava tra sè e sè che ce l’aveva fatta… Jowy sapeva che doveva approfittare di questa settimana, con la madre e il padre in casa non sarebbe stata assolutamente cosa rischiare, la mamma era molto intransigente su questo.

I due si divertivano durante questa settimana a fare sesso molte volte e giravano nudi per casa, un giorno Jowy uscì per andare a comprare un cavetto dal ferramenta visto che aveva la passione per le televisioni e si divertiva a smontarle e riattaccarle.

Titty era in casa da sola, nuda, aveva trovato un nuovo piacere quella di essere nuda, libera, a contatto con la natura, le piaceva anche uscire fuori dal balcone, ove poteva osservare il suo vasto giardino, un piccolo venticello le accarezzava la vagina, poi tornò dentro e bussò il campanello, lei poteva essere solo il fratello infatti aprì non curante di vestirsi, ma aperta la porta…

Era il signor Bianchi un uomo sulla cinquantina d’anni, il loro vicino che rimase sbalordito dalla natura della ragazza, mentre Titty si copriva con una mano timidamente la vagina, e le disse:

“Ah, così girate per casa tu e tuo fratello quando non ci sono i vostri genitori…”

“Non penserà mica di riferirglielo?”

“Perchè no? Tuo padre minimo ti incatena…”

“No le prego non lo faccio farei qualsiasi cosa…”

“Qualsiasi cosa eh?” Il signor Bianchi era avidissimo, e non aspettò altro, le chiese di fare sesso, Titty a malincuore accettò, Jowy tardò ad arrivare e quando venne era già tutto finito, nemmeno stavolta erano stati usati mezzi di prevenzione perciò nel corpo di Titty c’era anche il seme del Bianchi.

Il mese dopo Titty non ebbe le mestruazioni, e lo disse al fratello, che molto preoccupato scese a prenderle il test, Titty lo fece e risultò incinta.

“Titty capito che guaio, adesso come facciamo io e te non possiamo avere figli…”

“C’è una cosa più Grave Jò” Disse Titty piangendo…

“Dai su dimmi cosa?”…

Titty gli rivelò il tutto, Jowy rimase shockato non seppe quale dei due padri era peggio che si rivelasse, da quel giorno Jowy imparò la lezione, fece abortire velocemente la sorella e non fecero mai più sesso.

