La bocca di mia madre – parte I
La bocca di mia madre – parte I
Quello che sto per raccontarvi è un racconto di vita vissuta. E’ un guaio avere una madre avvenente e sessualmente repressa, soprattutto quando hai quattordici anni e le tempeste ormonali iniziano a imperversare. Magari la mattina presto, nel letto, ti svegli e ti ritrovi eccitato senza un perchè preciso.. E la mente vaga.. ricorda.. E ritorna ad alcune immagini che si sono fissate in modo indelebile nella tua mente e bruciano più del sole d’estate…
Mamma che mette lo smalto alle unghie dei piedi. Uno smalto rosso fuoco su piedi piccoli e aggraziati, con la curva perfetta.
Mamma che si lava in bagno facendo finta di nascondersi dietro una porta semichiusa.. in realtà nella segreta eccitante speranza di essere spiata.. due seni perfetti, rivolti all’insù, non grandi ma sodi e provocanti. Due bei capezzoli che ricordo quasi sempre dritti e sensibili.
Mamma che si mette un baby doll trasparente e va a dormire.. un baby doll colore rosa dal quale si intravedono due slip bianche e i seni a punta dritti ed eccitati..
Quell’anno eravamo andati in campeggio. Una roulotte piccola, assolata di giorno e fredda di sera.
Parecchi giorni eravamo soli, io e lei, i miei fratelli più grandi già via per il mondo e mio padre all’estero per lavoro.
A volte impazzivo di desiderio, mia madre era aggraziata e sensuale, mi provocava, spesso chiedendomi con finto tatto se le ragazzine che vedevo me lo facessero “svegliare” .. e con quella richiesta spesso accompagnava una carezza sulle mie parti intime che immediatamente reagivano.. e io con una punta di vergogna sapevo che lei lo notava….e gongolava con il sorriso del gatto che adocchia la preda.
Spesso la sera, quando io ero già a letto e stavo leggendo un fumetto, lei iniziava a spogliarsi mettendosi un pigiama leggero estivo.
Mi intimava di non sbirciare.. in realtà desiderava e voleva l’esatto contrario. Mi passava a poca distanza mezza nuda, magari solo una camicetta e nulla sotto. Si nulla.
Ho un ricordo nitido e preciso sbirciando da sotto il mio fumetto della peluria castana del suo pube.. e quando si girava vedevo quell’incredibile sedere largo e sodo, con i segni dell’abbronzatura, la piega profonda tra le natiche.
Un pomeriggio lei andò in spiaggia con delle amiche. Io rimasi in roulotte a leggere, amavo poco il mare.
D’un tratto mi accorsi che prima di uscire si era cambiata il costume e aveva lasciato appeso quello usato la mattina.
Il sangue iniziò a pulsare nelle tempie. Il cazzo si irrigidì negli slip in un pensiero osceno.. annusarlo.
Non riuscii a trattenermi. Afferrai il suo costume intero e cercai il punto dove sicuramente la sua figa si era a lungo strusciata.. eccolo! Trovato!
Il suo odore di donna mi fece impazzire. Mi abbassai gli slip e inizia a masturbarmi furiosamente, godendo subito e copiosamente come mai mi era capitato.
Annusai, baciai quel piccolo pezzo di stoffa che mi sembrava la porta del paradiso.. mi masturbai più e più volte fino a cadere esausto sul letto.
Un’altra volta mi disse che si era scottata e che aveva bisogno che qualcuno le spalmasse la crema per le scottature.
Arrivò con il costume intero calato sui fianchi, i seni prominenti e con le punte scure e dritte. Mi porse il vasetto della crema e io inizia un lento, lentissimo lavoro di spalmatura.. quando arrivai alle punte dei capezzoli mamma faceva finta di guardare in alto, quasi indifferente, ma secondo me in quel momento era un lago di desiderio.. ah, se avessi potuto succhiarglieli, morderli.. chissà com’era eccitata.. anche io mi eccitati da morire e dopo aver fatto durare il più a lungo possibile la cosa, corsi in bagno a masturbarmi due volte di seguito.
