I. & O. MariaGrazia – Capitolo 4B

Lui gli porge il dito e lei dopo averlo annusato come si fa con un buon vino, lo assapora gustandolo. Lo lecca. Lo succhia con avidità. La voglia la prende e si struscia ancora di più sul corpo del marito.
“È di lei. Buono. L’hai già assaggiata anche te?”
“Certo. Non senti l’erezione? Non si è accorta di nulla. Dormiva completamente nuda.”
“Anche io l’ho assaporato, ma era messo di lato e non ho potuto fare come si deve. Solo una piccola leccatina.”
Le mani di entrambi si cercano, si palpano, esplorano luoghi caldi e bollenti. Lei con indosso solo una leggera vestaglia trasparente lascia vedere benissimo le sue forme perfette e invitanti. Lui invece indossa solo un paio di pantaloni in cui il cazzo duro forma un evidente bozzo consistente. Si lasciano solo quando sentono arrivare i loro ‘bambini’ e con rapidità consumano la colazione. Il treno che devono prendere non li aspetta. Dopo i saluti di rito e le raccomandazioni infinite della mamma escono di casa seguiti dal loro padre che li accompagna con la macchina alla stazione. Lungo il viaggio le raccomandazioni si sprecano e continuano ancora sulla banchina del treno.
“Ciao! Francesco! Che ci fai qui?”
“Ma ciao ragazzi! Sto partendo con i miei. Anche voi aspettate il treno? Noi abbiamo il posto prenotato in prima. Vi vengo a cercare dopo che siamo partiti. Ciao, a dopo.”
“Ragazzi, mi devo ripetere? -Interviene il padre.- Non date fastidio e cercate di aiutare gli zii, chiaro? Arriva il treno. Tenete, questi sono dei soldi extra. Non ditelo a vostra madre. Fate i bravi, mi raccomando.”
Dopo i baci di saluto salgono sul treno affollato e rovente. Anche se devono stare via solo una decina di giorni hanno l’ingombro del piano. Fortunatamente riescono a trovare due posti in un scompartimento già occupato da una famiglia con due bambini chiassosi. Stare comodi non è facile perché il più piccino non sta fermo un secondo ma per fortuna arriva il loro amico e escono nel corridoio a parlare.
“Frà, fammi vedere il labbro. Hai ancora il segno?”
“Tranquilla. È passata una settimana e poi il problema era più interno che esterno.”
“Davvero ti ho fatto così tanto male?”
“Vedi te… Ho passato una settimana senza neppure dare un bacio perché l’avevo sempre gonfio. Se vuoi possiamo sempre verificare se sono sempre capace di dare un bacio…”
La fissa negli occhi e lei un po’ perché il ragazzo le piace realmente, un po’ per scusarsi, gli si avvicina e appoggia le sue labbra alle sue. Complice anche il dondolio del treno si avvinghiano sempre di più. Le labbra si dischiudono e le lingue si toccano, si accarezzano, si cercano e inseguono. Mentre i cuori battono sempre più forte. Purtroppo sono nel corridoio e si devo lasciare per permettere alla gente di passare.
“Andiamo giù in fondo che c’è più spazio.”
Continuano a parlare per un po’ tutti e tre finché non vedono arrivare il controllore.
“Accidenti. Ho il biglietto da mia madre. Se viene mi becco una multa.”
“Dài, infiliamoci nel bagno tutti e tre, così se viene non potrà dire nulla.”
Anche se fortunatamente il posto è pulito il caldo è opprimente e lo spazio non è poi tanto angusto. Lui gli si avvicina e le sussurra all’orecchio:
“Non ti offendere ma lo senti come c’è lo duro?”
Infatti è da quando si sono baciati che ogni qualvolta aveva la possibilità di farglielo sentire gli si strusciava addosso e lei non era da meno perché le piaceva sentirsi desiderata. Ha la topolina tutta bollente per colpa di quei strusciamenti sulla sua schiena. Abbassa la mano e gli palpa da sopra hai pantaloni il suo cazzo. Lo sente duro e caldo. Lo guarda e si sente avvampare tutta. Cerca di sbottonargli la patta ma è impacciata e non è abituata a tale operazione. Lui la aiuta e si slaccia anche la cintura. Ora gli può abbassare agevolmente anche gli slip fino alle ginocchia e il cazzo svetta libero ed eretto davanti alla sua faccia. Ondeggia per l’effetto del moto del treno e lei dopo averlo impugnato lo assapora passandogli la lingua, per poi farlo sparire in bocca. Gli piace il calore che le trasmette dalla bocca. Sempre tenendolo con una mano incomincia una vorace spompinata in cui non risparmia le energie. Il desiderio e la voglia in lei è tale che lo succhia con avidità. Suo fratello, lì di fianco a loro, si gode un pregevole spettacolo e in poco tempo anche a lui gli viene duro. Libera il cazzo e estratto incomincia una lenta sega. Lei nota il lento movimento di suo fratello, perché si porta a pochi centimetri dalla sua faccia e capisce che il secondo cazzo è lì, pronto per essere assaggiato. Lui fa scomparire la cappella nel prepuzio e ogni qual volta che indietreggia la mano ricompare sempre più lucida e grossa di prima. Con la mano libera cerca l’orlo degli slip e vi si infila due dita. Trova la sua topolina calda e bagnata ma quel cazzo che svetta grosso e solitario ha bisogno di coccole. Apre la bocca e lentamente con una lunga leccata fa fuoriuscire il cazzo di Francesco. Abbandonata la sua topolina, prende il secondo cazzo e lentamente lo lecca. Incomincia dalla base dove le sue dita lo trattengono. Risale lungo l’asta fino alla punta per poi avventurarsi in un secondo pompino famelico. Continua così finché non sente suo fratello grugnire e tolto prontamente il cazzo di bocca riprende l’opera sul primo ancora duro caldo e vibrante. Va avanti così per un po’ di tempo. Alterna i pompini su entrambi perché vuole protrarre il piacere allo spasmo. Vuole che la supplichino e li vuole sentire esplodere. Il primo che gode è Francesco. I primi schizzi sono così copiosi che fa fatica a ingoiare velocemente. Lui tutto irrigidito, tremante, si piega in avanti appoggiandosi con le mani alla parete e dando piccoli colpi di reni. Ogni volta si sente il cazzo in gola che quasi la soffoca ma prontamente con la mano lo allontana. La sborra esce ancora a fiotti entrandogli direttamente in gola. Appena sente il cazzo smosciarsi, gli passa ancora una ultima lunga leccata per poi passare sul cazzo di suo fratello. Anche lui non tarda molto a venire. Dopo lo spettacolo a cui ha assistito e perché lei non ha mai smesso di muovere la mano in una lenta masturbazione mentre il suo amico godeva. La sborra monta dalle palle come in un torrente impetuoso e giusto un attimo prima di esplodere, lui gli prende la testa fra le mani e la obbliga a fermarsi mentre gode svuotandosi tutto nella sua bocca. Trattenuta in quel modo può solo cercare di bere il più velocemente che può. Non si aspettava da lui una tale quantità di sperma. Con una mano libera si accarezza la tua topolina da sopra lo slip trovandolo umido e caldo. La sua voglia cresce di pari passo con la sborra che ingoia. Più ne beve e più ha voglia di godere anche lei. Come i getti caldi diminuiscono di violenza lei incomincia ora con la lingua a leccargli attorno alla cappella. Non tarda molto anche lui a smosciarsi e lo lascia appena la sua testa viene liberata dalla morsa. Dà ancora una leccata al cazzo di prima che lo tiene stretto in mano e poi sorridente si abbandona sedendosi appoggiandosi allo schienale del water. Si sente tutta eccitata e bagnata più che mai in mezzo alle gambe. I suoi capezzoli durissimi si vedono benissimo anche attraverso il tessuto della maglietta e del reggiseno.
“Maria. – Dice Francesco con un filo di voce.- Tu non hai ancora goduto. Se vuoi ti siedi qui sul bordo del lavandino e ti ricambio il lavoro che mi hai fatto.”
A malincuore deve lasciare i due cazzi che tiene strettamente in mano. Prima di farlo, ci passa ancora la lingua sulla punta della cappella e poi si sistemano per permettere a lei di salire sul mobiletto. Nel farlo si alza la gonna, abbassa le mutande e si siede allargando le gambe. Francesco si inginocchia e guarda estasiato la figa depilata con le labbra prominenti. Dolcemente con entrambe le mani discosta le labbra. Guarda le piccole labbra interne, rosse, calde e umide. Il desiderio di lei aumenta come in lui di potercisi buttare a leccare quel nettare. Tiene con le mani l’orlo della gonna e lo osserva insinuare le dita fra le sue cosce. Il desiderio è allo spasmo mentre lui giocherella ora con il clitoride. Lo scappuccia con le dita. Timidamente, anche perché è la sua prima volta, porta la punta della lingua verso quel piccolo cazzetto. Al contatto della lingua lei freme. Il calore di lei è enorme. Ora lui la lecca avidamente. Alterna il lavoro con la lingua con piccoli baci e succhiate rumorose sul clitoride. Non ce la fa più a resistere e ansima piena di voglia. Il fratello si avvicina e alza la maglietta. Sgancia il reggiseno e liberate le tette le palpa e le bacia succhiando avidamente i capezzoli. Cerca di non urlare e trattiene il respiro irrigidendosi tutta. Gode sotto i colpi di lingua di entrambi. Scuote la testa mordendosi un labbro nel tentativo di non urlare. Prende la testa di Francesco fra le mani e se la stringe con forza contro alla sua figa. Lui apre la bocca schiacciato com’è e morde delicatamente il clitoride. I gemiti escono incontrollatamente dalla sua gola come provenissero dal più profondo Io. Lui ora le succhia il clito e lei è scossa da violenti tremori per la continuazione del violento orgasmo. Vanno avanti così per alcuni minuti tutti e tre. Finchè sudatissimi cercano di riprendere un po’ di fiato. È trasognante. Appagata e felicissima dagli orgasmi avuti, bacia entrambi in bocca ringraziandoli solo con lo sguardo. Non può parlare e desidererebbe che i secondi non passassero mai. Desidera sentirsi così all’infinito. Entrambi a turno si sciacquano al lavandino e si ricompongono anche se i ragazzi hanno nuovamente il cazzo duro.
“No. Non te li mettere.” Dice suo fratello. “Resta così, senza.”
Lei finisce di sistemarsi e con il reggiseno e gli slip in mano restano a parlare nel corridoio. Restano ancora per qualche minuto facendosi colpire dall’aria che entra dai finestrini aperti. Il loro amico li lascia con l’intento di ripassare dopo mentre loro si vanno a sedersi nello scompartimento. Lei è costretta ad alzarsi spesso per recarsi in bagno ad asciugare i suoi umori che le scendono copiosi. Ha paura di macchiare la gonna. La leggera maglietta risalta la forma del seno e i capezzoli fuoriescono duri e vogliosi come ciliegie. Non passa inosservata. Anche se le forme un po’ piene non sono quelle di una classica top-model, più di un maschio sul quel vagone la osserva andare avanti e indietro lungo il corridoio. Lei stessa si bea al piccolo specchio osservandosi e passando le sue mani lungo il fianco per lisciare la maglietta. Dopo ogni rinfrescata si rimette al suo posto seduta intenta a leggere, distratta solo dai pensieri dei due maschi presenti in quello scompartimento. Guarda spesso la patta dei pantaloni per vedere se suo fratello lo ha ancora lungo e duro e si chiede come l’altro uomo può avere il cazzo. Circonciso? È la parola che gli continua a girare nel cervello. Poi se è grosso o storto o nodoso. Ricorda il sapore dello sperma di entrambi di poco fa. Forte e acidulo quello di Francesco mentre quello che preferisce è di suo fratello, meno piccante e sa quasi come di gelato alla nocciola. Ride fra sé ma questi pensieri continuano a tenerla in uno stato perenne di eccitazione. Ogni qual volta si dirige in bagno, continua ad asciugarsi con la carta ma nel farlo si sfrega la patatina e il clitoride, dandosi piccoli nuovi stimoli. Finalmente la famigliola scende e libera lo scompartimento. Rimasti soli lei si toglie una scarpa e con la punta del piede massaggia il cazzo di suo fratello cui in breve ritorna duro.
“Franci. Perché sei sempre così duro con me? È molto che oramai godiamo insieme.”
Lui si toglie le cuffia del walkman e guardandola.
“Ma dimmi te invece. Come definiresti una donna calda e sempre vogliosa? Pronta a soddisfare ogni uomo o ragazzo che sia? Conosci un modo diverso per trattare una troia?” Ora anche lui sta giocando con l’alluce sulla patatina. Non sa cosa rispondere. Non sa se sentirsi offesa per come l’ha chiamata o lasciarsi andare al nuovo orgasmo che le sta montando. Solleva leggermente la gamba allargandole entrambi per favorire quel piacevole lavorio. Il ditone si insinua fra le sue labbrine procurandole una sensazione bellissima.
“Perchè ancora non mi hai scopata?”
Lo dice con un filo di voce. Quasi fosse una preghiera.
“Presto, vedrai che non dovrai attendere ancora a lungo.” La guarda con gli occhi lucidi. Con uno sguardo voglioso. Proprio in quel momento entra una coppia di anziani e con la porta aperta devono aver assistito allo spettacolo. Si ricompone velocemente e con il cuore in gola si alza.
È passato già del tempo da quando è andata in bagno dall’ultima volta e ora è meglio controllare. Lungo il corridoio si imbatte in Francesco:
“Ciao. Dove stai andando?”
“Devo andare in bagno a controllare una cosa.”
Lui gli fa un largo sorriso e stringendosi una mano sulla patta dei pantaloni le chiede:
“Posso venire anche io?”
Non dice nulla. Lo prende per una mano e si dirigono in bagno. Appena lei ha chiuso la porta lui gli si butta addosso schiacciandola contro la porta. Incomincia a palparla e a baciarla con irruenza. Sente la dura consistenza del cazzo che gli si struscia addosso e questo la fa ulteriormente bagnare. Cerca di insinuare una mano fra i loro corpi mentre lui continua a baciarla e a palparle le tette torcendo i capezzoli. Ha il respiro corto. Passano così alcuni minuti di palpeggi e strusciamenti finché con un minimo di lucidità si discostano e incominciano a spogliarsi. Lui le solleva la maglietta che oramai non nasconde più nulla e non ha ancora finito di levarla del tutto, che presi entrambi i globi perfetti si china e succhia i capezzoli. Li strizza e spreme mentre la bocca e la lingua succhiano, mordono e leccano i duri boccioli alternativamente. Lei non può più nascondere il piacere che ne deriva. Mugola per il godimento. Le mani ora scendono lungo i fianchi e raggiunta l’attaccatura della gonna la slaccia e con cautela l’abbassa. Le gambe ora libere le divarica leggermente per permettere che la mano di lui si intrufoli la in mezzo per masturbarla. Non riesce più a contenere l’eccitazione e in totale abbandono gode tremando e ansimando, così in piedi, con lui che le succhia un capezzolo e gli strizza le tette. La mano in mezzo alle sue gambe continua ancora per molto il movimento attorno al clitoride facilitato dalle abbondanti secrezioni che ne fuoriescono. Si sente bagnata fino alle ginocchia e lei continua a godere rantolando e mugolando. Le sue mani lo cercano e lo accarezzano spettinandolo tutto. Stanco forse dalla postura in cui era messo si rialza baciandola sul collo e poi sulle labbra. La mano di lui continua a frugarle la figa e vorrebbe essere sdraiata e baciata ma conscia del fatto che lui non ha ancora goduto cerca con una mano di liberalo dal tormento dei pantaloni. La aiuta con una mano ma visto la difficoltà smette il lavoro che stava facendo e con entrambe le mani slaccia la cintura. Lei lo aiuta abbassandogli gli slip e vista la cappella dura e dritta vi si abbassa per gustare con la lingua le stille di gocce che ne fuoriescono. Lui la tiene in quella posizione e capito quel che vuole vi si dedica con perizia in una eccitante pompa. Con una mano massaggia dolcemente le palle dure per poi leccarle e baciarle. Prima una poi l’altra. Con calma e senza fretta… Con la punta della lingua risale lungo l’asta e centimetro dopo centimetro si ferma e lo mordicchia dolcemente. Lui è allo spasmo. Quando lei abbassa le labbra attorno al cazzo per imboccarlo nuovamente lui è già al limite. In una lenta e lunga succhiata lo lascia poi nuovamente libero e svettante all’aria, tutto lucido della sua saliva. Lo prende con una mano alla base mentre l’altra è sempre intenta a massaggiare le palle e riprende lo stesso giochetto. Cerca di infilarselo tutto in gola finché non lo sente arrivare in fondo e poi lentamente risale fino a che non esce dalla sua bocca. La lingua non rimane mai ferma. Gli solletica l’asta e la cappella. Cerca di farla entrare anche nel piccolo buchetto del meato. Lui è al limite. Non riesce più a parlare. Si appoggia alle pareti cercando di resistere. Gli piace questo gioco che lo eccita all’inverosimile. Lei vuole provare un nuovo gioco. Prese le tette con entrambe le mani lo stuzzica ora con un capezzolo, ora con l’altro. Il contatto fra le sue tette e la pelle del cazzo è eccitante. Il tocco leggero li solletica entrambi. Infatti, in un strusciamento più forte, lui gode. Dal principio stringe i denti e i pugni ma al contatto con quel morbido e caldo capezzolo non può più resistere e gode incontrollatamente. Lei viene presa alla sprovvista. Non si aspettava che godesse così velocemente. I primi violenti schizzi la colpiscono in faccia e sul collo. Cerca di afferrarlo velocemente e mentre si abbassa con la bocca aperta, altri schizzi continuano a colpirla in pieno viso e sui capelli. Succhia rumorosamente ingoiando tutto, anche perché è tanta la sborra che esce. Cercando di assaporare meglio gli ultimi schizzi li tiene in bocca, sulla lingua, cercando di cogliere il gusto. Infatti gli sembra diverso da quello di prima. Meno salato. Ora che il cazzo incomincia a essere più morbido, lei ingoia tutto quello che le è rimasto in bocca. Pulisce il cazzo facendogli vedere bene la lingua e come glielo lecca tutto. L’osserva dal basso e lui ha un’espressione beata anche se gocciola per via del sudore. Felice si rialza e si guarda allo specchio mentre lui si siede sul water. Anche lei gocciola tutta ma di sudore e di sperma. Non immaginava che l’avesse imbrattata così tanto. Si passa le mani sulle tette per raccogliere con le dita un po’ di sperma e portarsele alla bocca per succhiarle e per leccarle. Lui la guarda con un’espressione di vivo interesse e voglia ma ha il cazzo decisamente fuori uso. Bussano alla porta.
“Maa, apri! Sono io.”
“Sì apri è tuo fratello” la rassicura Francesco.
Lui rimane seduto tranquillo, con il cazzo a penzoloni e mezzo nudo. Lei senza pulirsi apre il chiavistello e lui si ritrova catapultato in una sauna, dall’odore inconfondibile di sesso.
“Ma sei proprio una troia! Non ti si può lasciare un minuto che subito ti attacchi ad un cazzo.”
Lei è lì nuda. Con la faccia, il collo e le tette imbrattate di sperma. Appoggiata al lavabo si sta massaggiando i seni spalmandosi la sborra. La situazione lo erotizza al punto che si apre i jeans e tira fuori il cazzo che si sta ingrossando velocemente. La cappella è ancora parzialmente coperta dal cappuccio ma la punta fuoriesce rossa e invitante. Lei si abbassa e prendendolo in bocca incomincia a giocarci con la lingua. Lo sente indurirsi sempre più. Fino a che, diventato sufficientemente duro, vi si dedica ad una superlativa spompata. Lui la prende da sotto alle ascelle e la solleva. La fa girare con la faccia contro allo specchio e incomincia a masturbarla. Con una mano passa sul davanti per il clitoride e l’altra da dietro, che scorre lungo il solco dal buco del culo alla figa. La trova caldissima e più bagnata che mai. Insinua le dita per inumidirsi ulteriormente per poi stuzzicare l’ano rendendolo sempre più morbido e umido. Bagnato ancora con un po’ della sua saliva sia il cazzo che il buco del culo, gli si avvicina posizionandolo bene fra le sue chiappe. Se lo stringe in mano e lo dirige lungo il solco fino a trovare lo stretto buchetto. Sentendosi rabbrividire di piacere e con quella cappella così calda, lei si solleva leggermente sulle punte dei piedi sporgendo ulteriormente il culo. Lui con una leggera e costante spinta, entra e supera l’anello dell’ano. Ora, violato l’ingresso e con la cappella bloccata all’interno prende con entrambi le mani i fianchi di lei che lentamente sta spingendo verso suo fratello per permettere un ingresso dolce al cazzo. Preso dalla frenesia, frena la sorella per permettere a lui di condurre il gioco e con un violento colpo di reni entra tutto in lei con fare deciso. La violenza dell’ingresso le toglie il respiro. Per un secondo resta con gli occhi sbarrati ad osservarsi allo specchio con la bocca aperta in totale apnea. Poi segue il movimento delle sue tette che ballano riflesse al ritmo che gli da il cazzo di suo fratello. Ogni affondo si sente piena. Lo stimolo che ne deriva è appagante e gli arriva direttamente al cervello. Cerca di masturbarsi il clitoride ma non gli serve perché le palle di lui gli sbattono contro eccitandola ogni volta che affonda in lei. Gode giusto un attimo prima di sentirsi riempire le viscere di calda sborra. Gli ultimi colpi che riceve sono come ricevuti nel cervello e non dal suo corpo. Appagata e sudata si abbandona sul lavello mentre Francesco prende le tette penzolanti e le palpa dandole ancora stimoli di piacere. Lentamente sente il cazzo uscire. Lui lo tiene in mano e centimetro dopo centimetro, proprio come è entrato ne esce. Il mugolo che ne esce dalla bocca di lei non è ben capito se di godimento o di disappunto per il vuoto con cui viene lasciata. Ha il fiato corto e il cuore che batte a mille. Gira la testa e guarda entrambi i ragazzi sfiniti. Sono entrambi con i cazzi a penzoloni anche se Francesco lo ha leggermente più duro.
“Cavoli gente. -Dice con filo di voce- Ero venuto per dirvi che non manca molto alla nostra stazione. Dai levati che mi lavo l’uccello.”
Lei si sposta con la poca forza che ha e si siede sulle gambe di Francesco che da parte sua riprende a toccarle le tette. Come lui finisce di lavarsi e di rivestirsi, lei chiede al suo amico di alzarsi perché ha un impellente bisogno di svuotarsi.
“Ok fai. Mi piace guardare. Tanto io mi sciacquo un po’. Sono marcio di sudore.”
Esterrefatta e con molto imbarazzo si libera l’intestino cercando di non fare rumore. Pulitasi il sedere, ora passa altra carta ad asciugarsi le gambe bagnate della sua ciprigna. Ha goduto come una fontana. Il tocco della sua mano le procura nuovamente piacere. Francesco da parte sua, ora che ha finito di lavarsi si è girato di fronte a lei e continua a masturbarle i capezzoli. Col cazzo davanti alla faccia è una dura tentazione. Anche se barzotto è pur sempre bello da guardare. Essendo circonciso, ha la cappella lucida ben in vista e poi bagnato è troppo invitante, per cui gli da una prima leccata alla punta. Lui gli si fa più vicino e lei lo prende tutto in bocca. Si meraviglia di come è caldo e morbido. Lo ha tutto in bocca al punto di avere il naso fra i suoi peli. Deve piegare leggermente la testa per tenerlo tutto in bocca. Incomincia così un leggero pompino che porta ben presto ad essere nuovamente eccitata lei e duro il cazzo di lui. Suo fratello batte alla porta e gli intima di uscire immediatamente perché sono arrivati. Infatti il treno incomincia a rallentare. Giusto il tempo di rivestirsi velocemente che come escono dal bagno il treno è già fermo in stazione. Un bacio veloce e poi Francesco li aiuta a scendere con i bagagli. Si salutano a malincuore. Quando il treno riparte, salutano anche i genitori del loro amico che li aspettano al finestrino per augurargli buone vacanze.

