Natasha

Stelle cadenti – Le bugie di Gloria IV

Anche il giorno seguente Gloria volle andare in spiaggia presto. Io non ero particolarmente partecipe del suo entusiasmo, ma acconsentii.
Sapevo che avremmo trascorso la giornata con la famiglia Marini, tale idea non mi aiutava ad iniziare la giornata col piede giusto. Dovevo sforzarmi.
Perché mai Gloria si era affezionata tanto a quell’uomo? Le sue motivazioni non mi avevano troppo convinto.
Arrivati in spiaggia non riuscii a nascondere il mio malumore.
- Piero… ma ti annoi?
- No… no… non preoccuparti.
- Perché non vai a vedere se ci sono i ragazzi di ieri? Giochi con loro a pallone e ti passa meglio la mattina.
Non era una cattiva idea in fondo.
- E ti lascio da sola?
- Io prendo il sole. Poi tra poco arriveranno anche i Marini credo. Non sarò sola.
Non mi faceva piacere lasciarla col signor Marini, però avevo bisogno di distrarmi, ero vittima delle mie inquietudini.
- Vado a vedere se ci sono… se non li trovo torno da te.
- Ok… ci vediamo dopo.
Andai. Sentivo una strana sensazione alla base del collo, un formicolio. Non mi sentivo a mio agio e non riuscivo ad interpretare quella sensazione. Trovai i ragazzi che già stavano giocando, mi accolsero volentieri e anzi mi invitarono anche a vederci nel pomeriggio.
- Porta anche la tua ragazza… le facciamo conoscere le nostre. Sono laggiù.
Era un gruppo di ragazzi numeroso che stava ad un campeggio non lontano, alcuni di loro erano accoppiati, come me. Era l’occasione per fare conoscenze più adatte a noi, io e Gloria avevamo bisogno di frequentare ragazzi giovani con cui ci saremmo potuti divertire per il resto della vacanza. Mi sentii più sollevato.
Così finita la partitella di calcetto, salutai entusiasta e tornai da Gloria per riferirgli le buone nuove. Sentivo ancora quello strano formicolio.
Riconobbi il grande ombrellone dei Marini, ma nessuno nei pressi.
Mi guardai attorno in cerca di Gloria, invano.
- Piero!
Era la signora Marini a chiamarmi, stava in acqua col figlio a fare il bagno. Non c’era traccia nemmeno di suo marito.
- Sono andati in pineta.
Il formicolio alla base del collo si fece più forte. Una sottile rabbia cominciò a salire dallo stomaco, avevo il presentimento che… oppure era solo la mia solita e assurda gelosia. Sorrisi e mi convinsi che doveva essere così.
Non riuscii a stare seduto più di un minuto. Raggiunsi a passo veloce la pineta.
Non c’era traccia ne di Gloria ne del Marini. Mi lasciai guidare dall’istinto o piuttosto dal brutto presentimento che si stava impossessando di me, la rabbia lo seguiva alle calcagna.
Presi il sentiero dove Gloria si era incamminata sola il giorno prima. Mi costringevo a non correre, forse per convincermi che in fondo era tutta una mia sciocca fantasia. Poi vidi il luogo descritto da Gloria, collinette di sabbia entravano nella pineta mescolandosi con la vegetazione. Alcune erano alte a sufficienza per nascondere una persona dalla vista. Rallentai e mi avvicinai cauto con il cuore in gola.
Sentii un rumore provenire da dietro la duna. Più che un rumore sembrava un verso. Mi immobilizzai.
Dopo una breve pausa ne seguirono altri. Il cuore mi doleva per quanto batteva, il collo non lo sentivo più per il torpore, lo stomaco si lamentava come per una fame sofferta da giorni.
Erano gemiti.
- Ahh…aaahh… aahhh…aahh… aah…
Rimasi pietrificato. Non sapevo di preciso cosa aspettarmi, sapevo che oltre quella barriera di sabbia c’era Gloria… sì, Gloria… e non da sola. Ne ero sicuro. Deglutii a fatica.
- Ahhh…auuuh… aaahh…
I suoi versi cadenzati continuavano. Mi ritrovai eccitato. Che fine aveva fatto la rabbia?
Iniziai a salire la collinetta, volevo vedere. Non sapevo che effetto mi avrebbe fatto, volevo vedere.
