Il regalo di compleanno – parte prima

In una caletta del Gargano, una cinquantenne rossa di capelli ma castana di pelo, da un paio di settimane si metteva con suo marito affianco al nostro ombrellone. Già dal primo giorno ho capito che aveva fame di cazzo e non si preoccupava di prendere il sole sulla sdraio a cosce aperte. Era una donna ben curata, aveva delle labbra cosi gonfie che credo erano rifatte, insomma una di quelle che non accetta di invecchiare e che all’aspetto fisico ci tiene tanto. Ogni volta che eravamo in acqua me la ritrovavo sempre vicino a me e più di una volta, forse accidentalmente o forse no, ci siamo sfiorati in diverse parti del corpo, specialmente il suo seno, che era molto abbondante ed ingombrante. Una mattina lei mi fissava intensamente e capii che era arrivato il momento di farle assaggiare un po’ del mio cazzo, si capiva che voleva il mio cazzo, io ero sempre più eccitato da quello sguardo languido e bramoso. Ad un certo punto tra materassini, ciambelle e bambini che giocavano me la trovai affianco a me e sentii un suo seno premere sul mio braccio e ciò mi dette una piacevole sensazione, era una tetta bella piena…morbida; continuò a camminare e guardandola notai che anche il suo culo, sotto il mare,era un pò grosso, ma decisamente ben tenuto e pensò che piacesse ancora molto a tanti uomini. Mentre ero lì che la fissavo lei si girò e mi si fermò davanti, sentivo il cazzo durissimo per l’eccitazione e nemmeno un istante dopo, passandomi di lato, era arrivata con la mano sulle mie palle, aveva toccato il mio cazzo in erezione e mi disse “complimenti, è fortunata tua moglie” ed io mettendole un palmo aperto sul culo gli ho risposto “non ti spaventare non ti farò male” e lei “non penserai che nei miei 49 anni non abbia mai visto un uccello come il tuo”.
Più la guardavo e più ero convinto che quelle due belle labbra erano da assaporare e soprattutto da far avvolgere intorno al mio cazzo e mentre io fantasticavo lei me lo tirò fuori dal costume e cominciò a segarmelo “non so… non penso… che sia il momento..il posto giusto” le sussurrai e lei “io non te lo lascio, se vuoi toglimelo tu!” Affianco alla nostra caletta ce n’era un’altra piccolissima, c’entravano massimo tre o quattro persone, era raggiungibile solo via mare e lei girandosi, dandomi le spalle e come se portava in giro un bambino mi tirava verso di se con il mio cazzo nella sua mano, dicendo “andiamo dietro quegli scogli” ed io annuendo le dissi “è meglio se ci separiamo e ci incontriamo lì, cosi non ci nota nessuno”. Arrivati nella caletta ci spostammo in una grotta naturale. C’erano dei preservativi e fazzolettini di carta, sparsi quà e là, prima di noi altri avevano avuto la stessa idea e senza perdere un attimo si mise seduta su uno scoglietto e denudandosi il seno, si accarezzò quelle belle e grosse poppe bianche e morbide, poi mi prese il cazzo e lo mise in mezzo tra loro dicendomi “con questo cazzone sai che spagnola che ti faccio” ed io “dai, fammi sborrare in mezzo al seno”. Il cazzo appariva e spariva dentro le sue tette enormi, vedevo la cappella sempre più grossa, sotto quei colpi di seno e appena le arrivava vicino la bocca se lo metteva in bocca, mi leccava la cappella per poi scendere fino ai coglioni, io dall’alto la dominavo tenendola per i capelli e mi arrapavo sempre più mentre mi succhiava le palle e lei diceva “guarda come si muovono queste tettone grosse e morbide ed hai mai visto capezzoli cosi belli? Tu desideri una bella spagnoletta fra queste poppe morbide ed io voglio tutta la tua sborra fra le tette, su questi capezzoloni duri.” Effettivamente aveva i capezzoli turgidi pronti da leccare, dritti, induriti dall’eccitazione estrema ed intanto la guardavo giocare con le sue tettone sul mio cazzo, mentre le stuzzicavo i capezzoli, facendola godere come una maiala, poi si infilò tutto il mio cazzo fra le sue tette, le strinse con le mani e mi fece un pompino con una spagnola stupenda. Pensavo “sono stupende! Belle e grandi”, mi ritrovai con una mano che non riusciva a prendere tutta la sua abbondante 5^ e con il cazzo tra le sue tette. Ero praticamente sprofondato dentro il suo seno con tutta la mia asta di carne e dopo pochi minuti sono venuto come un cavallo e lei direzionando il mio cazzo, che teneva stretto nella sua mano, si fece schizzare sulle poppe ed in faccia. Se ne stava a bocca aperta e si faceva colare fuori un lungo rivolo del mio sperma mentre io pensavo “accidenti… che troia, ti inculerei volentieri”. Continuando a pulirmelo cominciò a carezzarmi lentamente l’uccello che era alla massima lunghezza, lo guardò e disse “è davvero un bell’attrezzo, con due belle palle che pendono gonfie” e poi si inumidì la mano e la passò sopra la cappella “mhhh.. siiiii” mugolai lentamente e lei continuò a segarmelo con gusto, di tanto in tanto lisciando i testicoli “cazzo… ho voglia di sfondarti il culo… siiii, sei una porca” le dicevo, mentre lei mi masturbava lentamente. Poi la mia attenzione fu attratta nuovamente dalle sue due belle tettone burrose con la pelle molto chiara e la immaginavo lì, a farsi inculare da me, che gli davo dei forti colpi che le facevano ballonzolare le poppe; “Avanti, che aspetti, non volevi allagarmi anche la figa” e così dicendo si stese sulla sabbia e spalancò oscenamente le cosce, vogliosa di sentire la mia lingua sulla sua figona. “Sei fantastica… come sei tanta… guarda quanta roba” e portandomi verso di lei la baciai sulle labbra, e lei mi infilò la lingua in bocca intrecciandola con la mia. Poi scesi con la testa, mi soffermai a mordicchiarle i capezzoli per poi andare a guardarle la fregna; era incredibilmente bagnata, tanto che vedevo i suoi umori che le colavano dalla fessura e si raccoglievano sulla coscia “sei fradicia…” le dissi “ohh.. siiii… sono arrapata …” sussurrò lei mentre io con una mano le separavo le labbra gonfie della vagina e cominciai a percorrere tutta la fessura, lentamente “ohhhh… diooooo… siiiiiii.. che bello… ahhhhh” urlò lei mentre io le infilavo un dito dentro la fessura e cominciai ad andare avanti e indietro mentre il dito produceva un rumore di sciacquio dentro quella passerona allagata. Ormai completamente in preda alla foga, mentre si tirava selvaggiamente un capezzolo disse “allora dai.. che aspetti… leccamela, leccala questa bella fica”, si mise a sedere di nuovo su la pietra, si allargo le labbra della figa, oramai tutta dilatata e sgrondante di umori vaginali e mi disse “dai fammi sentire come lecchi”. Io mi misi a carponi davanti alla sua figona e la mia lingua dava dei piccoli colpi al suo grilletto, duro, poi lo mordevo con le labbra, per poi assaporarglielo con la lingua e con la lingua tesa le detti una lunga leccata, slap…slap, percorrendo tutta la fessura grondante di umori “aaarrrghhh.. siiii… … ” lei quasi ululò, era in preda ad un godimento frenetico, poi le ho afferrato le cosce e mi sono rituffato sopra quella fica appetitosa, cominciando a succhiare e leccare con una frenesia incredibile “buo.. buona.. gghhh… .” borbottavo alzando la testa “dio… come lecchi bene .. siiii… … .leccala tutta.. dai… fammi godere… daiiiiii” e si prese le labbra della fica con le mani e le spalancò bene per dare migliore accesso alla mia lingua che lavorava frenetica. La leccai come un pazzo per almeno cinque minuti, senza staccarmi mentre lei si agitava e si toccava inarcando i fianchi fino a farmi quasi soffocare sul suo pelo; poi la sentiì irrigidirsi “ahhh… oh mio dio… siii… ohhh… mi sa che… ..non smettere.. sto per venire… come sei bravo.. dai, fammi venire… dai, leccami la fica” ed io “si, si… dai, vienimi in bocca… dai, fammi bere il tuo orgasmo” mentre le presi in bocca il clitoride, succhiandolo, le ho messo le dita dentro e la feci un ditalino con leccate e slinguazzate. La sua pancia aveva dei sussulti violenti, si contraeva, tirava su la schiena, mi afferrava la testa e se la spingeva verso la sua figa colante, la fottevo con la lingua e due dita, su e giù, giù e su e lei mugolava “dai sto venendo, aarr…siiiiii…vengoooooo…” ed esplose in un lungo orgasmo nella mia bocca “cazzo, sembra una fontana” pensai, e lei “ahhh..ahhh..sei veramente uno spettacolo..dai ciucciamela, continuaaa”. Il tutto durò alcuni secondì, poi lei si rilasso, esausta e soddisfatta ed io mi alzai ed andai a baciarla, con la mia bocca fradicia degli umori della sua fica, per farla assaggiare il sapore della sua figa. Io arrapatissimo continuavo a palparle quelle tettone ed il mio cazzo non ne poteva più, allora la feci alzare e mi sedetti al posto suo, la sua figa ormai era colante di umori e lubrificata al massimo, indirizzai la mia cappella vogliosa verso la sua caverna mentre lei si sedette sopra di me appoggiando le sue mani sulle mie spalle e stringendosi a me si impalò sul mio cazzo, entro tutto. Contemporaneamente mi infilò la lingua in bocca, io nel frattempo la abbracciai e scesi con le mani fino ad accarezzare il suo splendido e morbido culo, lei si staccò dalla mia bocca, mi guardò sorridendo e disse “dai sbattimi forte….ahhhh…..si. che bello,fammi sentire il tuo cazzo …ohhhh.. …siii” e prima delicatamente e poi con più passione, cominciò a cavalcarmi con un ritmo sempre più sostenuto, riprendendo a baciarmi con passione mentre io iniziai a palpare, strizzare ed accarezzare le sue tettone meravigliose, pizzicandone i capezzoli turgidi mentre lei si piegava con il petto in avanti a porgere quei seni stupendi alla mia bocca. Così iniziai a succhiare e leccare i capezzoli stringendoli con i denti mentre lei si dimenava sul mio cazzo che la profanava tutta la sua caverna e mugolava di piacere incitandomi “si, siiii, continua così ti prego!!! mi fai impazzire!!!” e continuava a roteare con il bacino sul mio cazzo e ancora “fammelo sentire tutto dentro e spingi forte, dai sbattimi i coglioni nella figa, dai….. uhhhhhhhhh sei uno stallone ed io “si troia sborro….sborro, ti inondo la figaaaa”. Fiotti di sborra uscirono dal mio cazzo e dopo che le riempii la figa, glielo tolsi e glielo infilai in bocca. Lei me lo ripulii fino alle ultime gocce che erano sulla cappella, continuando a dire “sei stato bravo, mi hai fatto venire come una vera troia, avevo proprio bisogno di una bella dose di cazzo”. Tornammo in spiaggia ero stanco e mi sdraiai accanto a mia moglie, poi facemmo un bagno e tornammo al villaggio.

La donna incinta

Durante un estate, andai a trovare mia zia ad Imola. Mia zia abitava in una palazzina di 4 inquilini all’ultimo dei due piani e la dirimpettaia era una signora sulla trentina, molto socievole ed al sesto mese di gravidanza. La vedevo spesso da mia zia e per questo diventammo subito amici, alcune volte la aiutavo a portare su le buste della spesa e non nascondo che quando salivamo le scale, lei avanti ed io dietro, mi faceva arrapare vedere quel vestito estivo molto attillato e succinto,che arrivava appena a coprirle le natiche e che metteva in mostra un bel paio di cosce ed un sederone piacevole. Un giorno mi chiese se le reggevo la scala per pulire il lampadario e quando si arrampicò sulla scala, da sotto, vidi tutta la sua intimità. Allora io con un tono confidenziale le dissi “Lo sai che dalla mia posizione si gode di un ottimo panorama?” e lei “di che panorama stai parlando?” – “del tuo culo..” – “Ma cosa stai dicendo!” disse con aria leggermente imbarazzata, – “che hai un gran bel culo ed è un gran peccato che non si può scopare…oppure no?” e lei “ma sei impazzito del tutto? Che cazzo ti salta in mente?” – “è il cazzo che mi sta saltando! Dovresti sentire come è diventato duro alla vista del tuo culone, sei bellissima, non ti accorgi che sei alla quintessenza della femminilità, con le tue dolci curve, col tuo bel seno e il tuo bel pancione”. Lei scese dalla scala e cambiò atteggiamento, diventando più disponibile e sembrava volesse sfogarsi un po’ con me ed infatti mi disse che effettivamente il marito non la toccava da qualche mese, perché aveva paura ma lei in certi momenti aveva delle voglie da impazzire e che si limitava ad accarezzarsi o infilarsi un dito dentro. Io “un dito ti basta?” e lei “no … forse un uccello non mi basta”. Quelle parole mi provocarono qualche goccia di pre-eiaculazione nelle mutande, allora le dissi “Le mutandine… togliti le mutandine… lo faresti con me, vero?…” mi prese la mano, me la strinse e se la portò al petto ed io, con l’altra mano, gli carezzai il viso. Mi venne vicino, mi baciò ed iniziò a spogliarmi, man mano che mi spogliava mi carezzava, mi toccava e mi parlava lentamente. Arrivato agli slip, si fermò e sorridendo disse “beh, questi è meglio tirali via e liberare quella bestiolina per lasciarla libera…” il mio cazzo era duro, rigido e la cappella oscenamente rossa e turgida. Avevo voglia di scoparla in bocca, in culo, dovunque. Mi ha fatto impazzire massaggiandomi con le sue tettone, la sua lingua e la sua voce calda nelle orecchie. La mia mano riprese a scendere dal collo, sfiorò la curva del suo seno, fino a sentire il capezzolo reagire sotto il vestitino, poi la mano scese di colpo, infilandosi di taglio tra le sue gambe, appena sopra le ginocchia, per poi risalire lentamente. Quando mio indice arrivò a contatto con la fica, non potè trattenere un breve gemito e cominciai a fare avanti e indietro tra le sue cosce. Si stava bagnando parecchio, e le dissi “sei una bella fica… proprio una bella fica…” Era bello vedere le mie dita giocare in quella fessura calda e circondata da un bosco fitto e nero ed osservare la sua pancia enorme sussultare per i movimenti del corpo, sentire le mie labbra umide sulla sua pelle e le sussurravo “mi piace baciarti, giocare con i tuoi capezzoli, leccarti, morderti” e con la mia lingua scendevo lungo il suo ventre e il mio viso affondava sopra il suo sesso, annusandolo, baciandolo ed accarezzandolo e facendola venire varie volte con la mia testa infilata tra le sue gambe, il clitoride tra le labbra e un dito in culo, la cosa che la faceva letteralmente esplodere. Poi mi misi in piedi davanti a lei e cominciò a prendere il mio cazzo in bocca, sentivo le sue labbra stringersi e succhiare, la sua lingua leccarmi, veloce, poi piano, poi veloce di nuovo. Lo Sentivo diventare sempre più duro, infuocarsi, eccitarsi e riuscivo a stento a sussurrarle “sei una gran pompinara… veramente… bella bocca… bella lingua…” e lei “Certo… a me prenderlo in bocca piace…” e continuò a slinguazzarmi la cappella. “E’ vero… sei una pompinara nata… ti faresti scopare?” – “Ooohh sì…” e continuava a succhiarlo, poi aggiunsi “hai delle fantasie per le pose?” e lei “permettimi di gustarmelo questo cazzo…” e succhiava da tutte le posizioni. Stava rapidamente avvicinandosi l’orgasmo. Mi staccai e mi misi in ginocchio per leccarle la figa, da quella posizione il suo enorme pancione non mi faceva vedere il suo viso, ma la sentivo gemere, e mentre le mie dita si agitavano dentro la sua fessura senza fondo, il palmo della mano si sfregava sul clitoride. Era vicinissima all’orgasmo, avevo bisogno ancora di qualche minuto per il suo piacere, io ero quasi arrivato, ma riuscì a resistere quanto bastava. Accarezzandola le infilo un dito nel culo già in fiamme e lei mi ha detto “allargami il culo più che puoi…” gli infilai due dita in culo e muovevo le dita prima piano e poi sempre più veloce fino a quando, dal piacere, il cazzo comincio a schizzare come un vulcano in eruzione, e la calda sborra scendeva copiosa imbrattandomi la mano. Intanto la leccavo la figa senza tregua con la testa infilata tra la passera…. che godimento, poi le leccai il buco del culo, poi la fica e cosi via. Da come si agitava capii che era un bel po’ che non veniva servita così, la feci alzare e mi sdraiai sul divano con un cazzo cosi dritto che sembrava il pennone per issare la bandiera e lei con un sorriso malizioso monto delicatamente a cavalcioni su di me. L’asta durissima scivolò subito a fondo nella sua fica eccitata. Mi preoccupava che magari con un movimento un po’ brusco mettessi a repentaglio la sua gravidanza ma lei mi ha tranquillizzato, dicendo che l’importante è trovare una posizione comoda. Cominciò a muoversi lentamente e mi disse “faccio piano per il bambino” allora io le risposi “perché non mi fai scopare nel culetto, cosi non rischi niente”. Sorrise maliziosa, continuando a roteare il bacino. “Tesoro… bisogna essere professionali in certe cose… se te lo meriti il mio buchino… come potrei tirarmi indietro?… Sììì… mi farò inculare per bene… a lungo… e tu potrai scatenarti come vuoi… e comunque non lo ho mai fatto da dietro”. Intanto mentre roteava la sua figa intorno al mio cazzo il suo pancione strusciava sulla mia pancia, poi si è alzata e mi ha fatto sedere sul divano e lei dandomi le spalle si è seduta su di me facendo scomparire tutto il mio cazzo dentro la sua figa, “che goduriaaaa”. Talmente grande era la pancia che non riuscivo a toccarmi le mani e sempre più estasiato da quella visione, cominciai ad accarezzarle il bel seno ed a stringerle i capezzoloni. Le mie mani si muovevano lentamente e delicatamente, dal seno scesero sul pancione, e si soffermarono su di esso. Non c’era niente di più sexy e affascinante di una donna incinta. Mi disse “ho un pò di affanno e ogni tanto faccio dei sospiri più profondi del normale per riprendere la regolare attività respiratoria”, intanto io raggiungo il secondo orgasmo e non pensando al suo stato la penetrai con forza tenendomi alle sue cosce. Venni dentro lei, un sacco di sperma a fiotti, e lei gridava di piacere strizzandosi i seni, poi si rigirò e stringendomi a se iniziò a baciarmi appassionatamente nella bocca, le nostre lingue esploravano la bocca dell’altra, si era trasformata sotto i miei occhi nella più immonda delle donne e aveva così perso quell’aurea di purezza e infinita dolcezza che le conferiva la gravidanza. Continuai a baciarla mentre con le dita disegnavo dei cerchi intorno all’aureola di un capezzolo, poi portai la bocca sul seno e cominciai a succhiarlo, come un avido bambino appena nato. Passavo, ingordo, da una mammella a l’altra, assaporando qualche goccia di latte che cominciava ad uscire. Lei non riusciva a spiegarsi come potesse godere ad allattare, ma era questo ciò che le stava accadendo e più sentiva quella bocca stringersi intorno ai suoi capezzoli più il suo piacere aumentava e mi incitava a succhiare con maggior forza, mentre si strizzava il capezzolo libero, ed infine venne nuovamente. Grata per i bellissimi orgasmi ricevuti, masturbò il cazzo col suo seno, facendolo tornare duro come il marmo e mi faceva toccare con la cappella i suoi capezzoli umidi di latte. Dal canto mio, la feci girare e mettere a quattro zampe, divaricandole un pò le gambe con la testa in giù ed il culo per aria ed iniziai a massaggiarle la schiena, poi passai ad accarezzarle le grosse mammelle, che con il suo pancione toccavano il pavimento, con una mano mentre e con l’altra iniziai a stuzzicarle e divaricarle il buchetto finchè non arrivai a scoparla con due delle mie dita: che goduria! Poi le leccai quel buchetto, scendendo con la lingua fino al clitoride e le dissi voglio vedere come ti entra ed esce dal culo e gli allargai ulteriormente le chiappe con entrambi le mani guardando il bordo di quel buco strepitoso e puntando il cazzo sul culo allargato. Ho cominciato a spingere, ho sudato 7 camicie per potergli entrare un pò, ora ero solo 1 cm dentro il suo culo strepitoso, era strettissimo, non riuscivo a fare un millimetro in avanti, gli bagnai il buchino con la saliva e la situazione migliorò lievemente, ma sentivo che soffriva e questo mi preoccupava un pò. Mi sentivo inchiodato nel suo culo da favola ma decisi di uscire, al che alla mia uscita notai che un pò glielo avevo allargato. Lei tirò un sospirone misto a sollievo e delusione e li mi prese il raptus: la vista di quel buchino tondissimo allargato lievemente e vuoto mi scatenò una reazione taurina, schiacciai la mia punta su quella coroncina e inumidii il resto, beh devo essere sincero glielo buttai dentro con violenza, fregandomene se era vergine di culo, se era incinta e cosi via, facevo ancora fatica ad entrare ma ero già qualche cm dentro di lei, al che riuscii, non so come, a trovare la posizione affinchè il mio cazzo non si piegasse e che rimanesse bello in tiro e lì saltò ogni barriera fra il mio uccello ed il suo bel culo, un colpo secco e la penetrai completamente, glielo sbattei fino in fondo, forte, molte volte, la montavo come una vacca, e lei godeva, le impugnavo le spalle da dietro mentre lo spingevo con forza in fondo al suo intestino e lei disse “lo sto sentendo fino in gola, me lo piglio bene nel culo, sento l’uccello che mi sfonda gli intestini” ed io “ti ho impalata totalmente”, parole di piacere uscivano dalla mia bocca e con il palo piantato dentro di lei rimasi immobile in quella posizione per un po’ di tempo. Poco dopo ripresi il ritmo regolare di una lenta inculata fino a quando mi ritrovai ad inondare il suo profondo canale con la mia sborra caldissima, oramai me l’avevo goduta tutta da parte a parte.
Lei ha guardato l’ora e si accorge di aver fatto molto tardi “e’ l’ora del rientro di mio marito, presto se no ci becca”. Ci rivestimmo in fretta ed io corsi a casa della zia. Dopo qualche giorno tornai a casa, ma da allora ogni volta che la penso mi eccito molto.

