La Cameriera Bionda
Ci sedemmo ad un tavolo della pizzeria.
L’ambiente era confortevole e luminoso, tutt’intorno le decorazioni alle pareti rendevano il locale un posto raffinato e insieme accogliente.
Aprimmo i menù e scorremmo la lista delle pizze. – Io la prendo al salame piccante.- dissi chiudendo l’opuscolo e guardando Andrea. – Io… uhm… direi una prosciutto e funghi –
Avevamo deciso di mangiare un boccone insieme prima di tornare al lavoro. Avevamo visto quella pizzeria e ci eravamo seduti ad un tavolino appartato e vicino ai bagni.
Passò qualche minuto senza che nessuno si interessasse a noi due. – Comincio a stufarmi… Ma non c’è nessuno in questa pizzeria?-
I tavoli erano pieni per metà… d’altronde era ora di pranzo. C’era soprattutto gente in pausa pranzo e qualche gruppo di studenti. Tutti uomini. Mi chiesi distrattamente come mai non ci fossero ragazze. Io e Andrea avevamo 20 anni e lavoravamo insieme in uno stage di un ufficio amministrativo e per la prima volta pranzavamo in quel locale.
-Boh.. qui non si vede nessuno…- ripose il mio amico, anche lui abbastanza spazientito.
Ci stavamo alzando quando fummo paralizzati da una visione che ci colpì e ci lasciò a bocca aperta. Altro che mancanza di attenzione.
Una cameriera si dirigeva verso di noi legandosi in vita il grembiule nero gessato. Capelli biondi e abbastanza lunghi, viso splendido e angelico, occhi marroncini da cerbiatto e labbra carnose e sensuali. Di carnagione bionda abbronzata aveva una maglietta bianca molto aderente e un paio di jeans altrettanto stretti che le fasciavano le gambe lunghe e seducenti. Il grembiule sottolineava ancora meglio le forme del corpo snello e formoso che ondeggiava con passo rapido dirigendosi verso il nostro tavolo, stringendo tra le dita delicate dalle unghie lunghe e curate un taccuino per le ordinazioni. Arrivò davanti a noi e il suo viso si accese in un sorriso solare e luminoso quanto tutto il ristorante.
-Ciao ragazzi… scusate l’attesa. – la voce era eccezionalmente suadente e profonda… – avete già deciso? Cosa volete?- chiese prendendo la biro e sistemandosi i capelli dietro l’orecchio.
La guardavamo a bocca aperta con la bava alla bocca. “Ti dico io cosa vorrei da te…” pensai immediatamente e credo anche Andrea.
-Ragazzi? Ordinate?- chiese sorridendo ancora e scuotendo la testa probabilmente intuendo i nostri pensieri…
-Ehm… io una birra media e una prosciutto e funghi.- disse Andrea.
-Io una bionda media e una pizza con salame piccante.- continuai.
-Perfetto… una bionda con il salame piccante…- per poco non svenni sentendo quelle parole con quella voce e da quel corpo da favola… ma quanto era bona!!! –arrivo subito.- disse congedandosi e voltandosi con grazia.
La vidi come al rallentatore girarsi mostrando quel culo da favola che si ritrovava e sculettando fino al bancone della cucina. Tutti gli occhi della sala erano su quel suo particolare anatomico… adesso realizzai come mai tutti i clienti erano uomini.
-Ma… hai visto quella?- intervenne Andrea tirandomi fuori dalle mie fantasie.
-Sì… l’ho un pochino notata… e glielo darei io un bel salame piccante.. altrochè pizza…-
Tornò quasi subito con il vassoio delle birre. Si chinò appoggiando i boccali sul tavolo e mettendo ben in mostra i seni sodi e ben sviluppati avvolti appena dal grembiule. Non aveva il reggiseno, notai osservando quelle tette da brivido in ogni singolo dettaglio. Si poteva notare anche il rigonfiamento dei capezzoli.
-Arrivo subito con le pizze…- disse ancora con quella voce profonda e maliziosa.
Pizze… altrochè… un bel paio… pensai osservando ancora l’andatura sculettante di quella cameriera da sogno erotico.
-Ma… lo fa apposta?- chiese Andrea.
-Cosa…?- lo sentivo appena, guardando quelle natiche sode e la pelle tra maglietta e pantaloni…
-A fare doppi sensi continui e a parlare così!- era rosso in viso.
