RAPITA E VIOLENTATA
Ciao a tutti mi presento, sono Simona, ho 20 anni e quello che sto per raccontarvi è la mia storia dalla quale mi sto ancora riprendendo.
Il mio strizzacervelli, mi ha consigliato di scrivere questo mio racconto per provare ad esorcizzare quanto mi è accaduto un anno fa circa.
Inanzitutto mi descrivo, sono una ragazza molto carina da come mi dicono, ho capelli castani lunghi e lisci che mi scendono fino alle spalle, occhi verdi smeraldo, pelle liscia, viso tondo, alta 1,67 taglia 42, 3^ di seno e un bel culetto sodo e alto.
Del mio aspetto sono sempre andata fiera e ero la piu contesa della scuola.
Il giorno in cui sono stata rapita, stavo di ritorno da una festa in discoteca con amici.
Abito da sola in un posto non molto distante da Trieste, i miei si sono separati tanto tempo fa e io compiuti i 18 ho scelto di andare a stare da sola per non sentire le continue lamentele e litigi, e da allora sono stata quasi del tutto dimenticata da loro.
Era estate, e mi ero vestita con un microabito bianco dall’abbondante scollatura, la schiena scoperta e una mini ascellare, sotto indossai un perizoma lo stesso bianco e nient’altro.
Praticamente chiunque incontravo mi mangiava con gli occhi, a me piaceva stuzzicare e quella sera forse azzardai troppo.
Usciti dalla discoteca, tutti i miei amici facevano a gara per farmi proposte per riaccompagnarmi, e io da vera stronza non davo risposta a nessuno lasciando tutti in sospeso.
Alla fine accettai il passaggio da un tizio che conobbi lì in discoteca, nulla di particolare, ma mi attraeva molto. Mi disse di essere croato e che era lì con dei suoi amici ma che se non mi dava fastidio, mi avrebbe riaccompagnata dopo aver scaricato a casa i suoi amici.
Io accettai, pregustandomi una bella continuazione di serata.
Arrivarono le 3 e mezza che si era fatta ora di uscire dal locale, che riappare il mio amico, mi chiede se lo voglio seguire e usciamo dalla discoteca, mi accompagno alla sua auto, una fiat tipo e mi fece entrare. Una volta partiti, gli dissi che abitavo li vicino e che ero sola a casa, ma qualche cosa andò diverso dal previsto, un rumore improvviso da dietro me, mi sentii mettere qualche cosa davanti al viso, un forte odore pungente poi persi i sensi.
Al risveglio, ero completamente nuda, legata con delle manette ad una sedia ginecologica quindi con le gambe alzate bloccate da fasce. La stanza era calda, molto calda e completamente circondata da materiale che sembrava gommapiuma una luce al neon mi illuminava e una porta d’accesso.
Niente più. Cominciai a chiedere aiuto e dopo un po’ venne un uomo, incappucciato, che mi disse che ero stata rapita e che da un po’ di tempo mi tenevano d’occhio. Disse ridendo che da quel giorno fino a che non avessero avuto abbastanza di me, mi avrebbero tenuta lì per soddisfarli in ogni cosa avessero voglia.
Non sapevo quanti fossero, ma la cosa mi spaventò tantissimo che cominciai a piangere e chiedere pietà, anche perché io non ero di famiglia ricca e non poteva pagare nessuno per il mio riscatto. Mi dissero che dei soldi non gli fregava nulla ero io che interessavo a loro, il mio corpo.
Dopo di che il tizio fu raggiunto da altri 5 uomini tutti incappucciati ma stavolta nudi anche loro.
Pensai subito a quello che volevano farmi e cominciai a piangere supplicandoli di lasciarmi andare libera, ma di risposta mi diedero uno schiaffo dicendomi di smetterla che tanto nessuno mi avrebbe sentito e cercato, e detto ciò cominciai a sentire su di me mani e bocche che mi toccavano ovunque.
Dalla mia posizione non potevo fare nulla , sentii che una lingua si intrufolava nella mia intimità mentre mani mi toccavano i seni e strizzavano i capezzoli.
Una mano mi fece girare il viso di lato e subito mi piazzarono un cazzo in bocca.
Il mio disgusto fu enorme, ma non poteva fare altro che assecondarli.
Cominciai a succhiare quel cazzo,non molto grande, mentre sentivo che un altro si stava facendo spazio tra la mia fica abbondantemente bagnata dalla saliva del precedente assalitore.
Mi penetrò con violenza cominciando a sbattermi con foga, mentre avevo ancora l’altro in bocca.
