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A casa sua…

Trovai il biglietto in tasca uscendo dal cancello del campo. Lo aprii incuriosito.
“Leo mi ha raccontato quello che è successo tra voi… vorrei provare anch’io quelle emozioni. Se intendi accettare il mio invito, vieni a casa mia stasera, senza impegni… A presto, Guido”
Mi bloccai con il biglietto tra le mani: lo rilessi altre due o tre volte, poi lo rimisi in tasca e salii in macchina. Presi la strada per casa continuando a pensare al messaggio del mio compagno di squadra. Non riuscivo a capire: Guido era fidanzato da un paio di mesi, era sempre stato un autentico play boy… mai avrei pensato che anche lui come gli altri aveva certe inclinazioni…
“Non andrò da lui” pensai svoltando ad un incrocio “deve essere uno scherzo o qualcosa di simile… lo sarà venuto a sapere e vorrà prendermi in giro…”
Convinto delle mie idee, mi fermai al semaforo un po’ scocciato. Mi venne in mente il suo viso, il suo corpo nudo, il movimento delle sue mani… era sicuramente il più bello e seducente di tutti. Leggendo il suo messaggio mi erano venuti i brividi, ripensando a lui e alle parole che mi aveva scritto cominciai ad eccitarmi. Ripartii con il verde continuando a dirigermi verso casa, ormai i boxer contenevano a malapena il mio cazzo in erezione. “E se non fosse uno scherzo?…”
Come avrei potuto continuare senza togliermi quel dubbio insistente? Come avrei potuto perdermi un simile corpo per paura o timidezza?
Fermai la macchina e feci inversione. Avevo deciso: sarei andato da lui, e subito…
Arrivai davanti a casa sua, ero accaldato e eccitato… Dio quanto lo volevo!
Arrivai al portoncino e suonai al campanello. –Chi è?-
Era la sua voce, profonda e potente… -Sono io… mi apri?-
Non ci fu risposta. Passò un minuto abbondante poi, quando stavo per risalire in macchina e tornare a casa, risentii la sua calda voce. La porta si aprì. –Entra…- Aveva quasi sussurrato… immaginai quelle cinque lettere in altre circostanze e mi sembrò di esplodere. Mi calmai, cercai di rilassarmi e spinsi la porta.
Salii le scale e arrivai davanti all’ingresso dell’appartamento. La porta era accostata e aperta. Bussai e aprii, entrando nell’ingresso ampio e luminoso. –Guido?-
Si sporse dalla porta del salotto con in mano una bottiglia di tequila. –Ciao… Benvenuto….- sembrava imbarazzato, -accomodati.- disse rientrando nel salotto.
Indossava una maglia nera e leggera e un paio di jeans discretamente attillati e a vita bassa: quando si girò vidi le sue mutande blu sbucare dai pantaloni. Per poco non svenni.
Si sedette sul divano davanti al tavolino e mi fece cenno di accomodarsi sulla poltrona alla sua destra. Mi sedetti cercando di nascondere la protuberanza nei pantaloni e presi il bicchiere che mi porse. Lui si portò alle labbra il suo. Sorseggiò il liquore lentamente, appoggiando il bicchiere alle labbra rosse, che assetate si appiccicavano al vetro. Guido era biondo, aveva due occhi azzurro intenso che lasciavano senza fiato, un naso e un profilo delicato, una bocca eccitante e carnosa, un corpo da favola. Era perfettamente rasato sul viso e le mani, delicate e affusolate stringevano con vigore il bicchiere.
-Presumo che tu abbia letto il biglietto…- disse dopo aver finito di bere.
-Sì…- riuscii a rispondere. I miei occhi si fissarono nei suoi. “Ti voglio…” pensavo accaldato.
-E… non dici niente?- aveva gli occhi lucidi, probabilmente non era il primo bicchiere che beveva.
Mi alzai e mi sedetti vicino a lui. Avvicinai il mio volto al suo e socchiusi la bocca. Chiusi gli occhi rinunciando per un po’ alla sua vista. Mi baciò. Le sue labbra si unirono alle mie in delicato contatto. Ci staccammo lo guardai di nuovo e lo baciai ancora… stavolta Guido mise un pezzetto di lingua dentro la mia bocca. Risposi delicatamente. Cinsi le sue spalle forti e larghe con le mani e gli misi la lingua dentro la bocca. Lui ricambiò e stavolta ci limonammo veramente, scambiandoci la saliva e accarezzandoci le lingue in una danza sempre più veloce. Si lasciò scappare un gemito di piacere quando ci separammo. Mi tolsi la maglia e rimasi a torso nudo. Lui fece altrettanto e io impazzii per la bellezza della visione che mi trovai davanti.
