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I. & O. MariaGrazia – Capitolo 4B

Lui gli porge il dito e lei dopo averlo annusato come si fa con un buon vino, lo assapora gustandolo. Lo lecca. Lo succhia con avidità. La voglia la prende e si struscia ancora di più sul corpo del marito.
“È di lei. Buono. L’hai già assaggiata anche te?”
“Certo. Non senti l’erezione? Non si è accorta di nulla. Dormiva completamente nuda.”
“Anche io l’ho assaporato, ma era messo di lato e non ho potuto fare come si deve. Solo una piccola leccatina.”
Le mani di entrambi si cercano, si palpano, esplorano luoghi caldi e bollenti. Lei con indosso solo una leggera vestaglia trasparente lascia vedere benissimo le sue forme perfette e invitanti. Lui invece indossa solo un paio di pantaloni in cui il cazzo duro forma un evidente bozzo consistente. Si lasciano solo quando sentono arrivare i loro ‘bambini’ e con rapidità consumano la colazione. Il treno che devono prendere non li aspetta. Dopo i saluti di rito e le raccomandazioni infinite della mamma escono di casa seguiti dal loro padre che li accompagna con la macchina alla stazione. Lungo il viaggio le raccomandazioni si sprecano e continuano ancora sulla banchina del treno.
“Ciao! Francesco! Che ci fai qui?”
“Ma ciao ragazzi! Sto partendo con i miei. Anche voi aspettate il treno? Noi abbiamo il posto prenotato in prima. Vi vengo a cercare dopo che siamo partiti. Ciao, a dopo.”
“Ragazzi, mi devo ripetere? -Interviene il padre.- Non date fastidio e cercate di aiutare gli zii, chiaro? Arriva il treno. Tenete, questi sono dei soldi extra. Non ditelo a vostra madre. Fate i bravi, mi raccomando.”
Dopo i baci di saluto salgono sul treno affollato e rovente. Anche se devono stare via solo una decina di giorni hanno l’ingombro del piano. Fortunatamente riescono a trovare due posti in un scompartimento già occupato da una famiglia con due bambini chiassosi. Stare comodi non è facile perché il più piccino non sta fermo un secondo ma per fortuna arriva il loro amico e escono nel corridoio a parlare.
“Frà, fammi vedere il labbro. Hai ancora il segno?”
“Tranquilla. È passata una settimana e poi il problema era più interno che esterno.”
“Davvero ti ho fatto così tanto male?”
“Vedi te… Ho passato una settimana senza neppure dare un bacio perché l’avevo sempre gonfio. Se vuoi possiamo sempre verificare se sono sempre capace di dare un bacio…”
La fissa negli occhi e lei un po’ perché il ragazzo le piace realmente, un po’ per scusarsi, gli si avvicina e appoggia le sue labbra alle sue. Complice anche il dondolio del treno si avvinghiano sempre di più. Le labbra si dischiudono e le lingue si toccano, si accarezzano, si cercano e inseguono. Mentre i cuori battono sempre più forte. Purtroppo sono nel corridoio e si devo lasciare per permettere alla gente di passare.
“Andiamo giù in fondo che c’è più spazio.”
Continuano a parlare per un po’ tutti e tre finché non vedono arrivare il controllore.
“Accidenti. Ho il biglietto da mia madre. Se viene mi becco una multa.”
“Dài, infiliamoci nel bagno tutti e tre, così se viene non potrà dire nulla.”
Anche se fortunatamente il posto è pulito il caldo è opprimente e lo spazio non è poi tanto angusto. Lui gli si avvicina e le sussurra all’orecchio:
“Non ti offendere ma lo senti come c’è lo duro?”
