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Boy sitter – Capitolo 1

Finalmente è arrivato luglio. Niente esami! Un’estate purtroppo, di totale relax e caccia.
Non mi posso lamentare più di tanto, perché i miei mi finanziano ma dopo la frattura del menisco sciando questo inverno, sono costretto a portare ancora il tutore al ginocchio e cosi non posso andare a lavorare al bar della spiaggia come faccio ogni anno. Li si che si cucca. Mi sono preparato per arrivare all’estate in forma e per accorciare i tempi della guarigione, ma il medico me lo ha sconsigliato. Certo che fra palestra, piscina e stampelle, ho messo su un bel pò di massa muscolare al petto e alle braccia..

Sono spaparanzato sulla poltrona a guardare la tele e con questo primo caldo, più che stare in boxer non faccio altro, quando mia madre entra in sala e mi chiede:
“Ti va di guardare per un po Sara e Leo?”

Sono i nostri vicini di casa che ho spesso dato delle ripetizioni aiutandoli nei compiti e guardandoli magari qualche sera o nei week-and quando i genitori andavano da qualche parte.

“Ok.” Le rispondo.
Mi alzo, mi metto due cose tanto per essere presentabile e mi dirigo al piano di sopra tirandomi dietro le mie 2 stampelle.
Mi apre la madre e noto subito che è stata dal parrucchiere. Non che sia una donna trasandata ma da quando la mia ragazza mi ha mollato sono più attento a queste cose.
“Ciao Max. Vieni, entra! Guarda, non so proprio come fare. Doveva venire mio cognato ma è stato trattenuto in ufficio, così tua madre mi ha proposto te. Te la senti vero di badare hai bambini? Sai dobbiamo partire per andare in crociera e non possiamo più disdire”.

Come se mi fosse passato un iceberg sulla schiena rispondo:
“Ok”.

Precisa come sempre, passiamo a controllare dove ha messo i numeri d’emergenza, i vestiti, i cambi di biancheria, il mangiare e le raccomandazioni di rito..
Tornato a casa, mia madre mi chiede se ci siamo messi d’accordo e io gelido..
“Mica mi hai detto che era per una settimana”.
Lei torna a guardare la sua telenovela e io annego i miei sogni di cacciatore nel tè freddo..

Al mattino vengo svegliato da loro che sono in partenza, e finalmente dopo le ennesime raccomandazioni partono. Arrivo in casa dei ragazzi ‘altro che bambini’ e subito vengo accolto dalla lista che la loro madre ha preparato per loro.
Pazzesco, -mi dico fra mè e mè- ha meticolosamente programmato la vita dei ragazzi.

