Cazzo nero troia bianca

Salve a tutti, mi chiamo Mamadou, sono originario del Senegal dal quale sono emigrato sette anni fa, ho 32 anni e, al mio paese, sono laureato in architettura, sono alto 1.85 con un fisico possente e tonico.
Ovviamente la mia laurea qui non vale un granché per cui sono stato costretto, per sopravvivere ad accettare di fare il manovale in una ditta di costruzioni.
Questo però mi ha dato la possibilità di imparare bene il mestiere e, successivamente, di mettermi in proprio e costituire, assieme ad un mio compaesano, una ditta di ristrutturazioni di appartamenti con progettazione ed attuazione del lavoro a prezzi concorrenziali.
Qualche giorno fa io ed il mio socio Hamed ci siamo recati nell’appartamento di un’anziana signora a cui dovevamo ristrutturare il bagno.
Ad accoglierci, anziché la signora, c’era la figlia, una bella donna sui 40 anni piuttosto formosa, due belle tettone messe in evidenza da un reggiseno a balconcino nero che si intravedeva sotto la camicetta semiaperta, ed un culo che si intuiva sodo sotto la gonna corta.
“Buon giorno….prego accomodatevi……..vi preparo un caffè prima di iniziare?”
“Volentieri grazie!!” risposi mentre la donna si spostava di lato per farci passare.
Poiché la porta non era molto grande fummo costretti a metterci di lato ed inevitabilmente a strusciarci sulle sue tettone.
Appoggiammo gli attrezzi e ci fece strada in cucina dove la macchina del caffè era già sul fuoco.
La signora, quando il caffè fu pronto, ci servì facendo in modo di mostrare il seno più di quanto fosse lecito e cominciò a civettare col mio amico Hamed.
Hamed ha un paio d’anni meno di me ed un fisico molto simile al mio ma è sicuramente più affabile e socievole di me e cominciò a scherzare con la bella signora facendo allusioni e accenni sempre meno velati sul sesso e sulle capacità amatorie degli uomini di colore.
Ovviamente la signora stette al gioco ed anzi sembrava che non aspettasse altro.
Il clima si stava lentamente surriscaldando e ad un tratto ci trovammo coinvolti in una disputa, inizialmente scherzosa, sulle dimensioni dei nostri cazzi.
Devo dire che sia io che Hamed siamo forniti di attributi di tutto rispetto anzi direi abbondantemente sopra la media.
La signora, senza alcun imbarazzo, ci invitò a mostrarle i nostri cazzi perché diceva di non credere che fossero così grossi.
Inizialmente tentai di dissuadere Hamed dall’accontentare la signora ma poi. viste le sue insistenze e visto che la troiona aveva cominciato a slacciare i bottoni della sua camicia mostrandoci le sue grosse tette quasi nude. anch’io mi convinsi ed entrambi ci togliemmo calzoni e mutande sbandierando i nostri cazzoni.
“Mmmmh….che cazzi………!!” sospirò la troia cominciando a leccarsi le labbra.
“Sarebbe un peccato non assaggiarli!!” e così dicendo si fiondò sul cazzo di Hamed prendendoglielo subito in bocca.
La signora si rivelò subito una gran pompinara, infatti in un baleno portò il cazzo alla massima erezione per poi dedicarsi al mio.
Ben presto si trovò con due cazzi di 25 e 28 centimetri che spompinava a turno mugolando come una troia in calore.
Poi la signora si spogliò completamente invitandoci a seguirla in camera da letto.
“Adesso mi scopate….voglio i vostri cazzoni nella figa…….dai bei cazzoni sbattetemi come una troia!!”
“Dove te lo sbattiamo lo decidiamo noi…..vero Hamed!!” dissi ormai completamente partito, nel sesso mi piace essere un po’ violento, comandare e non essere comandato.
La feci girare alla pecorina e le assestai due ceffoni sulle chiappe sode.
“Se lo vuoi nella figa prima lo devi pigliare in culo…….e quando te lo avremo allargato per bene forse ti scoperemo quella figona da troia!!”
“Siii…sono la vostra troia……rompetemi il culo…….siii…..fatemi godere coi vostri cazzoni!!”
A quel punto le sputai sul buco del culo per lubrificarlo e poi appoggiai la mia grossa cappella cominciando a spingere mentre Hamed le metteva nuovamente i suoi 28 centimetri di cazzo in bocca.
IL mio cazzo è più corto ma sicuramente più largo del suo ed ebbi non poche difficoltà a spingerlo nel buco della puttana.
Sicuramente però la vaccona non era digiuna di cazzo in culo e dopo una naturale resistenza dello sfintere il cazzo le scivolò dentro fino ai coglioni con relativa facilità.
“Aaaah…….aaaah……..oooohhh….siii….mi spacchi…….mmmmh….slurp…succ……….siii……cazzo che bello!!”
“Zitta troia……continua a succhiare……..dai che ti rompiamo il culo…..vedrai che poi gli altri cazzi ti balleranno dentro…ah…ah..ah!!” le disse Hamed che la teneva saldamente per le orecchie e le dava il ritmo del pompino.
Cominciai a cavalcarla con colpi lunghi e profondi, sfilando quasi completamente il cazzo per poi affondarlo fino alle palle.
Poi lo sfilai completamente.
“Guarda Hamed…..guarda che buco….sembra una galleria……..mi sa che ce ne stanno anche due o tre in questo buco da vacca!!”
Infatti il culo della troia era rimasto completamente aperto, sembrava l’entrata della galleria del monte bianco.
“Mettiti sotto e falla impalare col culo….poi vediamo di metterci anche il mio!!” rispose Hamed
Mi sdraiai sul letto e costrinsi la troiona a sedersi col culo sul mio cazzo poi l’attirai a me schiacciandole le tettone sul mio petto.
“Dai Hamed……mettiglielo dentro…..spacchiamole il culo!!” urlai mentre la tenevo strettamente a me.
Hamed si mise dietro e, dopo averle sputato nuovamente sul culo già pieno del mio cazzo, appoggiò la cappella e cominciò a spingere.
“Aaaah……………….mi rompete………………noooo……………..…noooo…….aaaahhh……..siii….dai che entra….siiiiii…..cazzo……..siiii…..due cazzoni in culooooo!!”
La troia prima cercò di divincolarsi e poi cominciò a spingere come se dovesse cagare per favorire l’entrata del cazzo di Hamed.
Quando la cappella si fece strada Hamed spinse con tutta la forza ed il cazzo le sprofondò nel culo fino alle palle.
“Siiiiii……ahhhh…………mmmmh…siiiiii…….che troia……..sono una vacca sfondata!!” si apostrofò la troiona coi due cazzi che le sfondavano il culo.
Andammo avanti a scoparle il culo per una buona mezzora durante la quale la vacca continuava a godere e ad incitarci a riempirle il culo di sborra.
“Siiii…..godo…..sono una troia…..riempitemi il culo di sborra….fottetemi ancora…..aaaahh…siiii……..ho il culo rotto!!”
Hamed diede ancora due spinte fortissime poi si irrigidì e le rovesciò in culo una quantità enorme di sborra bollente e densa e subito dopo lo imitai facendole un bel clistere di sborra calda.
“Tieni troia bianca…..prendila tutta……ti riempiamo di sborra….aaaah….siiiii….puttana….zoccola!!”
“Siii….sono la vostra scrofa…..vengo…..godo ancora…siiii!!”
Erano già trascorse due ore e non avevamo ancora cominciato neppure a vedere il bagno da ristrutturare in compenso avevamo ristrutturato il culo della donna!!
Ovviamente dovemmo prolungare il lavoro per parecchie settimane durante le quali la troiona fu a nostra completa disposizione, sempre nuda o vestita da troia e coi buchi sempre pieni dei nostri cazzi.
Ma non fu la sola che si divertì, qualche giorno dopo arrivò con la figlia e la sorella, ma questa è un’altra storia.

