La vasca da bagno

Come mi piace essere leccata in questa posizione!
Come ho fatto ad essere appoggiata ai bordi di questa vasca per idromassaggi ancora non lo capisco, ma sta di fatto che sono qui, piegata, con le ginocchia appoggiate per terra sul tappetino e con le gambe aperte.
Sono succhiata da questo stupendo ragazzo che fino ad un’ora fa per me non esisteva.
Ciao a tutti, mi chiamo Rossella, 44 anni, fisico minuto, ma sodo e piacente, abbronzata, seni piccoli, ma un sedere veramente sodo, merito del fatto che sono un’istruttrice di fitness con la passione di farlo, ho due figlie meravigliose e un marito di 50 anni ancora piacente e in forma.
Tutto ok. Allora?
Si, fino ad un’ora prima, quando, per la prima volta, mi sono lasciata andare da quando sono sposata.
Non so cosa sia successo o quale sia stata la motivazione che ha fatto scattare in me quella voglia di cedere alle mie passioni, sta, di fatto, che è successo.
Riepilogo.
Sono in casa da sola, come tutte le mattine ho fatto le pulizie, sono circa le 11 e vado a fare il mio bagno quotidiano che mi rilassa un casino.
Apro l’acqua e non viene giù niente…cazzo…nooooo, sono disperata, ci deve essere qualche problema, chiamo la centrale idroelettrica e mi assicurano che è tutto a posto, a questo punto chiamo la mia amica Sandy che m’assicura che mi manda subito un suo amico che è anche un gran bel ragazzo e che sicuramente mi aiuterà.
Quindici minuti dopo sento suonare, apro e vedo un bel tipo con un gran fisico, proprio quelli che piacciono a me, e un sorriso ammaliatore.
Lo accompagno, passando in sala, mi guardo veloce nello specchio: ho addosso una tutta che evidenzia le mie forme e soddisfatta di quello che vedo e di quello che vede lui, standomi dietro, arrivo in bagno e facendolo passare gli espongo i problemi.
Lui comincia a lavorare sui tubi e su tutto il resto, in quel bagno piccolo, l’atmosfera si fa calda, il ragazzo si leva la maglietta mettendo in mostra i suoi muscoli che ben presto diventano sudati, mentre lo guardo mi rendo conto che la situazione mi sta eccitando.
Il ragazzo ogni tanto si gira e mi guarda sorridendo, mi chiede un attrezzo da lavoro, io gliel’allungo e così facendo per la prima volta ci tocchiamo.
Entrambi ci siamo resi conto che la situazione è molto erotica, quel leggero contatto, è stato sublime.
Finalmente prova a fare uscire l’acqua e a riempire la vasca Iacuzzi.
Il vapore che sale aumenta il suo sudore e io, guardandolo, mi sento una cagna in calore, mi sembra impossibile che dopo tanti anni di matrimonio, per la prima volta, abbia un così forte desiderio.
L’acqua sale e la Iacuzzi si mette in movimento, lui si gira e mi dice: “Spogliati e vai dentro la vasca”
Quella richiesta inaspettata è come una scopata parlata, per poco non godo a quelle parole.
Incredibilmente, come ipnotizzata, mi levo la tuta, rimanendo solo con il mio piccolo slip, poi le mani lo fanno scivolare lungo le caviglie e lo faccio volare via.
È come se tutto fosse normale, la mia fighetta, stupendamente curata, supera la vasca e s’immerge piano.
Lo guardo mentre si slaccia i calzoni e si sfila lo slip, il suo cazzo eretto è magnificamente pronto a soddisfarmi, lo guardo con cupidigia mentre entra nella vasca con me, ho il tempo di ammirare le sue dimensioni e capisco che presto sarò ben allargata da quella nuova misura che è sicuramente più grossa di quello del mio partner.
Voglio essere scopata da questo bellissimo ragazzo, non me ne frega niente di tutto il mondo, sto pensando solo alla mia femminilità e ai miei desideri, come non facevo da una vita, così quando lui, entrando, mi prende le gambe, le divarica e comincia a salire con le mani attorno al mio pube, io ho un orgasmo delizioso.
Le sue mani mi frugano la passerina, s’infilano tra le mie labbra vaginali e con tocchi sapienti mi preparano, poi mi fa alzare e salire sopra di lui e, senza bisogno di altro, io mi lascio andare sul suo cazzo e comincio a scoparmi con un piacere incredibile.
Se me lo raccontassero non ci crederei; mi guardo nello specchio del bagno e mi vedo andare su e giù con una passione a me inusuale.
Quel cazzo che mi sta aprendo, unito ai suoi baci e alle sue mani sul mio corpo sono inebrianti e ho subito un altro orgasmo, vedo il ragazzo soddisfatto del suo operato e tronfio di se stesso.
Le sue mani sui miei fianchi sono un movimento di comando deciso, mi spinge ben dentro il suo cazzo e il contatto delle sue palle sul mio inguine è elettrizzante.
Mi scopa per dieci minuti in quella posizione e io ho ancora un altro orgasmo prima che lui esca da me.
Si mette tutto bagnato con la sua erezione sul bordo della vasca e mi fa capire cosa vuole, io sono appagata e carica di sensualità.
