Fotografando mia madre 2

Quando girò la spalle per andarsene le dissi: ” è tutto ok, mamma. Puoi farlo quando vuoi.”
Sorridemmo entrambi ma lei lasciò quella sfida senza risposta e si diresse nella sua camera da letto. Mi ci vollero ben due seghe prima di potermi addormentare e naturalmente l’argomento era mamma.
Il giorno dopo era venerdì. Mamma era a Los Angeles per una convention sul marketing e non sarebbe ritornata che alle due o tre del mattino. Quel fine settimana si sarebbe dovuta nuovamente spogliare per me.
In classe parlai con Dianne Chu, la graziosa ragazza cino-americana. Eravamo ormai amici e ci scambiavamo consigli sulle tecniche fotografiche così discutemmo anche sulle nostre prime esperienze sul campo. Entrambi poi avremmo dovuto sviluppare le nostre foto così ci mettemmo d’accordo per incontrarci alle 7 del pomeriggio alla camera oscura della scuola.
Appena lasciata la classe, Dianne mi chiese di fare due passi insieme.
“Kyle, tu mi piaci e non voglio darti un’impressione sbagliata. Stiamo andando a sviluppare dei ritratti di nudo e non voglio che questo ci porti a fare delle sciocchezze. Io sono lesbica e sono felice di esserlo. Vorrei che rimanesse un segreto tra me e te se è possibile. Non mi va che tutta l’università parli di me, capisci? Vorrei che la mia vita privata rimanesse tale… quindi se stasera non volessi venire con me non ti biasimerò di certo.”
Rimasi molto sorpreso ma in fondo a me stava benissimo così. Avremmo potuto collaborare senza alcuna distrazione e quando lo dissi a Dianne ne fu molto felice.
Ci reincontrammo alle 7 alla camera oscura e cominciammo a lavorare. La sala era molto capiente e c’erano probabilmente almeno un’altra dozzina di persone ad usarla. Quasi tutte però sviluppavano pellicola a colori così avevamo un’area per il bianco e nero tutta per noi. Io avevo solo un rullino da sviluppare ma Dianne ne aveva due. Li sviluppammo rapidamente poi passammo all hand-printing. Il modello nudo di Dianne era suo fratello Dan Chu, un ragazzo davvero bello. Mi complimentai con Dianne per la sua scelta e le chiesi come si era sentita nel vedere suo fratello nudo.
“Oh, per me è stato normale e anche per lui nonostante la presenza della sua ragazza. Voleva per forza essere presente e guardarlo nudo e questo non faceva che eccitare Dan. Era piuttosto difficile dissimulare la sua… la sua erezione” Dianne rise al ricordo di quella buffa situazione.
Quando finimmo di stampare le foto ci rendemmo conto che c’era qualcosa di negativo ad accomunare i lavori miei e di quella ragazza, come fossero troppo rigidi. Quando stampai la mie foto Dianne non poteva credere a quanto fosse splendida quella donna e volle assolutamente sapere di chi si trattava. In fondo lei aveva condiviso con me un suo segreto così le dissi che quella modella era mia madre. Tutto ciò che Dianne disse fu:
“Wow!”
Quando demmo un’occhiata al secondo rullino di Dianne ci rendemmo finalmente conto di dove fosse l’errore. Le pose erano assolutamente naturali e alcune anche umoristiche. Dianne ammise che quegli scatti erano quasi casuali e per niente preparati a tavolino. Stavano semplicemente scherzando. Nelle ultime foto appariva anche la ragazza di Dan, una certa Sherry che era molto più che una donna, era una bomba sexy senza mezze misure. Le differenze dalle altre immagini era un acceso effetto flou – un po’ alla playboy – e la scarsa applicazione delle restrizioni del dottor Levy. Qui c’erano tette e cazzi senza censura. C’erano Dan e Sherry che si baciavano mentre lui le accarezzava le mammelle e anche una di lei che accarezzava il cazzo di Dan.
Con quei ritratti capimmo che per aggirare la naturale rigidezza dei nostri ritratti dovevamo far ricorso all’umorismo e all’eros.
Dianne e io fummo d’accordo a scambiarci alcune delle foto migliori con la promessa che non le avremmo mostrate a nessuno tranne ai nostri rispettivi modelli.
Presi otto foto di Dianne di cui quattro con Dan e Sherry e lei ne prese sei delle mie.
La mattina successiva mamma si svegliò presto. Il nostro piano di lavoro era di fare due sessioni di scatti sabato e due domenica, catturare la luce brillante del mattino e quella calda della sera. Tutto questo avrebbe occupato praticamente l’intero fine settimana. Mamma preparò un’abbondante colazione e a tavola mi parlò un po’ della convention ma era evidente che non era molto interessata all’argomento. Stava morendo dalla voglia di vedere le nostre foto!
Tirai fuori due pacchetti. Uno conteneva i ventiquattro scatti con mia madre nuda e l’altro le otto foto di Dianne. Mamma impiegò circa un’ora per guardare i suoi ritratti e discutere con me come migliorare le pose. Era molto felice del risultato e quando finì di guardarli mi diede un grande abbraccio. Indossava solo un accappatoio e quando le sue mammelle si schiacciarono contro il mio torace rise tra i denti.
“Oops, spiacente” disse di nuovo.
Posando le foto mi chiese cosa conteneva l’altra busta e le risposi che c’erano i lavori di Dianne. Glieli lasciai guardare senza fare commenti. Si complimentò per le prime quattro foto – due serie e due umoristiche – ma quando vide il ragazzo in coppia con Shelly disse:
“Oooooooooooh! Guarda qui!”
Guardò a lungo quella foto ma non disse più nulla. Guardò la seconda foto, un profilo di Dan e Sherry che si baciavano mentre le tette della ragazza si poggiavano sul torace del maschio e l’erezione protendeva ansiosa verso la calda vagina di Sherry. Mamma guardò a lungo anche quella foto. Gli ultimi due scatti riguardavano Dan che accarezzava le enormi mammelle di Sherry, la prima era quasi umoristica ma la seconda era la migliore di tutte: Dan era di spalle a Sherry e l’abbracciava accarezzandogli i capezzoli e baciandole la nuca.
Mamma sussurrò appena un “Ooooohhh…” e continuava a guardare la foto senza dire nulla. La sua mente sembrava lontana un milione di miglia e avrei dato non so cosa per sapere cosa stava pensando. poi disse
“Oddio… è meraviglioso…” poi guardò le foto e rise
“cielo, guardami! Ho i capezzoli induriti come i suoi!”
Aprì l’accappatoio davanti a me e si accarezzò i capezzoli rendendoli ancora più duri. Iniziò a boccheggiare e mi disse di essere ormai bagnata fradicia fra le gambe e che doveva andare nella sua stanza. Aggiunse che non ci avrebbe messo molto prima di essere pronta per la sessione fotografica.
Appena chiuse la porta alle sue spalle mi avvicinai per origliare. La mia camera era contigua alla sua così potei sentire il morbido ronzio del vibratore che si faceva largo nelle calde pieghe di mamma e che mi costrinse a tirare fuori il cazzo e a masturbarmi. Mamma si stava infilando un cazzo di plastica nella fica a pochi metri da me e sapeva sicuramente che io mi stavo toccando e che la stavo spiando. Tutt’e due sapevamo cosa stavamo facendo ma nessuno dei due tentò di celarlo. Quando sborrai sussurrai “mamma… mamma… mamma…” . Lei non avrebbe potuto sentirmi ma sicuramente sapeva a cosa stavo pensando. Mi buttai sul letto sfinito cercando di riprendere fiato e qualche istante dopo sentii mia madre gridare il mio nome confuso in un gemito di estasi da orgasmo.
Quando mamma mi raggiunse in salotto indossava solo la camicia da notte che aveva messo la prima volta. Si mise orgogliosa davanti a me, si passò le mani sul vestito per evidenziare meglio il suo corpo e mi baciò spudoratamente sulle labbra.
“credo che sia meglio che tu lo sappia, Kyle… mentre ero distesa sul letto a… insomma io ho pensato solo a te…”
la tirai verso di me prendendole dolcemente la testa e la baciai dolcemente sulle labbra.
“Anch’io pensavo a te, mamma. Ed era molto piacevole”
La sessione fotografica del mattino durò circa un’ora. Mamma posava in maniera molto più disinvolta e fui sorpreso nel trovarla anche molto più professionale. Riempii due rullini col suo magnifico corpo.
Dopo pranzo mamma aveva delle commissioni da fare così ricominciammo alle tre e, su suo suggerimento, mettemmo anche un pò di musica. I risultati sembravano eccellenti. Mamma ondeggiava sinuosa e danzava meravigliosamente mentre scattavo senza sosta una posa dopo l’altra. Questo però ci stancò in breve tempo così decidemmo di fermarci.
“Kyle…?” chiese mamma. La guardai e sembrava di umore malinconico.
“Si, mamma?”
“Kyle… Dan e Sherry hanno ottenuto qualcosa per posare. Non intendo i soldi, intendo che hanno avuto una ricompensa… non pensi che anch’io dovrei averne una?”
“Certo, mamma! Stasera ti porterò da Pepe!” Pepe era suo ristorante messicano favorito.
“No, kyle… non è quello che avevo in mente” rispose. “Kyle… credi che sarebbe possibile posare insieme come il fratello di Dianne e la sua ragazza? Nulla di veramente spinto, solo dei bei ritratti d’amore?”
“Beh, diciamo che con un treppiede e l’autoscatto non sarebbe affatto un’impresa impossibile… non verrebbero bene come ci fosse un fotografo ma si può fare.”
“si… ma lo faresti per me?”
“Mamma… io non lo so… abbiamo provato a lavorare nel modo più serio e scrupoloso possibile finora… cosa credi che accadrebbe se fossimo tutt’e due nudi insieme ad accarezzarci?”
“che vuoi che accada, Kyle? Siamo adulti, possiamo fermarci quando vogliamo! Lo sai che non è nulla di irreversibile! Per favore Kyle… le foto che mi hai scattato sono bellissime e farcene alcune insieme per me significherebbe moltissimo.”
Decisi di accontentarla e per qualche istante mi fermai a pensare come posizionare il treppiede e le luci ma quando vidi quel sorriso ardente sul volto di mia madre andai da lei. In fondo nulla è irreversibile… potevamo sempre fermarci!
La prima foto ci doveva ritrarre uno di fronte all’altra con le gambe divaricate tenendoci per mano. Mi spogliai completamente, sistemai il temporizzatore e corsi da mamma.
“Oh!” boccheggiò lei.
“che hai, mamma?” chiesi.
“Tu! Mio Dio, Kyle… guardati! Ce l’hai così grande!”
Invece di tenermi per mano mamma rimase a guardarmi il cazzo e la foto uscì così. Iniziammo a ridere come matti al pensiero che la nostra prima foto insieme era una mamma emozionata che ammira il grosso cazzo duro di suo figlio! Non riusciva proprio a distogliere lo sguardo dai miei 22 centimetri e questo non faceva altro che rendermelo ancora più duro. Ormai anche i suoi capezzoli erano diventati durissimi così dissi a mamma che era meglio fermarsi ma lei si rifiutò. Disse che non vedeva il mio pene dall’età di 9 o 10 anni e che le serviva solo un po’ di tempo per abituarsi. E aggiunse che non aveva mai visto un cazzo tanto bello in vita sua. E che anche io ero bello. Finalmente ci sistemammo come avremmo dovuto fare all’inizio e ci prendemmo per mano. L’insieme era però rovinato dal mio cazzo eretto che cercava disperatamente la vagina di mamma. Per ovviare l’inconveniente decisi di posizionarmi quasi di spalle all’obbiettivo e anche così dovemmo ripetere due volte lo scatto perché mamma continuava a guardarmi il sesso. Poi ci baciammo e fu una grande foto perché le mammelle di mia madre sono grandi ma non siliconate come quelle di Sherry così io e lei eravamo davvero incollati e il mio cazzo, essendo molto più lungo di quello di Dan, pulsava schiacciato contro il suo soffice pancino. Quando mi baciò, mamma chiuse gli occhi e anche quando le nostre bocche si separarono rimase così per qualche secondo. Scattammo moltissime foto e ci divertimmo come due bambini. Quell’esperienza ci stava avvicinando molto e ci sentivamo veramente bene. L’ultima serie di scatti cominciò con me che abbracciavo mamma da dietro. Queste sarebbero state più erotiche e quindi usai il filtro flou. Nella prima foto toccavo appena le sue anche. Ero a circa 30 centimetri da lei con il cazzo teso verso il culo di mia madre. Non era esattamente quella la tenerezza che volevo catturare!
Mi spostai più vicino a lei per nascondere il cazzo all’obbiettivo e la girai leggermente verso la macchina fotografica. Il mio cazzo si ergeva di poco al di sopra del gentile pendio delle chiappe perfette di mia madre ma sapevo che anche così sarebbe stato visibile.
Avvicinai ancora di più il culo di mia madre verso il mio cazzo sperando che questo non uscisse in foto. Mi muovevo un po’ a caso dietro di lei sbattendo spesso il mio cazzo sulle sue natiche.
“Kyle, non colpirmi il sedere con quel mostro! Se scivoli mi ucciderai!” mi stuzzicò mamma.
Ridemmo e le spiegai perché mi muovevo tanto. Come risposta la mia dolce genitrice portò una mano indietro, prese lentamente il mio cazzo e lo guido tra le sue gambe. Quella posizione lo teneva sicuramente lontano dall’obiettivo ma abbastanza vicino alla vagina di mamma da poterne sentire il calore! E poi… ecco, mamma mi aveva preso il cazzo in mano!
Scattammo una serie di foto mentre l’abbracciavo dolcemente, le accarezzavo le guance con le labbra e toccavo i suoi capelli. E lei faceva le fusa come una gattina. La stesi sul letto e lei non fece nulla per opporsi, anzi mi sorrise. Le accarezzai i capezzoli prima dolcemente poi con intensità crescente. Mamma cominciò ad avere il respiro affannoso, poi si lasciò sfuggire un gemito morbido e allargò le sue magnifiche cosce. Mi afferrò li cazzo palpitante e lo guidò all’imboccatura della vagina. Girò il suo viso verso il mio e aprì la bocca sorridente come a invitarmi. Le nostre lingue si amarono freneticamente e si fermarono solo per un’istante, quando la testa del mio cazzo varcò la soglia della bollente fica di mia madre.
“Oooooooohhhh……….”
Mamma si allontanò da me di qualche centimetro facendo uscire il mio pene dalla fessura. Credevo di averla spaventata e che la penetrazione fosse una cosa troppo spinta da essere accettata subito, ma mi sbagliavo. Nei bellissimi occhi di mamma c’era solo felicità e passione. Si inginocchiò lentamente guardandomi fisso negli occhi e prima ancora di capire che intenzioni avesse si era già infilata tutti i 22 centimetri del mio cazzo nelle bocca. Lo prese davvero tutto, con disinvoltura fino in gola! Lo succhiò voracemente come una puttana ninfomane affamata di cazzo. Sentivo la sua lingua saettare con sapienza alla base del glande e mi lubrificava la mazza sputandoci sopra grosse quantità di saliva ogni 20 – 30 secondi. Mamma stava giocando con me come si farebbe con un gattino, prima mi portava quasi a godere e un’istante prima si fermava per prolungarmi il piacere. Finalmente mi consentì di venire ed esplosi tutta la sborra calda nella sua bocca affamata. La quantità di crema era talmente abbondante che non riuscì a mandarla giù tutta e formò dei rivoli ai lati della sua bocca. Alcune gocce le caddero dal mento, mi sorrise e cercò di recuperare e ingoiare tutta la sborra che gli era sfuggita. Si asciugò il mento con un dito e lo tenne davanti alla bocca finché non sentì il rumore dell’autoscatto poi si leccò felicemente l’ultima goccia del mio sperma dal dito.
“Avanti, chiava mamma, fammi vedere quello che sai fare! Sfondami la fica come una troia!”
L’afferai per i fianchi e la distesi sul divano. Affondai la lingua nella sua vagina come non avessimo un domani. La macchina fotografica ormai non poteva più riprenderci. Gli scatti si susseguivano regolari e scandivano inutilmente il tempo che impiegò mia madre a godere, a gridare di gioia. Ero pronto per fottermela ma lei mi prese per mano e mi fece capire di desiderare la camera da letto. Quella notte scopammo per più di due ore. Quando finalmente crollammo uno lelle braccia dell’altra, mamma mi disse ridacchiando:
“E’ tutto a posto, Kyle… Possiamo fermarci quando vogliamo!”
Ridemmo entrambi al ricordo delle nostre sciocche razionalizzazioni.
Alcuni anni dopo Dianne divenne una fotografa professionista. Io sono un agente di cambio, ho 33 anni e mamma 52. E’ ancora una donna bellissima, si è presa cura del suo corpo e gli anni sono stati gentili con lei. Viviamo ancora insieme e siamo innamorati come il primo giorno. Ancora adesso ci dedichiamo alla fotografia: paesaggi, piante, animali e naturalmente mia madre nuda. Molte di queste foto sono anche state pubblicate ma la maggior parte – quelle che la ritraggono mentre fotte con me – non le ha mai viste nessuno.

AMOR DI MAMMA

Oggi ho 24 anni, e mia madre ne ha 46, mio padre posso dire di non averlo mai conosciuto, morì all’estero dove si era recato per lavoro, l’assicurazione diede molti soldi a noi e poi mio padre previdente si era fatto una forte assicurazione sulla vita; morale : stavamo bene finanziariamente e vivevamo senza nessuna preoccupazione .
Mamma mi aveva tirato su meglio che poteva e non era poco essendo di carattere ribelle e poco incline ai comandi comunque lei si era dedicata a me con tutta se stessa, tralasciando spesso inviti di uomini che continuavano a corteggiarla essendo nella, una gran bella donna, sia di fisico che di mente; ma lei niente, amava suo marito e poi riversava su di me l’affetto che non poteva dare a mio padre.
Il demone del gioco si era impadronito di me, nella , mia madre mi dava la paghetta settimanale di circa 200 euro alla settimana, ma io dovevo provvedere a tutto.
Inizia a giocare e all’ inizio vincevo o perdevo ma riuscivo a stare nelle spese, fino a quando non incontrai un tipo che mi fece andare sotto di circa 20000 euro
cazzo- mi dissi : e ora come faccio a ripagarlo ?
mi diede una decina di giorni di tempo, ma poi mi disse che i soldi dovevo darglieli.
Tornai a casa e mamma mi venne incontro, mi salutò affettuosamente, io mi scostai un pò e le dissi :- mamma ho 19 anni e non mi va che una bella donna mi baci così affettuosamente, mamma capì il senso ironico e si schermì : – una bella donna io ?, ma dai che sono una vecchia decrepita !
Non era vero un cazzo !, mamma a 41 anni era un gran bel pezzo di tocco, non molto appariscente ma sotto i vestiti che lei portava sempre larghi, (lei diceva comodi ); si nascondevano forme degne di nota.
Io lo sapevo avendola spiata qualche volta quando andava in bagno a fare la doccia, lei mi passava con naturalezza davanti a me con solo un’accappatoio aperto e nuda sotto
Il pelo era folto ma lei lo teneva ben curato e oserei dire pettinato, nero ordinato, sul pube ben folto e poi una striscia leggera che le arrivava fin sulle grandi labbra che gliele adornava delicatamente
Il ventre appena pronunciato da una pancetta , anzi da una rotondità intorno all’ombelico ( guai a farglielo notare, s’incazzava molto)
Le tette erano piccoline ma ben sode , anzi ne andava fieramente orgogliosa, tanto che al mare si metteva sempre in topless, per far sbavare sia i maschi che l’apprezzavano per la sua bellezza sia le ragazzine che le invidiavano quelle tette così turgide a quella eta’.
Un caschetto di capelli neri che le incorniciava un bel viso, rilassato e curato e senza rughe, denti bianchissimi, e occhi azzurri profondi.
Si mia madre era un gran bel tocco di donna e molti l’avrebbero scopata con bestialità, ma lei niente .
Mamma sorrise e si fece vicino al mio petto e si strinse a me e mi sussurrò : senti le tette di mamma?

Sento? , mi hai fatto due buchi sul torace, rise e aprì una bocca bella e sensuale, attenta mamma, mi farai commettere una pazzìa – e nella disse _ chissà che una di queste volte non te lo chieda di commetterla !
Andammo in cucina pranzammo , ma mamma mi vide pensieroso e mi chiese il perchè , io glissai.
10 GIORNI DOPO
Gerardo venne a casa per riscuotere i soldi, aprì la porta mia madre e lo fece accomodare nel salotto, poi lei si allontanò per fare il caffè all’uomo, io dissi a gerardo che i soldi non li tenevo, poi mamma mi chiamò in cucina e mi allontanai; nella mi disse chi era quell’uomo e che rapporti poteva avere con me essendo molto + grande di me, io non ce la fece più e le raccontai la verità, che dovevo dei soldi e che lui mi aveva minacciato di forti ritorsioni.
Poi ritornai in salotto, gerardo mi disse senza perifrasi che se lui avesse fatto all’amore con mia madre il debito lo avrebbe azzarato.
Quando nella entrò in salotto stavamo ancora discutendo, gerardo disse a mamma che io gli dovevo molti soldi, tacendo sulla somma, il bastardo.
LA PROPOSTA

Disse a nella che se lei avesse fatto all’amore con lui il debito era estinto.
mamma rimase molto turbata! io credevo che l’avrebbe preso a schiaffi , invece mi pregò di andare in camera da letto che doveva parlare con gerardo in tranquillità.
Io mi allontanai, ma dopo ritornai e vidi a mamma che si faceva firmare una carta con la quale gerardo estingueva il debito da me contratto;
poi vidi nella spogliarsi lentamente, e mettersi nuda davanti al mio creditore, ,gli slacciò i pantaloni, lui stava immobile, faceva tutto mamma, gli abbassò i pantaloni e gli slip e saltò fuori un randello di notevoli dimensioni – pensai – adesso uccide mamma- , mai pensiero + errato.
Nella se lo inforcò in bocca quasi in un solo boccone, gerardo strabuzzò gli occhi quando vide scomparire il suo cazzone nelle fauci di mamma, lo lasciò uscire poco x volta e poi di nuovo giù , questo movimeto lo fece diverse volte, poi si fermò quando capì che l’uomo stava per godere, cominciò a leccargli le palle e a prenderle in bocca,poi decise di dargli un bacio, l’uomo non voleva diceva che si schifava , gli sembrava quasi di prendersi in bocca il suo cazzo.
Quando mamma si girò e fece scivolare il pene di gerardo in mezzo alle gambe, l’uomo grugnì e disse che glielo voleva mettere dentro, mamma disse che non c’era fretta; quando mamma si volse verso la porta mi vide e mi strizzò l’occhio, io mi incazzai quella lurida godeva e voleva che io partecipassi , stavo per entrare ma mi fermai;
gerardo le eaveva preso le tette in mano e le stringeva quasi con foorza i capezzoli.
VENDETTA TREMENDA VENDETTA
Mamma sentì le chiappe dell’uomo irrigidirsi, capì che stava per godere, lui cercava di infilargli il cazzo nella fica, ma lei molto velocemente scese e mise il suo cazzone oramai prossimo ad esplodere in bocca pochi colpi e lui sborrò copiosamente in bocca a mia madre, e mentre si lasciava andare mamma si alzò di scatto e pose le sue labbra e la sua bocca piena di sperma sulla bocca dell’uomo il quale non capì un cazzo, aprì la bocca e bevve il suo stesso sperma!
Quando realizzò cosa era successo, corse in bagno e vomitò tutto quello che c’era peccato che non ci fosse la sua anima, avrebbe vomitato anche quella.
S’incazzò di brutto, e voleva picchiare a mia madre, intevenni ed insieme a mamma lo manammo di brutto, lo cacciammo fuori dalla porta e gli dicemmo che di lì a poco avremmo chiamato il 113, bofonchiando ed imprecando si allontanò e noi non lo vedemmo mai più.