La prima e l’ultima scopata con mia cognata

Voglio cominciare dicendo che il mio punto debole nell’eros è il culo. Quello che noto per prima e ciò che mi rimane impresso di una donna e solo un bel fondoschiena ed è forse per questo che mi attirano anche le trans, dopotutto il loro punto forte è proprio lì.
In questa storia il culo implicato è quello di mia cognata, una quarantenne bruttina, quasi piatta di seno ma con un posteriore perfetto, a miei occhi è come una bella pesca dalla forma perfetta, un bel cuore rovesciato, un bel culo che parla, ondeggia, e si fa ammirare, un bel culo che riempie morbidamente ogni indumento che indossa, un bellissimo culo con due chiappe sode, belle e separate da un bel solco e un bel buco, non so se è a mandolino, a padella, a violino, a vipera, o a T, ma sicuramente è un gran…culo.
Ci conosciamo da più 20 anni ma solo da qualche anno mi fa impazzire il pensiero di spingerle il mio cazzo duro contro le sue chiappe, farlo scorrere su e giù lungo il suo solco e di leccarle il culo infilandole la lingua per leccare ben bene il buchetto e poi incominciare a spingere pian piano, leggermente e sentirlo scivolare dolcemente dentro di lei fino a far toccare le palle sulle chiappe.
Più volte in questi anni le ho strusciato il culo in modo repentino, ma credo che lei non abbia mai immaginato il vero motivo, forse perché mi riteneva come un fratello.
Tutto però sembra cambiare nell’estate 2006, mia moglie era in ospedale in quanto aveva appena partorito ed io mi sono fatto venire il coraggio di andare a trovare mia cognata, nel suo negozio di ortofrutta, alle 7.30 di mattina, lei apriva a quell’ora per pulire e lavare il pavimento del negozio.
Infatti appena arrivato davanti alla porta del negozio la vedo che stava lavando il pavimento, indossava una gonna leggera un bel po’ sopra il ginocchio ed una canotta larga a tal punto che si vedeva molto bene il reggiseno.
Nel vederla così, chinata alla pecorina con quel culo invitante rivolto verso di me non ci vidi più dall’eccitazione e mi accostai da dietro strusciandole con il mio membro su una chiappa e con un po’ di soggezione gli dissi: “OPS, scusami” ma lei senza parlare si rimise con il culo al vento e continuò ad ondeggiarlo a ritmo frenetico.
Eccitandomi ancora di più, con la mano destra gli palpai, per alcuni secondi, quel gran culo sodo che mi faceva tanto arrapare e dopo un po’ mi disse: “Ma sei venuto qua per mettermi solo una mano sul culo?”, e mentre mi guardava con un sorriso furbetto, si diresse dietro il banco della cassa.
Io la guardai negli occhi e non me lo feci dire una seconda volta e da lì cominciò il mio paradiso terrestre, la seguii dietro il banco e passandole da dietro, a stretto contatto ovviamente, le poggiai le mani sul suo piccolo seno, le alzai il reggiseno e contemporaneamente le stringevo le mani sui capezzoli, duri come dei chiodi, e le puntavo il mio cazzo d’acciaio al suo culo sentendo una forte pressione sulle mutande nella zona dell’uccello che sentivo inturgidirsi e pulsare sempre più forte, poi mi avvicinai con la bocca al suo collo e incominciai a baciarlo e a leccarlo, mentre gli strusciavo il mio cazzo sul suo culo e senza più nessuna barriera tra di noi, feci scivolare le mani dalle quelle tettine fino a metterle sul culo.
Mentre continuavo a strofinarla fino ad infilarle quasi tutto lo slip nella riga del culo, adoro quelle mutande di pizzo bianco che vanno su per il culo, cercando di dimenarsi mi disse: “la vuoi smettere, toglimi le mani dal culo che può entrare qualcuno!” Niente, invece di smetterla gli sollevai la gonna, scostai la mutandina da un lato e gli infilai l’indice nel buco del culo. Per reazione spinse il sedere all’indietro e stringendo le natiche come due mozzarelle, non senza un sottile piacere il dito s’infilò ancora di più e mi disse: “toglimi sto dito da lì dentro, porco, mi fai male!” Mentre gli sfilai il dito dall’ano, sentii proprio un risucchio da dentro,sembrava non uscisse più tanto era stretto. Allora capii: “ha ancora il buco del culo vergine”.
Ripresi a toccarla dappertutto, palpandole i piccoli seni incredibilmente sodi e mentre le strizzavo un capezzolo lei indietreggiò verso di me e riuscendo ad infilare di nuovo la mano sotto le mutandine la penetrai dolcemente con il dito nel buco del culo e palpandola, arrivai ad infilare le mani nella passera già bagnata, aveva i capezzoli che spuntavano turgidi contro la canotta umida che si incollo sopra il seno come una carta velina.
Poi prese lei l’iniziativa, con la mano destra apri la cerniera mi prese il cazzo in mano, duro ed eretto in tutta la sua lunghezza, iniziò dolcemente ad andare su e giù per farmi una bella sega, mentre io continuavo a palparle il culo da dietro, ad un tratto lei si girò su se stessa lo guardò, poi lo prese con entrambi le mani, ed in un colpo lo ingoiò.
Iniziò a farmi una pompa leccandomi la cappella ed andando su e giù, non era un esperta in bocchini, povero cazzo impazziva in quella bocca, sentivo il cazzo gonfio anche se lo demoliva ed infatti quasi venni ma lei se ne accorse e smise dicendo: “stai già venendo, così presto?”; mi vergognai un po’ e nello stesso tempo ero preso dalla paura che entrasse qualcuno, cercai di muovermi più piano per non venire, ma la voglia era troppa.
Allora la presi dalle braccia e la tirai su mentre io mi abbassai, le sfregai le mani sulla figa già aperta e bagnata che si muoveva con ardore in attesa del mio cazzo, le tirai giù le mutandine ormai zuppe e avendo così la figa davanti alla bocca, me la fece girare su tutto il viso ed io cominciai a leccarla golosamente, ed accarezzarla con la mano tra le chiappe e il buco del culo, ero tra le sue due coscione, che se ti prendevano la testa in mezzo , te la stritolavano… e sentii: “come succhiatore di figa non sei male, mi stai facendo venireee..” ed intanto io continuavo a scoccare la mia lingua nella figa, sentii quasi subito il clitoride venire allo scoperto lo avvolsi con la lingua e lo succhiai sentendo la sua figona super gonfia e sempre più bollente e calda di umori.
Iniziò ad ansimare più velocemente, stava per venire, smisi di metterle la lingua dentro e mi misi a baciarle attorno… e lei: “no dai…,ti prego dai…,non farlo continua…” stava quasi per piangere per la delusione del mancato coito, allora la presi dalle chiappe e la girai portandomi quel culo celestiale davanti alla mia faccia ed inaspettatamente lei prese a dimenarsi spaventosamente con dei gemiti sottovoce: “hooo haaaa haaaaa haaaaa haaa vengo lo stessooo…, ti allagooo…”; il suo culo cominciò a danzare in modo frenetico davanti al mio naso e mandò un grido subito smorzato, allora la accarezzai, poi le diedi qualche pizzico sulle chiappe, la morsi, ma non valse a nulla, sembrava inarrestabile, le allargai le cosce bagnate e mentre lei era a cosce spalancate, presi il mio cazzo in mano e lo puntai sulla fica affondandolo completamente con un solo colpo,iniziai a scoparla dandole colpi violenti, facendole quasi uscire il cazzo dalla bocca, sentivo sbattere le palle sulle sue natiche e fare quel rumore “clap clap clap”, sentivo quel cazzo entrare ed uscire dalla quella figa di fuoco e godevo da matti facendola sussultare ad ogni colpo.
Sentendo che stavo venendo, rallentai e lo tirai fuori, ripresi per alcuni secondi a leccare quel buchino mentre con un dito le sditalinavo il grilletto, e pensavo: “posso passare all’inculata, con questo buco così stretto?”, lei intanto divaricava le gambe sempre di più e con un movimento improvviso mi fece rialzare, e mi disse: “non farmelo desiderare troppo, lo voglio tutto dentro” ed io le risposi: “mi piacerebbe mettertelo nel culo, se piace anche a te” ma lei incurante di ciò che le dicevo si sistemò sfregandomi la figa sul cazzo, dimenandosi si infilò il cazzo nella figa prima che me ne accorgessi, questo si che era un dimenarsi, mentre si muoveva lo stringeva con i muscoli vaginali, entravo ed uscivo strusciando il cazzo in quella dolce morsa, lo sentivo sfregare nella figa allargata dal piacere ma che lei tentava di stringere, ansimavo e rantolavo per il piacere, guardai il suo viso, godeva anche lei, mi fermai con il cazzo tutto dentro facendolo pulsare, le stimolava la figa e il massaggio è continuato per qualche secondo, volevo chiavarla ma allo stesso tempo non volevo venire, la presi bene per le tettine e lei alzando il culo mi ha fatto entrare ancora più in fondo alla sua figa e gustandosi quel cazzo mai cosi duro, mi ripeteva: “spingi, spingilo fino in fondo, sbattimi con forza, sfondami voglio la tua calda sborrata”, a volte si fermava per farsi stantuffare e poi riprendeva a muoversi, dicendo: “dai spingii, vengooo, vengooo, ho voglia, spingi, fammi godere, Ohhhh, Siiii..dai cosiiii…non smettere…” ed intanto io con una mano le palpavo il culo e con l’altra le stuzzicavo una tetta, poi la presi con entrambi le chiappe e me la sono sbattuta come una troia, si dimenava con gridolini di piacere, era ansimante ma se la godeva e mi ridisse: “vieni dentro, ti voglio dentro, fammi sentire la tua sborra caldaaa…” ma io glielo sfilai, ed iniziai nuovamente a leccarla, ma solo in un punto ben preciso, sul buco del culo. Lei ha sempre avuto un culo da sogno, e io di sogni ne avevo fatti tanti, ora si doveva realizzare il mio sogno. Cominciai a schiaffeggiarle il culo, infilandole un dito in quel bel buchino, muovendolo dentro e fuori sempre più forte, sempre più velocemente, le leccai tutto il culo, poi insalivai per bene il buchetto che sembrava un po’ più aperto ed appoggiando quel cazzo turgido come non lo era mai stato, cercai di spingerlo dentro, ma non entrava, per sdrammatizzare le dissi: “che bel culooo, voglio sfondartelo tutto” in quella posizione lo sentivo bello morbido come un burro, mi piaceva tantissimo ma non riuscivo a penetrarlo, lo insalivai di nuovo quel buchetto amoroso che avrei tanto voluto stantuffare, riprovai a spingere cappella con più forza ma nonostante le diedi un colpo che feci spostare il banco più avanti non riuscii ad affondarlo tutto nel suo culo ma solo mezza cappella, sembrava una maledizione!!!
Notai la sua espressione di dolore ma allo stesso tempo sembrava ululasse dal piacere e mentre mi chiedevo se glielo avevo già rotto, sentii dire: “aahh.. mi stai facendo male, non sono la tua cagna” e prendendolo in mano se lo reinfilò dentro la sua figa, io ovviamente spinsi per affondarla tutta, sono entrato con tutto il cazzo fino alla pancia ed ho iniziato di nuovo a stantuffarla tenendola con le cosce contro il mio corpo e per consolarmi immaginavo che la stavo inculando fino in fondo e che lei si muoveva per gustarsi l’inculata, solo con la mente la me inculavo, intanto lei mormorava: “spingi, come lo sento tutto, spingii, spingii, si vengoo, vengoo, godoo, ancoraaa , ancoraaa” ed io che avevo più voglia di prima le davo di quelle botte contro il culo che vibrava tutta e mentre lei m’incitava a sfondarla, arretrava con forza per poi fermarsi a godere le infilate; improvvisamente si bloccò con tutto il cazzo infilato dentro per godersi la sborrata ma io non volevo scaricarle tutta quella bella, calda sborra nella figa e nello stesso istante che stavo per venire le dissi: “togliti che stò per sborrare!”, glielo sfilai e lo puntai subito sul buco del culo che era semi-aperto e gemendo dissi: “sii anche ioo vengoo haaa” e con forti schizzi le ho scaricato in culo una bella sborrata.
Una volta venuti rimanemmo ancora per qualche istante così, con il mio cazzo ancora puntato sul suo culo, e ci baciammo appassionatamente, fu meraviglioso sentire il cazzo che pian piano si ammosciava sul suo culo, quasi quasi mi rieccitavo di nuovo, ma ahimè il tempo è tiranno e cosi cominciammo a ricomporci, poteva entrare qualcuno da un momento all’altro, una volta vestiti e sistemati io uscii come se nulla fosse successo e tornai alle mie cose quotidiane.
Fatto sta che da quel giorno con mia cognata si è rotto qualcosa, si è allontanata da me, io le ho anche lasciato un biglietto dove le chiedevo di ripetere di nuovo quella eccitante esperienza e lei invece mi ha risposto con un altro biglietto che citava cosi: “ Non ho letto che poche righe di quel biglietto ed ho capito che la cosa e ben più grave di quel che immaginavo. Voglio scusare l’accaduto come una crisi d’astinenza per la gravidanza di mia sorella. Non sarà facile dimenticare e non avrei potuto dirti questo guardandonti negli occhi e per il bene che voglio a mia sorella non ne farò mai parola.” da allora non ci scambiamo nemmeno uno sguardo ed evitiamo di rimanere soli. Di tutta questa storia mi rimane solo un desiderio: “sfondarle il culo”.