Jeggy82@yahoo.it

Zia Jessy e le mie cuginette Stacy e Torrie

Terminati gli esami di stato dal quale sono uscito con pieni voti, decido di andare a trascorrere le vacanze al mare con mia zia Jessica e le sue figlie Torrie e Stacy, loro padre era deceduto purtroppo 10 anni fa, è il secondo anno che vado in vacanza da Zia Jessy e devo dire che l’anno scorso mi sono molto divertito, la sua casetta a Soverato in Calabria, è molto ospitale, non molto grande, e siamo tutti raccolti in sole due stanze, più il bagno, i letti erano comodissimi, e mi piaceva riposare lì, arrivai un mattino di Lunedì con il treno e subito eccole lì, Torrie Stacy e Jessy tutte in grandissima forma, specialmente Zia jessy che per avere 40 anni era in una forma strepitosa, l’ho sempre guardata con ammirazione, anche le ragazze, che avevano 21 e 20 anni, in confronto ai miei 19 ero il più piccino ma sicuramente il più alto, appena scesi dal treno le due ragazze mi corsero appresso, e mi abbracciarono entrambe, fu un abbraccio lungo, e sentii il prosperoso seno di Torrie, su di me, era veramente bello, non l’avevo mai visto, nè ci avevo mai provato gusto nell’averlo a contatto visto che è mia cugina, ma sta volta non so come mai mi sentivo bene con lei stretta a me, poi dopo mi abbraccia Stacy, anche lei una bellissima ragazza, e per sbaglio, le palpo il sedere e sento che è sodissimo, è sempre stata questa la particolarità di Stacy un culo invidiabile, anche se quello di Torrie non era da meno, ma quello di Stacy era più bello perchè lei tanto prosperosa non era, poi Zia Jessy anche mi abbracciò, anche lei molto prosperosa, si muoveva mentre mi abbracciava e quindi il seno si sfregava sul mio petto e io non ce la feci data anche la sua generosa scollatura, e subito mi eressi ma fortunatamente avevo i Jeans, e lei non se ne accorse, quindi salii in macchina della zia, e mi misi avanti, le due ragazze dietro, subito Zia Jessy mi chiese com’era andato l’esame e gli risposi che l’avevo superato a pieni voti, lei per complimentarsi mi diede un bacino sulla guancia, poi Stacy mi disse:
“Mammamia Walter, sei veramente cresciuto dall’anno scorso, sei molto bello, se non fossi tua cugina un pensierino ce lo farei…!!”
“Hai proprio ragione – replicò Zia Jessy – fai attenzione caro sulle spiagge quelle ragazzine ti ruberanno” Le sue parole mi lusingavano, ma io non intendevo fidanzarmi non ne ero pronto, poi la Zia Continuò: “Visto che penso che sei abbondamente fidanzato no?”
“No zia, preferisco essere libero” le risposi e lei:
“Mi meraviglio Walter, un bel ragazzo come te è sprecato da single” Imbarazzato volsi la domanda alle mie cugine:
“Ma Piuttosto, voi, come siete messe a ragazzi?”
“Ragazzi? E Che cosa sono? Nhaa… per me è presto, ma sicuramente mi apparterò prima di Stacy dato che sono molto più bella” Esclamò Torrie…
“Si certo, puoi anche avere quel pò di seno in più ma il tuo culo non è poi così sodo come il mio” All’improvviso il mio colorito facciale si arrossì e capii che in famiglia c’era molta competizione, e poi intervenne la mamma:
“Su Ragazze, lo sapete che con me non potete competere, sono invidiabile, non pensi Wal?”
“S-si zia…” Le risposi imbarazzato, Torrie e Stacy tirarono una smorfia, come se qualcosa non stesse apposto, arriviamo a casa, e la Zia mi chiede se voglio riposare dopo il viaggio ma Torrie interviene:
“Noooooooooooooooooooooo! Ma che? Noi dobbiamo andare a mare!!!!!”
“MMh si mi piacerebbe andare in spiaggia in effetti devo un pò consolidare queste due lampade che ho fatto a Napoli, non sono bastate penso..”
“Ok, vado a cambiarmi…” Disse Torrie…
“Va bene ragazzi siccome sono già le 11:00 preferisco restare qui a cucinare” disse la Zia…
“Ma mi dispiace che resti sola Zia!” Esclamai…
“Ma non preoccuparti – replicò ella – vai pure e fatti un bagno rinfrescante”.
