Sarah e Master Daniel

Capitolo 1: Finalmente Sarah diventa una schiava a tutti gli effetti

Sarah entrò nel portone quasi accasciandosi all’ascensore per la stanchezza,tre ore di lezione di glottologia all’università e il traffico della città l’avevano stremata,quando l’ascensore giunse all’attico,aprì gl’occhi di soprassalto…si era appisolata in piedi…uscì,prese le chiavi e aprì la porta di casa.Kiko,la sua domestica,la aspettava in piedi vicino all’ingresso,tutta la casa eccetto tre stanze,aveva un appartamento giapponese -Buonasera signorina,tutto bene?-Si Kiko,sono solo un po’ stanca-Il bagno è pronto se vuole-Grazie-Kiko le prese la borsa e la giacca,Sarah entrò nella sua stanza era molto semplice ,aveva tatami al pavimento e carta di riso alle pareti,si spogliò e indossò uno yukata:un kimono leggero con una sola cintura,si diresse al bagno:la vasca era piena d’acqua calda,Sarah vi entrò e subito si rilassò,ne aveva bisogno…la pelle si reidratò e lei iniziò a pensare a Lui,il suo amato Master.
Appena l’acqua iniziò a freddarsi e la pelle a intirizzirsi,apparve Kiko con un accappatoio di spugna caldo,la asciugò massaggiandola,poi le porse lo yukata con degli slip e un reggiseno di tessuto leggerissimo,Sarah li indossò-La cena è pronta signorina-Kiko le aprì tutte le porte che davano alla sala da pranzo,Sarah si inginocchiò al tavolo e Kiko la servì:c’era un vassoio con ceramiche laccate e bacchette e all’interno della pasta al tonno in bianco,del formaggio e dei pomodori,Kiko si mise di fronte a lei e iniziarono a mangiare…quel momento della giornata era dedicato all’amicizia che legava loro due…Sarah l’aveva scelta per la sua dolcezza nello sguardo e nelle mani,dopo aver parlato un po’ si era accorta di avere davanti a se una ragazza intelligente,colta e Kiko oltre che essere la sua domestica era la sua insegnante di cultura giapponese,shamisen e danza.
La cena si concludeva sempre con una tazza di te,che era anche una lezione per Sarah-Stavolta ci voglio provare da sola-esordì,Kiko la guardò e le disse-Va bene,tu prepara,intanto io sparecchio-Sarah preparò l’occorrente e Kiko,una volta finito di sparecchiare,le si mise davanti ad osservarla…Sarah era sicura di ciò che faceva,dai suoi movimenti non trasudava un minimo di tensione,alla fine Kiko lo assaggiò-Buono,cerca di migliorare però-Va bene-
Sarah andò nel suo studio,uno dei pochi luoghi della casa dove c’erano sedie e un divano,accese il computer e vide subito una nuova e-mail del suo Master:”Mia Geisha,sarò da te domani verso le 13:00,corpetto e perizoma bordeaux,reggicalze nero,autoreggenti con la riga,scarpe a scelta,il kimono sceglilo tu…in quello ha più gusto di me.A domani Master Daniel”l’e-mail la colse di sorpresa ,come tutte le volte che Lui la informava del suo arrivo,non lo sapeva mai se non con meno di 24 ore, ma dopotutto lui era il padrone di casa;non aveva nessuna necessità di farsi annunciare con largo anticipo.
Sarah chiuse il computer,chiamò Kiko-Mi dica signorina-Domani il Padrone sarà qui alle 13:00,mi sveglierai alle 06:30-Va bene signorina,le devo preparare anche un kimono?-Si,quello nero con i disegni d’oro e l’obi crema-Va bene,buonanotte Sarah-Buonanotte Kiko-Sarah andò in camera sua,sistemo lo yukata sul manichino e si mise a letto.

Capitolo 2: Sarah si prepara a ricevere il suo Master

Il giorno dopo alle 06:30 una musica aleggiò per la casa,Sarah si svegliò,con lo yukata indosso andò a fare colazione poi si diresse in bagno,si fece una doccia veloce e nuda tornò in camera,dove Kiko aveva allestito tutto per la depilazione,il massaggio e la maschera…Sarah si stese sul lettino,Kiko le depilò le sopracciglia,le applicò una maschera all’argilla sul viso,le depilò le ascelle con il rasoio poi passò alla ceretta alle gambe e all’inguine,una volta terminato massaggiò tutto il corpo della sua amata signorina e le pulì il viso dalla maschera ormai seccata.Sarah si alzò e ritornò in bagno dove si immerse nella vasca piena di essenze di rosa,Kiko dopo un po’ la raggiunse per lavarle e pettinarle i lunghi capelli biondo scuri con dello shampoo alla camomilla e miele,schiarendoli.Una volta asciutta ,Sarah tornò in camera dove Kiko le fece uno chignon diviso a metà da una striscia rossa…la pesca tagliata:l’acconciatura preferita della geishe,poi Kiko la lasciò sola:c’era tutta la casa da preparare e anche lei dove sistemarsi…dopotutto era grazie a Lui se lei aveva questo lavoro che adorava,e il Padrone ci teneva che fosse anche lei in perfetto ordine.
Sarah accese un bastoncino d’incenso e mise su una musica ancestrale,si truccò il viso e il collo di bianco,si disegnò le sopracciglia con un bastoncino di paulonia,riempì un angolo delle palpebre con un ombretto rosso bruciato,si tinse le guance di un rosa pastello,riempì il labbro inferiore di rossetto rosso.Kiko tornò,era vestita con un kimono beige e un obi bianco,porse la sottoveste marrone a Sarah che la indossò,l’aiutò a legare l’obi e a sistemarle il kimono;una volta indossate le calze a infradito,preparato lo shamisen e presi due ventagli era tutto pronto,con un tempismo incredibile il citofono suonò.

Capitolo 3: Finalmente una vera Schiava

Quando il campanello suonò Sarah si mise davanti all’ingresso in ginocchio e Kiko aprì la porta,Master Daniel era lì…bello,con lo sguardo capace di dolcezza e severità allo stesso tempo-Sono lieta di vedervi mio Signore-Anch’io lo sono Mia Geisha,andiamo-.Sarah si alzò e insieme andarono a pranzo,parlarono di tutto,l’università di Sarah,il lavoro di Daniel.
Una volta terminato,Sarah condusse il suo Master in un vestibolo che aveva annesso una sala da bagno,Sarh si occupo’ di lui,lavandolo e mettendogli uno yukata di seta nera indosso,da li giunsero in salone dove Sarah suonò e danzò per lui…i progressi di Sarah si facevano sempre più visibili,una volta terminato e dopo aver lodato Sarah,Daniel la condusse nella parte “nascosta”della casa:aveva un doppio portone chiuso da un lucchetto e una catena e solo Lui ne aveva le chiavi:era allestito con un camerino con cabina armadio,una stanza con un letto a baldacchino e una stanza con una sedia ginecologica,una gogna,un divano,un tavolo di legno,delle sedie e un armadio pieno di sex toys;Sarah insieme a Kiko andò nel camerino,dove Kiko la spogliò,la struccò e le fece un altro chignon.Sarah indossò il corpetto,il perizoma,il reggicalze con le autoreggenti con la riga,scelse delle Mary Jane con il tacco a spillo;contornò gl’occhi di matita nera,si mise il mascara e del gloss rosso sulle labbra.
