Cornuto (parte 3)

Conosco diverse coppie che a cinquant’anni e qualche volta anche prima, pur volendosi un bene dell’anima, non fanno più della sanissima ginnastica, o trombate se preferite, sono loro a dirmi che la tomba del sesso, sia proprio il matrimonio.
Ma quando mai, non c’è niente di più falso, il matrimonio è amore ma, vuol dire complicità, trasgressione, guai a chi asserisce il contrario, per loro sarebbe davvero triste la noia di una lunga convivenza, anche Ornella ed io, dopo un periodo dormiente, abbiamo ritrovato la passione, il sesso sfrenato, intrigante, provocatorio, appagante, ne conosciamo la ricetta, il nostro rapporto è libertino e tra noi non esiste più il pudore e mi fa impazzire quando mi dice “Ho voglia di cazzo” so già che devo cercargli un bel ragazzo (o cazzo) che la soddisfi di fronte a me, se qualcuno non ha letto di me e della mia bella moglie, deve sapere che sono felicemente cornuto e che godo immensamente nell‘offrirla ad altri uomini.
Purtroppo per molte coppie non è così, la passione si trasforma in un rapporto platonico e per come la penso, sostengo che soffrono della sindrome della solita minestra, sì l’abitudine, che probabilmente sgretola il rapporto e allontana dal sesso, rinviando a chi sa quando l’appuntamento con l’orgasmo ma, chi ne soffre di più, sono soprattutto le donne che devono ricorrere alla masturbazione per soddisfare le proprie voglie e m’immagino le amiche di mia moglie con il ditino, disposte a torturarsi e a sgrillettarsi il clitoride o con le dita infilate nella bernarda, pur di godere, quello che mi passa nella mente mi eccita, vedere una donna che si masturba è un’ apparizione tremendamente erotica ma, sono oltremodo dispiaciuto per loro e consapevole della loro infelicità e pensare che esistono tanti modi per eccitare un uomo e fargli nascere il desiderio, le donne sanno bene quale sia la lingerie da indossare in camera da letto, abbinata a calze autoreggenti e ad uno degli accessori più fetish ed erotici come la scarpa dal tacco a spillo vertiginoso, questi piccoli accorgimenti, possono far nascere la libidine, a qualcuno può bastare ma, ad altri no se non c’è una buona dose di fantasia e di troiaggine.
La donna a letto deve essere porcellona, spudorata, senza falsi tabù, disinibita e aperta alle fantasie erotiche, come la mia Ornella, la trasgressione sembra averla ringiovanita, non solo la vedo più bella ma riconosco che ha una sensualità e una carica di seduzione che prima non aveva, sarà per il modo in cui si veste, il nuovo taglio dei capelli ma, trovo che sia veramente affascinante, ed emana un erotismo incredibile, morbidamente fasciata da abiti che fanno risaltare le sue curve pazzesche, anche se leggermente rotondetta, con un po’ di pancia e un bel sederone che sporge tondo e sodo ma, non dimenticate che ha 53 anni, anche se di sicuro dimostra meno dei suoi anni.
La bellezza va valutata nell’insieme, non solo tette e culo ma, lei fa mostra di un posteriore da sballo, che sa far ancheggiare come si deve, come riuscire a non guardare, due chiapponi privi di cellulite attaccati a due gambe dritte dalla coscia lunga e la caviglia sottile, sarà che sono innamorato pazzo ma, la giudico una gnocca da sballo.
In una donna, la prima cosa che guardo sono gli occhi ma, non credeteci molto, sono un amante del culo, lo venero, lo adoro e di lei è la prima cosa che ho notato, un fondoschiena pazzesco che mi ha fatto innamorare e i pochi che hanno avuto la fortuna di incontrarla, non possono fare a meno di ammirare le fattezze del suo posteriore e dicono che ha un culo d’oro, il posto giusto dove farti sbatacchiare il cazzo.
Una donna raffinata, curata nel vestire, così come nella scelta dell’intimo raffinato, esclusivamente di seta, audace, conturbante, sensuale che rimane pur sempre una delle strade più amate della sensualità e dell’erotismo ma, anche per lei solo questo non basta per riuscire ad infiammarmi, ci vuole altro che un paio di minislip per essere sexy o calze e reggicalze per farmi sbavare.
Lo sa bene cosa ci vuole per farmi arrapare e non era più un mistero che il triangolo mi dava vette di piacere inaudito ma, la cosa folle è che io sono passivo, generalmente se non in casi eccezionali, non partecipo ai giochi, sono solo un cornuto che ama guardare e smanettarsi quando tromba con altri, mentre Ornella facile ai vizi vuole provare tutte le esperienze del mondo, vuole esagerare, stupirmi, pigliando nerchie sempre più grosse, direi asinine, benedette corna ma, solo così riusciamo a non far spegnere il fuoco della passione.
Ama i ragazzi giovani, con degli attributi da storpio per quanto sono grossi e lunghi ma, sono io che devo cercarglieli, mettendogli davanti un gruppo di super cazzi in cui poter scegliere il suo amante, che la scoperà per ore, in fondo è libera di far sesso con chi vuole ed eleggere tra loro il più bello, il più grosso o il più lungo, per un pomeriggio o una sera simpatica e sexy.
Gli incontri con lo stesso ragazzo non sono mai andati oltre le due, tre volte, dopo un pò si annoia e anche lei si stanca di un rapporto abitudinario, vuole nuove avventure, intriganti, con giovani stalloni pronti ad usarla come sputacchiera per cazzi ed io sono iperfelice di vivere con lei dei momenti di sesso sfrenato, mi piace vederla godere, sentire i suoi gemiti, le urla di piacere.
Non sono il solo ad amare queste situazioni, in internet, ho trovato tanti amici con cui parlare e scambiarci opinioni, spiattellarci i nostri desideri, le nostre fantasie, d’altronde siamo tutti cornuti e tra noi ci intendiamo, ci si scambia le foto delle proprie mogli e si sogna per loro degli uomini che le portino al sublime oblio dei sensi.
Ho anche messo un annuncio su dei siti dove si esibiscono le coppie, con allegate delle immagini che ritraggono Ornella in posizioni spudorate, oscene, un regalo davvero hot per tutti gli internauti che possono ammirare il suo corpo e non potete immaginare in quanti ci abbiano risposto e che continuano a farlo, non pensavo che tantissimi giovani ragazzi potessero desiderare se pur bella una donna che poteva fargli da mamma ma, d’altronde la donna matura incarna il sogno erotico di tantissimi adolescenti.
Ho sempre cestinato le risposte di molte coppie che attratte dal suo fascino, cercavano un incontro a quattro, in un miscuglio di cazzi e fighe ma, non solo, anche di scambio completo, io con l’altra donna e lei da sola con il lui di coppia ma, non era quello che cercavamo, la nostra ricerca, era mirata a un bel singolo dotato, sin quando una mail mi ha incuriosito e ho voluto saperne di più.
Era di una coppia giovanissima, Gaia 19 anni e Max 21, molto belli tutti e due, lui dotato di un pistolone non molto largo ma, bello lungo, una trentina di centimetri, per una fantastica nerchia nodosa, lei con un fisico perfetto, due occhi azzurri da far rabbrividire, due belle tettine, ad occhio una terza piena, con il capezzolo rivolto verso l’alto ma, quello che mi ha mandato in estasi, il suo culetto pazzesco, che poteva tranquillamente essere quello di una famosa pubblicità per un noto slip, fantastico, insuperabile, aveva tutte le caratteristiche per farmi sognare ad occhi aperti.
Max mi ha confessato di essere cornuto e di considerare davvero piccante e trasgressivo, vedere Gaia tra più uomini e per mantenere viva la passione di averla offerta a tutti i suoi amici più fidati.
Continuava dicendomi che a letto è insaziabile, una vera porcellina e che sa fare della lingua un arma di piacere, un esperta professionista nel succhiare, asseriva che ormai era rotta in culo e sessualmente molto attiva, una maiala nata per il sesso e naturalmente quello che sosteneva era ben documentato dalle immagini degli incontri di Gaia.
Tra le sue fantasie c’erano due cose che lo mandavano in tilt, un chiodo fisso, un tarlo che lo spediva fuori di testa, aveva da sempre desiderato scoparsi una donna matura e Ornella gli piaceva da impazzire ma, voleva contemporaneamente vedere la sua Gaia godere, posseduta da un uomo della mia età.
L’altra quella che mi ha incuriosito e messo un tormento che non riuscivo a levarmi, voleva che Gaia si unisse in effusioni particolari con un’altra donna, sognando un rapporto saffico e che noi due eravamo perfetti per soddisfare i loro desideri.
L’amore tra donne è per un uomo di una eccitazione unica e vederle lesbicare, mi arrapava da morire, un immagine che mi affascinava e pensare che Ornella potesse avere un’attrazione particolare per una femmina bella e calda, mentre riceveva e dava piacere nel ciucciare una bella fighetta sugosa o mentre capovolte in un bel 69 si davano reciproco godimento, mi portava ad erezioni fuori dell’ordinario e con loro, mi sarei tolto un grande sfizio che mi faceva masturbare il cervello da tantissimo tempo.
Sono un cornuto ma, vedere Ornella tra le braccia di un’altra donna, mi eccitava come vedere un bel cazzo entrare in lei, ci avevo già pensato e si era verificato che qualche volta, anche se molto timidamente, gli avessi proposto un rapporto a tre, io, lei e un’altra, senza ricevere mai una risposta se non un non so se mi piacerebbe, non ci ho mai pensato, non si sentiva bisex, e tutto finiva li, invece non mi taceva la sua voglia per dei bei piselloni.