 

LA MORALE

Nella andò in bagno a lavarsi del sudiciume di quell’uomo, io l’aiutai e mentre mamma piangeva io le giurai che mai l’avrei messa in quella condizione di degrado, mamma sotto la doccia si sfregava la pelle quasi volesse staccarsela di dosso per allontare il ricordo dell’oltraggio subìto, io la guardavo, cristo se era bella, poi mi sedetti sul water e lei fece abbondanti gasrgarismi per pulirsi la bocca dallo sperma dell’uomo.
Andai nel tinello e le preparai un rhum e coca che a lei piaceva tanto, poi me ne bevvi uno io e poi ne preparai ancora un’altro per berlo con lei.
Mi chiamò , era andata in camera da letto, si era distesa mollemente sul lettone, aveva un’asciugamano sulla fica, e nient’altro, era stupenda , mi avvicanai e le porsi il suo bicchiere, poi lei bevve tutto d’un fiato e mi chiese di darle anche il mio ,gliene versai metà e l’altra metà gliele versai sulle tette!.
Mamma mi guardò e disse: ma sei matto ?
No ma ho voglia di leccarti queste tette meravigliose
Mi avvicinai e dolcemente le succhiai i capezzoli, poi la lingua non stava ferma andava su e giù fino a trastullarmi col suo clitoride, mamma mugolava di piacere, la sentiva fremere, allargò oscenamente le gambe ed io avidamente le succhiai il nettare, poi mi chiese di fare un 69, quando vide la mia erezione si lasciò sfuggire . e tutta questa grazia non me la volevi far vedere?.
Ci masturbammo a vicenda per lungo tempo e godemmo uno con il sesso dell’altro, poi ci lasciammo andare a tutto il sesso che ci veniva in mente di fare.
Facemmo alla’amore dal pomeriggio a notte e poi ci addormentammo come due sposini dopo la prima notte di nozze.

Ah dimenticavo la MORALE
non c’è la morale , ma in compenso c’è tanto sesso, amore, voglia, arretrati, e chi se ne fotte della morale.

COPPIA SCAMBISTA

COPPIA SCAMBISTA – FRANK
Ho sempre rifiutato decisamente gli approcci ke venivano dai miei amici frank e irene ,amici da oltre 30 anni ,1a coppia giovane e coetanea , senza figli , corpi ben modellati da ore e ore di palestra ,quasi cultori della forma fisica e nella moglie di frank era ben evidente il lavoro svolto in palestra .
Irene 42 anni alta 170 cm ,capelli corti e biondi ,okki neri ke sembravano di fuoco , labbra carnose 1 viso regolare ,seno ben sodo ,gambe nervose e slanciate 1 culetto da favola ,se posso dirla tutta era proprio arrapante e spesso la vedevo nuda ,quando ce ne andavamo sulle spiagge naturiste e ci contemplavamo i corpi delle nostre donne ,si xkè ank’io occasionalmente mi mettevo con delle ragazze ,ma ultimamente ero fermamente deciso a sposarmi con monica , la mia ragazza da 8 mesi ,ke certamente non reggeva il confronto con la moglie di frank ,ma ke sicuramente non sfigurava anke se vestita non lasciava trasparire nulla di quello ke aveva sotto : monica alta 162 cm era l’esatto contrario di un’atleta ,ma aveva tutto al posto giusto ed in abbondanza e anke molto ben tornita e soda.
Quando la presentai ai miei amici eravamo andati a cenare , notai ke frank se la mangiava kon gli okki,io guardai irene e con lo sguardo la interrogai ,ma lei disse dopo.
Cenammo in allegria e vidi ke monica e frank avevano fatto amicizia ,a me non dispiaceva così dopo quando andammo a ballare mi potei stringere ad irene senza avere rimorso ke frank restasse senza dama.
I balli si fecero sempre + languidi ed io ne approfittai x stringermi ad irene e a palparle le tette ,dopo qualke ballo mi accorsi ke l’altra coppia si era appartata e confabulavano animatamente non prestai attenzione era sempre il mio migliore amico e lei la mia donna.
alle 3 decidemmo di tornare a casa dopo esserci divertiti tutti e ripromettendoci di rivederci di lì a qualke giorno ,io e monica andammo a casa mia dove facemmo all’amore in modo splendido come sempre.
Il tempo passava e io e monica ci incontravamo quasi ogni sabato con i miei amici ,fino a quando non decidemmo di passare le vacanze insieme ,scegliemmo di andare su un isolotto ai caraibi dove c’erano pokissime persone e tutte coppie giovani come noi ,era 1 villaggio particolare fatto da 1a costruzione in muratura centrale dove c’era il ristorante e dove si svolgeva quasi tutta la vita sociale con gli altri e poi c’erano circa 20 casette-bungalow ben rifinite con tutti i comfort ,ed in ogni casetta c’era 1a o 2 coppie ;naturalmente frank aveva deciso di prendere 1a casetta doppia x tutti e 4 .
Il mare la faceva da padrone ,le donne andavano tutte in topless e qualcuna + ardita si toglieva anke il perizoma sulla sabbia ,noi uomini + pudichi ci tenevamo i bermuda anke xkè così non si vedevano i nostri piselli sempre in tiro .
Mi tuffai x farmi 1a lunga nuotata e al ritorno dopo circa 10 minuti mi accorsi ke la corrente mi aveva fatto approdare lontano da dove ero partito ,mi aspettava di sicuro 1 lungo ritorno a piedi ,certamente monica ed i miei amici si sarebbero preoccupati non vedendomi ritornare così accellerai i miei passi e dopo circa 45 minuti ritornai sulla spiaggia ma non vidi nessuno,tornai al mio bungalow e non trovai nessuno ,allora mi recai verso la casa centrale e lì vidi 1a scena ke mai mi sarei aspettato : frank insieme a 4-5 ragazzotti si fottevano la mia monika ,le altre donne guardavano divertite ,irene era in disparte ,quando mi vide mi venne incontro e mi disse ke non vedendomi ritornare credevano ke fossi morto ed usanza di quelle parti ,bisognava distruggere il seme del morto,inondando la fica della vedova di sperma nuovo .Monika aveva subito acconsentito a quella usanza ke le sembrava bella ,frank era anke ben felice di farlo xkè ne aveva avuto sempre voglia di fottersi monika ,e gli altri ragazzi pareva 1a bella usanza .Quando mi videro ,non si fermarono tanto oramai il fatto era compiuto e allora io mi sedetti a guardare come piangevano la mia morte .
Quando tutti finirono , della mia monika era rimasto ben poco ,la fica era diventata di fuoco e piena di sborra ,il culo glielo avevano rifilato x bene ,lo sperma le colava dalla bocca e io ?
Ritornando il giorno dopo dalla vacanza le dissi ke quello era stato il mio regalo di matrimonio e ke di lì a poco l’avrei sposata ,incredula mi kiese xkè ?-
e io mi è piaciuto ma da adesso non ti divido con nessuno .se non sarò anke io presente anke se non partecipe,
KORNUTO E KONTENTO
ps :
DIMENTIKAVO GRAZIE FRANK
e grazie irene di avermi dato 2 figli stupendi
ultimo ps: ho sposato irene e ho dato monika a frank

FINALMENTE
Finalmente dopo tante ragazze ke ebbe fred, mi presentò una donna ke mi eccitava al punto di donargli mia moglie in 1o scambio alla pari secondo me.
Rosy fu ben felice di sapere ke la donna ke aveva il nostro comune amico mi attizzava, angel -il nome della donna di turno di fred era alta circa 174 cm-seno piccolo,ventre piatto e 1 culo a mandolino da far paura e invidia alla mia rosy ,ke non skerzava in fatto di culo,ma la cosa ke maggiormente mi eccitava era il suo volto e il suo sguardo -magnetico,provocante e voglioso-,non persi tempo nel confessare alla mia rosy ke quella mi andava bene,lasciai organizzare tutto a rosy ,la quale oramai conduceva lei il gioco.
Fittò 1 cottage nei pressi di 1 lago, in aperta campagna, lontano da persone o okki indiscreti, mia moglie fremeva dalla voglia di avere 1 rapporto con fred -il mio migliore amico-, ma anke io non ero da meno, in verità eravamo tutti eccitati da questa nuova esperienza, mandammo i bambini dai nonni x il fine settimana, i quali furono ben contenti di tenere i nipotini; avevamo 3 giorni tutti x noi.
Rosy si preparò con cura all’incontro si mise 1 reggiseno a balconcino bianco, il tanga rosa, poi 1a camicia sapientemente sbottonata, e 1a gonna a tubino così stretta ke quando si sedeva doveva tirarla sopra fino a metà coscia, in valigia mise anke altra roba super sexy, ma la cosa ke mi incuriosì anke 1 vibromassaggiatore di notevoli dimensioni, infilò ai piedi magnificamente curati delle scarpe molto alte, io le dissi ke in campagna non erano particolarmente adatte, e lei mi rispose ke non avremmo camminato molto in quei giorni.
Mi porse la borsa e nel suo beauty- case, infilò dell’olio di vaselina, nonkè altre creme ed unguenti, e alla mia domanda ma a ki serviranno tutte quelle creme lei sibillina rispose 1 pò a tutti.

Il Cottage
Mentre andavo all’alcova ci fermammo x strada e comprammo del cibo già pronto ,ma soprattutto panini e vari affettati ,cmq la dispensa era ben provvista ,accendemmo il fuoco ,era novembre inoltrato e la campagna aveva dei colori bellissimi ,i colori autunnali ,il posto era proprio bello,rosy mise della carne in umido e lasciò ke il fuoco la scaldasse ,mise un disco di santana ,si avvicinò a me e mi strinse forte e cominciammo 1 languido ballo ,dopo poco eravamo eccitai le tolsi i vestiti di dosso i bagliori del fuoco me la mostravano in tutta la sua bellezza ,si l’amavo e le sussurrai -rosy- lasciamo xdere tutto e non apriamo a nessuno ,non facciamo entrare nella nostra intimità nessuno-le proponevo 1a ritirata strategica, rosy mi rispose- e dove andiamo -oramai saranno qui a momenti anke loro-,non finì la frase ke bussarono alla porta ,aprii mio malgrado mentre rosy si rivestiva ,era solo angel,ci disse ke fred era stato trattenuto x affari all’ultimo minuto,in cuor mio sperai -allora è tutto rimandato-, ma angel mi disse ke ci avrebbe raggiunto l’indomani ,non precisando l’ora.
cenammo in allegria ,avevo guadagnato 1 giorno senza spingere la mia rosy nel letto di altri.
Cenammo in allegria ,anzi mi piaceva sempre di + questa angel ,e piaceva anke a rosy,si instaurò tra le donne 1 rapporto decisamente affettuoso,decidemmo di ballare dopo cena ,e mentre io preparavo 3 cognac,rosy ed angel cominciarono a ballare,le guardavo kon intima gelosia ,mia moglie si abbandonava kon trasporto nelle braccia della donna di fred , al punto ke cominciarono a toccarsi anke intimamente senza pensare ke io le vedevo benissimo,alla fine si baciarono kon le lingue ,-ma obbiettai io-e loro mi dissero dopo ballerai anke tu,le lasciai fare la musica era avvolgente e quelle 2 donne ke quasi si amavano dinanzi a me mi eccitarono.

Angel
Rosy e angel stavano limonando dinanzi a me, io non ero geloso era 1′incontro tra donne, non ci rimettevo nulla pensai, ad 1 tratto mia moglie si spostò da angel e mi porse la mano, e mi lanciò tra le braccia di angel, cominciammo a ballare lentamente, cominciavo a sentirmi in tiro dopo 1 poco ballavo kon rosy tra me ed angel e cominciammo a stringerla in mezzo, io la baciavo e le toccavo i seni sempre molto sensibili mentre angel da dietro le strusciava sul culetto e con le mani toccava alternativamente la fica di mia moglie e il mio cazzo oramai durissimo.Durò circa 20 minuti questo strano ballo, poi visibilmente eccitati andammo sul lettone, io e rosy ci liberammo degli abiti, mentre angel si tenne la gonna e la camicetta, rosy mi fermò e lasciò ke sotto il lenzuolo si stendesse angel, mi disse guardaci.
Rosy si mise sotto angel si liberò dei vestiti e li vidi volare verso di me, cominciarono a toccarsi a vicenda, io le guardavo rapito, vidi angel mettersi carponi e rosy si stese sotto di lei in 1 fantasioso 69, vedevo kiaramente la lingua di angel insinuarsi tra la fica di mia moglie, le cosce oscenamente aperte x ricevere quei poderosi colpi di lingua, mentre angel leccava mia moglie, kon 1a lingua stranamente grossa e usata quasi kome 1 cazzo; la mia rosy mi sembrava ke stesse facendo 1 pompino alla ragazza di fred.
Ad 1 tratto scorsi kome 1′appendice tra le gambe di angel e sembrò 1 cazzo poi pensai deve essere 1o di quei giokini ke ha portato mia moglie x eccitarsi -anke xkè era insolitamente lungo -, rosy godette non ù di 4-5 volte, la vidi squassarsi, e allargare oscenamente le gambe.
Poi si mise stesa sul letto, il cazzo era durissimo, stava x scoppiare, mia moglie m’incitò a penetrarla cosa ke io feci immediatamente, la fica era bagnatissima io le scivolavo dentro quasi senza sentirla, angel si mise dietro di me, la sentii armeggiare sul mio culetto, ma non ci diedi peso, pensando a qualke giochino simpatico, mi leccava le palle e m’insaponò x bene il culetto ad 1 tratto la sentii premere sul mio orifizio, rosy mi bloccò cingendomi le spalle, e angel mi penetrò, con quello ke io credevo 1 vibromassaggiatore, e dissi fermati è sto fallo è troppo grosso mi sfonderai il culo.
Angel non rispose ,lo fece rosy – si- te lo farò rifilare x bene il tuo culo,angel si mise meglio e cominciò a penetrarmi ,capii immediatamente ke quello non era 1 fallo ,bensì il cazzo di angelo, 1 trans molto dotato al quale piacevano anke le donne oltre ke gli uomini.

Come ando’ a finire
Monika mi guardava negli okki aspettava ke io dicessi di fermarsi o ke tentassi di divincolarmi, ma piangendo dissi di continuare, il dolore era forte ma era pari al piacere, i colpi di angelo erano forti ma di rimando anke i miei a monika erano altrettanto forti. Il trans mi stava squassando il culo ma io mi stavo fottendo mia moglie kon 1a foga incredibile, la sentivo gemere da sotto e lei oscenamente allargava le gambe chiedendomi di penetrarla + a fondo.Angel mi sborrò copiosamente nell’ano infuocato, si mise dinanzi a me e m’impose di leccarglielo, cosa ke io feci kon voluttà.Avevo perso il ritmo kon mia moglie la quale reclamava la sua parte di eros, kiesi ad angel di mettersi sotto a monika e di fare lo stesso trattamento anke a lei.Ci posizionammo e angel non senza difficoltà penetrò da sotto e nel culo di mia moglie, io mi stesi sopra di lei e cominciai a pomparla e a baciarla, angel le toccava le tette, trovammo il giusto ritmo quasi subito e ci fottevamo monika all’unisono.Durò circa 20 minuti quello sbattimento, monika ci implorava di godere presto xkè aveva bruciori dappertutto ma ekko ke entrò nella stanza fred kon 2 suoi amici, già nudi e armati sia di cattive intenzioni quanto di pene grosso e turgido.
Monika sbiancò, ebbe un moto di paura pensando ke quei 3 avevano intenzione di durare a lungo il rapporto, mi tolsi x fare posto a fred, il quale gradì molto la mia mossa.
Anke angel fece posto a mark il quale si umettò x bene l’uccello di ragguardevoli dimensioni, stavano x impalare mia moglie, mark mise a pecorina monika e dolcemente cominciò a penetrarla, fred si mise da sotto e cominciò a ficcarglielo nella fica il suo uccello di fuoco, monika si dibatteva kome 1′animale ferito, ma ciò eccitava di + gli amanti.

FINALMENTE L’ESTATE – E la barca va

Ma santo iddio,tutti presi dallo scopare e nessuno a guidare la barca ?, una domanda che ricorreva spesso nei nostri pensieri, ma che stupidi.
Eravamo salpati da Palinuro, rotta in alto mare, speravamo, comunque la giornata era bellissima un’alba decisamente simile alle albe tropicali ,un mare azzurro intensissimo,il sole che sorgeva e l’infinito finanzi a noi.Avevamo deciso di far rotta verso le coste tunisine, i motori ruggivano possenti, gerard al comando io a tracciare la rotta, le donne stese mollemente al sole dopo aver fatto le abluzioni del mattino,katrin(mia moglie),alba, e anche luis,real e giorgio distesi sulle sdraio.Gli altri erano chi nel salone e chi in cabina,
Sandro, dopo alcune settimane di lontananza da anna vuole giacere tra le sue gambe, si avvicina alla cabina della moglie del comandante ed entra decisamente dentro, trova la donna che sta facendosi una lavanda vaginale, si gira e dice:- ho la fica in fiamme,sandro anche se volessi non potrei fare all’amore con te!, sandro imperterrito dice:- amore tuo marito gioca a fare il comandante,tu sei qui nuda davanti a me,io ho un cazzo che mi sta scoppiando nelle mutande, e vuoi che non pensi nemmeno x un’attimo di fare all’amore con te ?.
Mettiti prona,che ti rifaccio il buco del culo,no sandro quello me lo voglio conservare per stanotte, vieni che ti faccio un pompino che te lo ricorderai di certo x qualche giorno.
Sandro si stese sul letto e aspettava che anna finisse di farsi la lavanda e se la gustava con gli occhi.
Che donna!, pensava, alta ,slanciata,capelli rosso tiziano, occhi azzurri, due spalle ben marcate,seni forti e duri, capezzoli quasi delle stesso colore dei capelli, ventre piatto,un monte di venere foltissimo con i riccioli rossi che le scendevano quasi fino al buco del culo,a lei erano sempre piaciuti i suoi peli e non li aveva mai voluti sfoltire,mostrando così una criniera che le incorniciava le grandi labbra e anche un poco del buco del culetto,ben sodo e ben marcato con un solco deciso ed evidente.
Decisamente bella da guardare, il cazzo si erse solo a pensarla, poi lentamente avvicinò le sue labbra al mio glande, cominciò lentamente ad insalivare la mia cappella, la lingua titillava il filetto che si attaccava alla cappella,lo stuzzicava con leggeri morsi, poi con la lingua riprendeva a scivolare sulla mia asta,io speravo che quel momento magico non finisse mai.
scese dal letto e si inginocchiò tra le mie gambe,cominciò a leccare voluttuosamente le mie palle che si erano gonfiate al pari del mio cazzo, le inghiottiva una x volta, poi insieme, poi le lasciava e ricominciava a leccarmi il cazzo, io avevo messo la testa su un cuscino x meglio vederla all’opera, notai che poco distante da noi dissimulata sotto degli accappatoi mi sembrò di vedere qualcuno con in mano una telecamera, ma non ci diedi molto peso.
Anna, continuava imperterrita a lavorarmi il cazzo senza fretta,certo pensai che se qualcuno avesse filmato quel pompino lo avrebbe potuto far vedere in una scuola di sesso.
Capitolo 2

Vanni, era lui il cineoperatore, aveva sempre avuto il pallino di scopare con anna, ma lei lo aveva sempre rifiutato adducendo come scusa che alba non meritava di essere tradita; a vanni questo non andava giù anche perché anna con alba aveva avuto una relazione intensissima e vi racconto come:
Alba si era confidata con anna che non aveva mai fatto all’amore e che vanni aveva accettato di stare con lei anche senza sesso,anna si appassionò alla storia di alba maggiormente quando lei le confidò di avere due sessi!, anna mi chiamò ed insieme avemmo una relazione con alba,la portammo in giro nei privé suscitando enorme clamore per quella strana bizzarrìa della natura e lei ne approfittava per avere rapporti sempre di enorme godimento per la sua natura ninfomane.
Alba era a turno costretta a subìre o a interpretare le sue nature, ma sempre con anna protagonista, i rapporti che la vedevano impegnata in performance sembravano non avere mai fine fino a quando alba non si accorse che era giunta al fondo di ogni depravazione decise di troncare con anna, sandro e decine di uomini che si sollazzavano ora con alba ora con anna.
Conobbe me, io ero remissivo e non mi sognavo neanche lontanamente di essere autoritario con alba, la quale era una splendida e semplice donna, sempre premurosa nei miei confronti ma contraria a fare sesso,( ne aveva fatto così tanto che era disgustata), accettavo in silenzio il suo diktak, non senza qualche rimpianto, però avevo accettato le sue condizioni e amen.
Ora avevo la possibilità di vendicarmi della donna che mi aveva precluso il sesso con la mia ragazza e morivo dalla voglia di approfittarne, cosa che feci molto volentieri, chiamai due miei amici e poi il resto del gruppo quando lei non poteva fare sesso senza provare dolore.