by maxtaxi
un grazie speciale a
Simone P.
lella
fiorella
fedra

I. & O. MariaGrazia – Capitolo 3B

Rispetto al precedente è più scorrevole e ho aggiunte nuove avvincenti intrecci..
Grazie Simone P.
Le dita scorrono veloci sulla tastiera. Delicatamente, battono sui tasti mentre le cuffie portano la musica direttamente alle orecchie. La concentrazione è massima. Questa è la parte più difficile. Lo ha ripetuto decine e decine di volte. Puntualmente ha sempre sbagliato perdendo il ritmo dell“esecuzione. Ora lo sta affrontando con un ingresso lento per cercare di uscirne veloce e lasciando nell’aria le note travolgenti. Si, ecco che riesce e continua felice. Sorride anche per la contentezza di esserci finalmente riuscita. Dopo settimane di prove ora le dita scorrono senza intoppi verso la meta battendo sui tasti con decisione e fermezza. Finito si sente appagata, con le note che le risuonano ancora nel cervello. Ora si abbandona allo schienale della sedia quasi con il fiato corto. Si allunga stirandosi e inarcando la schiena all’indietro sentendo i muscoli delle spalle sciogliersi. Si rilassa con lunghi e profondi respiri felicissima. Così facendo nota il movimento delle sue tette libere da ogni indumento. È passata una settimana da quando ha incominciato a stare nuda per casa e non si è ancora abituata. A lui piace vederla così. Il pensiero di lui e della sua possibile presenza che la osserva le porta un minimo di imbarazzo ed eccitazione al tempo stesso. Infatti i suoi capezzoli sono quasi perennemente duri. Se li prende in mano e li accarezza con desiderio ed eccitazione. Non si sofferma a lungo perché sa bene che sono sensibilissimi ed eccitata com’è, basta poco per farla partire. È ora di alzarsi per andare in bagno a controllare. Abbassate le mutandine si siede sul water. Controlla l’assorbente e lo trova pulito. Bene, -pensa- tutto continua ad andare per il meglio. Lo lascia perché non si sa mai e si avvia in cucina a bere qualcosa.
“Ciao. Hai finito di studiare?”
Lei rimane gelata sulla soglia della porta. Sua madre è li che la osserva mezza nuda mentre si sente mancare il respiro.
“Sei venuta a bere qualcosa?”
Le esce un timido e flebile “Sì.” Ha la gola secca e le parole sono come strozzate. Tremante si avvia verso il frigorifero ed estrae una bottiglia di succo in cui beve a canna. Le dà la schiena, come per nascondere le sue nudità.
“Sai, è da un po’ che ti voglio parlare. Vieni con me in camera.”
Completamente nel panico la insegue con mille domande che gli turbinano nella testa. Lei è seduta sul bordo del letto intenta ad aprire un cassetto in cui estrae diversi pacchettini. Cosa saranno, pensa.
“Vieni. Guarda!”
Dice mentre glieli porge. Sono baby-doll di ogni fattezza e colore. Ricamati e non. Non può dire nulla perché è esterrefatta. Quante volte l’ha ammirata con questi capolavori addosso.
“Provali. Ne ho talmente tanti che questi non li uso da molto tempo. Se c’è qualcuno che ti piace prendilo pure. Te lo regalo.”
“Sono bellissimi, grazie mamma.”
L’abbraccia con trasporto e con autentica gioia, dimenticandosi della sua nudità. Al contatto dei sui seni con quelli della madre prova una sorta di calore, eccitazione. Si vergogna per quello che prova e si discosta rossa in viso. Osserva i suoi capezzoli e li vede che sono durissimi. Nota che anche quelli della madre, sotto la vestaglia, sono evidenti. Il contatto l’ha lasciata non completamente passiva. Apre il primo pacchetto, poi il secondo… Li prova tutti. Uno dopo l’altro mirandosi allo specchio. Molti sono così trasparenti che non lasciano nulla all’immaginazione. Li tocca e li trova così morbidi e leggeri. I suoi capezzoli durissimi vengono esaltati dal tessuto come la forma dei suoi seni. Sua madre continua a osservarla con occhio critico, suggerendo come annodare questo o quello. Le sfiora il seno più di una volta. Con imbarazzo si sfila anche le mutande indossando velocemente le culotte o sgambatissimi slip. Sa di essere eccitata e ha paura che i suoi umori bagnino questi meravigliosi capi.
“Ti stanno tutti benissimo e vedo che non sai deciderti cosa scegliere. Vado a finire di preparare pranzo prima che arrivi tuo padre. Fai con calma. Prendi tutti quelli che vuoi.”
Continua a cambiarsi e a rimirarsi allo specchio. Un po’ di lato. Di profilo. Girandosi di spalle. Si compiace della figura che vede riflessa nello specchio.
“Ma brava! Lo sa la mamma che stai provando la sua biancheria?”
Suo fratello è alla porta che la guarda. Ha uno sguardo voglioso e carico di passione.
“Certo. È stata lei a dirmi di prendere quelli che voglio.” Si gira con fare da civetta per mostrarsi di profilo e farsi desiderare.
“Bene. Papà sta arrivando. Fagli vedere come stai con questi due.
Gli mette in mano un baby-doll rosa trasparente con orli di pizzo sia al bordo che attorno al collo. Sembra quasi che porta una collana cui gli cade giusto sopra al seno. Indossato anche il mini slip di pizzo, nota che si insinua fra le natiche mentre d’avanti esalta le labbra della patatina e non nasconde il fatto che è totalmente depilata.
Ma è troppo audace!” dice arrossendo.
La prende per un braccio e la porta in cucina nel momento esatto in cui entra il genitore.
“Complimenti! Ma che bel confettino!” esclama esterrefatto.
“Ti piace? Gli ho detto io di vestirsi così.”
“Sì, amore. Gli ho permesso di prendere tutti quelli che vuole.” Gli fa eco la madre.
“Amore. Hai fatto una figlia bellissima.” Si avvicina a sua moglie e la bacia con trasporto.
“Forza, che abbiamo poco tempo. Metti in tavola che vado a lavarmi le mani.” Lui gli passa accanto accarezzandole il viso. Ha le gambe che tremano e si sente le guance di fuoco. Come vorrebbe che quella mano gli scendesse sul seno e la palpasse o scendesse ancora più in giù, per sentire come è calda ed eccitata. Il pranzo, come sempre, passa troppo velocemente. Il telegiornale scorre inosservato visto che tutti guardano le tette appena coperte di lei. Sembra che sua madre non si accorga del suo imbarazzo e continua imperterrita a lodare quanto è bella e come sta bene vestita in quel modo. Il pizzo che sovrasta i seni sembra fatto apposta per esaltarli e i capezzoli escono dalle maglie prepotentemente. Come sempre, finito di mangiare, le donne di casa sparecchiano. Lei prepara il caffè e quando poi è pronto porge la tazzina al padre. Nel farlo le tette ballano libere e provocanti e lui si bea della visione, ma il lavoro chiama e tocca alzarsi per andare al proprio dovere. Un ultimo bacio più passionale che mai alla moglie e poi via di corsa. Rimasti soli anche suo fratello ora li aiuta e finiscono le faccende di casa. Alla fine come sempre, la loro madre si sdraia a letto per il riposino quotidiano e anche loro si ritirano nelle loro stanze. In camera si posiziona davanti allo specchio e controlla la sua topolina. Le dita che ne escono sono bagnatissime. Lo vede arrivare e raggiunta l’abbranca dalle spalle e prende le tette strizzandole. I capezzoli sono attanagliati fra le dita mentre le sue labbra la baciano sul collo. Sente contro la schiena la sua prepotente erezione.
“Complimenti. Hai fatto eccitare papà. Ora che ne diresti di finire il gioco che hai incominciato?”
Mentre si sdraia sul letto si abbassa i pantaloncini facendo fuoriuscire un cazzo durissimo. Oramai abituata alle stravaganti richieste di suo fratello non batte ciglio. Si avvicina sfilandosi il baby-doll e insinuata fra le sue gambe incomincia un lento lavoro con la punta della lingua. Parte dalla base delle palle con cui giocherella usando anche le labbra. Sale lungo il cazzo con lenti movimenti alternati a baci. Imbocca la cappella facendo sentire la lingua che gli rotea attorno per poi farsi sparire il cazzo tutto fino in gola lentamente. Lo osserva mentre gli accarezza le palle. Guarda la sua beata espressione di piacere e questo la eccita. Si accarezza un po’ il clitoride bagnatissimo mentre continua ad andare su e giù lungo l’asta sempre più dura e vibrante. Lo conosce bene e se anche vorrebbe continuare con questo gioco lui è arrivato al limite. O si ferma o accelera il movimento facendolo godere. Infatti, preso li cazzo alla base incomincia un velocissimo pompino in cui ogni tanto si sente il risucchio della bocca. Si irrigidisce tutto, segno che non può più resistere. Il cazzo vibra tutto. Mugolando gode mentre in violenti getti di sperma le riempiono la bocca in poco tempo. Ingoia tutto. Non vuole ammetterlo ma le piace moltissimo il gusto della sborra. È erotizzata al massimo e mentre continua a succhiare, la mano fra le gambe prende il clitoride durissimo e viscido dei suoi copiosi umori e incomincia anche lei una masturbazione folle. Poco dopo anche lei gode scossa da piccoli tremiti. Restano così per un po’ mentre il respiro si fa più regolare.
“Sei sempre la migliore.”
Le accarezza la nuca e poi nudo si rialza dal letto. Lei prende il suo posto e vi si sdraia appagata appisolandosi immediatamente.
La sveglia sua madre scrollandola per un braccio.
“Dai Maa, sveglia che è tardi. Entrambi dovete ancora preparare la roba per andare via domani.”
A malincuore si sveglia alzandosi dal letto e prepara la valigia. Quando ha finito di mettere via tutto va in sala a guardare la tele dove trova suo fratello intento a parlare al telefono coi suoi amici. La madre irrompe minacciosa:
“Se al mio ritorno dalla spesa non ho trovato la camera in ordine, non vedi più il motorino.” E prima di uscire da casa continua urlando:
“Non esci più fino a capodanno!” Vista la collera si alza immediatamente e come un tornado ripone tutto a posto.
“Vuoi una mano?” Gli chiede sua sorella.
“Sì, prendi questi stracci e portali di là in bagno per essere lavati.”
“Ma domani parti solo con questo zaino? E i libri di scuola dove li hai messi?”
“Non rompere, ok?”
“Guarda che quando torna la mamma dopo, ti fa il culo.”
“Se non la pianti sono io quello che ti fa il culo.”
“Ok, fa’ come credi, ma se mi fai vedere ti do una mano.”
Senza aspettare una sua risposta incomincia a svuotare lo zaino per poi riempirlo nuovamente con gli indumenti ben piegati e aggiungendo anche alcune maglie. Visto che si va via per un po’ di tempo meglio essere previdenti. Mentre lui è intento a portare la roba sporca in bagno, lei trova in fondo all’armadio alcune riviste porno. Quando incomincia a sfogliare le pagine, immediatamente un calore la raggiunge al basso ventre. Quasi senza accorgersi si infila una mano nel tanga e incomincia una lenta masturbazione sempre attenta a quel che legge. Quando suo fratello torna, la trova chinata sul giornale e ciò lo irrita, e sta per sgridarla quando si accorge che è troppo presa a masturbarsi. Gli si avvicina alle spalle e gli accarezza la schiena dal basso verso l’alto facendola rabbrividire. Ridiscende con entrambe le mani per insinuarsi sotto al baby-doll. Risale sfiorando dolcemente la pancia e i fianchi fino a raggiungere i globi del seno per poi attanagliare i capezzoli turgidi e giocarci masturbandoli. Lei tutta intenta nella rivista e con le dita che le torcono i capezzoli e il clito, incomincia ad ansimare. Sente distintamente alle sue spalle la consistenza e il cazzo di suo fratello e vi si appoggia deliberatamente. Il piacere le monta dentro in modo incontrollato mentre si abbandona sempre più fra le braccia del fratello. Abbandonata da ogni forza, appoggia la testa sulla spalla cui incomincia a baciare sul collo ed ecco che il godimento esplode in un urlo roco. Continua a godere come se avesse le convulsioni mentre la lingua di lui passa dal collo al lobo dell’orecchio. Si adagia a terra perché lui si è spostato di lato. Ora, sollevata la vestaglia, le succhia e bacia i capezzoli mentre le mani l’accarezzano tutta. La lingua scorre sulla pancia. Gira attorno all’ombelico e scende verso il monte di venere depilato. Si aiuta con le mani e discosta il tanga da un lato liberando alla vista le piccole labbrine. Calde e bagnate si dischiudono al contatto della lingua che scorre lungo tutto il solco. Sente distintamente la frescura della lingua sulla sua topolina rovente. Raggiunto il clitoride rotea per un po’ con la lingua per poi succhiarlo con avidità. Lei ha un sussulto di piacere. Si abbandona completamente alle sensazioni che sta provando. Il calore è intenso e la pervade per tutto il corpo. Le sue mani ora scorrono su di lei toccando e sfiorando i suoi fianchi. Sente che sta per venire nuovamente e si lascia andare in un ennesimo orgasmo in cui la lascia svuotata di ogni forza. Ad ogni colpo di lingua sul clitoride sobbalza. Le sue mani sui seni palpano e torcono i capezzoli. Quando riapre le gambe liberandogli la testa, lui riprende a respirare più normalmente. Con una mano si libera dei boxer e impugnato il cazzo lo dirige verso la bocca di lei. Fa scorrere la cappella lungo le sue labbra come in un gioco erotico. Apre gli occhi e solo allora si accorge che gli è sopra nella classica posizione del 69. Apre la bocca e lo ingoia. Per poter meglio succhiare lo impugna ma lui è talmente preso che la sta letteralmente scopando in bocca. Ogni affondo rischia di farla soffocare al punto che è costretta a piegare di lato la testa e lo fa fuoriuscire. Continua a leccarlo e succhiarlo finché non sborra con copiosi getti. Riesce a berne solo una parte mentre tutto il resto si riversa sulla faccia, sui capelli e sul collo. Continua a leccarlo e succhiarlo a lungo, anche dopo che a preso una consistenza e una dimensione più normale. Stanco della posizione si sdraia al suo fianco appoggiando la testa sulla sua coscia. Anche lei si abbandona con la testa sulla coscia di lui e con il cazzo a pochi centimetri dalla sua bocca.
“Complimenti sorellina. Questa sera devo uscire con la tipa che mi ha promesso una serata speciale, ma mi hai svuotato. Farò la figura dell’impotente.”
“Non ti lamentare. Potrai sempre rifarti al nostro ritorno.”
“Comunque cerca di non urlare sempre in questo modo. Anche i nostri vicini capiscono che stai godendo come una vacca.”
Non gli risponde. Sorridente e felice si gode questo momento di relax. Ogni tanto stuzzica il cazzetto con alcuni colpi di lingua e lui gli risponde facendole sentire la sua lingua sul clitoride. Si sente appiccicosa. Lentamente si alza e in bagno si osserva allo specchio. La sborra addosso non le dà fastidio ma si arrabbia quando vede che la vestaglietta si è sporcata. La mette a bagno e poi anche lei si infila in doccia. Come sempre la sera suo fratello esce mentre lei si dedica per un po’ agli esercizi al piano per poi finalmente concedersi un sonno ristoratore. La sveglia al mattino suona troppo presto e resta a letto riaddormentandosi. Purtroppo devono partire. È suo padre che la scrolla per alzarla dal letto. Appena realizza che è lui ad averla svegliata cerca di coprirsi velocemente, ma lui non esce dalla camera. Continua a guardare gli spartiti del piano e ad osservarla mentre si veste.
“Hai suonato fino a tardi anche ieri sera. Brava. Come sta andando?”
Con imbarazzo gli risponde:
“Bene. Sono riuscita a superare quel ‘gomito’. Giusto ieri l’ho portata a termine in una sola volta.”
“Bravissima!”
Le si avvicina e le da un buffetto sulla guancia. Poi si abbassa e la bacia su una guancia. Nel risollevarsi col dorso della mano le sfiora un capezzolo turgido e poi si avvia verso la cucina. Finisce di vestirsi ma è tutta elettrizzata, se avesse più tempo si farebbe un bel ditalino. In camera del fratello invece è la madre a svegliarlo. Ci vuole più tempo per fargli comprendere che è ora di alzarsi. In cucina i due genitori si ritrovano e si abbracciano. Come novelli sposi si dedicano a un po’ di tenere effusioni.
“Amore. Annusa e lecca.”

I. & O. MariaGrazia – Capitolo 4

“Amore. Annusa e lecca.”
Lui gli porge il dito e lei dopo averlo annusato come si fa con un buon vino, lo assapora gustandolo. Lo lecca. Lo succhia con avidità. La voglia la prende e si struscia ancora di più sul corpo del marito.
“È di lei. Buono. L’hai già assaggiata anche te?”
“Certo. Non senti l’erezione? Non si è accorta di nulla. Dormiva completamente nuda.”
“Anche io l’ho assaporato, ma era messo di lato e non ho potuto fare come si deve. Solo una piccola leccatina.”
Le mani di entrambi si cercano, si palpano, esplorano luoghi caldi e bollenti. Lei con indosso solo una leggera vestaglia trasparente lascia vedere benissimo le sue forme perfette e invitanti. Lui invece indossa solo un paio di pantaloni in cui il cazzo duro forma un evidente bozzo consistente. Si lasciano solo quando sentono arrivare i loro bambini e con rapidità consumano la colazione. Il treno che devono prendere non li aspetta. Dopo i saluti di rito e le raccomandazioni infinite della mamma escono di casa seguiti dal loro padre che li accompagna con la macchina alla stazione. Lungo il viaggio le raccomandazioni si sprecano e continuano ancora sulla banchina del treno.
“Ciao! Francesco! Che ci fai qui?”
“Ma ciao ragazzi! Sto partendo con i miei. Anche voi aspettate il treno? Noi abbiamo il posto prenotato in prima. Vi vengo a cercare dopo che siamo partiti. Ciao a dopo.”
“Ragazzi, mi devo ripetere? -Interviene il padre.- Non date fastidio e cercate di aiutare gli zii, chiaro? Arriva il treno. Tenete, questi sono dei soldi extra. Non ditelo a vostra madre. Fate i bravi mi raccomando.”
Dopo i baci di saluto salgono sul treno affollato e rovente. Anche se devono stare via solo una decina di giorni hanno l’ingombro del piano. Fortunatamente riescono a trovare due posti in un scompartimento già occupato da una famiglia con due bambini chiassosi. Stare comodi non è facile perché il più piccino non sta fermo un secondo ma per fortuna arriva il loro amico e escono nel corridoio a parlare.
“Frà, fammi vedere il labbro. Hai ancora il segno?”
“Tranquilla. È passata una settimana e poi il problema era più interno che esterno.”
“Davvero ti ho fatto così tanto male?”
“Vedi te.. Ho passato una settimana senza neppure dare un bacio perché l’avevo sempre gonfio. Se vuoi possiamo sempre verificare se sono sempre capace di dare un bacio..”
La fissa negli occhi e lei un po perché il ragazzo le piace realmente, un po per scusarsi, gli si avvicina e appoggia le sue labbra alle sue. Complice anche il dondolio del treno si avvinghiano sempre di più. Le labbra si dischiudono e le lingue si toccano, si accarezzano, si cercano e inseguono. Mentre i cuori battono sempre più forte. Purtroppo sono nel corridoio e si devo lasciare per permettere alla gente di passare.
“Andiamo giù in fondo che c’è più spazio.”
Continuano a parlare per un po’ tutti e tre finché non vedono arrivare il controllore.
“Accidenti. Ho il biglietto da mia madre. Se viene mi becco una multa.”
“Dai infiliamoci nel bagno tutti e tre così se viene non potrà dire nulla.”
Anche se fortunatamente il posto è pulito il caldo è opprimente e lo spazio non è angusto. Lui si avvicina e sussurra all’orecchio.
“Non ti offendere ma lo senti come c’è lo duro?”
Infatti è da quando si sono baciati che ogni qualvolta aveva la possibilità di farglielo sentire gli si strusciava addosso e lei non era da meno perché le piaceva sentirsi desiderata. Lei abbassa la mano e gli palpa da sopra hai pantaloni il suo cazzo. Lo sente duro e caldo. Lo guarda e si sente anche lei un certo caldo fra le gambe. Cerca di sbottonargli la patta ma è impacciata e non abituata a tale operazione. Lui la aiuta e si slaccia anche la cintura. Lei ora gli abbassa agevolmente anche gli slip fino alle ginocchia e il cazzo svetta libero ed eretto davanti alla sua faccia. Ondeggia per l’effetto del moto del treno e lei dopo averlo impugnato lo assapora passandogli la lingua, per poi farlo sparire in bocca. Sempre tenendolo con una mano incomincia una vorace spompinata in cui non risparmia le energie. Il desiderio e la voglia in lei è tale che lo succhia con gusto. Suo fratello, li di fianco a loro, si gode un pregevole spettacolo e in poco tempo anche a lui gli viene duro. Libera il cazzo e estratto incomincia una lenta sega. Lei nota il lento movimento di suo fratello, perché si porta a pochi centimetri dalla sua faccia e capisce che il secondo cazzo è lì, pronto per essere assaggiato. Lui fa scomparire la cappella nel prepuzio e ogni qual volta che indietreggia la mano ricompare sempre più lucida e grossa di prima. Apre la bocca e lentamente con una lunga leccata fa fuoriuscire il cazzo di Francesco. Prende in mano il secondo cazzo e lentamente lo lecca. Incomincia dalla base dove le sue dita lo trattengono. Risale lungo l’asta fino alla punta per poi avventurarsi in un secondo pompino famelico. Continua così finché non sente suo fratello grugnire e tolto prontamente il cazzo di bocca riprende l’opera sul primo ancora duro caldo e vibrante. Va avanti così per un po di tempo. Alterna i pompini su entrambi perché vuole protrarre il piacere allo spasimo. Vuole che la supplichino e li vuole sentire esplodere. Il primo che gode è Francesco. Dal principio si irrigidisce tremando tutto per poi piegarsi in avanti appoggiandosi con le mani alla parete e dando piccoli colpi di reni. Ogni volta si sente il cazzo in gola che quasi la soffoca ma prontamente con la mano lo allontana. Appena sente il cazzo smosciarsi, gli passa ancora una ultima lunga leccata per poi passare sul cazzo di suo fratello. Anche lui non tarda molto a venire. Dopo lo spettacolo a cui ha assistito e perché lei non ha mai smesso di muovere la mano in una lenta masturbazione mentre il suo amico godeva. La sborra monta dalle palle come in un torrente impetuoso e giusto un attimo prima di esplodere, lui gli prende la testa fra le mani e la obbliga a fermarsi mentre gode svuotandosi tutto nella sua bocca. Come i getti caldi diminuiscono di violenza lei incomincia con la lingua a leccargli attorno alla cappella. Non tarda molto anche lui a smosciarsi e lo lascia appena la sua testa viene liberata dalla morsa. Da ancora una leccata al cazzo di prima che lo tiene stretto in mano e poi sorridente si abbandona allo schienale del water. Si sente tutta eccitata e bagnata in mezzo alle gambe. I suoi capezzoli durissimi si vedono benissimo anche attraverso il tessuto della maglietta e del reggiseno.
“Maria. – Dice Francesco con un filo di voce.- Tu non hai ancora goduto. Se vuoi ti siedi qui sul bordo del lavandino e ti ricambio il lavoro che mi hai fatto.”
A malincuore deve lasciare i due cazzi che tiene strettamente in mano. Prima di farlo, ci passa ancora la lingua sulla punta e poi si sistemano per permettere a lei di salire sul mobiletto. Nel farlo si alza la gonna, abbassa le mutande e si siede allargando le gambe. Francesco si inginocchia e guarda estasiato la figa depilata con le labbra prominenti. Dolcemente con entrambe le mani discosta le labbra. Guarda le piccole labbra interne, rosse, calde e umide. Il desiderio di lei aumenta come in lui di potercisi buttare a leccare quel nettare. Tiene con le mani l’orlo della gonna e lo osserva insinuare le dita fra le sue cosce. Il desiderio è allo spasimo mentre lui giocherella ora con il clitoride. Lo scappuccia con le dita. Timidamente, anche perché è la sua prima volta, porta la punta della lingua verso quel piccolo cazzetto. Al contatto della lingua lei freme. Il calore è enorme. Ora lui lecca avidamente con la lingua alternando con piccoli baci a succhiate rumorose sul clitoride. Ansima piena di voglia. Il fratello si avvicina e alza la maglietta. Sgancia il reggiseno e liberate le tette le palpa e le bacia succhiando avidamente i capezzoli. Cerca di non urlare e trattiene il respiro irrigidendosi tutta. Gode sotto i colpi di lingua di entrambi. Scuote la testa mordendosi un labbro nel tentativo di non urlare. Prende la testa di Francesco fra le mani e se la stringe con forza contro alla sua figa. Lui apre la bocca schiacciato com’è e morde delicatamente il clitoride. I gemiti escono incontrolatamente dalla sua gola come provenissero dal più profondo. Lui ora le succhia il clito e lei è scossa da violenti tremori per la continuazione del violento orgasmo. Vanno avanti così per alcuni minuti tutti e tre. Finchè sudatissimi cercano di riprendere un po di fiato. A turno si sciacquano al lavandino e si ricompongono anche se hanno nuovamente il cazzo duro.
“No. Non te li mettere.” Dice suo fratello. “Resta così, senza.”
Lei finisce di sistemarsi e con il reggiseno e gli slip in mano tornano nello scompartimento. Parlano ancora per qualche minuto, poi il loro amico li lascia con l’intento di ripassare dopo. Lei è costretta ad alzarsi spesso per recarsi in bagno ad asciugare i suoi umori che le scendono copiosi. Ha paura di macchiare la gonna. La leggera maglietta risalta la forma del seno e i capezzoli fuoriescono duri e vogliosi come ciliegie. Non passa inosservata. Anche se le forme un po piene non sono quelle di una classica top-model, più di un maschio sul quel vagone la osserva andare avanti e indietro lungo il corridoio. Lei stessa si bea al piccolo specchio osservandosi e passando le sue mani lungo il fianco per lisciare la maglietta. Dopo ogni rinfrescata si rimette al suo posto seduta intenta a leggere, distratta solo dai pensieri dei due maschi presenti in quello scompartimento. Guarda spesso la patta dei pantaloni per vedere se suo fratello lo ha ancora lungo e duro e si chiede come l’altro uomo può avere il cazzo. Circonciso? È la parola che gli continua a girare nel cervello. Poi se è grosso o storto o nodoso. Ricorda il sapore dello sperma di entrambi di poco fa. Forte e acidulo il primo, l’altro che preferisce di suo fratello è meno piccante e sa quasi come di gelato alla nocciola. Ride fra sé ma questi pensieri continuano a tenerla in uno stato perenne di eccitazione. Ogni qual volta si dirige in bagno, continua ad asciugarsi con la carta ma nel farlo si sfrega la patatina e il clitoride, dandosi piccoli nuovi stimoli. È passato già del tempo da quando è andata in bagno dall’ultima volta e ora è meglio controllare. Lungo il corridoio si imbatte in Francesco:
“Ciao. Dove stai andando?”
“Devo andare in bagno a controllare una cosa.”
Lui gli fa un largo sorriso e stringendosi una mano sulla patta dei pantaloni gli chiede:
“Posso venire anche io?”
Non dice nulla. Lo prende per una mano e si dirigono in bagno. Appena lei ha chiuso la porta lui gli si butta addosso schiacciandola contro la porta. Incomincia a palparla e a baciarla con irruenza. Sente la dura consistenza del cazzo che gli si struscia addosso e questo la fa ulteriormente bagnare. Cerca di insinuare una mano fra i loro corpi mentre lui continua a baciarla e a palparle le tette torcendo i capezzoli. Passano così alcuni minuti di palpeggi e strusciamenti finché con un minimo di lucidità si discostano e incominciano a spogliarsi. Lui le solleva la maglietta che oramai non nascondeva più nulla e non ha ancora finito di levarla del tutto che presi entrambi i globi perfetti si china e succhia i capezzoli. Li strizza e spreme mentre la bocca e la lingua succhiano e mordono i capezzoli alternativamente. Lei non può più nascondere il piacere che ne deriva. Mugola di piacere. Le mani ora scendono lungo i fianchi e raggiunta l’attaccatura della gonna la slaccia e con cautela la abbassa. Le gambe ora libere le divarica leggermente per permettere che la mano di lui si intrufoli la in mezzo per masturbarla. Non riesce più a contenere l’eccitazione e in totale abbandono gode tremando e ansimando, così in piedi, con lui che le succhia un capezzolo e gli strizza le tette. La mano in mezzo alle sue gambe continua ancora per molto il movimento attorno al clitoride facilitato dalle abbondanti secrezioni che ne fuoriescono. Si sente bagnata fino alle ginocchia e lei continua a godere rantolando e mugolando. Le sue mani lo cercano e lo accarezzano spettinandolo tutto. Stanco forse dalla postura in cui era messo si rialza baciandola sul collo e poi sulle labbra. La mano di lui continua a frugarle la figa e vorrebbe essere sdraiata e baciata ma conscia del fatto che lui non ha ancora goduto cerca con una mano di liberalo dal tormento dei pantaloni. La aiuta con una mano ma visto la difficoltà smette il lavoro che stava facendo e con entrambe le mani slaccia la cintura. Lei lo aiuta abbassandogli gli slip e vista la cappella dura e dritta vi si abbassa per togliergli con la lingua le stille di goccie che ne fuoriescono. Lui la tiene in quella posizione e capito quel che vuole vi si dedica con perizia in una eccitante pompa. Con una mano massaggia dolcemente le palle dure per poi leccarle e baciarle. Prima una poi l’altra. Con calma e senza fretta.. Con la punta della lingua risale lungo l’asta e centimetro dopo centimetro si ferma e lo mordicchia dolcemente. Lui è allo spasimo. Quando lei abbassa le labbra attorno al cazzo per imboccarlo nuovamente lui è già al limite. In una lenta e lunga succhiata lo lascia poi nuovamente libero e svettante all’aria, tutto lucido della sua saliva. Lo prende con una mano alla base mentre l’altra è sempre intenta a massaggiare le palle e riprende lo stesso giochetto. Cerca di infilarselo tutto in gola finché non lo sente arrivare in fondo e poi lentamente risale fino a che non esce dalla sua bocca. La lingua non rimane mai ferma. Gli solletica l’asta e la cappella. Cerca di farla entrare anche nel piccolo buchetto del meato. Lui è al limite. Non riesce più a parlare. Si appoggia alle pareti cercando di resistere. Gli piace questo gioco che lo eccita all’inverosimile. Vuole provare un nuovo gioco. Prese le tette com entrambe le mani lo stuzzica ora con un capezzolo ora con l’altro. Il contatto fra le sue tette e la pelle del cazzo è eccitante. Il tocco leggero li solletica entrambi. Infatti, in un strusciamento più forte lui gode. Dal principio stringe i denti e i pugni ma al contatto con quel morbido e caldo capezzolo non può più resistere e gode incontrollatamente. Lei viene presa alla sprovvista. Non si aspettava che godesse così velocemente. I primi violenti schizzi la colpiscono in faccia e sul collo. Cerca di afferrarlo velocemente e mentre si abbassa con la bocca aperta, altri schizzi continuano a colpirla in pieno viso e sui capelli. Succhia rumorosamente ingoiando tutto, anche perché è tanta la sborra che esce. Cercando di assaporare meglio gli ultimi schizzi li tiene in bocca, sulla lingua, cercando di cogliere il gusto. Infatti gli sembra diverso da quello di prima. Meno salato. Ora che incomincia a essere più morbido il cazzo lei ingoia tutto quello che le è rimasto in bocca. Pulisce il cazzo facendogli vedere bene la lingua e come glielo lecca tutto. L’osserva dal basso e lui ha un’espressione beata anche se gocciola per via del sudore. Felice si rialza e si guarda allo specchio mentre lui si siede sul water. Anche lei gocciola tutta di sudore e di sperma. Non immaginava che l’avesse imbrattata così tanto. Si passa le mani sulle tette per raccogliere con le dita un po di sperma e portatele alla bocca le succhia e le lecca. Lui la guarda con un’espressione di vivo interesse e voglia ma ha il cazzo decisamente fuori uso. Bussano alla porta.
“Maa, apri! Sono io.”
“Si apri è tuo fratello.”
Lui rimane seduto tranquillo, con il cazzo a penzoloni e mezzo nudo. Senza pulirsi apre il chiavistello e lui si ritrova catapultato in una sauna, dall’odore inconfondibile di sesso.
“Ma sei proprio una troia! Non ti si può lasciare un minuto che subito ti attacchi ad un cazzo.”
Lei è li nuda. Con la faccia, il collo e le tette imbrattate di sperma. Appoggiata al lavabo si sta massaggiando i seni spalmandosi la sborra. La situazione lo erotizza al punto che si apre i jeans e tira fuori il cazzo che si sta ingrossando velocemente. La cappella è ancora parzialmente coperta dal cappuccio ma la punta fuoriesce rossa e invitante. Lei si abbassa e prendendolo in bocca incomincia a giocarci con la lingua. Lo sente indurirsi sempre più. Fino a che, diventato sufficientemente duro, vi si dedica ad una superlativa spompata. Lui la prende da sotto alle ascelle e la solleva. La fa girare con la faccia contro allo specchio e incomincia a masturbarla. Con una mano passa sul davanti per il clitoride e l’altra da dietro, che scorre lungo il solco dal buco del culo alla figa. Ne titilla l’ingresso rendendolo sempre più umido e morbido. Bagnato ancora con un po della sua saliva sia il cazzo, che il buco del culo, gli si avvicina posizionandolo bene fra le sue chiappe. Se lo prende in mano e lo dirige lungo il solco fino a trovare il buchetto. Sentendosi rabbrividire di piacere e con quella cappella così calda, lei si solleva leggermente sulle punte dei piedi sporgendo ulteriormente il culo. Lui con una leggera e costante spinta entra e supera l’anello dell’ano. Ora, violato l’ingresso e con la cappella bloccata all’interno prende con entrambi le mani i fianchi di lei che lentamente sta spingendo verso suo fratello per permettere un ingresso costante al cazzo. Preso dalla frenesia, frena la sorella per permettere a lui di condurre il gioco e con un violento colpo di reni entra tutto in lei. La violenza dell’ingresso le toglie il respiro. Per un secondo resta con gli occhi sbarrati ad osservarsi allo specchio con la bocca aperta in totale apnea. Poi segue il movimento delle sue tette che ballano riflesse al ritmo che gli da suo fratello. Ogni affondo si sente piena. Lo stimolo che ne deriva è appagante e gli arriva direttamente al cervello. Cerca di masturbarsi il clitoride ma non gli serve stimolarlo perché le palle di lui sbattono ogni volta che affonda in lei. Gode giusto un attimo prima di sentirsi riempire le viscere di calda sborra. Gli ultimi colpi che riceve sono come ricevuti nel cervello e non dal suo corpo. Appagata e sudata si abbandona sul lavello mentre Francesco prende le tette penzolanti e le palpa dandole ancora stimoli di piacere. Lentamente sente il cazzo uscire. Lui lo tiene in mano e centimetro dopo centimetro, proprio come è entrato ne esce. Il mugolo che ne esce dalla bocca di lei non è ben capito se di godimento o di disappunto per il vuoto con cui viene lasciata. Gira la testa e guarda entrambi i ragazzi sfiniti. Sono entrambi con i cazzi a penzoloni anche se Francesco lo ha leggermente più duro.
“Cavoli gente. -Dice con filo di voce- Ero venuto per dirvi che non manca molto alla nostra stazione. Dai levati che mi lavo l’uccello.”
Lei si sposta con poca convinzione e si siede sulle gambe di Francesco che da parte sua continua a toccarle le tette. Come lui finisce di lavarsi e di rivestirsi, lei chiede al suo amico di alzarsi perché ha un impellente bisogno di svuotarsi.
“Ok fai. Mi piace guardare. Tanto io mi sciacquo un po. Sono marcio di sudore.”
Esterrefatta e con molto imbarazzo si libera l’intestino cercando di non fare rumore. Pulitasi il sedere, ora passa altra carta ad asciugarsi le gambe bagnate della sua ciprigna. Ha goduto come una fontana. Il tocco della sua mano le procura nuovamente piacere. Francesco da parte sua, ora che ha finito di lavarsi si è girato di fronte a lei e continua a masturbarle i capezzoli. Col cazzo davanti alla faccia è una dura tentazione. Anche se barzotto è pur sempre bello da guardare. Essendo circonciso, ha la cappella lucida ben in vista e poi ancora bagnato è troppo invitante, per cui gli da una prima leccata alla punta. Lui gli si fa più vicino e lei lo prende tutto in bocca. Si meraviglia di come è caldo e morbido. Lo ha tutto in bocca al punto di avere il naso fra i suoi peli. Deve piegare leggermente la testa per tenerlo tutto in bocca. Incomincia così un leggero pompino che porta ben presto ad essere nuovamente eccitata lei e duro il suo cazzo. Suo fratello batte alla porta e gli intima di uscire immediatamente perché sono arrivati. Infatti il treno incomincia a rallentare. Giusto il tempo di rivestirsi velocemente e come escono dal bagno il treno è già fermo in stazione. Un bacio veloce e poi Francesco li aiuta a scendere i bagagli. Si salutano a malincuore. Quando il treno riparte, salutano anche i genitori del loro amico che li aspettano al finestrino per augurargli buone vacanze.