La sabbia mi permetteva di avanzare senza fare rumore, ormai sulla cima mi piegai e sporsi la testa. Un cespuglio mi consentiva un buon nascondiglio, mi copriva in parte la visuale, la scena era comunque piuttosto chiara.
Sul telo da mare steso a terra c’era Gloria a carponi, dietro di lei in ginocchio il signor Marini che se la stava facendo con controllata lentezza.
Non potrei dire perché non venni posseduto dall’ira. Nessun uomo è in grado di dire realmente come reagirebbe di fronte al palese ed esplicito tradimento della propria compagna. C’è chi arriva alla violenza, fino a quel momento avevo pensato che anche per me sarebbe stata la reazione più plausibile. Invece venni avvolto da un tiepido turbamento, i sintomi di ansia, gelosia e rabbia mutarono in eccitazione che mi pervadeva il corpo, quasi piacere.
Non riuscì a resistere. Mi abbassai il costume e iniziai a masturbarmi con lo stesso lento ritmo con cui il Marini si stava facendo la mia fidanzata.
Ero alla loro sinistra ed erano troppo presi per notarmi. Gloria teneva gli occhi chiusi, dietro di lei il suo amante teneva la testa bassa come concentrato. Mi spostai per vedere meglio, solo un poco per togliermi il cespuglio da davanti.
I gemiti di Gloria sembravano quasi un lamento. In quella scena c’era qualcosa di anomalo, ma non capivo di cosa si trattasse.
Uno alla volta gli indizi si svelarono alla mia mente.
Il tubetto di crema solare era abbandonato aperto sul telo vicino ai piedi di Marini, lui aveva i palmi delle mani imbrattate di bianco e aveva così impiastricciato i fianchi di Gloria, la teneva saldamente, con apparente fatica la trascinava a sé ad ogni colpo. Mi parve intensificare un po’ il ritmo. Gloria spalancò gli occhi.
- Auuhhh… auuh… noooo… pianooooohhh…
- Lasciami fare! Ahhh… te lo voglio mettere dentro tutto!
- Nooohh… nooohh… è troppo grosso! Noo.. auhhh… aaah…
Gloria fece un vago tentativo per divincolarsi. Non fu sufficiente e non sembrò nemmeno troppo convincente.
Subito venne ammonita.
- Ferma! Fermaah… ecco! Vedi! Entra tutto… oohhhh! Brava! Brava!
I colpi di Marini diventarono più lunghi e profondi. I capricci di Gloria si fecero più petulanti.
- Nooohh…ooohhh… basta! Non… non… ahh… non ce la facciooh…
- Stai zitta! Hai chiesto tu di farlo così!
Rimasi trafitto da quella affermazione.
Continuai mentre un perverso e straziante sospetto prendeva forma nei miei pensieri.
Mi spostai ancora un po’ e vidi che anche le natiche e il solco posteriore di Gloria erano spalmati della crema solare.
La certezza arrivò poco dopo.
- Fa male! Ohh… è troppo grossohhh…
- Piuttosto tu… aah… hai il culetto troppo… stretto!
Marini stava sodomizzando Gloria! Ebbi un improvviso orgasmo.
- Ahhh… bastahh… mi fa maleeeehh…
- Toccati la fighetta! Ahh… toccati come ti ho… detto prima…
Gloria obbedì portando una mano tra le cosce. Vedevo il polso muoversi, aveva iniziato a masturbarsi, io pur avendo raggiunto l’apice non riuscivo a fermarmi, la mia erezione non perdeva vigore e il piacere non scemava.
Godevo nel vedere la mia ragazza presa contro natura da un vecchio porco.
Perché? Perché con lui?
Il godimento mi intossicava ed era impossibile riflettere e comprendere.
Marini cominciò ad ansimare, intensificò ancora il ritmo. Gloria gemeva lamentosamente, ma non si opponeva più. I colpi si facevano più energici. Sentivo chiaramente i battiti del virile inguine contro le femminee giovani natiche della mia ragazza, ogni assalto seguito da un verso sommesso di doloroso godimento. Era al limite, notai che tendeva a ruotare gli occhi all’indietro, temevo svenisse.
- Non ce la faccio più! Ohhh…oohh… Papinooo!
- Eh?
Marini esitò sorpreso per il nomignolo, ma si riprese immediatamente. Sferrò gli ultimi colpi con tutta la sua forza.
- Resisti… che il tuo papino… adessoohh… ti viene in cu… aaaaaaahhh…
Mentre accoglieva l’orgasmo del suo amante, Gloria lanciò gridolini acuti agitandosi per quanto poteva nella stretta che la dominava. Raggiunse anche lei il suo apice.