Mi sento una regina in quel momento, mi sposto verso di lui, l’acqua tiepida mi accarezza, vedo le gocce dell’acqua sul suo corpo scivolare verso il pavimento e poi, arrivando al suo cazzo, apro la bocca e ne assaporo il sapore e la lunghezza, mi fermo prima sulla sua cappella e la succhio forte, sento il suo primo sospiro da quando lui è con me,le sue dita giocano sulla mia schiena, sento le sue unghie che mi accarezzano la pelle dandomi fremiti di piacere che io ricambio con la mia bocca ardente, lo stringo più che posso mentre scendo verso le sue palle ben gonfie e poi comincio a fare un sali e scendi da vera artista.
Mi è sempre piaciuto prenderlo in bocca, mi piace sapere che ho il potere di fare morire di piacere il mio uomo e, con quel pensiero, sento il suo caldo sperma riempirmi la bocca.
So che a molti uomini piace che noi donne ingoiamo il seme e a me piace anche, allora, stringendolo forte, lo succhio sino al midollo, facendogli avere un orgasmo fortissimo.
Le sue parole di piacere nel momento culminante sono paradisiache per le mie orecchie, mi sento la sua troia, pronta a tutto per quello stallone di razza, così, quando faccio uscire dalla bocca il suo membro, non trovo strano di vederlo bello duro come all’inizio, anzi, con il lavoro di bocca che gli ho fatto, credo sia normale.
Lui mi prende e mi fa uscire dalla vasca, sono tutta bagnata, ma senza asciugarmi, mi fa mettere a carponi e mi mette le mani sul bordo della vasca.
Lo vedo uscire e posizionarsi dietro si me, sono un poco tesa, non mi ha detto cosa vuole fare, ma sono pronta a tutto, ormai ho saltato il fosso e voglio che il ragazzo, quando esce da casa mia, si ricordi bene cosa ha fatto; in quel momento sento la sua lingua rasposa entrare nella mia fighetta e comincia a scoparmi.
È incredibile quello che mi sta facendo, sento la passione della giovinezza e la voglia di soddisfarmi e sento anche che è veramente bravo, mi sta leccando tutti quei punti che di solito solo le donne riescono a fare molto bene, ben presto arrivo ad avere un altro orgasmo e, mentre vengo, spingo il mio piccolo culo sodo sul suo viso.
Lui, adesso, mentre gli urlo che godo, comincia a leccarmi diversamente, esce e lecca anche il mio piccolo buchino e subito capisco cosa vuole fare.
Era inevitabile che volesse mettermelo anche nel culo, è troppo sodo e bello, è il mio intimo più sensuale e chiunque sta con me lo fa notare e ne apprezza le linee.
Mio marito è stato l’unico, sino a questo momento, a sodomizzarmi, ma capisco che ben presto non avrà più l’esclusiva.
Lo sento prepararmi a dovere, poi sento la lingua allontanarsi e al suo posto arriva una pressione che già conosco.
Allargo le natiche al massimo e mi preparo a riceverlo, sento la sua cappella che forza il mio ano e piano si spinge oltre, io respiro affannosamente e spingo forte le braccia verso la vasca per attutire la sua spinta che ben presto diventa decisa.
Gemo mentre entra e gemo ancora di più quando si spinge deciso nel mio culo, il dolore che sento è dovuto alla sua misura, respiro in modo irregolare sino a che non sento le sue palle appoggiarsi al mio sedere e, allora, capisco che da quel momento sarò scopata analmente molto seriamente.
Lui mi mette le mani sulle spalle e così facendo mi fa capire il suo ritmo e, infatti, adesso si spinge forte in me, io ho le braccia che mi fanno male a forza di prendere quei colpi, come se lui capisse, rallenta i movimenti, con una mano scende tra le mie gambe e comincia ad accarezzarmi il clitoride.
Il mio culo si è abituato alle sue misure e quel nuovo contatto mi stimola, così, quando lui mi dice che è vicino, io mi lascio andare e gli dico di sborrarmi nel culo e ho un altro orgasmo, subito seguito dal suo che, con una stoccata finale, mi spacca in due e mi riempie della sua sborra calda che presto scivola verso le mie cosce.
Sono qui piegata e sodomizzata con il suo respiro sul mio collo, le sue mani mi stanno di nuovo accarezzando, piano il vapore sale e sto ritornando alla normalità.
La situazione farsesca di questa posizione e di quest’ambiente ben presto mi arriva alla parte intelligente del cervello, lui è uscito da me e si sta rivestendo.
Sono passate due ore da quando ha cominciato a possedermi, il tempo è volato e le miei figli stanno per tornare a casa, lui si china a darmi un bacio e poi mi dice:
“Grande scopata, sei veramente una gran figa, come mi aveva detto Sandy, spero di rivederti presto”
Con quelle parole che mi rintronano nelle orecchie lo vedo uscire e solo in quel momento mi rendo conto che mi stanno bruciando sia il sedere che la fighetta, allora torno nella vasca a farmi cullare dall’acqua che nel frattempo si è raffreddata, come la mia passione.

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fantasypervoi

Cronaca di un amore clandestino

Cronaca di un amore clandestino

- Sono libera alle quattro: puoi?
