La Grande Scopata – Che Pompa e Che Inculata!
L’acqua correva dal viso al collo alle spalle e giù lungo tutto il corpo.
Era immobile, teneva gli occhi chiusi e il volto rivolto verso il getto d’acqua, assorto nel piacere della doccia calda; aprì un poco la bocca lasciando entrare dentro di sé una minima parte del fluido che lo avvolgeva come in caldo e sensuale abbraccio.
I capelli biondi e corti erano apppiccicati alla testa e gocciolavano sulla pelle dorata, morbida e appena abbronzata. Si doveva essere rasato da poco… i lineamenti erano delicati e morbidi. Le labbra rosse e carnose si muovevano con la pressione dall’interno della lingua e il getto d’acqua che le rendeva umide e lucide. Il naso delicato era all’insù diretto verso il viso verso le gocce impertinenti che dalla doccia lo accarezzavano per tutto il corpo.
Il collo… oh…… era così forte e muscoloso… il pomo d’adamo così grosso e pronunciato andava su e giù ogni volta che deglutiva.
Il mio sguardo scendeva ancora arrivando alle clavicole e alle spalle, non troppo larghe, ma compatte e scolpite nella carne. I bicipiti erano rilassati… eppure l’acqua disegnava sulle braccia il profilo di quei muscoli pronti a scattare e a contrarsi. Gli arti superiori stavano abbandonati lungo i fianchi; gli avanbracci avevano una leggera peluria bionda sul dorso che l’acqua accarezzava con delicatezza, scorrendo fino alle mani chiare, dalle dita sottili e affusolateinsieme così forti e mascoline. Alzò all’improvviso il braccio destro e si passò la mano tra i capelli. L’ascella era coperta da peli folti e biondi. Riabbassò il braccio e io tornai con gli occhi al suo petto. L’acqua calda correva tra i pettorali, nello spazio sopra lo sterno e correva veloce verso il ventre…I capezzoli erano grandi e rilassati, ben sistemati sui muscoli del torace.
Mi sembrò di entrare dentro quelle goccioline d’acqua che gli correvano tra gli addominali… la tartaruga che aveva sul ventre mi eccitava da morire. La pioggia di acqua calda non faceva altro che rendere lucidi e ancor più morbidi i lineamenti dell’addome… scesi ancora con gli occhi all’ombelico e poi ancora verso il basso ventre, dove partiva la peluria bionda del pube.
Il mio cuore batteva all’impazzata, la gola era asciutta, le mani mi tremavano… ero eccitatissimo…
Cercai di abbassare lo sguardo il più lentamente possibile. I peli erano sempre più folti, l’acqua li schiacciava sulla pelle e li rendeva brillanti. Non potetti più esimermi e vidi la base del suo pene.
Era largo e possente. La pelle era della stessa carnagione del resto del corpo… né più scura né altro… sembrava un prolungamento della pelle dorata del torace… e che prolungamento…
Era abbastanza basso, 1 metro e 70, non di più…. Ma quella proboscide che aveva tra le gambe compensava i centimetri che gli mancavano in altezza… in punta la cappella era parzialmente scoperta…. L’acqua correva lungo tutta quell’appendice di muscolatura e gocciolava in punta.
Mi chiesi come poteva masturbarsi con una simile verga (il suo pene arrivava quasi a metà coscia… credo fosse intorno ai 18 centimetri… ed era ancora moscio!….) così larga e lunga… poi me lo immaginai con entrambe le manine delicate a menarsi su e giù il suo attrezzo sessuale….
I testicoli erano gonfi e, immaginavo, ben pieni di sperma… si vedevano chiaramente dietro quella dominante visione fallica. Riuscii a distogliere lo sguardo e passai ad ammirare quelle gambe leggermente divaricate…
Erano depilate del tutto… dall’anca al collo del piede. La pelle non aveva la benchè minima imperfezione, se non qualche graffio sulle ginocchia… le cosce erano muscolose, compatte e snelle, i polpacci pieni muscolosi e agili…arrivai ai piedi e mi fermai, risalendo frettolosamente al volto.
Mi stava fissando.
Gli occhi azzurri e profondi mi indagavano dubbiosi… aveva visto come lo avevo ispezionato da testa a piedi… si mise sulle mani del bagnoschiuma e iniziò a insaponarsi la testa e il collo.
Si passò le mani sul petto. Poi le fece scivolare sull’addome e passò le dita con delicatezza sulle linee dei muscoli. Poi si afferrò con la mano destra il pene ancora a riposo e con la sinistra si massaggiò lo scroto. La schiuma bianca ricopriva le parti più intime e velava la pelle dorata.
Si piegò e si insaponò le gambe… Poi si voltò.
Per me fu il colmo…
Si insaponò le spalle girate verso di me. Ignorai le sue mani impegnate a lavorare sulla pelle e scesi con lo sguardo lungo la schiena, seguendo la curva della spina dorsale e arrivando al fondoschiena.