Continua

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CAMBIO DI VITA

Mi chiamo Marco ho 42 anni e recentemente mi sono trasferito con tutta la famiglia
composta da me, da mia moglie Claudia e dalle figlie gemelle Ilaria e Gaia in una grande città del nord.
Mia moglie è una bella donna di 40 anni, alta circa 1,75 con i capelli biondi lunghi fino alle spalle una terza di seno due gambe lunghe e ben tornite che terminano in un culetto a mandolino molto invitante.
Le gemelle di 20 anni sono molto somiglianti alla madre come fisico ma coi capelli neri ereditati da me.
All’epoca dei fatti di cui vi voglio narrare, circa due anni fa, ero proprietario di una ditta con una decina di operai nel sud.
Purtroppo gli affari non andavano molto bene e per avere un prestito mi rivolsi alle banche ma queste rifiutarono di aiutarmi e quindi mi vidi costretto a rivolgermi ad alcuni “ Amici” , in poco tempo mi ritrovai invischiato nel mondo dell’usura.
Ormai ero sul lastrico ed un giorno avvenne ciò che temevo di più, vennero a dirmi che dovevo pagare altrimenti sarebbero stati guai.
Non sapevo dove sbattere la testa ed uno di questi “Amici” mi venne in aiuto!!!!
Una sera venne a casa mia all’improvviso con quattro energumeni per farmi una proposta.
Dopo aver riunito la famiglia al completo, nonostante facessi le mie rimostranze in quanto le figlie avevano soltanto 18 anni, cominciò a parlare:
“Dovete sapere che il qui presente signor Marco ci deve parecchie centinaia di migliaia di euro e più i giorni passano più il debito aumenta senza che possa estinguerlo.”
Mia moglie e le mie figlie mi guardarono sgomente.
“Quindi sono venuto a farvi una proposta, per i prossimi due anni tua moglie e le tue figlie saranno a nostra completa disposizione verranno con noi e tu le potrai vedere il lunedì pomeriggio, tu ci firmi primo, l’atto di vendita della ditta e continuerai a dirigerla per noi, poi l’atto di vendita della casa che lascerai domani stesso e ti trasferirai nell’appartamentino del custode cosi potrai anche tenerla d’occhio.”
“Ma voi non potete….”
“Zitto stronzo non puoi rifiutare questa proposta perché noi abbiamo già deciso, e per convincerti ti facciamo una piccola dimostrazione”
Non aveva ancora finito di parlare che due dei suoi compari mi presero legandomi ad una sedia, poi presero le ragazze che erano in mutandine e reggiseno legandole ad altre sedie, infine si rivolsero tutti e cinque a mia moglie.
“Allora troia facci vedere come sei fatta, spogliati”
“Ma voi siete pazzi “ urlò Claudia ed immediatamente rimediò uno sberlone che le fece girare la faccia dall’altra parte, seguito subito dopo da un altro manrovescio.
“Troia non hai scelta, il tuo uomo non può difenderti e ti ha messo nelle nostre mani, decidi, o collabori o ti picchiamo e poi sarai comunque costretta a fare quello che vogliamo noi”
Con un filo di voce disse “Accetto”
“Ma portate via le bambine almeno”
“Non se ne parla nemmeno, visto che dovranno collaborare anche loro è meglio che comincino ad imparare da quella puttana della loro madre”
Claudia mi guardò, nel suo sguardo non c’era odio nei miei confronti ma tanta pena, piangendo cominciò a spogliarsi.
Poiché era sera tardi indossava solamente una corta vestaglia ed un completo reggiseno e mutandine che in pochi secondi sparirono.
Rimase nuda in mezzo alla stanza, era stupenda con i seni alti e duri ed il bel culo sodo, la figa contornata da una leggera peluria bionda sembrava quella di una bambina.
Le si fecero intorno slacciandosi i calzoni.
“In ginocchio troia. Succhiaci il cazzo” le disse ““L’amico”” sfoderando un cazzone di una ventina di centimetri già quasi duro.
Anche gli altri si spogliarono, due avevano dei cazzi di dimensioni diciamo normali ma gli altri due avevano dei cazzi veramente spropositati, non meno di 27/28 cm.
Vidi Claudia prendere in bocca il cazzo del primo poi passare al secondo e così via facendoli indurire.
Intanto a turno cominciarono a toccarla, i seni, la figa, il culo in filando le dita in tutti i suoi buchi d’amore.
“La troia è tutta bagnata”esclamò uno, purtroppo conoscevo mia moglie e quindi non mi meravigliai che si stesse eccitando, era sempre stata molto calda a letto e spesso avevamo coinvolto altri maschi nei nostri giochi.
“Non vede l’ora la puttanona, vedrai che scorpacciata di cazzo che ti farai nei prossimi mesi Ah Ah Ah Ah” rise sguaiatamente uno dei superdotati.
Senza nessuna preparazione “”L’amico”” infilò il suo cazzone nella figa di Claudia strappandole un grido di dolore che subito si trasformò in gemiti di piacere.
Con pochi colpi le sborrò in figa mentre uno dei superdotati si sdraiava sul tappeto invitando Claudia a saligli sopra,mia moglie ormai era partita ed immediatamente si impalò su quell’enorme cazzone facendoselo sparire nella figa rorida di umori e di sborra, cominciò a cavalcarlo forsennatamente ma poco dopo un altro si mise dietro di lei appoggiandole la cappella sul buco del culo.
Avevamo già provato la sodomia ma certo Claudia non era molto aperta in quel canale.
Cercò di impedire l’intrusione ma con due spinte poderose il cazzo le entrò tutto in culo. “NOOOOOOOOOOO” urlò ma l’urlo le morì in bocca perché l’altro superdotato le mise la grossa cappella in bocca.
Ora mia moglie era piena di cazzi e “”L’amico”” si avvicinò alle mie figlie.
“Guardate che meravigliosa troia è vostra madre” disse “Dovete prendere esempio perché tra non molto toccherà anche a voi fare le puttane per noi” e cominciò a frugarle tra le cosce.
“Anche queste troiette sono tutte bagnate, anzi sono proprio fradice” e rivolto a me “Vedrai che bella festa quando le metteremo all’asta per farle sverginare, e tu verrai a vadere Ah Ah Ah Ah Ah” Nel frattempo una potente erezione faceva capolino dai miei boxer. Uno di loro se ne accorse
“Guarda il cornuto si eccita a vedere sua moglie trattata come una troia”
L’orgia prosegui per ore e Claudia che continuava ad avere orgasmi su orgasmi fu riempita di cazzi e di sborra, fu costretta a berne in quantità industriale ed alla fine fu presa contemporaneamente in figa ed in culo dai due superdotati che le ruppero definitivamente lo sfintere, mentre lei urlava “Ancora! Fottetemi ancora! Rompetemi il culo! Godo come una troiaaaaaa”
Quando tutto fu finito ordinarono a mia moglie e alle mie figlie di seguirli.
“E’ inutile che prendiate le valige, i vestiti li diamo noi alle troie che lavorano per noi”
Quindi sparirono come erano venuti.
Rimasto solo e ripensando a quanto era successo pensai di aver sognato ma le stanze delle ragazze vuote e le macchie di sperma sul tappeto della sala non lasciavano alcun dubbio.
L’indomani lasciai la villetta e mi trasferii nell’appartamento del custode era martedì avrei dovuto attendere una settimana per rivedere la mia famiglia.
I giorni non passavano mai ma finalmente venne il lunedì pomeriggio e mia moglie e le mie figlie arrivarono a bordo dall’auto ””dell’amico””
“Allora troie vengo a riprendervi alle 19,00” disse e si allontanò
Stentai a riconoscerle, indossavano vestiti eleganti e nello stesso tempo sexy, Claudia con un vestito nero corto che la fasciava, con le spalline che le lasciava scoperto il bel seno un paio di calze ed ai piedi un paio di scarpe col tacco a spillo, le ragazze vestite uguali con delle gonne a tubino nere sopra il ginocchio e delle camice di seta bianche con le maniche lunghe, le calze sempre nere e le scarpe come la mamma.
Non sapevo cosa dire le abbracciai e piangendo chiesi come stavano.
“Stiamo bene ma quello che stiamo passando sembra un incubo” e continuò a raccontare.
Quella sera ci portarono in una villa fuori città, ci fecero entrare in una stanza con un grande letto e ci lasciarono li fino al mattino.
Alla mattina fummo svegliate da una cameriera che ci disse di farci una doccia e di indossare i vestiti che erano nell’armadio poi ci disse di scendere per la colazione.
Ci trovammo in un a sala con altre ragazze alcune giovanissime anche più delle nostre figlie ed altre più anziane ma sicuramente io ero la più vecchia.
Dopo la colazione fummo portate in un’altra stanza dove facemmo la conoscenza di Sara una donna stupenda della mia età circa che era la direttrice della casa.
“Care ragazze benvenute oggi farete la conoscenza di quello che vi aspetta per i prossimi due anni ma prima vorrei vedere come siete fatte e poi faremo le visite per vedere come state di salute, le nostre ragazze sono controllate spesso per evitare malattie e poi voi due dovreste essere vergini e quindi valete moltissimo!!” disse invitandoci a spogliarci poi continuò
“Abiterete in questa casa ed ognuna di voi avrà una stanza dove lavorare e dormire potrete uscire solo il lunedì pomeriggio per incontrare Marco”
Quando fummo nude ci fece girare e ci squadrò come si fa come gli animali al macello
“Siete veramente molto belle e tu Claudia anche molto porca, ho visto il filmato di quello che è successo ieri sera, penso che nonostante l’età sarai molto ricercata”
“Sei bella ed elegante di natura e non avrai bisogno di molta scuola mentre le ragazze per qualche tempo prima di cominciare a lavorare dovranno imparare l’arte del dare piacere ad un uomo come ad una donna”
Intanto si era avvicinata ed accarezzava il seno di Ilaria e Gaia i cui capezzoli si erano induriti poi scese tra le loro cosce trovandole già bagnate.
“Siete già eccitate, molto bene sarà più facile”
“Ora andrete dal ginecologo e questa sera tu Claudia comincerai a lavorare mentre le ragazze staranno con me”
Non ci aveva dato nessun modo per replicare ed accettammo tutto quello che voleva.
Da quella sera io cominciai a lavorare ed ogni notte feci sesso con una decina di uomini ed in due occasioni anche con due contemporaneamente, caro se devo essere sincera ho goduto moltissimo anche io in queste notti e mi spiace solo che tu non fossi con me e partecipare.
“Mi spiace che tu debba sopportare tutto questo a causa mia ma sentire che ti ecciti comunque mi consola in parte!!”.
“ Ragazze voi come state?”
“Molto bene ed anzi ci stiamo divertendo molto!!” disse Ilaria
“I primi giorni siamo state con la signora Sara, ci ha insegnato a vestirci con indumenti sexy tipo calze autoreggenti, reggicalze, guepiere, reggiseni di ogni tipo e a camminare con le scarpe col tacco a spillo di varie altezze” continuò Gaia
“Abbiamo fatto l’amore con lei e ci ha insegnato a leccare la figa, a masturbare e a far godere una donna, anche noi abbiamo goduto molto con lei ed anche tra noi, poi abbiamo spiato le ragazze che scopavano coi clienti per imparare il lavoro!!”
“Abbiamo visto anche la mamma scopare con un signore anziano ma con un cazzo enorme e prenderlo tutto nel culo!!”
“Un giorno ha fatto venire due di quegli uomini che hanno scopato la mamma quella sera e ci ha detto che dovevamo imparare a far godere gli uomini con la bocca, praticamente sono quattro giorni che non facciamo altro che fare pompini e a farci sborrare in bocca!!”
Non immaginavo che in poco tempo le mie bambine dimenticassero le buone maniere e cominciassero a parlare come delle vecchie troie, intanto mi ero eccitato e vedendomi così Ilaria si inginocchiò davanti a me mi tirò fuori il cazzo facendomi un pompino favoloso sotto gli occhi di sua madre e sua sorella, in poco tempo le sborrai in bocca tutto il mio succo che lei bevve senza perderne una goccia, poi fu il turno di Gaia ed infine anche mia moglie volle la sua parte ma volle che la scopassi prima in figa poi in culo.
L’ora della partenza delle mie donne arrivò in fretta e mi lasciarono solo.
Il sabato era il gran giorno per le mie bambine ed io fui invitato ad assistere all’asta,
entrai in una grande sala con un letto circolare nel centro e tutto intorno delle poltrone sulle quali erano seduti una trentina di uomini la maggior parte anziani.
Ad un tratto entrò una donna bellissima vestita in abito da sera, era la signora Sara, che disse di prepararsi che presto sarebbero arrivate le ragazze.
Subito dopo entrò mia moglie tenendo per mano Gaia ed Ilaria.
Claudia indossava una guepire nera che lasciava scoperto il seno un paio di calze con la riga e delle scarpe col tacco a spillo di 12cm e senza mutande, le ragazze invece indossavano, Ilaria una guepiere rossa con le calze rosse e le scarpe col tacco a spillo anch’esse rosse, mentre Gaia le stesse cose ma di colore bianco.
Claudia presentò le figlie facendole sfilare davanti agli uomini che poterono notare la loro eccitazione perché dalle fighette colava un bel po’ di umore, ed iniziò l’asta, vinsero due uomini sulla quarantina che sborsarono una cifra incredibile,
Si spogliarono mostrando dei cazzi ancora un po’ mosci ma di dimensioni importanti, le ragazze allora si inginocchiarono e cominciarono con leccatine al glande poi lungo l’asta ed infine imboccarono i due cazzi che avevano preso vigore ergendosi fino a raggiungere le dimensioni massime di circa 22 cm.
Fecero sdraiare le giovinette e cominciarono a leccare le loro fighe piene di voglia, Ilaria fu la prima ad avere un orgasmo seguita subito dopo da Giada, poi finalmente giunse il momento, Claudia si avvicinò e preso in mano il cazzo di uno e lo guidò all’imboccatura della figa di Iaria, l’uomo spinse delicatamente godendosi la penetrazione, giunto all’imene spinse con decisione mentre Ilaria spingeva a sua volta il bacino verso il cazzo e le fu dentro fino ai coglioni, Ilaria gemette ma non per il dolore della deflorazione, poi iniziò la cavalcata Ilaria era stretta ed il cazzo bello grosso e le pareti della vagina stringevano il grosso bastone, l’uomo resistette più a lungo possibile facendo raggiungere ad Ilaria almeno altri due o tre orgasmi poi finalmente si scaricò in lei sborrandole in figa una quantità enorme di sperma appena fu uscito dalla vagina deflorata Claudia si mise a leccare la fighetta di sua figlia pulendola dalle tracce di sborra. Intanto tutti i presenti si erano spogliati e si segavano guardando il magnifico spettacolo.
Ora era la volta di Giada anche per lei la madre prese il cazzo dell’uomo e lo pose all’imboccatura, ma contrariamente al primo questo fu molto meno delicato e spinse con tutte le forze il cazzo dentro la sua figa fermandosi solo quando era dentro tutto.
Giada lanciò un urlo di dolore ma quando l’uomo cominciò a pistonarla come un ossesso cominciò a godere ed a urlare di essere sfondata.
Anche in questo caso l’uomo non durò molto scaricandosi dentro la figa di mia figlia ed anche in questo caso Claudia andò con la lingua a pulire la sua bambina.
A questo punto mancavano solo i culetti ed i due uomini non volevano certo rinunciarvi si fecero spompinare fino a ritornare alle dimensioni massime e si apprestarono ad incularle, l’operazione fu un po’ più lunga perché Claudia volle prepararle bene con leccate, creme e l’introduzione graduale delle dita per allargare gli sfinteri poi quando furono pronte gli uomini appoggiarono le cappelle ai buchini cominciando a spingere, le ragazze intanto spingevano a loro volta aiutando con i movimenti del bacino la penetrazione , avevano imparato proprio bene le due troiette.
Alla fine i due cazzi furono dentro ed iniziarono un forsennato su e giù nei culetti ormai sfondati fino alla sborrata finale.
Giada ed Ilaria avevano goduto anche col culo, ormai erano aperte e quindi cominciò un’orgia di cazzi che le riempirono in ogni buco, fortunatamente anche mia moglie si diede da fare ma alla fine tutte e tre avevano preso in figa, in culo ed in bocca almeno una ventina di sborrate a testa.
Ora sono trascorsi i due anni e le mie donne sono state liberate ed io ho saldato il debito, ci siamo trasferiti ed ora abbiamo cominciato una nuova attività, io mi occupo della contabilità, Claudia del personale e le ragazze di istruire le nuove ellieve, non c’è nulla da fare, ci sono un sacco di ragazze disposte a fare le troie che neppure vi immaginate!!!!!!!!!!!!!

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tradizione di famiglia

Laura e il paparino

Erano passati tre mesi dal giorno in cui Laura, la mia fidanzata, aveva permesso, secondo una tradizione di ‘famiglia’ al padre 57enne dotato di un cazzo di 19 di lunghezza per 21 di circonferenza, di aprirle (nel vero senso che la parola implica) il culo.
Laura aveva, all’epoca appena compiuto 22 anni, quattro in meno di me.
Durante questi tre mesi si era molto sviluppato, nonostante la grande differenza d’età, una certa confidenza fra me e suo padre, probabilmente dovuta alla condivisione erotica del culo della mia fidanzata.
Anche se la tradizione della loro famiglia si limitava all’assegnazione al padre del diritto di ‘apertura’ del sedere della ragazza, io mi ero dichiarato d’accordo a che, di tanto in tanto, il paparino di lei potesse sollazzarsi liberamente e senza remore nell’intestino di Laura.
L’idea mi eccitava enormemente e, in certo senso, stante che il rapporto avveniva con il padre non mi sentivo neppure ‘tradito’.
Le prime volte Laura era un po’ recalcitrante e anche se poi, dopo una sofferta penetrazione, durante l’atto lei godeva abbondantemente, il padre doveva operare una preventiva e notevole opera di convincimento.
Poi, piano piano, la cosa cominciò anche per lei ad entrare nella norma.
Gli incontri non avvenivano frequentemente dato che il padre, divisosi dalla moglie, ora conviveva con una ragazza sui 30anni e la casa non era sempre disponibile.
In ogni modo a questi incontri talvolta partecipavo anch’io (partecipare significava che la sodomizzavamo a turno) mentre altre volte erano soli e io, sinceramente, mi ero fatto l’idea che, quando s’incontravano in mia assenza, il padre l’avesse altresì penetrata anche nel modo più classico ma era e restava solo un mio sospetto anche se l’idea mi eccitava enormemente e avrei desiderato ardentemente che questo fosse effettivamente avvenuto.
Un giorno, passati appunto circa tre mesi, stavo discutendo con suo padre e mi lasciai sfuggire un commento su quanto, in definitiva, mi piacesse assistere agli incontri incestuosi fra lui e sua figlia.
Al che il padre mi fece notare che, l’incesto ci sarebbe stato qualora lui avesse penetrato la figlia in figa e, soprattutto, avesse depositato nel suo ventre il seme.
Ma, secondo lui, delle semplici inculate, non potevano, purtroppo, costituire incesto.
Quindi mi chiese sorridendo se era bello scopare con Laura e aggiunse che io ero molto fortunato a poterlo fare. Io ero, come ormai spesso accadeva, super eccitato e gli dissi apertamente che se lui voleva scoparsi sua figlia io sarei stato contento e che così avrebbe potuto rispondere direttamente alla sua domanda.
Ci accordammo affinché io potessi assistere nascosto alla scopata senza che Laura fosse a conoscenza del nostro preventivo accordo.
Era tutto concordato.
Quando il padre si portò la figlia in camera, io mi ero già da tempo nascosto nell’armadio che c’era nella suddetta stanza e avevo una splendida vista dalle ampie serrature (con chiavi tipo antiche che erano state tolte e quindi con i fori molto ampi).
Come d’accordo il padre aveva messo Laura nella classica posizione “alla pecorina” puntandole il cazzo fra le natiche.
Poi, mentre iniziava a spingere finse che il cazzo di colpo scivolasse verso il basso.
Secondo le nostre intenzioni, a questo punto, il cazzo avrebbe dovuto ‘per errore’ penetrare nella figa di Laura ma in modo naturale come se, appunto, si fosse trattato di un caso fortuito.
Invece, forse per l’emozione o forse semplicemente per un caso, il cazzo del padre finì contro la coperta e il progetto parve andare in fumo.
Ma forse stavo sottovalutando le risorse o la ‘facciatosta’ del paparino di lei.
Come niente fosse, si rimise in posizione e, anche se con un po’ di difficoltà, iniziò a penetrarla in figa.
E forse sottovalutavo anche Laura poiché, di colpo, come si sentì penetrata nel ventre, spinse il suo corpo all’indietro facendosi entrare un bel pezzo del cazzo del padre in pancia!
E noi che temevamo che Laura si opponesse e avevamo preparato tutta una serie di giustificazioni per il fatto.
Poi il paparino dovette dare ancora un paio di colpetti in avanti per far sì che tutto il cazzo potesse affondare nella figa di Laura.
Quindi tentò di muoversi in lei ma dopo pochissimi secondi lo vidi tendersi mentre presumibilmente scaricava il suo sperma allagando il ventre della figlia.
Estrasse il cazzo che, probabilmente per la fortissima eccitazione, gli tornò durissimo in pochissimo tempo.
Il padre la girò a pancia in su, le spalancò le cosce e si sdraiò su di lei riprendendo a scoparla, anche se l’introduzione del cazzo presentava sempre un po’ di difficoltà.
Prese a pomparla furiosamente.
Dopo un po’ la fece rigirare alla pecorina e, ancorandosi con le mani alle tette di lei le mollava dei fendenti micidiali in pancia.
Io pensavo di impazzire dall’eccitazione e dal piacere.
Quando il padre scaricò nuovamente la sua sborra nel ventre di lei,
Laura si girò e lo baciò esclamando
“Finalmente!! Ormai pensavo che non ti decidessi più!”.
Alla fine di tutto Laura tentò di convincere il padre a non fare parola con me dell’accaduto in quanto temeva che, non accettando il fatto, io l’avrei lasciata.
Quando alla sera ci vedemmo io esordii annunciandole che suo padre mi aveva informato di quanto avvenuto e quindi esclamai
“Era ora, pensavo proprio che non vi decideste più!”

By fairness

Scrivete alla mia mail per suggerimenti.
Grazia a tutti

Simona… Una sorellina birichina 4

Un nuovo travolgente ed eccitante capitolo della bella e incestuosa Simona e di suo fratello Roberto.
Tutto di fantasia, grazie sempre al prezioso aiuto del mio aiutante Roby.

