Io, ragazzina introversa. Parte seconda
Seconda parte
L’amicizia, la confidenza con Giuliana (si chiama così la mamma del bambino per cui sono chiamata a fare la baby sitter) diventa sempre più grande e di pari passo la mia felicità. Non ho mai provato nulla del genere per nessuno, anzi per nessuna e del resto nessuna ha mai dimostrato tanto interesse nei miei confronti…..mi coccola sempre e sempre mi tratta come una persona al suo pari, come una che conta, come una persona che è felice di stare con me.
Continuano a chiamarmi a casa loro per accudire al figlio (che fra l’altro si sta affezionando a me in modo stupendo) ed io sempre continuo a destreggiarmi fra i vestiti di Giuliana, che nel frattempo ha imparato a conoscermi e che spesso mi lascia lei le cose da provare ed altrettanto spesso poi, se trova che mi donino, me le regala e me le lascia portare a casa.
Quando usciamo assieme mi chiede di indossare le sue cose, mi vuole bella ed elegante al suo fianco ed io in questo modo cresco, mi sento grande, raffinata….insomma mi sento più donna….a volte ci scambiano per sorelle tanto è bella e giovanile lei e tanto io, curata e vestita da lei, sembro più grande dei miei 17 anni. Oramai le nostre conversazioni sono libere ed aperte, parliamo di tutto, dallo sport, alla politica e pure di sesso….sto imparando molte cose di cui nemmeno immaginavo l’esistenza;ho imparata che ci sono degli aggeggini che aiutano a noi donne ad avere orgasmi molto forti, ho scoperto che anche lei si masturba spesso ed infine ho scoperto che anche lei usa certi aggeggini….
Sì in effetti, non so se per caso o perché Giuliana li aveva messi apposta li, li ho trovati…si ho trovato un fallo in lattice con ventosa dalle dimensioni enormi, un vibratore in plastica ed un minivibratore che poi ho capito servisse per stimolare il clitoride…….mamma mia non so se ero più spaventato o più eccitata, ma so che quella sera con addosso solo una sottovestina di Giuliana intrisa del suo profumo ed il vibratore che profumava di sesso femminile ho assaporato l’esperienza di penetrarmi (anche se non completamente…sono, anzi ero ancora vergine a quel tempo) e di sentirmi vibrare all’interno del mio sesso….un’esperienza unica che mi fece esplodere in un orgasmo mai raggiunto……….ma quella sera non era finita li.
Dopo il loro rientro, dopo essere giunta a casa, nello spogliarmi mi trovo in tasca un qualche cosa….la prendo, la svolgo e…cavoli era un peri nero in pizzo, una mutandina ancora calda, un gioiello decisamente usato, decisamente caldo, decisamente profumato…..Giuliana, quella porcela aveva fatto il passo, si era dichiarata, mi aveva lasciato un tangibile segno di quello che voleva da me…aveva capito quello che anche io desideravo e si era sbilanciata……..
Mamma che serata, i giochini, l’orgasmo, ed ora il profumo del paradiso intriso in quel pizzo modellato sulle forme di colei che per me contava sopra ogni cosa…ero eccitatissima, non sapevo che fare…..lo annusai…il paradiso,…lo leccai con molta attenzione, lievemente passandoci sopra solo la punta della lingua, quasi ne avessi paura……ero fuori di me, ero come avvolta dall’ovatta in un mondo fantastico, un sogno, un irreale ma realissimo sogno che speravo avesse un lieto fine.
Quella notte dormi con solo quella mutandina addosso carezzandomi il taglietto fra le gambe dolcemente ma in continuazione avendo non so quanti orgasmi, godendo così a lungo come mai mi era capitato…….mi voleva ed io volevo lei…ero innamorata, il sogno si avverava.
Il giorno dopo non vado all’università, ma aspetto Giuliana sotto il suo posto di lavoro, una sorpresa che speravo la rendesse felice.
Mi siedo al bar sorseggiando una birretta, addosso avevo ancora le sue mutandine, i suo peri che ora era intriso dei nostri umori, dei nostri profumi, quell’oggettino che ci legava come mai nessuno mi aveva legato prima…..la vedo, bellissima in un vestitino bianco panna, corto, senza maniche, bellissima nella sua abbronzatura colore caramello.
Non dico nulla, sapevo che doveva passare avanti a me e che mi avrebbe notata….volevo vederla camminare ed ancheggiare su quei tacchi alti che la slanciavano ma anche che la facevano danzare ed ondeggiare i fianchi: prima di arrivare a me mi nota: il sorriso le rende il volto ancor più bello e solare se possibile, affretta il passo e mi raggiunge, mi si avvicina, mi prende il volto e….mio dio mi bacia sulle labbra……un bacio lieve, uno sfioramento, ma un segnale unico ed inequivocabile che significava…..”sei mia amore e non me ne vergogno, anzi”.
Resto letteralmente di sasso, ma subito, immediatamente le sorrido e la ringrazio, si la ringrazio non solo del bacio, ma anche delle mutandine, anche di quel suo gesto che dichiarava le sue intenzioni.
Si siede ordina uno spritz Aperol e poi comincia a parlare, comincia a raccontarmi di come, piano piano si è legata a me, di come dallo stupore di accorgersi che provavo i suoi vestiti ed il suo intimo sentiva il desiderio che continuassi a farlo, di come desiderava regalarmeli e di come desiderasse vedermeli addosso ed infine di come desiderasse che io avessi un suo oggetto intimo tutto per me……..mi chiese se lo avessi addosso ed al mio si la vidi raggiante ed eccitata come una ragazzina.
I nostri piedi sotto il tavolo giocavano fra loro mentre i nostri occhi si raccontavano quello che le persone sin troppo vicine non ci permettevano di dirci, eravamo felici, desideravamo essere sole, desideravamo intimità, desideravamo solo poterci toccare, accarezzare baciare.
Non so quando potesse accadere ma il desiderio si palpava nell’aria, la voglia di esplorare i nostri corpi era oramai incontenibile….il nostro amore oramai era nato e dovevamo solo coglierlo, coltivarlo renderlo vero e tangibile. Ma il tutto concordavamo doveva essere lento paziente e senza folli esagerazioni…….dovevamo costruire quello che sarebbe poi divenuto il nostro segreto…….il mio sesso stava esplodendo e inumidiva ancor di più quelle mutandine che oramai univano i nostri umori. Un sorriso e capii subito io suo desiderio…….mi recai in bagno e ritornai subito…allungai la mano e le riposi in borsetta quello che lei aveva donato a me, quel feticcio amoroso che mi aveva resa felice, donna, e che ora avrebbe reso felice Giuliana. Si alza lei ora e la vedo andare verso il bagno….ritorna quasi subito e mi ripone in borsetta un qualche cosa….guardo e………..mio dio vedo un perizoma in pizzo color panna……..cavoli, cavoli, cavolaccio….si era proprio così, aveva indossato quello che lei prima di me, io dopo di lei ed ora nuovamente lei avevamo indossato…….ero troppo felice.
Il tempo era volato, lei si alza e rientra nel portone del suo ufficio, si gira, mi guarda e mi soffia un bacino, un gesto infantile ma in quel momento terribilmente sexy……sono troppo felice.
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