Infatti è da quando si sono baciati che ogni qualvolta aveva la possibilità di farglielo sentire gli si strusciava addosso e lei non era da meno perché le piaceva sentirsi desiderata. Ha la topolina tutta bollente per colpa di quei strusciamenti sulla sua schiena. Abbassa la mano e gli palpa da sopra hai pantaloni il suo cazzo. Lo sente duro e caldo. Lo guarda e si sente avvampare tutta. Cerca di sbottonargli la patta ma è impacciata e non è abituata a tale operazione. Lui la aiuta e si slaccia anche la cintura. Ora gli può abbassare agevolmente anche gli slip fino alle ginocchia e il cazzo svetta libero ed eretto davanti alla sua faccia. Ondeggia per l’effetto del moto del treno e lei dopo averlo impugnato lo assapora passandogli la lingua, per poi farlo sparire in bocca. Gli piace il calore che le trasmette dalla bocca. Sempre tenendolo con una mano incomincia una vorace spompinata in cui non risparmia le energie. Il desiderio e la voglia in lei è tale che lo succhia con avidità. Suo fratello, lì di fianco a loro, si gode un pregevole spettacolo e in poco tempo anche a lui gli viene duro. Libera il cazzo e estratto incomincia una lenta sega. Lei nota il lento movimento di suo fratello, perché si porta a pochi centimetri dalla sua faccia e capisce che il secondo cazzo è lì, pronto per essere assaggiato. Lui fa scomparire la cappella nel prepuzio e ogni qual volta che indietreggia la mano ricompare sempre più lucida e grossa di prima. Con la mano libera cerca l’orlo degli slip e vi si infila due dita. Trova la sua topolina calda e bagnata ma quel cazzo che svetta grosso e solitario ha bisogno di coccole. Apre la bocca e lentamente con una lunga leccata fa fuoriuscire il cazzo di Francesco. Abbandonata la sua topolina, prende il secondo cazzo e lentamente lo lecca. Incomincia dalla base dove le sue dita lo trattengono. Risale lungo l’asta fino alla punta per poi avventurarsi in un secondo pompino famelico. Continua così finché non sente suo fratello grugnire e tolto prontamente il cazzo di bocca riprende l’opera sul primo ancora duro caldo e vibrante. Va avanti così per un po’ di tempo. Alterna i pompini su entrambi perché vuole protrarre il piacere allo spasmo. Vuole che la supplichino e li vuole sentire esplodere. Il primo che gode è Francesco. I primi schizzi sono così copiosi che fa fatica a ingoiare velocemente. Lui tutto irrigidito, tremante, si piega in avanti appoggiandosi con le mani alla parete e dando piccoli colpi di reni. Ogni volta si sente il cazzo in gola che quasi la soffoca ma prontamente con la mano lo allontana. La sborra esce ancora a fiotti entrandogli direttamente in gola. Appena sente il cazzo smosciarsi, gli passa ancora una ultima lunga leccata per poi passare sul cazzo di suo fratello. Anche lui non tarda molto a venire. Dopo lo spettacolo a cui ha assistito e perché lei non ha mai smesso di muovere la mano in una lenta masturbazione mentre il suo amico godeva. La sborra monta dalle palle come in un torrente impetuoso e giusto un attimo prima di esplodere, lui gli prende la testa fra le mani e la obbliga a fermarsi mentre gode svuotandosi tutto nella sua bocca. Trattenuta in quel modo può solo cercare di bere il più velocemente che può. Non si aspettava da lui una tale quantità di sperma. Con una mano libera si accarezza la tua topolina da sopra lo slip trovandolo umido e caldo. La sua voglia cresce di pari passo con la sborra che ingoia. Più ne beve e più ha voglia di godere anche lei. Come i getti caldi diminuiscono di violenza lei incomincia ora con la lingua a leccargli attorno alla cappella. Non tarda molto anche lui a smosciarsi e lo lascia appena la sua testa viene liberata dalla morsa. Dà ancora una leccata al cazzo di prima che lo tiene stretto in mano e poi sorridente si abbandona sedendosi appoggiandosi allo schienale del water. Si sente tutta eccitata e bagnata più che mai in mezzo alle gambe. I suoi capezzoli durissimi si vedono benissimo anche attraverso il tessuto della maglietta e del reggiseno.
“Maria. – Dice Francesco con un filo di voce.- Tu non hai ancora goduto. Se vuoi ti siedi qui sul bordo del lavandino e ti ricambio il lavoro che mi hai fatto.”