Una volta pronta uscì e andò nella stanza dove Daniel la osservò-Sei bellissima mia Geisha-Grazie Mio Signore-Dammi le spalle,ho un regalo per te-Sarah gli obbedì e sentì qualcosa stringerle il collo…l’eccitazione e la contentezza presero possesso di lei,sperò che fosse ciò che sperava da tanto-Vai a guardarti allo specchio-Sarah andò a guardarsi,era proprio come sperava…il collare!Un collare di pelle nera con piccoli strass e una medaglietta le cingeva il collo-Leggi la medaglietta-c’era inciso sopra “La mia geisha”Sarah sentì la commozione salirle agl’occhi-Grazie Padrone,questo è molto importante per me-Sarah era consapevole che da li sarebbe stata la Sua schiava,l’addestramento era concluso.
Daniel la bendò,i sensi restanti si amplificarono simultaneamente e quasi subito,la spogliò lentamente stuzzicandola,sfiorandole la pelle e stringendole i capezzoli ai quali applicò dei morsetti,quando intrufolò un dito dentro di lei e successivamente le palline,Sarah inarcò la schiena per l’eccitazione e le sue labbra trovarono quelle di Daniel e si unirono in un bacio…Daniel attaccò al collare un guinzaglio e guidò Sarah al tavolo .Sarah si mise a camminare a quattro zampe e abbaiò,Daniel rise e disse -Brava sei proprio una bella cagnolina-Sarah si mise a 90 gradi sul tavolo e tese le braccia avanti,a cui Daniel applicò delle polsiere e la bloccò al muro ;le mise una mano dentro,Sarah era bagnata fradicia-La mia cagnolina è in calore…si si è proprio eccitata-con un po’ dei suoi umori le lubrificò il sedere e le diede da pulire la sua mano,piano piano iniziò a penetrarle il sedere,Sarah all’inizio provò del dolore leggero ma quando Daniel iniziò a muoversi più velocemente anche le palline cinesi dentro di lei si mossero e Sarah iniziò la dolce tortura verso l’orgasmo…Daniel la portava sempre al limite dell’orgasmo per farla supplicare,Sarah tra l’altro provava piacere al minimo tocco e per qualunque cosa; Daniel in questo modo poteva sbizzarrirsi .Dopo esserle venuto nel sedere le fece pulire il pene,quel bellissimo pene che lei adorava,facendolo eccitare di nuovo,Daniel le slegò temporaneamente le braccia per mettergliele dietro la schiena e la fece inginocchiare alla gogna,Sarah lo sentì scegliere i frustini provandoli nell’aria,Daniel le strinse i morsetti al seno e iniziò a frustarle schiena,sedere e cosce-Conta i colpi Mia Geisha-e Sarah iniziò-Uno,grazie Padrone.Due, grazie Padrone…-arrivato a venti colpi Daniel la liberò,Sarah era un lago…una volta stesa a pancia in giù sul tavolo venne sbendata e Daniel iniziò a massaggiarle le ferite con delle creme-Perchè ad ogni colpo mi dicevi grazie?-Perchè Le sono estremamente grata Padrone,da oggi sarò solo Sua-Daniel la baciò-Non ho mai dubitato che lo saresti stata…sei la migliore slave che abbia mai avuto-Una volta terminato,la mise sulla sedia ginecologica…l’oggetto preferito di Sarah-Oggi sei stata bravissima,meriti un premio…ma non ti ci abituare-Sarh gli sorrise-Va bene Mio Signore-Daniel iniziò a leccarle la vagina in modo dolce,affettuoso e Sarah iniziò presto a mugolare di piacere,Daniel le tolse le palline facendogliele spingere fuori e premendole una mano sul basso ventre…sapendo che le avrebbe fatto perdere la testa e infatti così fu-Ti prego Signore,scopami…sto impazzendo-Daniel allora le prese le gambe,le cinse intorno alla sua vita e e iniziò a cavalcarla…entrambe vennero in un lungo orgasmo…una volta recuperate un po’ le forze Daniel mise a posto i vestiti di Sarah e insieme si stesero sul letto-Anche se volevo premiarti e non farti supplicare,vedo che mi hai implorato lo stesso-ero completamente invasa dall’eccitazione-D’ora in poi le cose cambieranno,avrai mie notizie meno spesso,devi sentire la devozione dentro di te…-Mio Signore ce la farò non temere-
Sarah sapeva che sarebbe stata dura…ma ce l’avrebbe fatta
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Sarah…un premio finalmente conquistato

Sarah si era organizzata bene, era nel suo stampo avere la perfetta organizzazione di tutto, aveva
 mandato un biglietto indirizzato a John anonimo poi si
era pentita di averlo fatto, non era da lei…
Decise per il contatto aperto, dubitava anche che l’avrebbe
riconosciuta ma se non avesse provato non avrebbe mai ricevuto
risposta;apri un cassetto e tiro fuori un reggiseno e un
perizoma neri lucidi che si potevano aprire con dei ganci, delle
autoreggenti nere velate, una gonna jeans corta delle
decoltee con il tacco da dieci centimetri, una camicetta
nera, poi presa un borsa con delle chiavi e si mise in macchina, raggiunse
il centro della citta’ e si mise alla ricerca del posto
dove John lavorava, una volta trovatolo entro con nonchalance, lo
vide e comportandosi come una cliente qualsiasi gli chiese-Vorrei
vedere delle lampade da computer con la cam incorporata-guardi
noi non trattiamo questi articoli…-John cosa dici?Ma
se tre anni fa eri disposto a regalarmene una….blu, sarei
dovuta venire a prenderla qui…-lui la guardo e non la
riconobbe subito, ma si ricordo la sua voce e rimise a fuoco
quel viso innocente e allo stesso tempo perverso, eccitante, quel
corpo che gli era stato promesso tantissime volte ma mai
avuto- Sarah….?-lei lo guardo e gli disse- tra due ore
fatti trovare a quest’indirizzo-gli lascio’
un biglietto con l’indirizzo sopra e con su scritto”Di
che Sarah ti aspetta”
Sarah usci dal negozio con la stessa nonchalance con cui
era entrata, si mise in macchina e raggiunse una villa
fuori citta’, prese la borsa e le chiavi, apri la
porta, dentro la villa era allestita come un albergo…un
albergo speciale saluto Jamie alla reception e gli disse-Oggi
ho un appuntamento, arrivera’ tra un’ora-ok, sali?-Si-
Sarah sali per una scala ampia al primo piano in una stanza
allestita a guardaroba con un bagno un letto singolo e un
telefono, Sarah si tolse la gonna, la camicia, le scarpe
e le calze e si mise una gonnellina di pelle nera con tre piccole
frange sul davanti, una per fianco e tre dietro, si mise
degli stivali di pelle con il tacco a spillo, si spazzolo
i lunghi capelli, si cosparse il corpo di glitter dorato, indosso
un collare di brillanti falsi , tiro fuori da un cassetto
del guardaroba dei giochi…legacci di pelle nera, un
frustino, una benda nera, dei sostegni per le gambe e
li porto in una stanza adiacente che aveva un letto matrimoniale
gia aperto con lenzuola di seta nere e rosse, velluto alle
pareti un paravento e in mezzo troneggiava un palo con una