- Certo amore, ci vediamo a casa.
Non è vero che sono libero, ma come sempre farò salti mortali per trovarmi lo spazio per lei.
Gli stessi salti mortali che fà lei per ritagliarsi un piccolo spazio rubato alla normalità.
Eccomi qui davanti al nostro rifugio segreto.
Arrivo prima di lei, devo accendere la caldaia per scaldare l’ambiente, preparare l’intimo che voglio vederle addosso.
Mi piace quando si veste per me: ho comprato il meglio di quello che c’è in giro, nei negozio intimi.
Autoreggenti, reggicalze, perizoma.
Una varietà infinita di scelta per lei.
Ogni volta vado nei cassetti e preparo sul divano posto all’entrata quello che dovrà mettere.
Lei ama vestirsi sexy e, ogni volta che trova degli indumenti nuovi, sembra una bambina che ha appena ricevuto un regalo prezioso
Amo la sua spontaneità.
Appoggio le autoreggenti, colore avorio con pizzo finale, prendo un perizoma nero con perline maliziose che cadono a cascata sul davanti e con una catenina argento dietro, una mise leggera nera trasparente con decorazioni rosse laterali.
Sono soddisfatto dell’abbinamento e presto mi perdo a pensare di come starà bene addosso a lei.
Manca ancora un quarto d’ora al nostro incontro.
Mi guardo attorno per vedere se tutto è perfetto: il tepore della stanza comincia a entrarmi dentro.
Mi spoglio con calma e accendo le luci soffuse della camera.
Ho messo due piccole luci ai lati del letto, mi piace guardarla mentre gode, mi piace vedere il suo corpo sudato, le contrazioni, mi piace tutto di questa donna.
La chiave che gira, la porta che si apre, è arrivato il momento di smettere di fantasticare e vivere la realtà.
- Ciao amore.
Bella e trafelata come sempre.
Un bacio sensuale, uno sguardo intenso che ci lascia pregustare il dopo, lei che sparisce di nell’altra stanza a guardare cosa le ho preparato.
- Sono bellissime queste autoreggenti: sei il solito pazzo spendaccione.
- Che bello questo perizoma…
Immagino il suo viso felice mentre sposto le lenzuola nere di seta per farle posto.
È incredibile come stia bene con l’intimo, la mia donna.
Probabilmente non sono parziale: evidentemente la guardo con occhi da innamorato, ma ogni volta che lei appare ai miei occhi in lingerie, penso sempre che quello che ha addosso è stato creato pensando a lei.
Il leggero rumore del letto all’entrata del suo corpo mi fa dimenticare tutto.
Le mie mani salgono ad accarezzare i suoi capelli mentre la mia bocca voracemente si impossessa della sua.
L’ambiente tiepido si trasforma in una fornace.
La mia mano scende tra le sue cosce, sposta il leggero slippino e comincia ad accarezzare il suo pelo leggermente marrone.
Trovo ancora una volta la prova di quanto anche lei mi desideri.
È ben lubrificata, pronta per la mia lingua.
Mi stacco da lei e piano comincio a leccare il suo collo, mi fermo sui seni visibili sotto la mise nera, gioco con loro, le sue gambe divaricate mi aspettano.
La lingua scivola ancora, lecco il perizoma nero,spingo sopra la stoffa per farle sentire i primi languori, poi, con i denti le sposto il perizoma e la mia lingua si impossessa del suo fiore.
Il miele che mi bagna e mi riempie, e piacere puro.
Le mani bloccano i fianchi.
La conosco: so che nel momento del godimento estremo cercherà di scappare per non impazzire di piacere.
Per cinque secondi, interminabili per lei, mi dirà che devo smettere che non ne può più…ma io so che superati quei momenti, le sue mani mi prenderanno forte la nuca e verrò risucchiato dal suo piacere.
Mi piace leccarla, toccare i suoi punti più caldi, scopare il clitoride, farlo impazzire, metterle un dito in bocca pensando al dopo, sentire come lo succhia.
Continuo per diversi minuti.
lei gode diverse volte.
Mi ha sempre detto che essere presa con la lingua è il massimo del piacere e io mi sottometto volentieri ai suoi desideri, come poi lei farà con i miei.
Aspetto di sentirla esausta, i suoi gemiti sono un canto d’amore per le mie orecchie.
Stremata con le cosce oscenamente aperte, indifesa aspetta i miei voleri, anche lei sa cosa voglio e come lo voglio.
Salgo con la lingua a baciarla mentre il mio cazzo teso entra a cercare il suo piacere.
Comincio a scoparla selvaggiamente, niente ritmi, l’animale che è dentro di me si scatena, penso solo a entrare sino al possibile in lei.
Le sue cosce si stringono attorno a me e i suoi muscoli vaginali stringono il membro.
Ci guardiamo negli occhi mentre la prendo e vedo il suo sguardo pieno di soddisfazione, occhi lucidi, fieri, sa che mi sta facendo morire dentro di lei, sa come soddisfarmi, il corpo comincia a muoversi sinuoso, le sue unghie segnano il mio corpo senza lasciare traccia, la sua bocca stringe i miei capezzoli, i denti mordono la pelle, un mix di dolore e piacere che presto mi porta a esplodere in lei.
