A letto con mia sorella ( parte prima )
Erano i primi giorni d’estate.
La scuola, per me studente universitario di ventuno anni, era terminata, mentre mia sorella ventiseienne, impiegata in un ufficio, doveva svolgere le ultime settimane di lavoro prima delle sospirate vacanze estive.
Finito il pranzo di un qualunque sabato pomeriggio avevo l’abitudine di aiutare mia madre nelle semplici faccende domestiche e mentre mi mettevo a sparecchiare la tavola, mia sorella si congedò da noi dicendo che sarebbe salita al piano di sopra della casa per un riposo pomeridiano. Disse che sarebbe andata a distendersi sul letto nella camera dei nostri genitori perché più fresca ed accogliente in questo periodo di gran caldo.
Terminate le semplici faccende domestiche mia madre mi avvisò che di lì a poco sarebbe uscita per tutto il pomeriggio e salutandola mi avviai verso la mia stanza al piano di sopra.
In famiglia non c’ era l’abitudine di chiudere le porte delle camere e nel passare davanti alla stanza lo sguardo mi cadde su mia sorella distesa sul letto.
Mi fermai a guardare il suo corpo.
Avevo sempre avuto fantasie sessuali su mia sorella. Era una bella ragazza. Capelli castani, alta un metro e settanta, gambe affusolate, sedere formoso, tette sode, insomma una ragazza che alimentava, in chi la vedeva, una gran voglia di scoparsela.
Non era certo la prima volta che potevo ammirare le grazie di mia sorella. Mi capitava spesso intravederla nel bagno, dopo la doccia, ricurva su se stessa con una gamba fuori dall’accappatoio, appoggiata sul bordo della vasca, intenta ad asciugarsi. O quando passava dal bagno alla sua camera con un asciugamano raccolto sui capelli vestita solo di pantaloni della tuta e reggiseno.
Ma poterla guardare nell’interezza del suo corpo, senza che lei se ne accorgesse, mi toglieva ogni imbarazzo e nello stesso tempo mi eccitava moltissimo.
Per sentire più vicino a me le sue parti intime avevo anche preso l’abitudine, in sua assenza, di rovistare nel cassetto della sua biancheria. Non di rado mi capitava di scegliere i suoi slip più sexy e davanti allo specchio dell’armadio in camera sua spararmi una sega tenendo il mio uccello con i suoi slip, sperando non si fosse mai accorta che qualche gocciolina di sborra rimaneva appiccicata all’orlo dei suoi slip, e per fare finta di poter leccare la sua figa ripassavo con la mia lingua la parte di tessuto su cui appoggiava il suo clitoride.
Fermo sull’uscio della porta fissavo mia sorella.
Annebbiato dalle fantasie erotiche, che mi già mi pervadevano la mente, in quel momento realizzai che si era coricata togliendosi quei pochi vestiti che indossava poco prima a pranzo.
Era rimasta solo con gli slip e il reggiseno. Stava riposando sistemata su di un fianco. La schiena partiva con una forma perfetta proseguendo nella forma rotonda del suo culo e le gambe lisce e depilate completavano una visione molto sexy.
Soli in casa con l’occasione di vedere da vicino le parti intime di mia sorella in completa tranquillità, mi fece balenare l’idea di coricarmi di fianco a lei.
Pensai che non ci sarebbe stato nulla di male se anche mi avesse sentito. Del resto anche io potevo avere il diritto di utilizzare la camera dei genitori e potevo sempre accampare la scusa che già aveva utilizzato mia sorella cioè che quella era la stanza più fresca e adatta per riposare.
Per dare più credito alla mia falsa buonafede presi con me la prima rivista illustrata che mi capitò in modo da farmi trovare impegnato nel caso si fosse accorta di me.
Silenziosamente entrai nella camera. Feci il giro del letto. Nella parte opposta della stanza potevo ora ammirare di fronte il corpo di mia sorella.