“Ok -dico io- Vediamo cosa dovete fare questa mattina. Compiti!!!” E li spedisco a studiare, mentre io mi metto a lavare le tazze della colazione e a pulire la cucina.
Pio –il diminutivo da sempre di Leonardo- è in sala a studiare l’inglese. Sara è alla scrivania in camera. Come sempre mi chiedo come faccia a studiare con lo stereo acceso. Con le cuffie alle orecchie non mi sente arrivare anche se cammino con una stampella e da sopra mi beo d’uno spettacolo imprevisto. Indossa solo una lunga maglietta da basket molto scollata davanti, che dalla mia posizione d’osservazione vedo distintamente un suo seno. Perfetto, sferico, invitante. Il mio sguardo non si stacca come se fosse magnetizzato. Si vede bene tutto fino all’aureola mentre il secondo si può solo intravedere. Si vedono bene anche il bianco delle mutande, ma il mio sguardo è magnetizzato solo al suo seno. Il mio sesso è eccitatissimo.
Si accorge di me e mi sorride e io, per non fargli notare la mia evidente erezione, mi siedo sul suo letto di fianco a lei. Da questa nuova posizione non posso fare a meno di osservare il seno che prima mi era parzialmente nascosto. Da sotto all’ascella si vede benissimo il chiarore di quella sfera perfetta fino quasi al capezzolo. Sistemo meglio il cazzo che l’ho sento esplodere imprigionato com’è nelle mutande. Vorrei tanto liberarlo e offrirglielo. Faccio finta di leggere un libro che aveva sul comodino ma non smetto di osservargli il seno.
Noto con piacere che il capezzolo è leggermente duro e che spinge la canottiera. Questo mi fa ancora più fantasticare sulle mie voglie di toccarle, di morderle, di.. Mi devo alzare. Inconsapevolmente mi stavo masturbando e ora l’ho bello dritto e duro come il marmo. Mi chiudo in bagno, mi abbasso in un solo tempo i pantaloncini e i boxer. Lui svetta duro e rosso sopra il lavandino.
È tutto bagnato, segno che non posso durare oltre dall’eccitazione, dalla voglia di soddisfarmi. Con entrambe le mani mi palpo le palle e poi senza comando incomincio una lenta sega. Penso alle sue tette, ai suoi capezzoli e a cosa vorrei fargli. Senza accorgermi ho accelerato il ritmo e sento che sto già venendo.
Non mi fermo.
Continuo a sborrare nel lavandino e anche dopo quando sento che oramai l’eccitazione è finita continuo a muovere lentamente la mano impiastricciandomi anche le dita. Mi fermo, con la consapevolezza che se proseguo in questo modo non mi si abbassa l’erezione e anzi, sarei pure capace di godere una seconda volta.
Mi lavo, mi risistemo e noto che l’uccello a perso solo una parte della sua grossezza. Pulisco tutto per bene con la carta igienica e mi siedo in cucina aspettando che loro finiscano i compiti. Noto che non hanno molta voglia di studiare perché vengono spesso in cucina a bere qualcosa di freddo o per chiacchierare con me.
Lui anche se non ha peli sul petto, come io d’altronde, ha un bel fisico. Con quella faccia pulita e gli occhi verdi non fa sicuramente fatica a far cadere qualche ragazza fra le sue braccia. Lei invece sembra che l’ho faccia apposta a mettere in mostra il suo ben di dio. Mi compiaccio nel vedere che non mi ero mai accorto di quanto fosse donna. I capelli raccolti nella coda di cavallo, esaltano le fattezze del viso e del collo.
I capezzoli turgidi spingono da sotto la maglietta. Le gambe affusolate e già ben abbronzate finiscono là in mezzo dove le mutandine lasciano intravedere il solco delle labbra.
Il suo gironzolare in casa con quella maglietta semitrasparente non mi facilita certo a tenere il mio fratellino a riposo che anzi rimane sempre teso.
Senza accorgermene arriva l’ora del pranzo. Ci chiama al telefono mia madre per dirci di andare a mangiare giù da noi. Ed ecco che la tabella della mamma preventiva è saltata.. Il mangiare già pronto resta nel frizer.
Pio indossa solo una maglietta e anche Sara indossa un paio di pantaloncini e una maglietta.
Non posso non notare che è senza reggiseno.
A tavola cerco di non fissare i suoi capezzoli duri. La maglietta bianca lascia perfettamente intravedere il rosso delle aureole. L’ho seduta d’avanti a me e al mio fianco c’è Pio. Vedo bene che anche lui le osserva spesso le tette. Finito di mangiare torniamo in casa dei ragazzi e consultiamo la lista.
“Spiaggia!!! –Esclamo- Benissimo! Allora tutti a cambiarsi. Vi aspetto di sotto che andiamo con la mia macchina”.
In un lampo i ragazzi scappano in camera mentre io torno a casa a mettermi il costume.
Quando esco li incrocio che anche loro stanno scendendo le scale. Saliamo in macchina che è un vero forno. Pur coi finestrini aperti, andare verso la spiaggia è un vero calvario. Andiamo alla mia, dove avrei dovuto fare la stagione, visto che loro non hanno voluto dirmi dove vanno di solito. Li lascio liberi di andarsi a rinfrescare in mare mentre io mi dirigo al bar.
Classici saluti agli amici, con le classiche battute da caserma. Altrettanti saluti alle clienti abituali del bar e dei bagni con grosso rammarico per tutti per la mia disavventura al ginocchio. Mi stavo beando delle chiacchiere degli amici sulle nuove prede della spiaggia quando arriva Sara ancora gocciolante.
“Stupenda!” Esclama Mirco restando a bocca aperta.