botola con dei minuscoli pulsanti che decidevano se far
scendere il palo, farlo salire e se far partire la musica, il
telefono squillo e lei ando a rispondere-Sono Jamie, e’
dentro-arrivo subito- chiuse la porta che dava alla stanza
di preparazione, si avvinghio al palo fece partire la
musica e inizio a scendere, la stanza in cui arrivo’
era un immenso cubo con luci stroboscopiche degli specchi
e dei divanetti rossi, Sarah inizio’ a muoversi, a
ballare, a fare acrobazie sul palo, John era li che la
fissava sbalordito, le guardava le gambe coperte solo
da piccoli brandelli di pelle , i capelli che si muovevano, lo
sguardo affamato, gli si avvicino’ e inizio’
a strusciarsi su di lui, gli fece segno di seguirla e a un
tratto la musica cambio’ e Sarah inizio’ a muoversi
più lentamente, si tolse molto lentamente la gonna, si
mise seduta sul cubo con il busto indietro, poi si rialzo’
e si tolse gli stivali, continuo’ a muoversi sul palo, a
inarcare la schiena, poi si tolse il reggiseno e i suoi
movimenti divennero più seducenti e sexy, alla fine sganciando
un filo sul fianco si tolse il perizoma, John sali’
sul palo con lei e insieme salirono su, lui si spoglio’
dietro il paravento, lei continuo’ a muoversi sul
palo, nuda alla fine lui impazzi’ e la prese, le legò
le braccia al letto e la bendo’, le mise i sostegni
tra le cosce e le ginocchia spalancandole le gambe, le
infilo’ un dito dentro e percepi’ l’umidità
che c’era in lei, tuffo’ la sua faccia all’interno
e con la lingua la lecco’ fino alla sua più buia profondita’, accarezzandola
intanto sulla pancia, l’inguine , poi senti’
l’eccitazione provenire, le tolse i sostegni, si
mise le sue gambe sulle sue spalle e la penetro’ dandole
colpi fortissimi e secchi, mordendola leccandola e succhiandola
dappertutto, all’improvviso prese il frustino
e inizio’ a infierire su di lei mentre la penetrava
Sarah impazziva dal dolore e dal piacere e inizio’
a urlare a gemere, andò avanti così per due ore John aumentava
sempre di piu’ la forza e la potenza di cio’ che
faceva, tanta era la voglia di possederla da tre anni, fini’
mordendola li in basso Sarah urlo’ e chiuse gl’occhi, mentre
lui si rivestiva le disse-Grazie, grazie di tutto- dovere-
sussurro’ lei lui poggio’ una mazzetta di banconote
sul comodino e usci’…
Sarah aveva chiuso gl’occhi
per un momento e si sfilo’ la benda dalla testa, si
fisso’ nel vetro di uno specchio , strinse una parte
di lenzuolo tra le gambe per far fermare il sangue del morso, John
l’aveva massacrata, si rimiro’ e si vergogno’
di se stessa scoppio’ in un pianto sofferto e doloroso
le succedeva sempre quando si portava a letto qualcuno
solo per il puro e semplice desiderio di scopare, di provare
scosse dentro di lei per il dolore, era un comportamento
autolesionista e edonista allo stesso tempo, cercava
di vivere una vita normale ma le era troppo difficile, prima
o poi la carne cedeva e non bastava il fallo a soddisfarla, no
lei voleva contatto, violenza, ora che aveva compiuto
diciott’anni non era piu’ costretta a nascondere
nulla, poteva omettere a tutti ciò che faceva, nel giro
la conoscevano come Il Marchio, chiunque avesse messo
piede anche una sola volta in quella villa sapevano che
il Marchio ne era la sua assoluta Regina, arrivava a sorpresa
scendendo come una dea, sceglieva il più frustrato da
portarsi nel suo regno, perchè dove c’e’ frustrazione
si nasconde la violenza aveva letto in un libro una volta, quel
soprannome gliel’ avevano dato in molti perchè era
fugace ma allo stesso tempo chiunque avesse avuto una sola
esperienza con lei ne rimaneva segnato, era una vittima
scarificale a letto, e l’accondiscendenza era cio’
che gl’uomini preferivano in lei, si sentivano liberi
di farne ciò che volevano, picchiarla, fingere le molestie, legarla, bendarla…poi
arrivava la parte umiliante, quella in cui l’uomo
di turno le poggiava sul comodino cinquecento, seicento
euro eh già perche’ il Marchio costava caro…era
caro per la sua fugacità e la sua tecnica…non sapeva se
sarebbe tornata più in quella villa ma ora doveva rivestirsi
e riprendere la sua vita da ragazza seria che tutti credevano
fosse.
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Lolita

Oggi è una bella giornata a Philly,fa caldo ma una brezza leggera rinfresca l’aria … il cielo è azzurro senza una nuvola … decido di osare e indosso il mio prendisole bianco … è fatto di cotone leggero,lungo fino a sopra il ginocchio,la biancheria di pizzo leggero mi rende un soggetto intrigante,ma non è di attenzione che vado alla ricerca … a dir la verità non cerco nulla,voglio solo godermi il tepore di questa giornata pazzescamente bella,mi trucco leggermente ma quanto basta a valorizzare il mio viso:fondotinta,fard,matita ,ombretto leggero e lucido … esco con la borsa rossa e le mie ballerine con la zeppa … la mia collana con la rosa e i miei orecchini gitani,ho i capelli che sono profumati ma ribelli allo stesso tempo … sono in Broad Street e passeggio con la musica nelle orecchie,con la mente vago poi sento una voce chiamarmi
-Giulia,Giulia … ehi!-Cazzo è Jordan … l’esempio più evidente di determinazione e rottura di coglioni,inizio a camminare più velocemente mi dirigo verso il Terra Building,mostro velocemente il pass e corro verso l’ascensore,premo il tasto 7 e una volta arrivata mi dirigo verso la prima stanza che vedo aperta,è quella di canto una volta dentro chiudo la porta e quasi con le lacrime agl’occhi urlo in inglese -Non lo reggo più!- e mi siedo a terra … solo allora mi accorgo di non essere sola … c’è Eric”Ecco”penso”sono finita dalla padella alla brace”-Ciao Eric- abbozzo un sorriso,lui lo ha già … -Chi non reggi più?- e mi trovo a raccontargli di Jordan,intanto mi sono seduta apposta sul tavolo,con le gambe accavallate … gli rivelo che mi ricorda un po’ Davide ,mentre lo dico arrossiamo entrambi,il mio sguardo si sposta sui suoi pantaloni … e li vedo un po’ più gonfi del normale … ciò comporta che dentro di me sento grondare gli umori … mentre penso a cosa posso fare vedo le mie gambe muoversi e mi avvicino a lui … -Scusa se ti ho rotto un po’ con questa storia- ma no non preoccuparti … mi serviva una pausa-mi siedo davanti a lui e vedo che la mia provocazione sta avendo effetto,lo vedo togliersi il cappello e passarsi una mano sul volto per asciugarsi un ipotetico sudore,io poggio una mano sulla sua, ci guardiamo negl’occhi vedo l’eccitazione sfiorarlo … come le sue dita che mi abbassano le spalline,non lo fermo … anzi gli sfioro il viso e lo vedo lasciarsi andare-Non possiamo …. io sono sposato e tu sei solo una ragazzina-puoi … certo che puoi … il tuo corpo dice il contrario della tua testa …. -ti rendi conto di ciò che sto per fare?