Gli occhi erano chiusi. Il respiro profondo. Stava sicuramente dormendo. Notai subito le tette racchiuse a fatica nel reggiseno. Forse la posizione sul fianco comprimeva i due seni uno contro l’altro facendoli apparire ancora più grandi. Il fresco della stanza aveva leggermente indurito i suoi capezzoli . Potevo notare attraverso il reggiseno la forma rotonda e il colore rosato di quei due bottoncini che avrei succhiato molto volentieri.
Lo sguardo scivolò verso il basso del suo corpo. Il suo ventre nudo era bianchissimo. Dall’orlo dei suoi slip bianchi spuntavano alcuni peli di figa ma la gran quantità di peluria era trattenuta ordinatamente dentro quel triangolino di cotone. Potevo, infatti, distinguere un colore nero intenso attraverso la stoffa dei suoi slip.
Facendo attenzione a non muovere troppo il materasso del letto, mi adagiai lentamente di fianco lei e come nulla fosse mi misi a leggere una pagina a caso della rivista.
Mi accorsi che non era facile controllare l’eccitazione. Avere a pochi centimetri una figa e un paio di tette coperti solo da pezzetti di stoffa era una tentazione difficile da controllare.
Senza volerlo il cazzo cominciava a tirare e si faceva sempre più grosso. Compresso nei pantaloncini stretti iniziava a darmi fastidio.
Pensai che tra i miei pantaloncini corti e gli slip non ci fosse poi così tanta differenza e con un gesto silenzioso quanto deciso li feci scivolare sulle mie gambe e con i piedi li gettai a terra.
Ora ero vestito solo con le mutande ed una canottiera estiva. Disteso sul letto abbassavo la rivista e con lo sguardo guardavo la grossa forma del mio cazzo ancora nascosto tra le mie mutande. Anche così era difficile tenere a bada la minchia che andava sempre più ingrossandosi.
Il mio sguardo rimbalzava tra le tette di mia sorella, il mio cazzo, la sua figa. Il fresco della stanza, la luce filtrata dalle persiane della finestra creavano una situazione d’eccitazione che mi piaceva tantissimo. Il mio sguardo era ormai fisso su tutto ciò che rappresentava il sesso di mia sorella.
Mi accorsi che stava per cambiare posizione. Senza scompormi ripresi la lettura della rivista. Si rigirò su se stessa. Non si accorse della mia presenza. Ora lei mi dava il suo lato posteriore. Ammiravo ancora più da vicino la forma del suo culo le cui chiappe tenute a stento dagli slip si riunivano in due cosce meravigliose. Nel cambiare posizione lo sfregamento degli slip sulle lenzuola aveva fatto scivolare una parte degli stessi nel solco anale lasciando completamente scoperto metà del suo culo.
Visto che il suo viso era girato dalla parte opposta, il mio sguardo poteva concentrarsi senza il timore di essere visto esclusivamente su quella meravigliosa porzione di culo. Quasi incredulo di quella situazione allungai la mano verso la chiappa nuda. Non toccavo, ma la sensazione di essere lì a pochissimi millimetri dal bellissimo culo di mia sorella con la mia mano, creava nella mia mente le fantasie porno più spinte, e questi pensieri mi facevano tirare il cazzo in modo esagerato.
Ritrassi la mano e appoggiai la rivista sul pavimento. Un’occasione così non mi sarebbe più capitata. Decisi di tirarmi fuori il cazzo, lo feci scivolare fuori dagli slip e assunsi una posizione uguale a quella di mia sorella. Mi spostai quindi su un fianco. Così potevo vedere benissimo il culo per metà nudo, mentre con la mano destra cominciavo a menarmi l’uccello. Mentre mi segavo potevo immaginare in completa tranquillità come sarebbe stato bello infilarlo in quel culetto così bianco. Immaginavo lo sforzo che avrei dovuto fare per spingere la mia cappella in quel buchettino anale così stretto. A stento trattenni la voglia di sborrare a pochi centimetri da lei. Cancellai dalla mente quei pensieri. Volevo far durare il più possibile quella situazione così eccitante, il cazzo mi sarebbe rimasto in tiro molto facilmente. Non volevo sfilarmi completamente gli slip. Sarebbe stato troppo rischioso. Decisi quindi di abbassarli leggermente giusto per potermi vedere tutto il cazzo fino ai coglioni.