Capitolo 3
La bocca di anna saettava sulla mia asta con voluttà, sentivo fremere le sue labbra sul mio glande, vibrava con la la bocca, sembrava che infilasse il mio cazzo duro in bocca come se fosse un fodero ed una spada.
Che artista pensai, e mi vennero in mente gli attimi di autentico ardore , era gia da circa 20 anni che eravamo amanti, ma quando i nostri corpi si avvicinavano fremevano come due giovanetti, di certo non era amore, ma qualcosa di simile oltre ad una grande intesa sessuale, gerard, suo marito sapeva che solo con me anna riusciva a fremere e a godere, ed era profondamente compiaciuto di sua moglie, la quale non lo tradiva mai con nessun’altro, se non con me; certamente a parte le orge che ogni tanto ci facevamo, ma gerard aveva preteso che io dichiarassi , dove non li conoscevano che anna era mia moglie.
Intanto io ero quasi giunto all’apice del piacere, sentivo i miei coglioni riempirsi di sborra, ancora un’attimo e gli avrei rovesciato nella bocca della mia anna il fruttto del lavoro della bocca .
Vidi con la coda dell’occhio il pene eretto di vanni, si avvicinava pericolosamente all’ano in bella mostra di anna, era a detta di anna ricoperto della peluria rosso fuoco, ai lati della donna comparvero sergio e real con tra le gambe due arnesi che al solo vederli penzoloni mi fecero paura, cercai di avvertire anna, ma mi imposero il silenzio.
Capitolo 4
Real e sergio le bloccarono le spalle, ma lei ancora non aveva capito cosa stava per accaderle, io mi affrettai a venirle in bocca copiosamente, pregustavo la sodomìa di cui sarebbe stata oggetto di li a poco, anna inghiottì con avidità lo sperma che essendo abbondante le colò dalle labbra, mi affrettai a togliermi da sotto ed in quel mentre in un solo colpo il pene durissimo di vanni le si conficcò nelle carni, lanciò un grido disumano, sembrava un’animale ferito, cercava di divincolarsi, ma i due energumeni la tennero stretta.
Vanni si fermò solo quando le palle le sbatterono sulle chiappe, anna cercava di farlo uscire fuori, io cercai di avvicinarmi per dissuadere vanni a continuare dicendogli del dolore che il cazzo le procurava, vanni mi fermò e disse :- o resti in silenzio o te ne vai!,
preferii la seconda soluzione, perchè mi pregustavo della sodomìa che le avrebbero inflitto….
Capitolo 5

Vanni prese a stantuffarle nel culo e ad ogni colpo lei gridava : Alba non vuole fare all’amore con me perchè ha schifato l’amore, a te troia questo mio cazzo si sazierà dei tuoi orfizi, anna cominciava a non sentire più tanto dolore anche in virtù del fatto che io avevo provveduto a bagnare con la vaselina il cazzo di vanni, e la miseria , ad anna cominciava a piacere alla faccia del cazzo e del suo fantomatico dolore, misero un cappuccio sulla testa di anna ed organizzarono una grande inculata a sorpresa.
le sborrai nel culo con mia grande soddisfazione, lei credette che fosse finita, ma toccò poi a real, il quale sfoderò un manico di tutto rispetto, 30 cm di randello, anna era immobile ed aattendeva con religioso silenzio il prossimo strupatore, fu accontentata subito, real si posizionò sul culetto della donna e lentamente cominciò ad infilarglielo dentro arrivato a metà, chiese è tutto dentro?, vanni rise di gusto e freddandola le Nel disse : – non è neanche a metà!, la donna trattenne il fiato.
Nel frattempo alla spicciolata tutti entrarono nella cabina di gerard per vedere questa gang-bang,La barca andava da circa 12 ore e dovevamo essere nei pressi della costa tunisina, probabilmente, gerard lasciò il timone a me e nel frattempo mia moglie venne nella cabina di pilotaggio, così per passare il tempo mentre io avevo il timone tra le mani, katrin aveva la barra tra i denti……,
gerard era anche lui sceso nella sua cabina ma appena vide la fila si fermò sull’uscio e aspettò il suo turno, perchè di questo oramai si trattava, tutti volevano infilare qualcosa nell’ano di anna.

Capitolo 6
Real pazientemente si era fermato, anna sudata aspettava che gli pentrasse tra le carni con quel suo randello, real per tutta risposta sfilò il cazzo dalle chiappe di anna, bagnò e lubrificò l’asta poi bagnò con molta vaselina l’orfizio e decise di riprendere ad incularla, continuava lentamente ma costantemente adpenetrarla, era ormai giunto quasi alla fine ci mancavano 3-4 cm quando decise di tirarlo fuori!, che bastardo pensai!,
alba si posizionò dietro il culo di anna che si stava restringendosi, infilò tutto d’un colpo il suo cazzo nel culo della donna che non vedeva chi fosse 10-15 colpi ben assestati e lo sperma si riversò copioso nel culo fino a colargli tra le grandi labbra.
Poi fu il turno di sergio ancora un pene di enormi dimensioni in lunghezza, le donne tiravano dei gridolini, non si capiva se di dolore o di piacere.
Sergio infilò l’asta tutta in un solo colpo i peli della fica era diventati fradici di sperma e anche quello di sergio si riversò copioso sulle spalle di anna , fino ad arrivarle quasi sulla nuca.
Toccava adesso al marito di anna, gerard non si fece pregare e cercò di infilarglielo nella fica rimasta aperta per la posizione , ma completamente asciutta, vanni gli impose :- O culo o niente!,
Gerard indilo la sua asta nel culo sfondato ma ancora fremente, brutta puttana glielo avevano sfondato, rotto riempito di sperma e lei ancora si protendeva pur di prenderlo ancora nel culo.
Gli diedi dei colpi ben assestati e godetti dopo un poco, mia moglie saettava col suo culo per aria pretendendo ancora cazzi.

Capitolo 7

Ci chiamarono a gran voce , io di corsa scesi giu nella cabina del comandante,non mi ricordavo se avevo inserito il pilota automatico, ma quel culo svettante e proteso per aria non mi fece pensare piu ad un cazzo, mi fiondai nel suo culo e dopo pochi colpi ,avevo interroto sul più bello il pompino di mia moglie le sborrai tra culo e fica, norma prese un fallo che gli aveva passato ariel suo figlio e glielo infilò in un solo colpo nell’ano, cominciò a stantuffarla, appena lo tolse ariel glielo infilò nel culo anche lui,poi toccò a luis, ed infine a sergio il colpo di grazia ,anna piangeva forse, sergio le suarciò le carni vedemmo del sangue uscirle dalla rondella oramai ridotta ad un antro enorme, gerarg volle essere realistico e le infilò un pugno chiuso nel culo della moglie, e disse :- ora il tuo culo è comunista!, ci entro col pugno chiuso. cercammo di ridere ma un violento scossone ci impedì di ridere, sentimmo un rumore sordido e l’acqua che cominciava a lambire i nostri piedi, cazzo avevamo affidato il timone a katrin morale eravamo diventati NAUFRAGHI!

FINALMENTE L’ESTATE – Il Porto

7° capitolo

alle 10 dormivamo ancora tutti, la notte non aveva portato il ristoro che ci avrebbe giovato, ci alzammo alla spicciolata ed ognuno si mise a ciacolare e a ciondolare.
Alle 14 a qualcuno i morsi della fame fece ricordare che era il momento di chiamare il ristorante vicino ed ordinò x tutti, spaghetti col peperoncino, carne ai ferri birra e vino rosso, frutta in abbondanza.
Gridai alla ciurma in tavola e tutti balzarono in piedi, si avvicinarono alla spicciolata in ognuno di noi si leggeva la stanchezza dei primi 2 giorni di mare ?, i camerieri che erano saliti a bordo, non potettero fare ameno di notare l’autentica bolgia che regnava sulla barca.
Il + intraprendente si offrì di pulire tutto in cambio di un paio di giorni sulla barca,gerard subito approfittò dell’offerta, anche perkè la stanchezza fisica si cominciava ad avvertire e un cazzo fresco faceva piacere, gli furono dette anke le regole della barca e sergio accettò subito.
Alle 20 scendemmo a terra, x recarci in un localino che gerard conosceva x la libertà dei costumi e x la buona musica, scendemmo quasi tutti, norma restò a bordo, adducendo una forte emicrania anke x non lasciare solo sergio sulla barca acconsentimmo all’unisono tutti gli altri.
Comunicai a sergio che saremmo rientrati x le 3 o giù di lì, lui disse ok, x quell’ora avrò finito.
La serata si prospettava decisamente proficua,il localino era veramente delizioso, c’era una grande sala sulla spiaggia, la musica era decisamente piacevole e il vino frizzante rendeva piacevole il tutto.
La nostra era una comitiva decisamente eterogenea, e non tardammo a farci notare,anzi furono le donne che andarono subito in fregola, anna si mie a ballare con un ragazzetto del posto, il quale era in compagnia di altri 2 suoi amici, li vidi allontanarsi tutti e 4, verso le barche poco distanti,dopo qualche istante vidi il marito di anna che raggiunse la moglie, ma restò nell’ombra; anna disse agli accompagnatori che sarebbe stata con loro 3, ma ke c’era una persona che li avrebbe spiati, solo se accettavano quella condizione lei avrebbe fatto all’amore con loro, Michele, il ragazzotto chiese solo chi era la persona che li avrebbe spiati e allora anna disse: è mio marito!, Michele disse di essere d’accordo.
Si lanciò in un bacio voluttuoso, l’altro ragazzo si mise sotto la gonna di anna che dopo poco le scivolò sui fianchi fino a terra, la luna piena faceva si che la scena si vedesse bene,mi avvicinai a gerard e vidi che anna non aveva gli slip, era nuda, la fica ben curata,aprì le gambe ed il giovane cominciò a leccarle la fica con bramosia, anna si girò verso il marito affinché vedesse, nel frattempo l’altro ragazzo che poi scoprimmo si chiamava -real—ed era brasiliano, dicevo real cominciava lentamente a spogliarsi, quasi senza fretta, Michele strinse con forza le tette di anna, la quale lanciò un gemito, ad anna piaceva il dolore mi disse gerard, azz pure masochista la perversa anna, anna si appoggiò con le braccia alla carena della barca Michele allora salì sulla chiglia ed infilò il suo cazzo nella bocca di anna, la quale cominciò a lavorarlo meglio di una meretrice di alto rango, l’altro amico continuava a leccarle la fica,poi le infilò prima 3 dita dentro,quando capì che l’ingresso era agevole, le infilò tutta la mano,anna gli disse avrei preferito il tuo cazzo!.
La lingua saettava ora con vigore ora con delicatezza sulla cappella di Michele, poi d’un tratto se lasciava scivolare con forza in gola, il destinatario di queste attenzioni non riusciva + a stare in piedi e sembrava ke stesse lì x cadere, poi anna lasciava scivolare la lingua sullo scroto infine si ficcava in gola le palle del giovane, la lingua non si fermava mai e alla fine Michele schizzò nella gola della donna la sua gioventù,anna non lasciò cadere nulla ,e lo ripulì anche con gustoso piacere,Michele si lasciò cadere sulla sabbia, svuotato del tutto.
A quel punto il ragazzo che alternativamente leccava la fica della donna si stese sulla sabbia e anna si lasciò cadere sull’asta del giovane, muoveva continuamente il culetto e forse si domandava che fine aveva fatto il 3° del gruppetto, ad un tratto lo vedemmo, si stagliò con tutta la sua possanza contro luce, aveva un cazzo- REAL – , questo era il xkè del suo nome ?.
Fortunatamente anna non poteva vederlo, ma gerard ed io si!.
È vero che anna se la scopava sandro, ma questo era di gran lunga superlativo, in grossezza, appena real si avvicinò al culetto di anna, lei avvertì ke qualcosa di grande stava cercando di stracciare le sue carni,Michele subito mise le mani sulle spalle della donna x bloccarla, real sputò sulla cappella cercando di umettarla, io e gerard ci avvicinammo x vedere meglio l’inculata, nel frattempo anche altri della nostra comitiva si erano avvicinati avvertiti da gerard che era in atto uno stupro.
Luis e ariel si accomodarono molto vicini al quartetto, melinda era poco distante che stava sbocchinando con ardore alba, la quale gradiva la bocca della sua amica, vanni era rimasto su in sala a ballare con una ragazza tutta pepe; mancava solo giorgio all’appello, e infatti x quanto mi sforzassi non lo vedevo.
Real si smanettò il suo cazzone e sapendo di cosa aveva tra le gambe era provvisto di vaselina, la spalmò x bene sulla cappella, poi gerard si prodigò a smanettarlo un pò così la fece penetrare bene sulla cappella dell’uomo, poi ne prese un po’ e cominciò a metterlo sulla rondella della moglie, la quale volse uno sguardo pieno d’interrogativi al marito, il quale fece finta di niente.
Real cominciò a penetrare dolcemente il buchetto di anna, che non oppose nessuna resistenza all’inizio, ma ad un tratto quando la rondella fu raggiunta dalla parte + consistente del cazzo dell’uomo anna irrigidì le chiappe, prontamente il ragazzo che se la stava chiavando da sotto cominciò a spingere a fondo l’asta, anna di rimando spinse leggermente il culo all’indietro e a questo punto real fece scivolare nell’ano della donna altri 8-9 cm arrivando così a penetrarla in totale di circa 18 cm, anna credeva che le sue carni stessero strappandosi, piangeva, il dolore era certamente forte, ma a real poco importava,a questo punto giorgio ci fece segno di bloccare le spalle dell’impalatore di anna, cosa che facemmo prontamente, real non realizzò cosa stesse accadendo, ma quando giorgio penetrò le carni dell’uomo, questi lanciò un grido disumano, la vendetta del nostro gruppo era stata decisamente appropriata, ora anna sembrava sopportare meglioil dolore sapendo che giorgio stava facendo esattamente quello che real faceva a lei.
Michele accennò a qualche scatto di nervosismo, ma luis ed ariel lo guardarono torvo, e lui pensò opportunamente che si poteva dare ma anche ricevere, real piangeva e non sapeva se andare avanti o terminare quella tortura che procurava e che gli veniva procurata; giorgio continuava imperterrito e allora anche real decise di continuare, poi dall’ano di anna uscì un getto di sperma che divenne rossastro immediatamente, real era venuto ma non lo aveva fatto capire, chiese a giorgio di continuare ,gli piaceva, cosa che fu prontamente esaudita, giorgio lo abbrancò x i fianchi e cominciò a spingere con veemenza , alla fine giorgio gli fece scivolare dentro tanto di quello sperma che dopo un poco uscì copiosamente, si abbracciò ad anna e le disse : come ti capisco x il dolore, anch’io vengo in ospedale x vedere cosa mi è successo.
Con l’auto di real giungemmo al pronto soccorso, quando gli infermieri lo videro, si spintonarono a vicenda, e tra sorrisini maliziosi lo apostrofarono : ancora vittime con il tuo randello ?,
lui rispose: -si!
Ma stavolta me lo hanno rifilato il culo anche a me.
Anna ebbe 8 punti di sutura e un’ avvertimento, doveva stare a riposo x 10 giorni! Cazzo disse : la vacanza x me è finita!
Real andò peggio 12 punti di sutura, il suo culetto non era abituato al lavoro da dietro.
Norma sulla barca non aveva perso di vista un momento il giovane sergio, il quale tanta voglia di lavorare non ne aveva, appena messo piede a bordo si era avvicinato alla cabina dove norma riposava, la vide mollemente adagiata sul letto matrimoniale, i suoi seni lo colpirono immediatamente,di soppiatto le si avvicinò e poi cominciò a carezzarla, norma fingeva di avere un sonno profondissimo e lasciò che il giovane prendesse dimestichezza con quelle tette enormi.
Cominciò a baciarle delicatamente i capezzoli e l’aureola intorno, erano molto sensibili e dopo un poco le si rizzarono, sergio con una mano cominciò a toccarle il ventre e poi lentamente scese sulla fichetta ,incontrò una fitta peluria sul monte di venere, le alzò la gonna fino alla vita e notò che non aveva le mutande, si pose con il suo pene sulla bocca della donna, la quale avidamente cercò di infilarselo in bocca, ma a stento riusciva a ingoiare la cappella, diamine questo era decisamente un supercazzo, allora lo fece distendere sul letto, voleva ammirarlo x bene, e lo vide, era lungo tra i 25- 30 cm e poi aveva una grossezza paurosa, era decisamente un cazzo super,se fosse stato anche resistente avrebbe fatto la felicità delle donne a bordo, pensò norma, ma adesso meglio che me lo gusti io.
Continuò a lavorarselo bene, la lingua saliva e scendeva instancabile sull’asta del ragazzo, i colpi che gli dava sulla cappella lo mandavano in visibilio, non credo che resisterà a lungo se me lo lavoro così di lingua pensò norma, detto fatto si mise a cavalcioni sul ventre di sergio e cominciò a farselo scivolare dentro, sergio era immobile, lasciava tutto il comando alla donna.
Arrivata a metà corsa le gambe non riuscirono a trattenerla e si lasciò cadere, un gemito prolungato le uscì dalla gola sembrava un rantolo, poi il silenzio, norma non riusciva a parlare, sergio ebbe paura e si sfilò da sotto ed un altro rantolo le uscì dalla bocca, prese dell’acqua fredda e le bagnò i piedi e la fronte, cercando di farla rinvenire, poi lentamente si riprese, si avvicinò al ragazzo e lo rincuorò, gli disse hai un cazzo veramente eccezionale, scusa ma sono svenuta mi hai riempita tutta,ma la colpa è stata mia.
Ricominciamo, a sergio non parve vero, cominciò a leccarle la fica, poi il seno, norma si stava sciogliendo, sergio l’avvertiva dagli umori che le cominciavano a colarle tra le gambe, poi si pose dinanzi all’apertura dopo che norma si mise distesa sul letto, sergio iniziò a penetrarla lentamente ogni tanto si fermava x far prendere forma alla fica di norma, la quale riuscì ad inghiottirlo tutto, poi chiese al giovane di stare un poco fermo, lei cominciò a stringerlo e ad abbracciarlo con i muscoli della vagina, il massaggio durò a lungo fino al punto che sergio le sborrò nella fica senza muoversi, lo sperma usciva copioso, ma il cazzo restava duro, nella sua vagina, norma stupita gli chiese ma è normale ? e lui disse si, se non godo almeno 3 volte non si ammoscia.
Erano da poco passate le 5 del mattino, sergio dormiva beatamente nel letto con norma, arrivò la comitiva, videro i 2 , ma decisero di non svegliarli, tutti a nanna.

FINALMENTE L’ESTATE – Lo Yacht

Finalmente l’estate
1° capitolo

Io e katrin avevamo voglia di andare al mare, a mia moglie piaceva l’idea di stare libera e abbronzarsi in pace e di fare il bagno anche nuda e se capitava di fare all’amore in mare, cominciammo quindi ad escludere posti affollati con bimbi e nonni appresso rumorosi ed invadenti; quindi le nostre scelte s’indirizzarono su luoghi un poco isolati, ma non trovavamo nulla che potessimo dire questo fa x noi.
Vennero in nostro aiuto anna e suo marito, i quali immancabilmente avevano una barca (così dicono i ricchi, quando hanno uno yacth).
Anna aveva detto al marito di una sua amica – katrin – tralasciando di spiegargli come l’aveva conosciuta e di suo marito, detto fatto, gerard ed anna c’invitarono a passare 15 giorni con loro in giro nel mediterraneo insieme ad altri loro amici, gente all’apparenza normali ma……
Ci imbarcammo sull’azzurra – il nome della barca ?- e lì conoscemmo gli amici del nostro viaggio, eravamo io, mia moglie katrin, gerard ed anna, luis e norma, e poi i figli di amici – disse gerard, con le 2 ragazze che erano le fidanzatine di Giorgio e vanni, il terzo ragazzo era poco più che adolescente ed era solo a bordo, in tutto la comitiva contava 11 persone, naturalmente gerard era il comandante e noi tutti dovevamo fare i marinai a turno a bordo, io mi salvavo dal fare il mozzo avendo fatto il marinaio x 18 mesi di leva.
Salpammo in allegria, facemmo subito amicizia appena giunti al largo calammo l’ancora e decidemmo di fare il punto della situazione e di dettare delle regole a cui tutti ci saremmo attenuti; gerard naturalmente prese subito in mano la situazione essendo abituato a comandare, propose di:
1- Avere massima libertà di movimento e di stare in topless x le donne, le quali accettarono di buon grado la proposta e, subito volarono i reggiseno, le tette svettavano imperiose a tutte tranne che a norma, la quale aveva un seno enorme di certo una 6° , tutti la guardammo con curiosità e lei si senti gli occhi della ciurma sulle sue tette,
2- Gli accoppiamenti sarebbe stati liberi, senza pregiudizi né di sesso e né di numero, tutti accettammo, i ragazzi fremevano al pensiero di tuffarsi nelle tette di norma, anzi il ragazzetto che mi sembrava abbastanza intraprendente si avvicinò a norma e si mise o succhiarle le tette, rimanemmo abbastanza stupiti, ma lui anticipando le eventuali proteste di luis disse: regola numero 2 , ci si deve attenere !, scoppiammo a ridere e anche quella regola fu sancita.
3- Tutti sarebbero stati marinai e i turni li avrebbe fatti il comandante a sua completa discrezionalita’
4- Regola più importante di tutte le regole, i tabù e le convenzioni che regolavano la vita sulla terraferma in barca erano aboliti, era meglio che quella regola fosse stata sancita con + parsimonia.
Ariel il ragazzetto che si stava trastullando con le tette di norma, cominciò a baciarla sul collo, luis che era stato a guardare fino ad allora si lanciò alle spalle della moglie e cominciò a leccarle il culo, dopo averle abbassato gli slip fino alle ginocchia, il quale stimolato si dilatò un pochino, gerard mi tirò da parte e mi confessò che il ragazzo era il figlio naturale di norma, la quale aveva rapporti incestuosi con il figlio da diversi anni, dissi tra me e me: cominciamo bene! ,

2° capitolo

Le stimolazioni del marito cominciarono a fare effetto sulla donna la quale reclamava che qualcuno gli tappasse il buchino, si fece avanti gerard rivendicando il diritto del comandante di avere il 1° orgasmo, accettammo in silenzio di vedere questa scena porno.
Il comandante estrasse da sotto il costume un cazzo niente male, norma cominciò a leccarglielo voluttuosamente e lo insalivò x benino, intanto luis aveva cominciato a leccare la fica alla moglie, cazzo norma da sola si stava pappando 3 maschi, Giorgio di soppiatto si avvicinò a katrin, la quale assisteva alla scena incuriosita, Giorgio fece distendere mia moglie e dopo averle fatto volare il costume cominciò a leccare con maestria la fichetta bionda di mia moglie, la fidanzatina di giorgio mi venne vicino e cominciò a leccarmi le palle con rabbia avendo notato che a katrin la leccata la stimolava e mugolava con voluttà, gli altri presenti si misero in cerchio intorno a noi e dissero che avrebbero goduto dello spettacolo che veniva loro offerto.
Gerard senza porsi troppe risposte o domande infilò il suo cazzo nella fica umida di norma, la quale stava distesa su un tavolo del pozzetto di poppa, ariel si pose sotto le gambe della madre e con colpi di lingua leccava ora la fica della madre ora il cazzo di gerard, il quale gradiva i sapienti colpi, luis saltò sul tavolo e infilò il suo pene tra le tette della moglie, cominciando a fare una spagnoletta maestosa, anche xché norma di tanto in tanto alzava la testa affinché il cazzo le entrasse in bocca.
A Giorgio si sostituì la lingua della sua ragazza – melinda – la quale sapeva leccare meglio del suo ragazzo xchè vedevo inarcare la schiena di mia moglie sotto i colpi ora violenti e ora delicati di quella linguetta, mi posi alle spalle di melinda e con un colpo deciso infilai il mio cazzo nella fica strettissima di melinda, la quale ebbe un moto di smarrimento appena si sentì penetrare dalla mia asta durissima, si voltò e mi disse oscenamente: – che cazzo enorme che hai, mi stai spaccando la fica-.
Giorgio non restò fermo, si mise alle mie spalle e cercò di infilarmi il suo fallo nelle mie terga, ma non ci riuscì anche xché io non feci nulla x aiutarlo, allora le attenzioni di Giorgio si volsero verso norma.
Gerard dopo poco sborrò copiosamente nella fica di norma, ariel da sotto succhiò il nettare che colava dalla fica della madre, la quale era scossa da brividi, allora Giorgio non fece restare a lungo vuota la fica di norma, infilò come una lama nel burro fuso, il suo pene, e cominciò a dare colpi tremendi si sentiva schioccare il cazzo di Giorgio nella fica, al punto che ariel si tolse da sotto il tavolo, temendo che fosse colpito anche lui dalla foga dell’amante occasionale della madre, la quale trasferiva la potenza dei colpi ingoiando il pene del marito.