Quando gli ho mostrato la corrispondenza tra me e Max, con le immagini allegate, è rimasta per un attimo ad osservare il super minchione di Max a bocca aperta, stupefatta della sua misura, dalla sua rigidità, “Cazzo, di così lunghi non ne ho mai preso, se me lo sbatte nel culo, mi esce dalla bocca” non era rimasta di ghiaccio davanti a quella fava bitorzoluta, percorsa da delle grosse vene in rilievo ma, volevo sapere se si sarebbe spinta oltre, se Gaia gli piaceva, se avrebbe ceduto al fascino di un’altra donna, se era affascinata da quel corpo giovane, perfetto, tanti se ma, ero curioso come una puttana e non avrei rinunciato facilmente a quel culetto meraviglioso.
Ci piace sperimentare l’erotismo in quasi tutte le sue forme e mettere in pratica desideri e fantasie sessuali ma, Ornella anche se disinibita e aperta, c’era qualcosa che la infastidiva, “Non so se accetterei di vederti scopare con un’altra, per giunta è così bella” lei che dava il culo a cani e porci mi stava facendo una scenata di gelosia, però nei suoi occhi leggevo la voglia di cazzo, di quel cazzo e per mia fortuna, considerava Gaia una bella gnocca, non accennando minimamente al fatto che tra loro due potesse esserci un incontro saffico, sotto sotto, quel tipo di trasgressione ingrifava pure a lei ma, cosa gli passasse per la testolina non riuscivo a valutarlo
Una proposta intrigante, nuova, lo scambio di coppia che non avevamo mai preso in considerazione e poi oltre al culetto di Gaia che mi faceva impazzire, quella pulce messa nell’orecchio che si rivelava almeno per me il vero motivo di interesse per quell’incontro ma, non insistevo per portarla ad una riunione ben diversa dal solito, come non facevo niente per farle pensare il contrario, volevo fosse lei a decidere e a chiedermelo.
Ornella di sicuro non è frigida ma con Gaia sarebbe stato ben diverso, lei aveva tette e figa e non un bel cazzo tra le gambe e tra me pensavo, se si potesse abbandonare ad effusioni così particolari lasciando cadere un altro tabù.
Sapevo che Max gli piaceva, ci vuole poco a capire quando un ragazzo entra nelle sue fantasie e che difficilmente avrebbe desistito dal trombarci ma, le loro richieste erano precise, non volevano solo uno scambio di coppia ma, cosa ne pensava Ornella? Cosa aveva deciso?
Da come guardavo le immagini di Gaia, aveva capito l‘attrazione che c‘era per quel giovane corpo.“Ti piace la puttanella” candidamente gli ho risposto “Si è bellissima”
Una cosa però è certa, non mi ero sbagliato e la mia sensualissima mogliettina, mi ha chiesto un incontro per conoscersi, era la prima volta che non andavamo subito al sodo e constatare se tra noi c’era del feeling.
Di persona, Gaia era ancora più bella, un viso angelico e due occhioni azzurri da cui non riuscivo a distogliere lo sguardo, una sconvolgente apparizione che mi ha messo in imbarazzo davanti a quel corpo dalle fattezze di una venere, una dea dalle gambe lunghe, messe in mostra da un tubino abbondantemente sopra il ginocchio, dalla vita striminzita che ne sagomava le forme come una clessidra e quelle tettine che sporgevano fiere dal leggerissimo tessuto della camicetta, lasciandone intuire il disegno, con due splendidi capezzolini appuntiti che risaltavano irti e duri e per finire, dall‘alto dei suoi tacchi, un rotondissimo sederino, sporgeva prominente e sodo, una gioia guardarlo e ammirarne la forma, la rotondità di quei globi.
Di Max che dire, ho solo visto come Ornella l’ha squadrato, l‘ha esplorato da cima a fondo, un ragazzone dai colori mediterranei, dalla pelle ambrata, alto, con due spalle larghe e i pettorali ben scolpiti, gambe possenti, muscolose, che si potevano ammirare attraverso i suoi jeans attillati.
Il suo viso mi diceva quanto era attratta da quel ragazzino e per come la conosco ne è rimasta affascinata, i suoi occhi scrutavano quel fascio di muscoli con una faccia da maiala incredibile, sin quando si sono posati proprio li, sul rigonfiamento della patta, non tralasciando di scrutare il suo culetto, anche a lei piacciono e se li guarda tutti dando giudizi e voti e quello di Max era da 10.
Ci siamo seduti a tavola, li avevo invitati per il pranzo in un agriturismo che a richiesta metteva a disposizione dei clienti dei bungalow ma, questo mi sono casualmente dimenticato di dirglielo e se ci fossimo arrapati in un immaginario erotico incontenibile, con il bisogno di avere un contatto fisico, potevamo lasciarci travolgere dalla passione e dare sfogo immediatamente ed in intimità alla nostra frenesia sessuale.
Il padrone ci aveva riservato un angolo, lontano dagli sguardi degli altri commensali, dove avremmo potuto chiacchierare in tutta tranquillità, su una tavola rettangolare dove ci siamo accomodati incrociati, io di fianco avevo Gaia mentre di fronte la mia bella Ornella e così Max, mia moglie al suo lato e la sua giovanissima compagna davanti.
L’atmosfera è quella festosa delle grandi occasioni, si chiacchiera si ride, sono attratto pazzescamente da Gaia, ha una voce sensuale, un corpo mozzafiato, provocante, sinuoso, dalla prorompente femminilità, ne scruto le gambe, i suoi bei cosciotti, dalla pelle liscia, vellutata, che dalla cortissima gonna, da seduta arrivava quasi all’inguine, mostrandomi l’elastico delle autoreggenti e se sono affascinato da tanta bellezza, anche Max ha occhi solo per Ornella, sbirciando neanche tanto velatamente il suo florido décolleté, con il davanzale sempre generosamente a favore di sguardo.
Le due donne ci hanno colpito e iniziamo a corteggiarle, i commenti sono inevitabili, azzardiamo giudizi crudi senza peli sulla lingua “Affogherei tra le tue tettone, sono fantastiche” “Con quel culetto faresti resuscitare un morto” Gaia e Ornella si guardano, ridono, sono lusingate da quei complimenti pesanti, fatti da sconosciuti, tra noi c’è feeling, ormai era solo questione di tempo ma, di sicuro ci saremo spinti oltre un semplice pranzo.
Siamo stati più di due ore a tavola e quando mi hanno portato il conto, il padrone che conosco bene, non so se avesse intuito l’evoluzione del gioco a quattro, facendomi l’occhiolino, gentilmente ci concedeva un bungalow per riposarci.
Abbiamo accettato ben volentieri ma, prima ci saremo fatti una passeggiata lungo i sentieri del bosco per digerire e smaltire tutto quello che avevamo bevuto.
Quando ci alziamo, non possono far a meno di notare il bozzo sulla patta di Max, era quello di chi aveva il cazzo in tiro, inebriante sensazione, sotto il tavolo qualcosa doveva essere successa per avercelo così duro e nel viso di Ornella leggevo tutta la troiaggine che c‘è in lei.
Ho preso per mano Gaia e ci siamo avviati verso il bosco, attraverso un percorso poco battuto dai turisti, dietro sentivo le voci di Max e Ornella che per sedurlo, ostenta le sue grazie burrose, dalle forme generose e straripanti, con un abito che più scollato non si può, inequivocabilmente sensuale.
Ci seguivano a distanza gesticolando, ridacchiando in un atteggiamento più che esuberante per due che si conoscono appena.
Tra me e Gaia c’era già più intimità, la tenevo con il braccio intorno al collo e la mano penzoloni a sfiorarle il seno, ho sentito il capezzolo inturgidirsi e svettare duro, ne ero talmente preso che non mi sono accorto che il piacevole giocare, di Ornella e Max stava scomparendo, le loro voci erano sempre più lontane e quando mi sono girato non c’erano più.
Potevo immaginare cosa fosse successo ma, Gaia incredula è voluta ritornare indietro, fatte poche decine di metri, da dietro dei cespugli sentiamo dei gemiti, Ornella è seduta su un tronco, con le poppe di fuori e in mano stringe il cazzo di Max, con la lingua gli sta lucidando la cappella, mentre gli fa una pugnetta, quando ci vede, lo imbocca ed inizia a succhiarlo avidamente, si esibisce senza ritegno e se Gaia ha un visetto da angioletto, quello di Ornella era in quel momento da gran maiala.
Gaia è la prima volta che vede il suo uomo sbocchinato da un’altra donna ma, tanto gli basta per fargli sgranare gli occhi, che sembravano divorare la mia donna, la guarda stupita mentre lo stallone, gli affonda 30 cm in gola, ne approfitto per palpargli il culo, sento le sue chiappette sode risalendo la coscia sotto la gonna.
Ha gli slip fradici, li scosto e mi insinuo tra le labbra della fica già in fiamme, mi investe un torrente di brodaglia che gli scende vischioso sulle cosce, divarica le gambe e appoggiandosi ad un albero con le mani, si incurva leggermente per potersi abbandonare meglio al piacere, ed in modo che il sederino sporga di più e le mie dita possano entrare profondamente dentro la sua meravigliosa passerotta, mugola, sale il suo piacere, continuando a guardare il suo Max che sussulta sotto i colpi di lingua di Ornella.
Non ho idea da quanto tempo le labbra di Ornella gli si erano appiccicate alla cappella ma, il suo gioco di lingua l’ha stimolato molto bene, incominciando a far uscire fiotti di sperma, che la colpiscono in bocca, sul viso, le riempiono il collo, le tette, ne è tutta impiastricciata ma, il suo amore goloso per la sborra, non la fa smettere di succhiare, non deve perderne una goccia e continua sin quando l’ha prosciugato e gli ha svuotato completamente i cogliononi.
