Il regalo di compleanno – parte seconda

Un paio di giorni dopo in acqua ci avvicinammo e le chiesi “sei disponibile per una bella cavalcata anale, se tu non hai nulla in contrario, mi piacerebbe tanto scoparti nel culo” a quel punto mi guardò fisso negli occhi e mi disse “ti va di mettermelo in culo? Perché no, sono abbastanza navigata anche lì,te lo darò il mio culo”. Ripetendo la stessa procedura della prima volta ed arrivati nella grotta la feci togliere subito il costume mentre io mi toglievo i boxer. Lei cominciò subito a segarmi il cazzo e di colpo se lo infilò in bocca… mamma mia che goduria… le tenevo le mani dietro la nuca e con il bacino le spingevo la nerchia in bocca, fino in gola. La sua saliva colava dappertutto sul mio cazzo fino alle palle e giù dalle cosce, poi mi sedetti sullo scoglietto e continuavo a tenerglielo in bocca e a farla ciucciare il mio cazzone. Ero seduto a cosce larghe e avevo una mano dietro, sullo scoglio, per sorreggermi dai suoi risucchi mentre con l’altra sulla sua testa la spingevo in giù affinche ciucciasse più forte e “Ooohhhhhhh, Oooohhh, sssii cosìii troia…mmmmhhh…hhhaaaa…ooohhh….che golaaa…haaaai adesso..oohhh.. dai che dopo voglio rompeeeertiii il culo….aaahhh….oooohhh… oooohhhh… nel tuo culoooo” e lei “mmhhhh… siii… dai… fottimi… il culooo… daiii…. mmhhh….” Mi alzai e la feci mettere a 90°, appoggiata allo scoglio, e da dietro ho iniziato a baciarla sul collo e le strusciavo il cazzo sulle sue chiappe, facendolo scorrere su e giù lungo il solco del culo, e lei “oohh siii, il tuo bel cazzone mi fa impazzire. Ooohh siii che belloo…”, poi mi sono abbassato e ho cominciato a leccarle il buchino e mentre lei continuava a gemere, io continuavo ad affondare i colpi di lingua nel suo bel buchino. Continuavo a leccare sia il culo che il buco del culo che mi faceva morire, aveva un culo da sballo e mentre gli infilavo la lingua dentro e lo leccavo tutto quel buchino, la sentivo godere e dire “leccami il culo con calma, senza fretta, io amo farmi leccare il buco del culo a lungo prima di farmi fottere per bene, fino a farmelo riempire di sborra”. Le allargavo il buco del culo, trapassando l’ano con un dito bagnato di saliva e di umori, che andavo a raccogliere infilandole lo stesso dito nella figa mentre lei dava dei sobbalzi, quando attraversavo lo sfintere, molto elastico, e mi spingevo dentro la sua cavità. I preliminari sono stati lunghi ed eccitanti “mettimelo dentro, subito!” disse allargandosi ancora di più i glutei, che teneva divaricati con le mani, e mostrandomi il buco del culo in tutto il suo splendore diceva “voglio essere inculata, adesso, subito”. Io non desideravo altro, avevo il cazzo che mi pulsava nella mano, ero pronto ad incularla, avvicinai la cappella al suo culo, mentre lei si era messa con la schiena ben arcuata ed appoggiai la cappella sull’ano spingendola nella sua cavità, senza forzare. Si girò e disse “senti come sono larga.. sai quanti ne ho presi li…fammi contenta inculami senza pietà”. Ho steso le mani sui suoi fianchi e ho spinto, lentamente ma senza fermarmi, il cazzo era entrato tutto, fino alle palle, avvolto tutt’intorno dall’anello elastico del suo ano. I miei coglioni erano sulle sue chiappe, era entrato tutto, ma proprio tutto “uhhh…. ggggnnnhhh… uhhh aahhhhh…siiii che culooohhh…oohhhmmmhhh…” ululavamo, poi lo uscii completamente lasciando una voragine tra le sue chiappe aperte, ci sputai dentro e la impalai di nuovo e di nuovo e di nuovo “aaahhhhhmmm…siiiiii sbattimi…fottimi… daiiiiihhh…,mmhh..,mmhhh… mmhhhh…” ed intanto si sentiva il rumore della cavalcata selvaggia, “splat, splat, splat, splat”, gli davo dei colpi cosi forti che le facevo ballonzolare le sue grosse poppe. Ondeggiavo con le anche mentre premevo con le mani sulla sua schiena inarcata, mi flettevo sulle gambe e spingevo il cazzo avanti e indietro nello sfintere, che me lo stringeva al massimo, mentre le dicevo “mi piace… mi piace incularti”. Lei teneva aperto il culo con le mani per fare entrare il cazzo sino alle palle mentre io le davo dei colpi sempre più forti e spingevo i fianchi in avanti. Sentivo sbattere le palle sulle sue chiappe “clap, clap, clap”, sentivo quel cazzo entrare ed uscire dal suo culo e godevo da matti “uuhhhmmm, uhhhmmm, aaahhh…che troia che sei… sei la troia più calda che io abbia mai avutoooooo” e mentre le spingevo le palle verso le sue natiche lei mi incitava “vieni… vieni…” e seguiva il ritmo della scopata venendomi incontro col culo. Chiusi gli occhi per un po’, non capivo più un cazzo, avevo la testa in sù e sbrodolavo di piacere e il mio cazzo, non ne parliamo, “godo… godo… godo” urlai mentre venivo sborrandole nel culo, 1..2..3…4 fiotti, pieni ed abbondanti e lei “aaahhhhhhh, sssssiiiii, mmmhhh, tienilo dentro… muoviti nel mio culo…non lo tirare fuori”. Mi sono accartocciato sulla sua schiena e le strinsi forte le sue tettone fintanto che gli spasmi si sono attenuati e l’ultima goccia di sperma non era uscita. Poi mi sono staccato dal suo culo e mi sono posizionato in piedi di fronte a lei. Il cazzo era meno tosto ma ancora in tiro con dei filamenti di sborra sulla cappella, le ho detto “Puliscilo, dai succhialo!” e lei mi ha afferrato il cazzo nella mano e ha cominciato a pulirmi la cappella passandoci sopra la punta della lingua. Ancora voglioso le posai le mani dietro il capo e lo tirai verso di me e spingendole la cappella in profondità nella sua bocca. “Brava… continua a succhiarlo così. Spompinami” e mentre lei proseguiva nel leccare e succhiare il cazzo, ingoiandolo fino alla radice io continuavo “quanti cazzi hai pulito in questo modo, eh?” e quando il cazzo ritornò duro, la feci appoggiare allo scoglio, le allargai le cosce e glielo misi nella figa. Gli davo dei colpi talmente forti, che a momenti cadeva, mentre lei stringendo le chiappe, mormorava “porco… dai… dai… più forte…porco…più forte”, continuavo a scoparla alla pecorina come un toro. Vedevo la sua schiena muoversi in avanti ed indietro e poi con movimenti rotatori, per sentire meglio il mio cazzo. Ad un tratto le sfilai il cazzo dalla figa, lo appoggiai sull’ano e spinsi, in un sol colpo la stavo inculando nuovamente “ahhhh… ” un gridolino di sorpresa fu l’unico suo commento. La pompavo sempre con più velocità, e dopo pochi colpi lo tirai fuori e facendola girare velocemente, le ho sborrato in faccia. Lei stette immobile ad aspettare il mio liquido denso e caldo mentre io vedevo il suo viso, con la sborra che le colava sulle guance, ed i suoi occhi soddisfatti da quella scopata. I rivoli di sborra scesero velocemente lungo la gola fino alle sue grosse poppe non abbronzate e lisce, mentre lei sembrava faticare a riprendere fiato. Dopo qualche secondo, ci sciacquammo in mare, ci rimettemmo i costumi ed uno alla volta tornammo tra gli altri. La sera, al bar del villaggio, avvicinandomi a lei la sentii parlare con il marito e lui le chiedeva “allora com’è stato, ti è piaciuto?” e lei “si, è un toro da monta, mi fa ancora male il culo” ed il marito “sei contenta del regalo che ti stò facendo” e lei “si è il più bel regalo di compleanno che tu potessi farmi”.