-si … stai per fare sesso con una ragazza che ti desidera dal primo giorno … -mentre dico questa frase lo guardo negl’occhi,con uno sguardo che non so come sia ma dalla reazione che vedo negl’occhi di Eric deve essere seducente e determinato,perché ne rimane spiazzato … io mi alzo e sciolgo il fiocco dietro il mio vestito,lui mi si avvicina e abbassa ancora un po’ le spalline,in questo modo il vestito scivola via e rimango solo in scarpe e biancheria intima … decido di salire sul palco della stanza,faccio cenno ad Eric di seguirmi ,lo vedo togliersi le scarpe e salire anche lui,andiamo dietro le quinte lo vedo ancora un po’titubante,allora decido di prendergli la mano e di mettergliela nei miei slip –senti qui …. pensi che mi bagnerei così tanto per chiunque?-sento le sue dita giocare dentro di me,muoio al suo tocco … è perfetto,e poi io sono abituata alle mani da pianista,sono abili come poche altre … dopo un po’ lo vedo mettersi in bocca le dita cariche del mio succo e lo vedo assaporarle-Hai un sapore buonissimo- e finalmente sento le sue labbra sulle mie,la sua lingua dentro la mia bocca ,che gioca mentre ci spogliamo a vicenda in poco tempo siamo nudi entrambi ed è in quel momento che glielo vedo … è perfetto,teso con le vene visibili … inizio ad accarezzargli tutto il corpo a baciargli il collo,poi mi metto stesa sul pavimento,come una vittima sacrificale … sento le sue mani sfiorarmi e divaricarmi ancora le gambe leggermente … e finalmente inizia la danza … riesce a dare un ritmo perfetto anche a questi momenti … mi guarda negl’occhi,qualunque cosa stia facendo … come per cercare costantemente conferma che ciò che sta accadendo tra noi è una cosa voluta da entrambi e leale … -lasciati andare,ricorda che hai iniziato tu e io ho lasciato che tu andassi avanti …. ispirazione libera non seguire lo spartito-lui non se lo fa ripetere due volte,sento che si eccita ancora di più … non c’è che dire,è veramente dotato … sento le sue mani sfiorarmi il corpo e stringermi a lui-Non me ne vado … non temere-lui mi bacia,a lungo … io lo divoro,lui inizia a leccarmi il collo mentre la nostra danza continua –Non dire nulla … voglio sentire solo il tuo respiro e quando verrai … quella è la musica più bella ….-io ubbidisco e i nostri corpi si fondono fino a diventare la bestia a due schiene … Shakespeare aveva perfettamente ragione quando ne parlava … la bestia lotta per la sopravvivenza e non si vedranno mai un uomo e una donna nella bestia a due schiene , ma un unico grande corpo con un’anima gigantesca … i movimenti si fanno mano mano più frenetici e i respiri sempre più corti … esplodiamo insieme , non so perché presa dall’euforia dell’orgasmo e del momento penso a Let the sunshine in di Hair … una della prime canzoni che abbiamo provato con lui … sento il suo liquido invadermi e non voglio che il mio corpo lo rigetti,voglio tenerlo dentro di me per sempre … così quando ci rilassiamo rimango semisdraiata,con le mani che gli sfiorano il viso –Hai la stessa età di mia figlia … eppure mia figlia o le sue amiche non mi hanno mai eccitato-rimango in silenzio-sei una lolita lo sai si?-non mi sono mai vista in quei panni e glielo dico-Invece dovresti perché hai la seduzione nelle vene … e riesci a essere indifesa nella maniera più bella … mi hai eccitato quando ti ho visto arrivare qui e urlare che non reggevi più quello sfigato … -la verità?La vuoi?-certo- prendo un respiro lungo e lo guardo negl’occhi – segretamente speravo di trovarti qui , sono giorni che cerco di attirare la tua attenzione … sono venuta a vedere Les Miserables senza sapere che cosa fosse perché speravo di incontrarti … – lui mi guarda,mi sfiora il viso con la mano e io la stringo a me … -perché non mi hai detto nulla?-avrei dovuto?e come avresti reagito?…probabilmente cacciandomi via,non volevo rovinarmi la reputazione e il resto del corso-voglio rivederti … senza sorprese e sapere che ci saranno dei momenti solo nostri -io sono sbalordita
-Eric non capisco-dalla nostra prima lezione da soli mi ero accorto di piacerti,ma allora non avevo capito che ti desideravo anch’io … quando all’ultima lezione mi hai abbracciato ho avuto la sensazione di averti tra le braccia tutto il giorno … e ti ho iniziato a desiderare,sei bella, piena di talento … credi che non me ne sono accorto che ti sei impegnata tanto sul tuo assolo non solo per te ma anche per fare bella figura con me?-io rimango senza parole,l’unica cosa che riesco a fare è abbracciarlo forte … lui mi bacia e mi accarezza … -il nostro segreto … ecco cos’è tutto questo … ti prometto che ti farò entrare all’Università con tutto ciò che è in mio potere … -certo così ti ritrovi l’amante sempre pronta … -che scema che sei … voglio conoscerti Giulia,voglio toglierti quella malinconia dagl’occhi … lasciamelo fare- ok … ora però è meglio che vada … se ci trovano così sono guai per tutti e due- Giusto aspetta…-lo vedo prendere un foglio di carta e scriverci sopra qualcosa –Tieni questo è l’indirizzo di un albergo che conosco….e c’è anche il mio cellulare…chiamami quando vuoi e sabato lo voglio passare con te-io lo guardo e annuisco,mi metto il foglio di carta piegato nel reggiseno e torno a casa ancora incredula di tutto questo….
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La mia prima schiava

Oggi voglio uscire, vado a ballare stasera e voglio sentirmi gli occhi addosso ma non degli uomini… bensì delle donne e sarà diverso.
Metto un completo intimo rosso con delle fiamme sul seno e sugli slip, mini jeans, camicia gessata e tacchi, trucco un po’ più elaborato del solito borsetta e sono pronta… prendo la macchina conquistata da poco e vado in una discoteca estiva l’aria é frizzante e mi da una sensazione di ebbrezza che si concentra tutta nella fica,entro ordino uno screwdriver e mi metto ad osservare la gente puntando la mia prossima preda…dopo un po’ ecco che la vedo: avrà circa un paio d anni meno di me ma é proprio lei capelli neri di media lunghezza occhi scuri,un viso affilato dalla pelle chiara un seno perfetto … dal top che indossa mi accorgo che non porta il reggiseno,i jeans evidenziano le sue gambe magre e un sedere piccolo e stretto,la vedo ballare noncurante dei ragazzi che le ronzano intorno.