By maxtaxi
Aspetto i vostri commenti e giudizi.

I. & O. MariaGrazia – Capitolo 3

Le dita scorrono veloci sulle tastiera. Delicatamente battono sui tasti mentre le cuffie portano la musica direttamente alle orecchie. La concentrazione è massima. Questo è il pezzo più difficile. Lo ha ripetuto decine e decine di volte. Puntualmente ha sempre sbagliato perdendo il ritmo dell’esecuzione. Ora lo sta affrontando con un ingresso lento per cercare di uscirne veloce e lasciando nell’aria le note travolgenti. Si, ecco che riesce e continua felice. Sorride anche per la contentezza di esserci riuscita finalmente. Dopo settimane di prove ora le dita scorrono libere verso la meta battendo sui tasti con decisione e fermezza. Finito si sente appagata, con le note che le risuonano ancora nel cervello. Ora si abbandona allo schienale della sedia quasi con il fiato corto. Si allunga stirandosi e inarcando la schiena all’indietro sentendo i muscoli delle spalle sciogliersi. Si rilassa con lunghi e profondi respiri. Così facendo nota il movimento delle sue tette libere da ogni indumento. È passata una settimana da quando ha incominciato a stare nuda per casa e non si è ancora abituata. A lui piace vederla così. Il pensiero di lui e della sua possibile presenza che la osserva le porta un minimo di imbarazzo ed eccitazione al tempo stesso. Infatti i suoi capezzoli stanno quasi perennemente duri. È ora di alzarsi per andare in bagno a controllare. Abbassate le mutandine si siede sul water. Controlla l’assorbente e lo trova pulito. Lo lascia perché non si sa mai e si avvia in cucina a bere qualcosa.
“Ciao. Hai finito di studiare?”
Lei rimane gelata sulla soglia della porta. Sua madre è li che la osserva mezza nuda mentre si sente mancare il respiro.
“Sei venuta a bere qualcosa?”
Non le risponde. Ha la gola secca e le parole non le escono. Tremante si avvia verso il frigorifero ed estrae una bottiglia di succo in cui beve a canna.
“Sai, è da un po che ti voglio parlare. Vieni con me in camera.”
Completamente nel panico la insegue con mille domande che gli turbinano nella testa. Lei è seduta sul bordo del letto intenta ad aprire un cassetto in cui estrae diversi pacchettini.
“Vieni. Guarda!”
Dice mentre glieli porge. Sono baby-doll di ogni fattezza e colore. Ricamati e non.
“Provali. Ne ho talmente tanti che questi non li uso da molto tempo. Se c’è qualcuno che ti piace prendilo pure. Te lo regalo.”
“Sono bellissimi, grazie mamma.”
L’abbraccia con trasporto e con autentica gioia, dimenticandosi della sua nudità. Li prova tutti. Uno dopo l’altro mirandosi allo specchio. Molti sono così trasparenti che non lasciano nulla all’immaginazione e al tatto sono così morbidi e leggeri. I suoi capezzoli durissimi vengono esaltati dal tessuto come la forma dei suoi seni. Con imbarazzo si sfila anche le mutande indossando velocemente le culotte o sgambatissimi slip.
“Vedo che non sai deciderti cosa scegliere. Vado a finire di preparare pranzo prima che arrivi tuo padre. Fai con calma. Prendi tutti quelli che vuoi.”
Continua a cambiarsi e rimirarsi allo specchio. Un po di lato. Di profilo. Girandosi. Si compiace della figura che vede riflessa nello specchio.
“Ma brava! Lo sa la mamma che stai provando la sua biancheria?”
Suo fratello è alla porta che la guarda.
“Certo. È stata lei a dirmi di prendere quelli che voglio.”
“Bene. Papà sta arrivando. Fagli vedere come ti sta questo con questo.”
Gli mette in mano un baby-doll rosa trasparente con orli di pizzo sia al bordo che attorno al collo. Sembra quasi che porta una collana cui gli cade giusto sopra al seno. Il mini slip di pizzo si insinua fra le natiche mentre d’avanti esalta le labbra della patatina e non nasconde il fatto che è totalmente depilata.
“Ma è troppo audace.” Dice arrossendo.
La prende per un braccio e la porta in cucina nel momento esatto in cui entra il genitore.
“Complimenti! Ma che bel confettino.” Esclama esterrefatto.
“Ti piace? Gli ho detto io di vestirsi così.”
“Si amore. Gli ho permesso di prendere tutti quelli che vuole.” Gli fa eco la madre.
“Amore. Hai fatto una figlia bellissima.” Si avvicina a sua moglie e la bacia con trasporto.
“Forza che abbiamo poco tempo. Metti in tavola che vado a lavarmi le mani.”
Il pranzo come sempre passa troppo velocemente. Il telegiornale scorre inosservato visto che tutti guardano le tette appena coperte di lei. Il pizzo che sovrasta i seni sembra fatto apposta per esaltarli e i capezzoli escono dalle maglie prepotentemente. Come sempre le donne di casa sparecchiano per poi porgere la tazza di caffè al padre. Nel farlo le tette ballano libere e provocanti ma il lavoro chiama e tocca alzarsi per andare al proprio dovere. Un ultimo bacio più passionale che mai alla moglie e poi via di corsa. Rimasti soli finiscono le faccende di casa e infine come sempre la loro madre si sdraia a letto per il riposino quotidiano.
“Complimenti. Hai fatto eccitare papà. Ora che ne diresti di finire il gioco che hai incominciato?”
Mentre si sdraia sul letto si abbassa i pantaloncini facendo fuoriuscire un cazzo durissimo. Lei oramai abituata alle stravaganti richieste di suo fratello non batte ciglio. Si avvicina sfilandosi il baby- doll e insinuata fra le sue gambe incomincia un lento lavoro con la punta della lingua. Parte dalla base delle palle in cui ci giocherella anche con le labbra. Sale lungo il cazzo con lenti movimenti alternati a baci. Imbocca la cappella facendo sentire la lingua che gli rotea attorno per poi farsi sparire il cazzo tutto fino in gola lentamente. Lo osserva mentre gli accarezza le palle. Guarda la sua beata espressione di piacere e questo la eccita. Si accarezza un po il clitoride mentre continua ad andare su e giù lungo l’asta sempre più dura e vibrante. Lo conosce bene e se anche vorrebbe continuare con questo gioco lui è arrivato al limite. O si ferma o accelera il movimento facendolo godere. Infatti, preso li cazzo alla base incomincia un velocissimo pompino in cui ogni tanto si sente il risucchio della bocca. Lui si irrigidisce tutto e mugolando gode. Il cazzo vibrando tutto, esplode in violenti getti di sperma che in poco tempo le riempie la bocca. Ingoia tutto mentre ora con la sua mano infilata fra le gambe si sta masturbando il suo clitoride durissimo e viscido dai suoi copiosi umori. Poco dopo anche lei gode scossa da piccoli tremiti. Restano così per un po mentre il respiro si fa più regolare.
“Sei sempre la migliore.”
Le accarezza la nuca e poi nudo si rialza dal letto. Lei prende il suo posto e vi si sdraia appagata appisolandosi immediatamente.
La sveglia sua madre scrollandola per un braccio.
“Dai Titta, sveglia che è tardi. Entrambi dovete ancora preparare la roba per andare via domani.”
A malincuore si sveglia alzandosi dal letto e prepara la valigia. Quando ha finito di mettere via tutto va in sala a guardare la tele dove trova suo fratello intento a parlare al telefono coi suoi amici. Irrompe la madre minacciando che se al suo ritorno dalla spesa non avesse trovato la camera in ordine non avrebbe visto più il motorino e non sarebbe più uscito fino a capodanno. Vista la collera si alza immediatamente e come un tornado ripone tutto a posto.
“Vuoi una mano?” Le chiede sua sorella.
“Si prendi questi stracci e portali in bagno per essere lavati.”
“Ma domani parti solo con questo zaino? E i libri di scuola dove li hai messi?”
“Senti non rompere ok?”
“Guarda che quando torna la mamma dopo ti fa il culo”
“Se non la pianti sono io quello che ti fa il culo.”
“Ok, fa come credi ma se mi fai vedere ti do una mano.”
Senza aspettare una sua risposta incomincia a svuotare lo zaino per poi riempirlo nuovamente con gli indumenti ben piegati e aggiungendo anche alcune maglie. Visto che si va in montagna meglio essere previdenti. Mentre lui è intento a portare la roba sporca in bagno, lei trova in fondo all’armadio alcune riviste porno. Quando incomincia a sfogliare le pagine immediatamente un calore la raggiunge al basso ventre. Quasi senza accorgersi si infila una mano nel tanga e incomincia una lenta masturbazione sempre attenta a quel che legge. Suo fratello quando torna la trova chinata sul giornale si arrabbia e sta per sgridarla quando la vede intenta a masturbarsi. Le si avvicina alle spalle e gli accarezza la schiena dal basso verso l’alto facendola rabbrividire. Ridiscende con entrambe le mani per insinuarsi sotto al baby-doll. Risale sfiorando dolcemente la pancia e i fianchi fino a raggiungere i globi del seno per poi attanagliare i capezzoli turgidi e giocarci masturbandoli. Lei tutta intenta nella rivista e con le dita che le torcono i capezzoli e il clito, lei incomincia ad ansimare. Sente distintamente alle sue spalle la consistenza e il cazzo di suo fratello e vi si appoggia deliberatamente. Il piacere le monta dentro in modo incontrollato mentre si abbandona sempre più fra le braccia del fratello. Abbandonata da ogni forza, appoggia la testa sulla spalla di lui e che la incomincia a baciare sul collo ed ecco che il godimento esplode in un urlo roco. Continua a godere come se avesse le convulsioni mentre la lingua di lui passa dal collo al lobo dell’orecchio. Si adagia a terra perché lui si è spostato di lato. Ora sollevata la vestaglia le succhia e bacia i capezzoli mentre le mani la accarezzano tutta. La lingua scorre sulla pancia. Gira attorno all’ombelico e scende verso il monte di venere. Si aiuta con le mani e discosta il tanga da un lato liberando alla vista le piccole labbrine. Calde e bagnate si dischiudono al contatto della lingua che scorre lungo tutto il solco. Raggiunto il clitoride rotea per un po con la lingua per poi succhiarlo con avidità. Lei ha un sussulto di piacere. Si abbandona completamente alle sensazioni che sta provando. Il calore è intenso e la pervade per tutto il corpo. Le sue mani ora scorrono su di lui toccando e sfiorando i suoi fianchi. Sente che sta per venire nuovamente e si lascia andare in un ennesimo orgasmo in cui la lascia svuotata completamente da ogni forza. Quando riapre le gambe liberandogli la testa, lui riprende a respirare più normalmente. Con una mano si libera dei boxer e impugnato il cazzo lo dirige verso la bocca di lei. Fa scorrere la cappella lungo le di lei e solo allora si accorge che lui è sopra nella classica posizione del 69. Apre la bocca e lo ingoia. Per poter meglio succhiare lo impugna ma lui è talmente preso che la sta letteralmente scopando in bocca. Ogni affondo rischia di farla soffocare al punto che è costretta a piegare di lato la testa per farlo fuoriuscire. Continua a leccarlo e succhiarlo finché non sborra con copiosi getti. Solo una parte riesce a bere mentre tutto il resto si riversa sulla faccia, sui capelli e sul collo. Continua a leccarlo e succhiarlo a lungo, anche dopo che a preso una consistenza e dimensione più normale. Stanco della posizione si sdraia al suo fianco appoggiando la testa sulla sua coscia. Anche lei si abbandona con la testa sulla coscia di lui e con il cazzo a pochi centimetri dalla sua bocca.
“Complimenti sorellina. Questa sera devo uscire con la tipa che mi ha promesso una serata speciale ma mi hai lasciato svuotato. Farò la figura dell’impotente.”
“Non ti lamentare. Potrai sempre rifarti al nostro ritorno.”
“Comunque cerca di non urlare sempre in questo modo. O anche i nostri vicini capiranno che stai godendo come una vacca.”
Non gli risponde. Sorridente e felice si gode questo momento di relax mentre ogni tanto stuzzica il cazzetto con alcuni colpi di lingua. Si sente appiccicosa. Lentamente si alza e in bagno si osserva allo specchio. La sborra addosso non le da fastidio ma si arrabbia quando vede che la vestaglietta si è sporcata. La mette a bagno e poi anche lei si infila in doccia. Come sempre la sera suo fratello esce mentre lei si dedica per un po agli esercizi al piano per poi finalmente concedersi un sonno ristoratore. La sveglia al mattino suona troppo presto anche per lei e resta a letto riaddormentandosi. Purtroppo devono partire. È suo padre che la scrolla per alzarla dal letto. Appena realizza che è lui ad averla svegliata cerca di rivestirsi velocemente ma lui non esce dalla camera. Continua a guardare gli spartiti del piano e ad osservarla.
“Hai suonato fino a tardi anche ieri sera. Brava. Come sta andando?”
“Bene. Sono riuscita a superare quel tappo. Giusto ieri l’ho portata a termine in una sola volta.”
“Bravissima!”
Le si avvicina e le da un puffetto sulla guancia. Poi si abbassa e la bacia su una guancia. Nel risollevarsi col dorso della mano le sfiora un capezzolo turgido e poi si avvia verso la cucina. Finisce di vestirsi ma è tutta elettrizzata, se avesse più tempo si farebbe un bel ditalino. In camera del fratello invece è la madre a svegliarlo. Per lui ci vuole più tempo per fargli comprendere che è ora di alzarsi. In cucina si ritrovano e si abbracciano i due genitori. Come novelli sposi si dedicano a un po di tenere effusioni.

I. & O. MariaGrazia – Capitolo 2

Guidare sul motorino non è facile sopratutto quando ho il culo che mi fa male e stare seduta è fastidioso. In teoria dovrei seguire mio fratello per andare alla spiaggia ma lui mi ha già abbondantemente distanziata. Quando arrivo è attorniato dai suoi amici sbruffoni. Già mi pento di essere venuta. Mi accodo a loro, che sistemati gli asciugamani alla meglio sulla sabbia ci dirigiamo in acqua. Fanno comunella fra di loro senza minimamente considerarmi. Mi ritengo fortunata che non mi sfottono e almeno così, passa in’osservata il mio disagio di stare in costume di fronte a tutti. Mi metto tranquilla sull’asciugamano ma ecco che arriva tutta la banda. Non so perchè mi sono sdraiata. Ecco che incominciano a rincorrersi e qualcuno mi butta la sabbia nel costume sulla schiena. Ridono come solo un branco di babbuini può fare. Vado in acqua a lavarmi e si tuffano tutti attorno a mè compreso quello scemo di mio fratello. Mi spingono a nuotare con loro fino alla boa. Per stare in compagnia accetto anche se di mala voglia. Ne approfitto per togliere parte della sabbia che ho nel costume. Alla boa incominciano a immergersi e a lanciarsi la sabbia che prendono dal fondo. Se la infilano nei costumi fra di loro come nel mio. Più di uno mi palpa volontariamente il seno o il sedere con questi giochi stupidi. L’umore incomincia a diventare sempre più nero mentre sento le braccia stanche. Con fatica mi isso sulla boa e mi metto a sedere sul bordo. Immediatamente all’unisono, vengo bombardata da tutti con sabbia e acqua. Scalcio un po a destra e a sinistra finche non colpisco qualcuno alla faccia. Finalmente si fermano. Capiscono che un gioco è bello quando dura poco. Si aggrappano alla boa e finalmente posso vedere chi ho preso. È Francesco, l’ho preso al labbro che si è già gonfiato.
“Ma sei proprio una vacca!” “Ma che ti ha preso?” “Stupida non sai stare al gioco?” “A momenti mi ammazzi.” “Ma sei impazzita?” Tutti in coro mi insultano, cerco di dire qualcosa in mia discolpa ma non riesco a parlare. Non reggo più. Piango. La smettono e forse capiscono di aver esagerato. Non so chi è ma mi si siede dietro e mi abbraccia. Sono tutti teneri e cercano di scusarsi. Smetto di piangere singhiozzando.
“Dai sorellina non fare così. Stavamo solo giocando. Sei l’ultima arrivata e volevamo battezzati. E poi vige la regola che chi arriva ultimo alla boa o chi sale per primo paga pegno. Ecco perchè ti abbiamo bombardata di sabbia. Per noi è normale.”
“Si scusaci. Non pensavamo che te la prendessi tanto.”
“Ok ragazzi scusatemi.”
“Si è liberato il pedalò. Dai muovetevi prima che c’è l’ho portano via!” Chi era dietro a mè mi spinge in acqua. Tutti si buttano in una nuotata selvaggia. Li raggiungo dopo molto. Siamo in cinque. Partiamo con mè come passeggera posizionata dietro insieme a Francesco. Andiamo verso la scogliera. Giunti, rincominciamo a fare il bagno nuovamente. Qualcuno si arrampica sugli scogli per spiccare dei tuffi.
“Ciao troiona!” Non mi sono accorta ma ci ha raggiunto Miki. Un’altro amico di mio fratello idiota invece.. Alla vista di chi è mi si congela il sangue nelle vene. Penso a quello fatto ieri e provo un misto di imbarazzo ed eccitazione. Allunga le mani da sotto l’acqua e raggiunto i miei seni mi da un pizzicotto ad entrambi i capezzoli. Presa alla sprovvista non posso neppure gridare perchè vengo presa alle spalle e spinta in fondo. Incominciamo coi giochi idioti penso. Mi immedesimo con i babbuini (cioè loro) e incomincio ad aggrapparmi al primo che trovo spingendolo in fondo. Nella guerra di tutti contro tutti vengo presa e tirata in fondo più volte. Nella confusione un po tutti ne approfittano per palparmi o strofinarsi addosso. Finalmente dopo tanto saliamo sul pedalò. Ho le braccia stanche. Miki fa notare a tutti che sono eccitata per il fatto che ho i capezzoli duri. L’attenzione è calamitata su di mè. Arrossisco immediatamente. Cerco di dire che lui me li ha pizzicati ma interviene mio fratello.
“Guarda che non ti devi vergognare. Hai un costume così trasparente che si intuisce perfettamente che sotto sei anche depilata.” Mi guardo meglio ed è vero. L’azzurro e il giallo del costume una volta bagnato si è incollato sulla pelle creando un effetto pellicola trasparente. Non sò che fare. Tra l’altro sembra che abbia la topolina in vista per come il costume si insinua fra le labbra lasciando poco all’immaginazione.
“Vero. Ieri l’abbiamo vista distintamente come era depilata, vero?” Mi chiede Miki. Non so che rispondere. Penso di buttarmi in acqua e affogare dalla vergogna. Mio fratello sale sul pedalò e posizionatosi vicino a mè.
“Dai facci vedere quanto sei figa senza peli. Sù dai..” Mi mette una mano sulla coscia vicino all’inguine e salendo incomincia a strofinarsi lungo il taglio della mia topolina. Insinua un dito sotto all’elastico del costume e lo scosta.
“Dai allarga le gambe altrimenti i ragazzi non riescono a vedere bene. Forza.” Uno dei ragazzi mi prende un ginocchio e ora aperta e semi sdraiata sono con la topolina in mostra a tutti.
“Visto che bella? Quante ne avete viste di così? Labbra grosse e carnose con un clito da succhiare tutti i giorni. Chi non vorrebbe farsela? Vi vedo che siete tutti arrapati, stronzi. Ma questa patatina è già stata promessa ad un’altro quindi guardare e non toccare chiaro?” Lo guardo dubbiosa. Ma cosa vuole dire promessa? I ragazzi sono tutti in tiro. Chi ha gli slip si vede bene che sono lunghi verso sinistra. Chi invece porta i boxer il bozzo è meno evidente.
“Se vi volete sfogare fatelo in acqua. Lei non dice di no anche perchè così in spiaggia non ci potete andare.” Chi era salito si rituffa mentre io vengo spinta ad andare a mettermi davanti. A cosce spalancate coi talloni sul bordo, scosto l’orlo del costume mettendo in bella mostra la topolina. Il sole mi colpisce direttamente sul clitoride. Il calore è piacevole e la voglia di masturbarmi sale. Loro si posizionano tutti in acqua e incominciano a segarsi. Non resisto alla tentazione e li imito regalandogli uno spettacolo da sogno. Mi masturbo solo il clitoride accentuando il movimento delle dita. Sono già particolarmente eccitata e come loro non resisto molto e mi lascio andare godendo e singhiozzando. Dal canto loro mi rispondono con gemiti e sorrisi. Poco dopo ripartiamo con mè sempre davanti e loro tutti dietro. Vicino alla riva mi butto in acqua e vi rimango per molto tempo ma non riesco a far scendere i capezzoli. Oramai sono lessa ed è tardi. Accompagnata dagli altri che nel frattempo mi hanno raggiunta mi sdraio sull’asciugamano. Sono impacciata e le gambe mi tremano per la vergogna. I capezzoli non scemano e restano ritti e duri. Resto sdraiata a lungo ma il risultato non cambia. I ragazzi giocano a inseguirsi mentre io resto in disparte. Anche dopo aver mangiato il gelato i capezzoli restano duri. I ragazzi rincominciano a sfottermi e sopratutto a fare allusioni sullo stato delle mie tette. La smettono solo quando c’e ne andiamo. Il motorino non parte. Ci provano anche i ragazzi ma niente. Rimane morto. Faccio cambio con uno dei loro e tutti assieme ci dirigiamo verso il box di uno che abita li vicino. Non è un garage ma una vera officina. Ci sono pezzi sparsi ovunque. Lavora per una buona mezz’ora mentre noi ascoltiamo musica e beviamo cola. Lo scende dal cavalletto, mette in moto e parte a razzo provandolo nel cortile. Che manico, riesce pure a impennare. Sono veramente contenta.
“Ok. Era solo il carburatore sporco. Ti ho pulito il filtro e cambiata la candela. In poco tempo non posso fare altro ma se vieni un’altra volta ti tolgo le strozzature e se vuoi ti metto sotto un’ottanta.”
“Sono veramente contenta. Non sò come fare per sdebitarmi. Grazie.”
“Un modo ci sarebbe.” Mi fà l’occhiolino. “Fammi un lavoro di bocca come hai fatto a Miki ieri.” Lo guardo interdetta. Ma come può chiedermi una cosa del genere. Per chi mi ha preso, penso.
“Guarda che non può farti la pompa che ha fatto ieri, perchè oggi la può fare meglio.” E’ mio fratello che parla. “Ha fatto molta pratica da ieri.” Ridono tutti.
“Allora bisogna controllare subito cosa ha imparato.” Dice Miki. Mi prende per una spalla e mi abbassa facendomi inginocchiare mentre con una mano cerca di abbassarsi i boxser da bagno. È davanti alla mia faccia. Non è duro ma solo un pò gonfio. Guardo mio fratello perchè non sò che fare ma lui mi si mette di spalle e incomincia a sbottonarmi il vestito. Mi abbassa le spalline insiene al costume e prese le tette da sotto le fa sobbalzare fuori. Incomincia ad accarezzare i capezzoli e a masturbarli con le dita.
“Sono duri e grossi come il tuo clitoride. Come vorrei mangiartelo e leccartelo.” Mi bisbiglia all’orecchio. “Dai fai vedere cosa ti ho insegnato questa mattina.” Mi bacia il collo e mi mordicchia il lobo dell’orecchio. Fortuna che sono in ginocchio perchè le gambe le sento cedere. Abbasso ancora di più il boxser fino alle ginocchia e impugnato il cazzo incomincio a leccarlo. È salato. Mi si indurisce immediatamente al contatto con la lingua. Mi ci metto d’impegno cercando di mettere in pratica tutto quello che mi ha detto lui. Partendo dalle palle che stuzzico e solletico fino ad imboccarlo tutto, facendomi quasi soffocare più di una volta. Sono brava e lo intuisco dai suoi mugolii.. Quando lo sento tremare capisco che stà per venire e infatti ingoio tutto velocemente. Continuo ancora a succhiare e a leccare. Rantola e mi sprona a continuare. Ho le guance che mi fanno un po male ma continuo alternando la velocità del pompino con le leccate lente. Alzando gli occhi e a osservare la sua espressione mi eccito pure io oltre ogni limite. Ogni tanto qualche mano mi palpa le tette o mi stuzzica i capezzoli durissimi. Trema tutto. Non solo il cazzo ma proprio anche le gambe e sborra. Questa volta a parte i primi due schizzi il resto che ne esce è più copioso e sgorga in modo più tranquillo. È meno salato. Più piacevole al palato. Sà quasi di castagne bollite. Capisco che basta quando con una mano si appoggia a mè. Gli do ancora un paio di leccate guardandolo a sorridermi e lo lascio con un bacietto. Soddisfatto si sposta e vengo quasi presa di forza da qualcuno che me lo infila dritto in gola. Ho già il collo e la bocca stanca. Rifletto che ne devo soddisfare ancora parecchi. Qui non c’è la faro mai. Mi viene in mente il trucchetto della mano ’sega’ e mi ci metto di impegno ancora. Sono subito innondata da un fiume di sborra. Che mi prende alla sprovvista. Quasi mi soffoca per la quantità e la violenza degli schizzi. Riesco comunque a ingoiare tutto anche se qualcosa mi cola dagli angoli della bocca. Non faccio intempo a leccarlo per ripulirlo che qualcuno lo scansa velocemente. Vengo presa da una mano alla nuca che mi guida la bocca su un cazzo veramente grosso e con una cappella violacea e di tutto rispetto. Non faccio in tempo a chiudere le labbra sul cazzo che incomincia a godere. Seduta sui talloni resto semplicemente con la bocca aperta per ricevere la sborra direttamente sulla lingua. Molti schizzi mi bagnano la faccia e me li sento colare anche sulle tette. Si alternano a vicenda per molto tempo anche più di una volta. Quando, a forza di essere palpata e stuzzicata sulle tette e vengo, lo spompinato di turno non resiste e mi imbratta tutta pure lui la faccia e le tette. Finalmente ho finito e sono tutta un dolore. Collo, guance, braccia, tette, capezzoli, ginocchia.. A fatica mi aiutano ad alzarmi. Mi gira pure la testa. Al lavandino mi schiacquo e mi ricompongo. Penso che devo essere un bello spettacolo, con le tette al vento e tutta imbrattata di sperma. Tutti si complimentano con mè per la mia bravura e questo mi inorgoglisce. Avviato il motorino mi godo l’aria fresca ma ho un po di nausea. Non so quanti litri di sborra ho bevuto. Arriviamo a casa che la cena è già in tavola e non faccio in tempo a cambiarmi. Mi tolgo solo il vestito perchè imparte bagnato e macchiato di sperma. Mio padre si complimenta con noi perchè siamo andati in spiaggia assieme. Io arrossisco pensando a cosa è successo oggi e i capezzoli non accennano a scendere. Anzi sono sempre più duri. Noto fra imbarazzo e orgoglio che mi osservano spesso le tette. Mangio poco perchè ho la nausea e mi rinviene la sborra. Non l’ho digerita. Dopo cena faccio la doccia e mi metto a fare gli esercizzi al piano o altrimenti al conservatorio non ci entro. Quando finisco è tardi. Vado in cucina per bere qualcosa quando passando davanti alla camera dei miei rimango colpita da un urlo inconfondibile. Guardo bene dalla porta semi aperta e vedo mia madre cavalcare mio padre. Incredibile lui sdraiato che asseconda il movimento di lei dando dei violenti colpi che sento distintamente risuonare. Lei, con le ginocchia hai suoi lati che sale e scende abbandonandosi e contorcendosi. Rimango colpita dalla selvaggia scopata che quei due si stanno concedendo. Papà ora prende i seni che ballano allunisono e incomincia a succhiarli. Mamma viene tremando e gorgogliando qualche parola mentre si innarca all’indietro. Non riesco a resistere e incomincio a masturbarmi il clitoride. Mamma ansima ancora quando si solleva da papà. Vedo bene il suo cazzo lungo, scappellato e lucido dai suoi umori. Si abbassa e incomincia a succhiarlo. Ha una tecnica particolare. Quando risale con la bocca mugola per fargli capire che gli piace. Lui è immobile con le gambe aperte. Si irrigidisce sollevando leggermente il bacino e lei si muove ora più velocemente col cazzo in bocca.
“Siii..” Viene urlando sottovoce. Lei presa come da una frenesia accellera ancora più velocemente finche non rallenta e si ferma. Troppo presa dallo spettacolo vengo inaspettatamente e perdo l’equilibrio dando una sonora testata al muro. Controllo e apparentemente non mi hanno sentita. Piano, piano mi dirigo in bagno e poi finalmente mi metto a letto, nuda. Sento ancora la topolina calda e pulsare come se avesse ancora voglia. Il sonno mi raggiunge mentre accarezzo le labbrine interne.
Dall’altra parte del muro:
“Amore, pensi che ci abbia sentito?”
“Spero di no.” Risponde lei. “Dobbiamo incominciare a stare più attenti e sopratutto a fare meno rumore. Con il caldo stiamo tutti con le finestre e le porte aperte.” Risponde sempre mentre è intenta a leccare e succhiare ancora.
“Amore. Hai proprio deciso di farmi fare gli straordinari? Guarda che se continui poi domani non riesco più ad alzarmi per andare a lavorare.”
Si solleva e si allunga sul suo corpo strusciandosi su di lui. Gli piace la sensazione di calore che emana. Si baciano un pò finchè poi inesorabilmente la stanchezza prevale sulla voglia di continuare. Come sempre lui si alza per andare al bagno. Urina e controlla le camere. Il casino che vede nella penombra in quella del figlio gli fà storcere il naso. Il quella della figlia invece.. Che spettacolo lei dorme supina. Le tette in alto coi capezzoli durissimi. Una gamba leggermente semiflessa. La mano sulla fighetta depilata. Il cazzo ha come un impulso di risveglio. Mai ha pensato a lei come a una donna e ora cosa gli stà succedendo. Il desiderio di lei aumenta. Sono entrambi nudi nella stessa camera. Allunga la mano per sfiorarle il seno. Incontra il capezzolo e con il palmo lo accarezza sempre più arditamente. Lei ha un sussulto. Si irrigidisce ma continua ora con entrambi le mani sui capezzoli. Continua a dormire ma si vede chiaramente che la mano è intenta a soddisfare la sete di godimento. Ora ha il cazzo in erezione. Si solleva da lei. Prima di andarsene le da un bacietto su entrambi i seni e non resitendo, anche una leccatina sui capezzoli. Annusa il profumo di donna che scaturisce dalla fighetta e ne esce eccitato più di prima. In camera è tormentato dai mille dubbi e dalla coscenza. La moglie si accoccola a lui mentre una mano incomincia ad accarezzarlo. Trova una sorpresa dura:
“Attento vechietto. Se ne fai troppe tutte una volta, poi mi lasci a digiuno per un mese. Chi devo ringraziare per questo regalo? Nostra figlia?” Ha un sussulto come se fosse stato accoltellato. “Stai tranquillo. Ho visto come gli guardavi le tette a cena. Con quel costume la linea è ancora più marcata. Ti ricordi i giochi che facciamo? Domani sarò la tua piccolina vizziosa. Ti và?” Non le risponde. La bacia passionatamente tirandola verso di lui e palpandola tutta.
“E io sarò il tuo fratellino porcello.. A domani amore.” Le sorride contento mentre lei si gira sul letto accostandogli il suo meraviglioso sedere. Il desiderio di quella giovane carne è sempre più impellente. La notte passa in mille tormenti e sogni. Il sonno è stato leggero e agitato. Ha sentito l’ora tarda in cui è entrato il figlio. Il mattino giunge con l’immancabile suono della sveglia. La vede e la desidera come non mai. L’erezione e la voglia che si è protratta per tutta la notte, ora chiede di essere soddisfatta. Incomincia a baciarle la schiena. Sciende lungo l’incavo delle natiche. Trova il buchetto e cerca di infilarci la lingua. Fà scorrere una mano all’interno delle sue cosce, stuzzica un pò l’ingresso della vagina e la penetra con un dito trovandolo caldo e umido. Non può resitere oltre. La desidera troppo. Si allunga al suo fianco e così di lato le guida il suo cazzo nel buchino. Intuisce il desiderio del suo partner ed espone leggermente il sedere. L’ingresso non è mai stato un problema e infatti entra tutto dentro come risucchiato in lei. Le pareti dell’intestino accolgono il cazzo avvolgendolo come un guanto stretto. La sensazione di disagio si sostituisce immediatamente a quella del piacere. L’irruenza della scopata accompagnata dalla masturbazione la fa godere in poco tempo e quasi all’unisono godono entrambi. Col fiato corto si baciano pur avendo ancora in lei il suo maestoso cazzone. Il suo amorone come lo chiama spesso. Guarda l’orologio ed è ormai tardi per andare al lavoro. Si dividono e a malincuore si alza dal letto per andare in sala a telefonare all’hotel. Anche lei si alza ma per andare in bagno. La prima porta aperta che incontra è quella della figlia. Dorme a pancia in giù col culo prominente in cui risalta il bianco lasciato dall’abbronzatura. Si intravede parte della figa e delle labbra. Pensa che è passato già molto tempo dall’ultima volta che si è vista con la sua amica. Forse la chiamerà per rinnovare gli incontro saffici in cui si dedicavano. Nella camera del figlio invece, lo vede lì, con il cazzo lungo e duro. Le palle sono in bella vista grazie anche al fatto che ha le gambe aperte a squadra. Il marito la raggiunge e la cinge dalle spalle. Le prende i seni e incomincia a stuzzicare i capezzoli ancora duri. Bisbigliando all’orecchio:
“Immagina se si svegliasse ora e ci vede così, nudi ed eccitati. Questo grazie a lui.” Gira solo la testa per baciarlo mentre si appoggia col sedere per sentire la consistenza del suo giocattolo.
“Ora faresti brutta figura amore.” Le dice mentre si avviano entrambi in bagno. Pensa che ha molti baby-doll nell’armadio, forse sua figlia acceterà di indossarne uno, almeno per stare in casa. Lavandosi si strusciano come quando erano sposini. Si fermano ancora prima ad osservare il figlio e poi la figlia e infine bevuto il caffè e rivestitisi di corsa, scappano incontro alle loro mansioni quotidiane di lavoro.
Racconto scritto a
quattro mani, mandate
le vostre considerazioni.
By maxtaxi
Francesca