Le scopate con la vedova

Finito l’anno scolastico e fatto l’esame per il diploma di scuola media, eravamo in piena estate e con il caldo afoso si vedevano donne di tutte le età con vestitini leggeri, succinti e trasparenti con tutte le loro forme ben in evidenza, ma il mio sguardo più particolare era rivolto verso le donne più mature. Un pomeriggio, verso le tre, mentre tornavo a casa mi trovo davanti a me sulle scale la vedova che abitava al primo piano; non era la prima volta che la incontravo per le scale ma quella volta rimasi impressionato nel vederla salire davanti a me, non mi era mai capitato di poterla osservare così da vicino. Questa signora seppure avesse circa 45 anni, era ancora una donna eccezionale con le rotondità al punto giusto, e faceva sicuramente gola a tanti, aveva 4 figli, il primo lo ebbe all’età di 17 anni e l’ultima era mia coetanea, aveva perso il marito da più di 10 anni e da quel triste evento lei vestiva sempre di nero. Non avevo mai pensato a lei in quel modo, ero molto eccitato. Lei saliva avanti a me, rampa dopo rampa, il suo sedere era sempre posto all’altezza della mia faccia, e notai che non era solo tondeggiante ma pure bello sodo con meravigliosi glutei, che mentre saliva, spostavano su e giù anche il vestito, ad ogni scalino che faceva balzavano quelle tettone da settima misura ed i suoi polpacci si gonfiavano facendo emettere un suono delle calze di naylon che si strofinavano. Quello spettacolo durò poco perchè arrivammo al suo piano in men che non si dica e, purtroppo per me, ci salutammo e lei entrò in casa.
Quel giorno ero eccitato al massimo e mi feci una sega per sedare un po’ i bollenti spiriti.
Qualche giorno dopo la ritrovai davanti a me sulle scale inchinata a 90° mentre lavava la scalinata, io, appena giunsi proprio sotto di lei, alzai gli occhi e dato che aveva una gonna, nera ma un po’ corta, le vidi le gambe che si muovevano in simbiosi con le braccia permettendomi la visione delle sue parti intime coperte da un paio di mutandine ricamate nere abbastanza trasparenti che lasciavano vedere nettamente il suo triangolo nero e folto.
Cominciai a pensare: “ci provo o non ci provo ed infine ma si saranno più di dieci anni che non scopa, molto probabilmente gli faccio un piacere” allora continuai a salire fino a quando mi trovai proprio dietro quel culone arrapante e fu naturale cingerle la vita, lei si fermo, iniziai a proseguire con il massaggio su per il ginocchio, dove le cosce belle sode si tuffavano nel più bel paio di chiappe avessi mai visto fino a quel momento, le alzai la gonna e le sfilai giù le mutande, iniziò a fare la santarellina dicendo: “ragazzo lo dico a tua madre, giù le mani”. Non le diedi retta, continuai a insistere e lei di nuovo: “ma così mi metti in imbarazzo”. Le morsi il sedere con dolcezza, diede un piccolo grido, le mie mani cominciarono ad ispezionare dentro di lei, una nella fica e una nel culo, mentre lei si appoggiava con le braccia al corrimano, nessuno scendeva e nessuno saliva, era tutta aperta la sua micia e le mie dita stantuffavano dentro di lei, due dita nella fica e uno nel culo, la vedevo nel volto ormai in preda al godimento più alto, i suoi gemiti andavano al ritmo delle mie mani, gli occhi erano chiusi, andai avanti per un po’ di tempo così mentre lei rimaneva con lo sguardo rapito ma ancora non era venuta, mi informai: “sei venuta, quanto manca?”, lei mi guardò con tenerezza, : “forse sarò venuta almeno sei volte, e non accenna a finire, potrei stare cosi per un’altra ora!”, era la prima volta che mi capitava una donna multiorgasmica di quel livello. Smisi e mi tirai giù i pantaloni…..la feci sedere sullo scalino, io in piedi , il mio cazzo duro nella sua bocca, e lo stantuffavo, era molto capace nei pompini, la sua bocca era morbida e accogliente, mi chiesi com’è che era cosi esperta se non scopava da almeno 10 anni, la rimisi in piedi e le feci mettere i gomiti sul corrimano col viso che dava sulle scale di sotto in modo che potesse vedere fuori, cosi il suo culo era esposto in tutta la sua nudità. Era una posizione molto invitante, una specie di pecorina ma col suo busto più eretto, mi sentivo come un signorotto medioevale che possedeva con forza una della servitù, le infilai il mio cazzo ancora duro dentro e al contatto delle sue pareti calde si ravvivò, “ti piace vero?”, “si sbattimi tutta, prendimi”, aveva capito il gioco e lo interpretava meravigliosamente, “sei la mia serva, la mia cagna”, “si padrone, di più, lo voglio tutto dentro”, sei la mia puttanona, vero?”, “si sono la tua grossa troiona..”, “vieni dentro di me..fammi tua adesso..”. Fu cosi che la inondai del mio sperma, lo raccolsi da dietro e lo porsi alla sua bocca pieno anche dei suoi odori, le lo bevve tutto. Dopo una settimana la aspettai sulle scale ed appena la vidi con quel vestito scollato mi arrapai ancora di più, appena si avvicino a me le infilai la lingua in bocca e una mano negli slip. Lei presa alla sprovvista emette un gemito e apre istintivamente la bocca, e mi chiese di lasciarla, ma non le diedi retta, continuai a insistere sulle labbra, a palparle le mammelle e a pizzicarle i capezzoli. Capii che stava per cedere quando le si indurirono i capezzoli e iniziò a gemere apertamente. Ma ancora una volta si divincolò dicendo: “Smettila, sei troppo sfrontato! Portami a casa almeno” ed io: “va bene”, la mia delusione si era smorzata dal fatto che non sembrava adirata e che si lasciò tranquillamente accarezzare le mammelle ancora per qualche secondo prima di risistemarsi l’abito. Entrati in casa la sbaciucchio ancora per qualche minuto e nel frattempo tiro fuori il cannone, le prendo la testa e la spingo verso quel bel cazzo, che le finisce tutto in bocca. Lei si spogliava nuda e faceva un lavoretto che mi dava i brividi per tutto il corpo e chinandomi proprio sulla sua testa le toccavo il culo, lei mi faceva sentire quelle due chiappe dure contrarsi sotto le mie mani, era ormai chiaro che il gioco lo conduceva lei. Poi lo alzata ed io mi sono messo sulle ginocchia, massaggiavo lentamente, in ginocchio, tra le sue gambe, costringendola a divaricarle sempre più, le mie abili mani massaggiavano contemporaneamente le due cosce, all’esterno, poi all’interno. Mentre salivo lentamente verso l’incrocio delle sue gambe, il suo slip di merletto si spostava lasciando apparire un morbido pelo nero ed un bocciolo racchiuso in due tenere labbra. Le gambe spalancate, il mio viso appoggiato su una coscia, le labbra succhiavano piano il clitoride inondato di umore dolce/salato. Un dito la penetrava lentamente, e poteva sentire il calore del suo desiderio, un altro dito sfiorava il buchino tra le chiappe, che stentava a sciogliersi ed a permettere una carezza più profonda. Le alzai una gamba, mentre continuavo a pompare il dito con vigore, e entravo fino in fondo e le toccavo il punto del massimo piacere. Si distese nuovamente e cercò ancora la mia bocca. Poi mi mordicchiò un labbro, e la sua bocca scivolò su un orecchio, pian piano sentii il calore della sua lingua che entrava. Con le mani mi accarezzava la schiena e le sue dita, percorso tutto il solco della colonna, si insinuarono tra le mie chiappe, cercando il buchino per sollecitarlo. Il ritmo dei miei colpi andava aumentando, e così i suoi ed i miei gemiti, godevamo immensamente, eravamo tutt’uno con i nostri sessi ed io sentivo che stavo per esplodere dentro di lei. Aprii gli occhi per cercare i suoi e li vidi aperti e pieni di passione, era il segnale che potevo lasciarmi andare. Aumentai ancora il ritmo, e lei mi seguì alzando ed abbassando il ventre finchè sentii il fuoco che saliva verso la punta del mio uccello e in una interminabile sequenza di sussulti e contrazioni, riversai in lei tutto il frutto del mio piacere, mentre la sentivo contrarsi, afferrarmi, sbattere ed ancora gridare tutto il suo godimento. Restai sopra di lei, baciandole quelle labbra morbide e dolcissime, e piano sentii che il mio sesso stava uscendo dal suo ventre. La sua mano cercò la mia bocca, mi accarezzò le labbra, mi voltai verso di lei, le sorrisi e restammo fermi, ascoltando i nostri respiri per alcuni minuti poi sollevai il busto rimanendo con il cazzo premuto sul suo ventre e le massaggiai con la mano le tette enormi, una settima mica poco, vedere quegli enormi seni mi arrapava e le dissi che aveva delle tette enormi e bellissime. Lei disse: “grazie”, e poi: “continua a toccarle e se vuoi le puoi anche ciucciare”, io iniziai a ciucciarle le enormi tette, i capezzoli duri, mi fà impazzire, non ce la faccio più, allora cominciai a scendere al suo sesso tutto bagnato, ne sento il sapore aspro, l’odore intenso e questo mi eccita, mi fa impazzire, mi provoca quasi una sofferenza fisica. Il mio cazzo è eretto per la seconda volta tanto in tiro da farmi male. Riprendo a leccare, scendo all’interno delle sue gambe, la mia lingua è come impazzita, continuo a scendere fino ai piedi, due piedi piccoli, deve piacerle, perché continua a gemere. Improvvisamente mi spinge indietro, mi monta di sopra e prende a cavalcarmi: lo fa con violenza e a ogni affondo del mio cazzo nella sua fica la sento urlare di piacere. I seni ballano alla portata della mia bocca: li prendo fra le mie mani, riprendo a morderle i capezzoli. Per tutta risposta la sento ancora urlare di piacere: “Hmmmmmmmm. Non ti fermare spingimi il cazzo dentro, fammelo sentire!”. Ora stiamo urlando entrambi, me ne accorgo e comincio a temere che i vicini si mettano a bussare. Il piacere aumenta, credo di essere sul punto di venire, le sue tette si muovono come impazzite ballando come dei meloni sulla mia faccia. Poi si alza di scatto lasciando allo scoperto l’uccello rigido come una mazza di tamburo. “Prendimi da dietro, sfondami il culo”. Sono sbalordito dalle sue parole, che al contempo mi hanno eccitato. Si appoggia al tavolo della cucina e mi offre il suo culo. Siamo ansimanti e sudati. Mi alzo e incerto le inumidisco il buco affondandoci la mia lingua. Il mio cazzo non troppo lungo ma piuttosto grosso, un piccolo tronco di carne era pronto. “Che aspetti dai sfondami, sfonda la zia!”, la metto un po’ di più a pecora punto il cazzo sul suo buco che ho lubrificato a fondo con la mia saliva… il culo si allarga subito. Mi sento uno stupido, sono stravolto ma non ho nemmeno il tempo di accorgermene, a contatto col suo culo morbido e cado preda di un’eccitazione che non avevo mai provato. Le avvicino la bocca all’orecchio e dico: “Che culo hai, che culo! Hmmmmmm! Sei completamente aperta, lo senti come ti sto chiavando. Ti scopo in culo, cara zia!”, mentre le infilo tre dita nella fica completamente fradicia. Mi muovo senza tregua nelle sue viscere mi piace sentirla urlare mentre ci muoviamo all’unisono. Ha il busto piegato sulla tavola, urla ancora e viene finalmente. Continuo a sbatterla sul tavolo della cucina, poi improvvisamente estraggo il cazzo dal suo culo e lo sbatto tutto nella figa bollente ma lei non lo voleva lì e si dimeno per farlo uscire allora le reinfilo il mio cazzo nel suo enorme culo “sei una cagna troia” lei “siii..sono la tua troia, porco” e quando sto per venire tiro fuori il cazzo e le inondo la schiena del mio sperma ma lei si gira e prende il resto della sborra in bocca, beve tutto e si lecca la cappella umida.
Mentre delicatamente le accarezzo il corpo bollente, i capelli folti, lunghi e neri , il culo umido del mio sperma caldo, lei mi dice: “siediti sul divano voglio mostrarti una cosa, ti faccio vedere cosa sa fare la zia” va verso la credenza e tira fuori una bottiglia di vino poi sedendosi sulla tavola a gambe ben divaricate, con i piedi appoggiati su due sedie, una a destra e una a sinistra, s’è le infilata nella figa spingendo piano, piano per abituarsi alla penetrazione di quell’enorme diametro arrivata a metà bottiglia emise un lungo “ahhahahahahha” liberatorio e restò ferma con quella bottiglia per metà ancora conficcata dentro di se. Poi se la tirò fuori e per qualche istante vidi una voragine in mezzo alle sue gambe, una fregna così dilatata non l’avevo mai vista e lei mi disse: “vedi con questo ti ho voluto dimostrare che non devi avere un cazzo grosso per far godere una donna, io ho goduto come una assatanata con il tuo cazzetto e ho provato solo un semplice brivido con una bottiglia, l’importante e sapere come e dove scopartela” quella fù una bella lezione sinceramente.
Da allora la chiamai sempre zia, anche se non lo era, ed ogni volta che la incontravo o l’aspettavo per le scale, era come l’assalto alla diligenza le mettevo le mani dappertutto e lei non riusciva a bloccarle e siccome questo le dava fastidio mi sgridava sempre e minacciava di punirmi, ma io del tutto incurante continuavo a martoriarla fino a quando non sentivamo qualcuno avvicinarsi, poi però lei faceva passare anche 3 settimane prima di fare sesso; era il suo modo di punirmi perchè non le avevo obbedito.
Un giorno dopo la terza settimana che non mi degnava neanche di uno sguardo e l’ennesima sega pensando alla mia nuova zia overquaranta, grassottella, un seno enorme che ad occhio e croce pesava 10 chili e un super culo morbido e bello tondo, mi decido e vado a suonare alla sua porta, se c’era qualcuno avrei trovato una banale scusa ma quando apri la porta portava una vestaglia che la copriva fino a poco sopra il ginocchio: faceva trasparire il suo seno enorme pieno e morbido, quelle gambe grosse ma non troppo smagliate, i capelli erano raccolti dietro, il suo viso paffuto ma non privo di bellezza e le labbra carnose; l’espressione del volto però mi trasmise noia e tristezza e non potei fare a meno di pensare che gli mancava l’abbuffata del mio cazzo. Mi fece entrare, mi offrì un caffè e piegandosi per raccogliere un nuovo pacco di zucchero, potei scorgere meglio il suo sedere, enorme morbido ma anche tosto e i muscoli delle gambe presso la sua fica. Ebbi la mia solita erezione ed il desiderio di immergere la mia lingua nel suo culo e di essere scopato in bocca dalla sua fica. Avevo un debole per quella donnona. Continuai a guardarla ed desiderarla e lei: “Cosa c’è, ? ”, “No, niente”, “Dai, dimmi”, “Ecco, ti sembrerà strano… ma sono un po’ stanco di te”, al che lei mi guardò un attimo stupita, poi fece un sorriso larghissimo e disse: “davvero? La cosa non mi convince”. Ci guardammo alcuni secondi poi mi lanciai a baciarla sulla bocca. Ci baciammo impetuosamente, le lingue a mulinare, la saliva che usciva dalle nostre labbra e ci rigava il mento. Le strappai la vestaglia sul petto, infilai le mani e cominciai ad estrarre quei meloni, a tenerli su e a succhiarli, a massaggiarli le aureole e a prenderne il più possibile in bocca” e lei “Sì, ahh sì. così, bravo”. Dopo poco scivolai giù tra le sue gambe, lei era in piedi con le spalle al muro della cucina, tirai giù le mutandone e continuai nel mio sogno: sprofondare in una fica immensa! Leccavo il clitoride, con le mani allargavo la fregna, poi immergevo la lingua più che potevo. Ad un certo punto, le presi le sue mani e le misi sul dietro della mia testa e lei: “Oh si, ti voglio dentro con la tua lingua, più forte” e mi spinse forte la testa con entrambe le mani, flettè le ginocchia e cominciò a spingere con il busto. Che sensazione fantastica: mi sentivo desiderato da tanta carne, la mia bocca allagata dai suoi succhi, il mio naso schiacciato tra i suoi peli e la sua clitoride, respiravo a fatica, ero tutto rosso e sudato ma sentivo la sua avidità e la sua voglia di possedermi. “Lo senti che ti voglio? Vorrei infilarti tutta la testa nella mia fica, non c’è un cazzo abbastanza grande per lei; che porco che sei, ma anch’io sono una grande maiala, anch’io ti desideravo dal primo giorno che ti ho visto. Succhia, dai succhia! ” diceva sempre più infoiata, con il bacino che spingeva e le mani che mi tenevano ferma la testa. Ad un cerio punto, senza mollare la presa, mi spostò con le spalle e la testa sul bordo di un divano basso che era nel soggiorno; mi mollò un attimo, lasciandomi respirare mentre si toglieva la vestaglia, poi si abbassò a leccarmi il viso, “Ora mi siedo sulla tua faccia e ti cavalco fino a venire, Contento vero? ” Mi disse con un sorriso lascivo, e soggiungendo a bassa voce: “Sei bellissimo” e tirando fuori la lingua mi inondò le labbra di saliva” Io sorrisi e risposi
“Vieni, amore” lei allargò le gambe e si sedette lentamente sul mio viso. “Guarda la mia fica sempre più vicina”, “è bellissima” sussurai, “e adesso ti mangerà” disse lei, schiacciandomi la vagina sulle labbra e iniziando a stantuffare. A quel punto avevo il naso indolenzito per lo schiacciamento; durante un attimo che si era un poco risollevata per farmi respirare, scivolai con la lingua dalla fica grondante fino al culo “Ah! Bravissimo! Sei proprio un maiale. L’ho lavato bene sai, lo puoi leccare senza paura. Daì, lecca, lecca” Io incominciai allora a leccarle il culo con maggior forza, poi con le mani feci capire che volevo che lei dondolasse davanti e dietro cosicchè, pur restando fermo potevo leccarla dalla clitoride fino al culo. La cosa le piacque tanto e cominciò a fare l’altalena. Io ero in visibilio, prigioniero di due cosce enormi e di una dolce porca! “Ora basta” disse, rimettendosi dritta sulle ginocchia “devo andare a fare pipì” e io le risposi: “aspetta ti voglio vedere pisciare.” Lei restò senza fiato, poi mi fece un nuovo largo sorriso e disse: “Oggi è proprio un giorno fortunato! Voglio accontentarti” appena si sedette sul wc io le posizionai il mio cazzo in tiro in bocca e tenendola dai capelli glielo pompavo fino alla gola, incurante che la potessi soffocare. Dopo la pisciatina tornammo sul divano, io mi sdraiai e lei appoggiò di nuovo le ginocchia sul divano, avvicinò la fica, mise una mano dietro la mia testa e con l’altra orientò il buchetto “Ecco, tesoro, ti piace vero? ” mentre danzava sul mio viso, “su, apri la bocca” mi disse con decisione, aprii e mi lasciai riempire dai suoi umori mescolati con il sapore acidulo della sua pipì che ad intervalli risputavo fuori. “Ancora, ancora” diceva lei con voce di una perversa dolcezza, mentre si masturbava con furia, mi strinse con dolcezza le guance con una mano “è buona vero?” e con mia sorpresa, anche se era la prima volta, mi piacque. A quel punto lei venne, e mi crollò addosso. Poi si mise il cazzo in mezzo a quelle tettone e con le mani mi stringeva il cazzo in mezzo nella fessura tra i suoi seni enormi e mi fece una spagnola, mai provata una spagnola, che fu di brevissima durata; venni su quei meloni, e con abbondanza le imbiancai quei promontori e lei: “hai visto c’è la neve sulle montagne”. Ci sedemmo sul divano, e mi misi sul suo grembo come un bimbo, con lei che mi masturbava con la mano ed io che le massaggiavo i seni, passando così alcuni minuti finchè giunse il momento delle confidenze; mi confesso che in questi anni di vedovanza lesbicava con sua sorella e mentre mi raccontava i dettagli delle scopate saffiche con la sorella mi disse tutta eccitata: “Vuoi assistere mentre scopo con mia sorella?” Io senza nemmeno pensarci le risposi immediatamente di si. Allora mi disse che dovevo stare sotto il suo lettone e non uscire per nessuna ragione poi quando cominciava lo spettacolo non dovevo far altro che guardare nell’anta a specchio dell’armadio che era di fronte al letto.

Per la prima volta……il sesso!!!

