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Mia sorella Giuseppina – Capitolo 11

CAPITOLO 11 – Venerdì pomeriggio.

Si sono incontrati alcuni minuti prima dalle 6:00. Lei gli è venuta incontro bellissima ed elegante come sempre. Camicia bianca e minigonna blu. Era quella che indossava sempre ogni volta e si vedeva che si sentiva più a suo agio. La camminata era più sicura e le braccia lungo i fianchi che davano il ritmo hai suoi passi. Aveva smesso di tenere le braccia incrociate davanti a sé, lasciando che la gente la osservasse in tutta la sua bellezza. Il ballonzolio dei suoi seni, tradivano il fatto che non indossasse il reggipetto e un attento osservatore poteva anche intravedere il contorno delle aureole e il contrasto del seno attraverso il tessuto della camicia.

Nello zainetto che aveva sulla spalla, c’erano alcune cose che gli doveva dare e mentre si avviano all’interno del centro commerciale, gli passa un sacchetto estratto proprio da dentro.

Lei lo apre e si ferma sbigottita. Dentro c’è la minigonna rossa. Era di 5 centimetri più corta di quella che aveva già indosso e si è perfettamente ricordata dell’ultima volta che l’ha indossata.
È andata a cambiarsi nel bagno delle donne e specchiandosi si è vista rossa di vergogna per quello che ha fatto e quello che doveva fare. La fasciava strettamente evidenziando le sue forme.

Quando è uscita, Tonino ha pensato a quanto fosse stupenda vestita in quel modo e si sentiva fortunato ad avere una ragazza come lei al suo fianco.
Presa sotto braccio hanno incominciato a camminare lungo le gallerie.
Tutti, anche le ragazze si giravano a guardarla, mentre camminava e lei cercava di nascondere il viso guardando in basso in modo che la frangetta potesse in qualche modo proteggerla.

“Guarda sempre avanti e non voltare indietro la testa.” Gli ha detto Tonino.

Avviati sulla scala mobile la fatta salire per alcuni gradini da sola prima che lui stesso si mettesse a seguirla.
L’effetto era stupefacente.
Si potevano vedere benissimo i suoi glutei.
Ora che sapeva quanto lo eccitava nel vederla in quel modo; -pensava Tonino- lei avrebbe dovuto vestirsi sempre così ogni volta che uscivano insieme.
Innanzitutto aveva dei programmi per lei per quella sera.

Hanno camminato ancora finche lui non ha trovato quel che cercava. Un negozio di scarpe con il titolare anziano

Come sono entrati gli ha chiesto il numero che portava, poi avvicinandosi alla vetrina ha indicato una coppia di scarpe al signore.
Tonino gli ha detto di sedersi ma lei era titubante a farlo. Ha cercato di abbassare l’orlo della minigonna ma il risultato è stato minimo.
Anzi, nel sedersi si è sollevata ulteriormente e ora copriva il suo pube depilato, per soli pochi centimetri di stoffa.
Mentre il commesso stava cercando fra gli scafali, lui gli passa il sacchetto in cui aveva messo la minigonna che si era cambiata e gli dice:
“Mettilo fra le gambe.”

Ha gradito il gesto perché in questo modo poteva proteggere le sue parti privati da occhi indiscreti.

Lui si è messo di fronte a lei e prese le sue ginocchia le ha separate per circa 2 pugni l’uno dall’altro.
Poteva leggergli nei suoi occhi lo stupore e lo sgomento per il gesto che aveva fatto.
“Qualunque cosa accada, -gli dice con voce calma- non chiudere le gambe. Dovrai tenerle così finché resterai seduta su quella sedia. Hai capito?”

Lei sommessamente muove la testa in modo affermativo. Stava pensando a quanto era felice per il sacchetto che aveva sulle gambe.

Il commesso è ritornato con le scarpe e si è seduto su uno sgabello davanti a lei.
Aperta la scatola, Giuseppina ha visto per la prima volta le scarpe.