Sono felice ma non appagato.
Mi piace sodomizzare la mia amante, sapere che lo fa solo con me, mi fa sentire unico.
Accarezzo il suo sedere pieno.
Le sue natiche sono belle sode e il tempo ne ha conservato la magnificenza.
Mentre si gira e si posiziona per me, mi sento un leone.
Guardo il reggicalze bianco, il perizoma bagnato che ancora indossa, il suo viso che demoniacamente mi guarda mentre il suo sedere comincia a muoversi come per richiamarmi.
Appoggio il mio corpo sul suo: la lingua lecca tutto di lei, arrivo di nuovo tra le sue cosce e di nuovo comincio a leccarla tutta.
Le sposto il perizoma di lato e prendo il liquido che mi permetterà di entrare più facilmente in lei.
Le dita preparano lo stretto cunicolo mentre la lingua la fa rilassare, poi, come sempre, mi lascio andare.
Libero i miei istinti bestiali e entro in lei a cercare il mio piacere, le sue pareti strette mi avvolgono.
I gemiti di dolore soffusi non fermano la mia carica sessuale, entro deciso e comincio a danzare tra le sue natiche.
Guardo quel corpo, vedo il sedere ballare sotto le mie spinte, le mani sulle natiche affondano decise.
Profano quel culo per sentirmi padrone del suo corpo.
I suoi no diventano sospiri, si gira a guardarmi, occhi lucidi per il dolore:
- Sborrami dentro come solo tu puoi fare…
So che è il suo dono d’amore, ci guardiamo intensamente negli occhi, poi, la mia bocca va a baciare la sua proprio nel momento che il mio sperma riempie il suo intestino.
Sento le contrazioni del suo sedere che cerca di espellermi.
Quelle ultime contrazioni sono uno scontro paradisiaco.
Mi abbandono esausto sopra di lei.
Il respiro torna normale e le carezze sono una dolce ricompensa.
Baci, frasi, promesse.
- Sei un bastardo…il mio bastardo
- Si amore, sono il tuo bastardo…il tuo schiavo bastardo.

scrivetemi le vostre sensazioni
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Il mio alunno

Come ho fatto ad arrivare a questo punto.
Sono ferma sulla mia porta di casa e stò parlando con questo ragazzino che mi dice frasi dolci e mi fà venire i brividi.
Sono una professoressa di 44 anni, ancora piacente, mi vesto normalmente, so che alcuni uomini mi guardano e mi desiderano quando passo ma cascarci con un ragazzo di diciotto anni, bisogna proprio essere stupide.
Eppure voglio raccontare cosa mi è successo.
Dò lezioni di francese, ho diverse classi, qualche tempo fà ho cominciato a ricevere dei biglietti molto carini con frasi dolci, poi ogni tanto trovavo una rosa sul mio tavolo e ancora biglietti sulla mia macchina.
Io sono sposata da venti anni, non ho mai tradito mio marito, il quale è una bravissima persona, non ho mai avuto pensieri erotici per altri, anche perchè per mè il sesso è sempre stato una cosa quasi obbligata.
Tornando alla mia storia:
Pensavo che fosse qualche mio collega a darmi da dire e devo dire che la cosa mi stimolava come donna.
Sentirsi desiderata mi faceva stare bene, cominciavo anche a vestirmi un pò più maliziosamente e con la fantasia cominciavo a fantasticare.
Avevo voglia di capire me stessa e avevo anche la curiosità che noi donne abbiamo.
Poi un ultimo biglietto scritto in un modo troppo bambinesco, mi aveva fatto venire per la prima volta il dubbio che potesse essere un mio alunno.
Cominciai a scartare i soggetti e alla fine dopo diversi tentativi sono riuscita a capire chi fosse il dongiovanni novello.
Aspetto la lezione e dico al ragazzo che dopo devo parlargli.
Lo porto in sala professori e comincio a dire le solite frasi fatte, che lui deve frequentare delle coetanee della sua età, che non va bene e lui che fà?si avvicina veloce e mi da un bacio sulla bocca e nello stesso tempo mi accarezza dolcemente un seno.
Io sono sbigottita, sono talmente sorpresa che lascio passare cinque secondi di troppo, poi la sua seconda mano sull’altro seno mi riporta alla realtà; gli mollo un ceffone sul viso, vedo che arrossisce, vedo una lacrima e poi lo vedo correre via.
Torno a casa, sono estereffatta dalla mia reazione, non ho mai toccato un mio alunno, ma quel ragazzo ha esagerato, se lo meritava.
La sera penso e ripenso all’accaduto e mi convinco che il giorno dopo devo chiarire le idee a quel ragazzino.
La mattina lo incontro sulle scale e gli dico che dopo la lezione devo parlargli, lui mi dice che non può, allora gli dico che lo aspetto alle quattro del pomeriggio nella palestra della scuola e che non accetto rifiuti, lui mi dice che va bene e così accade.
alle quattro, puntuale arriva,lo faccio accomodare davanti a me e ricomincio a fargli i discorsi del giorno prima, e lui che fà?
si alza di nuovo e mi bacia ancora forzando la mia bocca con la lingua, con mia meraviglia apro la bocca e lo lascio entrare, questa volta le mani mi palpano il sedere e io non reagisco.
