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Boy sitter – Capitolo 7

-All’ora mamma che dici?-
Stiamo tutti guardando mia madre che con occhi torvi non ci degna neppure di una risposta. Guarda il termometro, lo legge e scuote la testa. Brutto segno penso. Anche pio sta sulla porta della camera in apprensione.
-Solo 5 linee di febbre.-
Accarezza Sara sulla fronte spostandogli la frangetta e le da un bacio. È il suo modo di dire ‘eccomi stai tranquilla’. Me lo ha sempre fatto anche a mè quando stavo male. Non possiamo non notare che non porta il reggiseno. I suoi globi perfetti e pesanti fanno fatica a non uscire dalla leggera vestaglia trattenuti solo da un bottone. La vista migliore se la gode Sara che essendo così vicina potrebbe quasi prendere in bocca un capezzolo. Si solleva, mi guarda e indicandomi col dito:
-Ora basta! Ho sopportato troppo e questo è il risultato. Sei qui per un lavoro e ne hai abusato. Se volete vivere da sposati mi sta bene, ma vi dovete sposare. Ma non prima di esservi laureati entrambi! Ma che vi ha preso? Siete forse dei selvaggi? Non siete più bambini e si capisce, ma i giochi da adulti si fanno anche con un minimo di criterio morale pure verso il prossimo. Insomma! Ma sono 3 giorni che non ci lasciate dormire. E poi proprio da te non mi sarei mai aspettato una cosa del genere. Cosa può pensare suo fratello? Su dimmi! Che diamine siete forse conigli? E c’è ne anche per te sai!- Indicando Sara -Ma l’ho fai apposta a urlare così sempre? Insomma cercate di limitarvi, chiaro!-
Col viso paonazzo esce di casa sbattendo la porta.
-Si è proprio sfogata- Dice Pio
-Certo ma la colpa l’abbiamo presa io e tua sorella. Mica sa che sei colpevole te quanto noi.-
-Già figurati se l’ho venisse a sapere. Pensi che ci appenderebbe per i piedi?-
-Per quelli forse no, ma per le palle penso proprio di si!- Ribatte Sara.
-Comunque per oggi basta ok? Riposo per tutti. E tu oggi ti dedichi a fare i compiti mentre io sistemo la casa. Te invece, te ne stai tranquilla a letto almeno per oggi. Fammi vedere il bernoccolo? Certo che hai fatto un bel volo giù per le scale. Ma se mi dicevi che ti sentivi male non saremmo scesi.-
Anche io la bacio sulla fronte. Deformazione familiare penso. Più tardi squilla il telefono. Se non avesse suonato Sara avrebbe dormito per tutto il pomeriggio. Pio mi si avvicina e all’orecchio mi dice sottovoce:
-Ha chiamato l’amica di Sara. Ti ricordi della lesbica che ti avevo detto? Viene a trovarla più tardi.- -Ok bene.- Gli rispondo -Sarebbe meglio all’ora farci trovare puliti- E gli faccio un occhiolino. Subito non intuisce il doppio senso ma dopo con un ‘espressione di pura eccitazione mi sorride e va ad avvisare della telefonata sua sorella. In camera ora che si è svegliata la rassetto alla meglio. Sopratutto tolgo i preservativi da sotto al letto. Porgo un po di the freddo a Sara e controllo la fronte.
-Come stai?-
-Meglio- E cerca le mie labbra per un tenero bacio.
-Sei tutta sudata. Forse sarebbe meglio che ti fai una doccia. Dai vai. Ho visto dei ghiaccioli nel frizer, su forza che dopo li mangiamo.-
L’aiuto ad alzarsi e mentre lei si fa una doccia veloce risistemo anche il letto. Ci mettiamo tutti e tre sul letto a gustarci il goloso refrigerio. Quando una goccia del ghiacciolo cade su un seno di Sara Pio si solleva dalla sua posizione e prontamente lecca buona parte della tetta. Sorridiamo tutti.