Erano scarpe a tacco alto a filo. Avevano un sistema di allacciatura a cinghia che si avvolgeva attorno alla caviglia.
Con molta eleganza il signore ha alzato un suo piede per togliere le sue vecchie scarpette e mettere quella nuova.

Lui gli bisbiglia all’orecchio mentre si siede al suo fianco:
“Non chiudere le ginocchia.”
Sistemato lo zaino a terra prosegue:
“Metti le mani sui braccioli della sedia.

Lei prontamente ha eseguito.

Il commesso era occupato a legare la prima scarpa quando lui ha afferrato il sacchetto.

“Prego, provi a camminare per vedere se il numero è giusto.” Dice il commesso.

Tonino si è alzato portandosi via il sacchetto e osservando il viso di Giuseppina ha visto il terrore scritto in faccia. Guardando in basso fra le sue gambe, si poteva vedere benissimo la sua fica piccola e nuda.

L’anziano signore, è rimasto incantato con la bocca aperta a fissarla fra le gambe.
Il sangue gli si è congelato nelle vene. Per un lungo minuto è rimasto immobile non sapendo cosa fare. Aveva una vista perfetta sulla figa nuda.

Tonino non ha smesso di guardarla e sillabando in silenzio gli ha detto ‘NON TI MUOVERE’.

Il commesso infine, alzato l’altro piede, ha incominciato a togliere la scarpa vecchia per mettere quella nuova. Non smetteva di guardarle quelle labbra carnose e ogni tanto gli dava un’occhiata al viso. Mentre allacciava le stringhe ha passato una mano accarezzandola lentamente lungo il polpaccio senza eccedere.
Gli ci sono occorsi il doppio del tempo che non con la prima scarpa.

Giuseppina non poteva guardarlo. Sapeva che gli stava guardando la figa e sembrava quasi che si fosse dimenticata di respirare.

Vedendo che ora anche l’altra scarpa era stata allacciata, Tonino gli ha detto:
“Alzati, facci vedere come cammini.”

Prontamente si è alzata e ha immediatamente abbassato l’orlo della minigonna.

L’effetto era esplosivo. Le scarpe sollevavano e slanciavano il suo corpo già stupendo.

Ha provato a camminare ma non ha mai avuto tacchi così alti e si sentiva insicura e traballante, come se dovesse cadere da un momento all’altro.

‘La coppia minigonna di pelle rossa con questi tacchi, sembra quasi che voglia dire SCOPAMI’ -Pensava Tonino.-
Rivoltosi poi al commesso gli ha detto che li compravano e messe le vecchie scarpe nel sacchetto sono usciti dal negozio.

L’anziano, avvezzo a tanti spettacoli era rimasto piacevolmente sorpreso e accaldato.

Giuseppina si sentiva la faccia calda come il fuoco e rossa per la vergogna.

Hanno camminato un poco ma l’incedere di Giuseppina non abituata a quel genere di scarpe la facevano barcollare così che Tonino ha deciso di farla sedere su una panchina.
Era ora del prossimo passo.
Ha tirato fuori dallo zaino un stick per rossetto che aveva comprato poco dopo essere uscito da casa e con calma, glielo ha messo sulle labbra. Era esageratamente rosso ma si intonava perfettamente alla sua minigonna. Con calma gli ci è voluto molto tempo per finire l’opera perché non l’aveva mai fatto prima. Osservandola abbronzata, con la minigonna e le scarpe col tacco alto, sembra veramente una affamata di cazzi.

Si sono diretti nuovamente verso le scale mobili e una volta ridiscesi hanno guardato le vetrine attorno.

Lui stava aspettando l’occasione giusta finché eccoli arrivare.

Cinque ragazzi stavano camminando quando hanno notato Giuseppina.

La sincronizzazione non poteva dirsi più perfetta.

Si sono diretti nuovamente verso le scale mobili e questa volta lui la tenuta per il braccio rimanendo al suo lato.
Lui gli ricorda di mantenere il suo sguardo fisso davanti a lei e poi getta un’occhiata alle loro spalle.

