elber

A letto con mia sorella ( parte seconda )

Il movimento svegliò mia sorella che girandosi verso di me con una voce mista a sonno e preoccupazione disse “ chi c’è ?“

-“ ma tu……cosa…….?” balbettò Marina-“ ma cosa stai facendo ?”

-“ scusa …….ho perso la testa….., ma sei così….., così……”.

-“ così come…?”-

-“ così….. così …bella….perfetta ……..figa….“- azzardai

Lei ritraendosi verso la spalliera del letto portò le ginocchia verso il mento e le racchiuse con le braccia. Scuoteva la testa

-“ ma queste cose le devi fare con altre ragazze ….con le tue amiche…” ripeteva.

- “ scusa….., non lo farò più…. “ erano le uniche parole che riuscivo a pronunciare.

Feci il movimento di andarmene ma lei:

-“ no….aspetta…..rimani qui…… ”

I complimenti le avevano fatto piacere. Un leggero sorriso, che scorsi sul suo viso, l’aveva forse intenerita. Capì il mio grande imbarazzo. Protese le braccia verso di me ed esclamò:

-“ …vieni qui fratellino…. “

Mentre avanzavo verso di lei, in ginocchio sulle lenzuola, mi coprivo l’uccello con le due mani.

Lei prese le mie mani e le scostò, il cazzo era appoggiato sulla mia gamba lei lo prese delicatamente in mano.

-“ …..mmmhhh ……porcellino…..l’hai fatta grossa stavolta” disse spezzando il mio imbarazzo.”

-“ sai “ – proseguì “ è da qualche tempo che mi sono accorta che lasci ricordini sui miei slip !”

La mia vergogna aumentava sempre di più.

-“ mi sono sempre chiesta come doveva essere il pene che mi lasciava tutti quei regalini e devo ammettere che non è niente male Alberto “ e con mia sorpresa prese a massaggiarlo senza distogliere lo sguardo dalla minchia.

..e sai-“ … per una donna risvegliarsi e trovare un cazzo disponibile in modo così immediato è una sorpresa piacevole !” aggiunse.

Anche lei stava cedendo alla situazione Ora era chiaro che era lei a voler continuare e io la assecondavo molto volentieri.

-“ Ma allora potrei toccare anche io qualcosa di tuo ?- chiesi quasi sottovoce.

Senza mollarmi il cazzo, che stava riprendendo vigore, prese la mia mano e la portò vicino al suo petto. Infilai la mano nel suo reggiseno avvolgendo quasi completamente una tetta. potevo sentire che il capezzolo si era indurito, segno inequivocabile che si stava eccitando.

Lasciò il cazzo. Mi spinse poco più indietro. Aiutandosi con le mani fece passare le sue gambe sotto il sedere e assunse la mia stessa posizione.

Ora eravamo uno di fronte all’altra in ginocchio sulle lenzuola. Lei portò le sue mani dietro la schiena. Con un gesto rapido slacciò il reggiseno che si adagiò sulle sue gambe.

Davanti a me c’erano le sue tette sode. Prese la mia nuca e mi riavvicinò a lei.

Cominciai a leccargli un capezzolo. Infilai la lingua nel solco delle due tette. Slinguavo su e giù. Passavo tra una tetta e l’altra e sentivo il suo godimento.

-“ ….si leccami fratellino…. leccami tutta….te lo lascio fare……”- sussurrava.

Presa dall’eccitazione mi fermò. Abbassò il suo viso verso il mio cazzo e la punta della sua lingua calda iniziava ad inumidire tutta la lunghezza.

-“ ..lascia fare anche a me…..”

La sua lingua adesso si concentrava solo sulla cappella. Saliva e goccioline si mescolavano in brodo tiepido e piacevole.

-“.., ,ohhh sorellina ….sei molto brava a succhiare ”dissi con coraggio.

Sfilandolo dalla bocca precisò:

-“ …se proprio vuoi fartelo succhiare ……posso essere anche io a farlo…”. ..e riprese ad ingoiare cazzo.

Inginocchiata davanti a me presi con le mie mani la sua testa e accompagnavano dolcemente il movimento.

Si sfilò l’uccello dalla bocca. Alzò lo sguardo e mi guardò negli occhi.

-“ vuoi scoparmi ? mi chiese.

-“ si… 

 

Lentamente si sfilò gli slip. Quello che avevo di fronte era per me uno spettacolo meraviglioso. La figa di mia sorella Marina completamente bagnata era a mia disposizione. Si voltò e sempre in ginocchio sul letto allargò le cosce .

La passera di mia sorella così in vista mi sembrava un sogno. Potevo ammirare tutti i dettagli delle sue parti più intime. Mentre lei m’invitava a penetrarla io mi concentravo sulle sue cosce ben tornite, il suo culetto era di un bianco candido le ordinate pieghettine del suo buco del culo mi eccitavano ancora di più, il nero intenso dei peli della figa creava un contorno ben definito al rosa delle labbra vaginali. Allargò ancora di più le gambe e m’invitò nuovamente a penetrarla. Non le spinsi subito il cazzo tra le cosce ma le infilai due dite nella cavità vaginale con estrema facilità per quanto era bagnata. Si era lasciata andare a mugolii di piacere. Andavo dentro e fuori dalla figa e quando le mie dita grondavano ormai una gran quantità d’umori vaginali, mi piegai su di lei. Le infilai le due dita nella bocca per farle assaporare il gusto della sua eccitazione.