Buon giorno mi chiamo Michela, sono una donna di 42 anni, sposata con tre figli.
Non molto alta, 1.65, non sono mai stata una “bella donna” ma neppure da buttare, la mia terza di seno con i figli è aumentata fino ad una quinta con le areole grosse ed i capezzoli lunghi e scuri, il tempo ha arrotondato un pochino le mie forme ed è apparsa un po’ di pancetta ed il sedere è diventato un bel culone abbondante senza essere sformato, insomma una bellezza giunonica!!
Mio marito, Domenico, è stato il mio primo ed unico uomo, mi sono innamorata del suo modo di fare, del suo carisma, della sua partecipazione attiva alla vita della parrocchia, ma, per quanto riguarda la sfera sessuale la nostra vita è trascorsa sempre uguale e piatta, la classica scopata alla missionaria, la maggior parte delle volte per cercare la procreazione e poi più nulla.
Durante la giovinezza, dai racconti delle mie amiche, sognavo un uomo che mi insegnasse a fare l’amore con passione sperimentandone le varie sfaccettature, ben inteso nulla di così strano, ma prendere in bocca il cazzo oppure farsi leccare la figa, o il sesso anale!!
In 20 anni di matrimonio mai ho potuto deliziarmi di queste “stranezze” come le chiama mio marito.
Quello che accadde il mese scorso ha cambiato radicalmente la mia vita.
Mia figlia Rossana di 20 anni, che frequenta l’università, ha portato a casa un suo compagno di corso, per poter studiare l’inglese assieme a lui visto che è di madre lingua essendo statunitense.
Mi sorpresi un po’ scoprendo che questo bel ragazzone di nome Lail era di colore ma, per la mia educazione non ci feci poi tanto caso.
Lail aveva 22 anni ed era figlio di un militare della base USA vicina alla nostra città e si era iscritto all’università in Italia, piuttosto che tornare negli Stati Uniti, perché era intenzionato a restare nel nostro paese.
Alto quasi 1.80 aveva un viso molto dolce e bello un fisico da atleta e devo ammettere che aveva fatto su di me un certo effetto, non riuscivo a guardarlo negli occhi, il respiro si era fatto affannoso facendo salire e scendere il mio seno in modo irregolare ed una sensazione di calore su tutto il corpo e non mi sarei stupita che mia figlia si fosse invaghita di lui
Invece qualche giorno dopo ricevetti una telefonata.
“Buon giorno signora Michela, sono Lail “
“Buon giorno Lail….cerchi Rossana…….mi spiace è fuori!”
“No….veramente cercavo lei!”
“Me……” risposi stupita
“Si…la cercavo…..volevo chiederle se…….se le andava di vedersi con me questo pomeriggio…….dovrei parlarle!!” ero sempre più stupita.
“Va bene…..non capisco cosa….ma va bene….e dove ci troviamo?”
“Le dispiacerebbe venire con me in un locale…….magari a bere un drink…..la passo a prendere verso le quattro!!”
“Si è possibile…..allora ti aspetto per le quattro…ciao!!”
“Ciao a presto” rispose
Parlando con lui le sensazioni che avevo provato qualche giorno prima si ripresentarono e mi trovai eccitata come una scolaretta al suo primo appuntamento.
Mancava ancora qualche ora all’appuntamento e le usai per prepararmi.
Dopo una bella doccia andai dal parrucchiere e mi feci sistemare i capelli con una messa in piega, feci delle compere poi tornata a casa, mi spogliai completamente e mi rimirai allo specchio.
IL seno anche se piuttosto grosso non aveva perso granché della sua elasticità, ovviamente era necessario sorreggerlo e quindi decisi di indossare un completo reggiseno e mutandine che avevo appena comprato.
Il reggiseno di pizzo nero era a balconcino e sorreggeva le mie grosse tette mostrando quasi completamente i capezzoli, mentre la mutandine, sempre in pizzo erano una via di mezzo fra un tanga e un perizoma lasciando scoperto buona parte del mio culone.
Una camicia bianca con qualche bottone lasciato slacciato a bella posta, un paio di autoreggenti, una gonna al ginocchio con lo spacco laterale ed un paio di scarpe con un tacco di 10 cm, appena comprate e mai portate in vita mia, completavano la mise.
Mi guardai nuovamente allo specchio dopo essermi truccata……..certo non ero quello che si dice un bel figone ma quello che mi rimandò lo specchio mi piaceva parecchio.
Intanto era arrivata l’ora dell’appuntamento, puntuale come un orologio svizzero Lail suonò al citofono.
“Scendo subito!!” civettai.
Scesi i tre piani di scale a piedi per cercare di calmare la mia agitazione, non sapevo quello che mi succedeva, non ne ero completamente cosciente, sapevo solo che volevo rivedere quel giovane come non avevo desiderato nessun altro.
Quando Lail mi vide restò un attimo fermo a contemplarmi poi venne verso di me offrendomi il braccio.
“Michela….sei stupenda!!” arrossii.
Andammo in quel locale un po’ fuori città dove bevemmo chiacchierando del più e del meno, ma ogni parola sembrava che mi penetrasse nel cervello e raggiungesse i miei sensi più reconditi.
Ero in estasi di fronte a quel giovane uomo che mi corteggiava.
Decidemmo poi di fare due passi nel boschetto, dopo pochi passi Lail mi prese la mano e cominciammo a camminare mano nella mano, poi il suo braccio mi circondò le spalle e mi ritrovai con la testa appoggiata sul suo possente petto.
Non ci volle molto, soprattutto poche parole, cominciammo a baciarci come amanti che non si vedono da anni e riscoprono il loro ardore.
La mia lingua cercava la sua in un gioco a rimpiattino nelle nostre bocche anelanti mentre le mani vagavano sui nostri corpi vogliosi.
“Vieni!!” mi disse ad un tratto.
Tornammo indietro, salimmo in macchina ed in un attimo fummo davanti a casa sua, mi baciò ancora e ancora insinuando le mani sotto la gonna sfiorando la carne nuda al di sopra del pizzo delle autoreggenti mentre io saggiavo la consistenza del suo cazzo sotto il tessuto dei pantaloni.
“Vuoi salire amore?” mi chiese ad un tratto.
La mia risposta fu un lungo e languido “Siiiiii!!”
Arrivammo nel suo appartamentino abbracciati così stretti che fece fatica ad aprire la porta.
Continuammo a baciarci mentre lentamente i nostri indumenti finivano a terra e mi ritrovai completamente nuda, se si eccettuano le calze e le scarpe, sdraiata sul suo letto mentre Lail, che mi guardava estasiato, si toglieva i boxer dai quali fuoriuscì il suo bellissimo cazzo grosso e duro.
Aprii le gambe, abituata a mio marito, in segno di offerta pensando che volesse subito penetrarmi.
Lail invece si sdraiò al mio fianco ricominciando a baciarmi per poi scendere lentamente lungo il collo, regalandomi sensazioni mai provate, fino a sfiorare con le labbra i miei capezzoli turgidi.
Non avevo mai provato nulla di simile ed il mio ventre cominciò a fremere e bagnarsi, era il mio primo orgasmo senza penetrazione!!!!
Succhiò e leccò il mio seno per un tempo che mi parve infinito poi non pago continuò a scendere verso il monte di venere accarezzandomi le cosce.
All’ingresso della vagina si fermò un attimo
“Che figa meravigliosa…….!!” Commentò tuffandosi con la lingua a dividere le grandi labbra per raggiungerne l’entrata.
Era la prima volta che un uomo mi leccava la figa ed immediatamente una scarica di adrenalina giunse direttamente al cervello facendomi urlare.
“Siiiiii……siiiiiii!!” seppi solo dire il che bastò a Lail perché continuasse a leccarmi sempre più in profondità e con maggior dedizione.
Il primo orgasmo era ormai un ricordo sostituito da un numero incredibile di altri.
La sua abile lingua non tralasciò un centimetro della mia figa vogliosa facendomi tremare come una foglia.
“Sei una donna incredibile….sei fatta per il sesso!!” mi disse in un momento di calma.
“E’ la prima volta…….!!”
“La prima volta??” chiese stupito
“E’ la prima volta che un uomo mi bacia così…!!”
“Vuoi dire che……che tuo marito….?”
“Mai!!”
“Mi spiace per te ma ne sono felice……….sarai veramente tutta mia!!”
“Si lo voglio!” risposi guardandolo negli occhi.
Mi guardò ancora un attimo perplesso poi mi disse.
“Allora non hai mai baciato……..un uomo?”
“No…. Mai……..ma ho sempre desiderato farlo”
Si alzò e, mettendosi inginocchio vicino al mio viso mi presentò il cazzo in tutto il suo splendore.
L’asta scura svettava dal suo inguine lunga e grossa come mai avevo visto, mentre dal meato usciva una goccia di liquido precoitale.
“Bacialo Michela……è l’atto più dolce che una donna possa fare al suo uomo!”
Avvicinai le labbra a quella grossa cappella e le appoggiai sul glande, cominciai con leggeri baci a labbra chiuse poi cominciai ad usare la lingua leccandolo lungo tutta l’asta ed il glande.
“Brava….brava…….così…..brava leccalo tutto…….mmmmmh!!” mi incitava.
Continuai per un po’ ma capivo che questo non sarebbe bastato.
“Ora prendilo in bocca e succhialo!”
Eseguii con piacere il dolce ordine, aprii le labbra ed accolsi nella mia bocca la grossa cappella.
“Siiiii………cosìììì…….ora vai su e giù…….così brava!”
Così cominciai il mio primo pompino, a 42 anni ero inesperta come una ragazzina alle prime armi e forse proprio per questo Lail non resistette più molto a lungo.
“Amore sto per venire……..attenta……vuoi bere il mio sperma?”
Annuii senza smettere di succhiare.
“Vengo…..vengoooo…….amore ti riempio….siiiiii!!”
Potenti fiotti di sborra calda investirono il palato scendendo nella mia gola, sinceramente non mi aspettavo nulla del genere e feci molta fatica ad ingoiarne il più possibile ma ad un tratto dovetti aprire la bocca e far uscire il cazzo per non restare soffocata.
Gli ultimi fiotti mi colpirono direttamente sul viso e sul seno.
Però la cosa non mi era per nulla dispiaciuta e raccolsi lo sperma portandomelo alla bocca per assaporarne finalmente il gusto poi ripresi quel bel cazzo in bocca ripulendolo completamente.
“Amore sei meravigliosa…..!!”
“Anche tu……..ma ora scopami” avevo detto ad un uomo scopami, non l’avevo mai fatto.
La donna, la femmina che era in me usciva finalmente allo scoperto.
Lail non si fece pregare a, dopo avermi ancora baciato la figa vi appoggiò il glande spingendo il suo cazzo nella mia intimità.
Era più grosso, più duro, più lungo di quello di mio marito ma lo accolsi come se lo avessi sempre avuto, le pareti della mia vagina si dilatarono adattandosi ed avvolgendo quel grosso membro fino a che lo sentii arrivare al collo dell’utero.
Fu in quel momento che un altro travolgente orgasmo mi fece quasi perdere i sensi.
Lail cominciò a scoparmi come mai ero stata presa uscendo quasi completamente per poi rientrare con sempre maggior foga.
Ogni suo affondo era seguito da urla e gemiti, inviti a scoparmi più forte, a sfondarmi, che mai erano usciti dalla mia bocca.
Ad un tratto uscì dalla figa con un mio “Nooooo….” Ma capii subito che si trattava di qualche cosa di nuovo, mi fece girare mettendomi alla pecorina e mi penetrò nuovamente da dietro.
Prendendomi per i fianchi entrava ed usciva dalla mia caverna come un treno lasciandomi quasi senza fiato.
“Siiii…..dai….scopami….scopami……..ancora!!”
“Dimmi….sei la mia troia?” mi chiese ad un tratto
“Siiii…sono la tua troia!!” fu la mia risposta pronta
“Dimmelo…..dimmelo ancora….dimmi che ti piace essere montata come una vacca!!”
“Oooh siiii……..siiii sono una troia…….siiii mi piace….mi piace essere montata!!”
Continuava a scoparmi instancabile mentre con le dita andava a masturbarmi il buchino del culo che nessuno aveva mai sfiorato.
Mi mise le dita in bocca ed io le succhiai ed insalivai e poi le potò sul mio ano, inumidì il buco anche con la sua saliva e cominciò ad inserire un dito.
Non credevo che sarebbe mai successo, la mia fantasia di adolescente si stava realizzando, rilassai i muscoli ed il dito penetrò completamente nel retto.
“Mmmmmh che buchino stretto…..non dirmi che nemmeno qui….?”
“Mai…mai……..amore se lo vuoi è tuo!” gli dissi ansimando senza pensarci un attimo.
“Amore che bel dono….!!”
Lail, comunque conscio che il suo grosso cazzo nel mio buchino vergine avrebbe fatto disastri, si adoperò per rendere la penetrazione il meno dolorosa possibile, senza però tener conto della mia eccitazione e del mio desiderio a lungo represso.
Usando la lingua, le dita e la saliva allargò il mio buco del culo rendendolo morbido ed accogliente.
Quando il suo quarto dito si fece largo nello sfintere decise che era il momento, si posizionò alle mie spalle mi fece abbassare la testa sul cuscino e tenere il culo in alto poi appoggiò la cappella e cominciò a spingere.
Lentamente il suo cazzo si fece strada nel mio culo, la sensazione di dolore e fastidio dei primi momenti si trasformò ben presto in un calore ed una eccitazione mai provata mentre dalla figa continuavano a colare umori come se si fossero aperte le cateratte.
Alla fine sentii i grossi coglioni sbattere sulle grandi labbra, era dentro tutto, Lail si fermò per permettermi di abituarmi alla grossa intrusione poi lentamente cominciò il dolce avanti e indietro.
“Si…………..si….….si………siiiiii……dai………dai……mmmmmmh…….godo…..….godo……….…..oooh sii inculami…inculami…..amore ti do la mia verginità!!!”
“Amore è il dono più bello!!”
Cominciò ad aumentare il ritmo finché cominciò ad agitarsi scompostamente in preda all’orgasmo imminente.
“Vengo amore….vengo!!”
“Anch’io…..dai……anch’io vengo non fermarti!!” stavo per avere il mio primo orgasmo anale!!!!
Lail inondò il mio retto di una quantità incredibile di sborra calda riempiendomi completamente mentre io venivo per l’ennesima volta.
Crollammo sul letto esausti col cazzo di Lail ancora piantato nel culo.
Restammo così parecchi minuti mentre il suo membro perdeva vigore ed usciva dal mio retto seguito dal suo sperma che si rovesciò sulle lenzuola.
Dopo la doccia rientrai a casa, erano le 19.30 appena in tempo per non destar sospetti.
Comunque la mia vita era radicalmente cambiata, altre esperienze mi aspettavano ed io ero pronta ad affrontarle tutte!!!

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Puttana per vocazione

Questo racconto è liberamente ispirato ad un fatto realmente accaduto ad una lettrice che mi ha contattato e mi ha chiesto di scrivere la sua storia.

Il mio nome è Sabrina, sono una bella donna di 30 anni, alta 175, lunghi capelli neri corvini, occhi scuri, penetranti, una bocca dalle labbra carnose, sensuali, un bel seno sodo ed alto della terza misura, gambe lunghe e flessuose sormontate da uno splendido mandolino calamita degli sguardi di uomini e donne, di famiglia ricca sono felicemente sposata con un uomo di dieci anni più anziano di una famiglia altrettanto ricca, non ho mai avuto bisogno di lavorare, trascorro le giornate tra palestre, saune, centri benessere che hanno reso il mio fisico perfetto ed armonioso.
Ho una passione……….mi piace eccitare gli uomini, esibirmi, farmi corteggiare, mi piace farmi toccare, sentire i membri crescere, portarli al massimo grado di eccitazione per poi lasciarli, sparire e rifugiarmi in casa tra le braccia di mio marito.
Anche ieri pomeriggio mi preparai per una delle mie uscite……..calze autoreggenti, gonna corta, molto aderente con uno spacco laterale, camicia bianca sbottonata e reggiseno bianco a balconcino e le immancabili scarpe col tacco a spillo, i capelli sciolti sulle spalle e via verso l’avventura.
Non dovetti faticare molto, nel locale dove mi ero fermata fui subito abbordata da un paio di ragazzi, Marco e Fabio belli ed aitanti, appena più che ventenni, mi corteggiarono, invitandomi a bere, poi flirtai con loro lasciando che mi toccassero insinuando le mani sotto la gonna e la camicetta, sentii i loro cazzi crescere diventare dei duri bastoni che premevano sul mio ventre mentre ballavamo e poi……via di corsa con la figa fradicia ed i capezzoli duri mi rifugiai nella mia villa in attesa di mio marito.
Il bagno caldo non attenuò minimamente la mia eccitazione e dalla mia figa continuarono a colare abbondanti succhi.
Mi preparai accuratamente per la notte di sesso con mio marito, calze nere con la riga, una guepiere nera di pizzo con le coppe a balconcino che sostengono il seno lasciando liberi i capezzoli, una lunga vestaglia trasparente e le decolté nere col tacco a spillo alto 12 centimetri completavano la mise.
Non misi mutandine lasciando la mia passera coperta solo di un triangolino di pelo corvino.
Ad un tratto suonarono al citofono, «strano» pensai «non aspetto nessuno!!»
“Pronto?” al videocitofono il viso di un ragazzino.
“Scusi signora….è lei Sabrina XXXX?”
“Si…..dimmi!!” risposi sorpresa.
“Ho trovato il suo portafogli coi documenti…..devono averlo rubato!!”
“Un attimo!!” corsi allarmata alla borsa, era vero il portafogli era sparito, rubato e non mi ero neppure accorta.
“Vieni….in fondo al giardino!!”
Mentre attendevo il ragazzino pensai di mettermi qualcosa addosso ma passando davanti allo specchio mi venne un’idea perversa che mi fece bagnare più di quanto lo fosso già, sarei andata ad aprire la porta così vestita e mi sarei beata della faccia del ragazzino!!!
Drinnn……suonò il campanello!!
Aprii la porta e mi ritrovai davanti il ragazzino che mi guardava con gli occhi sgranati ma improvvisamente la porta si spalancò ed entrarono quattro giovani tra i quali riconobbi i Marco e Fabio i due del pomeriggio.
“Allora ti piace proprio fare la troia!!” disse Marco
“Co…..cosa volete……andate via….guardate che tra poco arriva mio marito!!” credetti di averli spaventati.
“Siamo venuti a restituirti il portafogli……e a riscuotere la ricompensa con gli interessi….vero ragazzi?” gli altri annuirono.
“Per quanto riguarda il maritino…..lo aspettiamo assieme….sarà un piacere fargli conoscere quanto è troia sua moglie!!” riprese Fabio
Così dicendo mi strappò la vestaglia con la quale tentavo di coprirmi.
“Guardate che roba……è una troia di classe…….vedrai che ti piacerà la tua prima volta!!” riprese il giovane rivolto al ragazzino che sbavava.
“Su…..da brava……fammi vedere come gli succhi il cazzo mentre aspettiamo!!” continuò
“No!!…….ma voi siete pazzi….andatevene….chiamo la polizia!!”
“Ah che paura….e poi senti qua come sei bagnata vacca!!” mi mise una mano tra le cosce trovandomi un lago.
Era vero se la ragione mi diceva di cercare di cacciarli via la mia figa tremava al solo pensiero di farsi scopare!!!
Gli altri due mi presero per le braccia obbligandomi a inginocchiarmi davanti al ragazzino.
“Avanti facci vedere quanto sei brava!!”
Tremante, non so più se di terrore o di piacere, slacciai i pantaloni al giovinetto ed abbassai le mutande, immediatamente venne fuori un bel cazzo duro, dritto come un fuso, con due coglioni gonfi.
Esitai e subito uno dei ragazzi mi mise una mano sulla nuca spingendo la testa verso quel cazzo.
“Avanti……succhia bene……fallo godere!!”
“Domenico…..adesso la signora ti succhia il cazzo….vedrai che bel pompino ti fa!!” disse il terzo giovane di nome Alberto
Aprii le labbra ed accolsi la cappella nella mia bocca cominciando a succhiare avidamente leccando nel contempo il frenulo ed il glande.
“Aaaah……………….siii………………….mmmh……………………………come succhia………………cazzo….che pompino…..aaaah…..sborro…..sborroooo!!” nel giro di un minuto il ragazzino mi aveva rovesciato in gola una quantità industriale di sborra bollente che fui costretta a d ingoiare quasi completamente visto che mi tenevano la testa perché non mi allontanassi, ma sinceramente non so se l’avrei fatto, avevo sentito una fitta alla figa ed ero venuta!!
La cosa non passò inosservata e Marco ne approfittò per insultarmi ancora.
“Ehi la vacca ha goduto……..solo con un pompino……figuratevi quando glielo sbattiamo in culo ha ha ha !!” rise e gli altri lo seguirono.
Dopo alcuni minuti arrivò mio marito, parcheggiò l’auto ed entrò in casa fermandosi bruscamente appena chiusa la porta.
Mi aveva vista praticamente nuda con in bocca il cazzo nuovamente duro del ragazzino.
Quell’attimo di indecisione gli fu fatale, ricevette un gran colpo alla testa che gli fece perdere immediatamente i sensi.
Lo spogliarono e lo legarono ben stretto alla sedia mettendolo poi a fianco del letto matrimoniale dove mi avevano portata.
Quando si risvegliò la scena non era cambiata, io ero ancora in ginocchio sul letto col cazzo di Domenico in bocca e gli altri quattro completamente nudi attorno a noi coi grossi cazzi svettanti.
“Ma che succede….cosa volete…non abbiamo denaro…..lasciate mia moglie!!” disse tutto d’un fiato mio marito.
“Caro amico…..siamo venuti a restituire il portafogli a tua moglie…….e lei gentilmente ci sta dando la ricompensa!!” rise Fabio
“Sai oggi è venuta nel nostro bar a fare la zoccola……ci ha fatto venire il cazzo duro e poi è scappata….credeva di farla franca la troia!!”
“Lasciatela…….vi darò dei soldi……lasciatela…..non costringetela!!” urlò mio marito
Intanto io continuavo a succhiare il cazzo di Domenico senza che fossi costretta in alcun modo.
“Ma noi mica la costringiamo………guarda come succhia contenta…..e poi è bagnata fradicia!!” continuò Marco mettendomi una mano tra le cosce, ritraendola completamente bagnata dei miei succhi e mostrandola a mio marito.
“Gianni mettiglielo dentro……vediamo se rifiuta!!” sghignazzo Alberto mentre si menava il cazzo grosso e lungo.
Gianni, che era dotato di un cazzo veramente grosso anche se non eccessivamente lungo, non si fece certo ripetere l’invito dell’amico e, messosi dietro di me mi piazzò la cappella all’entrata della figa cominciando a spingere penetrandomi in breve fino ai coglioni.
L’eccitazione accumulata durante tutto il pomeriggio, la vista di tutti quei cazzi duri, nonostante la «violenza», mi aveva annebbiato il cervello ed accolsi quella grossa intrusione dimenando il culo per facilitare l’azione.
“Aaaaah….siiii………..siiiiii!!” gemetti smettendo un attimo di succhiare.
“Visto?……non mi sembra che sia un rifiuto!!” disse Fabio a mio marito.
Gianni cominciò a stantuffarmi con gran colpi di reni estraendo quasi completamente il cazzo per poi affondarlo fino all’utero.
“Prendi il cazzone vacca…….tieni….lo senti?……ti piace troia…….dillo!!”
“Mmmmh…..siiii……ancora…..scopami!!” risposi mentre il primo orgasmo ormai era un ricordo e già si avvicinava il secondo.
“Dimmi che lo vuoi tutto…….dillo troia!!” continuò cominciando a darmi delle gran pacche sulle chiappe, più rumorose che dolorose.
“Siii……..lo voglio……lo voglio tutto dentro…….dai scopami!!” urlai
In breve Gianni mi sborrò nella figa una quantità enorme di sperma provocandomi l’ennesimo orgasmo.
“Hai visto la mogliettina…..gode come una vacca……se va avanti così prima o poi sviene ah….ah…..ah!!!” sogghignò Alberto che sbandierava il suo cazzone grosso e lungo più di 20 centimetri.
“Dome…..adesso proverai la tua prima inculata…..la troia sarà ben felice di accontentarti….vero puttana?!”
“Siii……..dai inculatemi!!” ormai ero completamente partita ed avrei fatto qualsiasi cosa pur di farmi scopare fino allo sfinimento!!
Alberto si sdraiò sul letto ordinandomi di salire sopra di lui ed infilarmi il cazzo nella figa, cosa che eseguii senza discutere, poi Domenico si mise dietro ed appoggiò il glande al mio buchino del culo cercando di infilarlo.
“Aspetta…..leccale un po’ il buco…..è troia ma non c’è bisogno di incularla a secco!!!” intervenne Fabio
Allora Domenico cominciò a leccarmi il culo infilandoci un paio di dita per lubrificare bene anche l’interno su suggerimento degli altri, mentre il cazzone di Alberto mi stantuffava da sotto.
Sentivo la grossa cappella urtare sul collo dell’utero dandomi delle scosse che arrivavano fino al cervello!!!
“Dai troiona cavalca………scopati quella figona da troia!!!” mi incitava Alberto, poi ad un cenno degli altri mi strinse a se schiacciandomi le tette sul suo petto e Domenico rimise il cazzo in posizione davanti al mio culo spingendolo dentro fino alle palle.
“Aaaaahhh….siiii……dai spingi….inculami…..rompimi!!” lo incitai.
Il ragazzino, inesperto cominciò a menare gran colpi di cazzo, scompostamente e con irruenza finché non mi mollò in culo la sua seconda sborrata.
Intanto Fabio si era messo davanti a me mostrandomi il suo cazzo in tutta la sua magnificenza, lungo quasi 30 centimetri con una cappella enorme, grossa come una pesca, per poi infilarmelo in bocca.
Mentre imboccavo quel gran cazzone guardai mio marito leggendogli negli occhi un misto tra disperazione, rabbia ed estrema eccitazione confermata dal suo cazzo che si ergeva durissimo.
“Hai visto troia……il tuo maritino si è eccitato…..scommetto che se lo sleghiamo tu incula fino a sfondarti!!!…..tranquilla ti sfondiamo prima noi ha…ah…ah…ah!!”
Domenico sfilò il cazzo dal culo seguito da un rivolo di sborra.
“Adesso che la via è aperta vediamo di spalancarla per far posto a Fabio!!!” disse Marco prendendo il posto di Domenico infilando il suo grosso bastone nel mio culo.
Ero completamente piena di cazzo, grossi membri duri e possenti mi squassavano la bocca, la figa ed il culo facendomi godere come non avevo mai goduto in vita mia
Gianni, ritornato in perfetta forma avvicinò il cazzo alla mia bocca con l’evidente intenzione di infilarmelo in gola, così cominciai un doppio pompino a Gianni ed al super cazzo di Fabio.
Mio marito era sull’orlo del collasso col cazzo durissimo nell’impossibilità di sfogarsi sudava imprecando contro i miei «violentatori».
“Bastardi…..smettete…lasciatela……..per favore slegatemi una mano almeno…..fatemi sfogare…….tu sei una troia……una sporca puttana……….!!”
“Lasciarla stare?….sentiamo cosa ne pensa lei!!…..allora troia vuoi che smettiamo?!!”
“Noooo………ancora ne voglio ancora……godo….sto godendo……aaaaahhh……voglio i cazzi!!” urlai tra una pompata e l’altra tenendo stretti i membri che stavo succhiando.
“Hai sentito…..ha detto che vuole essere scopata da noi……..tranquillo amico…. magari ti facciamo fare un pompino……abbiamo tutta la notte……!!!”
Marco mi scopò il culo per un tempo che mi parve infinito e poi venne a scaricare le sue palle sulla mia faccia lasciandomi il culo completamente aperto e pronto ad essere nuovamente riempito.
Infatti Fabio no attese neppure un secondo fiondando il suo possente randello nel mio buco spalancato.
“Aaaaahhh…….mi rompi……..piano…..è grosso……aaaah….che male……….piano…..così…..dai ora……scopami…..dai spingi……sfondami……mmmmh…..sono la vostra troia….siii…..godo……godo dal culo….siii!!!” ero impazzita.
“Ragazzi questa vacca è una meraviglia…..mai scopata una puttana del genere…….!!”
“Ehi maritino…..sei fortunato…..se la metti in strada ti guadagna una fortuna!!”
In quel momento, sentendo queste frasi, mio marito venne senza neppure toccarsi.
“Troia!!….guarda il marito……ha sborrato vedendoti piena di cazzo!!”
Fabio intanto sfilava il cazzo dal culo per poi affondarlo nuovamente fino all’elsa poi lo sfilò completamente andando a sdraiarsi sul letto a fianco di Alberto.
“Dai vacca vieni ed impalati il culo sul mio cazzo…….fai vedere al marito quanto sei disposta a fare per il cazzo!!”
Mi sfilai dal bastone di Alberto e, volgendo la schiena a Fabio mi misi a cavalcioni sulla sua pancia per poi infilarmi l’enorme cazzo tutto in culo.
In questo modo tutti e trenta i centimetri di quella nerchia durissima entrarono nel mio budello e mi ritrovai con le natiche appoggiate al suo inguine.
“Cazzo ragazzi…..questa ha il buco sfondato!!”
“Mmmmhh….lo sento in gola….siii…….mmmmh….godo ancora!!”
Cominciai a saltare su e giù su quel palo come un’indemoniata.
“Guardami amore….guarda che troia che hai sposato………mi piacciono i cazzi….ne voglio tanti….siiii…….mi piace farmi sfondare…..aaaahhh!!”
“Sei una troia….puttana…….vacca………..liberatemi che la sfondo…..voglio sborrare nella sua figa di merda!!” urlò ancora mio marito.
A questo punto i giovani lo liberarono e lui senza attendere un secondo mi saltò addosso infilandomi i suoi 25 centimetri di cazzo nella figa fradicia.
Mi scopò con forza, con violenti colpi di maglio finché non mi sborrò nell’utero una decina di densi fiotti di sperma bollente.
L’orgia di cazzi continuò per tutta la notte e ricevetti un numero impressionante di sborrate in tutti i buchi finché mi addormentai sfinita mentre dai miei buchi usciva ininterrotto un rivolo di sborra.
Nel dormiveglia sentii mio marito parlare coi ragazzi.
“Ok ragazzi…grazie di tutto….però la prossima volta picchiate meno duro….ho ancora il bernoccolo!!”
“Ci scusi ma volevamo che fosse più veritiero possibile….sua moglie è veramente grande….complimenti!!”
“Questo è per voi!!” continuò mio marito allungando alcune banconote ai ragazzi.
“No ma non si deve disturbare……è stato un piacere…….grazie allora alla prossima!!” dissero prendendo il denaro che insistentemente gli offriva mio marito e poi lasciarono la casa.
Renato venne da me.
“Ciao amore…….si è divertita la mia piccola troia?!”
“Sei un bastardo…….ma ti amo da morire!!”