Lei era nell’imbarazzo più completo. Si sentiva a disagio e camminare con quelle scarpe, era una prova indescrivibile per non cadere. Lui si era voltato e cosa stesse guardando non lo sapeva e non voleva neppure immaginarlo.

I ragazzi erano tutti dietro a loro due, quattro o cinque scalini più sotto. Con le sue nuove scarpe sicuramente avevano uno sguardo aperto verso la sua figa nuda e non nascondevano il fatto di starla a guardare proprio lì in mezzo.

Lui gli bisbiglia:
“Metti un piede sullo scalino davanti.”

Lei lo ha guardato impaurita.

“Fallo o staremo su questa scala per tutta la notte.”

Ora i ragazzi avevano una vista perfetta del culo e della figa nuda. Sicuramente quello che hanno visto lo ricorderanno per i mesi futuri.

“Ora cammina davanti a mè per circa un minuto. Voglio godermi l’effetto che fai.”

Osservandola mentre si allontanava nella sua camminata incerta, dava un calore enorme. Tutto in lei urlava di essere scopata.
Una ragazza così è il sogno di ogni uomo e ora lui ne aveva le chiavi per possederla.
Una volta che la raggiunta la presa per mano e la condotta vicino alla balaustra.

Come si sono fermati la fatta appoggiare con la schiena e si è messo a guardare le persone che camminavano sotto a loro.

Giuseppina ha continuato a tenere i suoi occhi chiusi stando ferma, ben sapendo cosa le persone potessero vedere passando sotto di lei.

C’era anche chi la stava filmando fra le persone che si erano fermate ad osservarla.

Infine la riprende per mano e la conduce in macchina.

Come si è seduta istintivamente Giuseppina si ricompone ma Tonino la ferma e gli fa allargare le gambe. La minigonna si era sollevata decisamente troppo. Non si vedeva molto ma se si era attenti a guardare dentro la macchina si capiva che era nuda. Mentre guidava lungo le strade ogni tanto gli passava una mano lungo l’interno coscia per fermarsi ogni volta contro la figa che accarezzava delicatamente. Dopo circa 10 minuti di guida, si ferma al lato della strada e prima di scendere gli dice di attendere e non muoversi.

Quando scende, Tonino la osserva. Ora la minigonna si era totalmente sollevata e la sua figa era completamente in vista.

Lui si avvicina al negozio, controlla sulle pareti i nomi e i numeri dei film, infine cambia i soldi in moneta. Era un video club per adulti in cui all’interno si potevano vedere i film scelti dentro a delle piccole cabine. C’era già stato con il suo amico e sapeva come muoversi con sicurezza.

Tornato alla macchina gli ha detto che deve rimettere gli occhiali scuri e fatta scendere, prende lo zaino e la guida dentro.

Mille pensieri la tormentano e la sua attenzione è tutta nelle sue gambe e nei suoi passi. Non vuole rischiare di cadere.

Passato un angolo e una tenda divisoria c’era il suo amico che lo stava aspettando con la video camera accesa. Non ha detto una parola mentre gli sono passati accanto.

Entrati dentro a un cubicolo di un metro per un metro, ha fatto sedere Giuseppina sulla poltroncina.
Estratto dalla tasca un rotolo di monete, li ha posati sul banco davanti. Ha inserito una moneta nell’apposita fessura e immediatamente un film è stato proiettato nella tv posta di fianco alla porta.

C’erano 2 ragazze che si accarezzavano languidamente fra loro e alzato il volume al massimo ha detto a Giuseppina di togliersi la minigonna.

Con movimenti incerti e lenti l’ha tolta facendola scorrere lungo le gambe per poi sollevando un piede e poi l’altro l’ha passata a lui.

Si è chinato in avanti e divaricate le ginocchia più che ha potuto, gli ha sbottonato la camicia fino a togliergliela. Ha messo ora tutti i soldi nel temporizzatore e il led indicava 20 minuti.

Si è spostato in modo che il suo amico potesse riprenderla meglio.