A malincuore deve lasciare i due cazzi che tiene strettamente in mano. Prima di farlo, ci passa ancora la lingua sulla punta della cappella e poi si sistemano per permettere a lei di salire sul mobiletto. Nel farlo si alza la gonna, abbassa le mutande e si siede allargando le gambe. Francesco si inginocchia e guarda estasiato la figa depilata con le labbra prominenti. Dolcemente con entrambe le mani discosta le labbra. Guarda le piccole labbra interne, rosse, calde e umide. Il desiderio di lei aumenta come in lui di potercisi buttare a leccare quel nettare. Tiene con le mani l’orlo della gonna e lo osserva insinuare le dita fra le sue cosce. Il desiderio è allo spasmo mentre lui giocherella ora con il clitoride. Lo scappuccia con le dita. Timidamente, anche perché è la sua prima volta, porta la punta della lingua verso quel piccolo cazzetto. Al contatto della lingua lei freme. Il calore di lei è enorme. Ora lui la lecca avidamente. Alterna il lavoro con la lingua con piccoli baci e succhiate rumorose sul clitoride. Non ce la fa più a resistere e ansima piena di voglia. Il fratello si avvicina e alza la maglietta. Sgancia il reggiseno e liberate le tette le palpa e le bacia succhiando avidamente i capezzoli. Cerca di non urlare e trattiene il respiro irrigidendosi tutta. Gode sotto i colpi di lingua di entrambi. Scuote la testa mordendosi un labbro nel tentativo di non urlare. Prende la testa di Francesco fra le mani e se la stringe con forza contro alla sua figa. Lui apre la bocca schiacciato com’è e morde delicatamente il clitoride. I gemiti escono incontrollatamente dalla sua gola come provenissero dal più profondo Io. Lui ora le succhia il clito e lei è scossa da violenti tremori per la continuazione del violento orgasmo. Vanno avanti così per alcuni minuti tutti e tre. Finchè sudatissimi cercano di riprendere un po’ di fiato. È trasognante. Appagata e felicissima dagli orgasmi avuti, bacia entrambi in bocca ringraziandoli solo con lo sguardo. Non può parlare e desidererebbe che i secondi non passassero mai. Desidera sentirsi così all’infinito. Entrambi a turno si sciacquano al lavandino e si ricompongono anche se i ragazzi hanno nuovamente il cazzo duro.
“No. Non te li mettere.” Dice suo fratello. “Resta così, senza.”
Lei finisce di sistemarsi e con il reggiseno e gli slip in mano restano a parlare nel corridoio. Restano ancora per qualche minuto facendosi colpire dall’aria che entra dai finestrini aperti. Il loro amico li lascia con l’intento di ripassare dopo mentre loro si vanno a sedersi nello scompartimento. Lei è costretta ad alzarsi spesso per recarsi in bagno ad asciugare i suoi umori che le scendono copiosi. Ha paura di macchiare la gonna. La leggera maglietta risalta la forma del seno e i capezzoli fuoriescono duri e vogliosi come ciliegie. Non passa inosservata. Anche se le forme un po’ piene non sono quelle di una classica top-model, più di un maschio sul quel vagone la osserva andare avanti e indietro lungo il corridoio. Lei stessa si bea al piccolo specchio osservandosi e passando le sue mani lungo il fianco per lisciare la maglietta. Dopo ogni rinfrescata si rimette al suo posto seduta intenta a leggere, distratta solo dai pensieri dei due maschi presenti in quello scompartimento. Guarda spesso la patta dei pantaloni per vedere se suo fratello lo ha ancora lungo e duro e si chiede come l’altro uomo può avere il cazzo. Circonciso? È la parola che gli continua a girare nel cervello. Poi se è grosso o storto o nodoso. Ricorda il sapore dello sperma di entrambi di poco fa. Forte e acidulo quello di Francesco mentre quello che preferisce è di suo fratello, meno piccante e sa quasi come di gelato alla nocciola. Ride fra sé ma questi pensieri continuano a tenerla in uno stato perenne di eccitazione. Ogni qual volta si dirige in bagno, continua ad asciugarsi con la carta ma nel farlo si sfrega la patatina e il clitoride, dandosi piccoli nuovi stimoli. Finalmente la famigliola scende e libera lo scompartimento. Rimasti soli lei si toglie una scarpa e con la punta del piede massaggia il cazzo di suo fratello cui in breve ritorna duro.