All’improvviso percepisce il mio sguardo e si gira verso di me,io la guardo con fare seducente lei arrossisce leggermente e abbassa lievemente la testa per poi ritirarla su dopo qualche istante…finisco il mio drink e vado in pista mi metto a ballarle vicino…ogni tanto la sfioro e sento una pelle liscia…da innocente…la cosa mi sta eccitando tantissimo gli slip tra poco non tratterranno più nulla…le metto le mani sui fianchi e la guardo negl’ occhi,le sfioro il pube attraverso i jeans e sento un po’ di umidità…le sussurro all’ orecchio-io vado a fumarmi una sigaretta…se ti va vieni a farmi compagnia-vado verso l uscita e sento dietro di me il suo sguardo,mi giro guardandola con sguardo seducente e severo allo stesso tempo…sono al massimo dell’ eccitazione,sento il senso di potenza invadermi…
Mi accendo la sigaretta,ho appena buttato fuori la prima boccata che sento una voce-hai da accendere per caso?- mi giro, é lei -certo- le rispondo-io sono Giulia piacere – Elena –la guardo con aria maliziosa e severa-a quanto ho sentito dai tuoi jeans ti piaceva quando ti toccavo…-la vedo un po’ sorpresa dal mio parlare così diretto ma mi piace…-beh si e molto-bene,ti va di venire con me?possiamo…come dire approfondire la nostra conoscenza-ok- saliamo in macchina,mentre guido gioco con le dita sulle sue gambe e le spalle nude … non ci mettiamo molto ad arrivare,è notte e non c’è traffico …
Entriamo in casa e ci mettiamo sul divano … chiacchieriamo del più e del meno,scopro che frequenta il Liceo linguistico e che però ama il disegno tecnico … vuole fare l’architetto … ogni tanto le sfioro viso e collo … ha una pelle fantastica e glielo dico-Grazie … – arrossisce violentemente … è il momento del prossimo passo … le tiro su la testa,le guardo gl’occhi e le labbra piccole ma carnose allo stesso tempo … la bacio … lei non sa che per me è il primo bacio con una donna,ed è davvero fantastico … ora capisco perché gli uomini amano tanto le nostre bocche … siamo dolci e affamate allo stesso tempo … passione e tenerezza si fondono perfettamente … le accarezzo le spalle …
Lei inizia a togliermi i bottoni della camicia … ma io la fermo –Aspetta … questo è un piccolo consiglio … -inizio a farle scoprire le mie esigenze facendoli passare per consigli … un trucco inaspettato anche per me … mi alzo e lei si mette davanti a me … – Togli ogni bottone delicatamente … guardandomi negl’occhi … – lei ubbidisce ,inizia prima dai polsini poi passa al resto … è innocente ma sa essere anche molto maliziosa … sa che le piacciono le donne e questo è un punto in più … non mi sono trovata con un rifiuto … il mio sesto senso ha funzionato … intanto io le sfioro i fianchi e la vita ,mi fermo sul bottone dei suoi jeans … li apro ,faccio scendere la zip sempre guardandola negl’occhi … deve abituarsi al mio sguardo e sentire che si può fidare … vedo il suo perizoma bianco e infilo un dito dentro … è già molto bagnata … lei chiude gl’occhi per abbandonarsi al piacere … -No … questa cosa è intrigante solo se c’è contatto d’occhi se no è inutile … – capisce e continua a sfilarmi i bottoni dalle asole ,ad ogni bottone tolto corrisponde uno sfiorare delle sue dita sulla mia pelle,una volta terminato le dico –bene ora toglimi la camicia e mettila su quella sedia – lei mi toglie delicatamente le maniche e sistema bene la camicia,mentre è girata io le abbasso leggermente i jeans per toccarle il sedere … è una meraviglia … sodo,perfetto … lei mi lascia fare -Ora tocca alla gonna … fai come ho fatto io con i jeans … piano … non c’è fretta –è perfetta ,la sento intrufolare un dito dentro di me e la mia voglia è tale che lo stringo dentro la fica … potrei non farlo più uscire ma poi lo lascio … lei ha il dito carico del mio miele,io infilo di nuovo il dito dentro di lei … sento che sta diventando un lago –ma sei proprio una porcellina, se ti ecciti così solo dopo avermi spogliata … e neanche completamente – lei abbassa la testa con aria colpevole e io non posso non ridere
Mi metto il dito pieno di lei in bocca … è dolce, profumato … lei fa lo stesso con il mio … le piace, anche perché continua a leccarlo, poi mi sfila i piedi dalle scarpe: li sfiora con le mani guardandoli … mi ha sorpreso, non pensavo lo facesse spontaneamente … che sia più navigata di quanto immagino?
Lo vedremo col tempo … oggi l’approccio è dolce ma la prossima volta sarò una Miss risoluta ,senza peli sulla lingua …
Mi sfila la gonna e la mette sulla sedia dov’è la camicia ,mi complimento con lei – brava non c’è che dire – Grazie – Ora tocca a me spogliarla ma per farlo la porto in camera da letto , la faccio stendere e le tolgo i jeans,vedo il suo perizoma che da bianco è diventato trasparente … è fradicia … tra poco penserò anche a quello; le tolgo il top facendolo passare da sotto … ha un ‘areola stupenda ,i capezzoli turgidi … mi metto su di lei dopo essermi spogliata della biancheria intima … la bacio ,poi inizio a baciarle il collo,intanto le accarezzo i seni:sono perfetti ,bellissimi ,prendo i capezzoli e inizio a succhiare e a mordicchiare … gioco con la lingua sull’areola ,sento i suoi gemiti … liberi,sussurrati … mi fermo un po’ sulla lingua all’altezza dell’ombelico ,poi le infilo due dita dentro e inizio a muoverle avanti e indietro sfiorandole il monte di Venere … quando sento che sta per venire smetto e mi stendo accanto a lei
Le lascio esplorare il mio corpo … vedo che anche lei apprezza il mio seno,proprio come io il suo :ci gioca,ci “fa la pasta” e mi fa impazzire ; poi scende giù verso la mia fica che è grondante ormai da molto e inizia a leccarla … è veloce ,impaziente che io venga sotto di lei … ma in questo momento va bene così e infatti vengo dopo poco … e la riempio di me ,lei pulisce tutto assaporandomi.
Una volta finito la faccio stendere sul bordo del letto e le gambe aperte, gliele tengo ferme con le mani e inizio a leccarla … è buonissimo e bellissimo, le prendo il piccolo clitoride e lo succhio … per lei inizia a essere troppo … le mordicchio il clitoride e le labbra, mi chiede di smettere ma io continuo e dopo un po’ la sento venire copiosamente … i l sapore più buono del mondo …. sa di rose.
Le accarezzo il pube e la bacio … -Brava … davvero … – ora devo andare ,mi puoi riaccompagnare a casa ?Ho lasciato la macchinetta in discoteca -certo – il viaggio è silenzioso ,anche perché lei una volta spiegatomi dove abita si addormenta con un sorriso estatico sul viso … – Elena siamo arrivate – lei si sveglia e quando mi vede torna a sorridere prima di andare ci scambiamo i numeri … la mia prima notte di dominazione lesbo è stata un successo.
Dopo qualche giorno decido di mandarle un messaggio …”ehi piccoletta … ti va di vederci?”.aspetto e dopo due minuti la risposta “ok … oggi è l’ultimo giorno di scuola … mi passi a prendere li?” ok”
Mi sembra strano andarla a prendere a scuola ma ripenso a quante volte agli uomini che frequentavo deve essere balenato in mente lo stesso pensiero. Arrivo puntuale e la vedo uscire dal portone insieme con altri ragazzi … lei mi cerca e una volta trovata la mia macchina, da un saluto veloce agli amici e mi corre incontro -Ciao- Ciao- mi bacia in bocca … una passionalità fuori dal comune -non sai che voglia avevo di vederti – anch’io piccola – si accoccola sul sedile .
