Debora

BAGNATA

Ciao.. sono Deborah.. ho quasi 30 anni… e lavoro come impiegata in uno studio a 1 km da casa.. per questa ragione.. non ho l’auto e vado a piedi tutte le mattine.. e nella pausa pranzo rientro generalmente a casa per rilassarmi un po’…… anche se poi non mi aspetta nessuno…

Ieri però… a casa non sono tornata…

C’era una pioggia che portava via… i miei colleghi, scoccate le 13,01 si sono precipitati fuori.. tutti preoccupati.. di fare tardi per pranzo visto che quando c’è pioggia il traffico si paralizza… e si rischia di passare le ore in auto… io.. ho fatto con calma.. ho sistemato la scrivania… ho chiuso l’ufficio.. e sono scesa in strada… la pioggia non mi spaventa.. tanto ho l’ombrello.. o per lo meno pensavo di averlo.. ho fatto 200 metri e una folata di vento.. mi ha spaccato quel cazzo di ombrello… volevo tornare indietro ma avevo chiuso il portone dietro di me.. e da quando hanno cambiato la serratura.. mi sono sempre scordata di farmi ridare il duplicato… rassegnata mi sono avviata verso casa… la pioggia picchiava sul mio cappotto e sul mio viso …un acquazzone estivo.. peccato che siamo inverno… e l’acqua mi penetrava attraverso i vestiti.. facendomi sentire brividi.. continuamente… ho deciso allora di iniziare a correre.. pessima idea… in due secondi mi sono ritrovata per terra… non mi sono nemmeno resa conto di come ci sono finita.. e soprattutto di come due mani mi hanno rialzato velocemente e con premura… “Ciao, ti sei fatta male?”.. che figura di merda … “No no niente … grazie …”… “Ti si è rotto anche il tacco… vieni entra nel mio negozio un attimo…”.. e così mi ha spinto verso l’entrata mezza socchiusa dalla saracinesca di un negozio…”scusa c’è da abbassarsi.. stavo andando a casa”…”…no, scusa te per il disturbo.. anzi ora vado…”…così dicendo provo a staccarmi dalla sua presa … ma sento le sue dita sul mio braccio che hanno un attimo di esitazione … lo guardo… è molto carino.. avrà pressappoco la mia età… fisico atletico.. moro… occhi scuri.. e labbra… disegnate… lui mi guarda…devo essere in condizioni pietose… ho una scarpetta stile bambolina di vernice nera… col tacco andato… una gonna appena sotto il ginocchio infangata … le calze…avevo messo le autoreggenti.. perché le altre erano da lavare… e ora … anche rotte… camicia bianca… o meglio trasparente a causa dell’acqua.. e il cappotto zuppo che mi ha fatto togliere appena entrata…”Non andare .. con questa pioggia, senza ombrello.. se non sbaglio lavori qui vicino.. qualche volta ti vedo passare davanti alla vetrina del mio negozio… aspetta provo a vedere se ho qualcosa per disinfettarti il ginocchio ti sanguina per via della caduta… e accendo i riscaldamenti così ti riscaldi un po’…”.. così dicendo scompare dietro una porticina…

