Levitra

Alice

Qualche tempo fa ho ricevuto una telefonata inaspettata.
Era una mia compagna di 5° liceo che era riuscita a trovare i numeri telefonici di tutti gli ex compagni ed aveva organizzato una cena di rimpatrio.
Fui entusiasta di questo invito, un’occasione più unica che rara di rivedere i compagni di classe dopo 30 anni!!!
La sera fatidica mi recai all’appuntamento con un po’ di timore, ci saremmo riconosciuti? Avremmo ritrovato il nostro spirito di classe? O saremmo finiti solo a ricordare nostalgicamente il passato?
Ovviamente eravamo tutti un po’ cambiati come aspetto, alcuni in meglio, soprattutto le donne, altri un po’ meno ma costatai subito che l’antico spirito goliardico non era per nulla scomparso.
Eravamo stati una classe piuttosto unita senza conflitti o inimicizie e rivalità e gli unici due, un ragazzo ed una ragazza, con cui c’era un po’ di attrito avevano rinunciato asserendo che la cena era una stronzata!!
Non ricordo cosa mangiammo ma ricordo benissimo le risate, le battute e gli aneddoti.
Mi vennero in mente un sacco di situazioni che riguardavano quegli anni spensierati.
Un ricordo vivissimo fu il periodo in cui stavo con Alice, la sorella minore di una mia compagna di classe da cui andavo spesso a studiare.
Lei aveva 15 anni ed io 18, fu un amore breve ma molto intenso, non andammo mai oltre il petting un po’ spinto ma per quel tempo era già molto.
Ricordavo le sue tettine puntute ed i capezzoli sensibilissimi.
Finì per colpa mia, a 18 anni si fanno delle scelte stupide che si pagano poi….ma così fu.
Ma ora Alice era li con la sorella, la ricordavo bellissima, piccolina di statura ma splendida una vera miniatura, sempre vestita in gonna e con le scarpe con un po’ di tacco vista la sua altezza.
Ora era una donna di 45 anni incredibilmente bella e che ne dimostrava tranquillamente 20 di meno.
Per tutta la serata non riuscivo a staccare gli occhi dai suoi e parlammo a lungo, mi disse che si era sposata ma non aveva avuto figli e che poi si era separata ed ora era sola, le parlai un po’ di me senza entrare troppo nei dettagli, e poi ridemmo e scherzammo con gli altri.
Purtroppo la serata ad un certo punto ebbe termine ed iniziarono i saluti e lo scambio di telefoni ed indirizzi.
Nella confusione riuscii a darle il mio biglietto da visita senza però riuscire ad avere il suo recapito.
A casa, cercando tra i vari foglietti non trovai nulla di suo o di sua sorella, l’avevo persa di nuovo.
Non mi andava di contattare qualche compagno per rintracciarla, per lo meno non subito, già durante la cena c’erano state parecchie battute su noi due, per cui mi rassegnai dandomi del cretino.
Qualche giorno dopo ricevetti una mail.

“Ciao Levita, sono una tua ammiratrice, i tuoi racconti sono ricchi di fantasia e regalano forti emozioni.
Sei bravo a scrivere di sesso, le tue sono solo fantasie o sei bravo anche nella realtà?”

Era una mail molto intrigante, anche se spesso ho ricevuto mail di uomini che si spacciavano per donne, l’indirizzo non era tra quelli conosciuti e non mi diceva nulla ma decisi di rispondere.

“Cara ammiratrice ti ringrazio per i complimenti, sempre molto graditi, la mia fantasia spesso è aiutata dall’esperienza ma mi piacerebbe che fossi tu a dire se sono bravo solo a scrivere!!!”

Pochi minuti dopo mi rispose.

“E’ un invito a cena?”

“Perché no, io sono di Milano e tu?”

“Anche io sono a Milano, facciamo domani sera? Al XXXXX alle 21.00?”

“Ci sarò senz’altro!!” risposi.

Poi ci pensai meglio, l’XXXXX era lo stesso ristorante dove c’era stata la cena coi compagni di classe, che coincidenza!!