Andiamo in una specie di bistrot in centro,che ha dei tavolini fuori … mentre lei è in bagno, io tiro fuori un collare di velluto nero con una medaglietta ,senza niente inciso sopra … voglio fare una prova e la voglio spiazzare … lei ritorna ,guarda il collare e mi chiede – Cos’è?-E’un collare … l’ho comprato qualche tempo fa ma volevo un altro parere prima di decidere se indossarlo o meno … ti piace?-lei lo guarda perplessa -Beh si è molto bello -vorresti indossarlo? –lei diventa rossa non capisce- in che occasione? – Nessuna … solo per me … -beh è bello davvero … – Elena si o no? –le chiedo con voce ferma
Lei è sempre più sorpresa ma alla fine ha il coraggio di farmi la domanda che le ho visto negli occhi – Perché? – Vedi … io credo che tu abbia un’anima slave, ovviamente posso sbagliarmi ma forse ho ragione … e grazie a me, al mio insegnamento potresti diventarlo e un giorno non lontano, se tu sarai ubbidiente e farai ciò che ti dico … su quella medaglietta potrà esserci inciso il tuo nome. Se decidi di no …. allora il nostro sarà stato un incontro casuale e ognuna per la propria strada … perché tu lo sappia … l’altra notte a letto senza volerlo hai esaudito i miei desideri … ti sei lasciata plasmare . Se vorrai intraprendere questo percorso ci troveremo qui dopodomani alle 13 … io sarò qui : se ti vedrò allora la tua vita inizierà a cambiare … sappilo. Se no … sarà stata comunque una bella esperienza – mi alzo e me ne vado sperando di trovarla lì dopodomani.
Infatti è come speravo … i due giorni sono passati,non sono ancora le 13 che già la vedo li: indossa un abito azzurro corto e dei sandali alla schiava … brava … la raggiungo –Ho deciso … iniziamo, sarò una slave e La servirò in tutto e per tutto – Brava Elena, hai già portato a termine egregiamente il tuo primo compito … era questo … d’ora in poi questo giorno della settimana e quest’orario sarà il nostro orario di lezione pratica. Ti farai trovare sempre a quest’ora a casa mia:vestita come decido io … il resto della settimana ci sentiremo via telefono ,MSN e sms . – Va bene Miss –brava ora vai. Ti mando un sms più tardi – A presto Mia Signora -.
Sono al settimo cielo … ho la mia prima slave.
Durante la settimana ci teniamo in contatto sentendoci al telefono e ogni sera su MSN … le ho mandato via mail dei questionari da compilare devo dire che mi sono stati utili, per capire meglio i suoi limiti … alcune cose gliele ho dovute spiegare perché non sapeva neanche che esistessero .Ma ora è arrivato il momento della prima lezione pratica ….
La mattina mi alzo e le mando un sms “buongiorno mia schiava … mi raccomando arriva puntuale: voglio che tu indossi una gonnellina a pieghe e un piccolo top con calzettoni da ginnastica e scarpe da basket basse … ovviamente senza slip, raccogli i capelli in due codini A dopo”.
Io preparo tutto: oggi sarà una lezione leggermente diversa … la preparerò per essere la mia apprendista: indosso una gonna a tubino nera,sandali col tacco alto e camicia bianca ,raccolgo i capelli in una coda, afferro un frustino … la porta suona , è puntualissima … le apro … è perfetta -Bene,come inizio non c’è male -le giro intorno osservandola poi a tradimento le metto la mano sotto la gonna e sento la sua fica nuda e pelosa … le sfioro le gambe magre e lisce e decido di portarla di la in camera
-Bisogna che tu sia al meglio quando m’incontri, -la spoglio delicatamente … abbassandole la gonna piano piano, ogni tanto le infilo un dito nella fica e sento che è già bagnata. Una volta nuda con solo il reggiseno indosso,prendo un paio di forbici lucenti … la vedo rabbrividire ma in un attimo do’ due tagli e il reggiseno cade a terra in pezzi … la prendo in braccio e la pongo sul letto dove ho posato un telo di spugna … le lego braccia e gambe alla testiera del letto e poi la bacio.
Vado in bagno e riempio una bacinella di acqua calda,ci metto del sapone e prendo un rasoio,una manopola di spugna,un piccolo asciugamano e li metto su un vassoio dove metto anche la bacinella … la raggiungo in camera,lei mi guarda con aria interrogativa ,io mi metto la manopola e la immergo nell’acqua saponata … le bagno la fica anche se non ce ne sarebbe bisogno e l’inguine … inizio poi a depilarla guardandola negl’occhi , bagnandola e ogni tanto infilandole uno o due dita dentro,sembra un rito misterico … la rendo completamente glabra,anche il culetto … tranne per un ciuffetto sopra alla fica … lei si è eccitata moltissimo –Ogni volta che ci vedremo ,voglio che tu sia completamente liscia in tutto il corpo … tranne quel ciuffetto … se vedrò che non l’hai fatto mi arrabbierò molto e verrai punita … siamo intese?-Si Padrona-Bene. -
Porto di la il vassoio e ritorno seminuda … indosso solo una vestaglia di seta leggera e ho ancora in mano il frustino: prendo dal cassetto una benda e gliela metto sugli occhi … è bellissima così … pronta per il mio piacere: le passo il frustino su tutto il corpo, solo sfiorandola e vedo i suoi umori grondare … voglio vedere come reagisce al dolore … le do ‘un colpetto leggero col frustino vicino all’ inguine e la vedo sobbalzare ed emettere un urletto –Non è poi così doloroso … col tempo ti abituerai anche a cose più forti – prendo due clamps e dopo averla sbendata, gliele metto sui capezzoli … quando le metto la seconda la vedo stringere i denti … la osservo e il suo sguardo mi fa capire che sta combattendo contro il dolore e lo vuole fare … è un sguardo impaurito ma allo stesso tempo determinato … io non reggo più,sento gl’umori colarmi tra le cosce :prendo il manico della frusta e mi ci masturbo … pochi minuti e vengo … anche perché vedere Elena in quel modo mi eccita in maniera pazzesca … è mia,in mio potere.
Lei dopo avermi visto venire, si scioglie e vedo che cerca di chiudere le gambe -No … tu devi chiedere il permesso prima di venire … non ci provare!-le do’ uno schiaffo sulla coscia –Scusa Padrona … -la vedo sinceramente dispiaciuta e umiliata …. La slego,la prendo per i capelli e le metto il viso tra le mie gambe … -Pulisci forza-lei ubbidisce,poi la lascio … è sul letto la voglia le invade gl’occhi – Forza … tieni fai ciò che devi fare-le passo il frustino e la vedo masturbarsi con difficoltà ,mentre sostiene il mio sguardo … non riesce a venire,le manca poco ma la vedo bloccata ; allora decido di succhiarle un po’ il seno mordicchiandole i capezzoli e intanto la penetro con le dita … finalmente si libera e la sento venire … urla quasi –Si Mia Padrona … vengo -
Una volta che si è ripresa dall’orgasmo le passo i vestiti … la vedo rivestirsi –Aspetta –la guardo con sguardo amorevole … so l’effetto che farà tra le gambe … le mostro le palline cinesi –Queste devi indossarle ogni volta che vieni qui e ogni volta che te lo dirò … non provare a masturbarti o a venire in questa settimana senza il mio permesso … devi resistere … -Va bene Mia Padrona-le infilo le palline e le do’ una carezza sul quel magnifico viso –Sei bellissima e sei stata davvero brava … ci vediamo la settimana prossima – Arrivederci – la vedo andare via e mi sorprendo di quanto sia andata bene … non l’avrei mai immaginato.