Lo guardai un secondo e ritornai a quella visione eccitantissima. –E’ solo una tua impressione… non illuderti…-
Presi il boccale e ne bevvi una buona parte in un sorso solo. Il mio amico fece lo stesso.
Eccola riapparire con in mano i nostri due piatti. Un sorriso ed eccola ancora piegarsi sul tavolo ad appoggiare delicatamente sul nostro tavolo.
-A te prosciutto e funghi… e a te la salsiccia piccante…- ancora voce profonda e lenta.
Mi guardò poi con quegli occhi così magnetici. Prese un pezzo di salsiccia e se lo mise in bocca con le dita, succhiandola un poco con le labbra. –Ottima scelta…- sussurrò facendomi l’occhiolino.
La forchetta mi cadde di mano quando si allontanò e io tracannai ciò che restava della mia birra.
-Andrea… forse ai ragione tu… quella lo fa apposta!- dissi quando mi fui ripreso.
-Ho visto… pensa se…- accennò prima di bere ancora dal suo boccale.
La vedevamo ogni tanto passare dai tavoli e piegarsi, camminare, sorridere, parlare, toccarsi i fianchi, le gambe e sistemarsi i capelli.
Venne poi a ritirare i nostri piatti vuoti. –Volete del dolce ragazzi?- ci chiese ancora.
“Oh sì… tutto quello che puoi darmi gran pezzo di figa che non sei altro…” –Cosa c’è?- chiesi io.
-Profiterols, mousse, gelato, sorbetto o banana split…- elencò leggendo sul suo taccuino e scandendo con le labbra e la lingua ogni lettera di quelle parole. Poi si mise tra di noi e ci sfiorò le spalle con le mani delicate… – Io prenderei la banana… è talmente buona che ne prenderei anche due alla volta… voi che ne dite? Venite a dirmi se siete d’accordo di là… io vi aspetto in quella stanza là dietro.- concluse indicando la porta a fianco a quella dei bagni con su scritto privato. – Potete passare dai bagni… aspetto cinque minuti… poi vado via, ok?-
Detto questo si passò le mani sul culo e si incamminò entrando nella stanza privata chiudendosi la porta alle spalle.
Io e Andrea ci guardammo in faccia. Un cenno d’intesa e i nostri volti furono rossi dall’eccitazione. Lo dovevamo mascherare un minimo… quella cameriera si era offerta di prendere due banane… era una nostra illusione? No, impossibile… voleva proprio fare sesso con noi… “Me la scopo per tre ore” pensai alzandomi e dirigendomi verso il bagno.
Entrammo uno dopo l’altro e vedemmo alla nostra sinistra un’altra porta con l’insegna “privato”. Bussammo ed entrammo.
La cameriera stava seduta su una sedia con le gambe incrociate e il viso sorridente e soddisfatto.
-Sapevo che sareste venuti. Io sono Cristina e ho 25 anni. – disse alzandosi e appoggiandosi al mio petto.
-Il piacere è nostro…io sono Edoardo e lui è Andrea….20 anni- risposi con un filo di voce passandole le mani sulle braccia nude.
-Ho tanta voglia di cazzo, ragazzi… avete cosa cerco? Potete soddisfarmi?- disse avvicinando a sé Andrea prendendolo per gli addominali con una mano. Stretta tra i nostri corpi eccitati, Cristina cercò le mie labbra. La baciai e le misi la lingua in bocca, limonando con lei.
Poi si voltò verso Andrea e fece lo stesso con lui, mentre io le leccavo il collo nudo e la pelle dorata delle braccia.
-Spogliatevi…- disse allontanandosi da noi e risedendosi sulla sedia dopo essersi finalmente tolta il grembiule che nascondeva il ventre piatto e un po’ scoperto che a poco a poco declinava verso il pube.
Ci spogliammo in quattro e quattr’otto e fummo nudi davanti a lei con i cazzi in tiro. Andrea ce l’aveva un po’ più lungo del mio ma anche io non scherzavo. Gli occhi di Cristina si riempirono di desiderio.
Si alzò e prese un cazzo in ogni mano cominciando a segarci. Andammo avanti così per qualche minuto, poi si concentrò su quello di Andrea, prendendolo in bocca fino alla base e succhiando come un bambino con il biberon. Il mio socio venne quasi subito fuori dalla sua bocca e i suoi schizzi bagnarono il pavimento della stanza. Poi prese il mio e fece lo stesso.