La mia dolce metà, sembra soddisfatta della bevuta, si lecca le labbra, si alza e cerca nella borsa una salvietta per ripulirsi ma, Gaia gli da un’occhiata di sfida “Non vorrai sciupare tutto quel bendiddio” gli si avvicina ed inizia a raccogliere ripulendo a colpi di lingua l’abbondante doccia di sperma che cola, partendo dal solco tra le tettone, con la lingua che a cucchiaio risucchia e raccatta ogni singola goccia di quel paradisiaco nettare, piano piano risale passando ai seni che slingua esplorandoli e con avidità si ferma sui capezzoli, che s’erano prepotentemente eretti.
Ornella ha chiuso gli occhi, si abbandona alla lingua della giovanissima amica, che li succhia, li titilla e ormai duri ed irti come due chiodi, sadicamente li strizza tra le labbra e più delicatamente tra i denti.
Risale seguendo il rivolo di sborra ciucciandosela tutta e gustandosela da vera porcellina, ora gli è sul collo, sale sempre più in alto e Ornella geme quando la lingua gli arriva a lambirgli l’orecchio, sembra scossa da scariche elettriche, trema tutta sembra che le gambe gli cedano ma, non è finita, ha piccole quantità di sperma sull’occhio e Gaia si spolvera anche quelle.
Tira su gocce filanti di sborra che lascia vadano a bagnare le labbra di Ornella, offrendogli dalla sua bocca, la preziosa bevanda degli dei.
Se il suo moto era dar da bere agli assetati, Ornella aspettava a labbra dischiuse il frutto del suo pompino, mentre Gaia maliziosamente gli si è avvicinata sfiorandole con la lingua, bagnandole con il nettare del suo uomo, passava e ripassava lungo il labbro tremante, ne seguiva il contorno, lo mordicchiava, al primo contatto Ornella è rimasta spiazzata ma, subito dopo si è sciolta, si guardavano con gli occhi pieni di desiderio, la eccitava più di quanto non si pensi e fatta uscire la lingua, l’ha tirata a se baciandola e slinguandola a sazietà.
Gaia ha gradito e ha ricambiato facendosi succhiare la lingua, facendo guizzare la sua nella bocca di Ornella, un bacio lungo, appassionato, mentre con le mani, accarezzava le grosse poppe ancora esposte alla fresca aria del bosco.
Belle, bellissime, sexissima visione, le due porche si baciavano vogliose e avidamente si strusciavano, completamente prese dal desiderio l’una per l’altra.
L’incanto di quel fantastico momento, ci aveva eccitato, eccome se erano riuscite ad eccitarci, sia io che Max eravamo incapaci di fare qualsiasi cosa, lasciandoci in un piacevole torpore.
Sono un cornuto e come conseguenza amo l’esibizione pubblica di mia moglie, siamo in un bosco e mi sarebbe piaciuta la presenza di uno o più voyeur che ci spiavano e magari che alcuni di loro, osassero di più prendendo l’iniziativa, in un’altra occasione non mi sarebbe dispiaciuto ma ora che tra Gaia e Ornella il ghiaccio si era rotto e non avrei accettato nessun’altra distrazione.
Gaia era l’oggetto del desiderio e avevo la voglia pazza di bagnare il biscottino, mi tirava in modo esagerato, la volevo possedere e portare in camera dove saremo stati più comodi.
Spinti da una carica erotica non indifferente ci siamo rintanati nel bungalow, pieni di energia e appena chiuso l’uscio alle spalle, Ornella ha fatto scivolare morbidamente l’abito ai suoi piedi, rimanendo con l’intimo che ogni uomo vorrebbe vedere indossato alla propria donna, un piccolissimo perizoma in pizzo a ricoprire a malapena il monte di venere, con il filo che sfacciatamente gli entrava tra le labbra della ficozza, autoreggenti a rete attaccate al reggicalze e un reggipetto abbinato allo slip, di almeno una taglia in meno che gli faceva strabuzzare di fuori il seno e dulcis in fundo scodinzolava camminando con i suoi tacchi a spillo esagerati da cui non si separava mai ma, nessun tacco sarà mai troppo alto se la fanno sculettare meravigliosamente, tanto da far infoiare uomini e donne, anche Max è rimasto fulminato da tanta abbondanza e da tanta sensualità.
Gaia è senza reggiseno le sue poppe non hanno bisogno di sostegno, sono sode, dure e quando ha iniziato a sbottonarsi la camicetta o almeno quei pochi bottoni rimasti imprigionati nell’asola, sono saltate fuori in tutto il loro splendore, sfidano le leggi di gravità, con due bei capezzoli rigonfi, scuri e grossi come due ciliegie, due amarene pronte da gustare, da succhiare ma, non ho il tempo di indugiare troppo su quel pensiero, continua a denudarsi, si toglie il microscopico gonnellino che se poco copriva, però qualcosa nascondeva e il suo culetto ora è meravigliosamente sotto gli sguardi eccitati di tutti noi, è stupenda da togliere il fiato, rimanendo solo con le mutandine e i tacchi alti, oltre alle autoreggenti che le inguainavano le lunghissime gambe.
Ornella è eccitata come non l’avevo mai vista, si è tolta il reggiseno e guardando quella giovanissima femmina, l’abbraccia stringendola a se, la bacia teneramente sulle labbra, cercando la complicità nella bocca di Gaia, che apre le labbra, ha la bocca spalancata e pronta per riceverla, la lingua guizza sulla sua, si attorcigliano, si mordicchiano le labbra carnose, le loro bocche sono vogliose, avide, unendosi in un lungo e calorosissimo bacio.
Sono avvinghiate, strette in una morsa di lussuria, si accarezzano con mani vibranti, sembrano impazzite, scivolano lungo tutto il corpo, è Ornella a prendere l‘iniziativa, si strusciano l’un l’altra, schiacciandogli le grosse tette su quelle più piccole di Gaia, mentre con una mano gli cerca il seno, lo strizza, gli pizzica i capezzoli gia eccitati, con l’altra, si infila tra le sue cosce sotto gli slip, giocava con la fica brodosa, gli stimolava il grilletto e la penetrava con le dita, è completamente presa dal desiderio di lei.
Gaia si era persa nel suo abbraccio, con il ditino di Ornella che gli violava la fessura, le gambe gli tremavano dall’eccitazione, la spinge sul letto, hanno entrambe gli slippini fradici, se li sfilano, mostrando due figoni depilati, imperlati dei loro umori, sono bagnate fradice, i loro seni sono gonfi, i capezzoli ritti.
Posso finalmente ammirare il corpo di Gaia, le sue fantastiche tettine a punta e soprattutto il suo straordinario culetto a mandolino, ha la fighetta completamente depilata, sembrava più una bambina che una donna vogliosa, cosi come Max può gioire delle curve giunoniche di mia moglie.
L’imbarazzo tra le due donne è passato, se prima c’era l’intenzione di trasgredire, ora la passione le aveva travolte, si erano mangiate con gli occhi ma, ora si stavano divorando, rotolandosi sul materasso.
Si leccano a vicenda, i baci sono sempre più intimi, si masturbano una con le dita a solleticare la fica dell’altra, in un crescendo di gemiti e urletti di piacere che pare non finire mai.
Siamo impietriti davanti allo sconvolgente spettacolo che ci stanno offrendo, è di una sensualità ed un erotismo unico, sono eccitatissimo, il cazzo a stento è strizzato dentro i pantaloni, non possiamo fare a meno di fissarle, Max si è tirato giù i pantaloni e lentamente si sta menando il cazzo, anche per me l’impulso è quello di spararmi una sega ma, non voglio venire subito, ho i coglioni dolenti, gonfi, tanto da farmi male, sono pieni di sborra ma, quella lava rovente, è riservata per riempire quelle splendide femmine in calore.
Ornella le è sopra, la bacia e con un dito la sditalina, su e giu profondamente, Gaia si dimena, si contorce, spalancando le cosce, offre il corpo alle sue attenzioni.
I suoi baci lentamente scendono, la lingua si sofferma nei punti più sensibili, gli arriva sui seni sui capezzoli irti come chiodi, ciucciandoli avidamente, ricambia il piacere ricevuto poco prima, li addenta teneramente, facendoci roteare sopra la lingua, continua la discesa tra le sue gambe, verso il suo sesso, ormai in una pozza di piacere, ci affonda il viso cercando il suo sapore, il suo profumo, le lecca le labbra tumide e carnose, si appropria della bernarda, con la punta della lingua ne segue il contorno lungo tutta la fessura, slinguazzando dal clito sino alle grinze del suo culetto.
Gaia è in piena tempesta ormonale, si contorce come un’anguilla, geme, non ne può più di quella lingua che fruga, raspa a fondo nella sua intimità, che la penetra profondamente come un cacchietto, si gira mettendosi su quattro zampe, offrendogli il suo buchetto più stretto ma, facendo così, gli si mette sopra, anche lei vuole assaggiare il miele che sgorga abbondante dalla figona aperta di mia moglie.
Scende lenta con il viso tra le sue cosce, la lingua si introduce con dolcezza nel suo sesso bagnato, tra le labbra fradice di piacere, è bello sentire il risucchio dei loro slinguazzamenti, mi ribolle il sangue nelle vene, quello che si stanno facendo è bellissimo, un 69 infuocato, si stuzzicano il clitoride se lo mordicchiano, si sditalinano, si infilzano profondamente con una due dita e Ornella geme come non l’avevo mai sentita, i suoi sospiri sono diversi sta provando delle sensazioni celestiali, si contorce, sento il profumo del suo sesso sbrodolante, una pozza di lattiginoso nettare che Gaia beve avidamente.
Sanno come darsi piacere, come portare l’altra all’orgasmo, non smettevano un attimo di leccarsi, Ornella gode come una cagna in calore, aveva orgasmi a ripetizione e la sua figa multiorgasmica, pisciava brodaglia in abbondanza ma, continua a lappare la figa di Gaia gonfia di desiderio, gli ciucciava l’interno delle piccole labbra, giocava con il clitoride ritto come un cazzetto, gli mordicchiava le tenere carni, strappandogli gemiti e urla strozzate che la portava lentamente verso l’orgasmo.