I. & O. MariaGrazia – Capitolo 1

I. & O.
Maria Grazia
Mi specchio e guardo la mia figura. Quasi non ci sta tutta. Mamma ha voluto comprare un nuovo costume da bagno e ha insistito tanto che ne prendessi uno anche io. Come fà a non capire. Eppure ci vede bene. Questo costume è perfetto. Mi si vede bene come si formi un sorriso da sotto alla pancia.
“Dai apri fatti vedere.”
“Certo che se urli ancora più forte ci sentono fino in piazza.”
“Bene, questo ti va benissimo. Che ne dici, lo prendiamo? Oppure preferisci quello nero.” A pensare di provare ancora un costume non se ne parla.
“No grazie, questo va benissimo.” Richiude la porta e mi rispecchio poco convinta. Certo che se devo veramente andare al mare dovrò depilarmi. Guarda che peli sulle gambe. Poi questo costume è tanto sgambato che mi si vedono pure i peli della fica. Dovrò depilarmi anche li. Arrossisco al solo pensiero. Sono troppo timida. Mamma me lo dice in continuazione che devo buttarmi di più. Fare più vita sociale e uscire più spesso da casa. Parla facile. Lei non si ritrova a dover fare i conti con le calorie tutte le volte che mangia. Finalmente questa tortura del centro commerciale è finita. Non sopporto di andare in giro a comprare i vestiti e dover sorbirmi tutte le volte il lavaggio del cervello da lei. Finalmente a casa. Mi metto in libertà e in camera indossate le cuffie mi dedico alla mia passione preferita: Suonare il pianoforte. L’indomani mattina, fatta la solita colazione di the e fette biscottate mamma mi obbliga a prepararmi. Nel pomeriggio vuole andare in piscina. Avvilita dalla situazione guardo il pacchettino col costume da bagno e penso a quel che devo fare. Depilarmi. Una cosa che odio. Sarà da un anno che non lo faccio. Preparo le strip e con molta incoscienza mi preparo ad operare.
“Cazzo che male!!!” Se fossi sola urlerei. Vorrei sapere chi ha inventato le strisce depilatorie. Sicuramente qualche uomo sadico che voleva vendicarsi contro la sua donna. Quando ho finito, mi ritrovo con le gambe che vanno a fuoco. Questo deve essere un lavoro per donne disperate. Mi alzo dal letto e mi infilo in bagno. Regolo la doccia e spogliata mi immergo sotto al getto dell’acqua. Controllo il folto pelo. Tiro un po da una parte e un po dall’altra per vedere come fare. Appoggio una gamba sul bordo della vasca e controllo se ci sono peli anche in mezzo alle gambe. Come faccio a toglierli. Calma, sono già in panico. Per prima cosa devo prendere un rasoio di mio fratello. Fatto. Ora una bella insaponata come fa lui con la barba. Fatto. Ora appoggio la lametta. Brrr. Brividi. La lama è fredda. La faccio scorrere piano e taglio via. Fatto. Si vede ora una strada come se fosse passato uno spazzaneve. Ok. Non è difficile. Andiamo avanti. La parte facile è stata fatta. Ora mi tocca fare anche sotto. Con la mano scosto una labbrina e taglio via quel poco che c’è. Al tatto mi sembra tutto ok. Perfetto. Ora mi lavo e decido di depilarmi anche sotto alle ascelle. Benissimo. Ora credo di avere fatto tutto. Al tatto sembra tutto ok. Ricontrollo anche li in mezzo, provando un certo piacere. Da quant’è che non lo faccio? Aiutata dall’acqua che scorre incomincio a soddisfarmi. Bello e piacevole. Dovrei provare a farlo più spesso. La porta si apre ed entra mio fratello in maglietta e mutande.
“Hai rotto il cazzo. Ma quanto ci devi stare sotto alla doccia.” Anche se istintivamente cerco di coprirmi con le mani lui, fortunatamente non mi degna di uno sguardo. Alza la tazza del water e urina. Se potessi sprofonderei. Presa dai pensieri di dovermi depilare, mi ero dimenticata di chiudere a chiave. Come ha finito si guarda allo specchio.
“Hei! Sorellina. Da quando in quà usi la mia roba senza chiederlo.” Scosta il pannello e mi guarda tutta per un secondo. Allunga la mano, prende il suo rasoio e facendomelo roteare sotto al naso.
“Dora in poi vedi di chiedere prima di prendere quel che non è tuo, altrimenti passi un brutto quarto d’ora.” Si gira a mettere a posto il suo bene prezioso. Io fra vergogna e mortificazione non so che rispondere e rimango paralizzata. Mi guarda ancora con un ghigno e di colpo mi apre il rubinetto dell’acqua calda del lavandino. Immediatamente dal bocchettone della doccia esce acqua fredda. Urlo dalla sorpresa e cerco istintivamente di regolare su tutto caldo. Lui al contempo gira la manopola sull’opposto e ora sono investita dall’acqua bollente. Chiudo e salto fuori. Scivolo e quasi casco per terra. Lui in questo modo ha potuto vedere bene il lavoro che ho fatto alla mia topolina e soddisfatto esce chiudendosi la porta. Odio quando mi fa i dispetti. Mamma rientra con la spesa e non faccio parola dell’accaduto. Dopo pranzo, vedendoci uscire per andare in piscina, mio fratello come al suo solito, mi sfotte, come sempre da quel gran bastardo che è. Troviamo le amiche di mia madre ma con l’umore nero e con un senso di disagio cerco di sopportare la tortura del costume da bagno. Superato il solito giro di domande del tipo, dov’è il tuo fidanzato, come mai non hai ancora trovato la tua anima gemella, dai non ti demoralizzare sei una bella ragazza.. Stanca di tutto questo, mi scuso adducendo a un sopraggiunto mal di pancia e mi avvio verso gli spogliatoi. Seduta controllo il lavoro fatto e almeno su questo sono soddisfatta di me stessa. Avvampo di vergogna quando mi accorgo che il costume si insinua fra le mie labbrine portandole in evidenzia. Mi rivesto e vado a casa. La passeggiata mi aiuta a calmarmi. A casa incrocio mio fratello che esce di corsa senza dirmi neanche ciao. Come al solito. Ci sono abituata. Decido di farmi una doccia. Anche se non ho fatto il bagno sono tutta sudata. Questa volta mi accerto di chiudere a chiave la porta. Mentre mi asciugo noto un giornale sulla lavatrice. Lo prendo e in camera mi metto a sfogliarlo. E’ un giornale porno! Mi tremano le gambe. Fortuna che sono seduta sul letto. Incomincio a sfogliarlo. I racconti sono accompagnati da fotografie quasi fosse un fotoromanzo. E’ sicuramente di mio fratello. Uscendo di corsa se lo deve aver dimenticato. Quindi ne deduco che in bagno si faceva una sega. Sono eccitata da quel che leggo e vedo. Mi arrabbio con me stessa perché con l’asciugamano ho bagnato il letto. Sono tutta agitata, in preda all’eccitazione. Rimango con le mutande in mano cercando di decidere se indossarle o meno per poi lasciarle sul letto. Indosso solo un vestitino leggero e col giornale in mano vado a mettermi seduta sul divano. Letto le prime righe e osservato bene le fotografie sono già in balla. Insinuo una mano fra le cosce fino a trovare il clitoride duro ed eretto e incomincio a strofinarlo. Con un dito, lo giro, giro, finché sento venirmi da dentro un calore che mi fa togliere il respiro. Vengo. Le forze mi abbandonano e svuotata da ogni energia mi abbandono sulla poltrona. Che pace penso, che tranquillità. Contino a leggere e a guardare le fotografie. Divarico le gambe e una l’appoggio sul bracciolo tranquilla. Così l’aria mi rinfresca la topolina. La sento che brucia ancora. Non l’ho sento arrivare. È salito dalle scale interne in compagnia di un amico.
“Ma guarda la porcellina. Ti stai eccitando con le riviste porno?” Sono presa alla sprovvista. Nella posizione in cui sono mi deve aver visto fino alle tonsille. Non so cosa rispondere. Sono senza fiato e paralizzata per la vergogna.
“Fai vedere cosa guardi.” Prende il giornale e lo sfoglia col suo amico. Me lo ripassa aperto ridendo. Non so cosa fare. Cerco di sistemarmi seduta composta.
“Ti eccita a vedere queste cose?” Mi chiede. Cerco di rispondere balbettando qualcosa. Sento le guance di fuoco, le ginocchia mi tremano. Mi si siedono hai lati. Col giornale in mano incominciamo a sfogliarlo. Loro girano le pagine, io mi limito a tenerlo aperto.
“Anche io mi eccito molto a guardare. In camera ne ho una collezione completa. Sei eccitata sorellina?” Non rispondo, non ne sono capace. Chino la testa in segno affermativo.
“Davvero? Dai fammi controllare.” Senza aspettare una mia risposta insinua una mano sotto il vestito. Scorre lungo l’interno coscia e si ferma proprio sulla topolina. Forza leggermente fra le gambe obbligandomi ad aprirle. Infila un dito nella fessura calda e incomincia ad andare col taglio della mano su e giù premendo il clitoride. Estrae la mano.
“Porcellina, dimmi. Che cosa è questa cosa bagnata che ti esce da sotto. Ti sei fatta la pipì per caso?” Ridono sguaiatamente entrambi. Vorrei sprofondare dalla vergogna.
“Fammi controllare anche mè.” Entrambi mi prendono una gamba sollevandola e mettendola sulle loro. Ora così aperta, mi sondano internamente con le dita. Non provo fastidio, anzi mi piace. Mi sbottonano due bottoni e fanno fuoriuscire le tette.
“Ecco, vedi come sono? Che ti avevo detto. Le ha a pera. Piccole ma con le aureole che formano da sole una seconda tetta. Visto i capezzoli duri? Non ti viene voglia di assaggiarle?” Incapace di dire qualcosa o di muovermi mi godo le loro bocche che mi succhiano. Frugata e masturbata, leccata e succhiata, vengo tremando tutta.
“Guarda la porca come gode. Altro che santerellina. Questa è un fuoco che bisogna spegnere.” Mio fratello abbandona la gamba e si alza. Abbassa i jeans e fuoriesce un cazzo eretto, enorme.
“Guarda come mi hai ridotto. Ti piace? È duro per tè e ora diventerà tuo.” Si inginocchia di fianco al divano. Istintivamente chiudo le gambe. Mi tira verso il bordo del divano e mi obbliga ad abbassarmi con la testa. Intuisco cosa vuole che faccia. Apro la bocca e come sul giornale incomincio a leccarlo e succhiarlo. Non so bene se è lui che mi scopa o io che faccio. Mi preme la testa con una mano schiacciandola sul cuscino e sul suo cazzo. Più volte vengo soffocata quando la sua cappella mi arriva in gola. Ora anche il suo amico si alza e si spoglia rimanendo completamente nudo. Continua a palparmi le tette e ad esplorarmi internamente la topolina. Invece mio fratello incomincia a gemere e lo sento irrigidirsi. Mi da un colpo violento in bocca col cazzo. Immediatamente alcuni schizzi caldi e salati di sborra mi entrano in gola facendomi soffocare. Tossendo mi libero.
“Ma che cazzo fai?” Urla arrabbiato. “Ora che sto godendo ti togli sul più bello? Ma lo sai che è ora che noi maschi percepiamo più piacere e tu stupida, ti togli e smetti di succhiare? Muoviti a rincominciare immediatamente, lecca!” Mortificata incomincio nuovamente a succhiare e leccare. Bevo ancora la sua sborra che continua a uscire abbondante.
“Continua troia. Ora devi rincominciare tutto da capo. Forza datti da fare!” Proseguo senza smettere. È lui che va avanti e indietro con il cazzo. Mi limito a serrare le labbra e a non fargli sentire i denti.
“Vieni Miki. Prendi tu il mio posto.” Si scambiano di ruolo. Ora è il suo amico che succhio e lecco. Lui invece si posiziona fra le mie gambe. Le prende e le solleva appoggiandole attorno al suo collo. Ma cosa vuole fare penso.
“Aah.. Sii.. Tua sorella è veramente un’artista con la bocca. Sei fortunato.” Sento la cappella che si appoggia su una mia chiappa. È Caldo e bollente. Penso che ora voglia scoparmi. Dirigendolo con la mano si appoggia al mio buchetto. Spinge e lentamente entra. Come sento la cappella entrarmi rimango senza fiato. Devo svincolarmi per sottrarre il cazzo dalla bocca per respirare. Con forza vengo ripresa a non interrompere la succhiata.
“Succhia e bevi troia!” Viene copiosamente. Un paio di volte sono quasi costretta a soffocare ma riesco a ingoiare tutto. Beato dallo spettacolo che gli ho offerto ora mio fratello entra tutto in mè. Letteralmente rimango con la bocca aperta come se una lama mi avesse tagliato. Incomincia a stantuffarmi dentro e ad ogni affondo mi sento togliere il respiro. Brucia. Mi sento piena come se dovessi fare la cacca da un momento all’altro. Il bruciore non passa, anzi. Ora il calore si diffonde a tutto il corpo. Ho voglia di toccarmi il clitoride dal piacere. Respiro a fatica forse anche a causa della posizione. Grugnisce e si irrigidisce. Mi sento riempire le viscere dalla sua sborra calda. Vengo pervasa da un senso di eccitazione e a mia volta godo sobbalzando. Stringo inconsciamente le gambe su di lui che lo vedo diventare paonazzo. Quando il respiro si fa più normale per tutti si estrae da mè. Vengo scossa da altri brividi. Si discosta. Finalmente posso sdraiarmi e respirare normalmente. Vengo presa da un impellente voglia di andare in bagno. Con fatica stringendo le chiappe cerco di sollevarmi e mi dirigo in bagno dove svuoto l’intestino. Mi guardo allo specchio e sembro una scappata dal manicomio, con le tette all’aria e lo sperma su collo e faccia. Entrano loro due mentre sono intenta a lavarmi sul lavandino.
“Sei proprio una troia!” Mi dice mio fratello mentre entra nella doccia. “Mi hai pisciato addosso quando hai goduto.” Il suo amico di fianco a mè si libera della vescica e me lo porge.
“Succhia ancora dai” Lo imbocco succhiandolo e leccandolo. Ora, a differenza di prima il gusto è più forte. Uscito dalla doccia mio fratello ci fa smettere e manda il suo amico a vestirsi.
“Basta. Fra poco potrebbe arrivare nostro padre.” Con difficoltà raggiungo il mio letto e mi allungo addormentandomi. Sono ancora tutta agitata e con le guance di fuoco quando vengo svegliata da lui. Infila una mano sotto di mè prendendo una tetta e strizzandola. Con l’altra mi palpa il sedere e penetrandomi poi in figa con un dito.
“Brava. In casa devi sempre restare nuda. Ora alzati e vieni a cena prima che mamma ci venga a cercare.” Ho ancora il vestito sbottonato e le tette al vento. Mi ricompongo passando per il bagno prima di andare in cucina. La serata scorre tranquilla. Mi dedico alla tele invece che fare gli esercizi al piano. Sono ancora confusa e senza energie. Vado a letto con mille pensieri vorticanti per la testa. Cerco di stare sveglia perché voglio parlargli ma mi addormento prima che rientri in casa. Vengo svegliata in piena notte.
“Sono io. Che cazzo ti urli.” Mi dice bisbigliando.
“Ti avevo detto che devi stare nuda in casa. Dai ora succhia.” Mi fa mettere seduta sul letto e mentre il suo cazzo mi scompare in bocca lui mi palpa una tetta. Non ci impiega molto a venire ma dopo averli ingurgitati i primi fiotti, mi scappa dalla bocca e mi imbratta la faccia e parte delle tette.
“Ma non sai stare attenta a quello che fai? Muoviti a pulirlo.” Come ho finito mi lascia e se ne va a dormire. Mi tolgo la veste che uso per dormire e con questa mi pulisco. Sono tutta appiccicosa. Mi riaddormento come un sasso immediatamente. Faccio fatica ad alzarmi al mattino. Mi rimetto il vestitino di ieri e vado a fare colazione. Mamma mi chiede se voglio andare con lei al mercato ma rifiuto l’invito per via dello studio. Sono li che faccio gli esercizi al pianoforte quando vengo presa alle tette di spalle.
“Ma devi sempre urlare tutte le volte che ti prendo le tette? E poi ti avevo detto di restare nuda in casa”
“Scusa mi hai spaventato. Mi sono vestita per fare colazione e quando mi sono messa a studiare la mamma era ancora in casa.”
“Dai alzati e spogliati.” Lui si sdraia sul letto e incomincia a guardarmi mentre bottone dopo bottone rimango nuda di fronte a lui.
“Forza. Che aspetti? Succhia.” Mi inginocchio in mezzo alle sue gambe e incomincio a leccarlo. È già duro. Imito il suo movimento di ieri facendo andare su e giù la mia bocca.
“Brava. Ora girati e mettiti a quattro zampe.” Lui si posiziona dietro a mè e sento che appoggia la cappella al buco del culo. Spinge ed entra di colpo. Stringo i pugni sul tappeto per il dolore. Va avanti e indietro scopandomi lentamente. Il dolore si trasforma in calore. Le braccia non mi reggono e con il solo culo sollevato appoggio la fronte a terra. Ad ogni colpo sento il godimento aumentare mentre le tette ballano eccitandomi ancora di più. Me le prende e le strizza. Godo pure io quando sento riempirmi l’intestino di sperma calda. Ci accasciamo sul tappeto con lui sempre in me e sopra mè. Ho le tette ancora attanagliate dalle sue mani e il respiro affannoso non dovuto certo al suo peso. Si sfila lentamente e io l’aiuto nell’operazione spingendo lentamente col culo. Anche lui ha il respiro pesante. Lo guardo e ha una faccia raggiante. Siamo entrambi sudati ma non ho voglia di alzarmi. Desidero invece baciarlo. Lui si alza e va in bagno mentre io resto ancora un po sdraiata a terra. Quando torna è ancora nudo. Prende un cuscino e si appoggia seduto a terra accanto al letto.
“Hai un culo fatto di burro. Complimenti.” Rimango a bocca aperta. È il primo complimento che mi fa dopo tanti anni. Non mi ricordo l’ultima volta che me lo ha fatto.
“Sto guardando il tuo uccello. L’ultima volta che l’ho visto era lungo e grosso come un mignolino. Ora guardalo, sembra come un wurstel ma con la pelle sopra alla punta della cappella.”
“E’ normale. Io non sono circonciso e quando è ha riposo la cappella si intravede appena. Ricordi Miki ieri? Lui è operato e la cappella è sempre in bella vista. Differenze credo che non c’è ne siano fra i sessi. Se non per la sensibilità forse. Questo è una cosa che scoprirai tu nel tempo. Ma dimmi una cosa, quanti pompini hai fatto fino ad ora?”
“Cosa sono?”
“Ma mi pigli per il culo? Il lavoro di bocca e lingua che mi hai fatto prima si chiama pompa. Pompino. Ma vuoi farmi credere che non l’avevi mai fatto prima?”
“No, mai. Mai fatto niente.” Avvampo. Mi sento bruciare le guance.
“Sei vergine?”
“Si esatto.”
“O mamma! Ho una santa per sorella. Ma scusa, volevi rimanere vergine fino alla morte? Qui mi sa che ti devo insegnare molte cose.” Si mette più comodo semi sdraiandosi e allarga le gambe.
“Vieni qua.” Mi indica di venire in mezzo alle sue gambe.
“Ora con la mano prendi le palle da sotto. Piano cazzo! Senti la loro consistenza? Come sono morbide e con due piccole palline dure? Baciale. Piano, dolcemente. Si così. Ora con la punta leccale. Qualsiasi lavoro fai alle palle l’importante è che lo fai dolcemente e delicatamente. Ora impugna il cazzo. Lentamente abbassa la pelle del cazzo. Vedi come fuoriesce la cappella? Appoggia il pollice un dito sotto alla cappella. Si brava incomincia a rotearlo come se fosse il tuo clitoride. Ecco si. Per noi lì, è come il vostro clito. Quando fai una pompa e lo stai succhiando, con la punta della lingua stuzzica in quel punto. Farai impazzire immediatamente molti uomini. Prova. Alterna la punta con la lingua tutta. Mmmhhh, bravissima. Ora impugnalo leggermente più forte e vai su e giù con la mano. Questa si chiama sega. Immagino che l’avrai fatta almeno una volta.” Muovo la testa in segno di assenso. Questo è vero. Mi sono fermata ad un ‘petting pesante’ con le poche uscite che ho fatto coi ragazzi.
“Brava. Vedi come ora rimane su da solo? Questo è grazie a te, hai delle dita da favola. Ora imboccalo e fammi una pompa. Parti dalle palle e sali come ti ho insegnato. Quando ti verrò in bocca questa volta non ti togliere. Il trucco sta nel fermarsi un attimo e ingoiare tutto velocemente. Poi rincominci a pompare succhiandolo. Quando pensi che ha finito di sborrare, vai avanti ancora un po. Magari solo solleticando con la lingua. Dopo lo lecchi bene cercando di asciugarlo dalla saliva e così togli anche le ultime gocce di sperma che magari ti sono scappate. Se vuoi velocizzare il pompino, aiutati con la mano. Fai una sega seguendo il ritmo della bocca e se puoi con la l’altra mano palpa le palle. All’ora dai muoviti se hai capito. Fallo!” Come una allieva diligente metto tutto in pratica. Quando sento vibrare il cazzo capisco che sta per godere. Sono preparata, ma gli schizzi di sperma mi colpiscono direttamente in gola soffocandomi. Dischiudo per un secondo le labbra per respirare per poi rincominciare a bere. Alla fine lecco tutto per bene, comprese le palle e i peli perché una parte è fuoriuscita. Soddisfatto, si rialza, mentre io controllo la mia topolina. Il clito è caldo e grosso. Lo trovo umido. Anche le mie labbrine sono umide. Le dischiudo per controllare ma non mi sembra sia pipì. La tocco e al tatto fra le dita sembra viscido. Sarà sperma che mi è uscito dal sedere, mi chiedo. Annuso e lecco le dita. Non mi sembra sborra. Mi siedo più comoda e allargo meglio le labbrine con le dita mentre con l’altra mano controllo. Le dita sono nuovamente bagnate. Ricontrollo meglio leccandole. Strano. Il gusto non è sperma e non è pipì. Inserisco le due dita più internamente nella mia topollina e lo trovo caldo e bagnato. Mi piace il contatto delle pareti vaginali. È come quando me lo fa lui. Ricontrollo leccando le dita. Il gusto è strano. Il sapore è nuovo. Mi piace penetrarmi. Lascio le labbrine e ora con le dita libere mi dedico a masturbarmi il clitoride. Mi piace anche il contatto delle mie dita che si muovono all’interno. Sono un fuoco. Sento il piacere nascermi dentro. Sto per godere in una forma nuova di masturbazione mai sperimentata prima.
“AAAHH..” Urlo di piacere inaspettato. Anche quando arriva mio fratello non riesco a fermarmi e devo continuare a muovere le dita. Entrambi le mani si muovono in mè all’unisono. Mi fermo quando oramai non c’è la faccio più a continuare. Tremante e ancora più sudata di prima. Il cuore credo che mi stia per scoppiare in gola da quanto batte velocemente. L’osservo sfinita. È sulla porta nudo come quando e uscito.
“Ma sei proprio una troia. Cerca di non urlare quando godi o verranno a vederti tutti. Ti giuro che se non mi avessi svuotato ti sbatterei di brutto. Appena c’è la fai alzati e fatti una doccia. Ma dimmi, non hai mai goduto in questo modo?”
“No mai. È la prima volta con le dita dentro. Mi sono sempre fatta solo sul clitoride. Scusami, ma questa cosa viscida è mia?” Estraggo le dita da dentro di mè e gli faccio vedere come sono unte e viscide. Non mi risponde. Ride e scuote la testa andando in camera sua. Quando mi alzo noto che ho bagnato il tappeto. I miei umori sono scesi copiosi. Lui è sulla panca che fa i pesi e il cazzo si è proprio rimpicciolito a causa dello sforzo sul manubrio. A vederlo così mi fa sorridere. Associo le sue palle molle e pendule a quelle dei cani. Devo andare urgentemente in bagno. L’intestino mi si è mosso e devo liberarmi. Dopo la doccia mi sdraio in camera e faccio per vestirmi ma ricordo che mi vuole nuda. Lo accontento. Non è un grosso sacrificio. Il buco del sedere mi da un po di fastidio. Mi rilasso leggendo in attesa che rientri mamma. La sento armeggiare in cucina e la raggiungo vestendomi. L’aiuto a mettere a posto i sacchetti della spesa e dopo la solita sbollita in cui dice che lei non può andare avanti a fare tutta da sola mi metto a preparare il pranzo. Torna quando ormai ho fatto quasi tutto. Cambiata e più tranquilla per fortuna. Dopo il pisolino pomeridiano particolarmente lungo, mio fratello mi chiede di accompagnarlo in spiaggia. Rimango esterrefatta dall’invito ma come vede la mia titubanza ad assecondarlo, prende il costume dalla sedia e me lo lancia addosso.
“Mettilo.” Velocemente mi spoglio del vestito e mi rivesto col costume. Lui sceglie un’altro vestito da indossare e usciamo di casa. Se lo sapessero i miei che usciamo assieme direbbero che sta per nevicare.
By maxtaxi.