Cap. 04

Cin Cin fratellone

Mi spogliai completamente nuda salvo le mutandine, e senza lavarmi, sentivo ancora un po dello sperma di Fabio su una guancia secco, andai in camera mia.
Poco dopo sentii la macchina di Roberto arrivare sotto casa. Le chiavi nella toppa di casa, la porta che si chiude e un po di tumore in cucina poi silenzio.Povero Roby, almeno io anche se non ho proprio goduto al massimo almeno un po di sesso l’ho fatto invece a lui proprio buca, bisognerà che lo aiuto a rilassarsi.
Piano piano andai in cucina e lo trovai che aveva appena bevuto un bicchiere credo di latte e che di spalle all’ingresso si stava smanettando forse ripensando alla tipa di prima.
Un piccolo rumore lo fece sobbalzare e girandosi si trovò di fronte i miei seni . Subito si bloccò.
- A Simy sei tu, pensavo fosse qualcun altro
- E chi se ci siamo solo io e te a casa
- Be si … che cazzo di serata
- Dai continua…
Cosi dicendo presi il bicchiere che stava sopra il tavolo e lo porsi a lui prendendo al balzo un’idea che mi passava per la testa.
- Continua che?
- Continua a masturbarti, dai ho sete, e l’acqua non mi disseta a sufficienza, ho bisogno di qualche cosa di piu genuino…
Un po imbarazzato, riprese a menarselo, fissandomi le tette, io nel frattempo avevo cominciato a massaggiarmi un po i capezzoli e un po la micetta da sopra le mutandine
- Se ieri non avevi fatto i danni, adesso non avrei il ciclo e ci potevamo divertire di piu, ma… bisogna che ti accontenti… punizione :)
- Sei una carognetta, ma se non sbaglio hai anche un altro buchino libero
- He he he maialino, lo so, vedremo… chissa forse dopo… adesso però sbrigati che ho sete
Pochi colpi ed ecco che dalla sommita di quel bellissimo paletto ecco fuoriuscire il nettare tanto desiderato che andava a posarsi copioso sul fondo del bicchiere, tre, quattro schizzi poi altre goccioline fino a che tutto il suo piacere non era dentro il bicchiere. Guardai diritto Roby negli occhi e mi portai il bicchiere alla bocca. Sempre lentamente guardandolo fisso nel suo sguardo, cominciai a bere tutto il contenuto del bicchiere, facendomelo girare in bocca, giocandoci con la lingua e infine quando tutto il contenuto del bicchiere era nella bocca, lo mostrai a lui aprendola e giocandoci ancora con la lingua, per poi chiuderla e ingurgitare il tutto riaprendola poi per fargli vedere che era vuota, leccandomi poi le labbra infine come avessi bevuto la piu buona delle bevande del mondo.
- Davvero delizioso, molto piu buono di quello che mi ha dato quello sfigato con cui sono uscita prima.
- Ma perche sei stata con quel tipo della disco?
- Be si visto che tu eri impegnato, allora io mi sono trovata un partner
- Ma dai io non stavo impegnato e poi non potevo sapere che eri li anche tu e che ti stavi annoiando e soprattutto che … sei gelosa di me
- Io non sono gelosa! E non sapevo che eri li anche tu
- Mmm va be, ma… avete …
- No scemo, sono impegnata, non ricordi, e l’altro buchino è riservato per te
- Che ne diresti allora di…
Non gli feci finire la frase che gia le mie labbra erano appiccicate alle sue in un tenero bacio.
A quel punto il suo giocattolo era tornato turgido e lui prese ad accarezzare i miei seni e i miei capezzoli donandomi scariche di intensa goduria.
Mi abbraccio mettendo le mani sotto le mie natiche e sollevandomi di peso mi mise sdraiata sopra la tavola della cucina.
Scese con la bocca a succhiare i miei seni e giu verso l’ombellico fino ad arrivare al bordo delle mutandine scostandolo un pochino e constatando la presenza ingombrante dell’assorbente.
Tolse con cura le mutandine mettendo a nudo le mie intimità e con calma comincio a umettare con la lingua il mio forellino.
Era fantastico quello che provavo.
- Roby, è fantastico, ti prego, scopami il culo
- Ok sorellina, solo per te,
cosi dicendo si posiziono tra le mie gambe e gia sentivo la punta del suo pene che premeva sul mio buchino
Una lieve spinta e comincio ad entrare.
- che bello roby, fa piano, è ancora stretto
- certo, voglio che ti goda tutto di questo momento
ancora poche spinte ed era tutto dentro me.
Quindi comincio la sua danza mentre io sentivo solo piacere.
D’improvviso si fermo, con mio grande rammarico e mi fece girare posizionandomi con i piedi a terra e le tette pressate contro la tavola. Cosi a 90 gradi, ricomincio a penetrarmi. La posizione favoriva l’ingresso del suo pene dentro il mio intestino, facendomelo sentire fino in fondo.
- Simy, ti amo, sei unica, voglio stare sempre con te
- Anche io ti amo roby,
ancora un altro fendente e sentii un caldo intenso spargersi in me, mentre lui afflosciandosi a dosso a me sospirava e sbuffava.
Mi diede ancora tanti bacini sulla schiena e lentamente si sfilò da me, facendo risuonare nella stanza un rumore come di bottiglia di spumante stappata, seguita dalla schiuma che subito fuoriuscii dal buchino oscenamente aperto da come potevo sentire con le dita, schiumina che scese lungo le mie gambe fino a raggiungere i piedini nudi rimasti appoggiati al pavimento.
- Roby, sei una cisterna di sborra, è la seconda volta che ti faccio venire e ne fai ancora tanta.
- – Simy, è tutto merito tuo, solo tuo.
Ci baciammo di nuovo e appagati e stanchi andammo a coricarci, concedendo le nostre stanche membra alle cure di Morfeo.

By Laura & Roby
fairness@hotmail.it

Simona… Una sorellina birichina 3

Altro capitolo della bella e trasgressiva Simona e di suo fratello Roberto.
Tutto di fantasia, grazie sempre al prezioso aiuto del mio aiutante Roby.

Cap. 03
Serata in discoteca

Distrutti entrambi ci coricammo dopo una doccia rinfrescante e riposante. Ci addormentammo quasi subito abbracciati e nudi. Nella notte però il caldo si cominciava a far sentire, in due in un letto ad una piazza e mezza, non è il massimo in una torrida notte di luglio…
Cosi mi svegliai, un occhio all’orologio, cazzo sono solo le 3. Minchia che caldo, guardai mio fratello che dormiva sereno, con il suo bel pisellone barzotto.
Lo osservai un po’, poi pensai tra me e me, perche no? Tanto io ero sveglia e il sonno non ne voleva sapere di tornare, e mi faceva incazzare vedere lui dormire cosi beato, poi mi era tornato pure un po di appetito.
Adesso caro roby, volente o nolente, ti sveglierai, pensai sorridendo, cosi, mi mossi con la massima cautela per non svegliarlo subito, cinsi il suo bel cazzone tra le mie labbra.
Subito lui reagi, mugugnando qualche cosa, e il suo pisellone, aumentando all’istante dimensione.
Continuai a leccare e succhiare quel bel gelato caldo, e dopo alcuni minuti in cui lui continuava a dormire sornione (dormiva? Bo??) decisi che era ora di appagare anche le mie voglie.
Mi staccai piano da quel fuso di piacere e risalendo piano feci combaciare la sua cappellona violacea e umida sulle labbra affamate della mia fichetta aperta e vogliosa.
Scesi lentamente sentendo entrare il cazzo dentro me millimetro dopo millimetro.
Una sensazione sublime, scesi finche sentii che con la cappella urtava la cervice e le sue palle piene toccavano il mio culetto.
Rimasi cosi immobile a gustarmi le sensazioni che provenivano dalla mia fichetta, finche
- Simy, mmm che bel risveglio, ma da quanto tempo ti sei infilata.
- Roby, amore mio, sai avevo perso il sonno e preso un po di fame, cosi ho pensato di sfamarmi un po
- Che pazza che sei, dai ora però non ti fermare, continua.
Cosi dicendo cominciai a danzare sul suo ventre, facendo quasi uscire tutto il cazzo da dentro di me per poi farlo scomparire di nuovo tutto fino in fondo.
Continuai cosi per almeno 15 minuti finche Roby, mi prese per i fianchi avvicinando i miei seni ancora trascurati alle sue labbra.
Comincio a darmi fendenti sempre piu forti che sentivo risuonare dentro la testa. Che bella sensazione.
Ancora un po di colpi finche con un ringhio e stringendomi ancora piu stretta a lui, lo sentii esplodermi dentro.
Continuava a pompare veloce facendo un rumore di sciacquettio.
- Nooooo!!!!!!! Roby nooooo!!!!! Ti pregoo… esci togliti,non sono protetta cazzo!
- Simo, scusami non ho resistito, ma è troppo bello sborrarti in fica.
Tra le lacrime – Cazzo Roby, si piace anche a me, ma adesso? Lo sai che posso esserci rimasta?
- Tranquilla sorellina, domani andiamo da un mio amico medico e vediamo di risolvere tutto, ma ora non preoccuparti e goditi questo momento.
- Sei un porco, ma ti amo, va be, mi fido di te
Cosi dicendo chiusi gli occhi e cercai di godere al massimo di quella scopata e della successiva sborrata, che ora sentivo scendere lungo il suo cazzo che si stava afflosciando per andare ad imbrattare il mio inguine.
Certo che il rischio di essere rimasta incinta di mio fratello, mi stava dando una scarica di adrenalina che non pensavo mai.
Ero incazzata ma allo stesso tempo appagata, lo amo e lo odio.
La prima sensazione è quella che predomina, lo bacio sulle labbra
- Roby roby, che pazzi che siamo…
- Gia sorellina mia
Mi sdraiai accanto a lui a pancia all’aria e lui dolcemente mi comincio ad accarezzare il pancino e a darci dei bacini.
- Simy, come lo chiamiamo?
- Scemo ecco come lo chiamiamo, ma che ti viene da pensare
- Hahaha
- Hahaha
Scoppiammo in una risata tranquillizzante.
- Dai per ora non ci pensiamo, poi piu tardi ti risolvo io il problema.
- Ok fratellone.
Cosi dicendo mi accoccolai a lui e mi riaddormentai.
Ci svegliammo che mancava poco alle 6, orario in cui i nostri sarebbero rientrati da lavoro.
Sgattaiolai fuori dal suo letto per andare nel mio.
Diedi una guardata al letto di Roby, eri indecente, dove avevo dormito io, era presente una vistosa chiazza di sperma misto ai miei umori scivolata fuori dalla mia intimità durante il sonno, che si era rappresa.
Svegliai Roby, e insieme cambiammo le lenzuola che subito misi a lavare.
La giornata era oramai cominciata, cosi decisi di mettermi a fare delle pulizie e bucato, mentre Roby approfittando della levata mattutina, decise di andarsi a fare un giretto e poi di andare a trovare il suo amico medico, lasciando mi sola a casa a ripensare a quanto accaduto poche ore prima.
Mi accarezzai la pancia, avevo paura di quanto appena fatto, ma allo stesso tempo mi piaceva pensare che dentro me stava avvenendo qualche cosa di paurosamente pericoloso.
Rientrarono i miei e trovandomi gia in piedi si stupirono ma poi stanchi della nottata lavorativa si coricarono senza neanche accorgersi che roby non era in casa.
Piu tardi Roby rientrò in casa e sventolando un pacchettino medicinale, mi disse
- Amore mio, pà e mà che fanno? Dormono?
- Si è da un paio di ore che ronfano ignari di tutto
- Va be dai ora prendi una di queste pasticchette, e non ci pensare piu, ti prometto che non accadra piu.
Presi un bicchiere d’acqua, e guardai attentamente il farmaco. Mi accarezzai la pancia ancora una volta e poi giu tutto di un sorso.
- Ok quel che è fatto è fatto.
- Ti voglio bene Simy.

La giornata trascorse tranquilla, non vidi piu Roby per tutto il giorno, indaffarato con i suoi amici.
Io ancora una volta sola nella mia camera nel caldo afoso. Che palle!
Mi sentivo strana, e umida in basso.
Andai in bagno e… sorpresa, l’effetto della pasticchetta che avevo preso era di anticiparmi il ciclo.
Presi un assorbente e rasserenata dalla cosa tornai a sdraiarmi a godere dell’aria che muoveva il ventilatore, alleviando un poco il caldo.
Arrivò la sera, Venerdi, che cazzo faccio stasera?
Presi il telefono , un rapido giro di telefonate e via la serata era organizzata.
Decisi di andare in disco con le amiche. Mi preparai accuratamente, optai per dell’intimo tranquillo visto la mia situazione, però niente reggiseno, troppo caldo, indossai un miniabito multicolore, svolazzante estivo, che dava una sensazione di fresco solo all’aspetto, niente calze e ai piedi un paio di scarpe aperte col tacco non tropo alto.
In viso del trucco non troppo acceso, fondo terra, ombretto verde a risaltare i miei occhi e i miei capelli neri e un rossetto rosa.
Ero affascinante allo specchio, pronta a rimorchiare.
- Suonano alla porta romba da di la mio padre
- Ok, vado debbono essere le mie amiche che sono venute a prendermi per andare in disco
- Va bene, non fare tardi.
In disco la serata, era classica, il solito belloccio attorniato da ragazze, lo stupido di turno, il bruttone che ci prova di continuo, quello ubriaco… uffa
Mi serviva qualcuno con cui passare la serata, ma non trovavo nulla che mi andava a genio.
In compenso le mie amiche tra l’altro tutte fidanzate, erano tutte in pista a dare spettacolo per questo o per quello, fino a che il mio sguardo non cade su di un divanetto dall’altra parte della disco.
Ma si, è lui, mio fratello Roby, che stava a broccolare una ragazza, che a mio parere era molto piu brutta di me.
Un pizzico di gelosia mi assalì, ma decisi di non fare nulla volevo vedere fino a che punto la zoccoletta voleva arrivare.
Sentii una mano su di una spalla, mi voltai e
- Ciao, che fai tutta sola e con lo sguardo perso.
Un bel ragazzo, di quelli che diresti: non ci verrà mai con me!
- Ciao, si, cioe no ehm, ma tu chi sei?
- Hai ragione, lascia che mi presenti, mi chiamo Fabio, è da un po che ti vedo osservare quel ragazzo dall’altra parte del locale, chi è il tuo fidanzato?
Sentirmi chiedere se Roby era il mio fidanzato, mi fece scattare in mente una molla, un’idea, vendetta!
- Si, ci siamo presi un periodo di pausa, ed eccolo la a fare lo scemo con la prima che capita.
- Be ha dei gusti decisamente pessimi, lasciare un fiore come te per una pianta grassa come quella!
Scoppiai in una risata, nessuno mi aveva mai fatto dei complimenti cosi.
- Senti Fabio, facciamo un giretto?
- Ok
Messo un braccio attorno al suo fianco e lui sulla mia spalla ci avvicinammo al tavolo dove stava Roby, che vedendomi, cambiò espressione, da felice e stupida che aveva, a seria e pensierosa, come a chiedermi: chi cazzo è quello? Che ci fa con te? E te che ci fai con lui?
Lo guardai e strizzando l’occhio, gli feci una linguaccia.
Subito lui capì e torno sereno, quasi ignorando la mia presenza.
- Che cazzo di tipo il tuo ex, neanche ti ha salutata, che dici andiamo da un’altra parte?
- Ma si dai qua mi sto annoiando
Andammo a fare ancora un giretto della pista da ballo e poi trovato un divanetto libero decidemmo di sederci e chiacchierare un po
Chiacchierare, forse no anche perche mi trovai subito la sua lingua in bocca.
La cosa non mi dispiaceva e ricambiai il suo bacio. Mi sentivo eccitata e presa dalla situazione.
Senza pensarci su due volte
- Senti, andiamo fuori, qua mi manca l’aria
- Va bene, ho l’auto parcheggiata qua vicino, se vuoi ti do un passaggio fino a casa.
- Grazie, aspetta qua un attimo che avverto le mie amiche che vado via con te.
Trovato Letizia, una delle mie amiche l’avvisai che sarei andata via con il mio nuovo Ragazzo, e lei sorridendo mi disse di divertirmi facendomi l’occhiolino e dandomi un bacetto su una guancia.
Un’ultimo sguardo a Roby che vidi decisamente scaricato dalla tipa che se ne stava andando via con un altro ragazzo. Hahaha caro roby, ti ha dato il pacco pensai, e cosi dicendo uscii con Fabio
In auto andammo in un posto un po piu tranquillo e cominciammo a scambiarci delle tenere effusioni. Lingua in bocca, cominciò ad accarezzare i seni prima da sopra il vestito poi da sotto frugando con le dita i miei capezzoli che sensibili a certe attenzioni subito diventarono turgidi e diritti come ciliege.
In un attimo il mio vestitino era scomparso e io ero solo in intimo e lui anche.
Comincio a succhiare i capezzoli e con le mai ad accarezzarmi ovunque.
Io anche nel frattempo non mi ero lasciata in disparte, impossessandomi del suo cazzo, non tanto grande, anzi molto piu piccolo di quello di Roby e fino.
Fino a ce sorpresa, lui andò con la mano sulla mia patatina, e io lo fermai, facendogli notare che avevo le mie cose e che non era possibile. Deluso, e rassegnato, continuò con il tormentare le mie tettine, decisi cosi di alleviare le sue sofferenze, facendo scomparire il suo pisello tra le mie fauci. Un lungo sospiro mi fece capire che la cosa era ben accetta.
- Cazzo che bocca che hai, non ti posso scopare, ma di sicuro non mi va male
Assaporai a lungo il suo giocattolo, fino a che senza preavviso senti esplodere il suo piacere in bocca.
Ingurgitai una prima parte di sborra, ma aveva un saporaccio, diverso dal solito che conoscevo, cosi tolto dalla bocca continuo a venire sul mio viso sporcandomi tutta.
- mmm Fabio, che buon sapore che hai (bleah! Bugia bugia bugia :) )peccato sia durato cosi poco, vorra dire che la prossima volta che ci vediamo ci rifaremo con gli interessi (caro mio mi sa che non ci vediamo piu)
Sarà anche carino, ma ce l’ha piccolo, ha un saporaccio e con due colpi viene,… bo? E che me ne faccio? E soprattutto adesso a me chi mi fa godere? Cazzo debbo fare qualche cosa, se no scoppio stasera.
- Ok dai accompagnami a casa che ho un po di sonno
- Ma ci rivedremo?
- Certo che si, anzi segnati il mio numero che cosi ci sentiamo e usciamo con piu calma
- Ok, dimmi
- Allora 347-014….
- Ok segnato allora domani ci sentiamo e poi vediamo di riorganizzarci
Si contaci… cosi rientrata in casa andai subito in camera. I miei erano gia usciti per andare a lavoro, e come sempre fino alla mattina alle 6 non li avrei rivisti.

