maxtaxi

Mia sorella Giuseppina – Capitolo 3-4

CAPITOLO 3

Oramai c’era molta gente che stazionava intorno a loro sulla spiaggia. Tonino si è spostato all’indietro e ha incominciato a registrare le facce della gente. I loro visi, le loro espressioni mentre camminavano e osservavano sconcertati la figa nuda della ragazza.
Gli sguardi attoniti e di sorpresa.
Tutto è stato impresso nella video camera. Infine Tonino ha avuto abbastanza pellicola e si è riposizionato indietro fra le sue gambe sul telo da spiaggia.

Gli ci sono voluti altri 30 minuti di massaggi per posizionare al meglio le stringhe. Non ha neppure provato ad allacciarle. Si è accontentato che il piccolo tessuto leggero coprisse piacevolmente la deliziosa fighetta.

Si è abbassato all’orecchio di Giuseppina e ha bisbigliato:
“Io con voi ho finito. Quando sarete a casa, legga la vostra email. Dirò al SIG. X che siete stata perfetta. Attenda cinque minuti, quindi apra gli occhi e rimetta la vostra parte superiore. Non parlerete ma tenete la vostra testa giù e gli occhi chiusi per altri cinque minuti. Gli occhiali li conservi con cura. Se li danneggerà o manometterà verrà inviata una lettera e qualcuno potrebbe pentirsi.”

Giuseppina ha annuito lentamente la testa per far capire che aveva capito ed era contenta che tutto fosse finito. Ha aspettato che passassero i cinque minuti come richiesti ed allora ha aperto gli occhi. La luce era molto forte. Ha spostato la mano finché non ha trovato il pezzo di sopra del bikini e l’ha tirato fino a se. L ‘ha fatto scorrere lentamente sotto al corpo e allacciato dietro la schiena. In questo modo forse nessuno ha potuto vedere nulla pensava.
Stava per alzarsi quando ha notato le stringhe della parte inferiore slacciate.
Panico!

Immediatamente ha controllato giù, in mezzo alle gambe e ha ipotizzato che era tutto normale. Ha legato hai lati le stringhe e messasi seduta ha infine indossato nuovamente il camicie. Così coperta si sentiva meglio. Si sentiva decisamente a disagio con questo mini costume.

Mentre ha camminato verso il parcheggio, ha notato come tutte le persone che erano seduti o sdraiati la stavano osservando. In cuor suo continuava a ripetersi che era tutto normale, che tutti stessero guardando il suo ancheggiare.
Quando finalmente il fratello è arrivato a prenderla, lei era seduta sul bordo del muretto. Salita in macchina non vedeva l’ora di scappare da quel posto. Si sentiva come se cento occhi la stessero guardando.

Mentre andavano, lui la sfotteva come sempre. Non aveva voglia di parlare dopo quella brutta avventura sulla spiaggia. Non aveva voglia di andare all’appuntamento con le ragazze della squadra di pallavolo. Voleva solo buttarsi a letto, piangere e non sentire questo stronzo che la sfotte in continuazione. ‘Ma perché le sorelle devono avere sempre i fratelli bastardi’. -Si chiedeva fra se.-

Nel frattempo Tonino era già arrivato a casa e stava guardando le riprese che aveva fatto.
Il video era veramente eccitante.
Molta gente aveva visto il suo nudo integrale. Lo sguardo ebete e le loro facce meravigliate e compiaciute erano state impresse. Quando poi alla fine, Giuseppina ha guardato all’indietro sopra la sua spalla, la si poteva vedere e riconoscere bene di chi fossero quelle chiappe nude e quella figa bagnata. Erotismo puro.

Slacciati i pantaloni e abbassati, ha impugnato il cazzo mentre sullo schermo scorrevano le immagini. Ha incominciato a muovere la mano su e giù velocemente, sentendo come il piacere tanto rinviato stesse montando velocemente. Si è lasciato andare e finalmente il cazzo stava eruttando. Tutto lo sperma che si era formato in quel pomeriggio, ora schizzava a terra libero e gli impiastrava le mani, colando sulle palle e la sedia. Era troppo contento per questa liberazione. Ha avuto il cazzo in erezione per tutto il giorno e ora era veramente soddisfatto.