Il regalo di compleanno – parte prima

In una caletta del Gargano, una cinquantenne rossa di capelli ma castana di pelo, da un paio di settimane si metteva con suo marito affianco al nostro ombrellone. Già dal primo giorno ho capito che aveva fame di cazzo e non si preoccupava di prendere il sole sulla sdraio a cosce aperte. Era una donna ben curata, aveva delle labbra cosi gonfie che credo erano rifatte, insomma una di quelle che non accetta di invecchiare e che all’aspetto fisico ci tiene tanto. Ogni volta che eravamo in acqua me la ritrovavo sempre vicino a me e più di una volta, forse accidentalmente o forse no, ci siamo sfiorati in diverse parti del corpo, specialmente il suo seno, che era molto abbondante ed ingombrante. Una mattina lei mi fissava intensamente e capii che era arrivato il momento di farle assaggiare un po’ del mio cazzo, si capiva che voleva il mio cazzo, io ero sempre più eccitato da quello sguardo languido e bramoso. Ad un certo punto tra materassini, ciambelle e bambini che giocavano me la trovai affianco a me e sentii un suo seno premere sul mio braccio e ciò mi dette una piacevole sensazione, era una tetta bella piena…morbida; continuò a camminare e guardandola notai che anche il suo culo, sotto il mare,era un pò grosso, ma decisamente ben tenuto e pensò che piacesse ancora molto a tanti uomini. Mentre ero lì che la fissavo lei si girò e mi si fermò davanti, sentivo il cazzo durissimo per l’eccitazione e nemmeno un istante dopo, passandomi di lato, era arrivata con la mano sulle mie palle, aveva toccato il mio cazzo in erezione e mi disse “complimenti, è fortunata tua moglie” ed io mettendole un palmo aperto sul culo gli ho risposto “non ti spaventare non ti farò male” e lei “non penserai che nei miei 49 anni non abbia mai visto un uccello come il tuo”.
Più la guardavo e più ero convinto che quelle due belle labbra erano da assaporare e soprattutto da far avvolgere intorno al mio cazzo e mentre io fantasticavo lei me lo tirò fuori dal costume e cominciò a segarmelo “non so… non penso… che sia il momento..il posto giusto” le sussurrai e lei “io non te lo lascio, se vuoi toglimelo tu!” Affianco alla nostra caletta ce n’era un’altra piccolissima, c’entravano massimo tre o quattro persone, era raggiungibile solo via mare e lei girandosi, dandomi le spalle e come se portava in giro un bambino mi tirava verso di se con il mio cazzo nella sua mano, dicendo “andiamo dietro quegli scogli” ed io annuendo le dissi “è meglio se ci separiamo e ci incontriamo lì, cosi non ci nota nessuno”. Arrivati nella caletta ci spostammo in una grotta naturale. C’erano dei preservativi e fazzolettini di carta, sparsi quà e là, prima di noi altri avevano avuto la stessa idea e senza perdere un attimo si mise seduta su uno scoglietto e denudandosi il seno, si accarezzò quelle belle e grosse poppe bianche e morbide, poi mi prese il cazzo e lo mise in mezzo tra loro dicendomi “con questo cazzone sai che spagnola che ti faccio” ed io “dai, fammi sborrare in mezzo al seno”. Il cazzo appariva e spariva dentro le sue tette enormi, vedevo la cappella sempre più grossa, sotto quei colpi di seno e appena le arrivava vicino la bocca se lo metteva in bocca, mi leccava la cappella per poi scendere fino ai coglioni, io dall’alto la dominavo tenendola per i capelli e mi arrapavo sempre più mentre mi succhiava le palle e lei diceva “guarda come si muovono queste tettone grosse e morbide ed hai mai visto capezzoli cosi belli? Tu desideri una bella spagnoletta fra queste poppe morbide ed io voglio tutta la tua sborra fra le tette, su questi capezzoloni duri.” Effettivamente aveva i capezzoli turgidi pronti da leccare, dritti, induriti dall’eccitazione estrema ed intanto la guardavo giocare con le sue tettone sul mio cazzo, mentre le stuzzicavo i capezzoli, facendola godere come una maiala, poi si infilò tutto il mio cazzo fra le sue tette, le strinse con le mani e mi fece un pompino con una spagnola stupenda. Pensavo “sono stupende! Belle e grandi”, mi ritrovai con una mano che non riusciva a prendere tutta la sua abbondante 5^ e con il cazzo tra le sue tette. Ero praticamente sprofondato dentro il suo seno con tutta la mia asta di carne e dopo pochi minuti sono venuto come un cavallo e lei direzionando il mio cazzo, che teneva stretto nella sua mano, si fece schizzare sulle poppe ed in faccia. Se ne stava a bocca aperta e si faceva colare fuori un lungo rivolo del mio sperma mentre io pensavo “accidenti… che troia, ti inculerei volentieri”. Continuando a pulirmelo cominciò a carezzarmi lentamente l’uccello che era alla massima lunghezza, lo guardò e disse “è davvero un bell’attrezzo, con due belle palle che pendono gonfie” e poi si inumidì la mano e la passò sopra la cappella “mhhh.. siiiii” mugolai lentamente e lei continuò a segarmelo con gusto, di tanto in tanto lisciando i testicoli “cazzo… ho voglia di sfondarti il culo… siiii, sei una porca” le dicevo, mentre lei mi masturbava lentamente. Poi la mia attenzione fu attratta nuovamente dalle sue due belle tettone burrose con la pelle molto chiara e la immaginavo lì, a farsi inculare da me, che gli davo dei forti colpi che le facevano ballonzolare le poppe; “Avanti, che aspetti, non volevi allagarmi anche la figa” e così dicendo si stese sulla sabbia e spalancò oscenamente le cosce, vogliosa di sentire la mia lingua sulla sua figona. “Sei fantastica… come sei tanta… guarda quanta roba” e portandomi verso di lei la baciai sulle labbra, e lei mi infilò la lingua in bocca intrecciandola con la mia. Poi scesi con la testa, mi soffermai a mordicchiarle i capezzoli per poi andare a guardarle la fregna; era incredibilmente bagnata, tanto che vedevo i suoi umori che le colavano dalla fessura e si raccoglievano sulla coscia “sei fradicia…” le dissi “ohh.. siiii… sono arrapata …” sussurrò lei mentre io con una mano le separavo le labbra gonfie della vagina e cominciai a percorrere tutta la fessura, lentamente “ohhhh… diooooo… siiiiiii.. che bello… ahhhhh” urlò lei mentre io le infilavo un dito dentro la fessura e cominciai ad andare avanti e indietro mentre il dito produceva un rumore di sciacquio dentro quella passerona allagata. Ormai completamente in preda alla foga, mentre si tirava selvaggiamente un capezzolo disse “allora dai.. che aspetti… leccamela, leccala questa bella fica”, si mise a sedere di nuovo su la pietra, si allargo le labbra della figa, oramai tutta dilatata e sgrondante di umori vaginali e mi disse “dai fammi sentire come lecchi”. Io mi misi a carponi davanti alla sua figona e la mia lingua dava dei piccoli colpi al suo grilletto, duro, poi lo mordevo con le labbra, per poi assaporarglielo con la lingua e con la lingua tesa le detti una lunga leccata, slap…slap, percorrendo tutta la fessura grondante di umori “aaarrrghhh.. siiii… … ” lei quasi ululò, era in preda ad un godimento frenetico, poi le ho afferrato le cosce e mi sono rituffato sopra quella fica appetitosa, cominciando a succhiare e leccare con una frenesia incredibile “buo.. buona.. gghhh… .” borbottavo alzando la testa “dio… come lecchi bene .. siiii… … .leccala tutta.. dai… fammi godere… daiiiiii” e si prese le labbra della fica con le mani e le spalancò bene per dare migliore accesso alla mia lingua che lavorava frenetica. La leccai come un pazzo per almeno cinque minuti, senza staccarmi mentre lei si agitava e si toccava inarcando i fianchi fino a farmi quasi soffocare sul suo pelo; poi la sentiì irrigidirsi “ahhh… oh mio dio… siii… ohhh… mi sa che… ..non smettere.. sto per venire… come sei bravo.. dai, fammi venire… dai, leccami la fica” ed io “si, si… dai, vienimi in bocca… dai, fammi bere il tuo orgasmo” mentre