Felice di ricevere i vostri commenti, gio23@hotmail.it
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Cornuto (parte 2)

La complicità tra me ed Ornella dopo quell’incontro trasgressivo con Giacomo, ha profondamente cambiato il nostro modo di esprimere il sesso e la sessualità, adesso si tromba con un entusiasmo che normalmente non avevamo, ridandoci vitalità e incredibilmente la passionalità che ci mancava dopo un rapporto divenuto abitudinario e ha consolidato il nostro amore, anche se guardare mia moglie avvinghiata ad un altro uomo, mi ha fatto soffrire da matti, stritolato nelle spire della gelosia, con un groppo in gola che mi toglieva il respiro.
Però c’è una cosa che ho tollerato meno, che mi ha veramente irritato e dato molto fastidio, facendomi salire il sangue alla testa, è stata la passione con cui si è baciata quel ragazzo e la foga con cui, si facevano entrare le loro lingue guizzanti, tra le loro labbra dischiuse, un gesto d’amore che consideravo molto intimo e riservato solo per il sottoscritto ma, sono un cornuto e mi abituerò anche a questo, ed è inutile negarlo, vedere la sua faccia da gran maiala mentre avida gli succhiava il cazzo o ammirare le sue smorfie di piacere mentre pigliava cazzi in tutti i suoi buchi, per me, è stata una tempesta ormonale indescrivibile, un vortice di sensazioni e impulsi naturali che mi hanno fatto godere come un matto e non m’importava se dall’altra parte ero malato di sanissimo ed estremo senso del possesso.
Ornella non era mai stata così spregiudicata e adesso sognava incontri con altri uomini, ne abbiamo parlato, ci abbiamo scherzato, ironizzato, l’ho stuzzicata con la promessa d’uomini dotatissimi, lei ha tentennato ma, ha fatto capire che non gli era dispiaciuto affatto, anzi, che pigliare cazzi gli piaceva da morire e che un’altra esperienza l’avrebbe fatta volentieri, siamo arrivati alla conclusione che poteva prendere tutti i cazzi che voleva ma, solo in mia presenza, da parte sua una sola condizione, che la scelta di un bel toro da monta sarebbe stata solo ed esclusivamente sua.
Come negargli la scelta di un bel bastone nodoso? Sapevo quali erano le sue fantasie e la sua voglia di acchiappare cazzi sempre più grossi e lunghi ma, soprattutto belli larghi e la decisione di farsi sbattere da uno anziché dall’altro, giustamente doveva essere sua.
Per giorni, non ho fatto altro che pensare al mio angelo, posseduta davanti a me e con il mio consenso, da un altro uomo, non riuscivo ad allontanare dalla mente quelle scene di sesso ed ogni volta mi ritrovavo col cazzo bello duro.
Una, cento volte ho guardato e riguardato il filmino dove si consumava l’amplesso tra mia moglie e Giacomo che a pieno titolo m’incoronava voyeur e cornuto, più ci rimuginavo e più mi eccitavo, rivedevo le sue labbra calde, carnose, appiccicate alla sua cappella enorme, al suo culetto sfondato da una penetrazione bestiale e non potevo far altro che menarmi il cazzo, non riuscivo a concentrarmi e segarmi, era diventata una necessità, anche in ufficio e con il randello che mi esplodeva nelle mutande, dovevo spesso rinchiudermi in bagno.
Giacomo, uno sbarbatello dal visetto da ragazzino, dai tratti dolci, delicati, androgini, mi aveva stupito, pensavo che per lui l’incontro con Ornella fosse la sua prima esperienza sessuale, invece non solo si era dimostrato uno splendido amante ma un vero stallone, pieno di fantasia, audace e resistente tanto da mandare in estasi mia moglie, che ha tempi lunghissimi per godere.
Giacomo, gli era entrato prepotentemente nella mente e per entrambi non voleva essere una botta e via, così si sono scambiati i numeri di telefono per rimanere in contatto.
Spesso ho sentito mia moglie amoreggiare e civettare con lui via cavo, immaginatevi la mia eccitazione quando facendo finta di niente sentivo dirgli “Vorrei succhiarti il cazzo” o tantissime altre porcate come “Sono la tua troia, fammi quello che vuoi” ormai era il suo amante ufficiale e Giacomo si presentava all’uscio di casa due tre volte al mese.
Sono un cornuto ma, le corna non mi pesano sono io che la spingo tra le sue braccia e mi sono talmente abituato alla sua presenza, che ora mi spoglio anch’io, mettendomi completamente nudo davanti a loro che trombano, con una mano sulla telecamera e l’altra a stringermi il cazzo super eccitato in modo da potermelo menare liberamente.
Si avvicinava il suo 53esimo compleanno, lo so non sta bene ricordare l’età ad una donna ma, è talmente bella che merita rammentarla per sottolineare che una donna a cinquant’anni non è un rudere, anzi può essere una gnocca da sballo, come la mia Ornella, oltretutto, in quel giorno cade anche l’anniversario del nostro 25° anno di matrimonio e visto che era un evento speciale, volevo fargli un bel regalo, da principio avevo pensato a qualche giocattolo erotico, un bel fallo realistico tutto nero che era entrato nelle nostre fantasie sessuali per la sua voglia di essere sempre in tre e costantemente alla ricerca di un piacere inesauribile, di libertà, di lussuria ma, non era un dono particolare, ci voleva qualcosa di più eccitante, di fantasioso.
Non sapendo dove sbattere la testa, ne ho parlato con Giacomo, ci ha pensato un po’ e ha sputato la sua sentenza, “Il cazzo di gomma va bene, al resto ci penso io, vedrai che riusciremo a stupirla”
Il giorno prima del suo compleanno è arrivato un pacchetto regalo tutto infiocchettato e colorato, con un biglietto, era di Giacomo, dentro un babydoll azzurro, completamente trasparente, talmente corto da lasciargli quasi scoperto il sedere, con due righe d’accompagnamento, “Buon compleanno amore mio, mettiti questo dono senza intimo. Domani sera festeggiamo” Ornella era eccitatissima, io invece no, pensavo a quel regalo, di sicuro sexy ed eccitante indosso a lei ma da qui a stupirla, c’è ne voleva ed ero profondamente deluso, mi sarei aspettato di tutto ma non una frivolezza di una banalità mostruosa.
Ornella era in forma strepitosa ma, quella sera voleva essere particolarmente bella, più seducente del solito, aveva iniziato a prepararsi almeno tre ore prima, si era ben depilata le gambe per poi passare alla passera a cui aveva dedicato un’attenzione esasperante, sino a chiedere il mio aiuto, per eliminare degli antiestetici peli che gli contornavano lo coroncina anale, ha passato almeno un’ora davanti allo specchio tra cremine, mascara, fard e gira ciglia, disegnandosi gli occhi sobriamente ma, rendendo il suo viso luminoso e sexy, dal parrucchiere c’era già stata la mattina e anche se doveva indossare quel ridotto e trasparentissimo babydoll non voleva sfigurare, lentamente si è infilata le calze autoreggenti, facendoci scattare sopra l’elastico ricamato, le clips del reggicalze, per finire con delle scarpe dal tacco a spillo alti come non li aveva mai usati.
Mammamia che gnocca, gli sarei saltato volentieri addosso, era tremendamente eccitante e il suo profumo contribuiva a mandarmi in estasi.
Il campanello non ha tardato a farsi sentire con il suo classico din, don, finalmente era Giacomo e ad Ornella già brillavano gli occhi, carichi di libidine e lussuria.
Quando ho aperto la porta, davanti, mi sono trovato un ragazzone tutto nero, dalla muscolatura possente, un armadio dal sorriso scintillante, da quanto bianchi erano i suoi denti.
Un attimo di sbigottimento e solo la voce di Giacomo mi ha fatto riprendere “Non ci fai entrare?”
Con il dito dritto sul naso mi ha fatto capire di stare zitto e mi sono ricordato le sue parole, “vedrai che riusciremo a stupirla” La sorpresa era doppia, anch’io non mi aspettavo un incontro a tre.
Nelle nostre fantasie si era parlato spesso di cazzi neri ed era nato proprio da lì il capriccio di un bel fallo di lattice di quel colore con l’idea di simulare una doppia penetrazione ma, ora la realtà era diversa e gli uomini da soddisfare, erano due, non so perché ma il cazzo mi è andato subito in tiro, solo immaginare mia moglie tra loro, mi aveva eccitato come un cavallo.
Ornella non sembrava sbalordita più di tanto, sapeva benissimo cosa voleva da lei quell’uomo e trovarsi un perfetto sconosciuto davanti assieme al suo Giacomo, dava l’impressione che non la interessasse minimamente, lo guardava con sufficienza e l’aria da snob ma, i suoi occhi non riuscivano a fingere, brillavano, li aveva pieni di voglia ed eccitazione e solo vederle il viso, da troia allupata mi ha procurato un’eccitazione inaudita.
“E tu chi sei?” “Io sono Mustafà, una leccata e se ne va” parlava come un vù cumprà e forse lo era, nero come la pece ed un un fisico scultoreo, sembrava un bronzo di Riace, veramente un bel ragazzo, dal passo felpato con le movenze di una pantera.
La mia dolce metà, seduta con le gambe di traverso adagiate sul divano, mostrava le sue grosse mammelle che si vedevano perfettamente dalla trasparentissima veste, in un balzo gli sono tutte e due addosso, uno da una parte, uno dall’altra, Giacomo la bacia, mentre Mustafà la mordicchia nel collo, la slingua sull’orecchio e gli palpa le tette, con le mani che scivolano morbidamente ad eccitargli i capezzoli, che sballo vederli indurirsi al suo tocco e turgidi svettare grossi come due ciliegie.
Giacomo tira fuori la lingua dalla sua bocca e Ornella si gira verso quel ragazzo che tenendole il viso tra le mani, la slingua profondamente, con un lungo bacio a lingua in bocca, appassionatamente si cercano con la lingua e se non tolleravo vedere un uomo che baciava mia moglie, immaginiamoci due lingue che si attorcigliavano alla sua, la pressione mi si è innalzata smisuratamente, mandandomi fuori di testa con delle vampate di calore e scosse d’ira che come saette mi colpivano il cervello, un supplizio che mi faceva sragionare ma, il mio sesso pensava con un’altra testa, quella del cazzo e sottomesso mi arrendevo a quello che invece Ornella sembrava gradire e senza muovermi, sto lì a guardare.
Giacomo gli sfila il babydoll, è completamente nuda, fatta eccezione per i tacchi a spillo, le autoreggenti e il reggicalze.
Ornella inizia a sbottonare la camicia a Mustafà e poi sfila la maglia a Giacomo, allunga le mani, non è insensibile ed enormemente eccitata, gli slaccia le cintole dei pantaloni, come lentamente gli sbottona la patta, i due ragazzi sono entrambi senza mutande e i loro piselloni saltano fuori, Giacomo voglioso come sempre è in perfetta erezione, mentre Mustafà mostra un pistolone ancora moscio ma, è più grosso e lungo di quello del suo amante in tiro e già immaginavo come sarebbe diventato una volta che Ornella fosse riuscita a farglielo rizzare, per lei è una sorpresa, lo stringe nel pugno e lo avvicina a se, tira fuori la lingua dalle labbra dischiuse e lo imbocca, avida lo succhia, lo slingua, lo insaliva, gli esplorava la cappella, tenendolo ben stretto nella mano che muove su e giu, lei che quando succhia, tiene sempre gli occhi chiusi, ora guardava con libidine quel pisellone, che non è rimasto a lungo inanimato, piano piano la sua proboscide nera, cresceva, s’induriva, si allungava, alle sue carezze, al suo picchiettare con la lingua, ha penato e non poco a farlo irrorare di sangue ed è più grosso di quanto si aspettasse e con la bocca piena, lo leccava ingordamente per farlo eccitare sempre di più.