L’acqua colava sulla schiena e passava nella riga tra i glutei. Il culo era perfetto… rotondo… muscoloso… liscio… le manine lo accarezzavano con la schiuma. La destra entrò nella riga tra i glutei lavandosi l’imboccatura dell’ano…. Il sedere era la ciliegina sulla torta di quel corpo da favola.
Si rigirò e mi guardò ancora negli occhi… questa volta con aria scocciata.
Mi scossi e riuscii a smettere di guardarlo…
Entrai sotto una delle docce vicino alla sua. Non mi controllavo….
Sapevo cosa c’era a pochi metri da me… il mio corpo la sapeva… non riuscivo a smettere di immaginare qualsiasi scena erotica con ogni singola parte del suo corpo.
Il mio pene (non grande come il suo… nella media) era in tiro. Il mio viso era rosso e accaldato… avevo i capezzoli turgidi.
Vidi con la coda dell’occhio che adesso era lui a guardarmi. Ma con aria di sfida…
Petto e addome all’infuori, pene ancora moscio ma ben in mostra, gambe leggermente divaricate e stabilmente piantate a terra.
Cedetti.
Mi voltai e mi buttai ai suoi piedi.
Afferrai le gambe da dietro e salii lungo i suoi arti leccandolo a poco a poco. Non reagì… gli piaceva. Arrivai al pene.
Lo presi in bocca. Era molle eppure già mi riempiva parte della bocca. Era così dolce… così maestoso… Iniziai a leccarlo e massaggiarlo con entrambe le mani. Lo sentivo crescere dentro la mia bocca… In breve fu in erezione…. Avevo la bocca piena, respiravo a fatica tanto era grande… e non riuscivo a prenderne tutta la lunghezza!… lo menai per qualche minuto facendomi penentrare la bocca da quel bastone di carne…. Leccandone il glande… accarezzandone l’asta.
Quando sentii che era sul punto di venire, lo tolsi dalla bocca e gli diedi gli ultimi colpi con tutta la forza che avevo nelle braccia. Venne come l’eruzione di un vulcano… mi riempii il petto del suo liquido che ben presto venne lavato dall’acqua.
Mi accarezzò la testa come per ringraziarmi, mentre mi alzavo e gli appoggiavo le mani sul culo.
Appoggiai le mie labbra sulle sue. Poi gli misi la lingua in bocca e lo limonai. All’inizio era freddo e passivo, ma poi si sciolse e iniziò ad accarezzarmi la schiena e il culo mentre ricambiava il mio bacio appassionato.
Mi riabbassai e gli leccai pettorali e capezzoli. Poi scesi agli addominali, dove mi soffermai per interi minuti, affondando il mio volto e la mia lingua in quella massa di muscoli…
Affondai il naso nel pelo del pube e baciai il suo pene, prima di farlo girare e di iniziare a baciargli il retro delle cosce e i glutei…
Lo afferrai con le mani e lo aprii un poco, entrando con la lingua nel suo culetto ormai voglioso.
Gli feci divaricare le gambe e lui si appoggiò con le mani al muro della doccia, mettendosi con la schiena a novanta gradi. Entrai con la lingua nel buco e lo leccai, penetrandolo sempre di più. Quando fu abbastanza aperto, mi alzai e gli appoggiai la punta del pene contro l’ano. Afferato per i fianchi, iniziai a penetrarlo con sempre più velocità e forza.
Gemeva, gemeva, gemeva. Io godevo non mai, mentre il mio pene entrava sempre più dentro il suo corpo. –Ah…sì… Ah…. Sì…. Ah… sì…. Ah….di più…. Ah! Ah! Ah! Ah! Oh sì!!- la sua voce maschia ripeteva queste parole raggiungendo picchi di godimento sempre più frequenti. Poi venne di colpo riversando sul pavimento delle docce un’altra grande quantità di liquido seminale.
Ero sull’orlo dell’orgasmo anche io quando all’improvviso, smise di ondeggiare sul mio cazzo e si girò abbracciandomi e mordendomi il collo. Mi saltò in braccio chiedendomi di scoparlo così. Io lo presi per le cosce, sostenendolo, e me lo appoggiai sul pene, pronto a ricominciare… il suo cazzone era semi eretto e si appoggiava al mio petto.
Iniziai a farlo andare su e giù, su e giù, su e giù, sempre più profondamente e sempre più velocemente. Godeva ancora più di prima. –Oddio!! Sì… Sì…. Ah… Sì… Di più…. Ne voglio di più…. Godo… Oh sì… Sì! Sì! Sì!!!- all’ultimo sì buttò la testa all’indietro e si abbandonò all’orgasmo continuando a eiaculare su di me senza più smettere.
Alla fine, dati gli ultimi colpi, venni anche io, riversando la mia sborra dentro di lui.
Lo lasciai scendere e, sconvolto, tornò a lavarsi, con il viso ancora perso nell’estasi della nostra trombata. Lo baciai ancora e ci lavammo insieme, insaponandoci reciprocamente ogni parte del corpo.
Quando ci fummo ripresi e i nostri cazzi furono di nuovo in erezione……….
……….Continua?
Vi piacciono i miei racconti? aspetto commenti e consigli………. eda
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