le presi in bocca il clitoride, succhiandolo, le ho messo le dita dentro e la feci un ditalino con leccate e slinguazzate. La sua pancia aveva dei sussulti violenti, si contraeva, tirava su la schiena, mi afferrava la testa e se la spingeva verso la sua figa colante, la fottevo con la lingua e due dita, su e giù, giù e su e lei mugolava “dai sto venendo, aarr…siiiiii…vengoooooo…” ed esplose in un lungo orgasmo nella mia bocca “cazzo, sembra una fontana” pensai, e lei “ahhh..ahhh..sei veramente uno spettacolo..dai ciucciamela, continuaaa”. Il tutto durò alcuni secondì, poi lei si rilasso, esausta e soddisfatta ed io mi alzai ed andai a baciarla, con la mia bocca fradicia degli umori della sua fica, per farla assaggiare il sapore della sua figa. Io arrapatissimo continuavo a palparle quelle tettone ed il mio cazzo non ne poteva più, allora la feci alzare e mi sedetti al posto suo, la sua figa ormai era colante di umori e lubrificata al massimo, indirizzai la mia cappella vogliosa verso la sua caverna mentre lei si sedette sopra di me appoggiando le sue mani sulle mie spalle e stringendosi a me si impalò sul mio cazzo, entro tutto. Contemporaneamente mi infilò la lingua in bocca, io nel frattempo la abbracciai e scesi con le mani fino ad accarezzare il suo splendido e morbido culo, lei si staccò dalla mia bocca, mi guardò sorridendo e disse “dai sbattimi forte….ahhhh…..si. che bello,fammi sentire il tuo cazzo …ohhhh.. …siii” e prima delicatamente e poi con più passione, cominciò a cavalcarmi con un ritmo sempre più sostenuto, riprendendo a baciarmi con passione mentre io iniziai a palpare, strizzare ed accarezzare le sue tettone meravigliose, pizzicandone i capezzoli turgidi mentre lei si piegava con il petto in avanti a porgere quei seni stupendi alla mia bocca. Così iniziai a succhiare e leccare i capezzoli stringendoli con i denti mentre lei si dimenava sul mio cazzo che la profanava tutta la sua caverna e mugolava di piacere incitandomi “si, siiii, continua così ti prego!!! mi fai impazzire!!!” e continuava a roteare con il bacino sul mio cazzo e ancora “fammelo sentire tutto dentro e spingi forte, dai sbattimi i coglioni nella figa, dai….. uhhhhhhhhh sei uno stallone ed io “si troia sborro….sborro, ti inondo la figaaaa”. Fiotti di sborra uscirono dal mio cazzo e dopo che le riempii la figa, glielo tolsi e glielo infilai in bocca. Lei me lo ripulii fino alle ultime gocce che erano sulla cappella, continuando a dire “sei stato bravo, mi hai fatto venire come una vera troia, avevo proprio bisogno di una bella dose di cazzo”. Tornammo in spiaggia ero stanco e mi sdraiai accanto a mia moglie, poi facemmo un bagno e tornammo al villaggio.

La donna incinta

Durante un estate, andai a trovare mia zia ad Imola. Mia zia abitava in una palazzina di 4 inquilini all’ultimo dei due piani e la dirimpettaia era una signora sulla trentina, molto socievole ed al sesto mese di gravidanza. La vedevo spesso da mia zia e per questo diventammo subito amici, alcune volte la aiutavo a portare su le buste della spesa e non nascondo che quando salivamo le scale, lei avanti ed io dietro, mi faceva arrapare vedere quel vestito estivo molto attillato e succinto,che arrivava appena a coprirle le natiche e che metteva in mostra un bel paio di cosce ed un sederone piacevole. Un giorno mi chiese se le reggevo la scala per pulire il lampadario e quando si arrampicò sulla scala, da sotto, vidi tutta la sua intimità. Allora io con un tono confidenziale le dissi “Lo sai che dalla mia posizione si gode di un ottimo panorama?” e lei “di che panorama stai parlando?” – “del tuo culo..” – “Ma cosa stai dicendo!” disse con aria leggermente imbarazzata, – “che hai un gran bel culo ed è un gran peccato che non si può scopare…oppure no?” e lei “ma sei impazzito del tutto? Che cazzo ti salta in mente?” – “è il cazzo che mi sta saltando! Dovresti sentire come è diventato duro alla vista del tuo culone, sei bellissima, non ti accorgi che sei alla quintessenza della femminilità, con le tue dolci curve, col tuo bel seno e il tuo bel pancione”. Lei scese dalla scala e cambiò atteggiamento, diventando più disponibile e sembrava volesse sfogarsi un po’ con me ed infatti mi disse che effettivamente il marito non la toccava da qualche mese, perché aveva paura ma lei in certi momenti aveva delle voglie da impazzire e che si limitava ad accarezzarsi o infilarsi un dito dentro. Io “un dito ti basta?” e lei “no … forse un uccello non mi basta”. Quelle parole mi provocarono qualche goccia di pre-eiaculazione nelle mutande, allora le dissi “Le mutandine… togliti le mutandine… lo faresti con me, vero?…” mi prese la mano, me la strinse e se la portò al petto ed io, con l’altra mano, gli carezzai il viso. Mi venne vicino, mi baciò ed iniziò a spogliarmi, man mano che mi spogliava mi carezzava, mi toccava e mi parlava lentamente. Arrivato agli slip, si fermò e sorridendo disse “beh, questi è meglio tirali via e liberare quella bestiolina per lasciarla libera…” il mio cazzo era duro, rigido e la cappella oscenamente rossa e turgida. Avevo voglia di scoparla in bocca, in culo, dovunque. Mi ha fatto impazzire massaggiandomi con le sue tettone, la sua lingua e la sua voce calda nelle orecchie. La mia mano riprese a scendere dal collo, sfiorò la curva del suo seno, fino a sentire il capezzolo reagire sotto il vestitino, poi la mano scese di colpo, infilandosi di taglio tra le sue gambe, appena sopra le ginocchia, per poi risalire lentamente. Quando mio indice arrivò a contatto con la fica, non potè trattenere un breve gemito e cominciai a fare avanti e indietro tra le sue cosce. Si stava bagnando parecchio, e le dissi “sei una bella fica… proprio una bella fica…” Era bello vedere le mie dita giocare in quella fessura calda e circondata da un bosco fitto e nero ed osservare la sua pancia enorme sussultare per i movimenti del corpo, sentire le mie labbra umide sulla sua pelle e le sussurravo “mi piace baciarti, giocare con i tuoi capezzoli, leccarti, morderti” e con la mia lingua scendevo lungo il suo ventre e il mio viso affondava sopra il suo sesso, annusandolo, baciandolo ed accarezzandolo e facendola venire varie volte con la mia testa infilata tra le sue gambe, il clitoride tra le labbra e un dito in culo, la cosa che la faceva letteralmente esplodere. Poi mi misi in piedi davanti a lei e cominciò a prendere il mio cazzo in bocca, sentivo le sue labbra stringersi e succhiare, la sua lingua leccarmi, veloce, poi piano, poi veloce di nuovo. Lo Sentivo diventare sempre più duro, infuocarsi, eccitarsi e riuscivo a stento a sussurrarle “sei una gran pompinara… veramente… bella bocca… bella lingua…” e lei “Certo… a me prenderlo in bocca piace…” e continuò a slinguazzarmi la cappella. “E’ vero… sei una pompinara nata… ti faresti scopare?” – “Ooohh sì…” e continuava a succhiarlo, poi aggiunsi “hai delle fantasie per le pose?” e lei “permettimi di gustarmelo questo cazzo…” e succhiava da tutte le posizioni. Stava rapidamente avvicinandosi l’orgasmo. Mi staccai e mi misi in ginocchio per leccarle la figa, da quella posizione il suo enorme pancione non mi faceva vedere il suo viso, ma la sentivo gemere, e mentre le mie dita si agitavano dentro la sua fessura senza fondo, il palmo della mano si sfregava sul clitoride. Era vicinissima all’orgasmo, avevo bisogno ancora di qualche minuto per il suo piacere, io ero quasi arrivato, ma riuscì a resistere quanto bastava. Accarezzandola le infilo un dito nel culo già in fiamme e lei mi ha detto “allargami il culo più che puoi…” gli infilai due dita in culo e muovevo le dita prima piano e poi sempre più veloce fino a quando, dal piacere, il cazzo comincio a schizzare come un vulcano in eruzione, e la calda sborra scendeva copiosa imbrattandomi la mano. Intanto la leccavo la figa senza tregua con la testa infilata tra la passera…. che godimento, poi le leccai il buco del culo, poi la fica e cosi via. Da come si agitava capii che era un bel po’ che non veniva servita così, la feci alzare e mi sdraiai sul divano con un cazzo cosi dritto che sembrava il pennone per issare la bandiera e lei con un sorriso malizioso monto delicatamente a cavalcioni su di me. L’asta durissima scivolò subito a fondo nella sua fica eccitata. Mi preoccupava che magari con un movimento un po’ brusco mettessi a repentaglio la sua gravidanza ma lei mi ha tranquillizzato, dicendo che l’importante è trovare una posizione comoda. Cominciò a muoversi lentamente e mi disse “faccio piano per il bambino” allora io le risposi “perché non mi fai scopare nel culetto, cosi non rischi niente”. Sorrise maliziosa, continuando a roteare il bacino. “Tesoro… bisogna essere professionali in certe cose… se te lo meriti il mio buchino… come potrei tirarmi indietro?