-E meno male che ho detto oggi a riposo.-
-Davvero? Guarda, Pio è già eccitato. Io non ho mai smesso di bruciare e devo dirti che sotto la doccia mi sono mancate le vostre mani e a te, vedo che l’ho hai già bello tosto. Ricorda quel che abbiamo fatto negli ultimi due giorni è stato fatto solo perchè io l’ho voluto. Ma quanti preservativi abbiamo consumato?-
Dal comodino apro la scatola e tiro fuori due condom
-Se la matematica non è un’opinione 18!- Esclamo.
-Contando anche le volte che vi ho bevuto e quelle fatte sotto alla doccia o addosso a mè a quante siamo arrivate?-
-Non ne ho idea ma stai certa che è da veri stalloni purosangue.-
-Non so come si sentono gli stalloni ma a mè fanno male tutti i muscoli. Prima a stare seduto sul cesso avevo male anche al culo.-
-Quello forse è perchè questa notte Sara ha voluto ricambiare il trattamento che gli hai fatto.- -Dammi torto, te che la scopi da sotto l’unico buco libero rimasto era il culo. Non sapendo cosa ne avrebbe detto l’ho chiavata solo col dito. Te ne che ne dici Sara?-
-Penso che sarebbe meglio provare un giorno di questi. Io ho deciso che appena superate le vacanze prendo la pillola. Sono stanca di dover riprendere sempre da capo. Certo mi fa piacere, ma la sensazione di sentirmi totalmente libera e piena, mi eccita ancora di più.-
-Fa controllare?- Dice pio. Scosta un lembo della camicietta che si era messa.
-Oramai le mutande sono un optional in questa casa.- Gli dice mentre passa un dito all’interno del solco della patatina. Dopo averlo annusato lo lecca gustandolo vistosamente come un somelier. -Buono- esclama -Più che calda direi bollente- Gli fa sgocciolare alcune gocce del ghiacciolo e poi gli ripassa il dito.
-Buonissimo così sai?-
Lei sorride tutta soddisfatta e eccitata. Guardo anche io meglio e più da vicino:
-Caspita! Hai le labbra rosse e gonfie fa controllare..-
Lei apre le gambe a squadra lasciandoci guardare beatamente lo spettacolo. Dopo aver inumidito il dito nella mia bocca lo inserisco piano all’interno della vagina.
-E’ un forno!- Esclamo. Pio cogliendo tutti di sorpresa appoggia il ghiacciolo fra le grandi labbra. Lei urla e sobbalza. Per l’improvviso spavento chiudendo le gambe bloccando il ghiacciolo.
-Mai sei impazzito?-Esclama -Riaperte e liberato il ghiacciolo Pio se lo porta alla bocca. Compiaciuto lo lecca vistosamente emettendo mugolii di piacere.
-Prova anche te dai. Senti che buon sapore.-
-Posso?- Chiedo.
Lei per tutta risposta alza le gambe appoggiandole sulle nostre spalle. Così ora abbiamo uno spettacolo che si apre su entrambe le grandi e le piccole labbra. Come appoggio il ghiacciolo lei sobbalza nuovamente emettendo un nuovo grido. Lei con la mano libera prende da sopra gli slip il cazzo di suo fratello e incomincia a massaggiarlo. Incominciamo tutti e tre a passare il ghiacciolo sulla sua figa. Passiamo una leccata al ghiacciolo e una alla sua patatina. Da questa posizione si scorge il clitoride duro e prominente. I ghiaccioli finiscono presto mentre noi ora siamo supereccitati.