Boy sitter – Capitolo 8

Mi alzo dal letto tutto sudato e sulla soglia della porta mi volto e li osservo. Lei dorme di schiena, con il volto coperto dai suoi lunghi capelli. Vedo bene la sua patatina con le gambe aperte e un ginocchio semi piegato. Pio invece è sul bordo del letto che dorme a pancia sotto con una mano sotto al cuscino e l’altra lungo il corpo. Se non sapessi che è un uomo, nella penombra, con quel sedere, direi che è una ragazza. Entro nella vasca da bagno e senza tirare la tenda, mi sciacquo con il bocchettone della doccia e visto che ci sono, libero anche la vescica. Vuoi per la rinfrescata, vuoi per la pisciata, ora mi sento decisamente meglio.

Mi dirigo in cucina e passando dalla camera vedo i ragazzi che non si sono minimamente mossi. Mi faccio il caffé e preparo la colazione anche per loro, nel caso che si svegliassero. Una bella tazza di latte e caffé rigenera anche i morti. Aggiungo un bel bicchiere di succo di frutta, marmellata, yogurt, miele e fette biscottate. Per Pio metto in tavola il suo cacao. Nel latte, il piccolo ‘uomo’ vuole il cioccolato. Esco sul balcone, tiro le tende, così i vicini non mi possono vedere che sono nudo e mi sistemo in terrazza con la mia colazione.
Da quanto mangio, sembra quasi che faccio pranzo. Mi rilasso e mi godo il fresco mattutino appoggiato sulla sedia e i piedi contro la ringhiera. Se qualcuno alzasse la testa vedrebbe solo un paio di palle. Sento la porta di casa aprirsi e non mi muovo minimamente, so bene chi può essere. Infatti poco dopo, eccola che compare sulla soglia della finestra.

“Buon giorno” Indossa come sempre la sua vestaglia.

“Ciao Mà. Questa notte vi abbiamo lasciato dormire, non potete averci sentito.”
Ride, mentre mi guarda nudo e con il cazzo a riposo.

“Questa notte è tuo padre che ha voluto strafare. Dopo la cena ha voluto darmi il dessert.” Lascia la frase lì a mezz’aria. Con mille allusioni e sottintesi. “E tu, a stare nudo sul balcone non ti vergogni?”

“O mamma! Ma siamo al terzo e ultimo piano, e poi ci sono le tende tirate, ma chi vuoi che mi veda.”

“Vabbè, sono poco convinta. Sara come sta?”

“Penso bene, sono di là che dormono entrambi.”

“Ancora? Ma solo le 10 e mezza passate. Su dai, che è ora di alzarsi. Anche tu forza, fai qualcosa!”

Penso che la mamma non cambierà mai. La seguo dentro casa zoppicando e osservo il suo culo sculettare leggermente. Mi chiedo se è senza mutande e se papà gli ha fatto il culo questa notte. Arriviamo in camera accolti da gemiti e dai cigolii che provengono dal letto. Ancora non li vediamo ma capiamo distintamente cosa stanno facendo.
Appena gli occhi si sono abituati alla penombra, vediamo Pio sopra al corpo di sua sorella e lei che si fa scopare con le gambe incrociate dietro le spalle. Con i talloni appoggiati al sedere segue il ritmo forsennato della scopata, mentre i suoi gemiti si fanno sempre più forti. Lo spettacolo imprevisto mi eccita e il mio cazzo si fa sempre più duro.

Anche mamma non rimane fredda e sbottonato un bottone infila una mano sotto alla vestaglia. Si agguanta il clitoride lungo, duro e già bagnato e incomincia a masturbarsi. Io pure lentamente mi sego. Ora Sara, urla, trema e sotto il corpo di suo fratello cerca di inarcarsi allungando il collo.

Pio la scopa sempre più velocemente e sempre più forte. Sentiamo distintamente gli schiaffi che le sue palle danno contro il sedere di lei e il sciacquettio del cazzo nella figa. Rallenta dando colpi violenti, come se volesse arrivare fino all’utero, si ferma per qualche attimo e poi riparte.
Il suo seme bollente, la riempie allagandola ulteriormente e facendola esplodere in un orgasmo violento. Sempre più lunghi sono i tempi che Pio dà, fra una scopata e l’altra. Si estrae e affonda in lei velocemente per restare fermo qualche secondo per poi ripartire. Segue il ritmo dei suoi schizzi di sperma.

Ho il cazzo duro e la cappella bagnata. Dal meato mi escono gocce di liquido segno inequivocabile che non riesco più a resistere ulteriormente.
Mia madre si appoggia con una mano al mobile mentre gode sotto le sue dita che si muovono sul clitoride sempre più velocemente.

Ora Pio si ferma restando tutto dentro a sua sorella e si sdraia appoggiandosi sui gomiti per non farle sentire troppo il suo peso. Sono entrambi visibilmente sudati e col respiro corto.

Mia madre si gira, vede che sono col cazzo duro e con la voglia di godere. Si avvicina rimanendo piegata e inginocchiatasi, incomincia a dare piccoli colpetti con la lingua sulla punta del cazzo. Sempre tenendomelo in mano, gli favorisco l’operazione abbassando la cappella, quel tanto che basta per poterlo prendere in bocca e succhiare.

Prontamente l’ho imbocca e con maestria, succhia e lecca, facendo roteare al contempo la lingua attorno all’asta. Mi appoggio contro lo stipite della porta per godermi al meglio questa calda sensazione. Mugolo mentre sto per godere e sento che anche lei aspira rumorosamente e mugola. Godo, lasciandomi sfuggire un gemito. Riverso il mio caldo seme in lei che beve con avidità e ingordigia. Continua a succhiare mentre la sua bocca prosegue instancabile lungo il cazzo. Quasi impazzisco per le sensazione che provo. Anche lei è presa da piccoli tremolii. Gode nuovamente sotto la guida esperta delle sue dita.

Pio oltre non essersi perso nulla dello spettecalo che gli abbiamo offerto, non ha smesso al contempo di muovere il cazzo nella figa. Dopo aver goduto, non è uscito da sua sorella.
Il cazzo sta prendendo misure più normali e ritirandosi le solletica le pareti della vagina tenendola sempre eccitata. Muovono il pube uno contro l’altro, sollecitando il clitoride e l’interno della figa contemporaneamente.

I gemiti si fanno sempre più forti. La bacia sul collo. Lei, per sentire meglio questa masturbazione-scopata, si prende le ginocchia con le mani e portandosele contro a lei si apre meglio. Ora è completamente aperta e percepisce tutto come se il suo clitoride fosse vivo, gode tremando tutta. Cerca di inarcarsi portando all’indietro il collo mentre un urlo roco le esce dalla gola come se provenisse direttamente dalla sua figa.

Inaspettatamente Pio sborra nuovamente, dando nuovi e ulteriori stimoli di orgasmo. Siamo tutti sudati e col respiro affannoso. Pio decisamente si lascia cadere a peso morto sul corpo di sua sorella. Mamma è seduta a terra con una mano sempre fra le sue cosce e con l’altra che mi accarezza il cazzo e le palle. Restiamo a lungo in silenzio a respirare e a calmarci contemplando la calma surreale che è scesa nella camera.

Lentamente Pio si solleva e si sdraia sul letto. Vediamo distintamente il luccichio degli umori bagnare il pube e le cosce di entrambi. Le pancie salgono e scendono ritmicamente. Hanno il corpo completamente imperlato di sudore, come noi ovviamente.
È mamma a rompere il silenzio:
“Ero venuta con l’intenzione di dirvi che avrei limitato le vostre sedute di sesso con voi. Specialmente con te Max. Non mi sembra giusto che una madre scopi con il proprio figlio.”

La guardo nella penombra, scorgo un viso radioso e bellissimo.
“Mamma, siamo due persone che si amano e si vogliono bene. Ciò che abbiamo fatto per i più è tabù, ma quanti hanno sognato di poterlo fare o ci hanno preceduto. Siamo due persone che si danno piacere in modo reciproco e nulla più.”

“Certo che farsi venire i momenti di rimorso, ora che ho in bocca il sapore del tuo sperma. Mi sembra un discorso da vecchi rincoglioniti.”

Sto quasi per scoppiare a ridere.
“Mamma, scusa se te lo dico, ma è da una settimana che non vedo o non vi sento litigare, tè e papà!”

Mi sorride e si avvicina con la testa alla punta del cazzo. Passa con la lingua ad asciugare la stilla di goccia e dopo averlo baciato si alza.
“E’ da una settimana che non porto più neanche le mutande.”

Mi strizza un’occhio, mi da un bacio sulla guancia e ridiscende verso casa. Io mi reco in bagno per darmi una rinfrescata e poi tornato in camera, vengo accolto dal forte odore di sesso che persiste. I loro corpi sono lucidi ancora per il sudore e abbandonati sul letto in cerca di riposo e frescura. Sara pur avendo appoggiati i talloni sulle lenzuola, ora ha le gambe completamente aperte. Sembra quasi che voglia far raffreddare anche la sua patatina. Non alzo la tapparella e li lascio riposare ulteriormente.
Torno a sistemarmi sul balcone, dopo aver messo un asciugamano sulla sedia, non voglio rimanere incollato sulla plastica come prima e con una rivista, la sfoglio in attesa che si alzino.

La prima ad arrivare è Sara che letteralmente mi si getta sedendomi addosso. Si abbandona su di me appoggiando la testa sulla mia spalla. L’accarezzo e le sposto i capelli che si sono appiccicati sulla sua fronte. Mi piace quando fa cos’ì. Mi da un tale senso di forza. È ancora tutta appiccicosa di sudore e sperma. Letteralmente odora di sesso. Seduta com’è sulle mie ginocchia mi sembra di sentir colare qualcosa fra le mie gambe. Continua a sbadigliare e finalmente giunge anche suo fratello.

Anche lui non si è lavato e ha i peli del pube sporchi di sperma e ciprigna. Anche lui si abbatte sulla sedia stancamente. Sembra quasi che le sue chiappe abbiano ricevuto uno schiaffo per come si abbandona pesantemente. Ho fatto bene a tirare le tende, avremmo dato un vero spettacolo per i vicini. La bacio sulla fronte, ora libera dai suoi capelli e fatta alzare, mi dirigo in cucina per scaldare la colazione. Vista l’ora direi che è quasi un pranzo. Mentre aspetto che si scaldi il latte, controllo l’umidore che ho sulla gamba. Viscido, biancastro e appiccicoso. Sono gli umori di lei che scendono ancora copiosi dalla figa frammischiati a sperma. Gli ho detto di scopare col preservati, ma non voglio fare storie ora. Più tardi metterò le cose in chiaro.

Zoppicando gli porto il latte che poi verso e li aiuto a preparasi le fette biscottate con la marmellata. Visto che ci sono mi verso un po’ di caffé anche io. Osservo Sara e i succhiotti che ha sul collo. I capezzoli sono violacei e duri come piccole punte delle matite. Sui seni bianchissimi, ha inconfondibili segni rossi lasciate dalle palpate e dai succhiotti. Anche Pio ha un segno su una spalla che sembra più una morsicata che un succhiotto.

Sento aprire la porta e vedo comparire la sua amica cicciotella. Realizzo che ancora non so come si chiama. Oggi indossa solo una mini decisamente troppo corta color pastello e un top a fascia, verde e giallo brasiliano, che non nasconde anzi, esalta il suo seno prosperoso. Tutta radiosa e sorridente sgrana gli occhi nel vederci nudi a fare colazione.
“Buon giorno. Ma vi siete appena svegliati?”

“E’ da un po’ che siamo svegli. – Gli rispondo- Solo ora ci siamo alzati dal letto. Vuoi bere qualcosa anche tu?”

Si gira su se stessa e rientra in casa. Quando riesce con un bicchiere in mano è gia nuda. Si versa un po’ di succo e spostandomi leggermente sulla sedia le offro da sedersi la mia gamba sana.

“Grazie, un posto privilegiato.”

Non so se fa la civetta o ci marcia con quella sua aria da maniaca sessuale ma è certo molto sexi. Fare la comparizione fra le femmine sedute a questo tavolo viene spontaneo. Sono come il simbolo del ‘Tao, In e Iang.’ Opposti ma uguali. Robusta e prosperosa una, magra e proporzionata l’altra. Anche se ha un viso stanco come Pio ovviamente.

“Senti una cosa, com’è che lui, Leonardo, ti credeva una lesbica?”
Sorpresa mi guarda e scoppia a ridere. Le sue tette che ballano mi invogliano a prenderle in mano e a succhiarle ma mi trattengo in attesa della risposta.

“E come faceva a sapere che sono lesbica?- Come fulminata da una intuizione ed esclama.- HAAA! Ma ci hai spiate mentre facevamo io e tua sorella?”

Pio non risponde, si limita a muovere con un gesto affermativo la testa, mentre continua a mangiare.

“Ma che gran porco che sei. Come avrai capito sono assolutamente normale anche se mi piace molto lesbicare.- Passa una mano sui capelli di Sara come per indicare la sua intimità con lei.- Diciamo che ho sempre trovato molti pochi veri uomini. I più si accontentavano di una scopata veloce e via.. Mi lasciavano sempre insoddisfatta e solo con le donne ho trovato la mia vera libido.”

“Certo, fino a ieri.” Ribatto.

“Certamente, e chi mai pensava di fare una esperienza così!” Ora allunga la mano e incomincia a giocherellare col mio cazzo e impugnandolo lo stringe nel suo pugno.

“Visto che siamo in tema di confidenze, gira voce che Sara è una grande pompinara. Tu che sai di preciso?”

Ride, muovendo leggermente la mano come se volesse farmi una sega.

“Ma è la tua ragazza, chiediglielo a lei.”

“Io so che è brava, e molto anche.- Le sorrido mentre mi guarda.- Tu che sai sulle voci che girano della gita dell’anno scorso?”

Ride nuovamente. “E’ questo che vuoi sapere? Allora ti dico che la tua ragazza è una straordinaria pompinara e se vuoi sapere qualcos’altro, devi chiederlo a lei.”

Siamo tutti e tre che la guardiamo mentre mastica la sua fetta biscottata.

“Ok!- Risponde con malavoglia- E’ una storia che mi sta perseguitando. Non era l’anno scorso ma la gita di quest’anno, in primavera.” Si pulisce le labbra col tovagliolo e si mette comoda sulla sedia.

“Vediamo come incominciare. Ti ho detto che i ragazzi li ho sempre soddisfatti e non li ho mai lasciata a bocca asciutta. Diciamo che ero io quella ad avere la bocca piena. Dipende sempre con chi uscivo ma li lasciavo sempre con una sega o con un pompino. Te l’ho detto che ho fatto molta pratica in questo senso. Anche se mi sono accostata al sesso tardi, ho sempre avuto una certa curiosità in tal senso. Quando ero al cinema non mi lasciavano mai in pace. Se il film mi interessava lasciavo che erano loro stessi a muovere la mia mano in una sorta di ‘auto-sega’ altrimenti durante l’intervallo andavamo nei bagni per soddisfarli. Ora arrivo alla gita un secondo.-
Beve un altro sorso di caffelatte.-
Prima della gita ero uscita con la compagnia e dopo la pizza siamo andati in birreria e poi in discoteca. Prima di entrare avevo gia fatto tre pompini. Ero un po’ brilla e la scommessa era che io non avrei pagato un cent e avrei contraccambiato con un lavoro di bocca. Mi ero messa d’accordo con due amici e mi sono ritrovata a soddisfarli tutti sputtanandomi perché fra di loro c’erano anche alcuni compagni di classe e di scuola. In disco non ti dico il casino. Fra amici che si strusciavano o che mi palpavano, non riuscivo a ballare senza incazzarmi.
Al secondo drink mi ero chiusa in bagno con due di loro. Mi hanno palpato tanto e a lungo che quasi stavo per godere e invece mi hanno lasciato in uno strano stato di eccitazione e stordimento. Quando mi hanno accompagnato a casa ero decisamente su di giri e un po’ brilla. Comunque, come arrivo sotto casa ero sul punto di godere. Messa dietro in mezzo a due ci eravamo baciati e palpati per tutto il tragitto. Arrivati sotto casa, mi hanno fatto piegare e ho trovato il primo cazzo già pronto da succhiare, infatti poco dopo mi aveva riempito la bocca. Girata dall’altra parte, ecco il secondo partner che dopo soli pochi colpi di lingua mi riempie la bocca.
Una parte mi è uscita sporcandogli i jeans perché è stato troppo rapido e non me l’aspettavo.- Dice rammaricandosi.-
Nel frattempo, alle mie spalle si sono dati il cambio e chi era dietro è passato avanti. Ora mi trovo un nuovo cazzo e ci è voluto più tempo per farlo godere. Così fra palpatine e strusciamenti, quando lui è venuto, ho goduto anche io. Il suo sperma quasi mi soffocava e buona parte se non tutta, l’ho lasciata cadere fuori dalla bocca perché ero intenta a godere.
Le dita di quello che era alle mie spalle le stava usando come se stesse scopandomi ed ero tutta intenta a quella magnifica sensazione. Non pensavo minimamente a spompinarlo e a guardare quel che facevo. Quando poi, il mio benefattore si è stancato, mi sono girata e dedicata al suo cazzo con gratitudine. Anche lui è durato poco e non mi son fatta uscire neanche una goccia. Ho continuato ad andare avanti a pulirlo e a succhiare per molto tempo, mentre lui continuava a emettere strani versi. Quando l’ho lasciato era ancora in tiro e pulito.”

La storia sta avendo un strano affetto sul mio cazzo. Sta crescendo nella mano di lei che continua a masturbare lentamente. Dal canto mio le accarezzo la schiena con piccoli movimenti.

“Quando pochi giorni dopo siamo partiti per la gita si era già sparsa la voce e io ancora non l’ho sapevo. Qui sono iniziati i veri problemi.- Fa una smorfia con la bocca portando al contempo le mani al cielo.-
Praticamente tutti mi facevano proposte più o meno dirette. Il ragazzo con cui uscivo si vantava di quello che facevo e anzi, alla fine ha messo a profitto la faccenda. Arriviamoci a tappe. Durante il viaggio di andata io e il mio boy, abbiamo pomiciato per tutto il viaggio e più di una volta l’ho soddisfatto. Ovviamente molti ci hanno visto e qualcuna mi ha copiato rendendo felice il proprio partner. Quando siamo arrivati a Firenze, abbiamo girato per musei. Dopo cena siamo usciti ma siamo rientrati presto. Lì, fra il solito casino, mi sono appartata in camera col mio boy. Pensavo di fare un petting un po’ spinto e invece.-
Beve un sorso di caffelatte mentre ormai sono eccitatissimo. La mano non si ferma e continua ad andare avanti e indietro lungo il cazzo lentamente.-
Invece di starcene da soli, trovo altri due nostri compagni. Ci mettiamo a letto e in breve mi ritrovo nuda sotto le lenzuola. Quando poi mi ha sussurrato:
“Fagli vedere come sei brava.”
Non mi sono tirata indietro, anche perché ero completamente partita e pure se nuda, mi sono messa in mezzo alle sue gambe e gli ho fatto un pompino ad arte. Nel mentre loro si sono avvicinati e hanno incominciato ad accarezzarmi e ha toccarmi. Visto che non gli ho detto niente, ne io, ne il mio ragazzo, hanno iniziato a masturbarmi e a palparmi. In breve mi hanno fatto godere, giusto un attimo dopo che lui era venuto. Quando poi mi sono seduta sui talloni, loro non si sono fermati.
Hanno continuato a masturbarmi e arditamente anche a leccarmi e succhiarmi il seno e i capezzoli. Giuro che era la prima volta che godevo due volte di seguito e a detta di loro godevo e urlavo come una matta.- Annuisco in segno affermativo. In quanti vicini avranno sentito i suoi gemiti mi chiedo.-
Riaprendo gli occhi, mi sono trovata con due cazzi duri davanti alla faccia, li ho presi in mano e dopo alcune leccate hanno sborrato come fontane. Mi sono trovata tutta impiastrata, dalla faccia in giù. Alcuni minuti dopo ho dovuto scappare e andare a dormire nella mia stanza perché i prof stavano facendo il giro di controllo.”

Mi avvicino di più alla ragazza e faccio scivolare una mano verso l’interno delle sue cosce. La trovo liscia e depilata da poco. Il clitoride caldo e duro, è preda delle miei dita che in breve incomincio a stuzzicare e a masturbare.

“Durante la notte ho dormito come un sasso ma al mattino avevo una voglia matta di assaporare nuovamente le loro dita e soprattutto le loro bocche sui miei capezzoli. Il loro sperma era ancora addosso a me e il suo odore mi erotizzava all’inverosimile. Dopo essermi masturbata a letto, fra le risate stupite delle mie compagne, trovo Bea in corridoio. Ah, a proposito! Ragazzi, Bea è lei.”

“Hooo!- Esclamo meravigliato.- Finalmente conosciamo il tuo nome.” Inserisco un dito il più profondamente che posso fra le sue labbrine bagnatissime.

“Piacere, Beatrice.” Mi da una strizzata più forte al cazzo e si ferma con la mano mentre respira ora più intensamente.

“Dicevo, qui parlo con lei e in bagno le racconto di quello che ho fatto la sera prima e delle mie voglie. Lei ride e mi dice di stare attenta perché le voci girano. Penso che non me ne frega niente se poi sono io quella che sta bene. Mi dice che se ho voglia solo delle bocche, di andarla a trovare questa notte in camera. Mi lascia con un dubbio atroce e un dilemma che mi perseguiterà per tutto il giorno. Bocche, bocche, bocche.. Non avete idea che tormento.- Ridiamo tutti vedendo la sua faccia e come gesticola.-
Col mio boy ci appartiamo molto poco durante il giorno, anche perché i prof ci dividono in gruppi e giriamo per musei, coorti e palazzi. Due palle che non vi dico. Pranzo alla disperata e cena in albergo. La sera usciamo e trovato un pub ci buttiamo a bere e a fare casino. I prof non riuscivano a starci dietro.
Non avevo dimenticato Bea ma non vedevo l’ora di stare un po’ col mio boy anche perché al pub ci siamo strusciati al limite dell’indecenza. Avevo una voglia che mi sentivo colare fra le gambe da quanto ero bagnata. Tornati in albergo ci infiliamo subito in camera e dopo poco tutti e quattro mi stavano leccando e baciando dovunque.

“Ma la sera prima non erano tre?”

“Esatto, ma le stanze erano per quattro. Godevo come una matta al punto che hanno dovuto mettermi un cuscino sulla faccia. I ragazzi hanno voluto fare un gara, sempre con la faccia sotto al cuscino, dovevo riconoscere di chi era la lingua che mi leccava o succhiava i seni. Stesso gioco poi per quanto concerne i loro cazzi che dovevo riconoscere succhiando e rimanendo sempre coperta dal cuscino. Siamo andati avanti tutta la notte. Al mattino avevo la figa in fiamme e la bocca e il collo che mi facevano male. Mi sono messa nel mio letto e ho dormito le poche ore che rimanevano.

Non ero l’unica credetemi ad aver passato la notte in bianco. Nella sala colazione sembravamo degli zombi. Poi col pulman siamo andati a Siena e per fortuna che abbiamo dormito e ci siamo ripresi un poco. Pranzo al ristorante e poi nuovamente partenza per casa. Molti hanno continuato a dormire come Bea mentre io messa in fondo col mio boy ho fatto il gioco della notte precedente solo che hanno partecipato in troppi.”

“Scusa.- La interrompe suo fratello.- Ma come sarebbe a dire?”

“Se vuoi sapere il numero, credo fra i sei e gli otto. Mi vergogno di me stessa credimi. Quando poi non volevo più rifare il secondo giro, il mio boy e quasi tutti mi hanno deriso e criticato. Per sfida e per ripicca allora li ho accontentati e a qualcuno anche un terzo giro. Quando siamo arrivati all’autogrill sono scesa dal pulman che avevo il voltastomaco per quanta sborra che avevo bevuto. Ripartiti mi hanno finalmente soddisfatta. Si sono alternati a farmi godere con la lingua mentre io mordevo la manica della giacca per non urlare e ovviamente ho dato spettacolo per tutti. Quando oramai mancavano pochi minuti all’arrivo, volevano godere nuovamente ma mi sono fermamente opposta. Quando sono scesa dal pulman non mi reggevano le gambe per quanto avevo goduto.

L’indomani ho rivisto la compagnia perché non c’era scuola e mi trattavano da troia con frasi e gesti. Delusa e indispettita me ne sono andata lasciandoli soli a spararsi le loro seghe in gruppo.”

“Bea.- Rivolgendomi a lei strizzandole al contempo un capezzolo.- Se continui così ti godo nella mano.” Lei si appoggia ora con una spalla contro di me e mi risponde.

“Io sto per godere.”
..
..
..
maxtaxi
Aiutatemi a migliorare. Aspetto le vostre critiche.
Sono in attesa delle vostre proposte e suggerimenti da inserire nei prossimi capitoli..

