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I. & O. MariaGrazia – Capitolo 3B

Rispetto al precedente è più scorrevole e ho aggiunte nuove avvincenti intrecci..
Grazie Simone P.
Le dita scorrono veloci sulla tastiera. Delicatamente, battono sui tasti mentre le cuffie portano la musica direttamente alle orecchie. La concentrazione è massima. Questa è la parte più difficile. Lo ha ripetuto decine e decine di volte. Puntualmente ha sempre sbagliato perdendo il ritmo dell“esecuzione. Ora lo sta affrontando con un ingresso lento per cercare di uscirne veloce e lasciando nell’aria le note travolgenti. Si, ecco che riesce e continua felice. Sorride anche per la contentezza di esserci finalmente riuscita. Dopo settimane di prove ora le dita scorrono senza intoppi verso la meta battendo sui tasti con decisione e fermezza. Finito si sente appagata, con le note che le risuonano ancora nel cervello. Ora si abbandona allo schienale della sedia quasi con il fiato corto. Si allunga stirandosi e inarcando la schiena all’indietro sentendo i muscoli delle spalle sciogliersi. Si rilassa con lunghi e profondi respiri felicissima. Così facendo nota il movimento delle sue tette libere da ogni indumento. È passata una settimana da quando ha incominciato a stare nuda per casa e non si è ancora abituata. A lui piace vederla così. Il pensiero di lui e della sua possibile presenza che la osserva le porta un minimo di imbarazzo ed eccitazione al tempo stesso. Infatti i suoi capezzoli sono quasi perennemente duri. Se li prende in mano e li accarezza con desiderio ed eccitazione. Non si sofferma a lungo perché sa bene che sono sensibilissimi ed eccitata com’è, basta poco per farla partire. È ora di alzarsi per andare in bagno a controllare. Abbassate le mutandine si siede sul water. Controlla l’assorbente e lo trova pulito. Bene, -pensa- tutto continua ad andare per il meglio. Lo lascia perché non si sa mai e si avvia in cucina a bere qualcosa.
“Ciao. Hai finito di studiare?”
Lei rimane gelata sulla soglia della porta. Sua madre è li che la osserva mezza nuda mentre si sente mancare il respiro.
“Sei venuta a bere qualcosa?”
Le esce un timido e flebile “Sì.” Ha la gola secca e le parole sono come strozzate. Tremante si avvia verso il frigorifero ed estrae una bottiglia di succo in cui beve a canna. Le dà la schiena, come per nascondere le sue nudità.
“Sai, è da un po’ che ti voglio parlare. Vieni con me in camera.”
Completamente nel panico la insegue con mille domande che gli turbinano nella testa. Lei è seduta sul bordo del letto intenta ad aprire un cassetto in cui estrae diversi pacchettini. Cosa saranno, pensa.
“Vieni. Guarda!”
Dice mentre glieli porge. Sono baby-doll di ogni fattezza e colore. Ricamati e non. Non può dire nulla perché è esterrefatta. Quante volte l’ha ammirata con questi capolavori addosso.
“Provali. Ne ho talmente tanti che questi non li uso da molto tempo. Se c’è qualcuno che ti piace prendilo pure. Te lo regalo.”
“Sono bellissimi, grazie mamma.”
L’abbraccia con trasporto e con autentica gioia, dimenticandosi della sua nudità. Al contatto dei sui seni con quelli della madre prova una sorta di calore, eccitazione. Si vergogna per quello che prova e si discosta rossa in viso. Osserva i suoi capezzoli e li vede che sono durissimi. Nota che anche quelli della madre, sotto la vestaglia, sono evidenti. Il contatto l’ha lasciata non completamente passiva. Apre il primo pacchetto, poi il secondo… Li prova tutti. Uno dopo l’altro mirandosi allo specchio. Molti sono così trasparenti che non lasciano nulla all’immaginazione. Li tocca e li trova così morbidi e leggeri. I suoi capezzoli durissimi vengono esaltati dal tessuto come la forma dei suoi seni. Sua madre continua a osservarla con occhio critico, suggerendo come annodare questo o quello. Le sfiora il seno più di una volta. Con imbarazzo si sfila anche le mutande indossando velocemente le culotte o sgambatissimi slip. Sa di essere eccitata e ha paura che i suoi umori bagnino questi meravigliosi capi.