… Sììì… mi farò inculare per bene… a lungo… e tu potrai scatenarti come vuoi… e comunque non lo ho mai fatto da dietro”. Intanto mentre roteava la sua figa intorno al mio cazzo il suo pancione strusciava sulla mia pancia, poi si è alzata e mi ha fatto sedere sul divano e lei dandomi le spalle si è seduta su di me facendo scomparire tutto il mio cazzo dentro la sua figa, “che goduriaaaa”. Talmente grande era la pancia che non riuscivo a toccarmi le mani e sempre più estasiato da quella visione, cominciai ad accarezzarle il bel seno ed a stringerle i capezzoloni. Le mie mani si muovevano lentamente e delicatamente, dal seno scesero sul pancione, e si soffermarono su di esso. Non c’era niente di più sexy e affascinante di una donna incinta. Mi disse “ho un pò di affanno e ogni tanto faccio dei sospiri più profondi del normale per riprendere la regolare attività respiratoria”, intanto io raggiungo il secondo orgasmo e non pensando al suo stato la penetrai con forza tenendomi alle sue cosce. Venni dentro lei, un sacco di sperma a fiotti, e lei gridava di piacere strizzandosi i seni, poi si rigirò e stringendomi a se iniziò a baciarmi appassionatamente nella bocca, le nostre lingue esploravano la bocca dell’altra, si era trasformata sotto i miei occhi nella più immonda delle donne e aveva così perso quell’aurea di purezza e infinita dolcezza che le conferiva la gravidanza. Continuai a baciarla mentre con le dita disegnavo dei cerchi intorno all’aureola di un capezzolo, poi portai la bocca sul seno e cominciai a succhiarlo, come un avido bambino appena nato. Passavo, ingordo, da una mammella a l’altra, assaporando qualche goccia di latte che cominciava ad uscire. Lei non riusciva a spiegarsi come potesse godere ad allattare, ma era questo ciò che le stava accadendo e più sentiva quella bocca stringersi intorno ai suoi capezzoli più il suo piacere aumentava e mi incitava a succhiare con maggior forza, mentre si strizzava il capezzolo libero, ed infine venne nuovamente. Grata per i bellissimi orgasmi ricevuti, masturbò il cazzo col suo seno, facendolo tornare duro come il marmo e mi faceva toccare con la cappella i suoi capezzoli umidi di latte. Dal canto mio, la feci girare e mettere a quattro zampe, divaricandole un pò le gambe con la testa in giù ed il culo per aria ed iniziai a massaggiarle la schiena, poi passai ad accarezzarle le grosse mammelle, che con il suo pancione toccavano il pavimento, con una mano mentre e con l’altra iniziai a stuzzicarle e divaricarle il buchetto finchè non arrivai a scoparla con due delle mie dita: che goduria! Poi le leccai quel buchetto, scendendo con la lingua fino al clitoride e le dissi voglio vedere come ti entra ed esce dal culo e gli allargai ulteriormente le chiappe con entrambi le mani guardando il bordo di quel buco strepitoso e puntando il cazzo sul culo allargato. Ho cominciato a spingere, ho sudato 7 camicie per potergli entrare un pò, ora ero solo 1 cm dentro il suo culo strepitoso, era strettissimo, non riuscivo a fare un millimetro in avanti, gli bagnai il buchino con la saliva e la situazione migliorò lievemente, ma sentivo che soffriva e questo mi preoccupava un pò. Mi sentivo inchiodato nel suo culo da favola ma decisi di uscire, al che alla mia uscita notai che un pò glielo avevo allargato. Lei tirò un sospirone misto a sollievo e delusione e li mi prese il raptus: la vista di quel buchino tondissimo allargato lievemente e vuoto mi scatenò una reazione taurina, schiacciai la mia punta su quella coroncina e inumidii il resto, beh devo essere sincero glielo buttai dentro con violenza, fregandomene se era vergine di culo, se era incinta e cosi via, facevo ancora fatica ad entrare ma ero già qualche cm dentro di lei, al che riuscii, non so come, a trovare la posizione affinchè il mio cazzo non si piegasse e che rimanesse bello in tiro e lì saltò ogni barriera fra il mio uccello ed il suo bel culo, un colpo secco e la penetrai completamente, glielo sbattei fino in fondo, forte, molte volte, la montavo come una vacca, e lei godeva, le impugnavo le spalle da dietro mentre lo spingevo con forza in fondo al suo intestino e lei disse “lo sto sentendo fino in gola, me lo piglio bene nel culo, sento l’uccello che mi sfonda gli intestini” ed io “ti ho impalata totalmente”, parole di piacere uscivano dalla mia bocca e con il palo piantato dentro di lei rimasi immobile in quella posizione per un po’ di tempo. Poco dopo ripresi il ritmo regolare di una lenta inculata fino a quando mi ritrovai ad inondare il suo profondo canale con la mia sborra caldissima, oramai me l’avevo goduta tutta da parte a parte.
Lei ha guardato l’ora e si accorge di aver fatto molto tardi “e’ l’ora del rientro di mio marito, presto se no ci becca”. Ci rivestimmo in fretta ed io corsi a casa della zia. Dopo qualche giorno tornai a casa, ma da allora ogni volta che la penso mi eccito molto.

La prima e l’ultima scopata con mia cognata

Voglio cominciare dicendo che il mio punto debole nell’eros è il culo. Quello che noto per prima e ciò che mi rimane impresso di una donna e solo un bel fondoschiena ed è forse per questo che mi attirano anche le trans, dopotutto il loro punto forte è proprio lì.
In questa storia il culo implicato è quello di mia cognata, una quarantenne bruttina, quasi piatta di seno ma con un posteriore perfetto, a miei occhi è come una bella pesca dalla forma perfetta, un bel cuore rovesciato, un bel culo che parla, ondeggia, e si fa ammirare, un bel culo che riempie morbidamente ogni indumento che indossa, un bellissimo culo con due chiappe sode, belle e separate da un bel solco e un bel buco, non so se è a mandolino, a padella, a violino, a vipera, o a T, ma sicuramente è un gran…culo.
Ci conosciamo da più 20 anni ma solo da qualche anno mi fa impazzire il pensiero di spingerle il mio cazzo duro contro le sue chiappe, farlo scorrere su e giù lungo il suo solco e di leccarle il culo infilandole la lingua per leccare ben bene il buchetto e poi incominciare a spingere pian piano, leggermente e sentirlo scivolare dolcemente dentro di lei fino a far toccare le palle sulle chiappe.
Più volte in questi anni le ho strusciato il culo in modo repentino, ma credo che lei non abbia mai immaginato il vero motivo, forse perché mi riteneva come un fratello.
Tutto però sembra cambiare nell’estate 2006, mia moglie era in ospedale in quanto aveva appena partorito ed io mi sono fatto venire il coraggio di andare a trovare mia cognata, nel suo negozio di ortofrutta, alle 7.30 di mattina, lei apriva a quell’ora per pulire e lavare il pavimento del negozio.