-Ragazzi- Dice -Scopatemi dai. Ma mi dovete venire in bocca. Ho troppa voglia dai. Non fatevi pregare sù.-
Lascio il posto a Pio che si solleva e posizionatosi fra le sue gambe affonda di colpo nella calda e accogliente figa il cazzo durissimo. La scopata è regolare e controllata. I lunghi e ripetuti esercizi di questa notte l’hanno maturato. I miei dubbi sulla sua resistenza e affidabilità sono svaniti. Mentre la scopa le succhio i capezzoli. Incomincia ad ansimare più velocemente mentre con una mano mi prende la testa e mè la stringe addosso a lei. I mugolii crescono di tono su entrambi finchè Sara con un urlo liberatorio gode squassata da spasmi e tremolii. Pio soffermatosi un po per godere delle contrazioni della figa si estrae e si posiziona all’altezza della sua bocca. Gli prende la testa con entrambe le mani e l’accompagna nel pompino. Il cazzo scompare tutto in bocca. Quando ricompare è ancora lucido e bagnato ma non più dei suoi succhi ma di saliva. Passo la testa sotto la sua gamba e incomincio a lappare ancora la figa che ora sgorga nettare all’infinito. Vedo lei che tiene il cazzo di suo fratello con una mano che ingoia mugolando mentre lui rigido si svuota tutto in bocca. La sborrata è lunga e copiosa. Lascio che finisca di bere e posizionatomi anche io in mezzo alle sue gambe immergo il cazzo in lei. Entro piano. Il caldo che trovo mi colpisce direttamente alla testa mentre lei apre la bocca e sospira, lasciando momentaneamente fuoriuscire il cazzo di suo fratello dalla bocca. Prendo le sue gambe e le posiziono sopra alle mie spalle. In questo modo colpisco direttamente l’utero. Ad ogni affondo lei urla. Si tiene prendendo il cuscino alle sue spalle. Gode. Urla. Tremante lascio cadere le gambe che subito dopo mi attanagliano hai reni. Senza fermarmi continuo andare avanti e indietro. Dentro e fuori. Pio ora gli lecca e succhia i capezzoli torcendoli anche con le mani. Le contrazioni della figa sono così forti che non mi aiutano a resistere. Ad un passo dal godimento mi estraggo velocemente. Prendo la testa con una mano mentre con la destra mi tengo il cazzo e glielo infilo in bocca. Non fa resistenze. Apre semplicemente le labbra per permettermi di sborrare direttamente sulla lingua. Vengo copiosamente mentre lei sta ancora ansimando di piacere. Non aspetto che mi pulisca le ultime gocce. La voglio baciare immediatamente e assaporo il mio gusto sulla sua lingua. Ansima ancora. Le narici si aprono ritmicamente per respirare velocemente. Si abbandona sul letto contenta e sorridente. Hai lati della bocca ha gocce di sperma che lecco via. Sudata e tremante si addormenta ancora. I continui godimenti l’hanno sfinita. Anche noi non siamo da meno. Ci alziamo lasciandola tranquilla e andiamo a sdraiarci sui divani in sala. La cappella del cazzo di Pio è ancora paonazza e completamente scoperta. Io che sono invece circonciso sono pure violaceo e spunta una goccia. Ci passo sopra il polpastrello del pollice e mè lo lecco. Poco dopo suonano alla porta. Cerco velocemente i boxer mentre lancio a Pio le mutande e aperto rimango di stucco. C’è la sua amica sulla soglia e mi scuso del mio e del nostro abbigliamento ma mi ero completamente dimenticato del suo arrivo. Capelli corti a caschetto. Un top corto senza spalline che lascia scoperte spalle e pancia. Copre un paio di seni dondolanti e grossi. Penso che non porta il reggiseno. Pantaloncini corti e infradito hai piedi. Penso chiedendomi sarà anche senza mutande? Dalle forme robuste ma al contempo plastiche. La faccio entrare e l’accompagno direttamente in camera dove Sara senza ricomporsi la riceve con la camicia sbottonata e con tutte le sue nudità in vista. Mi scuso nuovamente motivando le nostre libertà al caldo. Le lascio sole mentre in cucina preparo due bicchieri di the freddo. Parlano contente spettegolando sulle amiche. Dopo un po’ porto ancora il the freddo che servo direttamente nei bicchieri sul letto. Mi sdraio anche io facendole compagnia mentre Pio sta spiando dalla porta. La osservo bene e anche se ha un po’ di pancetta e maniglie dell’amore, devo dire che ha un bel colorito. Si vede che ha preso molto sole. Coi riflessi rossi nei capelli e gli occhi marroni è una bella ragazza. Il seno poi magnetizza il mio sguardo. Sono assorto sulle sue tette che non mi accorgo che anche loro mi stanno osservando. La cappella del cazzo è fuoriuscita dall’apertura dei boxer. Sara mi da una gomitata.