Mi volto e la vedo veramente come se fosse stata la prima volta. Indossa un bikini verde pastello che bagnato lascia intravedere le sue forme perfette. Le aureole, i capezzoli, le labbra del suo sesso, i peli del suo monte del desiderio.. Tutto perfetto. Ogni cosa al suo posto. Il mio cazzo ha come un guizzo e subito si mette sull’attenti. Con una pacca sulla spalla data da Mirco ritorno nel mondo dei vivi.
“Ma insomma. Non ci vuoi presentare?”

“Mirco, Paolo, Francesca.. Questa è Sara”.
Come sempre Mirco, espansivo com’è la bacia sulle guance invece di attenersi alla canonica stretta di mano.
“Territorio di caccia personale?” Sottolinea Mirco assestandomi una gomitata al braccio.
Guardo Sara negli occhi e rispondo.
“Si! Quindi occhio a come ti comporti”.
Lei senza dirmi nulla mi sorride. Mi schiocca un bacio sulla guancia e mi dice che si sono sistemati con Pio vicino agli scogli. Saluta e se ne va. Mentre vengo inondato da complimenti e insulti amichevoli da parte di tutti i presenti. Non posso non notare il suo ancheggiare del suo sedere perfetto.
Resto al bar a chiacchiera un po con tutti e vedo solo 2 volte Pio che viene a scroccare i gelati. È l’ora della ritirata e finalmente appaiono entrambi. Saluto tutti e insieme ci dirigiamo alla macchina.
Mi ringraziano per i gelati e si rammaricano per il fatto che non sono stato con loro a fare il bagno.
Gli spiego che stampelle e sabbia non vanno d’accordo e che se proprio vogliamo fare il bagno assieme bisogna andare in piscina. Al solito, la macchina è un forno. Pio è seduto dietro, Sara al mio fianco. Noto con piacere che si è tolta il reggiseno e si nota una parte del seno destro.
Ventre guido mi ripeto di continuare a fissare la strada ma cerco ogni pretesto per conversare con lei…
Il viaggio per fortuna è breve.
Loro si dirigono a casa per lavarsi, mentre io li aspetto in casa dove mia madre sta preparando cena.
È la supplizia di tantalo. Lei al solito posto a tavola con la solita maglietta. Questa volta entrambi i capezzoli sono duri e turgidi e al mio pisello non passa molto tempo che si indurisce.
Dopo cena li porto in centro con la macchina per una passeggiata e un gelato dove incontrano anche i loro amici. Noto che solo Pio si abbraccia con una ragazza mentre Sara si circonda con delle amiche.
Constato che fra tutte non sarà la più bella ma è indubbiamente la più seducente. In mini e camicia trasparente, annodata alla vita non passa certo in’osservata. Il suo reggiseno di pizzo messo così in vista mi eccita fuori misura.
È da tutto il giorno che ho il pisello perennemente duro e con la goccia che fuoriesce dall’occhiolino.
Passiamo la serata a non perderci di vista. Tutto sommato sono due bravi ragazzi e si comportano bene. Finora non mi danno pensieri. Tornati a casa, passo a prendere l’ho spazzolino da denti e vado in casa con loro. Quando arrivo sono in camera che si stanno cambiando.
Accendo la tele e mi stravacco su una poltrona. Appoggio la gamba su una sedia per tenere a riposo e in alto il ginocchio e incomincio uno zapping forsennato. Non c’è nulla che attiri la mia attenzione. Solo pubblicità e qualche vecchio film.
Mi raggiunge Pio e gli chiedo se può portarmi da bere qualcosa di fresco e arriva con 2 birre.
“Ma dove le hai prese? Non c’erano questa mattina in frigo”.
“Le ho prese al mare questo pomeriggio quando eri impegnato con quella rossa. Te la sei scopata?”
Me l’ho chiede cosi, in modo diretto.. Non so che rispondergli ma ecco che arriva Sara a togliermi dagli impicci. È bastato un secondo perchè scompare quasi subito. Indossa la canotta di questa mattina e si intravedono gli slip bianchi. Ritorna con una birra in mano e si siede vicino a suo fratello.
“Uff che caldo questa sera. Non c’è una bava d’aria. Che guardate?”
“Nulla. -faccio io- Non c’è niente questa sera”. Mi fermo su un canale che fanno un vecchio film. Uno di quelli in cui la protagonista è perennemente in topless e che tutti gli vogliono toccare il sedere.
“Perchè non andiamo a vedere il film di là, in camera dei vostri genitori?” Gli chiedo.
“Si -Dice Sara- Ha due finestre ed è più arieggiata. Forse respiriamo almeno lì.”
“Esattamente quello che pensavo.”
Con le birre in mano ci mettiamo comodi. Sul lettone Sara si posiziona in mezzo a noi. Pio torna alla carica richiedendomi della rossa.
“Al momento -gli rispondo- sono solo e si, in spiaggia si possono fare tante conoscenze”.
“Intime?” Mi chiede Sara.
“Si, soprattutto intime. Molte di quelle che avete visto salutarmi vengono in vacanza solo per divertirsi e spesso io e gli altri del chiosco siamo occupati in attività per così dire.. Di ricreazione. Te Sara? Non ti ho visto con nessuno mi pare”.
“Anche io sono libera in questo momento.”
“Stavi con quel biondo con la moto giusto?”
“Ma figurati. Sarà un anno che non l’ho vedo più”.
“E da allora sapessi quanti se né è fatti.” Interviene Pio che per tutta risposta riceve una gomita da sua sorella.