Nel frattempo salgo su e mi cambio in bagno, metto il mio costume, preferisco indossare slip a mare non boxer, metto un pantaloncino, una canotta nera e mi accosto alla porta aspettando le due cugine, nel frattempo prendo l’asciugamano dalla valigia, e le due arrivano quasi si spingono per chi deve stare avanti nel passo la loro vista è molto piacevole, Torrie indossa un costume un unico pezzo, con scollatura in mezzo che esalta molto il suo seno, sotto probabilmente è uno slip con un pareo, Stacy invece preferisce un due pezzi, ma sceglie un pantaloncino, poi ci avviamo, prendiamo tre lettini e li posizioniamo adiacentemente, le due preferiscano che io mi metta in mezzo in modo da essere vicino ad entrambe, Stacy si toglie il pantaloncino e scorgo un perizoma che le mette in risalto quel culetto altissimo e sodissimo che ha, io sono già in slip e un pò mi scatta l’ormone, poi le due si stendono, e lo faccio anche io, ma alzo le ginocchia per nascondere l’erezione, loro sono stese con la loro pelle al sole, e comincio a domandargli: “Ma come due belle ragazze come voi senza fidanzato?”
“Nhaa non ne abbiamo bisogno” rispose Torrie…
“Non ne hai bisogno eh? Ma pensa a trovarlo – rispose Stacy – Piuttosto Walter mi spalmeresti l’olio abbronzante dietro le spalle?”
“Ma certo” risposi! Lei si mise a pancia in giù sul lettino, e io potei massaggiarle la schiena, una pelle veramente liscia, poi mi disse:
“Vai Walter scendi più giù… sul culetto che mi devo abbronzare specialmente lì”
“O-ok….” Cominciai a massaggiarle il di dietro che era esattamente come me lo immaginavo, immenso, eccezionale, sodo, alto, stavo quasi per bucare lo slip talmente che ero eretto, Torrie mi chiese se poteva spalmarmi dell’olio anche a me e dissi che per me andava benissimo, allora si sedette dietro di me e mentre massaggiavo Stacy, lei mi spalmava la crema dietro, cominciò a farlo energicamente e sensualmente, e io ero sempre più eretto e per mia fortuna non mi videro, chissà quale sarebbe stata la loro reazione, mi avrebbero subito cacciato e rimandato su a Napoli, perciò era meglio stare calmi anche se il mio ormone non ne poteva più, poi Stacy disse: “Ci andiamo a fare un bagno?” E qui cascò l’asino, se mi alzavo avrebbero stranotato il rigonfiamento perciò era meglio inventare una scusa: “Ragazze andate voi poi vi raggiungo”, così fecero, decisi di andare in cabina, ma il percorso tra la cabina e i lettini nostri era abbastanza, perciò molte ragazze mi videro eccitato e si avvicinarono a me, le scostai imbarazzato e andai in cabina, e mi sparai una sega per cercare di calmare questa maledetta erezione, a volte mi piacerebbe pensare di poter controllare il mio amichetto con un bottone, visto che ci son momenti proprio brutti in cui si eccita, tutto passò uscii dalla cabina e di corsa entrai nell’acqua e con un tuffo esordii tra le due ragazze, Stacy non sapeva nuotare, Torrie un pò, c’era un pò di corrente, e man mano a nostra incoscienza il mare ci portava sempre più in là, all’improvviso Stacy urlò aiuto dicendo che non toccava, io si perchè ero più alto e corsi in suo soccorso, la presi sulle braccia per la figa, ed era abbastanza calda, lei per ringraziarmi mi abbracciò forte visto che si era impaurita diversamente, e Torrie la derise:
“Visto che figura di merda hai fattO?”
“Non preoccuparti Torrie, non fa nulla” Risposi io per sdrammatizzare, perciò decidemmo di uscire dall’acqua visto che era la mezza e di tornare a casa, raccogliemmo la roba e ci apprestammo a fare le docce, per poi il pranzo, mi vestii con pantaloncini leggeri e magliettina, anche loro scelsero un look casual, la Zia era in cucina e aveva ultimato il pranzo che fu molto buono, e mentre Zia Jessy faceva i piatti le due cuginette schiacciarono un pisolino io rimasi in cucina sul divano a osservare la Zia, aveva dei lunghi capelli rossi, seno formoso, fisico molto bello, poi mentre la guardavo mi distolse stesso lei dicendo:
“Vedrai che ti divertirai qui, le Ragazze ti hanno aspettato per tutto l’inverno, falle divertire un pò!” Disse con strano tono…
“Non preoccuparti Zia ci divertimento molto”
“Io non ce la faccio più Walter, non capisco perchè quelle due non si trovano un ragazzo eppure hanno un età, e inoltre a mio avviso sono due bellissime donne no?”
“Si hai ragione Zia nemmeno io conosco bene il motivo”
“Vedi un pò se stasera le puoi portare non so al Bowling che c’è qui vicino, e gli fai conoscere qualcuno, sono molto timide con gli altri”