“Ti stanno tutti benissimo e vedo che non sai deciderti cosa scegliere. Vado a finire di preparare pranzo prima che arrivi tuo padre. Fai con calma. Prendi tutti quelli che vuoi.”
Continua a cambiarsi e a rimirarsi allo specchio. Un po’ di lato. Di profilo. Girandosi di spalle. Si compiace della figura che vede riflessa nello specchio.
“Ma brava! Lo sa la mamma che stai provando la sua biancheria?”
Suo fratello è alla porta che la guarda. Ha uno sguardo voglioso e carico di passione.
“Certo. È stata lei a dirmi di prendere quelli che voglio.” Si gira con fare da civetta per mostrarsi di profilo e farsi desiderare.
“Bene. Papà sta arrivando. Fagli vedere come stai con questi due.
Gli mette in mano un baby-doll rosa trasparente con orli di pizzo sia al bordo che attorno al collo. Sembra quasi che porta una collana cui gli cade giusto sopra al seno. Indossato anche il mini slip di pizzo, nota che si insinua fra le natiche mentre d’avanti esalta le labbra della patatina e non nasconde il fatto che è totalmente depilata.
Ma è troppo audace!” dice arrossendo.
La prende per un braccio e la porta in cucina nel momento esatto in cui entra il genitore.
“Complimenti! Ma che bel confettino!” esclama esterrefatto.
“Ti piace? Gli ho detto io di vestirsi così.”
“Sì, amore. Gli ho permesso di prendere tutti quelli che vuole.” Gli fa eco la madre.
“Amore. Hai fatto una figlia bellissima.” Si avvicina a sua moglie e la bacia con trasporto.
“Forza, che abbiamo poco tempo. Metti in tavola che vado a lavarmi le mani.” Lui gli passa accanto accarezzandole il viso. Ha le gambe che tremano e si sente le guance di fuoco. Come vorrebbe che quella mano gli scendesse sul seno e la palpasse o scendesse ancora più in giù, per sentire come è calda ed eccitata. Il pranzo, come sempre, passa troppo velocemente. Il telegiornale scorre inosservato visto che tutti guardano le tette appena coperte di lei. Sembra che sua madre non si accorga del suo imbarazzo e continua imperterrita a lodare quanto è bella e come sta bene vestita in quel modo. Il pizzo che sovrasta i seni sembra fatto apposta per esaltarli e i capezzoli escono dalle maglie prepotentemente. Come sempre, finito di mangiare, le donne di casa sparecchiano. Lei prepara il caffè e quando poi è pronto porge la tazzina al padre. Nel farlo le tette ballano libere e provocanti e lui si bea della visione, ma il lavoro chiama e tocca alzarsi per andare al proprio dovere. Un ultimo bacio più passionale che mai alla moglie e poi via di corsa. Rimasti soli anche suo fratello ora li aiuta e finiscono le faccende di casa. Alla fine come sempre, la loro madre si sdraia a letto per il riposino quotidiano e anche loro si ritirano nelle loro stanze. In camera si posiziona davanti allo specchio e controlla la sua topolina. Le dita che ne escono sono bagnatissime. Lo vede arrivare e raggiunta l’abbranca dalle spalle e prende le tette strizzandole. I capezzoli sono attanagliati fra le dita mentre le sue labbra la baciano sul collo. Sente contro la schiena la sua prepotente erezione.
“Complimenti. Hai fatto eccitare papà. Ora che ne diresti di finire il gioco che hai incominciato?”