Infatti appena arrivato davanti alla porta del negozio la vedo che stava lavando il pavimento, indossava una gonna leggera un bel po’ sopra il ginocchio ed una canotta larga a tal punto che si vedeva molto bene il reggiseno.
Nel vederla così, chinata alla pecorina con quel culo invitante rivolto verso di me non ci vidi più dall’eccitazione e mi accostai da dietro strusciandole con il mio membro su una chiappa e con un po’ di soggezione gli dissi: “OPS, scusami” ma lei senza parlare si rimise con il culo al vento e continuò ad ondeggiarlo a ritmo frenetico.
Eccitandomi ancora di più, con la mano destra gli palpai, per alcuni secondi, quel gran culo sodo che mi faceva tanto arrapare e dopo un po’ mi disse: “Ma sei venuto qua per mettermi solo una mano sul culo?”, e mentre mi guardava con un sorriso furbetto, si diresse dietro il banco della cassa.
Io la guardai negli occhi e non me lo feci dire una seconda volta e da lì cominciò il mio paradiso terrestre, la seguii dietro il banco e passandole da dietro, a stretto contatto ovviamente, le poggiai le mani sul suo piccolo seno, le alzai il reggiseno e contemporaneamente le stringevo le mani sui capezzoli, duri come dei chiodi, e le puntavo il mio cazzo d’acciaio al suo culo sentendo una forte pressione sulle mutande nella zona dell’uccello che sentivo inturgidirsi e pulsare sempre più forte, poi mi avvicinai con la bocca al suo collo e incominciai a baciarlo e a leccarlo, mentre gli strusciavo il mio cazzo sul suo culo e senza più nessuna barriera tra di noi, feci scivolare le mani dalle quelle tettine fino a metterle sul culo.
Mentre continuavo a strofinarla fino ad infilarle quasi tutto lo slip nella riga del culo, adoro quelle mutande di pizzo bianco che vanno su per il culo, cercando di dimenarsi mi disse: “la vuoi smettere, toglimi le mani dal culo che può entrare qualcuno!” Niente, invece di smetterla gli sollevai la gonna, scostai la mutandina da un lato e gli infilai l’indice nel buco del culo. Per reazione spinse il sedere all’indietro e stringendo le natiche come due mozzarelle, non senza un sottile piacere il dito s’infilò ancora di più e mi disse: “toglimi sto dito da lì dentro, porco, mi fai male!” Mentre gli sfilai il dito dall’ano, sentii proprio un risucchio da dentro,sembrava non uscisse più tanto era stretto. Allora capii: “ha ancora il buco del culo vergine”.
Ripresi a toccarla dappertutto, palpandole i piccoli seni incredibilmente sodi e mentre le strizzavo un capezzolo lei indietreggiò verso di me e riuscendo ad infilare di nuovo la mano sotto le mutandine la penetrai dolcemente con il dito nel buco del culo e palpandola, arrivai ad infilare le mani nella passera già bagnata, aveva i capezzoli che spuntavano turgidi contro la canotta umida che si incollo sopra il seno come una carta velina.
Poi prese lei l’iniziativa, con la mano destra apri la cerniera mi prese il cazzo in mano, duro ed eretto in tutta la sua lunghezza, iniziò dolcemente ad andare su e giù per farmi una bella sega, mentre io continuavo a palparle il culo da dietro, ad un tratto lei si girò su se stessa lo guardò, poi lo prese con entrambi le mani, ed in un colpo lo ingoiò.
Iniziò a farmi una pompa leccandomi la cappella ed andando su e giù, non era un esperta in bocchini, povero cazzo impazziva in quella bocca, sentivo il cazzo gonfio anche se lo demoliva ed infatti quasi venni ma lei se ne accorse e smise dicendo: “stai già venendo, così presto?”; mi vergognai un po’ e nello stesso tempo ero preso dalla paura che entrasse qualcuno, cercai di muovermi più piano per non venire, ma la voglia era troppa.
Allora la presi dalle braccia e la tirai su mentre io mi abbassai, le sfregai le mani sulla figa già aperta e bagnata che si muoveva con ardore in attesa del mio cazzo, le tirai giù le mutandine ormai zuppe e avendo così la figa davanti alla bocca, me la fece girare su tutto il viso ed io cominciai a leccarla golosamente, ed accarezzarla con la mano tra le chiappe e il buco del culo, ero tra le sue due coscione, che se ti prendevano la testa in mezzo , te la stritolavano… e sentii: “come succhiatore di figa non sei male, mi stai facendo venireee..” ed intanto io continuavo a scoccare la mia lingua nella figa, sentii quasi subito il clitoride venire allo scoperto lo avvolsi con la lingua e lo succhiai sentendo la sua figona super gonfia e sempre più bollente e calda di umori.
Iniziò ad ansimare più velocemente, stava per venire, smisi di metterle la lingua dentro e mi misi a baciarle attorno… e lei: “no dai…,ti prego dai…,non farlo continua…” stava quasi per piangere per la delusione del mancato coito, allora la presi dalle chiappe e la girai portandomi quel culo celestiale davanti alla mia faccia ed inaspettatamente lei prese a dimenarsi spaventosamente con dei gemiti sottovoce: “hooo haaaa haaaaa haaaaa haaa vengo lo stessooo…, ti allagooo…”; il suo culo cominciò a danzare in modo frenetico davanti al mio naso e mandò un grido subito smorzato, allora la accarezzai, poi le diedi qualche pizzico sulle chiappe, la morsi, ma non valse a nulla, sembrava inarrestabile, le allargai le cosce bagnate e mentre lei era a cosce spalancate, presi il mio cazzo in mano e lo puntai sulla fica affondandolo completamente con un solo colpo,iniziai a scoparla dandole colpi violenti, facendole quasi uscire il cazzo dalla bocca, sentivo sbattere le palle sulle sue natiche e fare quel rumore “clap clap clap”, sentivo quel cazzo entrare ed uscire dalla quella figa di fuoco e godevo da matti facendola sussultare ad ogni colpo.
Sentendo che stavo venendo, rallentai e lo tirai fuori, ripresi per alcuni secondi a leccare quel buchino mentre con un dito le sditalinavo il grilletto, e pensavo: “posso passare all’inculata, con questo buco così stretto?”, lei intanto divaricava le gambe sempre di più e con un movimento improvviso mi fece rialzare, e mi disse: “non farmelo desiderare troppo, lo voglio tutto dentro” ed io le risposi: “mi piacerebbe mettertelo nel culo, se piace anche a te” ma lei incurante di ciò che le dicevo si sistemò sfregandomi la figa sul cazzo, dimenandosi si infilò il cazzo nella figa prima che me ne accorgessi, questo si che era un dimenarsi, mentre si muoveva lo stringeva con i muscoli vaginali, entravo ed uscivo strusciando il cazzo in quella dolce morsa, lo sentivo sfregare nella figa allargata dal piacere ma che lei tentava di stringere, ansimavo e rantolavo per il piacere, guardai il suo viso, godeva anche lei, mi fermai con il cazzo tutto dentro facendolo pulsare, le stimolava la figa e il massaggio è continuato per qualche secondo, volevo chiavarla ma allo stesso tempo non volevo venire, la presi bene per le tettine e lei alzando il culo mi ha fatto entrare ancora più in fondo alla sua figa e gustandosi quel cazzo mai cosi duro, mi ripeteva: “spingi, spingilo fino in fondo, sbattimi con forza, sfondami voglio la tua calda sborrata”, a volte si fermava per farsi stantuffare e poi riprendeva a muoversi, dicendo: “dai spingii, vengooo, vengooo, ho voglia, spingi, fammi godere, Ohhhh, Siiii..dai cosiiii…non smettere…” ed intanto io con una mano le palpavo il culo e con l’altra le stuzzicavo una tetta, poi la presi con entrambi le chiappe e me la sono sbattuta come una troia, si dimenava con gridolini di piacere, era ansimante ma se la godeva e mi ridisse: “vieni dentro, ti voglio dentro, fammi sentire la tua sborra caldaaa…” ma io glielo sfilai, ed iniziai nuovamente a leccarla, ma solo in un punto ben preciso, sul buco del culo. Lei ha sempre avuto un culo da sogno, e io di sogni ne avevo fatti tanti, ora si doveva realizzare il mio sogno. Cominciai a schiaffeggiarle il culo, infilandole un dito in quel bel buchino, muovendolo dentro e fuori sempre più forte, sempre più velocemente, le leccai tutto il culo, poi insalivai per bene il buchetto che sembrava un po’ più aperto ed appoggiando quel cazzo turgido come non lo era mai stato, cercai di spingerlo dentro, ma non entrava, per sdrammatizzare le dissi: “che bel culooo, voglio sfondartelo tutto” in quella posizione lo sentivo bello morbido come un burro, mi piaceva tantissimo ma non riuscivo a penetrarlo, lo insalivai di nuovo quel buchetto amoroso che avrei tanto voluto stantuffare, riprovai a spingere cappella con più forza ma nonostante le diedi un colpo che feci spostare il banco più avanti non riuscii ad affondarlo tutto nel suo culo ma solo mezza cappella, sembrava una maledizione!!!