“Ah… oggi pomeriggio mi avevano chiesto se volevo portarle a fare una passeggiata in città, visto che non la vedevano spesso, se andiamo non penso sono così carico poi stasera per andare al Bowl, ah approposito Zia me la presteresti la macchina? Non preoccuparti non te la sfascio” dissi con aria ironica…
“Ovviamente Walter, non preoccuparti, non andare troppo veloce come ti è consueto fare però” Disse anch’ella scherzando… Andai su in camera, e le due dormivano russando, Stacy era ancora in perizoma e mi soffermai un pò su quella visione, poi mi autodiedi uno schiaffo dicendo che non posso pensare queste cose di miei parenti, perciò presi un libro e cominciai a leggere, ma subito mi distolsi la mente perchè pensavo a loro… Avevo letto diversi raccontini Erotici incestuosi sulla rete e mi avevano parecchio eccitato erano belli, avevo provato a immedesimarmi ma non ci ero mai riuscito, nemmeno l’estate scorsa non volli azzardarmi non avevo il coraggio, perciò presi il libro e mi rimisi a leggere… Si fece ora di scendere, e le ragazze si svegliarono e si prepararono, io mi vestii con Jeans e Camicia, loro indossarono Jeans attillati e due toppini scollati, appena arrivammo vicino alla macchina fecero una guerra per chi si doveva sedere al mio fanco, alla fine Torrie la vinse, e si sedette lei, in effetti una bella distrazione visto il suo prosperoso davanzale, comunque misi la macchina in moto e mi avviai nella stradeserta superstrada che portava in città, proprio a metà, cessò di camminare, guardai l’indicatore della benzina ed era esaurito, e tirai un pugno allo sterzo della macchina, sbuffando e Torrie mi disse:
“Cosa c’è Walter?”
“E’ finita la benzina cacchio!!”
E Stacy disse: “E Quindi? Non c’è nessuno che può venire ad aiutarci?”
“E chi vuoi che venga, siamo nel bel mezzo di sta superstrada che non la utilizza più nessuno ormai, Vostra mamma non ha un’altra macchina, per cui mi sà che toccherà farcela a piedi!” Replicai…
“Ma io sono stanchissima!” Disse Torrie… che comincio a premere il bottone elettronico che abbassava lo schienale e si stese, Stacy le disse che era proprio una schiappa, intanto la vedevo, lì distesa con il seno che quasi rompeva la maglia, e il mio ormone si riattivò, e Torrie disse:
“Walter che facciamo?” Non sapendo cosa rispondere tacqui… Abbassai anche io il sedile e mi stesi per pensare dimenticando completamente lo stato della mia eccitazione nel fissare il seno di Torrie, appena mi stesi, le due fissarono il mio girovita, beh in effetti guardavano un pò più in basso, io non me ne accorsi, Torrie addirittura si leccò le labbra, e dissi:
“Cosa c’è Torrie?”
“No… pensavo… complimenti…”
“Di Cosa?” risposi curioso?
“Nulla, scherza!” replicò secca Stacy dando un’occhiataccia alla sorella…
“Ragazze a questo punto dobbiamo farcela per forza a piedi, su scendiamo, c’era un afa terribile, e quella cavolo di superstrada assomigliava al Deserto del Sahara, io mi svestii rimanendo fortunatamente in costume visto che ne avevo uno sotto, loro rimasero in Reggiseno e pantaloncino, I miei occhi si sbarrarono completamente quando vidi il reggiseno di Torrie, che era praticamente inesistente, era fatto da due stelline che coprivano i capezzoli appena non seppi resistere:
“Bello questo reggiseno” Dissi a Torrie…
Stacy mi guardò male, quasi invidiosa, e disse:
“Ah, ti piace il reggiseno di Torrie, ma hai visto il mio Perizoma?” Non mi diede il tempo di parlare e abbassò il suo jeans, mostrandomi il suo di dietro il perizoma era incredibile un filino misero che lasciava intravedere il buco e aveva proprio la forma di una bocca dietro, che visione, mi rieccitai, ma non ci feci caso ormai ero stanco e le due fissavano continuamente il mio aggeggio, poi arrivammo quasi vicino casa (perchè ovviamente eravamo tornati indietro ma tutto il pomeriggio l’impiegammo a camminare) e ci rivestimmo, la Zia disse:
“Tutto apposto in città?”
“Macchè risposi io, non c’era benzina, la macchina si è fermata al centro della superstrada e ce la siamo fatti a piedi fin qui” risposi…
“Oh cavolo mi dispiace, mamma che guaio, domani col meccanico mi faccio accompagnare a prenderla, raga stasera mangiamo due pizze ok?”
“Oh a me va benissimo, mangerei tutti giorni pizza!” Disse Torrie, io acconsentii.