Mentre si sdraia sul letto si abbassa i pantaloncini facendo fuoriuscire un cazzo durissimo. Oramai abituata alle stravaganti richieste di suo fratello non batte ciglio. Si avvicina sfilandosi il baby-doll e insinuata fra le sue gambe incomincia un lento lavoro con la punta della lingua. Parte dalla base delle palle con cui giocherella usando anche le labbra. Sale lungo il cazzo con lenti movimenti alternati a baci. Imbocca la cappella facendo sentire la lingua che gli rotea attorno per poi farsi sparire il cazzo tutto fino in gola lentamente. Lo osserva mentre gli accarezza le palle. Guarda la sua beata espressione di piacere e questo la eccita. Si accarezza un po’ il clitoride bagnatissimo mentre continua ad andare su e giù lungo l’asta sempre più dura e vibrante. Lo conosce bene e se anche vorrebbe continuare con questo gioco lui è arrivato al limite. O si ferma o accelera il movimento facendolo godere. Infatti, preso li cazzo alla base incomincia un velocissimo pompino in cui ogni tanto si sente il risucchio della bocca. Si irrigidisce tutto, segno che non può più resistere. Il cazzo vibra tutto. Mugolando gode mentre in violenti getti di sperma le riempiono la bocca in poco tempo. Ingoia tutto. Non vuole ammetterlo ma le piace moltissimo il gusto della sborra. È erotizzata al massimo e mentre continua a succhiare, la mano fra le gambe prende il clitoride durissimo e viscido dei suoi copiosi umori e incomincia anche lei una masturbazione folle. Poco dopo anche lei gode scossa da piccoli tremiti. Restano così per un po’ mentre il respiro si fa più regolare.
“Sei sempre la migliore.”
Le accarezza la nuca e poi nudo si rialza dal letto. Lei prende il suo posto e vi si sdraia appagata appisolandosi immediatamente.
La sveglia sua madre scrollandola per un braccio.
“Dai Maa, sveglia che è tardi. Entrambi dovete ancora preparare la roba per andare via domani.”
A malincuore si sveglia alzandosi dal letto e prepara la valigia. Quando ha finito di mettere via tutto va in sala a guardare la tele dove trova suo fratello intento a parlare al telefono coi suoi amici. La madre irrompe minacciosa:
“Se al mio ritorno dalla spesa non ho trovato la camera in ordine, non vedi più il motorino.” E prima di uscire da casa continua urlando:
“Non esci più fino a capodanno!” Vista la collera si alza immediatamente e come un tornado ripone tutto a posto.
“Vuoi una mano?” Gli chiede sua sorella.
“Sì, prendi questi stracci e portali di là in bagno per essere lavati.”
“Ma domani parti solo con questo zaino? E i libri di scuola dove li hai messi?”
“Non rompere, ok?”
“Guarda che quando torna la mamma dopo, ti fa il culo.”
“Se non la pianti sono io quello che ti fa il culo.”
“Ok, fa’ come credi, ma se mi fai vedere ti do una mano.”
Senza aspettare una sua risposta incomincia a svuotare lo zaino per poi riempirlo nuovamente con gli indumenti ben piegati e aggiungendo anche alcune maglie. Visto che si va via per un po’ di tempo meglio essere previdenti. Mentre lui è intento a portare la roba sporca in bagno, lei trova in fondo all’armadio alcune riviste porno. Quando incomincia a sfogliare le pagine, immediatamente un calore la raggiunge al basso ventre. Quasi senza accorgersi si infila una mano nel tanga e incomincia una lenta masturbazione sempre attenta a quel che legge. Quando suo fratello torna, la trova chinata sul giornale e ciò lo irrita, e sta per sgridarla quando si accorge che è troppo presa a masturbarsi. Gli si avvicina alle spalle e gli accarezza la schiena dal basso verso l’alto facendola rabbrividire. Ridiscende con entrambe le mani per insinuarsi sotto al baby-doll. Risale sfiorando dolcemente la pancia e i fianchi fino a raggiungere i globi del seno per poi attanagliare i capezzoli turgidi e giocarci masturbandoli. Lei tutta intenta nella rivista e con le dita che le torcono i capezzoli e il clito, incomincia ad ansimare. Sente distintamente alle sue spalle la consistenza e il cazzo di suo fratello e vi si appoggia deliberatamente. Il piacere le monta dentro in modo incontrollato mentre si abbandona sempre più fra le braccia del fratello. Abbandonata da ogni forza, appoggia la testa sulla spalla cui incomincia a baciare sul collo ed ecco che il godimento esplode in un urlo