Boy sitter – Capitolo 7

-All’ora mamma che dici?-
Stiamo tutti guardando mia madre che con occhi torvi non ci degna neppure di una risposta. Guarda il termometro, lo legge e scuote la testa. Brutto segno penso. Anche pio sta sulla porta della camera in apprensione.
-Solo 5 linee di febbre.-
Accarezza Sara sulla fronte spostandogli la frangetta e le da un bacio. È il suo modo di dire ‘eccomi stai tranquilla’. Me lo ha sempre fatto anche a mè quando stavo male. Non possiamo non notare che non porta il reggiseno. I suoi globi perfetti e pesanti fanno fatica a non uscire dalla leggera vestaglia trattenuti solo da un bottone. La vista migliore se la gode Sara che essendo così vicina potrebbe quasi prendere in bocca un capezzolo. Si solleva, mi guarda e indicandomi col dito:
-Ora basta! Ho sopportato troppo e questo è il risultato. Sei qui per un lavoro e ne hai abusato. Se volete vivere da sposati mi sta bene, ma vi dovete sposare. Ma non prima di esservi laureati entrambi! Ma che vi ha preso? Siete forse dei selvaggi? Non siete più bambini e si capisce, ma i giochi da adulti si fanno anche con un minimo di criterio morale pure verso il prossimo. Insomma! Ma sono 3 giorni che non ci lasciate dormire. E poi proprio da te non mi sarei mai aspettato una cosa del genere. Cosa può pensare suo fratello? Su dimmi! Che diamine siete forse conigli? E c’è ne anche per te sai!- Indicando Sara -Ma l’ho fai apposta a urlare così sempre? Insomma cercate di limitarvi, chiaro!-
Col viso paonazzo esce di casa sbattendo la porta.
-Si è proprio sfogata- Dice Pio
-Certo ma la colpa l’abbiamo presa io e tua sorella. Mica sa che sei colpevole te quanto noi.-
-Già figurati se l’ho venisse a sapere. Pensi che ci appenderebbe per i piedi?-
-Per quelli forse no, ma per le palle penso proprio di si!- Ribatte Sara.
-Comunque per oggi basta ok? Riposo per tutti. E tu oggi ti dedichi a fare i compiti mentre io sistemo la casa. Te invece, te ne stai tranquilla a letto almeno per oggi. Fammi vedere il bernoccolo? Certo che hai fatto un bel volo giù per le scale. Ma se mi dicevi che ti sentivi male non saremmo scesi.-
Anche io la bacio sulla fronte. Deformazione familiare penso. Più tardi squilla il telefono. Se non avesse suonato Sara avrebbe dormito per tutto il pomeriggio. Pio mi si avvicina e all’orecchio mi dice sottovoce:
-Ha chiamato l’amica di Sara. Ti ricordi della lesbica che ti avevo detto? Viene a trovarla più tardi.- -Ok bene.- Gli rispondo -Sarebbe meglio all’ora farci trovare puliti- E gli faccio un occhiolino. Subito non intuisce il doppio senso ma dopo con un ‘espressione di pura eccitazione mi sorride e va ad avvisare della telefonata sua sorella. In camera ora che si è svegliata la rassetto alla meglio. Sopratutto tolgo i preservativi da sotto al letto. Porgo un po di the freddo a Sara e controllo la fronte.
-Come stai?-
-Meglio- E cerca le mie labbra per un tenero bacio.
-Sei tutta sudata. Forse sarebbe meglio che ti fai una doccia. Dai vai. Ho visto dei ghiaccioli nel frizer, su forza che dopo li mangiamo.-
L’aiuto ad alzarsi e mentre lei si fa una doccia veloce risistemo anche il letto. Ci mettiamo tutti e tre sul letto a gustarci il goloso refrigerio. Quando una goccia del ghiacciolo cade su un seno di Sara Pio si solleva dalla sua posizione e prontamente lecca buona parte della tetta. Sorridiamo tutti.
-E meno male che ho detto oggi a riposo.-
-Davvero? Guarda, Pio è già eccitato. Io non ho mai smesso di bruciare e devo dirti che sotto la doccia mi sono mancate le vostre mani e a te, vedo che l’ho hai già bello tosto. Ricorda quel che abbiamo fatto negli ultimi due giorni è stato fatto solo perchè io l’ho voluto. Ma quanti preservativi abbiamo consumato?-
Dal comodino apro la scatola e tiro fuori due condom
-Se la matematica non è un’opinione 18!- Esclamo.
-Contando anche le volte che vi ho bevuto e quelle fatte sotto alla doccia o addosso a mè a quante siamo arrivate?-
-Non ne ho idea ma stai certa che è da veri stalloni purosangue.-
-Non so come si sentono gli stalloni ma a mè fanno male tutti i muscoli. Prima a stare seduto sul cesso avevo male anche al culo.-
-Quello forse è perchè questa notte Sara ha voluto ricambiare il trattamento che gli hai fatto.- -Dammi torto, te che la scopi da sotto l’unico buco libero rimasto era il culo. Non sapendo cosa ne avrebbe detto l’ho chiavata solo col dito. Te ne che ne dici Sara?-
-Penso che sarebbe meglio provare un giorno di questi. Io ho deciso che appena superate le vacanze prendo la pillola. Sono stanca di dover riprendere sempre da capo. Certo mi fa piacere, ma la sensazione di sentirmi totalmente libera e piena, mi eccita ancora di più.-
-Fa controllare?- Dice pio. Scosta un lembo della camicietta che si era messa.
-Oramai le mutande sono un optional in questa casa.- Gli dice mentre passa un dito all’interno del solco della patatina. Dopo averlo annusato lo lecca gustandolo vistosamente come un somelier. -Buono- esclama -Più che calda direi bollente- Gli fa sgocciolare alcune gocce del ghiacciolo e poi gli ripassa il dito.
-Buonissimo così sai?-
Lei sorride tutta soddisfatta e eccitata. Guardo anche io meglio e più da vicino:
-Caspita! Hai le labbra rosse e gonfie fa controllare..-
Lei apre le gambe a squadra lasciandoci guardare beatamente lo spettacolo. Dopo aver inumidito il dito nella mia bocca lo inserisco piano all’interno della vagina.
-E’ un forno!- Esclamo. Pio cogliendo tutti di sorpresa appoggia il ghiacciolo fra le grandi labbra. Lei urla e sobbalza. Per l’improvviso spavento chiudendo le gambe bloccando il ghiacciolo.
-Mai sei impazzito?-Esclama -Riaperte e liberato il ghiacciolo Pio se lo porta alla bocca. Compiaciuto lo lecca vistosamente emettendo mugolii di piacere.
-Prova anche te dai. Senti che buon sapore.-
-Posso?- Chiedo.
Lei per tutta risposta alza le gambe appoggiandole sulle nostre spalle. Così ora abbiamo uno spettacolo che si apre su entrambe le grandi e le piccole labbra. Come appoggio il ghiacciolo lei sobbalza nuovamente emettendo un nuovo grido. Lei con la mano libera prende da sopra gli slip il cazzo di suo fratello e incomincia a massaggiarlo. Incominciamo tutti e tre a passare il ghiacciolo sulla sua figa. Passiamo una leccata al ghiacciolo e una alla sua patatina. Da questa posizione si scorge il clitoride duro e prominente. I ghiaccioli finiscono presto mentre noi ora siamo supereccitati.
-Ragazzi- Dice -Scopatemi dai. Ma mi dovete venire in bocca. Ho troppa voglia dai. Non fatevi pregare sù.-
Lascio il posto a Pio che si solleva e posizionatosi fra le sue gambe affonda di colpo nella calda e accogliente figa il cazzo durissimo. La scopata è regolare e controllata. I lunghi e ripetuti esercizi di questa notte l’hanno maturato. I miei dubbi sulla sua resistenza e affidabilità sono svaniti. Mentre la scopa le succhio i capezzoli. Incomincia ad ansimare più velocemente mentre con una mano mi prende la testa e mè la stringe addosso a lei. I mugolii crescono di tono su entrambi finchè Sara con un urlo liberatorio gode squassata da spasmi e tremolii. Pio soffermatosi un po per godere delle contrazioni della figa si estrae e si posiziona all’altezza della sua bocca. Gli prende la testa con entrambe le mani e l’accompagna nel pompino. Il cazzo scompare tutto in bocca. Quando ricompare è ancora lucido e bagnato ma non più dei suoi succhi ma di saliva. Passo la testa sotto la sua gamba e incomincio a lappare ancora la figa che ora sgorga nettare all’infinito. Vedo lei che tiene il cazzo di suo fratello con una mano che ingoia mugolando mentre lui rigido si svuota tutto in bocca. La sborrata è lunga e copiosa. Lascio che finisca di bere e posizionatomi anche io in mezzo alle sue gambe immergo il cazzo in lei. Entro piano. Il caldo che trovo mi colpisce direttamente alla testa mentre lei apre la bocca e sospira, lasciando momentaneamente fuoriuscire il cazzo di suo fratello dalla bocca. Prendo le sue gambe e le posiziono sopra alle mie spalle. In questo modo colpisco direttamente l’utero. Ad ogni affondo lei urla. Si tiene prendendo il cuscino alle sue spalle. Gode. Urla. Tremante lascio cadere le gambe che subito dopo mi attanagliano hai reni. Senza fermarmi continuo andare avanti e indietro. Dentro e fuori. Pio ora gli lecca e succhia i capezzoli torcendoli anche con le mani. Le contrazioni della figa sono così forti che non mi aiutano a resistere. Ad un passo dal godimento mi estraggo velocemente. Prendo la testa con una mano mentre con la destra mi tengo il cazzo e glielo infilo in bocca. Non fa resistenze. Apre semplicemente le labbra per permettermi di sborrare direttamente sulla lingua. Vengo copiosamente mentre lei sta ancora ansimando di piacere. Non aspetto che mi pulisca le ultime gocce. La voglio baciare immediatamente e assaporo il mio gusto sulla sua lingua. Ansima ancora. Le narici si aprono ritmicamente per respirare velocemente. Si abbandona sul letto contenta e sorridente. Hai lati della bocca ha gocce di sperma che lecco via. Sudata e tremante si addormenta ancora. I continui godimenti l’hanno sfinita. Anche noi non siamo da meno. Ci alziamo lasciandola tranquilla e andiamo a sdraiarci sui divani in sala. La cappella del cazzo di Pio è ancora paonazza e completamente scoperta. Io che sono invece circonciso sono pure violaceo e spunta una goccia. Ci passo sopra il polpastrello del pollice e mè lo lecco. Poco dopo suonano alla porta. Cerco velocemente i boxer mentre lancio a Pio le mutande e aperto rimango di stucco. C’è la sua amica sulla soglia e mi scuso del mio e del nostro abbigliamento ma mi ero completamente dimenticato del suo arrivo. Capelli corti a caschetto. Un top corto senza spalline che lascia scoperte spalle e pancia. Copre un paio di seni dondolanti e grossi. Penso che non porta il reggiseno. Pantaloncini corti e infradito hai piedi. Penso chiedendomi sarà anche senza mutande? Dalle forme robuste ma al contempo plastiche. La faccio entrare e l’accompagno direttamente in camera dove Sara senza ricomporsi la riceve con la camicia sbottonata e con tutte le sue nudità in vista. Mi scuso nuovamente motivando le nostre libertà al caldo. Le lascio sole mentre in cucina preparo due bicchieri di the freddo. Parlano contente spettegolando sulle amiche. Dopo un po’ porto ancora il the freddo che servo direttamente nei bicchieri sul letto. Mi sdraio anche io facendole compagnia mentre Pio sta spiando dalla porta. La osservo bene e anche se ha un po’ di pancetta e maniglie dell’amore, devo dire che ha un bel colorito. Si vede che ha preso molto sole. Coi riflessi rossi nei capelli e gli occhi marroni è una bella ragazza. Il seno poi magnetizza il mio sguardo. Sono assorto sulle sue tette che non mi accorgo che anche loro mi stanno osservando. La cappella del cazzo è fuoriuscita dall’apertura dei boxer. Sara mi da una gomitata.
-Amore stai attento che sono gelosa.-
-Scusa ma stavo pensando a una cosa..-
-Rendici partecipe.. Quale pensiero peccaminoso hai fatto sulla mia amica.. Non hai smesso un secondo di fissargli le tette. Ma se ti piacciono così tanto perchè non glielo dici? Sono sicura che la rendono orgogliosa. Vero?-
Allunga una mano e prendendo il top dall’alto l’ho abbassa liberando due globi completamente abbronzati. A pera coi capezzoli duri e con enormi aureole. Magnifiche.
-Caspita. Ma prendi il sole in topless. Complimenti.-
Mi sorride contenta mentre Sara le accarezza una tetta stuzzicandole il capezzolo.
-Posso?- Gli chiedo. Senza attendere una risposta incomincio a soppesare la tetta libera. Un globo perfettamente elastico e pesante. Stuzzico un po il capezzolo e l’aureola si arrossa leggermente. Segno che le piace. Pio si fa coraggio e viene avanti soffermandosi in piedi alla base del letto. Lei senza aspettare oltre allunga una mano e incomincia ad accarezzare la gamba di Sara salendo finché non si ferma all’interno della coscia. Inserisce un dito nella figa e quando lo estrae tutto bagnato se lo porta alla bocca gustandolo e socchiudendo gli occhi.
-Ma avete scopato?- Esclama esterrefatta.
-Certo- Le risponde Sara -E se non ti scandalizzi con entrambi.- Lei rimane con la bocca aperta. Continua col dito a farlo entrare e uscire nella patatina e per lavorarci meglio si inginocchia fra le sue gambe. In questo modo i seni pesanti sono alla completa mercè delle nostre mani. Pio gli si mette di spalle e incomincia ad accarezzarle la schiena. Immediatamente gli viene la pelle d’oca quando incomincia a baciarla e a solleticarla con la lingua. Pio fattosi più ardito incomincia a sbottonargli i pantaloncini e ad abbassarli con una certa difficoltà. Lei lo aiuta. Come pensavo non porta le mutande ed è completamente depilata. Mentre pio di spalle continua a baciare e leccare la schiena le mani incominciano ad accarezzargli la figa. Mentre la destra si accanisce sul clitoride con la sinistra passando dal solco delle natiche si insinua fra le piccole labbra. Incomincia a penetrarla con un dito e ben presto lo estrae tutto bagnato. Ogni volta che Pio le affonda dentro lei solleva leggermente il sedere innarcando in basso le reni. Si abbassa ancora di più mentre solleva prominente il sedere. Ora lecca avidamente la fica di Sara mentre le nostre lingue si incrociano e con le nostre mani libere ci esploriamo. I seni e i suoi capezzoli per mè e il cazzo e le palle per lei. Ha il respiro affannoso e deglutisce a fatica. Ha ancora il sapore di sperma in bocca e questo mi eccita nuovamente aiutato anche dal nuovo spettacolo. Ora Sara è penetrata da tre dita messe a cucchiaio, il clitoride succhiato e mordicchiato con maestria che solo una donna può fare. Si irrigidisce tutta e vedo distintamente l’addome contrarsi spruzzando un getto come se fosse di sborra in faccia alla sua amica. Urla il suo godimento attaccata alla mia bocca. Ora sono anche io eccitato. Sono due le mani ora che mi palpano e mi segano. La sua amica ha deciso di diventare bisex penso. Non ho il tempo di chiederlo che vedo Pio intendo a chiavare con le dita la sua figa ma guarda fisso verso la porta. Sulla soglia c’è mia madre. Appoggiata con una spalla al telaio e la vestaglia mezza aperta. Entrambi i seni sono debordati e messi in bella vista da una mano che li palpa e stuzzica i capezzoli. Con l’altra mano è tutta dedicata ad una vistosa masturbazione.
-Vieni- Gli dico accompagnando la parola al gesto della mano che gli porgo.
La faccio accomodare fra mè e Sara. Come si sdraia viene subito raggiunta da una mano della ragazza che ora lasciata Sara a riprendersi dallo sconvolgente orgasmo si dedica a lei. Incomincia anche a lapparla instancabilmente il clitoride. La sento ansimare mentre è assaltata da quella lingua famelica. Arrapato come non mai e col desiderio adolescenziale lì al mio fianco, pronto per essere appagato. Incomincio a leccare e succhiare i capezzoli. L’orgasmo che si forma in lei. Il tanto sospirato desidero di riprovare quelle emozioni di quando madre allattava il suo pargolo, gode sobbalzando sul letto in convulsioni irrefrenabili. Emettendo un suono ritmico di godimento si lascia andare appagata e svuotata. Gode anche la ragazza sotto i colpi di lingua e di dita di Pio che pure lui ha un cazzo tutto incordato e duro allo spasimo. Dalla porta entra mio padre. Attirato dai lamenti inconfondibili della sua amante di anni. E’ venuto a vedere cosa stava accadendo. Si avvicina a noi togliendo prima la camicia e poi calandosi i pantaloncini. Mostra con fierezza sotto alla pancia prominente un cazzo di tutto rispetto. Lungo e grosso con una cappella ancora più grossa. Si accosta dalla parte di Sara che l’ho invita a lei prendendolo per il cazzo. Immediatamente vuole assaggiarlo. Fa una certa fatica a pomparlo ma in meno che non si dica è ancora più grosso. Sente che fà fatica a non fargli sentire i denti durante il pompino sulla cappella. Quasi la soffoca quando preso dall’eccitazione gli spinge il cazzo fino in gola. Le sue mani robuste torcono i capezzoli palpandogli i seni. La mano scorre sulla pancia dandole brividi di piacere. Scorre sul clitoride facendole montare maggiormente il desiderio. Entrano in lei esplorandola. Abbondanti succhi escono dalle labbra ora dischiuse. Inumidisce bene le labbra con le dita e salito sul letto si porta sopra a lei. Noi tutti osserviamo la scena di come Sara spalanca le gambe offrendosi a quel obelisco maestoso. Si china e guidando con una mano frega la cappella all’ingresso delle piccole labbra. L’ho porta su e giù, aumentando allo spasimo il desiderio di essere posseduta. Lascia le ginocchia e l’ho prende hai fianchi tirandolo verso di lei. La cappella si insinua fra le labbra che gli si avvinghiano stringendolo come un guanto seguendo il contorno anatomico. Come la cappella è entrata risucchiata in lei gode gemendo. Si sente allargata allo spasimo. Il cazzo ora si fa largo in lei. Si sente piena. Ogni centimetro che avanza è un nuovo orgasmo urlato. Incomincia ad andare avanti e indietro. Il calore e la strettezza da tempo non più provata l’ho eccita anche lui. Si trattiene per paura di farle male spingendo troppo affondo. Lei, squassata dal godimento urla ogni qual volta il cazzo le raggiunge il collo dell’utero. Aumenta la galoppata in lei sentendo aumentare la voglia di possederla, di godere in lei. Dopo l’ennesimo orgasmo e schiacciata sotto il peso di lui, strabuzza gli occhi e si abbandona appagata semisvenuta. L’ho spettacolo ha riacceso le voglie delle nostre amanti, che non avendo mai smesso di stuzzicarle sono anche loro desiderose di avere la loro parte. Mia madre dopo avermi al lungo accarezzato il cazzo ora se l’ho dirige direttamente in fica sedendoci sopra. Immerso tutto in lei si abbandona per un momento seduta con tutta la carne della sua carne in lei. Scossa da fremiti incomincia ad accellerare il movimento. La assecondo dandole violenti colpi mentre le mani palpano le sue enormi tette. Pio dal canto suo, scopa alla pecorina la sua donna che abbandonata ogni reticenza si concede ad una galoppata furiosa ansimando e uggiolando di godimento. Tutto il letto sobbalza violentemente. Tengo stretta la mia amante per i fianchi, con lei appoggiata alle mie spalle e le sue tette ora libere sobbalzano ovunque. Gode, ansima. Capisce che anche io non posso piu resistere oltre e:
-Dai vienimi dentro. E’ da tanto che ho la spirale.-
Libero da ogni indugio, dò dei colpi violenti e le vengo riempiendola con abbondanti fiotti bollenti. Al mio fianco Pio si sdraia sopra la sua amante dopo esserle venuto sul sedere e sulla schiena. Non mi sono accorto di mio padre ma ha fatto il giro del letto e si è venuto a mettere al nostro fianco. Sempre con mia madre sopra a mè e con dentro ancora il mio cazzo duro incomincia a spompare il suo cazzone. Come una vera esperta professionista e dopo molti anni in cui si intendono perfettamente, la vedo ingurgitare dopo poco tutto l’ho sperma trattenuto fino ad ora. Finito di succhiare e bere lo pulisce leccandolo ancora per molto tenendolo con una mano finche questi non torna di una dimensione normale.
-Veramente tantissima, caro.-
Si baciano appassionatamente e ciò mi rende gonfio di gioia. Era da tanto che non li vedevo farsi delle coccole d’amore. A parte mio padre e mia madre sembra che nessuno abbia la forza di alzarsi dal letto. Con stupore vedo lei invece sollevarsi da mè e incominciare a nettarmi il cazzo e le palle. Da turgido ridivento duro. Continua. Mi sta facendo letteralmente impazzire. Muove le mani, la lingua e la bocca da vera esperta. Noto mio padre con la testa fra le gambe di lei. Non resisto oltre quando lei incomincia a mugolare godendo della sua lingua. Vengo inarcandomi. Godo liberando le ultime gocce di sperma che ancora non erano uscite precedentemente. Quando ha finito mi sento veramente svuotato. Sara dorme abbandonata come era prima dopo la scopata. Con la figa aperta e invitante. Pio fra le due ragazze, riposa semi sdraiato sopra a.. Ma come si chiama l’amica di Sara? Sapevamo che era lesbica e ha quanto pare non lo era proprio. E’ qui di fianco a mè che riposa ansimante e sudata. Lentamente uno dopo l’altro ci alziamo e ci facciamo la doccia. Prima i miei genitori che proseguono poi per casa. Poi io con l’amica di Sara. Sotto la doccia ci divertiamo a lavarci a vicenda ma non abbiamo più la forza per continuare a godere. Sulla soglia della porta ci lasciamo baciandoci col sottinteso di vederci presto per approfondire la conoscenza. Pio dorme beato al fianco di sua sorella mentre lei non si è mossa minimamente dalla posizione in cui l’ho vista prima. Mi siedo al suo fianco e la controllo. Brucia. Deve avere molta febbre. Con le gambe così divaricate e la figa aperta non posso resistere a non infilarle un dito dentro. Muovo lentamente assaporando ogni volta il dito e di colpo lei incomincia ad ansimare e a urlare un nuovo godimento. Tutta tremante e squassata dagli spasmi si richiude in sé portandosi le ginocchia al petto. Pio si sveglia dal torpore e si dirige in bagno. Intento ad urinare gli dico di farsi la doccia. Lui si porta una mano sulla pancia appiccicosa e dopo averla a lungo osservata si infila poi sotto all’acqua. Lasciamo Sara febbricitante a dormire mentre noi ci avviamo a casa dai miei a mangiare. A casa sembra una festa. Con i miei loquaci e sorridenti mangiamo divorando tutto. Innaffiamo forse con troppo vino e infine dal frigo escono dei pasticcini. Mamma sbottonata la vestaglia e fatta cadere a terra, si cosparge i capezzoli di crema che ci offre ad ognuno di noi. Dopo il primo giro hai capezzoli è su di giri. Ha le guance rosse e non solo quelle. Incomincia con un’altro giro ma sedendosi questa volta sul tavolo davanti ad ognuno di noi. Prima con mio padre poi con Pio e io chiudo il giro. La crema ora è spalmata sul clitoride duro e lungo. Lecchiamo, succhiamo, mordicchiamo e beviamo. Ansima in preda al godimento. Anche noi pur essendo sfiniti siamo eccitati. Ora la crema se la spalma sul buco del sedere che rimanendo in piedi davanti a noi ci offre alle nostre lingue. Finito il giro con le lingue ora si mette davanti a Pio che senza attende oltre le infila il cazzo di colpo in figa. Appoggiata com’è con le mani sul tavolo e le tette che le sbattono a penzoloni da sotto è uno spettacolo irresistibile. Pio viene grugnendo mentre mia madre quasi all’unisono gode ansimando e tremando tutta. Sudata e col respiro corto si posiziona nello stesso modo davanti a mè. La tentazione è troppo forte. Così di schiena.. Appoggio la cappella guidando il cazzo direttamente all’interno del culo. Entra come se fosse un coltello nel burro. Stretto caldo e accogliente. Mi allungo su di lei e mentre le strizzo i capezzoli e le tette la scopo con forza. Ogni colpo sento le palle sbatterle contro la figa. Lasciata una tetta, gli masturbo contemporaneamente anche il clitoride. L’ho trovo subito. Duro e grosso come se fosse un piccolo cazzetto. Mi aiutano le abbondanti secrezioni che escono colando lungo le gambe a masturbarla. Viene urlando. Dopo poco vengo anche io riempiendogli il culo. Lascio il canale stretto e accogliente lasciando lei tremante sul tavolo. Col viso in fiamme gira attorno al tavolo. Nuda con le tette dondolanti e il fiatone si posiziona davanti a mio padre. Con il cazzone già turgido in mano lo dirige prontamente in figa. Udiamo distintamente lo sciacquio che ne esce. Incomincia a scoparla piano con lei che ansima ogni volta che affonda completamente in lei.
-Cara sei un lago- Lo dice sorridendo.
Presa per i fianchi incomincia a stantuffare sempre più velocemente. Lei abbandonata da ogni forza, succhiata dal godimento, si abbandona sul tavolo mentre i colpi si susseguono ritmici e frenetici. Grugnendo e sbuffando gode in lei tremando, mentre lei emette un urlo liberatorio. Passano lunghi attimi finche entrambi si riprendono. Con lui sempre dentro si siedono uno sopra l’altro. Il seno prominente sale e scende scandendo il ritmo affannoso del respiro. Sfiniti e paghi. Io e Pio ci alziamo. Baciamo sulla bocca mia madre senza tralasciare di palparla e accarezzarla tutta. Lei ci contraccambia soppesando dolcemente le dolorose palle e ripulendo entrambi i nostri cazzi. Li lasciamo consapevoli che ora papà userà sicuramente la lingua per ripulirla tutta. In casa guardiamo un po di tv ma ci addormentiamo sui divani. Mi alzo in piena notte. A letto cerco Sara che trovo bollente. La lascio dormire tranquilla dopo un tenero bacio sulla spalla. E domani cosa accadrà di nuovo? Mi addormento pensando a domani. Sorrido agli intrecci del possibile futuro..
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Boy sitter – Capitolo 6