Dopo aver guardato il nastro ancora alcune volte, si è messo davanti al computer per scrivere la successiva l’email.
Ogni volta avrebbe spinto la Giuse ulteriormente un poco più avanti.
Ha pensato a molte cose, infine a scritto l’email. Pensava che gli stesse dando la buona notte alla sua Giuseppina e pur sapendo che era sabato, non voleva che i suoi genitori si insospettissero troppo vedendola uscire così spesso.
Ma domenica sarebbe stato un giorno differente. Ha controllato l’email e infine la spedita.
Non desiderava dire molto, piuttosto lasciare a lei la scoperta sul momento di quello che andrà ad accadere.
Semplicemente le ha scritto:
“Dovrà essere al cinema .MultisalA. all’1.00. Prenda un biglietto per la sala 4. -Un film che tutti pensavano essere una schifezza.- Deve entrare e sedersi nell’ultima fila del lato destro. …”

“Una volta che il film è incominciato, dovrete indossare gli occhiali scuri che vi sono stati consegnati in spiaggia. Li indossi e non si muova, finché qualcuno non si siederà vicino a voi. Non occorre che mi ripeta. Faccia tutto ciò quel che le si dice. Un ultima cosa, indossi la minigonna che ha avuto ieri, completamente senza nulla sotto. Niente reggiseno e mutande. Non parli mai e non apra mai i vostri occhi. Vedrà che se non….”

Giuseppina ha desiderato essere da un’altra parte. Essere seduta davanti al computer e leggere queste cose la avviliva. Aveva le chiappe in fiamme per il troppo sole. Non aveva mai preso il sole sul sedere nudo e ora si sentiva bruciare. Sapeva che doveva sottostare a ciò che le diceva ma questi 30 giorni le sembravano così lunghi.
Voleva solo mettersi a letto e svegliarsi da questo incubo.

Tonino a casa si stava finalmente sfogando con le mani la dura e lunga giornata eccitante. Ha goduto nuovamente una seconda volta mentre riguardava le immagini alla tv, ed era solo l’inizio della serata.

,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,
,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,

CAPITOLO 4

La mattina successiva, tutta la famiglia si radunava attorno al tavolo della cucina. Visto che si lavorava nel ristorante, la colazione era diventata una sorta di pasto primario in cui si stava tutti assieme.
Come sempre si parlava e si discuteva sui programmi da fare o su quelli fatti.
“Hai impegni per la giornata Giusi?” Le ha chiesto il padre.

“Per l’una vado a vedere un film con le ragazze della squadra.”
I suoi genitori hanno pensato che essendo domenica avrebbero dovuto lavorare di più ma nessun sacrificio era abbastanza grande per la loro figlia.
Si intromette suo fratello:
“Visto l’ora, se non c’è molta gente, posso accompagnarti io al cinema. Cosa vai a vedere?”

“È un film d’autore, orientale, ‘Samurai Hong Kong’”
Si sono messi a ridere tutti e le hanno risposto che era di una noia mortale.

“Se vengo vedrò di andare a vedere qualcosa d’altro.” Risponde suo fratello.

Poco prima dell’inizio lei e suo fratello erano davanti al multisala; mentre lei è entrata per prima, lui si è diretto per il parcheggio.

Una volta tanto non ha rotto le palle si diceva fra sé, pensando al suo autista.
La prima cosa che ha fatto è stata di cercare l’insegna del bagno.
È entrata in quello per le signore e come si è chiusa dentro aveva le mani che le tremavano. Si è tolta le mutandine e sbottonata la camicia ha sfilato il reggiseno.

Riposto il tutto in borsetta, ha iniziato a camminare con molta attenzione. Non voleva che si notassero i seni ballare troppo. Preso un biglietto, è entrata nella sala e c’erano in tutto 5 o 6 persone, tutte verso le prime file.
Come scritto dalla mail si è seduta nell’angolo opposto dell’ultima fila.
Era nervosa e le gambe tremavano sempre più nell’attesa che iniziasse il film.
Come si sono spente le luci ed è iniziata la proiezione, ha indossato gli occhiali speciali come gli era stato detto. Non poteva vedere nulla ed è rimasta così per circa 5 minuti in cui l’angoscia e l’agitazione cresceva.
Allora ha sentito dei passi e qualcuno che si sedeva vicino a lei.

