eda87

Le sorelline

Ero andato a casa di Elisa per studiare insieme. È una mia compagna di classe dalla quale sono sempre stato attratto: mora, con gli occhi neri e luminosi, le labbra carnose, il seno non troppo grande ma sodo, due gambe seducenti e un culo da fine del mondo. Avevo accettato di studiare con lei ufficialmente per aiutarla ma in realtà per starle vicino, guardarla, annusarla, stare con lei…
Suonai al campanello e chiesi di lei. Mi rispose sua sorella. Si chiama Laura ed è di tre anni più giovane di Elisa. A scuola l’avevo notata e ammirata diverse volte, un po’ come tutti…
-Chi è? –
-Ciao. Sono Edoardo, c’è tua sorella? –
-No, ma tra un po’ arriva, vuoi cominciare a salire?-
-Va bene, grazie.-
Salii e trovai la sorellina a ricevermi. Era bellissima: capelli lunghi e castani, un seno bellissimo e ben messo in evidenza da una maglia attillata bianca e due gambe lunghe e seducenti in mostra sotto la minigonna di jeans. La guardai dalla testa ai piedi per due volte, poi mi fece accomodare sorridendo sul divano per aspettare Elisa.
Laura mi offrì una lattina di birra che accettai e iniziai a bere sul sofà. Lei si sedette sulla poltrona davanti a me. Accavallò le gambe al rallentatore, sfiorandosi le cosce con le mani delicate. Ero eccitato. “E’ solo una ragazzina, smettila.” Mi ordinai scuotendo la testa.
Lo fece di nuovo piegandosi in avanti e ammiccando in modo poco fraintendibile, poi si alzò e si sedette vicino a me, passandomi la mano tra i capelli e accarezzandomi il collo.
-Cosa stai facendo?- riuscii a chiederle prima di esplodere.
-Niente di che… – mi sussurrò nelle orecchie –ho solo voglia di fare sesso… e sono da sola in casa con un ragazzo più grande.- finì di parlare e si strusciò con il naso sulla mia guancia, mostrando un pezzetto di lingua.
Non riuscii a resistere di più. Mi voltai e la afferrai per le spalle, baciandola profondamente. Le nostre lingue si unirono in una danza frenetica; ci scambiavamo fiumi di saliva mentre le nostre mani si muovevano freneticamente l’uno sull’altra. Salì sopra di me con le gambe a cavalcioni e vidi che non indossava il reggiseno: i suoi capezzoli erano in rilievo sulla maglia. Mi tolsi la t-shirt e la lasciai leccarmi i pettorali, mentre cominciavo a spogliarla.
Le tolsi la maglia lasciando liberi i suoi seni. Poi la misi sdraiata sul divano e mi tolsi i pantaloni e le mutande. Il mio cazzo era in erezione come non mai. Gemeva eccitata come una troia. Le sfilai la gonna continuando a passarle la mano sulla coscia e con l’altra a palparle il seno. Quando le tolsi le mutandine bianche vidi la sua vagina bagnata e pulsante. Le aprii le gambe e iniziai a penetrarla. La mordevo e la penetravo con violenza. Cademmo dal divano sul tappeto e lei si trovò sopra di me. Gemeva e urlava dal piacere andando su e giù sulla mia verga. Poi, quando ero ormai al limite del piacere, lo prese in bocca e mi fece venire. Deglutì tutto fino all’ultima goccia, poi ci baciammo e ci separammo rimanendo sdraiati sul tappeto l’uno di fianco all’altra riprendendo fiato con profondi respiri. Lei si inginocchiò al mio fianco e ricominciò a baciarmi. Le passavo una mano tra i capelli e con l’altra le palpavo il culo.
Stava ricominciando l’erezione quando sentii la porta aprirsi e richiudersi.
-Laura?- era Elisa.
Entrò in salone e rimase a bocca aperta vedendo la sua sorellina minore nuda e sudata leccarmi e palparmi. –Ma cosa sta succedendo qui?- chiese avvicinandosi incuriosita dalla situazione. Ero eccitatissimo e iniziavo a pregustare qualcosa di più…
Mi sollevai rimanendo seduto a terra con la schiena contro la base del divano. – Tua sorella mi ha fatto accomodare mentre ti aspettavo. –
- Vedo, vedo…- disse fissandomi il pene eretto e pulsante. – E tu- si rivolse alla sorella –come ti permetti di scoparti un mio amico senza dirmelo e farmi partecipare?- le chiese togliendosi il giubbotto e sedendosi sul divano esattamente sopra di me.
-Scusa… ma una volta tanto volevo averne uno tutto per me…- le rispose ancora mettendosi al mio fianco e strusciando la figa contro la mia gamba.
-Tranquilla Laura, facciamo ancora in tempo a rimediare.- disse Elisa sfilandosi il maglioncino e rimanendo in reggiseno. La sorellina salì sul divano e iniziò a baciarla appassionatamente. Io mi voltai e mi misi a leccare l’ombelico della sorella maggiore.
Le slacciai la cintura e le abbassai i pantaloni. Laura si staccò dalle sue labbra e si mise in piedi sul divano mettendo la sua vagina davanti alla bocca della sorella, che cominciò a lavorare di lingua.
Io, incantato dalla visione, tolsi il reggiseno a Elisa e cominciai a leccarle e mordicchiarle i capezzoli, mentre il mio cazzo premeva contro le sue mutandine nere. La sorella maggiore smise di leccare il sesso della minore e la buttò di prepotenza sul divano. Mi prese la testa e la portò davanti alla sua faccia, mettendomi di colpo la lingua in bocca e avvinghiandosi a me con le unghie e le gambe. Iniziai a palparle il culo ancora con le mutande, poi gliele tolsi e smisi di limonare. Scesi con la lingua sul collo, tra i seni, giù lungo il ventre, fino alla figa.
La leccai e penetrai con la lingua, poi quando fu soddisfatta si girò e si mise a pecorina mettendomi davanti al naso il suo culo rotondo. Laura si infilò sotto di lei ed iniziò a leccarle la figa proprio dove io avevo finito. – Scopami il culo, Edoardo! – Non me lo feci ripetere. La afferrai per i fianchi e le infilai il mio pene di prepotenza. Urlò prima di dolore e poi di piacere mentre la penetravo a ritmo costante e lei leccava a sua volta la vagina alla sorellina.
Quando stavo per venire, Elisa mi fermò e si girò, mostrandomi la gnocca con le gambe divaricate. La sorella fece lo stesso. Iniziarono a masturbarsi a vicenda e mi buttai sopra di loro, infilandogli il cazzo in bocca un po’ a una e un po’ all’altra. Durai ancora un paio di minuti così, poi quando ero sul punto di esplodere il mio sperma, iniziarono entrambe a masturbarmi tenendo le bocche aperte per ricevere il liquido tanto aspettato. Venni come un fiume in piena inondando le loro facce di un caldo liquido bianco.
Ci facemmo la doccia insieme, poi loro uscirono e mi lasciarono solo a lavarmi. Dopo un po’ sentii le due voci chiamarmi dalla stanza a fianco.
Il mio pomeriggio di studio non era ancora finito…

Nessun commento

Non c’è ancora nessun commento.

RSS feed dei commenti a questo articolo. TrackBack URI

Lascia un commento


 

WordPress Themes