-Amore stai attento che sono gelosa.-
-Scusa ma stavo pensando a una cosa..-
-Rendici partecipe.. Quale pensiero peccaminoso hai fatto sulla mia amica.. Non hai smesso un secondo di fissargli le tette. Ma se ti piacciono così tanto perchè non glielo dici? Sono sicura che la rendono orgogliosa. Vero?-
Allunga una mano e prendendo il top dall’alto l’ho abbassa liberando due globi completamente abbronzati. A pera coi capezzoli duri e con enormi aureole. Magnifiche.
-Caspita. Ma prendi il sole in topless. Complimenti.-
Mi sorride contenta mentre Sara le accarezza una tetta stuzzicandole il capezzolo.
-Posso?- Gli chiedo. Senza attendere una risposta incomincio a soppesare la tetta libera. Un globo perfettamente elastico e pesante. Stuzzico un po il capezzolo e l’aureola si arrossa leggermente. Segno che le piace. Pio si fa coraggio e viene avanti soffermandosi in piedi alla base del letto. Lei senza aspettare oltre allunga una mano e incomincia ad accarezzare la gamba di Sara salendo finché non si ferma all’interno della coscia. Inserisce un dito nella figa e quando lo estrae tutto bagnato se lo porta alla bocca gustandolo e socchiudendo gli occhi.
-Ma avete scopato?- Esclama esterrefatta.
-Certo- Le risponde Sara -E se non ti scandalizzi con entrambi.- Lei rimane con la bocca aperta. Continua col dito a farlo entrare e uscire nella patatina e per lavorarci meglio si inginocchia fra le sue gambe. In questo modo i seni pesanti sono alla completa mercè delle nostre mani. Pio gli si mette di spalle e incomincia ad accarezzarle la schiena. Immediatamente gli viene la pelle d’oca quando incomincia a baciarla e a solleticarla con la lingua. Pio fattosi più ardito incomincia a sbottonargli i pantaloncini e ad abbassarli con una certa difficoltà. Lei lo aiuta. Come pensavo non porta le mutande ed è completamente depilata. Mentre pio di spalle continua a baciare e leccare la schiena le mani incominciano ad accarezzargli la figa. Mentre la destra si accanisce sul clitoride con la sinistra passando dal solco delle natiche si insinua fra le piccole labbra. Incomincia a penetrarla con un dito e ben presto lo estrae tutto bagnato. Ogni volta che Pio le affonda dentro lei solleva leggermente il sedere innarcando in basso le reni. Si abbassa ancora di più mentre solleva prominente il sedere. Ora lecca avidamente la fica di Sara mentre le nostre lingue si incrociano e con le nostre mani libere ci esploriamo. I seni e i suoi capezzoli per mè e il cazzo e le palle per lei. Ha il respiro affannoso e deglutisce a fatica. Ha ancora il sapore di sperma in bocca e questo mi eccita nuovamente aiutato anche dal nuovo spettacolo. Ora Sara è penetrata da tre dita messe a cucchiaio, il clitoride succhiato e mordicchiato con maestria che solo una donna può fare. Si irrigidisce tutta e vedo distintamente l’addome contrarsi spruzzando un getto come se fosse di sborra in faccia alla sua amica. Urla il suo godimento attaccata alla mia bocca. Ora sono anche io eccitato. Sono due le mani ora che mi palpano e mi segano. La sua amica ha deciso di diventare bisex penso. Non ho il tempo di chiederlo che vedo Pio intendo a chiavare con le dita la sua figa ma guarda fisso verso la porta. Sulla soglia c’è mia madre. Appoggiata con una spalla al telaio e la vestaglia mezza aperta. Entrambi i seni sono debordati e messi in bella vista da una mano che li palpa e stuzzica i capezzoli. Con l’altra mano è tutta dedicata ad una vistosa masturbazione.