 

 

3° capitolo

Certo la scena era forte, vidi più di una mano toccarsi le parti intime tra i presenti non partecipanti, le gambe di melinda cingevano i miei fianchi ed io potei infilare tutto il mio arnese nella sua fica, al punto che in più di un’occasione le toccai il fondo dell’utero, ma lei invece di gemere mi gridò con forza che mai era stata riempita come in quell’occasione, nel frattempo luis aveva raggiunto l’orgasmo ed aveva sborrato sulle tette della moglie, subito ariel si prodigò a leccare il nettare del patrigno e poi si lanciò in languido bacio con la madre ed insieme mischiarono le lingue e l’umore di luis.
Norma gemeva sotto i colpi di Giorgio, ma il suo orgasmo sembrava lontano allora melinda chiamò ariel al quale sussurrò di umettarsi il dito e di infilarlo con delicatezza nell’ano del suo fidanzato, ariel mise in atto il consiglio di melinda e avvicinatosi di soppiatto a colui che stava sfondando la fica della madre, con un ghigno mefistofelico infilò con decisione il dito medio nel culo di Giorgio, il quale lanciò un grido di dolore, ma nel frattempo dopo pochi istante sborrò nella fica di norma, si accosciò sulla donna e nel frattempo la baciò voluttuosamente; norma sembrava insaziabile, chiese a gran voce altri cazzi disponibili.
Si fece avanti anche vanni, e dopo aver svuotato anche i coglioni di vanni che venne quasi subito a norma non restò che farsi impalare da un grosso dildo che il figliuol prodigo aveva opportunamente portato, dopo circa 10 minuti di quel massaggio la vedemmo fremere gioire e infine rilassarsi.
Mio dio pensai e questo era solo l’inizio, saremmo scesi dalla barca sicuramente in cattive condizioni di salute, salpammo l’ancora e ci dirigemmo in una caletta di cetara, molto tranquilla a pochi metri dalla spiaggia, calammo l’ancora ci buttammo in mare x lavarci di dosso il sudore e lo sperma di quella bestiale performance, risaliti a bordo ci facemmo una doccia con acqua dolce e poi ai fornelli, ci cucinammo con i viveri della cambusa e bevemmo del buon vino bianco frizzante.
L’atmosfera si rallegrò subito, e poi la musica fece il resto, ma la voce imperiosa di gerard interruppe la magia del momento, e disse: – domani si salpa all’alba e voglio i marinai pronti alla partenza ed elencò i nomi dei marinai di turno :
Giorgio, luis, gerard, katrin e melinda e vanni a dormire, gli altri in libertà, si allontanarono e andarono nelle cuccette loro assegnate, io, norma, ariel e alba e anna ci recammo nel salone ascoltando musica e ballando ricominciammo a fare la cosa che più ci piaceva in quel momento.
Norma ed il figlio cominciarono a ballare un languido lento, e cominciarono a baciarsi voluttuosamente, anna mi si avvicinò e mi disse alba è vergine x questo non partecipa alle nostre manifestazioni, cominciai a ballare con la ragazza quasi efebica, non mi diceva nulla, allora chiesi ad ariel di farla ballare, erano + o meno della stessa età e mi sembrò che andassero d’accordo, norma mi si avvicinò e disse: – voglio sentirmi riempita come hai fatto con melinda, io le chiesi ma ancora non ne hai avuto abbastanza?
- Lei di rimando: sono un poco ninfomane, io le dissi togli quel poco di mezzo, scoppiammo a ridere, e vidi i suoi denti bianchissimi, occhi verdi un bel caschetto che le incorniciava il volto un nasino alla francese ed un corpo tutto sommato piccolo, tranne che per le tette, enormi, il ventre era piatto e la sua fichetta era rasata, aveva solo un ciuffetto di peli sul monte di venere.
La invitai a ballare, cosa che facevano gia ariel e alba, ma dopo poco li vidi appartarsi sopra dei cuscini e notai che ariel era riuscito a far togliere lo slip ad alba, norma mi disse che era felice quando vedeva suo figlio fare all’amore con altre donne, in tal modo si sarebbe staccato da lei; ariel si lanciò sulla fica di alba, la quale gradì le attenzioni del suo amichetto, ad un tratto vedemmo ariel che si lanciava voluttuosamente tra le gambe della ragazza, la quale cominciò a gemere, ci avvicinammo di soppiatto ed allora che rimanemmo a bocca aperta io, norma e anna:
Alba era un ermafrodito, con un pene lungo quasi 14-15 cm, si misero a 69 i due giovani amanti e si trastullarono ognuno con il pene dell’altro, le difficoltà maggiori le aveva alba, ariel aveva una nerchia che superava abbondantemente i 25 cm, e norma orgogliosa disse: tutto suo padre.
Ariel si pose a pecorina ed alba lo infilzò con un colpo secco, entrò tutto dentro ma ariel non disse nulla, era abituato a farsi rifilare il culo da Giorgio con immensa goduria, anna si mise sotto ad ariel e si lasciò trafiggere da quel mostro di carne, con immenso piacere il trio ci dava dentro e si scambiavano tra loro i ruoli, norma pretese di essere chiavata anche lei, la feci mettere a pecorina e cercai di infilarglielo nel culo, lei si mise a piangere x il dolore, allora desistetti e mi accontentai di chiavarmela normalmente, la misi sul tavolo del salotto, così potevo infilarla x bene, le bagnai la fica ma non ce n’era bisogno, la scena del figlio che sbocchinava alba l’aveva fatta eccitare moltissimo e non solo a lei era accaduto questo.
Appoggiai il glande sulle grandi labbra di norma, lei aprì oscenamente le gambe, ma appena cominciai ad infilarglielo dentro contrasse la vagina avvertendo dolore, anche per lo sbattimento di poche ore prima, appena avvertii quel suo moto di dolore, infilai con decisione la mia nerchia che era più piccola del figlio in lunghezza, ma in larghezza le riempiva tutta la fica, dopo qualche istante la vidi sorridere e mi disse muoviti piano, ma muoviti, ti voglio sentire dentro.
Anna fece mettere in piedi ariel e alba e si prodigò in un pompino maestoso, i corpi dei 2 giovani vibravano e fremevano come foglie scosse dal vento, le loro lingue si intrecciavano in baci di fuoco, anna decise che voleva essere impalata dai due, fece distendere alba, si mise sopra e se lo fece infilare nel culo, dopo poco chiese ad ariel di riempirle la fica, cosa che fu fatta non senza qualche difficoltà viste le dimensioni del cazzone di ariel, dopo qualche colpo di assestamento sentimmo gemere anna, la quale in pochi minuti raggiunse l’orgasmo, anche io e norma giungemmo all’orgasmo dopo poco, ariel, alba, e anna si prodigarono ad asciugare i nostri liquidi con le loro lingue, e a me si rizzò di nuovo l’uccello, a questo punto ariel mi chiese di metterglielo in culo, norma si oppose e allora le attenzioni di ariel si rivolsero ad alba, la quale con dolcezza infilò il suo pene nel culo di ariel, il quale gradì non poco il cazzo di alba, dopo diversi colpi godettero insieme e vidi che alba sborrava come un’uomo, e ariel godette ad essere inculato, norma raccolse nella sua bocca lo sperma del figlio, e lo inghiottì tutto.
Cercammo di pulire alla meglio tutto e dopo poco ci mettemmo dormire sui divani non avendo nemmeno la forza di lavarci.

 

 

4° capitolo
Il rumore dei motori che giravano a tutta forza ci fece pensare che fossimo appena partiti invece ci trovavamo gia ad oltre 60 miglia dalla divina costiera amalfitana, era le 14, azz e ke sonno ci dicemmo un pò tutti.
Gerard aveva fatto scalo presso cetara, mentre dormivamo ed aveva comprato del pesce fresco, che finì alla griglia, mangiammo verso le 15, quando tutti fummo svegli,
Il solito vino bianco frizzante fu versato copiosamente, e l’allegria fu subito padrona dei nostri corpi e delle nostre menti, ci mettemmo dopo poco a sonnecchiare chi al sole, nudo e chi sotto coperta al fresco. Gerard mi diede le coordinate, e m’indirizzò verso capo palinuro, nostra prossima tappa.
Al timone c’ero io, mia moglie mi raggiunse insieme ad alba e dopo poco cominciarono a limonare, io cercavo di tenere il timone come le istruzione che mi aveva dato il comandante, ma cazzo era difficile vedere mia moglie che faceva all’amore con alba. Cercai allora di seguire la costa e di stare alla stessa distanza dalla linea della costa e misi i motori al minimo, così anche se avessi dirottato lo scarto sarebbe stato minimo.
Katrin e alba ci davano dentro con foga, alba leccava con avidità il pene di alba e la lingua non disdegnava di intrufolarsi anche nella vagina dell’ermafrodito, di rimando lui/lei dopo avermi fatto cenno avvicinarmi a lei, prese a spompinarmi, si rammaricava che non riusciva ad infilarselo in bocca, cambiammo posizione, io tiravo una pompa ad alba e katrin mi spompinava con dovuta perizia, poi si mise prona e attese ke alba la infilzasse in fica, io mi staccai dalla bocca il pene di alba, e lei prontamente infilò nella fica pregna di umori di mia moglie il suo pisello, katrin al pensiero ke una donna la infilzasse cominciò a godere di brutto, la sentivo gemere ed implorare che glielo infilasse tutto dentro, allora alba insieme al cazzo le infilò anche la mano dentro al culo oramai sfondato dalla cura di piero, il figlio dei nostri vicini, katrin fece una smorfia di dolore ma non si scostò, alba continuava nel suo massaggio, allora mi accinsi a penetrare la donna, la sua fica era bagnatissima, le tette appena accennate era durissime e i suoi capezzoli svettavano imperiosi e si strusciavano sulle spalle di katrin, mi abbassai un poco x meglio centrare la fica, appoggiai delicatamente il glande sulle grandi labbra, ma lei s’irrigidì prontamente e rivolgendosi a muso duro, mi disse: – sono vergine- e se tu mi penetri mi sfondi tutta -, ad un tratto si aprì la porta ed entrò vanni, il suo ragazzo, la baciò sulla bocca e disse allora sarò io il 1°, come è giusto che sia.
Si pose alle sue terga e con infinita dolcezza la penetrò, quando fu tutto dentro alba ricominciò a muoversi, facendosi penetrare alternativamente e scopandosi mia moglie, questo tran-tran andò avanti x circa 10 minuti, poi vidi i corpi contrarsi e alba sborrò nella fica di katrin, la quale si tolse da sotto mentre vanni e alba continuarono ancora x poco, infatti vanni venne dopo poco, e alba scorse tra le sue cosce alcune gocce di sangue, era diventata una donna a tutti gli effetti, katrin le asciugò le macchie e donò ad alba il fazzoletto intriso del suo 1° rapporto sessuale.
Ripresi il controllo della barca, vidi avvicinarsi il faro di capo palinuro, chiamai gerard il quale decise di attraccare nel porticciolo, scendemmo tutti a terra x andare a prenderci un gelato, rimasero sulla barca ariel e melinda a fare la guardia.

5° capitolo
Ariel sembrava insaziabile, appena si accorse che erano soli si avvicinò di soppiatto a melinda e cominciò a baciarla, la ragazza cercò di allontanarlo, ma poi cedette e gli disse: fai in fretta, ho voglia di dormire e di farmi una lavanda, ho la fica ke mi bolle, ariel non se lo fece ripetere 2 volte, cominciò a leccare avidamente i seni della ragazza che certamente non erano prosperosi come quelli di norma, ma avevano una gran tonicità ed erano ben fatti a pera, con i capezzoli ben puntuti ed un’aureola decisamente vistosa, le languide carezze di ariel non tardarono ad avere un’effetto voluttuoso sulla ragazza che dopo un poco si tuffò decisamente e con perizia in un acrobatico 69, melinda inghiottì prima le palle di ariel, poi decise che era opportuno trastullare il cazzo del figlio di norma, iniziò a roteare la lingua sul glande del giovane amante, ariel si lasciò cadere sul divano lasciando fare all’esperta seppur giovane amante, si aiutava anche con una mano mentre insalivava abbondantemente l’asta di ariel, e con l’altra se la ficcava con voluttuoso piacere nell’ano, ad ariel tutto ciò non era sfuggito, staccò il cazzo durissimo dalla bocca di melinda e con forza lo infilò nel suo culo, le lacrime rigarono il volto della donna, ma ariel imperterrito colpiva e sfondava se era possibile lo sfintere di melinda, poi si fermò e lasciò che lei prendesse forma intorno al suo cazzo, dopo un qualche istante cominciò a muoversi e a melinda cominciò a piacere, si vedeva come si muoveva assecondando i colpi di ariel.
Cominciò a trastullarsi il clito, ariel ora le faceva scorrere la lingua sulla schiena, poi si fermava estraeva il suo cazzo pieno di umori e lo metteva in bocca melinda, la quale lo ripuliva a dovere, poi ricominciava a spingerglielo nel culo, andarono avanti x tanto di quel tempo che gli amici rientrarono e silenziosamente si misero a guardare la sodomia di melinda, giorgio non diceva nulla, ma era un tantino incazzato, la sua melinda stava dando il culo che x lui era sempre stato tabù ad un uomo appena conosciuto.
Dopo un tempo lunghissimo vedemmo la schiena di melinda inarcarsi e le braccia di ariel che cinsero con inaudita violenza le mammelle della donna, e le strizzarono i capezzoli, ad un tratto ariel tirò un profondo respiro poco prima che melinda avesse un’orgasmo violento, tremò forte strinse le chiappe volendo trattenere dentro di se l’uomo che l’aveva fatta godere e a questo punto ariel le sborrò nel culo e subito dopo si accasciò sulla sua schiena.

 

 

 

 
6° capitolo

Fu inevitabile un applauso dei presenti, la sodomia riscuoteva sempre quasi un rapporto privilegiato tra i presenti, ma la cosa x cui restammo sbalorditi fu la dolcezza di quel rapporto contro-natura fatta da un cazzo di quelle ragguardevoli dimensioni eppure riuscì a far godere melinda, che era x lei la 1° volta.
Giorgio si avvicinò a melinda e le disse sei stata fantastica, lei col culo ancora pieno di sborra di ariel baciò appassionatamente il suo ragazzo e si baciarono con trasporto, li lasciammo soli a chiacchierare tra loro, era un momento tutto loro.
Gerard, riprese subito il comando della situazione e dato che eravamo in porto decise che nessuno avrebbe fatto turni di guardia e quindi tutti a nanna.
Il comandante decise che x la notte le coppie sarebbero state:

Gerard e alba

Giorgio e ariel

Katrin e anna

Luis e vanni ?

Mark e norma e luis
Tutti ci ritirammo nelle nostre cabine, certo lo stupore dei presenti fu x l’accoppiata giorgio e ariel, ma il comandante disse: so il fatto mio.
Le coppie si ritirano nelle proprie stanze.
Gerard voleva capire come si poteva avere da un rapporto con alba, e quella notte lo scoprì appieno, il comandante era un uomo sulla sessantina e non aveva certo la ripresa fisica dei presenti anche se anche noi altri che eravamo + giovani avevamo difficoltà a riprenderci dopo quei 2 giorni di chiavate insistenti, dicevo gerard aveva poca sborra nei coglioni, ma la voglia di fare all’amore era come quella di un giovane, appena solo con alba le disse: invertiamo i ruoli tu sei l’uomo ed io la donna, a alba le piaceva sodomizzare gli uomini e la cosa le piacque tanto che non se lo fece ripetere 2 volte.
Gerard baciò appassionatamente alba, le lingue si intrecciarono e si cercarono con avidità, poi l’uomo scese sui seni di alba, erano piccoli ma rispondevano magnificamente alla sollecitazione, poi una mano cercò di intrufolarsi nella sua fica, ma lei decise gli portò la mano sul glande e mimò l’atto della masturbazione, gerard fece di +, si kinò e fece un pompino all’ermafrodito, lei si lasciò cadere sul divano e aprì oscenamente le gambe, ora gerard era padrone delle 2 nature di alba, alternativamente con la lingua leccava gli umori che abbondanti le colavano lungo le cosce e poi inghiottiva con bramosia il suo clitoride o pene ?, certamente la sollecitazione diede i suoi frutti, come donna ebbe 3 orgasmi possenti tanto da farla gridare con veemenza, poi calmatasi le attenzioni si rivolsero al suo pene, ma ad un tratto alba si ricordò di essere anke uomo e allora fece mettere supino a gerard e cominciò a leccargli l’ano, ke era depilato e ke gradiva le attenzioni dell’ermafrodito, tanto ke cominciò ad eccitarsi nuovamente e gli venne il cazzo quasi duro, il comandante voleva girarsi, ma alba gli mise le mani sulle sue spalle e con forza lo fece restare supino.
Iniziò dopo poco la sodomia, alba poggiò delicatamente il suo pene sulla rondella di gerard, il quale contrasse un poco lo sfintere, aveva decisamente paura, era la 1° volta x lui, alba prese della vaselina e si umettò x benino l’asta poi, riappoggiò il suo cazzo sulla rondella di gerard chiamò a viva voce luis e vanni, i quali si erano messi d’accordo con la ragazza, posero le loro mani sulle spalle del comandante e gli impedirono di muoversi, alba iniziò ad entrare lentamente nell’ano inviolato del comandante il quale non riusciva a muoversi sia per la pressione esercitata dai 2 uomini sia xkè alla fin-fine iniziava a piacergli, sentiva ke le sue carni si lasciavano infilare da quella spada di carne e i muscoli si rilasciavano al suo passaggio, gradiva molto quella sodomia, anche xkè si era autoconvinto ki glielo metteva in culo era una donna, cominciava a godere il comandante era 1° volta ma gli piaceva, prese in mano i cazzi diventati duri di luis e vanni e cominciò a smanettararli, poi kiese a vanni di avvicinarglielo alla bocca e cominciò a sbokkinarlo, certo a vedere la scena era davvero incredibile: la ragazza di vanni (ermafrodito) inculava gerard e vanni il ragazzo di alba veniva spompinato da gerard; luis si mise in disparte e si gustava la scena in religioso silenzio.
Poi cambiarono i posti vanni si mise alle terga di gerard e alba si fece spompinare dal comandante, il quale risultò essere un’ottimo amante passivo, fece un pompino ad alba ke restò incantato dalla maestria della lingua dell’uomo, nel contempo vanni se lo inculava con decisione, ad un cenno di vanni prese il suo posto luis il quale affondò il suo cazzo divenuto durissimo nelle carni di gerard, il quale avvertì della spinta diversa ma fece finta di nulla, poi vanni si pose di fianco alla sua ragazza e gerard li sbokkinò a dovere fino a farseli venire in bocca, nel contempo anke luis veniva nel culo del comandante ed anke lui ebbe un violento orgasmo, la notte x i 4 finì lì.

Fotografando mia madre

Fotografando mia madre.