Giacomo si è gustato per un attimo la scena in cui mia moglie con una faccia da gran maiala ha ingollato l’altra nerchia poi gli ha aperto le gambe e si è tuffato tra le cosce a leccargli la passerona già spalancata e fradicia dall’eccitazione.
Faceva fatica a pigliare la nerchia di Mustafà, doveva tenere la bocca completamente spalancata, scorreva su quel pezzo di carne bitorzoluto, dalla pelle liscia, vellutata, cercando di ingoiarlo e metterselo in gola.
Era l’arnese più grosso che avessi mai visto, un braccio di carne dalla circonferenza mostruosa e lungo quanto basta per soddisfare una vecchia baldracca di strada, dalla fica che ha ceduto ai tantissimi cazzi presi.
Quel troione di mia moglie, aveva perso il controllo, sentirsi soffocare da quel cazzone nero che la scopava in bocca e dalla lingua di Giacomo che pennellava abilmente il suo figone, gli faceva distillare sbroda in abbondanza ma, ora voleva essere presa e desiderava proprio quel cacchione che avrebbe fatto impazzire tantissime donne ma, solo pochissime si sarebbero fatte penetrare da quel mostro.
Ero incredibilmente eccitato che quasi dimenticavo che era mia moglie che stava per essere scopata da quel mandingo e mi chiedevo se sarebbe riuscita a pigliarlo profondamente, tutto dentro di lei.
Mi sono seduto sulla sedia di fianco al letto per godermi la penetrazione bestiale, non avrei mai rinunciato a godermi lo spettacolo che mia moglie mi stava offrendo e vederla godere sbattuta da un altro uomo, per giunta con un attributo fuori misura, non mi facevano ragionare, in me, prevaleva soltanto l’istinto animale, provocandomi un’eccitazione talmente forte da non capire più niente, avevo il cazzo che mi scoppiava e non avevo il coraggio di sfiorarlo, sapevo che sarei venuto immediatamente se mi fossi toccato, ho la voglia matta di masturbarmi ma resisto ho solo occhi per la mia eccitantissima mogliettina.
Si cambiano di posto e mentre Mustafà la tira sul bordo del divano, in modo che la gnocca sporga a tiro di cazzo, agitandosi il manganello, ora è pronto a trombarla, mentre Giacomo gli sbatte il cazzo imperlato di liquido seminale, in bocca a quella maiala che l‘attende a labbra dischiuse.
Mustafà sembra un cavallo con il cazzo dritto che sembrava penzolare sotto tutto quel peso, si è avvicinato mettendosi tra le sue cosce oscenamente aperte, la sua bella topina depilata sporgeva gonfia, leggermente aperta dalla voglia che aveva di assaggiarlo e puntando la grossa cappella sulla spacca, l’ha spinto dentro, per sua fortuna, la fica era grondante, una pozza di umori che l’avrebbero fatto sprofondare dentro più facilmente.
La penetrazione invece è stata difficoltosa, troppo grosso anche per una bernarda così bagnata, spingeva lentamente, cercando di farsi strada ma, centimetro dopo centimetro è penetrato profondamente nel figone di Ornella, per fermarsi solo quando i coglioni si sono spiaccicati sulle chiappe.
Mustafà si muove dentro di lei, glielo fa sentire tutto sino alla radice, lentamente ma profondamente, il ritmo aumentava in crescendo e abituata a quell’estrema dilatazione, entrava ed usciva con estrema facilità, la pistonava con la grinta di un toro, pompava con vigore, sbattendola selvaggiamente.
Geme, si contorce di piacere, godendosi quella sberla di cazzo che entrava e usciva facendola sobbalzare, la sua voce è roca stridula, è talmente infoiata, che nei momenti più intensi non riesce a dominarsi, stringendo i denti sul cazzo di Giacomo, che salta nel sentirselo morsicare ma continua a farselo sbocchinare sbattendoglielo in gola.
Si scambiano il posto, ora è Giacomo a sbatterla con vigore, con lei messa a quattro zampe mentre Mustafà seduto sul divano l’acchiappa per la testa e le risbatte la cappella sulle labbra vogliose.
Lo scambio di cazzi è continuo e quando a turno gli trapano la figa, Ornella succhia avidamente l’altro, sin quando Giacomo sdraiandosi sul divano, la trascina, invitandola a cavalcarlo e mettendosela a cavalcioni, lei lascia che la figa scivoli sul sul cazzo, impalandosi a smorza candela.
Mustafà rimasto col cazzo in mano, se lo menava velocemente, avvicinandosi minaccioso alle sue spalle con la proboscide più dura che mai, un opera d’arte, scolpita nel marmo.
Capisco al volo il suo desiderio, la sua maliziosa intenzione, tremo per mia moglie ma, sono troppo eccitato perché pensi a quella penetrazione, che per lei deve essere terribile, sarò incosciente ma, la voglio vedere mentre si fa sfondare il culo.
Gli apre le chiappe sbattendoci la faccia nel mezzo a insalivargli il tondino, la lingua lavora cercando di forzarglielo, di penetrarlo, ha lo sfintere rigonfio tanto da formare un labbrone circolare, è talmente eccitata che smaniava per prenderlo in culo e quando Mustafà ci infila un dito, urla e si dimena come un indiavolata, con la voglia di essere sfondata.
Ci sputa sopra, ci infila due, tre, dita, dentro sino alle nocche, divaricandole per fargli aprire il culo ed essere pronta a ricevere quel fantastico bastone nodoso.
Sono io che ho accompagnato quel braccio di carne al suo culo e tenendolo tra le dita, gli ho aperto le chiappe ed appoggiato la cappella al suo sfintere anale.
Ho la telecamera in mano, non posso perdermi una simile penetrazione, con una zoommata ho il primo piano del suo buco del culo, aspettando che ceda ed inghiotta la sua grossissima cappella.
Con grande sforzo e un continuo spingi, spingi, è riuscita ad entrare nel suo budello, ha urlato, il suo buchino si era aperto, per lasciare spazio a quella cappella asinina ma, una volta superato lo sfintere anale, non ha trovato più ostacoli.
La mia inquadratura dal suo sedere straziato, passa al suo viso, non voglio perdermi niente e voglio capire dall’ espressione le sue sensazioni, il dolore, il piacere e tutto quello che riesco a decifrare dalle sue smorfie, nei suoi occhi, le riprese passano così da un estremo all’altro, dal culo al suo faccino da troia incallita.
Mustafà, è consapevole della bestia che ha tra le gambe e la piglia con dolcezza facendola abituare all’enorme paletto ma, si capisce che vuole entrare completamente nel suo budello, la penetrazione è lenta ma inesorabilmente il suo cazzo sprofonda senza nessuna fatica, facendoglielo sentire sino alla radice.
Ornella piange, lacrimoni solcano il suo volto e singhiozza disperata, dalle smorfie quello che prova è dolore, intenso, bruciante, insopportabile, senza dimenticarci che ha anche il cazzo di Giacomo che spinge e gli riempie la figa, due anguilloni di quella stazza, forse sono un po troppo per lei, soffre come una pazza ma, non si arrende, si muove andandogli incontro, vuole sentirsi piena come non mai e averli ben piantati, tenendoli profondamente dentro di lei.
L’ha risucchiato accettandolo tutto dentro sino ai coglioni, incredulo di come facilmente aveva accettato quel braccio di carne, la guardavo con la bava alla bocca da come ero eccitato, mentre lo pigliava nel culo, con le palle gli sbattono sulle chiappe.
La mia bellissima mogliettina, si dilata facilmente e ora si che se la godeva, tirando fuori latrati di piacere, geme sempre più forte mentre i due uomini la fottono davanti e dietro insieme, ormai urla, pervasa da una passione travolgente, sembra un’animale ferito, rantola, si dimena come un’indemoniata, in una penetrazione devastante da lasciarla senza respiro.
Giacomo e Mustafà, sono ben coordinati affondando velocemente, quando uno esce l’altro si infila profondamente, lo sfilano quasi tutto per poi sprofondare facendogli sentire i coglioni spiaccicarsi su quel piccolo lembo di carne tra il culo e la figa.
Mustafà, la sta inculando senza pietà, con un ritmo indiavolato che lascia Ornella a bocca aperta ma, non è ancora soddisfatta, mi chiama chiedendomi di mettergli il cazzo in bocca, vuole gustarsi la sua prima tripletta, ormai sono sazio di vederla presa e sbattuta e sono felice di accontentarla, penso che un compleanno così non se lo dimenticherà facilmente.
Spalanca la bocca e mi ingolla il cazzo, è caldissima, lo avvolge e sono io a muovermi avanti, indietro, la sto scopando come se fossi dentro a un bel gnocchettone e l’unica cosa che riesce a fare è slinguarmi la cappella quando sono tutto indietro, non l’avevo mai vista così ingorda, si consumava la lingua lungo la mia nerchia.
Finalmente in balia di tre cazzi, piantati nel suo corpo, che si muovevano contemporaneamente, era completamente impalata e sono talmente eccitato che dopo qualche affondo gli ho riempito la bocca di sborra, godendo in modo pazzesco e tra urla e sospiri, mi sono svuotato i coglioni con potenti schizzi, che lentamente andavano scemando, urlando con tutto il fiato che avevo in corpo, come una bestia in calore.
Sono del tutto appagato tanto che il cazzo mi si ammoscia subito e lascio che Ornella continui a slinguazzarlo sin che lo ha ripulito avidamente, risucchiando tutto lo sperma che raccattava.
I due dotatissimi amici, sono ormai al capolinea, ancora qualche colpo e alla fine anche Mustafà si libera i coglioni sbattendola selvaggiamente, gli sborra nel profondo del culo, lasciandogli il paletto ben piantato, aspettando che si ammosciasse, ormai è molle, inanimato, lo sfila, ha il buco del culo completamente slabbrato, con l’ano allargato a dismisura e completamente sfondato da quel cazzone, una voragine ricolma di densa, viscida, lattiginosa sborra, con un rivolo di sangue e sperma, che gli cola lungo le cosce.
Sospira, se lo è gustato nel culo e ora salta instancabile sul cazzo di Giacomo, per fargli raggiungere il piacere ma, è lui che continua a farla strillare, procurandogli altri orgasmi diventati incessanti e squassanti, pompandola con furia animalesca, sin quando la disarciona e le schizza sul viso una quantità inaudita di sborra, ricoprendola dalle labbra, al naso, sino ai capelli.
Ornella vuole bere quel bendiddio, niente va sciupato e con il dito la raccoglie tutta e se lo infila in bocca, slinguandolo e succhiandolo ma, la cosa che mi ha straeccitato è stata vederla mettersi il dito in culo per assaporare la sborra di Mustafà.
Il fantastico black, si era presentato dicendo “Una leccata e se ne va” e difatti si riveste e ci saluta ma, altro che una leccata, l’ha inculata a sangue, andandosene felice e contento di aver trovato una troia che gli ha mollato il culo.
Per Ornella un compleanno da non dimenticare, vuole festeggiare e ci invita a soddisfare le sue voglie, chiedendomi di scoparla assieme a Giacomo, non posso rifiutarmi, mi ha regalato uno spettacolo inaudito che mi ha fatto godere immensamente, sono un maiale pervertito che gode nel vedere la moglie fare sesso con altri uomini e solo un altro cornuto come me può capire.
La serata è appena iniziata e sino all’alba il tempo non ci manca, gli faremo vedere i soci verdi.