L’indomani ero agitatissimo, non ero più riuscito a contattare la mia ammiratrice, non sapevo neppure come riconoscerla, magari era orrenda o peggio un uomo, che figura da pirla!!
Poteva essere uno scherzo dei compagni, già ma non avevo dato a nessuno l’indirizzo di posta di Levita e non avevo detto a nessuno che scrivevo racconti hard su Iomilù.
Ero quasi tentato di rinunciare e starmene a casa ma la curiosità ebbe il sopravvento ed alle 21.00 in punto ero al ristorante.
Guardai dentro dalle vetrine per vedere se riconoscevo qualcuno e mentre ero li a guardare mi sentii toccare una spalla.
Mi girai di scatto.
“Ciao Levita…….sei tu vero?”
“Alice!!……..io…….si sono io!! Ma come…?!”
Era stupenda.
“Entriamo?……così possiamo parlare!!!”
“Si…si certo……vieni!!”
Entrammo nel ristorante e ci sedemmo ad un tavolo un po’ appartato, l’aveva prenotato lei a mio nome.
“Che piacere rivederti….non avrei mai sperato!!”
“Ti sei dimenticato di prendere il mio indirizzo…per fortuna mi hai dato il tuo biglietto da visita!!”
Lo tirò fuori dalla borsetta mostrandomelo, avevo cancellato l’indirizzo di posta che era stampato e l’avevo sostituito quello che normalmente uso per i contatti su Iomilù!!!
Non mi ero accorto di quel fatto quella sera, ma questo non spiegava perché mi avesse scritto chiamandomi proprio Levita, sul biglietto non vi era alcun accenno alla mia attività di “scrittore”.
Vide la mia espressione perplessa.
“Quando ho letto l’indirizzo di posta ho avuto l’impressione di averlo già visto ma non ricordavo esattamente dove…….poi mi sono ricordata dei bei racconti che leggevo su internet ed ho fatto due più due!!”
“Non credevo che tu li leggessi!!”
“Sono una donna che ama il sesso, sono sola…..non vedo perché no!!”
“No…non volevo dire…..cioè……insomma mi fa molto piacere, è una vera fortuna che tu li abbia letti e ti siano piaciuti…..temevo di non vederti più…….ed invece!!”
“Ti spiace?”
“Mi sono dato del pirla per giorni….credevo di averti persa nuovamente…..sono felicissimo!!” le dissi prendendole le mani e baciandogliele appassionatamente.
“Anch’io sono felice!!”
Cenammo velocemente, entrambi volevamo qualche cosa di più.
“Mi accompagni a casa?” mi disse
L’avrei portata in capo al mondo!!
In macchina non riuscivo a staccare gli occhi dalle sue belle gambe inguainate in un paio di calze autoreggenti delle quali scorgevo il pizzo dall’orlo della gonna che era vertiginosamente risalita.
Più volte cambiando la marcia sfiorai il suo ginocchio, mi sentivo come un ragazzino al suo primo appuntamento.
Lei non scostò le gambe anzi mi sembrò che cambiasse posizione per favorirmi.
“Vuoi salire?” mi chiese ironica giunti davanti a casa sua.
Non appena varcammo la porta di casa ci lanciammo l’una tra le braccia dell’altro, cercai la sua bocca e la trovai accogliente e la sua lingua guizzò tra le mie labbra in cerca della mia.
Le mie mani sembravano impazzite e si muovevano come i tentacoli di un polpo sul suo meraviglioso corpo che non si sottraeva al mio tocco.
Anche lei andò a cercare il mio cazzo che si era già fatto di marmo.
“Spogliami!!” mi disse quasi implorandomi.
Ovviamente non mi feci pregare ed iniziai a spogliarla lentamente beandomi di ogni centimetro del suo corpo che veniva alla luce.
Non l’avevo mia vista completamente nuda, neppure trent’anni prima ed ora, finalmente, mi appariva in tutta la sua bellezza.
Le lasciai soltanto le calze e le scarpe inginocchiandomi ai suoi piedi per baciare il suo monte di venere appena velato da una curatissima striscia di pelo scuro.
Aveva dei seni sodi, pieni ed elastici coi capezzoli scuri ed ingrossati.