Simona… Una sorellina birichina 2

La seduzione

Continuo del racconto di Simona e del fratello, sempre e grazie alla collaborazione di robcoast.

Sono passate oramai due settimane da quando quel torrido pomeriggio ho sedotto mio fratello maggiore Roby.
Quel giorno dopo quanto successo, mi recai in un centro commerciale per fare acquisti e tra le mie idee balenava quella di comperare un completino sexy da poter indossare la volta in cui avrei di nuovo sedotto mi o fratello.
La scelta cadde su di un completino davvero molto intrigante, composto da un babydoll nero trasparente orlato di rosa con fiocchetti, abbinato ad un perizomino sempre nero anche questo con un simpatico laccetto che faceva un fiocchetti proprio sopra la patatina.
Scelsi il giorno con cura, aspettai che i nostri genitori avessero entrambi il turno di notte, cosi da partire la sera alle 22 per poi fare ritorno la mattina alle 6.
Roby di solito andava a fare una partita a calcetto con gli amici e tornava a casa intorno le 23 quindi tutto combaciava, mi preparai facendo una lunga doccia, lascia i capelli sciolti e lisci che cadevano sulle spalle, mi truccai in maniera leggera, un po di azzurro appena sulle palpebre a intensificare i miei occhi verdi, del mascara per allungare le ciglia e rendere lo sguardo piu accattivante, un po di fondo sulle gote e un rossetto sul marroncino chiaro, il resto lo faceva l’abbronzatura che dorava la mia pelle. Eccomi pronta, mi guardo allo specchio… un angioletto pronta da sbranare.
Misi solamente il completino comperato apposta per l’occasione, indossai per completare l’opera un paio di calze autoreggenti con la riga dietro e un paio di scarpine col tacco vertiginoso aperte sul davanti.
Quella sera ero davvero affamata, e non vedevo l’ora di averlo tra le mani.
Quando sentii che parcheggiava la sua auto nel vialetto di casa, corsi in camera sua e mi sdraiai sopra il suo letto.
Lui entrò in casa e mi chiamò pensando che ci fossi anche io, ma vedendo che tutte le luci erano spente, credette che ero uscita con le mie amiche.
Lo sentii trafficare un po in cucina, per poi dirigersi verso le camere.
Una volta entrato in camera, mi vide, e quasi non gli veniva un colpo.
- Ciao fratellone, sorpresa!!!
- Simo ma ma ma…
non seppe piu dire nulla, rimase imbambolato, stordito nel vedermi seminuda e sensuale sdraiata sul suo letto. Non riusciva a togliere lo sguardo dai miei seni, che nudi si intravedevano da sotto il babydoll in un gioco di vedo e non vedo.
- Roby, ti ricordi della promessa che ti avevo fatto l’altra volta? Be che ne dici mi faresti compagnia questa notte? Non mi va di stare da sola in camera mia.
La sua risposta fu che mi si avvicinò e chinandosi verso di me mi porse le sue labbra da baciare.
- mmm credo che lo considero un si
e cosi dicendo lo abbracciai tirandolo a me e avvinghiandoci e baciandoci con trasporto.
Si fermo solo un attimo per dirmi
- Simo sei bellissima, ma con in dosso questo completino, sei da infarto, ti amo piccolina mia, ti amo e ti voglio. Stanotte sarà nostra.
- Roby stasera voglio che mi apri dietro, li sono ancora vergine, ma lo voglio regalare a te.
- Simo, Simo, sei fantastica, la migliore sorella che si possa avere.
Lentamente mi tolse il babydoll e mentre io mi occupavo della sua camicetta e dei pantaloni, lui si era gia avvinghiato alle mie tette, strizzandole e mordicchiando i capezzoli, pratica che mi manda subito in orbita.
Nel giro di pochi momenti eravamo entrambi nudi, scese sulla mia pancia continuando a baciarmi fino ad arrivare al mio boschetto e di li a seguire il mio fiore piu prezioso.
In un momento mi ritrovai in paradiso, dio se ci sapeva fare con la lingua, alternava le leccate dal clitoride all’ingresso della vagina, giocherellando con le piccole labbra e introducendo di tanto in tanto la lingua all’interno a raccogliere i frutti che naturalmente scaturivano dal mio piacere.
Lo feci fermare, e lo feci sdraiare sulla schiena, mi misi a cavalcioni della sua bocca e mentre lui continuava il lavoro lasciato in sospeso, io cominciavo a dedicarmi al suo cazzo che fino a quel momento era stato lasciato in disparte. Diritto e fiero si ergeva di fronte a me, allora scesi piano e lentamente centimetro dopo centimetro lo ingoiavo in me, lambendo le pareti di quell’asta meravigliosa con la lingua.
Per sua risposta, Roby comincio a leccare con piu foga portandomi presto ad avere un violento orgasmo che scaricai direttamente sulla sua lingua.Continuammo in quella posizione magica per circa 10 minuti, quando mi venne in mente una pratica di cui mi aveva parlato una mia amica.
Mi staccai mal volentieri da quel paletto e cominciai a risalire le sue gambe, facendo finire il suo cazzo direttamente tra le mie tette. Presi a massaggiare il suo cazzo tra le tette, portandolo vicino all’orgasmo, ma non era cosi che volevo finisse, non ora almeno, cosi mi fermai.
- Simo ti prego no, continua, non mi avevano mai fatto una spagnola, è bellissimo.
Effettivamente non era solo la sua prima volta ma anche la mia, e debbo dire che mi aspettavo di meglio, sarà per via della mia misura non eccessivamente grande o dall’inesperienza, fatto è che per non farlo rattristare troppo di averlo lasciato a mezza strada lo ripresi in bocca.
- AAA Simo cazzo, cosi però non vale… sei fantastica, sii siiii dai continua, sto per venire dai che ti riempio di nettare.
Non potendo dire nulla, mi limitavo a mugugnare, ancora pochi colpi e sentivo che le palle cominciavano a gonfiarsi, poi subito dopo
- aaaaaaaaaa eccomiiii vengooo sborooooooooo
uno due tre infiniti fiotti mi colpirono la gola che subito ingoiai, ma per quanto fossi veloce non riusci a trattenere tutto e scostandomi, mi colpi con altri due o tre spruzzi sul viso imbrattandomi tutto.
- Roby, come sempre, sei fantastico, ma non ti tranquillizzare troppo che i miei piani per questa notte sono ben piu maliziosi
- Certo,lo so bene che hai in mente, sai Simo, non ti ci facevo cosi zoccola.
- Zoccola? Be si forse hai ragione, ma non con tutti, solo con te che ho scoperto sei il mio amante perfetto.
Detto questo scoppiammo a ridere di gusto tutti e due.
Mi ripulii il viso dalla sborra che si stava essiccando incollandomi quasi un occhio, e cominciando lentamente a giocare di nuovo col suo cazzo mentre lui dalla sua aveva preso ad accarezzarmi la fichetta e il culo.
Nel giro di poco il suo totem era di nuovo pronto all’uso.
- Dai Simo ora basta giocare, ho voglia di scoparti per bene e poi di farti provare a prenderlo in culo.
Cosi dicendo mi mise a novanta gradi e lentamente mi infilzo per tuta la sua lunghezza il cazzo dentro la mia fichetta completamente bagnata dagli innumerevoli orgasmi che avevo avuto finora.
Da principio andava lento cadenzando le sue spinte con affondi che andavano a toccare l’utero e lasciandomi senza fiato, poi prese a scoparmi con molta piu foga, mandandomi letteralmente in brodo di giuggiole il cervello.
Non sentivo piu nulla, solo campane suonare a festa, ma forse la campana ero io e il batacchio che mi stava suonando a festa e era il cazzo di mio fratello che ben piantato dentro di me continuava la sua danza.
Al mio secondo orgasmo, tolse il suo randello da dentro la mia fichetta in fiamme, e strisciandolo sul solco tra la fica e il culo, trasportando i miei umori dal davanti al dietro comincio ad esplorare il mio lato “B”
- Ti prego Roby, fai piano, lo non l’ho mai preso, non farmi male, voglio che tutto sia perfetto.
- Tranquilla, tu cara sorellina non ti sei accorta,ma gia la cappella è tutta dentro di te
Era vero, non avevo sentito nulla, grazie agli umori che avevo sparso in abbondanza, era riuscito ad entrare senza che sentissi nulla, ora invece lentamente sentivo che piano piano spingeva per entrare sempre piu a fondo nel mio intestino. Sentivo un po di dolore, ma subito si trasformò in piacere.
Con un’ultima spinta mi fece capire di averlo messo tutto dentro sbattendomi le palle sulla mia micetta.
Ora lentamente cominciava la sua danza.
- Cazzo Simo come sei stretta, madonnina che roba, se continui a stringere cosi mi farai venire in un secondo.
- Roby, non ci faccio a posta è che è meraviglioso, non so perche ho aspettato cosi tanto, è fantastico, ti sento tutto dentro.
Continuava a scoparmi il culo ora come se fosse stato in fica, tanto il mio anello si era abituato a quella dimensione.
Poi prese a scoparmi alternando i colpi tra la fica e il culo, godevo e godevo ancora, i miei orgasmi si susseguivano uno all’altro. Ero arrivata al punto che non riuscivo piu a capire se me lo teneva piantato in fica o nel profondo del mio intestino.
Non ci stavo capendo piu nulla, volevo solo che non smettesse mai.
- Roby mi raccomando sta attento stavolta, se mi vieni dentro la fica, sono cazzi amari per tutti!!!
- tranquilla sorellina, non ci tengo ad avere un figlio/nipote da te!
- Roby… cazzo sta zitto e scopami, mi stai spaccando ti prego non ti fermare.
- Simo … sto per venire, voglio venirti in viso , ti prego voglio vedere il tuo bel faccino da angioletto ricoperto della mia sborra.
- Roby, che pazzo che sei, … ok lo sai che a me piace tanto il tuo sapore, e poi cosi non corriamo il rischio dell’altra volta.
Tolto velocemente il cazzo dal culo, me lo appoggia alle mie labbra, non faccio in tempo a dare qualche colpetto di lingua alla cappella che…
- siiiiiiiii che bellooooooo, prendi zoccola… tutta per te!!!
I primi schizzi si sparsero per tutto il viso e in parte nella mia bocca che stavo tenendo aperta per riceverne il piu possibile.
Finito di sborrare mi guarda e sorride. Sento tutto il viso caldo e appiccicoso, ho un occhio chiuso e sento che del liquido mi sta colando dal mento.
Mi sento davvero porca! mi piace.
- Simo sei uno spettacolo, credo che se fossi un opera d’arte, io sarei il nuovo Van Gogh hahaha
- Si poi mi esponi alla galleria delle belle arti hahaha dai va, mi sento distrutta, credo che andrò a farmi una doccia.
- Mi sa che ti seguo sorellina, poi… non vorrei che facendo la doccia scivoli e ti fai male…
- Hahaha ma che bel maialino che ho creato, ma non ti basto mai?
- No Simo, scoperei con te ogni momento della giornata.
- Dai stallone, calmati poi adesso sono veramente un pochino stanca, l’ultimo trattamento mi ha distrutta.
- Va bene per ora tregua allora, ma non credere che sia finita qua.
- Non ci penso neanche, e poi la notte è appena cominciata, e i nostri tornano solo domattina alle 6…
- Ti amo Simo,
- Anche io…

Simona… Una sorellina birichina

Simona… una sorellina birichina

Quella che sto per raccontarvi è una storia di pura fantasia, pensata e scritta a quattro mani con il prezioso aiuto di robcoast, un amico che mi ha contattata in mail e che mi ha suggerito la trama del racconto.