Il mio seguì poco dopo mentre Marini alleviava la sofferenza della sua vittima levandole la lama dalle viscere. Un grosso pene nodoso. La mia sorpresa fece da cornice al mio orgasmo. Il piccolo fondoschiena di Gloria aveva accettato un tale arnese quando già le mie due dita erano parse insopportabili.
I due amanti si accasciarono di lato respirando a fatica. Gloria emetteva ancora qualche lamento sommesso.
- Piccola… te la sei cercata tu… mi hai voluto far venire prima con quell’incredibile pompino… bella idea… per farmi durare di più nel tuo culetto… e lo hai proposto tu… sei una piccola diavoletta… ah ah ah… non era la prima volta… ti piace farlo credere… troietta… ci sai fare…
Scappai, non potevo ascoltare una parola di più.
Inutile dire quanto ero turbato per quello che avevo visto e per quello che avevo fatto.
Perché? Perché proprio con quell’uomo?
Correvo spaventato da una parola che mi inseguiva.

Uscii dalla pineta e subito incontrai la moglie di Marini.
- Li hai trovati?
- No… in realtà no.
- Strano. Non so dove siano andati.
- Ma lei non è un po’ gelosa?
- Di chi? Di mio marito?
Rise ignara di tutto. Se non fossi andato a cercarli forse anche io sarei rimasto ignaro.
Era la prima volta che Gloria mi tradiva? Lo aveva fatto altre volte? Le ultime frasi che origliai lasciavano intendere che Marini era piuttosto convinto di essere uno di tanti. Non era possibile.
Che Gloria sapesse mentire era un dato di fatto, però credevo che con me fosse sincera. Tutto il nostro rapporto era forse basato su bugie? Non potevo crederlo. In quali occasioni mi avrebbe tradito? Quando? Con chi?
Questo suo tradimento era comunque reale, io avevo assistito e, terribile da ammettersi, ne avevo persino goduto.
Ero scosso, non tanto quanto avrei pensato di poterlo essere. Non mi rendevo conto, era una specie di sogno, non pareva reale.
Ora che mi ero fermato la parola che mi inseguiva mi raggiunse. Sbiancai all’improvviso.
- Tutto bene Piero? Ti senti poco bene?
- Sì… un poco forse… deve essere il sole.
- Vieni un po’ qui sotto il nostro ombrellone. Stai prendendo troppo sole, sei stato pure male! Voi ragazzi non state mai attenti a queste cose…
Accolsi il suo invito, ma non l’ascoltai oltre, credo che mi offrì anche da bere, sentivo che in sottofondo continuava a parlarmi, ma nella mia testa risuonava quella sola e unica parola. Mi aveva raggiunto e rapito.
Papino.
- Flavio! Eccovi qua. Siete tornati.
- Ti eri preoccupata Ornella?
- No, io no. Il ragazzo un poco.
Sentii le mani di Gloria accarezzarmi le spalle, si inginocchiò fianco a me e mi baciò sulla guancia.
- Hey! Sei tornato presto. Hai vinto anche oggi?
Mi sforzai di sorridere. Intanto la scrutavo. Sarebbe stata capace di mentirmi?
Fu la moglie di Marini ad iniziare con le domande. Lo fece senza malizia alcuna.
- Dove siete andati?
- Ornella! In pineta!
- Sì, ma a fare cosa?
Il signor Marini pareva imbarazzato. Non era un bravo bugiardo. Forse per lui era il primo tradimento. Notai che non guardava ne la moglie, ne il figlio… lanciò uno sguardo verso la mia fidanzata cercando però di non incrociarlo col mio.
Lo salvò Gloria.
- Siamo andati a cercare gli scoiattoli che avete visto ieri.
- Esatto! Ornella gli scoiattoli che abbiamo visto con il piccolo Giacomo! Ieri mentre andavamo via.
Era troppo euforico per l’alibi donatogli. Gloria era tranquilla, abituata.
- Passeggiando e parlando ci siamo un po’ allontanati. Quando ce ne siamo resi conto si era fatto un po’ tardi e siamo tornati in dietro.
La signora pareva soddisfatta della spiegazione di Gloria.
- Li avete visti allora? Erano così carini… li hai visti?
- Solo da lontano purtroppo.
- Ehhh… ma gli scoiattoli sono furbi! Stanno lontani dalle persone.