Era la donna più bella che avessi mai visto in vita mia e mi misi in adorazione della mia dea.
Poi affondai la lingua in quella fessura umida.
“Aaaahhh….siiii!!” gemette
La leccai a lungo assaporando ogni stilla del suo piacere, soffermandomi sul suo clitoride gonfio fino a portarla all’orgasmo, violento e dolce nello stesso tempo che quasi le fece perdere conoscenza.
“Vieni….ti voglio!!” disse risvegliandosi dal suo torpore.
Mi spogliò velocemente prendendomi in mano il cazzo ed iniziando una lenta sega.
“Quanto ho desiderato questo momento!!” sospirò.
“Anch’io……tanto….tantissimo!”
Eravamo in camera da letto e ci sdraiammo sulle lenzuola.
Subito ricominciammo a baciarci e poi lei cominciò a scendere con la bocca verso il mio inguine.
Cominciò ad accarezzarmi i testicoli gonfi e poi l’asta durissima.
Infine sentii il suo alito caldo sulla cappella e le sue labbra aprirsi ed accoglierla nelle sue fauci.
“Aaaaahhhh……siiii…..amoreeee!!”
Iniziò a succhiare muovendo la testa su e giù sull’asta muovendo la lingua senza sosta portandomi in fretta al punto di non ritorno.
“Amore sto per venire….godo……vengoooo!!” la avvertii cercando di sottrarmi ma lei mi mantenne nella sua bocca dove mi svuotai completamente.
Ingoiò completamente il mio sperma continuando a succhiare mantenendomi in erezione.
“Ooohhh…..cara….è stato bellissimo!!”
“Finalmente….non sai da quanto aspettavo questo momento!!” mi rispose.
La presi attirandola a me e la baciai nuovamente suggendo la sua saliva ed il mio sperma poi ricominciai ad esplorare il suo corpo con la lingua soffermandomi sui capezzoli che ricordavo sensibilissimi.
“Prendimi ora…scopami……scopami ti prego!!”
Il mio cazzo era rimasto in piena erezione nonostante la recente sborrata e non mi feci certo pregare oltre, avevo atteso troppo.
Mi sistemai tra le sue gambe spalancate e strusciai la cappella tra le grandi labbra fradice dei suoi umori ed infine spinsi il glande nella vagina.
“Aaaaahhhhh…..siiiiiii….siiiiiiiiii!!” un urlo liberatorio usci dalle nostre bocche mentre il mio cazzo sprofondava completamente nel suo antro umido.
Sentivo le pareti della vagina adattarsi come un guanto e le pulsazioni del suo cuore attraverso le mucose.
Mi fermai, completamente sprofondato in lei e la baciai.
Poi lentamente iniziai a scoparla piano assaporando ogni momento mentre lei mi veniva incontro nel momento della massima penetrazione.
Sembrava che non avessimo mai fatto altro negli ultimi anni tanto era incredibile il nostro affiatamento.
Poi il ritmo si fece inevitabilmente più intenso e gli affondi più consistenti e frequenti.
“Si….si…si…si!!” ritmava il martellare del mio cazzo dentro di lei.
Infine esplodemmo entrambi in un orgasmo incredibile per intensità, sentivo i fiotti di sperma uscirmi con una potenza incredibile e le pareti della vagina stringermi aritmicamente accompagnando ogni getto.
Mi accasciai sul suo seno ansimando come un mantice.
Mi accarezzò le spalle, le reni ed infine dietro la nuca.
“Amore….amore mio……..amore………..!!”
Restammo così l’uno dentro nell’altra per un tempo infinito finché il mio cazzo perse completamente consistenza uscendo dal suo nido.
“Cosa ci siamo persi!!” l’avevamo detto quasi in contemporanea e così scoppiammo a ridere come bambini.
Ma non durò per molto, ricominciai a baciarla ed accarezzarla mentre lei faceva lo stesso con me e ricominciammo come se non fosse accaduto nulla.
Dopo 30 anni avevo ritrovato il mio amore e non l’avrei più lasciato.

Sono graditi suggerimenti, commenti e critiche
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