Conoscevo a memoria il suo corpo da statua, tante volte lo avevo visto nudo sotto la doccia, ma quella volta era più bello del solito. Il sudore rendeva lucidi i muscoli potenti e compatti. I pettorali erano sodi e larghi, i capezzoli turgidi e invitanti; gli addominali sembravano disegnati tanto erano ben delimitati e delicati. Era del tutto glabro e la pelle dorata e morbida da biondo lo rendeva ancora più bello. Alzò le braccia e mostrò i peli delle ascelle, eccitandomi ancora di più. Lo spinsi con dolcezza sul divano: Guido si coricò e si tolse le scarpe. –Vieni qua…- disse slacciandosi la cintura e aprendo i jeans senza sfilarli. Io mi tolsi i pantaloni e mi coricai sopra di lui, leccandogli il collo e il petto, mordendogli i capezzoli, annusandolo, assaggiandolo, toccandolo…
Si alzò in piedi davanti al divano e mi fissò eccitatissimo, vedevo il suo pacco enorme eccitato tanto quanto il mio. Mi sedetti proprio di fronte al suo ombelico e gli sfilai i jeans. Le gambe erano depilate, il suo pacco profumava… evidentemente si era preparato per l’occasione.
Mi buttai a terra in ginocchio e iniziai a leccarlo e baciarlo dai polpacci d’acciaio e morbidi al tempo stesso, salii alle ginocchia con le mani e la lingua, poi passai alle cosce, così lunghe, muscolose, delicate… le mutande blu scuro erano piene del suo cazzo e del suo culetto da sogno. Gliele abbassai prendendo l’elastico con i denti. Il suo cazzo saltò dritto di scatto. Erano almeno 23 cm…. Lo girai e ripetei l’operazione da dietro. Elastico tra i denti scesi scoprendo il suo fantastico sedere. Scendendo il naso passò tra le natiche e strusciai le guance sui glutei. Finii di togliergliele con le mani. Ormai era ora di passare ai fatti…
Glielo presi in bocca, o almeno ci provai… era troppo lungo e largo e mi riempiva la cavità orale. Sorrise quando lo lasciai e mi rimisi sul divano. Mi tolsi i boxer liberando la mia verga (non lunga come la sua, ma sopra la media). –Proviamo così…- mi sussurrò nell’orecchio coricandosi al mio fianco. Si mise sopra di me con la faccia rivolta verso il cazzo. Voleva un 69.
Agguantai con le labbra il cazzo che mi trovai davanti, cercai di prenderne il più possibile e iniziai a menarlo e succhiarlo. Lui fece lo stesso con me. Quanto era bravo! Godevo sia nel ricevere la pompa sia nel farla. Il suo sperma era dolce.
Più si avvicinava all’eiaculazione più muoveva il bacino, mi stava praticamente scopando la bocca. Io facevo lo stesso con lui, godendo da impazzire. I nostri corpi si toccavano e si fondevano.
Il ritmo cresceva sempre di più. Il sudore era appiccicoso e vischioso al tempo stesso. I muscoli erano tesi. I nostri gemiti sempre più forti e veloci. Avrei urlato se non avessi avuto il suo glande enorme tra le labbra, e lui lo stesso…
Sentii di essere sul punto di venire. Anche lui era prossimo all’eiaculazione. Aumentammo ancora il ritmo. Lui venne nella mia bocca con un colpo di bacino. Non dovetti quasi ingoiare: i suoi zampilli mi riempirono la bocca e bevvi un fiume di sperma caldo e dolce. Finii di inghiottire quando ancora lo scopavo nella bocca. Ero al limite quando con un colpo deciso gli infilai il pene fino in fondo, facendoglielo prendere fino alla base. Venni anche io a fiumi.
Ingoiò tutto anche lui. Poi ci rigirammo e ci baciammo appassionatamente continuando a toccarci con le mani e con i cazzi a riposo.

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