“Il SIG. X dice ciao. Ora non parlare e non muoverti. Fai un cenno con la testa se hai capito.”
Dopo che Giuseppina gli ha fatto un cenno affermativo con la testa:
“Spostati seduta più in avanti.”

La voce era la stessa di quella di ieri alla spiaggia. Si domandava chi potrebbe essere.
Lui gli ha afferrato entrambe le gambe e le ha guidate sulla spalliera delle poltroncine davanti alle loro.

Ora le sue gambe erano aperte alla vista del suo vicino sconosciuto. Gli era praticamente impossibile chiuderle avendo le gambe così in alto e in avanti.
Allora ha sentito chiederle:
“Alzati la minigonna.”

Sentiva le mani che tremavano mentre le faceva scorrere lungo il corpo. Quando ha raggiunto l’orlo, ha dovuto usarle entrambe per farsi coraggio e ha tirato verso di sé la minigonna fin sopra la vita.
Stava portando la sua minigonna blu preferita e ora era completamente nuda alla sua vista. Aveva già fatto questo con qualche amico ma mai con la figa rasata ed esposta come in questo momento.
Stava pensando al suo ultimo fidanzato quando entrambi nudi le massaggiava e succhiava le tette ma non aveva mai voluto andare oltre, ne con lui, ne con quelli precedenti.
All’inizio non ha saputo cosa stava facendo il suo vicino ma ha potuto sentire chiaramente il rumore della cerniera lampo dei suoi pantaloni aprirsi.
Il cuore le stava scoppiando nel petto.

“Togliti la minigonna.”
La paura la bloccata e non è stata capace di muoversi.
“Togliti la minigonna. Se ritardi ancora qualsiasi cosa ti venga detto… Conosci il risultato finale.”

Lei ha sollevato il sedere mentre lui gli sfilava la gonna.
Ci sono voluti alcuni attimi e infine la minigonna è passata oltre i suoi piedi.

Ora era senza nulla sotto, a parte le scarpe che erano oltre la fila anteriore.
Lui gli ha spostato nuovamente le gambe in modo che ora i piedi puntassero contro le spalliere davanti e ha divaricato ancora di più le ginocchia.

“Ora non ti muovere per 5 minuti. -Le dice- Accarezzerò le gambe ma non toccherò la figa.”

Lei l’ha sentito muoversi ma non ha capito cosa stava andando a fare.

Tonino è davanti a lei. Stava ammirando nella penombra, quella figa incantevole e succulenta. Quelle labbrine rosa che sporgevano erano un chiaro invito. Aveva il cazzo che gli scoppiava nelle mutande.

Lo ha avvertito di fronte a lei e come sente qualcosa sfiorarle la figa salta sulla poltrona.

Lui si solleva davanti a lei con la faccia a pochi centimetri dalla sua:
“Se ti muovi ancora o parli, questa è la fine.”

Il tipo la prende per i fianchi e la tira più vicino al bordo della poltroncina. Poi le prende le mani e le fa mettere hai lati sotto alle ginocchia. Il cuore le stava battendo a mille e aveva il fiato corto. Non riusciva a pensare. Le uniche parole che gli giravano per la testa erano grida silenziose. ‘Sono ancora vergine. Sono ancora vergine…’ Continuava a ripeterlo come se lui potesse sentirlo per qualche percezione mentale.

“Ora, allarga le gambe. Spingi con i piedi e con le mani. Apri le ginocchia.”

Per circa un minuto non accade nulla poi qualcosa tocca ancora la sua figa. Questa volta prova a non muoversi. Il cuore ha come una accelerata e il fiato corto come dopo una corsa.

Lui era lì a pochi centimetri da quella figa calda e aperta. Si sentiva come un ginecologo. Stava contemplando quella bellezza come un estimatore di quadri. Infine decide di assaggiarla e inserisce la lingua fra le piccole labbra facendola scorrere in salita per ritrarla e assaporare il gusto sulla punta della lingua.

Presto lei capisce di cosa si tratta.
È la lingua del tipo che la sta facendo andare lungo la fessura spalancata della figa. Inizialmente è così spaventata che pensa di alzarsi ma è paralizzata letteralmente dalla paura e dalle possibili conseguenze. Dopo qualche attimo percepisce chiaramente che le sue labbrine continuano a divenire sempre più bagnate e calde anzi, ora il calore si sta diffondendo anche per tutto il corpo.