Presi il cazzo in mano e delicatamente appoggiai la cappella all’ingresso della fessura vaginale. Con impercettibile movimento sfregavo con il glande la sua apertura aumentando il suo desiderio.

-“ scopami….scopami …..fammelo sentire fratellino……” era il suo desiderio.

Ora si lasciava andare anche con le parole.

-“ ….dai ….pensa alla figa della tua sorellina …..pensa che puoi prendermi quando vuoi…che ti lascio fare quello che vuoi…… ”

Presi a spingere il randello penetrando sempre di più. Con le mani impugnavo le sue chiappe sode e potevo vedere chiaramente l’asta che appariva e scompariva il quell’apertura meravigliosa.

Mi piegai nuovamente su di lei. Impugnai con le due mani le sue tette e con il bacino imprimevo sempre più forza nello spingere. Sentivo il suo respiro affannato intervallato da frasi di puro godimento.

-“ …sfondami….fammi sentire il cazzo…..lo voglio…bravo…..bravo fratellino…”-

Cambiammo posizione. Io mi distesi e lei si pose in piedi a gambe larghe sopra di me.

Non potevo fare a meno di perdermi nella bellezza del corpo di mia sorella. Da sotto ammiravo le gambe snelle, il ventre piatto e le tette sode all’insù.

 

Si abbassò verso di me. Le nostre mani si unirono e la accompagnai nel movimento verso il basso. Il mio cazzo turgido, senza bisogno di essere guidato, s’infilò di nuovo nella fessura ormai larga a dismisura. Lo infilai fino ai coglioni.Si dimenava con il suo bacino sopra la mia nerchia alla ricerca di un godimento continuo.

Appoggiò le mani sul mio petto, inarcò la schiena all’indietro e con lo sguardo rivolto verso il soffitto ripeteva:

-“ ….cazzo che bello…..Alberto …..godo …..godo…..me lo sento fino in gola…scopami…scopami……”-

I movimenti si facevano sempre più frenetici. Il rumore della minchia che entrava e usciva dalla sua passera bagnata mi faceva impazzire.

“Non venire subito… non sborrarmi dentro adesso…..” . lo voglio nel culo……Alberto …mettimelo nel culo….”

Ripensai a quante seghe mi ero fatto pensando a lei. Ora invece era lei che mi chiedeva d’incularla !

Non me lo feci ripetere due volte anche se a malincuore estrassi il cazzo da quel caldo tepore.

La girai. Accompagnai il suo culo nella posizione più comoda per impalarla. Inumidii nella sua figa il mio dito medio e roteandolo sul suo sfintere lo preparavo a ricevere il mio bastone

Appoggiai la cappella al buchettino e con leggera pressione cominciai a spingere. Presi un ritmo lento poiché volevo assaporare ogni singolo momento di quella penetrazione anale.

Gemiti e mugolii di piacere mi facevano capire quanto stava godendo mia sorella.

Anche adesso potevo osservare con eccitazione il mio bastone che continuava ad entrare e uscire dal corpo di mia sorella, ma purtroppo arrivai ben presto al limite della sborrata.

-“ sto venendo….. ma….. vorrei sborrarti sulla bocca sorellina.“

in preda ad un godimento senza limiti lei rispose

-“si…si…..quello che vuoi…..fammi quello che vuoi…faremo tutto quello che vuoi…..Alberto”-

Estrassi la minchia al massimo dell’erezione. Feci girare il suo viso verso di me. Presi con la mano sinistra il suo mento e con destra feci appena in tempo ad appoggiarle il cazzo alle labbra.Un fiume di sborra la inondò. Venivo a fiotti. Le gocce di sborra schizzarono sulle guance, sulla fronte, tra i capelli. Estrasse la lingua e con movimenti rapidi ne ingoiò quanta più possibile. Smise di leccarmi il cazzo quando ormai era completamente ripulito.

- come sono andata …fratellino ?- mi chiese.

- sei bravissima – fu l’unica cosa che riuscii a dire.

Mentre lei in piedi al lato del letto si rivestiva di reggiseno e slip mi domandò: – allora Alberto è meglio lasciare i ricordini sui miei slip o….. ?

Non le feci finire la frase che di rimando le dissi:

-….o scopare con te , e visto che abbiamo certi interessi comuni, mi piacerebbe provare una cosa che mi ha sempre stuzzicato la fantasia.

- domani mattina, dopo che i nostri genitori saranno usciti, che ne diresti di fare colazione assieme ?- le proposi.

Lei sorrise, già incuriosita al pensiero di quello che sarebbe successo.

Continua……

3 commenti

  • By Istrionico, 1 luglio 2009 @ 15:30

    Bel secondo capitolo, complimenti! Aspetto i prossimi!
    E se ti serve aiuto o consigli… basta che mi fai sapere!

  • By Playboy for fun, 2 luglio 2009 @ 11:08

    Bellissimo, proprio il seguito della prima parte…a quando la terza parte? Certo…noi leggiamo e vorremmo tutto e subito, tu devi pensarlo e scriverlo, prenditi il tempo necessario…basta che vedremo il seguito, ancora complimenti!!!

  • By sara, 6 agosto 2009 @ 18:26

    complimentoni….è molto eeccitante….pero’ mi aspettavo qlcs di piu violento..solo un pokino:-p sembra un bambinetto k nn ha mai visto la figa qst alberto…fai crescere qst personaggio..

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