E’ Luglio, fa caldo, che palle di giornata, che faccio oggi? Le mie amiche mi hanno tutte dato buca per uscire e andare al mare, chi aveva un impegno col proprio boy, chi doveva fare altro, mi ritrovo qua da sola sotto lo scroscio dell’acqua della doccia a rinfrescarmi e pensare a che fare oggi. Trovato, mi metto su qualche cosa e me ne vado a fare un po di shopping in uno di quei centri commerciali dove la temperatura è mitigata dall’aria condizionata, ho visto dei costumi in una vetrina… credo proprio che saranno miei.
Esco dalla doccia, comincio ad asciugarmi che ho di nuovo caldo. In casa siamo solo io e mio fratello maggiore di 2 anni, i nostri genitori lavorano e fanno i turni quindi fino a tardi non saranno in casa. Lo sento che sta suonando la sua chitarra in camera sua quindi esco dal bagno cosi come sono tanto non puo vedermi … ha anche la porta chiusa… in teoria…
Mentre penso queste cose esco dal bagno e mi dirigo in camera mia per finire di asciugarmi e vestirmi quando a meta strada sento che smette di suonare. Corro verso la mia camera per evitare di incontrarlo e per fortuna mentre sto entrando in camera lui esce dalla sua. Fiuu non credo mi abbia notato che sono nuda. Distrattamente non chiudo bene la porta che con un colpo di aria, si riapre appena lasciando un filo di luce. Sono nuda di fronte allo specchio che mi sto asciugando i miei lunghi capelli neri, li lego a coda di cavallo, e comincio a scegliere cosa indossare per uscire.
Tutti i miei capi mi fanno venire caldo solo a guardarli quando eccoli, proprio quello che cercavo, un toppino leggero giallo limone che mi lascia scoperta la pancia e sotto una mini di jeans, indosso sotto un perizomino bianco e niente reggiseno, la mia 3^ misura sta benissimo cosi dentro il top e un paio di scarpe da ginnastica. Mi riguardo allo specchio, sono bellissima, lo so pecco di narcisismo, ma in fondo è vero, ho 22 anni, sono alta un metro e settanta, capelli neri lunghi legati a coda di cavallo, occhi verde mare, visino rotondo e angelico, una 3^ di seno perfetta, con due capezzolini appuntiti grandi come la punta di un indice, culetto sodo e alto, gambe liscie e ben tornite, minchia, se fossi un ragazzo mi scoperei da sola hahaha.
Mentre penso queste cose, mi aggiusto il top e noto un movimento , un sussulto alla porta, mah! Sarà l’aria, poi sento un rumore provenire dalla cucina… chissa che combina Roby.
Mi avvio verso la fonte del rumore, apro la porta e…
Roby ma che cazz…
E si cazzo proprio la parola giusta, il mio caro fratellone stava accovacciato a spiarmi dallo spiraglio della porta e aveva il suo cazzo in mano tutto rosso, segno che si stava menando di brutto!
- Ma Roby che fai! Mi spiavi brutto porcellone?
- Simo non ce la faccio piu, è da quando hai 14 anni che ogni volta che ti fai la doccia o ti cambi cerco sempre di spiarti e ogni volta mi sego. Mi dispiace.
Mentre diceva tutto questo tutto di un fiato e rosso come un peperone in faccia, noto che ha proprio un bel giocattolo, non tanto grande, ma lungo circa 20 centimetri e con una cappella lunga e affusolata.
Rimango impietrita ad ammirarlo e anche lui a me.
Non sappiamo piu che fare finche in me non scatta la scintilla del mio lato piu perverso…
- Dai non fare lo stupido, siamo fratello e sorella, non puoi fare certe cose… da solo!!
Con questa ultima frase lo lascio scioccato e mentre sta ancora elaborando nella sua testa a quanto gli ho detto, lo prendo letteralmente al guinzaglio e lo faccio entrare in camera mia.
- Allora briccone, da quanto mi stavi spiando?
- Be, quando sei entrata in camera avevo intravisto che eri svestita ma pensavo che eri in intimo, ma poi quando si è aperta la porta ti ho potuta ammirare in tutto il tuo splendore e non ho resistito.
- Ma dai, non immaginavo che potessi avere un tale effetto su di te, dai ora lasciami vedere che ho combinato.
Mi sono abbassata e in un attimo l’ho preso tra le mie labbra, Roby dopo un attimo di smarrimento ha cominciato a collaborare, mettendosi piu comodo e gustandosi la mia lingua e le mie labbra sul suo giocattolo.
Aveva un buon sapore, cazzo, stavo spompinando mio fratello maggiore!!!
Era da un po di tempo che non avevo un ragazzo fisso e la mia micetta stava comandando sulla testa ora.
Roby era in estasi sentivo le sue palle gonfie che stavano fremendo.
- Simo, sto per venire togliti!!!
Non ci penso per nulla e anzi, accelero il ritmo.
- AH! Ah! Ecccooooooomiiiiiiii………………sboorooooooo!!!!!!
Un caldo fiotto mi arriva direttamente in gola, gli altri riesco a malapena a trattenerli in bocca, mi scosto e un altro e un altro ancora mi si spargono sul viso e sulle tette, subito deglutisco tutto quel buon nettare.
- Roby, mammamia che roba… buono … ma da quanto tempo non ti sfogavi?
- Simo sinceramente non è molto, ma questo è tutto merito tuo quanto è successo, sei fantastica.
E dicendo questo ho cominciato a baciarlo, la sua lingua giocava con la mia a rincorrersi, non eravamo piu fratello e sorella, ma due amanti vogliosi di darsi piacere.
Le sue mani cominciano ad esplorare il mio corpo, mi toglie il top e subito dopo la mini.
Sono li con in dosso solo il mio mini perizomino fradicio e lui che mi sta mangiando con gli occhi. Cosi ora è il mio turno di godere gli dico e cosi facendo, gli do uno spintone e lo faccio sdraiare sul mio letto. In un attimo gli tolgo i suoi pantaloncini e la maglietta.
Ha davvero un bel fisico, molte volte lo avevo visto gironzolare per casa in boxer, ma cosi tutto nudo, … è proprio un bel figo!
Ci rotoliamo nel letto e presto di nuovo le nostre lingue si incontrano.
Mi sdraia di schiena e comincia a giocare con i miei seni.
- Simo è una vita che sogno questo momento non mi sembra vero
E cosi dicendo comincia a succhiarmi e massaggiarmi i capezzoli e i seni
- Dai cucciolone, fammi vedere che sai fare
scende e con le labbra comincia a scostarmi il perizoma, in meno di un attimo me lo toglie.
Ora ha di fronte a se il mio angolo di paradiso.
La mia patatina è di fronte al suo viso paonazzo, ho una leggera strisciolina di peli a formare un triangolino sopra il clito quasi ad indicare la direzione giusta.
Lui si avventa sul mio grilletto facendomi saltare.
Lo succhia lo mordicchia, mi sta facendo impazzire
- Roby amore eccomi eccoooooooo
e un fiume inonda la sua bocca. Ho avuto il mio primo orgasmo.
Ma lui ancora non smette di leccare, alterna i suoi movimenti, un po al clito e un po all’ingresso della mia vagina.
Infila un dito dentro mentre continua quel lavoro divino.
Ho un altro orgasmo.
- Roby ti prego mi fai impazzire cosi!
Il suo cazzo è di nuovo tornato di marmo.
- Ti prego Roby non resisto piu, scopami, ti voglio dentro. Ora!
Molto delicatamente, come se stesse per toccare un oggetto di rara bellezza e valore, mi appoggia la cappella all’ingresso della mia fichina in fiamme.
Lentamente, quasi una tortura, sento che millimetro dopo millimetro entra in me.
Come è in fondo si ferma e mi fissa negli occhi.
- Simo, ti amo sorellina mia
- Anche io Roby, ma ora ti prego non fermarti, fammi godere!
Comincia la sua danza dentro il mio ventre, non capisco piu nulla, gli orgasmi montano di continuo che oramai ho perso il conto.
Nell’aria si respira il nostro odore di sesso, e un rumore di sciacquettio è l’unica cosa che si sente oltre i nostri sospiri.
La precedente sborrata fa si che ora sia molto piu resistente, cosi mi fa girare e mi prende alla pecorina.
- Cazzo che bello, mi stai spaccando! Dai dai ti prego continua, me lo sento in testa!!!
- Si sorellina dai .. tieni… che fica stretta che hai…
Va avanti cosi per almeno 15 minuti finche non lo fermo a malincuore per fargli cambiare posizione. Lo faccio sdraiare e mi impalo sopra di lui. Ora posso finalmente baciarlo e dirigere io la scopata.
Mi tiene per le natiche, che ogni tanto sculaccia dandomi scosse di piacere, e con le labbra tortura di tanto in tanto i capezzoli che gli capitano a tiro.
- Si Roby dai ancora non fermarti dai
- Simo… Simo … non svegliarmi dimmi che è un sogno… wow sto scopando mia sorella, la ragazza piu bella di questo pianeta!!!
- Dai scemo non dire cazzate e continua, sei fantastico, lo sento tutto fino alle palle!
Ma come ogni bel sogno anche questo è destinato a finire.
Ancora pochi colpi e lo sento irrigidirsi, mi afferra piu stretto a se e scarica dentro la mia fica una abbondante sborrata che non riesco a trattenere e che lenta scende lungo il suo cazzo impastando i suoi peli e la mia patata.
Lo bacio, lo abbraccio.
- Amore, ma che hai fatto? Lo sai che non prendo precauzioni!!!
- Si Simo lo so, ma non ho capito piu nulla, che facciamo ora?
Tranquillo testone, per fortuna che domani mi dovrebbero venire le mie cose quindi non c’è problema, ma la prossima volta stai piu attento ok?
- Ci sarà una prossima allora?
- Certo che si, oramai che ti ho provato, non credere che ti lascio scappare cosi facilmente,e poi scusami ma l’altro buchino non ti piacerebbe provarlo?
- Detto cosi scoppiamo in una fragorosa risata che ci fa distendere entrambi.
Lentamente si è sfilato da me, e siamo andati in bagno per rinfrescarci e ripulirci.
Rivestita, mi sono recata a fare le compere, e scegliendo il costume, ho anche comperato un bel completino sexy… voglio proprio fargli un bel regalino la prossima volta.

By Laura e Robcoast

Rapita

RAPITA E VIOLENTATA

Ciao a tutti mi presento, sono Simona, ho 20 anni e quello che sto per raccontarvi è la mia storia dalla quale mi sto ancora riprendendo.
Il mio strizzacervelli, mi ha consigliato di scrivere questo mio racconto per provare ad esorcizzare quanto mi è accaduto un anno fa circa.