All’inizio poteva essere la saliva della sua lingua a bagnare la fighetta rasata ma ora sà che è lei stessa con i suoi umori a bagnare la vulva esterna. Si era quasi dimenticata del vortice di sensi in cui era fino a qualche attimo prima. Era trasportata da questa sensazione meravigliosa e si stava lasciando andare.

Lui continuava a succhiare e leccare tutt’intorno alla figa piccola e stretta di Giuseppina. Stava esplorando ogni centimetro di quella figa calda e succulenta. Arrivato ad un punto molto sensibile in cima alla figa, ha incominciato a leccare con più voracità.
Lo stomaco di Giuseppina si torceva ogni volta che veniva toccato il clitoride.
Poco dopo ha incominciato a fare piccoli gemiti con la bocca ma questi non erano segnali di dispiacere.

Stava incominciando a sentire un fuoco acceso dentro al suo corpo, alla figa. Voleva prendergli la testa e farlo fermare. Desiderava che continuasse il lavorio di quella lingua solo sul clitoride. L’orgasmo le era vicino. Faceva scorrere internamente quella lingua meravigliosa fra le sue labbrine per finire poi al clitoride e questo la stava letteralmente facendo impazzire.
Era la prima volta che una lingua la stava toccando là e voleva che continuasse all’infinito ma stava per venire.
Circa 10 secondi dopo è esploso l’orgasmo più violento della sua vita.
Il suo stomaco si contraeva all’unisono mentre tremava tutta e gemiti soffocati fuoriuscivano incontrollabilmente dalla bocca.

Allo stesso tempo Tonino stava bevendo i suoi umori. Erano tanto copiosi che non ha potuto berli tutti. La faccia era tutta impiastricciata e continuava a leccare e succhiare con voracità.
Infine ha incominciato a rallentare per poi tornare a sedersi al suo posto.

Lei aveva avuto l’orgasmo da uno sconosciuto e anche se questo era irregolare si sentiva felice. Era svuotata da ogni forza e non ci poteva credere. Neppure nelle sue esplorazioni solitarie aveva avuto un appagamento del genere.

Tonino ha preso la minigonna e la stesa a terra e ha detto:
“La prima metà del suo compito è stata fatta e finita la seconda, dopo sarà libera di andare.”
Ha preso i piedi di lei e li ha messi a terra.
“Si inginocchi davanti a lei e non si preoccupi perché ho steso un tovagliolo a terra.”

Una volta che si è sentita là, il suo disagio è tornato a farsi sentire. Ora era sulle sue ginocchia che guardava lo schermo e si sentiva presa dal panico.

Tonino si è abbassato le mutande e le bermuda che stava portando in quel momento fino alle caviglie.
Lui le ha bisbigliato di girarsi intorno alla propria poltrona e mentre lei ubbidiva lui è saltato al suo posto che occupava prima.

Ora lo stava affrontando e poteva sentire le sue ginocchia hai lati delle spalle. Se non fosse stata presa dall’ansia e dal panico avrebbe capito cosa le stesse per chiedere ma non aveva alcuna idea.

Stava osservando davanti a lui Giuseppina. Piccola e stupenda sulle ginocchia. Era nuda dalla vita in giù con la figa rasata. Il cazzo era dritto e duro come un piccolo tronco. Non era mai stato duro come in questo momento e si stava muovendo di vita propria al pensiero di cosa stesse per chiederle di fare. Non potendo aprire le sue gambe come avrebbe voluto, libera una caviglia dagli indumenti e ora può allargare a piacimento le ginocchia. Ha preso la testa della Giuse e la tirata verso di lui. Quanto era graziosa la sua faccia vicino al suo cazzo. Si è chinato vicino all’orecchio e gli ha detto:
“Ora fai esattamente come ti viene ordinato.”

Lei non era sicura di cosa si aspettasse da lei e ha risposto muovendo la testa in segno di approvazione.
“Apri la bocca.” E Giuseppina l’ha fatto ma non sufficientemente.
Tonino gli ha detto di aprirla ancora di più e come la sua bocca fosse tutta aperta le ha detto di non chiuderla finché non è lui a dirglielo. Allora ha guidato la punta del cazzo alle sue labbra.