Se volete commentare i miei racconti potete farlo mandandomi una mail a lettrice90@tiscali.it

L’incontro tra me e il mio Master

Forza Giulia, la prossima stazione è la tua… perché tanta tensione?
“Muovi quel sedere e alzati” cerco di dirmi da sola.
Sono tesa ed emozionata ecco spiegato il motivo di questo domanda-risposta con me stessa… ciò che credevo impossibile ora è reale, lo sto vivendo, incontrerò il mio Master.
Ripenso a quando abbiamo programmato di vederci … una sua e-mail che riportava le seguenti parole:

Mia Geisha
dopo questo periodo di virtualità devi superare le prove più dure, riuscire a sopportare lo sguardo, i toni severi della mia voce, imparare a capire l’uso di un determinato tono o atteggiamento e a cosa porteranno … la settimana prossima prenderai un treno per Grosseto e passeremo insieme la giornata, vedremo se resisterai.
Master Daniel
P.S. non accetto scuse, il treno parte giovedì mattina da Termini alle 10:00, se deciderai di non venire questa sarà la mia ultima mail

Appena avevo letto queste parole, mi ero spaventata, ma la mia anima come spesso succede mi aveva detto”Forza, è il tuo Padrone e lo sai, poi non eri tu quella che volevi andare avanti, sentendoti sempre più sottomessa a lui”.
In quel momento ho capito che era vero, finalmente avrei provato ciò che tanto desideravo, non so come ho fatto … in quel momento era come se stessi vedendo una ragazza identica a me raccontare una frottola ai genitori, dicendo che andavo a trovare una mia amica in Toscana, per avere il loro consenso. Esco dai ricordi e vado un attimo in bagno: mi do un’ultima occhiata sono vestita in modo semplice, un vestito bianco senza maniche stretto sul busto e in vita ampio sui fianchi con dei sandali alla schiava… proprio ciò che sono io per lui, i capelli sono raccolti in una coda, un velo di lucido sulle labbra e del mascara sulle ciglia. Non faccio in tempo a uscire dal bagno che capisco di essere arrivata, mi stringo alla borsetta e scendo.
Una volta sul piazzale della stazione lo vedo subito, mi avvicino a lui che mi ha già visto, alto, con lo sguardo impassibile, indossa dei jeans e una polo nera come le scarpe e un giubbetto di renna, riesco a percepire i metri che ci separano e piano piano diventano di meno.
“Buongiorno” è l’unica cosa che riesco a dire.
“Ciao mia geisha” vede che sto tremando, il mio corpo è in tensione e si vede facilmente “Ehi, calmati… non voglio farti del male”.
Andiamo in macchina e non riesco a pronunciare nessuna parola, sento solo il battito del mio cuore e il tremare del mio essere; lui mi poggia la mano sulla spalla.
“Mia geisha, cerca di rilassarti non succederà nulla che tu non voglia.”
“E’ che non vorrei essere così tesa.”
“ Tu pensa a tutto il tuo percorso fatto finora e vedrai che quello che succederà non sarà poi tanto diverso dal virtuale.”
Dopo queste parole mi rilasso mentre ci dirigiamo in un agriturismo nella campagna toscana, parliamo un po’ di tutto. Durante il pranzo il vino mi rilassa un po’ e la tensione svanisce.
Al momento del dolce sento i suoi occhi pronti a ordinarmi, la sua voce è dura. “Vai in bagno e mettiti con la faccia al muro”
“Si Padrone” sussurrò come se mi vergognassi.
La mia anima schiava si sveglia subito, raggiungo il bagno e mi metto con la faccia al muro, aspetto cinque minuti… dieci… quindici… entra una donna, io vado subito al lavandino e inizio a lavarmi le mani, dopo poco la donna se ne va, io mi rimetto in posizione.
Non appena il pensiero che si sia scordato,mi attraversa la mente lo sento arrivare,chiudere la porta a chiave…il suo respiro è sul mio collo
“Ora si inizia a fare sul serio.” mi sussurra all’orecchio
Inizia a sfiorarmi con un dito e ad annusarmi,dalla nuca passa al collo,le spalle,le braccia per poi indugiare sul seno,inizia a toccarlo facendo dei cerchi con le mani. Poi mi afferra i capezzoli e li stringe con forza e sento gli umori colarmi sugli slip. Vedo dallo specchio che prende qualcosa dalla tasca.
“Ora decoriamo il tuo seno con degli oggetti che so che adori.”
Ed ecco le mollette,sono settimane che non le indosso,mi abbassa il vestito all’altezza del seno,la prima molletta mi stringe il capezzolo,subito dopo arriva la seconda e il dolore mi arriva alla testa ed emetto un gemito,Lui intanto è passato sui fianchi alzandomi la gonna,mi abbassa gli slip e sento le sue dita intrufolarsi dentro di me,mi tocca il monte di Venere e c’è un impulso fortissimo a toccarmi, gli prendo le dita e le muovo in modo circolare per farmi venire, ma mi arriva una sberla sul sedere.
“Cosa cazzo fai?Non puoi venire senza il mio permesso.”
“Chiedo scusa Padrone.” gli rispondo mentre una lacrima mi sfiora la guancia.
“Apri le gambe puttanella.”
E’ la prima volta che mi chiama così e mi da un senso d’impotenza ma allo stesso tempo so che è vero ,poi mette due dita dentro dentro la mia passera.
“Ora sei bagnata a sufficienza.”
Mi mette davanti agli occhi le palline cinesi per poi infilarmele,sento che la prima fa un po’ di resistenza ma lui spinge con le dita e riesce a infilarle,mi sento completamente piena,come se avessi un peso che mi trascina verso il basso,la Sua voce dietro di me.
“Ho prenotato una stanza,farai le scale è al secondo piano numero 21,fatti trovare nuda e con gli occhi bendati.”
Mi da le chiavi e sparisce, vado allo specchio e vedo un succhiotto vicino alla nuca,prendo chiavi e borsetta e non appena faccio un passo sento un piacere fortissimo,le palline cinesi sono diverse da quelle da ping-pong. Quelle me le aveva fatte provare perché mi abituassi a un corpo estraneo all’interno della vagina era andato tutto discretamente tranne per la voglia e la necessità di venire ogni volta che le indossavo. Ma queste sono diverse,sono più pesanti e mentre salgo le scale rotolano ,mi aggrappo alla ringhiera per non lasciarmi sopraffare dall’eccitazione tanto è potente.
Arrivo davanti alla porta ed entro, trovo il letto aperto, le luci spente se non quella del comodino dove ci sono delle manette e una benda nera. Mi spoglio, appendo il vestito e una volta stesa a pancia in su mi bendo gli occhi, gli altri sensi iniziano ad aumentare le percezioni, sento la paura mescolarsi lentamente all’eccitazione, il cuore va a mille.