Abbiamo dormito pesante per tutto il pomeriggio. E’ tardi anche per andare al mare. Ora che usciamo e cerchiamo un parcheggio si fa cena. Bisogna che ci regoliamo con l’attività sessuale o non avremo le forze neanche per alzarci dal letto. Guardo Sara e ogni proposito svanisce. Dorme supina con la testa di lato rivolta a suo fratello. Guardo meglio e lui tiene una mano su una tetta mentre sul suo pube noto evidenti traccie di sperma. Che l’abbiano fatto mentre dormivo e non ho sentito? Possibile che ho dormito così pesantemente. I pensieri mi ronzano per la testa ma non sono ancora connesso completamente. L’unica cosa che non smette di funzionare e il cazzo. C’è l’ho già in erezione sarei pronto a scopare ancora. Sollevo leggermente la testa e vedo bene il cazzo di Pio. E’ moscio. La cappella è al suo posto quindi devono aver goduto mentre dormivo. Lentamente mi alzo. Ho tutte le ossa rotte. I muscoli delle gambe quasi non mi reggono. Non oso pensare come sono quelle di Sara. Prima una sosta in bagno, poi in cucina a bere del the freddo infine in sala a guardare la tele. Non passa molto che mi raggiunge Pio con la bottiglia di the in mano.
-Chi scopa molto beve.- Gli dico – Ho visto il regalo che gli hai lasciato sulla pancia. Credevo non ne avessi più la forza per fare.-
-Infatti non abbiamo fatto. Non so bene se stava dormendo o era sveglia, fatto sta che mi ritrovo una sua mano intenta a masturbarmi. Sono rimasto al gioco finchè poi non gli ho goduto addosso. Ci siamo fermati lì perchè poi mi sono addormentato come un sasso. E’ molto che sei sveglio?-
-No, direi una decina di minuti. Avresti mai pensato che sarebbe finita così con tua sorella?-
-Scherzi? Non hai idea di quante volte mi sono masturbato mentre la spiavo. Pensa che da piccolo credevo che fosse lesbica.-
-Ma dai, come mai?-
-Una sera, tornato a casa prima dall’allenamento di pallone perchè era stato annullato a causa della pioggia, la becco intenta a lesbicare con una sua amica.-
-Ma dai , racconta bene dai.-
-Vediamo.. Arrivo che sono tutto bagnato quindi passo dal garage a cambiarmi i vestiti. Indosso quelli del calcio per entrare in casa e sento dei lamenti provenire dalla camera. Subito penso a Sara che si sta guardando un film porno invece guardo dal buco della serratura e la vedo intenta in un 69 con questa tipa. Tempo zero. Maxi sega e avanti a continuare a spiarle. Sono andate avanti per quasi un’ora. Hanno fatto di tutto. Peccato che a volte non riuscivo a vedere bene. Si spostavano di lato e non avevo il coraggio di aprire la porta per non essere scoperto. Comunque mi ingegno per la volta successiva se ricapita e vedo di interessarmi a lei. Fisicamente non è diversa dalle altre ragazze che conosco. Incomincio a farmi vedere sempre più nudo e anche lei ci sta in un certo senso a mostrasi più libera. Fra gli amici della compagnia, le voci che circolano su di lei sono di una che non la molla anche se ti soddisfa il più delle volte.-
-Cioè?- Gli chiedo interrompendolo.
-Si dai. Seghe, pompini roba così. Comunque dò la caccia hai suoi appuntamenti con la sua amica quando finalmente la sento dire al telefono che avrebbe avuto il pomeriggio libero. Colgo l’occasione quando lei va in bagno, a farle credere che sono uscito e mi nascondo nell’armadio. Non devo aspettare molto che la sua amica arriva. La prima a spogliarsi è Sara mostrando un completo nuovo. Ricordo che l’aveva comprato da poco. Slip sgambati e reggi di pizzo trasparente. Lei la palpa e la tocca. Io eccitatissimo che spio la scena. L’amica incomincia a spogliarsi dicendo che anche lei ha una sorpresa da farle vedere. È di spalle l’unica cosa che vedo oltre al sedere e che non porta nulla. La troia penso, va in giro nuda vestita solo con camicia e jeans. Quando si gira a momenti mi scoprono. Fischio. Per mia fortuna pure Sara esclama esterrefatta. Quella è venuta all’appuntamento con la figa completamente depilata. Appoggia un piede sul letto e aiutandosi con le mani le fa vedere che non ha peli neppure sotto e fra le labbra. Dal principio Sara la tocca e la accarezza per sentire quella pelle vellutata. Poi ci passa la lingua. Vedo che l’amica le piace e si palpa le tette torcendosi i capezzoli. Ricordo di essermi venuto addosso subito. Poi si sdraiano sul letto, sempre con Sara che gli slinguazza la figa per bene finchè la sua amica non gode sobbalzando. Sara si spoglia e incomincia a penetrarsi con le dita della amica. Quando questa si è ripresa incomincia a leccarla e a masturbarla con foga. Le infila le dita e le usa come se fossero un cazzo. Il trattamento le piace e incomincia a emettere dei piccoli gridi di piacere. Sono andati avanti così per un paio d’ore a mordersi, a leccarsi e a penetrarsi con le dita o coi pennarelli. A volte Sara per non farsi sentire che urlava mordeva il cuscino. Io non so quante volte ho goduto ma come loro sono venuto a raffica. In questo modo le ho spiate un paio di volte e devo dire che guarda. Sono di nuovo eccitato al solo pensiero.-
-Ti capisco, l’ho sono pure io.-
-Spesso ho pensato di intervenire buttandomi in mezzo ma perchè rischiare di rovinare uno spettacolo così gratuito? Non è tanto che le ho sorprese nuovamente assieme ma oramai sapevo già che Sara era una mezza normale.-
-Come mezza?-
-Si, mezza lesbica e mezza etero.-
-Ma noo.. Si dice bisex, perchè l’hai vista con qualcuno?-
-Si, ha capodanno stava con un tizio e hanno festeggiato mezzanotte a scopare in macchina. Io e alcuni miei amici li abbiamo spiati masturbandoci al freddo per un’ora. Ragazzi, che fuoco e che scintille. Sembrava non ne avessero mai abbastanza. Poi ci siamo rifatti con delle ragazze alla festa ma oramai avevamo le batterie scariche.. Sai com’è.. Comunque da quella volta la considero normale. Molti amici la chiamano gola profonda o ciuccia cazzi. Perchè la fama le è rimasta.-
-Brava è brava. Credo non ci sia una uguale a fare un servizio del genere. Certo che non immaginavo mai che fosse così porca. Ci avrei provato anche io altrimenti.-
-Gira voce che alla gita di quest’anno abbia soddisfatto tutti di bocca anche in pulman.-
-Questa è una palla! Posso credere a tutto ma farlo in pulman con i prof che ti controllano mi sembra improbabile.-
-Sarà come dici ma non puoi dire che non abbia esperienza. Nessuna mi ha mai succhiato e leccato contemporaneamente il cazzo.- Lo dice incominciando a segarsi. -Stì discorsi mi fanno arrapare di brutto.-
-Comunque dobbiamo iniziare a limitarci altrimenti sono guai. Non avremo più la forza per fare nulla. Dimmi una cosa, dove li tenete i giornalini porno?-
-Fra i libri di studio.-
-Che domanda scema. Uguale pure io. Dai fammi vedere cosa avete.-
Ci alziamo con due cazzi che svettano prepotentemente in avanti. Noi ci limitiamo a seguirli. Davanti alla porta della camera osserviamo Sara che dorme. Di schiena e con il culo prominente in bella vista ci fa venire piacevoli propositi. Nella penombra con il bianco dell’abbronzatura del sedere che risalta e la patatina che si intravede.. Spingo Pio in avanti, altrimenti le saltiamo addosso. In camera incominciamo a sfogliare libri. Dopo un po esclamo:
-Io ho delle scatole piene ma voi siete già sulla buona strada per raggiungermi. Da quanto li comprate?
-Non è proprio così. Quelli più recenti che abbiamo preso sono i manga erotici questi altri, molti arrivano dalla cantina, altri da amici e qualcuno dallo zio.-
-Cioè? Chi?-
-Ma si dai. Lo zio Alberto. Quello che deve venire fra qualche giorno.-
-Haa, hai capito lo zio porcellino.. Gli piace osservare i nipoti che scopano.-
-Veramente ancora non abbiamo scopato..-
Penso: “Questo è vero ma credo che non tarderemo molto a sperimentarlo”.
-Comunque qui ne avete di roba.. Ma dimmi un po’ della maiala dell’altra sera.-
-Una cosa da non credere. Mi ha spremuto come un limone.- Prosegue sorridendo -Non ne aveva mai abbastanza.-
-L’ho so bene. Guarda che quella la conosciamo tutti. Se lavori in spiaggia avresti l’opportunità di fartene una al giorno. Guarda Mirco. Lui ad esempio non dice mai di no. Io al contrario seleziono quelle che credo mi facciano più arrapare.. E non solo io, anche l’altra coppia che lavora al bar fa l’ho stesso. Lesbiche e bisex sono il loro pane ma mi raccomando non dirlo a nessuno. Tutti credono che sono una coppia e che certe cose non le fanno.-
Incomincio a sfogliare e a leggere alcuni giornaletti quando noto che sono rimasto da solo. Vado subito a vedere in camera e infatti l’ho vedo sdraiato al fianco di sua sorella. Prendo la scatola dei preservativi e mi metto ad osservarli dal bordo del letto. Lei è sveglia. Si vede dall’espressione beata del viso. Lui di spalle la stà sbaciucchiando sul collo mentre con una mano la masturba. Guardo meglio e noto che la sta penetrando con 2 dita. Quando escono sono lucide dagli umori di lei. E’ bellissimo osservare il dentro e fuori di quelle dita. Incomincio ad accarezzare una gamba per farle sentire che ci sono pure io. Con la mano prende il cazzo di Pio e se lo dirige verso la sua patatina.
-Aspetta, non ancora- Sussurro.
Dalla scatola scarto un preservativo. Controllo dov’è il dritto e il rovescio. Prendo con la sinistra il cazzo di suo fratello e mentre gli tiro indietro un po di pelle, appoggio sulla punta il preservativo. Piano, piano l’ho srotolo con la destra e quando è a meta della lunghezza proseguo con la mano sinistra mentre ora con l’altra gli tengo il cazzo da sotto alla cappella. Tenendolo stretto l’ho dirigo verso l’ingresso della vagina. Quando capisce che oramai il suo desiderio stà per essere soddisfatto toglie le dita per la masturbazione che stà facendo in lei e lascia che sia io a guidarlo. Subito entra per una buona metà e poi si ferma. Lei nel sentire che si è fermato emette un suono come di miagolio di disappunto e sporge maggiormente il sedere verso di lui. Con un colpo di reni entra tutto e un urlo sordo ci sovrasta. Mi metto a succhiargli un capezzolo. Ad ogni affondo lei emette un lamento di piacere. Mi accarezza i capelli finchè distintamente percepisco Pio accellerare il movimento. Gode sbuffando e stantuffando come un vero toro. Lei urla. Cerco di tapparle la bocca baciandola. Lei contraccambia attivamente e pur se impegnata in una limonata forsennata emette mugoli inequivocabili. Continuiamo a baciarci anche quando gli animi si sono un po raffreddati. Le miei mani torcono i capezzoli e palpano le tette insieme con quelle di Pio. Cerco un preservativo e mè l’ho metto. Lui finalmente estrae il cazzo tenendosi ben stretto la base dove c’è l’elastico del condom e lei ormai libera allunga una gamba su di mè. Gli prendo il ginocchio e l’ho sposto al mio fianco e di colpo la penetro. L’ingresso è facilitato dall’abbondanza di umori e dall’apertura ancora aperta. Mi fermo per assaporare le sensazioni che mi colpiscono direttamente il cervello. Caldissima, un vero forno. Sento la figa avere delle contrazioni. Gode ancora. Mi sento bagnato segno che sta colando abbondantemente. L’abbraccio posizionandola bene sopra di mè. Continuiamo a baciarci anche quando incomincio a scoparla. Muovo solo i reni mentre le miei mani le accarezzano la schiena. Le sue labbra si discostano per cercare più ossigeno. Urla direttamente al mio orecchio. Le prendo le chiappe e assecondato da lei incominciamo una vera e propria cavalcata selvaggia. I respiri e le urla si frammischiano li uni agli altri. Io, lei, noi, stiamo dando il meglio di noi stessi abbandonandoci l’uno all’altro. Si irrigidisce, alza la testa e urla per un orgasmo sconvolgente mentre io non più resistendo mi lascio andare. Siamo sudati e appagati. Ci baciamo e ci teniamo abbracciati stretti. Respiriamo con affanno. Pio è in ginocchio al nostro fianco. Non si è perso nulla. Infatti la visione ravvicinata lo ha nuovamente eccitato. Mentre le mie mani accarezzano la schiena e il culo di Sara lei incomincia a toccare il cazzo di suo fratello. Incrocio le mani di Pio e scopro al tatto che la sta masturbando con un dito nel sedere. Sono veramente tutto bagnato. Mi sembra di essere sdraiato in una sauna. Vedo che Pio sta trafficando per infilarsi un preservativo. Capisco e allora esco il mio fratellino dalla sua meravigliosa tana. Lasciare la palpitante e calda passerina un po’ mi dispiace. Fuoriuscito sento colarmi addosso il suo nettare caldo. Pio traffica un po’ fra le mie gambe poi senza che Sara si sia minimamente mossa incomincia a scoparla forsennatamente. Appoggia una mano alla testa del letto, con l’altra cerca di avvicinare Sara ad ogni movimento di affondo che fa. Dal canto mio, bloccato come sono. Inserisco una mano fra noi e trovato il clitoride incomincio a masturbarla cercando di seguire il ritmo selvaggio. E’ duro e scivola fra le dita velocemente. La sento ansimare sempre più forte al mio orecchio finchè non incomincia un vero concerto di urla, lamenti e rantoli di piacere. Chi dei due gode prima non è possibile stabilirlo. Quando Pio ha goduto resta appoggiato ancora nella stessa posizione di come là scopata, poi si sdraia sul letto appagato e felice. Sara con un miagolio allunga le gambe rimanendo sopra di mè. Sento colare il suo brodo sulle palle mentre è ancora preda di tremolii e spasmi che la scuotono tutta. L’accarezzo ancora un po baciandola dolcemente. Muove leggermente il bacino sul mio cazzo:
-Ma hai ancora voglia?- Dice bisbigliandomi nell’orecchio.
-Riposati ora, dopo rincominciamo.- Le rispondo baciandola ancora. Appoggia la testa sul mio petto e si appisola per qualche minuto. Il caldo è opprimente. Siamo sudati come non mai. La scosto lentamente ma è sveglia. Ci alziamo e ci infiliamo tutte e tre barcollanti sotto la doccia. Rinfrescati andiamo in sala a sederci sui divani mentre Pio ci porta del the freddo. Beviamo a canna quasi tutto. -Sai che ti ho fatto la pipì addosso prima?- Mi dice Sara guardandomi. Sbalordito, incominciamo a ridere a crepapelle tutti e tre finchè non ci vengono le lacrime agli occhi. Le dico:
-Sara, sei troppo forte.-
Ci rilassiamo guardando un po di tele, poi con estrema fatica ci alziamo e andiamo a disfare il letto. Puliamo un po la casa e poi raggiungiamo i miei portando le cibarie del frigo. Della lista oramai non la guardiamo più, infatti i programmi sono tutti saltati. Prima di entrare in casa mi accorgo che Sara si era dimenticata di mettersi le mutande e la mando di corsa a infilarsele. In casa becco mia madre intenta a ricomporsi. Ho aperto con le mie chiavi e lo sorpresa nuda mentre si rivestiva. Mio padre felice e beato in piedi con i pantaloncini addosso ci guarda e ci aiuta ad entrare. Basta uno sguardo di intesa per capire cosa avevano appena finito di fare. Ci scusiamo imbarazzati e depositati i contenitori e le borse in cucina andiamo in camera. Apro l’armadio e da degli scatoloni incomincio a estrarre riviste e giornali porno. Suonano alla porta e poco dopo ci raggiunge Sara. Quando mamma ci chiama per cena mi rendo conto che siamo nei guai. Sia io che Pio siamo visibilmente eccitati. I boxer e i pantaloncini sono tesi per via dei cazzi duri. Mi ingegno e al volo sia io che lui indossiamo delle camicie che lasciamo svolazzanti e semi aperte. Sara divertita ci precede in cucina. Questa volta la cena passa in cordialità e allegria. Beviamo della birra al posto della solita bottiglia di the o di cola che aggiunge un tocco di festa alla serata. Mentre aspettiamo seduti che mamma ci servi il caffè Sara si acconcia i capelli tirandoli a formare una coda di cavallo. Si massaggia il collo con una mano e poi incomincia a roteare lentamente la testa. Fatto un primo giro poi si abbandona alla spalliera della sedia e si innarca all’indietro per stirarsi i muscoli. Siamo tutti eccitati. Nel fare questi movimenti non si è accorta che un capezzolo è fuoriuscito dalla maglietta mentre l’altro è parzialmente visibile con la parte superiore dell’aureola. Bevuto il caffè mi faccio aiutare da loro due a prendere gli scatoloni e a portarli in casa di sopra. Ci mettiamo in sala con la tele accesa ma col volume abbassato, incominciamo a visionare il contenuto e commentando il tutto. Inutile dire che siamo eccitati al massimo. Guardo Sara e penso che questa notte ci sentiranno fino in paradiso se già non ci hanno sentito………

 

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Boy sitter – Capitolo 5

Mi sveglio in questa mattina soleggiata con una contentezza infinita. Non solo sono al settimo cielo ma sono anche eccitato fuori ogni misura. Lei è li abbandonata che dorme su un fianco. Mi dà la schiena e io ne approfitto per dargli piccoli bacini. Parto dal sedere. La mano scorre all’interno della gamba allungata. Con la punta della lingua formo un circuito immaginario sulla sua schiena. Non si muove ma vedo che reagisce con la pelle d’oca accompagnati dai brividi. Le bacio il collo e le orecchie. La mano si insinua fra le cosce e la sento calda e umida. Mi accosto più verso di lei per farle sentire sulla schiena la mia erezione. La penetro con un dito. Incomincio a farlo entrare e uscire lentamente. Tutto dentro e poi l’ho estraggo completamente. Le faccio sentire che mè lo lecco e lo gusto. Poi glielo rinfilo dentro piano, piano. Incomincia ad ansimare. Non può più fingere di dormire. La sua eccitazione è evidente. Continuo a masturbarla e ha baciarla. Le lecco la schiena, il collo.. Si gira e incolla le sue labbra alle mie. Tiene ancora gli occhi chiusi. Le prendo un seno e giocherello col capezzolo inturgidendolo ancora di più. Mi prende il cazzo e incomincia a masturbarlo lentamente. Si gira posizionandosi sopra di mè. Mi schiaccia. Si dirige il cazzo fra le labbra della vagina e vi si impala. Mentre l’ho fa, tiene aperto la bocca emettendo un suono rauco di eccitazione. Si tiene con entrambe le mani alle mie spalle mentre incomincia a salire e scendere. E’ lei a condurre il gioco. Mi limito a stuzzicare con le dita i capezzoli durissimi. Gode e si accascia sul mio petto con infilato ancora il cazzo dentro di lei. Sento i liquidi che scendono solleticandomi le palle. Ora sono io che incomincio a scoparla. Pur rimanendo sotto di lei mi muovo piano per non uscire. La sento calda e bagnata come non mai. Mollo la presa dalle sue tette e posizionate le mani sui suoi fianchi incomincio ad assestare colpi assecondato da movimenti di lei. Ad ogni affondo sento lei che mi urla nell’orecchio. Sono rantoli di piacere. È totalmente abbandonata su di mè. Il cazzo quando esce sento il risucchio della sua vagina. Sono eccitato allo spasimo. Lei continua a godere. Oramai non si capisce chi scopa l’altro. Sono io da sotto o è lei da sopra. Le sue tette fregano sul mio petto. Mi fa sentire i suoi capezzoli durissimi. Sono concentrato a non godere. Voglio reggere ancora un po’ ma la frenesia che ci ha preso ci porta in un turbine di godimento. Non resisto e le scarico tutto il mio seme all’interno della patatina. Come sente i fiotti caldi di sperma riempirla, si alza a smorza candela sedendosi completamente sul cazzo. Siamo squassati da brividi e spasmi. Grondanti di sudore col fiatone grosso ci guardiamo. Ci sorridiamo. Scende e si appoggia con la testa sul mio petto in cerca di ossigeno e riposo. Sento la figa palpitare ancora attorno all’uccello. Cola. L’ho sento distintamente. Sono tutto bagnato là in mezzo. Percepisco un fruscio. Sulla porta in piedi c’è Pio con il cazzo in mano. La cappella violacea è bagnata di sperma. Ci ha visti e si è fatto una sega imbrattando a terra ovunque. Sara ancora col fiato grosso, le tolgo un po di capelli dalla fronte.
-Abbiamo dato spettacolo.-
Ancora tremolante e con le ginocchia piegate hai miei fianchi cerca di allungarsi. La accompagno nei movimenti e sempre col cazzo ancora in lei riesce ad allungare le gambe.
-L’ho sento ancora duro, sai?-
-E ci credo. Ha trovato un nido meraviglioso. Piacevolissimo.-
-Hai il cuore che batte a mille.- E ride..
-Anche il tuo batte forte, forte. Perchè ridi?-
-Sento che mi sta colando tutto. Mi fa solletico sul clito.
-E tu stringi.-
Porta le ginocchia all’interno delle mie gambe. In questo modo sento il cazzo strettissimo. L’eccitazione che ne deriva è immensa. Incomincio a muovermi lentamente. Avanti e indietro. La posizione in cui è messa non solo favorisce un massaggio interno ma anche una masturbazione al clitoride. Ogni piccolo movimento sento lei stringere di più le gambe. Il cazzo da turgido diventa duro. Sempre più duro. Ora è lei a condurre il gioco. Si muove piano avanti e indietro. L’ho sfregamento sulle pareti vaginali e sul clitoride è accentuato dalla posizione. Non tarda molto infatti in cui lei incomincia a rantolare di piacere. Piccoli sussulti la squassano quando la punta del cazzo le colpisce l’utero. Quando la voglia di godere è al limite ci giriamo e sempre nella stessa posizione ma con mè sopra ci scopiamo. Quando gode mi pianta le unghie nella schiena mentre le gambe sono strette in una morsa famelica attorno al cazzo. Faccio fatica a non godere pure io. Infatti dopo un pò mi fermo piantato tutto dentro in lei tremante dall’eccitazione. Per non schiacciarla troppo ci mettiamo di lato sempre col cazzo piantato in lei. Mentre i nostri respiri tornano alla normalità si mette a letto con noi Pio, suo fratello. Ha il cazzo duro con la cappella che fuoriesce dallo scroto. Incomincia ad accarezzarla facendole sentire sulla schiena la sua eccitazione. Noi ci baciamo ancora un po. Ore le mani di suo fratello palpano le tette, stuzzicano i capezzoli. La giro sopra di mè. Le dico:
-Cerca di girarti-
Piano, piano tenendo il cazzo, riesce a voltarsi. Ora mi dà la schiena. Sempre con le ginocchia al mio fianco incomincia ad andare su e giù impalandosi finchè non sente il cazzo colpirle l’utero. Ogni volta libera enormi quantità di sugo accompagnati da lamenti e rantoli.
-Pio, leccale il clito dai.-
Mentre lei mi galoppa lui incomincia a lappare la figa e parte del cazzo. Sto per venire. Lei è squassata da sussulti e tremoli. Gode a raffica. Urla. Le prendo le tette e le strizzo bloccando i capezzoli fra le dita. Non resisto più. Le attanaglio i seni e mi lascio andare riempiendola un’altra volta di sperma calda e bollente. Lei urla. Tremiamo e cerchiamo di respirare. Pio smette di lappare perchè ora incomincia ad uscire dalla vagina non solo più i suoi succhi ma anche abbondanti porzioni di sperma. Passiamo molto tempo fermi così. Sento che rivoli di brodo caldo mi stà colando giù per le palle bagnandomi anche il sedere. Oramai il cazzo incomincia a tornare normale. Sento distintamente che si accorcia. Esce con un “flop” come se avessimo stappato una bottiglia. Anche lei ora non più trattenuta si accascia sul letto. Suo fratello incomincia a succhiarle i capezzoli doloranti . La sua eccitazione è al massimo. Si avvicina al bordo del letto e alla bocca di Sara. Lei la dischiude accogliendo il cazzo e incominciando un pompino. Quasi non muove la testa. Sembra che sia Pio a scoparla in bocca. Quando lui viene lei ne ingurgita un po. Altro ne esce colando sulle guance e sul collo. Soddisfatto anche lui ora si allunga sul letto posizionandosi hai miei piedi. Credo che ci appisoliamo un po in questo triangolo amoroso. Mi alzo e vado in bagno. Sotto la doccia mi libero la vescica. Vengo raggiunto da Pio. Non parliamo, anche lui urina. Preparo la colazione e sento Sara che si fa la doccia. Quando arriva è tutto pronto. Contemplo i segni che ha sui seni e sul collo. Come le occhiaie sono segnali inconfondibili di chi ha goduto intensamente.
-Soddisfatta?- le chiedo.
Non mi risponde si limita ad un assenso con la testa.
-Deve esserlo. Ha urlato tanto che ci hanno sentito fino in cina- interviene Pio.
-Caspita. Non credevo che avesse urlato così forte.-
-Scherzi? Fra questa notte e questa mattina avete fatto un concerto che tutto il quartiere ha saputo che due amanti si sono dati fino allo sfinimento.-
-Questa notte però non sei venuto a vedere.-
-E ci credo. Non avevo la forza di stare neanche in piedi. Questa mattina non potevo non resistere a sentire oltre i vostri lamenti e allora mi sono alzato. Ragazzi che spettacolo. Credo di essere venuto in un minuto. Tranquillo che ho pulito dopo. Ho visto come mi guardavi.
-Guarda che non era di dissenso. Non mi ero accorto che eri li che ci osservavi, tutto qua. Comunque d’ora in poi si usano preservativi.-
-Tranquillo. Anche se non prendo la pillola ho fatto i conti. Non dovrei essere nel periodo fertile.-
-Appunto. Visto che tu stessa usi il condizionale, d’ora in avanti alla scopata si associa il preservativo o altrimenti non si fa più nulla. Ok?-
Non mi risponde si limita ad una alzata di spalle. Guardo Pio e lui si alza e prende il succo di frutta dal frigo. Finiamo di fare colazione e lavate le stoviglie vado in cerca dei ragazzi. Pio guarda la tele sdraiato sul divano col cazzo moscio che gli pende da un lato. Sara in camera sua sul suo letto che scrive nel diario.
-Pensieri peccaminosi?-
-No, solo la gioia di questi giorni-
La osservo. Sdraiata e nuda com’è col sedere prominente. Ha le gambe incrociate che fanno risaltare
il taglio della sua patatina. Le labbra sono visibilmente gonfie e rosse. Il buchetto dell’ano si intravede. Mi viene voglia di saltarle addosso ancora. Il cazzo mi torna turgido. Prima che sia completamente eretto mi allontano e raggiungo Pio in sala. Guardiamo un po di tele. Poi ci raggiunge Sara. Non stiamo per molto tempo tranquilli anche perchè l’immancabile squillo del telefono ci avvisa che il pranzo è pronto dai miei. Rivestirsi è dura. Lasciare le nostre nudità per coprirle con dei vestiti è traumatico ma facciamo un piccolo sforzo e dopo due casti baci ci avviamo al piano di sotto. Mia madre è visibilmente arrabbiata. Ogni tanto sbraita arrabbiata per qualcosa ma non affronta l’argomento. Non mi ha mai detto nulla sulle ragazze che mi sono portato a casa. Noi mangiamo in silenzio. Papà mi sorride sottocchi. Credo invece che le nostre urla e il letto che saltava l’ho abbiano stimolato. E il vecchietto porcello.. Comunque nessuno a tavola rimane impassibile al seno di Sara. Anche la mamma porta la vestaglia più sbottonata del solito mostrando buona parte del seno. I suoi capezzoli duri spingono in fuori la maglietta in modo osceno. La trasparenza del tessuto rende tutto molto visibile. Mamma invece vuoi per il fatto di avere un seno prosperoso è libero di ballare. Fatto questo che mi lascia turbato, visto che l’ho sempre vista con indosso il reggiseno. Quando ci alziamo dal tavolo per recarci al piano di sopra sia io che Pio siamo nuovamente tesi. Facciamo fatica a nascondere l’eccitazione che abbiamo hai miei. Una volta entrati in casa non passa un secondo che siamo nuovamente nudi. Pio d’avanti a sua sorella incomincia a succhiargli i capezzoli mentre gli palpa contemporaneamente le tette. Io da dietro la bacio scambiandoci le lingue mentre gli masturbo il clitoride. Pio mi sposta la mano e posizionatosi fra di lei incomincia a lapparla. La sorreggo palpandole le tette e dedicandomi hai capezzoli durissimi. Nella mia bocca ansima e mugola di piacere. Si discosta dalle labbra per chinarsi a sua volta in avanti. Imbocca il cazzo di suo fratello e incomincia a spompinarlo. Piegata così in avanti mi si offre una via che immediatamente colgo. Preso il cazzo duro, l’ho posiziono fra le chiappe di lei e spingo dolcemente. Entro in lei come con un coltello nel burro fuso. La sua vagina mi accoglie calda e bagnata. Con le mani sui fianchi la guido contro al mio uccello mentre vigorosamente sento le palle sbatterle contro. La sento mugolare con la bocca piena. Mi chino e raggiunto il clitoride con la mano incomincio a masturbarlo. Non tarda a godere. Urla questa volta sotto voce. Rantola ad ogni colpo che gli assesto sempre con la bocca piena. Pio, arrivato al massimo la incita a continuare a succhiare. Quando l’ho vedo scaricarsi contro la sua faccia non resisto più nemmeno io ed estraggo il cazzo. Gli vengo sulla schiena. La sento che si lamenta per la sborrata mancata ma non voglio correre ulteriori rischi. Lappa ancora un po il cazzo che si stà ritirando mentre io mi dedico a leccare il buchino in mezzo alle chiappe. Anche se è coperto in parte del mio sugo non m’importa. Lecco cercando di insinuare all’interno la lingua. Si gira per leccare e succhiare il mio cazzo. Quando è sicura di averlo pulito per bene si rialza. La bacio in bocca sentendo il sapore di suo fratello abbracciandola, poi va a lavarsi in bagno. L’aspettiamo a letto. Si posiziona in mezzo a noi e infine con lei sul mio braccio ci addormentiamo.

 