Sono graditi suggerimenti, commenti e critiche
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Una moglie puttana

Qualche volta scoprire i tradimenti della moglie può rivelarsi vantaggioso!!
Mi chiamo Gianni ho 29 anni e vivo del mio lavoro, sono un uomo normale, media statura, capelli castano chiaro, fisico asciutto, un bel viso sorridente, non sono un modello ma neppure da buttare via.
Da tre anni sono sposato con Nadia, una bella ragazza bionda di 27 anni, alta 1.75 bel fisico, seno piccolo ma alto e sodo due belle gambe ed un culetto niente male che attira gli sguardi degli uomini come una calamita.
Il fatto che una così bella figliola volesse sposare me che, tutto sommato, sono un uomo normalissimo e non ricco mi fece pensare che era proprio innamorata.
Le cose tra noi infatti andavano a gonfie vele ed anche dal punto di vista sessuale l’intesa era perfetta, fin da subito Nadia si era rivelata una donna molto calda e vogliosa desiderosa di nuove esperienze che voleva condividere solo con me, almeno così pensavo fino a due mesi fa.
E’ normale che all’inizio di un rapporto il sesso abbia una componente importantissima e quindi si scopava quasi tutti i giorni ma, col passare del tempo, gli impegni di lavoro etc. etc. il sesso fu messo in secondo piano, non che o avessimo abbandonato ma i ritmi erano meno pressanti, sicuramente non avrei mai pensato che sarebbe andata a cercare del sesso fuori dal matrimonio.
Un paio di mesi or sono, per puro caso, mi trovai a passare in una via nei pressi di un grosso centro commerciale fuori dai miei normali giri di lavoro, faccio il rappresentante e in quei giorni dovevo coprire un area diversa per sostituire un collega in ferie.
Normalmente, per gli spostamenti uso lo scooter, molto più pratico in città, mi trovai quindi in quei luoghi quando vidi Nadia sul marciapiedi opposto alla mia direzione di marcia.
Felice per quell’incontro casuale stavo per fermarmi e togliere il casco per chiamarla quando assistetti ad una scena che mi lasciò di sasso.
Mia moglie venne avvicinata da un uomo sulla quarantina a cui lei buttò le braccia al collo baciandolo in modo inequivocabile, vidi nettamente la lingua di Nadia saettare nella bocca dell’uomo che la strinse a se palpandole il culo.
Mi accorsi allora che l’abbigliamento di mia moglie non era il solito, infatti indossava una corta gonnellina bianca ed una maglietta attillata che non lasciava nulla all’immaginazione attraverso la quale si potevano scorgere nettamente i capezzoli già induriti, ed un paio di sandali con l’allacciatura a schiava col tacco altissimo che non le avevo mai visto indosso.
La classica mise da troietta!!!
Mi prese una tale rabbia che al momento decisi di scendere dalla moto e fare una scenata ma purtroppo o per fortuna i due mi precedettero salendo in fretta sulla macchina di lui allontanandosi.
Decisi quindi di seguirli e mi accorsi che si avviavano verso la tangenziale.
Restai a distanza di sicurezza finché arrivarono ad un motel, ormai non c’erano più dubbi Nadia mi faceva le corna….e con uno più vecchio!!
I due scesero presero una stanza e si avviarono.
Ero riuscito a sbirciare il numero della stanza e quindi andai alla reception e chiesi di avere la stanza col numero successivo sperando che fosse attigua a quella presa dalla fedifraga.
Anche questa volta fui fortunato anche perché le stanze avevano un balconcino in comune diviso solo da una bassa balaustra, accecato dalla gelosia lo scavalcai deciso a presentarmi in camera e fare un macello.
Mi affacciai alla finestra proprio mentre Nadia si esibiva in una spogliarello di fronte all’uomo che, già nudo, era sdraiato sul letto e si masturbava, potei notare quindi che il suo cazzo non era nulla di eccezionale anzi decisamente molto più piccolo del mio.
L’idea quindi che Nadia mi tradisse per qualcuno molto più dotato era completamente naufragata ed in qualche modo anche la mia rabbia si era affievolita.
Decisi allora di aspettare e vedere come sarebbe finita, intanto mia moglie si era del tutto spogliata ed era stata invitata dall’uomo a prendergli il cazzo in bocca.
Sapevo esattamente quali sensazioni paradisiache stava provando in quel momento il tipo col cazzo tra le labbra di Nadia e mi accorsi di avere il cazzo durissimo.
Nadia succhiava come una professionista ed i gemiti dell’uomo si sentivano chiaramente come gli epiteti con cui la chiamava.
“Mmmmmhhh…..succhia….siiii….così……brava puttana……dai zoccola succhiami il cazzo!!”
Nadia sembrava apprezzare e si era messa una mano tra le cosce masturbandosi, poi smise di succhiare e si mise a cavalcioni infilandosi il cazzo nella figa fradicia e cominciando a cavalcarlo.
Non potei fare a meno di estrarre il cazzo dai pantaloni e masturbarmi davanti a mia moglie che mi cornificava!!
Ad un tratto l’uomo la fece alzare e mettere alla pecorina.
“Dai troia che ti inculo per bene!!”
“Siii…porco spaccami il culo….mettilo dentro!!”
Il culo di Nadia benché parecchio usato aveva la caratteristica di ritornare sempre stretto e dava l’impressione di penetrare un culetto vergine per cui non mi sorpresi quando l’uomo si compiacque nel sentire il cazzo stretto in quella morsa.
“Che culo stretto……..non dirmi che è la prima volta?!!”
“Siii…..non l’ho mai fatto……è solo per te……dai spingi sfondami!!” mentì la troia.
Il cazzo sprofondò nel culo di Nadia che lanciò un urlo come se fosse stata sverginata……«che attrice» pensai ricordando le innumerevoli volte che l’avevo inculata!
In breve l’uomo giunse all’arrivo e le riempì il budello della sua sborra.
Il tutto era durato meno di trenta minuti!!
Si lavarono e rivestirono mentre io sparivo ritornando nella hall.
Quando se ne furono andati andai alla reception tanto per fare due chiacchiere.
“Bella donna!” dissi indicando Nadia che si allontanava.
“Bella davvero….peccato che sia una prostituta!” rispose l’impiegato.
“Una prostituta?” replicai visibilmente turbato
“Purtroppo si….viene spesso….sempre con un uomo diverso….paga tutto lui…raramente si ferma più di una mezzora….fa tre o quattro marchette ogni due o tre giorni!!”
“Però!! Sa come contattarla?”
“Ha lasciato un numero di cellulare ma lavora solo di giorno!” rispose porgendomi un biglietto con un numero a me sconosciuto ed un nome………Samanta.
In quel momento decisi che dovevo chiamarla, composi il numero e riconobbi subito la sua voce.
“Pronto?”
“Samanta?” dissi cercando di camuffare la voce.
“Si…..desideri?”
“Mi hanno dato il numero al motel….mi piacerebbe incontrarti…sei libera ora?!”
“Si amore……dimmi il numero della stanza e ti raggiungo tra una decina di minuti!!”
“Stanza 319….ti aspetto!!”
Per la prima volta in vita mia avevo preso appuntamento con una puttana….ed era mia moglie!!!!!!!!!!
Risalii in camera, mi spogliai e spensi la luce tirando le tende, la stanza era quasi completamente buia, solo un filo di luce filtrava attraverso la finestra, sicuramente non mi avrebbe riconosciuto, almeno non subito.
Poco dopo bussarono alla porta.
“Avanti….è aperto!”
“Ciao sono Samanta!!”
“Vieni…ma non accendere la luce ti prego!!”
“Come desideri caro………..sono 250 € se non ti spiace pagarmi in anticipo!!”
Mi aspettavo una cosa del genere ed avevo preparato il portafogli da cui estrassi tre banconote da 100€ che le porsi.
“Se sei brava puoi tenere il resto!!”
“Vedrai che non resterai deluso amore!!” si comportava proprio come una troia consumata.
“Spogliati…fammi vedere come sei fatta!!” accesi l’abatjour puntandole addosso il fascio di luce.
Nadia/Samanta cominciò a ballare al ritmo di una musica inesistente ma molto sensuale, si tolse la maglietta ed i suoi seni balzarono fuori coi capezzoli già turgidi ed arroganti.
Cominciò a massaggiarli pizzicandoli e tirandoli con le dita poi si tolse la gonnellina restando con un ridottissimo perizoma.
Si girò mostrandomi la rotondità perfetta delle sue chiappette e si tolse anche quell’indumento piegandosi a 90° mantenendo le gambe rigide e girando la testa verso di me guardandomi ammiccante.
Avevo il cazzo durissimo e quasi mi faceva male dalla voglia di sborrare.
“Sei proprio un bel bocconcino!!” mi complimentai
“Ti piaccio?……vedrai dopo…..!!”
Senza togliere le scarpe si avvicinò al letto salendovi e cominciando ad accarezzarmi le gambe finché arrivò al cazzo.
“Mmmmmmh….hai un bel cazzo……..sarà un vero piacere fare la sua conoscenza!!” disse posando poi le labbra sulla cappella dandole un sensualissimo bacio.
La luce dell’abatjour l’abbagliava e non mi aveva ancora riconosciuto.
Dopo aver leccato a lungo tutta l’asta e la cappella gonfia aprì la bocca e se lo infilò in gola.
Un brivido mi percorse tutta la spina dorsale….era proprio brava la troia!!
“Aaaaahh….siiii……che bocca……siiii…..brava……così….cosìììì!!”
Mai avevo avuto da mia moglie un pompino di tale intensità e coinvolgimento….si intuiva che anche a lei piaceva quello che stava facendo.
“Girati bella….voglio mangiarti la figa…!!”
Nadia/Samanta cominciò a ruotare poi mi scavalcò finché ebbi la sua figa a portata di bocca, sentivo chiaramente il suo odore di femmina in calore, infatti era completamente bagnata.
“Tu godi davvero…….non ho mai visto una puttana godere sul serio!!” le dissi, volevo che parlasse un po’ per scoprire il perché di quel comportamento, certo col mio cazzo in bocca non era facile ma anche lei aveva voglia di liberarsi.
Cominciai a leccarla prendendole il clitoride tra le labbra, sapevo che le piaceva moltissimo.
“Siii……..mmmmh……..è vero mi piace troppo……sono una troia anomala!!” rispose togliendosi il cazzo dalle labbra “Così….siii….leccami!!” poi si rituffò sulla mia cappella gonfia.
Ebbe un orgasmo subito dopo e mi imbrattò il viso coi suoi abbondanti succhi.
Mi sfilai da sotto e mi misi dietro le sue terga, non volevo che mi riconoscesse fino all’ultimo.
Le infilai il cazzo nella figa fradicia in un sol colpo facendola gemere e cominciai a scoparla piano.
“Una donna come te non può fare la troia…..a fine giornata sarai esausta se continui ad avere orgasmi….come ora!!” un altro orgasmo intensissimo la fece tremare.
“Hai……hai ragione…….non è il mio mestiere…..sono sposata…..!!” disse tra gli spasimi del piacere.
“Sei sposata? È tuo marito che ti manda per strada?” le dissi indignato.
“No….no….lui non sa nulla………lo amo tanto….ma ho bisogno di questo…..mmmmh…..siiii….scopami….scopami!!”
“Allora non ti scopa abbastanza….o ce l’ha piccolo?” continuai sempre scopandola alternando il ritmo, la mia concentrazione sul voler scoprire la verità mi manteneva in uno stato di grazia e mi manteneva sempre al limite dell’orgasmo senza mai arrivarci.
“Mi scopa……..siii….mi scopa mi fa godere……….dai ancora……..ha un bel cazzo….come il tuo…..no non è nulla di tutto questo!!” ù
“E allora perché!!” gridai stizzito dandole colpi un po’ più violenti
“Perché mi ama troppo e mi rispetta troppo….non mi tratta da troia…..come fai tu e gli altri….godo ancora….vengooooo!!”
Ripensando a quanto aveva detto capii che aveva ragione, non mi ero mai comportato così, facevamo l’amore ed era appagante per entrambi ma mai così intensamente come in quel momento.
“Preparati che ti inculo!!”
“Fai piano……non l’ho mai fatto!!”
“Sei bugiarda……bugiarda e troia……..l’hai appena preso dall’altro…….nella stanza di fianco…..ti ho vista Nadia!!” così dicendo le infilai il cazzo nel culo quasi di prepotenza.
“Aaaah……ma chi sei? Come sai il mio nome?” poi giro la faccia verso di me e mi riconobbe.
“G…….Gianni? Ma come? Noooo…..nooooooo!!” e scoppiò a piangere cercando di divincolarsi.
La trattenni affondandole il cazzo ancor più profondamente nel culo.
“Prendi troia…..prendilo tutto…….fammi vedere come godi quando fai la puttana!!” gridai dandole spinte violentissime.
“Aaaah……………siii…………………sbattimi………………………….……rompimi il culo………………………..dai, dai……..……cosìììììì….siiii…….godo……….godooooo!! Dai Gianni…..amore…..non ho mai goduto tanto come ora”
Pochi istanti dopo esplodevamo entrambi in un orgasmo mai provato e le riempii l’intestino di una quantità indescrivibile di sborra.
Poi, accasciati sul letto, ancora l’uno incastrato nell’altra ci accarezzammo facendo le fusa.
“Amore come hai potuto……mi hai ingannato, tradito….per soldi!!” le parlai con dolcezza con le lacrime agli occhi.
“No non ti ho mai tradito….cioè…..si ma ti amo sempre…ora più di prima….non so cosa mi ha preso!!”
“Raccontami!!” la invitai.
“Non so da dove cominciare…….sai gli ultimi tempi, forse il lavoro….mi sentivo trascurata….poi…..non te l’ho mai detto…..forse ho sbagliato…ma mi sarebbe piaciuto che tu mi insultassi nel fare l’amore che mi scopassi con forza facendomi sentire femmina….puttana appunto!!” disse tutto d’un fiato
“Lo so ho sbagliato……..poi un giorno ero in giro vestita un po’ sexy….sai che mi piace farmi guardare…….mi si è avvicinato uno sulla cinquantina con un po’ di pancia…..bruttino……..che mi ha chiesto quanto volessi per andare a letto con lui……..inizialmente volevo mandarlo a quel paese ma non ho fatto i conti con la mia fighetta che si è subito bagnata………ho sparato 250€ anche per scoraggiarlo e lui ha detto che andava bene se volevo seguirlo al suo albergo”
Il mio cazzo ancora nel suo culetto si stava irrigidendo di nuovo e lei se ne accorse.
“Amore ti stai eccitando!!”
“Si….continua” le sussurrai in un orecchio.
“Mi ha portata in camera ed abbiamo scopato……mi insultava…..mi chiamava troia, puttana, vacca da monta……….ed io godevo….mi bagnavo proprio come una cagna in calore…..alla fine mi ha detto che una troia come me non l’aveva mai scopata e che valevo i soldi che aveva pagato ed anche di più!”
“Aveva ragione….sei uno schianto………una puttana che ci mette l’anima!!”
“Voleva il mio numero…ma al momento non sapevo cosa dire e scappai via coi soldi!!”
“A proposito………….i soldi? Ne avrai fatti parecchi!!” le chiesi mentre il cazzo era ormai ritornato durissimo nel suo culetto.
“Sono in una scatola nell’armadio….non ho mai osato toccarli……non mi interessavano….volevo solo godere!!”
“Sei sincera amore….per questo ti amo ancora di più!!” e ricominciai a scoparle il culo lentamente uscendo quasi del tutto per poi affondare fino alle palle.
“Oooh……….siiii….amore, amoreeee…..scopami ancora!!”
“Salimi sopra troia….cavalcami….fammi vedere come ti scopi il culo….puttanaona!!”
“Siii…..siii……godo……….si sono la tua troia……mi farò scopare per te a pagamento….ti mantengo……..ma scopami fammi godere come una vacca!!” urlò mentre mi montava sopra e si dimenava col mio cazzone nel culo.
Durai ancora più a lungo di prima fottendo la mia puttana per ore facendola morire di piacere.
Da allora lavoro solo la mattina mentre al pomeriggio scorto la troia al lavoro, non più di due, massimo tre appuntamenti al giorno poi la scopo io per ore godendo come porci!!