Sentii il mio membro entrare nell’antro caldo della sua bocca, penetrare le labbra morbide e carnose, tuffarsi nella saliva accarezzato dalla lingua veloce e audace. Le sue manine segavano insieme il mio pene e venni anch’io a schizzi fuori dal suo corpo, sporcando l’ambiente circostante.
Cristina si alzò e si tolse la cintura e gli stivali. Poi si sfilò i jeans rivelando delle gambe da fotomodella. Le mutandine bianche e lucide la rendevano sexy come una pantera e innocente come la verginella che, senz’altro, non era.
Poi si sfilò la maglietta e diede credito ai miei giudizi. Sotto la maglia stavano due pere da infarto: abbastanza grandi (almeno una terza), sode e ben alte sul pettoi capezzoli chiari erano piccoli e turgidi…
Si mise per terra a pecorina e ci fece cenno con le dita di avvicinarsi. Eravamo di nuovo in erezione…
Si girò a pancia all’aria e iniziammo a leccarle i capezzoli, uno per uno, massaggiando con la mano un seno e una gamba per uno.
Poi le sfilammo le mutandine e liberammo la figa bionda e ben rasata pulsante e bagnata tanto era desiderosa di essere penetrata. Io e Andrea cominciammo a leccarla insieme. Le nostre lingue la penetravano appena e stimolavano il clitoride incrociandosi di tanto in tanto l’una con l’altra. Le nostre mani andavano su e giù per le cosce lunghe e i seni sodi…
Andrea decise poi di penetrarla di nuovo nella bocca e si mise in ginocchio con il cazzo a favore di bocca. Io invece mi misi tra le sue gambe e iniziai a scoparla nella figa, leccandola intanto sul ventre e palpandole il culo con le mani…
Ritmo sempre più veloce, Andrea venne ben presto nella sua bocca. Lei da brava troia bevve tutto e quando ebbe finito iniziò a muovere il bacino con me per ottenere maggiore piacere possibile. Gemeva come una puttana quando il mio pene andava a esplorare le zone più profonde della sua vagina matura… mi fermò quando stavo per venire e mi fece esplodere nella sua bocca, bevendo anche il mio liquido seminale.
Ci limonammo e leccando tutti e tre per un po’ fino a quando noi due non ci fummo ripresi e potemmo ricominciare. Si mise a pecorina mostrando quel culo paradisiaco pronto per essere scopato. Andrea ci provò ma non riuscì a penetrare molto nel suo ano. Allora si mise davanti a lei e la prese per i capelli costringendola a prendere di nuovo in bocca il suo cazzo in tiro.
Io mi misi dietro di lei e le aprii l’ano con la saliva e le dita. Quando fui soddisfatto del risultato con un colpo deciso entrai in lei con il pene e iniziai a penetrarle il culo.
Liquidò Andrea in pochi minuti, facendolo venire per la terza volta in poco più di un’ora nella sua gola profonda. Poi si dedicò a me prendendo dal mio cazzo tutto il piacere possibile. Quando ero sul punto di venire, rallentai il ritmo e resi più profonda la penetrazione… stavolta avrebbe accettato tutta la mia sborra dentro di sé…
Infatti venni provocandole un orgasmo e portandola in estasi, svuotandomi ancora le palle dentro il suo corpo sfondato. Mi baciò come per ringraziarmi e si alzò per rivestirsi. Io e Andrea ci alzammo a nostra volta e la bloccammo. –Dai ragazzi… non vi è bastato? Lasciatemi andare….-
-Non hai ancora visto tutto cara la mia puttanella…-
La sbattei al muro e la bloccai sui polsi, costringendola a mostrarmi le sue tette e la sua fighetta ancora bagnata e vogliosa. La presi contro il muro facendola godere tantissimo. Andrea le si mise dietro e la penetrò nel culo. La stringemmo nella morsa dei nostri sessi e la portammo ad avere due orgasmi in pochi minuti. Poi lui venne di nuovo e stravolto si coricò a terra.
Io riuscii ancora a prenderla in braccio e scoparla in sospensione qualche minuto, venendole poi nella figa e provocandole l’ennesimo orgasmo di piacere. La adagiai a terra sopra il nostro sperma e i suoi umori. Io mi sdraiai accanto a lei, posandole una mano sulla figa e continuando a massaggiargliela, baciandola sul collo, tra i seni e sul pube….
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