Poi si è abbassato la lampo dei pantaloni e ha estratto il cazzo duro. La fatta alzare dalla poltrona per sedersi al suo posto. Ha messo un tovagliolo a terra e la guidata a inginocchiarsi fra le sue gambe.
Vuoi per la situazione nuova in cui si è trovata o per tutti i rumori che la sovrastavano lei è rimasta ferma e incerta sul da farsi.

Dallo zaino Tonino ha preso il rossetto rosso fuoco e ha incominciato a passarlo sulle labbra. La telecamera è passata di mano e ora era lui a registrare.
Le sue labbra risaltavano sul suo corpo nudo.

Presa per la nuca con una mano, la guidata verso il cazzo che come ha sentito la cappella toccargli le labbra, le ha aperte e ha incominciato a succhiare. Dopo alcuni minuti che si godeva quelle stupende labbra scorrere lungo il cazzo, ha sentito un certo formicolio alle palle, segno che oramai non poteva più resistere ulteriormente. Le urla e i gemiti del film proiettato, lo stavano portando rapidamente all’orgasmo.
Non era nei suoi piani godere così velocemente.
Fa un cenno a Michele e questi si avvicina alla porta rimasta aperta e si abbassa i pantaloni alle ginocchia. Il cazzo gli svetta dritto e duro.

Tonino discosta Giuseppina e il suo cazzo svetta libero e lucido di saliva.
“Aspetta un secondo.” – Gli dice mentre continua a registrare.-

Con gli occhiali scuri indosso non poteva vedere nulla. La fa voltare di spalle ma questa volta non più in ginocchio ma accovacciata sui suoi talloni.
“Apri la bocca.” – Gli intima in un sussurro mentre la guida verso il cazzo di suo fratello.-
La spinge guidandola per la nuca fino a che non viene a contatto della sua cappella.

Lei ha fatto uno scatto indietro realizzando che questo non potrebbe essere il cazzo di Tonino.
Riceve una sberla in testa che le scompiglia i capelli.

“Desideri che mando una certa videocassetta hai tuoi genitori?”
Era da una settimana che questa minaccia non veniva ripetuta.
Questo la fatta arrendere e ha guidato nuovamente la testa contro il cazzo di suo fratello.
“Apri le labbra!”

Giuseppina presa dal terrore tiene la bocca serrata.

“Ripeto di aprire le labbra.”
Gli tira un ceffone ancora più forte a quello di prima. Un gemito gli esce dalla bocca e spinta nuovamente per la testa, il cazzo sparisce fra le labbra rosso fuoco.
Era lui che la guida lungo l’asta avanti e indietro. Gli ha fatto usare la lingua per leccarlo e baciarlo lungo tutto il cazzo lentamente. Passata la videocamera a suo fratello, ora con anche l’altra mano libera gli ha guidato una mano di lei verso la figa per accompagnarla in una veloce masturbazione.
Si stava bagnando molto velocemente.

“Continuerai a succhiare cazzi finché non ti vedrò godere.” Gli bisbiglia in un orecchio.

Si allontana da lei e contemporaneamente gli ha tolto le mani da lei che ha proseguito nel succhiare da sola con lo stesso ritmo che gli aveva dato.
La telecamera passa di mano e ora è lui ha registrare.
Filmare Giuseppina che succhia il cazzo di suo fratello in un cubicolo sporco mentre si masturba è una cosa eccezionale.

Poco dopo lui emette un profondo gemito e si capisce che stà per venire.
Avvicinatosi nuovamente al suo orecchio gli dice:
“Quando lui gode devi continuare a succhiare e muovere la bocca lungo il cazzo. Voglio vederti godere.”

Poco dopo Giuseppina fa uno scatto all’indietro con la testa e zoomando sulla sua faccia vede che dai lati della bocca escono piccoli grumi di sperma.

Lei continua a masturbarsi imperterrita e ha succhiare andando avanti e indietro lungo il cazzo. Continue gocce di sborra escono dai lati della bocca e lungo il cazzo stesso.