“Franci. Perché sei sempre così duro con me? È molto che oramai godiamo insieme.”
Lui si toglie le cuffia del walkman e guardandola.
“Ma dimmi te invece. Come definiresti una donna calda e sempre vogliosa? Pronta a soddisfare ogni uomo o ragazzo che sia? Conosci un modo diverso per trattare una troia?” Ora anche lui sta giocando con l’alluce sulla patatina. Non sa cosa rispondere. Non sa se sentirsi offesa per come l’ha chiamata o lasciarsi andare al nuovo orgasmo che le sta montando. Solleva leggermente la gamba allargandole entrambi per favorire quel piacevole lavorio. Il ditone si insinua fra le sue labbrine procurandole una sensazione bellissima.
“Perchè ancora non mi hai scopata?”
Lo dice con un filo di voce. Quasi fosse una preghiera.
“Presto, vedrai che non dovrai attendere ancora a lungo.” La guarda con gli occhi lucidi. Con uno sguardo voglioso. Proprio in quel momento entra una coppia di anziani e con la porta aperta devono aver assistito allo spettacolo. Si ricompone velocemente e con il cuore in gola si alza.
È passato già del tempo da quando è andata in bagno dall’ultima volta e ora è meglio controllare. Lungo il corridoio si imbatte in Francesco:
“Ciao. Dove stai andando?”
“Devo andare in bagno a controllare una cosa.”
Lui gli fa un largo sorriso e stringendosi una mano sulla patta dei pantaloni le chiede:
“Posso venire anche io?”
Non dice nulla. Lo prende per una mano e si dirigono in bagno. Appena lei ha chiuso la porta lui gli si butta addosso schiacciandola contro la porta. Incomincia a palparla e a baciarla con irruenza. Sente la dura consistenza del cazzo che gli si struscia addosso e questo la fa ulteriormente bagnare. Cerca di insinuare una mano fra i loro corpi mentre lui continua a baciarla e a palparle le tette torcendo i capezzoli. Ha il respiro corto. Passano così alcuni minuti di palpeggi e strusciamenti finché con un minimo di lucidità si discostano e incominciano a spogliarsi. Lui le solleva la maglietta che oramai non nasconde più nulla e non ha ancora finito di levarla del tutto, che presi entrambi i globi perfetti si china e succhia i capezzoli. Li strizza e spreme mentre la bocca e la lingua succhiano, mordono e leccano i duri boccioli alternativamente. Lei non può più nascondere il piacere che ne deriva. Mugola per il godimento. Le mani ora scendono lungo i fianchi e raggiunta l’attaccatura della gonna la slaccia e con cautela l’abbassa. Le gambe ora libere le divarica leggermente per permettere che la mano di lui si intrufoli la in mezzo per masturbarla. Non riesce più a contenere l’eccitazione e in totale abbandono gode tremando e ansimando, così in piedi, con lui che le succhia un capezzolo e gli strizza le tette. La mano in mezzo alle sue gambe continua ancora per molto il movimento attorno al clitoride facilitato dalle abbondanti secrezioni che ne fuoriescono. Si sente bagnata fino alle ginocchia e lei continua a godere rantolando e mugolando. Le sue mani lo cercano e lo accarezzano spettinandolo tutto. Stanco forse dalla postura in cui era messo si rialza baciandola sul collo e poi sulle labbra. La mano di lui continua a frugarle la figa e vorrebbe essere sdraiata e baciata ma conscia del fatto che lui non ha ancora goduto cerca con una mano di liberalo dal tormento dei pantaloni. La aiuta con una mano ma visto la difficoltà