Felice di ricevere i vostri commenti, gio23@hotmail.it
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Cornuto (parte 1)

Sono sempre stato dannatamente geloso e possessivo, tanto che in passato, alcune ragazze mi hanno mollato proprio perché reputavano il mio comportamento asfissiante, giudicandomi insopportabile ed opprimente, immaginiamoci l’atteggiamento che ho con mia moglie, lei è mia, esclusivamente mia e mi dava fastidio, mandandomi fuori dai gangheri, solamente se un uomo osava guardarla, che già immaginavo il tradimento se i loro sguardi si incrociavano, figuriamoci se si fermava a parlare con qualcuno.
Ornella oltretutto è molto bella e attira gli sguardi vogliosi degli uomini, quante volte ho maledetto il suo fantastico culetto, le sue poppe a pera di una bella quinta, difficili da nascondere, il suo vitino da vespa, il suo corpo modellato come una clessidra.
Può sfoggiare forme perfette 90-60-90 e coscia chilometrica, una biondona appariscente con un viso da maialona, ed uscire con lei mi tormentava, ero geloso delle sbirciate eccitate di tutti gli uomini che incontravamo.
Il suo modo di vestire, nonostante i miei ripetuti rimproveri e furiosi litigi, era molto audace, strizzata in abitini che la fasciavano, dal decollété profondo, generoso, che le faceva strabuzzare le tette fuori dal balconcino del suo reggiseno, dalle lunghe unghie smaltate di rosso così come le labbra, accese dal rossetto vermiglio e naturalmente dall’alto dei suoi 12 centimetri di tacco a spillo che la facevano sculettare in modo divino.
Non sareste anche voi gelosi, di una donna che sprizza libidine da ogni poro?
Mi ero comunque accorto che tutti si perdevano nella scollatura di Ornella e la fissavano in mezzo alle tette o sui burrosi chiapponi, la cosa mi infastidiva, eccome se mi infastidiva, lasciandomi con la paura di avere sempre qualche rivale in amore e qualcuno che cercava di corteggiarla non mancava mai.
Maledetta gelosia, se da una parte mi rodeva di martellante e tormentosa angoscia, dall’altra ero felice di avere una donna che mi invidiavano, consapevole che la mia Ornella era desiderata e bramata da porci bavosi e sotto sotto, mi eccitavo all’idea che lei mostrasse qualcosa di più del suo fantastico corpo con movenze ed abitini ancora più sexy.
Era lecito gongolare del desiderio che risvegliavano le curve armoniose di mia moglie, era bello vedere come la spogliavano con gli occhi, quegli sguardi arrapati che mi mandavano in bestia e mi consumavano dalla gelosia ma, ero fiero di avere una donna bella al mio fianco.
Oggi, sono un cornuto, volutamente cornuto, ho offerto mia moglie ad altri uomini e ho goduto nel vederla pigliare altri cazzi, molti non mi capiranno e mi giudicheranno un coglione, altri probabilmente condanneranno la mia Ornella come una poco di buono e la insulteranno chiamandola puttana ma, sono felice così, “Cornuto e contento“.
Mi sono accorto che i miei pensieri sono diventati indecenti una sera di qualche anno fa, eravamo in campeggio e Ornella indossava un pantaloncino corto, oltremodo sgambato, la solita esibizionista e una canottiera, era molto sexy, da come le ballavano i seni, si capiva che sotto non portava niente e i glutei strizzati da un tessuto elasticizzato, evidenziavano la rotondità e la bellezza del suo indescrivibile fondo schiena.
Il figlio dei vicini seduto su una poltroncina, aveva occhi solo per lei e con lo sguardo ne seguiva tutti i movimenti, lo sentivo borbottare, probabilmente stava commentando a voce alta.
La mia Ornella era bella, sexy, meritava quello spudorato sguardo che la stava esplorando da cima a fondo e quando si è chinata per raccogliere delle buste, non so se casualmente o se volutamente, la canottiera si è allargata e dalla scollatura, le tette si sono presentate in tutto il loro splendore, i suoi capezzoloni scuri facevano bella mostra di se, ondeggiando ad ogni suo movimento.
Mi è sembrato che si sia trattenuta un eternità a mostrare le poppe, mi è salito il sangue al cervello per un attacco d’ira furibondo ma, anche al cazzo era arrivato il sangue in testa, lui però era eccitato, duro come il marmo, lungo e grosso come non me lo ero mai sentito, anche se in conflitto con me stesso, ho continuato ad osservare la scena dove quel ragazzo, con gli occhi fuori dalle orbite, si gustava le mammelle penzoloni di mia moglie e dal bozzo sui pantaloncini gli piacevano, cazzo come sbavava e non riusciva a distogliere lo sguardo.
Non ho detto una parola, seppur stizzito ed in collera ma, il mio attributo la pensava diversamente ed ero lusingato che una donna di 52 anni per bella che sia, riuscisse a far rizzare il cazzo ad un giovanissimo ragazzo che poteva essere suo figlio, si e no aveva 20 anni e forse erano anche troppi.
Avrei potuto immaginarmi di tutto ma, non di eccitarmi nel vedere mia moglie che mostra le tette ad un altro uomo, stavo scoppiando dentro i pantaloni e già immaginavo a quella nerchia dentro la sua bocca, succhiata e sbocchinata, sino a svuotargli i coglioni.
Quell’episodio, aveva stimolato le mie fantasie sessuali e qualcosa iniziava a tormentami, cominciavo a fantasticare e spesso mi ritrovavo a pensare come potesse essere eccitate la mia Ornella tra le braccia di un altro uomo e vederla godere della sua virilità.
Io così geloso, forse soffrivo della sindrome del cornuto ma, le urla dei suoi orgasmi mi rimbombavano in testa, la immaginavo presa in ogni buco e sono arrivato a spararmi delle seghe paurose pensando la mia Ornella riempita di sborra.
Ho iniziato a parlargliene, chiedendogli cosa avrebbe fatto se gli avessi portato un bel cazzo, che mi sarebbe piaciuto vederla mentre si concede ad altri uomini e così via, ero curioso di conoscere i suoi pensieri più sconci ma, lei non mi rispondeva, conosceva il mio male incurabile (la gelosia) e sapeva che ne ero impestato, era turbata dalle mie parole ma, rimaneva zitta, solo qualche volta, annuiva con la testa alle mie oscene domande.
Erano solamente delle fantasie e non sapevo se vederla scopare con degli estranei, mi sarebbe piaciuto da impazzire o se nauseato da tanta troiaggine, conoscendo il mio carattere di merda, niente mi avrebbe impedito di fare qualche pazzia.
Frasi insistenti, ripetute ogni volta che si trombava e Ornella ha iniziato a lasciarsi andare, il suo sguardo era provocante e voglioso, in grado di accendere la voglia di un uomo e presa nei momenti di grande eccitazione, urlava quanto gli piaceva il cazzo.
Aveva capito che la cosa mi eccitava e si verificava sempre più spesso che fosse lei a parlarne per prima, assecondando così le mie fantasie, probabilmente ne avevo stimolato le sue, sembrava più focosa e aperta al libertinaggio, ora era lei a dirmi di voler succhiare cazzi, di avere fame di sborra e quando gli chiedevo come lo voleva “Grosso amore mio, siii siiiiiii fammene prendere tanti sempre più grossi”
A quel punto venivo con delle sborrate paurose, eccitato come un cavallo “Siii siiiiiiiii ti voglio vedere piena di cazzi”
Ormai, quando si scopava, ci dicevamo apertamente le nostre fantasie e per lei l’oggetto del desiderio era un bel cazzo, giovane, di 18/20 anni al massimo, duro e resistente, di quelli che ti pigliano due tre volte senza interruzioni ma, soprattutto lo voleva grosso, molto grosso, come per me vederla presa e riempita dalla sborra di un altro uomo, mi avrebbe fatto bagnare le mutande senza neanche toccarmi.
Ornella sognava scopate furiose, con me presente che mi masturbavo, messo in un angolo ad osservarla con l’amante di turno, ormai era pronta per una proposta indecente, un triangolo a base di sesso e trasformare le nostre fantasie in un incontro reale.
Ho iniziato a far vedere agli amici di chat, le sue fotografie che la mostravano nuda, con le cosce spalancate e la fica fradicia di umori, i suoi tettoni e le chiappe aperte mostrando il primo piano del suo buco del culo, quanta libidine!!, i commenti crudi, mi facevano impazzire e arrapato come un cavallo, mi masturbavo leggendoli.
Tutti mi hanno detto cosa gli avrebbero fatto e cani e porci mi hanno chiesto di fargliela scopare ma, per lo più erano ragazzi 30, 40enni o vecchi maialoni bavosi e non avevano i requisiti richiesti da Ornella se non per qualcuno che si spacciava per ben dotato e poteva anche essere vero ma, non ho approfondito, non mi interessavano.
In un sito porno ho trovato una chat erotica, un vero programma visto che la stanza in cui entravo, si chiamava “Giovani ragazzi per donne mature” anche li ho mostrato mia moglie, collezionando tantissimi contatti e tra i tanti, uno ha attirato la mia attenzione quella di Giacomo, un ragazzo 19enne che mi diceva “Tra le gambe ho un bel gingillo, sono sicuro che se Ornella riuscirà ad infilarselo dentro, la faccio godere come una vacca in calore”
Quando ho visto delle fotografie di quel ragazzo e il primo piano di un pisellone nodoso dalla cappella larga, bagnata di sborra che colava su una immagine di Ornella, mi sono menato il cazzo dicendomi che era lui il ragazzo ideale per appagare i nostri desideri.
Da quello che potevo vedere, aveva proprio un bel cazzo, con delle fotografia certo non ti rendi veramente conto delle sue dimensioni ma, sembrava delle giuste proporzioni per soddisfarla e dopo una fitta corrispondenza di e-mail, ho deciso di parlarne a Ornella.
Gli ho mostrato tutte le immagini che Giacomo mi aveva mandato e tutti i caldi commenti di apprezzamento per il suo culo, le mammelle e naturalmente del suo bel figone depilato.
Ornella con un certo imbarazzo, aveva osservato il corpo ben scolpito di quel giovanissimo ragazzo e naturalmente il suo sguardo era ricaduto sulla virilità che con dei primi piani, mostrava quanto era lungo e grosso.
Gli ho visto mordicchiarsi il labbro, era eccitata, me ne sono reso conto, mettendogli la mano sotto la gonna, gli slip erano bagnati fradici, ha sospirato ed un lento gemito si è levato quando gli ho chiesto cosa ne pensava.
“Se è quello che vuoi, lo farò entrare nel nostro letto”
“Sicura?”
“Ohhhhh amore mio, voglio che mi guardi mentre mi spoglio davanti a lui, voglio che mi ammiri mentre gli metto il cazzo in tiro, come lo succhio, voglio mostrarti quanto sono donna e come un bel cazzo può entrare profondamente nella mia figa e rompermi il culo”
Mi chiedevo come mi sarei comportato, forse l’avrei fotografata immortalando i suoi amplessi o forse avrei girato un filmino porno, riprendendo l’atto sessuale nei minimi particolari?
Probabilmente no, mi sarei masturbato osservandoli e perché no, alla fine trombandola assieme al suo giovanissimo stallone.
Giacomo è stato felicissimo del nostro invito a casa per un dopocena e la sera concordata, si è presentato puntuale all’appuntamento.
Un aperitivo, quattro chiacchiere, era disinvolto, simpatico, spiritoso, spalle larghe e muscolatura ben distribuita con il ventre a tartaruga, un bel ragazzo, con un sorriso beffardo stampato sul volto.
L’espressione di Ornella era da gran maiala e con lo sguardo si sfidavano, se i suoi occhi brillavano, quelli di Giacomo scrutavano il solco tra le tette, ampiamente messo in mostra dal profondo decollété che ne sagomava la forma e si addentrava a sbirciare tra le sue gambe che erano quasi completamente scoperte.
Era un ragazzone di quasi un metro e ottanta, dal viso infantile e se non avessi visto i documenti avrei giurato che ne avesse avuto almeno due o tre di meno, uno sbarbatello che probabilmente non aveva mai visto una fica in vita sua, e mi domandavo, se avesse già bagnato il biscottino o se Ornella, come pensavo, sarebbe stata la sua prima donna.
Mia moglie, aveva curato ogni dettaglio per piacergli, dall’intimo di seta, alle calze con reggicalze, per non parlare della fichetta, spogliata con cura dalla inestetica e fastidiosa ricrescita, tacchi alti, una gonnellina aderente e una delle sue magliette dalla vertiginosa scollatura, era veramente provocante e sexy.