Aggiunse il Marini… tanto per dire qualcosa.
Ora toccava a me.
- Come mai ti sei portata anche il telo e la crema solare?
Gloria rimase zitta per un attimo. Era in difficoltà. Ero sicuro che avrebbe trovato una scusa. Si toccò il lobo dell’orecchio destro prima di rispondermi. Subito lo interpretai come un gesto di nervosismo. Poi capii. Mi resi conto in quel momento che spesso lo faceva quando mentiva.
- Per… per spalmarmela… mentre mi riposavo un po’ dal sole all’ombra, al fresco della pineta. Ogni due ore circa va ridata, lo sai.
- Ah! E il telo?
Di nuovo portò le dita al lobo destro.
- Per sedermi a terra se mi veniva voglia… e anche per darmi la crema alle gambe, mi sono seduta a terra.
- Giusto.
Non trovavo le spiegazioni più di tanto convincenti. Ci interruppe la signora Marini.
- Vedi come è cauta Gloria.
Poi si rivolse agli altri.
- Piero non sta tanto bene… di nuovo per il sole… poi si era preoccupato, vi è venuto a cercare.
Gloria aveva già capito che qualcosa non quadrava, lo leggevo nel suo sguardo, a quella rivelazione la vidi nascondere dietro un sorriso la sua preoccupazione.
Ebbi la certezza di conoscerla, non mi aveva mai mentito prima. Era il suo primo tradimento.
- Dove… dove ci hai cercati?
Avrei potuto rispondere la verità e fare crollare il suo alibi, avrei potuto svergognare quel porco davanti alla moglie. Che senso avrebbe avuto? Rovinare la famiglia Marini e terminare il mio rapporto con Gloria. Non ci avrei guadagnato nulla. Avrei perso anche io… avrei perso Gloria e lei avrebbe perso me… per sempre.
Allungai il braccio nella direzione opposta.
- Di là.
- Noi eravamo dall’altra parte.
Dopo avermi risposto Gloria mi abbracciò forte. Non era solo sollevata, quel gesto aveva un altro significato.
Non so come, ma riuscii a passare il resto della giornata fingendo che nulla fosse successo. Una bella giornata. Gloria si comportò con incredibile riguardo nei miei confronti e la trovai dolce come mai prima.
La famiglia Marini levò le tende nel primo pomeriggio, dovevano fare le valigie, sarebbero partiti il giorno seguente.
Stranamente anticiparono la loro partenza di un paio di giorni… per qualche motivo.

Io e Gloria rimanemmo in spiaggia sino a tardi, abbracciati guardammo assieme il tramonto.
Ad un certo punto si mise a piangere. Pensai che si sentisse colpevole e non le chiesi nulla.
Prese un fazzoletto, si asciugò le lacrime e si soffiò il naso.
- Mi dispiace che Flavio parta.
L’ultima motivazione che avrei voluto sentire. Sinceramente a me non dispiaceva affatto e proprio non capivo come lei potesse esserne talmente dispiaciuta da piangere.
- Lo conosci appena. Come puoi piangere?
Non mi rispose subito.
- Mi ricordava tanto mio padre.
Un brivido mi percorse la schiena. Di nuovo udii nella mia testa risuonare quella maledetta parola. Papino.
Una tremenda possibilità gridava la sua verità. Possibile?
In quel momento lei si strinse di nuovo a me come impaurita.
- Ti amo tanto Piero.
Non me lo aveva mai detto prima.
Stare con Gloria non è facile, è una ragazza con tanti problemi. Non sono uno psicologo e spesso faccio fatica a comprendere il suo modo di essere. Forse nel suo passato ci sono ombre che ignoro. Di certo so che senza di me lei sarebbe sola.
Anche io la amo, per la sua eterna fragilità, per l’insicurezza che nasconde dietro le sue bugie, per la dolcezza che a minuscole dosi riesce a condividere solo con me.
Mentre tornavamo all’albergo non mi si staccava di dosso.
- Piero stasera non usciamo. Facciamo l’amore in quell’enorme letto per tutta la notte. Vuoi?
Ero felice.
- Gloria.
- Sì?
- Stavo pensando…
- A cosa?
- All’altra sera… magari tra qualche tempo potremmo riprovare di nuovo… intendo… provare a…
- Mmm. Guarda Piero il sesso anale non credo faccia per noi.
Così dicendo si grattò distrattamente il lobo dell’orecchio destro.

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