Passano dieci secondi e questa volta sono io che scappo via velocemente,
Ho il cuore che và a mille…ma sono scema?
cosa è successo, mi faccio mille domande, è sicuramente un bel ragazzino, ma ha diciotto anni.
La sera non dormo a pensare come uscire da questo casino, alla fine decido che l’unico modo è di chiudere con decisione e dirgli di non farlo più perchè in caso contrario lo dico ai suoi genitori e al preside.
Il mattino lo vedo, gli dico che devo perlargli, lui mi guarda e dice che è impegnato, io dico che non accetto discussioni e lui mi dice che se voglio passa da mè alle quattro del pomeriggio, che sà dove abito e gli viene comodo.
Ci penso un attimo e mi dico”non avrai paura di parlare da sola con un ragazzino”
lo guardo e gli dico ;
“ti aspetto alle sedici e cerca di essere puntuale”
lo dico con voce cattiva per fargli capire chi comanda e vado a fare le mie lezioni.
Ed eccomi quì che sulla porta di casa mi sento dire che mi ama, che non può vivere senza di mè, che vuole perdere la sua verginità e sente che io sono la persona giusta.
Il mio corpo fà il contrario della mia testa, lo lascio entrare e sconfitta mi siedo sulla poltrona, lui si avvicina e mi bacia e di nuovo le sue mani frugano il mio corpo.
Questa volta la mia bocca si apre subito e assapora la sua lingua, le sue mani dure sui miei seni fanno sì che i capezzoli reagiscano e subito diventino due bottoni tesi.
Mi sento come una studentessa ai primi amori, vorrei reagire ma quello che sento in mezzo alle cosce è in contrasto netto con il resto: lo vedo slacciare i calzoni, prendere in mano il suo membro vergineo e dire;
“Cosa devo fare’”
Io guardo quel cazzo teso e duro, e mi perdo nei miei desideri, lo avvicino a me e con la bocca lo succhio dentro.
Sono sconvolta, se penso che a mio marito non l’ho mai voluto fare e adesso sono lì che vado avanti e indietro su quel magnifico fallo.
Il ragazzo comincia a gemere e in trenta secondi mi riempie la bocca del suo sperma caldo e vischioso, io prendo un fazoletto e uscendo da lui lo verso e mi pulisco.
Guardo il ragazzo, lo vedo estasiato, poi guardo incredula il suo cazzo, è come se non gli avessi fatto niente, ancora duro e teso .
Lui mi guarda e mi dice ;
“e adesso”?
Beata gioventù, penso dentro di me, gli prendo le mani e le porto sotto la mia gonna, le gambe si dischiudono per fargli vedere il panorama, lui appoggia una mano frenetica sulle mie cosce e veloce sale a sbattere contro i miei slip, li fruga e poi comincia a muoversi con nessuna esperienza.
Mi tira i peli e mi fà anche male nei suoi movimenti bruschi, io cerco di calmarlo, mi sfilo lo slip, gli prendo il cazzo e lo porto verso la mia fica fradicia.
Il ragazzo appena sente il contatto della mia pelle, spinge dentro la sua asta, mi penetra tutta e arriva fino in fondo, io sento il fuoco tra le cosce e un dolore delizioso mi avvolge, lui si muove a strattoni, senza logica, allora io lo prendo e lo faccio sdraiare sul tappeto, gli salgo sopra e mi impalo da sola e dico;
“avvisami quando sei vicino”
E comincio un sali e scendi stupendo, il ragazzo mi stropiccia tutta, mi mette le mani dappertutto, io sento il calore avvolgermi e mi sento urlare di piacere, sono tutta un tremito, sento che il ragazzo è vicino al godimento, esco veloce, giusto in tempo per prenderlo in bocca e sentire per la seconda volta il suo sperma: questa volta gli schizzi sono di minore intensità e per la prima volta in vita mia ingoio tutto.
Lo succhio bene fino all’aultima goccia e assaporo il tutto poi esco da lui e rimango sconvolta.
Guardo il ragazzo che si tocca il cazzo, ancora una volta è come se non avesse mai cominciato e ancora una volta riesce a stupirmi con quella semplice frase;
“E adesso?”
Io sono stravolta dal piacere e soddisfatta di quello che gli ho fatto, poi in un senso di sdebitamento penso a lui che ha donato la sua veginità e mi viene da ricambiare donandogli il mio sedere vergine.
Ho sempre pensato che non l’ avrei mai fatto e invece eccomi lì che mi giro e mi metto in posizione con le gambe divaricate.
Mi inarco per offrirgli una veduta e una entrata più facile possibile, chiudo gli occhi e aspetto.
Al primo tentativo il ragazzo me lo mette di nuovo nella fica, allora lo aiuto io, lo prendo in mano e lo faccio appoggiare al mio stretto foro, sento che mi forza e comincio a respirare piano, cerco di seguire la sua entrata e di rilassarmi ma il ragazzo una volta trovato il varco giusto, si spinge deciso fino in fondo facendomi urlare e cadere in avanti.