Una mattina rimasi a poltrire nel letto. Erano forse le undici, e pigramente aprii gli occhi trovandomi, come al solito, il cazzo bello dritto e sveglio. Pensavo di essere solo… e quasi automaticamente la mia mano iniziò a volteggiare su e giù per l’asta… prima piano. Delicatamente.. con gli occhi chiusi.. risentendo nelle narici i profumi del sesso di mia madre, vedendo le immagini del suo seno turgido, del suo gran culo bianco….
Il ritmo accelerò. Ero sotto il lenzuolo e un forte rumore di sfregamento, impossibile da confondere, si spandeva nella roulette.
All’improvviso mi accorsi – con un balzo di terrore – di non essere solo.
Mia madre era rimasta a letto, a pochi mentre da me, e la sentivo muoversi. Aveva certamente sentito tutto, che vergogna, che vergogna….
Smisi improvvisamente e finsi di grattarmi come se mi avessero punto cinque zanzare, poi mi bloccai di colpo facendo finta di dormire….
Sentii che lei scendeva dal letto e si infilava gli zoccoli da mare. Pochi passi ed era accanto al mio letto.
Io tenevo gli occhi ben chiusi, ma sentivo il suo profumo inconfondibile… il suo viso si avvicinò al mio.. un lungo silenzio… ‘stai dormendo eh?’ mi disse…
Io non risposi.
Sentii la sua mano che si infilava sotto il lenzuolo.. lentamente scivolava sulle mie gambe, accora senza un pelo… iniziò ad accarezzarmi dolcemente, salendo sempre più su.
‘allora’ mi disse ..’chissà cosa sogni mentre fai certe brutte cose, eh porcellino?’
La sua mano arrivo al mio cazzo, niente da fare, speravo nel frattempo fosse ritornato a dimensioni normali, ma ero eccitato come non mai.
Sopra il pigiama la mano di mia madre iniziò ad accarezzarlo delicatamente.. un brivido mi scosse il corpo come se avessi avuto la febbre alta.
Mi ostinavo a far finta di dormire ma entrambi sapevamo bene che non era così.
Lei mi ripeteva.. ‘sei un porcellino.. lo sai vero?’ sei proprio un porcellino…’ e nel frattempo la sua mano continuava ad accarezzare e a stringere il mio povero cazzo, ormai turgido e sul punto di esplodere.
Ad un tratto me lo fece uscire dal pigiama e cominciò a frullarmelo velocemente.
Stringeva la pelle del prepuzio quando arrivava in cima e l’abbassava tutta, con forza, quando scendeva. Ed era un vero supplizio far finta di nulla.
Dopo pochi colpi stavo per venire.. ma che faccio, pensai? Mi giro? Apro gli occhi? O faccio finta di nulla?
Decisi di continuare a far finta di dormire.. in realtà avevo paura che smettesse quel bel gioco.
Fremevo. Tremavo. Mia madre si accorse che stavo per venire.
‘eh no porcellino’.. mi sussurrò all’orecchio “… che poi sono io a dover lavare tutte le lenzuola che trovo macchiate!”… e con un gesto rapido scostò il lenzuolo.
Con gli occhi socchiusi vidi la sua mano che mi frullava il cazzo, ormai libero da impedimenti e con la cappella lucida e rossa di desiderio.
Mentre stavo per schizzare, all’improvviso sentii il cazzo sparire in un antro umido e caldo.. la sua bocca! Mia madre me lo stava succhiando!
Incredibile.. una sensazione paradisiaca, mia madre succhiava voracemente, spompava e succhiava con avidità, il mio povero membro era tutto sparito nella sua bocca.
Di lì a poco un getto caldo uscì dall’asta ma non una goccia uscì fuori dalla bocca di mia madre che continuò un lento movimento su e giù mentre continuava a ingoiare fiotti di sperma bollente.
Mugolavo più in silenzio che potevo, finchè lei non ripulì tutto per bene, leccando l’asta e la cappella fino a farla tornare lucida e pulita.
Io fremevo ancora ma facevo sempre finta di dormire… lei mi rimise il pisello nel pigiama, mi ricoprì coprì il lenzuolo e mi sussurrò all’orecchio… ‘ ora dormi porcellino.. per oggi basta…! ”
Io ero ancora incredulo per quello che era successo, turbato (mia madre che mi succhia l’uccello) ma ancora terribilmente eccitato…era stata una sensazione unica, indescrivibile…
Irripetibile, pensavo.. incredibile… Così mi addormentai.
(segue)
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