Piangevo, ma a loro non importava nulla, mentre mi trombava, disse che da quel giorno la mia vita sarebbe cambiata radicalmente, che dovevo abituarmi a quella posizione perché non mi avrebbero più slegata fino a che non si fossero stancati di me.
Il terrore mi assalì e mentre ripensavo a quelle parole un caldo fiotto di sperma mi si riversò tra le labbra e in bocca.
Tossii, ma non potevo far nulla per ripulirmi dalla sborra che mi colava giù per le guance.
Sentivo che anche quello che mi stava scopando era sul punto di venire, lo supplicai di venire fuori, ma lui ghignando disse che non ero nelle condizioni di chiedere nulla e mi inondò l’utero di sperma.
Cominciai ad urlare e piangere di piu, ma di risposta un altro prese il posto del primo cominciando a stantuffare con foga.
Piangevo ancora quando un getto caldo continuo mi bagnò le tette e la faccia.
Il primo che si era scaricato in me, ora mi stava pisciando a dosso chiamandomi troia e cesso e dicendo che ero il loro cesso vivente, la loro sacca raccogli sborra cosi dicendo scoppiarono tutti in una risata.
Anche il secondo grugnendo mi venne in pancia, sentivo il loro succo uscire da me e scendermi per le natiche.
Un terzo uomo con un cazzo di gran lunga piu grande degli altri disse che mi avrebbe aperto il culetto.
Gridai invano di no. Lui si piazzo dietro di me, si lubrifico il cazzo con lo sperma che colava dalla mia fica e piano incomincio a farlo entrare nel mio forellino vergine.
Sentii un grande dolore, sembrava che mi stesse spaccando, ma era solo l’inizio.
Cominciò a spingere ed entrare sempre piu in fondo,fino a farmi sentire le sue palle sulle mie natiche.
Comincio a pompare incurante dei miei lamenti e andando avanti per un bel pezzo, fino a svuotarsi anche lui in me.
Uscito mi disse che come inizio, ero stata brava e che da quel momento chiunque in qualsiasi momento avesse voluto usarmi avrebbe potuto fare quello che voleva e mentre diceva questa cosa agli altri,incomincio a pisciarmi sulla fica e sul culo lavando via un po dello sperma che cominciava a appiccicarsi su di me.
Finito se ne uscirono tutti lasciandomi li, piagnucolante e ricoperta di piscio e sperma.
Mi faceva male tutto, ma non potevo ne toccarmi ne pulirmi, immobilizzata come ero.
Cominciai a piangere pensando a quanto accaduto e a cosa avrei dovuto sopportare di li in avanti.
Piangevo e piangevo finche non mi addormentai.
Non so quante ore passavano, ma il mio risveglio non fu con un bacetto che mi diceva che era stato solo un brutto sogno, ma un cazzo che mi entro di punto in bianco nella fica.
Era uno dei miei aguzzini che tranquillamente come se fosse una cosa normale incomincio a chiamarmi lamentandosi con un altro che stava passando davanti alla porta che ero piena e sporca e che dovevano darmi una ripulita per la festa che avrebbero tenuto la sera.
Detto questo comincio a pompare piu velocemente scaricandosi dentro me.
Fino a quel momento avevo ricevuto in me 3 sborsate. Prendevo la pillola, ma l’effetto non avrebbe durato a lungo se avessi perso il ritmo, e non sapevo nemmeno che ora era e che giorno era tanto avevo dormito.
Cominciai a piangere di nuovo pensando che oramai il danno era fatto e che non avrei neanche potuto fare nulla per impedire che si andasse oltre.
Uscito da me mentre si rivestì in fretta e corse verso l’uscita dicendo ad un altro di aspettarlo.
Mi lasciarono li cosi per ore interminabili.
Mi faceva male le braccia e le gambe per la prolungata posizione e incominciavo ad avere fame.
Mi scappava di fare pipi mi sentivo sporca chiesi aiuto e mi risposero che ero un cesso e che non avevo bisogno di andare altrove per pisciare avrei dovuto farmela a dosso
Resistetti per ancora un po, ma lo stimolo era enorme.
Sentivo lo sperma appiccicoso tra le mie gambe, un forte odore di orina, cominciai a fare pipi anche io, bagnandomi le gambe con il getto che non riuscivo piu a controllare.