AUTORE mark56

L’estate in cui mi diplomai, io e mamma ci trasferimmo a Santa barbara dallo Iowa così da permetterle di trovare un lavoro migliore.
Ci sistemammo giusto in tempo perché mi iscrivessi al college. Avevo 18 anni.
Feci subito molte amicizie soprattutto tra i ragazzi. Di ragazze ce n’erano molte ma non ebbi alcuna occasione con loro nei primi mesi. Nel secondo semestre il consiglio accademico decise di farmi frequentare un corso di fotografia in quanto tra tutti quelli proposti sembrava il più comodo. In effetti mi allenavo moltissimo nella squadra di pallacanestro e il tempo da dedicare alle altre attività era ridotto al minimo. Così mi registrai per “composizione fotografica”.
Il professor Levy, l’insegnante, era un tipo molto simpatico: sembrava un reduce della comunità hippy degli anni ‘60. Diceva che gli piaceva insegnare perché gli studenti lo aiutavano a rimanere giovane. era una persona molto brillante ma scoprimmo subito che il suo corso sarebbe stato tutt’altro che leggero. la prima lezione si basava sugli oggetti della fotografia e sull’importanza delle emozioni a scapito della tecnica. Il primo compito che ci diede fu di scattare 240 ritratti di gente comune al lavoro. L’oggetto non aveva nulla di artistico, bisognava solo catturare la realtà che stavano vivendo. Ci disse che chi avrebbe fallito questa prima prova aveva già fallito il corso.
Solo 13 dei 37 studenti iniziali tornarono in classe due giorni dopo. Levy era palesemente felice: ora sapeva di avere un gruppo di fotografi affidabili. Quando portai i miei lavori non mi aspettavo complimenti o strette di mano ma finirono con l’essere i più apprezzati insieme ai lavori di Dianne Chu una graziosa cino-americana che si era fatta aiutare da suo fratello, un poliziotto di S. Barbara.
Per il secondo incarico il Professor Levy ci diede 20 giorni di tempo perché sapeva che stavolta occorreva pianificare il lavoro. Il compito era di fotografare una o più persone di sesso opposto nude. Di nuovo 240 ritratti. Ma c’era dell’altro: le foto devono essere tutte della stessa persona o gruppo, quindi era assolutamente proibito infilarsi in una colonia di nudisti e fotografare a caso 240 persone diverse.
La seconda regola era niente genitali perché l’obiettivo non era il sesso ma l’umanità spogliata della sua protezione.
Terzo, vietato fotografarsi a vicenda.
Per quelli che potevano permetterselo, Levy consigliò dei modelli professionisti, ma solo come ultima spiaggia.
Quella sera ero molto nervoso a cena e mamma mi chiese se era tutto ok. Le dissi di si ma lei insistette e così le spiegai che non avevo idea di chi fotografare perché le nostre finanze non ci permettevano inutili sperperi. Così le confessai che avevo intenzione di abbandonare il corso.
Mamma ci pensò su qualche secondo poi cambiò discorso.
Parlammo d’altro per alcuni minuti ma la mente di mia madre sembrava da tutt’altra parte. Finalmente tornò all’oggetto dei suoi pensieri.
“Kyle… che ne pensi di me?” chiese.
“cosa penso di te… cosa?” risposi.
“Che ne diresti di fotografare me, Kyle?”
“Nudaaa?”
“Si, sciocco… completamente nuda!”
“Mamma… non so… non ti sentiresti a disagio?”
“Non se sarai tu a fotografarmi. Non potrei. Tu invece?”
“Beh, francamente penso un po’ si…”
“Perché? Non credo di essere tanto sgradevole. Me la cavo ancora piuttosto bene per essere una 37enne madre di un ragazzo ormai adulto”.
“No, non è per questo… tu sei bellissima e hai un corpo delizioso. E’ solo che… insomma, sei mia madre!”
“Chi meglio di me da ritrarre, Kyle? Inoltre… ho sempre desiderato farmi fotografare nuda da un fotografo professionista!”
“Ma io non sono un professionista, mamma. E non ho mai pensato a te sessualmente… non so se sarebbe giusto vederti sotto questo punto di vista…”
“Kyle, in non ti sto chiedendo di venire a letto con me e far l’amore come marito e moglie. Voglio solo essere la tua modella, che mi scatti delle foto… e non lo faccio solo per aiutarti. Te lo chiedo perché voglio essere guardata, ammirata… e… apprezzata… perché mi piace.”
“Uhmmm… Ok”
Mamma voleva cominciare subito ma la cosa richiedeva un minimo di pianificazione: decidemmo di scattare la prima sessione durante il primo fine settimana e di utilizzare il secondo in caso di emergenza.
Avremmo utilizzato invece le serate per scattare qualche foto di prova e almeno all’inizio per prendere confidenza con quella nuova situazione.
Il giorno dopo, a cena mamma era evidentemente euforica ed eccitata e servì il vino in tavola, cosa che faceva raramente. Dopo mangiato andò subito a cambiarsi mentre io preparai la macchina fotografica.
Quando tornò rimasi a bocca aperta: sapevo che era andata a spogliarsi e che l’avrei vista apparire forse solo con un asciugamano a coprirle le tette e la fica, ma in realtà mi aspettavo di vederla nel solito accappatoio bianco che indossava sempre dopo la doccia. Ma non stavolta! Si presentò davanti ai miei occhi con un impalpabile baby-doll celeste! Rimasi senza fiato e mi spaventai anche: per la prima volta vedevo mamma come una femmina. Dimostrava 10 anni di meno e non aveva una curva fuoriposto anzi, sembrava che il tempo l’avesse addirittura resa più affascinante. Le sue gambe erano oltraggiosamente belle e non potei fare a meno di fissargliele.
Mi vide turbato ad osservarla in piedi seminuda, vide il mio sguardo stupito… e le piaceva.
“Mio piccolo Kyle, sbaglio o quello che stai vedendo ti intriga?”
Credo che balbettai qualcosa come:”…si, io…” o comunque una frase altrettanto stupida.
“Kyle, tu non hai idea quanto mi faccia sentir bene essere apprezzata dal mio giovane figlio. I tuoi sguardi mi fanno sentire davvero una donna speciale. Grazie, miele.”
Poi si avvicinò con passi leggeri e mi baciò sulla guancia. Non poté evitare che una delle sue mammelle si schiacciasse contro il mio braccio e si scusò subito. Le dissi che era tutto ok, ma in realtà la mia erezione era ok!
Si allontanò solo di 4 o 5 passi da me, quelli necessari perché i miei occhi potessero guardarla completamente senza perdermi un centimetro del suo corpo. Si tolse lentamente il baby-doll e osservò con uno sguardo profondo la mia reazione. Si girò per posare l’abitino sulla poltrona e i suoi movimenti sembravano quelli di un’esperta fotomodella e quando si piegò mostrandomi sfacciatamente il culo andai letteralmente in estasi.
“Che ne pensi? Credi che sarò all’altezza?”
“Oh Dio, mamma… hai classe da vendere! Sei incredibile!”
Mi sorrise e potrei dire con assoluta certezza che la mia reazione l’aveva resa felice. I suoi atteggiamenti sexy non erano stati casuali, voleva sentirsi dire che era ancora una donna stupenda e io lo feci. E non mentivo.
Il lavoro procedeva lentamente e un po’ a caso. Mamma posò sul divano e davanti al focolare, usando il baby-doll per coprire le zone strategiche nelle inquadrature frontali e nella maggior parte dei casi era completamente nuda, coperta solo dalla particolare angolatura di fuoco. Quasi tutte le foto la ritraevano infatti di spalle, quindi sia le morbide tette che il curatissimo cespuglio erano perfettamente celati e lasciati all’immaginazione dello spettatore, che era esattamente ciò che volevamo. Per me, però, la mia spettacolosa mamma era completamente disponibile e non sembrava minimamente imbarazzata… anzi sembrava provar piacere!
Riuscire a concentrarmi sul lavoro diventava ogni minuto più difficile: non ero affatto abituato a vedere mamma nuda. Non ero vergine ma una donna tanto eccitante che si espone con tanta disinvoltura al mio sguardo non m’era mai capitata. Ebbi un’erezione. Grazie a Dio indossavo dei jeans sufficientemente stretti per tenerla a bada, non abbastanza comunque da occultare la taglia abbondante del mio pene curvatosi sotto la stoffa e subito notato da mia madre. Ma in ogni caso non disse nulla.
Cercai in ogni modo di rallentare il lavoro e di far durare il più possibile quel rullino da 24 ma durante gli ultimi scatti notai un cambiamento in mia madre: per tutta la serata era stata molto allegra e aveva sempre sorriso di fronte all’obiettivo. Ma ora le sue occhiate stavano diventando più serie. Mi guardava sempre più intensamente ma ogni qualvolta spostavo l’occhio dall’obiettivo per ammirarla meglio, il suo sguardo cambiava direzione. Non che mi illudessi di qualcosa ma la situazione non era molto distaccata nemmeno da parte sua: aveva i capezzoli duri!
Dopo aver scattato l’ultima foto e riavvolto il rullino non riuscii a resistere:
“Hai freddo, mamma? Forse è meglio che ti copri prima che geli!” riferendomi neanche tanto velatamente ai suoi capezzoli.
Capì perfettamente a cosa mi riferissi, li guardò e disse:” oh, questi…? No, non ho affatto freddo. Sono semplicemente eccitata. Mi eccita guardarlo così”.
“guardarlo.. cosa, mamma?” dissi
“Quello, Kyle. Il tuo cazzo duro. Vederlo così mi fa impazzire. E’ meraviglioso sapere che ti piace quello che hai davanti agli occhi… sono bagnata, miele!”
“Uh… ok, mamma… credo che… ecco, sarebbe meglio che ti coprissi…” borbottai.
“Perché? A me piace stare così e so che a te piace guardarmi. Che c’è di sbagliato?” così dicendo portò le mani alle tette e si accarezzò i capezzoli duri.
“Ooohh… era da tanto che non mi eccitavo così…”
Ero senza parole. Bofonchiai qualche scusa e corsi via in bagno, non a fare pipì, ovviamente. Avevo bisogno di schizzare lo sperma prima di commettere una pazzia. Quando tornai nella stanza, mamma se n’era già andata.
Tornò alcuni minuti dopo completamente vestita. Beh, forse non è esatto dire “completamente”: indossava un vecchio paio di jeans e una T-shirt bianca ma sotto non aveva il reggiseno. Era sicuramente segno di un grosso cambiamento in lei perché non aveva mai rinunciato a metterlo e lo toglieva solo per andare a dormire. Ora invece le sue deliziose tette dondolavano ogni volta che muoveva un muscolo. Ci sistemammo sul divano a chiacchierare e per fortuna la posizione che assunsi mascherava discretamente la mia nuova erezione ma non poteva nasconderla del tutto all’occhio attento di mia madre.
Poi finalmente mamma portò il discorso sui binari dei miei pensieri.
“Kyle… ma io ti rendo nervoso? Ti faccio sentire a disagio?”
“Si, mamma… mi dispiace ma non sono per niente abituato a vederti come stasera…”
“Capisco… neanch’io ti avevo mai visto come stasera. Ma la sai una cosa? Mi piace e mi rendo conto che piace anche a te. In fondo per un ragazzo è normalissimo prendersi una cotta per la propria mamma e non vedo perché proprio io dovrei privarti della visione delle mie tette del culo e della vagina, miele. Io e te siamo troppo ansiosi, sempre seri e non ci concediamo mai un divertimento, abbiamo bisogno di rilassarci un po’!”
“Hai ragione, mamma. Ma cerca di capirmi, io non ti ho mai vista come stasera e non semplicemente perché hai posato nuda per me, ma per come sei adesso, qui! Hai sempre indossato il reggiseno ma ora non lo porti e… e vedo le tette che si muovono… così mi farai diventare matto…”
“Oh, non devi lasciarti trasportare così, Kyle. Io non credo che potrei farti ammattire e sono felice che ti piace il mio corpo. Non credo affatto che tu possa perdere il controllo tanto facilmente.”
“Dici? Io non ne sono tanto sicuro… la verità è che… sei una strafica e se non fossi mia madre ti salterei subito addosso…”
“Anche tu sei molto arrapante, Kyle. Ma se tu non fossi mio figlio non avresti alcuna possibilità di saltarmi addosso: sarei io a stringerti tra le braccia e a baciare e leccare tutto il tuo corpo…”
Risi. In parte perché era divertente ma soprattutto perché ero realmente nervoso. La ringraziai ma ero certo che scherzasse. Mamma rispose che non scherzava mai del tutto. Che era contenta di come ero venuto su, alto, forte e bello. Mi disse che avevo un bel corpo e un gran bel culo e che era orgogliosa del modo in cui la guardavo.
“E… mio dolce bambino studioso, dalla sporgenza che vedo credo anche che tu abbia un cazzo abbastanza grosso da far felice qualunque donna!”
Rise allegramente e poi disse che era tempo d’andare a dormire. Ci abbracciammo e le diedi un bacio sulla guancia, come avevo sempre fatto. Questa volta però mamma strofinò intenzionalmente le mammelle sul mio torace.
“Oops, spiacente!” mi disse con voce flautata, le dolci labbra dischiuse a pochi millimetri dalle mie e il profumo selvatico del suo corpo a confondermi i sensi. Mi accarezzò i capelli con le mani e mi baciò quasi sulla bocca mentre senza accorgermene le avevo messo le mani sulle natiche.