Strisciando letteralmente sulle lenzuola mi avvicinai ancora di più. Ora c’era il mio cazzo a tanto così dal suo culetto sodo. La situazione mi stava prendendo la mano ma non riuscivo a fermarmi. Mi rimisi disteso sul letto e notai con stupore quanto in tiro era la mia minchia. Si stagliava all’insù desiderosa di poter penetrare in quei buchetti meravigliosi.
Tolsi la canottiera. Ripresi a menarmi il cazzo silenziosamente ma sempre più rapido. Il mio ventre peloso finiva con una nerchia turgida e contrastava benissimo con il fondoschiena bianco di mia sorella. Tenendo il cazzo in mano seguivo con la mia cappella il profilo perfetto della chiappa nuda. Scesi dal letto, feci cadere i miei slip, con un passo in avanti li lasciai a terra e sempre menandomi l’uccello, cominciai a camminare ormai nudo intorno al letto per avere una visione completa della donna che avevo davanti. Potevo scorgere tutti i dettagli della sua figa. Mi piaceva concentrarmi sulla parte più stretta dei suoi slip dove si restringevano nella zona del clitoride. Sempre nel più assoluto silenzio mi portai vicinissimo al suo viso. Smisi di segarmi, avvicinai il cazzo alla sue labbra, sentivo il suo respiro accarezzarmi la cappella infuocata. Pensai a quanto sarebbe stato bello venirle in bocca.
Come in precedenza con il randello in mano seguii il suo profilo. Partendo dal mento scesi per il collo. Mi fermai tra le tette. Spostai la minchia in corrispondenza di un capezzolo ed in maniera impercettibile lo appoggiai per un secondo su di esso. La sensazione che provavo era meravigliosa. Con il mio cazzo toccavo le tette di mia sorella !.
Ritornai sul letto e mi distesi di nuovo. Eccitato da ciò che avevo fatto ripresi lentamente a menarmi l’uccello pensando a cosa mi avrebbe potuto dire nel caso si fosse svegliata d’improvviso e mi avesse sorpreso completamente nudo e con il cazzo in tiro.
Mi voltai di nuovo verso di lei. Delicatamente mi misi in ginocchio dietro a lei e ricominciai a segarmi. Volevo almeno sborrare guardando quel culetto così invitante. La mia mano andava sempre più veloce, pensieri di sesso, con la figa, il culo, le tette di mia sorella affollavano la mia mente. Ero pronto per esplodere , la mia mano sinistra avrebbe raccolto un fiume di sborra, il mio sguardo era rivolto verso il soffitto, gli occhi socchiusi ad immaginare tutto il sesso possibile ma la sega troppo decisa che mi stavo sparando aveva fatto ondeggiare il materasso. Il movimento svegliò mia sorella che girandosi verso di me con una voce mista a sonno e preoccupazione disse “ chi c’è ?“
..…..continua
2 commenti
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(voti 21, stelle: 4,10 di 5)


By Istrionico, 23 giugno 2009 @ 14:07
Bell’inizio, aspetto i prossimi capitoli!
By Playboy for fun, 30 giugno 2009 @ 13:24
Molto intrigante, hai scritto un racconto davvero ottimo e interessante, complimenti elber!!!
Solo che è da un bel po’ di tempo che aspetto l’uscita della seconda parte e ancora niente, quando pensi di pubblicarla?
Fai piu’ presto che puoi!!!