Sono graditi suggerimenti, commenti e critiche
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Nonno Felice

Da alcuni mesi, e più precisamente da quando è iniziata la scuola, per ragioni logistiche dal lunedì al venerdì sono ospite dei miei nonni materni che hanno un appartamento vicino alla scuola e mi evitano, almeno durante la settimana, delle levatacce ed il fastidio di prendere il treno per recarmi alle lezioni.
Mi chiamo Doriana, ed il mio nome la dice lunga sulla fede calcistica di mio padre, sono una bella ragazza alta 1.65 con tutte le sue cosine ben proporzionate e ben sviluppate, il seno della terza misura ed il culetto a mandolino sono i miei punti di forza e, anche se il viso non è propriamente quello di una modella, posso dire di avere un certo successo.
Se a questo aggiungete la moda dei pantaloni e delle mini a vita bassa, che mostrano più di quello che dovrebbero coprire, potete facilmente immaginare quale sia l’effetto che il mio culetto faccia sui miei compagni di scuola e non solo!!
Proprio a proposito di questo mi sono accorta, vivendo coi nonni che proprio nonno Felice, questo è il suo nome, non era per nulla indifferente alle mie grazie e a quelle di alcune mie compagna di classe che ogni tanto venivano a casa per “studiare”.
Il nonno, un bell’uomo di 64 anni, giovanile ed ancora in piena forma fisica, e nonna Brigida, 59 anni portati splendidamente a parte forse un po’ di appesantimento del seno veramente molto grosso, sono una coppia molto affiatata e piena di vita.
Comunque ben presto mi accorsi che il nonno mi spiava, sempre molto discretamente, nei miei momenti di intimità, quando mi cambiavo, oppure semplicemente allungando l’occhio dentro la mia scollatura, nel solco tra le natiche, messo in bella mostra dai pantaloni o dalle gonnelline a vita bassa, o sotto le gonne.
Devo dire che la cosa cominciò ad intrigarmi parecchio, anche perché avevo notato una notevole protuberanza sotto la patta dei pantaloni del nonno, ed allora decisi di diventare una specie di tormento per il nonno per vedere fino a dove si sarebbe spinto.
Sicuramente la nonna stava beneficiando di questa situazione perché li sentivo spesso nella loro stanza intenti a scopare e, dai commenti di nonna avevo capito che era parecchio che le cose si erano un po’ arenate mentre ora!!!
Cominciai allora ad indossare sotto i jeans e le gonne dei perizomi molto ridotti assumendo posizioni che mettessero in risalto le mie giovani grazie, per esempio quando indossavo la gonna per raccogliere qualcosa da terra, anziché piegare le ginocchia ed accucciarmi come si fa di solito, mi piegavo a 90° mostrando le cosce fino quasi al culetto.
Vedevo che il nonno stava impazzendo e molto spesso si rifugiava in bagno tutto accaldato come un adolescente!!
Poi un giorno esagerai ed accadde quello che sto per raccontarvi.
Quel pomeriggio la nonna era uscita presto per recarsi dalla nuora per accudire il piccolo nipote e quindi sarebbe rientrata tardi.
Ne approfittai e indossai un perizoma quasi inesistente che copriva a malapena le labbra della mia fighetta implume, una gonnellina plissettata molto corta, i calzettoni bianchi stile Lolita ed una magliettina corta ed aderente senza reggiseno, cosi ”vestita” andai in salotto dove il nonno leggeva il giornale seduto sul divano e, con aria innocente gli chiesi se potevo stare li con lui a studiare!!
“Certo cara…siediti pure dove vuoi” mi disse squadrandomi da capo a piedi.
Con finta indifferenza mi sedetti proprio sulla poltrona davanti a lui e cominciai a leggere il libro che mi ero portata.
A mano a mano che passava il tempo cominciai ad assumere posizioni sempre più strane e sicuramente eccitanti per chi mi avesse guardato.
Ogni tanto gettavo lo sguardo verso il nonno e mi accorsi che raramente mi staccava gli occhi di dosso e che il gonfiore nei pantaloni aumentava con l’aumentare della visione delle mie cosce sempre più scoperte.
Inutile dire che anche io mi stavo eccitando e la mia fighetta stava colando come una fontana bagnando completamente il ridotto perizoma rendendolo completamente trasparente.
Fu allora che feci l’ultima mossa, quasi sdraiata sulla comoda poltrona alzai le gambe ed appoggiai i talloni al cuscino spalancando le gambe come se fossi stata dal ginecologo.
La reazione del nonno fu immediata, spalancò la bocca strabuzzando gli occhi alla visione della mia fighina in bella mostra diventando improvvisamente paonazzo mentre il suo cazzo si impennava vistosamente.
Sembrava che stesse male ed inizialmente ebbi timore di averla fatta grossa quindi mi ricomposi e mi alzai per soccorrerlo.
“Nonno cosa c’è?…Stai male?”
“No….cara………è tutto a posto” notai che effettivamente non vi era nulla di anormale eccetto la sua grande eccitazione e decisi di continuare la commedia della seduzione, la lolita che seduce il vecchietto!!!
Mi avvicinai ancora di più e mi accoccolai di fianco a lui accarezzandogli le gambe.
Lui mi cinse con un braccio le spalle attirandomi a lui mentre io risalivo con la mano verso il suo inguine.
C’era un silenzio assordante, entrambi sapevamo che stavamo oltrepassando i limiti della decenza ma non ci importava.
Quando raggiunsi la patta sentii sotto le dita la grossa presenza del suo cazzo e cominciai ad accarezzarlo attraverso la stoffa.
“Com’è grosso nonno!!” esclamai veramente stupita.
“Doriana…forse è meglio…” non gli feci finire la frase che avvicinai la bocca alla sua e gli diedi un bacio, incredibilmente fu lui a fare un po’ di resistenza alla mia lingua che voleva insinuarsi nella sua bocca ma poi si lasciò andare con un sospiro.
Fu un bacio bellissimo e sensuale, non tra un uomo anziano e una ragazzina alle prime armi, ma quello tra due amanti che si stavano facendo trasportare dalla libidine.
Le nostre lingue si intrecciavano e si rincorrevano mentre i nostri respiri si facevano sempre più affannosi, le sue mani si erano insinuate sotto la mia maglietta e si erano impadronite dei miei seni che si erano gonfiati per l’eccitazione ed i cui capezzoli erano diventati duri come ciliegie mature.
Anche io mi ero data da fare slacciando i pantaloni ed estraendo il suo cazzo grosso e duro e lungo cominciando a masturbarlo.
“Come sei bella Doriana…..mi fai impazzire!!”
“Che cazzo grosso…..è bellissimo!!”
“Ma….ne hai già visti….cosi giovane……”
“Si nonno ne ho visti alcuni….dei miei compagni……ma non così belli grossi e lunghi”
“Ti andrebbe di baciarlo………..lo hai gia fatto?”
Non gli risposi ma mi chinai su quella cappella e cominciai a darle dei bacini, poi con la lingua cominciai a leccare l’asta giù fino alle palle gonfie poi risalendo lo presi decisamente in bocca.
“Mmmmmhh…….cazzo…..sei brava……..ma chi ti ha insegnato così bene?
Continuai a succhiare quel cazzone per un po’ poi risposi.
“L’anno scorso ad una festa facemmo una gara……..a chi succhiava più cazzi… io e una mia compagna……ne abbiamo fatti sborrare una ventina ciascuna…..alla fine ho vinto io perché hanno detto che ero più brava”
“E’ vero sei bravissima….dai continua…..siiii…così….anche i coglioni…..mmmmh…..mi fai godere!!”
Avevo ripreso a succhiare il cazzo del nonno con maggiore foga cercando di ingoiarne il più possibile ma, data la grossezza, non riuscivo a prenderne che un po’ più della metà.
Comunque il mio “lavoro” stava dando i suoi frutti e il nonno era sul punto di venire.
“Brava….cosi….dai che sborro…..così……siiii…..tiralo fuori che vengo” ma al contrario cercai di cacciarmelo ancora più profondamente nella gola.
“Aaaah….sei una porca…………siii…………..allora bevi tutto…..dai che sboroooo…….….ingoia troietta….ingoia tutto!!” così cominciò ad eruttare una valanga di sborra calda nella mia gola.
Faticai ad ingoiare e parte della sborra mi colò fuori dalle labbra.
“Ti è piaciuta la sborra del nonno è troietta?”
“Siiii……che buona nonno!!!” risposi entusiasta.
“Adesso spogliati che voglio vederti tutta nuda”
In un attimo mi tolsi i pochi indumenti e restai completamente nuda davanti a lui.
“Stupenda….bellissima….ora sdraiati che voglio mangiarti la fighina” mi disse mentre si spogliava a sua volta.
Non mi feci pregare e mi sdraiai sul divano spalancando le gambe a compasso.
Il nonno, ormai completamente nudo, col cazzo che nonostante la recente sborrata manteneva una buona erezione, si inginocchiò ai miei piedi e, dopo aver divaricato le labbra della figa con due dita affondò la lingua nella mia fessura rorida.
Sentivo la lingua insinuarsi nel mio buchino inviolato e giocherellare col clitoride gonfio e duro.
“Aaaah….siiii……..mmmmh….godo nonno….godoooo” dopo pochi secondi ero già partita in un orgasmo mai provato.
Non ero molto esperta di leccate, fino ad allora solo un mio fidanzatino si era cimentato ma con scarsi risultati e una amica di poco più grande che invece mi aveva fatta godere, ma nulla era paragonabile al piacere che mi stava donando la lingua del nonno.
“Ooooh….siii…….godo……..godooooo…….sbrodolo tutta”
“Vieni bambina…..vieni nella mia bocca…..dammi tutto il tuo nettare” mi sussurrò smettendo un attimo di leccarmi.
“Ti voglio……scopami nonno scopami…..prendimi…..mettimelo dentro” gli urlai
Ormai eravamo entrambi partiti per la tangente e nonno Felice si prese il cazzo in mano puntandolo decisamente all’entrata della mia fighetta vergine.
Non ebbe bisogno di lubrificarsi visto che dalla mia figa usciva un rivolo di umori ininterrotto, introdusse la cappella nel buchino e cominciò a spingere.
Non so se fu l’eccitazione o cos’altro ma quando il grosso pene del nonno sprofondò nella mia vagina rompendo l’imene non sentii alcun dolore ma solo una splendida sensazione di pienezza.
“Aaaaah..siiiiiii…….dentro…….siiii….dai….scopami nonno……..siiiii!!!”
“Prendilo tutto troia……tutto dentro il cazzone del nonno……….dai che ti rompo anche il culetto” mi disse mentre affondava con violenza il suo grosso cazzone nella mia fighetta ormai rotta.
“Siii….dai rompimi tutta…lo voglio……dai…godo……vengoooo!!” ed esplosi in un ennesimo orgasmo.
IL nonno estrasse il cazzo e si sedette sulla poltrona col cazzo che svettava come un obelisco.
“Vieni……impalati……fammi vedere quanto sei troia…siediti sul cazzo…fattelo sparire nella figa”
Mi misi a cavalcioni e con lentezza mi abbassai fino a che il grosso cazzo fu ingoiato dalla mia fighetta sbrodolante, poi cominciai a cavalcare, aiutata dalle mani del nonno che mi imprimevano il ritmo, facendo uscire il cazzo quasi completamente per poi ricacciarlo dentro con più foga.
“Cazzo che bello…..godo…godo ancora”
Ormai era parecchio che stavamo scopando completamente inconsci del tempo che stava passando inesorabile.
Infatti dopo poco arrivò la nonna!!!
Mi accorsi del suo arrivo e cercai di divincolarmi dalla presa del nonno.
“Calma Doriana….non preoccuparti……lo sa!!”
Rimasi come impietrita e mi lasciai andare ancora una volta su quel palo fino a che i coglioni premettero sul clitoride.
In quell’istante nonna Brigida fece il suo ingresso.
“Finalmente!!! Non ne potevo più di farmi scopare tutte le sere facendomi chiamare Doriana!!” e mentre diceva questo si avvicinò e cominciò a spogliarsi.
La nonna nuda era ancora bellissima e molto sexy soprattutto perché indossava delle calze ed un reggicalze neri con le scarpe coi tacchi a spillo.
“Allora vediamo questa bella fighetta….mmmmmh……..tutta piena di cazzo……sei stupenda amore” poi mi diede una leccata al clitoride che mi fece rabbrividire come se fossi stata raggiunta da una scossa elettrica.
“Dai tu…continua a scoparla…….falla godere questa troietta in calore” prosegui incitando il marito a continuare.
Passato il primo momento di stupore e timore ripresi a cavalcare il cazzo del nonno continuando a godere come una porca.
“Adesso il culetto…cosi facciamo il servizio completo….dai sfilati e vieni qui” mi disse la nonna che intanto si era sdraiata sul divano “Mettiti sopra di me…..facciamo un 69”
Sapevo cosa voleva dirmi e mi posizionai con la figa sulla sua faccia e con il viso proprio tra le sue cosce.
Anche la nonna aveva la figa completamente depilata, seppi poi che il nonno l’aveva costretta a tagliarsi il pelo per assomigliare più a me, e gia bagnata di umori.
Cominciò a leccami la fighina insinuando la lingua sempre più in profondità per poi spostarsi ad inumidire il mio buchino del culo inserendovi poi un dito.
Per non essere da meno cominciai anch’io a leccare la sua figona gonfia di desiderio, era la prima volta che leccavo una figa ed ero molto impacciata ma pian piano l’istinto prese il sopravvento e sentii anche la nonna ansimare e godere.
“Mmmmh….brava bambina mia…..impari in fretta…..ssssiii……brava così….dentro…mettici le dita”
Intanto il nonno col cazzo durissimo si segava contemplando nonna e nipote che si leccavano.
Poi arrivò il momento del mio culetto, la nonna mi apri bene le natiche ed il nonno appoggiò la grossa cappella sul buchino ben lubrificato.
Una prima spinta e la cappella fu quasi del tutto dentro, emisi un gemito misto di dolore e piacere perché la nonna non smetteva un attimo di leccarmi la figa, una seconda spinta ed il glande fu tutto dentro al culo, questa volta lanciai un urlo ed il nonno si fermò per abituarmi alla grossa intrusione.
“Rilassati amore…vedrai che ti piacerà” mi sussurrò dolcissimo.
Riprese a spingere lentamente ed il cazzo sprofondò inesorabilmente nel mio buco del culo fino a che i coglioni urtarono la mia fighetta.
A quel punto il nonno cominciò a pomparmi il culo prima lentamente poi sempre più veloce fino a che il mio budello non si fu abituato.
“Che culo….che culo……bello stretto……ti sfondo tutta bella troietta…..ti inondo di sborra….vengoooo….sborrooooo!!”
Il nonno venne urlando riempiendomi le viscere di sborra bollente mentre io godevo per l’ennesima volta e nonna veniva masturbandosi davanti al mio viso.
Quando il cazzo ormai completamente esaurito usci dal mio culo un rivolo di sborra usci riversandosi nella bocca avida della nonna, poi ci abbandonammo esausti sul divano.
Sono ormai trascorse due settimane da quel giorno e le cose in casa sono completamente cambiate ma questo è lo spunto per un nuovo racconto!!

Sono graditi suggerimenti, commenti e critiche
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Ma…….Nonna!!!

Mia nonna è una donna di 67 anni, ben portati in verità, anche se gli anni hanno lasciato il segno, il grosso seno, una quinta, è un po’ cadente e anche qualche chilo di troppo le hanno fatto gonfiare il ventre ed il culo ma, tutto sommato, la visione d’insieme non è affatto male anche perché il viso non è solcato da rughe sgradevoli.
Detto questo nulla mi avrebbe fatto pensare che mia nonna fosse ancora interessata al sesso e………..!!
Ma andiamo con ordine.
Da parecchio in compagnia giravano voci su una signora, non giovanissima ma ancora piacente, che si concedeva previo pagamento di una cifra abbordabile in un quartiere non lontano dal nostro.
Poiché i soldi erano pochi, come la figa, e la voglia era tanta, quasi tutti i ragazzi si erano accompagnati a questa signora e, a quanto, riferivano si erano divertiti parecchio.
Con un gruppo di amici decisi di provare anche io le gioie del sesso ma, al dunque, mi vergognai di farlo in compagnia e quindi decisi di aspettare che avessero finito.
Li aspettai sul portone della casa.
“Cazzo Alberto, cosa ti sei perso!!” mi urlò quasi Gianni
“Una troiona mai vista……te lo succhia proprio con passione!” disse un altro
“E che culo!!….me l’ha risucchiato!!” fu il commento volgare del terzo
“L’abbiamo allargata per bene…..per fortuna hai un bel cazzone….altrimenti ci balleresti dentro…ha,…ha….ha!!” risero tutti sguaiatamente.
In effetti il mio grosso cazzo mi aveva spesso messo in imbarazzo con coetanee che si erano quasi spaventate ed avevano rifiutato di uscire nuovamente con me, ed era un altro motivo per cui avevo rifiutato di andare a scopare in compagnia.
A questo punto però non potevo più tirarmi indietro e, prendendo il coraggio a due mani, salii dalla signora.
Trovai la porta aperta ed entrai nel salottino chiudendola poi alle mie spalle.
Dal bagno udii una voce.
“Accomodati caro………mi do una sistemata e sono subito da te…….. i tuoi amici mi hanno un po’ strapazzata!!”
“Faccia pure con calma signora!!” le dissi
Poco dopo la vidi apparire.
Entrambi restammo a bocca aperta.
“Alberto!!”
“Ma…….nonna!!”
Davanti a me c’era mia nonna con una guepiere nera che metteva in risalto le sue tettone coi capezzoli grandi e scuri, un paio di calze nere con la balza in pizzo, ed un paio di sandali col tacco a spillo vertiginoso con l’allacciatura alla caviglia.
Non credevo ai miei occhi, la donna che i miei amici avevano “”strapazzato”” era mia nonna!!
Ma la cosa che più mi preoccupò fu che il mio cazzo ebbe una impennata improvvisa, manco avessi visto Sharon Stone!!
Dopo un lungo momento di imbarazzo ci guardammo negli occhi e scoppiammo a ridere.
“Allora sei tu la signora che tanto piace ai miei amici!!”
“Si e…….vedo che anche tu non sei indifferente!!” aveva subito visto l’enorme bozzo che si era formato sul davanti dei miei pantaloni.
“Beh…..in effetti…….non ti avevo mai vista così…..!!”
“Ti piaccio?” disse avvicinandosi
“Si……molto!!”
Era proprio davanti a me e mi prese la mano portandosela sul seno mentre lei premeva il palmo sulla mia patta.
“Mmmmmhhh…che bel bestione!!”
Prima che potessi dire o fare qualche cosa, con una agilità sorprendente, era già accucciata ai miei piedi e mi slacciava i pantaloni estraendo il cazzone durissimo.
Iniziò a segarlo lentamente dandogli dei teneri baci sul glande, poi aprì la bocca accogliendo la cappella turgida.
“Aaaaahhh….nonna……sii…che bocca!!”
Cominciò a succhiare ingoiando quanto più cazzo possibile insalivandolo e muovendo la lingua in modo sublime.
“Cazzo che lingua…..siii….dai succhia così….siiiii!!”
Non averi mai immaginato che mia nonna fosse così abile nell’arte del pompino, in pochi minuti era riuscita ad ingoiare tutto il mio grosso cazzo e sentivo il suo naso premere contro il pube.
Una vera gola profonda!!
Avevo il cazzo affondato nella sua bocca ed ero sul punto di venire.
“Nonna….vengo….sto sborrando….godoooo!!” tentai di sfilarmi ma lei mi tenne nella sua bocca dove mi scaricai completamente.
Ingoiò tutto il mio abbondantissimo seme senza perderne neppure una goccia.
“Mmmmh…….buona………mmmmh….slurp!!”
“Nonna sei una troia!!” mi venne spontaneo dirle
“Non sai quanto mio bel nipotino!!….ora però ti voglio dentro…devi scoparmi tutta….davanti e dietro…un cazzone come il tuo non mi capita spesso!!”” rispose ricominciando a succhiarmi il cazzo che non aveva perduto l’iniziale turgidezza.
Poco dopo stavo scopando mia nonna sul suo letto tenendola per le caviglie ed affondando i colpi come se dovessi sfondarla.
“Siii….dai…scopami…sii…sii….ancora…più forte….daiiiii!!”
Mi incitava a sfondarla a scoparla più forte.
“Godo…..bello mio…godooooo!!”
Sentii gli spasimi della sua figa sul cazzo ed il suo piacere inondarle la vagina.
“Ora nel culo….spaccami!!”
Ormai senza più remore volevo solo sfogare i miei istinti più bassi per cui la misi a pecora ed affondai la cappella nel suo ano allenato.
Affondai fino all’elsa ed iniziai a trapanarla finché non raggiunsi l’apice e le riempii l’intestino di sborra bollente.
Non appena ci fummo calmati mi disse che la pensione non bastava e che, vista la sua predilezione per il cazzo, aveva fatto di necessità virtù ed aveva iniziato a prostituirsi.
All’inizio non credeva che ci fosse qualcuno interessato ad una donna della sua età, ma poi si dovette ricredere.
I suoi clienti erano soprattutto giovani che volevano scopare una che potesse somigliare alla loro mamma o zia o nonna.
Aveva l’agenda piena di appuntamenti.
“Comunque per te ci sarà sempre un posto…..gratis naturalmente!!”
“Da quel giorno ogni settimana mi recavo da mia nonna per svuotarmi le palle finché non trovai una ragazza che apprezzava il mio grosso cazzone.