Inanzitutto mi descrivo, sono una ragazza molto carina da come mi dicono, ho capelli castani lunghi e lisci che mi scendono fino alle spalle, occhi verdi smeraldo, pelle liscia, viso tondo, alta 1,67 taglia 42, 3^ di seno e un bel culetto sodo e alto.
Del mio aspetto sono sempre andata fiera e ero la piu contesa della scuola.
Il giorno in cui sono stata rapita, stavo di ritorno da una festa in discoteca con amici.
Abito da sola in un posto non molto distante da Trieste, i miei si sono separati tanto tempo fa e io compiuti i 18 ho scelto di andare a stare da sola per non sentire le continue lamentele e litigi, e da allora sono stata quasi del tutto dimenticata da loro.
Era estate, e mi ero vestita con un microabito bianco dall’abbondante scollatura, la schiena scoperta e una mini ascellare, sotto indossai un perizoma lo stesso bianco e nient’altro.
Praticamente chiunque incontravo mi mangiava con gli occhi, a me piaceva stuzzicare e quella sera forse azzardai troppo.
Usciti dalla discoteca, tutti i miei amici facevano a gara per farmi proposte per riaccompagnarmi, e io da vera stronza non davo risposta a nessuno lasciando tutti in sospeso.
Alla fine accettai il passaggio da un tizio che conobbi lì in discoteca, nulla di particolare, ma mi attraeva molto. Mi disse di essere croato e che era lì con dei suoi amici ma che se non mi dava fastidio, mi avrebbe riaccompagnata dopo aver scaricato a casa i suoi amici.
Io accettai, pregustandomi una bella continuazione di serata.
Arrivarono le 3 e mezza che si era fatta ora di uscire dal locale, che riappare il mio amico, mi chiede se lo voglio seguire e usciamo dalla discoteca, mi accompagno alla sua auto, una fiat tipo e mi fece entrare. Una volta partiti, gli dissi che abitavo li vicino e che ero sola a casa, ma qualche cosa andò diverso dal previsto, un rumore improvviso da dietro me, mi sentii mettere qualche cosa davanti al viso, un forte odore pungente poi persi i sensi.
Al risveglio, ero completamente nuda, legata con delle manette ad una sedia ginecologica quindi con le gambe alzate bloccate da fasce. La stanza era calda, molto calda e completamente circondata da materiale che sembrava gommapiuma una luce al neon mi illuminava e una porta d’accesso.
Niente più. Cominciai a chiedere aiuto e dopo un po’ venne un uomo, incappucciato, che mi disse che ero stata rapita e che da un po’ di tempo mi tenevano d’occhio. Disse ridendo che da quel giorno fino a che non avessero avuto abbastanza di me, mi avrebbero tenuta lì per soddisfarli in ogni cosa avessero voglia.
Non sapevo quanti fossero, ma la cosa mi spaventò tantissimo che cominciai a piangere e chiedere pietà, anche perché io non ero di famiglia ricca e non poteva pagare nessuno per il mio riscatto. Mi dissero che dei soldi non gli fregava nulla ero io che interessavo a loro, il mio corpo.
Dopo di che il tizio fu raggiunto da altri 5 uomini tutti incappucciati ma stavolta nudi anche loro.
Pensai subito a quello che volevano farmi e cominciai a piangere supplicandoli di lasciarmi andare libera, ma di risposta mi diedero uno schiaffo dicendomi di smetterla che tanto nessuno mi avrebbe sentito e cercato, e detto ciò cominciai a sentire su di me mani e bocche che mi toccavano ovunque.
Dalla mia posizione non potevo fare nulla , sentii che una lingua si intrufolava nella mia intimità mentre mani mi toccavano i seni e strizzavano i capezzoli.
Una mano mi fece girare il viso di lato e subito mi piazzarono un cazzo in bocca.
Il mio disgusto fu enorme, ma non poteva fare altro che assecondarli.
Cominciai a succhiare quel cazzo,non molto grande, mentre sentivo che un altro si stava facendo spazio tra la mia fica abbondantemente bagnata dalla saliva del precedente assalitore.
Mi penetrò con violenza cominciando a sbattermi con foga, mentre avevo ancora l’altro in bocca.
Piangevo, ma a loro non importava nulla, mentre mi trombava, disse che da quel giorno la mia vita sarebbe cambiata radicalmente, che dovevo abituarmi a quella posizione perché non mi avrebbero più slegata fino a che non si fossero stancati di me.
Il terrore mi assalì e mentre ripensavo a quelle parole un caldo fiotto di sperma mi si riversò tra le labbra e in bocca.
Tossii, ma non potevo far nulla per ripulirmi dalla sborra che mi colava giù per le guance.
Sentivo che anche quello che mi stava scopando era sul punto di venire, lo supplicai di venire fuori, ma lui ghignando disse che non ero nelle condizioni di chiedere nulla e mi inondò l’utero di sperma.
Cominciai ad urlare e piangere di piu, ma di risposta un altro prese il posto del primo cominciando a stantuffare con foga.
Piangevo ancora quando un getto caldo continuo mi bagnò le tette e la faccia.
Il primo che si era scaricato in me, ora mi stava pisciando a dosso chiamandomi troia e cesso e dicendo che ero il loro cesso vivente, la loro sacca raccogli sborra cosi dicendo scoppiarono tutti in una risata.
Anche il secondo grugnendo mi venne in pancia, sentivo il loro succo uscire da me e scendermi per le natiche.
Un terzo uomo con un cazzo di gran lunga piu grande degli altri disse che mi avrebbe aperto il culetto.
Gridai invano di no. Lui si piazzo dietro di me, si lubrifico il cazzo con lo sperma che colava dalla mia fica e piano incomincio a farlo entrare nel mio forellino vergine.
Sentii un grande dolore, sembrava che mi stesse spaccando, ma era solo l’inizio.
Cominciò a spingere ed entrare sempre piu in fondo,fino a farmi sentire le sue palle sulle mie natiche.
Comincio a pompare incurante dei miei lamenti e andando avanti per un bel pezzo, fino a svuotarsi anche lui in me.
Uscito mi disse che come inizio, ero stata brava e che da quel momento chiunque in qualsiasi momento avesse voluto usarmi avrebbe potuto fare quello che voleva e mentre diceva questa cosa agli altri,incomincio a pisciarmi sulla fica e sul culo lavando via un po dello sperma che cominciava a appiccicarsi su di me.
Finito se ne uscirono tutti lasciandomi li, piagnucolante e ricoperta di piscio e sperma.
Mi faceva male tutto, ma non potevo ne toccarmi ne pulirmi, immobilizzata come ero.
Cominciai a piangere pensando a quanto accaduto e a cosa avrei dovuto sopportare di li in avanti.
Piangevo e piangevo finche non mi addormentai.
Non so quante ore passavano, ma il mio risveglio non fu con un bacetto che mi diceva che era stato solo un brutto sogno, ma un cazzo che mi entro di punto in bianco nella fica.
Era uno dei miei aguzzini che tranquillamente come se fosse una cosa normale incomincio a chiamarmi lamentandosi con un altro che stava passando davanti alla porta che ero piena e sporca e che dovevano darmi una ripulita per la festa che avrebbero tenuto la sera.
Detto questo comincio a pompare piu velocemente scaricandosi dentro me.
Fino a quel momento avevo ricevuto in me 3 sborsate. Prendevo la pillola, ma l’effetto non avrebbe durato a lungo se avessi perso il ritmo, e non sapevo nemmeno che ora era e che giorno era tanto avevo dormito.
Cominciai a piangere di nuovo pensando che oramai il danno era fatto e che non avrei neanche potuto fare nulla per impedire che si andasse oltre.
Uscito da me mentre si rivestì in fretta e corse verso l’uscita dicendo ad un altro di aspettarlo.
Mi lasciarono li cosi per ore interminabili.
Mi faceva male le braccia e le gambe per la prolungata posizione e incominciavo ad avere fame.
Mi scappava di fare pipi mi sentivo sporca chiesi aiuto e mi risposero che ero un cesso e che non avevo bisogno di andare altrove per pisciare avrei dovuto farmela a dosso
Resistetti per ancora un po, ma lo stimolo era enorme.
Sentivo lo sperma appiccicoso tra le mie gambe, un forte odore di orina, cominciai a fare pipi anche io, bagnandomi le gambe con il getto che non riuscivo piu a controllare.
Passo li davanti uno che vedendo la scena si mise a ridere e se ne andò
Torno di li a poco con una tinozza con dell’acqua e una spugna e comincio a lavarmi in maniera molto sbrigativa butto poi l’acqua per terra e con una scopa lavo il pavimento, poi si slaccio i pantaloni e tirato fuori il cazzo me lo mise in bocca ordinandomi di succhiarlo per bene.
Cominciò a scoparmi la bocca per un bel po di tempo.
Mi disse che aveva sentito che avevo fame, cosi ridendo mi disse ora ti sfamo io piccola troietta
E cosi dicendo mi riversò in gola un fiume di sborra che dovetti ingoiare per forza.
Brava mi disse non ne hai sprecata nemmeno una goccia, ora arriva il secondo aspetta cosi dicendo chiamo un altro uomo che subito mi si fiondo col cazzo gia diritto in bocca e poco dopo una nuova bevuta mi riempi la gola.
La cosa non passò inosservata da un terzo che era li sulla porta e che eccitato dalla situazione comincio a scoparmi.
Aveva un cazzo lungo e grande.
Mi riempiva le pareti della vagina, lo sentivo scorrere in me, fino ad ora non mi aveva mia presa lui.
Incominciavo a anche io oramai rassegnata al mio ruolo di sacchetto vivente per lo sperma a gustarmi la chiavata.
Però incurante che stessi o no raggiungendo l’orgasmo e senza aspettare che anche io lo raggiungessi, mi riempi con una sborrata cavallina che sentivo uscire da me mentre ancora lui era dentro e continuava a sbattermi.
Forse era tutta roba sua o forse era ancora quella degli altri che stazionava dentro me…
Anche io in quel momento raggiunsi per la prima volta che ero li il mio orgasmo.
Se ne accorse facendolo notare anche agli altri dicendo: Hei ragazzi, la troia comincia a provarci gusto scoppiando in una fragorosa risata.
Si ritrasse da me e con ancora il cazzo sporco di sperma me lo mise in bocca orinandomi di ripulirglielo per bene.
Lo presi in bocca e lo ripulii dello sperma che era rimasto, il suo cazzo non tendeva a scendere di dimensioni cosi ne approfitto ritornando dietro me e mettendomelo dentro il culo d’un solo colpo facendomi rimanere senza fiato.
Cominciò a pomparmi alternando tra culo e fica, per poi scaricarsi dentro il mio culo.
Uno di loro poco dopo arrivò con in mano un piatto con del cibo e un bicchiere d’acqua.
Da quella posizione non potevo certo nutrirmi da sola, cosi mi imbocco.
Fu forse la cosa piu umana che avevano fatto fino a quel momento.
Poi mi disse che era ora del dolce e abbasstatosi i pantaloni, mi mise il suo maleodorante cazzo in bocca costringendomi a succhiarglielo, ma non si accontentò, si sposto dall’altra parte e me lo mise dentro la fica senza problemi facendo uscire un po’ di sperma da quello che oramai non era piu un utero, ma una sacca tracimante di sperma.
Mi chiavò tanto e a lungo facendomi male, spostandosi dalla fica al culo per poi ritornare alla fica.
Pensavo che non avrebbe mai finito, ma mi chiese dove volevo gustare il dolce, se in fica in culo o un bocca.
Io rimasi inebetita dalla richiesta e lui visto che non mi pronunciavo mi venne in fica, poi uscendo il suo cazzo da me sporco di sperma suo e di chi sa chi altro, me lo porse alle mie labbra dicendomi di gustarmi il mio dessert e di farci l’abitudine perché da ora in poi miei pasti sarebbero stati cosi se non più ricchi.
Ripulii il suo cazzo con la mia lingua fino a che non divenne piccolo.
Come ebbi finito, se ne andò lasciandomi da sola di nuovo per non so quanto tempo.
Dopo un po di tempo
Arrivò uno di loro che stava parlando con un altro di questioni da risolvere su una certa cosa che non capii e come nulla fosse si tirò fuori l’uccello e comincio a pisciarmi in faccia.
Spostai il viso, ma il suo getto mi colpi lo stesso bocca occhi orecchie .
Come ebbe finito, come era entrato se ne andò, come fosse andato in un cesso normale, solo che al cesso almeno avrebbe tirato l’acqua invece a me lascio il viso e i miei capelli imbrattati di urina.
Il trattamento ando avanti per non so quanti giorni, mi faceva male tutto non sentivo piu ne gambe ne braccia, avevo la fica e il culo doloranti e pieni dei loro liquidi seminali che uscivano di continuo, sporca di piscio e a terra anche di cacca che purtroppo avevo dovuto farmi a dosso.
La cosa non passò inosservata tanto che un giorno arrivò uno di loro con un paio di scalette di quelle richiudibili.
Subito non capivo a che cosa gli potevano servire.
Ne piazzo una su di un lato della poltrona e una su di un altro all’altezza del mio seno.
Fatto cio, di denudò la parte inferiore e salì le scalette.
Di li cominciai a capire che cosa voleva fare.
Si piazzo quasi seduto con il suo uccello penzolante sulle mie labbra e il sedere sulle tette.
Non aspettai molto che un forte getto di urina mi colpì in pieno il viso, lo stronzo per nulla pereoccupato si mise a leggere un giornale che si era portato, proprio come fosse al cesso di casa sua.
Finito di pisciare, sentìì con mio grande disgusto un qualche cosa di caldo che mi si posava sul seno.
Si, stava cacandomi addosso!
Comincio a sforzarsi, l’odore era asfissiante, finito che fu, scese dalle scalette, mi mise il cazzo in bocca e dopo poco si svuotò sulla mia faccia.
Lasciò le scalette li e altri approfittarono di me come cesso tanto che avevo il torace completamente imbrattato di cacca, ma non si limitarono a cacarmi sul petto, ci fu uno che piu audace degli altri, si mise al contrario e espletò i suoi bisogni maleodoranti sul mio viso.
Non potevo piu neanche ribellarmi e urlare perche mi sarebbero caduti direttamente in bocca.
Mi venne da vomitare ma non ci riuscii, non mangiavo a sufficienza da poter rigettare qualsiasi cosa. Avevo solo conati.
Ma per fortuna la cosa cessò, infatti si resero conto che l’aria non era piu respirabile (per loro, non per me), e per il fatto che non potevano piu ciucciarmi i capezzoli e farsi fare pompini a dovere.
Cosi dopo un giorno intero trattata come un vero cesso, arrivò uno di loro con un tubo dell’acqua e mi lavò di dosso quanto piu lerciume poteva, badando però bene a non ripulirmi la fica e il culo, perche li dovevo mantenere i loro liquidi dentro e non dovevano andare persi nel lavaggio.
Un avolta ripulita, per ricompensa che mi aveva fatto il bagno mi chiavo anche lui riversandomi dentro una nuova dose di sborra.
Ero totalmente rassegnata, oramai non mi lamentavo neanche piu, avevo perso il conto di quanti e quante volte mia avevano violentata.
I giorni passavano senza che io mi rendessi conto, vedevo sempre lo stesso soffitto con lo stesso neao e una infinità di cazzi che mi violentavano qualsiasi buco a qualsiasi ora della giornata.
Ci furono feste tra di loro, un giorno partecipò ad un loro festino anche un’altra ragazza, una loro complice, la quale vedendomi, disse che ero molto bella e se poteva darmi una leccatina alla fica.
La avvisarono che ero “ripiena” in qualsiasi buco.
Detto cio si accovaccio tra le mie gambe e comincio a leccarmi il clitoride.
Fu una senzazione molto diversa dalle altre volte, finalmente provavo anche io un po di piacere da quel trattamento.
Da come capivo mentre lei mi leccava la fica entrandomi dentro con le dita e facendo fuoriuscire sperma che subito bevevo come da una fontana, uno dei suoi amici la stava scopando.
Lei molto sadicamente chiese al suo amico, di non venirle dentro perche non voleva rimanere incinta, ma di non sprecare il suo sperma e di rigettarlo dentro di me che tanto ne aveva bevuto molto ed era ora di ri riempirmi.
Mi venne da piangere, credevo che quella ragazza avesse compassione di me e invece si rivelò uguale a loro.
Finita la scopata infatti il suo amico se ne usci veloce da lei per venirsi a scaricare dentro di me.
Lei quindi salì gli scalini e si piazzo con la fica sulla mia bocca orinandomi di leccarla come lei aveva fatto a me.
Non lo avevo mai fatto prima di quel momento, ma capii subito cosa dovevo fare per accontentarla, e cosi cominciai a leccare quella fica e quel clitoride che avevo davanti alla bocca, mentre un nuovo cazzo si stava facendo strada nel mio culo.
Vennero quasi insieme lei e il suo amico, era la prima volta che assaggiavo la sborra di una donna, era buona, dolce.
Ma anche lei volle fare come i suoi amici, e subito dopo essersi ripresa dall’orgasmo che le avevo regalato, per ricompensa mi pisciò diritta in bocca.
Non potei fare a meno di bere una buona quantita della sua urina.
Tossii che quasi mi strozzavo, lei scese dal mio viso e guardandomi con un’espressione quasi da compatirmi, mi diede un bacio in bocca, dicendomi grazie che le era piaciuto tantissimo e che mi sarebbe venuta a ritrovare.
Un giorno arrivarono in una quindicina e mi dissero che mi avrebbero liberato dalla poltrona per poter abusare di me piu liberamente.
Tra loro c’era anche la ragazza della volta precedente.
Cosi mi liberarono le mani e i piedi.
Mi fecero rialzare ma non ce la facevo a reggermi in piedi.
Mi portarono a braccia in una camera sopra un letto e cominciarono a violentarmi in gruppo anche con doppie penetrazioni.
Svenni diverse volte mentre abusavano dei miei orifizi allargati al massimo dalle ripetute penetrazioni, ma loro incuranti continuavano a riversare su e dentro di me litri e litri di sperma.
Conclusero poi con una bella doccia di urina e una cacata da parte di ognuno di loro degna da cesso di una stazione dei treni.
Anceh la ragazza volle espletare su di me e mi piazzo un bello stronzo fumante preciso in bocca, tanto che per respirare dovetti masticarlo e deglutire con grandissimo disgusto.
Alla fine mi lasciarono dopo non so quanto tempo sul letto in mezzo ad una pozza di liquami e merda.
Mi addormentai quando mi risvegliai ero si ancora nuda e piena dei loro liquidi e sporca ovunque, ma in mezzo ad un boschetto.
Nel sonno mi avevano probabilmente anestetizzata e liberata.
Poco lontano da me potevo vedere dei vestiti, una tuta da ginnastica e un paio di scarpe, c’erano anceh un pacchetto di fazzolettini tipo quelli che si usano per i bambini piccoli, e un biglietto scritto al computer.
Su c’era scritto: da oggi sei libera, sei stata in nostro possesso per un mese preciso, riprenditi e torna alla tua vita normale e non fare mai accenno a quanto hai subito altrimenti ti verremo a cercare e non ti terremo per un mese, ma per un ben piu lungo periodo.
A presto, sacchetto di sborra…

Mi rialzai a fatica e provai a fare alcuni passi, ad ogni passo dai miei buchi dilatatissimi fuoriusciva litri di liquidi, piansi un po per quanto mi era successo, un po per la contentezza di essere di nuovo libera, cercai di ripulirmi alla meglio , mi rivestii di quei panni lasciati li, e piano piano mi incamminai lungo un sentiero .
Dopo un ora circa, arrivai ad una piazzola di un parcheggio, c’era un telefono guardai nelle tasche della tuta, mi ritrovai alcune monetine, telefonai ad una mia amica, dandole come riferimento una scritta che vedevo su di un’insegna stradale, mi trovavo nella ex jugoslavia a pochi chilometri dal confine.
Aspettai per un po di tempo li seduta a ripensare al mese trascorso in balia dei miei violentatori fino a che non arrivò laura che mi fece salire chiedendomi che cosa mi fosse accaduto e perche mi trovavo li.
Inventai una scusa che faceva acqua da tutte le parti, ma lei non volle sapere di piu, mi voleva bene e vedendomi scossa non stette ad insistere.
Ora è passato un anno dall’accaduto, ma nell amia testa tante cose sono cambiate.
Ho ripreso si la mia vita di prima, ho richiesto ed ottenuto di avere un aborto, e mi feci mettere la spirale.
Ora nonostante l’esperienza sia stata traumatica, mi ha segnato per sempre, nella mia testa adesso ho bisogno ogni tanto di rivivere quell’esperienza che se pur traumatica nei primi giorni, col passare del tempo era divenuta una cosa normale di vita quotidiana, avere rapporti multipli, espletare i propri bisogni cosi al naturale… tanto che cominciai a frequentare un night club e una volta al mese mi mettevo a completa disposizione dei clienti su di una poltrona ginecologica come quella dove ero stata messa e soddisfo, stavolta senza che me lo obblighino, le loro richieste piu perverse.
Giro per casa nuda quasi tutto l’anno e espleto le mie funzioni nella vasca da bagno.
Da quel punto di vista non credo che tornerò alla vita di sempre, ma la cosa è starno, mi piace e mi stimola a continuare.
Ora vi saluto, chiudo qua la mia lettera forse un giorno scriverò di me di altre situazioni che sto vivendo ora.
Una mia folle speranza? Che un giorno la cosa si ripeta…
Ciao Simona 86.

Se volete commentare il racconto o darmi consigli su come migliorare, scrivete a fairness@hotmail.it

Laura al video porno shop

Laura… la porcellina

Questo è un racconto di fantasia, nel quale la protagonista vive un’esperienza ceh mi eccita tantissimo e spero faccia altrettanto a voi lettori