smette il lavoro che stava facendo e con entrambe le mani slaccia la cintura. Lei lo aiuta abbassandogli gli slip e vista la cappella dura e dritta vi si abbassa per gustare con la lingua le stille di gocce che ne fuoriescono. Lui la tiene in quella posizione e capito quel che vuole vi si dedica con perizia in una eccitante pompa. Con una mano massaggia dolcemente le palle dure per poi leccarle e baciarle. Prima una poi l’altra. Con calma e senza fretta… Con la punta della lingua risale lungo l’asta e centimetro dopo centimetro si ferma e lo mordicchia dolcemente. Lui è allo spasmo. Quando lei abbassa le labbra attorno al cazzo per imboccarlo nuovamente lui è già al limite. In una lenta e lunga succhiata lo lascia poi nuovamente libero e svettante all’aria, tutto lucido della sua saliva. Lo prende con una mano alla base mentre l’altra è sempre intenta a massaggiare le palle e riprende lo stesso giochetto. Cerca di infilarselo tutto in gola finché non lo sente arrivare in fondo e poi lentamente risale fino a che non esce dalla sua bocca. La lingua non rimane mai ferma. Gli solletica l’asta e la cappella. Cerca di farla entrare anche nel piccolo buchetto del meato. Lui è al limite. Non riesce più a parlare. Si appoggia alle pareti cercando di resistere. Gli piace questo gioco che lo eccita all’inverosimile. Lei vuole provare un nuovo gioco. Prese le tette con entrambe le mani lo stuzzica ora con un capezzolo, ora con l’altro. Il contatto fra le sue tette e la pelle del cazzo è eccitante. Il tocco leggero li solletica entrambi. Infatti, in un strusciamento più forte, lui gode. Dal principio stringe i denti e i pugni ma al contatto con quel morbido e caldo capezzolo non può più resistere e gode incontrollatamente. Lei viene presa alla sprovvista. Non si aspettava che godesse così velocemente. I primi violenti schizzi la colpiscono in faccia e sul collo. Cerca di afferrarlo velocemente e mentre si abbassa con la bocca aperta, altri schizzi continuano a colpirla in pieno viso e sui capelli. Succhia rumorosamente ingoiando tutto, anche perché è tanta la sborra che esce. Cercando di assaporare meglio gli ultimi schizzi li tiene in bocca, sulla lingua, cercando di cogliere il gusto. Infatti gli sembra diverso da quello di prima. Meno salato. Ora che il cazzo incomincia a essere più morbido, lei ingoia tutto quello che le è rimasto in bocca. Pulisce il cazzo facendogli vedere bene la lingua e come glielo lecca tutto. L’osserva dal basso e lui ha un’espressione beata anche se gocciola per via del sudore. Felice si rialza e si guarda allo specchio mentre lui si siede sul water. Anche lei gocciola tutta ma di sudore e di sperma. Non immaginava che l’avesse imbrattata così tanto. Si passa le mani sulle tette per raccogliere con le dita un po’ di sperma e portarsele alla bocca per succhiarle e per leccarle. Lui la guarda con un’espressione di vivo interesse e voglia ma ha il cazzo decisamente fuori uso. Bussano alla porta.
“Maa, apri! Sono io.”
“Sì apri è tuo fratello” la rassicura Francesco.
Lui rimane seduto tranquillo, con il cazzo a penzoloni e mezzo nudo. Lei senza pulirsi apre il chiavistello e lui si ritrova catapultato in una sauna, dall’odore inconfondibile di sesso.
“Ma sei proprio una troia! Non ti si può lasciare un minuto che subito ti attacchi ad un cazzo.”