Esaurita la sborrata, gli mette una mano sulla fronte a sua sorella ed estrae il cazzo tutto sporco di sperma.

Grossi rivoli di sborra bianca escono dalla sua bocca, scendendo lungo il mento e cadendo lungo il corpo.

Lei non ha ingerito nulla se non i primi getti e ora gli sta colano tutto addosso.

Tonino continua a registrare soffermandosi sui rivoli di sperma che gli stanno scendendo dal mento cadendogli addosso imbrattandola tutta. Fermata la sua mano, l’aiuta ad alzarsi in piedi e coperto con un tovagliolo la poltroncina la mette seduta.
“Non muoverti. Torno subito.”

In mezzo al corridoio entrambi si scambiano rapidamente battute e pacche di contentezza. Tonino, ha una nuova idea e gli spiega cosa vuol fare. Michele, preso il portafoglio dalla tasca posteriore, estrae qualcosa che gli passa in mano.

Per tutto il tempo Giuseppina non si è mossa. È rimasta con le gambe larghe in vista di chiunque potesse camminare lungo il corridoio.
Lei è nel più profondo sconforto. Anche con il volume della tv alto si può distintamente sentire che piange.

Il temporizzatore indica ancora 10 minuti.

Aperto il pacchettino afferra la mano di Giuseppina e gliela mette in mano.
“Cos’è?”

Lei lo tocca e lo fa girare fra le sue dita pensandoci e con mezza voce singhiozzando gli risponde:
“E’ un preservativo.”

“Si.”
Quindi gli passa nuovamente qualcosa in mano.
“Sai cosa è questo?”

Non risponde. Si limita ad annuire con la testa. È un cazzo artificiale di gomma che gli ha imprestato il titolare del negozio. Dal monitor di sorveglianza ha visto tutto e Michele lo stava invitando a partecipare in quel momento.

“Sto andando a metterlo sul vibratore perché desidero vederti scopare. Se non vuoi puoi scegliere di succhiare un altro cazzo perché non hai goduto come ti ho ordinato.”

Lei annuisce, non desidera affatto un altro cazzo di uno sconosciuto.

Grazie all’aiuto di Michele è stata appoggiata al bordo della porta la lastra in plexiglas e con difficoltà è stato fatto entrare il vibratore di gomma.

Allora ha lasciato che Giuseppina lo toccasse per rendersi conto dove e come era stato appoggiato.
Ha sentito che solo alcuni centimetri fuoriuscivano dalla parete da cui era attaccata.

Prontamente suo fratello lo estrae facendo attenzione a non fare rumore.

Tonino si è inumidito con la saliva le dita e le ha guidate fra le labbra della figa.
Era eccezionale sentire le labbra della vulva su quella figa completamente depilata.

Non aveva bisogno di essere inumidita ulteriormente. I suoi umori l’avevano già abbondantemente bagnata e il calore era intenso. Si è sorpreso quanto ha inserito un dito in lei e di come la fica lo avesse risucchiato dentro.

Michele stava registrando tutto. Era in un angolo che filmava.

Tonino si riabbassa i pantaloni e ha piegato Giuseppina in avanti per succhiargli il cazzo. Immediatamente lei aperta la bocca, incomincia a spompinarlo.
“Incomincia a masturbarti il clitoride, questa volta voglio vederti godere.”

Circa 30 secondi dopo il titolare si avvicina al buco nel foglio di plastica e inserisce il cazzo durissimo. Ha fatto colare una goccia di saliva sulla cappella e la spalmata sopra rendendola ancora più lucida. Sembrava che fosse ancora più grande. Non sporgeva molto forse non più di 10 centimetri ma la grossezza era enorme. Quasi 2 volte un cazzo normale.

Tonino vista la scena ha bisbigliato nell’orecchio di Giuseppina:
“Ora voglio che ti fai entrare il cazzo di gomma.”
L’ha guidata indietro ed ha utilizzato le mani per allineare le labbra della sua piccola figa a quel cazzo spropositato.

La spinta lentamente.