Notai la sua espressione di dolore ma allo stesso tempo sembrava ululasse dal piacere e mentre mi chiedevo se glielo avevo già rotto, sentii dire: “aahh.. mi stai facendo male, non sono la tua cagna” e prendendolo in mano se lo reinfilò dentro la sua figa, io ovviamente spinsi per affondarla tutta, sono entrato con tutto il cazzo fino alla pancia ed ho iniziato di nuovo a stantuffarla tenendola con le cosce contro il mio corpo e per consolarmi immaginavo che la stavo inculando fino in fondo e che lei si muoveva per gustarsi l’inculata, solo con la mente la me inculavo, intanto lei mormorava: “spingi, come lo sento tutto, spingii, spingii, si vengoo, vengoo, godoo, ancoraaa , ancoraaa” ed io che avevo più voglia di prima le davo di quelle botte contro il culo che vibrava tutta e mentre lei m’incitava a sfondarla, arretrava con forza per poi fermarsi a godere le infilate; improvvisamente si bloccò con tutto il cazzo infilato dentro per godersi la sborrata ma io non volevo scaricarle tutta quella bella, calda sborra nella figa e nello stesso istante che stavo per venire le dissi: “togliti che stò per sborrare!”, glielo sfilai e lo puntai subito sul buco del culo che era semi-aperto e gemendo dissi: “sii anche ioo vengoo haaa” e con forti schizzi le ho scaricato in culo una bella sborrata.
Una volta venuti rimanemmo ancora per qualche istante così, con il mio cazzo ancora puntato sul suo culo, e ci baciammo appassionatamente, fu meraviglioso sentire il cazzo che pian piano si ammosciava sul suo culo, quasi quasi mi rieccitavo di nuovo, ma ahimè il tempo è tiranno e cosi cominciammo a ricomporci, poteva entrare qualcuno da un momento all’altro, una volta vestiti e sistemati io uscii come se nulla fosse successo e tornai alle mie cose quotidiane.
Fatto sta che da quel giorno con mia cognata si è rotto qualcosa, si è allontanata da me, io le ho anche lasciato un biglietto dove le chiedevo di ripetere di nuovo quella eccitante esperienza e lei invece mi ha risposto con un altro biglietto che citava cosi: “ Non ho letto che poche righe di quel biglietto ed ho capito che la cosa e ben più grave di quel che immaginavo. Voglio scusare l’accaduto come una crisi d’astinenza per la gravidanza di mia sorella. Non sarà facile dimenticare e non avrei potuto dirti questo guardandonti negli occhi e per il bene che voglio a mia sorella non ne farò mai parola.” da allora non ci scambiamo nemmeno uno sguardo ed evitiamo di rimanere soli. Di tutta questa storia mi rimane solo un desiderio: “sfondarle il culo”.

Le scopate con la vedova

Finito l’anno scolastico e fatto l’esame per il diploma di scuola media, eravamo in piena estate e con il caldo afoso si vedevano donne di tutte le età con vestitini leggeri, succinti e trasparenti con tutte le loro forme ben in evidenza, ma il mio sguardo più particolare era rivolto verso le donne più mature. Un pomeriggio, verso le tre, mentre tornavo a casa mi trovo davanti a me sulle scale la vedova che abitava al primo piano; non era la prima volta che la incontravo per le scale ma quella volta rimasi impressionato nel vederla salire davanti a me, non mi era mai capitato di poterla osservare così da vicino. Questa signora seppure avesse circa 45 anni, era ancora una donna eccezionale con le rotondità al punto giusto, e faceva sicuramente gola a tanti, aveva 4 figli, il primo lo ebbe all’età di 17 anni e l’ultima era mia coetanea, aveva perso il marito da più di 10 anni e da quel triste evento lei vestiva sempre di nero. Non avevo mai pensato a lei in quel modo, ero molto eccitato. Lei saliva avanti a me, rampa dopo rampa, il suo sedere era sempre posto all’altezza della mia faccia, e notai che non era solo tondeggiante ma pure bello sodo con meravigliosi glutei, che mentre saliva, spostavano su e giù anche il vestito, ad ogni scalino che faceva balzavano quelle tettone da settima misura ed i suoi polpacci si gonfiavano facendo emettere un suono delle calze di naylon che si strofinavano. Quello spettacolo durò poco perchè arrivammo al suo piano in men che non si dica e, purtroppo per me, ci salutammo e lei entrò in casa.
Quel giorno ero eccitato al massimo e mi feci una sega per sedare un po’ i bollenti spiriti.
Qualche giorno dopo la ritrovai davanti a me sulle scale inchinata a 90° mentre lavava la scalinata, io, appena giunsi proprio sotto di lei, alzai gli occhi e dato che aveva una gonna, nera ma un po’ corta, le vidi le gambe che si muovevano in simbiosi con le braccia permettendomi la visione delle sue parti intime coperte da un paio di mutandine ricamate nere abbastanza trasparenti che lasciavano vedere nettamente il suo triangolo nero e folto.