Mi sento prendere per i capelli e tirata indietro, il mio culo istintivamente sobbalza e poi comincio a sentire il fuoco dentro; con la mano mi accarezzo il clitoride, questo mi permette di sentire un pò di piacere mentre il ragazzo mi sodomizza.
Alla fine il piacere è pari al dolore e quando sento che lui mi viene dentro scaldandomi l’intestìno, mi abbandono a un godimento pazzesco.
Sento il culo che mi brucia e lo sento ancora dentro.
Il mio primo pensiero mentre sono ancora lì a gambe aperte è;
“E se adesso che esce cè l’ha ancora duro, cosa faccio?…

per discussioni
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Il primo scambio non si scorda mai…

Mi infastidiva che quel ragazzo guardasse con tanta insistenza il sedere di mia moglie, ma onestamente io non avevo mai tolto gli occhi dalla sua donna, che metteva in mostra un toples da sballo e, che poco prima alzandosi per fare una doccia, aveva messo in mostra un culo da baciare, tanto era perfetto: nessuna smagliatura, una forma a mandolino maliziosamente coperto da un piccolo perizoma bianco che metteva in risalto la sua abbronzatura.
Staccai gli occhi da quella magnifica femmina e guardai il ragazzo dall’apparente età di trent’anni, il quale, con occhi pieni di libidine, mi strizzò l’occhio.
Rimasi sconcertato, era la prima volta che mi capitava una cosa del genere, in vita mia non avevo mai pensato a scambi di coppia, ovviamente il messaggio che involontariamente avevo lanciato, era stato male interpretato.
Sentivo il sesso duro come il marmo, quell pensiero m’aveva intrigato molto, turbato staccai gli occhi dal ragazzo e guardai mia moglie, vidi che aveva insolitamente i capezzoli duri e riconobbi nei suoi sguardi quella complicità che solo due persone che si conoscono a fondo possono avere.
- Hai capito cosa vuole fare quello? Le dissi.
- Cosa vorrebbe fare a me l’ ho capito di sicuro…è un quarto d’ora che mi guarda il culo e credo che se fossi da sola, sarebbe capace di violentarmelo, talmente è eccitato e a guardare il suo pacco, credo che mi farebbe anche parecchio male…
Barbara era cos, sempre pronta alla battuta e mai doma, amava tutto quello che era strano e misterioso e in amore non aveva limiti, col tempo si era anche parlato di scambio di coppie, ma poi, i discorsi erano sempre scemati nel nulla.
Era come se un fuoco sotto la cenere improvvisamente prendesse viuitalità: entrambi eravamo stati fulminati da quella coppia;
- Devo dire che anche la sua ragazza ha un sedere da favola, mi piacerebbe sentire quanto allenato…che ne dici, proviamo a farci amicizia?
- Perché no, se non lo facciamo in questa isola dimenticata da Dio dove nessuno ci conosce, credo che non lo faremo mai più…
I miei dubbi erano crollati davanti a quella biondina, mentre mi alzavo e percorrevo la poca distanza che ci separava, ebbi modo di apprezzare anche la sua bocca carnosa, era troppo perfetta, sicuramente diversi ritocchi al suo corpo l’avevano aiutata a essere quello che era in quel momento: un gran pezzo di figa!!
Guardai mia moglie che aspettava e mi presentai, dopo pochi minuti feci un cenno a Barbara di unirsi a noi
Guardavo Barbara raggiungermi e pensai a quello che vedeva il mio probabile rivale: Mia moglie aveva in quel momento trentasette anni e di sicuro faceva girare la testa agli uomini quando passava, fresca come una rosa, niente figli, vita agiata, fisico curato, rassodato da una palestra maniacale, due natiche talmente sode che ci si poteva giocare a golf sopra stando sicuri che la pallina non sarebbe caduta per il cedimento del terreno.
Lo scambio era sicuramente alla pari, noi qualche anno in più, ma a parte questo, per este3tica e simpatia, all’altezza di quella coppia.
Tutti è quattro sapevamo cosa volevamo e avevamo valutato il probabile baratto, ognuno pensando a cosa avrebbe avuto in cambio, alla fine tutti sembravamo soddisfatti, la trattativa erotica poteva iniziare.
- Prima volta a Zante?( piccola isola della grecia poco turistica)
- Si. Onestamente c’ aspettavamo più vita, probabilmente dovevamo andare a Mikonos, li avremmo trovato quello che cercavamo con molta più facilità.
Il discorso era chiaro,( Mikonos è famosa per i club di scambisti e pe glir omosessuali che la frequentano )
- In effetti siamo pochi e mancano molte attrazioni, però se si guarda bene….si può trovare del buono senza girare tanto.
Dicendo quella frase avevo guardato la sua donna folgorandola, lei fiera, non aveva abbassato lo sguardo e anzi, aveva ricambiato il mio sguardo deciso.
- Hai ragione, a volte non sappiamo guardare tra le righe: questa volta era stato lui a trafiggere Barbara e a farla imbarazzare.
La tolsi dall’impaccio;
- Noi stasera andiamo al club qui sotto, venite a prendere un drink con noi?