Lei è lì nuda. Con la faccia, il collo e le tette imbrattate di sperma. Appoggiata al lavabo si sta massaggiando i seni spalmandosi la sborra. La situazione lo erotizza al punto che si apre i jeans e tira fuori il cazzo che si sta ingrossando velocemente. La cappella è ancora parzialmente coperta dal cappuccio ma la punta fuoriesce rossa e invitante. Lei si abbassa e prendendolo in bocca incomincia a giocarci con la lingua. Lo sente indurirsi sempre più. Fino a che, diventato sufficientemente duro, vi si dedica ad una superlativa spompata. Lui la prende da sotto alle ascelle e la solleva. La fa girare con la faccia contro allo specchio e incomincia a masturbarla. Con una mano passa sul davanti per il clitoride e l’altra da dietro, che scorre lungo il solco dal buco del culo alla figa. La trova caldissima e più bagnata che mai. Insinua le dita per inumidirsi ulteriormente per poi stuzzicare l’ano rendendolo sempre più morbido e umido. Bagnato ancora con un po’ della sua saliva sia il cazzo che il buco del culo, gli si avvicina posizionandolo bene fra le sue chiappe. Se lo stringe in mano e lo dirige lungo il solco fino a trovare lo stretto buchetto. Sentendosi rabbrividire di piacere e con quella cappella così calda, lei si solleva leggermente sulle punte dei piedi sporgendo ulteriormente il culo. Lui con una leggera e costante spinta, entra e supera l’anello dell’ano. Ora, violato l’ingresso e con la cappella bloccata all’interno prende con entrambi le mani i fianchi di lei che lentamente sta spingendo verso suo fratello per permettere un ingresso dolce al cazzo. Preso dalla frenesia, frena la sorella per permettere a lui di condurre il gioco e con un violento colpo di reni entra tutto in lei con fare deciso. La violenza dell’ingresso le toglie il respiro. Per un secondo resta con gli occhi sbarrati ad osservarsi allo specchio con la bocca aperta in totale apnea. Poi segue il movimento delle sue tette che ballano riflesse al ritmo che gli da il cazzo di suo fratello. Ogni affondo si sente piena. Lo stimolo che ne deriva è appagante e gli arriva direttamente al cervello. Cerca di masturbarsi il clitoride ma non gli serve perché le palle di lui gli sbattono contro eccitandola ogni volta che affonda in lei. Gode giusto un attimo prima di sentirsi riempire le viscere di calda sborra. Gli ultimi colpi che riceve sono come ricevuti nel cervello e non dal suo corpo. Appagata e sudata si abbandona sul lavello mentre Francesco prende le tette penzolanti e le palpa dandole ancora stimoli di piacere. Lentamente sente il cazzo uscire. Lui lo tiene in mano e centimetro dopo centimetro, proprio come è entrato ne esce. Il mugolo che ne esce dalla bocca di lei non è ben capito se di godimento o di disappunto per il vuoto con cui viene lasciata. Ha il fiato corto e il cuore che batte a mille. Gira la testa e guarda entrambi i ragazzi sfiniti. Sono entrambi con i cazzi a penzoloni anche se Francesco lo ha leggermente più duro.
“Cavoli gente. -Dice con filo di voce- Ero venuto per dirvi che non manca molto alla nostra stazione. Dai levati che mi lavo l’uccello.”
Lei si sposta con la poca forza che ha e si siede sulle gambe di Francesco che da parte sua riprende a toccarle le tette. Come lui finisce di lavarsi e di rivestirsi, lei chiede al suo amico di alzarsi perché ha un impellente bisogno di svuotarsi.
“Ok fai. Mi piace guardare. Tanto io mi sciacquo un po’. Sono marcio di sudore.”
Esterrefatta e con molto imbarazzo si libera l’intestino cercando di non fare rumore. Pulitasi il sedere, ora passa altra carta ad asciugarsi le gambe bagnate della sua ciprigna. Ha goduto come una fontana. Il tocco della sua mano le procura nuovamente piacere. Francesco da parte sua, ora che ha finito di lavarsi si è girato di fronte a lei e continua a masturbarle i capezzoli. Col cazzo davanti alla faccia è una dura tentazione. Anche se barzotto è pur sempre bello da guardare. Essendo circonciso, ha la cappella lucida ben in vista e poi bagnato è troppo invitante, per cui gli da una prima leccata alla punta. Lui gli si fa più vicino e lei lo prende tutto in bocca. Si meraviglia di come è caldo e morbido. Lo ha tutto in bocca al punto di avere il naso fra i suoi peli. Deve piegare leggermente la testa per tenerlo tutto in bocca. Incomincia così un leggero pompino che porta ben presto ad essere nuovamente eccitata lei e duro il cazzo di lui. Suo fratello batte alla porta e gli intima di uscire immediatamente perché sono arrivati. Infatti il treno incomincia a rallentare. Giusto il tempo di rivestirsi velocemente che come escono dal bagno il treno è già fermo in stazione. Un bacio veloce e poi Francesco li aiuta a scendere con i bagagli. Si salutano a malincuore. Quando il treno riparte, salutano anche i genitori del loro amico che li aspettano al finestrino per augurargli buone vacanze.

by maxtaxi
un grazie speciale a
Simone P.
lella
fiorella
fedra

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