Non stavo più nella pelle, il motivo dell’incontro lo conoscevamo bene e desideravo sentire i gemiti di mia moglie, volevo vederla godere ma, le chiacchiere allontanavano il contatto fisico, l’aria nella stanza era satura di libidine, l’eros si tagliava a fette e mia moglie era pronta per la conoscenza carnale con il giovane ed eccitatissimo Giacomo ma, l’imbarazzo di chi vuole e non sa come partire, frenavano ogni iniziativa, troppa inesperienza e soprattutto tanta timidezza.
C’era molta complicità tra me e Ornella, ed è bastato uno sguardo perché la sua mano si allungasse timidamente sulla patta dei pantaloni iniziando ad accarezzargli il cazzo, lo stringeva tra le dita cercando di capire quanto era grosso e lungo, Giacomo passandogli il braccio intorno al collo, gli palpava le tette e tirandola a se l’ha baciata lungamente, lingua a lingua.
La troiona era eccitata come non l’avevo mai vista, gli ha tirato giù la lampo della braghetta e sotto, Giacomo era senza mutande, il suo pisellone venne fuori già in tiro, un bel cazzone duro, che guardava con incredulità, i suoi occhi parlavano una lingua sconosciuta davanti a tutto quel bendiddio, impressionante da quanto era grosso, non solo lungo ma largo da far paura, la mano non riusciva a stringerlo del tutto ci volevano tutte e due per cingerlo completamente, con il glande rosso e vibrante, aveva tra le gambe, un nerbo granitico lungo, 23, 24 centimetri ma, di proporzioni mostruose soprattutto in larghezza.
Anch’io ho un bel cazzo ma, quello era quasi il doppio rispetto al mio, già mi chiedevo come avrebbe fatto a pigliarlo nel culo, anche se già rotta e sfondata, per Ornella quel palo era straordinariamente grosso e l‘avrebbe totalmente lacerata e aperta in due.
Gli occhi di Ornella, oltre lo stupore, mostravano tutta la voglia per quella sberla di cazzo, gli ha sfilato i pantaloni mentre Giacomo gli ha levato la maglietta e slacciato il reggiseno, lasciando che le mammelle sobbalzassero libere, pronte per essere palpate, maltrattate, con i capezzoli eccitati che già svettavano irti come chiodi.
La mia dolce mogliettina si è sfilata la gonna, mostrandosi in tutta la sua bellezza, solo le calze con i reggicalze e un ridottissimo perizoma a coprire pochissimi centimetri di pelle, oltre, solo le scarpe dal tacco vertiginoso.
Impaziente come non l’avevo mai vista si è avventata sul pistolone, che pulsava nella sua mano, vedevo quel cazzone duro tra le sue dita e più lo toccava più si induriva, lo accarezzava piano, lo masturbava dolcemente in un lento sali scendi, dischiude le labbra e inizia a succhiarlo.
Non aveva fretta, lentamente la lingua percorreva il bastone vigoroso, insalivandolo da cima a fondo, si soffermava sulla cappella che lei picchietta, con la punta della lingua, slinguazzandola come se fosse il più gustoso dei gelati.
Giacomo, gli teneva i capelli di lato in modo che potessi vedere il meraviglioso bocchino che le stava facendo.
Era in preda al delirio, gli ha accolto la cappella in bocca succhiando quel poco che riusciva ad acchiappare, più di tanto la punta non entrava, la leccava tutt’intorno e la ributtava dentro aprendo bene la bocca e scendendo un poco alla volta, centimetro dopo centimetro ne pigliava sempre di più, avvolgendolo tutto nella sua bocca, sino ad appoggiare le labbra sui grossi e pesanti coglioni pieni di sborra.
Il cazzo era enorme e lei faceva fatica prenderlo tutto sino in gola e alternava la bocca con la mano, masturbandolo lentissimamente, voleva goderselo tutto il più a lungo possibile, tenendolo sempre in tiro, si passava la cappella sul viso, sui capezzoli e Giacomo gemeva, si metteva quel pezzo di carne, strizzandolo tra le tette e lo faceva scorrere avanti e indietro cercando di accarezzarlo con la punta della lingua.
Uno spettacolare pompino e io non potevo far altro che ammirare l’avidità con cui lo succhiava, mi sentivo male, la gelosia mi attanagliava ma, come un voyeur consumato rimanevo immobile ed eccitato nel vedere mia moglie con la bocca piena di cazzo.
Quando mi sono accorto che Giacomo dopo venti minuti di quel gioco di mano, lingua, bocca e tette stava per spruzzargli tutto il suo piacere, ho preso la telecamera giusto in tempo per riprendere quel ragazzo con il cazzo in mano, sborrare sulla faccia di mia moglie.
I suoi schizzi caldi gli sono addosso, gli ricoprono il viso, lei a bocca aperta, aspetta quei fiotti che uno dopo l’altro la raggiungono, con una doccia di sborra che sembrava non finire mai.
Altro che sbarbatello inesperto, quel figlio di puttana ha preso Ornella in braccio e l’ha sistemata sul tavolo con le gambe aperte, la sua figa gronda di umori, le sue cosce ne sono bagnate, messo di lato in modo che io possa vedere la sua lingua frugarle tra le pieghe del figone fradicio, si avvicina con la bocca e inizia a titillare il suo clitoride, a mordicchiarlo con le labbra, a farlo vibrare come una corda di violino, se lo succhiava con gusto e la sua lingua rovistava profondamente ogni anfratto, risucchiando avidamente tutto il miele che gli colava tra le gambe oscenamente aperte.
Sento il canto melodioso dei suoi gemiti, mi entra nelle orecchie, è straeccitata e quando le dita del suo focoso amante iniziano ad entrare in lei, schizza i suoi orgasmi in una sborrata continua.
Una, due dita che le trapano la figa, si rigirano profondamente piantate dentro sino alle nocche, mentre la lingua continua a lambire il clitoride che si erge ritto tra i labbroni aperti della ficozza. Duro, grosso, sembra un cazzetto scappellato, che meraviglia vederlo saltellare ad ogni colpetto della sua lingua martellante, si divincolava come una matta sotto le sapienti slinguazzate, Giacomo sa bene come leccargli la figa e dove cercare i punti più sensibili per dargli il massimo piacere.
L’indice e il medio, passano da un buchetto all’altro, gli hanno violato anche il culetto e con le dita a forbice la penetra contemporaneamente davanti e dietro.
Ornella grida la sua voglia, ha fame di cazzo, “Fottimi, fottimi, fammi sentire quel cazzone” lo vuole dentro e sfogare il proprio istinto.
Sono arrapato di brutto, il cazzo rinchiuso nelle mutande mi fa male, sembra stretto in una morsa da quanto è grosso e duro, nonostante la gelosia, vedere mia moglie con un altro uomo mi eccita da morire e sono costretto a levarmi i pantaloni e le mutande.
Ho le palle gonfie, mi meno il pisellone, davanti a mia moglie che chiede il cazzo, al focoso amante, Giacomo gli si mette affianco, gli alza una gamba e con il suo cacchione gli punta la fica.
Lo sbarbatello è scafato, per niente inesperto, ogni posizione che assume è studiata perché io possa vedere e riprendere al meglio, lui ne è il regista, un vero attore navigato e quello che sto riprendendo è un film porno dove la protagonista è mia moglie.
Glielo ha infilato nella figa con un colpo secco che l’ha fatta strillare, l’ho vista irrigidirsi, ci credo, anche se ben lubrificata, era sempre una verga mostruosa, si è aperta pigliandola completamente sino ai coglioni.
Ha cominciato a scoparla, vedevo perfettamente il cazzo entrare ed uscire, e riprendevo zoomando per avere dei primi piani del figone aperto e slabbrato della mia dolcissima metà, ero incantato, non sapevo se menarmelo o se riprendere, ero eccitato e il cazzo mi pulsava pronto a sborrare.
Sono geloso, mi rodo ma, non resisto al suo fascino animale, è bello vedere come la sbatte con furia, vedere i coglioni che si spiaccicano sulla passera, gli urla frasi sconce, cose che io non gli avevo mai detto, “Godi brutta troia” “Dimmi che sei una Troia” e lei rispondeva urlando come non aveva mai fatto “Sii siiiiiii sono la tua troia spingi più forte sfondamiiiiiiii”
Ormai non ce la faccio più, non resisto e vederla godere mi fa ribollire i coglioni, mollo la videocamera e mi afferro il cazzo, menandomelo furiosamente.
Ornella si accorge del mio segone, di quanto sia diventato grosso, di come sia duro, mi tira a se e lo ingolla profondamente “Dai brutto porco fammi bere” abbozzando un goloso e fantastico bocchino “Vengoo vengoooo sborroooo succhia troiona” solo pochi attimi per svuotarmi nella sua bocca.
Una raffica di sborra, 4 – 5 schizzi pieni, tra palato e gola, gli hanno riempito completamente la bocca, da brava troia, non si è persa neanche una goccia, bevendo tutto.
Non sono più un ragazzino ma il cazzo mi è rimasto in tiro come non succedeva da anni, dopo la prima sborrata, Giacomo è scatenato e il ritmo è incalzante sbattendola furiosamente, quella santa donna urla, geme e si dimena come un indiavolata, sento il profumo della sua eccitazione, mischiato a quello più acre del suo nerbo, ne sono affascinato e l’eccitazione non mi da tregua.
La resistenza di Giacomo è infinita, da più di mezzora la pompa con il vigore di un toro e la mia dolce metà gradisce, è squassata dagli orgasmi, non capisce più niente in preda alle convulsioni, trema abbandonata alle sue sgroppate.
La piglia in tutte le posizioni, la gira la rigira gli solleva le gambe, a pancia sotto e quando finisce a quattro zampe è più forte di lei, e oltre ai suoi gemiti e grida di piacere, riesce a tirar fuori la voce “Apri il culo alla tua troia”
Per Giacomo è un regalo inaspettato, gli struscia la cappella dalla fica al suo strettissimo buchetto per lubrificarla con i suoi stessi umori che continuano a colare abbondanti, gli chiede di aprirsi le chiappe e puntato quel braccio di carne al suo sfintere anale, con due colpi decisi gli è dentro completamente, una botta per fargli entrare la cappella ed una volta abituata all’indescrivibile intruso, un’altra per fargli sentire i coglioni che sbatacchiano sulla passerotta.
Ornella non ha forza di urlare, ha spalancato la bocca, per un attimo ha smesso di respirare, sul volto una smorfia di dolore, con gl’occhi gonfi di lacrime che gli sono strabuzzati fuori dalle orbite, sembrava impossibile ma, quella sberla di cazzo era tutta dentro di lei, certo il momento più difficile è stato far oltrepassare alla grossa testa del cazzo, l’anello anale ma, alla fine gli era entrato profondamente senza il minimo sforzo.
Giacomo ci va piano, sa di avere un attributo equino, gli sfila completamente il cazzo e ci rifionda dentro, vedo il buco del culo completamente aperto, una voragine in cui ci sputa dentro per lubrificarla sempre di più.
L’unica cosa che so fare è riprendere la scena e immortalare con dei primi piani quel pertugio sfondato che inizia a dare piacere ad Ornella, urla, geme ed eccitata come una vacca, ora stava godendo di quella bestiale penetrazione, rispondendo ai suoi violenti colpi.
La sbatteva montandola con decisione, la inculava con la forza di un toro spingendoglielo tutto dentro violentemente, giu profondamente per la tromba del culo, per fortuna, era lubrificata e ben dilatata, lei strillava ma, era piacere, ci aveva messo poco a dimenticare il forte dolore della penetrazione, la teneva per i fianchi e affondava violentemente facendogli sentire quel cazzone entrare ed uscire dal buco del culo.
L’urlo del guerriero non si è fatto attendere a lungo, stava per godere, lo capivo dal ritmo forsennato che esercitava nell’orifizio anale di mia moglie e tra urla e mugolii, gli ha riempito il culo di sborra.
Questo è stato il nostro primo incontro con un estraneo, inutile dilungarsi nel descrivere come Ornella, che non aveva mollato per un attimo il bel cazzo di Giacomo, se l’è rimesso in bocca risucchiando la sborra rimasta, ripulendolo e lucidandolo a colpi di lingua.
Quella santa donna si fa trombare da altri uomini per accontentare la mia depravazione e per la mia voglia di voyeurismo, gli ho portato certe sberle di cazzi, veramente impressionanti e lei non si è mai tirata indietro, ha voluto assaggiarli, anzi per darmi più piacere, mi ha chiesto due nerchie in contemporanea, cosa di cui io ne ho approfittato, sino al suo debutto con 6 uomini ma, queste sono altre storie che non mancherò di raccontarvi.

