Il regalo di compleanno – parte prima
In una caletta del Gargano, una cinquantenne rossa di capelli ma castana di pelo, da un paio di settimane si metteva con suo marito affianco al nostro ombrellone. Già dal primo giorno ho capito che aveva fame di cazzo e non si preoccupava di prendere il sole sulla sdraio a cosce aperte. Era una donna ben curata, aveva delle labbra cosi gonfie che credo erano rifatte, insomma una di quelle che non accetta di invecchiare e che all’aspetto fisico ci tiene tanto. Ogni volta che eravamo in acqua me la ritrovavo sempre vicino a me e più di una volta, forse accidentalmente o forse no, ci siamo sfiorati in diverse parti del corpo, specialmente il suo seno, che era molto abbondante ed ingombrante. Una mattina lei mi fissava intensamente e capii che era arrivato il momento di farle assaggiare un po’ del mio cazzo, si capiva che voleva il mio cazzo, io ero sempre più eccitato da quello sguardo languido e bramoso. Ad un certo punto tra materassini, ciambelle e bambini che giocavano me la trovai affianco a me e sentii un suo seno premere sul mio braccio e ciò mi dette una piacevole sensazione, era una tetta bella piena…morbida; continuò a camminare e guardandola notai che anche il suo culo, sotto il mare,era un pò grosso, ma decisamente ben tenuto e pensò che piacesse ancora molto a tanti uomini. Mentre ero lì che la fissavo lei si girò e mi si fermò davanti, sentivo il cazzo durissimo per l’eccitazione e nemmeno un istante dopo, passandomi di lato, era arrivata con la mano sulle mie palle, aveva toccato il mio cazzo in erezione e mi disse “complimenti, è fortunata tua moglie” ed io mettendole un palmo aperto sul culo gli ho risposto “non ti spaventare non ti farò male” e lei “non penserai che nei miei 49 anni non abbia mai visto un uccello come il tuo”.
Più la guardavo e più ero convinto che quelle due belle labbra erano da assaporare e soprattutto da far avvolgere intorno al mio cazzo e mentre io fantasticavo lei me lo tirò fuori dal costume e cominciò a segarmelo “non so… non penso… che sia il momento..il posto giusto” le sussurrai e lei “io non te lo lascio, se vuoi toglimelo tu!” Affianco alla nostra caletta ce n’era un’altra piccolissima, c’entravano massimo tre o quattro persone, era raggiungibile solo via mare e lei girandosi, dandomi le spalle e come se portava in giro un bambino mi tirava verso di se con il mio cazzo nella sua mano, dicendo “andiamo dietro quegli scogli” ed io annuendo le dissi “è meglio se ci separiamo e ci incontriamo lì, cosi non ci nota nessuno”. Arrivati nella caletta ci spostammo in una grotta naturale. C’erano dei preservativi e fazzolettini di carta, sparsi quà e là, prima di noi altri avevano avuto la stessa idea e senza perdere un attimo si mise seduta su uno scoglietto e denudandosi il seno, si accarezzò quelle belle e grosse poppe bianche e morbide, poi mi prese il cazzo e lo mise in mezzo tra loro dicendomi “con questo cazzone sai che spagnola che ti faccio” ed io “dai, fammi sborrare in mezzo al seno”. Il cazzo appariva e spariva dentro le sue tette enormi, vedevo la cappella sempre più grossa, sotto quei colpi di seno e appena le arrivava vicino la bocca se lo metteva in bocca, mi leccava la cappella per poi scendere fino ai coglioni, io dall’alto la dominavo tenendola per i capelli e mi arrapavo sempre più mentre mi succhiava le palle e lei diceva “guarda come si muovono queste tettone grosse e morbide ed hai mai visto capezzoli cosi belli? Tu desideri una bella spagnoletta fra queste poppe morbide ed io voglio tutta la tua sborra fra le tette, su questi capezzoloni duri.” Effettivamente aveva i capezzoli turgidi pronti da leccare, dritti, induriti dall’eccitazione estrema ed intanto la guardavo giocare con le sue tettone sul mio cazzo, mentre le stuzzicavo i capezzoli, facendola godere come una maiala, poi si infilò tutto il mio cazzo fra le sue tette, le strinse con le mani e mi fece un pompino con una spagnola stupenda. Pensavo “sono stupende! Belle e grandi”, mi ritrovai con una mano che non riusciva a prendere tutta la sua abbondante 5^ e con il cazzo tra le sue tette. Ero praticamente sprofondato dentro il suo seno con tutta la mia asta di carne e dopo pochi minuti sono venuto come un cavallo e lei direzionando il mio cazzo, che teneva stretto nella sua mano, si fece schizzare sulle poppe ed in faccia. Se ne stava a bocca aperta e si faceva colare fuori un lungo rivolo del mio sperma mentre io pensavo “accidenti… che troia, ti inculerei volentieri”. Continuando a pulirmelo cominciò a carezzarmi lentamente l’uccello che era alla massima lunghezza, lo guardò e disse “è davvero un bell’attrezzo, con due belle palle che pendono gonfie” e poi si inumidì la mano e la passò sopra la cappella “mhhh.. siiiii” mugolai lentamente e lei continuò a segarmelo con gusto, di tanto in tanto lisciando i testicoli “cazzo… ho voglia di sfondarti il culo… siiii, sei una porca” le dicevo, mentre lei mi masturbava lentamente. Poi la mia attenzione fu attratta nuovamente dalle sue due belle tettone burrose con la pelle molto chiara e la immaginavo lì, a farsi inculare da me, che gli davo dei forti colpi che le facevano ballonzolare le poppe; “Avanti, che