Dopo la Cena, ci sedemmo sul divano, la Zia guardò in tv ma non c’era nulla di che, proposi di fare qualche gioco di società, ma le ragazze erano stremate, nel frattempo tutte le ragazze erano in vestaglia, ovviamente quelle di Torrie e di Zia Jessy eran rimbombanti nel davanti quella di Stacy no… , la Zia molto stanca si alzò e disse che andava a dormire, si accasciò per baciarmi sulla guancia e notai che la scollatura della vestaglia era molto ampia e diedi uno sguardo lì in mezzo, ma non vidi bene, poi la Zia si Alzo, e rivolgendosi alle sue figlie disse:
“Avete visto ragazze? Sono più attraente di voi, appena mi sono avvicinata a Walter subito mi ha guardato il seno…” Volevo scomparire, ero imbarazzatissimo, mi avevano scoperto, Torrie si alzò e disse:
“Arrivi tardi mamma, tutta la giornata il seno l’ha guardato a me…”
“Si ma non immaginate quante seghe mentali si sia fatto sul mio culo…” A questo punto volevo avere una pistola per togliermi da mezzo, avevo fatto una figura incredibile, ma le tre non erano curanti di questo infatti il discorso proseguì:
“Su ragazzine, non potete competere con il mio corpo” Disse Zia Jessy…
“Ma su mamma non dire cazzate capito che il mio culo è diecimila volte meglio?” Non ci credevo, le tre erano intrate in un incredibile competizione, Stacy allora disse:
“Perchè non facciamo una gara di bellezza con te giudice Walter?” Non ebbi il fiato per rispondere, non potevo essere il giudice di mie parenti… non può… non poteva essere… Ma dovetti per forza accettare dato il grande fragore di Zia Jessy e di Torrie, allora mi diedi coraggio e dissi:
“Va bene, salite, vestitevi come se doveste uscire, indossate tutta la biancheria intima sotto e riscendete e cominciamo… ” Le Tre corsero su e io mi chiesi che cazzo stavo combinando, la mia parte maschia aveva preso il possesso su quella coerente, 10 minuti e scesero, la prima fu Stacy, che sculettava incredibilmente e si sedette su una delle sedie che avevo accuratamente posto al centro del salone, Top scollato, Pantalone Bianco aderentissimo e tacchi dorati, bella scelta… Poi scese Torry, che venne con un abito da sera molto particolare, dietro la schiena tutto scollato, una minigonna viola che si intonava al suo fermaglio per i capelli e due stivaletti neri, dal quale sfociava una calza a rete molto particolare, l’ultima fu Zia Jessy, la guardai dal basso, Tacchi Rossi scintillanti che si intonavano ai suoi capelli e un abito da sera Nero, dietro trasparente davanti un pò, e faceva intravedere la probabilmente Rossa biancheria intima, entrambe si sedettero sulle sedie accavallando le gambe, E Torrie era impaziente di cominciare, proposi la prima prova che era una gara di seduzione, mi dovevano sedurre come meglio potevano, Stacy cominciò, si mise dietro di me, e mi accarezzò il collo con le sue mani, poi dei sensuali baci sulla guancia e si sedette, davvero niente male, poi Torrie, esordì proprio mettendo il suo seno sul mio volto, sedendosi su di me e dandomi baci sul collo, il mio membro che era in un misero pantaloncino scoppiò quasi lei lo sentì sotto e se ne andò compiaciuta, e sfottè la sorella: “Visto Cozza? Io l’ho fatto arrapare, tu no…” Stacy era su tutte le furie, poi toccò a Zia Jessy, che si sedette a cavalcioni su di me, cominciando a leccarmi il collo, e massaggiandomi