Terminate le birre finisce anche il film. Non ci ha lasciato completamente freddi. Anzi, sia io che Pio siamo vistosamente eccitati. Comunque spengo tutto e loro vanno a dormire. Non passano 5 minuti che sento loro litigare. Mi alzo e vado a vedere.
Sara è sul letto sopra a suo fratello mentre lui a pancia sotto cerca di tenere qualcosa.
“Dammelo ti ho detto. È mio!” Urla sotto voce.
Accendo la luce e non aspettandomi si fermano come intimoriti. Mi avvicino al letto.
“Fammi vedere cosa nascondi.” Allungo la mano e gli strappo da sotto un giornale. Per la precisione una rivista porno. Li guardo entrambi.
“E’ tuo?”
“Si.” mi risponde Sara.
“Tieni, fanne buon uso e smettetela di fare casino”. Sono a letto che quasi sto dormendo che sento come una presenza. Guardo e noto sulla porta Sara.
Bisbiglio “Che c’è?”
Si siede sul letto. “Non ti sei arrabbiato per la rivista”
“No, perchè? Avrei dovuto? Voi e noi vi considero uguali. Abbiamo le stesse voglie e gli stessi interessi”
”Davvero?”
“Certo” -Gli rispondo- “Sei bella. Desiderabile. Sexi. Chi non vorrebbe averti come fidanzata?”
“E te?” Mi chiede.
Non gli rispondo. Passo una mano sulla sua coscia. Mi alzo su un gomito e avvicino le mie labbra alle sue per un bacio in cui dopo poco le nostre lingue sono intrecciate. La tiro su di me senza distogliere le mie labbra dalle sue. Siamo avvinghiati ma riesco ugualmente a impossessarmi con una mano di una sua tetta e incomincio a massaggiarla. Sento il suo capezzolo duro sotto le mie dita e con due l’ho stuzzico. L’ho rendo ancora più duro. Sento una sua mano che mi percorre l’interno delle mie cosce. Si ferma a palparmi le palle per poi prendere il cazzo da sopra i boxer. L’ho stringe come se dovesse scappargli via da un momento all’altro.
Mi metto io di lato un po’ sopra a lei. Scopro la tetta e incomincio a succhiargli il capezzolo. A morderlo. Sento che ansima. La mia mano si intrufola fra i suoi peli fino a raggiungere le sue labbra. Mi facilita l’operazione allargando le gambe. Le dita scorrono lungo tutto il solco fino quasi a raggiungere con le punte il buchino posteriore. Ritornano indietro e con l’indice scorro all’interno, fra le piccole labbra bagnandomelo come non mai. Mi soffermo sul clitoride e incomincio un lento movimento circolare. Sento che le piace. Incomincia ad ansimare. Ad agitare la testa. Si irrigidisce e sento un lungo gemito che cerco di nascondere baciandola.
