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Notte di nozze

La cerimonia era stata perfetta.Tutto era andato secondo i programmi. La mia sposa non avrebbe potuto chiedere di più da quel giorno, o almeno era quello che io avevo pensato. Genitori, parenti, amici si erano divertiti, avevano mangiato bene, cantato e scherzato.Si erano davvero divertiti e tutti avevamo passato una domenica in allegria. La giornata stava quindi volgendo al termine e i primi ospiti cominciavano a salutarci. Baci e abbracci a Emanuela, da quel giorno mia moglie, saluti a me da tutti gli invitati e la promessa di rivederci il prima possibile. In sostanza tutti quei convenevoli tipici dei matrimoni.

Non contenti della giornata trascorsa in compagnia i miei due migliori amici Michele e Maurizio si offrirono di accompagnare me e Emanuela a casa.

“ Proprio perché è la tua giornata” afferma Michele:

“ …e oggi non devi fare nulla di faticoso “ chiude Maurizio.

Arrivati davanti a casa l’amicizia che ci legava da tanti anni non mi permetteva di salutarli sulla strada così li inviati ad entrare. Se volete fare un’ ultimo brindisi, entrate in casa con noi, dissi. Emanuela acconsentì volentieri.

- Vado ad indossare qualcosa di più comodo – disse Emanuela, dirigendosi verso la camera da letto.

Io Michele e Maurizio ci accomodiamo sul divano e cominciamo a parlare della giornata trascorsa e inevitabilmente il discorso scivola sulle donne presenti al matrimonio. Commenti sempre più pesanti all’indirizzo delle più belle fighe presenti alla cerimonia arrivano alle orecchie di mia moglie che rientrando nel soggiorno dice:

-voi uomini avete sempre un unico discorso ed è sempre rivolto a cosce sederi e tette di donne.

-In effetti, dice Maurizio ci siamo lasciati andare, ma devi ammettere Emanuela che oggi ne avete invitate tante di belle ragazze -posando il bicchiere sul tavolino.

Quando alza lo sguardo e la vede nel nuovo abbigliamento trasale. Maurizio attira l’attenzione di Michele ed entrambi ammirano i pantaloncini cortissimi che mettevano in risalto le lunghe cosce e il culo dalla forma perfetta ed un top che lasciava scoperto il ventre piatto e abbronzato slanciando ancora più in alto le tette sode di Emanuela.

Ragazzi – dissi scherzando– sguardo sopra il collo di emanuela perchè questa da stasera è proprietà privata. Ridemmo tutti.

Sprofondando sul divano e incrociando una gamba sotto il sedere, Emanuela esclama: ma Piero vuoi che si accorgano di me con tutto quello che hanno visto oggi ? dice con un misto di gelosia e provocazione.

Guarda Emanuela che se dobbiamo essere sinceri tu sei la prima della lista tra tutte quelle viste oggi. Fortunato Piero che stanotte…..

Ma no è troppo stanco – dice Maurizio- stanotte non ce la farà. Hai bisogno di una mano Piero ? ridacchia Maurizio.

Penso che sia talmente stanco che avrà bisogno di due mani aggiunge Michele sorridendo.

Una battuta tira l’altra e Emanuela aggiunge : scusate ragazzi, ma più che di due mani vista l’occasione avrebbe bisogno di due cazzi.

Divertiti dalla battuta di Emanuela la discussione prende un tono semiserio ed io, curioso di sapere dove sarebbe andata finire esclamai :

Non ho bisogno di nessun aiuto e anzi, se sei d’accordo Emanuela, farò vedere a questi due di cosa sarò capace stasera.

Lei forse ancora risentita per i complimenti alle altre invitate aggiunge : con piacere. Farò vedere anche io che di tette e culo sono ben fornita.

E a quel punto Emanuela comincia a scostarsi la leggera canottiera di seta che indossa. Fissando gli sguardi di Maurizio e Michele sa già che i due amici possono vederle il primo capezzolo.

Non è il caso di fare così – farfuglia Michele. Si è vero – aggiunge Maurizio –lasciamo andare la questione.

Io cerco di intervenire ma Emanuela con sguardo deciso mi fissa negli occhi : lascia Piero, diamo una lezione a questi due.

Per nulla intimorita ed anzi eccitata dagli sguardi di tre uomini che si posano sulle sue tette i capezzoli rosa si induriscono sempre di più. Distende le gambe le gambe in avanti portando la schiena in posizione ritta, ritrae le ginocchia verso di sè e allargando lentamente le gambe fa intravedere la forma della sua figa. Ormai in preda ad un euforia sessuale esclama – ragazzi che ne dite ? per me la festa può anche continuare.-

Sapevo dell’ardore sessuale di mia moglie ma questa volta mi aveva sorpreso.