Cominciai a pensare: “ci provo o non ci provo ed infine ma si saranno più di dieci anni che non scopa, molto probabilmente gli faccio un piacere” allora continuai a salire fino a quando mi trovai proprio dietro quel culone arrapante e fu naturale cingerle la vita, lei si fermo, iniziai a proseguire con il massaggio su per il ginocchio, dove le cosce belle sode si tuffavano nel più bel paio di chiappe avessi mai visto fino a quel momento, le alzai la gonna e le sfilai giù le mutande, iniziò a fare la santarellina dicendo: “ragazzo lo dico a tua madre, giù le mani”. Non le diedi retta, continuai a insistere e lei di nuovo: “ma così mi metti in imbarazzo”. Le morsi il sedere con dolcezza, diede un piccolo grido, le mie mani cominciarono ad ispezionare dentro di lei, una nella fica e una nel culo, mentre lei si appoggiava con le braccia al corrimano, nessuno scendeva e nessuno saliva, era tutta aperta la sua micia e le mie dita stantuffavano dentro di lei, due dita nella fica e uno nel culo, la vedevo nel volto ormai in preda al godimento più alto, i suoi gemiti andavano al ritmo delle mie mani, gli occhi erano chiusi, andai avanti per un po’ di tempo così mentre lei rimaneva con lo sguardo rapito ma ancora non era venuta, mi informai: “sei venuta, quanto manca?”, lei mi guardò con tenerezza, : “forse sarò venuta almeno sei volte, e non accenna a finire, potrei stare cosi per un’altra ora!”, era la prima volta che mi capitava una donna multiorgasmica di quel livello. Smisi e mi tirai giù i pantaloni…..la feci sedere sullo scalino, io in piedi , il mio cazzo duro nella sua bocca, e lo stantuffavo, era molto capace nei pompini, la sua bocca era morbida e accogliente, mi chiesi com’è che era cosi esperta se non scopava da almeno 10 anni, la rimisi in piedi e le feci mettere i gomiti sul corrimano col viso che dava sulle scale di sotto in modo che potesse vedere fuori, cosi il suo culo era esposto in tutta la sua nudità. Era una posizione molto invitante, una specie di pecorina ma col suo busto più eretto, mi sentivo come un signorotto medioevale che possedeva con forza una della servitù, le infilai il mio cazzo ancora duro dentro e al contatto delle sue pareti calde si ravvivò, “ti piace vero?”, “si sbattimi tutta, prendimi”, aveva capito il gioco e lo interpretava meravigliosamente, “sei la mia serva, la mia cagna”, “si padrone, di più, lo voglio tutto dentro”, sei la mia puttanona, vero?”, “si sono la tua grossa troiona..”, “vieni dentro di me..fammi tua adesso..”. Fu cosi che la inondai del mio sperma, lo raccolsi da dietro e lo porsi alla sua bocca pieno anche dei suoi odori, le lo bevve tutto. Dopo una settimana la aspettai sulle scale ed appena la vidi con quel vestito scollato mi arrapai ancora di più, appena si avvicino a me le infilai la lingua in bocca e una mano negli slip. Lei presa alla sprovvista emette un gemito e apre istintivamente la bocca, e mi chiese di lasciarla, ma non le diedi retta, continuai a insistere sulle labbra, a palparle le mammelle e a pizzicarle i capezzoli. Capii che stava per cedere quando le si indurirono i capezzoli e iniziò a gemere apertamente. Ma ancora una volta si divincolò dicendo: “Smettila, sei troppo sfrontato! Portami a casa almeno” ed io: “va bene”, la mia delusione si era smorzata dal fatto che non sembrava adirata e che si lasciò tranquillamente accarezzare le mammelle ancora per qualche secondo prima di risistemarsi l’abito. Entrati in casa la sbaciucchio ancora per qualche minuto e nel frattempo tiro fuori il cannone, le prendo la testa e la spingo verso quel bel cazzo, che le finisce tutto in bocca. Lei si spogliava nuda e faceva un lavoretto che mi dava i brividi per tutto il corpo e chinandomi proprio sulla sua testa le toccavo il culo, lei mi faceva sentire quelle due chiappe dure contrarsi sotto le mie mani, era ormai chiaro che il gioco lo conduceva lei. Poi lo alzata ed io mi sono messo sulle ginocchia, massaggiavo lentamente, in ginocchio, tra le sue gambe, costringendola a divaricarle sempre più, le mie abili mani massaggiavano contemporaneamente le due cosce, all’esterno, poi all’interno. Mentre salivo lentamente verso l’incrocio delle sue gambe, il suo slip di merletto si spostava lasciando apparire un morbido pelo nero ed un bocciolo racchiuso in due tenere labbra. Le gambe spalancate, il mio viso appoggiato su una coscia, le labbra succhiavano piano il clitoride inondato di umore dolce/salato. Un dito la penetrava lentamente, e poteva sentire il calore del suo desiderio, un altro dito sfiorava il buchino tra le chiappe, che stentava a sciogliersi ed a permettere una carezza più profonda. Le alzai una gamba, mentre continuavo a pompare il dito con vigore, e entravo fino in fondo e le toccavo il punto del massimo piacere. Si distese nuovamente e cercò ancora la mia bocca. Poi mi mordicchiò un labbro, e la sua bocca scivolò su un orecchio, pian piano sentii il calore della sua lingua che entrava. Con le mani mi accarezzava la schiena e le sue dita, percorso tutto il solco della colonna, si insinuarono tra le mie chiappe, cercando il buchino per sollecitarlo. Il ritmo dei miei colpi andava aumentando, e così i suoi ed i miei gemiti, godevamo immensamente, eravamo tutt’uno con i nostri sessi ed io sentivo che stavo per esplodere dentro di lei. Aprii gli occhi per cercare i suoi e li vidi aperti e pieni di passione, era il segnale che potevo lasciarmi andare. Aumentai ancora il ritmo, e lei mi seguì alzando ed abbassando il ventre finchè sentii il fuoco che saliva verso la punta del mio uccello e in una interminabile sequenza di sussulti e contrazioni, riversai in lei tutto il frutto del mio piacere, mentre la sentivo contrarsi, afferrarmi, sbattere ed ancora gridare tutto il suo godimento. Restai sopra di lei, baciandole quelle labbra morbide e dolcissime, e piano sentii che il mio sesso stava uscendo dal suo ventre. La sua mano cercò la mia bocca, mi accarezzò le labbra, mi voltai verso di lei, le sorrisi e restammo fermi, ascoltando i nostri respiri per alcuni minuti poi sollevai il busto rimanendo con il cazzo premuto sul suo ventre e le massaggiai con la mano le tette enormi, una settima mica poco, vedere quegli enormi seni mi arrapava e le dissi che aveva delle tette enormi e bellissime. Lei disse: “grazie”, e poi: “continua a toccarle e se vuoi le puoi anche ciucciare”, io iniziai a ciucciarle le enormi tette, i capezzoli duri, mi fà impazzire, non ce la faccio più, allora cominciai a scendere al suo sesso tutto bagnato, ne sento il sapore aspro, l’odore intenso e questo mi eccita, mi fa impazzire, mi provoca quasi una sofferenza fisica. Il mio cazzo è eretto per la seconda volta tanto in tiro da farmi male. Riprendo a leccare, scendo all’interno delle sue gambe, la mia lingua è come impazzita, continuo a scendere fino ai piedi, due piedi piccoli, deve piacerle, perché continua a gemere. Improvvisamente mi spinge indietro, mi monta di sopra e prende a cavalcarmi: lo fa con violenza e a ogni affondo del mio cazzo nella sua fica la sento urlare di piacere. I seni ballano alla portata della mia bocca: li prendo fra le mie mani, riprendo a morderle i capezzoli. Per tutta risposta la sento ancora urlare di piacere: “Hmmmmmmmm. Non ti fermare spingimi il cazzo dentro, fammelo sentire!”. Ora stiamo urlando entrambi, me ne accorgo e comincio a temere che i vicini si mettano a bussare. Il piacere aumenta, credo di essere sul punto di venire, le sue tette si muovono come impazzite ballando come dei meloni sulla mia faccia. Poi si alza di scatto lasciando allo scoperto l’uccello rigido come una mazza di tamburo. “Prendimi da dietro, sfondami il culo”. Sono sbalordito dalle sue parole, che al contempo mi hanno eccitato. Si appoggia al tavolo della cucina e mi offre il suo culo. Siamo ansimanti e sudati. Mi alzo e incerto le inumidisco il buco affondandoci la mia lingua. Il mio cazzo non troppo lungo ma piuttosto grosso, un piccolo tronco di carne era pronto. “Che aspetti dai sfondami, sfonda la zia!”, la metto un po’ di più a pecora punto il cazzo sul suo buco che ho lubrificato a fondo con la mia saliva… il culo si allarga subito. Mi sento uno stupido, sono stravolto ma non ho nemmeno il tempo di accorgermene, a contatto col suo culo morbido e cado preda di un’eccitazione che non avevo mai provato. Le avvicino la bocca all’orecchio e dico: “Che culo hai, che culo! Hmmmmmm! Sei completamente aperta, lo senti come ti sto chiavando. Ti scopo in culo, cara zia!”, mentre le infilo tre dita nella fica completamente fradicia. Mi muovo senza tregua nelle sue viscere mi piace sentirla urlare mentre ci muoviamo all’unisono. Ha il busto piegato sulla tavola, urla ancora e viene finalmente. Continuo a sbatterla sul tavolo della cucina, poi improvvisamente estraggo il cazzo dal suo culo e lo sbatto tutto nella figa bollente ma lei non lo voleva lì e si dimeno per farlo uscire allora le reinfilo il mio cazzo nel suo enorme culo “sei una cagna troia” lei “siii..sono la tua troia, porco” e quando sto per venire tiro fuori il cazzo e le inondo la schiena del mio sperma ma lei si gira e prende il resto della sborra in bocca, beve tutto e si lecca la cappella umida.