-Vieni- Gli dico accompagnando la parola al gesto della mano che gli porgo.
La faccio accomodare fra mè e Sara. Come si sdraia viene subito raggiunta da una mano della ragazza che ora lasciata Sara a riprendersi dallo sconvolgente orgasmo si dedica a lei. Incomincia anche a lapparla instancabilmente il clitoride. La sento ansimare mentre è assaltata da quella lingua famelica. Arrapato come non mai e col desiderio adolescenziale lì al mio fianco, pronto per essere appagato. Incomincio a leccare e succhiare i capezzoli. L’orgasmo che si forma in lei. Il tanto sospirato desidero di riprovare quelle emozioni di quando madre allattava il suo pargolo, gode sobbalzando sul letto in convulsioni irrefrenabili. Emettendo un suono ritmico di godimento si lascia andare appagata e svuotata. Gode anche la ragazza sotto i colpi di lingua e di dita di Pio che pure lui ha un cazzo tutto incordato e duro allo spasimo. Dalla porta entra mio padre. Attirato dai lamenti inconfondibili della sua amante di anni. E’ venuto a vedere cosa stava accadendo. Si avvicina a noi togliendo prima la camicia e poi calandosi i pantaloncini. Mostra con fierezza sotto alla pancia prominente un cazzo di tutto rispetto. Lungo e grosso con una cappella ancora più grossa. Si accosta dalla parte di Sara che l’ho invita a lei prendendolo per il cazzo. Immediatamente vuole assaggiarlo. Fa una certa fatica a pomparlo ma in meno che non si dica è ancora più grosso. Sente che fà fatica a non fargli sentire i denti durante il pompino sulla cappella. Quasi la soffoca quando preso dall’eccitazione gli spinge il cazzo fino in gola. Le sue mani robuste torcono i capezzoli palpandogli i seni. La mano scorre sulla pancia dandole brividi di piacere. Scorre sul clitoride facendole montare maggiormente il desiderio. Entrano in lei esplorandola. Abbondanti succhi escono dalle labbra ora dischiuse. Inumidisce bene le labbra con le dita e salito sul letto si porta sopra a lei. Noi tutti osserviamo la scena di come Sara spalanca le gambe offrendosi a quel obelisco maestoso. Si china e guidando con una mano frega la cappella all’ingresso delle piccole labbra. L’ho porta su e giù, aumentando allo spasimo il desiderio di essere posseduta. Lascia le ginocchia e l’ho prende hai fianchi tirandolo verso di lei. La cappella si insinua fra le labbra che gli si avvinghiano stringendolo come un guanto seguendo il contorno anatomico. Come la cappella è entrata risucchiata in lei gode gemendo. Si sente allargata allo spasimo. Il cazzo ora si fa largo in lei. Si sente piena. Ogni centimetro che avanza è un nuovo orgasmo urlato. Incomincia ad andare avanti e indietro. Il calore e la strettezza da tempo non più provata l’ho eccita anche lui. Si trattiene per paura di farle male spingendo troppo affondo. Lei, squassata dal godimento urla ogni qual volta il cazzo le raggiunge il collo dell’utero. Aumenta la galoppata in lei sentendo aumentare la voglia di possederla, di godere in lei. Dopo l’ennesimo orgasmo e schiacciata sotto il peso di lui, strabuzza gli occhi e si abbandona appagata semisvenuta. L’ho spettacolo ha riacceso le voglie delle nostre amanti, che non avendo mai smesso di stuzzicarle sono anche loro desiderose di avere la loro parte. Mia madre dopo avermi al lungo accarezzato il cazzo ora se l’ho dirige direttamente in fica sedendoci sopra. Immerso tutto in lei si abbandona per un momento seduta con tutta la carne della sua