Prosegue…

Madre e moglie troia – Wilma, Piero e Papa’ Osvaldo

TITOLO: Madre troia, marito e figlio arrapati.
AUTORE : mark56

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Dopo alcuni minuti di silenzio Wilma lo abbracciò con quelle sue enormi tette burrose schiacciate contro la sua schiena e disse “Piero, amore, ora credo di essere una bella troietta vero?” “si mamma, si” rispose il figlio sorridendole “bene.. allora senti… io…direi…che il tuo cazzo è bellissimo ma… a te piacerebbe scoparmi insieme ad un altro uomo?” Piero si girò e il pensiero lo eccitò subito “certo mamma.. ma.. non vedo chi…- è pericoloso!”. Wilma gli sorrise e allungò la mano verso il suo cazzo moscio “vedi, io con tuo padre non ho mai… .ehm.. mai fatto queste cose, ma sono sicura che lui.. insomma a lui non… -”ma che dici mamma, papà si infurierebbe se lo sapesse” – no.. non credo.. ma tu avresti qualcosa in contrario?” – no.. no.. ma.. anzi sarebbe eccitante” e Piero si figurò con suo padre a stantuffare sua madre. “Bene, allora mercoledì notte vedrò di organizzare una bella festicciola” sorrise Wilma guardando il figlio.
Mercoledì sera erano tutti e tre, padre, madre e figlio a guardare un noioso programma alla televisione. Come aveva concordato con la madre, alle 22 Piero si alzò “allora, io vado a letto, buonanotte” e avvicinandosi alla mamma le dette un bacio prolungato sulla guancia, molto vicino alla bocca, poi salì in camera sua. “perché non andiamo anche noi caro?” chiese Wilma al marito “ho in mente una cosina… “. Osvaldo la guardò e le sorrise, pensando che fosse parecchio intraprendente per i suoi standard (quelli che lui credeva essere i suoi standard) “certo cara, avviati che ti raggiungo tra poco” lei si alzò, gli sorrise e se ne andò, accentuando l’ondeggiare del suo sedere “accidenti, mi sa che stasera è su di giri… .hehehehe , meglio così”.
Wilma entrò in camera, si spogliò completamente, poi indossò le sue calze col reggicalze che aveva comprato per l’occasione e si stese languidamente sul letto, con la luce piccola sul comodino accesa. Quando Osvaldo entrò e la vide così, con le sue belle tette esposte, la peluria folta della sua fica in vista e le cosce leggermente divaricate, ebbe un sussulto “accidenti… .” riuscì solo a dire . Lei gli sorrise e si passò la lingua sulle labbra “ti piace, stallone?” “certo… certo” balbettò lui “e allora vieni qui, vediamo se il tuo cazzo riesce ancora a rizzarsi come ai bei tempi”. Lui trasalì “ma… che dici… ” non aveva mai parlato così sua moglie ma comunque… si il suo cazzo era durissimo come non era da tempo. Lui si avvicinò e si slacciò i pantaloni, poi si mise sul letto. “Sono così arrapata amore… .voglio prendertelo in bocca, vuoi?”. Lui sobbalzò “magari… si, credo… .”; allora lei si avvicinò e si abbassò su di lui, calandogli le mutande.
Appena vide entrare nella camera il padre, Piero si spogliò e si avvicinò alla stanza dei genitori, guardando dentro. Vide sua madre che, lentamente calava le mutande a suo padre e vide saltar fuori un cazzo veramente grosso e incredibilmente diritto… sicuramente era un po’ più lungo del suo e decisamente più spesso. “Mhhh.. com’è grosso il tuo cazzo caro… voglio spompinarlo”; lui la guardò, eccitatissimo dal fatto di scoprire una moglie così diversa “si, prendilo in bocca, fammi un pompino!” le disse. Lei gli sorrise e Piero la vide tirar fuori la lingua e cominciare a leccare l’asta del marito “uhhh che bello… cara è bellissimo” “mmhh.. si, guardami, ora mi sditalino mentre te lo prendo tutto in bocca” e così dicendo inghiottì prima la cappella rossa, poi l’asta, centimetro dopo centimetro, facendosela scorrere tra le labbra mentre la sua mano cominciava a lavorare sulla fica; il cazzo di Piero si inalberò maestoso guardando sua madre spompinare suo padre. “Uhhhh… dio… dio.. che fai… siiiii, pompami il cazzo!” e lei non aveva certo bisogno di incitamento visto che lavorava con passione su quel manfano, facendo frullare la lingua sulla cappella.
Poi smise di pomparlo e cominciò a leccargli le palle, delicatamente; Piero si era preso in mano il cazzo e se lo menava lentamente “sei proprio una troia mamma” pensò. Wilma sollevò gli occhi, sempre leccando e sorrise al marito; lo aveva in pugno, lì col suo cazzone arrapato, senza inibizioni ed era eccitatissima al pensiero che il figlio stava a guardarla mentre lei spompinava il padre. “Osvaldo, senti… ” cominciò lei “si.. dimmi… dimmi tutto ma leccamelo” “senti Osvaldo, cosa diresti se ti dicessi che quello che sto facendo a te l’ho fatto a nostro figlio?”. L’uomo spalancò gli occhi, sbigottito, stette una attimo fermo, poi scattò a sedere “che cazzo dici… che stai dicendo… ” balbettava. Wilma gli sorrise ancora “fino ad oggi non hai mai scoperto che moglie troia avevi… si, ho fatto un pompino a Piero, nostro figlio, e non solo” “che… .che!” il cazzo di Osvaldo ora era mezzo moscio. Piero, intanto si stava masturbando con furia. “Si amore, mi sono fatta anche scopare e sapessi come ho goduto col suo cazzone nella fica” e continuò a sorridere mentre pian piano menava il cazzo del marito che ridiventava duro “Wilma.. io… non capisco” “però sento che il raccontino ti ha fatto un certo effetto!”; ora l’uccello di Osvaldo era di nuovo durissimo, le sue palle gonfie. Wilma tornò a farselo scorrere in gola mentre il marito stava lì, senza pensare, voglioso solo di godere.
“Osvaldo, se ti dicessi che Piero è lì dietro la porta che ci guarda e sta per entrare per fottermi che ne diresti?” “Wilma… ..cazzo, zitta e lecca… … troia” aggiunse poi come liberato: Wilma rise e fece cenno a Piero; era arrivata l’ora. Piero entrò nella stanza e accese la luce grande. Ci fu un minuto di silenzio, padre e figlio si guardarono. “Sai papà, succhia bene questa troia di mamma?” Osvaldo non rispose, annichilito “ti dispiace se mi faccio dare una leccata all’uccello?” e si avvicinò. “Amore, vieni qua” squittì Wilma e si sporse dal letto imboccandosi il cazzo svettante di Piero che puntava la cappella verso di lei. “Uhhh.. come succhia la maiala.. mmhhhh è proprio brava” “mmhh.. gghh… siii, mi piace il tuo cazzo in gola” rispose lei continuando a spompinarlo mentre gli divorava la cappella. “Rilassati papà… stai qui e goditi lo spettacolo, poi se vuoi la facciamo godere insieme”. Osvaldo era come inebetito, ma il cazzo gli faceva male da quanto era duro.
Poi Wilma si stese supina “avanti Piero, imboccami da sopra” “certo mamma !” ghignò il figlio mentre le balzava a cavalcioni sul petto. Le poppe di lei si schiacciarono sulle chiappe del figlio e il suo pisello si offrì prontamente alla sua bocca. Appena lei la spalancò Piero ci immerse il cazzo e cominciò lentamente a muoverlo. In breve tempo Piero pompava nella bocca della mamma a ritmo forsennato, sprofondandole tutto il cazzo in bocca e sentendo la cappella che scivolava lungo la gola di lei. Wilma intanto stava con le gambe larghe e con tre dita si stuzzicava la fica che, come al solito, era bagnatissima e produceva un rumore strano.
Poi Wilma afferrò il cazzo e se lo sfilò di bocca “avanti Piero, ora scopami un poco tra le tette” “con piacere mamma, sono così polpose… “. Si prese il cazzo, lo infilò tra le morbide montagne di carne, le richiuse intorno ad esso e cominciò a scopare quelle mammelle chiudendo gli occhi mentre lei saettava la lingua a lambire la cappella che spuntava verso la sua bocca.
Wilma si girò verso il marito che guardava la moglie e il figlio fare l’amore, gli guardò il cazzo che si ergeva monumentale e gli sorrise mentre l’uccello del figlio continuava a strofinarsi nel solco delle sue mammelle e le strusciava la faccia “amore.. vuoi stare lì impalato o ti decidi a leccarmi la fica?”: Osvaldo si mosse come un automa e andò a leccarle la passera “ahhh.. siiiii.. ecco, mi sta leccando la topa il tuo paparino”. Piero sorrise e le ficcò la cappella in bocca “zitta e godi, troia!” rispose.
Osvaldo era eccitatissimo; le prese in bocca il clitoride, poi cominciò a fare andare la lingua su e giù per il solco della vagina, sempre più forte, più veloce “mmhh.. gghh.. dio come lecchi bene” bofonchiò Wilma con il cazzo del figlio in bocca “si, certo puttana… godi.. troiaaa” ululò Osvaldo ormai coinvolto e, deciso, infilò il dito indice nello sfintere della moglie “uughhh.. ahiii” Wilma quasi morse l’uccello del figlio “ehi, cagna, che hai?” chiese Piero “quel porco di tuo padre mi ha infilato un dito nel culo.. e sentissi come lo muove.. uhhhh”. In effetti Osvaldo, sempre leccando e bevendo dalla fica, muoveva il dito nello sfintere della donna. “Bene, pare che si sia svegliato” disse Piero che aggiunse voltandosi verso il padre “ehi papà, che ne dici se le facciamo succhiare due cazzi insieme a sta maiala?” “certo, non vedo l’ora… .facciamola godere”.
Wilma rimase sdraiata e alzò la testa con un cuscino mentre suo marito e suo figlio si ponevano ai suoi lati, i cazzi svettanti vicino alla sua bocca. “Avanti, datti da fare e succhiaceli!” ordinò Piero “con vero piacere.. mmhh.. come sono belli” disse Wilma sorridendo.
La sua bocca avida inghiottì il pisello del figlio, fino in gola, tanto che sentì le sue palle sbatacchiarle sul mento mentre lui la scopava in bocca “mhhh.. papà, sentissi come succhia, e se lo prende tutto in gola.. guarda, fino alle palle!” “avanti, ora succhia il mio brutta troia”, le girò la testa e le infilò brutalmente la verga tutta in gola “mmhh.. ggghhh” bofonchiò lei, eccitatissima dal trattamento che figlio e marito le riservavano. Per almeno 10 minuti fu costretta a girarsi a destra e sinistra, dal cazzo di Osvaldo a quello di Piero e a spompinarli fino in gola, mentre loro le sbatacchiavano i manfani in gola incuranti delle sue urla. Intanto padre e figlio si scambiavano commenti osceni che la facevano eccitare ancora di più “Ehi Piero, tua madre e davvero una porca, sentissi come muove la lingua sulla cappella” “mhh.. lo so… senti qua.. uhhh.. dai mamma, dai, succhia”.
Poi lei se li tirò fuori e, mentre li masturbava sorridendo disse “ti prego Osvaldo scopami davanti a tuo figlio daiiii” “certo, certo”. Scivolò in basso, le puntò la cappella sulla fica e, mentre lei bofonchiava inghiottendo le palle del figlio spinse dentro di lei sprofondando il suo uccello enorme tutto entro la sua passera “ahh.. uhhmmm… .bello” sospirò lei e cominciò ad agitarsi mentre il marito con veemenza pompava in lei e, chinato, le baciava le tette e le mordicchiava i capezzoli “com’è la sua fica papà?” “mhh.. fantastica… è un lago”.
Dopo 5 minuti Wilma parlò “dai Osvaldo, ora scopami a pecorina mentre Piero me lo ficca in bocca da davanti” “come vuole signora” rispose lui e, estraendo il cazzo dalla fica aspettò che lei si posizionasse. Wilma si alzò e, agitando quelle belle chiappe, mise il culo verso il cazzo del marito “avanti stallone, montami” disse e un minuto dopo il marito era dietro di lei, ancorato ai suoi fianchi che le pompava in fica “dai mamma, attaccati” disse Piero porgendo alle sue labbra la cappella rossa “aumm… buono” e si prese il cazzo tutto in bocca. I colpi del marito da dietro la facevano ballonzolare e lei, a ritmo, scorreva con le labbra sul cazzo del figlio, mugolando.
“Accidenti Wilma.. hai davvero un bel culo robusto… ehi Piero, che ne dici se ce lo facciamo” “cazzo papà.. vuoi che inculiamo mamma.. fantastico, ma chissà che ne pensa lei”. Wilma smise di ciucciare la mazza e protestò “no.. il culo no.. ho paura” “zitta porca” disse il figlio mentre, prendendola per la nuca, la costringeva a inghiottire nuovamente il cazzo “te fai cosa diciamo noi e noi abbiamo deciso di incularti, capito?” aggiunse “ehi papà, scommetto che ha già goduto” “almeno 3 volte a giudicare dalle contrazioni della fica”. Ed era vero: con i cazzi del figlio e del marito che la stantuffavano Wilma aveva già avuto 4 orgasmi.
“Forza Piero, vieni qui e vediamo che possiamo fare con questo culo”. Mentre il figlio andava dietro di lei Wilma protestò “no.. vi prego, nel culo no” ma ne aveva una voglia pazza “papà, lo sai che l’ho scoperta che ci si ficcava un vibratore nel culo?” “davvero? E fa tante storie… l’unica cosa che ti concediamo è scegliere chi ti inculerà per primo” “Piero.. deve essere Piero” rispose Wilma pensando che il figlio aveva il cazzo un po’ più piccolo.
“Bene, guarda qua che bel buchetto papà… prima io gli ci infilerei un dito.. tu tienile aperte le chiappe”. Osvaldo le divaricò le natiche mentre Piero inseriva un dito e cominciava a farlo andare avanti e indietro “siii.. bello aperto.. mmhhh” “dai, metticene un altro ecco.. cosìììì” disse Osvaldo mentre il figlio inseriva anche il medio dentro il retto della madre con facilità. Wilma mugolava sbrodolando in continuazione dalla fica “ohhh.. siiii.. che mi fate porci..vi piace il mio buco di culo, vero?” “è fantastico mamma.. guarda come si apre.. uhhhhh”.
“Avanti Piero, dai, è l’ora di incularla”; Piero si posizionò dietro la mamma e poggiò la cappella sul tenero forellino mentre il papà stava lì a guardare. “Ora te lo sfondo mamma, ora te lo ficco nel culo” “si, dai, spaccami il culo.. ohhhh.. aahhhiii” Piero spinse e sentì l’anellino di carne che gli avvolgeva la cappella “papà.. cazzo, la sto inculando, sto inculando mamma” “si.. forza, infilaglielo di più, spaccaglielo tutto!” lo incitò il padre mentre lui, con una botta decisa, entrava nel retto della madre fino alle palle. Wilma, quando sentì i coglioni del figlio schiacciarglisi sulle chiappe urlò “uhhh.. mi sei nel culo.. dio.. mi hai messo tutto il cazzo nel culo… daiiii”.
Piero la prese per i fianchi, si chinò su di lei e le baciò il collo, sussurrandole all’orecchio “lo senti il cazzo mamma?” “mhhh… siiii” rispose lei “avanti ora, comincia a fottermi il culo” “certo, ma intanto vedi di aprire la bocca e di spompinare papà”. Poi Piero le guardò le chiappe, estrasse lentamente l’uccello e lo riaffondò dentro, poi ancora, ed ancora; in breve tempo stava inculando sua madre con un ritmo notevole. Wilma intanto sentiva il retto invaso dal cazzo del figlio e la cappella di lui che, trionfalmente, le scorreva contro le pareti. Voleva urlare, esprimere tutta la sua foia per essere sodomizzata dal figlio, impietosamente, ma non poteva perché il marito le piazzava fino in gola il suo pisello, tenendole la testa ferma e letteralmente scopandola in bocca “lo senti come ti incula tuo figlio? E’ questo che volevi vero, vacca?” “mhhh.. mmhhh” mugolò lei “avanti Piero, faglielo sentire nelle budella il cazzo.
Ora Piero stantuffava il culo della madre come un disperato; la montava nel retto mentre le strizzava le chiappe e si godeva lo stretto sfintere che sentiva avvolgergli l’asta; poi lo sentì contrarsi ritmicamente mentre la mamma emetteva dei gorgoglii dalla gola occupata dal cazzo di Osvaldo “Ehi Piero, che le stai facendo, mi sta frullando la lingua sulla cappella che è un piacere.. uhh.. una vera succhiacazzi” “papà, mi sa che è venuta questa troia, ho sentito il buco del culo che mi si strizzava” rispose Piero “sei venuta, cagna?” chiese Osvaldo “mmhh.. gghhhh.. ggglll” borbottò Wilma; allora il marito gli tirò fuori il cazzo dalla bocca mantre Piero smetteva di pomparle in culo “ahhh.. siiii.. il cazzo di mio figlio nel culo mi ha fatto sbrodolare come una vacca” urlò.
“Bene amore, allora vediamo se ti organizziamo un gran finale!” disse Osvaldo sorridendo “Piero, smetti di incularla e stenditi, così lei si impala sul tuo cazzo”. Piero ubbidì e si stese sul letto, il cazzo all’aria, svettante “mammina, forza, è qui che ti aspetta” disse Piero carezzandosi la verga. Wilma senza pensarci due volte allargò le gambe e si fece sprofondare il cazzo del figlio nella passera con un mugolio “mmhhhh.. che bello” e poi si abbassò cominciando a slinguare furiosamente Piero che si godeva il caldo della sua fica arrapata avvolgergli l’uccello.
“Scusa amore, ti dispiacerebbe alzare la testa e inumidirmi un po’ il cazzo?” Wilma sentì la voce del marito e, sorridente, si alzò al livello del suo cazzo che troneggiava sopra di lei “con molto piacere amore” rispose e tirando fuori la lingua cominciò a lappargli prima la parte inferiore, poi la parte superiore della cappella, e infine tutta l’asta mentre il figlio, lentamente, muoveva il suo membro dentro e fuori la fica della mamma i cui umori colavano sulla verga facendola brillare. “Bene Wilma, credo che possa bastare, mi sembra abbastanza umido” disse Osvaldo mentre sfilava il cazzo dalla bocca famelica della moglie. Piero guardò il padre e capì le sue intenzioni “papà, non dirmi che… .” “certo figlio mio, questa troia avrà quello che merita” poi, rivolgendosi alla moglie “preparati cara, stai per gustarti i cazzi di padre e figlio insieme. Wilma sbarrò gli occhi e cercò di protestare “no Osvaldo, dai… ho paura.. no..” “stai un po’ zitta e continua a cavalcarti il cazzo di tuo figlio” rintuzzò lui mentre si collocava dietro di lei.
Wilma cercò addirittura di alzarsi, ma Piero la prese prontamente “calmati mamma, vedrai che sarà bellissimo… di la verità, anche a te attira l’idea”. Lei lo fissò negli occhi e annui “ma fai piano Osvaldo, ti prego” “faccio come voglio.. intanto smettila di muovere il culo sennò non posso sfondartelo!” disse lui mentre si inumidiva un dito e lo passava sull’ano della moglie. “Piero, avvicina un poco le gambe… ecco.. bravo così… e tu rilassati, troia!”. Piero si fermò e con le mani raggiunse le chiappe della mamma, allargandole “ecco papà, te le allargo così le puoi entrare dentro bene”. Osvaldo si afferrò il cazzo e appoggiò la cappella sullo sfintere che emergeva netto tra le natiche di Wilma bene allargate “ecco… ora te lo metto in culo… ..si… ecco.. ahhhhh” e con queste parole la cappella di Osvaldo sparì nel retto di Wilma che la accolse senza eccessiva difficoltà “mhh.. piano… fai pianooooo” urlò lei mentre lui, lentamente inseriva la sua verga dentro il culo “ecco, cazzo come sta entrando… mmhhhh… .uhhhh” “si, dai papà, dai, ficcaglielo tutto dentro, dai, spacca il culo di mamma”. Wilma fissava il figlio negli occhi mentre sentiva il cazzo del marito, enorme, che per la prima volta si faceva strada tra le sue chiappe; gli faceva un po’ male, ma rilassò bene i muscoli dello sfintere e lo accolse, finchè il pelo del pube di lui non le solleticò le chiappe; anche Piero se ne accorse “mamma, ce lo hai tutto dentro, ti piace eh?” “mmhh… siiiiiiiii” sussurrò lei abbassandosi e passandogli la lingua sulle labbra “mi piace… mi piace prendermi due cazzi nel culo e nella fica… ohhhhhh”.
“Dai papà, comincia a incularla” disse Piero e subito Osvaldo, arrapatissimo al pensiero di stare penetrando il culo della moglie, cominciò lentamente a sodomizzarla, facendo scorrere il suo cazzo dentro e fuori il retto di lei “forza Piero.. dai, muoviti anche tu, stantuffiamola insieme” incitò Osvaldo. Padre e figlio cominciarono a pompare la donna, uno in culo e l’altro in fica, con due cazzoni enormi e durissimi. Osvaldo le percorreva il culo e sentiva il cazzo di Piero che quasi toccava il suo, sprofondando nella passera della madre. Wilma era impazzita dal piacere, si sentiva completamente aperta, posseduta, con i due cazzi che sentiva scorrerle in corpo, fica e culo aperti a dismisura: cominciò a mugolare selvaggiamente “uhhh.. mmhhh… ahhhh… siiii.. li voglio, li voglio tutti… sono la vostra troia.. ahhhhh come godo… .” “si.. ti sfondo il culo… Piero, sentissi come si contrae… .dai ti sento il cazzo!” “anch’io papà.. ahhhhhhh… che bellooo… “.
Il corpo muscoloso di Osvaldo montava la moglie mentre lei era schiacciata sul robusto corpo del figlio, i suoi enormi seni sul petto di lui che, con le braccia muscolose le pastrugnava le chiappe, impietosamente violate dal cazzo del padre.
La possedettero così, in sandwich per almeno 10 minuti, instancabili; lei si muoveva come un’ossessa, voleva che i due cazzi non smettessero mai di violarla, di aprirla; raggiunse tre intensissimi orgasmi, ululando senza ritegno o slinguando il figlio e il marito, mentre il suo corpo era schiacciato da quello del marito e del figlio.
“Papà.. non ce la faccio più, sento il cazzo che mi scoppia… che facciamo, io un’ ideina ce l’avrei” “dimmela” “be, io direi di farla mettere in ginocchio e di scaricarle in faccia tutta la sborra” “oh.. si.. si, la voglio, voglio che mi sborriate in faccia… porci, maiali” “ok figlio, mi sa che anche lei è d’accordo” ed estrasse il cazzo dal martoriato culo della moglie che produsse un suono strano -plop-. Wilma si alzò e aprì il comodino estraendo il grosso vibratore nero. “Avanti mamma, in ginocchio che il cazzo mi sta per scoppiare”. Wilma si mise in ginocchio sul letto impalandosi sul dildo “Mhhh.. ohhh.. voglio venire anch’io quando mi ricoprirete la faccia di sborra” urlò dimenandosi sull’uccello finto. Padre e figlio si misero ai lati di lei e cominciarono a menarsi i cazzi. “Dai Piero, vediamo di ricoprirla” “sii.. datemela, fatemi annegare nella vostra sborra” ululò le mentre si muoveva sul dildo facendoselo sparire nella vagina. Si prese in bocca il cazzo di Piero e cominciò a succhiarlo con foga, poi passò a quello del marito, facendoselo scorrere fino in gola. Per lunghi minuti la donna lavorò instancabilmente sugli uccelli del marito e del figlio, passando dall’uno all’altro o leccandone le cappelle che si agitavano davanti alla sua bocca famelica “forza, venite… daiiiii… schizzate… sborratemi tuttaaaaa” urlava saettando la lingua. “Papà.. eccomi.. cazzo sto per sborrare, le sto per scaricare in faccia… uhhhh.. mamma… bevimiiiiii”; Wilma si girò prontamente e aprì la bocca. Piero le mise la cappella dentro e cominciò a masturbarsi velocemente e dopo poco copiosi schizzi di sperma caldo sgorgarono “ahhh.. siii, mamma, ti faccio bere la mia sborra.. guarda papà.. ssiiiiii”. La bocca di Wilma cominciò a riempirsi; lo sperma caldo e densissimo del figlio le colava dappertutto e lei lo collezionava in bocca, diligente. Un torrente di lava la colmò e rivoli di sperma cominciarono a scivolarle dagli angoli della bocca “ggllu.. ggllllub” mormorò. Alla vista della bocca di sua moglie ricoperta dalla sborra del figlio Osvaldo cominciò a venire, spruzzando caldi getti di sperma sulla guancia, sulla fronte e sui capelli della moglie. Con attenzione faceva in modo che quel torrente di sborra fosse distribuito sulla sua faccia e nella sua bocca “cazzo Wilma.. sei piena.. piena”. La donna dette un colpo sul dildo e venne furiosamente mentre la pioggia di sperma, lentamente, si placava.
Quando i cazzi smisero di schizzare, Wilma girò gli occhi verso il marito e il figlio; era uno spettacolo incredibile. Stava con la bocca aperta dove ristagnava una pozza di bianca lava, gocce di sperma le colavano dai capelli e le ricoprivano la fronte e le guance, il mento era completamente rorido di sperma colante. “Avanti mamma, ingoiala, bevi la nostra sborra, fai vedere quanto sei troia!” la incitò Piero. Wilma chiuse gli occhi e cominciò a inghiottire la sborra che aveva in bocca. Rivoli di sugo bianco le sfuggirono dagli angoli della bocca e le imperlarono le labbra. Tirò fuori la lingua e, sorridendo, li catturò “Mhhh… buona!” disse leccandosi le labbra. “Incredibile… che troia tua madre!” commentò Osvaldo guardandola affascinato ripulirsi con la lingua.
Osvaldo e Piero si stesero esausti sul letto; Wilma si alzò, si tolse il vibratore dalla vagina, si asciugò la faccia e andò a sdraiarsi in mezzo a loro, cominciando a giocherellare con i piselli mosci “allora mamma, ti sei divertita?” chiese Piero “uhhhh… se mi sono divertita… sono venuta almeno 7 volte!” rispose Wilma sorridendo soddisfatta. “Bene ora dormiamo un po’, domani è un altro giorno” disse Osvaldo e i tre si addormentarono profondamente mentre padre e figlio facevano riposare le loro mani sui seni opulenti di Wilma.

