Il regalo di compleanno – parte seconda
Un paio di giorni dopo in acqua ci avvicinammo e le chiesi “sei disponibile per una bella cavalcata anale, se tu non hai nulla in contrario, mi piacerebbe tanto scoparti nel culo” a quel punto mi guardò fisso negli occhi e mi disse “ti va di mettermelo in culo? Perché no, sono abbastanza navigata anche lì,te lo darò il mio culo”. Ripetendo la stessa procedura della prima volta ed arrivati nella grotta la feci togliere subito il costume mentre io mi toglievo i boxer. Lei cominciò subito a segarmi il cazzo e di colpo se lo infilò in bocca… mamma mia che goduria… le tenevo le mani dietro la nuca e con il bacino le spingevo la nerchia in bocca, fino in gola. La sua saliva colava dappertutto sul mio cazzo fino alle palle e giù dalle cosce, poi mi sedetti sullo scoglietto e continuavo a tenerglielo in bocca e a farla ciucciare il mio cazzone. Ero seduto a cosce larghe e avevo una mano dietro, sullo scoglio, per sorreggermi dai suoi risucchi mentre con l’altra sulla sua testa la spingevo in giù affinche ciucciasse più forte e “Ooohhhhhhh, Oooohhh, sssii cosìii troia…mmmmhhh…hhhaaaa…ooohhh….che golaaa…haaaai adesso..oohhh.. dai che dopo voglio rompeeeertiii il culo….aaahhh….oooohhh… oooohhhh… nel tuo culoooo” e lei “mmhhhh… siii… dai… fottimi… il culooo… daiii…. mmhhh….” Mi alzai e la feci mettere a 90°, appoggiata allo scoglio, e da dietro ho iniziato a baciarla sul collo e le strusciavo il cazzo sulle sue chiappe, facendolo scorrere su e giù lungo il solco del culo, e lei “oohh siii, il tuo bel cazzone mi fa impazzire. Ooohh siii che belloo…”, poi mi sono abbassato e ho cominciato a leccarle il buchino e mentre lei continuava a gemere, io continuavo ad affondare i colpi di lingua nel suo bel buchino. Continuavo a leccare sia il culo che il buco del culo che mi faceva morire, aveva un culo da sballo e mentre gli infilavo la lingua dentro e lo leccavo tutto quel buchino, la sentivo godere e dire “leccami il culo con calma, senza fretta, io amo farmi leccare il buco del culo a lungo prima di farmi fottere per bene, fino a farmelo riempire di sborra”. Le allargavo il buco del culo, trapassando l’ano con un dito bagnato di saliva e di umori, che andavo a raccogliere infilandole lo stesso dito nella figa mentre lei dava dei sobbalzi, quando attraversavo lo sfintere, molto elastico, e mi spingevo dentro la sua cavità. I preliminari sono stati lunghi ed eccitanti “mettimelo dentro, subito!” disse allargandosi ancora di più i glutei, che teneva divaricati con le mani, e mostrandomi il buco del culo in tutto il suo splendore diceva “voglio essere inculata, adesso, subito”. Io non desideravo altro, avevo il cazzo che mi pulsava nella mano, ero pronto ad incularla, avvicinai la cappella al suo culo, mentre lei si era messa con la schiena ben arcuata ed appoggiai la cappella sull’ano spingendola nella sua cavità, senza forzare. Si girò e disse “senti come sono larga.. sai quanti ne ho presi li…fammi contenta inculami senza pietà”. Ho steso le mani sui suoi fianchi e ho spinto, lentamente ma senza fermarmi, il cazzo era entrato tutto, fino alle palle, avvolto tutt’intorno dall’anello elastico del suo ano. I miei coglioni erano sulle sue chiappe, era entrato tutto, ma proprio tutto “uhhh…. ggggnnnhhh… uhhh aahhhhh…siiii che culooohhh…oohhhmmmhhh…” ululavamo, poi lo uscii completamente lasciando una voragine tra le sue chiappe aperte, ci sputai dentro e la impalai di nuovo e di nuovo e di nuovo “aaahhhhhmmm…siiiiii sbattimi…fottimi… daiiiiihhh…,mmhh..,mmhhh… mmhhhh…” ed intanto si sentiva il rumore della