Come si rilassa e sento che il suo respiro si fa più normale scendo verso la sua passerina baciandola per tutto il corpo. Le tolgo gli slip. La bacio all’interno coscia con lenti movimenti di lingua. Passo sul clito una veloce leccatina partendo da più in basso che ho potuto raccogliendo anche una parte dei suoi umori. Passo anche dall’altro lato della gamba per poi tornare indietro e soffermandomi far le sue gambe. Mi posiziono comodo e lecco avidamente. Succhio. Mordo. Non le lascio un secondo di respiro mentre con una mano cerco di palpare le tette e di giocare coi suoi capezzoli durissimi L’orgasmo che sopraggiunge è improvviso. Si inarca, si muove tutta. Trema. Dalla bocca escono gemiti inconfondibili ma non fermo il lavoro. E’ squassata ogni tanto da tremori. Ma io non mi fermo. Mi fanno male le mandibole e la lingua ma proseguo. Ora voglio farle provare qualcosa di nuovo.
Mi risistemo, questa volta di lato a lei sempre senza staccare le mie labbra da lei. Ora, piano, piano le infilo un dito. E’ calda. Brucia. Bagnatissima. Incomincio il movimento lentamente introducendo tutto il medio fino in fondo. Io ne approfitto per riposare la lingua e mi appoggio a pochi centimetri dal suo clito. Mentre il dito va dentro e fuori ogni tanto soffio sul clito. La cosa le piace ma sento che è ancora squassata dal godimento. Con tremolii e respiro affannoso. Le infilo ora due dita. Una sopra l’altra e incomincio ad accellerare il movimento. Non solo dentro e fuori ma ogni tanto cerco anche di fermarmi e spingere il più possibile dentro le dita. Le nocchie le vibrano sul clitoride. Il rumore che fanno le dita è inconfondibile. Fuoriesce liquido come una fontana inesauribile. Sento che incomincia ad ansimare, a mugolare. Accellero il movimento e lei viene inarcandosi.
Io rincomincio anche con la lingua sul clito ma lei mi stringe le gambe e mi blocca, ma con la lingua continuo a leccare e a succhiargli il suo durissimo pisellino. Quando mi molla dalla presa ho ancora le dita piantate dentro. Sono tutto bagnato. Faccia, mento e le dita fino al polso. Lei trema tutta ancora e il respiro e affannoso. Sono tutto indolenzito. Mi sistemo di fianco a lei. Vedo il suo addome imperlato di sudore che ritmicamente sale e scende. Ha gli occhi chiusi e la bocca aperta. E’ tutta sudata come io d’altronde. Ho un cazzo durissimo ma voglio che lei si godi questo momento. Si gira rivolta verso me. Mi bacia e si addormenta appoggiata di fianco sul mio braccio. Per un po le accarezzo i lunghi capelli e poi anche io mi addormento.
By max
Aiutatemi a migliorare. Aspetto le vostre critiche.
Sono in attesa delle vostre proposte e suggerimenti da inserire nei prossimi capitoli..
Modifiato il 05-01-2007

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