Madre e moglie troia – Sesso in famiglia

TITOLO: Madre troia, marito e figlio arrapati.
AUTORE marc

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La sera, a tavola lei era pensosa e lui come inebetito. Il padre lo avvicinò e piano gli disse “che c’è figlio, qualche troietta per la testa?”. Piero lo guardò e, improvvisamente eccitato e contento rispose “si papà, la più meravigliosa troietta della terra” suo padre rise, lui rise e finirono di mangiare.
I giorni successivi Piero era ossessionato dal pensiero di ciò che era successo in cucina e si sorprendeva spesso a pensare alle grosse tette di sua madre sulle quali gocciolava la sua sborra densa, a quei capezzoli, ricoperti della sua crema, al culo grosso e tondo di lei… . Ma Wilma si comportava come se nulla fosse e rifuggiva i suoi sguardi tanto che lui era sicuro che non avrebbe mai più provato i paradisi del corpo di sua madre; ma quella domenica mattina scoprì che si sbagliava di grosso!
Suo padre era a Milano per lavoro e la mamma era in cucina che preparava il pranzo. Piero in camera sua era intento a fare i compiti ed era uno dei rari momenti in cui non fantasticava su sua madre. D’un tratto la porta si aprì e entro la mamma “ehi.. che c’è mamma?” domandò “niente… mi chiedevo se hai fame, ti vanno i tortellini?” chiese e Piero notò un forte rossore sul suo volto “si… vanno bene” e si rimise a studiare, ma, pensò, forse era la volta buona, comunque non doveva fare il primo passo “e… a che ora vuoi mangiare?” sua mamma stava cercando una scusa; la guardò e pensò che dovesse avere un lago sotto le mutande. Si alzò e si sedette sul letto, seguito dopo poco da sua mamma “senti mamma” iniziò “posso farti una domanda?” “certo” rispose Wilma sorpresa “senti… mi sa che papà non ti soddisfa granchè sessualmente, visto quello che usi” e Piero sorrise all’imbarazzo della madre “be… no… be… effettivamente.. abbiamo sempre fatto cose… come dire… .ordinarie”. Piero capì che era arrivata l’ora e il suo cazzo cominciò a drizzarsi “e non mi dire che… .che non gli hai mai fatto un pompino” Wilma arrossì, abbassò gli occhi e rispose “no… praticamente..no” “o, povera mammina” disse Piero sorridendo, sempre più convinto di averla in pugno e gli carezzò una guancia, scendendo poi a toccarle il seno. Lei lasciò fare.
“Senti mamma, voglio farti vedere una cosa… vuoi?” “tutto quello che vuoi amore”. Piero andò alla scrivania, aprì il cassetto e tirò fuori le riviste porno che conservava, gettandole sul letto. La mamma arrossì ancora “ehi, tranquilla, scommetto che ti eccita anche te vedere tutte queste porche che si fanno riempire i buchi, vero?” “si… siiiii mi eccita” “allora dai, dai un’occhiata” “sei un porco figlio mio… un maiale” e aprì una rivista. Piero stette a guardarla sorridendo mentre guardava rapita le immagini. Poi la vide dischiudere le cosce e mettere una mano sotto la vestaglia e si accorse che non portava mutande “ti ecciti vero mamma… vero che sei una porca?” “mhh… siiiii” mugolò lei. Piero allora ebbe un’idea “senti mamma, faresti una cosa per me?” “tutto, tutto ciò che vuoi” sussurrò lei cominciando a sditalinarsi. “Bene, allora spogliati, poi stenditi e comincia a masturbarti davanti a me” “si… sei un maiale… ma mi fai arrapare… senti come sono bagnata” e porse il dito a Piero e il figlio lo leccò sorridendo “la tua fica ha un sapore delizioso mamma, l’ho sognata per tutta la settimana”.
Wilma si alzò e prese a spogliarsi davanti agli occhi del figlio, restando in breve tempo tutta nuda, poi si stese sul letto, allargando la cosce “poi ti scoperò mamma, lo sai?” “ohhh.. siii, voglio che tu mi scopi… dio che voglia” mugolò lei mentre con una mano si allargava la labbra della fica e con l’altra cominciava a strusciarsi il clitoride mentre Piero la guardava. Davanti agli occhi del figlio le sue dita cominciarono a percorrere la fessura della vagina mentre lei mugolava “ahh.. siii… diooo… .come vorrei sentire il tuo cazzo!” e le sue dita scorrevano dentro e fuori quella fica che si allagava di succhi copiosi. Alzò la testa e vide che Piero era nudo e si stava lentamente masturbando il cazzo, guardandola “ti arrapo vero? Ti arrapa la tua mamma porca?” “si… troia.. datti da fare, forza” disse Piero avvicinandosi per guardare le due dita che andavano dentro e fuori.
La lasciò masturbare per alcuni minuti, poi la fece smettere “basta mamma, non voglio che tu venga così… forza, ora mettiti a pecorina che voglio guardarti bene il culo” “si.. certo mio caro amante” rispose lei mentre si passava la lingua sulle labbra e, lentamente, si voltava esponendo agli occhi del figlio quel suo magnifico sedere polposo. Si mise a quattro zampe e spinse il culo all’indietro, continuando a toccarsi la passera da sotto, eccitata nel sentire sul suo corpo gli occhi del figlio “ti piace il mio culo?” chiese “si mamma… hai un culo da vera porca… ho visto come ti ci sbattevi dentro il vibratore, ti piaceva vero?” “si Piero, si, mi piaceva perché sono una troia” e le sue parole la fecero eccitare ancora di più ed un brivido le partì dalla vagina e le percorse il corpo.
Piero si sporse e le toccò le chiappe, palpandole piano, poi si avvicinò e continuò leccandole quelle natiche così grasse e belle, sode… voleva vederle il buco del culo, disperatamente e, lieve, le separò le natiche. Lei emise un mugolio sordo, la sua mano che lavorava febbrile tra le cosce. Piero rimase senza fiato quando di fronte ai suoi occhi si schiuse il buco del culo della mamma, roseo, leggermente peloso, con delle pieghettine deliziose attorno “mhhh… amore uhmmm… dai, leccamelo, leccami il buco del culo” lo pregò Wilma e lui si chinò e, tirata fuori la lingua cominciò a lapparle con lunghe linguate lo sfintere, arrivando fino alla fica; poi con la punta della lingua cominciò a titillarle il buchino, tutto intorno, saettandola abilmente; la donna ora urlava, impazzita dal piacere che le dava la lingua del figlio sul suo ano “aaarrgghh.. uhhh..siiii… leccami il culo.. ohhh..sono una puttanaaaa… .che lingua… daiiiii” “mmghh.. si… .siiii” farfugliò lui mentre la sua lingua si intrufolava dentro il retto e cominciva a stantuffarlo.
D’un tratto Wilma sentì che la lingua si ritraeva e subito distinse un dito del figlio che le sprofondava nel culo fino alla seconda nocca “ahhh.. che fai… perverso” strillò “ti sditalino il culo mia dolce e cara bona mamma!” rispose Piero ridendo mentre col dito andava su e giù nello sfintere della madre e con l’altra mano si allungava a strizzarle un seno che pendeva opulento sotto di lui.
La sditalinò per almeno 5 minuti, palpandole le mammelle, mentre lei mugolava e si masturbava la fica, poi Wilma si sottrasse “stenditi, che voglio leccarti quelle tue belle palle” “certo mamma, serviti!” disse Piero ubbidendo. Come un’assatanata lei si gettò sul suo uccello e se lo ficcò subito in gola “ahh.. cazzo… sei un’idrovora mamma.. mmhh.. come succhi!” disse estasiato. La donna tirò il cazzo fuori di bocca e attaccò le palle. Prima dette delle lunghe leccate ai coglioni del figlio gonfi e tondi, poi, mentre con la mano lentamente gli menava il cazzo di marmo, prese in bocca un testicolo e lo succhiò amorevolmente, poi passò all’altro facendo lo stesso, lentamente… a lungo. Piero, che fino a quel giorno si era immaginato che certe porcate le facessero solo puttane da strada se la godeva immensamente incitando la mamma che ora gli divorava letteralmente i coglioni “ahhh… mamma..sei una succhiatrice incredibile..dai..siiii leccami bene i coglioni..ahhh” “mmhhggg… .bu… buoni” mugolò la madre mentre, risalendo dalle palle lungo l’asta, gli imboccava nuovamente il cazzo. Poi Wilma scese ancora e costrinse il figlio ad aprire bene le gambe “mamma… che vuoi fare?” chiese Piero sorpreso. Lei alzò la testa, sorrise e rispose “questo amore” e si tuffo tra le sue chiappe, saettando la lingua e cominciando a leccargli il buco del culo “auuuu… uhhh… mi stai leccando il buco del culo!!” “si, ti piace, porcellino?” “si..mamma, si… troionaaa” rispose Piero mentre la mamma, disinibita, alternava dei colpi di lingua sul suo sfintere e dei sapienti ditalini.
Dopo alcuni minuti di questo trattamento lei si alzò, strisciò verso la sua bocca e lo baciò. Le loro lingue si intrecciarono mente Piero sentiva le tette schiacciarglisi sul petto e i capezzoli duri della mamma che gli strusciavano sul petto. “Ora lo voglio amore… .voglio che tu mi scopi”, queste parole sussurrate all’orecchio lo fecero impazzire e subito abbassò le mani e afferrò le sode chiappe della mamma “si mamma, ora ti sbatto il cazzo nella fica… dai, voglio che tu ti impali da sola” e la spinse verso il suo cazzo.
Lei gli sorrise e alzò il suo culo, fino a che Piero sentì la cappella in corrispondenza di quella pozza incredibilmente bagnata che era la fica della mamma. Lei gli prese in mano il cazzo e se lo strusciò ripetutamente sulla fessura “guarda… .senti la fica di tua madre… .stai per chiavare la mamma amore… vaiii” e con queste parole si abbassò la vagina sul cazzo del figlio. Piero sentì l’uccello che gli spariva agevolmente nel condotto della mamma, un tunnel bagnatissimo, caldissimo… urlò “ahhhh… siiii… ti sono dentro mamma, ti scopooo” “si amore… siii… mhhhhcom’è lungo..ahhh..lo sento in pancia..mmhh..che duro” Wilma continuò a impalarsi sul cazzo lunghissimo finchè sentì le palle che le aderivano al pube “ecco… guarda… me lo hai sbattuto tutto dentro!” disse sorridendo mentre gli passava la lingua sulle labbra “zitta e scopa… dai, voglio vederti ballonzolare queste belle tette” disse Piero afferrandole le natiche e costringendola a muoversi sul suo membro sprofondato in lei.
Prima piano, poi sempre più forte, Wilma cominciò ad ondeggiare su e giù per quel bastone che sentiva riempirle la fica fino in gola… .il movimento si faceva sempre più forte e Piero guardava le mammelle della mamma che, enormi, ballavano davanti ai suoi occhi al ritmo del suo cazzo, mentre la mamma se le pastrugnava. Wilma era in paradiso; il cazzo del figlio le riempiva le viscere e venne subito, ma non lo disse perché voleva godersi ancora quel cazzo. Sentiva le mani del figlio che le arpionavano i fianchi “ahh.. si, scopami, daiii… più forte… siiii” “muoviti mamma… che fica bagnata.. ahhhhh” e così dicendo la rovesciò e cominciò a chiavarla da sopra. Non credeva ai suoi occhi: lui era li e stava infilando il cazzo durissimo nella fica di sua madre… vedeva le sue palle che le sbatacchiavano sul pube e le sue tette con i capezzoli eretti.
La scopò così per almeno 5 minuti “mamma… la tua fica mi fa venire… ho voglia di sborrare” allora Wilma si concentrò, strinse i muscoli della vagina e dieci secondi dopo esplodeva in un orgasmo incredibile “ahhhh… vengo.. scopiamo figlio.. siiiii” artigliandogli i fianchi strinse la fica e sbrodolò ancora mentre quella fiocina dura la trapanava da parte a parte.
“Avanti Piero.. dai, vieni anche tu… ma schizza fuori, mi raccomando” “si.. dai, stringila… ecco.. mmhh com’è calda la tua passera mamma” si abbassò e le morse forte un seno “ahi, mi fai male maiale!”. Il grido di dolore della mamma lo eccitò ancor di più, il cazzo si contrasse a preannunciare l’orgasmo “eccooo… … ti inondo” urlò mentre estraeva il cazzo prendendoselo in mano. Appena fuori, il cazzo eruttò uno schizzo di crema che arrivò fino al mento della madre “uhh… che sborrata, dai… dai, vieni, ricoprimi”. Dall’uccello di Piero partirono potenti schizzi mentre lui se lo menava furiosamente. La sborra le arrivò tra le tette e planò sul petto e sulla pancia della madre “ahh… godo, godoooo” urlò ancora mentre altri potenti schizzi ricoprivano il corpo di Wilma che rideva eccitata.
Quando l’ultima goccia fu uscita, Piero si lasciò andare esausto accanto al corpo della madre “fantastico, ho goduto tantissimo” “anch’io amore” gli disse la madre sorridendo. Piero ammirò il suo sperma abbondantissimo che le ricopriva l’incavatura tra i seni e vide un filo che le pendeva dal mento, vischioso; una fitta di dispiacere lo attraverso per non avere avuto il coraggio di sborrarle in faccia. La mamma ora stava giocherellando con l’uccello moscio di Piero: questa volta non aveva intenzione di scappare via. “Piero ..ora non mi sento in colpa… è stato fantastico!” “si… è non mi fermerò qui mamma” disse Piero sorridendo. Poi si alzò e Wilma ammirò il suo corpo agile e muscoloso “sei bellissimo” disse “grazie… .senti mamma, domattina tieniti pronta, ti preparo una sorpresina!” “certo amore, sono tutta per te”. Piero la guardò alzarsi e ripulirsi piano dalla sua sborra, si avvicinò e la baciò in bocca. Quel pomeriggio uscì e la notte dormì benissimo; Wilma no, pensava al giorno dopo e non vedeva l’ora di gustarsi ancora il cazzo del figlio.
Il giorno seguente, Piero si recò a casa del suo amico Stefano a prender alcune cassette.
“Si, prendo quella dove ci sono quelle belle schizzate” “va bene, però riportamela domani” “non ti preoccupare Stefano… .un’occhiatina innocente e via” “chissà quante seghe… .”. Piero sorrise, inforcò il motorino e filò verso casa con la cassetta porno nello zaino; decisamente lo aspettava qualcosa di meglio che una semplice sega, lo aspettava una grande troia tutta per lui… la sua cara mammina.
Quando entrò in casa vide la tavola apparecchiata e sua mamma indaffarata ai fornelli che indossava un reggiseno e una gonna cortissima: sorrise e le si avvicinò. “Ciao mamma” e mentre le passava la lingua sul collo, la sua mano entrava sotto la gonna e scopriva che Wilma non aveva indossato mutande “siamo impazienti vedo” “si… .in tuo onore” si guardarono, sorrisero, poi le loro labbra si unirono e le loro lingue cominciarono a danzare mentre la fica di Wilma cominciava a colare e il cazzo di Piero, prontamente si inalberava. “Con calma mamma..prima mangiamo qualcosa.. ora vado su e torno tra un minuto”.
Il pranzo fu un continuo scambio di sguardi, la tensione altissima, la lussuria che volteggiava nell’aria. Alla fine Piero si alzò “bene mamma, spogliati, subito!” disse con tono perentorio; la madre lo guardò, si alzò e fece scivolare la gonna, poi si sganciò il reggiseno e si trovò ancora una volta nuda di fronte a lui “allarga le gambe e rimani in piedi” la donna ubbidì, eccitata; Piero sapeva di averla in pugno e si godette il momento. Si avvicinò alla mamma con una grossa banana in mano “ma.. che vuoi fare?” chiese la donna “bè, non abbiamo ancora mangiato la frutta” e le avvicinò la banana alle labbra della fica e la spinse in dentro “ahhh… .sei davvero perverso” “ora cammina per la stanza, poi siediti sul divano”. Piero stette a guardarla dal divano mentre camminava per la stanza, con il frutto che le pendeva tra le gambe, ondeggiando tette e culo. Poi Wilma si sedette accanto a lui spalancando le cosce e cominciando a muoversi nella fica la banana, muggendo “ohhhh… mmmhhh.. ahhh ti piaccio.. dimmelo” mugolò mentre Piero la guardava.
Poi Piero si alzò e prese la cassetta, inserendola nel videoregistratore “bene mamma, ora guarda bene e impara come si fa a essere davvero porche” ed accese la TV.
Il film si intitolava “cum sluts” e Wilma chiese al figlio che volesse dire il titolo “lo vedrai mamma, lo vedrai” rispose lui sorridendo, mentre con una mano si massaggiava lentamente il manfano scoperto e con l’altra muoveva la banana nella fica della mamma che, seduta a cosce larghe davanti a lui ora si carezzava le tette mentre fissava curiosa lo schermo. Nel primo episodio una biondina era alle prese con due cazzi che prima spompinava a lungo, poi si prendeva, alternativamente nella fregna e nel culo. Wilma guardava con una lussuria montante mentre sullo schermo la porcellina cominciava a farsi introdurre i cazzi contemporaneamente nella fica e nel culo. Ora Wilma si stava ravanando da sola la passera con due dita sprofondate dentro “ti piace mamma?” “oh… .siiii.. guarda come si prende i cazzi… mi piacerebbe averne due di cazzi tutti per me.. ahhhhh” e con una tirata al clitoride esplose in un intenso orgasmo. “Attenta ora mamma, viene il bello” disse Piero mentre la bionda sullo schermo era inginocchiata e spompinava alternativamente i due uccelli; poi il primo cominciò a schizzare e una pioggia di sperma denso planò sul volto dell’attrice che saettava la lingua, raggiunta anche dalla sborrata dell’altro che le schizzò tutta la faccia. “Vedi che significa il titolo” disse Piero ridendo mentre la biondina sorrideva alla telecamera con la sborra che le colava dal volto sul seno. Wilma, come impazzita, si gettò sul cazzo del figlio e se lo sprofondò in gola “ahhh.. ehi mamma, attenta, sei proprio una succhiacazzi affamata. Ti piacerebbe prenderla in faccia anche a te vero?” “mmhhh… ” mugolò Wilma annuendo con la testa mentre le sue labbra percorrevano voraci l’asta del figlio.
Piero stette a godersi la bocca affamata della mamma che gli divorava letteralmente l’uccello, mentre con la mano gli massaggiava le palle e faceva frullare la lingua sulla sua cappella mugolando in preda a un vero raptus; sullo schermo due nere erano circondate da cinque uomini che si menavano i cazzi e svuotavano sopra di loro litri e litri di sperma: la scena era incredibile, con sua mamma che gli prendeva il cazzo fino in gola mulinando la lingua mentre lui guardava un film porno, ma ormai sapeva controllarsi bene “avanti mamma, facciamo un 69 che poi te lo sbatto in fica” “mmhh.. gghh..” mugolò lei e si girò in modo da offrire alla bocca del figlio la sua fica. Era tanto bagnata che gocce di sugo gli colarono sulla faccia, ma lui si attaccò subito e a forza di linguate se la bevve tutta “mamma… che fica, sei fradicia” “ahhhhh… siiiii… dai… leccami” ululò lei strusciandosi tutto l’uccello del figlio sulla faccia. Lui con la lingua gli slinguettava il clitoride tenendole le chiappe con le mani, poi di tanto in tanto saliva e le slinguava l’ano, dove poi infilava un dito seguito dai mugolii disperati di lei.
“Forza cagna di una troia, mettiti a pecorina e guarda bene lo schermo!” intimò d’un tratto Piero ormai al limite e smanioso di trapanare la fregna della madre che era un immenso lago sulla sua bocca “si amore, ti voglio! Chiavami, prendimi da dietro” urlò lei, con la faccia imporporata, mentre si metteva carponi in terra tenendo lo sguardo fisso sulla tv. Piero le appoggiò la cappella sulla apertura della fica e cominciò a strusciarla avanti e indietro. Alla tv ora una donna si faceva inculare da un cazzo enorme mentre davanti a lei un altro uomo si menava il cazzo e le spruzzava sborra densa sulle labbra “forza… scopami, dai che poi voglio berti la sborra, voglio che tu mi venga in bocca!” urlò Wilma e subito Piero spinse, entrando dentro di lei, completamente “ahhh… eccoti servita mamma, un bel cazzo duro in pancia!” e prendendola per i fianchi cominciò a sbatterla prima più piano, poi con sempre maggiore intensità. “Ahh..siii.. cosììì mai piace, dai fottimi, toccami le tette amore” lui si sporse e mentre la trapanava le prese le poppe con le mani e cominciò a pastrugnarglele.
Per almeno dieci minuti stette a chiavarla così, mentre entrambi fissavano lo schermo rapiti; quando stava per venire tirava fuori il cazzo e si rilassava, poi lo infilava di nuovo. La mamma grugniva di foia e se ne venne almeno tre volte, rumorosamente, implorandolo di sbatterla più forte. Poi anche Piero sentì che era il momento, la sborra che gli ribolliva nei coglioni… questa volta l’avrebbe scaricata sulla faccia di mamma, era stata lei a chiederglielo “avanti mamma, è il tuo turno, forza, ho voglia di sborrare” disse mentre, dopo l’ultimo orgasmo di lei, si alzava in piedi “mhh.. si amore… dammelo” sorrise mentre si inginocchiava di fronte a lui e si faceva sparire in bocca il suo cazzo dal quale colavano lucidi gli umori della sua vagina. Lui prese a muoversi tenendo ferma con le mani la testa della mamma e scopandole la bocca “ahhh.. sei pronta? Sei pronta a prenderti la mia sborra?” “mmgghh… gghhh” annuì lei mentre si strizzava un capezzolo “allora dai, apri bene questa bocca, troia succhiacazzi” e prendendosi in mano il cazzo cominciò a menarselo con la sola cappella infilata nella bocca aperta di mamma. Guardò sua madre che stava lì, pronta a farsi sborrare in bocca da lui, eccitata, con quelle tettone burrose e lui che la stava imboccando col cazzo pronto ad esplodere e sentì lo sperma risalirgli dalle palle prepotente “ahhh.. eccomi.. sborro.. dai mammina… bevi!”; un primo schizzò, lunghissimo, eruttò nella bocca della mamma che mugolò “mhhhh.. gghhhh” “siiiiii… ecco la sborra mammaaaaa” e spruzzò altri due schizzi densi. Wilma sentì lo sperma che, denso le eruttava in bocca e ne assaporò l’aroma, poi inghiottì il primo fiotto, poi gli altri due le entrarono in bocca, ma lei rimase li… .bocca spalancata col cazzo del figlio che le eruttava dentro. Dio com’era densa la sua sborra… e perversa, era la sua cloaca di piacere. Piero voleva ricoprirle la faccia, allora tirò fuori il cazzo sussultante “ahhh.. ti sborro in faccia mamma, ti ricopro” e mentre parlava dall’uccello gli uscivano torrenti di bianca crema che, caldi e densi, planavano sulla faccia della mamma. Lei teneva aperta la bocca dentro la quale colarono altri 3-4 schizzi di sperma, mentre vedeva quei fiotti che la colpivano dappertutto; uno la prese sul naso e le colò lentamente, molti sulle labbra e sulle guance, sui capelli, sulla fronte “ahhh.. mmhh.. che belloooo” ululò, eccitatissima da quella pioggia cremosa sul suo volto. Intanto Piero continuava a menarsi il cazzo a un paio di cm dalla faccia della mamma e si godeva la vista della pioggia del suo sperma che imbrattava tutto il suo volto. Poi un’ultimo schizzo e la tempesta di sperma si calmò “ahhh… cazzo… ti ho riempito.. mamma, sei una troia, guardati, sei tutta sporca della mia sborra” Wilma gli sorrise, tirò fuori la lingua e cominciò a raccogliere lo sperma che aveva sulle labbra e a inghiottirlo “mmhh.. che buono, così denso” e mentre lei parlava Piero ammirava i filamenti di sperma che le univano le labbra e le grosse gocce che le colavano dal naso, dal mento e dalle guance. “Tieni, tiieni ancora, affamata” disse lui e le strusciò il cazzo ancora duro sulla faccia, ricoprendolo di sugo, poi lo perse alla sua bocca “mmhh.. che buono” la bocca di lei lo inghiottì e la mamma cominciò a mangiare lo sperma dal suo cazzo “mmhh.. sii… che dolce” Piero la osservava mentre la sua bocca divorava sborra abbondante, con dei rumori incredibili. Glielo ripulì tutto e lui si trovò col cazzo moscio davanti alla bocca della mamma “ti è piaciuto piccolo, ti è piaciuto come tua mamma ti ha bevuto la sborra?” “si… fantastico, sei stata porca quasi come quelle attrici”. Wilma gli sorrise e entrambi si stesero sul tappeto, distrutti ma felici.

Mamma – Mamma…ancora

Capitolo 2

Mamma ancora…………..
Perché nasconderlo, avevo fatto sesso con i miei genitori, ed avevo, anzi avevamo provato un gran piacere, anzi a dirla proprio tutta: -
Avevamo goduto da matti.
Appena papà si allontanava per lavoro, saltavo nel lettone di mamma (angela); e le nostre scorribande erotiche non avevano mai fine.
Dopo circa un anno mamma mi confidò che avrebbe voluto sperimentare qualcosa di nuovo, ne aveva gia parlato con il marito e lui si era mostrato d’accordo; da quando avevamo posto al centro delle nostre attenzioni la nostra comune amante, il loro rapporto aveva subìto uno scossone positivo.
Mamma non mancava mai di raccontare delle nostre performance a papà, il quale si eccitava moltissimo e spesso mi chiamava per riproporre dal vivo il sesso che vivevo con la moglie, e immancabilmente la goduria era reciproca e immensa; mi ricordo di quella volta che papà e mio fratello erano giù in cortile a lavare l’auto, mamma affacciata alla finestra che parlava con loro ed io da dietro e chino le leccavo la fica; mamma continuava a parlare come se nulla al mondo, mentre i suoi umori mi colavano sul volto, papà si accorse del suo rossore e le chiese il perché del suo stato, angela gli rispose che sentiva caldo e alluse……., mio padre giorgio le disse di stare ben ferma sulle gambe e casomai di appoggiarsi bene sul davanzale, cosa che lei fece, e mise in bella mostra il culetto, io le spostai lo slip e infilai la lingua tra le grandi labbra e cominciai a trastullare il clitoride, poi cominciai a leccarle la rondella, i suoi umori si mischiarono alla mia saliva, ad un tratto mamma ebbe un lieve sobbalzo guardò meglio ma non vide il marito ma solo il piccolo che continuava a pulire l’auto.
Papà era entrato in silenzio, si era denudato dinanzi alla porta ed era arrivato nudo e proteso verso il culetto di mamma, che ondeggiava sotto i possenti colpi della mia lingua, papà le tenne ferma le chiappe ed in un solo colpo le infilò la nerchia nel culo.
Angela non gradì troppo ed un lieve rantolo le uscì dalla bocca, sembrava un’animale ferito.
Giorgio si fermò per un’attimo cercando di capire se doveva continuare, io cominciai a leccarle avidamente il clito e poi senza alcun pregiudizio comincia ad insalivare il pene di mio padre da sotto.
Mi scoprii porco!
Angela quando sentì che le mie leccate lenivano il suo dolore iniziò a contorcersi dal piacere, papà dopo qualche attimo di smarrimento cominciò a tirare fuori tutta l’asta affinché io potessi insalivarlo per bene ed ogni tanto non disdegnavo di prenderlo in bocca tra un colpo e l’altro.
Avvertii che mamma godeva a raffica i suoi orgasmi erano accompagnati da sussulti frequenti e ravvicinati, al punto che il fratellino Michele rimasto giù chiese alla mamma se stesse bene; io avevo infilato nel frattempo tutta la mano nella fica di mamma e lei nonostante tutto continuava a tenere le cosce ben larghe; papà cominciò a stantuffarla con forza e ad ogni colpo le sobbalzavano le tette, ad un tratto chiuse le chiappe, papà le stava svuotando nel culo tutto lo sperma che aveva nei coglioni, mamma si lasciò un poco cadere e la mia mano le toccò il collo dell’utero, la sentimmo gemere e contorcersi, gli spasmi di piacere la fecero svenire e si lasciò andare.
Ci ripulimmo alla svelta, michele chiamò mamma e corse subito a casa, l’aveva vista gemere e sussultare e poi lasciarsi cadere e lui si era preoccupato per la sua mammina.
Eravamo noi le vittime di quel suo godere forsennato.
Quando michele salì sopra non trovò nessuno alla finestra, solo macchie di sperma sparse sul pavimento, ma lui ancora non sapeva cosa fossero però lo incuriosirono al punto che andò in camera di mamma per chiederle cosa fossero, la scena che si aprì davanti ai suoi innocenti occhi furono certamente premonitori, mamma distesa sul letto con la fica ben spalancata si stava massaggiando con del gel rinfrescante sul clito e sulle grandi labbra non trascurando di infilarsi 3 dita nel culo perché anche lì aveva bruciori.
Michele restò sulla porta a guardare la scena per alcuni istanti credeva lui, invece stette lì immobile per circa 10 minuti e nel frattempo notai di una evidente erezione, aveva preso da papà; aveva un cazzo che nonostante la sua giovane età 16 anni, misurava non meno di 25cm, un bel cazzone non c’è che dire.
Poi cominciò a masturbarsi con foga finchè non sparse il suo seme fin quasi sul letto di nostra madre, chiamai angela e lei alzando un poco la testa vide quel mostro svettante dinanzi alla porta della sua camera, michele tra il serio ed il faceto disse: -
Mamma che te ne sembra?
Angela disse: -
Michele vienimi vicino lascia che io ti coccoli un po’!
E michele: -
E papà?
Mamma gli dice non preoccuparti, papà sarà felice di averti con noi tre!
Michele sorpreso, ma non tanto capisce che è lui il quarto.