Il ragazzo girò lo sguardo verso di me, bagnò la lingua sopra le labbra come per pregustare un aragosta;
- Facciamo a mezzanotte?
Per noi era un orario abbastanza tardo, ma la voglia di trasgredire e soprattutto di scopare quella ragazza, era superiore a tutto
- A mezzanotte circa ci vediamo al “ Paradise”, vediamo se le nostre donne si trasformeranno in streghe…
Il ragazzo che si era presentato come Paolo, sorrise;
- Credo che non faranno fatica, a vedere come si stanno guardando…
In effetti Barbara e Sonia si stavano contemplando voluttuosamente e ammiravano ognuna il corpo dell’altra senza celare il piacere che ne traevano.
Ci lasciammo con quella promessa.
Appena soli;
- Che ne dici Barbara?
- Dico che sono veramente belli, lei si vede che ha qualcosa di rifatto, ma è comunque notevolmente sopra la media, penso che ti divertirai parecchio con quella, mi sembra una che ti fa morire una volta che ti ha preso sotto.
- E di lui, cosa ne pensi? Continuai a chiedere.
- Stessa cosa, se sta con lei, deve essere all’altezza, non mi sembra che Sonia sia una che si accontenta.
- Te la senti di fare il grande salto?
- Beh, se non lo facciamo con questi, non lo facciamo più…
- Sono d’accordo, teniamo alta la Bandiera di Rimini e facciamogli vedere chi siamo stasera!
Ridemmo di gusto a quella battuta e tornammo a sorseggiare l nostri drink visibilmente eccitati.
In camera facemmo all’amore con una passione da molto persa, era evidente che ognuno di noi pensava alla sera in arrivo e alle possibili conseguenze.
La sera ci vestimmo con le cose più erotiche che avevamo, Barbara mise un vestito nero, corto al ginocchio, con un piccolo perizoma a coprire la sua vagina depilata, seno libero, trucco leggero e un rossetto rosso scarlatto che metteva in evidenza le sue labbra, non piene e corpose come quelle di Sonia, ma sicuramente invitanti;
- Come ti sembro?
- Sei sempre una gran gnocca…e lo sai! Quello stasera ti muore dietro.
- Quella è la mia paura, che voglia davvero farmi morire dietro…
Scoppiai a ridere di guato, come sempre Barbara riusciva a creare dei doppi sensi simpaticissimi.
- Comunque anche tu sei veramente sexy stasera, si vede che questa cosa ti stimola.
- Stimola tutti e due…
baciandola le misi una mano sul sedere palpandolo e la feci uscire per andare a cena.
Mangiammo leggeri e andammo al piano bar aspettando l’orario convenuto.
Alle undici e trenta li vedemmo arrivare inaspettatamente al piano bar.
- Ci stavamo annoiando e il tempo in certi momenti non passa mai…
Aveva parlato senza mai staccare gli occhi di dosso dal corpo di Barbara, come io non avevo mai levato i miei da Sonia
Erano tutti e due vestiti di bianco, estremamente eleganti, lui metteva in evidenza un gonfiore notevole tra le gambe, lei aveva indossato un vestito bianco, corto: poco sotto le natiche partivano dei filamenti oro a coprirla fino al ginocchio, in trasparenza potevo ammirare i suoi capezzoli irti a spingere sulla stoffa.
Il tutto la rendeva virginea e estremamente desiderabile.
Cominciammo ad ordinare un giro di drink per scaldare l’atmosfera e soprattutto sciogliere i timori rimasti.
Al terzo giro di bevute, Paolo era già con le mani sulle cosce di mia moglie e parlava con una voce gutturale che faceva capire quanto fosse eccitato, d’altronde bastava guardare sui suoi pantaloni aderenti, nel qual caso qualcuno avesse dei dubbi;
io nello stesso tempo accarezzavo il collo di Soniate tenevo le mie gambe tra le sue giocando con il suo interno coscia.
- Che ne dite di andare verso il club ?
Un assenso da parte di tutti e dopo qualche secondo, camminavamo verso il mare, direzione obbligatoria per arrivare al “ Paradise,”mentre camminavamo, Paolo disse;
- Voi avete la camera Vip? Quella che ha la piscina privata?
- Si, poco più avanti, proprio su questo lato dell’albergo.
- Mi hanno detto che è una stanza stupenda, ce la fate vedere?
Guardai veloce Barbara, vidi la sua fermezza e sicurezza;
- Certo, con vero piacere…
e mettendo una mano sul culo della sua donna, strinsi il gluteo per farle capire il mio desiderio.
La stanza era veramente faraonica, riprendeva lo stile greco e si divideva in due stanze: appena entrati ognuno di no maschii si avvinghiò ai corpi delle due donne, senza mezzi termini cominciammo a esplorare le loro intimità, io presi Sonia e la spinsi verso la stanza più distante, con mio stupore,vidi Barbara che aveva una mano tra le cosce e che veniva spinta a seguirci;
- A noi piace farlo insieme, nella stessa stanza…
Guardai Barbara;
- Problemi?
Mia moglie disse che era tutto a posto e mentre lo diceva, vidi chiaramente la mano di Paolo che oscenamente spingeva sulla sua figa.