Questo cazzo era più grande di qualsiasi cosa fosse entrato nella sua figa.

La cappella è andata dentro senza problemi ma una volta superata la strozzatura delle piccole labbra quel piccolo paletto di carne si è arrestato. Si vedeva chiaramente Giuseppina provare a spingere indietro ma si ferma lamentandosi con un lungo gemito.

Il cazzo non era troppo lungo anzi, il suo era molto piccolo ma in fatto di larghezza superava ogni tipo da loro conosciuto.

Ha mantenuto Giuseppina a lavorargli sul cazzo succhiandolo mentre la sua mano non ha mai smesso di masturbarsi il clitoride.

Ha fatto muovere leggermente il suo culo in circolo per convincere la sua figa a far entrare quel mostro di cazzo che fuoriusciva dalla porta.

La cappella era dentro ma il resto non si riusciva a farlo entrare dentro.

Tonino spostatosi di lato, gli ha afferrato le chiappe con entrambe le mani e la fatta oscillare avanti e indietro lentamente.

Dopo un minuto di questi tentativi Giuseppina ha grugnito molto forte. Questo non era uno dei suoi gemiti abituali.

Cosa le avesse causato questo lamento non si era capito perché il cazzo sembrava non essersi mosso per niente. Sulla seguente spinta Giuseppina si è lamentata ancora in modo sordo ma perfettamente udibile a tutti. Allora si è visto.

La cappella era entrata nella sua piccola e stretta figa. Evidentemente qualcosa in lei si è rotto e ha permesso al cazzo di entrare. Ad ogni spinta che imprimeva a Giuseppina, il cazzo del signore entrava un poco in avanti.

Centimetro dopo centimetro incominciava a sentire quel paletto duro farsi strada in lei, aderendo perfettamente alle pareti della sua figa.
Ad ogni spinta, corrispondeva un forte gemito involontario fuoriuscire dalla sua bocca. Una spinta più forte e qualcosa in lei si è lacerato definitivamente. Un dolore profondo è sgorgato dalle sue viscere per arrivare alla gola. Un urlo straziante gli ha fatto aprire la bocca e tutti hanno assistito come il cazzo è sprofondato in lei.

Il sedere ora era a contatto dello stipite della porta e del plexiglas.
Tutti i 10 cm di quel mostro di cazzo erano piantati in lei.

Tonino la spinta in avanti lungo l’asta fino far a quasi uscire la cappella per spingerla violentemente contro la porta. Il culo ha sbattuto contro lo stipite e lei ha gemuto nuovamente molto forte.

Questa volta è scivolato in lei molto più facilmente.

Nuovamente la spinta in avanti lentamente e si è visto come era lucido e umido di umori. La spinta nuovamente indietro velocemente e ha mugolato forte.

Ora la via era aperta e il cazzo poteva andare avanti e indietro senza impedimenti.

I suoni sordi e i gemiti di lei non si sono mai arrestati. Ogni volta che il sedere toccava lo stipite della porta lei si lamentava.

Oramai era qualche minuto che la spingeva avanti e indietro e si è rimesso in modo che potesse continuare a succhiargli il cazzo più agevolmente.

La mossa sempre più velocemente a mano a mano che la sua voglia cresceva fino ad arrivare al culmine. La vista di tutto questo era troppo eccitante.
Si è teso spingendo il cazzo in profondità nella sua bocca mentre il primo schizzo di sperma è stato sparato direttamente in gola a Giuseppina.

Lei ha interrotto il pompino per deglutire ma lui l’ha afferrata per i capelli e la spinta con la fronte contro il suo pube. Violenti schizzi di sborra hanno continuato a defluire mentre lei faceva fatica anche solo a respirare.

Ha deciso che lui terrebbe il suo cazzo in bocca finché non avesse goduto lei stessa.

Era quasi doloroso sentirla succhiare ora che era venuto in’oltre doveva guidarla per darle il ritmo sul cazzo del negoziante.

Dalla sua bocca è fuoriuscito un rantolo familiare.