Mamma – Con Mamma e…Papa’

MAMMA
AUTORE Marc56
E’ notte. Papà è andato via per una settimana di lavoro, dice… mio fratello dorme nella sua camera e io sono terribilmente stufo di stare sempre in piedi fino a tardi: .. Sto ancora bevendo il mio succo di ananas che sento una porta che si apre piano, senza far rumore. Mi sembra di sentire il fruscio di una vestaglia credo sia la mamma che vuole guardare un po’ di TV . Aspetto qualche minuto e decido di andare nel salotto, Ciao mamma le sussurro da dietro….
“Ciao, cosa fai in piedi a quest’ora?”
“Non riuscivo a dormire, sai com’è, mi è venuta voglia di guardare qualcosa in televisione.. solo che non c’e’ assolutamente niente…io le propongo :- vediamo se su sky c’è qualcosa di meglio
“Mamma, voglio dire, sono le quattro e mezza, cosa pretendi?” Mi guarda,ammiccante e poi sorride… e mi dice :-
“Non lo so, magari uno di quei film un po’ spinti o erotico caserecci che mandano sulle tv locali a quest’ora..”
Sorride di nuovo… mi sento un po’ imbarazzato in questo momento… non so cosa rispondere e credo che lei avesse proprio intenzione di mettermi in imbarazzo.
“Se vuoi mamma, per farti rilassare ti preparo una camomilla… ” Frase idiota.. la prima cosa che mi è passata per la testa.
“Grazie mille, marc mi farebbe un sacco piacere..”
Vorrei precisare che “la mamma” ha quarantasei anni, è poco piu’ bassa di me, ha un seno piccolo e delle bellissime gambe da diciottenne slanciate, affusolate, senza cellulite,toniche.Mi piace guardargliele e non perdo occasione di farlo quando indossa per casa delle belle minigonne, tanto che io spesso le ho detto di metterle più spesso, ma lei schernendosi mi ha detto:- marc vuoi far svenire la gente, con queste coscette di pollo ?,Ma lei non sa che . tante e tante volte mi sono masturbato pensando di toccargliele quelle stupende gambe, e di passare la mia lingua fino all’incavo delle gambe e di titillarle il clitoride con bramosia fino al punto poi di metterglielo dentro fino a farla urlare di piacere e di incitarmi a ficcarglielo ancora di più dentro… ma sono sempre e solo state fantasie, purtroppo.
Le porgo la camomilla e mi siedo accanto a lei sul divano.
Io sono bellamente in boxer e canotta, lei con una vestaglia di seta rossa…, quando accavalla le magnifiche gambe le noto il delizioso tanga bianco ed un ciuffetto di peli che escono dai lati(mamma non si depila penso!), sopra le spunta dal bordo della vestaglia un seno, duro, il capezzolo che fa capolino,ma mamma se ne accorge e prontamente si richiude, la vestaglia scusando e arrossendo.
Faccio finta di nulla e le dico :-
“ma ti pare che a quest’ora guardiamo la pubblicità, dammi il telecomando per piacere… grazie… ”
“Si, mi rendo conto…ma marc ti ho già detto che non c’è niente!”
“Mamma, ok adesso ci penso io… ”
Aveva ragione: la mamma, niente di niente.
Non so se sia stato in quel momento che mi è venuta quell’idea in mente, forse era una cosa covata da tempo, forse no. Senza pensarci le ho proposto di vedere un dvx, sapendo benissimo che lei avrebbe accettato e senza aspettare ho preso quel dvd che mi aveva prestato un mio amico,ben sapendo i miei gusti.
Abbiamo guardato le prime scene in silenzio quasi religioso, mentre il protagonista scopava selvaggiamente una ragazza di colore solo quando la scena e i personaggi cambiano mia madre dice :
“Quando parlavo di film spinti non intendevo esattamente questo” e arrossendo un po’.mi ha detto sarebbe opportuno che tu lo togliessi!
La magia di quelle scene altamente pornografiche, la vicinanza di mia madre, quel capezzolo che avevo appena intravisto, mi fecero dimenticare che quella persona accanto a me che con complicità aveva assistito a delle scene porno, era mia madre, ma invece vedevo accanto a me una donna! E che donna!, magnifica: i capelli appena arruffati, occhi neri, un sorriso dolcissimo, un collo lungo ed un seno turgido che ora intravedevo chiaramente eccitato sotto quella vestaglia che a fatica copriva quello che si può dire senza sbagliare una donna.
“Mamma, anche questa è televisione,se non te la senti o se non ti sta bene tornatene a letto che io ho voglia di toccarmi.”, quelle scene mi hanno turbato, e anche la tua presenza ha contribuito…………..
Sono un pazzo.
Silenzio.
Mamma fissa la tele facendo sforzi per non guardarmi in volto
Per non farsi vedere che quelle scene avevano turbato anche a lei.
La protagonista si sta facendo scopare a pecora mentre lo lecca ad un personaggio un po’ triste.
Altro sguardo fisso e ancora silenzio.
“Scusa, mamma è che mi è uscito così, non avrei mai dovuto… Oddio sono terribilmente imbarazzato…”o almeno non dirti quello che penso di te.
La mano della mamma che mi tocca il ginocchio, quasi per rassicurarmi,
“Non ti preoccupare, è tutto OK… anzi, penso che sia colpa mia, ho cominciato per prima.”
Marc ho sicuramente sbagliato io e toglie delicatamente la mano.
“No, mamma aspetta mi faceva piacere… ”
Ti prego appoggia di nuovo la tua calda mano sul mio ginocchio
Sto letteralmente impazzendo.
Decisamente le prendo la mano e la appoggio sui boxer, con un gesto delicato ed affettuoso Inutile dire quanto io possa essere eccitato in questo momento, e mamma non può fingere di non avvertire la mia eccitazione.
Le scene intanto proseguono e la protagonista intanto si fa scopare nel culo.
La mamma muove la mano sul cazzo, delicatamente, poi apre il boxer ed infila le dita dentro , soppesa con meraviglia ed emozione prima le palle e poi l’asta che svettando fuoriesce dai boxer
Mi sussurra con un filo di voce :-
“Credo che vorrei baciartelo, e dopo succhiartelo, posso ?… ”
E mentre lo dice io le metto la mano tra le gambe, scostando la vestaglia, risalendo le cosce, sfiorando il bordo delle mutandine tasto gli umori che le fuoriescono dal tanga
Mamma mi ferma e dice:- Ma siamo matti? ,matti e incoscienti,smettiamola,siamo madre e figlio!
“Lo so, mamma ma in questo momento non significa niente… ” Siamo un’ uomo ed una donna che stanno per amarsi!
“… Dai smettila…mi dice flebilmente mamma ” Mentre io con l’altra mano le tocco i capezzoli mentre il massaggio sui miei boxer si fa sempre piu’ insistente.
“Tanto lo so che tu non sei soddisfatta della tua vita sessuale e tuo marito non ti scopa come vorresti…
Adesso è il mio turno.” Prova con me, non finisco la frase che le infilo due dita dentro di lei. E’ caldissima. E’ bagnata. Al punto che le infilo senza alcuno sforzo altre due dita e comincio a stantuffarla con la mano, mi piace sussurra in un rantolo di voce .
Lei ansima, e comincia ad assecondare il mio movimento e spinge in avanti il suo bacino. E’ lei a far scivolare sui fianchi la vestaglia, a spingere la mia bocca sui capezzoli, ad accarezzarmi i capelli..
“Continua, si dai, ti prego, continua, scopa con le dita la mamma!”
“Mamma, lo sai cosa sto per fare vero?”
“Smettila di parlare, non so cosa mi sta succedendo, mi sento strana… fallo e basta.”
Non finisce la frase che le tolgo la vestaglia, gli slip, la metto prona e comincio a leccarle la figa… prima sopra, poi sotto, poi dentro.. La mia mano le tocca le natiche, un dito le sfiora il buco del culo, glielo massaggia, si infila e comincia a muoversi.
In un impeto di raziocinio mamma urla :-
“Basta… Ti prego, smettila, stiamo facendo uno sbaglio… ”
“Mamma, stai zitta… tu hai bisogno di questo …
Adesso ti prendo e ti scopo per tutta la notte… ”
Credo che queste parole l’abbiano eccitata particolarmente… da quel momento ogni inibizione scompare… Mi prende il cazzo in mano e comincia a leccarlo, prima la cappella poi le palle… mi infila la lingua dove mi piace mentre mi masturba selvaggiamente…
“Ok, adesso faccio io .. stenditi… ”
Le apro le gambe, la guardo negli occhi e senza pensarci comincio a strofinarle il cazzo sulla figa… Prima lo infilo, poi lo tolgo, ancora e ancora.. fino a che mi rendo conto che il suo clitoride e le grandi labbra si sono fatte di fuoco, lei ansima e si contorce
Urla e mi chiede di lenire il suo dolore e di infilarglielo dentro che non resiste più e mentre mi implora punta le sue unghie nelle mie carni e incrociando le sue gambe dietro le mie reni urla che è arrivato il momento.
Glielo infilo tutto dentro .
Lei ansima,si ferma ad assaporare la mia nerchia che quasi la sta spaccando in due, le piace, mi implora di continuare… E non mi interessa che sia mia madre.. E’ una bella figa, e per quello che mi riguarda basta e avanza per farla morire di piacere…
La sento bagnatissima il mio cazzo le scivola dentro che quasi non la sento, , spingo con tutta la forza che ho, lo tiro fuori fin quasi ad uscire fuori e poi mi lascio cadere dentro con forza, mamma ad ogni colpo sobbalza, ma non si tira indietro anzi la sento dimenarsi con maggiore bramosia, alla fine comincio a stantuffarla con forza , lei mi agevola l’ingresso alzando un poco il bacino, questo movimento va avanti per 4 orgasmi di mamma, poi alla fine anch’io le sborro dentro con vigore tanto di quello sperma che dopo pochi istanti comincia a colare sul divano, e vedo che le scorre lungo le cosce interne e forse le arriva fino al culo.
Mamma, ha un sussulto e pensa a come farà scomparire la macchia e me lo dice.
Ma stasera voglio fare il bastardo. Fino in fondo.Le dico mettiti a pecora e leccalo, così non ci sarà la macchia. Mamma si mette prona e comincia a suggere il nostro nettare, nel fare questo da dietro comincio a massaggiarle l’ano, infilando e togliendo, prima uno, poi due dita. Esco. Le lecco il buco del culo… .Mamma si irrigidisce con le chiappe e dice :-
“… Aspetta, non l’ ho mai fatto… non voglio, smettila… ”
Non mi interessa…
“Mamma, forse non hai capito che stasera sei tu il mio giocattolo… ”
MI metto dietro e decisamente spingo il mio cazzo ritornato duro al pensiero di incularmi mia madre.
Adesso sono sull’orfizio del culo… credo che all’inizio le abbia fatto male…ma dopo averglielo infilato tutto dentro e mentre le sbatto le palle sulle natiche sta urlando dal piacere.., e mi chiede di infilarglielo tutto dentro!, ed io le dico mamma guarda che solo le palle sono fuori!.
Le sborro di nuovo nel culo, ma questa volta il fiotto di sperma è decisamente più consistente al punto che lo stesso le fuoriesce dal culo quando io ancora le sto dando gli ultimi colpi,credo che mamma abbia goduto non meno di 3 volte col culo, quando il mio cazzo oramai divenuto moscio e si sfila dal suo ano, vedo che la rondella è tutta rosso fuoco, mi chiede di lenire il suo dolore, ed io le lecco con avidità il suo culetto ed il mio sperma, mamma si volta mi guarda e mi dice mai avrei sognato di avere un figlio così porco!.
Mamma si stende sul divano, mentre io mi lascio cadere at terra spossato
Il film nel frattempo è finito…
Se ci fosse stato un regista con la telecamera accesa avrebbe girato un film da oscar, mi basta aver fatto all’amore con mia madre: La donna più bella e più porca che io abbia mai incontrato.
Vado a letto, dopo un poco sento rientrare mio padre, mamma le va incontro ancora piena della mia sborra, lo bacia avidamente sulla bocca e gli dice: “ Questo è lo sperma di tuo figlio e sapessi quanto me ne ha riversato nella fica e nel culo”!
Cazzo allora erano d’accordo questi due maiali!.
Si allontanano e vanno a letto, mamma ha ancora dentro il mio sperma, mio padre la fa stendere sul letto e comincia a leccarla e a succhiare il mio nettare, mamma si dimena e gode da matta.
Dopo un’ attimo mio padre si denuda e svettante una nerchia di notevoli dimensioni scompare nella bocca avida di mia madre.
Papà disteso sul letto e mamma che a pecora gli fa un pompino maestoso, e muove quel culo pieno del mio sperma, papà le infila una mano nella fica e lei lancia un urlo di piacere, entro in punta di piedi nella stanza e senza parlare, papà mi ha visto con la coda dell’occhio ma non ha detto nulla , io gli infilo in un sol colpo il mio cazzo nel culo di mia madre.
Mamma resta per un momento senza fiato poi realizzando di quello che le stava accadendo, si dimena in modo selvaggio e forsennato.
Godiamo dopo circa 10 minuti, papà le sborra in gola sicuramente 200 gr di sperma che mamma provvede a bere tutto, io non sono da meno e le imbratto l’ano del mio sperma e mamma che godendo come una matta riempie dei suoi umori tutta la mano che nel frattempo si era annidata nella fica di mia madre.
Stanchi, sudati e soddisfatti ci stendiamo sul letto, poi mamma dice:-
“Adesso dobbiamo solo aspettare che cresca il fratellino per giocare tutti e quattro insieme!
Cazzo che famiglia che ho.

Mamma e internet

Mamma e internet.
Marc56

Io a smanettare sul mio pc a gustarmi un piacevole film hard,mamma entra nella mia cameretta quasi in punta di piedi, avverto la sua presenza all’ultimo istante credo, e con un balzo fulmineo del mouse metto un salvaschermo.
Mamma, invece era li sicuramente da qualche istante ed ha visto certamente le scene hard, e lei mascherando la sua curiosità mi chiede:- Marc mi insegni ad usare internet ?,
“Va bene, basta che non rompi.”
Così cominciò, un giovedì pomeriggio, la storia tra me, marc, 18 anni, e la mia cara mammina Stefania, di 41 anni.
Erano le 3 del pomeriggio, mio padre non sarebbe tornato prima delle 20 dal lavoro, e io ero in casa da solo con mamma, quando mi chiese di farle vedere come funziona il computer e internet
Dopo un attimo di riluttanza accettai.
Cercai di salvare in una cartella il film che stavo guardando, ma non riuscii ad essere abbastanza svelto per cui alcune immagini finirono sul monitor e Stefania mi sembrò gradirle abbastanza;
C’era una donna in ginocchio che stava sbocchinando mandingo conosciuto in rete per le notevoli del suo pene, e la donna a fatica riusciva a far entrare in bocca solo il glande.
Mamma mi fece fermare l’immagine e commentò ad alta voce:- Beata lei !
Io restai visibilmente meravigliato della frase di mamma e ne chiesi il perché della sua affermazione, mamma mi disse che quella era una grazia per una donna e non certamente un problema, anzi continuando a guardare la scena mi disse che avrebbe avuto piacere di essere al posto della ragazza.
Mi alzai ed andai in bagno e facendo finta di niente feci scorrere le immagini che prima avevo fermato, io non mi sentivo a mio agio, stare davanti ad un computer con di fianco una donna come mia madre (alta 1.75, occhi e capelli nero corvino, un culo sodo e alto da farti sborrare solo a vederlo, e due tette quarta misura dure come quelle di una ragazzina), non è cosa semplice, il solo vedere quel suo viso, non bellissimo, ma da troia allupata mi eccitava.Quando ritornai in camera mamma aveva finito di vedere il film, le guardai il viso , ora era paonazzo,
Mia madre aveva aperto uno dei miei siti e stava guardando delle foto porno.
Io mi fermai un attimo sulla soglia per vedere gli sviluppi della situazione.
Mia madre continuava a sfogliare le foto, ora sul monitor ce n’era una di una ragazzina che si prendeva un cazzo enorme nella fica.
Stefania a questo punto si alzò la larga gonna e cominciò a toccarsi in mezzo alle cosce.
Sedeva davanti al pc ed era di fianco alla porta, vedevo benissimo le sue gambe aperte oscenamente e la mano titillare il clitoride, poi vidi scomparire prima 2 poi 3 ed infine tutta la mano nella fica, si dimenava sulla sedia e ad ogni sussulto le tette enormi le ballavano Dopo due, tre minuti si calmò aveva avuto un’ orgasmo prolungato, si lasciò cadere languida sulla sedia che fino a poc’anzi aveva traballato paurosamente e mi chiamò.
“MARC, marc, dove sei?”
“Sto arrivando mamma ancora un paio di colpi ed arrivo”.
Mamma si girò e mi vide sull’uscio con il mio cazzo maestoso simile solo in parte a quello di mandingo
Io entrai in stanza con il cazzo nelle mani che stava esplodendo, mia madre , mi fece andare vicino a lei e giuntole vicino mi sfiorò l’uccello con una mano, e disse:-
Marc, povero piccino mio, lascia che la tua mamma calmi il tuo dolore e così dicendo si chinò e prese il mio uccello in bocca, rimase stupita quando constatò che non riusciva ad accoglierlo in bocca, alzò lo sguardo e fece segno allo schermo, come lui!,
La mia erezione era al massimo, come la mia eccitazione.
La mammina vedendomi in difficoltà mi aiutò, io di esperienze con donne non ne avevo ancora avute e meno che mai avevo subìto un pompino.
“Mamma che fai?”
“Sta calmo, so che non hai la ragazza, e qualcuno dovrà pure aiutarti”.
“mhhhh! Siii, mamma come sei brava! Mmmmm, mi fai sborrare!”
“Vedi come è brava la tua mamma, lo sai che al paese mi chiamavano la pompinara?”
“mphhhh è tutto vero, sei bravissima.”
Mamma cominciò ad insalivarmi la cappella, poi a darmi dei piccoli morsi sul glande e poi a leccarmi le palle sembrava che avesse cento bocche; alla fine con molte difficoltà riuscì a farselo entrare in bocca e a spompinarmi con dovizia
Le sborrai in gola e lei bevve tutto.
Il mio cazzo non ne voleva sapere di tornare moscio.
Mia madre si tolse a questo punto il maglione, ora sopra aveva solo il reggiseno.
Io mi alzai subito e glielo tolsi.
Iniziai a baciare e a succhiare i suoi grossi capezzoli rosati, mentre con una mano ero arrivato sotto la gonna, dentro le mutandine, e la stavo masturbando.
La sua figa era un lago, anch’io le infilai prima 3 dita dentro ma notai che l’ingresso era agevole e allora le infilai la mano che scomparve in quell’antro profondo bagnato e caldo.
Mi implorò di metterle dentro il cazzone,non me lo feci ripetere due volte, ci mettemmo comodi sul suo lettone.
Poi la distesi per bene e le aprii le cosce, mamma vedendo la mia inesperienza guidò il mio cazzo sulla sua fica, mi disse di alzare al massimo il bacino e di entrarle delicatamente dentro affinché lei assaporasse tutto il mio cazzo, la mia inesperienza e la voglia di godere mi fece fare una mossa avventata, alzai al massimo il bacino e poi zacchete dentro tutto.
Mamma lanciò un rantolo, all’inizio mamma rimase rigida poi cominciò ad assecondare i miei movimenti, io dal mio canto sentivo che le piaceva e continuai a fottermela con foga; dopo un poco le sborrai dentro, mi spostai e finalmente Stefania realizzò che cosa le avevo procurato, prima il dolore e poi tanto piacere.
Dopo mezz’ora di pausa si erano fatte le sette, mio padre sarebbe arrivato entro un’ora.
Dopo un poco ancora non sazio delle grazie di mia madre me la scopai ancora una volta, e proprio nel momento in cui le inondai il ventre di sperma, mio padre bussò alla porta.
Cazzo era in anticipo!!
Io corsi nel mio letto e feci finta di dormire, mia madre si mise una vestaglia velocemente e andò incontro a mia padre nuda da sotto e con la mia sborra che le usciva dalla figa e le colava lungo le cosce andò ad aprire.
“Oh ciao caro”
“Ciao cara”Mamma si strusciò su papà che ignaro della sborra che le colava dalla fica la volle leccare li sulla porta, poi se ne andarono a letto e sentii più volte urlare il loro godimento.
Da quel giorno io e mia madre scopiamo quando vogliamo, persino quando mio padre
dorme e la mammina viene a rimboccarmi le coperte, lei mi ha confidato che senza il mio cazzo non saprebbe più vivere e che dopo aver fatto all’amore con me riesce a farlo meglio con papà, anche lui ha notato che da qualche tempo la sua Stefania è più troia a letto
Questa, me l’ ha detto lei, era la prima volta che mamma tradiva papà, ma comunque sia non si tratta proprio di tradimento, perché tutto è rimasto in famiglia!

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