Passo li davanti uno che vedendo la scena si mise a ridere e se ne andò
Torno di li a poco con una tinozza con dell’acqua e una spugna e comincio a lavarmi in maniera molto sbrigativa butto poi l’acqua per terra e con una scopa lavo il pavimento, poi si slaccio i pantaloni e tirato fuori il cazzo me lo mise in bocca ordinandomi di succhiarlo per bene.
Cominciò a scoparmi la bocca per un bel po di tempo.
Mi disse che aveva sentito che avevo fame, cosi ridendo mi disse ora ti sfamo io piccola troietta
E cosi dicendo mi riversò in gola un fiume di sborra che dovetti ingoiare per forza.
Brava mi disse non ne hai sprecata nemmeno una goccia, ora arriva il secondo aspetta cosi dicendo chiamo un altro uomo che subito mi si fiondo col cazzo gia diritto in bocca e poco dopo una nuova bevuta mi riempi la gola.
La cosa non passò inosservata da un terzo che era li sulla porta e che eccitato dalla situazione comincio a scoparmi.
Aveva un cazzo lungo e grande.
Mi riempiva le pareti della vagina, lo sentivo scorrere in me, fino ad ora non mi aveva mia presa lui.
Incominciavo a anche io oramai rassegnata al mio ruolo di sacchetto vivente per lo sperma a gustarmi la chiavata.
Però incurante che stessi o no raggiungendo l’orgasmo e senza aspettare che anche io lo raggiungessi, mi riempi con una sborrata cavallina che sentivo uscire da me mentre ancora lui era dentro e continuava a sbattermi.
Forse era tutta roba sua o forse era ancora quella degli altri che stazionava dentro me…
Anche io in quel momento raggiunsi per la prima volta che ero li il mio orgasmo.
Se ne accorse facendolo notare anche agli altri dicendo: Hei ragazzi, la troia comincia a provarci gusto scoppiando in una fragorosa risata.
Si ritrasse da me e con ancora il cazzo sporco di sperma me lo mise in bocca orinandomi di ripulirglielo per bene.
Lo presi in bocca e lo ripulii dello sperma che era rimasto, il suo cazzo non tendeva a scendere di dimensioni cosi ne approfitto ritornando dietro me e mettendomelo dentro il culo d’un solo colpo facendomi rimanere senza fiato.
Cominciò a pomparmi alternando tra culo e fica, per poi scaricarsi dentro il mio culo.
Uno di loro poco dopo arrivò con in mano un piatto con del cibo e un bicchiere d’acqua.
Da quella posizione non potevo certo nutrirmi da sola, cosi mi imbocco.
Fu forse la cosa piu umana che avevano fatto fino a quel momento.
Poi mi disse che era ora del dolce e abbasstatosi i pantaloni, mi mise il suo maleodorante cazzo in bocca costringendomi a succhiarglielo, ma non si accontentò, si sposto dall’altra parte e me lo mise dentro la fica senza problemi facendo uscire un po’ di sperma da quello che oramai non era piu un utero, ma una sacca tracimante di sperma.
Mi chiavò tanto e a lungo facendomi male, spostandosi dalla fica al culo per poi ritornare alla fica.
Pensavo che non avrebbe mai finito, ma mi chiese dove volevo gustare il dolce, se in fica in culo o un bocca.
Io rimasi inebetita dalla richiesta e lui visto che non mi pronunciavo mi venne in fica, poi uscendo il suo cazzo da me sporco di sperma suo e di chi sa chi altro, me lo porse alle mie labbra dicendomi di gustarmi il mio dessert e di farci l’abitudine perché da ora in poi miei pasti sarebbero stati cosi se non più ricchi.
Ripulii il suo cazzo con la mia lingua fino a che non divenne piccolo.
Come ebbi finito, se ne andò lasciandomi da sola di nuovo per non so quanto tempo.
Dopo un po di tempo
Arrivò uno di loro che stava parlando con un altro di questioni da risolvere su una certa cosa che non capii e come nulla fosse si tirò fuori l’uccello e comincio a pisciarmi in faccia.
Spostai il viso, ma il suo getto mi colpi lo stesso bocca occhi orecchie .
Come ebbe finito, come era entrato se ne andò, come fosse andato in un cesso normale, solo che al cesso almeno avrebbe tirato l’acqua invece a me lascio il viso e i miei capelli imbrattati di urina.
Il trattamento ando avanti per non so quanti giorni, mi faceva male tutto non sentivo piu ne gambe ne braccia, avevo la fica e il culo doloranti e pieni dei loro liquidi seminali che uscivano di continuo, sporca di piscio e a terra anche di cacca che purtroppo avevo dovuto farmi a dosso.