Felice di ricevere i vostri commenti, gio23@hotmail.it
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A letto con mia sorella ( parte seconda )

Il movimento svegliò mia sorella che girandosi verso di me con una voce mista a sonno e preoccupazione disse “ chi c’è ?“

-“ ma tu……cosa…….?” balbettò Marina-“ ma cosa stai facendo ?”

-“ scusa …….ho perso la testa….., ma sei così….., così……”.

-“ così come…?”-

-“ così….. così …bella….perfetta ……..figa….“- azzardai

Lei ritraendosi verso la spalliera del letto portò le ginocchia verso il mento e le racchiuse con le braccia. Scuoteva la testa

-“ ma queste cose le devi fare con altre ragazze ….con le tue amiche…” ripeteva.

- “ scusa….., non lo farò più…. “ erano le uniche parole che riuscivo a pronunciare.

Feci il movimento di andarmene ma lei:

-“ no….aspetta…..rimani qui…… ”

I complimenti le avevano fatto piacere. Un leggero sorriso, che scorsi sul suo viso, l’aveva forse intenerita. Capì il mio grande imbarazzo. Protese le braccia verso di me ed esclamò:

-“ …vieni qui fratellino…. “

Mentre avanzavo verso di lei, in ginocchio sulle lenzuola, mi coprivo l’uccello con le due mani.

Lei prese le mie mani e le scostò, il cazzo era appoggiato sulla mia gamba lei lo prese delicatamente in mano.

-“ …..mmmhhh ……porcellino…..l’hai fatta grossa stavolta” disse spezzando il mio imbarazzo.”

-“ sai “ – proseguì “ è da qualche tempo che mi sono accorta che lasci ricordini sui miei slip !”

La mia vergogna aumentava sempre di più.

-“ mi sono sempre chiesta come doveva essere il pene che mi lasciava tutti quei regalini e devo ammettere che non è niente male Alberto “ e con mia sorpresa prese a massaggiarlo senza distogliere lo sguardo dalla minchia.

..e sai-“ … per una donna risvegliarsi e trovare un cazzo disponibile in modo così immediato è una sorpresa piacevole !” aggiunse.

Anche lei stava cedendo alla situazione Ora era chiaro che era lei a voler continuare e io la assecondavo molto volentieri.

-“ Ma allora potrei toccare anche io qualcosa di tuo ?- chiesi quasi sottovoce.

Senza mollarmi il cazzo, che stava riprendendo vigore, prese la mia mano e la portò vicino al suo petto. Infilai la mano nel suo reggiseno avvolgendo quasi completamente una tetta. potevo sentire che il capezzolo si era indurito, segno inequivocabile che si stava eccitando.

Lasciò il cazzo. Mi spinse poco più indietro. Aiutandosi con le mani fece passare le sue gambe sotto il sedere e assunse la mia stessa posizione.

Ora eravamo uno di fronte all’altra in ginocchio sulle lenzuola. Lei portò le sue mani dietro la schiena. Con un gesto rapido slacciò il reggiseno che si adagiò sulle sue gambe.

Davanti a me c’erano le sue tette sode. Prese la mia nuca e mi riavvicinò a lei.

Cominciai a leccargli un capezzolo. Infilai la lingua nel solco delle due tette. Slinguavo su e giù. Passavo tra una tetta e l’altra e sentivo il suo godimento.

-“ ….si leccami fratellino…. leccami tutta….te lo lascio fare……”- sussurrava.

Presa dall’eccitazione mi fermò. Abbassò il suo viso verso il mio cazzo e la punta della sua lingua calda iniziava ad inumidire tutta la lunghezza.

-“ ..lascia fare anche a me…..”

La sua lingua adesso si concentrava solo sulla cappella. Saliva e goccioline si mescolavano in brodo tiepido e piacevole.

-“.., ,ohhh sorellina ….sei molto brava a succhiare ”dissi con coraggio.

Sfilandolo dalla bocca precisò:

-“ …se proprio vuoi fartelo succhiare ……posso essere anche io a farlo…”. ..e riprese ad ingoiare cazzo.

Inginocchiata davanti a me presi con le mie mani la sua testa e accompagnavano dolcemente il movimento.

Si sfilò l’uccello dalla bocca. Alzò lo sguardo e mi guardò negli occhi.

-“ vuoi scoparmi ? mi chiese.

-“ si… 

 

Lentamente si sfilò gli slip. Quello che avevo di fronte era per me uno spettacolo meraviglioso. La figa di mia sorella Marina completamente bagnata era a mia disposizione. Si voltò e sempre in ginocchio sul letto allargò le cosce .

La passera di mia sorella così in vista mi sembrava un sogno. Potevo ammirare tutti i dettagli delle sue parti più intime. Mentre lei m’invitava a penetrarla io mi concentravo sulle sue cosce ben tornite, il suo culetto era di un bianco candido le ordinate pieghettine del suo buco del culo mi eccitavano ancora di più, il nero intenso dei peli della figa creava un contorno ben definito al rosa delle labbra vaginali. Allargò ancora di più le gambe e m’invitò nuovamente a penetrarla. Non le spinsi subito il cazzo tra le cosce ma le infilai due dite nella cavità vaginale con estrema facilità per quanto era bagnata. Si era lasciata andare a mugolii di piacere. Andavo dentro e fuori dalla figa e quando le mie dita grondavano ormai una gran quantità d’umori vaginali, mi piegai su di lei. Le infilai le due dita nella bocca per farle assaporare il gusto della sua eccitazione.

Presi il cazzo in mano e delicatamente appoggiai la cappella all’ingresso della fessura vaginale. Con impercettibile movimento sfregavo con il glande la sua apertura aumentando il suo desiderio.

-“ scopami….scopami …..fammelo sentire fratellino……” era il suo desiderio.

Ora si lasciava andare anche con le parole.

-“ ….dai ….pensa alla figa della tua sorellina …..pensa che puoi prendermi quando vuoi…che ti lascio fare quello che vuoi…… ”

Presi a spingere il randello penetrando sempre di più. Con le mani impugnavo le sue chiappe sode e potevo vedere chiaramente l’asta che appariva e scompariva il quell’apertura meravigliosa.

Mi piegai nuovamente su di lei. Impugnai con le due mani le sue tette e con il bacino imprimevo sempre più forza nello spingere. Sentivo il suo respiro affannato intervallato da frasi di puro godimento.

-“ …sfondami….fammi sentire il cazzo…..lo voglio…bravo…..bravo fratellino…”-

Cambiammo posizione. Io mi distesi e lei si pose in piedi a gambe larghe sopra di me.

Non potevo fare a meno di perdermi nella bellezza del corpo di mia sorella. Da sotto ammiravo le gambe snelle, il ventre piatto e le tette sode all’insù.

 

Si abbassò verso di me. Le nostre mani si unirono e la accompagnai nel movimento verso il basso. Il mio cazzo turgido, senza bisogno di essere guidato, s’infilò di nuovo nella fessura ormai larga a dismisura. Lo infilai fino ai coglioni.Si dimenava con il suo bacino sopra la mia nerchia alla ricerca di un godimento continuo.

Appoggiò le mani sul mio petto, inarcò la schiena all’indietro e con lo sguardo rivolto verso il soffitto ripeteva:

-“ ….cazzo che bello…..Alberto …..godo …..godo…..me lo sento fino in gola…scopami…scopami……”-

I movimenti si facevano sempre più frenetici. Il rumore della minchia che entrava e usciva dalla sua passera bagnata mi faceva impazzire.

“Non venire subito… non sborrarmi dentro adesso…..” . lo voglio nel culo……Alberto …mettimelo nel culo….”

Ripensai a quante seghe mi ero fatto pensando a lei. Ora invece era lei che mi chiedeva d’incularla !

Non me lo feci ripetere due volte anche se a malincuore estrassi il cazzo da quel caldo tepore.

La girai. Accompagnai il suo culo nella posizione più comoda per impalarla. Inumidii nella sua figa il mio dito medio e roteandolo sul suo sfintere lo preparavo a ricevere il mio bastone

Appoggiai la cappella al buchettino e con leggera pressione cominciai a spingere. Presi un ritmo lento poiché volevo assaporare ogni singolo momento di quella penetrazione anale.

Gemiti e mugolii di piacere mi facevano capire quanto stava godendo mia sorella.

Anche adesso potevo osservare con eccitazione il mio bastone che continuava ad entrare e uscire dal corpo di mia sorella, ma purtroppo arrivai ben presto al limite della sborrata.

-“ sto venendo….. ma….. vorrei sborrarti sulla bocca sorellina.“

in preda ad un godimento senza limiti lei rispose

-“si…si…..quello che vuoi…..fammi quello che vuoi…faremo tutto quello che vuoi…..Alberto”-

Estrassi la minchia al massimo dell’erezione. Feci girare il suo viso verso di me. Presi con la mano sinistra il suo mento e con destra feci appena in tempo ad appoggiarle il cazzo alle labbra.Un fiume di sborra la inondò. Venivo a fiotti. Le gocce di sborra schizzarono sulle guance, sulla fronte, tra i capelli. Estrasse la lingua e con movimenti rapidi ne ingoiò quanta più possibile. Smise di leccarmi il cazzo quando ormai era completamente ripulito.

- come sono andata …fratellino ?- mi chiese.

- sei bravissima – fu l’unica cosa che riuscii a dire.

Mentre lei in piedi al lato del letto si rivestiva di reggiseno e slip mi domandò: – allora Alberto è meglio lasciare i ricordini sui miei slip o….. ?

Non le feci finire la frase che di rimando le dissi:

-….o scopare con te , e visto che abbiamo certi interessi comuni, mi piacerebbe provare una cosa che mi ha sempre stuzzicato la fantasia.

- domani mattina, dopo che i nostri genitori saranno usciti, che ne diresti di fare colazione assieme ?- le proposi.

Lei sorrise, già incuriosita al pensiero di quello che sarebbe successo.

Continua……

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