Dopo un po’ sento la porta chiudersi,dai rumori capisco che si sta spogliando, una volta nudo si avvicina.
“Sei proprio una bella schiava,hai anche le scarpe adatte,hai fatto bene a non toglierle.”
E’ vero,le scarpe! Ho dimenticato di toglierle.
“Ora girati.”
Una volta a pancia in giù mi prende e mi ammanetta ,mi fa sfiorare il suo pene per un secondo che però mi basta a farmi capire che è già eccitato.
“Avevi detto che volevi provare la frusta vero ?”
Non rispondo ma sento un sibilo strano, ha tolto la cintura dai pantaloni, la paura mi prende e lui se ne accorge.
“Devi combattere la paura anche perché sicuramente sotto sotto questa cosa ti eccita e non puoi negarlo.”
Ha ragione,le palline si muovono e mi trattengo,non faccio in tempo a pensare all’orgasmo mancato che mi arriva una cinghiata sul sedere,un dolore fortissimo mi invade per poi diventare piacere,complici le palline.
“Conta i colpi schiava.”
Ubbidisco,ogni colpo è una scarica di dolore sul culo misto al piacere che mi danno le palline nella fica.
Arrivato a 20 colpi Lui si ritiene soddisfatto,ho il sedere e la parte bassa della schiena distrutti.
“Hai sofferto ma a quanto sento dalla tua fica bagnata ti sei eccitata e molto.”
Sono un lago,voglio che mi prenda,sento che mi apre le natiche e sento la sua eccitazione,uno sputo sul mio buchetto,mi infila un dito dentro e inizia a muoverlo avanti e indietro,io sento l’orgasmo sempre più vicino,ma non è il momento per il mio orgasmo.
Con un movimento deciso mi ritrovo in ginocchio davanti a Lui e il suo pene in bocca.
Quando sento che inizia a ingrossarsi di più lo prendo tutto fra le labbra e inizio a succhiarlo avida aiutandomi come posso, ogni tanto gioco con la lingua sulla cappella che m’immagino essere rossissima, gli massaggio i testicoli leccandoli di tanto in tanto. Sento che sta per venire, riesco a percepire ogni sua nervatura e aumento il movimento, succhio come una forsennata e dopo un po’ lo sento riempirmi la bocca col suo seme, lo bevo come un’assetata leccandolo per evitare che si sporchi.
Lo sento ancora eccitato, lo lecco come una cagna fedele, il sapore è dolciastro ma gradevole, qualche goccia mi cade all’angolo della bocca ma con la lingua la recupero subito.
Continuo a succhiare fino a farlo tornare duro, allora Lui mi tira sul letto mettendomi carponi per leccarmi il buchetto.
La sua lingua non si perde in preamboli, ma va dritta dentro,sento la saliva bagnarmi fino a che Lui non mi considera pronta.
Allora prende il suo pene e inizia a mettermelo dentro,sento un bruciore insopportabile.
“Padrone basta.” lo supplico di smettere anche se so che è inutile.
Col pennarello non provavi nulla,ora vediamo se continua così.”
Mi ricordo le prove che avevo fatto con il pennarello,da sola…andando sempre più a fondo ma provando pochissime sensazioni, Lui inizia a muoversi,mi toglie le mollette e le sue dita diventano tenaglie,ho un calore fortissimo dentro al corpo,sento che sto per esplodere.
”Chi sei tu ?” mi chiede eccitatissimo.
“Sono la tua schiava mio Signore,la tua serva e puttana.” non so come mi siano venute quelle parole,sono completamente priva di razionalità.
“Esatto e ora mi darai quello che resta della tua verginità.” lo sento sussurrare.
Il dolore passa lasciando il posto al piacere sempre più incontenibile, mi sento aperta ma felice anche se so che non mi potrò lasciare andare all’orgasmo senza il suo permesso.
Sento i suoi gemiti sempre più ravvicinati fino a che non mi viene dentro, il suo liquido mi invade le viscere, ma si stacca con un colpo secco e subito dopo sento il suo pene dentro la mia bocca.
“Brava la mia Geisha, ora pulisci e bevi.”
Le sue mani mi liberano dalle manette e dalla benda, intorno a me le luci sono soffuse, la prima cosa che vedo è il suo volto.
“Padrone, felice di rivederti.” gli dico con un sorriso.
“Sei davvero brava e lo sai.”
“Grazie… di tutto.”
“E di cosa ?”
“Per farmi vivere la mia vera natura.”
Il suo sguardo da dolce torna severo.
“Ora guarderai me e ciò che proverai sarà il tuo piacere.”
Annuisco mentre mi lega i polsi alla testiera del letto, sono come un agnello sacrificale.
Poi prende una candela e l’accende, inizia a farmi gocciolare la cera sulle braccia, è incredibile come dal dolore io riesca subito a provare piacere… quando si avvicina al seno, i capezzoli sono turgidi e dritti. Vedo la cera cadere lentamente, ogni momento è tenuto sul filo della tensione e da quel brivido di dolore, a cera forma un calco del mio seno e del mio ombelico.
Quando si avvicina alla mia vagina provo un po’ di paura che scaccio subito il mio Master non mi farebbe mai soffrire in maniera inutile, ma è solo incendio, dolore. Riesco solo a pensare a questo,al fatto che vorrei serrare le gambe anche se sento gli umori dentro di me,il piacere è surclassato dal dolore.
“La prego Padrone,brucia troppo.”
“Resisti e me ne sarai grata.”
Dopo un po’ le lacrime iniziano a scendere…il mio dono più prezioso, ora sono davvero nuda,senza più orgoglio,solo le lacrime testimoniano questa mia arrendevolezza e lui la coglie e si ferma.
“Brava,volevo le tue lacrime, e ora ti accenderò ma in un altro modo.”
Non lo capisco fino a che non sento la sua mano sul pube.
“Mi da il permesso di godere ?”
Il suo sguardo torna ad essere dolce e amorevole.
“Si,come prima esperienza va benissimo,tranquilla non ti ho bruciata, è solo cera.”
Mi preme una mano sul basso ventre e mi dice di spingere fuori le palline che sono sempre state li dentro, lui tira il laccetto e io ubbidisco, escono fuori e ho un violento orgasmo.
Lui mi lecca e poi mi penetra con le dita,muove la lingua sapientemente succhiandomi ogni tanto il clitoride pulsante…facendomi perdere il controllo,non so più quante dita sono e come le muove, è troppo perchè io riesca a capire qualcosa.
“Si mio Padrone…vengo.”
I gemiti sono tanti,tantissimi tanto il nuovo orgasmo è travolgente.
Finisco sul letto stremata e mi addormento sfinita ma contenta.
Dopo una decina di minuti sento Lui scuotermi una spalla.
“Andiamo ti accompagno alla stazione.”
Mi rivesto e in macchina c’è silenzio tra noi,ma so che le parole e i gesti scambiati fino a poco prima valgono più di mille parole.
Fino a ieri pensavo d’essere una schiava,oggi so che lo sono.
A confermarlo è arrivato il mio nuovo nome…per Lui sarò sempre Aria
Chiunque volesse commentare i miei racconti,può farlo mandandomi una mail a lettrice90@tiscali.it

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