La cosa non passò inosservata tanto che un giorno arrivò uno di loro con un paio di scalette di quelle richiudibili.
Subito non capivo a che cosa gli potevano servire.
Ne piazzo una su di un lato della poltrona e una su di un altro all’altezza del mio seno.
Fatto cio, di denudò la parte inferiore e salì le scalette.
Di li cominciai a capire che cosa voleva fare.
Si piazzo quasi seduto con il suo uccello penzolante sulle mie labbra e il sedere sulle tette.
Non aspettai molto che un forte getto di urina mi colpì in pieno il viso, lo stronzo per nulla pereoccupato si mise a leggere un giornale che si era portato, proprio come fosse al cesso di casa sua.
Finito di pisciare, sentìì con mio grande disgusto un qualche cosa di caldo che mi si posava sul seno.
Si, stava cacandomi addosso!
Comincio a sforzarsi, l’odore era asfissiante, finito che fu, scese dalle scalette, mi mise il cazzo in bocca e dopo poco si svuotò sulla mia faccia.
Lasciò le scalette li e altri approfittarono di me come cesso tanto che avevo il torace completamente imbrattato di cacca, ma non si limitarono a cacarmi sul petto, ci fu uno che piu audace degli altri, si mise al contrario e espletò i suoi bisogni maleodoranti sul mio viso.
Non potevo piu neanche ribellarmi e urlare perche mi sarebbero caduti direttamente in bocca.
Mi venne da vomitare ma non ci riuscii, non mangiavo a sufficienza da poter rigettare qualsiasi cosa. Avevo solo conati.
Ma per fortuna la cosa cessò, infatti si resero conto che l’aria non era piu respirabile (per loro, non per me), e per il fatto che non potevano piu ciucciarmi i capezzoli e farsi fare pompini a dovere.
Cosi dopo un giorno intero trattata come un vero cesso, arrivò uno di loro con un tubo dell’acqua e mi lavò di dosso quanto piu lerciume poteva, badando però bene a non ripulirmi la fica e il culo, perche li dovevo mantenere i loro liquidi dentro e non dovevano andare persi nel lavaggio.
Un avolta ripulita, per ricompensa che mi aveva fatto il bagno mi chiavo anche lui riversandomi dentro una nuova dose di sborra.
Ero totalmente rassegnata, oramai non mi lamentavo neanche piu, avevo perso il conto di quanti e quante volte mia avevano violentata.
I giorni passavano senza che io mi rendessi conto, vedevo sempre lo stesso soffitto con lo stesso neao e una infinità di cazzi che mi violentavano qualsiasi buco a qualsiasi ora della giornata.
Ci furono feste tra di loro, un giorno partecipò ad un loro festino anche un’altra ragazza, una loro complice, la quale vedendomi, disse che ero molto bella e se poteva darmi una leccatina alla fica.
La avvisarono che ero “ripiena” in qualsiasi buco.
Detto cio si accovaccio tra le mie gambe e comincio a leccarmi il clitoride.
Fu una senzazione molto diversa dalle altre volte, finalmente provavo anche io un po di piacere da quel trattamento.
Da come capivo mentre lei mi leccava la fica entrandomi dentro con le dita e facendo fuoriuscire sperma che subito bevevo come da una fontana, uno dei suoi amici la stava scopando.
Lei molto sadicamente chiese al suo amico, di non venirle dentro perche non voleva rimanere incinta, ma di non sprecare il suo sperma e di rigettarlo dentro di me che tanto ne aveva bevuto molto ed era ora di ri riempirmi.
Mi venne da piangere, credevo che quella ragazza avesse compassione di me e invece si rivelò uguale a loro.
Finita la scopata infatti il suo amico se ne usci veloce da lei per venirsi a scaricare dentro di me.
Lei quindi salì gli scalini e si piazzo con la fica sulla mia bocca orinandomi di leccarla come lei aveva fatto a me.
Non lo avevo mai fatto prima di quel momento, ma capii subito cosa dovevo fare per accontentarla, e cosi cominciai a leccare quella fica e quel clitoride che avevo davanti alla bocca, mentre un nuovo cazzo si stava facendo strada nel mio culo.
Vennero quasi insieme lei e il suo amico, era la prima volta che assaggiavo la sborra di una donna, era buona, dolce.
Ma anche lei volle fare come i suoi amici, e subito dopo essersi ripresa dall’orgasmo che le avevo regalato, per ricompensa mi pisciò diritta in bocca.
Non potei fare a meno di bere una buona quantita della sua urina.