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Boy sitter – Capitolo 4

Finalmente una dormita come si deve. Sono due giorni che non dormo e ora invece di un classico pisolino pomeridiano mi sono concesso un vero e proprio sonno ristoratore. Anche se non vedo l’ora intuisco che è pomeriggio inoltrato. Sara sta dormendo al mio fianco e non sento altri rumori per casa quindi anche Pio dorme. In cucina mi faccio un buon caffè. Mentre me l’ho sorseggio mi raggiunge Sara. Indossa la maglietta trasparente con le spalline a filo che mi fa impazzire e un paio di slip in cui si nota chiaramente il taglio della passerina. Ancora mezza addormentata mi si siede buttandosi letteralmente addosso. Sento distintamente sul mio petto la durezza del suo seno e in un attimo dai miei boxer spunta un erezione immediata. E’ ancora insonnolita e ciò che vuole sono solo coccole. Le passo una mano sulla schiena e mentre sorseggio il caffè le dò piccoli baci sulla spalla. Si sposta svogliatamente i capelli dalla faccia e anche lei contraccambia con dei bacietti sul collo e sulla mia di spalla. Pio non tarda ad arrivare. E’ nudo col cazzo mezzo in erezione. Anche lui ha una faccia da sonno. Sbadiglia. Apre il frigo e a canna beve lunghe sorsate di the freddo. Senza staccare la testa dalla mia spalla Sara gli chiede di passargli la bottiglia. Quando l’ho vede nudo non si scompone, beve, gli ripassa la bottiglia e riporta la testa nella posizione di prima.
-Ragazzi- esclamo -Sarebbe ora di vestirsi e andare almeno al mare per fare un bagno. Restare chiusi in casa è assurdo.-
-Un modo per passare la giornata ci sarebbe- replica Pio portandosi una mano al cazzo e muovendola leggermente per far fuoriuscire la cappella dal prepuzio.
-Te che dici?- Rivolgendomi a Sara
Con un bisbiglio e un lamento di una che stava benissimo nella posizione in cui si era messa mi dice -Andiamo al mare-
Le dò ancora alcuni bacietti sul collo e poi si alza dalle mie ginocchia seguendo suo fratello in camera. Li anticipo recandomi a casa mia a cambiarmi e quando arrivano sono già in quel forno di macchina. Penso che la prossima la prenderò con l’aria condizionata. Sara si siede al mio fianco, Pio dietro. Mentre lui indossa solo gli slip da bagno lei sopra al bikini a messo un pareo che ha legato in vita. Seduta comè, le copre solo parte del costume lasciando in vista tutta la gamba sinistra. Stò cercando un parcheggio quando vedo Mirco corrermi dietro.
-Meno male che ti ho incontrato. Puoi andare a recuperare mio padre in cascina? Non gli parte più la macchina e deve portarci la carne per la festa di questa sera. Puoi?- Come poter dire di no ad un amico. Al volo chiedo se Sara e Pio vogliono seguirmi e mentre lei accetta lui scende.
-Mi raccomando- Esclamo -Mirco fa le mie veci e se sento che si lamenta, quando torno io e tè facciamo i conti, chiaro?- Parto a razzo senza neppure sentire le sue farneticazioni.
-Potevi scendere e farti un bagno. Oggi sembra che faccia ancora più caldo.- Lei coi capelli che svolazzano per l’aria che entra dai finestrini mi sorride senza neppure rispondermi e si appoggia alla mia spalla. Le accarezzo per un po la faccia poi non resistendo oltre alla tentazione e le appoggio la mano sulla gamba. Muovo solo leggermente le dita formando piccoli cerchietti all’interno della coscia. Anche lei una sua mano mi percorre la gamba e ogni volta che arriva sotto all’inguine mi vengono piccoli brividi di piacere. Mentre guido cercando di zigzagare fra i turisti in cerca di parcheggio ed evitando motorini e ciclisti mi vengono in mente i dubbi di questi giorni.
-Sara. Che rapporto c’è fra te e tuo fratello?- Senza scomporsi continua il movimento con la mano che ora anzi apertamente mi solletica le palle.
-Fino a oggi non ci sono stati mai rapporti. Se non quelli classici di fratello e sorella. Forse abbiamo a volte ecceduto con alcune libertà ma mai ci eravamo spinti a tanto come oggi.
-Dimmi cosa facevate fino ad ora?- Gli chiedo interessato. La sua mano ora mi accarezza il cazzo oramai completamente in erezione.
-Ho incominciato ad osservarlo, da quando mi sono accorta che mi guardava spesso il seno. Ho notato piccoli cambiamenti in lui come la peluria attorno al pube o sotto al naso. Al mattino poi aveva sempre il pisello duro quindi dormendo in camera assieme, è normale che cambiandoci, possa capitare di osservare le intimità dell’uno e dell’altro. A volte aspettavo che finisse di farsi la doccia in bagno con lui, per poter osservarlo meglio e l’ho stesso faceva lui. Non posso negare l’eccitazione che provavo come era evidente la sua invece. Altre volte mi mettevo a spiarlo quando si segava in bagno o ultimamente quando l’ho faceva in camera a guardare i giornalini porno. Non hai idea di quante volte ho trovato le macchie di sperma fra le sue lenzuola. Quando poi ho scoperto che aveva imparato a godere dentro hai fazzoletti, non puoi immaginare, quante volte mi sono masturbata annusandole. Mi ha colta in fallo diverse volte anche perchè ero io a volerlo. A volte no, altre si. Desideravo che mi vedesse aperta mentre mi masturbavo. Il solo pensiero che era li e che mi spiava mi eccitava ancora di più. Vuoi sentire amore come l’ho sono ora?- Senza farmelo ripetere insinuo una mano all’interno degli slip e oltrepassato i peli setosi immergo un dito trovandola calda e bagnata.
-Il solo pensiero ti eccita ancora vedo- Mi bacia mordicchiandomi il lobo dell’orecchio e impugnato il cazzo incomincia una leggera sega da sopra i boxer. Dal canto mio vado avanti e indietro inumidendo le dita nei suo succhi e masturbando lentamente il clitoride durissimo.
-Sai, a volte l’ho sorpreso di notte hai piedi del letto che si faceva mentre mi osservava. Quando l’ho fa trovo duro non imitarlo anche io. Altre invece è più audace e mi palpa o mi dà piccoli bacietti sui capezzoli o annusa la mia patatina. A volte esagera inserendo un dito all’inteno della mia patatina. Io pure ho contracambiato certe visite notturne, lasciandolo eccitatissimo.-
-Cosa fai?- Gli chiedo.
-Normalmente gli accarezzavo il pisello da sopra gli slip. Altre, quando l’ho trovo a dormire senza l’ho lecco, l’ho annuso e se posso l’ho assaporo.-
-Intendi che te l’ho prendi in bocca come se facessi un pompino?-
-Si esatto. Ma senza portarlo alla fine. Solo una volta mi è capitato di aver esagerato è mi ha goduto in faccia. Ha continuato a far finta di dormire come io quando mè l’ho fa lui.
-E’ difficile non resisterti quando lavori di bocca. Sei bravissima. Ti ha insegnato qualcuno a farlo?-
-Non proprio. Diciamo che si, anche. Cioè, anche molta pratica.- anche se non la vedo capisco che la imbarazzata questa confessione.
-Capisco. Comunque devo ringraziare chi ti ha dovuto sopportare in attesa che imparassi così bene.- -Come sopportare?- Risponde stizzita dandomi un pizzicotto -Per tua norma e regola nessun ragazzo che è uscito con mè si è mai lamentato.-
-Col carattere che ti ritrovi non devono essere stati molti.-
-Purtroppo avessi ragione.. Senza accorgermi mi sono fatta una fama di succhia cazzi. Non certo come qualcuna che è una vera troia a scuola ma non pensavo di avere dei fans che fanno carte false pur di uscire con mè. Solo tu non ti sei mai accorto di mè.
-Su questo hai ragione. Vedi, quando venivo da tè per aiutarti a fare i compiti non vedevo una ragazza ma una bambina. Comunque voglio conoscere questa famosa compagna di scuola.-
-Ma come? Hai ancora energie per guardare altre donne?-
-Lui dice di sì!-
Con entrambi le mani mi abbassa i boxer lasciando che il cazzo svetti come un obelisco. L’ho impugna con una mano e mentre con l’altra si tiene i capelli in una sorta di coda di cavallo incomincia a succhiarlo. Sento che fa fatica a respirare da quanto se l’ho è cacciato in gola. Alza una gamba per favorirmi il lavoro nella sua patatina e come una vorace si butta a fare un pompino famelico. Sento che non posso resistere a lungo e incomincio a muovere più velocemente le dita in lei. Veniamo quasi simultaneamente. Devo smettere di accarezzare il clitoride perchè devo cambiare marcia a causa delle curve. Lei sempre li con in bocca il cazzo che non ha voglia di decrescere. Sono costretto a farla alzare perchè la sua posizione mi impedisce di usare agevolmente la leva del cambio. La aiuto a risistemare i boxer mentre sono intento ad affrontare i tornanti. All’ingresso della strada sterrata mi soffermo a baciarla. Ora con le mani libere, mi beo delle sue tette palpandole e liberate dal bikini le saluto baciando entrambi i capezzoli. Lascio che sia lei a risistemarsi mentre ad andatura moderata mi avvio lungo la strada. Il padre di Mirco è una via di mezzo fra un originario pittore e un uomo sui generis.. Nella sua tenuta di campagna dove vive quasi come un eremita tiene di tutto. Un sacco di volte siamo venuti qui per aiutarlo nei campi o per sistemarci i motorini e ora le macchine. E’ un vero artista con quelle mani e dalle voci che circolano in spiaggia non solo con quelle.. Ci accoglie calorosamente con indosso solo un paio di pantaloncini sgualciti. Baci, abbracci e occhi sono rivolti quasi solo a Sara cui ne lode anche le fattezze. Lei non si discosta anzi ne è visibilmente contenta. Certo, “svestita” comè, coi capezzoli duri che risaltano dal bikini, non si può non rimanere estasiati da lei. Scambiate due parole e bevuto un bicchiere di vino ritorniamo verso il mare con la roba che doveva portare lui.
-Sai che è proprio simpatico il signore?- Mi dice Sara
-L’ho dici perchè ti adulava o perchè non ti ha tolto gli occhi dalle tette?-
-Ma dai, non sono mica così grosse da attirare l’attenzione..-
-Certo come no! Dillo hai tuoi capezzoli.. Sono così duri che sembrano voler bucare il costume.-
Scosta leggermente il bikini per guardarsi il seno e l’ho abbassa. Mi coglie di sorpresa. Quasi esco di strada per guardargli le tette. I capezzoli durissimi con le aureole violacee risaltano moltissimo nei globi bianchi. Accosto la macchina e prese con entrambe le mani incomincio a baciarle altenativamente. Prima un capezzolo, poi l’altro. Dò una carezza anche al solco della patatina da sopra il costume trovandolo umido e mi raddrizzo al mio posto di guida. Quando riprendo la marcia ha una faccia fra l’eccitato e l’ho sconcerto.
-Ma mi lasci così eccitata?-
-Certo. Abbiamo una consegna urgente da fare.-
Guido come un razzo anche perchè il traffico è tutto in uscita mentre noi andiamo verso il mare. Infatti trovo subito parcheggio davanti allo stabilimento. Come arrivo Mirco si prende il sacchetto della carne e della verdura e si reca a cucinare mentre io mi soffermo a parlare con dei clienti del bar. Ci fermiamo per cena. Alle feste organizzate da noi in spiaggia, come sempre aleggia l’allegria e il divertimento. Dopo cena tutti a cantare in riva al mare mentre più tardi gran bagno finale. Per via delle stampelle non partecipo. Sara la vedo cambiata, di malumore, mentre Pio si imbosca con una nota assatanata villeggiante. In macchina Pio non fa altro che decantare le lodi della signora maiala e di come se le scopata. Io ben conoscendola, so bene che è lei a dirigere i giochi. In casa passiamo direttamente a farci la doccia. Ci spogliamo tutti e tre in bagno e incominciamo il gioco dell’insaponamento. Ci strusciamo, ci palpiamo, in un intreccio di mani e lingue. Quando Sara gode sotto la doppia presa delle nostre mani anche noi ci lasciamo andare masturbati da lei. Le godiamo addosso svuotandoci completamente. Appagati usciamo da sotto al getto dell’acqua e ci asciughiamo a vicenda. Pio sfinito si accascia sul letto mentre noi ci sistemiamo sul balcone a bere the freddo.
-Che ti è preso questa sera in spiaggia?- Le chiedo mentre lei mi si siede sulle ginocchia.
-Mai nessuno pur essendo eccitato mi ha lasciata eccitata anche a mè.-
-Vuoi dire che tutti quelli con cui sei uscita ti hanno sempre soddisfatta?-
-No. Magari fosse vero. Solo che non credevo che tu mi avresti mai lasciata eccitata-
-Insoddisfatta vuoi dire.-
-Si. In un certo modo direi di si.-
-Guarda, io non so fino ad ora, con chi hai avuto a che fare ma a mè piace giocare. Credo che te ne sei resa conto da sola. Ogni donna con cui sono stato l’ho soddisfatta ma non esiste solo l’atto carnale. C’è anche la seduzione, il gioco di portarsi al limite e non venire mai. Ci sono le coccole, come l’atto vero e proprio che ci lascia alla fine sfiniti e appagati.-
-Hai avuto molte amanti?-
-E te? Non è la quantità che conta ma la qualità. A volte bisogna saper scegliere. Abbiamo degli impegni professionali o di responsabilità che non possiamo rimandare. Come oggi, se ci si poteva appartare l’avrei fatto, ma avrei rovinato l’amicizia con Mirco e la serata a tutti quelli che dipendevano da noi per la festa.
-Hai ragione scusami. Mi sono comportata come una bambina.
Gira il collo e la bacio. Seduta appoggiata di spalle, posso in questo modo palparle i seni. Giocherello con i suoi capezzoli mentre le nostre lingue si intrecciano. Una mano le accarezza il corpo e scende fra le sue cosce. Le sfioro un po l’inguine giocherellando coi suoi peli e poi passo direttamente all’interno della sua vulva. Calda e umida. Ogni volta che le sfrego il clitoride la sento gemere di piacere. Una sua mano si insinua fra noi e si impossessa del cazzo che sta tornado turgido. So quello che vuole come so bene ciò che desidero.
-Alzati e andiamo in camera dai.- Mi precede e non vedo l’ora di possederla. Ci sdraiamo che siamo già caldi. Eccitati e vogliosi di sentire il corpo dell’altro. Mi chino leggermente e incomincio a leccarle l’interno coscia di una gamba. Salgo fino alla sua conchiglia a cui dedico poco tempo. Il clitoride è durissimo. Tutto brucia dal desiderio e il nettare che ne esce non fa altro che alimentare il fuoco che ci stà divorando. La lingua scorre, alternata a baci e carezze fatte con le labbra. Percorro il corpo scosso da brividi di piacere. Hai capezzoli dedico l’ho stesso tempo a cui ho dedicato al clitoride. Duri ed eccitatissimi. Ogni volta che vengono mordicchiati dalla bocca escono mugoli indefiniti. La bacio e la accarezzo con la lingua il collo. Quando le nostre labbra si sfiorano vengono di riflesso calamitate anche le lingue in un bacio in cui anche le nostre anime si scambiano e si fondono. Non siamo più due persone, siamo tutt’uno avvinghiati e abbracciati. Mi punto leggermente su un gomito e impugnato il cazzo l’ho dirigo verso l’entrata della sua figa. Trovo subito l’ingresso. Lei come sente la cappella premere fra le sue labbra punta i talloni al mio sedere e si spinge in avanti. Ho appena il tempo di togliere la mano che il cazzo viene aspirato dentro. Lei sentendosi riempire di colpo le manca il respiro. Per l’eccitazione e per il desiderio piange. Come se l’ho sente muoversi in un và e vieni è presa da una frenesia irresistibile. Vuole sentire il cazzo contro l’utero. Vuole godere e subito. A ogni affondo del cazzo lei solleva il bacino in modo che tutta la lunghezza entri in lei. Si offre. Arriva improvviso. Gode! Con la bocca aperta e gli occhi strizzati, piange. E’ senza respiro mentre il cazzo continua ad entrare ed uscire in lei. Gli orgasmi si susseguono mentre aiuta ad accellerare il ritmo della scopata. Si irrigidisce, trema. Allunga il collo buttando la testa all’indietro. Ad ogni affondo un urlo roco ora esce dalla bocca. Ogni volta che il cazzo le affondava dentro viene presa dagli spasmi di godimento. Ora siamo in due a urlare il nostro piacere. Squassati dal piacere veniamo gli uni nell’altro. Stanchi ma felici di aver toccato il cielo ci abbandoniamo l’uno sopra l’altro. L’uno dentro l’altro. Quando finalmente ci separiamo per riprendere un po di fiato e di freschezza notturna ci addormentiamo felici e appagati.

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Boy sitter – Capitolo 3

Il piacere che stò ricevendo è inconfondibile. Apro gli occhi e la vedo. E’ tutta intenta a succhiarmi il cazzo. Sono coricato mezzo di lato, quindi mi accomodo meglio e sistemo anche il cuscino così ho modo di permettermi d’osservare in totale abbandono la scena senza perdermi nulla delle sensazioni che stò provando. Capisco che è quasi giorno. Dalle tapparelle semi abbassate filtra un po di luce. In questo modo posso godermi appieno l’ho spettacolo. Lei si sistema meglio al mio fianco senza staccarsi il cazzo dalla bocca. Con una mano mi tiene l’asta bella dritta. Con l’altra mano libera, si sposta i capelli da un lato e mi osserva. Mi guarda. Si solleva e fa fuoriuscire il cazzo tutto insalivato. Mi sorride. Con la punta della lingua percorre tutta l’asta fino ad arrivare fra le gambe che apro volutamente ancora di più. Mi lecca le palle e me le bacia succhiandole leggermente. Credo di averle belle piene e dure. Risale lentamente baciandomi l’asta e passando la lingua avanti e indietro. La sensazione che provo è eccezionale. Spasmodica. Il cazzo come se avesse vita propria vibra e si muove. Lei è costretta ha impugnarlo e l’ho stringe ancora più forte alla base. L’ho mordicchia e lecca ancora un po, sopratutto soffermandosi sotto alla punta dove è massimo il piacere. Mi sorride e incomincia una lenta sega mentre continua a leccarlo e poi di colpo l’ho imbocca tutto voracemente. In un attimo scompare quasi tutto nella sua bocca. La testa s’alza e s’abbassa ritmicamente facendomi sentire anche la lingua. Cerco di resistere ma lei incomincia a massaggiarmi le palle con la mano libera. Non so come comportarmi e le stringo un gomito per avvisarla che sto per venire. Le parole non mi escono dalla bocca. Lei accellera il movimento della testa aiutandosi con la mano lungo l’asta. La mista sega/pompino che mi sta facendo mi porta al settimo cielo e non potendo più resistere oltre mi lascio andare. I fiotti di sperma che sgorgano velocemente le riempiono in un attimo la bocca. Lei continua ancora per un po ad andare su e giù con la testa poi si ferma e lascia che solo la mano prosegua il movimento lungo il cazzo. Sento che succhia e ingoia. Sono svuotato tutto. Lei nella stessa posizione ha fermato la mano lungo il cazzo. E’ presa da piccoli tremolii. Gode. Si. Sta godendo senza che l’abbia toccata o che lei si sia data piacere. La sento respirare dal naso pesantemente. Incomincia a muovere lentamente la testa. La bocca sempre stretta sul cazzo. Riincomincia a lavorare col pompino. Succhia, lecca e l’ho mena con la mano come una forsennata. Presa da un raptus voluttuoso di voglia di sperma continua con la sega/pompino. Letteralmente mi sta facendo morire. Lecca, succhia, palpa le palle in un continuo rumoreggiare di risucchio fatto con la bocca e di miei lamenti. Sento che stò per venire e mi irrigidisco tutto. Quando finalmente godo riempiendogli la bocca mi sento come se l’anima mi stesse lasciando. Non mi ero accorto che questa volta si è portata una mano fra le cosce e si sta godendo anche lei un sonoro ditalino, frammisto di succhi e mugoli provenienti dalla sua bocca. Quando gode è costretta ad aprire leggermente la bocca per respirare. L’aria che passa mi solletica il cazzo e vengo preso ancora da brividi di piacere. Come lei anche io tremo tutto. Ci calmiamo un attimo e appena i nostri respiri si fanno più normali lei si stacca la mano dalle sue cosce e si fa uscire il pisello oramai moscio dalla bocca. L’ho lecca ancora un po per togliere le ultime stille di gocce di sperma e si adagia appoggiando la sua testa al mio petto. Ci accarezziamo dolcemente. Mi abbasso e la bacio. Le nostre lingue si incontrano. Sento distintamente il mio sapore nella sua bocca. Non mi da fastidio ma il bacio che ci scambiamo non è voluttuoso perchè siamo già appagati ma è d’amore. Si accoccola sotto il mio braccio riappoggiando la testa sul mio petto e mentre ci accarezziamo ci addormentiamo. Sento dei rumori arrivare dalla cucina. Mi sveglio. Lei è ancora li sul mio braccio che dorme. Le accarezzo la spalla e scendo alla sua tetta che è fuoriuscita dalla maglietta. Giocherello un po col capezzolo e poi piano, piano sfilo il braccio da sotto il suo collo. Penso che ho lasciato i miei vestiti in sala e i boxer in bagno. In cucina c’è Pio, quindi ci ha visti abbracciati e nudi sul letto. Sono completamente in erezione. Eppure ho abbondantemente goduto. Proprio vero, più si fa e più ti viene voglia di farlo. Zoppicando mi dirigo in bagno. Decido di farmi una doccia rinfrescante sperando che mi aiuti a calmare la mia erezione. Non voglio masturbarmi. L’acqua fa il suo effetto e svuoto anche la vescica. I boxer sono li, ancora tutti impiastrati ti sperma. Li risciacquo e li appendo al bordo della vasca. Esco e incrocio Pio. Mi guarda e sorride. Anche lui è nudo è ha il cazzo duro. Per incrociarci qui in corridoi bisogna passare davanti alla camera dove abbiamo dormito questa notte io e Sara. Indubbiamente ci ha osservati. Chissà se si è anche segato. -Ho preparato la colazione. E’ tutto caldo. Basta versare il latte e il caffè- . Dice. Mi dirigo in cucina seguito da lui.
-Siediti- Mi dice -Ora ti servo la colazione. Come ieri mattina? Più caffè e meno latte?-
Faccio solo un assenso con la testa. L’ho osservo bene. E completamente glabro al di fuori del cespuglio di peli che ha sopra al cazzo. I muscoli li ha molto in evidenzia, segno di molta attività in palestra. Il cazzo che si erge prepotentemente in fuori come un boma di una nave, direi fa parte di quelli che non sono circoncisi. Si siede anche lui e mentre consumiamo la colazione intavoliamo un discorso sui loro genitori su dove saranno e cosa faranno, visto che da quando sono partiti non si sono più sentiti. Sara si affaccia alla porta e di profilo ci dice che arriva subito anche lei. La sento che va in bagno e si fa una doccia. Quando ritorna viene servita da suo fratello che come la vede, il suo cazzo riprende vita e si erge prepotente. Come credevo non è operato e piano, piano la cappella fuoriesce finchè non è del tutto in vista. Indossa la maglietta di questa notte. Quella trasparente con le spalline lunghe a filo e un paio di slip. Rimane esterrefatta nel vedere Pio nudo e mi guarda ma io gli sorrido e le faccio notare che l’ho sono pure io. Come se nulla fosse continua a mangiare con avidità mentre noi riprendiamo a parlare della crociera dei loro genitori. Finito di bermi il mio caffè mi alzo e passando alle spalle di Pio noto la scottatura di ieri.
-Sara, quando hai finito gli passi un po di crema di quella che ho comprato in farmacia? E’ tutto scottato.-
-Ok- mi risponde. Mi avvicino a lei.
-Quando poi lei ha finito con te ricambiale il favore. Anche lei ne ha urgente bisogno-. Vado in bagno a lavarmi i denti e quando esco mi metto a lavare le stoviglie della colazione mentre loro si sistemano in sala per spalmarsi la crema. Sono lì che mi accingo a lavare che viene Sara con il sacchetto della farmacia.
-Hei, qui dentro non c’è solo crema..- Le sorrido, mi avvicino e le sussurro
-Sono preservativi.. Li ho presi per una festa particolare..- mentre l’abbraccio
-E sono invitata pure io a questa festa?- l’unica risposta che gli do è un bacio in cui le nostre lingue si attorcigliano. Il contatto con i nostri corpi ci eccita. Il mio cazzo si indurisce e i suoi capezzoli spingono prepotentemente la maglietta. Mi impossesso di una tetta e con le dita giocherello con il capezzolo rendendolo ancora più turgido. Lei si discosta leggermente e agguanta il cazzo che incomincia a masturbare. La mia mano libera si insinua sotto all’elastico delle mutande, impugno la chiappa e la palpo. Cerco di insinuare più profondamente le dita fino a raggiungere l’antro della vagina. Sento che è caldo e umido. Ci discostiamo e cerchiamo di respirare. I cuori battono a mille. Il desiderio che abbiamo di essere gli uni dell’altro è alle stelle. L’ho squillo del telefono ci riporta alla realtà. E’ Pio che risponde. Lei mi sorride e sussurra
-Polipo..- Si abbassa mi succhia per qualche attimo il cazzo e si dirige in sala. Io cerco di stemperare il calore e la voglia pulendo la cucina. Quando ho finito mi accorgo che è da un po’ che non sento i ragazzi. Mi affaccio alla porta della sala e vedo Sara seduta fra le gambe di suo fratello. Lui da dietro con le gambe aperte le spalma la crema sulla schiena. La maglietta è totalmente abbassata. Le tette sono allo scoperto. Lei tiene la testa china di lato coi capelli che cadono in avanti. Ha una espressione sognante, le piace il massaggio. Non voglio interrompere ma se non intervengo in qualche modo, il cazzo mi si indurisce completamente. Già sta riincominciando ad indurirsi. Mi siedo sul divano libero e chiedo chi era prima al telefono. Mi risponde Pio dicendo che era mia madre. Incazzata per il biglietto che ha trovato fuori dalla porta e che hanno chiamato anche i loro genitori la sera prima. Comunicano che và tutto bene e si divertono. Sara mi guarda con un’espressione di una che basta poco per godere. Le chiedo
-Perchè non ti togli la maglietta? Noi siamo già nudi e poi con la crema addosso non te la macchi..- Sfila le braccia dalle spalline ormai già abbassate e aiutata da suo fratello la solleva da sopra la testa. -Ragazzi, ho dato una lettura al foglio del programma giornaliero. Dovreste fare i compiti tanto per cambiare.- sbuffando, Sara si alza mettendosi apposto i capelli sorridendomi. Osservo Pio con una erezione incredibile. Ha la cappella violacea da quanto è in tiro. Messo così, con le gambe aperte e le palle gonfie in evidenza.. Mi viene un’idea e dico
-Sara aspetta per favore?- Si ferma in mezzo alla sala con le tette che dondolano e i capezzoli turgidi.
-Hai notato che tuo fratello non ha detto nulla sul fatto che ci ha trovati a dormire assieme nudi? Che ne diresti di offrirgli uno spettacolino di ringraziamento? Così magari gli passa quel gonfiore che ha in mezzo alle gambe..-
-E cosa dovrei fare?-Ribatte lei.
Lui prontamente -Togliti le mutande e fai uno spettacolo come quello che abbiamo visto l’altra sera alla tele-. Si dirige allo stereo, accende e mette un cd. Incomincia ad ancheggiare, a ballare imitando le spogliarelliste che abbiamo visto e commentato la notte scorsa. Si muove in modo sensuale fissandomi con occhi languidi. Si prende in mano le tette. Le soppesa, se le strizza e fa vedere come le piace stuzzicarsi i capezzoli rendendoli ancora più duri. Muove la lingua in un modo che mi ricorda come la usata questa mattina. Il mio cazzo si risveglia. E’ in piena eccitazione. Si prende l’orlo degli slip e incomincia ad abbassarle lentamente. Prima un lato poi l’altro. Si gira e si mette di lato. Ci mostra un po di pelo dall’orlo superiore degli slip, prima a mè poi a Pio. Ripete il movimento ancora più da vicino e questa volta inserendosi anche una mano all’interno delle mutande e mima la mossa di farsi un ditalino. Si riposiziona al centro della sala e messa di spalle si piega sporgendo anche il sedere. Contemporaneamente si abbassa anche gli slip. In questo modo mette in mostra il solco del sedere. Si vede bene distintamente l’ano e parte delle sue labbra carnose. Fa una piroetta e mi lancia gli slip che le annuso. Lei se ne compiace. L’ho spettacolo continua con lei che si accarezza prima i seni poi la patatina. Prima in centro alla sala poi ripete l’ho spettacolo vicino a noi. Pio si sta masturbando ormai freneticamente. Lei dapprima mi si posiziona in mezzo alle mie gambe che ha divaricato anche per vedere meglio il cazzo duro e le palle gonfie. Si muove ancheggiando e mostrando apertamente ogni suo angolo di corpo. Appoggia un piede sul bracciolo e mi fa vedere come si masturba e quanto è eccitata. Ripete l’ho stesso spettacolo anche con suo fratello che rimane estasiato. Ritorna da mè e con movezze languide si abbassa e struscia i suoi capezzoli su di mè. Non la tocco e questo forse la istiga a proseguire. Sento il profumo della sua pelle da quanto è vicina. I suoi capezzoli mi arrivano fino all’altezza della bocca e che invece di leccarli ci soffio sopra. Lei ripete l’operazione anche in discesa su tutto il corpo. Arrivata all’altezza del mio cazzone gli passa una slinguatina partendo dal basso fino alla punta. Si risolleva e ripete la stesse operazione anche con suo fratello. Come lui si ritrova le tette sul viso abbandona il cazzo che continuava a tenere in mano per agguantare una tetta. Immediatamente lei gli cade addosso mentre lui incomincia a succhiargli il capezzolo. Con la mano libera la insinua in mezzo alle cosce di lei e vedo che distintamente le infila di colpo un dito. Lei emette un grido misto di stupore e di eccitazione. Cerca di divincolarsi ma è accasciata sul corpo di lui. Anzi il movimento non fa altro che accellerare la masturbazione di lui. Ora il dito è totalmente immerso in lei. Pio passa a succhiargli anche l’altro capezzolo senza mollare la presa sulla tetta di prima. Ora ha estratto il dito completamente bagnato e lei emette un lamento di disappunto. Ma l’assenza è solo momentanea. Ora gliene infila due. Il suo comportamento ora non è più di disappunto. Si regge con le braccia alla spalliera del divano e con un ginocchio al cuscino. Si vede che la masturbazione le piace. Lui dal canto suo muove la mano sempre più velocemente. Quando lei gode con un mezzo urlo soffocato gli vengono meno le forze e ricade di peso sul corpo di suo fratello. Lui nel sentirsi addosso quella pelle morbida a cui ha appena dato piacere a sua volta gode. Il cazzo schiacciato comè, erutta tutto il suo seme fra i corpi di entrambi. In parte appagata lei si discosta da lui e fà una cosa che mi lascia esterrefatto. Si passa una mano sulla pancia raccogliendo una parte di sperma di suo fratello e se la porta alla bocca.
-Mmhhh- esclama mentre ne assapora il gusto. Ripete la stessa operazione altre due volte ripetendo sempre anche il verso. Poi mi guarda e si alza. Ha tutta la pancia imbrattata e buona parte della gamba. L’interno coscia invece, è bagnata dagli abbondanti succhi che le colano dalla figa. Mi arriva addosso e prima che si inginocchia la spingo a baciarmi. Le nostre lingue si intrecciano infiammandomi ancora di più. Lei si china e incomincia a succhiarmelo. Non duro molto e mi lascio andare solo dopo pochi colpi di lingua. Beve tutto. Dopo che ha finito di ripulire per bene il cazzo ormai moscio si solleva e la faccio sedere sulla mia gamba. La bacio avidamente mentre con una mano le accarezzo una tetta e le titillo il capezzolo turgido. Guarda suo fratello e rimane esterrefatta nel notare che lo spettacolo l’ho ha nuovamente eccitato.
-Ma non ti si ammoscia mai?- esclama. Lui sorride senza risponderle e incomincia a masturbarsi. Io l’ho prendo ad esempio e incomincio a sfregare il clitoride che sento duro sotto hai polpastrelli. Le piace quel che sto facendo. Infatti allarga meglio le gambe e si abbandona oscenamente aperta alla vista di lui e alle mie dita. Vorrei leccargliela invece che fermarmi a usare solo le dita. Abbandono le sue labbra e mi dedico hai capezzoli. Li succhio, li mordo, li lecco alternativamente. Prima uno e poi l’altro. Le dita, ora due, entrano ed escono dalla sua passerina bagnata. Cola come una fontana. Cerco di masturbare contemporaneamente sia l’interno della figa che il clitoride. La sento ansimare. Si irrigidisce e gode lanciando un urlo liberatorio. Io non mi fermo e continuo più velocemente l’opera iniziata. Lei continua a godere lanciando piccoli rantoli, squassata ogni volta da tremiti e sussulti. Quando decide che è ora di basta stringe forte le gambe attorno alla mano bloccandola all’interno della sua patatina. Sento che sono tutto bagnato. Cosce, mano e polso. Mi stacco dalle sue tette e osservo suo fratello che estasiato anche lui ha goduto imbrattandosi tutta la pancia e le mani. Lei si accoccola su mè e mi sussurra all’orecchio:
-Ti amo- La guardo e la bacio. Stiamo tutti e tre per un pò così fermi per riprenderci. Rompo l’incanto e suggerisco di andare a farci una doccia. Sara si posiziona in mezzo a noi e mentre l’acqua ci scorre addosso, ci insaponiamo a vicenda. Le mani viaggiano ovunque senza limiti. Ci alterniamo a esplorarle l’interno della figa a massaggiarle le tette. A strofinare i nostri cazzi ormai ritornati duri su di lei. Al massimo dell’eccitazione con Sara che impugna entrambi i nostri cazzi lei viene. Lancia un urlo strozzato scossa com’è dai tremori. Entrambi le stiamo succhiando un capezzolo a testa e mentre lui si è impossessato della figa masturbandola con due dita, io le sto massaggiando il clitoride. L’altra mano invece è impegnata in una esplorazione profonda dell’ano. Dopo poco Pio si irrigidisce e gode su di lei, seguito a ruota anche da mè. L’acqua porta via tutto il nostro sperma e sono sicuro che avrebbe voluto bere tutto. Finiamo di lavarci veramente e ci aiutiamo ad asciugarci a vicenda. Andiamo in cucina rimanendo nudi per bere qualcosa di fresco. Guardo l’ora e dico che è bene vestirci perche è ora di andare a pranzo dai miei. Mi separo da Sara baciandola e dandole un’altra strizzatina alle tette. I suoi capezzoli e lei gradiscono l’interesse ma la mando a vestirsi dandole un puffetto al sedere.

 

By maxtaxi

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