Presi Sonia e la spinsi sul letto, quasi con rabbia: la feci mettere ai bordi del letto e senza aspettare altro mi slacciai i calzoni liberando il mio cazzo.
Paolo fece altrettanto, ma con più gentilezza: mise Barbara a uh metro della sua donna e prendendole una mano fece in modo che fosse lei a spogliarlo.
Tutti e due nudi, ci guardammo e come se avessimo fatto un patto, prendemmo le nuche delle donne e le spingemmo verso i nostri membri tesi, senza mai toglierci gli occhi di dosso, era come una sfida velata e nello stesso tempo un accordo segreto tra noi due.
Tutto finì al tocco della bocca sul mio sesso, a quel punto spostai la mia attenzione su Sonia e cominciai ad apprezzare la sua bravura; era veramente esoerta per la sua giovane età, toccava tutti i punti giusti e si fermava sempre nei momenti perfetti, chiusi gli occhi pensando a mia moglie che succhiava il sesso di quello sconosciuto…
Barbara era una di quelle donne che con un cazzo in bocca ti distruggeva, sapeva portati alla pazzia dei sensi, ogni centimetro di pelle veniva lentamente assaporata e gustata e alla fine ti ritrovavi svuotato di ogni energia, Sonia era quasi alla sua altezza, ma onestamente qualcosa perdeva.
Mi domandavo come ne sarebbe uscito Paolo da quel pompino sublime e in quel momento riempii la bocca della sua donna urlando per il piacere.
Appena riaprii gli occhi guardai Paolo e Barbara, lui stava spingendo con foga il suo cazzo dentro le labbra di mia moglie e si aiutava con la mano dietro la sua nuca, le dimensioni dei nostri sessi erano simili, forse quello di Paolo era leggermente più grosso di circonferenza, lui mi guardava truce mentre spingeva la sua carne in gola a Barbara e poco dopo sempre guardandomi, esplose nella sua bocca, proprio mentre la sua donna leccava i miei ciglioni cercando di farmelo tornare duro.
Vedere la mia donna riempirsi in quel modo e quasi vomitare dallo sforzo di tenerlo dentro, mi aveva infastidito e eccitato nello stesso tempo, sempre guardando Paolo, presi le cosce della sua donna e le misi sopra le mie spalle e senza ritegno gli sbattei tutto il cazzo dentro per il gusto di sentirla urlare, cosa che Sonia puntualmente fece, poi, cominciai a scoparla selvaggiamente arrivando a sbattere le palle contro il suo sedere perfetto.
Paolo stava ancora godendo della bocca di mia moglie, sorrideva soddisfatto, aveva probabilmente intuito che i miei colpi violenti, erano in realtà gelosia mal celata; con calma prese il suo tempo assaporando le qualità di Barbara, poi si mise a sedere , prese mia moglie e mettendosela sopra le ginocchia la lasciò impalarsi da sola: una volta entrato tutto dentro di lei, mise le mani sui suoi splendidi fianchi e alzandola cominciò a scoparla seriamente.
Barbara gemeva e urlava mischiando la sua voce con Sonia, all’improvviso accadde una cosa che non mi aspettavo, le due donne si presero la mano e la strinsero forte cominciando a unire i ritmi dei movimenti.
In quel momento capii che dovevo allargare i miei orizzonti e calmandomi cominciai a scopare Sonia pensando anche a lei.
Finalmente eravamo una cosa unica.
I gemiti di piacere si confusero e io pensai solo a Sonia in quel momento.
Mi girai solo dopo diversi minuti quando sentii una frase strozzata diverso da quelli precedenti ;
- Piano, fai piano…
Vidi mia moglie a pecorina con la faccia sul letto e le mani tese sulle coperte che prendeva tra le natiche il sesso di Paolo, stava sudando e si vedeva che stava soffrendo: quella scena ebbe la forza di darmi altra adrenalina, il tempo di girare Sonia, metterla vicina a Barbara e spingere il mio cazzo tra le sue tenere carni:
Adesso erano in due a chiedere di fare piano, ma ancora una volta le loro mani si erano unite, mentre io avevo messo una mano sul sedere di Barbara e Paolo su quello della sua donna.
Io e Paolo ci guardammo di nuovo negli occhi e insieme decidemmo che era ora di entrare fino in fondo nel loro stretto inferno.
Le ragazze spingevano piano il bacino verso i loro torturatori e per la prima volta si baciarono.
A quella scena saffica, io persi il controllo e cominciai a spingere al massimo dentro Sonia e lo stesso fece Paolo, come in un film organizzato, venimmo insieme e esausti, ci sdraiammo sui loro corpi sudati, poi con calma uscimmo sfiniti, lasciando libere le donne, le quali, cominciarono a stringersi e a cercarsi completando un rapporto lesbico che ci lasciò esterrefatti tanto era intenso.
Guardammo estasiati le due ragazze amarsi e venire insieme.
Il mattino ci trovò ancora avvinghiati sul letto.
Guardai Paolo ancora assonnato, aveva la mano sul sedere di mia moglie, ruppi quel silenzio;
Che ne dite di farci portare la colazione in camera? Il tempo fuori non è un gran che e fuori da queste mura non ci sono molti divertimenti…non tanti quanti ce ne sono qui…

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