Sayuri

Sarah…un premio finalmente conquistato

Sarah si era organizzata bene, era nel suo stampo avere la perfetta organizzazione di tutto, aveva
 mandato un biglietto indirizzato a John anonimo poi si
era pentita di averlo fatto, non era da lei…
Decise per il contatto aperto, dubitava anche che l’avrebbe
riconosciuta ma se non avesse provato non avrebbe mai ricevuto
risposta;apri un cassetto e tiro fuori un reggiseno e un
perizoma neri lucidi che si potevano aprire con dei ganci, delle
autoreggenti nere velate, una gonna jeans corta delle
decoltee con il tacco da dieci centimetri, una camicetta
nera, poi presa un borsa con delle chiavi e si mise in macchina, raggiunse
il centro della citta’ e si mise alla ricerca del posto
dove John lavorava, una volta trovatolo entro con nonchalance, lo
vide e comportandosi come una cliente qualsiasi gli chiese-Vorrei
vedere delle lampade da computer con la cam incorporata-guardi
noi non trattiamo questi articoli…-John cosa dici?Ma
se tre anni fa eri disposto a regalarmene una….blu, sarei
dovuta venire a prenderla qui…-lui la guardo e non la
riconobbe subito, ma si ricordo la sua voce e rimise a fuoco
quel viso innocente e allo stesso tempo perverso, eccitante, quel
corpo che gli era stato promesso tantissime volte ma mai
avuto- Sarah….?-lei lo guardo e gli disse- tra due ore
fatti trovare a quest’indirizzo-gli lascio’
un biglietto con l’indirizzo sopra e con su scritto”Di
che Sarah ti aspetta”
Sarah usci dal negozio con la stessa nonchalance con cui
era entrata, si mise in macchina e raggiunse una villa
fuori citta’, prese la borsa e le chiavi, apri la
porta, dentro la villa era allestita come un albergo…un
albergo speciale saluto Jamie alla reception e gli disse-Oggi
ho un appuntamento, arrivera’ tra un’ora-ok, sali?-Si-
Sarah sali per una scala ampia al primo piano in una stanza
allestita a guardaroba con un bagno un letto singolo e un
telefono, Sarah si tolse la gonna, la camicia, le scarpe
e le calze e si mise una gonnellina di pelle nera con tre piccole
frange sul davanti, una per fianco e tre dietro, si mise
degli stivali di pelle con il tacco a spillo, si spazzolo
i lunghi capelli, si cosparse il corpo di glitter dorato, indosso
un collare di brillanti falsi , tiro fuori da un cassetto
del guardaroba dei giochi…legacci di pelle nera, un
frustino, una benda nera, dei sostegni per le gambe e
li porto in una stanza adiacente che aveva un letto matrimoniale
gia aperto con lenzuola di seta nere e rosse, velluto alle
pareti un paravento e in mezzo troneggiava un palo con una
botola con dei minuscoli pulsanti che decidevano se far
scendere il palo, farlo salire e se far partire la musica, il
telefono squillo e lei ando a rispondere-Sono Jamie, e’
dentro-arrivo subito- chiuse la porta che dava alla stanza
di preparazione, si avvinghio al palo fece partire la
musica e inizio a scendere, la stanza in cui arrivo’
era un immenso cubo con luci stroboscopiche degli specchi
e dei divanetti rossi, Sarah inizio’ a muoversi, a
ballare, a fare acrobazie sul palo, John era li che la
fissava sbalordito, le guardava le gambe coperte solo
da piccoli brandelli di pelle , i capelli che si muovevano, lo
sguardo affamato, gli si avvicino’ e inizio’
a strusciarsi su di lui, gli fece segno di seguirla e a un
tratto la musica cambio’ e Sarah inizio’ a muoversi
più lentamente, si tolse molto lentamente la gonna, si
mise seduta sul cubo con il busto indietro, poi si rialzo’
e si tolse gli stivali, continuo’ a muoversi sul palo, a
inarcare la schiena, poi si tolse il reggiseno e i suoi
movimenti divennero più seducenti e sexy, alla fine sganciando
un filo sul fianco si tolse il perizoma, John sali’
sul palo con lei e insieme salirono su, lui si spoglio’
dietro il paravento, lei continuo’ a muoversi sul
palo, nuda alla fine lui impazzi’ e la prese, le legò
le braccia al letto e la bendo’, le mise i sostegni
tra le cosce e le ginocchia spalancandole le gambe, le
infilo’ un dito dentro e percepi’ l’umidità
che c’era in lei, tuffo’ la sua faccia all’interno
e con la lingua la lecco’ fino alla sua più buia profondita’, accarezzandola
intanto sulla pancia, l’inguine , poi senti’
l’eccitazione provenire, le tolse i sostegni, si
mise le sue gambe sulle sue spalle e la penetro’ dandole
colpi fortissimi e secchi, mordendola leccandola e succhiandola
dappertutto, all’improvviso prese il frustino
e inizio’ a infierire su di lei mentre la penetrava
Sarah impazziva dal dolore e dal piacere e inizio’
a urlare a gemere, andò avanti così per due ore John aumentava
sempre di piu’ la forza e la potenza di cio’ che
faceva, tanta era la voglia di possederla da tre anni, fini’
mordendola li in basso Sarah urlo’ e chiuse gl’occhi, mentre
lui si rivestiva le disse-Grazie, grazie di tutto- dovere-
sussurro’ lei lui poggio’ una mazzetta di banconote
sul comodino e usci’…
Sarah aveva chiuso gl’occhi
per un momento e si sfilo’ la benda dalla testa, si
fisso’ nel vetro di uno specchio , strinse una parte
di lenzuolo tra le gambe per far fermare il sangue del morso, John
l’aveva massacrata, si rimiro’ e si vergogno’
di se stessa scoppio’ in un pianto sofferto e doloroso
le succedeva sempre quando si portava a letto qualcuno
solo per il puro e semplice desiderio di scopare, di provare
scosse dentro di lei per il dolore, era un comportamento
autolesionista e edonista allo stesso tempo, cercava
di vivere una vita normale ma le era troppo difficile, prima
o poi la carne cedeva e non bastava il fallo a soddisfarla, no
lei voleva contatto, violenza, ora che aveva compiuto
diciott’anni non era piu’ costretta a nascondere
nulla, poteva omettere a tutti ciò che faceva, nel giro
la conoscevano come Il Marchio, chiunque avesse messo
piede anche una sola volta in quella villa sapevano che
il Marchio ne era la sua assoluta Regina, arrivava a sorpresa
scendendo come una dea, sceglieva il più frustrato da
portarsi nel suo regno, perchè dove c’e’ frustrazione
si nasconde la violenza aveva letto in un libro una volta, quel
soprannome gliel’ avevano dato in molti perchè era
fugace ma allo stesso tempo chiunque avesse avuto una sola
esperienza con lei ne rimaneva segnato, era una vittima
scarificale a letto, e l’accondiscendenza era cio’
che gl’uomini preferivano in lei, si sentivano liberi
di farne ciò che volevano, picchiarla, fingere le molestie, legarla, bendarla…poi
arrivava la parte umiliante, quella in cui l’uomo
di turno le poggiava sul comodino cinquecento, seicento
euro eh già perche’ il Marchio costava caro…era
caro per la sua fugacità e la sua tecnica…non sapeva se
sarebbe tornata più in quella villa ma ora doveva rivestirsi
e riprendere la sua vita da ragazza seria che tutti credevano
fosse.
Se volete commentare scrivete a lettrice90@tiscali.it…vi aspetto

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