Mentre delicatamente le accarezzo il corpo bollente, i capelli folti, lunghi e neri , il culo umido del mio sperma caldo, lei mi dice: “siediti sul divano voglio mostrarti una cosa, ti faccio vedere cosa sa fare la zia” va verso la credenza e tira fuori una bottiglia di vino poi sedendosi sulla tavola a gambe ben divaricate, con i piedi appoggiati su due sedie, una a destra e una a sinistra, s’è le infilata nella figa spingendo piano, piano per abituarsi alla penetrazione di quell’enorme diametro arrivata a metà bottiglia emise un lungo “ahhahahahahha” liberatorio e restò ferma con quella bottiglia per metà ancora conficcata dentro di se. Poi se la tirò fuori e per qualche istante vidi una voragine in mezzo alle sue gambe, una fregna così dilatata non l’avevo mai vista e lei mi disse: “vedi con questo ti ho voluto dimostrare che non devi avere un cazzo grosso per far godere una donna, io ho goduto come una assatanata con il tuo cazzetto e ho provato solo un semplice brivido con una bottiglia, l’importante e sapere come e dove scopartela” quella fù una bella lezione sinceramente.
Da allora la chiamai sempre zia, anche se non lo era, ed ogni volta che la incontravo o l’aspettavo per le scale, era come l’assalto alla diligenza le mettevo le mani dappertutto e lei non riusciva a bloccarle e siccome questo le dava fastidio mi sgridava sempre e minacciava di punirmi, ma io del tutto incurante continuavo a martoriarla fino a quando non sentivamo qualcuno avvicinarsi, poi però lei faceva passare anche 3 settimane prima di fare sesso; era il suo modo di punirmi perchè non le avevo obbedito.
Un giorno dopo la terza settimana che non mi degnava neanche di uno sguardo e l’ennesima sega pensando alla mia nuova zia overquaranta, grassottella, un seno enorme che ad occhio e croce pesava 10 chili e un super culo morbido e bello tondo, mi decido e vado a suonare alla sua porta, se c’era qualcuno avrei trovato una banale scusa ma quando apri la porta portava una vestaglia che la copriva fino a poco sopra il ginocchio: faceva trasparire il suo seno enorme pieno e morbido, quelle gambe grosse ma non troppo smagliate, i capelli erano raccolti dietro, il suo viso paffuto ma non privo di bellezza e le labbra carnose; l’espressione del volto però mi trasmise noia e tristezza e non potei fare a meno di pensare che gli mancava l’abbuffata del mio cazzo. Mi fece entrare, mi offrì un caffè e piegandosi per raccogliere un nuovo pacco di zucchero, potei scorgere meglio il suo sedere, enorme morbido ma anche tosto e i muscoli delle gambe presso la sua fica. Ebbi la mia solita erezione ed il desiderio di immergere la mia lingua nel suo culo e di essere scopato in bocca dalla sua fica. Avevo un debole per quella donnona. Continuai a guardarla ed desiderarla e lei: “Cosa c’è, ? ”, “No, niente”, “Dai, dimmi”, “Ecco, ti sembrerà strano… ma sono un po’ stanco di te”, al che lei mi guardò un attimo stupita, poi fece un sorriso larghissimo e disse: “davvero? La cosa non mi convince”. Ci guardammo alcuni secondi poi mi lanciai a baciarla sulla bocca. Ci baciammo impetuosamente, le lingue a mulinare, la saliva che usciva dalle nostre labbra e ci rigava il mento. Le strappai la vestaglia sul petto, infilai le mani e cominciai ad estrarre quei meloni, a tenerli su e a succhiarli, a massaggiarli le aureole e a prenderne il più possibile in bocca” e lei “Sì, ahh sì. così, bravo”. Dopo poco scivolai giù tra le sue gambe, lei era in piedi con le spalle al muro della cucina, tirai giù le mutandone e continuai nel mio sogno: sprofondare in una fica immensa! Leccavo il clitoride, con le mani allargavo la fregna, poi immergevo la lingua più che potevo. Ad un certo punto, le presi le sue mani e le misi sul dietro della mia testa e lei: “Oh si, ti voglio dentro con la tua lingua, più forte” e mi spinse forte la testa con entrambe le mani, flettè le ginocchia e cominciò a spingere con il busto. Che sensazione fantastica: mi sentivo desiderato da tanta carne, la mia bocca allagata dai suoi succhi, il mio naso schiacciato tra i suoi peli e la sua clitoride, respiravo a fatica, ero tutto rosso e sudato ma sentivo la sua avidità e la sua voglia di possedermi. “Lo senti che ti voglio? Vorrei infilarti tutta la testa nella mia fica, non c’è un cazzo abbastanza grande per lei; che porco che sei, ma anch’io sono una grande maiala, anch’io ti desideravo dal primo giorno che ti ho visto. Succhia, dai succhia! ” diceva sempre più infoiata, con il bacino che spingeva e le mani che mi tenevano ferma la testa. Ad un cerio punto, senza mollare la presa, mi spostò con le spalle e la testa sul bordo di un divano basso che era nel soggiorno; mi mollò un attimo, lasciandomi respirare mentre si toglieva la vestaglia, poi si abbassò a leccarmi il viso, “Ora mi siedo sulla tua faccia e ti cavalco fino a venire, Contento vero? ” Mi disse con un sorriso lascivo, e soggiungendo a bassa voce: “Sei bellissimo” e tirando fuori la lingua mi inondò le labbra di saliva” Io sorrisi e risposi
“Vieni, amore” lei allargò le gambe e si sedette lentamente sul mio viso. “Guarda la mia fica sempre più vicina”, “è bellissima” sussurai, “e adesso ti mangerà” disse lei, schiacciandomi la vagina sulle labbra e iniziando a stantuffare. A quel punto avevo il naso indolenzito per lo schiacciamento; durante un attimo che si era un poco risollevata per farmi respirare, scivolai con la lingua dalla fica grondante fino al culo “Ah! Bravissimo! Sei proprio un maiale. L’ho lavato bene sai, lo puoi leccare senza paura. Daì, lecca, lecca” Io incominciai allora a leccarle il culo con maggior forza, poi con le mani feci capire che volevo che lei dondolasse davanti e dietro cosicchè, pur restando fermo potevo leccarla dalla clitoride fino al culo. La cosa le piacque tanto e cominciò a fare l’altalena. Io ero in visibilio, prigioniero di due cosce enormi e di una dolce porca! “Ora basta” disse, rimettendosi dritta sulle ginocchia “devo andare a fare pipì” e io le risposi: “aspetta ti voglio vedere pisciare.” Lei restò senza fiato, poi mi fece un nuovo largo sorriso e disse: “Oggi è proprio un giorno fortunato! Voglio accontentarti” appena si sedette sul wc io le posizionai il mio cazzo in tiro in bocca e tenendola dai capelli glielo pompavo fino alla gola, incurante che la potessi soffocare. Dopo la pisciatina tornammo sul divano, io mi sdraiai e lei appoggiò di nuovo le ginocchia sul divano, avvicinò la fica, mise una mano dietro la mia testa e con l’altra orientò il buchetto “Ecco, tesoro, ti piace vero? ” mentre danzava sul mio viso, “su, apri la bocca” mi disse con decisione, aprii e mi lasciai riempire dai suoi umori mescolati con il sapore acidulo della sua pipì che ad intervalli risputavo fuori. “Ancora, ancora” diceva lei con voce di una perversa dolcezza, mentre si masturbava con furia, mi strinse con dolcezza le guance con una mano “è buona vero?” e con mia sorpresa, anche se era la prima volta, mi piacque. A quel punto lei venne, e mi crollò addosso. Poi si mise il cazzo in mezzo a quelle tettone e con le mani mi stringeva il cazzo in mezzo nella fessura tra i suoi seni enormi e mi fece una spagnola, mai provata una spagnola, che fu di brevissima durata; venni su quei meloni, e con abbondanza le imbiancai quei promontori e lei: “hai visto c’è la neve sulle montagne”. Ci sedemmo sul divano, e mi misi sul suo grembo come un bimbo, con lei che mi masturbava con la mano ed io che le massaggiavo i seni, passando così alcuni minuti finchè giunse il momento delle confidenze; mi confesso che in questi anni di vedovanza lesbicava con sua sorella e mentre mi raccontava i dettagli delle scopate saffiche con la sorella mi disse tutta eccitata: “Vuoi assistere mentre scopo con mia sorella?” Io senza nemmeno pensarci le risposi immediatamente di si. Allora mi disse che dovevo stare sotto il suo lettone e non uscire per nessuna ragione poi quando cominciava lo spettacolo non dovevo far altro che guardare nell’anta a specchio dell’armadio che era di fronte al letto.

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