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L’amante nero

Da qualche tempo mi ero appassionato al sesso interrazziale ed in particolare all’accoppiamento, a volte anche brutale, di dotatissimi uomini di colore con donne bianche.
Mi affascinava il contrasto tra la pelle candida delle donne e quella scura di quei poderosi maschi ma soprattutto vedevo in quelle bocche deformate nel succhiare quegli enormi falli, in quei culi e fighe sfondate, la bocca ,la figa ed il culo di mia moglie!!!
Già mia moglie, bionda, 30 anni, piccola di statura, col seno piccolo ma sodo coi rosei capezzoli arroganti che guardano all’insù, le belle gambe snelle e scattanti ed infine un culetto a mandolino calamita di ogni sguardo maschile, era la protagonista virtuale di grandiose scopate con neri superdotati.
Era diventata per me quasi un’ossessione e, pian piano, cominciai a abbozzare un piano per vedere dal vivo mia moglie alle prese con un uomo di colore.
Devo dire che in fatto di sesso mia moglie Irene era piuttosto aperta ed aveva accettato con piacere tutte le varianti che le avevo proposto compreso lo scambio di coppia ed alcuni triangoli con uomini o donne.
Cominciai a pensare come trovare l’uomo.
Neanche a parlarne di contattare il primo nero che avrei incontrato per strada proponendogli, foto di Irene alla mano: “Vuoi scopare mia moglie”…..troppo rischioso!!
Neppure l’idea di trovare un gigolò di colore mi piaceva, a parte la spesa, mi sarebbe sembrato troppo asettico, sicuramente sarebbe stato ben dotato e magari esperto, ma io desideravo qualche cosa di più coinvolgente.
Forse vi sembrerò pazzo ma io volevo le “corna” cioè volevo che Irene provasse un sentimento per l’uomo che l’avrebbe scopata!!!
Volevo quindi un bell’uomo, interessante, ovviamente dotatissimo, da cui mia moglie avrebbe potuto accettarne la corte e ricambiare.
Mi ricordai allora di una mia ex compagna di università che aveva da sempre avuto un debole per gli uomini di colore e ne aveva fatto collezione!!!
Il lunedì mattina le telefonai, la segretaria mi disse che Carla era in ferie, guarda caso in Kenya, e che sarebbe tornata al termine della settimana.
Utilizzai i restanti giorni per cominciare ad instillare nella testa di Irene l’interesse per il sesso interrazziale .
Le feci vedere alcuni siti con foto molto esplicite di donne dagli esili corpi, simili a quello di mia moglie, alle prese con giganteschi cazzi neri.
Guardammo poi insieme un DVD di sesso interrazziale che la fece eccitare moltissimo tanto che trascorremmo l’intera notte a scopare mentre le scene del film scorrevano davanti a noi.
Il lunedì successivo, impaziente, richiamai Claudia a cui spiegai tutto, inizialmente credeva che la prendessi in giro ma poi fu ben felice di aiutarmi nel mio progetto mettendomi però in guardia sul pericolo del fascino primordiale degli uomini di colore che conquistava le donne bianche, rischiavo di perdere Irene per sempre.
Scacciai questo pensiero, Irene mi amava l’aveva dimostrato parecchie volte ed ormai ero ossessionato dalla mia idea e volli andare fino in fondo.
A questo punto Claudia mi disse che sicuramente aveva l’uomo giusto, fisico statuario, colto e simpatico, affascinante e, cosa molto importante dotato di un cazzo di 32 cm di lunghezza per 20 di circonferenza, un vero super dotato.
Claudia era stata con lui e poteva garantire!!!
Mettemmo a punto i dettagli, il primo incontro avrebbe dovuto essere casuale, cioè avrei dovuto portare Irene fuori a cena e “per caso” avremmo incontrato Claudia, che Irene non conosceva, in compagnia di Bakari che avrebbe dovuto,come folgorato da mia moglie, cominciare a corteggiarla aiutato dal fatto che io, preso dalla conversazione con una vecchia amica di università, la trascuravo.
In attesa del giorno fatidico continuai la mia opera di convincimento verso Irene sull’eventualità che facesse sesso con un nero, ovviamente in mia presenza.
Quella sera ero talmente eccitato e nervoso che quasi mandavo tutto all’aria.
Insistetti un po’ troppo perché Irene si vestisse in modo sexy e provocante ma, fortunatamente riuscii ad eludere le sue domande dicendole che mi piaceva guardare gli altri uomini che se la mangiavano con gli occhi sapendo che era solo mia.
Il risultato fu eclatante, calze con la balza in pizzo sorrette da un reggicalze, miniscolo perizoma, un vestito allacciato al collo con una scollatura posteriore che lasciava la schiena completamente nuda ed uno spacco laterale talmente profondo che a malapena nascondeva l’orlo delle calze, i lunghi capelli biondi raccolti ed infine un paio di scarpe con l’allacciatura alla schiava col tacco di 12 centimetri.
Irene, piccola di statura, era da sempre abituata ad indossare scarpe coi tacchi altissimi che le imprimevano, mentre camminava, un movimento ondulatorio che mandava in visibilio.
La serata iniziò come previsto.
Ci sedemmo al tavolo del ristorante e, dopo pochi minuti, arrivò Claudia col suo bel cavaliere.
Come la vidi mi comportai come se non la vedessi da un secolo e, dopo averla presentata ad Irene, la invitai col suo amico a sedersi al nostro tavolo, cosa che ovviamente lei accettò.
Inizialmente Irene, che credeva di trascorrere una serata noi soli, sembrò un po’ scocciata ma a questo punto entrò in azione Bakari con la sua galanteria ed il suo fascino.
In breve, mentre io e Claudia ricordavamo i tempi dell’università dimentichi dei nostri compagni, Irene e Bakari cominciarono a parlare tra loro ridendo e scherzando.
La vidi pian piano cambiare e flirtare con Bakari, era eccitata, lo si capiva dai capezzoli che induritisi sembravano voler bucare il tessuto del vestito.
Claudia mi aveva avvertito ed io avevo fatto i conti senza l’oste.
Terminata la cena infatti Claudia, con la scusa che era tanto tempo che non ci vedevamo e che voleva parlare ancora dei vecchi tempi e del suo nuovo lavoro, mi chiese insistentemente di restare mentre Bakari si offrì di riaccompagnare Irene che “si sentiva stanca”.
Quando uscirono capii che quello che avevo organizzato si stava ritorcendo contro di me, ma era tardi per tirarsi indietro.
Trascorsero pochi minuti e Claudia mi disse:”Vieni…seguimi”
Raggiungemmo a piedi il portone di una casa poco distante, salimmo al terzo piano e mi fece accomodare in un appartamento, mi fece sedere su una poltrona rivolta verso un tendone che subito dopo aprì dopo aver spento le luci.
Le tende nascondevano una grande vetrata e dall’altra parte c’era una stanza, illuminata da alcuni abatjour, con al centro un grande letto rotondo.
Non dovetti attendere molto, da una porta laterale entrò Irene letteralmente abbarbicata a Bakari, giunti al centro della stanza guardarono verso di me ed Irene si sciolse i capelli, capii allora che dall’altra parte c’era uno specchio.
Bakari la prese per una mano e la fece piroettare su se stessa,
“Amore sei bellissima……fatti guardare” disse slacciandole il vestito che cadde ai piedi di mia moglie “E stato tuo marito a farti vestire da puttana per me?”
“Si amore….per te…….ma sono io che l’ho voluto”
Si baciarono giocando con le lingue ad esplorarsi la bocca poi Irene cominciò a spogliare Bakari e, quando fu nudo la vidi inginocchiarsi ai suoi piedi prendendogli in mano il cazzo.
Nelle sue piccole mani era veramente enorme anche se non in piena erezione, mia moglie cominci col leccagli i coglioni grossi come mandarini per poi passare alla lunga asta segandolo con entrambe le mani.
Avevo finalmente sotto gli occhi ciò che negli ultimi tempi avevo solo immaginato ma non mi sentivo felice anche se estremamente eccitato.
Carla infatti si accucciò tra le mie gambe tirandomi fuori dai calzoni il cazzo durissimo e cominciò a succhiarmelo.
Irene intanto, con qualche difficoltà, aveva preso in bocca l’enorme cappella del suo amante.
Quella bocca spalancata, deformata dal grosso cazzo era proprio quella di mia moglie!!
Cominciò a succhiare riuscendo a malapena ad ingoiarne una minima parte.
“Brava troia………succhialo bene…..così……prendilo tutto in gola……ingozzati puttana” la insultava Bakari tenendole una mano sulla nuca e spingendole il cazzo in gola.
Irena aveva qualche conato e dalla sua bocca scendeva un rivolo di saliva ma non accennava a ribellarsi.
“Bene così troia……..dimmelo che sei mia………dimmi che sei la mia puttana bianca” le ordinò schiaffeggiandole le guance con il cazzo ormai durissimo.
“Dimmelo” le urlò
“Siii….sono la tua troia bianca” rispose Irene riprendendo pio in bocca il cazzo cacciandoselo ancora più in fondo.
“Brava la mia puttana……….che fa tutto per me…..vero?”
“Si….si….tutto amore……tutto”
Claudia intanto continuava il suo lavoro di bocca portandomi fino al culmine per poi rallentare per prolungare il mio piacere.
Bakari la prese per i capelli portandola verso il letto scaraventandocela sopra.
“Apri bene le gambe che il tuo padrone vuole chiavarti”
Come un automa Irene spalancò le cosce tenendo con le mani i tacchi delle scarpe e Bakari si sistemò tra di esse puntando il cazzo all’entrata della figa di mia moglie.
Fui sorpreso dalla relativa facilità con la quale quel grosso palo di carne si fece strada nella fighetta di Irene riempiendola quasi completamente.
La scena, quasi fosse preparata si svolgeva proprio di fronte a me, i protagonisti erano sdraiati di tre quarti ed io potevo vedere benissimo quel cazzone entrare ed uscire da mia moglie allargandole a dismisura la figa.
Ero comunque sul punto di venire ma Carla con abilità ritardò ancora la mia esplosione.
“Si…si…si….scopami….mettimelo tutto…..cazzo che grosso….dai che godo”
“Ti piace puttana….ti piace farti allargare la figa dal negro”
“Siiiiii……godoooo….vengo”
In quel momento si apri nuovamente la porta ed entrarono due neri completamente nudi coi cazzi già in tiro che si avvicinarono al letto posizionandosi uno a destra l’altro a sinistra di mia moglie presentandole i cazzoni, anch’essi enormi, da succhiare.
“Mmmmmh amore che bella sorpresa……ciao Lusala, ciao Oba” poi cominciò a succhiarli a turno mentre Bakari continuava a sfondarle la fighetta.
Ero sconvolto, non solo non si era scomposta nel veder entrare quegli uomini ma addirittura li aveva chiamati per nome, li conosceva già!!!
Non ebbi il tempo di pensare che la scena cambiò.
Bakari si sfilò dalla figa lasciandola spalancata come una galleria e si sdraiò sul letto.
“Vieni puttana……fai vedere ai miei amici cosa sai fare”
Irene si alzò e salita sul letto, dando le spalle a bakari, cominciò ad abbassarsi accovacciandosi sul suo cazzo.
Sembrava che mi guardasse dritto negli occhi mentre si rifletteva nello specchio, continuò ad abbassarsi e vidi con terrore che il cazzo si stava infilando nel suo culetto e non nella figa!!!
Lentamente ma inesorabilmente Irene si impalò su quel cazzo smisurato, vedevo il buco del culo aprirsi a dismisura per accogliere la mazza.
Con mia grande sorpresa lo vidi entrare completamente finché le chiappe di Irene toccarono il bacino di Bakari.
“Visto ragazzi” esclamò l’uomo “La troia ha il culo rotto…..non è stato facile ma alla fine l’ha preso tutto”
“E’ una delle puttane bianche migliore che abbia mai visto” rispose Oba
“Ora datti da fare…..scopati il culo da sola…e spompina i miei amici troia!!”
Irene cominciò a cavalcare il cazzo di Bakari facendoselo uscire quasi completamente dall’ano per poi cacciarselo nuovamente dentro mentre, tenendo i cazzi degli atri con le mani li succhiava a turno.
Non ce la facevo quasi più ed anche la bravura di Carla nel mantenermi eccitato senza venire cominciava a non fare più effetto.
Bakari prese mia moglie e, col cazzo ben piantato nel suo culo la fece sdraiare con la schiena sul suo petto.
“Dai Lusala mettiglielo nella figa….riempiamola completamente di cazzo nero!!!
L’uomo eccitatissimo non si fece ripetere l’invito ed appoggiò la cappella alla figa di Irene spingendo.
Bakari dovette sfilarsi un po’ per permettere al nuovo grosso cazzo di penetrare mia moglie che comunque accolse con evidente piacere la doppia penetrazione.
Ora aveva la figa ed il culo completamente aperti e pieni di carne nera.
Oba ovviamente le mise il cazzo in bocca scopandola come una figa.
Andarono avanti a scoparla per un tempo che mi parve infinito cambiando posizione finché tutti l’ebbero scopata ed inculata ed infine le riempirono la bocca del loro abbondantissimo sperma obbligandola ad ingoiare tutto.
Fu a quel punto che Carla con due potenti succhiate mi fece sborrare nella sua bocca.
Irene e i suoi amanti restarono sdraiati sul letto, stravolti.
A questo punto Carla mi disse:
“Adesso comprendi?…ti avevo avvertito…..ora rischi veramente di perderla per sempre…..a meno che….”
“A meno che cosa?” le domandai spaventato
“A meno che tu accetti che lei si veda col suo amante in casa tua con te presente…..pensaci”
Tornai a casa ed aspettai che rientrasse Irene.
Rientrò alle quattro del mattino completamente disfatta, l’affrontai.
“Irene so che sei stata con Bakari, che mi hai tradito, ma ti voglio bene e so che anche tu me ne vuoi……se hai intenzione di vederti ancora col tuo amante nero non mi opporrò….vorrei solamente che non mi abbandonassi e che io sia presente ai vostri amplessi”
Fortunatamente accettò.
Nei mesi successivi quasi ogni notte Bakari veniva a casa nostra e si scopava ed inculava mia moglie davanti a me, lei doveva essere sempre pronta ad ogni suo comando, l’abbigliamento non doveva mai contemplare mutande o collant, anzi negli ultimi tempi Irene doveva stare in casa con indosso le sole autoreggenti e le scarpe col tacco.
Una sera arrivò con cinque amici di colore, tra cui Oba e Lusala, che approfittarono tutta la notte del culo di Irene lasciandolo largo come una voragine e pieno di sborra.
Poi Bakari diradò sempre di più le sue apparizioni fino a che scomparve del tutto.
Irene fortunatamente non si disperò più di tanto e in breve ritornò ad essere la solita adorabile moglie, innamorata di me.
Pochi giorni fa incontrai Carla che mi spiegò ogni cosa.
Irene e Bakari si erano conosciuti molto prima che io la chiamassi, anzi per caso era stata proprio lei a presentarli ad una festa a cui io non avevo partecipato, e lei si era infatuata.
Ormai si vedevano da parecchio quando a me era venuta la passione del sesso interrazziale, non so fino a che punto spontanea pensai!!!
Carla però conosceva bene Bakari, era un figlio di puttana che, forte del suo fascino e del suo grosso uccello, approfittava delle donne bianche, soprattutto giovani e belle, che cadevano ai suoi piedi.
Le scopava per un po’ divertendosi a farle le sue “schiave” poi, praticamente, le vendeva ai suoi amici.
Quella sera Carla aveva dato a Bakari le chiavi di una casa di sua proprietà, ex bordello, per portare Irene e farmi assistere allo “spettacolo” per aiutarmi, mi conosceva bene e non voleva che mi accadesse nulla di male e poi si sentiva in colpa per averli presentati.
Sperava che prendessi la decisione giusta, altrimenti Irene sarebbe sparita, ritrovandosi in qualche bordello a farsi sfondare da cazzi neri fino ad invecchiare precocemente.
Fortunatamente la decisione di tenermi in casa l’amante nero aveva dato i suoi frutti, Bakari si era stufato di Irene e non potendo guadagnarci nulla era sparito.

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La suocera 65 enne

La storia che sto per narrare mi è stata suggerita da un conoscente che l’ha vissuta realmente.