Lei sente qualcosa di caldo toccargli le labbra e il terrore l’assale. Stringe gli occhi e sopporta.

Il suo cazzo era ora per circa ¼ della sua lunghezza dentro la bocca di lei. La sposta sollevandole la testa indietro lentamente, sentendo come le sue labbra accarezzassero lievemente il cazzo. L’ha guidata nuovamente in giù, un poco più oltre rispetto a prima.

“Stringi leggermente le labbra.”

L’aveva già fatto questo al suo ultimo ragazzo e non le era piaciuto. Ora doveva sopportare questo pervertito.
Lentamente ha fatto scorrere la testa indietro fino a far uscire la punta del cazzo dalla bocca. Ricevuto uno schiaffo sulla testa lui, lamentatosi fortemente dice:

“Chiudi quella bocca attorno al mio cazzo e fammi sentire come lo fai da sola, avanti! -Gli intima.- Vuoi che me ne vada?”

Giuseppina ha mosso piano la testa fino a baciare la punta calda e violacea del cazzo. Aveva timore che qualcuno nel cinema li sentisse oltretutto.

“Succhialo piano. Fammi sentire le tue morbide labbra e la tua lingua leccare la punta. Fammi un bel pompino da sogno.”

Giuseppina ha incominciato a succhiare e a muovere la lingua ma senza spostare la testa. Tonino gli ha preso le mani e le ha disposte hai lati della poltrona. Gli ha messo le sue attorno alla nuca e ha incominciato a muovere la testa facendola andare su e giù lungo il cazzo duro.

“Continua a succhiare e ora fai sentire come muovi la lingua.”

Continuava a darle istruzioni per tutto il tempo che lavorava lungo il cazzo. Tonino non poteva credere che una creatura meravigliosa come la Giuse, gli stesse facendo un meraviglioso pompino.
Ora era lei a muoversi autonomamente lungo l’asta anche se continuava a tenere le mani sulla sua testa. Ha osservato la sala e ha notato che c’erano solo altre 2 coppie e tutte sedute alla prima fila mentre c’era un solitario spettatore alcune poltrone avanti a loro.

La sensibilità che stava ottenendo era incredibile.

Ha incominciato a far muovere la testa più velocemente e si è abbassato a bisbigliare:
“Stai facendo un ottimo lavoro. Qualunque cosa accada non smettere mai finche non te lo dico o dirò al SIG. X che non hai cooperato.”

Sapeva ora cosa sarebbe successo. Aveva lasciato il fidanzato proprio per questo.

Oramai era arrivato al punto di ebollizione. Ha sentito le palle formicolargli e ha stretto più fortemente le mani attorno alla testa senza farla rallentare anzi, gli ha accelerato il movimento, sempre più veloce. Allora è accaduto. I suoi piedi si sono puntati contro le poltrone anteriori e mentre stava spingendo ancora più fortemente la testa di Giuseppina giù sul cazzo, il primo schizzo di sperma caldo è saltato fuori facendo sussultare lui stesso. Ha tenuto premuto la testa in basso mentre al primo schizzo di bianco sperma sono seguiti un secondo, un terzo..

La bocca le si è riempita ben presto di questo liquido caldo e salato che continuava a zampillare in lei riempiendogliela ben presto. Ha pensato di aprire la bocca e lasciarlo colare ma una voce ha interrotto i suoi pensieri.

“Non osare! Bevi tutto. Ingoia tutto. Inizia ha ingoiare o annegherai ben presto.”

Giuseppina non ha avuto altra scelta. I muscoli della gola hanno incominciato a deglutire il carico di sperma. Sembrava che non terminasse mai di fuoriuscire. Ha continuato a ingoiare e il suo stomaco non abituato, ha incominciato a venirgli la nausea. Si sentiva decisamente male. Quando infine non c’era più nulla da succhiare, le mani di Tonino hanno allentato la presa dalla nuca fino a lasciarla libera.
Lei si è sollevata liberando il cazzo e Tonino ha potuto osservarla come hai lati della bocca ci fossero dei grumi di sperma bianco.
Ha tossito un paio di volte per la ripugnanza e schifata ha detto:
“Non mi è piaciuto per niente.”