Se non ti offendi Piero, disse Michele portandosi una mano ai pantaloni, anche io vorrei ricominciare la festa .Fece scendere la zip e con un gesto velocissimo della mano fece scivolare fuori la sua bega ormai in tiro.

Maurizio che non voleva essere da meno slacciò la cintura facendo cadere i pantaloni a terra mettendo in risalto la forma della sua nerchia ancora nascosta tra gli slip.

Ero incapace di porre fine a questa situazione che mi stava sfuggendo di mano ma che tutto sommato mi eccitava e quindi pensai bene di lasciare andare le cose. Dopotutto ero tra amici e mia moglie, ed era lei che li stava incoraggiando.

Emanuela nel frattempo si era sfilata il top lasciando in bella vista le tette sode. Si era sfilata i pantaloncini ed era rimasta con il suo tanga rosso. La testa appoggiata all’indietro sulla spalliera del divano. Due dita della sua mano avevano scostato un lembo del tanga e cominciato a massaggiare sfregare il clitoride. Ansimava. Aveva voglia di cazzo e quella sera ne avrebbe avuti a disposizione ben tre.

Emanuela guarda che spettacolo.- le dissi. Lei alzando il capo rimase sbalordita alla vista di tre cazzi duri che avevano circa tutti le stesse grosse dimensioni.

Ragazzi, però se volete proseguire il gioco dovrete seguire le mie indicazioni. dissi.

Certo. Faremo quello che vuoi purché a questo punto ci lasci chiavare tua moglie.- risposero i due.

Feci sedere Michele e Maurizio ognuno di fianco a mia moglie. Presi una mano di Emanuela , che ora era seduta sul bordo del divano, e la posai sul cazzo di Michele e feci altrettanto con l’altra sulla minchia di Maurizio.

Ora Emanuela seguiva dolce tutte le mie istruzioni. Voleva solo cazzo. Io messo di fronte a lei le avvicinai la cappella alla bocca. La sua lingua cominciò a leccare sapientemente. Contemporaneamente iniziò a menare il cazzo ai due amici che cominciavano a godere.

La sua lingua mi leccava tutta la minchia. La saliva colava sul mio membro duro. Con le mani le tenevo la nuca e il cazzo scomparve nella sua bocca ingorda di cazzo.

La figa bagnata di Emanuela era pronta a ricevere uno dei tre randelli a disposizione e fu lei a chiedere di cambiare posizione.

Feci sedere Michele e invitai Emanuela a salire sopra di lui. Il cazzo duro scomparve nella fessura vaginale in un secondo. Ahhhhh..il grido di godimento di Emanuela faceva capire che apprezzava le dimensioni.

Fu la volta di Maurizio appoggiare la cappella sulle labbra di Emanuela e lei cominciò a slinguare sapientemente. Io, menandomi il cazzo, rimanevo a guardare eccitato alla vista di mia moglie sbattuta da due uomini nella prima notte di nozze.

La figa di Emanuela calda e bagnata aveva ormai con il suo liquido vaginale inumidito abbastanza il buchettino del suo culo.

Nel su e giù di Emanuela sul cazzo di Michele feci cenno di distendersi sul divano e come furono pronti allargai le chiappe di mia moglie e comincia a far roteare il dito sul buco anale. I mugolii di Emanuela mi fecero capire che era arrivato il momento di penetrarla anche da dietro.

Il mio randello duro era pronto. Avvicinai la punta del cazzo alle pieghettine del culo e con leggera pressione cominciai a spingere.

Fatemi godere. Fatemi godere era la richiesta di Emanuela. Fatemi un bel regalo di nozze, continuava a chiedere.

La mia capella era entrata nel suo sfintere e cominciavo ad andare avanti e indietro. Il cazzo di Michele nella vagina , il cazzo di Maurizio ripreso in bocca ed il mio che gli riempivano il culo facevano sembrare mia moglie una vera troia. Mi piaceva pensarlo e mi piaceva vederelo.

Godevo come un pazzo . Sborriamo ragazzi ! esclamai

Quasi come per caso venimmo tutti assieme. Il fiotto di sperma di Michele inondò il ventre di Emanuela e colando fuori dalla figa allargata impastò i peli di entrambi.

Il torrente di liquido bianco di Maurizio riempì la bocca di lei che con abile mossa se lo tolse quando ancora veniva e lo ripassò sulle labbra come un rossetto per gustare tutto il sapore leccando dalla cappella infuocata di Maurizio anche l’ultima goccia di nettare bianco.

Il mio pistone che andava avanti e indietro sparò sborra nella cavita’ anale ormai allargata a dismisura facendo colare sperma tra le chiappe della mia puttana che ormai sfinita ringraziò tutti per la meravigliosa notte di nozze. Che bel regalo di nozze mi avete fatto .

Anzi tre regali, tre cazzi tutti per me.

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