cavalcata selvaggia, “splat, splat, splat, splat”, gli davo dei colpi cosi forti che le facevo ballonzolare le sue grosse poppe. Ondeggiavo con le anche mentre premevo con le mani sulla sua schiena inarcata, mi flettevo sulle gambe e spingevo il cazzo avanti e indietro nello sfintere, che me lo stringeva al massimo, mentre le dicevo “mi piace… mi piace incularti”. Lei teneva aperto il culo con le mani per fare entrare il cazzo sino alle palle mentre io le davo dei colpi sempre più forti e spingevo i fianchi in avanti. Sentivo sbattere le palle sulle sue chiappe “clap, clap, clap”, sentivo quel cazzo entrare ed uscire dal suo culo e godevo da matti “uuhhhmmm, uhhhmmm, aaahhh…che troia che sei… sei la troia più calda che io abbia mai avutoooooo” e mentre le spingevo le palle verso le sue natiche lei mi incitava “vieni… vieni…” e seguiva il ritmo della scopata venendomi incontro col culo. Chiusi gli occhi per un po’, non capivo più un cazzo, avevo la testa in sù e sbrodolavo di piacere e il mio cazzo, non ne parliamo, “godo… godo… godo” urlai mentre venivo sborrandole nel culo, 1..2..3…4 fiotti, pieni ed abbondanti e lei “aaahhhhhhh, sssssiiiii, mmmhhh, tienilo dentro… muoviti nel mio culo…non lo tirare fuori”. Mi sono accartocciato sulla sua schiena e le strinsi forte le sue tettone fintanto che gli spasmi si sono attenuati e l’ultima goccia di sperma non era uscita. Poi mi sono staccato dal suo culo e mi sono posizionato in piedi di fronte a lei. Il cazzo era meno tosto ma ancora in tiro con dei filamenti di sborra sulla cappella, le ho detto “Puliscilo, dai succhialo!” e lei mi ha afferrato il cazzo nella mano e ha cominciato a pulirmi la cappella passandoci sopra la punta della lingua. Ancora voglioso le posai le mani dietro il capo e lo tirai verso di me e spingendole la cappella in profondità nella sua bocca. “Brava… continua a succhiarlo così. Spompinami” e mentre lei proseguiva nel leccare e succhiare il cazzo, ingoiandolo fino alla radice io continuavo “quanti cazzi hai pulito in questo modo, eh?” e quando il cazzo ritornò duro, la feci appoggiare allo scoglio, le allargai le cosce e glielo misi nella figa. Gli davo dei colpi talmente forti, che a momenti cadeva, mentre lei stringendo le chiappe, mormorava “porco… dai… dai… più forte…porco…più forte”, continuavo a scoparla alla pecorina come un toro. Vedevo la sua schiena muoversi in avanti ed indietro e poi con movimenti rotatori, per sentire meglio il mio cazzo. Ad un tratto le sfilai il cazzo dalla figa, lo appoggiai sull’ano e spinsi, in un sol colpo la stavo inculando nuovamente “ahhhh… ” un gridolino di sorpresa fu l’unico suo commento. La pompavo sempre con più velocità, e dopo pochi colpi lo tirai fuori e facendola girare velocemente, le ho sborrato in faccia. Lei stette immobile ad aspettare il mio liquido denso e caldo mentre io vedevo il suo viso, con la sborra che le colava sulle guance, ed i suoi occhi soddisfatti da quella scopata. I rivoli di sborra scesero velocemente lungo la gola fino alle sue grosse poppe non abbronzate e lisce, mentre lei sembrava faticare a riprendere fiato. Dopo qualche secondo, ci sciacquammo in mare, ci rimettemmo i costumi ed uno alla volta tornammo tra gli altri. La sera, al bar del villaggio, avvicinandomi a lei la sentii parlare con il marito e lui le chiedeva “allora com’è stato, ti è piaciuto?” e lei “si, è un toro da monta, mi fa ancora male il culo” ed il marito “sei contenta del regalo che ti stò facendo” e lei “si è il più bel regalo di compleanno che tu potessi farmi”.
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