carne in lei. Scossa da fremiti incomincia ad accellerare il movimento. La assecondo dandole violenti colpi mentre le mani palpano le sue enormi tette. Pio dal canto suo, scopa alla pecorina la sua donna che abbandonata ogni reticenza si concede ad una galoppata furiosa ansimando e uggiolando di godimento. Tutto il letto sobbalza violentemente. Tengo stretta la mia amante per i fianchi, con lei appoggiata alle mie spalle e le sue tette ora libere sobbalzano ovunque. Gode, ansima. Capisce che anche io non posso piu resistere oltre e:
-Dai vienimi dentro. E’ da tanto che ho la spirale.-
Libero da ogni indugio, dò dei colpi violenti e le vengo riempiendola con abbondanti fiotti bollenti. Al mio fianco Pio si sdraia sopra la sua amante dopo esserle venuto sul sedere e sulla schiena. Non mi sono accorto di mio padre ma ha fatto il giro del letto e si è venuto a mettere al nostro fianco. Sempre con mia madre sopra a mè e con dentro ancora il mio cazzo duro incomincia a spompare il suo cazzone. Come una vera esperta professionista e dopo molti anni in cui si intendono perfettamente, la vedo ingurgitare dopo poco tutto l’ho sperma trattenuto fino ad ora. Finito di succhiare e bere lo pulisce leccandolo ancora per molto tenendolo con una mano finche questi non torna di una dimensione normale.
-Veramente tantissima, caro.-
Si baciano appassionatamente e ciò mi rende gonfio di gioia. Era da tanto che non li vedevo farsi delle coccole d’amore. A parte mio padre e mia madre sembra che nessuno abbia la forza di alzarsi dal letto. Con stupore vedo lei invece sollevarsi da mè e incominciare a nettarmi il cazzo e le palle. Da turgido ridivento duro. Continua. Mi sta facendo letteralmente impazzire. Muove le mani, la lingua e la bocca da vera esperta. Noto mio padre con la testa fra le gambe di lei. Non resisto oltre quando lei incomincia a mugolare godendo della sua lingua. Vengo inarcandomi. Godo liberando le ultime gocce di sperma che ancora non erano uscite precedentemente. Quando ha finito mi sento veramente svuotato. Sara dorme abbandonata come era prima dopo la scopata. Con la figa aperta e invitante. Pio fra le due ragazze, riposa semi sdraiato sopra a.. Ma come si chiama l’amica di Sara? Sapevamo che era lesbica e ha quanto pare non lo era proprio. E’ qui di fianco a mè che riposa ansimante e sudata. Lentamente uno dopo l’altro ci alziamo e ci facciamo la doccia. Prima i miei genitori che proseguono poi per casa. Poi io con l’amica di Sara. Sotto la doccia ci divertiamo a lavarci a vicenda ma non abbiamo più la forza per continuare a godere. Sulla soglia della porta ci lasciamo baciandoci col sottinteso di vederci presto per approfondire la conoscenza. Pio dorme beato al fianco di sua sorella mentre lei non si è mossa minimamente dalla posizione in cui l’ho vista prima. Mi siedo al suo fianco e la controllo. Brucia. Deve avere molta febbre. Con le gambe così divaricate e la figa aperta non posso resistere a non infilarle un dito dentro. Muovo lentamente assaporando ogni volta il dito e di colpo lei incomincia ad ansimare e a urlare un nuovo godimento. Tutta tremante e squassata dagli spasmi si richiude in sé portandosi le ginocchia al petto. Pio si sveglia dal torpore e si dirige in bagno. Intento ad urinare gli dico di farsi la doccia. Lui si porta una mano sulla pancia appiccicosa e dopo averla a lungo osservata si infila poi sotto all’acqua. Lasciamo Sara febbricitante