Laura veniva da un paesino, aveva diciotto anni ed era nuova della città. Non aveva fatto molti amici, lei diceva perché non era abituata ad uscire di notte. L’avevo incontrata sull’autobus quando andavamo e tornavamo dal lavoro. Salivamo e scendevamo alla stessa fermata. Benché fosse molto più giovane di me (ho quarantadue anni) ci siamo subito intesi. Lei era un delicato cambiamento rispetto alle mie ultime “faticose” donne ed i miei sentimenti verso di lei non erano completamente paterni. Era molto sottile, con corti capelli biondi e gli occhi più blu che avessi mai visto. A causa della sua sottile, delicata figura, i suoi seni erano piuttosto piccoli; ero ansioso di vedere esattamente quanto piccoli. Era alta un metro e settanta e le sue gambe erano magnifiche, sembrava una ballerina. Sotto le lunghe gambe appariva il culetto più piccolo e rotondo che si potesse immaginare. Una sera ci siamo fermati per un drink in un piccolo bar all’angolo vicino alla fermata dell’autobus. Ci siamo seduti ad un tavolino ed abbiamo ricostruito la nostra giornata l’uno per l’altro, dicendoci di come eravamo contenti che fosse venerdì. Venendo da un paesino era piuttosto curiosa di visitare la città ed era dispiaciuta di aver visto così poco nel tempo che vi aveva passato. Abbiamo preso altri drink, né l’uno né l’altro aveva particolari impegni quella sera; eravamo un po’ brilli e Laura ha detto che c’era qualche cosa che al suo paese non c’era e che voleva veramente vedere. Il suo viso è diventato rosso brillante mentre diceva “Oh mio Dio, devo aver bevuto più di quanto pensassi.” “Perché? Cosa vuoi vedere”? “Mi dispiace di averlo detto. Non posso domandare una cosa del genere ad un uomo.” L’ho convinta a parlare e lei mi ha detto che non aveva mai visto un film porno. Non aveva il coraggio di andarci da sola ed era anche imbarazzata ad andarci con qualcun altro. Le ho detto che avevo visto molti film porno e di non essere imbarazzata, sarei stato contento di accompagnarla. Se voleva avremmo potuto andare nel porno shop in fondo alla strada e guardare qualche trailer per capire se voleva proprio vedere un film completo; abbiamo finito di bere , ho pagato il conto e ci siamo diretti verso il negozio. Era un po’ esitante ad entrare ma evidentemente avevamo bevuto a sufficienza, ha detto all’inferno, abbiamo aperto la porta e siamo entrati. Ho cambiato ventimila lire in monete e ci siamo diretti alle cabine. Ci saranno stati 30 box e c’erano molti uomini in attesa del loro turno per vedere i film. Laura ha cercato di non guardarli ma loro non facevano alcuno sforzo per nascondere il loro interesse per lei. Siamo scivolati in un box non occupato senza preoccuparci di quale film si trattasse, ho chiuso la porta e ho girato la serratura. Era scuro là dentro, con l’eccezione delle lucine rosse che luccicavano vicino ai quattro slot. Ho fatto scivolare una moneta nella prima fessura ed lo schermo si è acceso mentre il primo film iniziava ed era a metà della durata. C’era uno schermo abbastanza grande e lei per la prima volta nella sua vita ha visto due uomini ed una donna, un uomo col cazzo enorme infilato nella gola della donna ed l’altro che la fotteva da dietro. Laura ha rantolato e mi si è appoggiata spaventata dalla scena che passava sullo schermo. L’ho circondata con un braccio da dietro e siamo stati così a guardare il film mentre di tanto in tanto infilavo una moneta nella fessura. Il suo respiro era diventato poco profondo e veloce ed io ho lasciato che la mia mano errasse sulla parte anteriore della camicia, su quelle piccole tette. Non mi ha fermato; io le ho massaggiate attraverso la stoffa ma poi ho aperto i bottoni e ho fatto scivolare la mano dentro. Erano veramente piccine, soprattutto il capezzolo, ma sporgeva di due centimetri dal seno. L’ho strofinato tra il pollice e l’indice e l’ho sentita anelare sotto voce. Ora la sua respirazione era più rapida ed i suoi occhi non abbandonavano mai lo schermo. Ho lasciato che la camicia rimanesse aperta e ho fatto scivolato le mani giù alla vita e poi giù a quelle meravigliose cosce. Le mie dita hanno afferrato la stoffa della gonna e lentamente l’hanno alzata alla vita. L’ho ripiegata, ho mosso le mani davanti a lei a sentire la morbida pelle nuda della sua pancia. Indossava piccole mutandine di cotone, vi ho fatto scivolare dentro le dita e poi nella sua micia. Questa volta non è rimasta quieta mentre un basso lamento le sfuggiva dalle labbra. Ho capito che fuori l’avevano sentito dal rumore dei chiavistelli dei box vicini al nostro che si chiudevano. La sua fica era incredibilmente bagnata ed aveva una clitoride che era simile ad un piccolo cazzo. Sporgeva tra le labbra e, come i suoi capezzoli, spuntava per quasi due centimetri. Era duro e scivoloso. Ogni volta che lo toccavo lei si lamentava e involontariamente scuoteva le anche. Le mutandine erano cadute alle caviglie; ha alzato un piede per liberarsene ed aprendo le gambe mi ha dato libero accesso a tutto il suo corpo. I suoi occhi erano sempre incollati all’azione che si svolgeva sullo schermo. I miei occhi ora si erano abituati all’oscurità e col bagliore che proveniva dal film sono riuscito a vedere meglio nella cabina e ho capito perché i box di fianco al nostro erano stati occupati. Sui due lati della cabina un buco grande come la testa di un uomo era stato tagliato nel compensato ed infatti c’erano due uomini che ci osservavano impazientemente. Non avevo nessuna intenzione di smettere e Laura sicuramente era nel suo mondo particolare. Mi sono chinato in avanti e ho fatto correre la lingua intorno al suo collo fino all’orecchio. “Baby ti chiaverò proprio qui nella cabina, vuoi un cazzo caldo e duro nella tua fica?” Mi piaceva parlarle in quella maniera ed ero sicuro che non le avevano mai parlato così prima di allora. Ha provato a rispondere ma come ha cominciato a parlare il mio dito ha colpito la sua grande clitoride e tutto quello che è stata in grado di rispondere è stato, “uhhhh” Mi sono slacciato i pantaloni ed i boxer e li ho lasciati cadere sul pavimento pensando solo per un momento allo stato del pavimento che sembrava scivoloso sotto i miei piedi. I miei venti centimetri di cazzo erano duri e pronti per prendere una micia calda. Ho lasciato che scivolasse tra le sue gambe e si fermasse tra le labbra e contro la clitoride enorme. Le mie mani sono risalite ai suoi capezzoli e ho cominciato a parlarle di nuovo nell’orecchio. “Muovi quella fica calda per me, falla scivolare avanti ed indietro su questo grande cazzo. Sto per fotterti la bocca, la fica e anche il culo mentre guardi il film”. Le sue anche snelle hanno cominciato lentamente ad ondeggiare; attraverso i buchi nelle pareti sapevo che gli uomini avevano sentito quello che avevo detto. Avevano tirato fuori i cazzi e si stavano masturbando mentre ascoltavano, sapevo che quella piccola diciottenne snella era sotto il mio controllo, sapevo che avrebbe fatto qualsiasi cosa gli avessi detto, era eccitata, più eccitata che mai. Non si preoccupava di dove fosse, si sarebbe fatta fottere anche sul tavolo della sala di sua madre. Le ho tolto completamente la camicia e l’ho lasciata cadere sul pavimento appiccicoso, dopo di che le ho tolto la gonna facendogliela passare per la testa e l’ho lanciata in un angolo. Ad eccezione delle scarpe era nuda; l’ho afferrata per i capelli, l’ho fatta girare e l’ho spinta in ginocchio. Respirava pesantemente e la pelle era così calda che ha accondisceso subito non appena ha capito quello che volevo. Una mia mano si è appoggiata alla sua nuca bionda e guidando il cazzo con l’altra ho dipinto le sue labbra col liquido pre seminale che aveva cominciato a formarsi sulla cappella gonfia; poi, spingendo con maggior forza, la testa del cazzo furioso è scivolata in quella dolce bocca bagnata. Sono rimasto fermo per un po’ godendo della sua incantevole lingua e della vista di quegli uomini che guardavano mentre lei succhiava la mia erezione, poi ho preso la sua testa con ambedue le mani e ho cominciato a fottere sul serio. L’ho fatto scivolare dentro fino a che il suo naso non è stato seppellito nei miei peli pubici, poi l’ho fatto uscire di nuovo sino alla punta. Dentro e fuori, con sempre maggior forza fino a che lo sperma non ha cominciato a bollire nelle mie palle ed infine è stato sparato dal mio cazzo alla sua bocca. Non appena sentita la sborra si è lamentata e ha ingoiato impazientemente. Ho fatto scivolare fuori la verga dalla bocca e l’ho agitata così il fiotto è finito sul suo viso, l’ha colpita sopra il naso ed è scivolato giù per le guance rosa. Ho continuato a menarlo e spasmo dopo spasmo ha vomitato fuori la sborra colpendola sulle labbra, sulla fronte, sul mento, lei muoveva il viso come chi sotto la doccia cerca di bagnarsi tutta la faccia. Aveva una mano tra le gambe e si accarezzava quella dura clitoride in una maniera non dissimile da quella con cui mi accarezzavo il cazzo. La fronte era completamente coperta e tutto sembrava scivoloso per il mio sperma. Ho fatto segno all’uomo alla mia destra di mettere il cazzo nel buco nel muro. Lo aveva corto ma incredibilmente grosso e ha schiacciato la sua grande pancia contro la parete ma era troppo distante perché Laura potesse prenderlo; mi sono chinato, le ho preso una mano e gliel’ho messa su quella grossa erezione. Si è spaventata e ha cominciato a tirare indietro la mano. Le ho girato la testa e quando ha visto il cazzo alla luce fioca, la sua testa è crollata in avanti ed il grosso cazzo è scomparso nella sua bocca. Sono rimasto dietro di lei e mentre succhiava il suo culo si spingeva verso la parete di sinistra. Una mano ansiosa è comparsa nel buco e delle dita sono scivolate nella micia zuppa. Le mie mani sono andate ai suoi seni e li hanno accarezzati fermandomi poi a giocare coi capezzoli. Nonostante avesse quella grossa verga in bocca, si lamentava e le vibrazioni della sua voce l’hanno fatto venire prematuramente facendogli spedire un secondo carico di sborra sulla lingua della ragazza e giù per la sua gola. Lei voleva freneticamente dell’altro sesso, altro sperma, altro cazzo. Si è alzata e ha avvolto una delle sue gambe lunghe e snelle intorno alla mia vita, con una mano ha preso la mia ringiovanita verga e se l’è messa nella fica. Era stretta ma estremamente bagnata. Ha spinto indietro la testa e le due mani mi erano sul culo; le sue anche hanno cominciato a muoversi ad una velocità che a momenti mi faceva perdere l’equilibrio. La sua voce ora era più frenetica ma di tono più basso. “Dammi più cazzo, fottimi, voglio più cazzo, fottimi più velocemente.” La sua voce era alta ed ero sicuro che una folla si era radunata fuori della nostra cabina. Respirava forte e rantolava, ci siamo girati e ho fatto spingere il suo piccolo culo sudato contro il buco nella parete. Ha gridato “Sì fottimi nel culo, spingilo dentro” ho capito che l’uomo nell’altra cabina stava sfruttando l’occasione rara ed aveva conficcato il suo cazzo nel piccolo culo mentre io le riempivo la micia. Sentivo il suo cazzo contro il mio separato da una sottile membrana di carne ed abbiamo preso il ritmo. Lui ha gridato “Dio sto venendo” e ho compreso che il nostro segreto era definitivamente svelato, probabilmente ci sentivano anche in strada. Sono venuto per la seconda volta e le ho inondato la fica, la sborra correva giù per le sue cosce e si mescolava con lo sperma che l’anonimo dell’altro box aveva sparato su per il suo culo. Ho fatto un passo indietro per fiatare. Il mio cazzo bagnato ha cominciato a contrarsi mentre lei aveva ancora quello sguardo frenetico dentro gli occhi “Voglio altro cazzo, voglio ancora più cazzo ora.” Ho provato a zittirla ma non mi ascoltava. Ha aperto la porta e si è immersa nella folla raggruppata davanti alla nostra cabina. La folla si è aperta e poi si è richiusa mentre lei spariva nella hall. Ho raccolto i miei vestiti, li ho indossati e sono uscito. Lei era da qualche parte sotto quell’ammasso di gente in fondo alla sala. I vestiti volavano in ogni dove, il direttore mi ha toccato sulla spalla e mi ha detto “Non si preoccupi, ho chiuso il negozio e ho chiuso a chiave la porta.” Poi si è affrettato verso la folla sbottonandosi la camicia. Laura gridava che voleva ancora più cazzo. Ci saranno stati venti uomini inginocchiati e sdraiati vicino a lei. Mani dappertutto, uomini che mettevano i loro cazzi in qualunque dei suoi buchi, e lei continuava ad implorare di dargliene di più. Gli uomini si masturbavano e le venivano sulle tette, sul viso, un uomo le fotteva i capelli. Lei era scivolosa di sudore e sperma dalla testa alla punta dei piedi. I capelli erano appiccicati alla testa come se fosse appena uscita dalla piscina. Ad uno ad uno dopo aver finito od essendo stanchi, si tiravano indietro. Per ultimo è rimasto un uomo grottescamente obeso che stava sulle mani e sulle ginocchia sopra di lei. La ragazza si sollevava dal pavimento per farsi infilare la micia dal cazzo; alla fine è crollata e lui è venuto sprizzandole lo sperma sullo stomaco. Il direttore ha acceso tutte le luci e l’abbiamo guardata. A gambe aperte con la sborra che le usciva e scendeva sul pavimento, i capelli si erano in parte asciugati e sembravano un unico pezzo solido. La micia era rossa e gonfia ed il buco aperto e cadente come se fosse esausto. Ho notato che aveva segni di morsi sulle cosce ed intorno ai capezzoli. Respirava pesantemente, ha aperto gli occhi e mi ha guardato. Si è seduta e sorridendo ha detto “Era come nel film.” Ho recuperato i suoi vestiti luridi e si è vestita. L’ho accompagnata a casa, fortunatamente aveva una sciarpa per coprire la sborra essiccata sui capelli. Mi sono seduto nel suo soggiorno mentre lei si faceva un bagno. Quando ha finito ed è uscita, si è seduta e ha detto “Temevo che succedesse qualcosa del genere, era già accaduto ad una festa scolastica.” Mi ha fatto l’occhiolino “mi era piaciuto anche allora.”

By Laura fairness@hotmail.it

Festa in maschera

Simona e la festa in maschera

Mi chiamo Simona ho 18 anni e vivo in una villetta in periferia di Roma.
Sono fotomodella e faccio il liceo scientifico, sono bisex e molto perversa.
Una sera (era carnevale) tornando da una sfilata, mentre stavo entrando in casa, sentivo della musica e delle voci, e incontrai mio fratello che andava ad una festa e mi disse: qui sono tutti impazziti trovati una maschera e truccati, perché tanto non riconoscerai nessuno.
Mentre entravo notai da un angolo che erano tutti mascherati e veramente non si riconosceva nessuno, così decisi di vestirmi anch’io.
Trovai un vecchio vestito da cannibale, con una maschera che aveva un osso sul naso che mi copriva in volto.
Iniziai ha mettermi del nero sulla faccia e sulle mani.
Ora ero davvero irriconoscibile, e scesi tra la gente.
Cercavo di trovare mio padre e mia madre ma niente, non riconoscevo nessuno.
Mentre la musica suonava a tutto spiano, cominciai a ballare, e vedevo dei movimenti strani del tipo delle coppie che si appartavano, altre che mentre ballavano si strusciavano con i loro corpi.
Mi sembrava tutto così strano pensando che li in mezzo ci fossero i miei genitori, cercavo di capire quali fossero ma non riuscivo proprio a capirlo.
Improvvisamente si avvicinò a me un uomo vestito da zorro con dei baffetti finti e una maschera sugli occhi, e iniziò a ballare di fronte a me.
Improvvisamente la musica cambiò, ora c’era un ballo lento e quel signore mi attirò a se abbracciandomi e ballando lentamente.
Mi disse qualcosa ma non riuscivo a capirlo perché il volume era molto alto.
Vedevo le altre coppie che ormai erano molto intime, alcune addirittura senza ritegno si baciavano e si toccavano.
Improvvisamente le mani del mio cavaliere cominciarono ad accarezzarmi la schiena, lo lasciai fare per vedere dove voleva arrivare, e improvvisamente cominciò ad accarezzarmi il culo, appoggiandosi a me con il suo ventre.
Sentivo il suo membro enorme spingermi in mezzo alle gambe, cominciai ad eccitarmi e ha strusciarmi addosso a lui.
La musica cambio di nuovo e lui avvicinandosi al mio orecchio mi disse di aspettarlo un attimo li.
Passarono alcuni minuti ed io cominciavo a dubitare di aver capito bene dato che il volume dello stereo era molto alto.
Improvvisamente lo vidi avvicinarsi a me con due bicchieri di spumante in mano, porgendomene uno.
Io sono astemia ma decisi di berlo, lui mi prese per un braccio e mi portò in un angolo appartato della stanza dietro a delle tende.
Ora potevo quasi sentire quello che diceva.
Gli dissi chi sei, e lui: é più bello non sapere chi siamo, e in effetti era veramente così, cosi cercavo di capirlo dalla voce ma il volume era troppo alto.
Mentre parlavamo mi disse guarda la.
Io mi girai e vidi che dall’altra parte della stanza dietro a delle tende, c’era una donna vestita credo da damigella,
inginocchiata con un cazzo nella sua bocca.
Non si vedeva la persona in piedi, ma si vedeva benissimo il suo cazzo entrare ed uscire dalla sua bocca.
Rimasi a guardarli, era molto brava, leccava e affondava la sua bocca su quel cazzo come fosse un gelato.
Improvvisamente il mio amico mi chiamo, io mi girai, e lui disse quella è mia moglie, ti va di fare come lei, e lo tirò fuori.
Era enorme non avevo mai visto un cazzo così grande, rimasi senza parole, e mi inginocchiai davanti a lui, iniziando a leccarglielo.
Provavo una sensazione strana, non capivo cosa ma mi piaceva.
Facevo fatica a farlo entrare in bocca, ma volevo farlo.
Era la prima volta che provavo quella sensazione, quel cazzo enorme mi fotteva la bocca, sembrava di marmo, non riuscivo a respirare, e dopo alcuni colpi mi riempì la bocca con il suo seme.
Non mi piace berlo ma quello aveva un sapore particolare, e provai un piacere immenso quando lo mandai giù.
Poi disse ora tocca a te, mi fece alzare e piegare in avanti, abbassò la calzamaglia e da sotto la gonnellina, iniziò a leccarmi la fica .
Poi iniziò a fottermi con due dita mentre mi leccava il buco del culo, era stupendo e dopo alcuni secondi venni come non mai.
Stavo ancora riprendendomi quando sentì la punta del suo cazzo spingere sulla mia fica.
Rimasi immobile, impaurita dal dolore che avrei provato, e gli dissi fai piano.
Lui spingeva delicatamente, lo sentivo entrare piano piano, e mi sentivo allargare come non mai, ma non sentivo dolore,
anzi la cosa mi piaceva enormemente. Una volta entrato tutto iniziò a stantuffarmi con dolcezza, la cosa mi piaceva , ma mi piaceva di più il fatto che non sapessi chi fosse, e dopo alcuni colpi raggiunsi un orgasmo mai raggiunto prima.
Accortosi del mio orgasmo prolungato, lo tiro fuori, mi mise una mano sulla bocca, e con un solo colpo lo infilò tutto nel mio culo.
Provai un dolore pazzesco, e lanciai un urlo soffocato dalla sua mano, mi sembrava di svenire, avevo le gambe molli, mi sembrava che mi stessero spaccando in due.
Lui lo affondava tutto dentro di me, ora piano piano il dolore andava sparendo, la cosa incominciava a piacermi, lui se ne accorse e tolse la mano dalla bocca, prendendomi per i fianchi.
Mi resi conto che non mi era mai piaciuto così tanto, quando venivo inculata dal mio ragazzo, quel cazzo enorme mi stava mandando in estasi, e sentivo che stavo avendo il più bell’orgasmo della mia vita. Sentivo anche lui che gemeva, e dopo qualche istante venimmo contemporaneamente.
Ci misi almeno cinque minuti per riprendermi da quella inculata formidabile, provai a sedermi per terra ma il dolore era troppo forte, provai a toccarlo ma era orribilmente dilatato tanto che due dita entravano come niente fosse.
Lui era li in piedi davanti a me con il suo cazzone penzolante, e disse adesso puliscilo con la lingua.
Io avvicinandomi con la bocca iniziai a leccarlo, era ancora mezzo moscio e quindi potevo farlo entrare in bocca con facilità, e dopo alcuni colpi era di nuovo in tiro.
Pensai che non avrei resistito ad un’altra penetrazione, ma lui mi sbottonò quella specie di camicia, mi tirò fuori le tette e iniziò a strusciare il suo cazzo sui miei capezzoli.
Poi lo mise in mezzo al mio seno e iniziò a muoversi avanti e dietro arrivando con la punta vicino la mia bocca.
Non avevo mai fatto una spagnola e la cosa mi piaceva, lui deve essersene accorto e prese le mie mani spingendole sul mio seno, in modo che aderisse di più sul suo cazzo.
Dopo qualche minuto mi innondò la faccia del suo seme, e disse sei fantastica, nemmeno mia moglie è riuscita a prenderlo tutto nel suo culo.
Poi disse forse è ora di conoscerci, e si tolse la maschera e i baffetti, per poco non mi prende un colpo, era mio padre.
Cercai di scappare senza che lui mi riconoscesse, ma mi bloccò e mi tolse la maschera.
Disse: Simona, oddio che ho fatto, ma quando sei arrivata.
Io scappai via nella mia stanza, chiusi a chiave e mi distesi sul letto accarezzandomi la pancia e il sedere che ancora dolorante riversava un po del seme di mio padre e pensando a quanto avevo appena goduto e a chi fosse stato l’artefice.