Tossii che quasi mi strozzavo, lei scese dal mio viso e guardandomi con un’espressione quasi da compatirmi, mi diede un bacio in bocca, dicendomi grazie che le era piaciuto tantissimo e che mi sarebbe venuta a ritrovare.
Un giorno arrivarono in una quindicina e mi dissero che mi avrebbero liberato dalla poltrona per poter abusare di me piu liberamente.
Tra loro c’era anche la ragazza della volta precedente.
Cosi mi liberarono le mani e i piedi.
Mi fecero rialzare ma non ce la facevo a reggermi in piedi.
Mi portarono a braccia in una camera sopra un letto e cominciarono a violentarmi in gruppo anche con doppie penetrazioni.
Svenni diverse volte mentre abusavano dei miei orifizi allargati al massimo dalle ripetute penetrazioni, ma loro incuranti continuavano a riversare su e dentro di me litri e litri di sperma.
Conclusero poi con una bella doccia di urina e una cacata da parte di ognuno di loro degna da cesso di una stazione dei treni.
Anceh la ragazza volle espletare su di me e mi piazzo un bello stronzo fumante preciso in bocca, tanto che per respirare dovetti masticarlo e deglutire con grandissimo disgusto.
Alla fine mi lasciarono dopo non so quanto tempo sul letto in mezzo ad una pozza di liquami e merda.
Mi addormentai quando mi risvegliai ero si ancora nuda e piena dei loro liquidi e sporca ovunque, ma in mezzo ad un boschetto.
Nel sonno mi avevano probabilmente anestetizzata e liberata.
Poco lontano da me potevo vedere dei vestiti, una tuta da ginnastica e un paio di scarpe, c’erano anceh un pacchetto di fazzolettini tipo quelli che si usano per i bambini piccoli, e un biglietto scritto al computer.
Su c’era scritto: da oggi sei libera, sei stata in nostro possesso per un mese preciso, riprenditi e torna alla tua vita normale e non fare mai accenno a quanto hai subito altrimenti ti verremo a cercare e non ti terremo per un mese, ma per un ben piu lungo periodo.
A presto, sacchetto di sborra…
Mi rialzai a fatica e provai a fare alcuni passi, ad ogni passo dai miei buchi dilatatissimi fuoriusciva litri di liquidi, piansi un po per quanto mi era successo, un po per la contentezza di essere di nuovo libera, cercai di ripulirmi alla meglio , mi rivestii di quei panni lasciati li, e piano piano mi incamminai lungo un sentiero .
Dopo un ora circa, arrivai ad una piazzola di un parcheggio, c’era un telefono guardai nelle tasche della tuta, mi ritrovai alcune monetine, telefonai ad una mia amica, dandole come riferimento una scritta che vedevo su di un’insegna stradale, mi trovavo nella ex jugoslavia a pochi chilometri dal confine.
Aspettai per un po di tempo li seduta a ripensare al mese trascorso in balia dei miei violentatori fino a che non arrivò laura che mi fece salire chiedendomi che cosa mi fosse accaduto e perche mi trovavo li.
Inventai una scusa che faceva acqua da tutte le parti, ma lei non volle sapere di piu, mi voleva bene e vedendomi scossa non stette ad insistere.
Ora è passato un anno dall’accaduto, ma nell amia testa tante cose sono cambiate.
Ho ripreso si la mia vita di prima, ho richiesto ed ottenuto di avere un aborto, e mi feci mettere la spirale.
Ora nonostante l’esperienza sia stata traumatica, mi ha segnato per sempre, nella mia testa adesso ho bisogno ogni tanto di rivivere quell’esperienza che se pur traumatica nei primi giorni, col passare del tempo era divenuta una cosa normale di vita quotidiana, avere rapporti multipli, espletare i propri bisogni cosi al naturale… tanto che cominciai a frequentare un night club e una volta al mese mi mettevo a completa disposizione dei clienti su di una poltrona ginecologica come quella dove ero stata messa e soddisfo, stavolta senza che me lo obblighino, le loro richieste piu perverse.
Giro per casa nuda quasi tutto l’anno e espleto le mie funzioni nella vasca da bagno.
Da quel punto di vista non credo che tornerò alla vita di sempre, ma la cosa è starno, mi piace e mi stimola a continuare.
Ora vi saluto, chiudo qua la mia lettera forse un giorno scriverò di me di altre situazioni che sto vivendo ora.
Una mia folle speranza? Che un giorno la cosa si ripeta…
Ciao Simona 86.
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