a dormire mentre noi ci avviamo a casa dai miei a mangiare. A casa sembra una festa. Con i miei loquaci e sorridenti mangiamo divorando tutto. Innaffiamo forse con troppo vino e infine dal frigo escono dei pasticcini. Mamma sbottonata la vestaglia e fatta cadere a terra, si cosparge i capezzoli di crema che ci offre ad ognuno di noi. Dopo il primo giro hai capezzoli è su di giri. Ha le guance rosse e non solo quelle. Incomincia con un’altro giro ma sedendosi questa volta sul tavolo davanti ad ognuno di noi. Prima con mio padre poi con Pio e io chiudo il giro. La crema ora è spalmata sul clitoride duro e lungo. Lecchiamo, succhiamo, mordicchiamo e beviamo. Ansima in preda al godimento. Anche noi pur essendo sfiniti siamo eccitati. Ora la crema se la spalma sul buco del sedere che rimanendo in piedi davanti a noi ci offre alle nostre lingue. Finito il giro con le lingue ora si mette davanti a Pio che senza attende oltre le infila il cazzo di colpo in figa. Appoggiata com’è con le mani sul tavolo e le tette che le sbattono a penzoloni da sotto è uno spettacolo irresistibile. Pio viene grugnendo mentre mia madre quasi all’unisono gode ansimando e tremando tutta. Sudata e col respiro corto si posiziona nello stesso modo davanti a mè. La tentazione è troppo forte. Così di schiena.. Appoggio la cappella guidando il cazzo direttamente all’interno del culo. Entra come se fosse un coltello nel burro. Stretto caldo e accogliente. Mi allungo su di lei e mentre le strizzo i capezzoli e le tette la scopo con forza. Ogni colpo sento le palle sbatterle contro la figa. Lasciata una tetta, gli masturbo contemporaneamente anche il clitoride. L’ho trovo subito. Duro e grosso come se fosse un piccolo cazzetto. Mi aiutano le abbondanti secrezioni che escono colando lungo le gambe a masturbarla. Viene urlando. Dopo poco vengo anche io riempiendogli il culo. Lascio il canale stretto e accogliente lasciando lei tremante sul tavolo. Col viso in fiamme gira attorno al tavolo. Nuda con le tette dondolanti e il fiatone si posiziona davanti a mio padre. Con il cazzone già turgido in mano lo dirige prontamente in figa. Udiamo distintamente lo sciacquio che ne esce. Incomincia a scoparla piano con lei che ansima ogni volta che affonda completamente in lei.
-Cara sei un lago- Lo dice sorridendo.
Presa per i fianchi incomincia a stantuffare sempre più velocemente. Lei abbandonata da ogni forza, succhiata dal godimento, si abbandona sul tavolo mentre i colpi si susseguono ritmici e frenetici. Grugnendo e sbuffando gode in lei tremando, mentre lei emette un urlo liberatorio. Passano lunghi attimi finche entrambi si riprendono. Con lui sempre dentro si siedono uno sopra l’altro. Il seno prominente sale e scende scandendo il ritmo affannoso del respiro. Sfiniti e paghi. Io e Pio ci alziamo. Baciamo sulla bocca mia madre senza tralasciare di palparla e accarezzarla tutta. Lei ci contraccambia soppesando dolcemente le dolorose palle e ripulendo entrambi i nostri cazzi. Li lasciamo consapevoli che ora papà userà sicuramente la lingua per ripulirla tutta. In casa guardiamo un po di tv ma ci addormentiamo sui divani. Mi alzo in piena notte. A letto cerco Sara che trovo bollente. La lascio dormire tranquilla dopo un tenero bacio sulla spalla. E domani cosa accadrà di nuovo? Mi addormento pensando a domani. Sorrido agli intrecci del possibile futuro..
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