Anche Michele si era accorto che sua sorella stesse per godere e continuava a filmarla.

Lei ha contratto i muscoli dello stomaco segno inequivocabile dell’inizio del suo orgasmo.
La figa stretta ha incominciato a contrarsi lungo il cazzo dando come delle scosse contagiose a tutti i nervi presenti lungo quel grosso uccello.

La faccia del titolare del negozio era una maschera di beatitudine. Stava svuotando tutto il carico delle palle in quella figa calda e stretta.

Tonino continuava a muoverla avanti e indietro e lo sperma ora stava stillando lungo il cazzo in forma di schiuma.

Giuseppina stava avendo una dose eccezionale di sborra e di orgasmo personale. Si contorceva tutta e le gambe facevano fatica a sorreggerla.

Passato oltre un minuto in cui il movimento selvaggio non si è mai arrestato lui, dopo averla trattenuta contro il cazzo pulsante per qualche attimo la tirata a sé lentamente finché il cazzo non è uscito dalla figa.

Tutto è stato ripreso nei minimi dettagli. Lo sperma bianco che letteralmente schizza fuori attraverso la figa slabbrata cui è rimasta aperta. Le gambe bagnate della sua urina e dei suoi umori ed ora si stava aggiungendo anche lo sperma del tipo.

Era come se quella cappella enorme avesse lasciato una impronta e le labbra erano rimaste aperte.
Piccole contrazioni si potevano notare lungo le labbra interne della vulva aperta per più di 2 dita.
Era una visione spettacolare, meglio del film porno alla tv pensava Michele mentre registrava il tutto.

Pur avendo quel paletto di carne ancora rigido, il titolare del negozio si è ricomposto senza neppure pulirsi il cazzo ed è andato via.

Il cazzo di Michele era nuovamente in tiro ma non era possibile ripetere la scopata pensava Tonino.

Ha fatto adagiare Giuseppina sulla poltroncina e lentamente ha incominciato a pulirla. Non si erano neppure accorti che il film era terminato intenti come erano a vedere la scena reale in cui lei ansante stava godendo.
Sfinita e senza forza, si era abbandonata con la fronte contro lo schienale della poltrona. Le gambe le facevano male e si sentiva le orecchie ronzare e il cuore battere a mille. Era in preda a un tumulto di sensazioni. Felicità, paura, appagamento e frustrazione. Piangeva sommessamente e singhiozzava mentre lui ora la rivestiva e l’accompagnava fuori dal negozio.

Come erano sul marciapiede gli ha fatto togliere gli occhiali. Dai suoi occhi ancora uscivano delle lacrime.

Finalmente, si possono concedere una boccata d’aria fresca e le loro carni ancora sudate si possono concedere un po’ di refrigerio in quella stupenda serata.

Ora Giuseppina si sentiva in uno stato di mortificazione completa. Era la prima volta che faceva una cosa del genere. Si rendeva conto che altri la potevano vedere durante le stravaganti passeggiate che le faceva fare ma era la prima volta che si faceva toccare da qualcuno che non era lui. Gli venivano i brividi e si sentiva lo stomaco sotto sopra per aver fatto un pompino ad un estraneo.

Questo è quello che fino ad ora pensava.

Ora non sapeva più fino a dove la voleva spingere.

Risaliti in macchina si sono diretti nuovamente all’ingresso del centro commerciale dove gli ha dato i sacchetti con la sua roba. Per tutto il tempo che sono rimasti insieme non si sono parlati come sempre e questo la faceva sprofondare ancor più nel suo avvilimento. I pensieri scorrevano nella sua mente per quale motivo era finita così in basso.
Fatta scendere, gli ha detto che per il fine settimana sarebbe stata molto occupata con lui. Lasciatala davanti al cinema si avvia verso casa. La osserva dallo specchietto retrovisore come lentamente entra nel supermercato per andare a cambiarsi.
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Aiutatemi a migliorare. Aspetto le vostre critiche.
Sono in attesa delle vostre proposte e suggerimenti da inserire nei prossimi capitoli..

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