roco. Continua a godere come se avesse le convulsioni mentre la lingua di lui passa dal collo al lobo dell’orecchio. Si adagia a terra perché lui si è spostato di lato. Ora, sollevata la vestaglia, le succhia e bacia i capezzoli mentre le mani l’accarezzano tutta. La lingua scorre sulla pancia. Gira attorno all’ombelico e scende verso il monte di venere depilato. Si aiuta con le mani e discosta il tanga da un lato liberando alla vista le piccole labbrine. Calde e bagnate si dischiudono al contatto della lingua che scorre lungo tutto il solco. Sente distintamente la frescura della lingua sulla sua topolina rovente. Raggiunto il clitoride rotea per un po’ con la lingua per poi succhiarlo con avidità. Lei ha un sussulto di piacere. Si abbandona completamente alle sensazioni che sta provando. Il calore è intenso e la pervade per tutto il corpo. Le sue mani ora scorrono su di lei toccando e sfiorando i suoi fianchi. Sente che sta per venire nuovamente e si lascia andare in un ennesimo orgasmo in cui la lascia svuotata di ogni forza. Ad ogni colpo di lingua sul clitoride sobbalza. Le sue mani sui seni palpano e torcono i capezzoli. Quando riapre le gambe liberandogli la testa, lui riprende a respirare più normalmente. Con una mano si libera dei boxer e impugnato il cazzo lo dirige verso la bocca di lei. Fa scorrere la cappella lungo le sue labbra come in un gioco erotico. Apre gli occhi e solo allora si accorge che gli è sopra nella classica posizione del 69. Apre la bocca e lo ingoia. Per poter meglio succhiare lo impugna ma lui è talmente preso che la sta letteralmente scopando in bocca. Ogni affondo rischia di farla soffocare al punto che è costretta a piegare di lato la testa e lo fa fuoriuscire. Continua a leccarlo e succhiarlo finché non sborra con copiosi getti. Riesce a berne solo una parte mentre tutto il resto si riversa sulla faccia, sui capelli e sul collo. Continua a leccarlo e succhiarlo a lungo, anche dopo che a preso una consistenza e una dimensione più normale. Stanco della posizione si sdraia al suo fianco appoggiando la testa sulla sua coscia. Anche lei si abbandona con la testa sulla coscia di lui e con il cazzo a pochi centimetri dalla sua bocca.
“Complimenti sorellina. Questa sera devo uscire con la tipa che mi ha promesso una serata speciale, ma mi hai svuotato. Farò la figura dell’impotente.”
“Non ti lamentare. Potrai sempre rifarti al nostro ritorno.”
“Comunque cerca di non urlare sempre in questo modo. Anche i nostri vicini capiscono che stai godendo come una vacca.”
Non gli risponde. Sorridente e felice si gode questo momento di relax. Ogni tanto stuzzica il cazzetto con alcuni colpi di lingua e lui gli risponde facendole sentire la sua lingua sul clitoride. Si sente appiccicosa. Lentamente si alza e in bagno si osserva allo specchio. La sborra addosso non le dà fastidio ma si arrabbia quando vede che la vestaglietta si è sporcata. La mette a bagno e poi anche lei si infila in doccia. Come sempre la sera suo fratello esce mentre lei si dedica per un po’ agli esercizi al piano per poi finalmente concedersi un sonno ristoratore. La sveglia al mattino suona troppo presto e resta a letto riaddormentandosi. Purtroppo devono partire. È suo padre che la scrolla per alzarla dal letto. Appena realizza che è lui ad averla svegliata cerca di coprirsi velocemente, ma lui non esce dalla camera. Continua a guardare gli spartiti del piano e ad osservarla mentre si veste.
“Hai suonato fino a tardi anche ieri sera. Brava. Come sta andando?”
Con imbarazzo gli risponde:
“Bene. Sono riuscita a superare quel ‘gomito’. Giusto ieri l’ho portata a termine in una sola volta.”
“Bravissima!”
Le si avvicina e le da un buffetto sulla guancia. Poi si abbassa e la bacia su una guancia. Nel risollevarsi col dorso della mano le sfiora un capezzolo turgido e poi si avvia verso la cucina. Finisce di vestirsi ma è tutta elettrizzata, se avesse più tempo si farebbe un bel ditalino. In camera del fratello invece è la madre a svegliarlo. Ci vuole più tempo per fargli comprendere che è ora di alzarsi. In cucina i due genitori si ritrovano e si abbracciano. Come novelli sposi si dedicano a un po’ di tenere effusioni.
“Amore. Annusa e lecca.”

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