Se un giorno qualcuno mi avesse detto che mi sarei scopato una donna di 65 anni gli avrei riso in faccia, invece!!
Già invece………l’estate scorsa, come ogni anno, con la mia bella mogliettina siamo andati in ferie in Puglia a casa dei suoi genitori.
Il padre era mancato l’anno precedente e ad accoglierci festosamente era rimasta soltanto la madre, nonché suocera, Atonia una donna di 65 anni piuttosto robusta, alta 1.68 circa, con un grosso seno, credo una 5° abbondante sempre racchiuso in grossi reggiseni, un bel culo, che quando era giovane doveva aver fatto girare la testa a molti, ma che ora si era un po’ ingrossato ed inflaccidito dagli anni, il viso al contrario aveva mantenuto una certa freschezza che non le faceva dimostrare i suoi anni, insomma una donna sicuramente non bella ma neppure brutta.
Come al solito a noi era stata riservata una bellissima camera da letto con annesso il bagno, dopo i soliti convenevoli io e Floriana ci ritirammo in camera per riposare.
Nonostante il lungo viaggio e la stanchezza la mia mogliettina ed io non perdemmo l’occasione per farci un po’ di coccole che inevitabilmente sfociarono in una bella scopata.
Floriana, esuberante trentenne, non era mai sazia e la sua carica erotica riusciva sempre a coinvolgermi.
Eravamo quindi in un momento topico e cioè le stavo infilando il mio cazzone nella fighetta fradicia alla pecorina ed ebbi la netta sensazione che qualcuno ci stesse guardando.
Percepivo infatti sul mio corpo uno sguardo che mi scrutava attentamente, mi girai verso la porta ma vidi soltanto un’ombra che velocemente si allontanava, richiamato da Floriana che reclamava la sua dose di cazzo tornai a concentrarmi sulla figa bollente di mia moglie portandola ben presto a godere riempiendole l’utero di sborra calda.
Nei giorni successivi non accadde nulla di particolare eccetto la medesima sensazione di essere spiato mentre facevo sesso con Floriana.
Una mattina portai Floriana alla spiaggia poi tornai a casa perché, a causa della mia pelle molto bianca, mi ero scottato e preferivo per qualche giorno evitare i raggi solari.
Rientrato mi resi conto immediatamente che dalla camera da letto di mia suocera arrivavano dei lamenti, vista l’età subito pensai ad un malore e mi precipitai per soccorrerla.
Arrivato sulla soglia però rimasi impietrito, Atonia se ne stava sdraiata sul letto rivolta verso il grande specchio del mobile, nuda con le cosce spalancate e con una mano si masturbava la figona mentre con le dita dell’altra si martoriava i grossi capezzoli bruni.
Vedevo chiaramente riflessa nello specchio la grassoccia figa di mia suocera allargata dalle tre dita che la donna si infilava e l’abbondante succo che ne fuoriusciva.
Ma la cosa che più mi sconvolse erano le parole ed i gemiti che uscivano dalla sua bocca.
“Mmmmh….siiii….scopami……Enzo siiii…..dai…..sbattimi….siiiiii Enzooo!!”
Cazzo Enzo ero io!!!! Mia suocera si stava masturbando pensando a me e quel che è peggio era che il mio cazzo si era immediatamente inalberato mostrando un’erezione da concorso.
Mi liberai in fretta dei pantaloncino e della maglietta e mi avvicinai alla donna che con gli occhi chiusi continuava a masturbarsi gridando il mio nome.
“Sono qui Atonia” le dissi.
La donna aprì gli occhi fissandomi con gli occhi sbarrati pieni di terrore ma, subito dopo, vedendomi completamente nudo e col cazzo durissimo, si rilassò.
“Vieni……scopami!!”
Prima però mi inginocchiai ai piedi del letto e tuffai il viso in quella figona, allargando con le dita le grandi labbra, mi apparve una fessura color rosso vivo con un clitoride duro e lungo un paio di centimetri al quale mi attaccai con le labbra come una ventosa.
“Ooooh siiiii…….siiii….leccami……mmmh….quanto tempo….siiii….godoo!!”
L’orgasmo era già per strada ed il mio intervento lo fece esplodere immediatamente, sentii le labbra ed il viso intriso dei succhi che uscivano abbondantissimi da quella vagina spalancata.
“Succhiami il cazzo troiona” le ordinai brusco.
Con un’agilità che non immaginavo in una donna di 65 anni, si alzò dal letto inginocchiandosi davanti al mio scettro di carne, cominciando a leccarne i coglioni gonfi per poi risalire con lunghe e languide leccate fino al glande congestionato.
“Che bel cazzone…….bello grosso……..fortunata mia figlia….mmmh!!”
“Dai prendilo in bocca….succhialo bene che poi ti chiavo!!”
Obbediente aprì la bocca accogliendo il mio grosso cazzo tra le labbra iniziando a pompare cercando di ingoiarne il più possibile.
“Brava…siii….succhia bene…….cazzo che pompinara…….hai capito la troiona……..meglio di Floriana….dai succhia….succhia!!”
Mentre succhiava le avevo preso le grosse mammelle con entrambe le mani e le martoriavo i capezzoloni stringendoli tra i polpastrelli.
“Bella tettona succhiacazzi…..chissà quanta sborra hai preso su queste tettone…è troiona?”
“Chissà le corna che hai fatto al maritino!!” continuai mentre lei sembrava che annuisse mentre ingoiava il mio cazzone.
“Alzati adesso….mettiti a pecora che ti scopo”
Lasciò il mio cazzo, lucido della sua saliva, mettendosi a quattro zampe con le grosse tettone che toccavano quasi terra e col culo in alto.
Mi posizionai dietro di lei e con un colpo solo la penetrai nella figona accogliente fino ai coglioni.
“Aaaah siiiiiii……..siiiiiii” mugolò la troia “Tutto dentro….siii…..tutto….mmmh!!”
Cominciai a scoparla menando gran colpi di cazzo e più la sfottevo più lei urlava il suo godimento.
Mentre la scopavo mi ero sdraiato sulla sua schiena prendendole le grosse mammelle tra le mani usandole come appiglio per scoparla con più forza, poi le lasciai le tette e con entrambe le mani le aprii le chiappe ed andai a titillarle con i pollici le grinze scure del buco del culo.
Gli sputai sopra e cominciai ad infilarne dentro uno, lentamente entrò la prima falange e lei gemette.
“Piano…per favore…piano”
“Non mi dirai che non l’hai mai preso in culo?”
“Nooo….ma saranno almeno 10 anni che non entra più nessuno!!”
“Cazzo allora sei quasi vergine!!” dissi ridacchiando.
Le sputai ancora sul culo ed inserii anche l’altro pollice allargandoglielo.
Intanto sentivo le pareti della figa che si rilasciavano e che non stringevano più così bene il mio cazzone, decisi allora che era giunto il momento di prendermi il suo culone, estrassi il cazzo ed infilai dentro la figa quattro dita tirandone fuori gli abbondanti umori per poi spalmarli sul buco del culo.
La troia miagolava come una gatta in calore.
Puntai la cappella e le spinsi il cazzo nel retto, nonostante l’abbondante lubrificazione la manovra fu più difficile del previsto ma, lentamente e con perseveranza riuscii ad infilarlo tutto fino alle palle.
“Ahh…..ahhh…..che male……ahhh….piano……siiii……così….piano….ancora dai…….tutto……che inculata!!”
“Apriti bene le chiappe troiona!”
Con la faccia incollata al pavimento si aprì con le mani le chiappone, tirai fuori il cazzo ammirando la voragine del culo poi, dopo avergli sputato dentro, lo re infilai d’un sol colpo fino alle palle.
Andai avanti così, sfilandolo ed infilandolo finché il buco rimase aperto senza neppure l’aiuto delle sue mani.
“Guarda che buco ti ho fatto vaccona!” le dissi invitandola a guardarsi allo specchio.
“Sembra un cesso…..magari adesso ci piscio dentro prima di sborrartelo tutto!!”
“Siii….porco…….siii……….cazzo come godo……..erano anni……siii…..spaccami il culo”
Ormai ero pronto godere e quindi infilai nuovamente il cazzone nel culo e cominciai un avanti e indietro forsennato finché liberai le cateratte e le riempii l’intestino con un litro di sborra.
Alla fine me lo prese nuovamente in bocca ripulendolo dalla sborra.
“Grazie Enzo…è stato magnifico….non ricordavo di aver goduto così tanto!”
“Quando vuoi puttanona!” le risposi
Per il resto delle vacanze continuai a scopare mia moglie e mia suocera e al momento della partenza le lasciai un regalo, due grossi cazzi che avevo comprato al sexy shop, con la raccomandazione di usarli pensando a me!!!

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La mia prima volta…..in tre

Ciao mi chiamo Astrid, sono nata in Sardegna 18 anni fa, da padre sardo e madre svedese, i miei genitori sono molto belli ed io ho riassunti in me i tratti migliori dei due.
Da mia madre ho ereditato gli splendidi capelli biondi, gli occhi verdi, e l’altezza, infatti sono alta 1.77.
Da mio padre il carattere forte, un po’ cocciuto, e la carnagione leggermente ambrata, che mi consente di prendere il sole della mia bella isola senza scottarmi.
Questo mix ha fatto di me una splendida bambina che gli anni della pubertà hanno trasformato in una ragazza e poi in donna consapevole della propria bellezza e del crescente interesse che suscita nel sesso opposto e non, a parte l’altezza infatti ho un bel seno della terza misura alto e sodo coi capezzoli piccoli e sensibili ed un fondo schiena, tondo e duro come la pietra, che è la calamita di tutti gli sguardi.
Questo piccolo preambolo per introdurre il racconto di un’esperienza accadutami questa primavera.
La primavera in Sardegna è una delle stagioni più belle, il sole già caldo invita a recarsi in spiaggia per prendere la prima tintarella.
Inoltre i turisti non si sono ancora spinti in massa e la possibilità di trovare qualche spiaggetta deserta non è un miraggio.
Proprio per questo motivo un giorno infrasettimanale, nelle primissime ore del pomeriggio, col motorino mi recai in una insenatura molto nascosta dove avrei potuto prendere il sole completamente nuda, cosa che mi piaceva moltissimo, senza la presenza di una massa di scocciatori.
Poco dopo, seguendo sentieri poco battuti, arrivai in questa cala meravigliosa dove credevo proprio di essere sola.
Ebbi però un moto di disappunto quando mi resi conto che la spiaggetta, che misurava al massimo una ventina di metri, era occupata da una coppia di persone, nonostante questo continuai ad avvicinarmi perché non avevo nessuna intenzione di tornare a casa!!
Nell’avvicinarmi notai che le due persone erano un uomo e una donna, lui sui settant’anni lei sui sessantacinque, e che erano completamente nudi.
Passai loro accanto lentamente e mi guardarono sorridendo per nulla sorpresi o infastiditi dalla mia presenza.
Notai quindi che, nonostante l’età, i loro corpi erano freschi ed asciutti completamente abbronzati, segno inequivocabile che prendevano spesso il sole nudi.
La donna, pur coi capelli grigi aveva un bel seno sodo, non molto grosso, con due capezzoli bruni molto pronunciati, il ventre piatto che terminava nel monte di venere completamente depilato se si eccettua una leggera strisciolina di pelo a forma di freccia che indicava la sua porta segreta, le gambe lunghe erano ancora toniche senza ombra di cellulite, solo il viso e la pelle delle braccia denunciavano la presenza di qualche ruga che però non guastavano assolutamente l’insieme.
L’uomo, che al momento del mio passaggio era in piedi mostrava un fisico asciutto e muscoloso, che denunciava un assiduo allenamento, un bel viso coi capelli grigi molto corti e, impossibile non notarlo, un corredo virile, che nonostante la posizione di quiete, denotava una buona dotazione.
Tutto sommato non mi sarebbe dispiaciuta la loro presenza e quindi mi allontanai di qualche metro, aggiustai la stuoia e l’asciugamani e mi spogliai completamente.
Mi sedetti, racchiusi i miei lunghi capelli in una coda che aggiustai sulla testa con un granchio e cominciai a spalmarmi un leggero strato di crema leggermente protettiva, perché comunque era il primo sole che prendevo.
Dopo essermi cosparsa le gambe, il tronco ed il seno avevo cominciato con le spalle cercando di arrivare alla schiena, cosa che ovviamente è molto difficile se non si ha qualcuno che ti aiuta.
Le mie operazioni non erano passate inosservate e, ad un tratto sentii la voce della donna,
“Scusa….ti vedo in difficoltà……se non ti spiace vorremmo aiutarti……….mio marito è un asso nello spalmare la crema e nel massaggio…….se vuoi!!”
La guardai, il suo sorriso aperto e la sua espressione rassicurante mi fecero rispondere affermativamente.
Qualche secondo dopo ero distesa prona ed al mio fianco l’uomo mise un po’ di crema sulle mani e sulla mia schiena e cominciò a massaggiarmi.
La donna non aveva mentito, l’uomo che nel frattempo si era presentato e che si chiamava Aldo, aveva due mani incredibili, di una delicatezza mai sentita ad era davvero bravo nel massaggio.
Quando arrivò in fondo alla schiena mi chiese se desideravo che continuasse sul sedere e sulle cosce ed ovviamente risposi affermativamente un’altra volta.
Ero stata colta da uno strano stato di eccitazione e sentivo la mia fighetta che si inumidiva, d’altra parte non poteva essere altrimenti, ero su una spiaggia deserta completamente nuda ed un uomo mi stava accarezzando in maniera sublime !!!
Comunque quando ebbe finito si allontanò ritornando da sua moglie Miriam.
Mi alzai quel tanto che bastava per ringraziarlo e non potei fare a meno di notare che l’operazione aveva evidentemente eccitato anche lui !!!!
Trascorse comunque quasi un ‘oretta durante la quale mi appisolai cullata dal rumore delle onde e riscaldata dal sole.
Quando mi svegliai avevo la testa rivolta verso i due e, aperti gli occhi, vidi uno spettacolo molto eccitante.
Miriam, che sdraiata perpendicolare a me mi mostrava una vista perfetta, aveva le gambe completamente aperte con le dita di Aldo che le accarezzavano il clitoride mentre con l’altra le accarezzava il seno, vedevo distintamente la sua figa rorida di umori.
Anche lei però non era inoperosa e con una mano teneva il cazzo durissimo del marito segandolo con studiata lentezza.
A quella vista partì immediatamente una scarica di adrenalina che fece inturgidire i miei capezzoli e bagnare la fighetta, mi misi a sedere guardando la coppia nelle loro effusioni ed istintivamente portai una mano al basso ventre cominciando lentamente a masturbarmi.
I due, che sicuramente si erano accorti di me, continuarono a masturbarsi a vicenda fino a che guardarono assieme dalla mia parte sorridenti.
Colta in flagrante, rimasi un attimo interdetta con il dito medio infilato in figa, li guardai ed ancora una volta fui soggiogata e rassicurata dal loro sorriso disarmante.
Miriam mi fece cenno di avvicinarmi.
Mi alzai e li raggiunsi.
“Vieni Astrid……….avvicinati…….sei bellissima…….vieni fatti accarezzare!!” disse Miriam.
“Anche voi siete bellissimi” risposi e mi sdraiai accanto a lei che cominciò ad accarezzarmi il seno, i cui capezzoli già eccitati si indurirono ancora di più sotto quel tocco sapiente.
Non era la prima volta che venivo toccata da una donna, nonostante la mia giovane età avevo già avuto alcune esperienze sia etero che lesbiche, non ero più vergine da alcuni anni, avevo provato con notevole piacere anche il sesso anale ed avevo avuto esperienze con donne le quali, una in particolare quella con la prof. di Italiano del liceo, mi avevano particolarmente intrigato facendomi raggiungere livelli di piacere molto alti.
Non ebbi quindi timore nel ricambiare quella carezza cominciando a sfiorarle i capezzoli turgidi per poi scendere a lambire il monte di venere e quindi la sua clitoride, aggiungendo le mie dita a quelle di Aldo.
“Mmmmmh….siiii….bravi” sospirò poi si chinò su di me accostando le sue labbra alle mie che subito si dischiusero lasciando che le nostre lingue si unissero in un bacio sensuale.
Ormai il ghiaccio era rotto così come le cateratte del piacere.
Aldo si insinuò tra le mie gambe, che d’istinto spalancai, cominciando a baciarmi l’interno delle cosce risalendo pian piano fino a raggiungere la mia figa completamente fradicia.
Con dolcezza introdusse la sua lingua nella mia figa fremente suggendo gli abbondanti succhi e strappandomi gemiti di piacere.
“Siiii……..siiii…..leccami…….aaahh”
Nel frattempo Miriam si era chinata sul mio seno leccandomi e tirandomi i capezzoli.
Presa tra due fuochi non potevo fare altro che godere!!!
Non appena Aldo toccò con la punta della lingua il mio clitoride esplosi in un orgasmo incredibile.
Appena mi fui calmata e gli spasimi dell’orgasmo si furono affievoliti volli ricambiare e mi tuffai con la lingua sulla figa di Miriam che era ormai diventata un immenso lago di umori.
Lentamente Aldo mi spingeva lateralmente finché capii che voleva che le “sue “ donne facessero un bel 69, mi sistemai quindi a cavalcioni del viso di Miriam che non aspettava altro.
Con le dita di una mano allargava le mie grandi labbra per raggiungere con la lingua l’interno della mia rosea passerina, mentre con l’altra masturbava il clitoride gonfio da impazzire.
Aldo intanto se ne stava in disparte godendosi lo spettacolo mentre si segava lentamente.
“Vieni amore…….vieni la piccola è pronta!!” disse ad un tratto Miriam sospendendo per un attimo di leccarmi.
Aldo a cui erano state rivolte quelle parole si mise alle mie spalle e puntò la sua grossa cappella all’entrata della mia figa, la fece scivolare su e giù tra le labbra lubrificandola con i miei abbondanti succhi ed infine cominciò a spingere.
Come nella “Divina commedia” la bocca sollevai dal fiero pasto, cioè la dolce figa di Miriam, emettendo un ululato di piacere.
“Uuuuh……siiiii……scopami……mettilo tutto” era stato bellissimo leccare ed essere leccata ma un bel cazzo, grosso e duro che ti penetra è tutta un‘altra cosa.
Aldo spingeva la sua grossa verga nella mia figa mentre io spingevo a mia volta per essere penetrata fino in fondo.
Avevo scoperto qualche tempo addietro di avere una figa profonda ed accogliente, capace di contenere cazzi di dimensioni ragguardevoli senza problemi, per cui non avevo timore del grosso cazzo di Aldo.
Ad un tratto mi fu dentro completamente e sentii chiaramente il suo ventre ed i coglioni sbattere sul mio culo.
“Aaaaah….che figa………ssiii!!!
Cominciò a scoparmi con vigore mentre sua moglie continuava a lambirmi il clitoride e contemporaneamente l’asta che entrava ed usciva dalla mia vagina.
Mugolando di piacere ripresi a passare la lingua sulla figa di Miriam aprendole con le dita di entrambe le mani le grandi labbra per entrare più profondamente.
Ormai l’ennesimo orgasmo si avvicinava per entrambe finché esplose quasi in contemporanea, Miriam cominciò ad agitare il bacino sollevandolo e poi venne urlando il suo immenso godimento.
Il mio viso, la mia bocca e la lingua furono colpite dal getto di un liquido vischioso simile allo sperma maschile, Miriam aveva sborrato come un uomo!!!
Aldo aveva “sentito” il mio orgasmo che aveva stretto come in una morsa il suo cazzone ed affondandolo fino alle palle si sdraiò sulle mie spalle.
“Sei venuta piccola….ti ho sentita……..ora preparati che voglio il tuo culetto!!” mi sussurrò in un orecchio.
“Siiii….dai…..inculami….siii….fammelo sentire tutto in culo!!” urlai ancora in preda all’orgasmo.
Stantuffò ancora un po’ nella mia figa poi si sfilò, lasciandomi un senso di vuoto, colmato appena in parte dall’abile lingua di Miriam che si sostituì immediatamente e, dopo aver lubrificato la rondella con un po’ di saliva puntò decisamente il glande sul mio buco del culo.
Era talmente grande l’eccitazione che non ebbe alcune difficoltà a penetrare nel mio budello, ebbi solo un leggero fastidio all’entrata del glande ma poi fu solo piacere.
Aldo, nonostante l’età, aveva un vigore degno di un ventenne e cominciò a scoparmi il culo con affondi sempre più profondi e veloci ma, come tutte le cose belle anche lui aveva un limite e cominciò a dare colpi sempre più veloci in concomitanza dell’orgasmo ormai imminente.
“Vengono…….sborro…..sborooooo!!!” gridò ad un tratto sfilando il cazzo dal culo.
Fui lesta a girarmi, spalancando la bocca, per riceverne direttamente i primi potenti fiotti, poi lui diresse il resto verso la bocca spalancata della moglie che inghiottì golosa gli ultimi schizzi.
Poi entrambe ci dedicammo a ripulire quel bel cazzo accasciandoci infine tutti e tre esausti sull’asciugamani.
Restammo così abbracciati per alcuni minuti poi decidemmo di fare un bagno per ritemprarci, l’acqua era ancora fredda, nonostante i caldi raggi del sole, e questo ci rinvigorì le membra.
Trascorremmo ancora qualche ora a crogiolarci al sole mentre chiacchieravamo del più e del meno.
Venni così a sapere che la loro vacanza era ormai giunta quasi al termine, mancavano solo un paio di giorni, ma che in quei giorni sarebbero sicuramente tornati in quella spiaggia.
Mi dissero che fin da giovani avevano praticato il naturismo e le soddisfazioni, come quella di oggi, non erano mancate, mi invitarono inoltre a trascorrere un periodo di vacanza presso la loro casa sul lago Maggiore e che, se volevo potevo portare un amico o un‘amica.
Risposi che mi avrebbe fatto proprio piacere e se erano d’accordo sarei tornata anch’io in quella spiaggia nei giorni seguenti.

Sono graditi suggerimenti, commenti e critiche
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