By Laura fairness@hotmail.it
Racconto di fantasia tratto da una storia di Simona alla quale chiedo grazie per avermi concesso di pubblicare il racconto.
Aiutatemi a migliorarmi, ciao a tutti

A letto con Papà

Stanotte io e papà abbiamo dormito assieme mamma era a lavoro turno di
notte in ospedale,.

Finito di cenare, mi sono andata a fare la doccia e quando ho finito sono
andata in camera di mamma, mi sono messa un pigiama a tunica di flanella e
stto nulla.
Poco dopo è arrivato papà, si è spogliato , rimasto in boxer è entrato nel
letto. spenta la luce, ci siamo abbracciati.
bacino della buonanotte sulla guancia, altro un po piu giu e infine ci siamo

baciati sulla bocca, lo sapevo che nn aspettava altro.
Ha sceso le mani sulle mie gambe e risalendo ha raggiunto la mia patatina
completamente depilata e ha cominciato a farmi godere con le dita,
mal volentieri, l’ho fermato, mi sono tolta il pigiama e sono andata sotto le
coperte, ho raggiunto il suo cazzo.
Gia era turgido, cosi l’ho accarezzato un po e l’ho infilato in bocca. Lui
ha cominciato a gemere e a dirmi bambina mia, sei fantastica, mammamia che
bocca.
L’ho leccato e succhiato per un bel pezzo, poi senza staccarmi da lui, mi
sono messa a 69 porgendo la mia micetta gocciolante alle sue labbra e alla
sua lingua.
Mi ha fatto impazzire, sa beccare all’istante il mio punto debole, non so
come fa.
Mi ha fatto venire almeno 3 volte prima che mi scaricasse in bocca una bella

dose di sperma.
L’ho ingioato tutto, mi piace il suo sapore, anche se debbo ammettere che
ieri sera era un po piu acidulo del solito.
L’ho lasciato che gia si stava ritirando, ma lui ha continuato a leccarmi la

passerina finche nn sono venuta dinuovo.
sono tornata con la testa sul cuscino e ci siamo baciati, mi ha detto che è
l’uomo piu felice del mondo perche ha me al suo fianco, una bambina ai suoi
occhi, la sua bambina che lo fa stare in paradiso come nessuna sa fare.
Mi sono sentita orgogliosa di me, ho ricominciato ad accarezzargli il cazzo,

che dopo un po, è tornato duro, e cosi gli ho detto, papà, adesso è ora di
fare sul serio e cosi sono scivolata sopra il suo corpo strusciando il suo
arnese sull’ingresso della mia patatina che fremeva.
è bastato una lieve spinta ed era tutto dentro di me.
Che bello sentirsi piena.
Non è un cazzo qualsiasi quello che mi sta scopando, è quello chemi ha
creata.
mi ha cominciato a succhiare i capezzoli e accarezzarmi le tette e la sciena

mentre io cavalcavo il suo cazzo.
L’abbondante sborrata di prima, ha fatto si che poteva durare molto di piu
di prima, cosi abbiamo cambiato piu volte posizione, di schiena, di traverso

alla pecorina lui sopra, la cosa bella, è che cambiavamo posizione senza
che mai sfilasse il pene da me.
Gli ho chiesto in un momento di calma, mentre ancora era dentro me senza che

fosse ancora venuto, mentre io ero alla non so che numero di volta che
venivo, se potevamo addormentarci cosi, attaccati, perche per me non c’è
nulla di piu bello di sentirlo dentro di me.
Mi ha detto, “bambina mia, non so fino a che punto io posso resistere a
starti dentro senza muovermi” e cosi dicendo ha ripreso a chiavarmi con piu
vigore di prima.
Un po delusa che non mi abbia accontentata, ma contentissima che aveva
ricominciato con piu vigore di prima, l’ho assecondato nei movimenti.
Mi ha avvertita che non avrebbe ancora retto a lungo, cosi, ho rallentato il

ritmo, e dopo una mezzora circa che mi scavava dentro, l’ho sfilato da me.
Volevo riprenderlo in bocca, ma mi sono fermata a soffiarglici sopra, cosi
avrebbe durato di piu.
Mi ha detto che fai, ridacchiando, non è una candelina e io prendendo la
palla al balzo gli ho risposto, che se fosse stata una candelina accesa
nello spegnerla avrei potuto esprimere un dsiderio.
cosi soffiandoci, ho detto spenta ed ora il desiderio.
Mi ha chiesto che desideravo, gli ho risposto, che continuasse di nuovo a
scoparmi fino in fondo.
E’ stato zitto un attimo e mi ha detto, Laura, non prendi ancora la pillola,

e se non ho fatto male i conti, potresti essere nel periodo fertile.
ti rendi conto?
Ci ho pensato su e gli ho risposto che ancora non era il periodo, sarebbe
stato tra pochi giorni, anche se in fondo non ne sono mai certa, il rischio
c’è, ma chi se ne frega rende tutto molto piu eccitante sapere del rischio.
mi sono spostata da lui, e mi sono messa carponi sul letto invitandolo ad
entrare di nuovo in me.
Lui si è piazzato dietro e con mia sorpresa nonmi ha scopata subito, no ha
cominciato a leccarmi la passerina da dietro dicendomi che mi ama, e che
voleva durare di piu per cui prendeva tempo senza farmi raffreddare…
che amore
dopo una decina diminuti, l’ho sentito armeggiare col pisello e mi sono
sentita riempire di carne.
si è ancorato alle mie tette e ha cominciato a sferrare fendenti poderosi
dentro di me.
poco dopo ha detto amore mio, sei fantastica, e urlando il mio nome, ho
sentito chiaramente il suo cuore che pulsava nella mia fichetta, ancora tre,

quattro cinque bordate poi si è calmato ed è rimasto ancorato a me, poi ha
detto.
Prima mi hai chiesto se potevamo addormentarci cosi, … vabene, distendi le

gambe, che io mi distendo sopra te.
é stato bellissimo, sentivo il suo succo che cominciava a uscire dalla mia
fichina e il suo cazzo che si ammosciava dentro di me finche nn lo ho
sentito piu, era sgusciato fuori mentre gia lui dormiva pacifico sopra di me

alitandomi su un orecchio.
Mi sono risvegliata stamattina che lui dormiva su di un fianco, nel sonno
avevamo cambiato posizione e io accovacciata dietro lui.
Nel ricordo della notte, mi sono passata una mano sulla topina, trovandola
con mia grande sorpresa ancora umida e appiccicosa.
D’altronde fatti due conti, avevo dormito solo 3 ore.
Sono andata in bagno e mentre camminavo, sentivo che usciva ancora da me il
suo seme, doveva avermi buttato dentro anche l’anima.
ho fatto pipi e mi sono vuotata, fatto una lavanda vaginale sono tornata a
letto
mi ero raffreddata e come mi sono accoccolata a lui, si è svegliato dandomi
un bacio sulla fronte.
é stato il piu bel risveglio di questa settimana.
Poi mi sono dovuta alzare, solo poche ore ancora e sarebbe rientrata mia
madre, non potevo lasciare che vedesse le macchie sul lenzuolo.
Abbiamo rifatto il letto, siamo andati in bagno per accudirci per la
mattina, gli ho dato una succhiatina veloce al pisello che era di nuovo
duro, ma senza farlo venire, gli ho detto strizzandogli un occhio, domani la

mamma fa di nuovo la notte…

By Laura xxx

Aspettando il bebè!! 6

L’incontro successivo ci vide protagonisti con una coppia con lei al settimo mese di gravidanza come me.
Lei era un po’ scettica sul sesso in gravidanza e la sua ginecologa, vecchio stampo, non l’aveva incoraggiata, ma dopo aver guardato le mie foto e letto i miei resoconti degli incontri si era decisa ad incontrarci anche perché temeva che il marito cercasse altrove il piacere che non gli dava la consorte.
L’incontro avvenne a casa loro, ci invitarono per cena un venerdì.
“Accomodatevi……piacere Mattia….e questa è Martina mia moglie!!”
“Piacere…..Flavia….e Umberto…..questi sono per la signora!!” disse mio marito sempre galante offrendo un mazzo di fiori alla donna.
Martina era una giovane donna bionda alta come me, occhi verdi e labbra carnose il ventre era gonfio e teso proprio come il mio.
Ci venne incontro timida e subito mi avvicinai baciandola sulle guance, le nostre pance si toccarono ed il bacio fu un po’ problematico ma la scena ci fece subito scoppiare in una risata che sciolse il ghiaccio.
Cenammo e poi ci trasferimmo nel loro salotto e Mattia ci offrì un digestivo.
Martina si era seduta accanto a mio marito su un divano mentre io mi sedetti a fianco di Mattia sull’altro.
“Sono proprio belle le nostre donne non trovi Mattia?”
“Veramente favolose……emanano un fluido magico!!”
“E’ vero….tua moglie è veramente molto sexy!!” continuò mio marito mentre cominciava ad accarezzare le cosce di Martina.
Mi avvicinai a Mattia e feci come mio marito cominciando ad accarezzargli la coscia risalendo lentamente verso il suo inguine.
Quando giunsi al cavallo ebbi una gradita sorpresa, il suo cazzo si ergeva già duro e le dimensioni promettenti mi fecero bagnare ulteriormente.
Intanto Umberto aveva sollevato la gonna di Martina ed aveva raggiunto la sua figa trovandola un lago.
“Siiiiii….!!” sospirò
“Sei tutta bagnata!!” commentò mio marito
Mattia si era slacciato i pantaloni porgendomi il suo bel cazzone che presi immediatamente tra le labbra.
Cominciai a succhiare il glande inserendo la punta della lingua nel meato per poi avvolgere la cappella con le labbra e cominciare ad andare su e giù ingoiando fino alla radice il grosso cazzo.
“Aaaaahhh….siii….che bocca….siiiii!!”
Martina era ormai in balia di Umberto che l’aveva spogliata lasciandole solamente le autoreggenti e che le stava leccando la figa come solo lui sapeva fare, conoscevo per esperienza la lingua di mio marito e non mi stupii che Martina raggiungesse un orgasmo squassante dopo pochi minuti.
“Godo……vengo…oooh…siiii….vengo…..godooooo!!”
“Brava amore godi…..godi….mmmh…..sapessi che lingua ha Flavia….mi fa morire!!” le disse suo marito.
“Adesso scopami….mettimelo dentro….fammi godere!!” urlai a Mattia mentre mi mettevo a pecorina sul divano.
L’uomo si sistemò dietro di me infilandomi la cappella tra le grandi labbra per poi spingere tutto il cazzo nella mia figa fradicia.
Anche Umberto intanto aveva messo Martina a pecora stantuffandola la figa con colpi lunghi e profondi.
“Che bello amore…..godo………dai scopami….scopami…lo voglio dentro….tuttooooo!!” gridava Martina.
Anch’io stavo godendomi il cazzone di Mattia che mi martellava la figa e presto raggiunsi anch’io l’orgasmo.
Umberto aveva puntato il buchetto del culo di Martina che si apriva e richiudeva davanti ai suoi occhi come la bocca di un piccolo pesce.
Mentre la scopava le inserì una prima falange inumidita dalla sua saliva.
“Mmmmmmh…….siiiii!!” sospirò la donna.
Incoraggiato aggiunse un altro dito e poi un altro continuando a lubrificare quel bel buchetto che si apriva sempre più.
Quando fu certo che era pronta sfilò il cazzo dalla figa e puntò la cappella all’ano cominciando a spingere.
Martina allora spinse il culo all’indietro per favorire la penetrazione e ricevette tutto il cazzone di mio marito nell’ano.
“Che culo stupendo!!…..sembra di entrare nel burro fuso!!”
“Sto godendo Mattia…..godo…………sono piena di cazzo….godo amore…godoooo!!” la lunga astensione dal sesso stava dando i suoi frutti perché Martina godeva subito travolta dalla libidine.
Mattia dal canto suo faceva del suo meglio per resistere ma anch’egli era ormai sull’orlo del precipizio e mi bastò stringere le mucose interne della figa attorno al suo cazzo per farlo esplodere dentro di me.
Sentii i lunghi fiotti invadermi la vagina facendomi raggiungere l’orgasmo.
Tutto questo non era durato più di mezz’ora!!
Momentaneamente appagati ma sicuramente non sazi ci riposammo un poco per poi ricominciare.
Entrambe fummo penetrate contemporaneamente dai nostri uomini e poi iniziai Martina all’amore lesbico coinvolgendola in uno strepitoso 69.
Era la prima volta che leccava la figa di una donna ma ben presto l’allieva superò la maestra facendomi godere un orgasmo mai provato.
Scopammo per tutta la notte ed alla fine fummo costretti a dormire tutti assieme nel lettone di Martina e Mattia perché troppo stanchi per tornare a casa.
Era iniziata un’amicizia molto importante!!

I mesi successivi ci incontrammo ancora finché entrambe partorimmo i nostri figli, chiamai mia figlia Martina e lei, la sua, Flavia.
L’esperienza trascorsa fu veramente incredibile tanto che dopo un paio di anni decidemmo di avere un altro figlio, sia noi che loro, sicuri che in quattro il godimento sarebbe stato maggiore.

Sono graditi suggerimenti, commenti e critiche
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