il pacco indurito, prima prova ovviamente vinta da Jessy, le ragazze l’avrebbero previsto, e ora gara di StreapTease, le tre lo fecero insieme, Scoprì la rossa biancheria intima di Zia Jessy, la dorata di Torrie e quella argentata di Stacy, tutte e tre indossarono il perizoma ma ovviamente il culo di Stacy risaltava, lo Streaptease lo vinse Torrie, visto che ci mise più energia, poi arrivò la gara del seno, tutte e tre si slacciarono contemporaneamente il reggiseno, Torrie guardò la sorella e rise, in effetti non aveva tutti i torti Stacy aveva a stento una seconda, ma i capezzoli erano molto duri, il seno di Zia Jessy era bellissimo, sodissimo, grandissimo più di quello di Torrie, io non ce la facevo più, il mio membro a poco non rompeva il tutto e Zia Jessy disse:
“Puoi anche svestirti se ti dà fastidio!”
Le tre cacciarono la lingua da fuori, mi trovavo contro tre assetate e insaziabili donne, una migliore in un’altra, allora decisi di trasgredire e con tutta la forza trappai i pantaloncini e i boxer, e il mio uccello zampillò fuori, era più lungo del solito, e le tre corsero verso di me, io le pregai di aspettare, ma Jessy non ne volle sapere e cominciò subito a farmi una pompa, mentre Torrie mi baciò sulle labbra e poi anche con la lingua, Stacy rimase in disparte aspettando che le due avessero finito, ma fu difficile perchè erano insaziabili e io fingendo dissi:
“Zia ma che cazzo stiamo facendo?”
“Ehh Walter non preoccuparti rimarrà tra di noi, io non mi riesco a staccare da questo coso”… Dopo queste parole un fiume di seme inondò la sua bocca, mentre Torrie mi faceva slinguazzare i duri capezzoli, veramente un bel seno, poi le due si fecero da parte, e Stacy si tolse il perizoma mostrandomi il suo straordinario sedere, subito si mise a pecorina e non potei evitare di penetrarla, diedi dei colpi piuttosto forti e lei mi incitava ad alzare sempre di più la forza, ma dovetti fermarmi visto che lo scroto urtava fortemente contro di lei e mi feci parecchio male, Zia Jessy si riavvicinò a me e comincio a baciarmi, mentre Torrie prese la mia mano ma io non vidi nulla e me la conficcò nella sua calda vagina, stavo impazzendo, stavo con tre donne contemporaneamente, non me ne fregava nulla che erano mie consanguinee, non ci vedevo più, dalla voglia di farlo, e continuavo incessantemente, poi si cambiarono un pò le carte, venne Stacy a baciarmi che era piuttosto brava con la lingua, mentre io penetravo la vagina di Mia Zia, Torrie nel frattempo continuava a farsi penetrare con le dita, le tre cominciarono a urlare come delle forsennate, e dovetti smettere visto che sia Torrie che Stacy, che mi aveva offerto la sua figa si fecero male ed erano stanche, Zia Jessy invece era insaziabile e continuava a farsi penetrare, cercai di scostarmi visto che ero ad un passo dal venire e urlai:
“Zia Lasciami andare sto per VENIRE!” E lei:
“Siii vieni vieni, ho bisogno del tuo seme dentro di me!”
“Ma Zia sai che rischio corriamo?”
“Non me ne frega muoviti!”
Non feci manco in tempo che venni immediatamente e inondai anche lei, non volli pensare al guaio che avevo combinato, ma la serata fu indimenticabile, le tre si complimentarono con me, e passammo una vancaza Indimenticabile!

Per consigli o pareri:
Jeggy82@yahoo.it

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