aspetti, non volevi allagarmi anche la figa” e così dicendo si stese sulla sabbia e spalancò oscenamente le cosce, vogliosa di sentire la mia lingua sulla sua figona. “Sei fantastica… come sei tanta… guarda quanta roba” e portandomi verso di lei la baciai sulle labbra, e lei mi infilò la lingua in bocca intrecciandola con la mia. Poi scesi con la testa, mi soffermai a mordicchiarle i capezzoli per poi andare a guardarle la fregna; era incredibilmente bagnata, tanto che vedevo i suoi umori che le colavano dalla fessura e si raccoglievano sulla coscia “sei fradicia…” le dissi “ohh.. siiii… sono arrapata …” sussurrò lei mentre io con una mano le separavo le labbra gonfie della vagina e cominciai a percorrere tutta la fessura, lentamente “ohhhh… diooooo… siiiiiii.. che bello… ahhhhh” urlò lei mentre io le infilavo un dito dentro la fessura e cominciai ad andare avanti e indietro mentre il dito produceva un rumore di sciacquio dentro quella passerona allagata. Ormai completamente in preda alla foga, mentre si tirava selvaggiamente un capezzolo disse “allora dai.. che aspetti… leccamela, leccala questa bella fica”, si mise a sedere di nuovo su la pietra, si allargo le labbra della figa, oramai tutta dilatata e sgrondante di umori vaginali e mi disse “dai fammi sentire come lecchi”. Io mi misi a carponi davanti alla sua figona e la mia lingua dava dei piccoli colpi al suo grilletto, duro, poi lo mordevo con le labbra, per poi assaporarglielo con la lingua e con la lingua tesa le detti una lunga leccata, slap…slap, percorrendo tutta la fessura grondante di umori “aaarrrghhh.. siiii… … ” lei quasi ululò, era in preda ad un godimento frenetico, poi le ho afferrato le cosce e mi sono rituffato sopra quella fica appetitosa, cominciando a succhiare e leccare con una frenesia incredibile “buo.. buona.. gghhh… .” borbottavo alzando la testa “dio… come lecchi bene .. siiii… … .leccala tutta.. dai… fammi godere… daiiiiii” e si prese le labbra della fica con le mani e le spalancò bene per dare migliore accesso alla mia lingua che lavorava frenetica. La leccai come un pazzo per almeno cinque minuti, senza staccarmi mentre lei si agitava e si toccava inarcando i fianchi fino a farmi quasi soffocare sul suo pelo; poi la sentiì irrigidirsi “ahhh… oh mio dio… siii… ohhh… mi sa che… ..non smettere.. sto per venire… come sei bravo.. dai, fammi venire… dai, leccami la fica” ed io “si, si… dai, vienimi in bocca… dai, fammi bere il tuo orgasmo” mentre le presi in bocca il clitoride, succhiandolo, le ho messo le dita dentro e la feci un ditalino con leccate e slinguazzate. La sua pancia aveva dei sussulti violenti, si contraeva, tirava su la schiena, mi afferrava la testa e se la spingeva verso la sua figa colante, la fottevo con la lingua e due dita, su e giù, giù e su e lei mugolava “dai sto venendo, aarr…siiiiii…vengoooooo…” ed esplose in un lungo orgasmo nella mia bocca “cazzo, sembra una fontana” pensai, e lei “ahhh..ahhh..sei veramente uno spettacolo..dai ciucciamela, continuaaa”. Il tutto durò alcuni secondì, poi lei si rilasso, esausta e soddisfatta ed io mi alzai ed andai a baciarla, con la mia bocca fradicia degli umori della sua fica, per farla assaggiare il sapore della sua figa. Io arrapatissimo continuavo a palparle quelle tettone ed il mio cazzo non ne poteva più, allora la feci alzare e mi sedetti al posto suo, la sua figa ormai era colante di umori e lubrificata al massimo, indirizzai la mia cappella vogliosa verso la sua caverna mentre lei si sedette sopra di me appoggiando le sue mani sulle mie spalle e stringendosi a me si impalò sul mio cazzo, entro tutto. Contemporaneamente mi infilò la lingua in bocca, io nel frattempo la abbracciai e scesi con le mani fino ad accarezzare il suo splendido e morbido culo, lei si staccò dalla mia bocca, mi guardò sorridendo e disse “dai sbattimi forte….ahhhh…..si. che bello,fammi sentire il tuo cazzo …ohhhh.. …siii” e prima delicatamente e poi con più passione, cominciò a cavalcarmi con un ritmo sempre più sostenuto, riprendendo a baciarmi con passione mentre io iniziai a palpare, strizzare ed accarezzare le sue tettone meravigliose, pizzicandone i capezzoli turgidi mentre lei si piegava con il petto in avanti a porgere quei seni stupendi alla mia bocca. Così iniziai a succhiare e leccare i capezzoli stringendoli con i denti mentre lei si dimenava sul mio cazzo che la profanava tutta la sua caverna e mugolava di piacere incitandomi “si, siiii, continua così ti prego!!! mi fai impazzire!!!” e continuava a roteare con il bacino sul mio cazzo e ancora “fammelo sentire tutto dentro e spingi forte, dai sbattimi i coglioni nella figa, dai….. uhhhhhhhhh sei uno stallone ed io “si troia sborro….sborro, ti inondo la figaaaa”. Fiotti di sborra uscirono dal mio cazzo e dopo che le riempii la figa, glielo tolsi e glielo infilai in bocca. Lei me lo ripulii fino alle ultime gocce che erano sulla cappella, continuando a dire “sei stato bravo, mi hai fatto venire come una vera troia, avevo proprio bisogno di una bella dose di cazzo”. Tornammo in spiaggia ero stanco e mi sdraiai accanto a mia moglie, poi facemmo un bagno e tornammo al villaggio.
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