Tonino, l’ha aiutata a sedersi sulla poltrona al suo fianco per poi infilarle la minigonna. Sistemata alla meglio in vita, ha notato che era leggermente sporca.
Ha bisbigliato a Giuseppina:
“Ora me ne vado. Fra 5 minuti puoi aprire gli occhi. Se lo fai prima, potresti avere dei dispiaceri. Forse qualcuno della sala potrebbe essere lui. Controlla l’email quando arriverai a casa.”

Lo ha sentito alzarsi e andare.

Giuseppina ha atteso probabilmente più di 5 minuti quindi ha tolto gli occhiali scuri. La bocca aveva un gusto nauseante e immediatamente si è alzata per andare in bagno. Quando si è specchiata ha potuto notare le tracce di sperma hai lati della bocca. I conati di vomito erano continui. Si è lavata per bene il viso e ha bevuto l’acqua dai rubinetti. Continuava a sentire il gusto in bocca e aveva la nausea. Ha aperto la borsetta e solo allora ha notato la minigonna sporca. Come lo spiegherebbe a suo fratello? Inoltre c’era una grande macchia scura dovuta ai suoi umori che ancora fuoriuscivano dalla figa calda e palpitante.
Le è venuta un’idea.
Ha comprato una coca cola e dopo averne bevuto i 2/3 per provare ad eliminare il gusto in bocca, è tornata nel bagno delle signore e si è versata addosso la cola rimanente.

Il trucco sembrava funzionare abbastanza bene. Il bagnato nascondeva lo sporco e l’umido posteriore. Dallo stomaco continuava ad avere dei rigurgiti e non si sentiva per niente bene. Ora ha cercato di mettersi le mutande ma non le ha trovate più nella borsetta come il reggiseno. Era furiosa per questo e poi doveva andare in giro nuda e non l’aveva mai fatto neppure a casa o quando era piccola. Mai e poi mai gli avrebbero permesso di camminare per casa senza mutande, figuriamoci in mezzo alla strada. Ha dovuto sedersi per più di 30 minuti in attesa che comparisse suo fratello e nel frattempo pregava che non passasse nessuno degli amici che conosceva.

Quando finalmente è arrivato le ha chiesto cosa era accaduto e lei ha risposto che si era rovesciata addosso la cola e desiderava andare a casa a cambiarsi.

Il suo umore era pessimo per quello che era accaduto e non vedeva l’ora di tornarsene a casa.
Come sempre, lui la sfotte chiamandola “miss perfettina”. Come è arrivata a casa si è infilata sotto la doccia e poi non ha più visto nessuno fino alle dieci quando oramai stanca è andata a letto. L’indomani era un giorno di scuola e doveva alzarsi presto. Con la testa già sul cuscino si è ricordata:
“Quasi mi dimenticavo di controllare l’email.”

Alzatasi dal letto e acceso il PC ha trovato subito il messaggio del sig_x_sig_x@yahoo.it
Lo ha aperto e letto.
Questa volta sembrava non esserci nulla di male. Salvo che avrebbe dovuto dire hai suoi genitori di avere allenamento dopo la scuola e che li avrebbe avvisati quando fossero finiti.
Avevo veramente allenamento quel pomeriggio ma era quello che diceva di fare l’email.
Avrei dovuto ‘portare il completo da palestra, non quello con i pantaloncini ma quello con la minigonna’.

Si aveva 2 tipi di uniformi per la squadra. Una con i pantaloncini e maglietta e l’altra con la mini molto corta e il body elasticizzato.
Continuando a leggere ha detto che avrei dovuto ‘essere nel parcheggio all’ora di pranzo al posto numero 12, dovevo attendere là con la faccia rivolta verso l’ingresso della scuola e mettere alle 12:05 gli occhiali da sole ed aspettare che qualcuno venisse a prendermi. Non indossare intimo e ricorda che se non farai… Ecc. Ecc. ’.

Maxtaxi

Aiutatemi a migliorare. Aspetto le vostre critiche.
Sono in attesa delle vostre proposte e suggerimenti da inserire nei prossimi capitoli…

taximassimo@yahoo.it anche msg nelle poche volte che sono collegato.

Ultima correzione 18-08.-07

Nessun commento

Non c’è ancora nessun commento.

RSS feed dei commenti a questo articolo. TrackBack URI

Lascia un commento


 

WordPress Themes