Ahia!…effettivamente ora sento il ginocchio bruciare… ero talmente presa dalla vergogna.. che non ho notato che mi sta sanguinando … però … è veramente carino … e gentile … dovrei … potrei … ricambiare la sua gentilezza… e poi ha detto anche di avermi già notata…
“Eccomi… allora dovresti toglierti le calze…”.. mi guardo intorno… il negozio è chiuso… fuori sembra mezzanotte da quanto è buio… e ho veramente bisogno.. di riscaldami un po’… mi giro e trovo uno sgabello… lui mi guarda… e io metto una gamba sopra, alzo di lato la gonna.. e lentamente arrivo all’altezza dell’autoreggente di pizzo.. e inizio ad abbassarmela…lui mi guarda.. e credo che inizia a capire… il suo sguardo è penetrante.. ma non guarda le mie gambe… fissa i miei occhi… e le mie labbra…mi sento un po’ in imbarazzo e faccio un sorriso.. la calza ormai è andata per terra.. ma né io né lui ci decidiamo a parlare.. lui allora… si avvicina… e senza staccare lo sguardo da me.. mi disinfetta il ginocchio… subito sento il bruciore…ma non riesco a dire niente.. sento anche le sue mani.. calde sulla mia pelle ancora tutta bagnata dalla pioggia… che mi accarezzano lentamente… prima intorno alla mia ferita… un tocco leggero, ma senza indecisione le sue dita seguono un percorso.. una strada ben precisa.. dal mio ginocchio all’interno coscia.. spostando la mia gonna, alzandola e mi spingendomi a sedere sullo sgabello… lui è accovacciato davanti a me.. le sue mani ognuna su una mia gamba.. mi allargano dolcemente e risalgono fino all’altezza dell’altra autoreggente.., lentamente la sfila… e mi ritrovo a gambe aperte su uno sgabello.. con un ragazzo che scruta fra le mie gambe… accarezzandole … provo a dire qualcosa.. a buttarla sullo scherzo…”EHI… che fai provochi?…” e provo a chiudere nuovamente.. quelle cosce che con troppa facilità mi sono lasciata aprire… ma lui non accetta ripensamenti… ora è deciso… e con una mano mi spinge a sdraiarmi interamente, in un attimo è sopra e dentro di me.. non so quando si è aperto i suoi jeans…ma so che senza nessun problema affonda il suo cazzo eccitato e duro dentro la mia fica bagnata come un lago , vogliosa e paradossalmente più preparata di me ad accogliere il suo membro caldo .. mi sento in balia della voglia e del mistero.. uno sconosciuto mi scopa… affonda ripetutamente e con energia nel mio corpo.. e le sue mani mi allargano con prepotenza la camicia lasciando liberi i miei seni di essere leccati da quella lingua così calda… ormai… ho solo voglia e non mi interessa di che ora sia, non mi interessa se ci intravede qualcuno… le mie mani risalgono la sua schiena e si infilano nei suoi jeans andando a stringere il suo culo e unendomi al suo ritmo… sento il mio respiro mischiarsi al suo, i nostri copri sono ormai fusi insieme.. e non mi vergogno… e godo.. godo con un urlo… che lo rende soddisfatto.. continua ancora un po’… a muoversi più lentamente…e poi improvvisamente si toglie…mi guarda e senza dire niente.. capisco cosa vuole… mi metto allora per terra a quattro zampe.. lui… mi guarda e inizia a spingere la sua cappella contro il buchino del mio culetto … mi piace il sesso anale … soprattutto quando come in questa occasione mi sento proprio una troia… e voglio solo sentirmi presa… ma preferisco che scivoli non che spinga per entrare … altrimenti è doloroso … provo allora a girarmi … per prenderlo in bocca… ma lui mi prende per i fianchi e senza più tanti complimenti entra tutto dentro di me … urlo … inaspettatamente … mi ha fatto male … “Piccola troietta, sono mesi che sogno di riservarti questo trattamento e te volevi cavartela con un pompino e una scopata”.. le sue parole sono rudi.. ma il tono è dolce.. e questo mi fa solo che eccitare di più allora inizio ad assecondarlo.. mi muovo lo stringo e lo sento crescere dentro… mi sbatte … mi sento quasi aprire … il suo calore , le sue mani…la sua bocca sulla mia schiena… inizio a provare piacere e sentire i miei gemiti lo fanno ancora più eccitare… si muove più forte… e insieme godiamo all’unisono… mi lascia i fianchi… e mi fa rialzare…mi guarda, io cerco con lo sguardo i miei slip… e sento il suo sperma.. scendere lentamente.. ma lui si abbassa e allargando le labbra della mia fichetta, inizia a leccare tutti gli umori che il mio appagamento ha provocato… sono sorpresa.. la sua voglia ..e anche la mia non si sono minimamente affievolite…e sa come leccare.. e dove… e gli vengo in bocca…le mie gambe tremano… e mi sento quasi girare la testa…lui mi guarda…”Domani.. spero che tu voglia riservare lo stesso trattamento anche a me.. hai delle labbra da pompinara.. che sono la fine del mondo e sono sicuro che sai come usarle .. e ora va bella troietta, sono le 15,00 e a lavoro ti aspettano..”..

per commenti … debbydebby78@gmail.com

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